Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘produttori’

Quote latte

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 ottobre 2010

«Leggo le dichiarazione sul latte del ministro Galan e mi auguro che domani in CDM si diano informazioni chiare su come ritornare sulla strada della legalità da troppo tempo abbandonata. Ricordo che i produttori che non hanno richiesto la rateizzazione sono 563 su 40.000 aziende, e rappresentano circa 1,5% del settore. Se poi si considera la quantità del latte prodotto allora scendiamo all’1%. Gli esuberi di produzione sono costati fino ad ora al nostro Paese 4,4 miliardi di euro. Di questi,  1,87 sono a carico dell’erario a seguito dell’accordo ECOFIN del 2004, 400 milioni sono stati pagati dai produttori, mancano all’appello 2 miliardi di euro. Ed è di questi ultimi che chiediamo spiegazioni. Saremo lieti di scoprire da Galan, Tremonti, ma soprattutto dall’onesta Lega, chi dovrà pagare questi soldi. A luglio le anime belle leghiste anziché rispondere sul legame tra produttori disonesti e Credieuronord – la banca della Lega che fallì e poi fu salvata da  Fiorani – hanno fatto pagare l’avallo di Tremonti 5 milioni di euro a tutti gli italiani. È assolutamente inconcepibile che, di fronte a 26.000 produttori che hanno speso 1,2 miliardi per mettersi in regola, dobbiamo pensare a salvare dal fallimento 563 “truffatori” che sono debitori con l’erario di 100 milioni. Ci auguriamo che questa vicenda venga domani affrontata in modo serio. Basterebbero un po’ di impegno e un po’ di onestà intellettuale. Il PDL non può tirare in ballo impegno e onestà, appunto, solo quando gli fa comodo, come per la vicenda della casa di Montecarlo». Così Ernesto carbone, coordinatore del Forum Agricoltura del Partito Democratico, dal sito di TrecentoSessanta, l’Associazione che fa riferimento a Enrico Letta.

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Cassazione: i dispositivi “splitter”sono illegali

Posted by fidest press agency su martedì, 13 luglio 2010

Il componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, segnala un’importante sentenza sulla liceità della vendita degli apparati per la visione “multipla” di programmi satellitari protetti, annullando e ribaltando di fatto le precedenti decisioni di merito I dispositivi “splitter” (o “splitty”) sono illegali, illegale è la loro vendita e l’utente che voglia fruire delle trasmissioni satellitari cifrate su più televisori deve accendere tanti abbonamenti quanti sono necessari. La nuova sentenza della Corte di Cassazione in materia di hi-tech ed elettronica di consumo arriva a pochi giorni da quella sui modchip per console, ribadendo lo stesso principio secondo cui il controllo dei dispositivi è di esclusiva pertinenza di produttori e fornitori di servizi e gli utenti non hanno alcun diritto “garantito” di sfruttarli a loro vantaggio oltre le specifiche consentite anche se hanno già pagato il dovuto. La vicenda parte con la denuncia, da parte di Sky, di alcuni rivenditori online di splitter per decoder satellitari. Uno splitter serve a replicare il segnale di un abbonamento alla pay-tv di Murdoch su più decoder: il primo decoder è quello deputato a decriptare le trasmissioni protette mentre gli altri si limitano a ricevere il segnale decodificato e a visualizzarlo sulla TV. Un tipo di pratica assolutamente legittima, avevano in precedenza deciso la corte di primo e secondo grado. Chiamata in causa dal ricorso di Sky, la Corte di Appello di Trento si era spinta sino a dichiarare che “il fatto non sussiste” perché lo splitter non è “un autonomo sistema di decrittazione, né un espugnatore di segnali codificati, né un duplicatore di schede originali, né un sistema idoneo a permettere la visione di ciò che non sarebbe stato visibile”.

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Gli italiani preferiscono le bollicine

Posted by fidest press agency su martedì, 29 giugno 2010

Oltre tre miliardi sono i litri di bevande analcoliche prodotti annualmente in Italia per fatturato annuo pari a 1,9 miliardi di euro e un giro d’affari complessivo per i produttori che si attesta sui 3 miliardi di Euro. Sono questi secondo ASSOBIBE, l’associazione nazionale degli industriali delle bevande analcoliche, i numeri dell’industria del soft drink nel nostro Paese, un mercato che, come spiega il direttore dell’associazione, David Dabiankov: “nonostante la crisi ha saputo mantenere un andamento lineare caratterizzato da una crescita contenuta”.  Piuttosto stabili risultano i consumi di questa categoria merceologica che si attestano sui 5 miliardi di litri annui, 3 miliardi dei quali relativi a bibite gassate e 2 di bevande piatte per un valore complessivo dei consumi pari a 6 miliardi e mezzo di Euro.  Per quanto riguarda le diverse tipologie di prodotto gli Italiani che consumano mediamente 66 litri annui pro-capite continuano quindi a orientarsi prevalentemente sul segmento gassate. Relativamente ai gusti nel nostro Paese si preferiscono le cole che rappresentano il 53,4% dei volumi complessivi di vendita, seguite dalle aranciate (21,5%) e  dalle gazzose (9,3%). Più contenute le vendite di chinotto (3,5%), pompelmo (2,8%), limonata (2,7%) e acqua tonica (1,7%), mentre un 5,1% del mercato riguarda gusti vari. Considerando l’andamento registrato negli ultimi sette anni, a fronte di una crescita costante nei volumi di bibite consumate, si è assistito a un continuo incremento delle bevande funzionali come energy e sport drink che sono passati dai 75 milioni di litri consumati nel 2001 ai 130 milioni del 2008.  A bere analcolico sembra essere soprattutto il nord-ovest della penisola dove si concentra il 29,6% del totale delle vendite, e il sud (27,4%). Decisamente più bassi sono invece i livelli di consumo di centro (21,6%) e nord est (21.5%). Rispetto ai canali di distribuzione, le bevande analcoliche vengono acquistate soprattutto  tramite la grande distribuzione organizzata, ovvero ipermercati, supermercati, superette e discount (68%), mentre a fronte di un 21% di soft drink consumato tramite il canale Horeca, il dettaglio tradizionale registra l’11% del totale dei volumi

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Pendolari penalizzati

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 maggio 2010

Dichiarazione dell’On. Mario Lovelli (PD) La maggioranza di centrodestra e il Governo hanno affossato in Aula il progetto di legge di iniziativa del PD che avrebbe dato il via ad un programma di investimenti molto significativo per il rinnovo del materiale rotabile ferroviario, consentendo di migliorare il servizio di trasporto soprattutto per i pendolari. E’ paradossale che, dopo un lavoro condiviso e unitario in Commissione Trasporti, la maggioranza  abbia ritirato il suo appoggio per motivi di copertura finanziaria, che essa stessa aveva contribuito ad individuare attraverso un’addizionale sui produttori e trasformatori di petrolio.  Con l’approvazione del testo licenziato dalla Commissione si sarebbe dato il via ad un programma pluriennale di acquisto di mille treni per i pendolari da mettere a disposizione delle Regioni per garantire un deciso innalzamento della qualità del servizio e rilanciare il trasporto ferroviario come modalità ambientalmente sostenibile ed efficiente.  Quello che è successo è grave, ma il PD riproporrà il tema all’attenzione del Parlamento in occasione dell’esame della manovra finanziaria. Deve essere chiaro che il Governo ha la piena responsabilità, che condivide con i vertici delle Ferrovie dello Stato, del cattivo stato attuale del servizio ferroviario universale, perché dimostra di non saper prendere iniziative adeguate, anche di fronte a proposte responsabili e risolutive avanzate dall’opposizione.

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A Scuola di potatura in Friuli

Posted by fidest press agency su sabato, 8 maggio 2010

Il Gotha dell’enologia stiriana a Scuola di potatura in Friuli: il Metodo di potatura soffice messo a punto dai due tecnici friulani Marco Simonit e Pierpaolo Sirch ed applicato con successo in una quarantina fra le principali aziende vinicole italiane varca quindi i confini e conquista i paesi di lingua tedesca. Le prime aziende ad adottarlo saranno Erich & Walter Polz, Gross, Sattlerhof, Tement, Winkler-Hermaden, tutte socie della più prestigiosa associazione di produttori stiriani, la STK – Steirische Terroir Und Klassikweingüter. A ruota, seguiranno produttori del Baden Wuttemberg e della Svizzera. In Stiria la formazione non solo dei potatori, ma anche dei responsabili aziendali e degli stessi titolari, è iniziata quest’inverno e continuerà per 3 anni. L’équipe dei Preparatori d’uva li assisterà con tutors per verificare passo dopo passo la corretta applicazione del Metodo Simonit&Sirch che, intervenendo con potature soffici e mirate solo sul legno giovane, riduce l’insorgere di malattie nelle viti e permette addirittura di raddoppiarne l’età. Per verificare sul campo quello che diventeranno in futuro i loro vigneti, i produttori stiriani – molto attenti alla conservazione del loro patrimonio viticolo- hanno fatto  un viaggio studio in Friuli per vedere in prima persona i risultati del Metodo S&S nelle vigne delle aziende friulane, che lo hanno adottato da oltre 20 anni. Grande è stato l’interesse e importante lo scambio di esperienze con i produttori friulani.(produttori stiriani)

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Logistic IT, 2010

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 maggio 2010

Verona 13 Maggio alle ore 14.30 presso l’Hotel San Marco City Resort via Longhena 42 Sarà un’occasione per gli EDP Managers per  intrattenersi nella sala  DEMO con i relatori e con i produttori italiani presenti per ottenere informazioni utili e spiegazioni sulle soluzioni disponibili. Le imprese operano in un ambiente che per propria natura è soggetto a mutazioni profonde. Frequenti cambiamenti delle condizioni di mercato generano conseguenti aggiornamenti dell’organizzazione aziendale che quasi sempre toccano aspetti logisitici come la distribuzione dei prodotti, la gestione delle sub-forniture, dei metodi di programmazione della produzione e di gestione dei magazzini. Per mantenere i propri vantaggi competitivi, le aziende ricorrono ai più sofisticati  sistemi di business intelligence per prevedere le richieste del mercato e quindi per pianificare la produzione ed i fornitori esterni e la distribuzione di beni prodotti. La partecipazione è gratuita.

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I francesi al “World of Private Label”

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 aprile 2010

Amsterdam 18-19 maggio 2010.  Sempre più numerosi i prodotti francesi presenti al Salone Internazionale “World of Private Label” del PLMA di Amsterdam. Tra le novità del Padigione Francia prodotti bio, dentifrici in comprese, estintori di sicurezza 22 società francesi dei settori della cura della persona, degli articoli per la casa, della bigiotteria o ancora della cartoleria si riuniranno al Padiglione Francia organizzato da UBIFRANCE al Salone del Private Label Manufacturers Association (PLMA). Tra le novità per il Private Label che verranno presentate nel settore non food, spiccano i prodotti ecologici, biodegradabili e 100% naturali. Nei cosmetici e prodotti di bellezza – che rappresentano la nuova frontiera dei prodotti « Private Label » made in France – saranno sei i produttori che parteciperanno all’edizione 2010 del Salone.  Saranno fianco a fianco produttori d’Oltralpe creatori di profumi, di aromi, di gioielli, produttori di estintori, di fiammiferi, di candele, di casalinghi e di prodotti per la cura e la pulizia della casa, di saponi e di cosmetici. Grazie alla capacità di innovazione – sia per prodotti come le maschere di bellezza o i detergenti per il bucato in gel, sia nel« bio » con i detergenti e i saponi – questi produttori collaborano già con prodotti Private Label con i più importanti specialisti della grande distribuzione organizzata francese e internazionale. In Francia, i prodotti MDD stanno riscuotendo un grande successo di pubblico presso i consumatori che cercano di ottimizzare i loro acquisti : nel 2009, hanno rappresentato una quota di mercato pari al 34 % (fonte PLMA), che rappresenta un record per questo settore. Per i produttori, il marchio dei distributori è diventato un’autentica leva di crescita, una nicchia dove si incrociano la sofisticata conoscenza del consumatore e il miglior know how industriale. Così, per rispondere alla crescita della domanda, i produttori di cosmetici, prodotti di bellezza o per la pulizia della casa – un tempo ostili al MDD – stanno sviluppando invece i loro programmi di innovazione e lanciano sul mercato novità. http://plma.ubifrance-events.com/ http://www.ubifrance.fr Elenco dei partecipanti:
Cosmetici Alcia Laboratoires (www.alcialab.net), BCM Cosmetique (www.bcmcosmetique.fr)
Igiene/salute: Duopole (www.duopole.fr),Laboratoire Biopharme (www.laboratoirebiopharme.com),  Pharmatt (www.frescoryl.com), Savonnerie de l’Atlantique (www.savon-atlantique.com)
Articoli/prodotti per la cura della casa: Ab7 Industries (www.ab7-industries.fr), Ecologicistique (www.ecologistique.fr) Eurotab Operations (www.eurotab.eu), International Plastic Industrie (www.ipi.fr), Laco (www.lacoshop.fr),  Manka Creations (www.manka-creations.com), Remue Ménage (www.remuemenage.info), Sodepac International (www.sodepac.com)
Bigiotteria/accessori moda: Bambou (www.bambou-fashion.fr), Fantabijoux (www.fantabijoux.fr)
Decorazione: Devineau (www.bougies-la-francaise.com), Y.not ? (www.ynot.fr)
Vari: Aktikem (estintori di sicurezza – http://www.aktikem.fr), Arjowiggins Graphic (cartoleria – http://www.arjowiggins.fr) Fackelmann France (sacchi per aspirapolvere – http://www.fackelmann.fr), Flam’Up (fiammiferi – http://www.flamup.fr).

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Biologico nuove regole per i produttori

Posted by fidest press agency su martedì, 2 marzo 2010

Ci sono nuovi obblighi e opportunità per i produttori biologici pugliesi, più di 5mila operatori che coltivano con questo metodo oltre 130mila  ettari di superficie agricola. Impegnati a competere sui mercati internazionali con prodotti affidabili e di grande qualità devono adeguarsi ai nuovi regolamenti CE 834/07 e 889/08 (recepiti dal DM 18354 del 27 novembre 2009 pubblicato sulla GU due settimane fa) che introducono novità sulle regole di certificazione ed etichettatura. L’adeguamento a norme e convenzioni globali (WTO, ISO 65, CODEX),  riconoscimenti e accreditamenti sui mercati di destinazione (USA Giappone, India e Cina), affidabilità e riconoscibilità dei marchi di certificazione  italiani sono i maggiori problemi del sistema di controllo italiano nel contesto internazionale. La nuova normativa amplia il campo di applicazione dei controlli e della certificazione, ha spiegato Gaetano Paparella, Presidente ICEA (Istituto di certificazione etica-ambientale): si aggiungono i prodotti dell’acquacoltura, le alghe marine, i lieviti utilizzati come alimenti e mangimi e saranno definite le  norme tecniche  per il vino. Agli organismi di controllo, inoltre, è richiesto l’accreditamento EN 45011. Le ispezioni devono essere programmate sulla base di un’analisi dei rischi, garantendo comunque una verifica completa annuale.  Il regolamento comunitario si applica ad ogni operatore che eserciterà l’attività in qualsiasi fase della produzione. Infine sono definite le sanzioni,  dal richiamo scritto  alla diffida, alla soppressione  dell’indicazione  metodo biologico, alla sospensione  sino al ritiro del certificato di conformità.

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Garantire il latte fresco laziale

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2010

“La Centrale del Latte di Roma (CLR) è una società partecipata: 75% Parmalat, 16% Finlatte, 7,1% Comune di Roma, 1,8%  Regione Lazio e 0,1% detenuto da altre 2 cooperative di produttori. Poiché lo statuto della CLR prevede la possibilità di azioni straordinarie ed alcune ordinarie solo se viene coinvolto l’85% del capitale azionario, appare determinante il pacchetto detenuto da Finlatte del 16%”. E’ quanto dichiara Erder Mazzocchi Consigliere Regionale del Lazio del Pdl. “A fine ottobre scorso Parmalat ha comunicato la sua offerta vincolante per l’acquisto totale della partecipazione di Finlatte o in alternativa del 51% della società. Richiesta che è stata subissata sia dagli allevatori della Cooperativa Lattepiù sia dagli azionisti di Finlatte”.Prosegue Mazzocchi: “Viene spontaneo chiedersi quali siano le reali motivazioni che hanno indotto Parmalat a presentare tale proposta. Perché Parmalat vuole liberarsi di tutti gli altri soci? Vuole forse vendere l’azienda a qualcun altro? Vuole forse localizzarla in altro luogo, magari molto lontano da Roma e sostituire il prodotto latte fresco con altri prodotti a lunga conservazione? Oppure vuole acquistare latte che non sia né romano, né laziale e nemmeno italiano, lasciando libera un’area di quasi 20 ettari all’interno del raccordo anulare con possibilità di speculazioni edilizie?” Conclude Mazzocchi: “La Regione Lazio non può assolutamente permettersi di perdere un’azienda così importante come la Centrale del Latte di Roma. Ritengo pertanto lodevole la scelta di Finlatte di rifiutare l’offerta di oltre 23 milioni di euro, per di più in un momento economico così difficile, per volere continuare a garantire ai consumatori della nostra Regione il miglior latte fresco del Lazio”.

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Incentivi energia per produttori e consumatori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 dicembre 2009

A partire dal 2010 i prezzi dell’elettricità potranno essere più competitivi e gravare meno sui consumatori. Come previsto dalla L. 99/09 (Legge Sviluppo), dal prossimo anno potranno essere anticipatamente risolte le convenzioni CIP 6/92, che stabiliscono prezzi incentivati per l’energia elettrica, prodotta, tra l’altro, da impianti alimentati da fonti assimilate alle rinnovabili. È quanto prevede un decreto del ministro dello Sviluppo Economico, che definisce i meccanismi per la risoluzione facoltativa delle convenzioni in essere con il GSE-Gestore dei Servizi Energetici, altrimenti in scadenza negli anni successivi fino al 2020. Chi produce energia elettrica da fonti rinnovabili o assimilate ha diritto a rivenderla al Gestore Servizi Elettrici ad un prezzo superiore a quello di mercato. I costi di tale incentivo sono finanziati mediante un sovrapprezzo del costo dell’energia elettrica, addebitato ai consumatori finali nelle bollette. L’attuazione del decreto porterà alla possibile uscita dalla produzione di energia degli impianti meno efficienti, consentendo al sistema elettrico di utilizzare risorse per una maggiore competitività a beneficio dei prezzi dell’energia elettrica. Ai produttori che aderiranno volontariamente alla risoluzione anticipata saranno riconosciuti corrispettivi tali da contenere gli oneri che graverebbero sui consumatori, cittadini ed imprese, nel caso le convenzioni andassero a scadenza naturale, pur nel rispetto degli investimenti effettuati.

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Un unico Consorzio di tutela

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2009

È ormai cosa fatta. La fusione tra il Consorzio di tutela vini dei Colli Orientali del Friuli e il Consorzio del Ramandolo, è stata deliberata a Cividale, all’unanimità. Tra i soci, erano presenti il presidente dei Colli Orientali, Pierluigi Comelli e quello del Ramandolo, Paolo Comelli. Al termine dell’assemblea (che coinvolgeva solo i produttori dei Colli Orientali), è scoppiato l’applauso. <<La lunga marcia di avvicinamento è iniziata nell’agosto 2007, dopo la pubblicazione della legge regionale n. 22, che stimolava i Consorzi a doc del Friuli Venezia Giulia a unirsi anche stanziando specifici aiuti economici – spiega Pierluigi Comelli -. Abbiamo pensato subito che fosse una buona occasione per costruire nuove sinergie, cogliere migliori risultati tecnici, economici e finanziari per offrirli ai soci>>. Dello stesso tenore, le dichiarazioni di Paolo Comelli, di Nimis. Il dibattito interno ai due Consorzi ha avuto alti e bassi nei mesi scorsi ma, alla fine, un buon accordo si è trovato. Una volta espletate le relative formalità assembleari da parte dei soci del Consorzio del Ramandolo, la fusione sarà operativa dal primo giorno di gennaio del 2010. Le due denominazioni resteranno distinte anche sulle etichette delle bottiglie, ma vi sarà un unico presidente e un unico consiglio di amministrazione con alcuni posti riservati, di diritto, ai produttori del Ramandolo.  Le nuove dimensioni, dopo la fusione, parlano di 2.300 ettari vitati, 208 associati per 115.000 ettolitri di vino prodotti ogni anno.Il “neonato” Consorzio avrà la gestione della denominazione doc Colli Orientali.

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L’arredo friulano guarda verso oriente

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2009

Ai giapponesi piacciamo. Come friulani e come produttori. Il gradimento verso il “sistema Friuli” è emerso durante un forum tecnico-illustrativo sullo scenario competitivo del settore arredo organizzato dalla Cciaa di Udine (con la sua azienda speciale I.Ter diretta da Maria Lucia Pilutti) in preparazione a una futura missione dei nostri imprenditori nel paese del Sol Levante, a fine novembre. <<Proprio in vista di questo appuntamento, è importante conoscere le caratteristiche di tale mercato. E, in tema di produzioni per l’arredamento, il Made in Friuli gode di molti punti di forza>>, ha detto Franco Buttazzoni, membro della Giunta camerale, in apertura dei lavori, davanti ad alcune decine di imprenditori intervenuti. Nel 2008, il Friuli Venezia Giulia ha esportato in Giappone prodotti per un valore di oltre 43 milioni di euro, con una leggera diminuzione percentuale che si conferma anche nel primo semestre del 2009. Tiene, invece, il dato relativo al settore arredo che, dal 2008 al 2009 riesce a mantenere la propria quota di mercato con un export complessivo di 3,5 milioni di euro nei primi sei mesi dell’anno. Dalla provincia di Udine parte il 45 per cento di questi prodotti per un totale di 9 milioni di euro di cui, 2 milioni relativi all’arredo.  <<Le produzioni italiane sono molto apprezzate nel nostro Paese – ha sottolineato Chihiro Tobe, ministro consigliere dell’ambasciata giapponese a Roma -. Con il suo 5,1 per cento come quota di export d’arredo in Giappone, l’Italia si pone al primo posto tra tutti i Paesi europei. I giapponesi – ha aggiunto Tobe – apprezzano tutto il Made in Italy, ma soprattutto quello con un buon design e legato ai manufatti in legno. Quindi, ci sono sicuramente buone opportunità di scambio – ha concluso – ma il mercato, in questo momento, è abbastanza stabile>>.  L’architetto e designer, Masayo Ave, ha riproposto l’importanza della piacevolezza “sensitiva” del prodotto italiano legato al bello e al buono. Un’operazione di design che, anche nell’arredo per il mercato giapponese, può trovare consenso.  In conclusione, Daniele Bergamasco, del Catas di Manzano, ha approfondito le questioni legate alla normativa giapponese in materia di certificazioni con i relativi riflessi sulle produzioni dei mobilifici.

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Milano Bijoux and Accessories Trend Collections

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2009

Milano 22/25 ottobre 2009 Spazio 90 – Via Mecenate  84 Orari di apertura 9,30 – 18,30 Il bijoux è la quintessenza della femminilità nella sua declinazione più gioiosa.  Per la terza volta avrà luogo a Milano a sottolineare un momento emblematico per l’intero comparto di aziende che, unendosi, vuole tutelare con forza un settore così storicamente importante al fine di valorizzare il prodotto italiano ed europeo. Milano Bijoux patrocinato e organizzato da Club Bi, l’associazione dei fabbricanti italiani di bijoux e accessori fondata nel 1995, si pone come obbiettivo la tutela e la promozione del prodotto disegnato, progettato e realizzato in Italia. Un centinaio le Aziende che fanno parte dell’Associazione e che espongono a Milano Bijoux, su una superficie di circa 4000 mq.  Sono produttori di bigiotteria, accessori e minuteria per il bijoux, che ospitano anche i colleghi produttori europei provenienti da Spagna, Francia, Germania, Olanda, Repubblica Ceca, Grecia. Gli operatori economici invece provengono, oltre che da tutta Europa, dal Giappone, dalla Russia e dagli Stati Uniti. Oltre a suggerire le tendenze moda per le collezioni future, l’Associazione si impegna a monitorare il comparto con aggiornamenti tecnici sulle nuove tecnologie e sulle regolamentazioni di produzione e con lo studio dei mercati emergenti e della situazione di quelli tradizionali.  Un appuntamento che due volte all’anno riunisce il meglio del mondo del bijoux e che desta sempre più interesse proprio in un momento in cui la produzione a basso prezzo e di discutibile qualità sta dilagando in ogni settore. http://www.milanobijoux.it

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Prezzo del latte: fare di più per i produttori

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2009

Gli aiuti esistenti per i produttori di latte saranno prorogati almeno fino  al prossimo febbraio. E’ quanto hanno approvato i deputati, sostenendo inoltre che le iniziative adottate finora dalla Commissione non sono sufficienti.  In una risoluzione supplementare sulla situazione che stanno affrontando i produttori lattiero-caseari, i deputati sollecitano inoltre ulteriori azioni per rispondere ai problemi di medio e lungo termine del settore ed esortano ripetutamente la Commissione europea a fare di più per affrontare la crisi. La Commissione, secondo i deputati, dovrebbe adottare misure immediate per stimolare la domanda di prodotti lattiero-caseari, sulla scia del programma di distribuzione del latte nelle scuole. Chiedono inoltre la creazione di un Fondo UE per i prodotti lattiero-caseari con una dotazione di 600 milioni di euro per aiutare le organizzazioni di produttori e le cooperative a modernizzazione le aziende agricole. Infine, il Parlamento invita la Commissione ad esaminare, una volta che le restituzioni all’esportazione siano soppresse, il modo in cui gli stanziamenti corrispondenti possano essere mantenuti nel settore lattiero-caseario, nonché a consentire l’assicurazione dei crediti all’esportazione agricola, come praticato negli USA.  La commissaria all’Agricoltura, Mariann Fischer Boel ha annunciato misure supplementari per sostenere il settore. Queste includono la possibilità per gli Stati membri di concedere aiuti di Stato temporanei fino a un importo di 15.000 euro per agricoltore e di acquistare quote di produzione da agricoltori e attribuirle alla riserve nazionale. Queste quote supplementari non sarebbero prese in conto nel calcolo del livello della produzione nazionale, evitando così il rischio che gli Stati membri incorrano in multe per il superamento nella soglia nazionale.  “La crisi sta rientrando”, ha affermato la commissaria rispondendo alle domande poste in Aula dai deputati. Ha infatti spiegato che i prezzi di latte, burro e formaggi stanno lentamente aumentando: “non abbiamo ancora raggiunto la meta auspicata, ma stiamo andando nella giusta direzione”.

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Il parmigiano a denominazione d’origine

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2009

Il Parmigiano Reggiano, il Formaggio di Fossa di Sogliano sul Rubicone (in procinto di ricevere dall’Europa la Denominazione di origine protetta ); il Raviggiolo – uno dei Presidi Sloow Food – lo Squacquerone di Romagna e tanti diversi tipi di pecorini. Anche quest’anno la Regione Emilia-Romagna sarà, insieme al Consorzio del Parmigiano Reggiano, al Cheese, la mostra internazionale del formaggio di Slow Food, in programma dal 18 al 21 settembre a Bra, con una selezione delle tante eccellenze casearie tipiche del territorio emiliano-romagnolo: prodotti di assoluta qualità, profondamente legati al territorio e frutto di antiche tecniche di produzione. “Sempre più questa manifestazione si conferma come un’occasione importante per gli artigiani della filiera lattiero-casearia e come una grande festa per i tanti appassionati di questo prodotto – ricorda l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – ma non possiamo dimenticare le difficoltà che stanno vivendo in questi mesi i produttori e gli allevatori, con prezzi in discesa che spesso non arrivano nemmeno a coprire i costi all’origine.“ “La Regione Emilia-Romagna è da tempo impegnata a fare la sua parte – sottolinea Rabboni – ma è evidente che c’è bisogno di uno sforzo congiunto di tutte le Istituzioni a partire dal Governo, per promuovere efficaci interventi a sostegno di un settore che rappresenta uno dei fiori all’occhiello del made in Italy nel mondo”.
Rabboni sollecita in particolare il Governo e i Parlamentari europei a sostenere la proposta, già approvata dalla Commissione agricoltura della UE, ma che dovrà ora avere il via libera dal Parlamento europeo, di ripristino degli aiuti comunitari all’ammasso privato del formaggio per diminuire i costi di stagionatura. “Se questa proposta sarà definitivamente approvata – spiega l’Assessore regionale – i produttori di formaggi a lunga conservazione potranno contare su due linee di aiuto convergenti, il sostegno allo stoccaggio privato appunto e la disponibilità, fortemente voluta dalla Regione Emilia – Romagna, dopo un lungo confronto tra le Regioni e il Ministero delle politiche agricole, di 40 milioni di euro da destinare al sostegno della produzione di latte di qualità per la produzione di formaggi DOP, nell’ambito delle risorse previste dall’articolo 68 del nuovo regolamento sulla Politica Agricola Comune.” Quest’ultimo provvedimento, recentemente approvato dalla Conferenza Stato-Regioni sarà operativo nei prossimi mesi e servirà appunto a sostenere il prezzo del latte.

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Vinacce e utilizzi alternativi alla distillazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2009

Con la nuova regolamentazione europea “ocm vino”, è data facoltà agli Stati membri di destinare le vinacce a utilizzi alternativi alla distillazione tra cui, la produzione di bioenergie e la distribuzione come ammendanti (concimi) per il terreno. Il Ministero per le politiche agricole alimentari ancora non si è espresso con propri atti formali, ma la questione urge visto che siamo in piena vendemmia e che già il Veneto e la Provincia di Bolzano, a esempio, si sono attivati con regolamentazioni proprie, autorizzando i produttori allo smaltimento delle vinacce in maniera alternativa alla distillazione. <<I nuovi regolamenti però – precisa Pierluigi Comelli, presidente del Consorzio di tutela dei Colli Orientali del Friuli – non fissano un prezzo minimo per il ritiro delle vinacce da parte delle distillerie. Si deve considerare – prosegue – che anche se per le aziende agricole: raspi, bucce e semi rappresentano un prodotto di scarto, per la distilleria invece sono una materia prima che, praticamente, gli viene regalata dai produttori. Se, come chiediamo da tempo, venissero autorizzati utilizzi alternativi delle vinacce, cadrebbe l’obbligo della consegna alle distillerie e, di conseguenza, una certa limitazione dell’offerta potrebbe favorire un aumento del prezzo che, negli ultimi anni, è praticamente pari a zero. Infine – conclude Comelli – la distribuzione come ammendante è più significativa per le aziende e, se utilizzate come biomassa, le vinacce potrebbero avere degli evidenti risvolti positivi sull’ambiente. Vedremmo positivamente, perciò, un urgente intervento legislativo regionale e nazionale in materia>>.

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I cambiamenti organizzativi negli assetti societari

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 agosto 2009

Essi prevedono nuovi modelli organizzativi e nuove competenze. Si distinguono dalle macro-complementarità in quanto queste ultime riguardano le relazioni tra assetti di governo societario,sviluppo dei mercati finanziari, istituzioni del mercato del lavoro e ordinamento giuridico. I nuovi beni capitali sono prodotti dai settori di base, ma l’uso intensivo anche in questi ambiti delle stesse tecnologie informatiche consente uno scambio continuo di informazioni tra imprese appartenenti a varie fasi della produzione. I nuovi beni capitali sono co-inventati dalle imprese dei settori di base e dalle imprese dei settori utilizzatori. La conoscenza delle strozzature, delle difficoltà d’impiego, delle rigidità incontrate dalle imprese utilizzatrici servono ai produttori di beni di capitali per innovare continuamente i beni capitali stessi da loro prodotti. In generale il progresso tecnologico che nasce nei settori di base si diffonde all’intera economia attraverso l’introduzione dei nuovi beni capitali. I nuovi modelli organizzativi si caratterizzerebbero anche per un più esteso ricorso all’outsourcing e per il passaggio da strutture rigidamente gerarchiche a strutture più “organiche”, dove i canali verticali di scambio informativo sono rimpiazzati da canali “orizzontali” (inter-dipartimentali), meno gerarchizzati, si avrebbe una connessa tendenza alla riduzione della specializzazione delle mansioni, intesa come l’identificazione di ciascun agente con un particolare compito.

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Fermo pesca, una polemica di mezza estate

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2009

Lettera aperta del presidente di Lega Pesca Ettore Ianì all’Assessore Agricoltura e Pesca delle Marche Solazzi “Caro Assessore, è assai difficile immaginare che ci fosse qualcuno, compreso il Governo, che non volesse l’attuazione del fermo pesca retribuito. Lega Pesca, insieme al movimento cooperativo, ha richiesto più volte e sostenuto con forza questo obiettivo, fino ad essere accusata talvolta di caparbietà e testardaggine. Prevalsa poi la ragione, sulla scia europea, di effettuare il fermo pesca non retribuito, la cooperazione, non senza qualche lancinante dolore di pancia, ha preso atto del nuovo corso che avviene dopo oltre un quarto di secolo. Il fermo pesca torna ad essere l’originario strumento ecobiologico per la salvaguardia delle risorse marine e non più un mezzo sociale e di welfarismo. Comprendiamo fino in fondo i produttori, gli armatori e gli imbarcati quando manifestano rabbia e rimpianti per il mancato contributo: gli viene meno un’entrata economica che in momenti di crisi rappresenta più che una boccata di ossigeno. Ma abbiamo difficoltà a comprendere, invece, chi, pur avendo il potere e la possibilità di sostenere il fermo non lo ha fatto neanche quando mancavano i fondi per le Regioni del Nord. E’ poco credibile che proprio chi avrebbe potuto intervenire si pone ora come paladino. Eppure non sono mancate i momenti istituzionali per discutere delle difficoltà economiche, così come non sono mancate le occasioni per suggerimenti, inviti e pressioni per attivare una specifica competenza derivante dall’art. 5 del decreto legislativo 154/04 laddove recita “le regioni… predispongono… i programmi regionali della pesca e dell’acquacoltura, o gli eventuali aggiornamenti, contenenti l’indicazione degli interventi di competenza da realizzare con le proprie dotazioni di bilancio”. Lega Pesca è pienamente cosciente che tutta la filiera ittica è in forte crisi, la produzione è diminuita in quantità del 4%, in valore di circa il 10%. Il valore aggiunto è sceso del 30% mentre il prodotto lordo di circa il 45% con un calo del fatturato del 10%. Proprio per questo Lega Pesca ha sollecitato, in tempi non sospetti, l’attivazione della cassa integrazione straordinaria, proposta che, con l’arrivo della nomina a Sottosegretario di Antonio Buonfiglio, viene affinata, rilanciata e rifinanziata fino farla diventare, con il coinvolgimento del sindacato, degli armatori e del Parlamento, una misura sociale che possiamo dire già operativa e che ha per lo Stato un costo di circa 20 milioni di euro. Un modo questo di lavorare che auspichiamo continui e che altre istituzioni nazionali e regionali dovrebbero imitare con cura, senza scaricare tutti i problemi al Centro  Grato per l’attenzione che vorrà rivolgere a queste nostre puntualizzazioni, Le invio i miei più cordiali saluti”. (Ettore Ianì)

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No ai formaggi prodotti senza latte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 luglio 2009

In più occasioni l’Adiconsum ha denunciato i limiti dell’etichettatura dei prodotti alimentari, regolata da normative che spesso permettono un’informazione parziale ed ingannevole. E la non trasparenza non è dovuta all’errore, bensì a precisi interessi delle lobby commerciali, a discapito di una scelta informata e libera da parte dei consumatori nonché a danno dei produttori nazionali. Nella legislazione europea, che ormai regola l’intera materia, la tutela dei consumatori sembra infatti essere passata in secondo piano rispetto agli interessi del commercio, tollerando una mancanza di trasparenza che nel settore lattiero caseario – la voce più importante dell’agroalimentare italiano – si concretizza nella possibilità di importare latte a lunga conservazione, latte in polvere, cagliate, caseina e caseinati che vengono poi destinati alla produzione di formaggi fusi “italiani”. Formaggi prodotti senza latte, con materie prime di bassa qualità, spesso con aggiunte di additivi, come i polifosfati, che in quantità troppo elevate riducono le capacità dell’organismo di assorbire il calcio.La mancanza di norme che impongano l’indicazione d’origine delle materie prime impiegate in questo tipo di produzioni, in conclusione, favorisce l’inganno del consumatore e ne sfrutta la buona fede, contribuendo a spacciare per prodotto nazionale ciò che di fatto non lo è. Per questi motivi l’Adiconsum esprime solidarietà e pieno appoggio alle migliaia di allevatori della Coldiretti che oggi al Brennero sono mobilitati per la difesa di un made in Italy più sicuro e trasparente, pur nel rispetto di una politica agricola che è e deve restare improntata all’incremento e al miglioramento degli scambi tra Paesi europei.

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17° Edizione Festival Ultrapadum

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 luglio 2009

Trio Calliope.Varzi (PV) 17 Luglio 2009 ore 21.15 Chiesa dei Rossi “Suoni della Ribalta” con il Trio Calliope Gian Marco Solarolo all’oboe, Alfredo Pedretti al corno e Cristina Monti al pianoforte Al termine della serata, si terrà la consueta degustazione di vini e prodotti tipici con la possibilità di acquistarli direttamente dai produttori che hanno aderito alla manifestazione. Nel centro storico di Varzi dalla forma tipicamente medioevale, sorge la Chiesa dei Rossi datata 1636, così denominata perché qui si radunava la Confraternita della SS. Trinità, dalla caratteristica mantellina rossa indossata dai Confratelli. Nella suggestiva cornice di questa chiesa, si esibirà il Trio Calliope.  L’ensemble Calliope è una formazione cameristica attiva da alcuni anni con l’intento di valorizzare il repertorio di Autori vissuti prevalentemente durante il Classicismo Viennese. I componenti dell’ensemble, dopo i relativi diplomi presso i Conservatori di Milano e di Torino, hanno frequentato corsi di perfezionamento a Fiesole, ai Wienermeisterkurs, all’Accademia Perosi di Biella, al Conservatorio Reale di Musica di Bruxelles e presso il Conservatorio della Svizzera italiana di Lugano con Maestri quali Milan Turkovic, Antony Pay, Paul Dombrecht, Nora Doallo. L’ensemble ha tenuto concerti in Italia per associazioni quali Arion di Sanremo, Mikrokosmos di Lecco, Sant’ Eustorgio Musica di Arcore (Mi), Ars Antiqua di Sestri Levante (Ge), Rassegna “Piemonte in Musica” per “RivoliMusica”, Festival Internazionale di Musica “Portofino Classica”, “Musica Aperta” di Gorizia, Festival Pianistico e Cameristico Biellese, I Venerdì di Villa Carlotta. Il Trio Calliope eseguirà brani tratti dal repertorio classico e alcune delle colonne sonore di film famosissimi come The Mission e C’era una volta il West di Ennio Morricone, Il Padrino di Nino Rota, e alcune delle più belle sonate di Gershwin (trio calliope)

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