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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Cresce la produzione diminuisce l’occupazione

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2010

Nel secondo trimestre 2010, sulla base dell’indagine VenetoCongiuntura, la produzione industriale ha registrato una crescita del +9,3% rispetto allo stesso periodo del 2009. Nel confronto con il trimestre precedente si rafforza ulteriormente la tendenza positiva: +6,1%. L’analisi congiunturale sull’industria manifatturiera di Unioncamere del Veneto è stata effettuata su un campione di 1.440 imprese con almeno 10 addetti.   La ripresa dei livelli produttivi è confermata anche dall’indicatore del grado di utilizzo degli impianti che si è attestato al 68,4%, superiore al 67,9% registrato nel trimestre precedente. La svolta positiva della produzione è stata determinata principalmente dalle imprese di maggiori dimensioni (250 addetti e più), con un +14,9%, e dalle medie imprese (50-249 addetti) con un +9,4%. Le piccole imprese hanno segnato un incremento del +6,6%.   Il bilancio dell’attività produttiva è ascrivibile soprattutto alle imprese che producono beni intermedi (+12,3%), seguite da quelle produttrici di beni d’investimento (+10,6%), che hanno registrato l’inversione di tendenza, e da quelle produttrici di beni di consumo (+6,1%).  Guardando ai settori le crescite tendenziali più marcate sono nel comparto delle macchine elettriche ed elettroniche: +20%; dei mezzi di trasporto +18,1%; delle macchine ed apparecchi meccanici +17,2%; del marmo, vetro, ceramica e altri minerali non metalliferi +13,1; la produzione di metalli e prodotti in metallo +9,9%. La crescita della gomma e plastica è del +6,6%, l’alimentare, bevande e tabacco +4,9%. A seguire l’industria del legno e mobile con un +3,7%, il tessile, abbigliamento e calzature con un +3,5%, la carta, stampa ed editoria con +2,9 %.  Il fatturato ha segnato un aumento del +9,2% su base annua e del +8,5% su base congiunturale. Sotto il profilo settoriale le macchine elettriche ed elettroniche hanno evidenziato la performance migliore con un +20,7%, segue il comparto dei mezzi di trasporto (+16,4%), delle macchine ed apparecchi meccanici (+15,6%) e del marmo, vetro, ceramica e altri minerali non metalliferi (+14,1%). In linea con la media regionale il settore della gomma e plastica (+7,1%).  L’indicatore delle esportazioni ha mostrato un deciso miglioramento rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno del +9,6% e del +7,4% nel trimestre precedente. Sotto il profilo settoriale spiccano le performance delle macchine elettriche ed elettroniche (+21,8%), del marmo, vetro, ceramica e altri minerali non metalliferi (+18,7%), dei mezzi di trasporto (+13,7%) e delle macchine ed apparecchi meccanici (+12,9%).
Nel mercato del lavoro le perdite di occupati sono pari al -2,1% su base annua. La dinamica peggiore si è registrata nelle grandi imprese (-3,5%), mentre le piccole e le medie hanno evidenziato rispettivamente un -1,9 e un -1,4%. Sotto il profilo settoriale la base occupazione ha mostrato le diminuzioni più significative nell’industria del legno e mobile (-4,6%), nelle macchine ed apparecchi meccanici (-3,9%) e nei metalli e prodotti in metallo (-2,7%). Anche l’occupazione straniera ha mantenuto una tendenza negativa, segnando un -2,9%, con una pesante contrazione nell’industria dei mezzi di trasporto (-15,3%).
Si confermano fiduciose le aspettative degli imprenditori per i prossimi sei mesi ad eccezione dell’indicatore dell’occupazione.

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Uniti contro la deforestazione

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2009

Nel corso di una conferenza stampa organizzata da Greenpeace a San Paolo, le aziende più importanti al mondo nel settore della produzione della carne e della pelle hanno unito le loro forze per mettere al bando l’acquisto di capi di bestiame provenienti da aree recentemente deforestate. JBS-Friboi, Bertin, Minerva e Marfrig hanno finalmente risposto alla richiesta di Greenpeace per fermare la deforestazione in Amazzonia. Un passo da gigante verso la protezione del clima. L’importante decisione di queste aziende avviene a soli quattro mesi dal lancio del rapporto di Greenpeace “Amazzonia, che Macello” che denunciava la diretta connessione tra la distruzione dell’ultimo polmone del mondo e l’espansione delle attività di allevamento bovino in Amazzonia, legate anche a gravissimi fenomeni di nuove schiavitù.  A seguito del lancio del  rapporto, infatti, Greenpeace ha raccolto le pronte risposte di aziende italiane come il Gruppo Natuzzi (Divani&Divani), Gucci e Geox ed altre internazionali come Adidas, Timberland e Nike. Questi marchi si sono impegnati a cancellare contratti a tutti quei fornitori  non in grado di garantire che i loro prodotti non provenissero da fenomeni di deforestazione in Amazzonia. Nel corso dell’evento a San Paolo, JBS-Friboi, Bertin, Minerva e Marfrig hanno formalmente dichiarato l’adozione di standard ambientali e sociali che assicureranno che i propri prodotti non provengano da allevamenti o mattatoi responsabili di fenomeni come la deforestazione, l’occupazione di territori indigeni e forme di lavoro schiavile. Anche l’Associazione Brasiliana dei Supermercati (ABRAS) e il Governatore dello stato del Mato Grosso, Blairo Maggi, hanno presenziato all’evento sostenendo fortemente l’obbiettivo “Deforestazione Zero” di Greenpeace.

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