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Cinema: Il professore e il pazzo

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 febbraio 2019

Il professore e il pazzo sarà distribuito in Italia da Eagle Pictures a partire dal 21 marzo 2019. Tratto dall’acclamato best-seller di Simon Winchester, unisce sullo schermo per la prima volta due pesi massimi del cinema mondiale: i premi Oscar Mel Gibson e Sean Penn. La storia, rimasta segreta fino a pochi anni fa, è quella di un’incredibile ed inaspettata amicizia tra il professor James Murray, filologo britannico a cui venne affidato l’incarico di redigere l’Oxford English Dictionary, e un colto e visionario assassino rinchiuso in un manicomio criminale londinese. Una storia leggendaria con due protagonisti straordinari, che intraprendono una collaborazione folle per la realizzazione di un’opera mai vista prima.
Nel cast anche Natalie Dormer (Hunger Games, I Tudors), Jeremy Irvine (Mamma Mia! Ci risiamo, Stonewall) e Steve Coogan(Philomena).
Il film è la storia vera del Professor James Murray (Mel Gibson) al quale viene affidata la redazione del primo dizionario al mondo che racchiuda tutte le parole di lingua inglese. Per far ciò il Professore avrà l’idea di coinvolgere la gente comune invitandola a mandare via posta il maggior numero di parole possibili. Arrivato però ad un punto morto, riceve la lettera di William Chester (Sean Penn) un ex professore ricoverato in un manicomio perché giudicato malato di mente. Le migliaia di parole che il Dr. Chester sta mandando via posta sono talmente fondamentali per la compilazione del dizionario che i due formeranno un’insolita alleanza che si trasformerà in una splendida amicizia.

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In Italia solo 1 dottore di ricerca su 10 diventa professore

Posted by fidest press agency su sabato, 1 dicembre 2018

È uno dei risultati più avvilenti emersi dall’indagine Istat sull’inserimento professionale dei dottori di ricerca: l’istituto nazionale di statistica ha rilevato che nel 2018, a sei anni dal conseguimento del dottorato, appena il 10% di coloro che conseguono un dottorato riescono a svolgere poi come professione l’insegnamento, ovvero uno degli sbocchi più naturali per chi consegue il titolo superiore alla laurea. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: noi lo sosteniamo da dieci anni e proponiamo soluzioni in ogni occasione. Lo abbiamo fatto chiedendo per l’ambito universitario, nel testo della legge di Stabilità, di ripartire dalla stabilizzazione dei ricercatori, a loro volta impossibilitati da anni nel passare al ruolo della docenza. Lo abbiamo fatto, di nuovo, in questi giorni, attraverso la richiesta di modifica dell’articolo 4 del decreto Concretezza, per puntare al rilancio della figura del ricercatore a tempo indeterminato, attraverso la creazione di un albo nazionale, nell’ottica dell’innovazione e in relazione al rilancio del sistema-Paese.

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È Sir Richard Peto il nuovo professore ad honorem dell’Università di Parma

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 Mag 2017

biblio università parmaParma. All’illustre epidemiologo britannico è stato conferito il titolo di professore ad honorem in Respiratory Medicine questa mattina all’Auditorium Paganini, in una cerimonia che ha segnato l’inizio ufficiale del “Respiration Day 2017”: il convegno internazionale, interamente dedicato alle malattie respiratorie, è giunto alla 13° edizione e registra oltre 700 delegati provenienti da più di 30 paesi.Sir Richard Peto, epidemiologo di fama mondiale il cui nome è legato soprattutto a studi fondamentali sui rischi del fumo, scrive dunque il suo nome nell’Albo dei professori ad honorem dell’Università di Parma, unendosi così all’imprenditore Gian Paolo Dallara, al regista, pittore e scrittore Peter Greenaway, all’imprenditore Valter Mainetti e al giornalista Luca Abete.In apertura hanno portato i saluti di benvenuto Dario Olivieri, Referente scientifico del “Respiration Day”, già Professore ordinario di Malattie respiratorie all’Università di Parma, e Paolo Chiesi, Presidente della Fondazione Chiesi. A seguire l’intervento del Pro Rettore vicario dell’Università di Parma Giovanni Franceschini, che ha ricordato la motivazione con cui il Senato Accademico lo scorso 21 febbraio ha approvato all’unanimità la proposta del Rettore di conferimento del titolo, per l’ambito “Medico chirurgico e della salute umana” nella disciplina “Medicina Respiratoria”: «Sir Richard Peto è Professore di Statistica Medica ed Epidemiologia presso l’Università di Oxford, nella quale ha sviluppato tutta la Sua carriera scientifica, fondata su una trentennale collaborazione con Sir Richard Doll, tra i pionieri dell’utilizzo della statistica nella sperimentazione clinica. Richard Peto nel 1999 è stato nominato Sir per meriti scientifici e nel 2011 ha ricevuto il titolo di dottore honoris causa in Scienze Mediche presso la Yale University. Il suo nome è legato a numerosi studi epidemiologici fondamentali, come quelli sugli effetti del fumo sulla salute, sulla stima del contributo dei fattori di rischio prevedibili nello sviluppo della patologia tumorale. Le sue indagini hanno contribuito a cambiare le politiche dei governi nei confronti del tabagismo e hanno aiutato molti fumatori a smettere di fumare. L’H-index di Richard Peto è 130 e sono circa 30 i suoi lavori originali citati più di mille volte», ha spiegato il Pro Rettore vicario, sottolineando il prestigio del contesto (il “Respiration Day”) in cui si è svolta la cerimonia: «Questo contesto di studiosi e ricercatori pervenuti da molte parti del mondo – ha detto rivolto a Sir Richard Peto – rappresenta la degna cornice per la Sua alta opera di studioso e di ricercatore e rende questo nostro omaggio a Lei ancora più significativo».È stato poi Alfredo Antonio Chetta, Professore ordinario di Malattie dell’apparato respiratorio al Dipartimento di Medicina e Chirurgia, a leggere la motivazione del conferimento. «Il Professor Peto ha pubblicato centinaia di lavori originali e rassegne sulle più prestigiose riviste scientifiche internazionali e su raccolte di atti congressuali. Egli è attualmente tra i più citati ricercatori al mondo in campo medico. È inoltre uno dei più importanti epidemiologi di fama mondiale. Nel campo delle malattie respiratorie il lavoro del Professor Peto ha incontrovertibilmente provato gli effetti nocivi del fumo di tabacco», ha spiegato il prof. Chetta, che ha poi aggiunto: «Oltre agli effetti del fumo sulla funzione polmonare, il lavoro del professor Peto comprende numerosi studi di fondamentale importanza sulle cause del cancro, con la dimostrazione dei meccanismi molecolari del tabacco che mediano danno cellulare e mutazioni del DNA».
Dopo la consegna della pergamena di professore ad honorem, appositamente realizzata per l’evento dall’artista Giorgio Tentolini, Sir Richard Peto ha tenuto la sua lezione magistrale, Pulmonary and extrapulmonary effects of cigarette smoking, nel corso della quale ha tra l’altro sottolineato come la scelta di smettere di fumare abbia enormi riflessi positivi sulla salute delle persone: «Chi smette di fumare – ha spiegato lo studioso – ha comunque un beneficio in termini di qualità della vita e longevità, e prima si smette di fumare maggiori sono le probabilità di vivere più a lungo. In particolare, smettere entro i quarant’anni riduce i rischi fino al 90%».

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Peter Greenaway professore ad honorem dell’Università di Parma

Posted by fidest press agency su domenica, 18 settembre 2016

parma universitàParma. Sarà Peter Greenaway il prossimo professore ad honorem dell’Università di Parma. Lo ha annunciato questa mattina il Rettore dell’Ateneo Loris Borghi, nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato anche il docente di Storia del Cinema Michele Guerra, Delegato del Rettore a Cultura, università, territorio e rapporti con i mezzi di comunicazione, il Sindaco di Parma Federico Pizzarotti, Presidente della Fondazione Teatro Regio di Parma, e il Direttore generale del Teatro Regio Anna Maria Meo.
Al grande artista gallese sarà conferito il titolo mercoledì 28 settembre alle ore 11 nell’Aula Magna dell’Università di Parma, in una cerimonia cui parteciperanno numerose autorità della cultura, della politica e dello spettacolo.
Il regista di I misteri del giardino di Compton House e Giochi nell’acqua, di il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante e L’Ultima tempesta diventerà “professore ad honorem” in Arti visive.
Personalità poliedrica capace di muoversi con grande dimestichezza fra cinema e pittura, scrittura e teatro, Peter Greenaway ha fin dall’inizio, e con diverse declinazioni, lavorato sulla visione, in una carriera artistica a tutto tondo segnata dalla tensione sperimentale e nella quale la storia dell’arte è sempre stata riferimento costante e fecondo, anche per “contaminazioni” e creazioni contemporanee. «Penso che nessun giovane cineasta agli inizi dovrebbe avere il permesso di usare una macchina da presa o una videocamera senza avere prima frequentato tre anni di una scuola d’arte», ha dichiarato Greenaway.
Il riconoscimento dell’Università di Parma è ulteriore tributo a una carriera straordinaria, capace di lasciare il segno in diversi ambiti.Peter Greenaway è il secondo professore ad honorem dell’Università di Parma. Nell’Albo dei Professori ad Honorem, di recentissima creazione, il suo nome segue quello dell’imprenditore Gian Paolo Dallara.
Saskia Boddeke e Peter Greenaway sono tra i protagonisti del Festival Verdi 2016, per il quale firmano il debutto al Teatro Farnese di Giovanna d’Arco, primo appuntamento del progetto Maestri al Farnese. I due artisti hanno infatti raccolto la sfida offerta dal Teatro Regio di Parma ai grandi maestri della regia internazionale: l’allestimento di un’opera verdiana al Teatro Farnese, valorizzando i limiti che la conservazione dello spazio museale impone. Giovanna d’Arco debutta nel seicentesco teatro ligneo il 2 ottobre (recite il 9, 15, 20); in scena, Vittoria Yeo (Giovanna), Luciano Ganci (Carlo VII), Vittorio Vitelli (Giacomo), Gabriele Mangione (Delil), Luciano Leoni (Talbot), guidati da Ramon Tebar, per la prima volta al Festival Verdi, alla testa dell’orchestra I Virtuosi Italiani e del Coro del Teatro Regio di Parma, preparato da Martino Faggiani.
Peter Greenaway è nato nel Galles e ha studiato a Londra. Ora vive ad Amsterdam. Dopo essersi formato come pittore per quattro anni, ha iniziato a fare film nel 1966.

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