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Posts Tagged ‘progetto pilota’

Progetto pilota per il benessere: oltre 700 persone coinvolte in due istituti

Posted by fidest press agency su sabato, 11 novembre 2017

bolognaBologna. A un anno dal lancio della sperimentazione in due istituti scolastici della regione emilia-romagna, è pronto per essere reso pubblico il progetto pilota di affiancamento psicologico alle scuole per il miglioramento del benessere scolastico. Nato dall’impegno del Gruppo di Lavoro dell’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna sulla Psicologia Scolastica, cui hanno partecipato anche le Università di Bologna e di Parma, il progetto ha coinvolto oltre 700 tra insegnanti, studenti e genitori nel corso dell’anno scolastico 2016/2017. L’obiettivo è favorire il benessere in molti modi, che vanno ben oltre il solo sportello d’ascolto (CIC), in linea con quanto scritto nella legge nota come “La Buona Scuola”.
Strutturato appositamente per essere ripetibile anche in altri contesti scolastici, il progetto è stato messo in pratica presso il “Pascal Comandini” di Cesena e il “G. Leopardi” di Castelnuovo Rangone (MO). Alla base una impostazione che favorisce da un lato l’apprendimento e la crescita personale degli alunni, dall’altro un contesto collaborativo tra gli adulti impegnati a vario titolo nel mondo scuola, permettendo interventi di prevenzione su ogni tipo di disagio. Lo psicologo che opera nella scuola, infatti, non si limita solamente alla “soluzione dei problemi” e alla presa in carico dei casi più difficili, ma soprattutto collabora con l’istituzione per promuovere un clima relazionale positivo in un atteggiamento di rete. Il progetto è stato infatti mirato al miglioramento e al potenziamento, dal punto di vista psicologico, di modelli educativi e didattici efficaci, in un’ottica di prevenzione e crescita del benessere. Come sottolinea Anna Ancona, la Presidente dell’Ordine degli Psicologi ER, d’altra parte, “quelle normalmente viste come situazioni emergenziali e improvvise sono spesso, in realtà, del tutto prevedibili, poiché connesse a difficoltà strutturali che possono essere individuate preventivamente, come insegna la psicologia di comunità”. Il progetto ha fatto uso di vari strumenti psicologici, dai questionari di autovalutazione, ai focus group e alle attività transdisciplinari e interclasse, fino al questionario e al confronto conclusivo. Ne è emerso un quadro dove sono le scuole stesse a esprimere la necessità di comprendere meglio sia in che cosa consista la “cittadinanza attiva e democratica” menzionata nella legge de La Buona Scuola, sia come mettere in pratica le prescrizioni che pure sono contenute nella legge.
Più nel dettaglio, il testo, (art. 7 comma d), tratta di “sviluppo delle competenze in materia di cittadinanza attiva e democratica attraverso la valorizzazione dell’educazione interculturale e alla pace, il rispetto delle differenze e il dialogo tra culture, il sostegno dell’assunzione di responsabilità, nonché della solidarietà e della cura dei beni comuni e della consapevolezza dei diritti e dei doveri”, ma non chiarisce quale sia la definizione di questi aspetti, né come realizzarli. “Il progetto ha anche questo fine – spiega Anna Ancona – fornire alle scuole indicatori chiari, individuati ad hoc, per contribuire a rendere osservabili e misurabili queste competenze di cittadinanza attiva, valorizzando negli studenti le capacità di essere autonomi, responsabili, consapevoli dei propri e degli altrui diritti e doveri.” L’occasione per la restituzione del lavoro svolto sarà il convegno “Scuola e Psicologia: un’alleanza possibile” – aperto a psicologi, dirigenti scolastici, insegnanti e a tutti gli operatori degli istituti scolastici della regione -, che si terrà il 16 novembre dalle 14:30 presso l’Hotel Europa a Bologna. L’accesso è gratuito e per partecipare è necessaria l’iscrizione sul sito dell’Ordine.

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Progetto-pilota congiunto di alternanza scuola-lavoro

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 giugno 2017

udineUdine. E’ stato costruito su misura per le esigenze dei licei e coordinato dalla Camera di Commercio, assieme alle scuole stesse e all’Ufficio scolastico territoriale di Udine. Un progetto che punterà sui ragazzi come risorsa in grado, assieme a tutor esperti, di formarsi, di entrare in azienda e di portare, infine, percorsi d’innovazione concreti e sui temi di industria 4.0, di cui l’impresa potrà beneficiare direttamente. È stato accolto con molto favore dai licei del territorio che hanno deciso di aderire alla “chiamata” della Camera di Commercio, che tramite il suo Friuli Future Forum negli ultimi anni ha intensificato e perfezionato il lavoro con le scuole. Scuole che, nelle scorse settimane, avevano proprio chiesto l’aiuto della Camera per riuscire a fare un passo in più, insieme, sul delicato tema dell’alternanza, soprattutto per i licei strada nuova e molto sfidante. Il progetto è ancora in fase di elaborazione e sarà costruito in modo condiviso fra tutti i soggetti coinvolti, ma ha già linee-guida chiare su cui hanno concordato tutti. Come spiega il presidente camerale Giovanni Da Pozzo, impegnato da subito nell’elaborare l’idea anche alla luce della competenza di orientamento al lavoro affidata esplicitamente alle Cciaa dalla riforma, «vogliamo avere al centro, da un lato, i giovani e la loro necessità di essere resi protagonisti di un itinerario di crescita nel mondo dell’economia e delle imprese, che li veda veramente portatori di quella innovazione che naturalmente hanno dentro. Dall’altro, le nostre piccole imprese, per le quali, avendo in genere pochissimo personale, non è sempre facile gestire percorsi di alternanza. Di essa vogliamo “ribaltare” il concetto: da peso vogliamo trasformarla in una risorsa efficace per tutte le parti coinvolte, le scuole, le aziende, gli studenti che si preparano al futuro». Ci sarà una prima fase di coinvolgimento di una decina di studenti per scuola, che vivrebbero poi una “contestualizzazione” preventiva, ossia una formazione e un orientamento specifici su come si caratterizza l’economia friulana, sull’impresa 4.0 e i diversi settori produttivi – specie quelli delle aziende con cui collaboreranno –, tra opportunità, esigenze, difficoltà, ma anche scenari di evoluzione. I gruppi di studenti, sempre seguiti da tutor esperti, sarebbero poi assegnati alle imprese, selezionate dalla Cciaa anche in base all’appartenenza a settori diversi: turismo, artigianato, agrifood, manifattura, Ict, servizi. L’esperienza dovrebbe consistere quindi nell’ingresso in azienda, nell’osservazione dei lavoro e nella produzione di un progetto che suggerisca all’azienda modalità di innovazione nei propri processi e prodotti. «Un’esperienza, quindi, con un obiettivo concreto, utile alle imprese e motivante per i ragazzi», ha spiegato il project manager di Fff Renato Quaglia nel presentare il progetto ai rappresentanti dei licei con il segretario generale Maria Lucia Pilutti. La Pilutti ha anche evidenziato la necessità di puntare sui temi di impresa 4.0 come punto di forza del percorso degli studenti e per le aziende, e ha presentato un’ulteriore opportunità, in questo caso internazionale, di alternanza per i ragazzi, che potranno essere coinvolti in percorsi specifici in alcune Camere italiane all’estero.
Il progetto-pilota d’innovazione potrebbe partire il prossimo autunno, con la prima fase di preparazione degli studenti e l’individuazione dei tutor esperti a fine inverno. A giugno l’ingresso in azienda e infine la produzione del progetto alle imprese ospitanti.

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“Progetto Pilota MAECI – L’esperienza in Germania”

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 luglio 2016

innovazioneStoccarda. Il Senatore Di Biagio e’ intervenuto a Stoccarda all’incontro dal tema “Progetto Pilota MAECI – L’esperienza in Germania” organizzato dal Responsabile IAL CISL Germania Tony Mazzaro. “Faccio i complimenti miei e del Comitato per le Questioni degli Italiani all’Estero che oggi rappresento a Tony Mazzaro e a tutti i coloro i quali hanno contribuito con la loro professionalità ed esperienza alla perfetta riuscita di questo progetto.” ha dichiarato il Senatore Di Biagio. “L’italiano ha una sua ricchezza intrinseca che lo rende di fatto un linguaggio portatore di tutto il nostro patrimonio storico, culturale e sociale – ha spiegato Di Biagio – e i corsi, ideati e realizzati come da questo progetto pilota, contribuiscono a caratterizzare l’italiano non più come lingua di emigrazione, ma come lingua di cultura europea.” “Caro Tony credo che siate riusciti con grande successo a trasformare una ambiziosa visione in una splendida realtà” ha concluso il senatore Di Biagio. (foto: innovazione)

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Saet Group scommette sul sociale per crescere

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2009

Saet Group, tra le prime aziende al mondo nella produzione di tecnologia e soluzioni per impianti di trattamento termico a induzione, ha avviato “Saet Social”, un programma che prevede la possibilità per ciascuno dei 180 dipendenti della sede italiana di partecipare ad attività di volontariato durante la giornata lavorativa per cinque ore al mese, tre delle quali retribuite dall’azienda. Due sono le associazioni di volontariato supportate da “Saet Social”: la Fondazione PAIDEIA, che opera per migliorare le condizioni di vita dei bambini che vivono situazioni di disagio e il CEPIM, Centro Italiano Down, che opera per l’integrazione sociale delle persone affette da sindrome di Down. Entrambe le associazioni “investono” nel progetto, assumendosi l’onere della formazione dei volontari di Saet. Attualmente in fase di progetto pilota, Saet Social vede oggi l’adesione di 23 dipendenti di SAET Group, con riscontri positivi anche da parte delle associazioni che stanno già beneficiando dell’attività dei nuovi volontari. “Soprattutto nell’attuale contesto economico, in cui le aziende sono concentrate sui propri risultati, ci ha positivamente sorpreso l’iniziativa sociale di SAET Group e soprattutto la modalità innovativa con cui il giovane amministratore delegato ha pensato di realizzarla”, ha dichiarato Paolo Pissia, che coordina e organizza l’attività di volontariato all’interno del Cepim. “Il progetto ha anche un’importante valenza culturale, riconoscendo al volontariato una funzione sociale aperta a tutti e promuovendo la cultura del lavoro e della dedizione, sia in ambito di volontariato che in quello professionale”.
Saet Group  Fondata nel 1966 da Pietro Canavesio e con sede a Leinì, in provincia di Torino, SAET Group è oggi il leader italiano nella produzione di tecnologia, nella progettazione e realizzazione di soluzioni e impianti “su misura” per il trattamento termico a induzione. Con 330 dipendenti ad alta specializzazione, sedi in Italia, in India (a Pune) e in Cina (Shanghai), Saet Group è un vero e proprio partner tecnologico per i propri clienti e si distingue per la capacità di supportarli a 360 gradi, dalla nascita dell’esigenza allo studio, progettazione e fornitura di una soluzione personalizzata, alla consulenza e assistenza in ogni singola fase del processo. La strategia di espansione, gli investimenti in innovazione e Ricerca & Sviluppo, e la stretta collaborazione con le Università italiane e con UCLA, contribuiscono quotidianamente alla crescita di Saet Group.
Davide Canavesio, nato a Torino nel 1971, è dal 2007 l’Amministratore Delegato di SAET Group. Il suo percorso professionale si è sviluppato, dopo la laurea in Economia a Torino e il Master in International Economics a Harvard, a partire dalla collaborazione con le Nazioni Unite (Nairobi, Torino), passando attraverso lo start-up della Società Envision, nel campo della comunicazione, alla consulenza con Bain & Company (Londra, Roma, Teheran) in progetti di riorganizzazione e strategia.

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Web radio European

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2009

Roma 4 aprile 2009, alle ore 9,30, presso il Centro di Informazione del Parlamento Europeo e della Commissione Europea “Spazio Europa”, a Roma in via Quattro novembre 149 piano terra, si svolgerà la conferenza stampa conclusiva del Progetto Web Radio European Parliament Education, alla presenza del Presidente del Parlamento Europeo e del Vicepresidente della Commissione Europea. L’iniziativa ha coinvolto gli istituti scolastici dei Paesi dell’Unione Europea, con un dato stimato di oltre 2 milioni e 500 mila utenti, in gran parte studenti e insegnanti, che si sono collegati al portale di Educazione all’Europa http://www.ciaoeurope.eu in un anno di attività del progetto sostenuto dal Parlamento Europeo. Il vero scopo del Progetto, che sarà illustrato nel corso della conferenza stampa, è la pubblicazione di un Corso di 20 lezioni di base di Educazione all’Europa in e-learning, messo a disposizione di tutti sul web, con materiale didattico fornito nelle 23 lingue ufficiali dell’Unione Europea: in pratica si tratta di 23 corsi di base di 20 lezioni ciascuno nelle lingue ufficiali dell’Unione utilizzabile con facilità in tutti i 27 Paesi. Uno strumento formativo moderno che, con la voce delle Istituzioni, permetterà ad ogni insegnante delle scuole di tutti i Paesi comunitari di proporre un ciclo didattico completo  di Educazione all’Europa direttamente nella lingua della propria nazione. Hanno già confermato la loro partecipazione alla manifestazione conclusiva il Presidente del Parlamento Europeo Hans-Gert Poettering e il Vice Presidente della Commissione Europea Antonio Tajani. Sono stati inoltre invitati il Ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini e numerose altre autorità italiane ed europee oltre alle scuole pilota che hanno partecipato al Progetto.

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