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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘professionisti’

I medici sono i professionisti più ricchi ma i laureati restano pochi

Posted by fidest press agency su martedì, 11 giugno 2019

I medici si confermano più “ricchi” degli altri professionisti e trovano tutti -o quasi – lavoro a 5 anni dalla laurea; le lauree scientifiche sono una sicurezza per trovare lavoro e, più spesso delle altre, pure buoni stipendi. Tuttavia, i laureati in Italia restano pochi, non abbiamo recuperato i livelli ante-crisi; e persiste una forte migrazione di diplomati nel Sud per studiare negli atenei del Centro-Nord. Il rapporto Almalaurea 2019 presentato nei giorni scorsi non solo conferma, ma consolida i dati presentati tre anni fa Napoli da cui emergeva un gap tra il Sud, esportatore di studenti universitari, e il resto d’Italia. Se dal Nord si sposta il 2,8 degli studenti (a Roma in genere), e dal Centro la mobilità è del 12,2%, al Sud emigra il 26,4% di studenti; di solito tra i diplomati vanno via figli di famiglie facoltose che possono permettersi gli studi fuori sede, la laurea per uno studente del Sud pesa economicamente di più. Ma in quali materie il titolo la ripaga? Intanto, una premessa: dopo la Romania siamo il paese con minore incidenza di laureati, negli ultimi 15 anni gli atenei hanno perso 40 mila matricole, c’è stato un crollo tra 2008 e 2014 del 17% di occupati a un anno per le lauree triennali e del 15% per le magistrali. In assoluto, dal 2003 in poi hanno guadagnato solo le lauree scientifiche, aumentate del 13%. Ora va meglio. Nel 2017-18 c’è stato un aumento del 9,3% di immatricolazioni, dunque una ripresa che però non copre il dato di fondo: in Italia più che all’estero la frequenza universitaria è legata al reddito. Per trovare lavoro, la laurea, di primo o secondo livello, triennale o quinquennale, conta ancora; per trovarlo ricco come vedremo conta il tipo di corso. A cinque anni ha trovato lavoro il 78,7% dei laureati contro il 65,7% dei diplomati, 12 punti in più; ed è più appetibile lo stipendio, ma solo del 3,8%: tra laureati e non, il gap stipendiale è 20 volte più ampio in Germania, ad esempio. Almalaurea, il consorzio di 75 atenei che ha svolto l’indagine su 640 mila ex studenti e 280 mila laureati, ha evidenziato tra 2014 e 2018 una ripresa in termini di posti di lavoro: tra i laureati di primo livello trova occupazione il 72% e tra quelli di secondo, con due anni di studi in più, il 69,4%; i primi sono cresciuti di 6 punti rispetto alla rilevazione 2014, i secondi di quattro punti. Le due categorie a inizio carriera pari valgono, ma va tenuto conto del crollo precedente tra le immatricolazioni a lauree di primo livello che ha diminuito il numero di questi laureati. Se si guarda alle retribuzioni medie, dal 2008 al 2014 quelle dei laureati di primo livello a un anno dal conseguimento del titolo sono salite del 13% a una media di 1169 euro e quelle dei laureati di secondo livello sono salite a 1232 euro, del 14%, nessuna ha però recuperato il gap di circa 20 punti percentuali persi tra il 2004 e il 2014. Tra le professioni, a 5 anni dalla discussione della tesi i medici sono la prima e più “conveniente” in assoluto sia per tasso di occupazione, il 92,4%, sia per stipendio, con 2007 euro mensili netti. In termini di tasso di occupazione sono tallonati da agrari e veterinari che trovano posto a 5 anni per l’89%, laureati chimico-farmaceutici che trovano posto all’88,9%, architetti (86,8%). I laureati giuridici seguono con il 76,7%. I medici fanno un possibile balzo in avanti anche rispetto alla precedente rilevazione del 2013 dove erano però raggruppati con le altre professioni sanitarie e il loro stipendio mensile era 1500 euro circa. Rispetto a 5 anni prima sono salite da 1470 a 1595 euro medi netti mensili le retribuzioni nel chimico-farmaceutico, fisse quelle di veterinari (1380 euro), laureati giuridici (1340 euro) architetti (1376 euro). (by Mauro Miserendino – fonte Doctor33)

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“Professionisti: risorsa per l’Europa”

Posted by fidest press agency su martedì, 14 maggio 2019

Roma 16 maggio, dalle 9,30 alle 13,30 presso il Teatro Quirino in Roma (Via delle Vergini 7)Teatro Quirino in Roma, si terrà l’evento dal titolo “Professionisti: risorsa per
l’Europa”, organizzato da CUP e RPT. Nel corso dei lavori interverranno le forze politiche in vista delle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo previste per il prossimo 26 maggio 2019. I professionisti italiani esporranno le proprie idee e le confronteranno con le proposte della politica sulle materie di maggiore interesse per le categorie e per le comunità territoriali nel corso di 4 confronti moderati e condotti da un giornalista. I temi saranno i seguenti:
– Dimensione economica e sociale. Mobilità e concorrenza
– Lavoro, semplificazione, accesso ai fondi comunitari
– Innovazione, infrastrutture, governo del territorio
– Diritti sociali: qualità della vita, comunità e salute
Ogni confronto vedrà la partecipazione di rappresentanti del CUP e della RPT e di tanti politici. Inoltre, presidenti di ordini e collegi locali interverranno con testimonianze dei territori. Nell’occasione sarà presentato anche il progetto del “Centro Studi delle
professioni”.

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Promuovere le competenze manageriali per i professionisti

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 febbraio 2019

Parma Venerdì 15 febbraio alle 9.30, presso l’aula Congressi dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, via Gramsci 14, si terrà il convegno “Promuovere le competenze manageriali per i professionisti. Una politica per migliorare qualità ed efficienza dei servizi sanitari”.L’incontro, organizzato dal team di Public & Health Care Management dell’Università di Parma “RiForMa”, mette al centro il tema del miglioramento continuo delle competenze manageriali per i professionisti che operano nelle strutture sanitarie.
Al convegno, che verrà aperto dai saluti del Rettore dell’Università di Parma Paolo Andrei, parteciperanno alcuni tra gli esperti di management sanitario di più alto rilievo nel panorama italiano. Saranno presenti, tra gli altri, Massimo Fabi, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, Sergio Venturi, Assessore alle politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna, e i docenti dell’Università di Parma Carlo Signorelli, ordinario di Igiene e sanità pubblica e Antonello Zangrandi, ordinario di Economia delle Aziende e delle Amministrazioni Pubbliche.Si partirà da un documento dal titolo “Professionisti e manager: quali politiche aziendali”, realizzato nel corso del 2018 grazie al lavoro congiunto di un gruppo di docenti del team RiForMa e di esperti e direttori della sanità della Regione Emila-Romagna, in cui si descrive come passare dai progetti alla realizzazione.Il documento, disponibile sul sito di RiForMa, affronta nello specifico il tema delle politiche che le direzioni sanitarie possono mettere in atto per favorire la crescita di professionalità manageriali, individuandone cinque come base per far crescere le organizzazioni con un management solido e capace di generare una organizzazione motivata: “Politiche di budget”, “Sostegno ai leader”, “I 100 progetti”, “Focalizzazione sulla professione”, “Disegno dei ruoli organizzativi”. “La qualità, l’efficienza e lo sviluppo di nuovi servizi rivolti al paziente – afferma Antonello Zangrandi, professore ordinario dell’Università di Parma – non sono casuali e non derivano dalle norme (certo queste possono favorire, creare un “terreno adatto”), ma dall’impegno di chi opera nelle strutture sanitarie: manager e professionisti. Per orientare tutti i professionisti e i manager al miglioramento continuo occorrono innanzitutto risorse sufficienti e poi una grande capacità gestionale e organizzativa. Le organizzazioni sanitarie sono complesse e non si può pensare di organizzare un servizio senza competenze e tecniche innovative. Il 15 febbraio a Parma parleremo di questo, insieme a numerosi professionisti e manager della sanità”.

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I professionisti della salute fanno rete per difendere il Servizio sanitario nazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 gennaio 2019

Medici, odontoiatri, infermieri, farmacisti, medici veterinari, ostetriche, tecnici di radiologia, professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione, della prevenzione e psicologi hanno stretto un’alleanza per lavorare in modo condiviso.In totale, un milione e mezzo di professionisti della sanità che, tramite i loro Ordini professionali, offriranno, tutti insieme, alle istituzioni e alla Politica le loro competenze sulle tematiche che coinvolgono la salute dei cittadini. A 40 anni dalla nascita del Servizio sanitario nazionale l’obiettivo è quello che chi fa la sanità possa essere propositivo per realizzare la massima armonizzazione delle situazioni esistenti, che significa garantire a tutti i cittadini italiani un equo e uniforme accesso alle migliori cure possibili. È quanto è stato deciso ieri a Roma, presso la sede della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, in una riunione congiunta dei presidenti e rappresentanti delle rispettive Federazioni. Due gli obiettivi: aprire una riflessione sui temi caldi della sanità, dalla spesa al regionalismo differenziato e costruire insieme un rapporto continuativo di confronto costruttivo e di proposte condivise. “Quando si parla di salute, noi siamo i professionisti dell’assistenza – è stato detto -. Siamo i portatori di un bagaglio enorme di competenze, che possono essere spese anche sul versante organizzativo e di una rinnovata governance che garantisca la sostenibilità del SSN”. “Oggi tutto avviene senza interpellare chi, ogni giorno, produce la salute e vive la sanità – si è osservato ancora -. Questo non è giusto nei confronti dei professionisti, e lo è ancor meno nei confronti dei cittadini. Ora vogliamo fare rete, per mettere le nostre competenze a disposizione di tutti e per trovare, insieme, soluzioni alle diseguaglianze che affliggono il nostro Servizio Sanitario Nazionale non solo tra una Regione e l’altra ma anche tra aree differenti all’interno delle Regioni stesse”. Uno dei momenti culminanti del percorso avviato oggi sarà il 23 febbraio prossimo a Roma, quando tutte le professioni sanitarie, riunite in un Consiglio nazionale congiunto, produrranno una Mozione a sostegno del Servizio Sanitario Nazionale da consegnare a Governo, Regioni e Parlamento per fare sentire la loro voce nella gestione della Sanità.

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Mercato del lavoro e aspettativa di vita

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

L’aspettativa di vita è in crescita in tutto il mondo e, di conseguenza, la carriera lavorativa delle persone è destinata a durare più a lungo. Il classico percorso professionale in cui il dipendente inizia a lavorare subito dopo aver terminato gli studi per andare in pensione a circa 65 anni è ormai superato. Nel prossimo futuro, i lavoratori si indirizzeranno sempre di più verso un nuovo concetto di lavoro, più flessibile, che permetta di esplorare diverse aree professionali, approcciando più carriere parallele. Secondo quanto emerge dall’ultima edizione dell’Hays Journal, le aziende dovranno adattarsi sempre di più al percorso professionale dei dipendenti che non sarà più lineare, ma “multifase”.I cambiamenti lavorativi richiederanno ai professionisti di riqualificare o migliorare le proprie competenze, per questo la formazione continua diventerà parte integrante del percorso professionale di qualsiasi lavoratore. L’istruzione non si fermerà nel momento in cui si comincia a lavorare, bensì sarà necessario continuare ad aggiornarsi durante tutto il proprio percorso professionale.Secondo gli esperti Hays, la carriera “multifase” diventerà la norma nel prossimo futuro e le aziende non dovranno farsi cogliere impreparate, assicurandosi di avere sempre a disposizione talenti e skill necessari per essere competitive sul mercato. Per adattarsi a questi nuovi modelli di carriera, imprese e organizzazioni dovranno:
1. Garantire la flessibilità. La maggior parte degli attuali contratti di lavoro non garantisce molta flessibilità ai dipendenti che, sempre di più, vorrebbero poter gestire in modo più autonomo i propri orari di lavoro, dedicandosi ad altre attività, oltre alla propria occupazione principale. Offrire una maggiore flessibilità ai dipendenti permetterà alle aziende di mantenere a bordo i professionisti più qualificati.
2. Investire sulle competenze. Le imprese dovrebbero incoraggiare i propri dipendenti a migliorare le proprie competenze e, addirittura, a riqualificarsi per soddisfare il proprio desiderio di acquisire nuove skill, assumere un ruolo diverso in azienda e dare slancio alla propria carriera. In questo modo, le imprese avranno a disposizione lavoratori più qualificati, in grado di ricoprire diverse posizioni in azienda.
3. Creare una cultura del cambiamento. Sono le aziende per prime a dover incoraggiare i dipendenti alla crescita e al cambiamento, mostrando loro tutte le possibilità di carriera disponibili all’interno dell’organizzazione. Se l’azienda è in grado di supportare i dipendenti che desiderano acquisire nuove competenze ed esplorare diverse aree di interesse, è più probabile che riuscirà a fidelizzare le risorse maggiormente qualificate, trattenendole in azienda più a lungo.
4. Istituire programmi di “returnship”, training e smart working. Con l’evoluzione dei percorsi professionali, il mercato del lavoro non potrà più essere rigido, bensì dovrà sapersi adattare alle mutate esigenze dei lavoratori. Ad esempio, molti professionisti sono costretti a lasciare il lavoro o ad assentarsi per lunghi periodi per esigenze familiari o personali (maternità, accudire figli piccoli o parenti anziani). Le imprese dovrebbero istituire programmi di “returnship”, ovvero offrire nuove opportunità di carriera a quei professionisti qualificati che hanno sperimentato gap occupazionali e che quindi si sono allontanati per un po’ dal mondo del lavoro. In questo modo l’azienda potrebbe acquisire competenze preziose e il professionista potrebbe rimettersi in gioco professionalmente.
Inoltre, può essere utile avviare programmi di training rivolti ai dipendenti senior che desiderano riqualificarsi professionalmente. Considerato il progressivo aumento dell’età pensionabile, infatti, saranno sempre di più i professionisti alla ricerca di nuove opportunità di carriera anche in età avanzata.Infine, lo smart working dovrà essere una soluzione sempre più utilizzata dalle aziende che desiderano mantenere all’interno del proprio organico dipendenti di talento che faticano a essere presenti in ufficio a causa di impegni familiari e personali.

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Ripartire dal giornalismo fatto dai professionisti per ricostruire l’opinione pubblica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 settembre 2018

Napoli lunedì 24 settembre a partire dalle 14 e 30 presso l’aula De Sanctis dell’Università di Napoli Federico II. Siamo agli albori di un nuovo umanesimo alimentato dall’informazione proprio oggi che lo spazio condiviso è frammentato, aggredito da pensieri populisti e fake news. Sono questi i concetti alla base di “Public Mind: costruzione dell’opinione pubblica nell’era dell’algoritmo”, il tema cui è dedicata l’edizione 2018 di “Nostalgia di Futuro”.
Il titolo della manifestazione è ispirato a Public Mind di Bill Moyers, serie tv che esplora gli Usa degli anni ’90. Nostalgia di Futuro apre di fatto il Prix Italia Rai, l’evento che da 70 anni riunisce tutti i broadcaster del mondo. “Oggi l’opinione non è più pubblica, in quanto ognuno ha la propria, – ha spiegato Derrick de Kerckhove, direttore scientifico di TuttiMedia e Media Duemila – e i giornalisti devono capire che la stessa opinione si è estinta come un fiume non più alimentato”. Si tratta di un problema universale: viviamo in tempi di società complesse e iperconnesse, e per ricostruire la mente pubblica va affrontato un processo di intelligenza connettiva che fornisca nuove regole. A tutti i media è assegnato un ruolo in tale processo, ma il punto giusto da cui ripartire è il giornalismo fatto dai professionisti. Giornali e giornalisti sono difronte ad una sfida epocale: sono loro il nucleo da cui ripartire, contrariamente a quanto le apparenze mediatiche lascerebbero intendere.
“I giornalisti forse non hanno colto il pericolo che l’opinione pubblica consapevole si sarebbe estinta come un fiume non più alimentato – ha continuato de Kerckhove – perché aggredita da pensieri populisti fondati non più su ragioni pubbliche, ma su opinioni emotive di ciascuno. Queste irrompono, in maniera devastante, nella dimensione spaziale e filosofica dell’informazione come desideri di un popolo che spesso non esiste come comunità umana connessa su valori e principi condivisi.Il giornalismo è centrale, in questo momento storico. La televisione, in passato, creava spazio e mente pubblica, oggi il medium dominante è lo smartphone. Con YouTube la gente ha preso possesso del media Tv e ciascuno, da ‘individuo sconnesso’, crea il suo pubblico. Viviamo in un momento di dissenso e divisione; è urgente studiare le fonti utili a recuperare il senso dello spazio condiviso”.Interverranno: Stefano Cuzzilla (presidente nazionale di Federmanager), Ottavio Lucarelli (presidente Ordine dei Giornalisti Campania), Gaetano Manfredi (Rettore Unina), Andrea Riffeser Monti (presidente Fieg), Franco Siddi (presidente TuttiMedia). Dopo l’intervento del sottosegretario all’Editoria Vito Crimi, Derrick de Kerckhove sarà a tu per tu con Laura Bononcini (Facebook), Carlo Bordoni (Corriere della Sera), Claudio Brachino (VideoNews), Fabrizio Carotti (Fieg), Mario Cardoni (Federmanager), Massimo Di Felice (Università San Paolo – BR), Karina Laterza (Segretario Generale Prix Italia Rai), Raffaele Lorusso (Fnsi), Antonio Pescapè (Digita Academy), Silvio Siliprandi (Hoda). La premiazione si svolgerà infine con Valeria Fascione (assessore Startup – Innovazione e Internazionalizzazione Regione Campania), Luigi Bianco (Federmanager), Marina Ceravolo (Rai Pubblicità), Daniela D’Aloisi (Fub), Luigi Rocchi (Rai), Maria Pia Rossignaud (TuttiMedia/Media Duemila), Claudio Silvestri (Segretario SUGS) Carlo Verna (presidente del Consiglio dell’Ordine nazionale dei giornalisti).

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Professionisti e dilettanti allo sbaraglio in politica

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

Da quando vi è stato l’exploit dei pentastellati che nel 2013 hanno portato in parlamento un nutrito gruppo di persone per lo più inesperte negli affari di politica, i loro oppositori si sono riempiti la bocca di ironiche e persino velenose allusioni sulla loro impreparazione. Da allora ad oggi, e a dispetto delle Cassandre di turno, è spuntata una nuova classe politica che se non ci fosse stato l’apporto prezioso del movimento difficilmente avrebbe avuto la possibilità di candidarsi e ascendere alle cariche istituzionali. Diciamo si sono fatti le ossa e gli scranni possono averli scaldati alla pari dei loro dotti colleghi ma non hanno perso la passione per la conoscenza, l’approfondimento e la voglia di fare. Altre leve, in quest’ultima tornata elettorale, si sono aggiunte ai rieletti e non possiamo dire che si stanno adagiando sugli allori. Nonostante ciò i soloni della politica, che trasudano anni di frequentazioni del palazzo e ne conoscono gli angoli più riposti in specie quelli oscuri dove è possibile tramare e non per costruire l’avvenire del paese secondo “coscienza e virtù”, non mancano di lanciare strali velenosi alle reclute e a instillare nell’opinione pubblica il sospetto che sono dei dilettanti allo sbaraglio.
Io che dal 1960 in poi ho conosciuto i tempi della politica e pur non ricoprendo incarichi importanti ho avuto contatti con politici del taglio di Fanfani, Marcora, De Mita, Almirante, Berlinguer e molti altri mi sono reso conto che i loro indubbi successi personali furono anche favoriti dai loro collaboratori e più in generale da una classe politica che in massima parte veniva “addestrata” sia mediante le scuole di partito sia con la praticaccia nell’amministrare gli enti locali.
Cosa è cambiato da allora ad oggi? Senza dubbio l’afflato ideologico. Si pensava di più al partito e meno ai vantaggi personali che potevano derivarne in chiave economica e sociale. C’è stato persino chi, come Berlusconi, che manifestava, una volta passato alla politica in prima persona, una certa diffidenza, per non dire disprezzo per i “politici di carriera”. Questo, a mio avviso, lo doveva al fatto che aveva conosciuto l’aspetto meno nobile del politico, quello incline ai compromessi di bassa lega, venale e “inciuciaro”. Quello che aveva smarrita la sua carica ideologica e associava il mestiere di politico all’arrampicatore sociale con la logica del fine giustifica i mezzi per realizzare facili arricchimenti. Chi era, per lui l’elettore? Un poveraccio da infinocchiare a dovere, una specie di vuoto a perdere e solo utile per raccogliere voti e con tutte le altre sfumature del caso.
Ora se seguo lo stesso ragionamento di chi considera il politico solo un arrampicatore “economico” devo desumere che i pentastellati sono diventati per costui una sorta di mosca bianca e spiegabile unicamente con il fatto che c’è in giro tanta rabbia che si è trasformata in un voto di protesta e nulla più. Con il tempo, egli pensa, rientreranno buoni, buoni e con la coda fra le gambe all’ovile. E’ proprio così? Ho i miei dubbi. E’ che a nostra insaputa sono nati due partiti dalle ceneri dei precedenti: quello di chi è e quello del chi ha. E se pensiamo che la ricchezza dei 45 uomini più ricchi del mondo è pari a quella posseduta da 3 miliardi di persone il chi è e il chi ha si spiega benissimo. Ora confidiamo che questo nascituro cresca in fretta per presentare il conto ai cresi di turno. (Riccardo Alfonso)

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“Professionisti e centri per la fertilità: una gestione coordinata dei pazienti nell’era della genetica”

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 aprile 2018

Lugano 12 e 13 aprile al centro culturale LAC il secondo corso avanzato di Medicina della riproduzione ed Endocrinologia ginecologica dal titolo “Professionisti e centri per la fertilità, una gestione coordinata dei pazienti nell’era della genetica”. Appuntamento biennale promosso dal centro per la fertilità ProCrea e dai laboratori Dr Risch, il convegno prevede interventi di importanti specialisti provenienti da tutta Europa per discutere e confrontarsi sui temi dell’infertilità e di genetica della riproduzione.
«Ricordiamo quest’anno il quarantesimo anniversario della prima fecondazione in vitro; e in questi 40 anni la procreazione assistita e, più in generale, l’approccio all’infertilità è profondamente cambiato. Di fatto, la genetica sta rivoluzionando l’intero ambito aprendo nuove e interessanti prospettive», premette Marina Bellavia specialista del centro per la fertilità ProCrea e membro del comitato scientifico insieme con Michael Jemec, Giuditta Filippini e Dominique de Ziegler. «A guidarci in questo excursus ci sarà Simon Fishel, fisiologo e biochimico, ritenuto insieme con Robert Edwards e Patrick Steptoe tra i pionieri della procreazione assistita. Fishel ha infatti collaborato con Edwards e Steptoe in occasione della prima fecondazione in vitro, di cui proprio quest’anno ricorre il 40esimo anniversario e che portò alla nascita di Louise Brown il 25 luglio del 1978». Ma non solo. «Il tema dell’infertilità sarà affrontato sotto differenti aspetti: prezioso il contributo di Filippo Ongaro, nutrizionista e direttore dell’Istituto di Medicina Rigenerativa e Anti-Aging (ISMERIAN) di Treviso che ci porterà a guardare all’infertilità anche dal punto di vista dell’alimentazione, seguendo il principio che corretti stili di vita aiutano a preservare anche la propria salute riproduttiva», aggiunge Bellavia.Il convegno è anche l’occasione per fare il punto della situazione a pochi mesi dall’entrata in vigore di una novità normativa: dal settembre scorso infatti in Svizzera è diventata operativa la nuova legge che consente la diagnosi preimpianto (DPI) sugli embrioni per le coppie che hanno una grave malattia genetica o che hanno provati problemi di infertilità. Ricorda la specialista di ProCrea: «La genetica di fatto non solo consente di andare maggiormente in profondità in campo diagnostico – nell’individuare eventuali problemi di infertilità -, ma permette di muoversi per tutelare di più la salute della donna e del nascituro».
Il programma della due giorni prevede oltre venti relazioni per presentare le più recenti ricerche e studi sulla gestione di ovociti ed embrioni, gli ultimi sviluppi nel campo dell’infertilità sia femminile sia maschile e i progressi fatti dalla genetica applicata alla riproduzione.

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Master HR Specialist – Professionisti per le Risorse Umane

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 dicembre 2017

Roma Mercoledì 20 Dicembre 2017, ore 15:00 Webinar. Il Master Hr Specialist – già attivo da un quindicennio – si propone di formare professionisti nell’area della gestione e sviluppo delle Risorse Umane, con particolare attenzione agli sviluppi innovativi della professione ed agli strumenti metodologico-formativi dell’area Human Resources in aziende pubbliche e private. Il Master si caratterizza per: a) una didattica di qualità; b) metodologie di e-learning certificate; c) percorsi professionali assistiti da mentoring su progetti di stage nelle aziende consorziate con Roma Tre e AIDP/Associazione Italiana Direttori del Personale; d) articolazione dell’iter didattico in moduli centrati su “famiglie professionali”; e) incontri di formazione in presenza (conferenze, workshop, seminari anche a livello internazionale); f) career guidance.Il Master è riservato sia a laureati (lauree triennali e quadriennali, laurea magistrale) di discipline di area pedagogica che psico-socio-economica-giuridico-letterario. Il Master si svolgerà nella modalità didattica blended, ha durata annuale e prevede un impegno di 1500 ore, pari a 60 CFU.Le preiscrizioni alla V edizione del Master devono pervenire entro il 31 dicembre 2017 e le iscrizioni entro il 15 gennaio 2018. http://www.master-hrspecialist.com.

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Professionisti del banking: I più richiesti e i più pagati

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 giugno 2017

banca-ditalia“Negli ultimi anni il processo di digitalizzazione ha pervaso il mondo bancario: per rimanere al passo con i tempi gli istituti di credito hanno subito una profonda metamorfosi e ciò ha condizionato inevitabilmente la forza lavoro del settore.” È quanto si evince dalla lettura dei dati della Salary Guide 2017, l’indagine annuale di Hays, condotta su un campione di oltre 250 aziende e 1.400 professionisti, che fotografa l’andamento del mercato del lavoro in Italia.Per far fronte alle nuove sfide tecnologiche, le aziende che operano nel settore Banking stanno infatti focalizzando la ricerca su figure altamente specializzate. Tra i più richiesti, i profili con competenze in ambito Risk e Compliance management, oltre ai professionisti di Internal Audit, poiché ricoprono un ruolo da attori principali nell’evoluzione del settore e nel continuo mutamento di regolamenti e direttive dettate da BCE e Banca d’Italia. Non registrano flessioni i professionisti dalla forte anima commerciale, in particolare avranno maggiori possibilità di inserimento quei profili esperti nella gestione di grandi patrimoni. Al contrario, la parabola occupazionale è discendente per tutti coloro che operano all’interno delle filiali classiche, ad eccezion fatta sempre per le figure commerciali.Secondo la Hays Salary Guide, inoltre, i responsabili delle risorse umane in ambito Banking stanno selezionando per lo più professionisti con competenze tecniche molto specifiche e capaci di reagire proattivamente alle novità di un mercato in continua evoluzione. In un contesto sempre più “global”, gli interlocutori risultano dislocati molto spesso fuori dai confini nazionali: per questo motivo è essenziale la conoscenza della lingua inglese. Richiesta la laurea in Economia, Scienze Bancarie o un MBA.
Per quanto riguarda le politiche retributive, il gap tra i salari top e quelli minimi rimane consistente. Le aree che continuano ad offrire le retribuzioni più alte sono il Corporate & Investiment Banking e il Private Banking. Tra i professionisti più pagati*, si piazzano ai primi posti i Business Partner dell’area Private Banking e le figure Analyst in ambito Corporate & Investiment Banking con una retribuzione annua di 100.000 €, seguiti dai profili Sales specializzati in Asset Management con una retribuzione di 95.000 € all’anno.Nei prossimi mesi, è prevista una certa stabilità del mercato che influenzerà positivamente le domanda di professionisti del settore

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Stangata fiscale da 10 miliardi di euro contro i professionisti

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 novembre 2016

fisco2005aDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“Con il decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio, scritto in fretta e furia dal premier Renzi nel tentativo di risollevare i disastrosi sondaggi sul referendum del 4 dicembre, è in arrivo un’altra stangata fiscale da 10 miliardi di euro contro i professionisti.Non contento di aver già impoverito a sufficienza un settore che un tempo rappresentava una fonte sicura di guadagno, il governo si appresta ora ad aumentare gli adempimenti burocratici su imprese e professionisti, rendendo obbligatorie le comunicazioni trimestrali e rendendo il calendario delle scadenze fiscali ancora più affollato di quello attuale. Ci uniamo pienamente alla denuncia avanzata da Confprofessioni contro questa nuova tassa occulta, decisa dal governo solo per fare cassa sulla pelle delle imprese.Invece di contrastare la vera evasione fiscale, il Tesoro si rivale ancora una volta contro chi le tasse ha sempre pagato. Appare alquanto ridicola l’amarezza espressa dal capogruppo PD in commissione finanze, Michele Pelillo, che anziché far finta di rammaricarsi dovrebbe convincere il suo partito a togliere questa assurda norma dal decreto nel prossimo passaggio in Senato. Da parte sua, Forza Italia darà battaglia affinché l’obbligo di comunicazione trimestrale venga stralciato dal testo”.

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Clamoroso dalla Cassazione: Indagini bancarie per i professionisti: non esistono le presunzioni

Posted by fidest press agency su martedì, 9 agosto 2016

cassazioneLa Corte di Cassazione, Sezione Tributaria, con l’importante sentenza numero 16440 depositata il 05 agosto 2016 ha stabilito che, in seguito alla decisione della Corte Costituzionale numero 228 del 2014, la presunzione legale nelle indagini bancarie per i professionisti è venuta meno sia per i prelevamenti che per i versamenti. A comunicare la clamorosa notizia in anteprima a Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, il noto tributarista leccese Maurizio Villani, che evidenzia che in conseguenza all’interpretazione della Suprema Corte, in ipotesi di indagini finanziarie a carico di soggetti titolari di reddito di lavoro autonomo sia i prelevamenti sia i versamenti che non trovano adeguata giustificazione nella contabilità non possono automaticamente costituire maggiori compensi, salvo che l’Agenzia delle Entrate riesca a provare tale circostanza. Questa sentenza è importante perché fino ad oggi molte Commissioni Tributarie di merito hanno ritenuto che la Corte Costituzionale avesse fatto riferimento solo ai prelevamenti e non anche ai versamenti. Finalmente, con la succitata sentenza della Corte di Cassazione l’equivoco è stato chiarito e, di conseguenza, l’Agenzia delle Entrate non può usare le presunzioni neppure per gli avvisi di accertamento già notificati, che su specifica eccezione potranno essere totalmente annullati. Infatti, per i giudici della Corte di Cassazione si sposta sempre sull’Amministrazione finanziaria il compito di dimostrare le irregolarità nei confronti dei professionisti, senza le presunzioni.

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Banche: Gelmini, Renzi la smetta di colpire i professionisti

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 agosto 2016

“Che la sinistra sia stata un fallimento nell’amministrazione di Monte dei Paschi di Siena è chiaro a tutti. Ma Renzi non può rivolgersi alle casse previdenziali dei professionisti per partecipare al fondo Atlante 2 per il salvataggio di Mps”. Cosi’ Mariastella Gelmini, vicecapogruppo vicario alla Camera dei deputati e coordinatrice lombarda di Forza Italia. “Le categorie dei professionisti – aggiunge – sono già state più volte colpite da questo governo che forse nel clima estivo non ricorda più di aver aumentato la tassazione sui rendimenti di quelle stesse casse, a cui oggi Il governo si rivolge. Non possiamo accettare che con tanta leggerezza il governo voglia coinvolgere in un’operazione incerta un settore così importante per la nostra economia. Un settore che sta già affrontando una crisi di grandi dimensioni. Ora qui – conclude Gelmini – si discute dei trattamenti previdenziali di molti professionisti del Paese e non staremo a guardare Renzi mentre tenta il suo ennesimo assalto”.

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Una firma per formare i professionisti del futuro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2016

la sapienzaRoma. Sapienza Università di Roma e IBM hanno siglato un accordo di collaborazione per sostenere i processi di sviluppo fondati sulla conoscenza delle nuove figure professionali, legate alle tecnologie di ultima generazione e alla digital transformation. La collaborazione fra il sistema scolastico-universitario e il mondo delle imprese diventa così indispensabile per adeguarsi al mercato del lavoro. In questo contesto si inquadra l’accordo siglato, che ha l’obiettivo di identificare azioni programmate per sostenere lo sviluppo delle nuove competenze; favorire l’avvio di progetti di ricerca e sviluppo; promuovere programmi di alta formazione e attività didattiche integrative a completamento della formazione degli studenti; e aiutare i ragazzi nella migliore comprensione del mercato del lavoro, anche attraverso la partecipazione a stage, project work e tesi di laurea che IBM metterà a disposizione. Nell’ambito dell’accordo saranno anche organizzati seminari e conferenze che spazieranno dall’Intelligenza Artificiale alla Cybersecurity, verrà promosso lo sviluppo congiunto di applicazioni cognitive su piattaforma IBM con la collaborazione dei Dipartimenti scientifici (sulla linea già adottata dalla Facoltà di Ingegneria dell’Informazione, Informatica e Statistica) e Hackathon aperti a gruppi di studenti di diverse discipline. In particolare per gli studenti sarà di rilievo la collaborazione nell’ambito della ricerca, dello sviluppo tecnologico e dell’innovazione, che si propone di facilitare il placement nel mercato del lavoro.Numerose le iniziative già in atto, da quelle relative all’orientamento verso le discipline scientifiche per le ragazze delle scuole medie superiori (progetto NERD?), a quelle di formazione, come il nuovo corso di laurea magistrale sulla Data Science, ai progetti di ricerca su temi di frontiera come la cybersecurity o l’intelligenza artificiale e la semantica, ai progetti congiunti di formazione continua.“Lo sviluppo della ricerca nel settore tecnologico e informatico” afferma Eugenio Gaudio, rettore di Sapienza Università di Roma, “è uno dei settori prioritari per il nostro ateneo. L’accordo siglato con IBM, azienda leader in campo informatico mondiale, consentirà di avviare iniziative congiunte nell’ambito della didattica e della ricerca. Una stretta collaborazione che consentirà di creare nuove professionalità”.“IBM è da sempre impegnata nello sviluppo e nell’attuazione di relazioni profonde e durature con le Università in tutto il mondo” Ha dichiarato Francesco Stronati, Vice Presidente Settore Pubblico IBM Italia. “Il rapporto con La Sapienza è vivo da moltissimi anni e l’accordo di oggi rinnova nella forma e nei contenuti la volontà di continuare un percorso solido e proficuo a beneficio della formazione delle figure professionali del futuro, della ricerca e dell’innovazione.”

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Solo il 42% dei professionisti della sicurezza si affida a informazioni di intelligence sulle minacce condivise

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2016

santa-claraSanta Clara, California. Intel Security ha rilasciato oggi Report sulle minacce McAfee Labs: marzo 2016, che valuta gli atteggiamenti di 500 professionisti di sicurezza informatica a proposito della condivisione dell’intelligence delle minacce informatiche (CTI-Cyber Threat Intelligence), esamina il funzionamento interno del RAT (tool di amministrazione remota) Adwind e registra picchi di ransomware, malware mobile, oltre a fornire una panoramica sulla situazione complessiva del malware nel quarto trimestre del 2015.
Nel 2015, Intel Security ha effettuato un sondaggio che ha coinvolto 500 professionisti della sicurezza operanti in una vasta gamma di settori in Nord America, Asia-Pacifico e in Europa per valutare la consapevolezza relativamente alla condivisione di intelligence sulle minacce (CTI), il valore percepito di queste attività per la sicurezza aziendale, e quali fattori possono ostacolare una sua maggiore implementazione nelle strategie di sicurezza. Gli intervistati hanno fornito un quadro prezioso della situazione e sulle potenziali opportunità dall’introduzione della CTI nelle aziende:
· Valore percepito e adozione. Del 42% degli intervistati che hanno dichiarato di fare ricorso alla condivisione di intelligence sulle minacce, il 97% ritiene che consenta loro di fornire una migliore protezione alla propria azienda. Il 59% giudica che la condivisione sia “molto preziosa” per la propria azienda, mentre il 38% la considera “abbastanza di valore.”
· Intelligence specifica per settore. Un quasi unanime 91% di intervistati si è dichiarato interessato all’intelligence sulle minacce informatiche specifica per settore, con il 54% che si è detto “molto interessato” e il 37% “in qualche modo interessato.” Settori come quelli dei servizi finanziari e delle infrastrutture critiche potrebbero beneficiare maggiormente di un approccio alla CTI per settori verticali, data la natura altamente specializzata delle minacce che McAfee Labs ha rilevato indirizzate a questi due settori di importanza fondamentale.
· Disponibilità a condividere. Il 63% degli intervistati si è espresso positivamente circa la possibilità di andare al di là della sola ricezione di dati di CTI e di voler contribuire realmente mettendo a disposizione i propri dati, a patto che siano condivisi all’interno di una piattaforma sicura e privata. Tuttavia, l’idea di condividere le proprie informazioni è vista in modo differente, con il 24% per cui è “molto probabile” mentre per il 39% rimane “piuttosto probabile”.
· Tipi di dati da condividere. Alla domanda su quali tipi di informazioni sulle minacce sarebbero disposti a condividere, gli intervistati hanno fatto riferimento a dati relativi al comportamento del malware (72%), seguiti dalla reputazione di URL (58%), reputazione di indirizzi IP esterni (54%), reputazione di certificati (43%) e reputazione di file (37%).
· Ostacoli alla diffusione della CTI. Quando è stato chiesto il motivo per cui non hanno attuato politiche di CTI nelle loro imprese, il 54% degli intervistati ha identificato nelle policy aziendali una delle ragioni principali, seguita dalle normative di settore (24%). Il resto degli intervistati le cui aziende non condividono report di dati si sono detti interessati, ma hanno bisogno di maggiori informazioni (24%), o esprimono perplessità sul fatto che i dati possano essere ricondotti alla società o a loro stessi come individui (21%). Questi risultati evidenziano una mancanza di esperienza, o di conoscenza delle varietà di opzioni di integrazione di CTI oggi disponibili, oltre a una scarsa conoscenza delle implicazioni legali della condivisione di CTI.

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Sanità. Piazza (Acoi), subito nuova rete o ospedali siciliani rischiano paralisi

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2015

Ministero salute“La bocciatura della rete ospedaliera della Regione Sicilia da parte dei ministeri dell’economia e della salute è un’altra grave dimostrazione di inadeguatezza della politica sanitaria di questo governo regionale. Una bocciatura dalle conseguenze molto gravi, perché impedisce le nuove assunzioni e blocca il turn-over di medici e infermieri. La situazione è molto difficile per la sanità siciliana ed è indispensabile agire con urgenza per sviluppare, insieme ai professionisti sanitari ed alle associazioni dei cittadini, una nuova e migliore riforma, altrimenti si rischia la paralisi. Il piano regionale è stato bocciato con ragione perché aveva molte pecche ed addirittura presentava elementi di insicurezza per la salute dei cittadini. Un piano deficitario e dal sapore vagamente gattopardesco, perché, pirandellianamente, si prefissava di cambiare tutto, ma, con artifici e stratagemmi formali, in realtà, non cambiava nulla nella sostanza. Basti fare l’esempio dei tanti piccoli ospedali che venivano mantenuti in attività nonostante le direttive e gli studi dell’Agenas. Una scelta assurda e pericolosa perché i bassissimi volumi di attività di questi presidi non garantiscono la qualità delle prestazioni. La Rete ospedaliera non è la sola criticità, si dovrà riorganizzare anche la rete dell’emergenza territoriale del 118. Sarà necessario, infine, garantire una copertura assicurativa o auto assicurativa dei presidi ospedalieri siciliani, nell’interesse dei pazienti. Siamo disponibili, come sempre, a dare il nostro contributo di idee e proposte come società scientifica”. Lo afferma il presidente dell’Acoi (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani) Diego Piazza.

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Prime cooperative tra professionisti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 febbraio 2012

Con l’emendamento che istituisce l’art. 9-bis al decreto legge 24 gennaio 2012 n. 1, il Governo ha colto la maggior parte delle richieste degli Ordini professionali in tema di società professionali modificando l’art. 10 della legge n. 183/2011 (la legge di stabilità) che, diversamente, avrebbe avuto effetti devastanti sul sistema professionale.
A meno di sorprese dell’ultimo minuto (abbastanza improbabili perché l’emendamento è presentato dallo stesso Governo) le Società professionali si faranno e potranno avere anche soci terzi di puro capitale, ma la loro partecipazione sarà limitata ad un terzo del capitale e comunque ad un terzo dei voti sociali, quindi attergato in misura assolutamente minoritaria. La decisione del Governo rappresenta una vera svolta visto che in precedenza, alla richiesta del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati di modificare l’art. 10 della legge n. 183/2011, era sempre stato risposto negativamente; evidentemente alla fine, il Governo ha compreso che, senza modifiche, i danni che sarebbero stati inferti al sistema erano esiziali.Una svolta positiva dunque, vista con favore da Roberto Orlandi, Presidente del Consiglio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati ed anche VicePresidente Nazionale del CUP, che giunge di buon auspicio in vista dell’imminente grande manifestazione del 1 marzo prossimo, il “PROFESSIONAL DAY”, che coinvolgerà decine di migliaia di professionisti, collegati via satellite da 156 città italiane (ma il numero tuttora in aumento), con la manifestazione principale che si svolgerà a Roma, all’Auditorium della Conciliazione.Le modifiche alle Società professionali introdotte dal Governo producono peraltro un effetto particolare: quello di rendere sostanzialmente possibile la costituzione di sole “Società professionali cooperative”. E sembra averlo ben capito la Lega Coop, presieduta da Giuliano Poletti, che ieri, 27 febbraio, con una fortunata tempistica, ha organizzato a Roma un Convegno sul tema, presente anche il Sottosegretario alla Giustizia Andrea Zoppini.Perché le “Società professionali” possano trovare sostanziale realizzazione nell’ambito cooperativo è presto detto. L’emendamento del Governo limita la partecipazione del socio terzo di capitale al 33% delle quote di partecipazione (ovvero, in alternativa, al 33% dei voti sociali), con l’ovvia conseguenza che il restante 67% di capitale deve essere apportato dai soci professionisti i quali, dovendo comunque provvedere economicamente per la maggior parte, non si vede quale necessità abbiano di capitale terzo.

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Gli archeologi sono professionisti

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 agosto 2011

La Confederazione Italiana Archeologi esprime la propria indignazione per il servizio sui volontari dell’archeologia mandato in onda al Tg2 delle ore 20.30 di giovedì 11 agosto. Ancora una volta il servizio pubblico nazionale ha sprecato la preziosa occasione di parlare seriamente del lavoro degli archeologi professionisti, preferendo raccontare di volontari e Indiana Jones. L’archeologia è una professione, che si conquista grazie ad anni di studio meticoloso ed esperienze sul campo. “Siamo stanchi – ha dichiarato il Presidente Giorgia Leoni – di sentire la musica di Indiana Jones come sottofondo ai servizi sull’archeologia. E’ inammissibile che il servizio pubblico nazionale non riesca a parlare del lavoro degli archeologi senza far riferimento a Hollywood, ai volontari o qualche pseudo intellettuale di vasta fama ma con scarsa conoscenza dell’archeologia e degli archeologi.” “I volontari – prosegue il Presidente Giorgia Leoni – offrono un contributo in alcuni casi apprezzabile all’archeologia che non potrà mai, in alcun modo, sostituire il lavoro degli archeologi professionisti. Non è educativo trasmettere il messaggio che un po’ tutti possono fare gli archeologi, perché nessuno lo direbbe di un medico, un ingegnere o un meccanico. Significa sminuire la nostra professionalità, il valore sociale del nostro lavoro ed il contributo che esso dà alla crescita culturale del nostro paese.” “Se il TG2 vuole parlare di archeologia e archeologi – conclude il Presidente Leoni – siamo a disposizione del Direttore per intervenire e spiegare chi è e cosa fa un archeologo vero, non certo Indiana Jones o un dentista in ferie.” La mancanza di riconoscimento della professione, le gravi difficoltà economiche e contrattuali, la mancanza di tutele per i migliaia di archeologi e archeologhe che svolgono la nostra professione meritano maggiore rispetto e attenzione da parte dei media e, primi fra tutti, di quelli del servizio pubblico. (Valentina Di Stefano)

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Parafarmacie e mancate liberalizzazioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 luglio 2011

Rabbia e sconforto tra le parafarmacie per le mancate liberalizzazioni della Manovra. Anpi (Associazione nazionale parafarmacie italiane) esprime la propria delusione richiamando l’immagine del Titanic utilizzata nei giorni scorsi dal ministro Tremonti: «Alla fine» recita una nota «questa maggioranza, espressione degli interessi corporativi di professionisti “passeggeri di prima classe del Titanic”, che credono di sopravvivere al naufragio del Paese, è riuscita a rinviare il momento della “decisione”. Solo una crisi politica, piuttosto che il perdurare della tensione sui mercati finanziari, potrà costringere questa maggioranza a prendere quelle decisioni che ora hanno accantonato. Tuttavia per la responsabilità che ci distingue, torniamo a sollecitare alle diverse espressioni della professione di farmacista, prima che sia troppo tardi, una riforma del sistema distributivo dei farmaci». Dal Forum nazionale parafarmacie, invece, oltre ai commenti («Vince ancora una volta il corporativismo e la casta, dove per il privilegio di pochi si sacrifica il bene di tutti») arriva anche l’annuncio di una manifestazione di protesta: le parafarmacie italiane, infatti, sono state invitate a esporre in vetrina un cartello dallo slogan eloquente: «Stop liberalizzazioni – nessuno tocchi i privilegiati». L’obiettivo è, come recita un comunicato dell’associazione, spiegare ai cittadini perché non può oggi acquistare tutti i farmaci a suo carico anche in parafarmacia e chi sono le figure che a oggi bloccano le liberalizzazioni. «Le caste esistono e sono sempre molto forti» spiega il testo del cartello preparato dal Forum «ma l’Italia è pronta a combatterle, come noi farmacisti che dal 2006 abbiamo deciso con forza e coraggio di creare una sana concorrenza nel mondo della distribuzione del farmaco».(fonte farmacista33)

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Ville estive intestate a nullatenenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 luglio 2011

Nullatenenti e disoccupati. Sono i poveracci, dalle dichiarazioni dei redditi irrisorie, presumibilmente prestanome di imprenditori e professionisti che in questo modo eludono il fisco o, peggio ancora, fanno affari d’oro con la malavita organizzata, gli affittuari, molto spesso a nero, delle più belle ville di lusso in Italia. Lo sostiene in una nota Contribuenti.it, Associazione Contribuenti Italiani che con Lo Sportello del Contribuente rileva costantemente il fenomeno dell’evasione fiscale in Italia, secondo la quale si espande a dismisura il fenomeno dei ”ricchi nullatenenti” e ”poveri possidenti” che vivono spendendo migliaia di euro e non hanno ”nulla da dichiarare” al fisco. Il 53% dei contratti di locazione, spesso non registrati, delle ville di Porto Cervo, Forte dei Marmi, Porto Rotondo, Rapallo, Capri, Sabaudia, Positano, Ravello, Panar ea, Portofino, Taormina e Amalfi sono intestati a nullatenenti o a pensionati con la social card, prestanome di facoltosi imprenditori, per evadere le tasse. Secondo lo studio dell’Associazione Contribuenti Italiani, divulgato oggi a Capri, che sarà prossimamente pubblicato su “Contribuenti.it Magazine”, elaborato su dati de Lo Sportello del Contribuente e del Ministero delle Finanze, oltre la metà degli italiani ha dichiarato nel 2010 (redditi 2009) meno di 15.000 euro annui e circa due terzi meno di 20.000 euro; di contro, solo lo 0,95% ha dichiarato oltre 100 mila euro, lo 0,17% più di 200mila euro e solo 15 mila persone ha dichiarato un reddito di oltre 300 euro all’anno.
Una fotografia che strida con i dati relativi alle richieste di posti barca che sono cresciuti del 12,3% e agli acquisti di imbarcazioni di lusso. La spesa è cresciuta in Italia nel 2011 del 6,7%. I “ricchi nullatenenti e i poveri possidenti” anche quest’anno hanno destineranno buona parte della loro spesa nella locazione di ville esclusive o per i cosiddetti “passion investiments” come auto di grossa cilindrata (240.000 fuoriserie e suv), mega yachts, gioielli e oggetti d’arte, nonostante la strategia della tensione messa in atto dall’amministrazione finanziaria con lo spesometro e il nuovo redditometro. “L’evasione fiscale che è diventato lo sport più praticato dagli italiani – afferma Vittorio Carlomagno presidente dell’ Associazione Contribuenti Italiani – Gli accertamenti fiscali da soli non servono per combattere l’evasione fiscale. In Italia negli ultimi 5 anni è crollata la fedeltà fiscale di oltre 11 punti. I soldi recuperati dagli accertamenti devono essere destinati a ridurre le aliquote fiscali che sono tra le più alte in Europa”. (Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani)

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