Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Posts Tagged ‘profumo’

“Sei come il profumo del caffè”

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 dicembre 2019

E’ l’album di esordio di Davide Marchi, cantautore sanguigno appartenente alla cosiddetta area emiliana, che strizza un occhio al rock internazionale. Sette canzoni vere e proprie, inquadrabili nel genere musicale tradizionale melodico italiano, arrangiate da Roberto Padovan (già co-produttore artistico di Luca Bonaffini) che spaziano da temi come amore e amicizia, fino a toccare argomenti più intimisti con punte di esistenzialismo. Tracce eccellenti, nessuna esclusa dove, a volte, atmosfere sudamericane e trasgressioni soul s’intrecciano in brani bellissimi come “Intensamente noi” e “Se avessi due ali per volare”, regalando all’ascoltatore energia e dolcezza.
(Long Digital Playing Edizioni Srls 2019).
Modenese, classe 1971, Davide Marchi è un grintoso songwriter che, fin da ragazzino, impugna la chitarra conoscendo – attraverso le amicizie e le radio – la musica dei cantautori italiani.Debutta come batterista, suonando per un’orchestra di ballo liscio e musica popolare, con la quale lavora per ben due anni, riuscendo così a pagarsi gli studi universitari che gli valgono una laurea breve come operatore zootecnico presso la facoltà di veterinaria. Ma la sua strada è segnata: la musica, tra pop melodico e rock d’autore, diventa sempre più importante finché, prima collaborando con Marco Baroni poi con la cantante emergente Sara Ciutto (che nel 2015 pubblica un suo brano intitolato “Tutti i desideri”) pubblica il suo primo singolo in veste di solista: “Briciole”.Il singolo piace e raggiunge 84.000 visualizzazioni su YouTube. L’album, composto da sette brani inediti, è un insieme di scatti rubati alla vita quotidiana, grazie a una sorta di macchina fotografica del tempo tra memoria e speranza, dove amore e amicizia, autostima e riscatto sociale, desideri e paure, fantasia e realtà, si mescolano in un gioco raffinato di melodie delicate e graffianti dentro le quali saltano e danzano testi raffinati ma pieni di energia.
Un po’ come il profumo del caffè….

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Il profumo bruciò i suoi occhi di Michael Imperioli

Posted by fidest press agency su domenica, 22 luglio 2018

Il profumo bruciò i suoi occhiÈ l’estate del 1976 a Jackson Heights, nel Queens. Un’estate funesta per il diciassettenne Matthew. All’inizio dell’anno suo padre si è messo in marcia con la Chrysler Newport marrone del ’72, il bagagliaio ingombro di sacchi della spazzatura pieni di vestiti, e ha pensato bene di tirare le cuoia in uno scontro sulla superstrada. Da allora Matthew trascorre le giornate nella mansarda del suo amico Willie, a guardarlo fumare erba e ad ascoltare Wish You Were Here dei Pink Floyd, mentre sua madre si intontisce di antidepressivi. In un torrido giorno di luglio, un infarto stronca il nonno Gus, e la vita di Matthew a Jackson Heights giunge al capolinea. A metà agosto sua madre inizia a imballare i loro averi in valigie e scatoloni e insieme si trasferiscono sulla East 52nd Street, a Manhattan. Benché «la città» disti solo una quindicina di minuti con il treno, l’East River potrebbe essere benissimo l’oceano Atlantico per il ragazzo. L’edificio in cui traslocano si trova in una parte lussuosa di Manhattan, una Rolls Royce se ne sta lí a oziare all’angolo con la First Avenue, mentre al volante siede l’autista con regolare berretto. Per Matthew è tutto nuovo e strano, come il misterioso inquilino dell’appartamento 8A, un tipo smilzo, tutto vestito di nero, con grandi occhiali da sole scuri e capelli cortissimi di un biondo sbiadito, da cui spunta il tatuaggio di una croce di ferro. All’apparenza uno di quei tossici che si vedono bighellonare nei pressi della stazione della metropolitana di Roosevelt Avenue. In realtà, una leggenda della musica: Lou Reed. Nell’appartamento che Reed condivide con la sua musa trans Rachel, Matthew vive il suo apprendistato all’età adulta, trovando nella rock star un mentore inusitato, un artista-sciamano capace di indicare la via quando lui perde la testa per la misteriosa Veronica, la ragazza incontrata nella nuova scuola, cosí assennata e saggia per la sua età Romanzo di formazione di rara maestria, con un adolescente come protagonista, un «Holden Caulfield privo però di cinismo» (Booklist), Il profumo bruciò i suoi occhi – il titolo è tratto da un verso di Romeo had Juliette di Lou Reed – è un magistrale viaggio nei turbamenti della gioventú e negli angoli bui della New York degli anni Settanta.
Michael Imperioli (Mount Vernon, 26 marzo 1966) è un attore e sceneggiatore statunitense. Il profumo bruciò i suoi occhi, il suo primo romanzo, ha ottenuto uno straordinario successo di critica e pubblico negli Stati Uniti.ISBN 978 88 545 16373Pagine 208 Euro 16,50 (foto copertina copyright Neri Pozza Editore Il profumo bruciò i suoi occhi)

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Lavanda e profumo abbassa pressione

Posted by fidest press agency su martedì, 8 novembre 2011

Secondo una ricerca cinese, il cui abstract è segnalato nell’ultimo numero dell’American journal of hypertension, inalare oli essenziali di lavanda, ma non quelli di ylang, ha un effetto di riduzione della pressione arteriosa. Le fragranze sono state testate su 62 soggetti normotesi che, nel corso di una visita routinaria di controllo, erano stati divisi in 2 gruppi: normali (n=32) e anosmici (n=30), secondo i criteri metodologici del Cccrc (Connecticut clinical research center of chemical sense). L’esperimento prevedeva che i volontari odorassero acqua distillata il primo giorno e ciascuna delle due fragranze, rispettivamente, nei due giorni successivi, sempre per 30 minuti ognuna. Parallelamente i ricercatori hanno misurato la pressione arteriosa media, l’attività della renina plasmatica e le concentrazioni di angiotensina I, angiotensina II e aldosterone. Nel gruppo di soggetti con funzione olfattiva integra la pressione è calata 10 minuti dopo l’inalazione di essenza di lavanda, raggiungendo il valore più basso entro un’ora, per tornare gradualmente ai valori basali nelle 4 ore successive. Mezz’ora dopo l’esposizione olfattiva anche tutti i parametri ematici misurati risultavano diminuiti. Nessun effetto si è osservato, invece, quando il test è stato eseguito con acqua distillata, nè con l’olio essenziale di ylang. Nel gruppo di soggetti anosmici i ricercatori non hanno registrato alcuna variazione di rilievo, con nessuno profumi testati. In conclusione è probabile che l’essenza di lavanda possieda un effetto ipotensivo, mediato, secondo gli autori, dall’inibizione del sistema renina-angotensina-aldosterone.(fonte farmacista33) American Journal of Hypertension 2011; 24 (11): 1257

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Miracoli e guarigioni a Medjugorie

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2011

Lettera al direttore. Lo so perfettamente che non avrei dovuto ridere. Chiedo venia, me ne vergogno, ma è stato più forte di me. L’altra sera, Ilaria d’Amico ha concluso la sua trasmissione su La7, con un breve documentario su Paolo Brosio e la Signora di Medjugorie. Brosio si commuoveva e piangeva, ed io brutta disgraziata di una credente ridevo. Non sta bene, e chiedo tre volte scusa. Brosio è il miracolato che ha scritto: “Profumo di lavanda è la fragranza che si sprigiona dai miracoli di guarigioni accaduti a Medjugorie, ma è anche la forza di Dio che infonde coraggio a quelle persone che il miracolo non hanno potuto ottenerlo. Che eroismo in queste famiglie. Quanta fede. Quanta armonia in questi cuori devastati dalla sofferenza ma capaci di tanta preghiera”. Profumo di lavanda. La Madonna accompagna i miracoli con profumo di lavanda. E nel documentario si è visto ancora il Brosio raccontare nella sostanza che lui è un privilegiato della Madonna. Lontanissimo dalla sua mente illuminata, il pensiero che dipinge un dio ingiusto che a qualcuno elargirebbe profumi e miracoli, a qualcun altro (eroico) solo il profumo, e a qualcun altro, non eroe, e neppure santo come Brosio, né l’uno né l’altro. E piangeva per la commozione mentre narrava, ed io brutta disgraziata d’una credente sono stata capace di ridere. Io non sarò mai una privilegiata della Madonna. Come farò? (Miriam Della Croce)

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Il profumo della politica

Posted by fidest press agency su domenica, 6 febbraio 2011

Negli anni della costituente, un gruppo di deputati chiamati “i professorini”, si accamparono in una Roma ancora affamata e disagiata presso un ospitale  appartamento situato alla Chiesa nuova di San Filippo Neri. In questa casa e poi successivamente in un altro appartamento (e contemporaneamente in un rifugio studentesco ospitato dai Padri dell’Oratorio) si formò una comunità di studio e di politica che ebbe una certa importanza, sia nella scrittura della Costituzione, sia nel dibattito intorno ai problemi politici della nascente democrazia cristiana. Telemaco Portoghesi Tuzi, nipote di una donna straordinaria, la Signorina Laura Portoghesi, che esercitava la virtù dell’ospitalità, ci racconta la storia di questa casa e gli avvenimenti di questa stagione. Ci rivela un aspetto familiare, curioso e quotidiano di un “sodalizio di convivenza” (così lo chiamava Dossetti). Il fatto straordinario è che da questa cronaca casalinga e quotidiana esce con prepotenza e sorpresa un profumo della politica che avevamo dimenticato: nella sua semplicità questo libro è importante per capire il “dossettismo”.
Sappiamo che Dossetti aveva un identità complessa, difficile ad essere catalogata. In lui si fondano due alte concezioni: sono da un lato la coscienza della catastrofica crisi dell’umanità, e dall’altro la ricerca di uno strumento storico, adatto ai tempi, e quindi anche politico che rendesse presente ed utile e quindi salvifica, l’azione dei cattolici.. Lo strumento storico cresciuto sotto l’oppressione del fascismo era l’Azione Cattolica., che aveva raccolto l’eredità dispersa di 50 anni di azione sociale sfociata nella breve esperienza di un partito politico singolare: il Partito popolare. Nell’Azione Cattolica si era conservato il vecchio lievito e si era ammassata nuova farina. Ma tutte le intelligenze della cultura cattolica erano tese a capire di che pasta sarebbe fatto il nuovo pane.
E’ su questo terreno che avvenne lo scontro, prima con Gedda e poi con de Gasperi. La coscienza tragica della immensità delle crisi non poteva accettare la versione volontaristica e militante della organizzazione geddiana che imitava, seppure in forme migliorative, l’azione massificante di regimi totalitari. E fu forte l’accusa di quasi pelagianesimo da parte dei dossettiani.. Più imponente di tutti resta il monumento della Costituzione e dopo cinquant’anni quella sua inaspettata “discesa in campo” dettata dalla necessità di difenderla.
La cultura della crisi è oggi fonte di ispirazione e di preoccupazione negli alti documenti pontifici. Si può senz’altro affermare che la Chiesa dopo il concilio  è stata attenta a denunciare i mali della globalizzazione selvaggia e ad invocare un governo giusto dell’economia globale per difendere i più deboli  dalla fame e dallo sterminio previsti. Ed, in alcuni casi, questa è  stata l’unica voce, che si sia levata.Ma non è solo una crisi morale. E’ ancor prima una crisi culturale. Dove è la coscienza che a noi spetta il compito di salvare l’umanità ? Dove è l’impegno morale che da ciò deriva a coloro che fanno politica, la più alta azione di carità che si possa mai compiere?
Il risorgimento portò l’Italia dall’irrilevanza ad una funzione politica mondiale, assolta talvolta bene, talvolta male. Ma oggi la mancanza della cultura della crisi e della vocazione italiana, porta l’Italia a ripiegare dalla sua missione mondiale all’irrilevanza di un’ espressione geografica. Questi i pensieri e gli interrogativi che un libro curioso può ispirare ricordando il profumo della politica. (Bartolo Ciccardini, in sintesi)

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Mabe: Profumo di Silenzio

Posted by fidest press agency su domenica, 3 ottobre 2010

San Bonifacio (Vr) fino al 24/10/2010 Via Villabella, 74/76 Villa Gritti di Villabella E’ dedicata al “Profumo di Silenzio” la mostra che l’artista Mabe (al secolo Marina Bertagnin) firma a Villa Gritti e organizzata da Itaca Investimenti d’Arte con il Patrocinio del Comune di SanBonifacio. Accanto ai lavori piu’ significativi della sua carriera, presenta in particolare tre opere di nuova creazione ispirate al motivo del silenzio, tematica sulla quale e’ incentrata la sua personale ricerca, come concetto e come valore, che nell’arte afferma la forza suprema della bellezza e l’essenza del messaggio.  Si tratta di un percorso affascinante attraverso il processo di creazione dell’opera ma anche verso la costruzione di significati “altri” che costituiscono il mistero dell’opera stessa. Il visitatore viene quindi accompagnato in un viaggio nella conoscenza, immerso in un ambiente che porta i segni prestigiosi della storia e che, grazie alla presenza delle opere, si confronta dialetticamente con la contemporaneità. (mabe)

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“Il profumo del nagatampo”

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 settembre 2010

Bologna dal 18 ottobre 2010 al 9 maggio 2011, il lunedì dalle ore 17.30 alle ore 19.30, presso la Sala delle Assemblee della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna  (Via Farini, 15) Salgari e il suo immaginario nel centenario della morte.  Venticinque lezioni a cura di Antonio Faeti  Le lezioni, gratuite e a numero chiuso Le iscrizioni si accettano fino al 30 settembre 2010, secondo l’ordine d’arrivo delle richieste. Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna accoglie la proposta di un quarto corso di specializzazione nell’ambito del progetto ideato e curato dal prof. Antonio Faeti con l’intento di offrire quest’anno un’occasione importante tra le iniziative culturali promosse per l’anniversario di Emilio Salgari. Il progetto di Antonio Faeti accompagna i lavori di restauro della Rocchetta Mattei luogo, unico nell’Appennino bolognese, che in futuro potrebbe ospitare un centro preposto a presidio e promozione di studi e attività inerenti alle tematiche trattate durante i corsi in questi anni: narrativa, immaginario, fiaba, fantastico, fumetto e illustrazione. (faeti, salgari)

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Il profumo e l’essenza

Posted by fidest press agency su sabato, 2 gennaio 2010

Il termine “essenza” è di uso comune nell’ambito della preparazione di profumi. Osservando il processo di estrazione di un’essenza si trae la sensazione di qualcosa di etereo, di volatile, che progressivamente si libera, per poi esser catturato tramite i nervi olfattivi dal rinencefalo, la parte più arcaica del cervello, indipendentemente dalla coscienza. Come a dire che attraverso l’olfatto l’uomo ha la possibilità di captare l’essenza delle cose con immediatezza, senza passare attraverso l’elaborazione razionale. Per esempio: di un fiore che presenti pure caratteri morfologici diversi, cresciuto naturalmente o in una serra, noi percepiremo quel profumo e sempre quello stesso: potrà variare d’intensità, ma terrà sempre impressa in sé la “signatura” caratteristica della sua funzione, della sua essenza. Nell’olfatto è inscritta la memoria più antica. In tal senso il processo olfattivo sembra ripercorrere pari pari quello alchemico, che ha allo stesso modo, come esito finale, il raggiungimento dell’essenza: come per sintetizzare un fiore, cioè per distillare i suoi petali, è necessario il fuoco, così nel naso il medesimo processo si attua mediante la ricca vascolarizzazione di cui quest’organo è dotato, e cioè mediante il fuoco-sangue. L’olfatto ci restituisce così la possibilità di riconoscere le cose senza vederle e toccarle, ma captandone l’essenza che, tradotta su un piano fisico, è l’odore che da esse emana.  E che non dimentichiamo più. Rispetto agli altri sensi infatti, l’olfatto imprime nella nostra psiche una “memoria” che resta in modo indelebile con noi. Dall’odore dei cibi dell’infanzia, a quello del mare o dell’erba di un luogo per noi significativo; dall’odore del corpo dell’amato, a quello del gesso, della stampa o dell’asfalto … Più che in un album di foto, più che nel cassetto dei ricordi, la nostra storia è una memoria di odori.

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Passeggiata tra i masi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 luglio 2009

masiOtto chilometri di Alpe di Siusi (BZ), da percorrere come dentro una cartolina tra scorci rurali e naturali: è il sentiero dei masi di Aica di Fiè. L’itinerario prevede la partenza dal Castello di Presule, e l’arrivo alla Chiesetta di Santa Caterina, ma la libertà è assoluta. Si può accedere al sentiero in diversi punti, percorrerne tratti più brevi, invertire il senso di marcia, secondo l’ispirazione del momento. Catturati dalla varietà della flora e della fauna, conquistati dai piccoli dettagli di momenti di vita quotidiana dei contadini, inebriati dal profumo di pane appena sfornato o latte appena munto, sedotti dalla bellezza di un panorama che improvvisamente si apre dopo una curva… Il percorso è caratterizzato da tesori artistici e naturali, esposto al sole e che non mancherà di emozionare adulti e bambini. E’ percorribile nel tratto da Castel Presule ad Aica di Fiè agevolmente anche con il passeggino. I più piccoli saranno senza dubbio affascinati dal ponte sospeso sul Rio Laus, degno di un racconto d’avventura alla Indiana Jones! Le case e i terreni privati che il percorso tocca sono il maso Gstatsch, il maso Guntschöll, il maso Front e il maso Unterharder, con ingressi e congiunzioni a Mitterpsenn, Oberpsenn, Innerpeskoler, Federer ed Aica di Fiè. Il punto di partenza, Castel Presule, si trova a 856 metri di altitudine, mentre quello di arrivo, la Chiesetta di Santa Caterina a 867 metri. Si passeggia sempre in quota, con un dislivello di circa 140 metri in salita e 130 metri in discesa. L’intero tracciato è lungo circa 8 chilometri e il tempo di percorrenza è stimato in 4-5 ore di cammino. Per il ritorno si possono attraversare a piedi i verdi prati dello Schnaggenkreuz, oppure si può prendere l’autobus del trasporto pubblico che porta direttamente a Presule. Il depliant con i tracciati, le deviazioni e le piantine dettagliate è a disposizione degli ospiti dell’Alpe di Siusi negli uffici di informazione turistica. http://www.ellastudio.it/articolo-3194.htm (masi)

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Romantik Hotel: vernissage del pittore Gabin

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2009

romantic hotelAcquafredda (PZ) dal 24 al 26 luglio il Romantik Hotel Villa Cheta Elite spalanca le sue porte all’arte, in occasione della seconda edizione del festival “MarARTEa, il Mare nel Mito”. Costruita in elegante stile Liberty, la dimora della nobile famiglia dei Marsicano, trasformata poi in hotel e rilevata nel 1982 da Piero e Stefania Aquadro, diventerà con la sua splendida terrazza una piccola mostra a cielo aperto. Si è qui rivelata al pittore Giangiacomo Gabin, friulano di nascita e vicentino d’adozione, la scenografia ideale per il vernissage e l’esposizione di “Tra sogno e luce”, ciclo di venti sue opere selezionate appositamente per l’evento, in esposizione dal 22 al 30 agosto. Ospiti dell’hotel, durante la tre giorni del Festival, diversi artisti coinvolti nella manifestazione potranno ammirare le stanze della villa e respirare il profumo di una tradizione mai abbandonata. Accanto ad un servizio di alto livello, saranno coccolati e avvolti in un ambiente arredato con gusto, tra i colori delle vetrate, rigorosamente originali, il calore dei mobili d’epoca e delle stoffe pregiate, la luce dei pizzi e degli specchi antichi. Non mancherà loro l’ispirazione, tra gli alberi centenari del giardino e nell’atmosfera intima delle pochissime stanze della villa, di fronte al panorama cristallino del Tirreno, assaporando, perché no, i piatti raffinati e tipicamente lucani del ristorante. Marartea è un percorso d’arte contemporanea permanente che coinvolge tutta l’area del porto di Maratea, dove saranno collocate sculture, installazioni, murales, mosaici e fotografie, creando così una passeggiata artistica all’aperto. Una volta conclusa la manifestazione, i lavori realizzati dagli artisti verranno donati all’Associazione culturale MARartEA, per il nascente MARartEA open museion.

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Editoria: Mayumi Hattori L’Oscurità e la luce

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 aprile 2009

Edizioni Controluce pagine 216, Euro 15,00. Reia è cieca, misura l’ambiente e le poche persone che sono con lei, attraverso il suono delle voci e i profumi dei corpi. Dafne, una donna misteriosa, la sorveglia: le ispira paura, la sua voce è minacciosa, il suo profumo insopportabile. Reia ha tre anni quando ha inizio il racconto. Vive isolata dal mondo, in un luogo misterioso, chiuso nel tempo dei libri e della musica, circondato da nemici che tengono in loro potere il padre, un re spodestato, che è il suo punto di riferimento e il suo unico tramite con il mondo.L’oscurità e la luce è un romanzo affascinante che mescola magistralmente fiaba antica e moderna, horror gotico e storie criminali del nostro tempo. Una fiaba vera dove i cattivi, giocando i ruoli fondamentali dell’universo infantile, ne rappresentano le paure e i traumi.Myuami Hattori  è nata a Tokio nel 1948. Diplomata presso l’Accademia di Belle Arti, nel 1984 viene premiata nella decima edizione della mostra d’arte nippo-francese. Come ricordo dell’evento scrive Toki no arabesque – Arabeschi del tempo, con cui vince il premio “Yokomizo Seishi”. Da allora ha pubblicato numerose raccolte di racconti mistery. È morta nel 2007.

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