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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

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10 pratici consigli per essere un boss “da 10 e lode”

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2015

boss1. Programmare le proprie attività: redigere ogni mattina una to do list che aiuti a pianificare scadenze e consegne è il primo passo per evitare di lasciarsi sfuggire qualcosa. Dopo aver stilato un elenco con tutte le attività “on pending”, basterà spuntarle una volta concluse. Sembra scontato, ma poter tracciare una linea e cancellare un progetto o un’attività portata a termine è distensivo e aiuta anche a livello psicologico.
2. Condividere un progress settimanale con il proprio team: definire obiettivi a breve termine con i propri collaboratori è utile per avere la situazione sotto controllo e restare sempre aggiornati sugli sviluppi delle attività. Una breve riunione al lunedì con tutto lo staff aiuta a capire anche quali sono le risorse più sovraccariche di lavoro e quali invece possono essere impiegate per nuovi progetti.
3. Organizzare le giornate: uno dei problemi peggiori per una figura dirigenziale è quello di non avere orari. Scandire la propria giornata con dei ritmi regolari è quindi essenziale per non perdere le buone abitudini ed evitare di lasciarsi sopraffare dagli impegni. Fissare la sveglia tutti i giorni alla stessa ora, consumare i pasti in maniera regolare e non andare troppo tardi a dormire (concedendosi almeno 7 ore di sonno) sono piccoli accorgimenti che possono realmente fare la differenza.
4. Sfruttare al massimo la tecnologia: spesso i device vengono utilizzati solo per un terzo delle loro potenzialità. Lo smartphone, ad esempio, il più delle volte, è usato per effettuare chiamate, leggere mail, condividere foto sui social o scambiarsi messaggi istantanei. Solo in pochi lo sfruttano in maniera intelligente per organizzarsi l’agenda, registrare le spese, memorizzare note vocali o scaricare utili app che semplificano la vita.
5. Darsi delle priorità: è sempre bene dividere il lavoro più urgente con le attività che possono essere rimandate ad un secondo momento. Sì, quindi a controllare la posta elettronica con frequenza regolare, evitando però di rispondere a tutti “a stretto giro”. Le questioni meno urgenti possono essere temporaneamente accantonate per momenti di maggiore tranquillità.
6. Imparare a delegare: “capo” non è sinonimo di “Superman”: la tendenza dei manager è accentrare sulla propria persona tutti gli impegni. Nulla di più errato: un leader deve saper delegare. È giusto monitorare tutte le attività, ma solo dopo averle suddivise con il resto della squadra.
7. Imparare ad ascoltare: un datore di lavoro deve imparare a percepire ed ascoltare le esigenze del proprio staff. Effettuare periodicamente delle interview one-to-one potrebbe essere, ad esempio, un buon metodo per capire se vi sono problemi all’interno del team o se i singoli professionisti sono soddisfatti del proprio percorso all’interno dell’azienda.
8. Gratificare i propri collaboratori: la gratificazione è il punto di partenza per la costruzione di un team solido e propositivo. Un semplice “Grazie” o frasi come “Ottimo lavoro, complimenti!” o “Mi fido di te!” servono a portare positività nei rapporti interpersonali e a creare un clima produttivo.
9. Concedersi delle pause: bisogna imparare a non essere i propri peggiori datori di lavoro, concedendosi delle piccole pause almeno ogni due ore. Una telefonata, un caffè o una breve passeggiata potrebbero rivelarsi essenziali per rinfrescare le idee e ricominciare a lavorare con meno fatica.
10. Non rinunciare al weekend: le eccezioni possono capitare, ma in linea di massima lasciarsi il fine settimana libero permette di ricaricare le pile e affrontare la nuova settimana in maniera più produttiva.
A stilarli gli esperti di Hays Executive, la divisione del Gruppo Hays specializzata nel recruitment di figure dirigenziali. “Alla base di una buona leadership – afferma Erika Perez, Responsabile della divisione Hays Executive –, vi è la conoscenza approfondita del proprio team. Sapere ascoltare i propri collaboratori, aiutarli a crescere, non dar mai per scontato la loro disponibilità è essenziale per raggiungere il massimo del risultato con il minimo sforzo. D’altra parte, non è meno importante la capacità di saper gestire tempi e produttività, senza lasciarsi sopraffare dal lavoro e non rinunciando mai alla propria vita privata”. (foto: erika)

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Mercato globale dei giochi on-line

Posted by fidest press agency su domenica, 23 ottobre 2011

Sebbene con meno dell’uno per cento della popolazione mondiale, l’Italia rappresenta il 23% del mercato globale dei giochi on-line. Lo sostiene il portale NetBetCasino.it che sottolinea come i giocatori italiani su Internet siano in continuo aumento.

American layout roulette wheel.

Image via Wikipedia

Roulette, Black Jack, Caribbean Poker: il settore dei giochi on-line sta vivendo la fase centrale del nuovo corso dopo il debutto, avvenuto il 18 luglio scorso, che ha segnato l’apertura di un mercato che si sta prospettando estremamente produttivo, con un giro d’affari stimato in 10 miliardi di euro annui. A fare da traino sono soprattutto tre regioni: Lombardia (15%), Lazio (13%) e Campania (12%).E in questo nuovo contesto BPG, società proprietaria del portale http://www.NetBetCasino.it, dopo aver superato la fase di collaudo rispettando tutte le normative e le regole imposte dall’Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato, l’autorità italiana che regolamenta il mondo del gioco, si conferma tra le aziende leader in Italia nel gambling on-line.«Il comparto dei giochi on-line rappresenta il 25% del totale della net economy italiana, con un giro d’affari stimato in 10 miliardi di euro annui» commenta Kenny Ibgui, amministratore delegato di BPG.Il comparto dei casinò on line continua dunque a crescere e secondo le stime di NetBetCasino.it vale 10 miliardi di euro annui, con un giro d’affari di 1.500 milioni in Lombardia, 1.300 milioni nel Lazio, 1.200 milioni in Campania, 700 milioni in Emilia Romagna e 500 milioni in Veneto.Ma a crescere in Italia è l’intero comparto dei giochi e non solo quelli on-line. Basti considerare che nei primi cinque mesi del 2011 le entrate relative al settore dei giochi pubblici, pari a un totale di 30 miliardi di euro, hanno evidenziato un incremento di 4,7 miliardi rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente (+ 18,6%).

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Serbia mercato d’interesse

Posted by fidest press agency su domenica, 27 settembre 2009

Pordenone. Serbia, nuova frontiera della nuova Europa, è oggi un mercato dalle notevoli potenzialità per il suo rapporto “tax free” con la Russia e i Balcani, la manodopera di alto livello, le infrastrutture sempre più efficienti e il prossimo ingresso nell’Unione europea. A confrontarsi con queste prospettive d’interesse per il mondo produttivo del Nordest è stata Finest, la società con sede a Pordenone che promuove la cooperazione economica con i Paesi dell’Est europeo. nel corso della missione economica del governo italiano svoltasi a Belgrado dal 24 al 25 settembre, guidata dal Vice Ministro allo Sviluppo Economico con delega al Commercio Internazionale Adolfo Urso.  Ottimi i primi risultati ottenuti da Finest, come commenta ‘a caldo’ il presidente Michele Degrassi. “Il percorso intrapreso con la Serbia parte da lontano – dice -, e questa missione è una delle molte tappe che ormai da anni segnano la partnership economica tra i nostri Paesi. La numerosa presenza delle nostre aziende – aggiunge – è il miglior segnale dell’effettiva qualità del nostro ruolo”.  Il presidente sottolinea poi che “per Finest, così come per le regioni del Triveneto e per il governo italiano, la Serbia è un mercato di grande interesse. Sono ben 22 le operazioni sviluppate qui da Finest dal ’93 a oggi – spiega -, per un ammontare totale impegnato di 18,4 mln di euro. Attualmente la Serbia – ha concluso – è il nostro terzo paese d’intervento (9%) per un volume di investimento generato di 160 milioni di euro”. Uno spazio particolare è stato ritagliato per il settore dell’energia: alcune aziende di spicco del Triveneto, tra cui Petrolvilla, Amga, AEEW, Sinaqua, guidate dall’ad Finest Fulvio Beltrame, hanno potuto incontrare il Vice Ministro delle Miniere e dell’Energia della Repubblica di Serbia, Predrag Sekeljic, durante uno specifico forum dedicato alle possibilità di cooperazione in questo settore strategico. “L’incontro – dichiara l’ad Finest Beltrame – è stato un importante momento di verifica delle potenzialità del mercato serbo dell’energia, anche a seguito del protocollo d‘intesa siglato quest’anno tra il Ministero italiano dello Sviluppo economico e il Ministero serbo dell’Energia. Finest e alcune sue partecipate – prosegue – hanno sviluppato un importante know how nel settore energetico, specie idroelettrico, nella realizzazione di impianti mini-hydro. La Serbia è ancora lontana dal pieno soddisfacimento del fabbisogno interno dell’energia prodotta in loco – puntualizza l’ad -, e ben il 30% proviene da impianti idroelettrici di grandi dimensioni. Gli impianti mini-hydro di avanzata tecnologia – conclude – sono un terreno da esplorare con grandi potenzialità per le aziende italiane”.

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Auto: crisi di settore

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2009

Il significativo calo delle vendite delle auto dimostra come la crisi abbia l’feffetto di restringere la decisione d’acquisto solo nei casi non rimediabili in altro modo. Nessuna opposizione di Adiconsum – dichiara il Segretario Generale Paolo Landi – al rinnovo degli incentivi per l’acquisto dell’auto, ma non si tratta certo di misure risolutive della crisi del settore. Le campagne per la rottamazione non comportano aumenti delle vendite, ma piuttosto contengono le perdite. Adiconsum è convinta – dichiara Pietro Giordano, Segretario Nazionale – che il consumatore, nonostante gli ecoincentivi, abbia perso fiducia nel sistema complessivo dell’auto. La lista delle pratiche scorrette e delle amare sorprese è molto lunga e solo il coraggio di reimpostare il settore auto e il dialogo costante con le Associazioni dei consumatori potrà far rinascere il comparto produttivo. Adiconsum chiede al dott. Marchionne di avere coraggio nell’accompagnare la rinascita industriale del Gruppo con un approfondito esame dell’intero processo di vendita e assistenza tecnica unitamente alle Associazioni dei consumatori. Adiconsum è pronta a realizzare un tavolo permanente concertativo che realizzi anche una rivisitazione degli aspetti fiscali e assicurativi attualmente inadeguati ai tempi. Solo ragionando in termini di sistema e mettendo al centro il consumatore, come insegna Mario Monti, si potrà puntare a un reale rilancio del settore auto.

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Trasporti: vergogna nazionale

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2009

Un’estate rovente, non solo dal punta di vista climatico, si è consumata da poco – dichiara Paolo Landi Segretario Generale di Adiconsum – e migliaia di turisti hanno subito raggiri e disagi in ogni segmento del sistema dei Trasporti del Paese. E’ un vero e proprio colabrodo, continua Pietro Giordano, Segretario Nazionale di Adiconsum, che nei periodi di vacanza comprime lo sviluppo possibile del nostro Turismo e che nei mesi autunnali e invernali, sarà, come è sempre stato un vincolo allo sviluppo per l’economia italiana.  Adiconsum denuncia un sistema dei trasporti fatto da autostrade “budello” e ad “imbuto”  che rallentano l’enorme flusso di trasporto merci e finiscono per bloccare gli investimenti produttivi ed il Turismo culturale e invernale, soprattutto nelle aree deboli del Paese; un trasporto aereo che mostra la corda sotto i colpi di servizi inefficienti e di compagnie low cost e non, che troppo spesso fanno accumulare ritardi da guiness dei primati a passeggeri che prendono gli aerei per velocizzare i propri spostamenti per affari.  Completano il quadro desolante – continua Giordano – Vie del mare non sviluppate ed un sistema ferroviario che nella maggior parte delle Regioni, nei prossimi mesi, farà soffrire le pene dell’inferno a centinaia di pendolari costretti a spostarsi per lavoro e che al Sud diventa un vero e proprio calvario per chi decide di spostarsi ad esempio da Trapani a Gela, da Roma a Taranto o da Roma a Reggio Calabria, coprendo col doppio del tempo, da otto a dieci ore, distanze che nelle tratte più remunerative si percorrono in 3-4 ore. Adiconsum ribadisce la necessità di investimenti pubblici e privati, in infrastrutture produttive, soprattutto nelle aree deboli del Paese e più poteri alle Autorità di controllo in un sistema dei trasporti che si liberalizza sempre di più.  Il Governo intervenga varando con urgenza un Piano dei Trasporti, che trovi le necessarie sinergie tra tutti i comparti (Aereo, Stradale e autostradale, Ferroviario, Vie del Mare, Trasporto urbano avanzato) del settore, concertato con le Associazioni dei Consumatori e le Associazioni del mondo produttivo e dei trasporti.

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Cambia la mentalità dei malati di cancro

Posted by fidest press agency su martedì, 18 agosto 2009

Oggi cresce la consapevolezza da parte dei malati di cancro e delle persone in genere, sul fatto che è una malattia che si può sconfiggere. Basta prenderla per tempo e fare tesoro delle nuove metodiche terapeutiche frutto di una intensa e proficua ricerca scientifica. Dobbiamo, tuttavia, rilevare che la diagnosi del cancro o meglio la comunicazione di essere affetto da tumore è una notizia che ha un effetto devastante nella mente dell’uomo. Nulla è più come prima. Poi, un poco alla volta, subentra l’istinto si sopravvivenza e si è pronti a combattere. A questo punto è valido quanto la terapia adottata il supporto psicosociale per il paziente. Il malato deve essere curato nella sua globalità fisica e psichica. Di questa consapevolezza devono essere consapevoli non solo il diretto interessato ma gli stessi familiari ed il personale medico e paramedico. E’ necessario, quindi, che si prosegua nell’attuazione della legge 39 del 1999 su tutto il territorio nazionale e che si realizzino quanto prima le strutture dedicate all’assistenza palliativa, i cosiddetti Hospice, e che si incentivi l’assistenza domiciliare realizzando una continuità di cura tra ospedale e casa. Le conseguenze socio economiche, è bene tenerlo presente, possono essere drammatiche per i malati e le loro famiglie e, conseguentemente, per l’intero contesto sociale. Il malato di cancro, a sua volta, vuole essere parte attiva del contesto sociale, ed il favorire questa naturale attitudine equivarrebbe anche ad un notevole risparmio di denaro pubblico poiché il malato lungi dall’essere un peso per la società potrebbe e può svolgere un ruolo attivo ritornando ad essere, anche economicamente, produttivo.

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Accordo creditizio

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 luglio 2009

Intesa Sanpaolo e Confindustria hanno siglato un accordo che promuove una serie di misure volte a mantenere l’afflusso di credito al sistema produttivo attraverso interventi sulla liquidità e sulla patrimonializzazione delle imprese. La attuale fase di crisi in atto, caratterizzata da problematiche profonde e diversificate, sta determinando la contrazione del PIL e della produzione industriale. I segnali di difficoltà e di timore del futuro rischiano di bloccare la capacità di reazione delle imprese, in particolare nel segmento delle piccole e medie  In questo contesto Intesa Sanpaolo e Confindustria hanno stipulato un accordo che si pone l’obiettivo di promuovere rapidamente un comune percorso di crescita con iniziative immediatamente disponibili al fine di: soddisfare il fabbisogno di liquidità delle aziende fornendo continuità ai flussi di credito verso il sistema produttivo e permettere di superare la fase più difficile della crisi. favorire interventi di rafforzamento patrimoniale delle aziende, per favorire così un miglioramento del rating e, quindi, un più agevole accesso al credito ed un efficace utilizzo degli strumenti di garanzia, Al fine di rendere concretamente operativo il comune percorso di crescita, Intesa Sanpaolo mette a disposizione un plafond fino a 5 miliardi di euro di linee di credito e finanziamenti per le piccole e medie imprese. Tale plafond finanzierà le seguenti iniziative specifiche individuate da Intesa Sanpaolo in accordo con Confindustria: Per soddisfare il bisogno di liquidità: il sostegno al capitale circolante, effettuato attraverso il “conto insoluti”, grazie al quale le imprese riceveranno una specifica linea di credito che consentirà di addebitare gli insoluti del trimestre su un conto corrente appositamente dedicato senza intaccare il conto corrente ordinario dell’impresa. Solo alla scadenza del trimestre il saldo debitore verrà riaddebitato sul conto ordinario. il rinvio delle rate di mutui e leasing, ulteriore intervento a favore della liquidità dell’azienda che consiste nel rinvio della quota capitale della rata per un periodo massimo di 12 mesi  Per favorire interventi di rafforzamento patrimoniale e ricapitalizzazione: per le società che assumono l’impegno a migliorare la struttura patrimoniale dell’azienda entro un dato periodo è disponibile un finanziamento fino a un massimo di 3.000.000 di euro con una durata compresa tra i 3 e i 5 anni per le società che effettuano un aumento di capitale è disponibile un finanziamento di importo pari ad un multiplo dell’aumento di capitale effettivamente versato dai soci, con un massimo di 5.000.000 di euro, durata tra i 5 ed i 10 anni in base alle garanzie rilasciate ed un preammortamento massimo di 2 anni, Le applicazioni degli interventi saranno oggetto di specifiche convenzioni tra Intesa Sanpaolo e le Associazioni di Confindustria e i Confidi a livello territoriale. (Emanuele Caprara fonte J. Buongiorno impresa)

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Strada provinciale 173 del colle dell’Assietta

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 luglio 2009

E’ stata ulteriormente prorogata  la validità dell’Ordinanza della Provincia di Torino con la quale viene chiusa al traffico nel periodo invernale (31 ottobre-31 maggio) la Strada Provinciale 173 del Colle dell’Assietta. La proroga sino al 17 luglio riguarda il tratto dal Km 16 al Km 33 (cioè dalla Casa Cantoniera del Colle al Pian dell’Alpe) nel quale sono tuttora in corso lavori di rifacimento di attraversamenti idraulici, ricostruzione di muri di sostegno e sistemazione del fondo stradale danneggiato dalle intense nevicate della stagione invernale 2008-2009, che, a loro volta, hanno causato numerose valanghe e slavine. Rimangono in vigore le deroghe al divieto per gli utilizzatori della strada per attività economiche e produttive locali autorizzati dai Comuni competenti per territorio.  Conclusi i lavori in corso, come già sperimentato negli anni scorsi, lungo la Provinciale dell’Assietta dal km 5+200 al km 36 (cioè dal Colle Basset al Pian dell’Alpe di Usseaux)  il transito degli autoveicoli sarà regolamentato con la chiusura nelle giornate di mercoledì e sabato nei mesi di luglio e agosto, secondo il seguente calendario: mercoledì 22 luglio, mercoledì 29 luglio, sabato 1 agosto, mercoledì 5 agosto, sabato 8 agosto, mercoledì 12 agosto, sabato 15 agosto, mercoledì 19 agosto, sabato 22 agosto, mercoledì 26 agosto e sabato 29 agosto. Sono esclusi dalla chiusura al traffico i sabati 18 e 25 luglio, che cadono a ridosso della Festa del Piemonte all’Assietta e del Tour dell’Assietta. In occasione della Festa del Piemonte, domenica 19 luglio verranno istituiti sensi unici per consentire l’affluenza alla manifestazione: l’afflusso al colle dell’Assietta avverrà in salita da Pian dell’Alpe al Colle dalle 6 alle 12; la discesa dal Colle dell’Assietta sarà possibile dal Colle al Pian dell’Alpe dalle 13 alle 20. In occasione del Tour dell’Assietta domenica 26 luglio sarà chiuso al traffico il tratto interessato dalla competizione. Per l’intero periodo estivo, sulle Provinciali 173 dell’Assietta e 172 del Colle delle Finestre sono in vigore il limite massimo velocità di 30 km orari, il divieto di transito ai veicoli superiori a 3,5 tonnellate e di larghezza superiore a 2 metri, il divieto di sorpasso e il divieto di sosta al di fuori delle aree di parcheggio.

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Crisi e fisco, miscela mortale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2009

«Raccogliamo e facciamo nostro il grido di allarme lanciato dal cardinal Bagnasco all’apertura dell’assemblea generale dei vescovi italiani e che costituisce un’iniezione di realismo per la politica e le istituzioni» afferma Paola Soave, vicepresidente del Forum. «La crisi economica aggiunge ad una situazione endemica di carenza e precarietà del lavoro anche il rischio sempre più concreto che centinaia di migliaia di persone perdano il posto e restino definitivamente tagliate fuori dal ciclo produttivo. «Un rischio tanto più drammatico per i nuclei familiari che dipendono da un unico reddito e per i quali ogni paracadute sociale si rivela insufficiente e solo temporaneo.«Una situazione che va a sommarsi ad un sistema fiscale che continua imperturbabile a non tener conto dei carichi familiari, pesando indiscriminatamente su chi ha famiglia e su chi non ce l’ha.  «La famiglia» conclude Paola Soave «in queste condizioni non sarà neppure in grado di espletare il suo tradizionale ruolo di ammortizzatore sociale che negli anni passati ha consentito alla società di non implodere. Continuare a non far nulla per la famiglia avrà un costo drammatico non solo per le singole famiglie prese in mezzo tra crisi economica ed ignavia del fisco, ma per la società nel suo insieme».

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