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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘professione’

Professione separata: Una commedia scritta e diretta da Salvatore Scirè

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2021

Roma. Dal 27 al 31 ottobre Teatro Tirso de Molina Via Tirso, 69 Tutti i giorni ore 21; domenica 17 Prezzi biglietti: Mercoledì – Giovedì Intero € 15 Ridotto € 13 Venerdì – Sabato – Domenica Intero € 18 Ridotto € 15. In questo lavoro ormai collaudato, l’autore continua ad esplorare il variegato mondo della coppia, ma stavolta lo fa mettendo a fuoco un momento assai particolare, quello della separazione; evento, peraltro, che nel caso specifico viene visto soprattutto come possibile fonte di“business” da parte della moglie, tra l’altro anche vogliosa di… trasgredire! Purtroppo i famosi “conti”, fatti insieme a un’avvocatessa specializzata in diritto di famiglia, alla fine non torneranno, anzi, tutti gli equilibri salteranno in aria come tanti birilli.La pièce si tinge anche di alcune punte di amarezza, mentre situazioni paradossali conferiscono a tutta la scrittura una forte comicità, fino a una conclusione che sembrerebbe scontata, ma così non è: le sorprese, infatti, non mancano, fino all’ultimo istante! Il cast di grande spessore si arricchisce ulteriormente grazie ad un originale “cammeo”: la parte della “giornalista” (che, in video, interagisce curiosamente con gli attori) è affidata a Manuela Lucchini, simpatica e bravissima conduttrice del TG-1, la quale, per amicizia, ha accettato di partecipare a questa esaltante avventura artistica. Una commedia che spinge a ragionare, lasciando un forte messaggio positivo. Un’analisi superficiale potrebbe farla apparire come “maschilista”, ma così non è: l’autore Salvatore Scirè, infatti – seguendo proprio i paradossi e le iperboli caratteristiche della satira – punta il dito verso i comportamenti di alcuni soggetti, regalando al pubblico qualche utile “pillola” di saggezza, accompagnata da svariati flash di simpatica erudizione; facendo divertire il pubblico, ma soprattutto invitandolo a riflettere.

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Impatto intelligenza artificiale su professione medica

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 ottobre 2021

“L’argomento al centro di uno degli importanti appuntamenti di questo congresso è l’intelligenza artificiale e l’implicazione che il suo prepotente ingresso, anche in ambito medico, comporterà per la nostra professione”. Lo ha dichiarato alla Dire il vicepresidente vicario Cimo, Sergio Barbieri, durante la seconda giornata di lavori del 32° Congresso nazionale elettivo del sindacato che da 75 anni rappresenta I medici, i veterinari e gli odontoiatri, in servizio e in quiescenza, del Servizio sanitario nazionale. L’evento, dal titolo ‘Cimo, un grande passato, un futuro da protagonisti’, è di scena fino a domani a Roma. “Il sogno dell’intelligenza artificiale- ha aggiunto Barbieri- è vecchio come l’uomo. A partire da ‘Pigmalione e Galatea’ per proseguire con ‘Frankenstein’ di Mary Shelley, oppure con il computer HAL 9000 di ‘2001: Odissea nello spazio’, l’uomo ha sempre cercato di sviluppare questo tipo di tecnologia come aiuto nelle proprie attività quotidiane, data la grande capacità di calcolo che queste metodiche hanno”. Barbieri ha infine sottolineato che “il problema è che adesso, essendosi sviluppata molto di più con l’arrivo delle reti neurali, l’intelligenza artificiale assume contorni che non erano stati previsti all’inizio e che potrebbero avere delle ripercussioni anche sulla nostra attività quotidiana”.

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Il futuro della professione infermieristica

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 luglio 2021

La Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche incontra le Organizzazioni Sindacali.Proseguendo nell’impegno preso nel programma quadriennale della FNOPI di promuovere con i sindacati, nel rispetto delle rispettive prerogative, una sinergia funzionale allo sviluppo e riconoscimento della professione infermieristica all’interno dei contratti pubblici e privati e all’interno dell’organizzazione del lavoro.Nell’incontro con Cgil, Cisl, Uil e negli incontri con FSI Usae e Nursind, la Federazione ha analizzato e condiviso con i sindacati sulla necessità di una sinergia al confronto e al fatto che gli infermieri meritano nel ridisegno della professione e nelle politiche contrattuali un riconoscimento maggiore di quello attuale.Obiettivo: una collaborazione e un supporto proattivo alla crescita della professione anche dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro, del trattamento economico e della carriera.FNOPI ha ricordato a questo proposito l’erogazione delle indennità di specificità, il tema del vincolo di esclusività, , lo sviluppo contrattuale delle specializzazioni, la salvaguardia degli incarichi delle funzioni di organizzazione.A questi argomenti si aggiunge anche l’opportunità la necessità del superamento dei limiti di legge alla costituzione dei fondi contrattuali adeguati a per dare risposte adeguate alla professionalità infermieristica.E non è mancata l’attenzione a standard per staffing – l’organizzazione del personale – adeguati, ma anche al ruolo centrale nel PNRR. In questo senso di attualità il decreto-legge 80/2021 sulle misure urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni, funzionale all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) nel quale gli infermieri riaffermano un ruolo di primissimo piano per quanto attiene al nuovo modello di assistenza sanitaria. Sul tavolo anche i temi della carenza infermieristica (programmazione universitaria, rischi svalutazione, mancate cure ai cittadini, confronto con livelli Europei);; lo sviluppo di dirigenza e management; la gestione e il governo dei processi assistenziali, autonomi, responsabili e proattivi, nei vari contesti di esercizio professionale; particolare attenzione è stata riservata al tema delle strutture socio sanitarie del mondo privato e convenzionato. FNOPI continuerà a programmare incontri con i Sindacati al fine di sviluppare, in un dialogo comune e rispettoso delle reciproche prerogative e priorità, i tempi per trasformare i vari temi sia per inserirli non solo nelle leggi in discussione in Parlamento, che per valorizzarli ai tavoli negoziali per il rinnovo del ccnl 2019-2021

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Gli infermieri a Draghi: “valorizzare la professione”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2021

Crescita professionale degli infermieri con il riconoscimento delle loro qualità assistenziali e dell’autonomia necessaria a garantire servizi e assistenza all’altezza di un Servizio sanitario davvero nazionale, universalistico ed equo.Stop al precariato e alle soluzioni emergenziali per quanto riguarda la carenza di organici, che con la pandemia ha mostrato tutti i rischi che comporta per la salute dei cittadini.Nuova governance e nuovo impulso al sistema sanitario, perché cresca intorno alle persone, con contatti e reti di prossimità per i fragili, senza dimenticare i giovani che hanno ormai altrettanti bisogni e rischiano di trasformarsi in “nuovi poveri”.Il tutto grazie a un diverso utilizzo dei fondi del Recovery Plan e all’applicazione reale e immediata delle previsioni del Patto per la salute, riconoscendo l’essenziale apporto che un sistema multiprofessionale sganciato da modelli ormai obsoleti può dare alla crescita non solo della cura e dell’assistenza, ma anche della prevenzione e della tutela reale delle fragilità.La Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI), nella sua lettera di benvenuto al premier Mario Draghi, illustra le basi della crescita professionale e del sistema sanitario, con precisi riferimenti agli paesi europei e offrendosi come partner primario per la crescita e la definizione di nuovi modelli che dovranno caratterizzare il sistema salute.“Siamo certi – si legge – che grazie alla Sua prestigiosa esperienza, saprà dare nuova linfa alle strutture e ai professionisti sanitari che fino a oggi hanno fatto di tutto per garantire l’altissima qualità del nostro Servizio sanitario nazionale, ma che ormai sono allo stremo sia economicamente, nonostante le risorse impegnate per la pandemia e le previsioni non del tutto risolutive del PNRR, sia, soprattutto, dal punto di vista degli organici, con gravi ripercussioni non solo sui servizi, ma anche sull’assistenza ai cittadini”.“Gli infermieri – spiega la lettera – nella pandemia si sono dimostrati essenziali per l’assistenza ai pazienti altrimenti soli nelle corsie Covid, si dimostrano fondamentali per il supporto ai malati cronici come sottolineano anche le associazioni di cittadini-pazienti che li rappresentano, sono i naturali controllori della salute scolastica e dell’educazione sanitaria, rappresentano la punta di diamante delle strutture vaccinali, anche se rispetto alle vaccinazioni per la pandemia è stato finora rallentato il loro apporto e intervento”.“Finora – continua la lettera a Draghi – si è parlato più volte, d’intesa con le Regioni, di assicurare un piano di assunzioni straordinarie di medici e infermieri e integrare i servizi sanitari e sociosanitari territoriali, ma la maggior parte di queste intenzioni è rimasta per adesso sulla carta.Si tratta di valori e azioni fondamentali per le quali la FNOPI da anni si batte per dare nuove speranze agli oltre 454mila professionisti infermieri che rappresenta, quale maggior ordine professionale del paese.Professionisti che – conclude – da anni, sono in attesa di una nuova organizzazione del lavoro che riconosca l’alto livello di professionalità ormai raggiunto, cancellando le attuali difformità che non consentono spesso di far gestire nel modo più corretto e meritocratico il personale nelle aziende pubbliche e private accreditate con il Servizio sanitario pubblico”.

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Infermieri e la specificità della professione

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

La competenza e la responsabilità peculiari che il sistema sanitario richiede agli infermieri deve trovare un adeguato riconoscimento sul piano giuridico ed economico.Questo il tema centrale affrontato in un incontro tra la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) e i sindacati Fials, Nursing Up e Nursind.Nell’incontro si è approfondito il tema del grande riconoscimento che è stato accordato dai cittadini e dalle istituzioni agli infermieri nella prima ondata pandemica per quello che sono riusciti a garantire ben al di là dell’obbligo contrattuale, a cui non è seguita una conseguente riconoscimento con atti concreti e nemmeno con progetti da porre in essere.In questa seconda ondata, che appare ancora più pesante della prima, il sistema ha bisogno ancora della competenza, responsabilità degli infermieri: quali strumenti possiamo attivare per avere garanzia di un riconoscimento concreto? Su questo si sono formulate differenti ipotesi e si è attivato un virtuoso confronto che continuerà nei prossimi giorni.Tutto questo nel perseguire obiettivi comuni che partono dalla specificità della professione infermieristica: specificità che non può più essere sottaciuta o non accolta. Altro tema approfondito è quello della carenza di infermieri e di una programmazione realizzata sempre nella sostanza con criteri in grado di non cogliere le vere esigenze dei cittadini. Anche su questo si è concordato che si deve cambiare pagina, la pandemia ha drammaticamente messo in evidenza questo deficit e da questo punto di vista la presa di consapevolezza può dare l’opportunità di un vero cambiamento di prassi.

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Scuola: Progressione di carriera e valorizzazione professionale

Posted by fidest press agency su sabato, 18 gennaio 2020

Marcello Pacifico, presidente Anief, intervistato da Teleborsa: “Necessario rivolgersi al tribunale del lavoro per chiedere e ottenere ciò che spetta i mancati aumenti” Ricostruzione di carriera, istruzioni per l’uso. L’ufficio legale del giovane sindacato rappresentativo Anief ha vinto i ricorsi in Cassazione e consiglia nel dettaglio cosa fare per ottenere, come spiega il presidente nazionale Marcello Pacifico in un’intervista alle telecamere di Teleborsa, “quella valorizzazione professionale che non hanno avuto. È molto importante partecipare alle mille assemblee che Anief terrà nel 2020. C’è una prescrizione quinquennale sulla parte economica, decennale sulla parte giuridica, spiegheremo anche questo”. Bisogna rivolgersi ad Anief per una consulenza e comprendere “la necessità – aggiunge il leader di Anief nel corso dell’intervento – di dover fare un ricorso gratuito al tribunale del lavoro per recuperare da cinquemila a quindicimila euro per i mancati aumenti relativi alla progressione di carriera che ognuno avrebbe dovuto avere. Questo non riguarda solo la ricostruzione di carriera. ma anche gli scatti di anzianità durante il precariato. E si pensi alla Cia per il personale ATA per le supplenze brevi e ai risarcimenti danni per l’abuso dei contratti a termine”.

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“I doveri del giornalista. Etica professionale & servizio alla società”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 dicembre 2019

E’ il titolo del volume a cura di Antonino Piccione e Giovanni Tridente, edito da Amazon e in distribuzione in questi giorni, sia cartaceo che eBook.”Continuare a studiare con umiltà e operare con onestà e accuratezza per contribuire, da giornalisti, a costruire una società più rispettosa e più libera”, si legge nell’incipit della pubblicazione.Il testo raccoglie i frutti della Giornata I doveri del giornalista per una società migliore del 29 ottobre 2019, promossa dalla Facoltà di Comunicazione Sociale Istituzionale della Pontificia Università della Santa Croce e dall’Associazione ISCOM – Promozione della Comunicazione Istituzionale.Si tratta di una iniziativa di studio e di formazione professionale che ha voluto riflettere sul ruolo e la responsabilità dei giornalisti e degli operatori dell’informazione e della comunicazione, in una fase attraversata da vorticosi cambiamenti nella professione e segnata dalla polverizzazione dell’offerta editoriale e informativa.Tre le chiavi di lettura – sociologica, etica e giuridica – e indicazioni pratiche, con particolare riferimento all’ambito ecclesiale anche alla luce del Magistero di Papa Francesco e delle più recenti iniziative per un’informazione volta al bene comune e al rispetto della persona, tra cui la Carta di Assisi, primo manifesto internazionale contro i muri mediatici e l’uso delle parole come pietre.Vengono pubblicati i contributi dei Relatori, con il proposito di condividerli con chiunque abbia a cuore il ruolo e la funzione del giornalismo, chiamato oggi a riscoprire i propri fondamenti etici, deontologici e professionali per rintuzzare la crisi di credibilità oltre che economica che ne minaccia la stessa esistenza, e per restituire smalto, dignità e orgoglio a un “mestiere” essenziale per la realizzazione di una democrazia compiuta.Testi di Norberto González Giatano, Massimiliano Padula, Angel Rodríguez Luño, Anna Masera, Ruben Razzante, Assunta Corbo, Raffaele Buscemi, Paola Springhetti, Andrea Tornielli, Giovanni Tridente, Hans Zollner, Uriel Perugia, Enzo Fortunato. Antonino Piccione – Giovanni Tridente (eds.) I DOVERI DEL GIORNALISTA Etica professionale & servizio alla società pp. 172, Amazon 2019
ISBN: 978 1710821482 € 12,50.

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Infermieri: Le problematiche della professione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 novembre 2019

Recupero della Retribuzione individuale di anzianità, esclusiva della dirigenza infermieristica, intramoenia, accesso al Servizio sanitario nazionale e alla direzione di struttura complessa, interventi sulle piante organiche dei ministeri per garantire la presenza dei rappresentanti della professione infermieristica tra i dirigenti, riequilibrio del ruolo di dirigenza e delle funzioni dei Coordinatori infermieristici con la loro valorizzazione all’interno delle strutture, sistema di classificazione, graduatorie, normativa concorsuale.Un lungo elenco di problematiche che la presidente della Federazione degli ordini delle professioni infermieristiche Barbara Mangiacavalli e il portavoce Tonino Aceti hanno illustrato al ministro della Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone e al Capo di Gabinetto del ministero, Guido Carpani.Argomenti e posizioni necessarie per garantire un bilanciamento della professione infermieristica all’interno degli organici non solo della dirigenza del Ssn, ma anche a livello di gestione clinica e manageriale delle strutture.Argomenti su cui il ministro ha manifestato la sua disponibilità a collaborare – soprattutto sui temi che riguardano l’accesso al Ssn, ma non solo – se naturalmente riceverà l’input dal ministero della Salute, che vigila su tutte le professioni sanitarie.Poi la Pubblica Amministrazione concorderà anche con le Regioni “datori di lavoro” oltre che con la Salute i passi necessari a dare il supporto alle richieste/proposte FNOPI, perché si realizzino nel più breve tempo possibile.
“Ci auguriamo quindi – ha detto la presidente Barbara Mangiacavalli – che il ministero della Salute prenda in carico rapidamente anche le questioni di cui abbiamo parlato con il ministro Dadone, perché si possano sbloccare una serie di situazioni che oggi non riconoscono pienamente il ruolo, la funzione e la professionalità ormai raggiunta dagli infermieri”.

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I giovani infermieri nella professione: Uno “scatto” tra i millensials

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 novembre 2019

Insoddisfatti per lo stipendio soprattutto perché non è adeguato alle responsabilità, gli infermieri millenials sono invece soddisfatti per la loro formazione e per il rapporto con gli infermieri senior. Non hanno problemi di occupazione, ma si rendono conto che il loro posto migliore sarebbe quello su un territorio e in una residenzialità che ancora resta indietro. Anzi, ciò che vorrebbero sarebbe proprio una maggiore formazione in questo settore come in quello dell’area critica per far fronte alle emergenze dove già sono una punta di diamante e vorrebbero che questo avvenisse con vere e proprie specializzazioni.E’ il quadro che emerge da un sondaggio della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche che con settori specializzati – questo è, appunto “Fnopi Giovani” – sta tracciando il profilo completo della professione infermieristica e delle sue esigenze che nascono e derivano dai veri bisogni di assistenza dei cittadini.Al sondaggio ha partecipato un campione statisticamente significativo di giovani infermieri: l’età media delle donne è di 26,4 anni, quella degli uomini 25,9.Per la maggior parte (66%) si sono formati nelle strutture universitarie del nord del Paese, il 18% al centro e il 16% al sud.
I più hanno conseguito la laurea tra il 2013 e il 2018 e il 34% di loro ha acquisito anche una formazione post-base (laurea magistrale/specialistica, master di primo livello prevalentemente nell’area emergenza/urgenza, chirurgica, territoriale wound care, management).Per il 76% l’esperienza lavorativa va da 2 a 5 anni, solo per il 12% è superiore ai 5 anni e solo il 7% è in attesa di occupazione: il 13% è libero professionista, l’80% lavora in strutture pubbliche e private con contratti a tempo determinato (pubblico 14%, privato 16%) e a tempo indeterminato (pubblico 29%, 21% privato).Non c’è un ambito operativo che prevale: le percentuali vanno dal 5% per l’area della salute mentale al 21% dell’ambito sociosanitario/residenzialità (10% territorio, 14% area emergenza/urgenza, terapia intensiva, 16% ambito chirurgico, 20% ambito medico).L’ambito clinico lavorativo in cui si registra maggiore soddisfazione da parte degli infermieri è quello dell’emergenza urgenza e terapia intensiva, settore notevolmente ambito anche da coloro che lavorano in campo medico e chirurgico.L’82% dei professionisti lavora nella regione in cui risiede, il 5% farebbe un’esperienza all’estero.E tra i criteri che hanno orientato la scelta alla professione, motivazioni economiche a parte, c’è anche il bisogno di accrescere competenza ed esperienza.
“Il risultato della survey – spiega Nicola Draoli, responsabile per il Comitato centrale della Federazione del settore “Fnopi Giovani” – mette in evidenza anche criticità legate alla qualità dello specifico posto di lavoro: è l’organizzazione dei servizi che spesso non va. L’indagine è comunque uno sprone per i livelli organizzativi a riqualificare velocemente i setting di lavoro residenziali territoriali per renderli attirativi e adeguati alla professione così come si rende necessario lavorare fin dal percorso formativo di base su un maggior orientamento alla territorialità e non solo al settore dell’area critica”.

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Incontro Aran: Pronti a valorizzare la professione dei lavoratori della scuola

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 giugno 2019

Presso l’Aran ha avuto luogo l’incontro tra le confederazioni sindacali per il rinnovo degli accordi quadro su comparti aree e rappresentatività. Teleborsa ha intervistato il presidente nazionale del giovane sindacato, divenuto rappresentativo in occasione delle elezioni Rsu 2018, Marcello Pacifico. Pacifico ha affermato che, in occasione dell’incontro, “alcune confederazioni come CGIL e CISL hanno chiesto di approfondire la questione sul rinnovo dei comparti e delle aree, mentre tutte le altre organizzazioni confederali, tra cui CISAL e anche la stessa CONFEDIR, hanno preso atto e tutti quanti hanno chiesto un impegno preciso per certificare quello che ormai è sotto gli occhi di tutti. Infatti è stato chiesto all’Aran di certificare questi dati che sono ormai emersi, in modo da affrontare nuove relazioni sindacali che rispettino la volontà di chi si iscrive a un sindacato, di chi vota un rappresentante sindacale, cioè sostanzialmente che rispettino le semplici regole democratiche, scongiurando il rischio di possibili danni o perdite di tempo per ragioni di convenienza”.”Anief nella delegazione Cisal era presente, così come Udir nella delegazione Confedir, ed entrambi i sindacati sono pronti a portare avanti le istanze di tutto il personale della scuola docente, educativo e Ata ma anche dirigente per valorizzare la professione e fare in modo che nella scuola si parli di contenuti che portino a un miglioramento dei servizi anche per il cittadino”.

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Gli infermieri senesi invitano i cittadini a scoprire la loro professione

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 Maggio 2019

Siena venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 maggio anche nella città del Palio si celebra la Giornata Internazionale dell’Infermiere, un appuntamento che ogni anno unisce idealmente 13 milioni di infermieri che operano in tutto il mondo.Una data scelta a livello mondiale per ricordare Florence Nightingale (nata appunto il 12 maggio 1820) fondatrice delle Scienze infermieristiche moderne, ancora oggi punto di riferimento per chi svolge questa professione.
Si comincia venerdì 10 maggio alle ore 14.30 quando nella sala convegni di Palazzo Patrizi si svolgerà un convegno aperto al pubblico e dedicato al lavoro infermieristico e, in particolare, ai primi venti anni dalla legge 42/99.
Sabato 11 invece gli infermieri saranno in Piazza Gramsci e domenica 12 maggio in Piazza Matteotti dove, dalle ore 10 alle ore 14, in un spazio appositamente dedicato, offriranno ai cittadini informazioni su vari temi legati alla salute quali le malattie sessualmente trasmissibili, le cure palliative e hospice, la donazione di organi e tessuti, la banca del latte e molto ancora.Un modo per raccontare come la loro professionalità abbracci saperi e competenze differenti, frutto di un percorso formativo importante che costantemente viene sottoposto ad aggiornamenti e approfondimenti.”Come ogni anno, in occasione della Giornata Internazionale dell’Infermiere – commenta il presidente di OPI Siena, Michele Aurigi -, vogliamo richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sui valori etici di cui siamo portatori, ma anche raccontare chi è l’infermiere del secondo millennio, come è cambiato negli ultimi decenni e quali sono le potenzialità della professione che, già riconosciute a livello accademico e normativo, migliorerebbero i servizi ai cittadini, ma che non sempre le organizzazioni sanitarie in Italia riescono a cogliere e lasciar esprimere al meglio”.

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“Nuove frontiere della professione farmacista”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 Maggio 2019

Camerino. E’ il tema del convegno in programma all’Università di Camerino venerdì 3 maggio, in occasione del quale sarà inaugurata la Farmacia Didattica dell’Università stessa, realizzata grazie al generoso contributo della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI), che ha promosso, dopo il terremoto del 2016, una raccolta di fondi finalizzata ad iniziative di rilancio di attività di UNICAM nel settore del farmaco.
Le Farmacie Didattiche, che sono abbastanza comuni sia in diversi paesi del Nord Europa, che in Canada e negli USA, sono per lo più assenti nel nostro panorama nazionale e possono diventare un punto di riferimento importante per preparare professionisti pronti, al termine del proprio curriculum di formazione universitaria, ad entrare nel mondo del lavoro. “Sono estremamente orgoglioso di inaugurare oggi questa meravigliosa struttura – ha sottolineato il Rettore Unicam prof. Claudio Pettinari – che rappresenta una importante opportunità, quasi unica in Italia, per la qualità della formazione dei nostri studenti. Ringrazio vivamente la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani per aver scelto di sostenere il nostro Ateneo, così come tutti i docenti della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute, che si sono prodigati per realizzare questo progetto, che ci consente di offrire ai nostri studenti e a quanti sceglieranno Unicam per la loro formazione, un servizio altamente e professionalmente innovativo”.
“Con l’inaugurazione della propria Farmacia Didattica, che è una farmacia a tutti gli effetti, – ha sottolineato il Direttore della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute di Unicam prof. Francesco Amenta – con annesso presidio per piccole preparazioni galeniche, apparecchiature di ricerca all’avanguardia per offrire al mondo della professione soluzioni avanzate, angolo per prestazioni di telesalute e tutti i servizi che possono trovarsi in una moderna farmacia, l’Università di Camerino si pone all’avanguardia nel panorama della formazione dei giovani farmacisti”.
Nella Farmacia Didattica, infatti, gli studenti potranno seguire tutte le fasi del processo di dispensazione del farmaco, ma anche apprendere le basi per offrire ai pazienti consulenze per la fornitura di farmaci da banco, consigli sull’aderenza ai piani terapeutici e tutto quanto un farmacista realizza nella propria pratica professionale al contatto con i pazienti. Oltre che per gli studenti italiani per i quali è previsto, durante l’ultimo anno del corso degli studi, un tirocinio semestrale in una farmacia aperta al pubblico, la pratica della Farmacia didattica potrà essere utile specie per gli studenti stranieri che sempre più numerosi frequentano i corsi di laurea magistrale in Farmacia di Unicam.Tali studenti, infatti, nella Farmacia Didattica, potranno acquisire una notevole esperienza in farmacia, da spendere, poi, quando saranno ritornati nei paesi di origine, ai fini di una pratica professionale di successo.
L’evento, che si terrà presso il Polo di Chimica a partire dalle ore 10, si aprirà con i saluti delle autorità, cui seguiranno interventi di docenti Unicam e di rappresentanti degli Ordini dei Farmacisti. Sarà presente l’On.le Andrea Mandelli, Presidente di FOFI.
Il Convegno ha ottenuto l’accreditamento, per gli esercenti le professioni sanitarie che vi parteciperanno, di crediti del programma di Educazione Continua in medicina (ECM).
La Farmacia Didattica di Unicam è stata realizzata dai docenti del settore che operano nella Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute coordinati dalla prof.ssa Gabriella Marucci, Direttore Vicario della Scuola. La Farmacia Didattica è stata resa più funzionale grazie ai contributi di CSF Sistemi di Anagni, della Farmacia Monte Milone di Pollenza Scalo e della Fondazione Centro Internazionale Radio Medico (C.I.R.M.) di Roma.

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Scuola – Docenti: lettera aperta al Ministro per risollevare una professione in crisi

Posted by fidest press agency su martedì, 8 gennaio 2019

A realizzarla, attraverso un video pubblico, è stato il dottor Vittorio Lodolo D’Oria, tra i massimi esperti nazionali sulle malattie professionali: l’obiettivo è sensibilizzare il titolare del Miur su quattro aspetti dell’insegnamento, sino ad oggi poco considerati dalle istituzioni ma invece centrali per migliorarne l’efficacia. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Sono tutte questioni condivisibili, ad iniziare dallo stress da lavoro correlato, alla base di un numero altissimo di patologie che emergono dopo i 50 anni di età, a seguito dei tanti anni trascorsi dietro la cattedra. Bisogna poi condannare con il massimo rigore tutte le forme di aggressione prodotte verso i docenti pubblici ufficiali. Per quanto riguarda la previdenza, è ovvio che una riforma non strutturale come quella che sta andando ad approvare l’attuale governo giallo-verde non può bastare. Sugli stipendi, il Ministero della Funzione Pubblica, ma anche quello del Mef, devono voltare pagina, riconoscendo prima di tutto il recupero dell’inflazione che si è andata ad accumulare durante gli anni del blocco contrattuale e prendendo come esempio quanto è avvenuto nel settore privato, dove si sono registrati aumenti persino superiori.

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“Prospettive della professione giornalistica e qualità dell’informazione”

Posted by fidest press agency su sabato, 13 ottobre 2018

Roma Giovedì 25 ottobre, alle ore 10, presso l’Ordine dei Giornalisti (via Sommacampagna 19), in un incontro dal titolo “Prospettive della professione giornalistica e qualità dell’informazione”, il prof. Razzante discuterà dei contenuti del libro con:
– Emilio Carelli (deputato Movimento Cinque Stelle)
– Pasquale D’Innella Capano (fondatore Telpress Italia srl)
– Antonello Giacomelli (deputato Pd e vicepresidente Commissione parlamentare di vigilanza Rai)
– Giorgio Mulè (deputato e portavoce Forza Italia)
– Sandro Neri (direttore de “Il Giorno”)
– Antonio Nicita (commissario Agcom)
– Carlo Verna (presidente Ordine nazionale giornalisti)
Ruben Razzante, docente di Diritto dell’informazione all’Università Cattolica di Milano e alla Lumsa di Roma, scrive così ne “L’informazione che vorrei. La Rete, le sfide attuali, le priorità future”, edito da FrancoAngeli, di cui ha curato la pubblicazione e che include scritti di: Marcello Cardani, Elio Catania, Maurizio Costa, Carlo D’Asaro Biondo, Pasquale D’Innella Capano, Luciano Fontana, Giovanni Pitruzzella, Lorenzo Sassoli de Bianchi, Franco Siddi, Antonello Soro e Carlo Verna. “L’informazione che vorrei” intende essere una sorta di manifesto programmatico che spieghi a un pubblico generalista, dal punto di vista degli addetti ai lavori (authority, motori di ricerca, editori, giornalisti, professionisti della comunicazione, manager del settore, esperti), quali saranno gli impegni che Parlamento e Governo dovranno prendere in questi ambiti e quali saranno le sfide più impegnative e avvincenti che attendono l’Europa multimediale e digitalizzata. Nel suo corposo saggio introduttivo e in quello conclusivo, Ruben Razzante analizza le prospettive e gli sviluppi possibili dei media tradizionali e affronta i temi della diffusione in Rete di disinformazione e fake news, della protezione dei diritti in Rete, della valorizzazione della professione giornalistica e della riforma della governance Rai.

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Tossicologo ambientale: professione del futuro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 settembre 2018

Una delle più note fotografie (o fotomontaggi…) di Charles Darwin lo raffigura mentre “fa le corna” con la mano sinistra, visibilmente preoccupato…Forse il Padre delle teorie evoluzionistiche aveva ben compreso il ruolo dirompente che l’Uomo poteva svolgere negli equilibri naturali della Vita, in questo minuscolo frammento dell’Universo conosciuto. L’evoluzione di qualsiasi vivente è infatti il frutto di una “selezione adattativa” ambientale a partire dalla “variabilità genetica” di ogni specie: se consideriamo che la gran parte della biomassa terrestre è costituita da batteri si comprende, alla luce della velocissima capacità di mutare, propria di organismi dalla vita individuale brevissima, come l’impiego sconsiderato di antibiotici possa aver messo in atto una evoluzione rapidissima e drammaticamente incontrollabile delle specie patogene per l’uomo. L’era antibiotica, iniziata con la scoperta da parte di Fleming della penicillina, forse sta già terminando dopo pochi decenni (un tempo infinitesimale nella storia naturale del fenomeno-vita) e già vediamo all’orizzonte “superbatteri” capaci di sterminare la specie umana, insensibili agli antibiotici, anzi, selezionati proprio dagli antibiotici, utilizzati male in Medicina e soprattutto impiegati sconsideratamente in ambito zootecnico. Nel 2050 i morti si conteranno a milioni ma già oggi le infezioni contratte in ambiente ospedaliero uccidono più di infarti e ictus, mente un nemico invisibile, la Legionella, penetra incontrollato ogni ambiente dove ci sia acqua (impianti idrici, impianti di riscaldamento, impianti di condizionamento), arrivando fino ai polmoni in particelle aerodisperse, per sviluppare una forma di polmonite che diventa letale nei soggetti immunocompromessi. Che fare? La strada della ricerca di nuovi farmaci antibatterici è visibilmente senza uscita (e quand’anche se ne sviluppassero sarebbe solo un altro stimolo adattativo per i batteri), restano solo il rinforzo immunitario (coi suoi limiti: molti farmaci utilizzati per le più svariate patologie presentano come effetto collaterale una compromissione dell’immunità) e, soprattutto, la sistematica disinfezione di ogni ambiente a rischio. Nasce per questo il Corso biennale di “Tossicologo ambientale”, forte della collaborazione fra St. George Campus, Scuola di Formazione, e Infinity Biotech SpA, leader mondiale sulle tecnologie di disinfezione. Il prossimo prossimo 21 settembre parte il primo Corso, biennale e riservato a Diplomati e Laureati, certificante e qualificante ad una Professione di crescente e vitale importanza. Il Corso è articolato in 5 livelli, con altrettante attestazioni. Per informazioni scrivere a radamass1@gmail.com (Prof. M. Radaelli, Responsabile del Corso), per iscrizioni visitare il sito della Scuola: http://www.stgcampus.it

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Supplenti a vita, il Miur precarizza i precari

Posted by fidest press agency su martedì, 15 Maggio 2018

Con una Nota ufficiale, pubblicata il 10 maggio, l’amministrazione di Viale Trastevere sancisce l’esclusione dei docenti precari da tutte le graduatorie, a seguito del loro accesso al terzo anno di Fit, con tutte le incertezze del caso: li cancella sia da quelle storiche (GaE e d’Istituto), sia da quelle di “merito” dei vincitori di concorso 2016. La novità rientra nel nuovo sistema di reclutamento e prevede che dopo il superamento del concorso a cattedra si attui un percorso articolato in tre fasi, al termine delle quali si accede al ruolo. Peccato che si tratti di una possibilità e non di una certezza, perché la norma prevede anche che sino all’ultimo momento il candidato all’immissione in ruolo possa essere reputano non idoneo alla professione.
Marcello Pacifico (presidente Anief): Se appare ragionevole cancellare dalla stessa classe di concorso delle Graduatore di merito o delle GaE chi è assunto nei ruoli, appare illogico escludere dei candidati che ancora alla fine del percorso sono soggetti a una valutazione finale. Ancora più assurda appare la loro estromissione dalle graduatorie d’istituto, visto che i docenti di ruolo possono fare supplenze temporaneamente da posti in organico di fatto. Se si vuole davvero abbattere il precariato, occorre dare maggiori opportunità di stabilizzazione ai docenti, dando loro la possibilità di essere immessi in ruolo attraverso più graduatorie e liste di attesa che ogni precario si è faticosamente conquistato. È come se un’amministrazione decidesse di risolvere un problema di traffico cittadino chiudendo le strade vecchie, perché ce ne sono delle nuove sperimentali che nemmeno assicurano di arrivare a destinazione. La verità è che al Miur continuano a prendere le decisioni sul futuro dei lavoratori, in modo unilaterale e sorprendente, chiedendo loro di resettare tutto e ripartire daccapo, con un nuovo corso di formazione iniziale e tirocinio che però non porta certezze. Ecco perché abbiamo deciso di impugnare le cancellazioni illegittime con apposito ricorso al Tar del Lazio.

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La professione d’infermiere e gli equivoci mediatici

Posted by fidest press agency su sabato, 28 aprile 2018

Ci scrive Barbara Mangiacavalli Presidente Federazione Nazionale Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI): “Noi infermieri iscritti a questa Federazione siamo a volte oggetto di errori mediatici che suscitano grande imbarazzo e risentimento nei professionisti: il termine “infermiere” è utilizzato a vario titolo per indicare operatori di altre professionalità quando questi compiono atti e, spesso, illeciti o reati di varia natura. In sostanza nel mondo sanitario sembrano esistere solo due categorie professionali da citare per i media: medici e infermieri. Indubbiamente dopo la prima richiesta di collaborazione agli organi di stampa si è molto ridotto l’utilizzo improprio del termine “infermiere” che tra l’altro con la Legge n. 3/2018, che ha istituito l’Ordine professionale degli infermieri, ha visto inasprire le pene per chi abusivamente si attribuisce questo tipo di professionalità. Abbiamo appurato che spesso questo errore è legato a esigenze di spazio sui giornali o a semplificazioni eccessive da parte di chi in radio, tv o sul web ha necessità di essere compreso in fretta dal grande pubblico.
Ma questa esigenza non può e non deve legittimare l’attribuzione della professione infermieristica a chi infermiere non è. Il fatto è che in questo modo non si facilita la comprensione, ma si rende al contrario ben più gravoso il compito di chi assiste le persone e ben più difficile da parte delle persone con bisogni di salute sapere esattamente a chi rivolgersi.
Il principale fraintendimento dei mezzi di comunicazione avviene quando si utilizza la qualifica di infermiere, attribuendola erroneamente a personale ausiliario, a operatori sociosanitari. Ad assistenti di base o a operatori tecnici dell’assistenza e per questo scrivo a Lei (e tramite Lei a eventuali sedi distaccate della Sua testata) in quanto responsabile di ciò che da essa viene diffuso, per tentare di scongiurare – anche se la testata da Lei diretta non fosse mai incorsa in questo errore – ulteriori pestaggi mediatici nei confronti di professionisti che, per come operano ogni giorno al fianco dei più deboli, certamente non lo meritano.
I professionisti infermieri chiedono quindi aiuto ai professionisti giornalisti con un fine “preventivo”, che può evitare però a noi tutti di essere indicati come responsabili di comportamenti infamanti anche quando siamo estranei ai fatti, cercando così di tranquillizzare la categoria, ma soprattutto di rasserenare la popolazione sul fatto che davanti ha, se sa riconoscerli, professionisti all’altezza dei suoi bisogni e pronti a prendersi cura di lei.
Maggiore chiarezza che eviterebbe tra l’altro lo spiacevole, quanto inutile seppure necessario ricorso a richieste di rettifica a mezzo stampa – da parte della Federazione e/o dei singoli Ordini provinciali – che dal 2017 in poi sono state almeno dieci, anche se il fenomeno è comunque in calo rispetto agli anni precedenti di oltre il 70% dei casi.
Perciò cerchiamo in poche righe di spiegare la differenza esistente tra la professione di infermiere e le altre attività con cui questa è troppo spesso confusa.
Noi infermieri siamo professionisti laureati responsabili dell’assistenza infermieristica che esplichiamo attraverso valutazioni, interventi e certificazioni competenti e autonome in ambito assistenziale, curativo, riabilitativo, preventivo. Abbiamo l’obbligo già in base a leggi precedenti, ma soprattutto per la legge 3/2018, di iscrizione all’Albo professionale tenuto dall’Ordine, per poter esercitare la professione. Conseguiamo master, laurea magistrale e dottorato di ricerca e svolgiamo funzioni cliniche molto diversificate tra loro con numerose specializzazioni, così come funzioni manageriali (dal coordinamento alla Direzione di strutture complesse), funzioni formative e di ricerca in ambito universitario e non. Seppure in forme diverse e con percorsi professionalizzanti diversi esistono poi una serie di figure dedicate sostanzialmente all’assistenza di base, soddisfacimento di bisogni igienici, di eliminazione e di confort domestico alberghiero, e in alcuni casi di pulizia e manutenzione di utensili, apparecchi, presidi usati dal paziente e dal personale medico e infermieristico per l’assistenza al malato. Al di là del loro valore, riconosciuto dagli infermieri e dagli assistiti e, come nel caso dell’OSS in chiara evoluzione, sono ad oggi figure non professioniste, non iscritte ad Ordini, che lavorano su attribuzione dell’infermiere che rimane il responsabile di riferimento diretto. Per fare un esempio molto pratico, seppur forzato, è come confondere all’interno degli istituti scolastici un insegnante con un operatore scolastico (ex bidello)”.
Sono certa che comprenderà la necessità di questo chiarimento e Le chiedo di nuovo collaborazione per fare il “passo finale” visto il trend positivo registrato e per evitare il ripetersi di tali situazioni, lasciando così a noi infermieri la necessaria serenità nell’attività quotidiana in cui ci prendono cura dei pazienti e la certezza che questi ci riconoscano per quel che siamo e non ci guardino con un sospetto legato in realtà all’agire di altre figure non controllate, non responsabili e che noi, come Ordini professionali, non possiamo neppure sanzionare”. Per la cronaca aggiungiamo che la Federazione di cui la Mangiacavalli è presidente ha inteso parlare anche a nome di tutta la categoria professionale costituita da oltre 440000 infermieri italiani.

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“La Politica non è una Professione” di P. Calamandrei

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2018

Milano 16 aprile alle ore 18,30 Auditorium Piero Calamandrei via Correggio 43 presentazione dell’XI volume della collana Diritti • Società • Frontiere – Edizioni Henry Beyle, “La politica non è una professione” di Piero Calamandrei, interverranno Peter Gomez (direttore de “ilfattoquotidiano.it”), Giuseppe La Scala (avvocato), Sandro Neri (direttore de “Il Giorno”), Massimiliano Panarari (docente di Marketing politico Luiss School of Government) e parlamentari ed esponenti del Centrodestra, del Centrosinistra e del Movimento 5 Stelle. L’incontro sarà coordinato da Ruben Razzante, docente di diritto dell’informazione presso l’Università Cattolica di Milano e la Lumsa di Roma. Il volume “La politica non è una professione” di Piero Calamandrei offre considerazioni inedite, pubblicate per la prima volta dalla casa editrice Henry Beyle. Lo scritto del grande giurista, avvocato, politico, scrittore, docente universitario, oltre che uomo di grande cultura, nasceva sotto forma di breve articolo che sarebbe dovuto uscire sulla rivista Argomenti, nell’agosto del 1943, subito dopo la caduta del fascismo, ma non andò mai in stampa.
Partendo dalle acute riflessioni di Piero Calamandrei, uno dei principali artefici della rinascita morale dell’Italia del secondo dopoguerra, relative al senso della politica, ai suoi profili etici e al ruolo di chi occupa posizioni pubbliche, i relatori analizzeranno il fenomeno del declino delle storiche ideologie politiche, cercheranno di rappresentare i possibili scenari futuri e proveranno a rispondere a quesiti molto stimolanti, ad esempio: Possiamo affermare che attualmente chi fa politica oggi sia mosso da una vera passione e non la consideri una semplice professione? Come si può formare la nuova classe dirigente?
“La politica non è una professione” è l’XI libro della collana Diritti • Società • Frontiere, promossa dalla Toogood Society – istituita da La Scala Studio legale nel 2013 per avviare un progetto di formazione culturale – in collaborazione con le Edizioni Henry Beyle. Tale iniziativa unisce la riscoperta di testi dimenticati all’attenta cura tipografica. “La Politica non è una Professione” è stampato in 575 copie numerate su carta carta Cotton Fedrigoni con caratteri Garamond monotype.“Il testo di Calamandrei sembra predittivo di un tema che è stato alla fine centrale nel ricambio della classe politica italiana ma quanto ciò sia avvenuto a vantaggio, o a svantaggio, della qualità della politica lo dobbiamo ancora scoprire. Di sicuro il Paese ha bisogno di competenze e come esse vadano formate e selezionate è forse uno snodo decisivo nel sistema”, ha detto Giuseppe La Scala, senior partner di La Scala.

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Nuova professione: Home Staging

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 luglio 2017

arianna_di_carlantonio.jpgC’è una professione nata negli USA che si sta affermando sempre di più anche in Italia, e l’Abruzzo non fa eccezione. Si tratta dell’home staging, la valorizzazione immobiliare: con pochi tocchi, tutti temporanei, è in grado di cambiare volto a un’abitazione per farla spiccare tra mille annunci e realizzare una vendita veloce e redditizia. «Gli home stager sono sempre più ricercati, anche qui da noi, perché offrono un servizio che fa la differenza in un mercato immobiliare ancora fermo. Il nostro, poi, è un territorio difficile, perché colpito dal terremoto e dallo spopolamento. Ecco perché, quando si vende casa, è importante mettersi nelle condizioni migliori per attirare compratori. L’home stager fa proprio questo, valorizzando il prodotto-casa»: questo il parere di Arianna Di Carlantonio, home stager di Teramo (https://www.facebook.com/habitathomestaging) e membro di Home Staging Lovers, l’associazione professionale nazionale che riunisce un centinaio fra i migliori home stager italiani.
Arianna Di Carlantonio ha 35 anni e ha intrapreso la carriera di home stager dopo gli studi in interior design allo IED di Roma. Originaria di Montorio al Vomano, ora ha la sua attività a Roseto degli Abruzzi e lavora in tutta la provincia di Teramo. Il lavoro di Arianna è “mettere in scena” la casa per attirare i potenziali compratori. Interviene su abitazioni vuote o arredate e le sistema in modo mirato per la vendita, progettando solo interventi temporanei. Il suo servizio comprende anche un book fotografico professionale.
Per far questo Arianna segue un metodo rigoroso: «Comincio con sopralluogo, un preventivo e un report degli interventi. Poi passo all’allestimento, con i materiali che gestisco con un piccolo magazzino. Normalmente in una settimana, massimo due, concludo il lavoro con la consegna del servizio fotografico, che realizzo personalmente». I costi? «Dipendono dalle dimensioni dell’immobile e dalla presenza o meno degli arredi. Per una casa abitata si parte da poche centinaia di euro, superando i 1.000 solo in caso di metrature davvero ampie; per una casa vuota, invece, 1.000 euro è il prezzo di partenza. In ogni caso la cifra richiesta non supera mai il 2% del valore dell’immobile».
Affidarsi a un home stager è un investimento che permette ai proprietari di vendere la casa più velocemente (in media in 58 giorni, contro la i 7,3 mesi che secondo Bankitalia ci vogliono nel Centro Italia per le vendite tradizionali). E si rivela la scelta giusta anche per chi si occupa di micro ricettività: «Sulla costa io lavoro moltissimo su locazioni e case vacanza –conferma Di Carlantonio–. Anche se il territorio è difficile, in Abruzzo ci sono importanti opportunità da cogliere. Ormai le home stager sono un buon numero: ho trovato una rete di colleghe molto preparate e la nostra professione sta diventando sempre più conosciuta e apprezzata». Bisogna acquisire competenze di marketing immobiliare, interior design e fotografia» spiegano Fosca de Luca e Michela Galletti, presidente e vicepresidente dell’associazione, che garantisce ai propri iscritti un percorso professionalizzante in scuole riconosciute e Milano, Roma e Bologna. Si parte con corsi base e poi si frequentano moduli specifici, per acquisire competenze nei campi in cui si è meno esperti e per essere aggiornati sugli ultimi trend.
Alcune cominciano a piccoli passi, per reinventarsi o dotarsi di una nuova specializzazione, ma abbiamo anche giovani socie che puntano da subito su questa carriera. Quando ci si costruisce un buon giro e si creano relazioni soprattutto con le agenzie immobiliari, diventa un’occupazione a tempo pieno». (foto: arianna_di_carlantonio)

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Professione docente, malgrado tutto rimane le più ambita

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 luglio 2017

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cÈ record di adesioni per l’inserimento nelle graduatorie degli 8.400 istituti scolastici italiani, valide per il triennio 2017-2020. Questo, malgrado, l’insegnamento in Italia sia malpagato, preveda in media un precariato senza fine e ora pure una formazione triennale, dopo aver vinto il concorso a cattedra, al termine della quale si potrebbe essere addirittura bocciati. Per favorire questo processo di avvicinamento all’insegnamento, lo studio legale del sindacato Anief, subissato di richieste, ha organizzato una serie di ricorsi, al Tar del Lazio, contro le tante esclusioni contenute nel D.M. 374/2017 e la nota Miur di trasmissione prot. n. 25196 del 1° giugno 2017, perché contenenti elementi di ingiustizia e irragionevolezza macroscopici, spesso in contrasto con chiare pronunce della magistratura amministrativa e persino rispetto ai recenti decreti delegati. Medesimo copione per l’aggiornamento/reinserimento annuale delle GaE, i cui candidati puntano all’ottenimento delle supplenze più lunghe, con il giovane sindacato costretto a riaprire i termini per in GaE 2017 sino a dopodomani.Intanto, dai tribunali giungono conferme sulla correttezza della linea assunta: stavolta a fornirle è il Consiglio di Stato che, con un provvedimento cautelare d’urgenza, ha disposto l’immediato inserimento proprio nelle Graduatorie a Esaurimento dei docenti abilitati con Scienze della Formazione Primaria, prevedendo anche il diritto alla stipula nei loro confronti dei contratti a tempo determinato e indeterminato da effettuare già nelle prossime settimane nell’ambito del contingente da oltre 52mila immissioni in ruolo fissate dal Miur.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): nei prossimi giorni, sono previsti nuovi decreti monocratici, sempre da parte del Consiglio di Stato, riguardanti altri ricorsi. Per le ultime impugnazioni contro l’esclusione immotivata dalle GaE, contiamo di ridurre al massimo i tempi, pur considerando le tempistiche non sempre celeri della macchina giudiziaria. L’obiettivo è sempre quello di assistere gli insegnanti precari nel loro percorso di avvicinamento alla cattedra, alla luce anche del sempre maggiore interesse che i giovani laureati italiani mostrano per questa bistrattata ma sempre amata professione.

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