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I prodotti siciliani sbarcano negli USA

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 novembre 2018

SACE SIMEST, il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, sostiene la crescita sul mercato statunitense di Bionap, azienda catanese specializzata nella produzione di estratti vegetali destinati a cosmetici, integratori alimentari e dispositivi medici.
Nel dettaglio, SACE ha garantito un finanziamento del valore di 500.000 euro finalizzato a consolidare la presenza all’estero dell’azienda siciliana e che consentirà in particolare di sostenere i costi legati alla nascita della sua nuova sede americana. Gli Stati Uniti rappresentano infatti uno dei principali partner commerciali di Bionap, il cui fatturato deriva per oltre il 90% dalle sue attività di export. L’apertura della nuova sede commerciale fa seguito agli studi di fattibilità che l’azienda ha portato avanti nel corso del 2018, finanziati da SIMEST.“Siamo grati a SACE SIMEST per averci supportato in un progetto fondamentale per rafforzare la presenza di Bionap sui mercati internazionali,” – ha dichiarato Gianpiero Alessi, Direttore Generale di Bionap –. “Dopo gli studi preliminari finanziati da SIMEST, abbiamo scelto di aprire una sede americana, con il sostegno assicurativo di SACE, per poter sfruttare al meglio le enormi potenzialità offerte dal mercato statunitense. La presenza in loco ci permetterà infatti di approcciare direttamente i nostri clienti, garantendo una maggiore qualità del servizio e dando notevole visibilità ai nostri prodotti.”
Bionap è un’azienda italiana, verticalmente integrata, specializzata nella ricerca e nella produzione di estratti standardizzati derivati da piante e frutti dell’area mediterranea, per l’uso nei settori nutraceutico, cosmeceutico e veterinario. Bionap punta sulla ricerca di nuovi principi attivi di origine vegetale, valorizzando la biodiversità del Mediterraneo e il riutilizzo dei sottoprodotti dell’agricoltura. Per garantire un rigoroso supporto scientifico, l’azienda intrattiene rapporti con università e centri di ricerca internazionali: a testimonianza di questa costante spinta verso l’innovazione, Legambiente le ha conferito il titolo di “Campione dell’economia circolare”.
SACE SIMEST, che è presente nella regione con l’ufficio di Palermo, conferma il proprio impegno a favore delle tante PMI siciliane che si affacciano con sempre più coraggio sui mercati internazionali: nel solo 2017, il Polo ha mobilitato più di 93 milioni di euro a favore di oltre 460 aziende del territorio.

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Protezione solare, ecco come utilizzare i prodotti per maggiore efficacia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

La quantità di protezione solare effettivamente ricevuta tramite i prodotti in commercio dipende dal modo di utilizzo nella quotidianità, secondo quanto riferisce uno studio pubblicato su Acta Dermato-Venereologica. «Le persone non ricevono i massimi benefici di protezione solare dalle radiazioni ultraviolette, perché applicano i prodotti in modo più scarso rispetto a quanto raccomandato dai produttori, che utilizzano una quantità di 2 mg/cm2per ottenere il punteggio del fattore di protezione solare (SPF)» spiega Antony Young, del King’s College di Londra, primo autore dello studio. I ricercatori hanno diviso una coorte di 16 volontari con pelle chiara in due gruppi di otto (tre donne e cinque uomini ciascuno). Un gruppo ha ricevuto una singola esposizione ai raggi ultravioletti (UV), per simulare la luce solare, in aree non trattate o trattate con una crema solare ad alto SPF di vario spessore, da 0,75 mg a 1,3 mg fino a 2 mg/cm2. L’altro gruppo ha ricevuto esposizioni per cinque giorni consecutivi, per imitare l’esposizione continua durante le vacanze. La quantità di esposizione UV è stata variata nel corso dell’esperimento, al fine di replicare le condizioni nelle destinazioni di vacanza, come Tenerife, Florida e Brasile. Le biopsie delle aree della pelle esposte alla luce UV hanno mostrato nel gruppo ripetutamente esposto ai raggi UV un notevole danno al DNA nelle aree che non hanno ricevuto protezione solare, anche se la dose UV era molto bassa. I danni si sono ridotti quando la crema solare è stata applicata a uno spessore di 0,75 mg/cm2e sono diminuiti considerevolmente quando sono stati applicati 2 mg/cm2di crema solare, anche con esposizioni UV molto più elevate. Cinque giorni di esposizione a UV ad alte dosi con la crema solare a 2 mg/cm2hanno mostrato un danno significativamente inferiore rispetto a una sola esposizione a una dose UV bassa senza protezione solare su tutti i campioni. «Non c’è dubbio che la protezione solare sia importante contro il cancro. Tuttavia, quello che mostra la nostra ricerca è che il modo in cui viene applicata la protezione solare svolge un ruolo importante nel determinare quanto sia efficace. Dato che la maggior parte delle persone non usa le creme solari nel modo in cui esse vengono testate dai produttori, è meglio che si utilizzi un SPF molto più alto di quanto si pensi necessario» concludono gli autori.(Acta Derm Venereol. 2018. doi: 10.2340/00015555-2992 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29944164 fonte: doctor33)

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Canapa light e prodotti a base di Cbd e Cbg, c’è bisogno di chiarezza

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 agosto 2018

I Prodotti derivati dalla cannabis non terapeutica stanno comparendo in alcune farmacie: questo ha suscitato interesse di alcuni colleghi farmacisti e perplessità di altri. Lo stesso ministro della Salute Giulia Grillo ha di recente sottolineato la confusione generata dall’uso improprio da parte di alcuni negozi di libera vendita della definizione “cannabis light terapeutica” che, ha detto, «non esiste. Sono argomenti tra loro totalmente differenti – ha precisato il ministro – non vanno confusi». In attesa della risposta dell’Avvocatura di Stato che sul tema è stato interrogato dal ministero stesso, Farmacista33 ha intanto chiesto chiarimenti tecnici a Marco Ternelli, farmacista galenista per avere un polso della situazione attuale.«I prodotti derivati dalla cannabis non terapeutica (diversi dalla cosiddetta canapa light, ndr.) contengono cannabinoidi non stupefacenti, in quanto non contengono il Thc neanche in piccola percentuali, ma altre sostanze, in particolare Cbd (cannabidiolo), Cbg (cannabigerolo) e i terpeni, che peraltro non sono presenti esclusivamente nella cannabis – spiega Ternelli. E continua: «Quindi si tratta di prodotti che non sono sottoposti ai controlli propri degli stupefacenti». In Italia la registrazione di questi prodotti avviene nella categoria degli aromi per alimenti certificati che oltre ai test sui componenti deve dimostrare di essere completamente atossico e non contenere Thc. Bisogna capire se qualcosa potrebbe cambiare nei prossimi tempi. Ternelli ricorda che non sono stati fatti studi clinici sui prodotti contenenti Cbd e Cbg, ma riporta che «studi di tipo preclinico avevano dimostrato che per alcune patologie il Cbd e il Cbg offrono benefici tangibili». E aggiunge: «L’approvazione a fine giugno 2018 da parte dell’Fda di un farmaco in formulazione orale a base di cannabidiolo (Cbd) per il trattamento delle crisi associate a due forme rare e gravi di epilessia, potrebbe aprire a nuovi scenari. Presumibilmente questo farmaco arriverà anche in Europa, sancendo così l’efficacia terapeutica del principio attivo, e classificando il Cbd come sostanza farmaceutica dotata di attività terapeutica e indicazioni terapeutiche registrate». Il farmaco approvato, con nome commerciale Epidiolex, è stato testato per l’efficacia in tre studi clinici randomizzati, in doppio cieco, controllati con placebo. Il bisogno di chiarezza sulla commercializzazione dei prodotti a base di cannabis a uso industriale non è però solo dei farmacisti. Infatti, il Ministero delle Politiche Agricole insieme alla Commissione Agricoltura della Camera hanno lanciato la proposta di un tavolo di filiera della canapa, al quale dovrebbero sedere cinque ministeri, le organizzazioni dei produttori agricoli e il mondo della ricerca, per affrontare il tema in tutti i suoi aspetti, dalla commercializzazione dei prodotti al loro utilizzo. «Se si vogliono commercializzare i prodotti derivanti dalla coltivazione di canapa o etichettarli come alimenti o ancora dare altra destinazione bisogna che i ministeri competenti intervengano per dire quali sono i requisiti e i parametri per poterlo fare – ha spiegato Filippo Gallinella, presidente della Commissione Agricoltura, ricordando che la legge 242 regola solo la parte agricola. (by Chiara Romeo: fonte farmacista33)

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1° Rapporto sui prezzi dei prodotti ortofrutticoli

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 luglio 2018

Roma. Martedì 17 luglio, alle ore 11.30 presso l’Empire Palace Hotel (Via Aureliana 39, Sala Morosini), si svolgerà la conferenza stampa di presentazione del 1° Rapporto sui prezzi dei prodotti ortofrutticoli, dal titolo ‘Trasparenza al centro’. Il Rapporto, che sarà presentato dal Presidente di Italmercati Fabio Massimo Pallottini e dal Presidente di Borsa Merci Telematica Italiana Andrea Zanlari, contiene le rilevazioni effettuate nei centri agroalimentari all’ingrosso e rappresenta uno strumento di trasparenza a disposizione di istituzioni, produttori, operatori e consumatori.
All’appuntamento sarà presente, tra gli altri, il Sottosegretario del Ministero delle politiche agricole Alessandra Pesce.

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Il 95% dei consumatori crede che i prodotti ‘senza’ etichette siano più salutari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 gennaio 2018

etichette_viniMa in quanti sanno che si tratta di uno strumento di marketing che le aziende alimentari impiegano per cercare di catturare più consumatori in un mercato estremamente competitivo e saturo? Le etichette che pretendono di assecondare il desiderio di salute dei consumatori in realtà stanno semplicemente rischiando di fuorviarli”. Così Pietro Paganini, intervenendo questa mattina a Kuala Lumpur davanti ad una platea di oltre 600 produttori, esportatori e raffinatori di olio di palma e che, tra i partecipanti annovera anche figure chiave del governo malese tra cui il Ministro dell’industria Seri Mah Siew Keong. “Le ricerche che abbiamo realizzato nell’ultimo anno con il nostro Centro Studi – puntualizza Paganini – dimostrano che l’assenza di un ingrediente nelle etichette convince il consumatore (95%) che il prodotto è migliore, stimolando i meccanismi di scelta del nostro cervello. Parimenti le analisi effettuate a campione, fanno emergere che il 90% dei consumatori, per paura che le aspettative vengano poi disattese, si fermano all’etichetta, senza però verificare gli effetti che scaturiscono dall’assenza di un ingrediente: solo il 10% del campione infatti legge le tabelle nutrizionali e solo il 2% approfondisce con ricerche online”.
“L’esempio più eclatante di questo atteggiamento – spiega Paganini – è proprio quello dell’olio di palma, laddove la sua sostituzione con altri ingredienti non ha determinato un minor livello di grassi saturi e quindi prodotti più salubri così come non si tratta di ingredienti che provengono da coltivazioni più sostenibili”. “La conseguenza – conclude Paganini – è che il consumatore viene confuso dalle etichette, acquista un desiderio ma consuma un’illusione. E purtroppo, come nel caso dell’olio di palma, le imprese si stanno approfittando di questo meccanismo, piuttosto che essere più responsabili, prima ancora che verso l’ambiente, verso i consumatori”.

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Prodotti e servizi per la panificazione e 3D Systems

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 agosto 2017

systemATLANTA e ROCK HILL, Carolina del Sud/PRNewswire/CSM Bakery Solutions, leader internazionale in ingredienti, prodotti e servizi per la panificazione e 3D Systems Corporation (NYSE: DDD), l’ideatore della stampa e di soluzioni 3D, hanno annunciato oggi di aver raggiunto un accordo per collaborare nello sviluppo, vendita e distribuzione di stampanti 3D, prodotti e materiali per l’industria alimentare.L’accordo globale permette alle due industrie leader di unire le forze per portare sul mercato prodotti culinari, innovati e cerativi, stampati in 3D. CSM sosterrà lo sviluppo e avrà in maniera esclusiva i diritti di utilizzare la stampante ChefJet Pro 3D di 3D Systems per prodotti alimentari colorati e ad alta risoluzione per il settore culinario professionale.”Siamo davvero entusiasti rispetto a quello che questa opportunità può significare per l’industria alimentare,” ha dichiarato Marianne Kirkegaard, presidente ed amministratore delegato di CSM. “Il nostro accordo con 3D Systems ha il potenziale di re-definire l’industria alimentare,” ha detto. “Attraverso numerosi settori, la stampa 3D ha aiutato a trasformare le industrie e abbiamo tutte le ragioni di pensare che questo possa essere vero anche per l’industria alimentare. Siamo entusiasti di associarci e di continuare ad ampliare le capacità e le opportunità culinarie con la loro piattaforma.”Vyomesh Joshi, presidente ed amministratore delegato di 3D Systems, ha espresso un simile ottimismo in merito all’accordo.”Il nostro ampio e versatile portafoglio di materiali si rivolge alla più vasta gamma di applicazioni e prestazioni in stampa 3D- da quella culinaria a quella industriale,” ha detto. “Mentre continuiamo a dare impulso all’innovazione e ad esplorare partnership strategiche con i leader dell’industria, la nostra collaborazione con CSM è un connubio perfetto per usare abilmente la nostra tecnologia e le nostre capacità di ampliare applicazioni e materiali.” La partnership permette R&S, ingegneria, design, e sviluppo stampante congiunti, incentrati sulla fornitura specifica, lo sviluppo dei prodotti alimentari e i piani per l’immissione sul mercato. Dopo un’attenta analisi e discussioni, pianificazioni e ricerche di mercato dettagliate, CSM e 3D Systems hanno formalizzato questo accordo ed hanno iniziato il lavoro per portare sul mercato dei prototipi. (foto: system)

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In casa abbiamo prodotti cancerogeni?

Posted by fidest press agency su martedì, 1 agosto 2017

casaleAlcune piccole attenzioni quotidiane possono essere utili per prevenire nel tempo conseguenze dannose per la nostra salute poiché è coscienza dei più che nelle nostre case, molto spesso, sono presenti oggetti e beni di ogni tipo che contengono sostanze che alla lunga possono risultare assai dannose per noi e per i nostri cari. Innanzitutto, va da sé che alcuni prodotti facilmente rintracciabili sugli scaffali dei supermercati contengono sostanze la cui esposizione prolungata secondo la scienza e la ricerca medica possono costituire fattori cancerogeni e tra queste formaldeide, nitrobenzene, cloruro di metilene, naftalina, sono solo qualche esempio. Quindi, come non ci stancheremo mai di ripetere, è sempre bene, per ogni acquisto consapevole, leggere le etichette e le composizioni di ogni prodotto che acquistiamo ed iniziare a seguire alcune piccoli consigli che ci permettiamo di dare.
1. Evitare quindi deodoranti per l’ambiente che contengono naftalina e formaldeide. Meglio, per deodorare i nostri ambienti, quelli a base di zeolite o fragranze naturali da oli essenziali. Per le candele profumate o ornamentali, invece, bisognerebbe tenersi lontano da quelle alla paraffina aromatizzate artificialmente perché producono sostanze pericolose, fuliggine compresa. Sempre meglio quelle a base di cera d’api con stoppino in cotone.
2. Per gli amanti della pittura, della scultura, del decoupage o del bricolage bisogna stare sempre attenti ai prodotti che utilizziamo: colle, mastici epossidici, pitture acriliche, solventi e pennarelli indelebili contengono quasi sempre sostanze potenzialmente cancerogene che ci dovrebbero far sconsigliare, quindi l’esposizione ed il contatto: quindi se non se ne può proprio fare a meno perché non esistono prodotti naturali alternativi usare sempre mascherine e guanti.
3. Questo vale anche per le pitture e vernici utilizzate per tingere gli ambienti della casa: ne esistono oggigiorno di tipi che sono a basso contenuto di composti organici volatili (Voc), ed anche alcune che non ne hanno affatto. Costano un po’ di più, ma la salute viene sempre prima.
4. Anche i detergenti per tappeti e moquette possono nascondere sostanze nocive: ma anche in questo caso esistono prodotti a base di ingredienti naturali.
5. Quanto agli insetticidi inevitabili per chi possiede un animale in casa con tutte le conseguenze del caso tra cui zecche, pulci e pidocchi è sufficiente usare prodotti a base di lindano e ricordarsi di seguire le semplici regole su come, quando e dove utilizzarli.
6. Anche nell’acquisto degli abiti si può usare qualche accortezza specie se non compriamo quelli che possono essere puliti e smacchiati con il percloroetilene. Evitiamo quindi lavaggi a secco o se proprio non ne possiamo fare a meno, cerchiamo le lavanderie che utilizzano anidride carbonica liquida o detergenti a base di succo di agrumi.
7. Arriviamo alla cottura dei cibi: il microonde è stata una rivoluzione ormai insostituibile in quasi tutte le case: dovremmo essere consapevoli che è sempre meglio cucinare le varie pietanze in contenitori di ceramica o coccio. Ma purtroppo continuiamo ad assistere a di tutto: incominciamo a bandire la plastica anche per la cottura nel microonde.
E così via, la lista potrebbe allungarsi ad un’infinità di prodotti e comportamenti, ma per oggi incominciamo da queste piccole accortezze.

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Pesticidi: i deputati chiedono una rapida approvazione dei prodotti fitosanitari a basso rischio

Posted by fidest press agency su domenica, 12 febbraio 2017

agricoltura_4Bruxelles parlamento europeo. I pesticidi biologici a basso rischio, che potrebbero sostituire quelli a rischio per l’ambiente e la salute umana, non possono ancora essere pienamente utilizzati nell’UE a causa delle modalità di certificazione troppo lente e complesse. Lunedì, i deputati inviteranno la Commissione a proporre una revisione delle norme. Una risoluzione sarà posta in votazione martedì.Nel progetto di risoluzione, i deputati rilevano che l’utilizzo dei prodotti fitosanitari tradizionali è sempre più controverso a causa dei rischi che essi comportano per la salute umana e per l’ambiente. Tuttavia, solo sette sostanze attive classificate come alternative a “basso rischio” sono state approvate per l’utilizzo nell’Unione. Il Parlamento invita la Commissione a proporre un progetto di legge entro la fine del 2018 per accelerare la valutazione, l’autorizzazione e la registrazione dei pesticidi a basso rischio.

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Il Codacons presenta un esposto alla Procura della Repubblica sul caso delle emissioni di alcuni modelli di auto prodotti dalla FCA

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 gennaio 2017

auto industryCrediamo sia necessario accertare se i motori diesel oggetto di contestazione da parte delle autorità statunitensi siano commercializzati anche in Italia, o se lo siano stati in passato – spiega il Codacons – Dalle dichiarazioni rilasciate da Sergio Marchionne sembra escludersi tale possibilità, ma nell’interesse degli automobilisti italiani crediamo sia doveroso aprire una indagine specifica, considerato che la quota di mercato delle auto Fca ha raggiunto in Italia il 28,94% nel 2016, e il solo marchio Jeep ha fatto segnare un incremento delle vendite del +35%.Secondo uno studio del 2014 di una società belga “Transport and Environment” (T&E) per le nuove auto diesel le emissioni di ossidi di azoto sono in media cinque volte superiori su strada rispetto al limite consentito e solo un’auto su dieci rispetta il livello dichiarato.“Seguiremo l‘evolversi della vicenda e, se dovesse emergere il coinvolgimento del mercato italiano, siamo pronti ad assistere i proprietari di vetture Fca in eventuali azioni legali, compresa una class action, al pari di quanto già fatto dal Codacons per il caso Volkswagen” – conclude l’Associazione.

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Prodotti d’investimento al dettaglio e assicurativi preassemblati: il Parlamento boccia la proposta della Commissione

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 settembre 2016

parlamento europeoUn progetto di legge volto a proteggere gli investitori al dettaglio è stato respinto mercoledì dai deputati, poiché risulta cosi “imperfetto e fuorviante” che potrebbe far perdere soldi. Il testo sarà rinviato alla Commissione europea per una revisione.
I deputati hanno approvato una risoluzione che chiede modifiche alla legislazione sui “prodotti d’investimento al dettaglio e assicurativi preassemblati” (PRIIPs) – un mercato del valore fino a 10.000 miliardi di euro – con 602 voti in favore, 4 contrari e 12 astensioni.Gli investitori al dettaglio, persone senza una competenza tecnica in materia che necessitano quindi di maggiore informazione, generalmente utilizzano i PPIIRs per generare fondi per pagare un mutuo o per finanziare l’istruzione dei propri figli.Il Parlamento ha sostenuto il parere della sua commissione per gli affari economici e monetari che ha proposto nuovi standard normativi tecnici (RTS), che i fornitori devono soddisfare per garantire una maggiore trasparenza e chiarezza per gli investitori, dopo aver ritenuto inadeguati gli attuali standard.La Commissione dovrà ora proporre nuovi RTS per l’attuazione della normativa PRIIPs, che entrerà in vigore il 31 dicembre 2016.

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Codice etico dei prodotti di investimento

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2016

La_Borsa_-_Dettaglio_-_Foto_di_Giovanni_Dall'OrtoIl presidente Adiconsum fa riferimento alla proposta fatta a Roma dal presidente Abi Patuelli nella Relazione per l’Assemblea Annuale, in cui Abi chiede “trasparenza semplice”, fare in modo cioè, che ciascuno, con prospetti identici in Europa, sia pienamente consapevole e responsabile delle proprie scelte di investimento”. In particolare in Italia è necessario un codice condiviso sulle vendite dei prodotti finanziari, perché vengano sempre osservate le migliori regole. E su questo tema chiediamo – continua il presidente – il coinvolgimento delle associazioni dei consumatori nella fase di redazione del documento e nell’individuazione delle clausole a tutela dei consumatori.Riguardo alle altre questioni in agenda Abi, in particolare la revisione del Bail in, Adiconsum ritiene che sia il caso di rivedere la normativa che prevede il coinvolgimento dei privati nelle crisi bancarie, innanzitutto per correggere gli elementi di incostituzionalità e poi perché “una modifica oggi sarebbe pienamente giustificata dallo stato di emergenza post Brexit” – conclude Meazza.

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Mense scolastiche e prodotti biologici

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2016

alimentareIn previsione del ritorno sui banchi di scuola a settembre l’Adoc chiede maggiori controlli nelle mense scolastiche, nonché il pieno rispetto della legge n° 221/2015 sui criteri ambientali minimi per la ristorazione collettiva e la fornitura di derrate alimentari.
“Grazie ai Nas abbiamo recentemente scoperto che una mensa scolastica su quattro era irregolare, è una situazione che non può assolutamente ripetersi dal prossimo settembre – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – per questo servono maggiori controlli da parte delle autorità competenti e dei dirigenti scolastici e una attenzione particolare da parte dell’Anac di Cantone sulle gare d’appalto. Dovranno essere pienamente rispettati i contenuti della legge n° 221/2015, che obbligano le mense ad utilizzare nei menu come minimo il 40% di prodotti biologici, con il 15% della carne e il 20% del pesce da allevamento biologico. Una tutela sancita dalla legge per i “nostri piccoli” ed una soluzione ideale per un’alimentazione sana sempre più presente sulle tavole degli italiani, come testimonia inequivocabilmente il grande sviluppo di questo settore e che la legge riconosce come un diritto non da acquisire ma già riconosciuto. Per questo come Adoc abbiamo già predisposto una campagna di sensibilizzazione sul tema dal prossimo settembre, e denunceremo ogni caso di violazione della norma al TAR. Al contempo invitiamo il Ministero dell’Istruzione, il Ministero dell’Ambiente, il Ministero della Sanità e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ad avviare preventivamente dei tavoli di confronto con gli operatori di settore, anche in previsione dei nuovi bandi di concorso già previsti in merito, convocando anche le Associazioni dei consumatori per valutare la possibilità di comuni piani d’azione”.

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La dieta mediterranea perde terreno

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2016

dieta mediterraneaNuovi stili di vita e la recente crisi hanno contribuito a modificare in peggio le abitudini alimentari della famiglie italiane. Lo dicono una trentina di esperti riuniti a Milano dalla fondazione internazionale che si batte per la sua diffusione. In Spagna solo il 15% della popolazione segue questo regime alimentare in modo continuo. In Grecia il consumo di prodotti che si possono definire mediterranei è calato del 70% rispetto agli anni ’80. Una tendenza analoga si riscontra in Italia e Portogallo. I motivi del disinteresse sono la globalizzazione delle abitudini alimentari, indotta soprattutto dal turismo. Lungo le coste si assiste al dilagare della nutrizione veloce (fast food) che ha come conseguenza un aumento del consumo di carne, di suoi derivati, di prodotti a base di latte, di farine raffinate. Nelle regioni rurali, nelle campagne, la gente predilige ancora legumi, frutta, cereali, olio vergine d’oliva mangiando raramente carne, uova, pesce. Questo mutamento ha conseguenze a lungo termine sulla salute: sono infatti in aumento l’obesità soprattutto tra i giovani, le malattie cardiovascolari, il diabete e i tumori proprio nelle aree dove la dieta mediterranea viene progressivamente dimenticata. Il tutto nel ‘disinteresse’ dei genitori, che sembrano sottovalutare il problema. Un cambiamento preoccupante, sostiene Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, associazione che da anni sostiene l’incentivazione a tutte quelle iniziative che propongono la “dieta mediterranea” e i suoi alimenti base quale vero e proprio toccasana per la salute, che segna il crollo del consumo di frutta e verdura e l’aumento di carne, salumi, uova, latticini grassi e zuccheri raffinati, che ci allontana sempre più dalla dieta mediterranea abbandonata per il cibo spazzatura comunemente chiamato “junk food”. Un duro colpo, che conferma che tutti quelli stili di vita che da decenni noi italiani abbiamo importato da oltreoceano, sono entrati prepotentemente nella quotidianità delle famiglie italiane a partire dalle diete di matrice nordeuropea e nordamericana.

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Amazon: Prime Day 2016

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 luglio 2016

Amazon_Kindle_3La seconda edizione di Prime Day si terrà martedì 12 luglio e sarà il più grande evento mondiale mai organizzato da Amazon, con oltre 100.000 promozioni in tutto il mondo, in esclusiva per i clienti Prime.I nuovi clienti e quelli già iscritti negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Spagna, Giappone, Italia, Germania, Francia, Canada, Belgio e Austria troveranno occasioni in tanti negozi e categorie: ci saranno offerte per tutti i gusti.I clienti Prime di Amazon.it potranno cominciare a fare acquisti a partire dalla mezzanotte, con promozioni sempre nuove, per l’intera giornata del 12 luglio. Per partecipare a Prime Day, occorre sottoscrivere l’abbonamento a Prime in qualsiasi momento, fino al 12 luglio. I nuovi clienti possono utilizzare il servizio gratuitamente per i primi 30 giorni. Per maggiori informazioni e per iscriversi ad Amazon Prime, visita il sito amazon.it/primeday.“Il coinvolgimento dei clienti durante Prime Day, nel 2015, ha superato tutte le nostre aspettative. Per questo siamo più che felici di ripresentare anche quest’anno ai clienti Prime la più grande giornata estiva promozionale di Amazon.it, con molte più offerte a disposizione.” ha affermato François Nuyts, country manager Amazon di Italia e Spagna.“Prime Day è un’opportunità unica per scoprire nuovi prodotti e grandi promozioni in aggiunta ai nostri prezzi già bassi. Tenendo conto delle vendite record dello scorso anno, abbiamo incrementato considerevolmente la disponibilità dei prodotti per ogni offerta.” afferma Greg Greeley, vice president Amazon Prime. “Ci aspettiamo infatti elevate richieste. Consigliamo ai clienti di scaricare l’app di Amazon per ricevere le notifiche sulle proprie offerte preferite”.
In preparazione alle promozioni previste per il Prime Day del 12 luglio, Amazon presenterà anche una settimana di “antipasto” promozionale dal 5 all’11 luglio con offerte speciali riservate ai clienti Prime. I clienti di Amazon.it troveranno così tante occasioni, come prodotti per il divertimento estivo, a partire da martedì 5 luglio, tra cui cuffie Wireless Sony con uno sconto di oltre il 25%. Le Offerte del conto alla rovescia includeranno giochi, prodotti perfetti per i viaggi estivi, per chi ama la buona cucina o la vita all’aria aperta, articoli scolastici e prodotti per la casa.

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Etichette alimentari: PE rinnova richiesta per indicazione d’origine obbligatoria per carne e latte

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2016

integratori alimentariL’indicazione del Paese d’origine per l’etichettatura per tutti i prodotti trasformati a base di carne e per il latte dovrebbe essere obbligatoria. Lo ribadiscono i deputati in una risoluzione non vincolante votata giovedì, precisando che l’etichettatura obbligatoria renderebbe più trasparente la catena di approvvigionamento alimentare e aiuterebbe pertanto a mantenere la fiducia dei consumatori nei prodotti alimentari.Il Parlamento chiede che l’indicazione del Paese d’origine o del luogo di provenienza per tutti i tipi di latte, di prodotti lattiero-caseari e di prodotti a base di carne sia resa obbligatoria. È inoltre richiesto alla Commissione e agli Stati membri di valutare la possibilità̀ di estendere l’indicazione obbligatoria del Paese di origine ad altri prodotti alimentari mono-ingrediente o con un ingrediente prevalente.
Per permettere ai consumatori europei di essere meglio informati, in seguito allo scandalo della carne equina e di altri casi di frodi alimentari, e per migliorare la trasparenza in tutte le fasi della catena alimentare, nel testo si sottolinea che l’indicazione del Paese d’origine dovrebbe essere resa obbligatoria in tutti i prodotti trasformati a base di carne. Il testo è stato approvato con 422 voti favorevoli, 159 contrari e 68 astensioni.I deputati evidenziano che:
· l’84% dei cittadini europei ritiene necessario indicare l’origine del latte (dati sondaggio Eurobarometro 2013);
· l’88% considera tale etichettatura necessaria per la carne (escluse le carni di manzo, suine, ovine, caprine e pollame, che sono già coperte);
· oltre il 90% reputa che l’etichettatura sia importante per gli alimenti trasformati (dati relazione Commissione europea 2013).
I deputati rilevano inoltre che, secondo la relazione della Commissione, i costi operativi dell’indicazione obbligatoria del Paese d’origine sull’etichetta per le carni contemplate dallo studio sarebbero relativamente ridotti.

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Oltre 12,6 miliardi di euro transati su prodotti prepagati Visa in 291 milioni di operazioni

Posted by fidest press agency su domenica, 15 novembre 2015

Con il 16% di crescita delle carte prepagate emesse e un incremento del 12% della spesa su POS in tutta Europa rispetto a giugno 2014, Visa Europe ha celebrato il forte apprezzamento in tutta Europa dei suoi prodotti e servizi prepagati in occasione del Prepaid Summit Europe 2015, organizzato da Cards International, e tenutosi ieri a Milano. Visa Prepaid, il comparto delle prepagate Visa Europe, dopo quindici anni dal suo debutto nel mercato europeo, si conferma un’offerta con proposizioni attrattive, che continua a crescere anno dopo anno, sia in termini di carte in circolazione sia in termini di volumi.I dati più recenti di Visa nel settore prepagato attestano questo apprezzamento e visala crescita in Europa. A giugno 2015 le carte prepagate in circolazione hanno registrato un incremento del 16% – vicino alle 40 milioni di unità – così come il numero di operazioni presso terminali POS che riportano una crescita del 15%, mentre la spesa presso i POS registra 12 punti percentuali in più rispetto a giugno 2014.Il mercato delle prepagate sta crescendo costantemente con una base di consumatori trasversale, che incrocia diverse demografiche. I titolari di carte di tutte le fasce d’ età e di reddito riconoscono ai prodotti prepagati un ruolo positivo nella gestione delle proprie finanze. Poiché le carte prepagate sono più facili da usare nello shopping online, hanno un limite di spesa e sono più semplici da controllare, questi prodotti sono di gran lunga più popolari tra i millennial e le nuove generazioni, che rappresentano una quota rilevante degli shopper nel canale online.Grazie alla robusta penetrazione e all’apprezzamento da parte dei millennial, insieme all’uso intensivo online e nelle categorie viaggio e turismo, le carte prepagate sono la piattaforma ideale ove collegare soluzioni e tecnologie innovative. Visa Prepaid è diventato negli ultimi anni sinonimo di innovazione, giocando un ruolo centrale nell’introduzione e nella diffusione dell’e-commerce in Europa e rappresentando per milioni di europei la chiave di accesso agli acquisti online e ai digital wallet. A oggi, il 60% delle transazioni Visa Prepaid avviene online. Gli stessi atteggiamenti verso i prodotti prepagati Visa sono riscontrabili in tutta Europa a prescindere da età, reddito, contesto di vita e istruzione.Mentre Visa Prepaid sta crescendo in tutta Europa, ora che i consumatori europei usano i loro dispositivi mobili per funzionalità bancarie e di pagamento, esiste una chiara opportunità di convergenza dei pagamenti prepagati e mobile. Un caso emblematico è Postepay Visa, la carta prepagata più di successo in Europa. L’uso di Postepay Visa copre un numero molteplice di aree, comprese e-commerce, viaggi, rimesse, crowdfunding e carte per giovani, come nel caso di IoStudio Postepay che è una carta identificativa dello studente e incorpora anche la funzione prepagata per benefici speciali dedicati agli studenti teenager. Le carte Visa Postepay godono anche di uno dei programmi loyalty di maggiore successo in Italia, ossia “Sconti BancoPosta,” che offre sconti in migliaia di esercizi commerciali anche online. E, infine, Postepay Visa può essere utilizzata anche in ambiente mobile attraverso il mobile wallet di Poste Italiane, che conta un alto numero di carte attive.
“Stiamo assistendo alla prossima evoluzione del segmento prepagato,” dichiara Andrea Fiorentino, Head of Mobile Market Readiness, Business Strategy & Innovation in Visa Europe. “Il prepagato è mainstream e fornisce un’opportunità senza eguali di concepire prodotti e servizi prepagati che siano consoni a diversi gruppi di consumatori. Nel 2015, con la diffusione delle tecnologie di pagamento contactless e mobile NFC, spesso basate su una soluzione prepagata, ci stiamo ulteriormente muovendo verso una società cashless. I prodotti prepagati sono i migliori per incorporare le nuove tecnologie e trend, e in qualsiasi form factor; sono fortemente usati online e preferiti dai ‘first mover’. Mentre lo scenario dei pagamenti continua a scaldarsi, i prodotti prepagati uniti a servizi digitali emergeranno come alternative popolari al banking tradizionale e consentiranno ai titolari di accedere a una più ampia gamma di opzioni di pagamento off, online e mobile”.Visa Prepaid ha registrato la migliore performance in Italia, il più esteso mercato prepagato in Europa. L’Italia è un mercato che molti nel settore dei pagamenti prendono a riferimento come caso di successo poiché ha mostrato cosa si può ottenere attraverso lo sviluppo dei prodotti prepagati ed è a stato, ed è tuttora, un luogo ideale per testare nuovi prodotti e servizi innovativi. In Italia le carte prepagate Visa sono da considerare degli strumenti di pagamento mass-market che supportano il mercato. A fine giugno 2015 le carte prepagate Visa in circolazione in Italia erano oltre 14 milioni, pari al 36% di tutte le carte prepagate Visa che circolano in Europa.Nel nostro Paese, le carte prepagate Visa hanno registrato volumi di spesa ai POS per €7,8 miliardi, +8% rispetto al 2014, che rappresentano il 61% di tutto lo speso in Europa presso POS su prepagate Visa.Per loro natura, le soluzioni prepagate garantiscono una migliore gestione del budget e offrono sia ai consumatori sia alle imprese un’alternativa sicura per trasferire denaro e per controllare più strettamente le spese. Il settore aziendale di Visa Prepaid si sta rapidamente espandendo, e laddove le imprese preferiscono usare prodotti prepagati per monitorare i costi operativi quali gli incentivi e i pagamenti quotidiani, si assiste a una rapida crescita. In particolare Visa Prepaid, oltre agli utilizzi tradizionali del prepagato aziendale, vede un grande potenziale nelle economie startup, crowdfunding e crowdsharing,.“Le carte prepagate Visa sono percepite con tutti i benefici che ciascuno di noi si attende da Visa. Oltre che comode e semplici da usare, hanno il vantaggio di poter essere ottenute anche senza un conto corrente o una storia bancaria già consolidata. E ciò significa disponibilità e attivazione immediata. Questa facilità di accesso ha stimolato il successo di questo comparto. Il prepagato non solo è il metodo di pagamento non-cash a più alto tasso di crescita in Europa, ma anche la piattaforma sulla quale espandere l’accesso per i soci, i mercati, gli esercenti e i partner e rendere più semplice beneficiare dei vantaggi Visa.” ha concluso Bertrand Sava. (foto. visa)

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Metalmeccanica: Export italiano

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2015

impreseAl primo semestre del 2015 l’export italiano dei prodotti della metalmeccanica verso il mercato tedesco vale 12.949 milioni di euro. La regione più attiva è la Lombardia con un totale di 4.528 milioni (in aumento dell’1,3% rispetto al primo semestre 2014), seguita da Emilia Romagna (1.806 milioni), Veneto (1.777 milioni) e Piemonte (1.682 milioni). A livello provinciale è Brescia la regina dell’export in Germania, con 1.085 milioni di euro, seguita da Torino (974 milioni), Milano (814 milioni) e Bergamo (634 milioni). Le imprese italiane attive nel settore metalmeccanico sono 111.677, di cui 65.690 artigiane (il 58,8%).
I dati provengono dal Centro Studi di Confartigianato Imprese (elaborazioni su dati Istat) in collaborazione con l’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia. Le elaborazioni sono state presentate alle imprese artigiane in occasione degli incontri con buyers e delegazioni commerciali internazionali all’Italian Makers Village, il fuori Expo di Confartigianato in via Tortona a Milano. Scopo del Village è anche quello di favorire l’internazionalizzazione di PMI e MPI: dall’inizio di Expo ad oggi oltre 700 aziende di diversi settori hanno partecipato agli incontri del programma Expo-rt 2015, sviluppando così opportunità di scambi commerciali su scala mondiale.

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Impatto sociale e cambiamenti realmente prodotti nella vita delle persone

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2015

cernobbioCernobbio 20 ottobre, ore 19 Villa d’Este Grande attesa per la cena annuale di raccolta fondi della Fondazione Dr. Ambrosoli, durante la quale gli ospiti, avv. Umberto Ambrosoli e Mario Calabresi, direttore de La Stampa, interverranno sul tema attualissimo dell’impatto sociale, ovvero della valutazione dei cambiamenti realmente prodotti nella vita delle persone e delle comunità in cui le organizzazioni no profit operano. Modera la serata Elisabetta Soglio del Corriere della Sera.
Appuntamento è quindi per martedi 20 ottobre 2015, ore 19.00, a Villa D’Este con “OBIETTIVO IMPATTO. Il cambiamento al centro della nostra azione”.
Fondata nel 1998 dai Missionari Comboniani e dalla famiglia di padre Giuseppe Ambrosoli, la Fondazione Dr. Ambrosoli Memorial Hospital supporta e sostiene l’Ospedale di Kalongo e la Scuola specialistica per ostetriche da lui fondati, assicurando così l’accesso ai servizi sanitari alla popolazione del nord Uganda e promuovendo la formazione medica per accompagnare l’ospedale verso il futuro traguardo dell’autonomia.Il Dr. Ambrosoli Memorial Hospital, nato nel 1957, è una delle più importanti organizzazioni sanitarie ugandesi per numero di letti (302) e garantisce assistenza sanitaria qualificata a circa 50.000 persone l’anno: il 70% donne e bambini. Dotato di 6 reparti (maternità, pediatria, medicina generale, chirurgia, tbc, aids), un poliambulatorio per pazienti esterni, un laboratorio di analisi e radiologia e 2 sale operatorie, dà impiego oggi a 213 operatori.Nel 1959 viene fondata la Scuola di ostetricia St. Mary’s Midwifery School Kalongo per trovare una soluzione sostenibile al grave problema della mortalità materno-infantile in Africa. Dalla sua nascita a oggi la scuola ha qualificato oltre 1.200 ostetriche ed è considerata una struttura di eccellenza nella formazione medica specialistica. Le sue ostetriche diplomate sono richieste non solo nelle strutture ugandesi, ma anche in quelle di Tanzania, Kenia, Sudan, Congo e altri paesi dell’Africa sub sahariana.Il ricavato della serata sarà devoluto per sostenere le cure dei pazienti del Dr. Ambrosoli Memorial Hospital di Kalongo. (foto: hospital)

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Gluten free days wellness food fest 2015

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2015

gluten freeRoma, sabato 10 e domenica 11 ottobre, dalle 10.00 alle 19.00, al Palazzo dei Congressi dell’Eur terza edizione del GLUTEN FREE DAYS – WELLNESS FOOD FEST 2015. “Abbiamo voluto ampliare l’offerta”, ha spiegato Roberto Malfatto, presidente del Lanificio, “mantenga la sua identità gluten-free. Vogliamo diventare un appuntamento permanente e importante, una manifestazione di servizio per tutte quelle persone che devono mangiare senza glutine. Il GLUTEN FREE DAYS – WELLNESS FOOD FEST 2015 è l’unico evento in Italia del settore che vede coinvolta l’associazione italiana celiachia per garantire dei contenuti di carattere scientifico di alto profilo. Vogliamo infatti portare informazione, conoscenza e una sempre maggiore chiarezza nel settore.”
“Rispetto ad alcuni anni fa” spiega Gaia De Laurentiis, madrina, “i prodotti sono aumentati, è aumentata l’informazione, ma è importante ricordare che la celiachia è una malattia, non una scelta, non una moda. Ci tengo a ringraziare l’associazione che ha saputo rispondere a una mia richiesta dello scorso anno: dare maggiore attenzione all’aspetto psicologico della celiachia.” Il convegno che si terrà domenica 11 ottobre, di mattina, dal titolo “Psicologia e Celiachia: come e perché” organizzato in collaborazione con l’Ordine degli Psicologi del Lazio vuole infatti far luce sugli aspetti psicologici, emotivi e sociali della dieta associata alle intolleranze.
“Il nostro obiettivo” ha spiegato Paola Fagioli, presidente di AIC Lazio, dopo aver ringraziato i presenti “è proprio quello di fare chiarezza. Da 35 anni siamo impegnati in prima linea nel cercare di portare informazione, dare delle linee guida, perché la celiachia non è una scelta, è una malattia che dev’essere diagnosticata adeguatamente. Con un’attenzione quest’anno al mangiare sano: può, e come, un celiaco mangiare vegetariano, vegano, o adottare altri stili di vita? Daremo queste e altre risposte nel convegno di sabato 10 mattina alle 10.15, dal titolo “Dieta senza glutine, allergie alimentari e stili di alimentazione: è possibile una convivenza?.” Sono 160.000 i celiaci diagnosticati ogni anno, e il 20% è la stima di coloro che ancora non sanno di esserlo.“E’ importante portare la conoscenza anche ai medici oltre che alle persone coinvolte” ha spiegato il Prof. Italo De Vitis, Presidente del Comitato Scientifico di AIC Lazio, “sono infatti chiamati in causa anche i medici di base e i nutrizionisti, e tutti devono individuare percorsi diagnostici adeguati, perché è dannoso mettersi a dieta senza una corretta diagnosi. Dobbiamo dare messaggi chiari, brevi e precisi”.“Il contributo che vogliamo portare” ha detto la dott.ssa Paola Medde, psicologa dell’alimentazione dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, “è solo all’inizio. La celiachia condiziona tutta la vita, non solo per ciò che concerne l’aspetto alimentare, ma anche nel rapporto con gli altri, nella socializzazione, nella gestione delle emozioni e la dieta stessa non è una scelta, ma una necessità.” (foto gluten free)

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Carrara: 4×4 Fest

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2015

4X4 Fest CarraraCarrara dal 9 all’11 ottobre, presso il polo CarraraFiere e nelle aree circostanti i padiglioni. 4×4 Fest rappresenta il principale appuntamento del settore in Italia e in Europa: non si tratta solo di una vetrina commerciale per veicoli 4×4 e relativi accessori, ma di un’occasione unica per divertirsi e testare le ultime novità nelle apposite piste dell’area esterna.Yokohama Italia annuncia la sua partecipazione alla prossima edizione del 4×4 Fest.Yokohama punterà soprattutto sui prodotti appartenenti alla famiglia Geolandar, presentando in particolare il nuovissimo Geolandar H/T G056 destinato a SUV e pick-up di ultima generazione. La sigla H/T del Geolandar G056 è l’acronimo della dicitura Highway Terrain, che identifica pneumatici ideali per l’uso stradale, cittadino e autostradale. Le performance di chilometraggio sono fra i principali vantaggi di questo modello, insieme a una superiore trazione sul bagnato, soprattutto in frenata, e un comfort di marcia migliorato grazie a una riduzione del rumore dovuto al rotolamento. Tutte le innovazioni apportate al Geolandar H/T G056 dipendono in gran parte dalla tecnologia Orange Oil, brevetto Yokohama oramai applicato all’intera gamma. Oltre alla composizione della mescola, contribuisce a minimizzare la rumorosità il peculiare disegno battistrada di questo modello di pneumatico, costruito secondo la cosiddetta “variazione a 5 passi” (tasselli di forme diverse vengono intervallati costantemente e coerentemente sul battistrada, in modo tale da rendere uniforme la frequenza del rumore dovuto al rotolamento e al contatto con il suolo). Oltre alla novità di gamma, Yokohama proporrà i modelli tradizionalmente destinati al mondo dei SUV e del 4×4: Geolandar SUV G055, Geolandar A/T-S G012 e Geolandar M/T+ G001, rispettivamente destinati all’uso stradale, a percorsi misti e al fuoristrada estremo. Per quanto riguarda infine la gamma invernale SUV/4X4, Yokohama esporrà il W.drive V905, disponibile anche con misure per SUV, e due modelli Geolandar dotati di mescola nordica e adatti a fondi innevati e ghiacciati anche per uso in alta montagna: lo storico I/T+ G071 e l’I/T-S G073. (foto: 4X4 Fest)

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