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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 25

Posts Tagged ‘produzione industriale’

L’Istat rivela l’andamento della produzione industriale

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 ottobre 2019

Ad agosto aumenta appena del +0,3% sul mese precedente.Il dato che, però, desta maggiore preoccupazione è la flessione della produzione del -1,8% sull’anno, che dimostra come l’economia italiana necessiti di misure decise per la ripresa. Le famiglie, seppure ottimiste vista la scampata minaccia dell’aumento dell’IVA, ancora attendono provvedimenti che possano incidere positivamente sul loro potere di acquisto, a partire dal taglio del cuneo fiscale e dal bonus figli, che devono essere resi operativi al più presto, determinando così la ripresa della domanda interna.È necessario, inoltre, avviare un piano capace di dare nuovo slancio al mercato occupazionale con lo stanziamento di investimenti per la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione.Si tratta di misure quanto mai urgenti e indispensabili, specialmente in questa fase di crisi economica in campo internazionale e di politiche protezionistiche.

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La produzione industriale in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 marzo 2019

Secondo i dati resi noti dall’Istat, la produzione industriale a gennaio sale dell’1,7,% su base mensile e scende dello 0,8% su base annua.”Bene, ottima notizia! Un calo congiunturale avrebbe aumentato fortemente il rischio di restare in recessione anche nel I trim 2019″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Ora, nonostante il pericolo non sia affatto scongiurato, la probabilità che accada è scesa. Naturalmente non si può cantare vittoria, specie se si considera che rispetto ai valori pre-crisi del gennaio 2008, la produzione totale è ancora inferiore del 19,5%, ossia quasi un quinto. In 11 anni, i beni di consumo durevoli sono franati addirittura del 31,1%, quasi un terzo. Un abisso record da colmare che attesta la difficoltà in cui versano le famiglie, costretti a rinviare l’acquisto dei beni di consumo più costosi” conclude Dona.

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Crescita economica, Firenze corre

Posted by fidest press agency su martedì, 17 maggio 2016

produzione-industrialeFirenze. Produzione industriale, export e concessione del credito alle imprese: il sistema economico fiorentino adesso corre e nell’ultimo trimestre del 2015 doppia la media nazionale. Il dato emerge dallo studio dell’Ufficio Statistica della Camera di Commercio di Firenze, anticipato in occasione della Giornata dell’economia 2016, organizzata dal sistema camerale in tutta Italia.In particolare, l’attività manifatturiera delle aziende fiorentine negli ultimi tre mesi del 2015 è cresciuta del 2,4% rispetto alla media italiana dell’1,3%, consolidando la dinamica positiva maturata già nei primi nove mesi dell’anno. La produzione è sostenuta non solo dal sostanzioso smaltimento delle scorte, tipico dei periodi post-crisi, ma anche dalla ripresa della domanda interna, che finora non si era manifestata. Il risultato somma una maggiore appetibilità del territorio fiorentino con due grandi fattori internazionali: la politica monetaria espansiva della Banca Centrale Europea e il basso prezzo del petrolio.Anche l’export – pari a 10,7 miliardi di euro annui – ha contribuito in modo sostanziale al successo delle imprese fiorentine, crescendo del 7,2% negli ultimi tre mesi del 2015, rispetto alla media italiana del 3,8%. Stati Uniti, Russia (nei settori esclusi dall’embargo) e Cina sono stati i Paesi trainanti per i nostri prodotti a livello globale, mentre in ambito europeo Francia e Germania restano i più attrattivi. Meccanica, sistema moda (pelletteria in particolare), farmaceutica, eccellenze agro-alimentari (a iniziare dal vino) sono i settori che maggiormente hanno beneficiato del boom dell’export.Finalmente, segnali positivi arrivano anche dalla concessione del credito alle imprese: nel 2015 le erogazioni a Firenze sono salite a 19 miliardi e 65 milioni di euro, in crescita dell’1,8% rispetto all’anno precedente, mentre nello stesso periodo il sistema bancario italiano ha ridotto i prestiti alle aziende dell’1,6%: è il segnale che nel nostro territorio sta lentamente abbattendosi la reciproca diffidenza fra mondo delle imprese e sistema bancario.
Numero d’imprese e occupati confermano l’attrattività del territorio fiorentino. Al Registro Imprese sono iscritte 136.676 imprese: Firenze è cresciuta dell’1% nell’ultimo anno ed è ottava in Italia per numero di attività registrate. Balzano in avanti sia le società di capitali (+3%), sia le srl semplificate. Tornano a crescere le imprese agricole (+1,2%), immobiliari (+0,8% da -0,3%) e commerciali (+0,3% da -12%). Tasso raddoppiato per ricettività e ristorazione (+3,5% da +1,7%).La disoccupazione si è fermata al 7,7% su una media nazionale dell’11,9%; la domanda di lavoro è in netta ripresa, soprattutto grazie agli incentivi ad assumere legati al nuovo contratto a tutele crescenti. I rapporti di lavoro a tempo indeterminato attivati nel 2015 sono aumentati del +48,8%, un dato che deve anche tener conto della decisione delle imprese di «massimizzare» l’utilizzo della decontribuzione prevista per legge.Firenze ha brillato anche sul fronte turistico: a fine 2015 gli arrivi sul territorio provinciale sono stati quasi 5 milioni (+2,9% sul 2014), mentre le presenze sono salite a 13 milioni e 700mila, in crescita del 5,5% rispetto all’anno precedente. Il turismo internazionale – che copre il 71,3% degli arrivi e il 73,7% delle presenze – ha garantito anche una spesa media in netto miglioramento, portando in città 2,5 miliardi di euro (+5,2% sul 2014). Che cosa ci aspetta il futuro? Mentre i nostri «fondamentali» si consolidano, maggiori timori arrivano sul piano internazionale: il rallentamento delle economie emergenti (che continuano a svalutare le monete) insieme alle tensioni geopolitiche in Europa e Nord Africa rischiano di far perdere buona parte della spinta propulsiva evidenziata nel 2015.
Questo potenziale deficit può essere compensato solo rafforzando il mercato interno con politiche fiscali a favore di famiglie e imprese, insieme a un nuovo approccio nella formazione professionale specializzata, con competenze sintonizzate sulla domanda. Firenze è sesta in Italia per PIL pro-capite con 32mila euro nel 2015 (la media italiana è 24mila euro) aumentato dell’1% nel 2015, dopo il +0,2% dell’anno precedente. E’ un dato che rappresenta una buona base per il futuro consolidamento della domanda, disegnando anche un primo momento di miglioramento per il bilancio familiare.
La pubblicazione del rapporto integrale sull’’economia, entro la fine di maggio 2016, sarà anche l’occasione per un confronto sui social media con tutti coloro che vorranno porre domande o desidereranno approfondimenti sulle statistiche adesso anticipate. A disposizione di professionisti e imprese ci saranno direttamente gli esperti dell’Ufficio Statistica della Camera di Commercio di Firenze.

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Si accentua la crisi in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 dicembre 2014

produzione-industrialeDiminuisce la produzione industriale di ben il 3%, il semestre di Presidenza della Commissione europea, sembra non aver lasciato traccia, si continuano a perdere posti di lavoro, aumentano gli sfatti, cresce la povertà estrema, aumenta la paura per il futuro. A pagare, pesantemente questa crisi, sono, come sempre, i soggetti più deboli , come i pensionati , i lavoratori , i giovani – così ha dichiarato il segretario nazionale del Partito Pensionati, Carlo Fatuzzo – Un Paese che sembra ripiegato su se stesso, con un quadro politico incerto , e la maggioranza, pur in presenza di una opposizione debole, a tratti, scarsamente presente, che sembra non in grado di agire con decisione, per la realizzazione delle necessarie riforme . Una burocrazia asfissiante, un sistema bancario. ha continuato Fatuzzo – che non è elemento propulsivo di una spinta verso un effettivo risanamento economico e di una maggiore coesione sociale , con mirati interventi a sostegno della piccola e media impresa, una tassazione pesantissima, che non attira investitori e che induce troppe aziende italiane, a trasferirsi all’estero . L’incertezza politica, la continua riproposizione della possibilità di nuove elezioni, creano incertezza e sostanziale debolezza ed allora , che si vada al voto , perché il Paese, ha bisogno di certezze . Il Partito Pensionati ritiene non più rinviabile un dimezzamento delle tasse, di tutti i tipi, che è l’unica strada percorribile , per sperare nella ripresa del nostro Paese. La situazione economica e sociale dell’Italia ,è pesante, il Partito Pensionati spera non diventi drammatica. Si chiedono sempre nuovi sacrifici, ma quali altri sacrifici si possono chiedere ad un pensionato che già è costretto a rinunciare a tutto ,ai milioni di senza lavoro, alla massa di giovani che dopo anni di studio , con lauree o attestati professionali, sono costretti ad andare all’estero . Quali sacrifici si possono chiedere ai troppi imprenditori che hanno perso l’azienda , ai lavoratori rimasti disoccupati, ai tanti che hanno perso la casa ? Il Partito Pensionati ritiene che ne abbiano fatti già troppi.

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La crisi dell’auto e il Sud

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 gennaio 2010

Dichiara l’Avv. Franco Gugliucci  “Se c’era qualcosa che, anche a chi non era proprio entusiasta della realizzazione del Ponte sullo Stretto, poteva attenuare l’avversione per tale opera, era l’idea che, a parte altre considerazioni, il Ponte rappresentasse quanto meno uno strumento per lo sviluppo del turismo e di quelle industrie compatibili con il territorio e indispensabili per la crescita economica della Regione e per il miglioramento delle condizioni di vita dei Siciliani. E oggi invece si vorrebbe chiudere una delle poche iniziative industriali di rilievo internazionale per la produzione di auto, realizzata in Sicilia da oltre 30 anni anche con il contributo di consistenti aiuti pubblici. Non si comprende quindi il motivo di chiudere una produzione industriale d’eccellenza ormai radicata sul territorio che ha bisogno solo di trovare gli stimoli e i meccanismi giusti di competitività e produttività, piuttosto che andare alla ricerca di improbabili alternative industriali che molto spesso mascherano solo l’intenzione di porre fine ad una attività della quale si pensa di poter fare a meno.

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Produzione industriale nel Veneto

Posted by fidest press agency su sabato, 9 maggio 2009

Nel primo trimestre 2009, sulla base dell’indagine Veneto Congiuntura, la produzione industriale ha registrato una nuova flessione del -16,5 per cento rispetto al primo trimestre 2008, confermando il difficile momento della congiuntura economica del settore manifatturiero veneto. Nel confronto con il trimestre precedente il livello produttivo ha evidenziato una diminuzione del 12,2 per cento. L’analisi congiunturale del primo trimestre 2009 sull’industria manifatturiera di Unioncamere del Veneto con la collaborazione della Confartigianato del Veneto, è stata effettuata su un campione di 1.908 imprese con almeno 2 addetti. Veneto. Andamento della produzione industriale (var.% su trimestre anno precedente). I trim. 2006 – I trim. 2009  La flessione in Veneto risulta tuttavia meno marcata rispetto a quella registrata nel resto del Paese e in Europa. Nel primo bimestre 2009 l’indice della produzione industriale in Italia ha accusato un -19,2 per cento mentre nell’Eurozona la contrazione è stata pari a -17,3 per cento.  La contrazione della produzione è confermata anche dall’indicatore del grado di utilizzo degli impianti, sceso dal 71,9 al 63,6 per cento, il valore più basso registrato negli ultimi 30 anni. Sotto il profilo dimensionale, nel periodo gennaio – marzo 2009 il calo della produzione industriale ha interessato principalmente le grandi imprese (250 addetti e più), dove le perdite sono state inferiori al -20 per cento (-20,9%). Le medie imprese (50-249 addetti) hanno segnato un -16,2 per cento, seguono le piccole imprese (10-49 addetti) con un -15,8 per cento e le microimprese con un -15 per cento. Analizzando l’andamento della produzione nelle imprese che a fine marzo 2009 segnalavano lavoratori in Cassa Integrazione (CIG) emerge che i livelli produttivi si sono ridotti di circa il 30 per cento.  Sotto il profilo settoriale, l’indice della produzione industriale ha segnato, nel confronto con lo stesso trimestre del 2008, variazioni negative per quasi tutti i settori d’attività, ad eccezione dell’alimentare, che ha registrato un incremento del +7,1 per cento. Le diminuzioni tendenziali più marcate hanno riguardato il comparto dei metalli e prodotti in metallo (-25,8%), delle macchine utensili (-23,6%), delle macchine elettriche ed elettroniche (-21,1%), del legno e del mobile (-20,7%) e delle altre imprese manifatturiere (dove prevale il settore orafo) (-20,6%). In linea con la media regionale le performance del tessile-abbigliamento-calzature (-16,5%) e della gomma e plastica (-16,2%). Dinamiche meno accentuate per l’industria del marmo, vetro, ceramica e altri minerali non metalliferi (-6,7%) e per l’industria della carta, stampa ed editoria (-3,5%).

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