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Posts Tagged ‘professioni’

Il futuro delle professioni culturali

Posted by fidest press agency su martedì, 2 ottobre 2018

Roma mercoledì 3 ottobre 2018 – ore 10.00 Associazione Civita, Sala Gianfranco Imperatori Piazza Venezia, 11 si terrà il convegno “Il futuro delle professioni culturali: cosa cambia, cosa resta” promosso da Confassociazioni e dall’Associazione Civita, in merito a trasformazioni e prospettive nell’ambito delle professionalità legate al mondo dei beni culturali, anche a seguito degli effetti che la tecnologia digitale ha prodotto nel settore.“L’Italia è il Paese più importante del mondo per quantità di beni culturali e ambientali – dichiara Angelo Deiana, Presidente di CONFASSOCIAZIONI – tanto che la UE ha inserito questo nostro settore fra le piattaforme di mercato che potranno maggiormente generare più occupazione e più attività, oggi e nel futuro. Anche considerato che, come afferma il World Economic Forum, il 65% dei bambini attualmente in età scolare, da adulti faranno un lavoro che ancora non esiste. Ci troviamo dentro ad uno tsunami digitale dove il punto di forza, per cavalcare l’onda piuttosto che lasciarsi travolgere, risulta il fare rete sempre nell’essere coesi e propositivi. Una caratteristica, questa, insita nel DNA della nostra Confederazione che da sempre tutela e promuove le professioni, favorendo l’incontro tra i diversi attori del mercato del lavoro. CONFASSOCIAZIONI è convinta che le professioni della cultura si troveranno al centro di questo tsunami. Ecco perché, in questa iniziativa, proveremo a rispondere a una domanda semplice ma strategica: quale sarà il ruolo delle professioni soft della cultura nell’era del digitale e delle professioni hard?”
L’incontro, moderato da Adriana Apicella, Direttore Generale di Confassociazioni e Vice Presidente Esecutivo della branch Cultura Spettacolo e Moda, si pone come momento di riflessione concreta riguardo alle professioni del settore cosiddette “storiche” che ancora resistono e a quelle che ci saranno nel prossimo futuro. Al centro, anche il ruolo della formazione, posta a monte del mercato del lavoro stesso ed oggi quanto mai necessaria per consentire ai nostri giovani di accrescere la propria competitività sul mercato globale.
Questi i temi su cui si confronteranno gli ospiti dell’incontro, con l’obiettivo di analizzare il mercato di riferimento ed individuare condizioni ed elementi necessari per incentivare un dialogo convinto e condiviso sia tra le parti che tra pubblico e privato.
Valorizzare in termini strategici e a lungo termine le possibili sinergie fra competenze diverse a vantaggio del nostro patrimonio culturale, costituisce un’opportunità significativa per la crescita economica e sociale del Paese. Per far questo occorrono, però, maggiori risorse, a cominciare da quelle umane e professionali.

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Le professioni più ricercate del settore finanziario tecnologico

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 settembre 2018

Smart contract e sicurezza informatica, servizi di credito e transazioni digitali. Laddove la finanza incontra il fior fiore delle nuove tecnologie, nasce il settore Fintech, settore in rapido e continuo sviluppo anche nel nostro Paese. Non sono pochi i lavoratori che desiderano entrare a far parte di questo mondo, in cui l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando tutte quelle pratiche finanziarie che per anni sono state refrattarie ad ogni cambiamento, e non si contano nemmeno i professionisti del settore bancario che si sono lasciati alle spalle posizioni magnificamente retribuite per fondare startup Fintech tese proprio a risolvere i punti dolenti del vecchio mondo delle banche.Del resto la domanda non manca: come sottolinea Carola Adami, founder e CEO dell’agenzia di ricerca e selezione di personale qualificato Adami & Associati, “nel nostro Paese stanno sbocciando tante nuove startup e imprese nel settore Fintech, processo che ovviamente comporta un parallelo aumento della richiesta di figure specializzate ai più disparati livelli. Ma se da una parte questa è un’ottima notizia per chi cerca un’occupazione in questo nuovo universo finanziario, non si può non rimarcare il fatto che in molti casi le ricerche di personale delle aziende Fintech restano insoddisfatte, per la mancanza di profili qualificati in grado di sfruttare al meglio le tecnologie digitali per migliorare i servizi finanziari tradizionali”.
Il fiorente settore del Fintech, infatti, non è composto solamente da banchieri e da luminari della finanza, quanto invece soprattutto da giovani capaci di piegare ai propri bisogni le nuove tecnologie.Ma quali sono, dunque, le posizioni più ricercate? Gli head hunter di Adami & Associati non hanno dubbi nell’individuare nel Digital project manager la figura maggiormente ricercata. “Il ruolo del Digital project manager è quello di gestire operativamente sotto ogni punto di vista il progetto del quale è responsabile” spiega Carola Adami, aggiungendo che “si tratta quindi di una figura ibrida tra Finance, Digital e IT, la quale può essere inquadrata con una retribuzione superiore ai 50.000 euro”.I cacciatori di teste confermano poi che, tra gli altri profili maggiormente ricercate tra le imprese del Fintech, figurano i Front-end engineer e i Back-end developer. Le imprese del settore necessitano infatti di sviluppatori capaci di applicare la perfetta conoscenza dei linguaggi di programmazione alle peculiari esigenze del settore finanziario.I processi di ricerca del personale di questo settore si concentrano poi sull’individuazione di figure sales, il che non deve certo stupire: “di fronte al continuo nascere di soluzioni in ambito Fintech è imprescindibile poter fare affidamento su delle figure capaci di illustrare ai clienti i benefici delle nuove tecnologie e i concreti campi di applicazione” spiega Adami.
E non è tutti qui. Tra gli annunci di lavoro che maggiormente si ripresentano in questo settore si trovano anche figure come gli Engineering project manager, gli Analisti e i Team leader.
Questo, del resto, è solo l’inizio. Con il continuo evolversi del settore, infatti, nasceranno nuove esigenze, e quindi nuove ricerche del personale, che dovranno essere soddisfatte attraverso la creazione di nuovi percorsi formativi.Nell’immediato futuro le stesse imprese Fintech che oggi ricercano Project manager e Sviluppatori, infatti, sonderanno il mercato alla ricerca di nuovi e inusitati profili, come gli Esperti di realtà virtuale e i Conversational interface designer. (fonte Fintech)

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Giornata di “Orientamento al lavoro e alle professioni”

Posted by fidest press agency su martedì, 10 aprile 2018

Bari Giovedì 12 aprile, dalle 15,30, la Camera di Commercio di Bari ospiterà alternanzaday, giornata promossa da Unioncamere e dalle Camere di commercio italiane e dedicata al progetto “Orientamento al lavoro e alle professioni”. Vi prenderanno parte dirigenti scolastici, docenti, rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni di categoria, studenti.
Nel corso dell’iniziativa verranno illustrate le modalità di partecipazione delle scuole e degli studenti alla seconda sessione del premio Premio “Storie di alternanza” che riguarderà le esperienze di alternanza realizzate nel I semestre 2018 e ha un ammontare complessivo pari a € 5.000,00. Verrà inoltre:
presentato il Bando 2018 per la concessione di un contributo in forma di voucher per percorsi di Alternanza Scuola – Lavoro a beneficio delle MPMI (micro, piccole e medie imprese) del territorio di competenza della Camera di Commercio di Bari;
illustrato il funzionamento del RASL, il registro dell’Alternanza Scuola-Lavoro per le scuole e accreditamento dei dirigenti scolastici alla piattaforma;
fornite indicazioni sull’utilizzo dei dati Excelsior per l’orientamento alle professioni e ai percorsi di Alternanza Scuola- Lavoro.
Nel corso della manifestazione, presso lo spazio dedicato, i dirigenti scolastici muniti di CNS (carta nazionale servizi), potranno richiedere il rilascio dello SPID (sistema pubblico di identità digitale).

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IX Salone dell’alternanza Scuola-Lavoro e delle Professioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 marzo 2018

Venezia il 21 e il 22 marzo dalle 9 alle 14, nel Magazzino 42 della Stazione Marittima la IX edizione della manifestazione nata per far incontrare studenti delle scuole superiori e mondo del lavoro pensa in grande e fa il salto di qualità. Saranno più di 1000 gli studenti partecipanti, più del doppio dello scorso anno, e un centinaio i professionisti coinvolti. Non più le sale della sede camerale, ma i padiglioni del Magazzino 42, in testa alla Stazione Marittima, ospiteranno l’evento promosso dalla Camera di Commercio Venezia Giulia e realizzato da Aries in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale.
La fiera coinvolgerà gli studenti delle classi quinte delle scuole secondarie di secondo grado di Trieste e saranno 30 gli stand dove Enti (Regione, Comune e Unioncamere) rappresentanze delle imprese (Associazioni di categoria) ordini e collegi professionali, Università, Azienda sanitaria, Istituti Tecnici Superiori (Its) e di Formazione Tecnica Superiore (Ifts), Forze Armate, Protezione civile potranno incontrare gli studenti e fornire tutte le informazioni richieste sulle diverse opportunità di orientamento e di lavoro.
Con la legge di riforma del Sistema Camerale, entrata in vigore a fine 2016, è stato ufficialmente assegnato alle Camere di commercio la funzione di orientamento al lavoro e alle professioni: “Questo è il primo anno che questo lavoro, fatto da 8 anni, è certificato da una nuova legge che formalizza il compito dell’Ente camerale nell’alternanza scuola-lavoro – spiega Antonio Paoletti, presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia -. Il salone è un importante momento per rendere più stretto il collegamento fra formazione-orientamento-lavoro-impresa. Voglio ricordare anche l’importante strumento del Registro dell’Alternanza Scuola Lavoro, la piattaforma ufficiale realizzata e gestita dal sistema camerale, che permette di consultare online gratuitamente una mappa delle imprese e degli Enti disposti ad ospitare gli studenti per un’esperienza formativa”.Sono previsti, inoltre, dei workshop informativi (curriculum e colloquio di lavoro, le professioni più richieste, l’idea imprenditoriale vincente) e workshop settoriali su alcuni settori trainanti per delineare i profili professionali che saranno richiesti sul futuro mercato del lavoro. “Grazie a questi workshop puntiamo l’attenzione su tre settori che conosciamo molto bene e sono riconosciuti come strategici anche dalla Regione: il biomedicale, la filiera del caffè e l’economia del mare – spiega Patrizia Andolfatto, direttore di Aries- Azienda Speciale della Camera di Commercio Venezia Giulia -. Settori che sono o saranno sempre più importanti, in cui sono racchiuse tante figure professionali che i giovani spesso non conoscono, ma che riservono loro opportunità di lavoro. Qui sul nostro territorio”. D’altro canto verrà spiegato anche come compiere, a livello pratico, i primi passi nel mondo del lavoro: “Nulla di nuovo, ma sapere scrivere correttamente un curriculum, sapere come presentarsi a un colloquio di lavoro o ancora da dove partire per mettersi in proprio sono tutti argomenti che affronteremo con i ragazzi con workshop dedicati” spiega Francesco Auletta, Responsabile Area Creazione e Sviluppo d’impresa di Aries.

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Il cattolicesimo e le nuove sfide

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 settembre 2017

vaticanoI temi ricorrenti, e non sono solo di questi giorni, sono quelli che più di frequente appaiono anche sui quotidiani di tutto il mondo e si riferiscono alle coppie di fatto, a matrimoni omosessuali, alla riproduzione sessuale in vitro, ai divorzi e più in generale alle nuove provocazioni di “frontiera” della genetica.
La risposta che oggi abbiamo, sia pure articolata in modo diverso, è quella di generale chiusura per il diverso che si prospetta e con un certo irrigidimento delle posizioni in specie in casa del Vaticano. Non dico, a questo punto, che sia un errore fissare dei paletti oltre i quali presumere che si possa giungere a creare confusione di ruoli e perdita di valori etici e religiosi. Tutt’altro. Vi è, in ogni caso, un margine entro il quale occorre ragionare con più ponderazione.
Il timore è pienamente giustificato da parte di chi pensa che, concedendo qualcosa, si finisca con il far franare il castello che si è costruito in secoli di professioni di fede e di dogmi accertati e riconosciuti validi e sperimentati con successo nel tempo a dispetto degli eventi e della loro mutabilità legata, si ritiene, alle mode e non alle certezze alle quali sembravano ancorarsi.
E’ anche vero che una revisione delle “certezze” va fatta sgombrando il campo dall’idea che taluni considerano la religione un sinonimo di “conservazione”, di “tradizione” e che, in virtù di ciò, non accettano il nuovo per partito preso e non per intimo convincimento. Di certo un grande passo papa Giovanni Paolo II, e in una certa misura i suoi predecessori, l’hanno compiuta sul fronte del riconoscimento dei propri errori nei confronti degli altri credi religiosi, ma è ancora poco se vogliamo dare una visione di una Fede che sappia riconoscere i suoi limiti temporali mentre ci parla del trascendente.
Non dico, però, le cose che dovrebbero essere cambiate o i rigori della dottrina che andrebbero smussati, ma suggerisco che se ne parli sia pure a porte chiuse, ma se ne parli anche nei “palazzi” del potere ecclesiastico perché qualcosa è cambiato tra la gente e quel qualcosa merita la dovuta attenzione ed anche riconoscimento. (Riccardo Alfonso)

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Le nuove professioni digitali nell’universo IT

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

matteo-biancanidi Matteo Biancani, Sales Director di Interoute Italia. Mercato del lavoro, professioni digitali e formazione delle nuove generazioni: in questo periodo storico in continua evoluzione, l’universo IT e il mondo delle TLC si stanno interrogando sulle modalità con le quali impiego professionale da una parte, e nuove tecnologie dall’altra, possano fare sintesi in modo efficiente ed efficace.
Secondo i dati del World Economic Forum, entro il 2020 sette milioni di posti di lavoro nel mondo andranno persi, rimpiazzati da robot e intelligenza artificiale, a fronte dei quali se ne creeranno però due milioni di nuovi e diversi. Un cambiamento epocale che riguarderà ogni settore e ogni lavoratore, specialmente tra i più giovani. Le imprese infatti, nei prossimi anni, considereranno come prioritarie competenze digitali ritenute fino a oggi secondarie, nel valutare le potenzialità dei nuovi profili professionali da assumere. Dal cybersecurity specialist al business intelligent analyst, dal data scientist al data specialist: sono numerose, le figure digitali in crescita. In particolare, nel mondo IT, un ruolo sempre più apprezzato e ricercato è quello del cloud architect. Negli ultimi anni le imprese sono passate dal chiedersi che cosa sia il cloud computing, al domandarsi, piuttosto, quali e quanti possano essere i benefici nel passaggio ai progetti cloud-based. Il cloud architect nasce proprio in questo contesto: è una figura professionale ben specializzata, che ha lo scopo specifico di far capire come il cloud computing possa entrare in un’azienda, in che modo possa modificare lo status quo delle risorse IT già presenti e quale valore aggiunto possa offrire al business. Figura dalla vasta gamma di competenze, il cloud architect è, sostanzialmente, un architetto impegnato nella gestione dei sistemi informatici distributivi che lavora in ambiti specifici: può occuparsi di cloud pubblico o di cloud privato, può operare all’interno dell’orchestrator di un data center o come specialist nelle procedure di programmazione API. Assume un ruolo professionale che ben si discosta quindi dalla figura classica di architetto conosciuto nella sua accezione più tradizionale, perché per essere un buon cloud architect è necessario prima di tutto possedere delle skill IT ben precise. In primo luogo, è data per appurata una forte conoscenza dei principi di enterprise computing, sia dal punto di vista teorico che pratico. Inoltre, fondamentale è possedere una profonda e aggiornata conoscenza dei set offerti dai principali provider cloud, presenti oggi sul mercato. Infine sono considerati un valore aggiunto, sia la comprensione delle soluzioni di on-premises virtualisation, sia una particolare familiarità con la metodologia di sviluppo DevOps per i software. Il profilo professionale del cloud architect è in continua evoluzione, così come nel pieno della sua crescita è il contesto in cui opera. Il suo ruolo è quello di progettare e costruire ambienti cloud scalabili e resilienti, che si adattino il più possibile alle esigenze di business di un’impresa. E sono sempre di più le aziende che oggi hanno la necessità di migrare i propri dati all’interno di un public cloud: un’esigenza che al momento viene soddisfatta attraverso consulenze esterne, che vedono coinvolti singoli professionisti in progetti mirati e a breve termine. Lo scenario, però, sta cambiando. E il prossimo passo per le aziende potrebbe essere quello di assumere a tempo pieno figure professionali come i cloud architect o i cloud engineer, coinvolgendoli nel proprio organico in progetti più strutturali. Le sorti professionali della figura del cloud architect, comunque, non dipendono esclusivamente dalle aziende: molto è legato anche alla formazione dei singoli profili. Un buon cloud architect non deve solamente avere un’accurata conoscenza dei sistemi di cloud computing e delle soluzioni IT più importanti, bensì possedere anche una buona comprensione del back-end e delle sue risorse a basso livello: dalle reti allo storage, fino all’hypervisor, con l’obiettivo di poter fornire alle aziende delle soluzioni sicure, capaci di mitigare i rischi associati alle infrastrutture cloud.
Il ruolo del cloud architect è quindi fondamentale dal punto di vista della sicurezza infrastrutturale così come della riduzione dei costi, ma non solo. Si tratta infatti di una figura professionale particolarmente dinamica, in costante cambiamento, sempre attenta ad adeguarsi all’evoluzione dei sistemi tecnologici. È a tutti gli effetti un facilitatore del complesso processo di trasformazione digitale, che le imprese stanno vivendo. Un esempio che rappresenta al meglio quest’ultima caratteristica è certamente lo spostamento di attenzione, da parte delle aziende, dalle risorse di back-end (come l’hypervisor e l’infrastruttura di rete) alle piattaforme di tipo API-driven. Una trasformazione che vede la figura del cloud architect centrale, perché in grado di gestire direttamente e con maggiore competenza le transazioni end-to-end della piattaforma. (foto: matteo biancani)

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Libro: Le Nuove Professioni Digitali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2015

svolta digitale“Nonostante la trasformazione digitale stia investendo il mercato del lavoro portando numerose professioni a rischio estinzione, altrettante stanno nascendo. Diversi studi mostrano come il rapporto sia a segno positivo. Per cogliere le opportunità dell’innovazione online però, bisogna innanzitutto sviluppare attitudini e qualità inedite: le cosiddette digital soft skills”. Questo il pensiero di Giulio Xhaet, co-fondatore di Made in Digital, docente e coordinatore didattico per la Business School del Sole24Ore. Ne Le Nuove Professioni Digitali, si affrontano di petto alcune domande decisive per gli aspiranti esperti di digitale: su quali abilità dovremmo investire per un percorso di formazione e di carriera?
Il libro fa chiarezza sugli aspetti distintivi e le peculiarità di ogni professione, individuando per ogni figura gli obiettivi da presidiare, l’operato di una giornata tipo, consigliando i migliori percorsi di formazione con cui sviluppare il proprio talento, in Italia o all’estero.Si procede così alla scoperta di alcuni tra i lavori più richiesti dal mercato: dai creatori e curatori di contenuto, ai gestori di Social Media e Community online, dai Digital PR ai Digital Advertiser, dai Web Analyst e gli specialisti di Social Reputation, per chiudere con gli esperti di visibilità sui motori di ricerca (SEO) e i Data Scientist, in grado di guidare le scelte strategiche attraverso l’interpretazione dei dati Ginevra Fidora, social media strategist per La Fabbrica, consulente digital communication e co-autrice del libro, spiega: “Questo lavoro segna anche una rivincita per gli umanisti e le cosiddette lauree deboli. Non troverete righe di codice da studiare in questo libro, bensì strategie e strumenti adatti a comunicatori, creativi, marketer. Insomma, insieme al codice informatico, anche il codice umanistico della rete gode di ottima salute”.Infatti, anche se in tutto il mondo si rileva la necessità di irrobustire l’insegnamento sulle materie cosiddette S.T.E.M., le aziende dimostrano un bisogno crescente di storyteller, scienziati sociali, addirittura psicologi e filosofi.Peculiarità de Le Nuove Professioni Digitali è di essere un lavoro collaborativo.
Ideato e curato da Giulio Xhaet e Ginevra Fidora, è stato sviluppato con il contributo di alcuni tra i più promettenti professionisti italiani.
Giulio Xhaet. Si occupa di strategie digitali e progetti di formazione innovativi da diversi anni. Co-fondatore di Made in Digital e autore de Le Nuove Professioni del Web. È coordinatore e docente per la Business School del Sole24Ore, consulente strategico in Adecco Training, e ha svolto il ruolo di coordinatore didattico per la Ninja Academy. La sua missione è quella di aiutare aziende e professionisti nel trovare la propria “Digital Way”.
Ginevra Fidora. Consulente digital communication & social media strategist per La Fabbrica. È coordinatrice di diversi corsi e docente di community management, digital advertising e strategie di marketing digitale presso istituti di alta formazione in tutta Italia, tra cui IED, Formaper, Sole24Ore Business School.

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Salute. Acoi, Gutgeld ascolti società scientifiche e professioni sanitarie

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 luglio 2015

ospedale-san-camilloDa tempo si parla di tagli, possibilmente lineari perché più semplici da realizzare, ma non si parla di razionalizzare la rete ospedaliera esistente. Partendo dal dato che l’Italia ha un numero di ospedali di gran lunga superiore al Regno Unito a parità di popolazione, si capisce che l’azione efficace è quella di ridurre il numero di ospedali esistenti per migliorare la qualità delle prestazioni nei rimanenti ospedali. Sorge spontaneo il dubbio che alcuni ospedali servano più alla politica che non ai cittadini. Le gare nazionali non possono prescindere dalla qualità dei presidi da acquistare. Come esempio, non vorrei passasse il concetto che la qualità dei guanti chirurgici fosse identica per tutti i tipi di guanti, per cui senza alcun criterio di qualità scelgo al prezzo più basso, per poi magari usare tre paia di guanti per un intervento chirurgico.Per poter razionalizzare il Ssn e’necessario il coinvolgimento nel processo degli operatori sanitari, iniziando dalle Società Scientifiche come ACOI, che hanno fatto della qualità e sicurezza delle prestazioni il loro cavallo di battaglia. Sarà impossibile chiedere agli operatori sanitari di lavorare in condizioni più precarie di quelle attuali, gia’ difficile, e offrire ai cittadini prestazioni meno sicure ed efficaci e magari in tempi ancora più lunghi.
La politica è chiamata a fare delle scelte serie e sarebbe importante sapere quali sono e con chi sono state concordate,per evitare un’ulteriore desertificazione del Sistema Sanitario Nazionale pubblico,senza avere il coraggio di dire di non avere la capacità economica e gestionale di mantenere un Sistema sanitario universale”.
Lo afferma il presidente dell’Acoi (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani) Diego Piazza commentando Gutgeld intervistato da Repubblica.

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“Le nuove professioni in ambito scientifico tecnologico”

Posted by fidest press agency su martedì, 19 maggio 2015

Duomo_e_Battistero_di_ParmaParma Mercoledì 20 maggio, con inizio alle ore 10.30, si svolgerà al Centro Congressi Sant’Elisabetta (Campus Universitario di via Langhirano) l’incontro Le nuove professioni in ambito scientifico tecnologico, finalizzato all’assunzione di laureandi e laureati di tutti i dipartimenti tecnico-scientifico. Sono previsti interventi di Maria Cristina Ossiprandi, Pro Rettrice per l’Area Didattica e Servizi agli Studenti, della dott.ssa Lucia Chierchia Open Innovation Manager di Electrolux, del dott. Filippo Di Gregorio HR Director di Dallara Automobili Spa, di Giovanni Cavallini Purchasing Manager di Ocme Spa, e della dott.ssa Concetta Meola Hr consultant specialist di Divisione Aereospace Quanta. All’incontro parteciperanno anche le classi V dell’Istituto Tecnico Industriale ITIS Berenini di Fidenza, accompagnate dalla Preside prof.ssa Rita Montesissa.L’incontro è organizzato dalla UOS Orientamento, Placement e Tirocini, Rapporti con le Imprese Placement.

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Ruben Razzante nel Comitato Consultivo Permanente per il Diritto d’Autore

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 febbraio 2015

Ruben RazzanteIl prof. Ruben Razzante è stato indicato dalla giunta di Confindustria radio-tv quale rappresentante per il settore “industria radio-televisiva” del Comitato Consultivo Permanente per il Diritto d’Autore ricostituito con Decreto del Ministro dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo del 5 febbraio 2015 e insediatosi il 16 febbraio 2015.Ruben Razzante è Professore di diritto della comunicazione per le imprese e i media, di diritto europeo dell’informazione e della comunicazione e di diritto dell’informazione all’Università Cattolica di Milano, di diritto dell’informazione all’Università Lumsa di Roma e di deontologia giornalistica alla Pontificia Università Lateranense. E’ consigliere d’amministrazione della Fondazione Ugo Bordoni. Collabora come editorialista con alcune testate italiane (“Il Giorno”, “Oggi”, “La nuova bussola quotidiana”) e ha dato alle stampe tre volumi (“Giornalismo e comunicazione pubblica”, “Manuale di diritto dell’informazione e della comunicazione”, “Informazione: istruzioni per l’uso. Notizie, Rete e tutela della persona”), adottati in moltissimi atenei italiani. Ha inoltre redatto alcune voci dell’Enciclopedia dei saperi del giornalista e insegna ai corsi di preparazione all’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione giornalistica e ai corsi di aggiornamento obbligatori per tutti i giornalisti italiani. “Nel prossimo quadriennio – ha dichiarato il professor Ruben Razzante – all’interno del Comitato mi farò interprete e portavoce delle ragioni dell’industria radiotelevisiva, impegnata in una delicata sfida per la protezione del diritto d’autore sulle opere creative, anche di natura giornalistica, resa ancora più difficile dall’incalzante innovazione tecnologica e dalle distorsioni del mercato indotte dalla posizione dominante degli over the top. In questa battaglia epocale per la redistribuzione dei costi e degli utili nella filiera di produzione e distribuzione delle opere creative, anche gli editori di giornali potranno dare un qualificato e autorevole contributo, in armonia con i giornalisti e gli altri operatori dell’informazione e della comunicazione”.(Foto prof. Ruben Razzante).

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Riorganizzazione delle professioni sanitarie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 gennaio 2015

Gilberto Gentili, Presidente C.A.R.DSenigallia (AN). La Confederazione delle Associazioni Regionali dei Distretti (C.A.R.D.) accoglie con favore la previsione di un percorso – tratteggiato nell’ormai noto “comma 566” della Legge di Stabilità – che vedrà la progressiva evoluzione delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, tecniche della riabilitazione e della prevenzione verso l’assunzione di crescenti competenze avanzate e di tipo specialistico.“Il dato fondamentale – afferma Gilberto Gentili, Presidente C.A.R.D. – è già stato esplicitato nell’atto di nascita della Cabina di Regia per le professioni sanitarie, voluta a novembre scorso da Governo e Regioni come luogo di confronto permanente su questi temi: gli infermieri e le altre professioni sanitarie, negli ambiti individuati dagli specifici profili professionali di riferimento, sono già oggi garanti del processo assistenziale. E ciò è vero più che mai nel vasto campo dell’assistenza domiciliare. L’assunzione di competenze e responsabilità crescenti, da parte dei professionisti della salute diversi dal medico, rappresenta al contempo un giusto riconoscimento per questi operatori e un percorso ormai ineludibile verso una gestione condivisa, e quindi sosten ibile, del problema delle cronicità. In sostanza – conclude Gentili – gli operatori dei Distretti sanitari sono convinti che per garantire sul territorio un’assistenza adeguata ai pazienti cronici, e quindi per dar compimento anche alla vocazione dell’ospedale come centro di presa in carico delle emergenze e delle acuzie, le parole chiave per tutti i professionisti della salute debbano essere autonomia e responsabilità, naturalmente fondate sulle necessarie competenze, e quindi anche su eventuali passaggi formativi supplementari” La Confederazione delle Associazioni Regionali dei Distretti (C.A.R.D.) è una libera Associazione senza fini di lucro e senza finalità sindacali, che riunisce le Associazioni dei Direttori, dei Responsabili e degli Operatori dei Distretti Sanitari di tutte le Regioni italiane. C.A.R.D., nel complesso, rappresenta oltre mille professionisti della salute, fra personale medico, personale infermieristico e addetti ai servizi domiciliari.
La Confederazione non esercita né partecipa ad attività imprenditoriali, salvo quelle necessarie per le attività di formazione continua. La sua missione consiste nel promuovere, sostenere e implementare la cultura del cambiamento in sanità, tendente all’umanizzazione dei servizi offerti alla persona, al miglioramento dello stato di salute della popolazione e all’applicazione di modelli gestionali capaci di realizzare l’integrazione, il governo della domanda e accentuare la tutela dei soggetti deboli.

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Le professioni del futuro

Posted by fidest press agency su domenica, 30 marzo 2014

All-Line Advertiser, e-Reputation Manager e E-Commerce Specialist: queste sono solo alcune delle professioni 2.0 che diventeranno, nel giro di qualche anno, tra le più ricercate dalle aziende italiane secondo le stime di Hays Response, la divisione del gruppo Hays dedicata alla selezioni di profili più junior.  Per i professionisti più giovani, il Web 2.0 è una vera e propria miniera di occasioni, che offre loro la possibilità di intraprendere un percorso di crescita altamente qualificante e con ottime prospettive di carriera. Accanto ai profili tecnici e legati al mercato IT come il Web Master, il Web Developer e il Web Designer, negli ultimi anni si sono moltiplicate le richieste per profili ‘ibridi’ soprattutto nell’ambito della comunicazione e del marketing.  Tra i profili più richiesti dalle aziende spicca quella del Community Manager, chiamato a costruire e coordinare le relazioni con gli online stakeholder. Il Web Content Specialist è, invece, un’altra figura chiave che produce contenuti in funzione della piattaforma su cui opera (sito, social network o blog) e al pubblico di riferimento.  Sta acquisendo sempre più importanza anche l’e-Reputation Manager, incaricato di individuare i trend dell’online e di monitorare le opinioni degli influencer. Supporta il management aziendale nelle scelte strategiche relative alla presenza e alle attività in rete il Digital Strategic Planner, mentre l’All-Line Advertiser definisce e realizza le campagne di e-marketing, selezionando e investendo sui media non tradizionali. Infine, sempre più strategico per le aziende votate allo shopping online, l’E-Commerce Specialist trait d’union tra le necessità degli utenti e l’implementazione delle soluzioni tecnologiche all’avanguardia nella vendita online.

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Farmacista: è affare di famiglia?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 luglio 2011

Gran cosa la famiglia, soprattutto se si vuole fare il farmacista, il medico o l’avvocato. Lo conferma una ricerca sulle professioni regolamentate condotta dalla Fondazione Rodolfo Debenedetti e presentata in un workshop ospitato dall’Università Bocconi di Milano: tra i farmacisti il numero dei figli o dei nipoti che fanno lo stesso lavoro del papà o del nonno risulta superiore di 3,5 volte alla media che si riscontra nella più ampia e indistinta platea dei liberi professionisti; esattamente la stessa incidenza che si registra tra gli avvocati e mezzo punto sotto i medici, dove la “trasmissione” del camice è addirittura 4 volte superiore alla media. Lo si può chiamare “familismo” e per gli autori dello studio, che ha misurato l’incidenza delle “dinastie professionali” in undici professioni regolamentate (tra le quali anche notai, giornalisti e commercialisti), rappresenta un gigantesco punto interrogativo rispetto all’efficienza e alla qualità dei servizi che quelle stesse professioni erogano. Il “familismo”, infatti, potrebbe avere effetti virtuosi nel caso in cui «i figli di bravi professionisti ricevono dai genitori formazione e consigli utili a diventare anch’essi bravi professionisti». Rischia invece di diventare nepotismo quando la tradizione familiare si fa soltanto scorciatoia per l’ingresso nella professione, in barba alla meritocrazia e alle finalità stesse degli Ordini, che difendono l’accesso selezionato per garantire standard qualitativi elevati. Dallo studio arrivano stime che sembrano confermare entrambe le ipotesi. Nel caso dei medici, per esempio, il “familismo” pare avere effetti virtuosi, perché dove il fenomeno è più diffuso (Sud Italia e Nord est) si registrano dati sociosanitari migliori. Valutazioni apparentemente opposte per commercialisti e consulenti del lavoro, perché nelle regioni con più forte familismo si associano tassi più elevati di evasione fiscale e liti sul lavoro. Al di là di dati empirici che gli stessi autori prendono con le dovute cautele, lo studio serve ad avviare una seria riflessione sull’istituto ordinistico. «Come indicato anche dal Garante della Concorrenza» ricordano i ricercatori «esistono al momento numerose norme che poco hanno a che vedere con la necessità di garantire un elevato livello di qualità dei servizi offerti nelle libere professioni». In particolare, gli autori invitano gli ordini ridurre il più possibile qualsiasi conflitto di interesse nell’esame di ingresso, « evitando che sia preparato e/o corretto dagli iscritti all’albo che saranno a breve concorrenti diretti dei neo-iscritti». Inoltre, gli albi dovrebbero distinguere il ruolo di garanti della qualità dei servizi offerti dai propri iscritti da quello di organi di rappresentanza della categoria, «magari creando due strutture separate che svolgano in totale autonomia queste due diverse funzioni». (fonte farmacista33)

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Manovra economica e professioni

Posted by fidest press agency su sabato, 2 luglio 2011

Ormai è certo che gli articoli relativi alle (inutili, perché prive di qualunque effetto) liberalizzazioni delle professioni saranno stralciate dal testo del decreto che sarà licenziato dal Consiglio dei Ministri, in particolare grazie all’intervento del Ministro Angelino Alfano. Dunque sono servite le proteste del mondo ordinistico, che aveva coralmente denunciato il “tradimento” degli impegni a suo tempo presi dal Governo, al quale non resta ora che archiviare la brutta figura fatta. Nel comportamento dell’Esecutivo nessuna persona di buon senso è riuscito a trovare una logica; infatti, nel testo iniziale del provvedimento, ci si proponeva di “eliminare entro 4 mesi le restrizioni in materia di accesso” alle professioni, dimenticando che già ora restrizioni non ve ne sono in quanto l’accesso alle professioni è libero ed illimitato ed il sistema tariffario da tempo smantellato. A meno che non si volesse eliminare l’esame di Stato abilitante, ma per farlo occorre una legge costituzionale, trovando detto esame diretto riferimento all’art. 33 della Costituzione! Dunque il primo testo del Governo conteneva norme inutili, prive di effetti concreti ma pericolose, perché assimilavano attività ad elevato contenuto intellettuale (come sono quelle rese dai professionisti ordinistici) ad attività commerciali od artigianali, assolutamente rispettabili ma che sono una cosa diversa. “Il comportamento del Governo Berlusconi-Tremonti -ha detto Roberto Orlandi, Presidente del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati e Capogruppo al CNEL per le Libere professioni- mi ha ricordato quello che ebbe il precedente Governo Prodi-Visco: molti inutili incontri, molte promesse rinviate e poi, all’improvviso, un intervento per decreto-legge, scritto malissimo e senza alcuna consultazione preventiva. Allora, nel 2006, fermammo quel Governo con una imponente manifestazione di 40.000 professionisti ai Fori Imperiali e con noi sfilarono molti esponenti di questo Governo e di questa maggioranza, venuti a portarci nell’occasione la loro solidarietà ma, evidentemente, di memoria corta”. Resta il fatto che fra i 2.500.000 professionisti italiani (tanti sono, compresi i praticanti) e l’attuale maggioranza che regge il Paese si è arrivati ai ferri cortissimi.

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Professioni religiose: è tempo di cambiamento

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 marzo 2011

Molti scrivono, altri commentano, altri criticano per ignoranza o per presunzione o per fanatismo, altri riflettono e tacciono. Io penso che parlare di come una religione si esprime, rappresenta i suoi simboli e sostiene i suoi “dogmi” non abbia nulla di disdicevole ma serva ad una maggiore comprensione di ciò che si dice e si tramanda da generazione in generazione. Penso, altresì, che non vi sia chi possa pretendere di avere un titolo in più per sostenere talune argomentazioni rispetto agli altri, per cultura e dottrina, Siamo tutti portatori di una “verità” anche se, a volte, la esprimiamo con concetti poco chiari o la ispessiamo con riferimenti che ai critici possono apparire non autorevoli. Questo cappello si rende necessario per introdurre il discorso su quanto le religioni fanno per cogliere l’attenzione popolare. Di certo sappiamo che vi è stato il tempo per raffigurarle visivamente attraverso le opere di grandi pittori e scultori perché era alta la percentuale degli analfabeti e se si voleva far giungere con efficacia il messaggio religioso non si poteva di certo farlo con gli scritti. E spesso anche la parola non sortiva l’effetto voluto poiché il dotto non riusciva a fare a meno di un frasario che non apparteneva a quello del volgo. In molte di queste figurazioni l’elemento più forte e suggestivo era dato dal “dramma” di una esistenza spesa per la sofferenza come riscatto per una vita migliore che andava goduta oltre i limiti della vita stessa. Così non ci troviamo spesso al cospetto di un Gesù sorridente ma di un Gesù sofferente con in testa una corona di spine e le mani e i piedi inchiodati su una croce. Non abbiamo una madre felice per il suo pargoletto, ma una madre che piange e si dispera mentre vede il figlio morire lentamente per le gravi ferite che gli sono state inferte. Sono due facce dello stesso problema ma esposte in maniera tale che vi sia una maggiore propensione per il “dramma” pur vissuto e pur grave. Credo che tutto questo se può aver avuto una ragione, anche se in proposito nutro seri dubbi, per un popolo di fedeli in gran parte analfabeta, oggi lo è meno che mai per ragioni culturali ma anche per un più aperto confronto laicista. Oggi le conoscenze che abbiamo e che ci aprono la strada alla comprensione di molti aspetti della vita che ci apparivano emblematici, solo una manciata di anni prima, non ci permettono di soffermarci sull’emotività di un racconto, ma di valutarne lo spessore vagliandolo criticamente e con i nuovi strumenti d’indagine che disponiamo. In altre parole non ci soddisfa più chi ci dice: all’incomprensione di un certo fatto dobbiamo crederci e non porci altre domande. Un’accettazione passiva che non può essere ammessa sic et sempliciter. Ne va della nostra intelligenza, del nostro spirito critico. Ecco perché sento di rivolgermi ai pastori di tutte le chiese del mondo invitandoli a parlare di una religione meno burocratica e formalista e per riportarla nell’alveo della fede che rifugge dalla spettacolarità ma vede le cose per quelle che sono: un valore che ognuno di noi deve spendere nella sua intimità. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Per un volontariato delle professioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 gennaio 2011

Esiste una aspettativa che non può essere soddisfatta per una serie di ragioni, Penso ai tempi di attesa che un mutuato deve attendere per una visita specialistica o un accertamento diagnostico strumentale. In questo senso va un progetto della Fidest di “volontariato medico” in specie per rinforzare i pronti soccorsi ospedalieri con i medici in pensione, di famiglia, liberi professionisti e gli ospedalieri fuori servizio. Lo stesso problema può riguardare altre prestazioni: quelle legali ad esempio a fronte di un costo che non tutti si possono permettere o di un parere di un notaio, commercialista, ecc. Proprio per questa serie di motivi sono nate le associazioni di volontariato, ma non sempre riescono a sopperire il lavoro dei professionisti nel corso della loro attività anche se possono essere sovvenzionati indirettamente dalle assicurazioni, dalle mutue, dalle donazioni o dal cinque per mille et similia. Vi è, ad esempio, una prestazione intellettuale come quella giornalistica, letteraria, di ricerca scientifica e tecnologica che spesso sfugge alla logica di un volontariato organizzato per la sua stessa natura. Su questo fronte vorrei concentrare l’interesse di chi mi legge per suggerire un contributo “a latere” per arricchire le pagine di una piccola testata giornalistica, con la collaborazione di un qualificato professionista che vi possa dedicare qualche ora del suo tempo settimanalmente e a titolo gratuito. Questo perché esiste una piccola editoria che stenta a produrre notizie e, soprattutto, commenti attraverso persone altamente qualificate per il semplice motivo che richiederebbero un costo molto elevato e improponibile. Prendiamo ad esempio l’articolo scientifico, tecnologico, il parere dell’esperto, l’elzeviro e via di questo passo. Questo orientamento vorremmo che fosse opportunamente sviluppato e amplificato nelle sedi competenti con l’ausilio del tam tam dell’informazione, ma anche discusso con eventuali ulteriori suggerimenti pratici. Il fine è chiaro se parliamo soprattutto di assistenza sanitaria: non possiamo permettercela a due marce: quella lenta se è pubblica, e riguarda la maggioranza della popolazione, e quella privata con costi spesso elevati per le famiglie, se si vogliono tempi di attesa brevi e spesso ciò si richiede per obiettive necessità terapeutiche.
Parliamone, chiariamoci le idee e se ne siamo convinti facciamo nostra questa visione e cerchiamo i nostri referenti politici per impegnarli a percorrere tale strada e a concretizzarla, se necessario, legiferando. (Riccardo Alfonso)

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Nuove Professioni dello Spazio

Posted by fidest press agency su sabato, 2 ottobre 2010

Roma. Aperte le iscrizioni al “Master di II livello in Satelliti e Piattaforme Orbitanti”, giunto alla nona edizione. Il corso rientra tra le specializzazioni di eccellenza nell’ambito delle nuove Professioni dello Spazio. Il bando dell’Università la “Sapienza” indica come finalità “un percorso formativo indirizzato a rispondere alle esigenze di formazione avanzata del settore da parte delle agenzie aerospaziali, di organismi pubblici e, più in generale, del mondo dell’impresa interessato all’utilizzo del segmento spaziale per lo sviluppo dei propri prodotti e servizi. In particolare, gli obiettivi formativi del Master mirano allo sviluppo di capacità tecniche e manageriali e allo sviluppo delle professionalità necessarie per soddisfare le esigenze derivanti dalle nuove missioni e relativi servizi e opportunità di mercato, quali quelli relativi all’esplorazione dello Spazio, alla navigazione e all’osservazione della Terra, basati sul supporto spaziale e sulle relative tecnologie”. Il Master è parte integrante di un network internazionale con prestigiosi istituti e centri di ricerca scientifica e tecnologica, il francese ISAE (Insititu Superièur de l’Aèronatique e de l’Espace) di Tolosa e la statunitense Brown University.  http://www.mastersatelliti.it

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Università Parma: accessi e numero chiuso

Posted by fidest press agency su martedì, 31 agosto 2010

il comunicato stampa relativo ai dati sulle domande di accesso ai corsi di studio a numero programmato, sia a livello nazionale che locale, dell’Università di Parma, e sui luoghi in cui si svolgeranno le prove. Si tratta di 13 corsi di laurea, 5 corsi di laurea magistrale a ciclo unico,
1 corso di laurea magistrale e 1 corso di laurea specialistica delle professioni sanitarie (già istituito ai sensi del D.M. 509/99). Risultano in notevole aumento, per l’a.a. 2009/2010, le domande al corso di laurea triennale in Scienze dell’Architettura e ai corsi di laurea triennali delle Professioni Sanitarie. Gli esami di ammissione avranno inizio giovedì 2 settembre con il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia e il corso di laurea in Scienze e tecniche psicologiche, a cui seguiranno venerdì 3 settembre il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Odontoiatria e protesi dentaria, lunedì 6 settembre il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina Veterinaria, martedì 7 settembre il corso di laurea in Scienze dell’Architettura, mercoledì 8 settembre i corsi di laurea triennali delle Professioni Sanitarie e per finire venerdì 10 settembre i corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Farmacia e in Chimica e tecnologia farmaceutiche. Più avanti, martedì 21 settembre, la prova per il corso di laurea in Scienze Motorie, Sport e Salute.

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Professioni sanitarie: iscrizioni ai corsi di laurea

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 luglio 2010

C’è tempo fino alle ore 13 di venerdì 6 agosto prossimo per iscriversi alle prove di ammissione per frequentare i cinque corsi di laurea della Facoltà di medicina e chirurgia dell’Università di Firenze istituiti presso l’Agenzia per la formazione dell’Asl 11: infermieristica, ostetricia, fisioterapia, tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro e tecniche di radiologia medica per immagini e radioterapia. I candidati dovranno compilare la domanda di partecipazione alla prova di ammissione solo ed esclusivamente on line collegandosi all’indirizzo https://ammissioni.polobiotec.unifi.it/turul. La prova di ammissione ai corsi di laurea nelle professioni sanitarie per l’anno accademico 2010/2011 si svolgerà l’8 settembre prossimo presso il Centro didattico Morgagni, via Alderotti 93/c a Firenze (zona Careggi). Il bando per iscriversi ai corsi di laurea nelle professioni sanitarie è consultabile sul sito http://www.usl11.toscana.it, nello spazio dedicato all’Agenzia per la formazione, sotto la voce “Formazione universitaria – corsi di laurea” oppure sul sito http://www.med.unifi.it.

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D.L. sulle libere professioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 maggio 2010

“Un segnale decisamente positivo sul fronte del riconoscimento delle professioni non regolamentate arriva da Benedetto della Vedova e Giuliano Cazzola, deputati del PDL, che hanno presentato alla Camera una proposta di legge di visione europeista che tiene conto del dinamismo delle libere professioni e le riconosce come elemento della leva economica del Paese” lo afferma Francesco Comellini, Presidente di Ancoparl – l’Associazione Nazionale dei Collaboratori Parlamentari – che aggiunge: “Ancoparl, nell’esprimere apprezzamento e piena condivisione sulla proposta di legge che accoglie peraltro alcune delle istanze delle maggiori Associazioni di categoria delle libere professioni quali UNIPROF e Colap e che incardina presso il CNEL il riconoscimento delle professioni non regolamentate, auspica una sua piena condivisione da parte di tutte le forze politiche parlamentari per una sua rapida approvazione.”

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