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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

Posts Tagged ‘prodotti’

Prodotti green e attenzione all’ambiente

Posted by fidest press agency su sabato, 16 maggio 2020

Come sono cambiati (e come continueranno a cambiare) i consumi nell’epoca del Covid19? “Gli italiani trascorrono molto più tempo di prima chiusi in casa e questo li porta a prediligere acquisti che fanno bene alla loro salute e all’ambiente: dagli alimenti bio ai detersivi naturali, dai prodotti per l’igiene personale agli ingredienti base per cucinare”. A rivelarlo è Angela Lombardo, imprenditrice e consulente strategico per il negozio fisico nella provincia di Roma, già store manager e general manager di Eataly, partner della rete ‘Stile Naturale’. Lombardo ha passato in rassegna diversi studi e indagini che si focalizzano sulle abitudini dei consumatori romani, italiani e internazionali durante la fase del lockdown. “Partiamo anzitutto da un dato contenuto in uno studio dell’agenzia Mark Up risalente al periodo antecedente l’emergenza. Già nei mesi passati, prima del diffondersi del Coronavirus, il 57% dei consumatori diceva di essere disposto a cambiare le proprie abitudini per contribuire a ridurre l’impatto ambientale. Una tendenza trasversale che si riscontrava un po’ in tutte le fasce di età, dai Millenials agli anziani. Il 77% degli intervistati, inoltre, aggiungeva di essere pronto a spendere di più per prodotti che fanno bene alla propria salute e all’ambiente”. Un trend che, secondo la Lombardo, è stato accelerato dall’avvento dell’epidemia. “Se ci pensiamo è naturale: la gente, anche a livello inconscio, sa che è meglio non ammalarsi per non dover andare in ospedale, quindi presta grandissima attenzione alla cura di sé. Allo stesso tempo si è costretti a rimanere per tantissimo tempo in spazi chiusi: ecco allora che diventa importante ricorrere a quei prodotti che garantiscono la salubrità degli ambienti e riducono l’inquinamento indoor”. “In questo caso – aggiunge Lombardo – sono significativi i dati raccolti da GDO News, punto di riferimento in Italia per l’analisi della grande distribuzione organizzata, tra il 6 e il 12 aprile. Degno di nota l’incremento del comparto ‘prevenzione e salute’: detergenti e superfici (+37%), guanti (+97%), sapone per le mani solido e liquido (+52,1%), candeggina (+46,6%)”. Un andamento confermato anche dalle aziende del settore, come Verdevero (https://www.verdevero.it/), specializzata nella produzione e vendita di detersivi ecologici a ridottissimo impatto ambientale, che ha registrato un incremento del 40% rispetto al periodo pre-Covid19 e un +60% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In crescita anche la domanda di trattamenti anti-muffa, come quelli dell’azienda ‘Bastamuffa’ (https://bastamuffa.com) che a marzo ed aprile è andata incontro a un +20%. Abitudine più sane tra le mura domestiche ma anche a tavola, dove spopolano i cibi biologici e dalla tracciabilità controllata. “Le persone hanno più tempo per studiare, informarsi e comprendere le caratteristiche di quello che mangiano. Un’analisi effettuata da Assobio in collaborazione con Nielsen rivela infatti che le vendite biologiche nella grande distribuzione sono aumentate del 19,6%, mentre un vero e proprio boom è stato registrato dall’ortofrutta con un +24,8%. Accanto a tutto questo c’è anche il riaffermarsi dei piccoli supermercati bio di quartiere o vicinato anche a Roma e Provincia”.

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Promuovere la vendita dei prodotti italiani

Posted by fidest press agency su sabato, 9 maggio 2020

L’agroalimentare è stato uno dei settori che, sin dall’inizio dell’emergenza legata alla diffusione del coronavirus, ha continuato l’attività assicurando l’approvvigionamento alimentare al nostro Paese. Questo non ha però risparmiato il settore dalla crisi a causa delle pesanti restrizioni: i disagi maggiori sono arrivati dalla chiusura di bar, ristoranti, pizzerie, mense, ed in generale di tutte le attività del circuito Horeca con un vero e proprio crollo dei consumi fino a un meno 30%, cui si aggiunge la forte contrazione dell’export per analoghe misure adottate anche all’estero.Il contraccolpo di questo stop è stato avvertito in modo notevole anche dalle filiere zootecniche. I comparti al momento più colpiti sono quello della carne suina, in crisi per il crollo della domanda soprattutto di prosciutti DOP, il settore latte, con la forte contrazione della domanda di latte fresco e latticini, il settore della carne bovina che vede difficoltà forti, con riferimento a molti tagli freschi, a cominciare da quelli più pregiati e una forte diminuzione del consumo di carne di vitello, e per finire al settore del pesce fresco, anch’esso in caduta libera. Tutti prodotti per i quali l’Horeca e l’export rappresentano una quota rilevante della domanda oggi senza sbocco.A ciò deve aggiungersi anche il cambiamento significativo della domanda dei consumatori che si è riorientata verso prodotti con una shelf life più lunga, che ha contribuito alla riduzione della domanda di prodotti alimentari italiani, rischiando di mettere in ginocchio gli agricoltori e gli allevatori italiani e tutta la filiera che, responsabilmente, non hanno mai smesso di lavorare in questo periodo di grave emergenza.Un vero e proprio paradosso, se si considera che il nostro Paese di regola non è autosufficiente per il fabbisogno interno di latte, carni e pesce e che, in situazioni normali, si è costretti ad importare notevoli quote di questi prodotti dall’estero per soddisfare la domanda interna e che oggi invece, a causa del riorientamento dei consumi, si sta mettendo in grave crisi le produzioni nazionali.In attesa, pertanto, della ripartenza dei canali Horeca ed auspicando il ritorno a una, seppur, lenta normalità, allo stato attuale i punti vendita al dettaglio rappresentano l’unico canale di sbocco della produzione agro-zootecnico-alimentare di origine italiana. Per questo motivo ASSALZOO, l’Associazione nazionale tra i Produttori di alimenti zootecnici, si rivolge alle catene della Grande Distribuzione Organizzata affinché lancino iniziative specifiche per promuovere e sostenere l’acquisto di prodotti lattiero-caseari e di carni e loro derivati 100% italiani.L’emergenza ha modificato la fisionomia dei consumi, con il consolidarsi di nuove tendenze di acquisto. I supermercati e i piccoli esercizi di prossimità, anche con il potenziamento dei nuovi canali distributivi come le consegne a domicilio e l’e-commerce, hanno un ruolo di primo piano per i consumi alimentari. Per questo è fondamentale che sostengano la produzione agroalimentare, soprattutto di quelle filiere più indebolite dalla crisi.Per questa ragione Assalzoo, da sempre al fianco e in difesa della filiera agroalimentare italiana, si rivolge alla Grande Distribuzione Organizzata e in generale a tutta la distribuzione, perché i punti vendita sposino questa visione con iniziative di promozione dei prodotti italiani. Campagne come quelle già avviate da alcuni gruppi vanno nella giusta direzione: favorire il consumo di prodotti che parlino italiano, che siano espressione della qualità, del territorio, della tradizione e del gusto italiano.
In questo modo sarà possibile tutti insieme superare la grave crisi che stiamo vivendo e continuare a garantire il futuro delle imprese agroalimentari del nostro Paese e che sono un’eccellenza e un traino dell’intera manifattura italiana e dell’economia nazionale.

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I prodotti elettrici ed elettronici sono beni di prima necessità

Posted by fidest press agency su martedì, 17 marzo 2020

Con la ulteriore circolare interpretativa del Ministero dell’Interno (documento allegato) si è definito il perimetro normativo all’interno del quale dovranno muoversi gli operatori del settore.In parziale riforma rispetto a quanto indicato con circolare 12 Marzo 2020 il Ministero ha ora precisato che a “seguito di interlocuzioni con la Presidenza del Consiglio, con i Ministri competenti e con alcuni Prefetti maggiormente interessati” l’autorizzazione a tenere aperto per i negozi non alimentari che tuttavia vendono beni di prima necessità (tra essi gli elettrodomestici e l’elettronica) è esclusa per le giornate festive e pre-festive.Nella medesima circolare inoltre si prescrive che i supermercati presenti nei centri commerciali possono aprire nelle giornate festive e pre-festive limitatamente alle aree di vendita di prodotti farmaceutici, parafarmaceutici e di generi alimentari.Si ricorda che il DPCM 11 Marzo 2020 nel definire le tipologie di punti vendita per i quali non vige l’obbligo di sospensione delle attività, ovvero quelli elencati all’allegato 1 del medesimo provvedimento, ha anche abrogato la disposizione di cui alla lettera r) dell’art. 1 del precedente DPCM 8 Marzo 2020 che prevedeva la chiusura nel fine settimana dei punti vendita posti all’interno di Centri Commerciali e delle strutture di medie e grandi dimensioni, anche se indipendenti.Pertanto le imprese esercenti
– Il commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici e
– Il commercio al dettaglio di apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4)
non sono tenute a sospendere la propria attività di vendita ma sono soggette a limitazioni in ordine alle giornate di apertura.
Si conferma che la definizione di “non specializzati” adottata dal Legislatore per la finalità di non escludere dall’elenco degli operatori autorizzati imprese che per ragioni varie possano avere codici ATECO diversi da 47.4 e seguenti. La norma ricomprende ogni rivenditore di tali prodotti indipendentemente dalle dimensioni e dai format di vendita.Sono ovviamente fatte salve tutte le previsioni in materia di sicurezza degli addetti e dei consumatori, ovvero la distanza di almeno un metro tra gli avventori.Sarà ovviamente facoltà delle imprese indipendenti e delle organizzazioni centralizzate orientarsi autonomamente in relazione alla sospensione, alla rimodulazione o al proseguimento della propria attività, dandone informativa alla Clientela.Aires e Ancra Confcommercio auspicano infine che la Protezione Civile possa mettere quanto prima a disposizione per tutti i lavoratori dispositivi di protezione individuale (il cosiddetto Kit Sicurezza) al fine non solo di aumentare al massimo la tutela della Salute di tutti ma anche di consentire nel modo più sereno possibile il prosieguo delle attività produttive, distributive e di erogazione di servizi essenziali.

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“Musumeci blocchi i prezzi dei prodotti agricoli e tuteli la salute dei siciliani”

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2020

Palermo.”Il Governo Musumeci blocchi subito i prezzi dei prodotti agricoli, come ha fatto il Governo spagnolo, così tutelerà l’agricoltura e la salute dei siciliani”. L’appello è di Franco Calderone, responsabile in Sicilia del Movimento 24 Agosto per l’Equità territoriale, movimento fondato dal giornalista e scrittore meridionalista, Pino Aprile.
“Nei giorni scorsi il governo spagnolo ha varato questa misura per risollevare le sorti dei suoi agricoltori. In pratica, in Spagna, si potranno sempre importare prodotti che arrivano da ogni parte del mondo ma, – sottolinea Calderone- non potranno più essere rivenduti a prezzi inferiori al costo di produzione degli stessi prodotti agricoli spagnoli. Un provvedimento chiesto a gran voce dai sindacati degli agricoltori che adesso tirano un sospiro di sollievo”. “Per la Sicilia- dichiara il responsabile del Movimento per l’equità territoriale- sarebbe un toccasana, sia per gli agricoltori che non rimarrebbero più schiacciati dalla concorrenza dei prodotti esteri, sia per i cittadini siciliani che, dinnanzi ad una parità di prezzi, sceglierebbero di comprare prodotti locali, rinunciando a tutta quella merce che arriva da ogni dove e che rappresenta un rischio per la salute”.”Sappiamo, ad esempio, -osserva Calderone – che tanti siciliani acquistano frutta estiva africana perché molti agricoltori siciliani non hanno alcuna convenienza a coltivarla perché dovrebbero venderla sotto costo. Lo stesso vale per gli agrumi e per tutto quello di cui ci nutriamo. La Spagna ha detto basta e anche noi dobbiamo farlo per la nostra salute e per la nostra agricoltura “.
“Il Governo Musumeci ha l’occasione di dimostrare che, al di là delle chiacchiere, ha veramente a cuore l’agricoltura e la salute dei siciliani. Quello che è certo- chiosa Calderone- è che il Movimento 24 Agosto per l’equità territoriale metterà al centro della propria azione politica il rilancio delle aziende agricole che, tornando a produrre reddito, creeranno occupazione. Misure come il reddito di cittadinanza non avrebbero più motivo di esistere”.

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Antitrust avvia indagine su prodotti igienizzanti e mascherine

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2020

L’Autorità garante della concorrenza ha comunicato, il 27 febbraio, l’avvio di un’indagine relativa alla vendita online di prodotti igienizzanti e mascherine. La questione nasce da alcune segnalazioni inoltrate da consumatori e associazioni come lo “Sportello dei Diritti” che hanno lamentato due ordini di problemi. In primis, la presenza di messaggi pubblicitari, sia sulle principali piattaforme di vendita che su altri siti online, relativi all’asserita efficacia di prodotti igienizzanti e mascherine ai fini di protezione e/o contrasto nei confronti del Coronavirus. In secondo luogo, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, le segnalazioni indicavano anche un altro rilevante problema, ovvero l’ingiustificato e consistente aumento dei prezzi di tali prodotti registrato negli ultimi giorni sui siti oggetto delle suddette segnalazioni. Nell’ambito di tale indagine, l’Antitrust ha richiesto alle principali piattaforme di vendita e agli altri siti web, il 27 febbraio, di fornire informazioni sulle modalità di commercializzazione di prodotti igienizzanti per le mani e di mascherine monouso di protezione delle vie respiratorie. I medesimi soggetti avranno 3 giorni di tempo per comunicare all’Autorità quali misure hanno posto in essere, per eliminare slogan pubblicitari che possano ingannare i consumatori sull’efficacia di tali prodotti sia in termini di cura che di prevenzione delle patologie da COVID 19, e quali decisioni abbiano adottato al fine di evitare ingiustificati e sproporzionati aumenti di prezzo. Nell’ambito dei poteri a disposizione dell’Antitrust per reprimere le pratiche commerciali sleali, l’Autorità, nel caso di diffusione di informazioni non veritiere, può intervenire in via cautelare e imporre sanzioni che possono arrivare fino a 5 milioni di euro.

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Il 72% dei consumatori digitali del Nordest acquista prodotti e servizi all’estero

Posted by fidest press agency su domenica, 8 dicembre 2019

Un terzo degli acquirenti digitali del Nordest acquista prodotti online inizialmente condivisi sui social media e 7 consumatori digitali su 10 comprano da siti e piattaforme internazionali. I consumatori digitali del Nordest si distinguono per la loro sensibilità green, riservando particolare attenzione alla sostenibilità dei prodotti e delle confezioni con cui questi vengono spediti. Pasti a domicilio, abbigliamento e libri sono tra i prodotti più acquistati dagli acquirenti del Nordest attraverso piattaforme digitali[1]. Il 18% delle imprese online in Italia è del Nordest: la maggior parte rappresentate da Veneto (7%) ed Emilia Romagna (7%), seguite da Friuli-Venezia Giulia (2%) e Trentino-Alto Adige (2%).Queste alcune delle evidenze emerse oggi in occasione della prima edizione di Netcomm Forum Nord-Est, il primo appuntamento con l’evento di riferimento per la trasformazione digitale delle imprese locali, organizzato da Netcomm, il Consorzio del commercio digitale in Italia, in collaborazione con Fiera di Padova.“Il Nordest ha tassi di crescita intorno al 20% annuo, sia nei volumi d’affari delle vendite online sia delle imprese coinvolte, ben superiore a quello medio nazionale. Un territorio fertile, dunque, dove le prospettive di trasformazione digitale rappresentano una grande opportunità anche per il resto del Paese, in cui quest’anno gli acquisti online hanno sfiorato i 31,6 miliardi di euro, con una crescita del 15%.” Commenta Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, il Consorzio del commercio digitale in Italia. “Attraverso questa prima edizione di Netcomm Forum Nord-Est abbiamo voluto sensibilizzare manager e professionisti al necessario e inevitabile percorso di evoluzione digitale che le pmi del territorio devono intraprendere per poter stare al passo con le sfide internazionali, in termini di offerta e competitività. Il digitale è una grande opportunità e se le imprese sapranno fare rete tra loro, investendo nelle tecnologie e nelle competenze necessarie, potranno lavorare insieme per un modello di business sempre più competitivo in una prospettiva internazionale.”
“Il commercio on line, sia b2b sia b2c è un canale oramai fondamentale per ogni azienda e le case history presentate nel corso di questo Forum lo hanno evidenziato chiaramente – sottolinea il direttore generale di Fiera di Padova Luca Veronesi – Il compito di una Fiera al passo con i tempi è mettere a disposizione delle imprese non solo spazi espositivi ma anche servizi informativi ed educativi ad alto valore aggiunto. Questa prima edizione di Netcomm Forum è uno di questi: approfondire e aggiornare con relatori di altissimo profilo le proprie conoscenze sul commercio on line è una opportunità che abbiamo offerto insieme a Netcomm a tutti gli imprenditori del Nord Est, perché Fiera di Padova ha l’obiettivo di essere riconosciuta sempre più come un luogo dove ogni iniziativa ruota attorno all’innovazione, alla conoscenza e allo scambio di esperienze.”Netcomm Forum Nord-Est ha rappresentato il primo spin-off geografico del consolidato appuntamento di Netcomm Forum, arrivato proprio quest’anno alla sua quattordicesima edizione a Milano, con oltre 250 imprese espositrici e registrando un record di oltre 17 mila presenze.Sono intervenuti, nel corso della giornata, Roberto Liscia, Presidente di Netcomm; Silvia Elia Legal Advisor and Policy Affairs di Netcomm; Giulio Finzi, Senior Partner di Netcomm Services; Valentina Pontiggia, Direttore Osservatorio eCommerce B2c, Politecnico di Milano; Fabrizio Dughiero, dell’Università di Padova; Simone Ranucci Brandimarte, Co-fondatore e presidente del Gruppo DigiTouch; Gianluca Borsotti, CEO & Founder di Mister Worker; Daniele Bruttini Founder, Quomi Srl; Simona Casarotto Responsabile della Comunicazione, SUN68; Giulia Chiari Head of Partnership, AliExpress; Paolo Costa Digital Manager, Sacchi Elettroforniture SpA; Maurizio Menniti Responsabile e-commerce e web marketing, UYN; Stefano Branduardi Marketing Director, MailUp; Franco Conzato Direttore, Nuovo Centro Estero Veneto e Promex, Azienda Speciale CCIAA di Padova; Mariagrazia Flaibani, Digital Marketing Director Worldwide di Electrolux; Antonella Girone, eCommerce and Digital Marketing Manager di Salewa; Rita Polarolo, Responsabile del programma Amazon – Made in Italy, Amazon; Paola Trecarichi Senior Head di HiPay Italia
Tra le eccellenze tecnologiche del territorio, hanno partecipato all’evento Uqido, software house padovana attiva nella realtà virtuale e aumentata, nel machine learning, nell’IoT e nell’intelligenza artificiale; e Fattoretto, agenzia veneta tra le più riconosciute nel panorama italiano, specializzata in consulenza SEO e Digital PR per e-commerce.

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Più di 200 milioni di € per promuovere i prodotti agroalimentari europei all’interno e all’esterno dell’UE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 novembre 2019

Il programma di lavoro 2020 relativo alla politica di promozione, adottato oggi dalla Commissione, definisce le principali priorità del sostegno. La politica dell’UE nella promozione dei prodotti agroalimentari si prefigge di aiutare il settore ad approfittare al meglio del mercato agroalimentare globale, sempre più grande e dinamico, di sensibilizzare i cittadini sui regimi di qualità, compresi i prodotti biologici, e di sostenere i produttori che si trovano a far fronte a turbative di mercato o alla perdita di fiducia dei consumatori.Nel 2020 più della metà del bilancio (118 milioni di €) sarà destinato a campagne per mercati al di fuori dell’UE con un elevato potenziale di crescita, come Canada, Cina, Giappone, Corea, Messico e Stati Uniti. Le campagne selezionate dovrebbero migliorare la competitività e il consumo dei prodotti agroalimentari dell’Unione, ottimizzarne l’immagine e aumentare la loro quota di mercato nei paesi interessati.Le campagne informeranno inoltre i consumatori dell’UE e del resto del mondo dei vari regimi e delle diverse etichette di qualità dell’UE, quali le indicazioni geografiche. Le campagne intendono inoltre mettere in evidenza gli elevati standard di sicurezza e qualità, la diversità e gli aspetti tradizionali dei prodotti agroalimentari dell’UE. Infine, all’interno dell’UE, l’accento sarà posto sulla promozione di un’alimentazione sana e sull’aumento del consumo di frutta e verdura fresca nel quadro di un’alimentazione equilibrata.Gli inviti a presentare proposte per le prossime campagne saranno pubblicati nel gennaio 2020. Un’ampia gamma di organismi, come le organizzazioni professionali, le organizzazioni di produttori e i gruppi agroalimentari responsabili delle attività di promozione, possono presentare proposte e richiedere finanziamenti.
I cosiddetti programmi “semplici” possono essere presentati da una o più organizzazioni del medesimo Stato membro; i programmi “multipli” coinvolgono almeno due organizzazioni nazionali provenienti da almeno due Stati membri o da almeno una o più organizzazioni europee.Per il 2020 i programmi semplici riceveranno 100 milioni di € e i programmi multipli 91,4 milioni di €.Un importo supplementare di 9,5 milioni di € è riservato alle iniziative della Commissione. Tra queste figurano la partecipazione a fiere e campagne di comunicazione, nonché iniziative diplomatiche promosse dal commissario per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale e accompagnate da una delegazione commerciale.

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Richiesta Iva agevolata al 10% sui prodotti per l’infanzia

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

Prosegue l’impegno di Altroconsumo a sostegno dei consumatori con un’iniziativa finalizzata a ottenere l’applicazione dell’Iva agevolata al 10% sui prodotti per l’infanzia. Una proposta che, da un lato, l’Organizzazione di consumatori ha portato all’attenzione del Ministro dell’economia Roberto Gualtieri e del Ministro per la Famiglia Elena Bonetti e che, dall’altro, in attesa che la politica faccia il suo corso, vede Altroconsumo intervenire direttamente a sostegno dei consumatori con un’azione concreta. Proprio a partire da oggi, infatti, grazie alla collaborazione con QuiMammeShop.it si potranno acquistare prodotti per l’infanzia ad un prezzo ribassato come se l’Iva fosse al 10%, la percentuale che – secondo l’Organizzazione – dovrebbe essere applicata a tutti i prodotti indispensabili per la cura dei bambini.Una serie di prodotti indispensabili per la cura dei bambini, dai pannolini ai seggiolini auto, nel nostro Paese sono tassati con Iva al 22%, la stessa percentuale applicata ai beni di lusso. Una vera e propria ingiustizia se si considera l’Iva agevolata, rispettivamente al 5 e 10%, per prodotti alimentari non di prima necessità, come ad esempio i tartufi, e per gli oggetti d’arte e i francobolli da collezione.Eppure quella per la cura dei bebè è una voce di spesa non comprimibile che grava pesantemente sui bilanci familiari: basti pensare che in Italia si spendono oltre 380 milioni l’anno solo per i pannolini. A questa spesa vanno aggiunti una serie di prodotti che è obbligatorio acquistare come i seggiolini auto (fino ai 12 anni di età), o necessari, come i seggioloni per la pappa.
Fino al 9 dicembre, registrandosi su http://www.altroconsumo.it/babyiva, è possibile ottenere un coupon per acquistare su QuimammeShop.it una serie di prodotti indispensabili per la cura e la crescita dei bambini (ad esempio pannolini, seggiolini auto, prodotti di puericultura leggera, ecc…) con prezzo ridotto, al costo che avrebbero se godessero dell’IVA agevolata al 10%. Un’azione concreta a testimonianza del sostegno di Altroconsumo alla natalità e alla tutela delle famiglie italiane che sottolinea il valore e l’importanza delle nuove generazioni per il futuro del Paese.

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Cresce il valore degli acquisti online di prodotti di cosmetica

Posted by fidest press agency su domenica, 11 agosto 2019

Salendo del 21% nel 2018 rispetto all’anno precedente e facendo registrare un ritmo di crescita in linea con quello dell’intero eCommerce italiano, sfiorando i 390 mln euro.
Anche gli acquirenti online di prodotti di cosmetica sono cresciuti in media del 21% negli ultimi tre anni, raggiungendo i 6,4 milioni di individui nel 2018, 3,8 milioni dei quali sono acquirenti abituali (ovvero, hanno acquistato più di una volta un prodotto di cosmetica negli ultimi sei mesi).Per quanto concerne il valore degli acquisti online di cosmetica, la crescita si incrementa più velocemente (+31% medio Y/Y negli ultimi tre anni) del numero di acquirenti online e questo mostra come stia aumentando la spesa media per acquirente, guidata dall’aumento della frequenza degli acquisti.Il valore dell’acquistato eCommerce sul totale degli ordini (online + offline) è molto variabile in funzione della categoria di prodotto: si va dal 2% del trucco viso, al 6% dei Profumi fino all’11% dei prodotti per il trucco delle mani.Aumenta sempre più la concentrazione del mercato e pochi merchant dominano la scena: se nel 2015 i top 10 merchant della cosmetica online facevano registrare il 73% degli acquisti, nel 2018 la percentuale è cresciuta fino a toccare l’83%. Il peso dei retailer tradizionali è più forte nell’eCommerce di Cosmetica rispetto all’eCommerce di tutti i prodotti: per ogni acquisto online di un prodotto di cosmetica presso un retailer tradizionale se ne registrano 3,5 dagli eRetailer. Lo stesso rapporto nell’intero eCommerce di prodotti è pari al 6,3 nel 2018. La dinamica rilevata nel 2018 porta stimare per l’intero 2019 acquisti online per un valore di circa 470 M€.

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Prodotti per la sigaretta elelttronica illegali

Posted by fidest press agency su martedì, 6 agosto 2019

Diciassettemila flaconi e oltre 700 litri di liquidi per la sigaretta elettronica appena sequestrati ad Agnano dalle Fiamme Gialle in un laboratorio clandestino, bottiglie di nicotina prelevati dai Nas di Catanzaro destinate alla distribuzione al pubblico in Calabria dopo aver miscelato gli aromi nel retrobottega di un negozio (attività vietata dalla legge). Mentre a dicembre 2018 è stato scoperto a Napoli un giro di contrabbando di nicotina e liquidi da svapo provenienti da laboratori cinesi e destinati al mercato europeo. Una goccia in un mare di irregolarità come sottolineato dai Nas che hanno dichiarato che ‘si tratta solo di alcuni prodotti, il totale è ben maggiore’. “Lo svapo è il settore emergente degli illeciti, e il danno all’erario è un effetto collaterale’ spiega il Professor Fabio Beatrice, Specialista in Otorinolaringoiatria e Direttore del Centro Antifumo dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino che aggiunge: ‘Quello che ci preoccupa sono i rischi per la salute per gli eventuali sprovveduti consumatori che acquistano prodotti che possono essere contaminati da sostanze pericolose e provocare intossicazioni anche gravi. Quando si parla di sostanze che in qualche modo vengono introdotte nell’organismo la qualità è un elemento irrinunciabile”. Per fortuna il fumatore elettronico è generalmente un consumatore attento e consapevole, così come testimoniato anche da un recente sondaggio online condotto da 445 utilizzatori di e-cig commissionato da Flavour Art, azienda made in Italy leader nella produzione di aromi e liquidi per la sigaretta elettronica. Il sondaggio è stato somministrato online a uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 65 anni, svapatori o fumatori duali nel periodo tra il 7 marzo e il. 7 maggio 2019 attraverso Facebook.Attento a ciò che introduce nell’organismo tramite il proprio dispositivo elettronico, lo svapatore medio è un consumatore consapevole e responsabile: quasi il 50% dei partecipanti non acquista mai liquidi di cui non conosce la provenienza ed è attento alla filiera di produzione e il 20% non deroga a questa regola ‘quasi mai’, rimane però un 30% (uno su tre) che spesso compra composti per svapare senza fare attenzione all’etichetta e si dimostrano poco attenti al concetto di qualità.

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I prodotti siciliani sbarcano negli USA

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 novembre 2018

SACE SIMEST, il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, sostiene la crescita sul mercato statunitense di Bionap, azienda catanese specializzata nella produzione di estratti vegetali destinati a cosmetici, integratori alimentari e dispositivi medici.
Nel dettaglio, SACE ha garantito un finanziamento del valore di 500.000 euro finalizzato a consolidare la presenza all’estero dell’azienda siciliana e che consentirà in particolare di sostenere i costi legati alla nascita della sua nuova sede americana. Gli Stati Uniti rappresentano infatti uno dei principali partner commerciali di Bionap, il cui fatturato deriva per oltre il 90% dalle sue attività di export. L’apertura della nuova sede commerciale fa seguito agli studi di fattibilità che l’azienda ha portato avanti nel corso del 2018, finanziati da SIMEST.“Siamo grati a SACE SIMEST per averci supportato in un progetto fondamentale per rafforzare la presenza di Bionap sui mercati internazionali,” – ha dichiarato Gianpiero Alessi, Direttore Generale di Bionap –. “Dopo gli studi preliminari finanziati da SIMEST, abbiamo scelto di aprire una sede americana, con il sostegno assicurativo di SACE, per poter sfruttare al meglio le enormi potenzialità offerte dal mercato statunitense. La presenza in loco ci permetterà infatti di approcciare direttamente i nostri clienti, garantendo una maggiore qualità del servizio e dando notevole visibilità ai nostri prodotti.”
Bionap è un’azienda italiana, verticalmente integrata, specializzata nella ricerca e nella produzione di estratti standardizzati derivati da piante e frutti dell’area mediterranea, per l’uso nei settori nutraceutico, cosmeceutico e veterinario. Bionap punta sulla ricerca di nuovi principi attivi di origine vegetale, valorizzando la biodiversità del Mediterraneo e il riutilizzo dei sottoprodotti dell’agricoltura. Per garantire un rigoroso supporto scientifico, l’azienda intrattiene rapporti con università e centri di ricerca internazionali: a testimonianza di questa costante spinta verso l’innovazione, Legambiente le ha conferito il titolo di “Campione dell’economia circolare”.
SACE SIMEST, che è presente nella regione con l’ufficio di Palermo, conferma il proprio impegno a favore delle tante PMI siciliane che si affacciano con sempre più coraggio sui mercati internazionali: nel solo 2017, il Polo ha mobilitato più di 93 milioni di euro a favore di oltre 460 aziende del territorio.

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Protezione solare, ecco come utilizzare i prodotti per maggiore efficacia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

La quantità di protezione solare effettivamente ricevuta tramite i prodotti in commercio dipende dal modo di utilizzo nella quotidianità, secondo quanto riferisce uno studio pubblicato su Acta Dermato-Venereologica. «Le persone non ricevono i massimi benefici di protezione solare dalle radiazioni ultraviolette, perché applicano i prodotti in modo più scarso rispetto a quanto raccomandato dai produttori, che utilizzano una quantità di 2 mg/cm2per ottenere il punteggio del fattore di protezione solare (SPF)» spiega Antony Young, del King’s College di Londra, primo autore dello studio. I ricercatori hanno diviso una coorte di 16 volontari con pelle chiara in due gruppi di otto (tre donne e cinque uomini ciascuno). Un gruppo ha ricevuto una singola esposizione ai raggi ultravioletti (UV), per simulare la luce solare, in aree non trattate o trattate con una crema solare ad alto SPF di vario spessore, da 0,75 mg a 1,3 mg fino a 2 mg/cm2. L’altro gruppo ha ricevuto esposizioni per cinque giorni consecutivi, per imitare l’esposizione continua durante le vacanze. La quantità di esposizione UV è stata variata nel corso dell’esperimento, al fine di replicare le condizioni nelle destinazioni di vacanza, come Tenerife, Florida e Brasile. Le biopsie delle aree della pelle esposte alla luce UV hanno mostrato nel gruppo ripetutamente esposto ai raggi UV un notevole danno al DNA nelle aree che non hanno ricevuto protezione solare, anche se la dose UV era molto bassa. I danni si sono ridotti quando la crema solare è stata applicata a uno spessore di 0,75 mg/cm2e sono diminuiti considerevolmente quando sono stati applicati 2 mg/cm2di crema solare, anche con esposizioni UV molto più elevate. Cinque giorni di esposizione a UV ad alte dosi con la crema solare a 2 mg/cm2hanno mostrato un danno significativamente inferiore rispetto a una sola esposizione a una dose UV bassa senza protezione solare su tutti i campioni. «Non c’è dubbio che la protezione solare sia importante contro il cancro. Tuttavia, quello che mostra la nostra ricerca è che il modo in cui viene applicata la protezione solare svolge un ruolo importante nel determinare quanto sia efficace. Dato che la maggior parte delle persone non usa le creme solari nel modo in cui esse vengono testate dai produttori, è meglio che si utilizzi un SPF molto più alto di quanto si pensi necessario» concludono gli autori.(Acta Derm Venereol. 2018. doi: 10.2340/00015555-2992 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29944164 fonte: doctor33)

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Canapa light e prodotti a base di Cbd e Cbg, c’è bisogno di chiarezza

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 agosto 2018

I Prodotti derivati dalla cannabis non terapeutica stanno comparendo in alcune farmacie: questo ha suscitato interesse di alcuni colleghi farmacisti e perplessità di altri. Lo stesso ministro della Salute Giulia Grillo ha di recente sottolineato la confusione generata dall’uso improprio da parte di alcuni negozi di libera vendita della definizione “cannabis light terapeutica” che, ha detto, «non esiste. Sono argomenti tra loro totalmente differenti – ha precisato il ministro – non vanno confusi». In attesa della risposta dell’Avvocatura di Stato che sul tema è stato interrogato dal ministero stesso, Farmacista33 ha intanto chiesto chiarimenti tecnici a Marco Ternelli, farmacista galenista per avere un polso della situazione attuale.«I prodotti derivati dalla cannabis non terapeutica (diversi dalla cosiddetta canapa light, ndr.) contengono cannabinoidi non stupefacenti, in quanto non contengono il Thc neanche in piccola percentuali, ma altre sostanze, in particolare Cbd (cannabidiolo), Cbg (cannabigerolo) e i terpeni, che peraltro non sono presenti esclusivamente nella cannabis – spiega Ternelli. E continua: «Quindi si tratta di prodotti che non sono sottoposti ai controlli propri degli stupefacenti». In Italia la registrazione di questi prodotti avviene nella categoria degli aromi per alimenti certificati che oltre ai test sui componenti deve dimostrare di essere completamente atossico e non contenere Thc. Bisogna capire se qualcosa potrebbe cambiare nei prossimi tempi. Ternelli ricorda che non sono stati fatti studi clinici sui prodotti contenenti Cbd e Cbg, ma riporta che «studi di tipo preclinico avevano dimostrato che per alcune patologie il Cbd e il Cbg offrono benefici tangibili». E aggiunge: «L’approvazione a fine giugno 2018 da parte dell’Fda di un farmaco in formulazione orale a base di cannabidiolo (Cbd) per il trattamento delle crisi associate a due forme rare e gravi di epilessia, potrebbe aprire a nuovi scenari. Presumibilmente questo farmaco arriverà anche in Europa, sancendo così l’efficacia terapeutica del principio attivo, e classificando il Cbd come sostanza farmaceutica dotata di attività terapeutica e indicazioni terapeutiche registrate». Il farmaco approvato, con nome commerciale Epidiolex, è stato testato per l’efficacia in tre studi clinici randomizzati, in doppio cieco, controllati con placebo. Il bisogno di chiarezza sulla commercializzazione dei prodotti a base di cannabis a uso industriale non è però solo dei farmacisti. Infatti, il Ministero delle Politiche Agricole insieme alla Commissione Agricoltura della Camera hanno lanciato la proposta di un tavolo di filiera della canapa, al quale dovrebbero sedere cinque ministeri, le organizzazioni dei produttori agricoli e il mondo della ricerca, per affrontare il tema in tutti i suoi aspetti, dalla commercializzazione dei prodotti al loro utilizzo. «Se si vogliono commercializzare i prodotti derivanti dalla coltivazione di canapa o etichettarli come alimenti o ancora dare altra destinazione bisogna che i ministeri competenti intervengano per dire quali sono i requisiti e i parametri per poterlo fare – ha spiegato Filippo Gallinella, presidente della Commissione Agricoltura, ricordando che la legge 242 regola solo la parte agricola. (by Chiara Romeo: fonte farmacista33)

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1° Rapporto sui prezzi dei prodotti ortofrutticoli

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 luglio 2018

Roma. Martedì 17 luglio, alle ore 11.30 presso l’Empire Palace Hotel (Via Aureliana 39, Sala Morosini), si svolgerà la conferenza stampa di presentazione del 1° Rapporto sui prezzi dei prodotti ortofrutticoli, dal titolo ‘Trasparenza al centro’. Il Rapporto, che sarà presentato dal Presidente di Italmercati Fabio Massimo Pallottini e dal Presidente di Borsa Merci Telematica Italiana Andrea Zanlari, contiene le rilevazioni effettuate nei centri agroalimentari all’ingrosso e rappresenta uno strumento di trasparenza a disposizione di istituzioni, produttori, operatori e consumatori.
All’appuntamento sarà presente, tra gli altri, il Sottosegretario del Ministero delle politiche agricole Alessandra Pesce.

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Il 95% dei consumatori crede che i prodotti ‘senza’ etichette siano più salutari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 gennaio 2018

etichette_viniMa in quanti sanno che si tratta di uno strumento di marketing che le aziende alimentari impiegano per cercare di catturare più consumatori in un mercato estremamente competitivo e saturo? Le etichette che pretendono di assecondare il desiderio di salute dei consumatori in realtà stanno semplicemente rischiando di fuorviarli”. Così Pietro Paganini, intervenendo questa mattina a Kuala Lumpur davanti ad una platea di oltre 600 produttori, esportatori e raffinatori di olio di palma e che, tra i partecipanti annovera anche figure chiave del governo malese tra cui il Ministro dell’industria Seri Mah Siew Keong. “Le ricerche che abbiamo realizzato nell’ultimo anno con il nostro Centro Studi – puntualizza Paganini – dimostrano che l’assenza di un ingrediente nelle etichette convince il consumatore (95%) che il prodotto è migliore, stimolando i meccanismi di scelta del nostro cervello. Parimenti le analisi effettuate a campione, fanno emergere che il 90% dei consumatori, per paura che le aspettative vengano poi disattese, si fermano all’etichetta, senza però verificare gli effetti che scaturiscono dall’assenza di un ingrediente: solo il 10% del campione infatti legge le tabelle nutrizionali e solo il 2% approfondisce con ricerche online”.
“L’esempio più eclatante di questo atteggiamento – spiega Paganini – è proprio quello dell’olio di palma, laddove la sua sostituzione con altri ingredienti non ha determinato un minor livello di grassi saturi e quindi prodotti più salubri così come non si tratta di ingredienti che provengono da coltivazioni più sostenibili”. “La conseguenza – conclude Paganini – è che il consumatore viene confuso dalle etichette, acquista un desiderio ma consuma un’illusione. E purtroppo, come nel caso dell’olio di palma, le imprese si stanno approfittando di questo meccanismo, piuttosto che essere più responsabili, prima ancora che verso l’ambiente, verso i consumatori”.

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Prodotti e servizi per la panificazione e 3D Systems

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 agosto 2017

systemATLANTA e ROCK HILL, Carolina del Sud/PRNewswire/CSM Bakery Solutions, leader internazionale in ingredienti, prodotti e servizi per la panificazione e 3D Systems Corporation (NYSE: DDD), l’ideatore della stampa e di soluzioni 3D, hanno annunciato oggi di aver raggiunto un accordo per collaborare nello sviluppo, vendita e distribuzione di stampanti 3D, prodotti e materiali per l’industria alimentare.L’accordo globale permette alle due industrie leader di unire le forze per portare sul mercato prodotti culinari, innovati e cerativi, stampati in 3D. CSM sosterrà lo sviluppo e avrà in maniera esclusiva i diritti di utilizzare la stampante ChefJet Pro 3D di 3D Systems per prodotti alimentari colorati e ad alta risoluzione per il settore culinario professionale.”Siamo davvero entusiasti rispetto a quello che questa opportunità può significare per l’industria alimentare,” ha dichiarato Marianne Kirkegaard, presidente ed amministratore delegato di CSM. “Il nostro accordo con 3D Systems ha il potenziale di re-definire l’industria alimentare,” ha detto. “Attraverso numerosi settori, la stampa 3D ha aiutato a trasformare le industrie e abbiamo tutte le ragioni di pensare che questo possa essere vero anche per l’industria alimentare. Siamo entusiasti di associarci e di continuare ad ampliare le capacità e le opportunità culinarie con la loro piattaforma.”Vyomesh Joshi, presidente ed amministratore delegato di 3D Systems, ha espresso un simile ottimismo in merito all’accordo.”Il nostro ampio e versatile portafoglio di materiali si rivolge alla più vasta gamma di applicazioni e prestazioni in stampa 3D- da quella culinaria a quella industriale,” ha detto. “Mentre continuiamo a dare impulso all’innovazione e ad esplorare partnership strategiche con i leader dell’industria, la nostra collaborazione con CSM è un connubio perfetto per usare abilmente la nostra tecnologia e le nostre capacità di ampliare applicazioni e materiali.” La partnership permette R&S, ingegneria, design, e sviluppo stampante congiunti, incentrati sulla fornitura specifica, lo sviluppo dei prodotti alimentari e i piani per l’immissione sul mercato. Dopo un’attenta analisi e discussioni, pianificazioni e ricerche di mercato dettagliate, CSM e 3D Systems hanno formalizzato questo accordo ed hanno iniziato il lavoro per portare sul mercato dei prototipi. (foto: system)

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In casa abbiamo prodotti cancerogeni?

Posted by fidest press agency su martedì, 1 agosto 2017

casaleAlcune piccole attenzioni quotidiane possono essere utili per prevenire nel tempo conseguenze dannose per la nostra salute poiché è coscienza dei più che nelle nostre case, molto spesso, sono presenti oggetti e beni di ogni tipo che contengono sostanze che alla lunga possono risultare assai dannose per noi e per i nostri cari. Innanzitutto, va da sé che alcuni prodotti facilmente rintracciabili sugli scaffali dei supermercati contengono sostanze la cui esposizione prolungata secondo la scienza e la ricerca medica possono costituire fattori cancerogeni e tra queste formaldeide, nitrobenzene, cloruro di metilene, naftalina, sono solo qualche esempio. Quindi, come non ci stancheremo mai di ripetere, è sempre bene, per ogni acquisto consapevole, leggere le etichette e le composizioni di ogni prodotto che acquistiamo ed iniziare a seguire alcune piccoli consigli che ci permettiamo di dare.
1. Evitare quindi deodoranti per l’ambiente che contengono naftalina e formaldeide. Meglio, per deodorare i nostri ambienti, quelli a base di zeolite o fragranze naturali da oli essenziali. Per le candele profumate o ornamentali, invece, bisognerebbe tenersi lontano da quelle alla paraffina aromatizzate artificialmente perché producono sostanze pericolose, fuliggine compresa. Sempre meglio quelle a base di cera d’api con stoppino in cotone.
2. Per gli amanti della pittura, della scultura, del decoupage o del bricolage bisogna stare sempre attenti ai prodotti che utilizziamo: colle, mastici epossidici, pitture acriliche, solventi e pennarelli indelebili contengono quasi sempre sostanze potenzialmente cancerogene che ci dovrebbero far sconsigliare, quindi l’esposizione ed il contatto: quindi se non se ne può proprio fare a meno perché non esistono prodotti naturali alternativi usare sempre mascherine e guanti.
3. Questo vale anche per le pitture e vernici utilizzate per tingere gli ambienti della casa: ne esistono oggigiorno di tipi che sono a basso contenuto di composti organici volatili (Voc), ed anche alcune che non ne hanno affatto. Costano un po’ di più, ma la salute viene sempre prima.
4. Anche i detergenti per tappeti e moquette possono nascondere sostanze nocive: ma anche in questo caso esistono prodotti a base di ingredienti naturali.
5. Quanto agli insetticidi inevitabili per chi possiede un animale in casa con tutte le conseguenze del caso tra cui zecche, pulci e pidocchi è sufficiente usare prodotti a base di lindano e ricordarsi di seguire le semplici regole su come, quando e dove utilizzarli.
6. Anche nell’acquisto degli abiti si può usare qualche accortezza specie se non compriamo quelli che possono essere puliti e smacchiati con il percloroetilene. Evitiamo quindi lavaggi a secco o se proprio non ne possiamo fare a meno, cerchiamo le lavanderie che utilizzano anidride carbonica liquida o detergenti a base di succo di agrumi.
7. Arriviamo alla cottura dei cibi: il microonde è stata una rivoluzione ormai insostituibile in quasi tutte le case: dovremmo essere consapevoli che è sempre meglio cucinare le varie pietanze in contenitori di ceramica o coccio. Ma purtroppo continuiamo ad assistere a di tutto: incominciamo a bandire la plastica anche per la cottura nel microonde.
E così via, la lista potrebbe allungarsi ad un’infinità di prodotti e comportamenti, ma per oggi incominciamo da queste piccole accortezze.

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Pesticidi: i deputati chiedono una rapida approvazione dei prodotti fitosanitari a basso rischio

Posted by fidest press agency su domenica, 12 febbraio 2017

agricoltura_4Bruxelles parlamento europeo. I pesticidi biologici a basso rischio, che potrebbero sostituire quelli a rischio per l’ambiente e la salute umana, non possono ancora essere pienamente utilizzati nell’UE a causa delle modalità di certificazione troppo lente e complesse. Lunedì, i deputati inviteranno la Commissione a proporre una revisione delle norme. Una risoluzione sarà posta in votazione martedì.Nel progetto di risoluzione, i deputati rilevano che l’utilizzo dei prodotti fitosanitari tradizionali è sempre più controverso a causa dei rischi che essi comportano per la salute umana e per l’ambiente. Tuttavia, solo sette sostanze attive classificate come alternative a “basso rischio” sono state approvate per l’utilizzo nell’Unione. Il Parlamento invita la Commissione a proporre un progetto di legge entro la fine del 2018 per accelerare la valutazione, l’autorizzazione e la registrazione dei pesticidi a basso rischio.

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Il Codacons presenta un esposto alla Procura della Repubblica sul caso delle emissioni di alcuni modelli di auto prodotti dalla FCA

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 gennaio 2017

auto industryCrediamo sia necessario accertare se i motori diesel oggetto di contestazione da parte delle autorità statunitensi siano commercializzati anche in Italia, o se lo siano stati in passato – spiega il Codacons – Dalle dichiarazioni rilasciate da Sergio Marchionne sembra escludersi tale possibilità, ma nell’interesse degli automobilisti italiani crediamo sia doveroso aprire una indagine specifica, considerato che la quota di mercato delle auto Fca ha raggiunto in Italia il 28,94% nel 2016, e il solo marchio Jeep ha fatto segnare un incremento delle vendite del +35%.Secondo uno studio del 2014 di una società belga “Transport and Environment” (T&E) per le nuove auto diesel le emissioni di ossidi di azoto sono in media cinque volte superiori su strada rispetto al limite consentito e solo un’auto su dieci rispetta il livello dichiarato.“Seguiremo l‘evolversi della vicenda e, se dovesse emergere il coinvolgimento del mercato italiano, siamo pronti ad assistere i proprietari di vetture Fca in eventuali azioni legali, compresa una class action, al pari di quanto già fatto dal Codacons per il caso Volkswagen” – conclude l’Associazione.

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Prodotti d’investimento al dettaglio e assicurativi preassemblati: il Parlamento boccia la proposta della Commissione

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 settembre 2016

parlamento europeoUn progetto di legge volto a proteggere gli investitori al dettaglio è stato respinto mercoledì dai deputati, poiché risulta cosi “imperfetto e fuorviante” che potrebbe far perdere soldi. Il testo sarà rinviato alla Commissione europea per una revisione.
I deputati hanno approvato una risoluzione che chiede modifiche alla legislazione sui “prodotti d’investimento al dettaglio e assicurativi preassemblati” (PRIIPs) – un mercato del valore fino a 10.000 miliardi di euro – con 602 voti in favore, 4 contrari e 12 astensioni.Gli investitori al dettaglio, persone senza una competenza tecnica in materia che necessitano quindi di maggiore informazione, generalmente utilizzano i PPIIRs per generare fondi per pagare un mutuo o per finanziare l’istruzione dei propri figli.Il Parlamento ha sostenuto il parere della sua commissione per gli affari economici e monetari che ha proposto nuovi standard normativi tecnici (RTS), che i fornitori devono soddisfare per garantire una maggiore trasparenza e chiarezza per gli investitori, dopo aver ritenuto inadeguati gli attuali standard.La Commissione dovrà ora proporre nuovi RTS per l’attuazione della normativa PRIIPs, che entrerà in vigore il 31 dicembre 2016.

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