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Quotidiano di informazione – Anno 35 n°33

Posts Tagged ‘prodotti’

I prodotti italiani sono tra i più contraffatti al mondo

Posted by fidest press agency su martedì, 31 gennaio 2023

L’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) e l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE) hanno pubblicato oggi uno studio sull’impatto della violazione della proprietà intellettuale sulle piccole e medie imprese (PMI). Questo tipo di ricerca, che per la prima volta si concentra sulle piccole imprese, offre nuovi spunti di riflessione sull’impatto della contraffazione e di altri tipi di violazione dei diritti di proprietà intellettuale (DPI) sulle PMI.I brevetti sono i diritti di PI che proteggono più direttamente le innovazioni. Gli attacchi ai brevetti sono quindi particolarmente pericolosi per l’economia in generale e per le PMI in particolare.Secondo l’ultimo quadro di valutazione delle PMI, il 15 % delle PMI titolari di un diritto di PI registrato ha subito violazioni dei DPI. Questa percentuale è più elevata tra le PMI che hanno introdotto innovazioni (19,4 % nel caso delle PMI che hanno introdotto innovazioni inedite). La violazione dei DPI è quindi un problema particolare per le piccole imprese che innovano e creano occupazione e crescita. I contraffattori si interessano a tutti i tipi di prodotti realizzati dalle PMI. Quelli più frequentemente presi di mira sono macchinari elettrici ed elettronica (30 % dei sequestri), abbigliamento (18 %), profumeria e cosmetici (10 %) e giocattoli e giochi (anche in questo caso 10 %). Inoltre, molti di questi prodotti contraffatti sono di scarsa qualità e spesso rappresentano una minaccia per la salute e la sicurezza dei consumatori. Secondo l’ultimo quadro di valutazione delle PMI dell’EUIPO, pubblicato nel settembre 2022, le PMI che hanno subito violazioni dei DPI ritengono che ciò abbia avuto un impatto negativo sulla loro attività, con perdita di fatturato, di reputazione, di immagine e di vantaggio competitivo. Tuttavia, il 40 % delle piccole e medie imprese riconosce di non monitorare i propri mercati per individuare eventuali violazioni dei propri diritti di PI o di affidarsi solo a informazioni ricevute occasionalmente sulle violazioni, come i riscontri dei clienti o le informazioni fornite dai partner commerciali.Le PMI costituiscono la maggior parte delle imprese dell’UE (99 %) e rappresentano circa due terzi dei posti di lavoro. Al fine di sostenerle, l’EUIPO, insieme alla Commissione europea e agli uffici di PI nazionali e regionali dell’UE, ha avviato una serie di iniziative nel campo della proprietà intellettuale, tra cui un Fondo per le PMI che fornisce sostegno finanziario alle piccole imprese per la registrazione dei loro diritti di PI. Più di 32 000 PMI nell’UE hanno già beneficiato del Fondo.Queste iniziative fanno parte del più ampio piano d’azione sulla proprietà intellettuale della Commissione europea, che si concentra anche sulla lotta alla contraffazione e sul rafforzamento dell’applicazione dei diritti di PI. In questo settore l’EUIPO sostiene lo sviluppo di un pacchetto di strumenti dell’UE per la lotta alla contraffazione al fine di migliorare la cooperazione e la condivisione dei dati tra i titolari dei diritti, gli intermediari e le autorità pubbliche. Le imprese possono inoltre accedere gratuitamente all’IP Enforcement Portal. Questo strumento dell’EUIPO aiuta le imprese a tutelare i loro diritti di PI nei diversi Stati membri dell’UE, facilitando lo scambio di informazioni protette tra i titolari dei diritti e le autorità di contrasto al fine di sequestrare merci contraffatte. (abstract by EUIPO)

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Il mercato della Florida, la Ficte 2023 e la promozione dei prodotti italiani negli USA

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 gennaio 2023

Il 25 gennaio 2023, alle ore 15.00, Federitaly, la Federazione nata per tutelare, promuovere e valorizzare il “Made in Italy” e le aziende italiane in tutto il mondo, in collaborazione con la società M.Ro Business Cooperation & Innovation Center terranno un webinar, trasmesso gratuitamente online sulle pagine social di Federitaly, dedicato all’attrattività dell’eccellenza italiana sul mercato della Florida, il successo della settima edizione del Fitce, il Florida International Trade and Cultural Expo, l’importante evento internazionale a cui hanno partecipato aziende di tutto il mondo ed autorevoli esperti del commercio internazionale e il lancio del marchio 100% Made in Italy, che si avvale di una piattaforma in tecnologia blockchain su sui vengono depositate tutte le informazioni relative al prodotto e all’azienda, nonché le fasi salienti del processo di certificazione. Dopo i saluti di Samuil Buschkin, Delegato USA di Federitaly, partecipano ai lavori online, Romina Nicoletti, CEO della M.Ro Business Cooperation & Innovation Center e delegata italiana del Florida International Trade and Cultural Expo, Enrica Maggi, del Coordinamento Delegazioni Estere di FederItaly, Lamberto Scorzino, Segretario Nazionale di FederItaly e Giordano Guerrieri, Ceo di Finera, introdotti da Ilaria Salonna, componente dell’Ufficio di Presidenza di Federitaly, nonché responsabile degli eventi online della Federazione e moderati dal giornalista Domenico Letizia, esperto di geopolitica e mercati esteri. Lo scorso 19 e 20 ottobre, in Florida, ha avuto luogo la settima edizione del Fitce, il Florida International Trade and Culture Expo, un rilevante evento a carattere internazionale al quale hanno partecipato imprese ed espositori locali ed internazionali. La Fitce diviene sempre più una vera e propria “esposizione universale” nel corso della quale le imprese hanno la possibilità di entrare direttamente in contatto con numerosi rappresentanti governativi di spicco ed esperti del settore dell’export. Nel 2022, M.Ro Business Cooperation & Innovation Center ha presentato insieme al Ficte la prima edizione del padiglione Italian Delegation Made In Italy. Hanno partecipato 1588 partecipanti inclusi 250 espositori e oltre 100 relatori sui temi del commercio internazionale, degli investimenti internazionali e della cultura. La Italian Delegation Made in Italy è stata la delegazione più numerosa ed importante dell’Expo.L’evento online vuole promuovere il mercato della Florida e l’importanza del Florida International Trade and Cultural Expo per la crescita del Made in Italy nel Nord America. L’importante sinergia avviata da Romina Nicoletti, CEO della M.Ro Business Cooperation & Innovation Center, ha permesso di raccogliere un grande risultato anche per l’appuntamento del 2023 del Florida International Trade and Cultural Expo, ricevendo un plauso e un concreto apprezzamento dal Consolato Generale d’Italia a Miami, dal Console Cristiano Musillo, da Angelo Bocchi, Direttore dell’Italian Trade Agency di Miami e attirando l’interesse di Federitaly. Peraltro, sono numerosi gli incentivi finanziari per le imprese che intendono operare in determinati settori industriali e posizionare la propria attività in determinate aree all’interno dello Stato americano. Un ulteriore vantaggio è costituito dall’assenza di tassazione sui redditi per le persone fisiche, che rende la Florida un luogo ideale per tutti i lavoratori dipendenti e cresce per il consumatore della Florida la volontà di voler acquistare e consumare prodotti italiani certificati e autentici. Un mercato che diviene particolarmente importante anche per il marchio collettivo “Federitaly 100% Made in Italy”, che attraverso un complesso e innovativo sistema di certificazione identificata promuove e sostiene i prodotti 100% italiani. Grazie al marchio, la contraffazione del prodotto è sistematicamente non realizzabile poiché la tecnologia blockchain consente di verificare la validità del marchio, apposto sui prodotti, tramite la scansione di un Qrc che rimanda all’innovativa piattaforma, garantendo certezza sul prodotto che si sta acquistando. Ogni consumatore nazionale o estero potrà avere certezza che il prodotto che sta acquistando e su cui è apposto il marchio è realmente “100% Made in Italy”.

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L’inflazione non si arresta ma calano alcuni prodotti

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 novembre 2022

La pandemia da Covid 19 e la guerra in Ucraina hanno impattato pesantemente, generando effetti negativi, tra cui la crescita dell’inflazione in diversi comparti merceologici. Come confermato dalle ultime rilevazioni Istat, infatti, l’incremento dei prezzi al consumo ha raggiunto l’8,9% su base annua nel mese di settembre. Sotto la lente di Altroconsumo i prezzi di pasta, farina, olio extravergine d’oliva, olio di semi di girasole, zucchero, caffè in polvere, latte a lunga conservazione e passata di pomodoro, con l’aggiunta di zucchine e banane. Dai risultati emerge che, rispetto ai prezzi medi rilevati a settembre 2021, per tutte e 10 le categorie di prodotto si registrano aumenti importanti compresi tra il 7% e il 61%. Rispetto al mese precedente (agosto), invece, emergono segnali di stabilità e addirittura di riduzione di prezzo: in particolare il costo di farina (-1%), pasta (-1%) e olio extravergine d’oliva (-2%), ma soprattutto di caffè (-6%) e olio di semi di girasole (-5% rispetto ad agosto, -11% rispetto a maggio). Per zucchine e banane è stato mantenuto un confronto sull’anno, perché l’effetto della stagionalità di tali prodotti rende poco rilevante il confronto tra mesi e stagioni differenti. Se per l’insieme dei prodotti rilevati un anno fa avremmo speso in media 20,16 € (settembre 2021) oggi spenderemmo un totale di 24,19 € (+ 4,03 €). L’aumento è stato del 20%. Nello specifico, il costo di ogni articolo ha subito una variazione considerevole, a cominciare dall’olio di semi di girasole: +61% in un anno. Si pensi che solo tra il mese di marzo e aprile 2022, l’incremento è stato del 36% e i prezzi hanno continuato ad aumentare fino a giugno. Solo durante l’estate, si è registrato un primo accenno di stabilità e tra agosto e settembre 2022 il prezzo medio dell’olio di semi di girasole è sceso nel 5%; rispetto a prima dell’estate (maggio 2022) la riduzione è stata dell’11%. Il prezzo della farina 00 è cresciuto di molto: +37% rispetto a settembre 2021. Il costo ha subito un’impennata tra maggio 2021 e gennaio 2022, registrando un +18%. Tra gennaio e maggio 2022 i prezzi sono cresciuti ulteriormente (+13%). Da maggio a oggi la crescita è progredita ma a ritmi meno sostenuti: +6%. Il prezzo della pasta ha subito un incremento del +26% in un anno, ma nell’ultimo mese il prezzo risulta leggermente in calo: -1%. Nonostante il rialzo del +15% rispetto allo scorso anno, nell’ultimo mese l’olio extravergine di oliva risulta lievemente in calo (-2%). Il costo dello zucchero da barbabietola è in crescita: tra settembre 2021 e settembre 2022 il prezzo medio aumentato del 24%. Gli aumenti sono cominciati a partire dall’estate 2021 e si sono intensificati durante l’estate 2022. Significativo anche l’aumento del mese di settembre (+4%). Il caffè in polvere registra un aumento di +7% in un anno: la crescita ha raggiunto il suo a luglio 2022 (dove il prezzo raggiunge i 7,05 euro al chilo). Negli ultimi due mesi, però si ha un deciso calo.La passata di pomodoro è uno dei prodotti che ha subito più tardi i rincari che invece avevano già interessato altri prodotti, ora però gli aumenti ci sono: + 3% rispetto al mese di agosto 2022; + 9% rispetto a prima dell’estate (maggio 2022) e + 15% rispetto allo scorso anno. Al fine di guidare i consumatori nella miglior scelta d’acquisto, Altroconsumo consiglia in questa fase di orientarsi sui discount e di prediligere prodotti in promozione e a marchio commerciale.

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Studio globale ESG 2022 di Capital Group

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 ottobre 2022

Gli investitori globali segnalano una mancanza di innovazione nei prodotti e servizi ESG: è quanto emerge dalla seconda edizione dello studio globale ESG di Capital Group, una delle maggiori società di investimento al mondo, con un patrimonio in gestione di circa 2.200 miliardi di dollari (al 30 giugno 2022) e 91 anni di esperienza. Tra i principali risultati dello studio, gli investitori ritengono che non vi siano abbastanza fondi che offrano un ampio spettro di temi in grado di abbracciare tutto l’universo ESG; vogliono prodotti più innovativi e riconoscono la necessità di investire in società in transizione (società che stanno cercando di trasformare in modo più sostenibile i propri modelli di business). Lo studio globale ESG di Capital Group ha intervistato 1.130 investitori istituzionali e wholesale, tra cui fondi pensione, family office e compagnie assicurative, nonché fondi di fondi, banche retail/private e consulenti finanziari, situati in 19 mercati di tutto il mondo nel 2022. Questa è la seconda puntata dello studio globale 2022, che cerca di identificare i fattori chiave e le sfide che gli investimenti ESG devono affrontare. “Gli investitori che desiderano accedere a un’ampia gamma di temi ESG devono attualmente acquistare diversi fondi monotematici o strettamente focalizzati, il che sottolinea la necessità di soluzioni all-in-one che consentano agli investitori di puntare alla sostenibilità a 360°”, ha dichiarato Jessica Ground, Global Head ESG, Capital Group. “La richiesta di fondi ESG più innovativi può riflettere il desiderio di diversificare le proprie partecipazioni, in quanto gli investitori riconoscono di aver bisogno di soluzioni per tutte le stagioni, in grado di adattarsi alle mutevoli condizioni di mercato e di resistere meglio alla volatilità”. Inoltre, lo studio evidenzia una crescente accettazione all’interno della comunità degli investitori del fatto che la transizione verso un futuro sostenibile non può essere raggiunta esclusivamente sostenendo le aziende già leader a scapito di quelle in fase di transizione.” Fonte: Capital Group ESG Global Study

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Le classifiche dei prodotti alimentari e di tutti i rincari mensili e annuali

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 luglio 2022

L’Unione Nazionale Consumatori ha elaborato i dati Istat resi noti ieri per stilare quattro classifiche, quella dei servizi che a giugno hanno registrato i maggiori rialzi annui per quanto riguarda le voci legate alle vacanze, quella dei prodotti alimentari e le classifiche assolute dei rincari mensili e annuali.Per chi si appresta a partire per le ferie emerge un quadro non certo confortante. In testa alla top ten delle vacanze, il più che raddoppio dei prezzi dei Voli internazionali che decollano del 124,1% su giugno 2021 e che hanno anche il primato rispetto a tutte le voci del paniere e si collocano al 2° posto assoluto degli incrementi mensili con +21,3%. Medaglia d’argento ai Voli nazionali che su base annua volano esattamente di un terzo, +33,3%, un dato molto preoccupante specie se si considera che è la voce che segna il record degli incrementi mensili, +31,4% su maggio 2022. Al 3° posto il Noleggio di mezzi di trasporto e l’affitto di garage e posti auto con +24,3% (+7,4% sul mese precedente, 5° posto della top ten mensile). Appena fuori dal podio gli Alberghi, motel e pensioni che segnano un +21,4% rispetto allo scorso anno (+5,7% su base congiunturale, 8° posto). Seguono il Trasporto marittimo (+18,7%), i Gelati (+13,4%) e i Pacchetti vacanza internazionali (+6,2%), Non ci si salva neanche andando al Ristorante, +4,6% sullo scorso anno, o in un parco, in un museo (+3,2%). Chiudono la top ten i Servizi ricreativi e sportivi che includono piscine, palestre, discoteche e stabilimenti balneari che segnano, per ora, un più contenuto +2,4 per cento, ma che in appena un mese rincarano del 2,8%. “Quello che emerge da questi dati è che per le prossime vacanze meno ci allontaniamo e meglio è. Tra voli e carburanti i prezzi sono esorbitanti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.Per quanto riguarda la top ten di tutti gli aumenti mensili , rispetto a maggio 2022 vincono i voli nazionali (+31,4%), seguiti da quelli internazionali (+21,3%). Al terzo posto sempre una voce collegata alla ferie, i villaggi vacanze e i campeggi con +11,3%. Al quarto posto la benzina che sale del 9,8% in appena un mese (+25,3% su giugno 2021), seguita dal noleggio dei mezzi di trasporto (+7,4%), il gasolio per mezzi di trasporto (+6,7%, +32,3% su base annua), in settima posizione l’E-book download (+6,2%), poi alberghi (+5,7%), pasta sfoglia (+5,1%) e gasolio per riscaldamento (+4,9%). L’energia elettrica è appena fuori dalla top ten mensile con +4,6%, ma salendo su base annua dell’81,4%, al 2° posto dei rincari annui, determina per una famiglia media una stangata annua pari a 514 euro.Per la top 20 annuale relativa a tutto il paniere Istat, vincono i voli internazionali (+124,1% su giugno 2021), al 2° posto l’energia elettrica (+81,4%), al 3° l’olio diverso da quello di oliva (68,6%). Poi gas naturale e di città (+67,3%), gasolio per riscaldamento (+52,7%), al sesto Gpl e metano (+38,2%), voli nazionali (+33,3%), gasolio per mezzi di trasporto (+32,3%). Chiude la top ten il burro (+27,7%). In classifica anche la benzina (+25,3%), gli alberghi (14° con +21,4%), la farina (+20,5%), la pasta (in 17esima posizione con +18,3%). Chiude la top 20 il pollame (+15,1%), la carne più rincarata.Per quanto riguarda la top 20 dei prodotti alimentari, il record dei rincari annui spetta all’Olio diverso da quello di oliva che si impenna del 68,6% rispetto a giugno 2021 e che certo risente dell’effetto Ucraina e del blocco dell’import dell’olio di girasole. Al secondo posto della top ten il Burro che svetta del 27,7%. Sul gradino più basso del podio la Farina che sale del 20,5% in un anno. Al quarto posto il cibo simbolo dell’Italia, la Pasta (fresca, secca e preparati di pasta) che lievita del 18,3%. Seguono la Margarina che costa il 16,8% in più su base annua, il pollame (+15,1%), il riso (+13,7%), all’ottavo posto le uova (+13,6%), poi le patatine fritte (13,5%). Chiudono la top ten i Gelati che con il caldo decollano del 13,4%. Si segnalano poi il latte conservato con +12,1%, i vegetali freschi +11,8%, il pane +11,3%, la frutta fresca +10,9%. By Mauro Antonelli

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I giovani europei acquistano più prodotti contraffatti e accedono a contenuti pirata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 giugno 2022

L’edizione 2022 della scheda di valutazione sui giovani e la proprietà intellettuale, pubblicata oggi dall’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO), fornisce un aggiornamento sui comportamenti dei giovani nei confronti delle violazioni della proprietà intellettuale in un contesto post-pandemia. Oltre la metà (52 %) dei giovani intervistati aveva acquistato online almeno un prodotto contraffatto nell’ultimo anno, intenzionalmente o accidentalmente, e un terzo (33 %) aveva effettuato l’accesso a contenuti illegali online. I prodotti contraffatti che i giovani acquistano intenzionalmente più spesso sono abbigliamento e accessori (17 %), seguiti da calzature (14 %), dispositivi elettronici (13 %) e prodotti per l’igiene, cosmetici, prodotti per la cura della persona e profumi (12 %). Ma i giovani acquistano prodotti contraffatti anche a causa di indicazioni fuorvianti: l’acquisto non intenzionale di prodotti contraffatti si attesta altresì al 37 %, e gli intervistati hanno dichiarato di avere difficoltà a distinguere i prodotti autentici da quelli contraffatti. Il 48% non aveva acquistato tali prodotti o non era certo di averli acquistati o meno. Per quanto riguarda i contenuti digitali, l’accesso da fonti legali sta guadagnando terreno tra le generazioni più giovani. Il 60 % afferma di non aver utilizzato, riprodotto, scaricato o fruito in streaming di contenuti da fonti illegali nell’ultimo anno rispetto al 51 % nel 2019 e al 40 % nel 2016, confermando così la tendenza in atto. Tuttavia, la pirateria intenzionale rimane stabile, con il 21 % dei giovani consumatori (uno su cinque) che ammette di aver effettuato l’accesso a contenuti piratati consapevolmente negli ultimi 12 mesi. Una percentuale significativa di giovani è stata indotta ad accedere a contenuti piratati da indicazioni fuorvianti. Il 12 % ha effettuato l’accesso a contenuti illegali accidentalmente e il 7% non sa se lo abbia fatto. Il principale tipo di contenuti piratati era costituito da film (61 %) e serie televisive (52 %), seguiti da musica (36 %), utilizzando principalmente siti web, app e canali di social media dedicati. Mentre il prezzo e la disponibilità continuano a essere le ragioni principali per cui si acquistano prodotti contraffatti e si accede a contenuti piratati intenzionalmente, le influenze sociali, come il comportamento di familiari, amici o persone di propria conoscenza, stanno guadagnando terreno in modo significativo. Tra gli altri fattori si annoverano il disinteresse riguardo alla legittimità o meno del prodotto (o della fonte del contenuto), la mancata percezione di qualsivoglia differenza tra i prodotti originali e quelli contraffatti nonché la facilità di reperire od ordinare prodotti contraffatti online. Un intervistato su 10 ha fatto riferimento a consigli da parte di influencer o persone famose. Scopo della ricerca è comprendere le percezioni e i comportamenti dei giovani rispetto alla proprietà intellettuale nel momento in cui accedono a contenuti digitali o acquistano prodotti fisici. L’analisi quantitativa relativa al 2022 è stata condotta su un totale di 22 021 giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni nei 27 Stati membri dell’UE, tra il 7 e il 28 febbraio 2022. L’EUIPO è una delle più grandi agenzie decentrate dell’UE, con sede ad Alicante (Spagna). Classificato come l’ufficio della proprietà intellettuale più innovativo al mondo. L’Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale è stato istituito nel 2009 per sostenere la protezione e l’applicazione dei diritti di proprietà intellettuale, nonché quale ulteriore strumento per contrastare la crescente minaccia di violazioni della proprietà intellettuale in Europa. (abstract)

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Integratori dimagranti: Altroconsumo indaga sulla regolarità dei prodotti e sulle dichiarazioni in etichetta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 aprile 2022

Con l’arrivo della bella stagione e l’avvicinarsi della prova costume, sono tante le persone che decidono di rimettersi in forma. Oltre alle classiche diete e all’attività fisica, ci sono consumatori che si affidano anche agli integratori alimentari che promettono effetti dimagranti. Quando si decide di approcciarsi a questo tipo di acquisti risulta fondamentale porre attenzione alle informazioni dichiarate dei produttori in quanto è possibile trovare articoli non conformi alla legge o privi di indicazioni veritiere e complete, specialmente quando si tratta di acquisti online. Altroconsumo, al fine di aiutare il consumatore ad orientarsi e fare una scelta consapevole nel mondo dei prodotti dimagranti, ha effettuato un’indagine acquistando online, tra luglio e agosto 2021, 30 integratori e prodotti per dimagrire, analizzandoli in laboratorio, al fine di verificare al loro interno la presenza di possibili sostanze farmacologiche, illegali in questo tipo di prodotti, ma che potrebbero essere inserite intenzionalmente in modo da rendere questi prodotti efficaci nel dimagrimento. In seguito alle verifiche effettuate, Altroconsumo ha segnalato le irregolarità rilevate al Ministero della Salute e alle piattaforme online dei venditori. Durante l’analisi è emerso che l’80% dei prodotti non rispetta le regole sull’etichettatura e alcuni contengono anche farmaci o sostanze pericolose. Sui 30 prodotti presi in esame solo 1 è risultato completamente in regola a livello di composizione e di dichiarazione sull’etichetta. Risulta che 5 prodotti su 30 presentano irregolarità negli ingredienti o nella presentazione del prodotto. Per esempio, 1 contiene un farmaco con anfetamina e un estratto vegetale vietato per legge, 2 contengono un principio attivo che si utilizza per la pelle e che non andrebbe ingerito. Di questi due, uno non si definisce integratore, ma è ambiguamente commercializzato come prodotto per massaggi. Altri due prodotti non contengono le sostanze attive dichiarate in etichetta ma solo gli eccipienti. Per ulteriori dettagli consultare il seguente link: https://www.altroconsumo.it/alimentazione/dimagrire/news/inchiesta-dimagranti.

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L’e-commerce di prodotti Health&Pharma in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 ottobre 2021

Nel 2021 l’eCommerce di prodotti Health&Pharma ha raggiunto il valore di 1,5 miliardi di euro, con una crescita del +43,3% rispetto al 2020, incremento sostenuto in particolare dall’aumento della frequenza di acquisto. E’ quanto emerso dalla terza edizione dell’Osservatorio Netcomm sul digital Health&Pharma, presentata oggi durante la giornata di chiusura di Netcomm Forum Industries, l’evento di riferimento in Italia organizzato da Netcomm – il Consorzio del Commercio Digitale Italiano -, che ha rappresentato un’occasione per riflettere e dibattere su un futuro della salute sempre più connesso, integrato e in grado di generare valore per le persone.La ricerca, realizzata con il sostegno di Aboca, Farmacie Italiane, Human Highway e Nestlé, e condotta nel settembre 2021 per rilevare l’evoluzione dei comportamenti digitali dei consumatori italiani nell’ H&P negli ultimi dodici mesi, evidenzia come si sia raggiunta la soglia di 18 milioni di italiani che comprano online prodotti Health&Pharma e, di questi, 5,6 milioni siano rappresentati da acquirenti abituali, in crescita rispetto al 2020 del +20,7%. L’anno appena trascorso mostra quindi tassi di sviluppo ancora molto sostenuti in questo settore, tanto che il 35% degli intervistati ha dichiarato di avere già un e-commerce H&P di riferimento per i propri acquisti online. Vitamine, insieme a integratori e potenziatori, prodotti di ottica (occhiali da vista e lenti a contatto) e prodotti naturali per la salute sono le tre categorie che sviluppano il maggior valore di acquisti online nel settore H&P: su 100 euro spesi online in H&P, infatti, 46 euro sono relativi ai prodotti di queste tre categorie.Il report è frutto del progetto avviato da Netcomm nel 2017 con il gruppo di lavoro Digital Health & Pharma, che oggi vede oltre cinquanta aziende partecipanti. Nel 2019 si è tenuta la prima edizione dell’Osservatorio, che nel 2020 ha redatto l’ “On-life health manifesto 2020 – Per costruire una visione comune e accelerare lo sviluppo del digital health & pharma in Italia e la sua integrazione a livello europeo”. E-retailer generalisti e farmacie online hanno le quote di mercato maggiori e in crescita nel 2021. Dopo una decrescita nel 2020, dovuta in parte anche alle tante difficoltà operative affrontate dal canale farmacia durante il periodo pandemico, le farmacie online hanno infatti recuperato quote. Secondo la ricerca, l’8,4% degli acquisti online di categoria avviene su siti specializzati in particolari merceologie (lenti a contatto, ottica, prodotti naturali, vitamine e integratori, parafarmacie, ecc.), mentre il 6,4% sul sito e-commerce del produttore. Indagando invece la composizione delle vendite realizzate sui marketplace, le quote di mercato per tipologie di merchant subiscono delle significative variazioni: i marketplace, al netto delle vendite realizzate da merchant terzi, passano da 46,2% (44% nel 2020) a 18,7% (16,8% nel 2020).Le farmacie guadagnano alcuni punti (+2%) grazie alle vendite fatte tramite gli eRetailer generalisti, mentre gli eRetailer di settore (diversi dalle farmacie) e i produttori incrementano notevolmente le proprie quote grazie alle vendite indirette tramite marketplace (rispettivamente +11% e +15%). 8 acquisti di prodotti per la salute su 10 sono pagati contestualmente all’acquisto online. L’interesse verso tutti i servizi abilitati dalla multicanalità è in continua crescita e il servizio ritenuto più utile è la consegna a casa (54,5%); segue la possibilità di prenotare il prodotto online e poi ritirarlo in un secondo momento presso un negozio o in un locker (rispettivamente 39,7% e 41,3%) e la possibilità di prenotare per telefono – telefonata, sms, WhatsApp – (39,4%). L’idea di negozi completamente automatizzati (dove tutte le fasi del processo di acquisto avvengono tramite display, senza interazione con il personale del punto vendita) è considerata una possibilità interessante da un acquirente online di H&P su tre (37%).

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Tracciabilità completa delle piante e dei prodotti siciliani

Posted by fidest press agency su martedì, 3 agosto 2021

E’ stato presentato il disegno di legge a firma dell’On. Antonio Catalfamo (Lega) recante come oggetto la realizzazione di campi madri e laboratori di CTV per la tracciabilità completa delle piante e dei prodotti siciliani. “Al fine di contribuire alla ricerca in agricoltura e fronteggiare l’emergenza delle piante resistenti ai virus e ad altre patologie con la pianificazione degli interventi, questo schema normativo – ha dichiarato Catalfamo – promuove la realizzazione di campi di piante madri porta seme e porta mazze, con annessi i relativi laboratori di CTV per monitorare e limitare la diffusione di virus nelle piante. Sarà poi un successivo decreto assessoriale a stabilire le modalità di intervento affinché tutti i florovivaisti possano utilizzare prodotti tracciabili di produzione siciliana.” I campi madre sono appezzamenti di terreno destinati alla produzione di piante madri, ottenute da gemme o marze innestate su portainnesti, oppure per la coltivazione di ceppaie per portainnesti e vengono utilizzati prevalentemente per la produzione di materiale di propagazione certificata.“L’obiettivo della legge, oltre a disporre ulteriori misure fitosanitarie ritenute necessarie per evitare diffusione dei virus nelle piante, è quello di creare un prodotto siciliano autentico, tutelato, diffuso e sano. Solo in questo modo si potrà valorizzare il comparto florovivaistico già in forte stress a causa della pandemia.”

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“Difendiamo i prodotti italiani. Presto iniziative in tutte le piazze d’Italia”

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 Maggio 2021

Parte – o meglio, riparte – da Viterbo la battaglia di Fratelli d’Italia contro il NutriScore, il sistema di etichettatura “a semaforo” dei prodotti alimentari che l’Unione Europea vorrebbe rendere obbligatoria in tutti gli stati membri.L’iniziativa è stata presentata questa mattina dal senatore e responsabile nazionale del Dipartimento Agricoltura FdI, Luca De Carlo, dal deputato Mauro Rotelli, e dai responsabili del settore agricoltura di Fratelli d’Italia della Regione Lazio e della Provincia di Viterbo, rispettivamente Roberto Bedini e Pietro Narduzzi.A ribadire la posizione del partito è stato il senatore De Carlo: “Già a febbraio dello scorso anno alla Camera presentammo una mozione per impegnare il Parlamento a dirsi fermamente contrario a questo sistema. Stava passando sotto silenzio l’avanzata di questo provvedimento che sarebbe una vera mazzata per le produzioni italiane, riconosciute un’eccellenza a livello mondiale e proprio per questo osteggiate e temute dalle altre nazioni e dalle multinazionali”. Ad avvalorare queste parole, De Carlo ha poi ribadito come l’italian sounding – l’imitazione di prodotti italiani tramite ad esempio nomi storpiati, riferimenti geografici o immagini di monumenti e luoghi della nostra nazione – costi all’Italia circa 100 miliardi di euro all’anno e come l’agricoltura italiana sia al sesto posto mondiale tra quelle più sostenibili: “È universalmente riconosciuto come dietro a un prodotto con bandiera italiana ci sia grande qualità, frutto di anni di attenzione, di lavoro e di ricerca. Ora le grandi multinazionali vorrebbero punire tutto questo, a vantaggio di cibi che sanno poco di terra e molto di laboratorio e che possono essere facilmente costruiti per rientrare nei parametri del semaforo verde di NutriScore, che peraltro è altamente discriminatorio perchè non considera le diverse necessità e abitudini alimentari di un italiano rispetto a quelle di un cittadino del Nord Europa; se ne stanno accorgendo anche in Spagna, nazione tra le primi sostenitrici di questo sistema”. “Noi siamo per la biodiversità ambientale e umana, per il coniugare tradizione e innovazione”, ha concluso De Carlo. “Per questo, da qui partirà una campagna contro il NutriScore che toccherà tutte le piazze d’Italia per far capire ai cittadini quali sono i rischi per la nostra agricoltura, per la nostra tradizione e per la nostra economia. Dobbiamo far capire l’importanza di salvaguardare il prodotto italiano, anche in sede europea”.

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Recepimento delle norme sull’utilizzo di aloe nei prodotti

Posted by fidest press agency su martedì, 4 Maggio 2021

“Seguiamo con massima attenzione il lavoro che il Ministero della Salute sta portando avanti per chiarire gli impatti della normativa europea sull’utilizzo di preparati alimentari con aloe-emodina, emodina, dantrone e foglie di aloe contenenti derivati dell’idrossiantracene (HAD). È importante dare risposte certe al settore che teme forti ripercussioni sulle attività, soprattutto per quel che concerne l’aloe, il cui uso nel nostro Paese ha una lunga tradizione”. Lo dichiara il deputato Filippo Gallinella (M5S), presidente della commissione Agricoltura a seguito dell’entrata in vigore del Regolamento (UE) 468/2021 che vieta, di fatto, la commercializzazione di questi preparati alimentari. “Il Ministero della Salute – prosegue – ha proposto agli stakeholder una circolare applicativa del Regolamento sia per chi produrrà tali alimenti e per chi andrà a controllarli, introducendo in maniera chiara i limiti massimi dei livelli di HAD. Continuerò a seguire la vicenda con attenzione per trovare un punto di caduta che non comprometta né la parte agricola né quella produttiva”.

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Il 2020 per il settore della IV gamma chiude con un valore complessivo di 814 milioni di euro

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 febbraio 2021

E’ -7% (a valore) rispetto al 2019 e -4,5% (a volume). Numeri che fotografano tutta la difficoltà di un anno unico nel suo genere, che ha messo a dura prova anche il comparto della IV Gamma.Durante i mesi del primo lockdown, le aziende di IV gamma hanno messo in campo sforzi straordinari per garantire regolarmente gli approvvigionamenti dei prodotti sul punto vendita, coscienti del ruolo cruciale e indispensabile che la filiera agroalimentare riveste nel suo complesso. L’arrivo della fase due poi, se ha concesso da un lato un leggero recupero dei volumi nell’ambito del retail al termine dell’estate, dall’altro ha evidenziato due problematiche importanti: la ripresa ancora graduale del canale Ho.re.ca e l’aumento dei costi fissi, legati a tutte le disposizioni di sicurezza da attuare. Tutti gli sforzi, anche economici, si sono poi scontrati con un mutato comportamento d’acquisto del consumatore.“Senza dubbio, la pandemia che ha colpito il mondo nel 2020 ha influito sulle abitudini di consumo degli acquirenti. Abbiamo visto alcuni segmenti soffrire particolarmente, come quello delle ciotole pronte all’uso o degli estratti.” – commenta Cristiano Detratti, Direttore Generale di Ortoromi, azienda associata al Gruppo IV Gamma di Unione Italiana Food. La frequenza di visita ai punti vendita, fortemente ridotta durante il lockdown, infatti, non è tornata a come era prima della pandemia e il prosieguo della tipologia di lavoro in smartworking ha continuato a causare la “sofferenza” dei prodotti ready to eat, principalmente consumate dai lavoratori “da ufficio”. “Nonostante le difficoltà, tutte le aziende del comparto si sono adattate su più fronti a questa nuova realtà, che ci ha costretto a nuovi approcci e nuove consapevolezze, anticipando, laddove possibile, il mercato con proposte che rispondono alle esigenze del consumatore attuale, sempre con un occhio di riguardo alla selezione delle materie prime e al tema della sostenibilità.” – conclude Detratti.Se nel mese di settembre il settore aveva fatto registrare una lieve ripresa, è arrivata una nuova brusca frenata con la seconda ondata dell’emergenza sanitaria e le conseguenti disposizioni ministeriali che si sono protratte fino a fine anno. Fortunatamente il 2021 è iniziato con il piede giusto: le insalate in busta, infatti, la categoria più importante dell’aggregato con 653 milioni di euro in valore, hanno registrato a gennaio -2,2%, in netta ripresa rispetto al -4,3% di dicembre.Per continuare a performare bene nel corso dell’anno, a prescindere dall’evoluzione della pandemia, è importante tenere in considerazione molteplici aspetti, tra cui la soddisfazione del consumatore finale e la transizione verso un sistema agroalimentare sostenibile, sano ed equo, così come indicato dal Farm to Fork a cui contribuiscono anche le aziende associate a Unione Italiana Food IV Gamma.

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Prodotti giornalistici: “Evitare effetto Australia, tutelare sovranità digitale

Posted by fidest press agency su domenica, 21 febbraio 2021

L’Australia chiede che i contenuti prodotti dai giornalisti siano adeguatamente retribuiti dalle piattaforme digitali e, per tutta risposta, Facebook blocca le condivisioni di link e articoli: una palese violazione della sovranità digitale, che mette a repentaglio anche la circolazione di notizie chiave per l’emergenza pandemica. Non vorremmo che con il recepimento della direttiva Copyright in Italia possa avvenire lo stesso. Ricordiamo agli over-the-top che è lo Stato a fare le regole del gioco, non loro – afferma il Responsabile Nazionale Innovazione di Fratelli d’Italia, deputato Federico Mollicone – proprio il caso australiano, insieme a quello francese, è quello a cui guardare per la redazione del decreto legislativo di recepimento: gli editori devono essere tutelati prevedendo un meccanismo di negoziazione obbligatoria tra le parti interessate che individui una quota adeguata di proventi che gli editori devono percepire e che, in caso di mancato accordo in un termine prestabilito tra gli editori e gli OTT, intervenga l’Autorità regolatoria di settore a definire le condizioni, anche economiche, della utilizzazione dei contenuti da parte delle piattaforme digitali.”

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I prodotti alimentari che acquistiamo e l’acqua potabile sono sicuri?

Posted by fidest press agency su martedì, 16 febbraio 2021

A differenza dei virus gastrointestinali come il norovirus e l’epatite A, che possono trasmettersi attraverso alimenti contaminati, i virus dotati di envelope o pericapside quali i coronavirus, alla cui famiglia appartiene il SARS-CoV-2, sono molto meno stabili nell’ambiente. Sono in corso studi per valutare il tempo di sopravvivenza del SARS-CoV-2 sulle superfici dei cibi in diverse condizioni di temperatura. Le prove fatte su vari ceppi di coronavirus mostrano comunque che l’igiene alimentare e le buone pratiche di sicurezza alimentare sono sufficienti ad impedire la trasmissione del virus attraverso il cibo. In particolare, i coronavirus sono termolabili, il che significa che sono inattivati alle normali temperature di cottura (70° C). Rimane quindi fondamentale, per evitare rischi e prevenire malattie di origine alimentare, seguire i 4 passaggi chiave della sicurezza alimentare: pulire, separare, cucinare, raffreddare.Ad oggi non sono state rilevate tracce di SARS-CoV-2 nell’acqua potabile. Gli abituali trattamenti adottati negli acquedotti, ed in particolar modo la clorazione e l’irraggiamento con raggi ultravioletti, hanno dimostrato di essere efficaci contro i coronavirus umani, quindi dovrebbero inattivare anche il SARS-CoV-2. (fonte: Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” – I.R.C.C.S.)

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Quali sono i prodotti di seconda mano più venduti nel 2020 su eBay?

Posted by fidest press agency su domenica, 17 gennaio 2021

Lo scorso anno gli Italiani hanno deciso di rivendere per la maggior parte libri: quasi 113.000 i volumi di narrativa di seconda mano rivenduti e oltre 100.000 i saggi. Seguono giochi, fumetti e graphic novel (quasi 88.000) e cellulari (quasi 56.500). Gli italiani hanno inoltre deciso di rivendere anche orologi (oltre 56.000) e articoli di abbigliamento (oltre 50.000). Nella top 10 anche i pezzi da collezionismo: Pokémon (48.600), cartoline di paesaggi italiani (oltre 47.000) e vinili (41.600). In testa alla classifica delle regioni dove si è rivenduto di più su eBay la Lombardia, con oltre 7 milioni di articoli, davanti a Lazio (quasi 5 milioni e 200 mila) e Emilia-Romagna, con quasi 4 milioni di prodotti rivenduti.

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Raccolta dei rifiuti associati a prodotti elettronici

Posted by fidest press agency su martedì, 5 gennaio 2021

Nel 2020 Erion1 ha gestito su tutto il territorio italiano circa 300.000 tonnellate di rifiuti associati ai prodotti elettronici, tra RAEE domestici (più di 260.000 tonnellate), Rifiuti Professionali (9.500 ton) e Rifiuti di Pile e Accumulatori (oltre 29.600 ton). La quantità totale di rifiuti gestiti, che supera del 4% quella registrata nel 2019 (circa 290.000 ton), è paragonabile al peso di 41 Tour Eiffel. Tra i RAEE domestici gestiti da Erion nel 2020 prevalgono quelli del Raggruppamento R2 (Grandi Bianchi) con 112.000 tonnellate, pari al 43% del totale. Seconda posizione per i RAEE del Raggruppamento R1 (Freddo e Clima) con 79.000 tonnellate (30%), seguiti dai RAEE di R3 (Tv e Monitor) con 44.000 tonnellate (17%), R4 (Piccoli Elettrodomestici) con più di 25.000 tonnellate (10%) e, infine, R5 (sorgenti luminose) con circa 150 tonnellate. “I risultati ottenuti da Erion nel 2020 sono molto importanti, non solo perché superiori a quelli raggiunti precedentemente da Ecodom e Remedia, ma soprattutto perché confermano che la fusione di queste due grandi realtà rappresenta una scelta vincente per accompagnare i nostri Produttori nella transizione ecologica già in atto in Europa e per rendere ancora più concreto il loro impegno continuo per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini.” – ha dichiarato Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE – “Quelli del 2020 sono risultati ancora più significativi se si considerano i disagi che la pandemia da Covid-19 ha causato al Paese. Il blocco quasi totale della filiera dei rifiuti elettronici ha portato a una contrazione della raccolta nei mesi di marzo e aprile. Un calo che Erion ha saputo colmare nella seconda metà dell’anno, superando così del 4% i già ottimi risultati del 2019.” I risultati operativi del 2020 confermano il ruolo chiave di Erion nello sviluppo di una reale Economia Circolare a livello nazionale2. Il tasso di riciclo delle Materie Prime Seconde è stato pari al 89%3 del peso dei RAEE domestici gestiti. In dettaglio, dalle oltre 260.000 tonnellate, Erion WEEE ha ricavato 133.000 tonnellate di ferro, pari al peso di 294 treni Freccia Rossa; 5.000 tonnellate di alluminio, pari a 6 milioni di caffettiere; 6.000 tonnellate di rame, pari a 66 volte il peso del rivestimento della Statua della Libertà e 35.000 tonnellate di plastica, pari a 14 milioni di sedie da giardino. Il corretto trattamento di questa tipologia di rifiuti ha permesso di risparmiare oltre 420 milioni di kWh di energia elettrica, pari ai consumi domestici annui di una città di quasi 400.000 abitanti (come Bologna) e di evitare l’immissione in atmosfera di oltre 1.700.000 tonnellate di anidride carbonica, come la quantità di CO2 che verrebbe assorbita in un anno da un bosco di 1.700 kmq (esteso quanto la provincia di Lucca).

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Gli italiani non rinunciano al Natale ma scelgono prodotti a basso costo

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 dicembre 2020

Sarà un Natale di tavole imbandite ma con un occhio attento a far quadrare i conti di fine mese. A mostrarlo è l’indice mensile elaborato da Unioncamere e BMTI a partire dai prezzi rilevati dalle Camere di commercio e dai Mercati all’ingrosso.La tendenza al risparmio emerge con chiarezza dall’andamento dei prezzi all’ingrosso di alcuni prodotti molto diffusi durante le festività, come i vini e gli spumanti. Se infatti, nonostante l’avvicinarsi delle festività natalizie, a Novembre si mantiene stabile il mercato dei vini sfusi, che rispetto allo scorso anno, per effetto delle chiusure della ristorazione e la frenata delle vendite oltre confine, sconta un ribasso del 5%, non va così per i DOP-IGP bianchi di fascia bassa (in aumento del +1,6% rispetto a Ottobre) e per i vini spumanti e frizzanti (+0,7%) che, tuttavia, rimangono in calo del 2,9 rispetto al 2019.Tra le carni bovine, i tagli anteriori delle carni di vitellone, di minor pregio, hanno registrato un aumento del 2,8%, mentre i prezzi dei tagli posteriori, mediamente più costosi, continuano a rimanere stabili anche a causa delle chiusure nel canale Ho.re.ca. Difficoltà che hanno condizionato anche il mercato della carne di vitello i cui valori rimangono più bassi di quasi il 20% rispetto ad un anno fa.Parsimonia sì, quindi, ma ad alcune specialità del made in Italy gli italiani non rinunciano proprio. E’ il caso del Grana Padano e del Parmigiano Reggiano, che chiudono il 2020 in rialzo grazie al buon andamento della richiesta di prodotto avvenuta nell’autunno appena trascorso. Grazie agli ultimi rialzi, infatti, i prezzi dei formaggi stagionati DOP sono tornati ai livelli “pre-covid”, riducendo la distanza rispetto allo scorso anno al -2,2% (a ottobre era del -15,7%). I pochi scambi commerciali del mese di Novembre e la chiusura di molti esercizi commerciali hanno determinato, anche nei mercati ortofrutticoli all’ingrosso, un rallentamento delle vendite e un conseguente calo delle quotazioni. Tra gli agrumi, si sono registrati forti ribassi per i prezzi delle clementine (-36,9% rispetto a un mese fa) mentre tra gli ortaggi si è verificato un calo considerevole dei prezzi per zucchine (-37,7% rispetto a Ottobre), cavoli broccoli (-29,3%) e finocchi (-24,3%) determinato principalmente da un aumento della produzione.

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Prezzi: Unc, la top ten di giugno dei prodotti più rincarati

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 luglio 2020

L’Unione Nazionale Consumatori ha elaborato gli ultimi dati Istat per stilare la classifica dei prodotti più rincarati nel mese di giugno, ossia nella fase post lockdown. Con la ripresa degli spostamenti liberi, non solo all’interno della regione (dal 18/5) ma anche in tutta Italia, sono subito arrivati i rialzi per i viaggi: i voli nazionali si collocano al primo posto, essendo saliti del 36,4% in un solo mese e del 22,6% su base annua, mentre il trasporto ferroviario è aumentato del 4,5% (+2,9% nei dodici mesi), trasporto marittimo +3,2%. Anche spostarsi con la macchina è diventato più caro, visto che pedaggi e parchimetri sono cresciuti del 3,1% rispetto a maggio.
Nella top ten dei rincari mensili spiccano anche gli aumenti legati a vacanze e tempo libero: macchine fotografiche e videocamere sono al secondo posto (+15,5%), villaggi vacanze al quarto (+13,4), giochi e hobby al quinto (+9,2%), palestre e piscine al settimo (+3,8%), pacchetti vacanza internazionali chiudono la top ten con +3,1%.Una buona notizia: nessuna stangata per i parrucchieri ed i trattamenti di bellezza, che segnano si un incremento mensile dell’1%, ma certo contenuto (+1,9% su base annua, +1,8% i parrucchieri per uomo e +2,3% per donna). I trattamenti di bellezza, in particolare, registrano un aumento rispetto a maggio di appena lo 0,6% (+0,7% su giugno 2019). Anche per la voce Ristoranti, bar e simili, anche se bisognerà attendere i dati definitivi Istat, mancando ancora all’appello le voci dettagliate, la variazione mensile è solo dello 0,2%, +1,1% il dato tendenziale.
“Parrucchieri, baristi, ristoratori, centri estetici hanno compreso, almeno per ora, che, con la crisi in atto, la politica di alzare i prezzi sarebbe stata controproducente e dannosa e si sarebbe tradotta in minori ricavi. Insomma, la tassa Covid, da noi denunciata, certo c’era ma, come detto fin dall’inizio, riguardava casi isolati, non era generalizzata e non consentiva di parlare di rialzi medi. Finora, quindi, è stata ininfluente ai fini statistici” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.Nella top ten dei rincari annui, non sono purtroppo rientrate le speculazioni legate allo smart working: computer e tablet sono al secondo posto con +13,9%, i telefoni fissi, che non potevano bastare quando tutta la famiglia era chiusa in casa, sono al sesto posto con +10,7%, Monitor e stampanti in nona posizione con +5,9%, in undicesima posizione le cartucce delle stampanti con +5%. In classifica, spiccano il volo gioielleria, in seconda posizione con +13,6%, condizionatori, in quarta con +12,1%, frutta fresca in quinta posizione con +11,1%, spese bancarie in decima posizione con +5,1%.

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Biologico: Utilizzo prodotti fitosanitari

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

È stato approvato nell’ultima seduta della Conferenza Stato Regioni, il decreto del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali finalizzato ad integrare il DM 309/2011, che stabilisce un limite massimo di residui di sostanze non ammesse in agricoltura biologica, oltre il quale il prodotto contaminato non può essere commercializzato come “biologico”. Il decreto, in procinto di emanazione, prevede una deroga nel caso di residui di acido fosfonico nonché, per il vino, anche di acido etilfosfonico. Il decreto ministeriale del 2011, infatti, con riferimento ai prodotti fitosanitari non presenti nell’allegato II del Reg. (CE) n. 889/2008, ha fissato a 0,01 mg/kg il limite inferiore, inteso come “soglia numerica” al di sopra della quale non è concedibile la certificazione di prodotto biologico, anche in caso di contaminazione accidentale e tecnicamente inevitabile, a meno che non siano previsti limiti inferiori dalla legislazione applicabile per particolari categorie di prodotto.Il provvedimento contiene, inoltre, una specifica norma per la contaminazione di acido etilfosfonico nel vino, derivante da un processo di produzione spontanea che si verifica durante il processo di trasformazione. Al fine di incentivare l’agricoltura biologica, il periodo di transizione sarà applicabile anche alle aziende che si saranno convertite al biologico successivamente all’emanazione del decreto.”Alla luce delle indicazioni fornite dal CREA e con un attento confronto tecnico – conclude Giuseppe L’Abbate – poniamo fine ad una controversa situazione su cui si ingeneravano numerosi falsi positivi e che rischiava, di fatto, di penalizzare le nostre imprese biologiche, rendendo vani i loro sforzi”.

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Prezzi: Unc, la top ten dei prodotti più rincarati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 giugno 2020

L’Unione Nazionale Consumatori ha elaborato i dati Istat resi noti ieri, per stilare la classifica dei prodotti e servizi più rincarati durante l’emergenza Covid, ossia da febbraio, mese dove non c’era ancora il lockdown, a maggio, scoprendo vere e proprie speculazioni dei prezzi.Il record spetta alla voce E-book download, con un rialzo, in soli 3 mesi, del 30,4%. Un aumento a dir poco vergognoso, che ha sfruttato l’esigenza di trascorrere il tempo con una buona lettura mentre si era chiusi in casa.
Al secondo posto la frutta fresca, +12,8% e al terzo gli Apparecchi per il trattamento dell’informazione, ossia computer portatili e fissi, palmari, tablet, notebook con un incremento del 12%. In pratica, si è approfittato dello smart working e dell’obbligo degli studenti di seguire le lezioni a distanza, per fare rialzi a danno di lavoratori e famiglie. Analoga sorte per gli Accessori per apparecchi per il trattamento dell’informazione, ossia monitor e stampanti, che si collocano al quarto posto di questa classifica, salendo dell’11,3%. Sfruttamento simile per la quinta voce, Apparecchi per la telefonia fissa, +7,7%. Evidentemente i telefoni fissi che si avevano non potevano bastare dal momento che tutta la famiglia era “reclusa” tra le quattro mura di casa e c’è chi ha pensato bene di cogliere questa necessità per guadagnarci.Insomma, a fronte di un indice generale aumentato da febbraio a maggio solo dello 0,1%, c’è chi ha approfittato dei beni che gli italiani hanno dovuto prendere o acquistare maggiormente per via dell’emergenza Coronavirus, per lucrare.E’ così che si spiega il sesto posto, vegetali surgelati (+4,8%), bene sostituto dei vegetali freschi, ed il settimo, le patate, ricercate per la loro caratteristica di conservarsi più a lungo (+4,4%) e, alla pari, Altri articoli di cancelleria, ossia evidenziatori, matite, penne e cartucce a getto d’inchiostro e toner, anche queste collegate allo smart working (+4,4%). In ottava posizione cacao e cioccolato in polvere, tipico comfort food, +4,3%, in nona posizione un ex aequo, Pasta e couscous (+4,2%) e Apparecchi per cottura cibi, come forni, forni a microonde, piani cottura (+4,2%). Chiude la top ten la farina (+3,8%). Insomma, la voglia di pizza e di dolci fatti in casa ha influito sulle ultime due voci della graduatoria.Si specifica che i dati Istat di maggio sono ancora provvisori e che non sono ancora disponibili tutti i prezzi che si avranno poi con il dato definitivo.

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