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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

Posts Tagged ‘professori’

Corso Ido: Professori a lezione contro l’ansia

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2020

Come differenziare un’ansia accettabile da una patologica? Quando bisogna immaginare che l’ansia non rientri più in un range fisiologico e allora occorre intervenire riferendosi ad uno specialista? Per rispondere a queste domande si sono iscritti già 600 docenti al corso gratuito di formazione a distanza su ‘La gestione dell’ansia e dello stress nelle situazioni di emergenza’, promosso dal ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (Miur) e realizzato in collaborazione con l’equipe clinica e medico-psicologica dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), con la Società Italiana di Pediatria e il portale di informazione DireGiovani.
Pubblicato da pochissimi giorni, il corso ha già totalizzato oltre 3.000 contatti. “L’obiettivo è fornire strumenti per la gestione delle naturali risposte di ansia e stress che si possono sperimentare a confronto con esperienze difficili come quella che stiamo attualmente vivendo- spiega l’IdO- al fine di sostenere e mantenere vivo il rapporto scuola-studenti e il dialogo educativo tra scuola e famiglia”.
“Ciò che dovete osservare- consiglia ai docenti Davide Trapolino, neuropsichiatra dell’IdO- è se l’ansia interferisce e pregiudica lo stato della qualità della vita, determinando uno stato di sofferenza pervasiva”. Il medico durante la sua lezione fornisce tutti i parametri e le definizioni che permetteranno agli insegnanti di orientarsi. In primis, occorre capire cosa sia l’ansia: “È uno stato di allerta che consente, nella sua forma adattiva, di adattare appunto il comportamento rispetto ad una situazione percepita o ipotizzata come minacciosa. Lo stato emotivo è quello di una ‘penosa attesa’ e ciò che si percepisce è una minaccia incombente. L’ansia però può aumentare fino a determinare un vero e proprio disturbo ansioso- sottolinea Trapolino nella sua lezione- che può interferire sulla vita di tutti i giorni”. Il problema, quindi, è quantitativo e i docenti dovranno imparare ad osservare come reagisce il corpo: “Il respiro si accorcia? il sudore aumenta? Aumenta la frequenza cardiaca? Ci sono sensazioni di svenimento, condizioni di tremore, pallore cutaneo, nausea o riduzione dell’appetito? I bambini ad esempio- chiarisce il neuropsichiatra IdO- possono essere più iperattivi quando sono agitati”.
Insomma, con queste 10 lezioni online i professori di ogni ordine e grado di scuola potranno fare la differenza. “L’esperienza d’intervento nell’ambito della gestione degli eventi stressanti e traumatici svolta dall’IdO nell’arco di questi anni ha dimostrato come i docenti possano costituire per gli studenti una grande risorsa, diventando mediatori di benessere e attivatori dei processi di resilienza. La situazione che stiamo affrontando richiede a tutti, sia sul piano personale che professionale, l’attivazione di notevoli risorse anche emotive e relazionali, oltre alla necessità di valorizzare le capacità adattive a gestire i cambiamenti che hanno coinvolto la nostra vita quotidiana”. In particolare, i docenti sono chiamati a gestire le difficoltà concrete e logistiche legate all’organizzazione di attività formative a distanza, a coniugare e organizzare tempi e spazi che un tempo erano differenziati ed oggi appaiono sovrapposti, accogliere l’eterogeneità delle richieste, dei vissuti e dei bisogni dei giovani, sintonizzarsi e gestire i propri bisogni e vissuti”, precisa l’equipe dell’IdO.
Il percorso formativo si articolerà in due moduli: il primo indirizzato ad evidenziare le implicazioni sul piano organizzativo-logistico ed emotivo-relazionale, che l’emergenza legata alla diffusione del Coronavirus ha avuto per i docenti (con particolare riferimento ai cambiamenti intervenuti nella relazione educativa e nell’alleanza educativa con la famiglia in seguito all’introduzione della didattica a distanza); il secondo più specificamente legato agli strumenti e alle risorse possono essere messe a disposizione degli studenti al fine di favorire un atteggiamento attivo e consapevole nei confronti della condizione che stanno vivendo, accoglierne, comprenderne e gestire le richieste, i bisogni e i vissuti, spesso estremamente eterogenei, e favorire in loro quella flessibilità, quelle capacità di problem solving e quella creatività necessarie al processo di adattamento. Il corso è gratuito e le attività sono svolte in modalità e-learning.

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Ancora una volta i professori in piazza a manifestare contro l’abuso dei contratti a termine

Posted by fidest press agency su martedì, 19 marzo 2019

Sui motivi siamo tutti d’accordo, dichiara Marcello Pacifico di Anief: l’ultima Legge di stabilità ha cancellato anche la speranza di entrare nei ruoli attraverso un concorso riservato per i tanti supplenti che insegnano nelle nostre scuole, per paura che sia anch’essa dichiarata incostituzionale. Ma è la soluzione proposta dalle altre forze sindacali che non condividiamo perché non può essere la riproposizione di una norma riservata analoga che non risolve il problema del precariato, né la partecipazione a un concorso nazionale. Nel primo caso, infatti, i posti a disposizione sarebbero esigui rispetto a quelli concessi ai concorsi ordinari e agli altri riservati al personale abilitato, ragion per cui abbiamo sempre criticato la Buona scuola fin da quando escluse dal piano straordinario di reclutamento tutto il personale non inserito nelle GaE. Nel secondo caso, rimarrebbe non sanzionato né evitato l’abuso dei contratti a termine per le supplenze, motivo di infrazione della norma comunitaria e di contenzioso presso i tribunali del lavoro per le misure risarcitorie. La strada maestra come ci ha insegnato la Cassazione rimane quella della riapertura delle GaE a tutto il personale reclutato e laddove esaurite con la qualificazione e il reclutamento di tutto il personale non abilitato con 36 mesi di servizio attraverso corsi annuali abilitanti e aggiornamento delle GaE, o ancora attraverso il reclutamento diretto dalle graduatorie d’istituto da trasformare in provinciali.
Anche noi siamo d’accordo con la senatrice Bianca Laura Granato (M5S) sulla necessità di farla finita coi ricorsi perché “li pagano i cittadini”. Infatti, abbiamo sempre detto che dovrebbero pagarli i dirigenti responsabili delle errate politiche di reclutamento italiano tanto che esiste un danno accertabile per la normativa europea e per la giustizia contabile. Tuttavia, vorremmo ricordare che tutti i cittadini hanno diritto a ricorrere contro atti della PA che ritengono illegittimi in uno Stato democratico e la Politica con la P maiuscola dovrebbe evitare il più possibile il contenzioso con scelte ragionevoli.
“Il problema non è bandire nuovi concorsi, ma evitare l’abuso dei contratti a termine e quindi la precarietà della scuola italiana. Lo strumento esiste: il doppio canale di reclutamento. E la diagnosi pure, cioè la falsificazione degli organici specie di sostegno. Il Governo riapra le GaE a tutto il personale abilitato, metta il personale non abilitato nelle condizioni di essere assunto a tempo indeterminato e non sempre come supplente, e finalmente adegui l’organico di fatto a quello di diritto, specie sui posti in deroga. E allora qualcuno non farà più ricorso né avrà ragione di manifestare e magari gli studenti avranno la continuità didattica che cercano”, conclude il leader del sindacato autonomo.
Questo è il commento alle parole della senatrice Bianca Laura Granato (M5S), in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook alla vigilia della manifestazione di alcuni sindacati contro la precarietà, dopo l’adesione di Anief agli scioperi del 27 febbraio e dell’8 marzo 2019. A questo proposito, il Parlamento dell’Unione Europea in una recente risoluzione (262/18) ha espresso la necessità che gli Stati membri provvedano a distanza di vent’anni dall’approvazione della direttiva 70/99 alla “conversione automatica del contratto a tempo determinato in un contratto a tempo indeterminato se il rapporto di lavoro perdura oltre una data precisa”, ovvero 36 mesi anche non continuativi qualora stiano operando su posto vacante e disponibile.

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L’anno scolastico è partito: Collegi dei docenti a ranghi ridotti e tanti prof con la valigia

Posted by fidest press agency su domenica, 4 settembre 2016

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cLe scuole sono ancora orfane di 100mila supplenti annuali, dei 32mila nuovi assunti, dei vincitori del concorso a cattedra, degli insegnanti individuati dai dirigenti scolastici attraverso la chiamata diretta. All’appello del primo giorno di scuola dei docenti, c’erano invece decine di migliaia di docenti, molti dei quali assunti lo scorso anno e collocati su ambito territoriale, che attendono speranzosi gli esiti dell’assegnazione provvisoria su organico di fatto. Tutte le operazioni dovrebbero concludersi entro il 15 settembre, ma difficilmente la data verrà rispettata. Tali problematiche nazionali sono state affrontate oggi in occasione della visita di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nei locali dell’Istituto Comprensivo Falcone di Palermo, presso cui manca ancora quasi la metà dei docenti di sostegno: oggi abbiamo visitato una scuola siciliana dove sono presenti solo dodici docenti di ruolo rispetto a 56 alunni disabili certificati, frequentanti un istituto collocato in un territorio “difficile” presso cui, però, in tre anni sono state aperte cinque sezioni grazie al lavoro di tutti gli operatori della scuola e all’apporto di chi crede nell’istruzione pubblica. Questo dimostra che la formazione dei giovani la fanno i docenti e il personale, non gli slogan del governo e le riforme piene di storture.

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Scuola: ai presidi incentivi ridicoli

Posted by fidest press agency su domenica, 22 maggio 2016

ministero pubblica istruzioneIl Ministro dell’Istruzione ha dichiarato che “l’esito della valutazione sarà utilizzato per la retribuzione di risultato dei dirigenti”. Ma cosa si vuole “premiare” con 175 euro al mese lordi, pari al 3,86% della busta paga? E’ forte tra i sindacati la tentazione di lasciar perdere, di firmare pur di chiudere una vicenda che si trascina ormai da quattro anni consecutivi. Anief non ci sta: accettare supinamente questa proposta significherebbe avallare i comportamenti illegittimi e vessatori del Miur, con la “regia” del Mef, che vanno dai tagli del Fondo unico a livello nazionale fino alla pretesa di imporre le proprie pretese sui contratti regionali. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “visto che bisognerà andare in giudizio dal giudice del lavoro per recuperare il maltolto, meglio sarebbe allora arrivarci da un punto di forza, perché evidentemente è più facile impugnare un atto unilaterale che un contratto”.

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Il nuovo Csm

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 luglio 2010

Con l’elezione degli 8 membri laici il Consiglio Superiore della Magistratura è al completo. Si tratta di: Nicolò Zanon (712 voti), Glauco Giostra (706), Annibale Marini (694), Bartolomeo Romano (681), Filiberto Palumbo (680), Michele Vietti (652), Guido Calvi (647) e Matteo Brigandì (627).
L’organo di autogoverno della magistratura, e’ presieduto com’è noto dal Capo dello Stato che ne e’ membro di diritto insieme al Primo Presidente e al Procuratore della Corte Suprema di Cassazione. Dei 24 componenti i 2/3 sono eletti da tutte le componenti della magistratura e i restanti otto dal Parlamento tra i professori universitari in materie giuridiche e avvocati che esercitano la professione da almeno 15 anni. I togati eletti hanno tra le loro fila due giudici di cassazione, 4 requirenti e dieci di merito. I 24 dovranno poi eleggere un vice presidente, dato che la funzione di presidente la Costituzione l’ascrive al Presidente della Repubblica anche se di fatto è solo formale. Il nuovo vicepresidente sarà il 17esimo nella storia di Palazzo dei Marescialli.
I posti destinati ai 4 pm, sono ricoperti da Angelantonio Racanelli, sostituto procuratore romano di Magistratura indipendente Paolo Auriemma, anch’egli sostituto procuratore a Roma ed esponente di Unita’ per la Costituzione, Vittorio Borraccetti, procuratore di Venezia ed esponente di Magistratura democratica e Roberto Rossi (Movimento per la Giustizia), sostituto procuratore a Bari e tra i titolari delle indagini che hanno riguardato il ministro Fitto. I dieci giudici eletti per il nuovo Csm sono il presidente di sezione del tribunale di Palermo Tommaso Virga, Mariano Sciacca (tribunale Catania), Pina Casella (tribunale Napoli) e Alberto Liguori che lascia la guida del Tribunale di sorveglianza di Catanzaro, tutti e tre di Unicost. E ancora, Francesco Cassano (consigliere della Corte d’Appello di Bari) di Magistratura Democratica, Paolo Carfì (consigliere della Corte d’Appello di Milano) del Movimento. Seguono Alessandro Pepe (tribunale Napoli) di Magistratura Indipendente, Giovanna Di Rosa di Unicost (tribunale sorveglianza Milano), Francesco Vigorito di Md (presidente di sezione del tribunale di Roma)e l’indipendente Paolo Corder.

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