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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘progetto europeo’

Silvia Costa ci insegna cosa significa essere parlamentare europeo

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 aprile 2019

silvia costaScrive Silvia Costa: “In questi dieci anni in Parlamento europeo ho vissuto una esperienza straordinaria, umanamente e politicamente, condivisa con i valorosi colleghi della Delegazione del PD, guidata con generosità e intelligenza da Patrizia Toia. Li ringrazio per la fiducia, la solidarietà e l’amicizia. Un percorso che non è stato solitario ma condiviso con preziosi collaboratori e con tanti interlocutori, associazioni e istituzioni in Italia e in Europa, promuovendo e sostenendo il dialogo tra quanti hanno a cuore il futuro del progetto europeo e il futuro del pianeta nel quadro dell’Agenda 2030, dove la questione ambientale e sociale sono strettamente intrecciate, come ci insegna la “Laudato si’”. Abbiamo vissuto una stagione di complessa transizione attraversata da crisi internazionali e da sfide politiche che hanno rischiato di minare la stessa identità e il senso di appartenenza dei cittadini all’Unione europea.
Per questo ho deciso di impegnarmi in questi anni sulle questioni che sono alla base di uno sviluppo sostenibile, intelligente e inclusivo: l’educazione, la cultura, le nuove generazioni, una cittadinanza europea paritaria e solidale, la strategia digitale europea, la dimensione sociale.
Ho lavorato infatti per la costruzione di uno spazio europeo dell’Istruzione e della formazione, per una nuova politica europea per la cultura e la creatività, per le pari opportunità tra uomo e donna, per la cittadinanza solidale e il futuro dei giovani e per costruire l’Europa del sociale anche nell’intergruppo contro la povertà e in quello sui diritti dell’infanzia. Ma anche per realizzare un ecosistema digitale sostenibile e che tuteli i diritti fondamentali, il lavoro culturale e creativo e la democrazia.
Su questi obiettivi ho ottenuto importanti risultati: i programmi Erasmus+ ed Europa creativa (di cui sono relatrice) sono diventati per milioni di europei un punto di riferimento e un’esperienza concreta e su questi il Parlamento ha deciso di investire risorse moltiplicate per il prossimo settennio.
Le importanti Direttive sui servizi media audiovisivi online e sul Copyright hanno qualificato l’Europa come l’unica realtà mondiale dove si definisce un fondamentale equilibrio tra la libertà della rete, la responsabilità dei grandi player digitali e la tutela del lavoro creativo e giornalistico.
È diventato realtà il Corpo Europeo di Solidarietà per i giovani fino a 30 anni, la Direttiva sulla conciliazione famiglia/lavoro, la garanzia europea per l’infanzia, il rifinanziamento del Fondo sociale europeo.
Un impegno che ho vissuto con intensità, prima come Presidente della Commissione Cultura, Educazione, Giovani, Media e Sport del Parlamento europeo e poi come coordinatrice del gruppo S&D. Alla conclusione di questo decennio posso dire che, grazie al contributo del Gruppo S&D, l’Europa è più equa, sostenibile e inclusiva con il superamento dell’austerity, il nuovo Pilastro sociale e gli investimenti per lo sviluppo sostenibile. Per questo oggi c’è più consapevolezza che l’Europa unita è il nostro destino comune e l’unica prospettiva di libertà, pace, democrazia e giustizia. Ho deciso di non presentarmi per un nuovo mandato al Parlamento europeo. Con fiducia e un po’ di orgoglio affido ad una nuova generazione democratica un patrimonio rilevante di valori, di risultati e di nuove sfide che attendono l’Europa e che solo nel Partito Democratico possono trovare un interlocutore attento e credibile. Continuerò ad impegnarmi con passione su queste tematiche, tenendo viva la straordinaria rete di competenze e di condivisione costruita in questi anni in Italia e in Europa”. (Silvia Costa)

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Al via a Parma il progetto europeo EuroPLEx coordinato dall’Ateneo

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 marzo 2019

Parma Si è tenuta nei giorni scorsi al Campus Scienze e Tecnologie dell’Ateneo la prima riunione del Supervisory Board di EuroPLEx (European network for Particle physics, Lattice field theory and Extreme computing), una rete di ricerca europea finanziata dall’Unione Europea nell’ambito di Horizon2020, il programma quadro europeo per la promozione della ricerca e dell’innovazione.L’Università di Parma è l’ente coordinatore del progetto, che vede la responsabilità scientifica del prof. Francesco Di Renzo, docente di Fisica Teorica al Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche (SMFI). Il finanziamento dell’Agenzia Esecutiva per la Ricerca (REA) della Commissione Europea ammonta a poco più di 4 milioni di euro, di cui circa 700.000 euro sono destinati al Dipartimento SMFI.
All’interno di EuroPLEx saranno formati 15 giovani ricercatori in 9 università europee: oltre a Parma, le università di Berlino (Hümboldt), Regensburg e Bielefeld in Germania, le università di Edinburgo e Swansea nel Regno Unito, il Trinity College di Dublino in Irlanda, la Università Autonoma di Madrid in Spagna e quella di Odense in Danimarca. Due di questi giovani ricercatori, uno svedese e una indiana, stanno iniziando il loro percorso di studi e ricerche a Parma. Otto dei 15 ricercatori di EuroPLEx sono già stati selezionati e i rimanenti 7 stanno per esserlo; i due che lavoreranno a Parma sono fra i primi otto già selezionati: dei restanti 6, ben quattro sono italiani e svolgeranno il Dottorato in Germania e Irlanda.
Gli obiettivi di ricerca dei gruppi delle 9 università coinvolte riguardano la Fisica delle particelle elementari. Anche EuroPLEx infatti è parte del grande sforzo collettivo che cerca di comprendere a livello teorico quello che ancora ci sfugge, attraverso studi teorici sempre aperti al confronto con gli esperimenti: per questo in EuroPLEx sono presenti come partner 5 istituzioni di ricerca (il CERN, la tedesca DESY, la statunitense BNL e 2 gruppi delle università di Birmingham e Groningen) che coprono un ampio ventaglio dei più importanti esperimenti di fisica delle particelle condotti in tutto il mondo.
La ricerca di EuroPLEx fa cooperare strumenti di indagine matematico/formale e numerico. Il calcolo ad elevate prestazioni è uno dei pilastri che rendono possibile le ricerche di EuroPLEx: per questo anche due grandi aziende produttrici di sistemi di calcolo (CRAY e nVidia) sono partner del progetto. La formazione di professionalità che potranno spendersi non solo in ambiente accademico è uno dei punti di forza del progetto. Un secondo esempio è fornito dal settore che in anni recenti è divenuto noto come Data Science: la capacità di analizzare in modo affidabile grandi moli di dati per trarne informazioni significative (e previsioni, nel caso) è una delle sfide della nostra società, dalla medicina all’economia, dalla fornitura di servizi all’industria della cultura e della comunicazione. Per questo, altri 3 partner industriali coopereranno con le ricerche di EuroPLEx: fra questi la ditta parmigiana Maps, la ditta inglese WePredict attiva nel mondo automotive e la branca tedesca di Google.Altri due partner industriali di EuroPLEx vengono dal settore della industria della comunicazione scientifica: la spagnola Prensa Científica e la società di Trieste SISSA Medialab.

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Medicina Personalizzata: l’Italia alla guida del progetto europeo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 dicembre 2018

Si concentrerà su big data, sistemi integrati in sanità, innovazione, policy maker, aspetti socio-economici e industria della salute, il lavoro di “Regions4PerMed: Interregional coordination for a fast and deep uptake of personalised health”. Si tratta di un progetto europeo incentrato sul ruolo cruciale delle regioni per l’implementazione dei programmi di medicina di precisione e che vede l’Italia protagonista con due realtà d’eccellenza nell’ambito delle scienze delle vita, la Fondazione Toscana Life Sciences come coordinatore del progetto (Regione Toscana) e la Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (Regione Lombardia). Dall’Europa, assegnati 1,7 milioni di euro per un percorso quadriennale che ha l’obiettivo di coinvolgere fino a 180 diverse regioni e oltre 1.000 stakeholder.
Una sfida, quella della medicina personalizzata, colta ormai da molti Paesi ma che, se da un lato rappresenta una vera rivoluzione in termini medico-scientifici e organizzativi, dall’altro affronta e cerca di rispondere ad alcune criticità in termini di sostenibilità, privacy, etica etc. Perché le enormi potenzialità di questo nuovo approccio, non solo alla cura ma anche e soprattutto in termini predittivi e preventivi, non restino teoria ma possano rappresentare veramente il futuro prossimo della scienza e della medicina, è dunque fondamentale un intervento che definisca le linee guida di implementazione a supporto dei futuri programmi di ricerca e innovazione sul tema.
Un futuro nel quale la UE crede molto se consideriamo che nei bandi Horizon2020 sono ben 170 i progetti dedicati alla medicina personalizzata per i quali sono stati stanziati circa 870 milioni di euro dalla Commissione Europea (ai quali vanno aggiunti altri 40 progetti del programma IMI – Innovative Medicine Initiative) e lo stesso vale in termini di strategie regionali innovative per la smart specialisation (RIS3), con 52 regioni che stanno già sviluppando policy adeguate sul tema della medicina personalizzata. La trasformazione dei sistemi sanitari da modelli di cura reattivi a sistemi predittivi e preventivi e, dunque, l’implementazione del paradigma della medicina personalizzata, richiede la collaborazione e l’allineamento tra molteplici attori e programmi europei sia tra Stati membri ma soprattutto tra regioni europee, al fine di costruire un piano d’azione integrato per favorire l’innovazione nel settore. In quest’ottica il progetto, basato sul dialogo tecnico con i massimi esperti internazionali e che ha già coinvolto quasi 50 regioni europee, affronterà temi quali intelligenza artificiale e cartelle cliniche elettroniche, telemedicina e procurement innovativo, per individuare i maggiori ostacoli a un pieno sviluppo della medicina personalizzata, nonché indicare quali investimenti (anche congiunti a livello interregionale) poter attivare. Il lavoro sarà supervisionato dal punto di vista tecnico e scientifico anche da un Advisory Board composto da figure di spicco del mondo dell’Industria, dell’Università, delle Aziende ospedaliere o appartenente ad altri Istituti del settore salute.

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Progetto europeo contro la zanzara tigre

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 ottobre 2018

È partito il primo progetto europeo focalizzato sull’emergenza delle zanzare invasive, ovvero di quelle specie – anche dette alloctone – che a causa dell’azione umana si trovano ad abitare e colonizzare un territorio diverso dal proprio areale storico, alterando l’ecosistema e causando danni al benessere e alla salute delle persone.Si tratta dell’AIM-COST ACTION (Aedes Invasive Mosquito- Cooperation in Science and Technology), progetto che, sotto il coordinamento di Alessandra della Torre del Dipartimento di Sanità pubblica e malattie infettive della Sapienza, è risultato vincitore delle selezioni del 2018, collocandosi nel 7% dei progetti COST finanziati dall’Unione Europea.Il COST sostiene ogni anno progetti che mirino a sviluppare sinergie transnazionali e intersettoriali per affrontare in maniera comune e coordinata problemi tecnologici, sociali e sanitari, finanziando le attività di networking e mobilità internazionale. La principale missione dei progetti COST è l’abbattimento di disuguaglianze tecnologiche e culturali tra paesi dell’Unione Europea e di regioni limitrofe, attraverso la creazione creazione di una rete di ricercatori europei che possano ottimizzare gli sforzi e affrontare insieme le difficoltà in sinergia con le istituzioni pubbliche e le aziende private.Negli ultimi 30 anni, l’Italia e molti altri paesi mediterranei, hanno visto stabilirsi sul proprio territorio specie di zanzare invasive le cui uova venivano importate, attraverso il commercio di copertoni usati ripieni d’acqua, dall’areale originario nel sud-est asiatico. Queste specie alloctone, prime fra tutte l’Aedes albopictus (la famigerata Zanzara Tigre), hanno trovato nei paesi dell’Europa mediterranea ottime condizioni per la loro sopravvivenza e riproduzione. Essendo in grado di pungere durante le ore diurne, a differenza delle specie autoctone con attività notturna, l’invasione di queste zanzare ha inciso sulla possibilità di godere degli spazi aperti nella stagione calda.“La Zanzara Tigre – spiega Alessandra della Torre – non si è rivelata solo un “fastidio”, ma una vera e propria emergenza di sanità pubblica, essendo capace (come lo sono d’altra parte anche altre specie di zanzare invasive), quando entra in contatto con una persona colpita da un virus esotico, di infettarsi a sua volta e, dopo alcuni giorni, di trasmettere il virus a una persona sana”.Virus come quello Dengue, Chikungunya e Zika, capaci di provocare nell’uomo malattie fortemente debilitanti, erano già molto diffusi nelle regioni tropicali, ma l’estensione dell’areale delle zanzare Aedes albopictus a regioni più temperate, ha aperto la possibilità di trasmissione anche in Europa. Ne sono testimonianza l’epidemia di Chikungunya del 2017 in Lazio e Calabria, con quasi 500 casi di persone infette, alcune delle quali con sequele patologiche durate per diversi mesi.
“L’obiettivo – conclude Alessandra della Torre – è quello di creare un percorso virtuoso che consenta di arrivare a fornire, nei 4 anni di finanziamento, a tutti i paesi linee guida innovative e specifiche per le diverse situazioni ecologiche, sanitarie ed economiche, in sinergia con le principali agenzie internazionali, quali l’European Center for Disease Control, la sezione europea dell’Organizzazione mondiale della sanità e l’European Mosquito Control Association”.

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Importante finanziamento europeo per un progetto innovativo della sezione di Fisica di Unicam

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 settembre 2016

vitaliCamerino. Ancora un eccellente risultato per la ricerca dell’Università di Camerino. La sezione di Fisica della Scuola di Scienze e Tecnologie ha ottenuto infatti un importante finanziamento europeo nell’ambito del programma comunitario Horizon2020, nel settore FET (Future and emerging technologies).
Il progetto, denominato “HOT – Hybrid optomechanical technologies”, che vede la collaborazione di ben 17 partner europei, 4 del mondo industriale (Thales, IBM, STMicroelectronics, HITACHI) e 13 atenei, di cui Unicam unico ateneo italiano, è stato finanziato con ben 10 milioni di euro.“L’obiettivo del progetto – ha dichiarato il prof. David Vitali, docente della sezione di Fisica e coordinatore per Unicam del progetto – è quello di esplorare e sviluppare, anche in collaborazione con le aziende, delle piattaforme hardware “ibride”, in grado cioè di connettere tecnologie diverse e sistemi fisici diversi (luce in fibre ottiche, segnali elettrici, onde radio e microonde), specialmente nel settore delle tecnologie dell’informazione”.“Fra quattro anni, tanto durerà il progetto, – prosegue il prof. Vitali – ci aspettiamo di realizzare prototipi di sistemi integrati in grado di velocizzare lo scambio di comunicazioni e di migliorare la integrazione con sensori di varia natura, con applicazioni anche agli smartphone ed alla cosiddetta “internet of things” ovvero al controllo remoto di dispositivi e sensori “intelligenti”. Il progetto è la naturale continuazione e significativa estensione di iQUOEMS, il progetto europeo coordinato dal Prof. Vitali, con il quale sono iniziate le attività di ricerca in questo settore, che è stato finanziato dalla Commissione Europea nel 2013 e che terminerà a fine anno.Questo successo conferma ancora una volta l’eccellenza della ricerca in Fisica a Unicam, il cui corso di laurea in Fisica offre accanto al curriculum tradizionale anche un nuovo curriculum in “Innovazione Tecnologica”, più orientato verso le molteplici applicazioni della Fisica allo sviluppo tecnologico ed al mondo produttivo. (foto: vitali)

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Concorso del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 aprile 2009

Parma. Scade il prossimo lunedì 11 maggio il bando (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 28 del 10/04/2009), per titoli ed esami, per 6 posti di cat. EP, area tecnica, tecnico scientifica ed elaborazione dati, a tempo determinato per anni tre, da assegnare al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università degli Studi di Parma, nell’ambito del Progetto Europeo n. 228045-OFAV.

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La creatività nel triangolo della conoscenza

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2009

Roma, 7 Aprile 2009 , ore 9.00 Unioncamere Piazza Sallustio, 21 evento di lancio della campagna nazionale di informazione e comunicazione volta a coinvolgere i cittadini, le imprese, il mondo accademico e quello della ricerca, nella costruzione del progetto europeo, promossa dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea insieme alle  principali reti di informazione dell’Unione europea ed a Universitas Mercatorum, Università telematica delle Camere di commercio italiane  in occasione dell’Anno Europeo della Creatività e dell’Innovazione. L’obiettivo è sensibilizzare all’importanza della creatività, dell’innovazione dello spirito imprenditoriale, sia per lo sviluppo personale, che per la crescita economica e l’occupazione, stimolando la ricerca e favorendo il   dibattito sul piano politico.  Interverranno, fra gli altri:  Andrea Ronchi, Ministro per le Politiche europee Renato Brunetta, Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione   Andrea Mondello, Presidente Unioncamere e Universitas Mercatorum Daniel Jacob, Direttore Generale Aggiunto  per la ricerca  Ricerca, Commissione europeaGiovanni Colombo, Governing Board, European Institute of Technology Roberto Di Giovan Paolo, Segretario 14a Commissione permanente (Politiche dell’Unione europea), Senato della Repubblica Renato Ugo, Presidente Agenzia per la Diffusione delle Tecnologie per l’Innovazione Patrizio Bianchi, Presidente Fondazione CRUI, Rettore Università degli studi di Ferrara Francesco Profumo, Rettore Politecnico di Torino

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