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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘prodotti alimentari’

Tutelare l’ambiente per salvaguardare la salute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

Una necessità non più rinviabile come dimostrano i “numeri”: il 75% delle malattie e delle cause di morte è legato proprio al degrado ambientale e a stili di vita scorretti. Ne sono convinti i medici italiani che nel corso di un convegno ne hanno evidenziato l’aspetto.
Occorre, quindi, “individuare tutte le strategie efficaci e in grado di agire sulle condizioni socio-ambientali, cercando di ridurre il peso di tante malattie che gravano sulla collettività”.
“Le esposizioni a sostanze nocive, ai rifiuti e all’inquinamento atmosferico – dicono i medici – sono tra le maggiori cause dei pericoli per la salute.”
“Secondo la più recente letteratura, danni possono esserci anche a causa delle tante sostanze chimiche che usiamo quotidianamente: la maggior parte, infatti, non è ancora stata adeguatamente testata e valutata per la sua sicurezza”. I pericoli provengono anche dalle frodi commerciali.
Anni fa è stato registrato negli Stati Uniti un vertiginoso aumento dei casi di contraffazione di farmaci. In un editoriale pubblicato dalla rivista The Lancet, dedicato all’argomento parla di una crescita dell’800% e si esorta un rafforzamento delle norme sui farmaci, soprattutto nei Paesi dove non esistono o sono troppo blande. Proprio la mancanza di regole rigide e a volte le inadempienze degli stessi organismi di controllo, in specie nei Paesi in via di sviluppo, si rileva come si possa arrivare fino al 30% dei medicinali contraffatti. In particolare, a essere oggetto di falsificazione sono i farmaci antimalaria, che una volta alterati raggiungono il commercio, soprattutto nel Sud-Est asiatico, senza incontrare ostacoli. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, solo il 20% degli Stati membri ha un sistema regolatorio sui medicinali ben sviluppato e circa il 30% non ha alcun impianto legislativo in materia.
C’è bisogno di collaborazione fra governi, autorità, industrie, consumatori, forze di polizia, scienziati e operatori sanitari per combattere il problema. Le aziende, in particolare, dovrebbero riportare volontariamente casi sospetti di contraffazione e abbassare i prezzi dei loro prodotti nei Paesi in via di sviluppo per ridurre l’incentivazione economica alla falsificazione.
Vi è poi vi è un altro fronte critico nel campo dei prodotti alimentari.
Non solo i pomodori ma anche tartufi, formaggi, arance, limoni, aglio, funghi, miele e olio, sono i “falsi alimentari” che invadono il nostro mercato e ingannano il consumatore.
Se un prodotto, sia chiaro, viene dall’estero, non è detto che sia necessariamente cattivo, dipende, semmai, dalla qualità e dalle tecniche di coltivazione. Rimane il problema dei controlli, soprattutto per gli alimenti provenienti dai Paesi extra Ue, sulla presenza di sostanze non ammesse dalla normativa comunitaria (antibiotici, insetticidi, ecc.), perché il commercio globalizzato espone ad alcuni rischi se le regole non sono altrettanto globalizzate. Il problema è dovuto al fatto che questi prodotti sono spacciati come “made in Italy”, cioè come prodotti nostrani, quando invece non lo sono, ingannando così i consumatori.
Si consumano, in tal modo, passate di pomodoro italo-cinesi, o si grattugiano tartufi afro-cino-albanese messi accanto a quello italiano per farne assorbire l‘odore, o a tagliare formaggio danese, o a sbucciare arance e limoni maturati al sole del Sud America e del Sud Africa, o a soffriggere con aglio cinese venduto a pochi euro nei mercatini rionali, o a mangiare una pizza ai funghi dell’Est Europa, o a far colazione con il miele ungherese e a condire con olio mediterraneo. Il tutto pensando che stiamo mangiando prodotti della nostra terra.
Ora ci si mette anche la crisi che spinge molte persone titolari di redditi modesti, e in Italia ci avviciniamo ai dieci milioni, ad acquistare, soprattutto prodotti alimentari a costi molto bassi e di provenienza dubbia. In questo modo si rischia seriamente d’ammalarsi provocando un nuovo aggravio della spesa sanitaria. (Riccardo Alfonso)

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Cibi e presenza pesticidi

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 novembre 2011

Le Giornate di Ipack-Ima - Tecnologie per la S...

Image by http://www.myfruit.it via Flickr

Secondo l’ultima relazione dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) il 97,4% dei campioni analizzati rientra nei livelli massimi di residui consentiti, con un incremento di circa un punto percentuale rispetto al 2008. I Paesi relatori (tutti i paesi Ue, Islanda e Norvegia) hanno analizzato quasi 68.000 campioni di prodotti alimentari alla ricerca di 834 pesticidi, e il numero dei prodotti alimentari analizzati è aumentato da quasi 200 nel 2008 a circa 300 nel 2009. I livelli massimi residui, si legge in una nota Efsa, «sono stati superati più frequentemente nei campioni provenienti da Paesi esterni allo spazio economico europeo (6,9% dei campioni) che in quelli provenienti dai Paesi UE ed Efta (1,5% dei campioni)». L’Agenzia ha anche sottolineato che la presenza negli alimenti di pesticidi a livelli superiori ai livelli massimi residui «non comporta necessariamente timori sulla sicurezza», occorre poi valutare l’esposizione potenziale dei consumatori a tali residui attraverso la dieta. Rispetto al 2006, anno dell’ultima analisi, «la percentuale di superamento dei livelli massimi residui è scesa dal 4,4% all’1,4 %» ha sottolineato l’Authority con sede a Parma e questo dato potrebbe essere attribuito «in parte all’armonizzazione dei Livelli massimi residui, entrata in vigore nel settembre 2008». Tuttavia al miglioramento potrebbero avere contribuito anche altri fattori, «quali» ha ricordato l’Agenzia «l’impiego più efficace degli strumenti legislativi che impongono a produttori e altri soggetti dell’industria di attuare sistemi di sicurezza, nonché le mutate modalità di impiego dei pesticidi in Europa». L’Efsa ha concluso che, sulla base delle attuali conoscenze, «l’esposizione a lungo termine ai residui individuati nei principali alimenti che fanno parte della dieta degli europei non desterebbe preoccupazioni per la salute». (fonte farmacista33)

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Politica agricola dopo il 2013

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2011

In vista delle proposte della Commissione sul futuro della politica agricola comune, il Parlamento presenta la sua posizione per il prossimo bilancio a lungo termine per il periodo 2014-2020. In reazione a voci sul taglio degli aiuti al secondo pilastro della PAC, i deputati hanno ripetuto il loro sostegno per assicurare adeguate risorse finanziarie anche per lo sviluppo rurale.
Se la politica agricola dell’UE mira a fornire prodotti alimentari sicuri e di alta qualità e contribuire alla protezione dell’ambiente e alle energie rinnovabili, tale politica deve essere finanziata adeguatamente, secondo gli eurodeputati, in modo da fornire agli agricoltori un incentivo all’utilizzo di tecniche moderne e ecocompatibili. I pagamenti diretti agli agricoltori dovrebbero essere più chiaramente legati alle “misure verdi” (basse emissioni di carbonio, basso consumo energetico). Un ampio sistema europeo di incentivi, finanziato dall’UE al 100%, dovrebbe essere istituito per sostenere gli agricoltori che appoggiano lo sviluppo sostenibile.
I finanziamenti agricoli dovrebbero essere distribuiti più equamente tra gli Stati membri e tra le diverse categorie di agricoltori. Il Parlamento propone che ogni paese dell’Unione Europea dovrebbe in futuro ricevere una percentuale minima della media UE dei pagamenti diretti. I deputati sono d’accordo con l’introduzione di un massimale per i pagamenti diretti per agricoltore, ma sottolineano che le nuove regole devono tener conto delle dimensioni delle aziende agricole e dei criteri oggettivi di occupazione nonché delle pratiche sostenibili.
La lotta alla speculazione per le materie prime agricole e l’estrema volatilità dei prezzi richiedono una soluzione a livello globale, secondo gli eurodeputati, in modo da garantire una maggiore stabilità per gli agricoltori e le forniture su larga scala di prodotti alimentari sicuri. Il Parlamento propone un sistema mondiale di notifica dello stato attuale delle scorte, per contrastare la speculazione selvaggia delle materie prime agricole.
Per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento di prodotti lattiero-caseari, i deputati hanno chiesto alla Commissione di monitorare il mercato lattiero-caseario per il periodo successivo al 2015. Il sistema attuale delle quote sarà soppresso nel 2014. La risoluzione non legislativa è stata approvata per alzata di mano. La Commissione presenterà il suo progetto di pacchetto legislativo alla fine dell’autunno e Parlamento e Consiglio saranno chiamati a decidere insieme sul contenuto definitivo della legislazione.

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Italia: cresce consumo pesce crudo

Posted by fidest press agency su martedì, 28 dicembre 2010

Non si può definire più come una moda tanto è diffuso il consumo di pesce crudo ed il sorgere spontaneo in ogni parte d’Italia di sushi bar o simili. In effetti l’abitudine di tanti italiani di mangiare pesce e molluschi non cotti non è un marchio tipico d’importazione “giapponese”, anche perché nel Nostro Paese è consuetudine consumarne da sempre, così come da sempre si dimenticano i rischi connessi dovuti spesso alla carenza d’informazione. Così  come la stragrande maggioranza dei prodotti alimentari crudi, il pesce ed i molluschi sono spesso portatori di batteri, vibrioni e parassiti che solo la cottura o il congelamento potrebbero distruggere ed al contrario risultano immuni all’azione dei succhi gastrici insediandosi persino in modo permanente nella parte terminale dell’intestino.  E così per tornare a parlare di sushi, non è raro il caso d’infezione da Anisakis (Pseudoterranova decipiens) un nematode parassita di colore biancastro i cui sintomi possono essere riconducibili a reazioni di tipo allergico (anafilattiche), forti dolori addominali, febbre, nausea, vomito e generale debilitazione. Altri parassiti che s’insediano con modalità analoghe nell’apparato gastrointestinale sono il verme trematode Clonorchis e dal cestode (verme piatto) Diphyllobothrium. Per uccidere questo tipo di parassiti, è sufficiente il congelamento dei prodotti per qualche ora, tant’è che due regolamenti italiani (853/04 e 854/04) che disciplinano il consumo di pesce crudo, impongono il congelamento per un periodo minimo di 24 ore ad una temperatura non superiore ai – 20°.  Nonostante la legge, di là della circostanza che il congelamento fa perdere, almeno parzialmente alcune caratteristiche organolettiche, è noto però che tale procedura non elimina batteri e vibrioni che sarebbero annientati solo dalla cottura a temperature anche elevate. Secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, ai consumatori di pesce crudo e sushi non restano che due scelte: o continuare a rischiare sulla propria pelle o mangiare consapevolmente pretendendo dai ristoratori, quantomeno di consumare prodotti decongelati nel rispetto della legge italiana.

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Pomodorata di protesta

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 settembre 2010

Roma 23/9/2010 ore 11:30 davanti la sede dell’Antitrust (Piazza G. Verdi, 6/a) Casper darà vita ad una “pomodorata”: i responsabili delle speculazioni sui listini, diverranno oggetto di lancio di pomodori da parte dei consumatori, e chi centrerà il bersaglio verrà premiato con una bruschetta, ovviamente al pomodoro. Il primo lancio verrà effettuato dal Presidente di Coldiretti, Sergio Marini. Anche il Presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, interverrà incontrando alle ore 11:30 i vertici delle 4 associazioni, che gli consegneranno un esposto relativo alle speculazioni sui prezzi dei principali prodotti alimentari. Casper illustrerà inoltre ai giornalisti i dati che dimostrano in modo inequivocabile i ricarichi assurdi su frutta e verdura, che raggiungono quota +1300%.

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Colletta alimentare

Posted by fidest press agency su martedì, 1 dicembre 2009

Si è svolta sabato in oltre 7600 supermercati e ipermercati la XIII edizione della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare. Grazie all’aiuto di più di 100.000 volontari sono state raccolte 8.600 tonnellate di prodotti alimentari* che saranno distribuiti agli oltre 8.000 enti convenzionati con la Rete Banco Alimentare che assistono 1,3 milioni di persone ogni giorno. In Emilia Romagna il totale donato è stato di 991.337 kg di prodotti (+3,8 % rispetto al 2008), mentre nella provincia di Bologna ne sono stati raccolti 223.620 (+ 6,8%).  Anche in un periodo di confusione e crisi come quello attuale, la generosità delle persone è stata immensa: il dono di una parte della propria spesa è entrato nel cuore della gente, diventando un vero e proprio gesto di popolo. La carità continua ad essere più forte della crisi economica e l’esperienza della Colletta Alimentare è una risposta concreta al bisogno materiale del povero e allo stesso tempo al desiderio di rompere la catena della solitudine che sempre più spesso attanaglia le persone.   Per dare poi continuità  alla Giornata Nazionale della Colletta Alimentare e aiutare la Fondazione Banco Alimentare a sostenere i costi di trasporto e distribuzione dei prodotti donati si segnalano due iniziative significative:  La campagna “Per Natale, mettiamoci il cuore”, promossa dalla cooperativa Camst, impresa di ristorazione, che, per il terzo anno consecutivo,  presenta una campagna di raccolta fondi all’interno dei propri locali. Dall’1 al 20 dicembre Camst proporrà ai propri clienti in 144 fra self service, bar e ristoranti aziendali, di acquistare una confezione monoporzione di biscotti, personalizzati per l’iniziativa, al prezzo di 1 €. Il ricavato verrà devoluto interamente al Banco Alimentare. Come ringraziamento, Camst regalerà un coupon che darà la possibilità di vincere un buono spesa, spendibile nei punti vendita del circuito Day Cadeau. L’elenco dei punti Camst è disponibile sul sito http://www.bancoalimentare.org (area Emilia Romagna).  L’operazione si svolgerà nelle seguenti regioni: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria, Veneto.  La seconda iniziativa riguarda la possibilità di sostenere la Rete Banco Alimentare donando 2 euro con un sms al numero 48547 (rete mobile Tim, Vodafone, Wind, 3, rete fissa Telecom).

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