Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Posts Tagged ‘progetto’

Parte il progetto “Another World”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 novembre 2020

Roma. L’Associazione Eco dell’arte, promotrice del progetto “Another World. Arte in città per immaginare il futuro – Un progetto di rigenerazione urbana nel quartiere Vigne Nuove a Roma”, lancia una campagna di raccolta fondi sulla piattaforma Produzioni dal Basso per realizzare una serie di interventi artistici presso il TSMREE – Servizio Tutela Salute Mentale e Riabilitazione Età Evolutiva della ASL Roma 1. Another World è un complesso progetto di rigenerazione urbana che prevede l’intervento di artisti ed artigiani nell’area di Via Dina Galli, 8 dove si trova la sede della ASL che accoglie minori (0-18 anni) con difficoltà o disturbi di carattere neurologico, psichiatrico, neuropsicologico e/o qualsiasi difficoltà del neurosviluppo. Il titolo stesso ha in nuce l’idea della possibilità di cambiare prospettiva di vedere e vivere il mondo e lo spazio con occhi nuovi. L’intero progetto prevede la realizzazione in step successivi di tre diverse fasi riguardanti rispettivamente l’area antistante l’ingresso – la facciata – l’area esterna adiacente. L’Associazione Eco dell’arte ha raccolto la sfida proponendo un cambio di prospettiva, da qui il nome del progetto Another World che si rivolge a bambini, adolescenti, alle loro famiglie e, in generale, a tutta la cittadinanza, con l’obiettivo di cambiare il modo di percepire la realtà attraverso un’arte che non sia solo da guardare, ma da vivere e da sperimentare. L’obiettivo di questa iniziativa, infatti, è creare, non solo un luogo colorato e accogliente, ma un luogo in cui l’attesa possa diventare scoperta, un luogo da vivere, in cui sostare, da attraversare con gioia. Saranno invitati a lavorare, artisti, mosaicisti e giovani artisti; racconteranno, in un ideale e terapeutico percorso interiore, l’idea di crescita, di trasformazione nella differenza; la possibilità di riportare la natura in un paesaggio urbano in cui la nota dominante è il grigio del cemento; la possibilità di entrare in contatto con i propri eroi, con le proprie speranze; di riconoscere le proprie emozioni e infine, attraverso le immagini ispirate alle favole millenarie e sempre attuali di Esopo, ci riveleranno come sia possibile volgere in positivo ciò che apparentemente appare uno svantaggio così da poter superare i propri timori.Le attività artistiche saranno affiancate da attività laboratoriali rivolte ai giovani utenti della ASL e appena possibile anche alla cittadinanza. Il primo intervento dell’artista Gola Hundun, per la prima volta a Roma, che inizierà in questi giorni, sarà dedicato proprio al tema della natura. L’accesso alla ASL dovrà sorprendere i visitatori grandi e piccoli introducendoli in un mondo meraviglioso, in uno spazio magico ed immersivo in cui ritrovare il contatto con una natura primigenia. Il progetto, patrocinato dalla ASL Roma 1 in collaborazione con Ater Roma proprietario dell’immobile, che sta provvedendo alla pulitura preliminare delle pareti, è promosso e realizzato da Eco dell’arte e curato da Elena Paloscia. Sostengono il progetto ANSVI Accademia di Neurologia dello sviluppo, Laboratorio apprendimento e collaborano le Associazioni A.I.F.A. Lazio – odv – AIFA Lazio odv – Associazione Italiana Famiglie Adhd, CSV Centro di servizi per il Volontariato. http://www.ecodellarte.it

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Archivi Tematici del XX Secolo: il nuovo progetto di Galleria Allegra Ravizza

Posted by fidest press agency su domenica, 22 novembre 2020

Milano. Un libro prezioso, uno spartito firmato da un amico, le pagine di un quotidiano che ha cento anni, una vecchia fotografia con dedica, un biglietto di auguri e una lettera manoscritta, una antica fiaba illustrata, il ricordo di una Diva, la scrittura di un rivoluzionario, una struggente dedica d’amore, un calendario illustrato.Con Archivi Tematici del XX Secolo la Galleria Allegra Ravizza mette a disposizione di studiosi, collezionisti e appassionati piccole e preziose raccolte di documenti e oggetti originali accuratamente selezionati.Dodici raccolte che, con i loro preziosi contenuti, raccontano argomenti specifici del secolo scorso, dal Decadentismo al Futurismo. Frutto di una ricerca approfondita, gli Archivi Tematici hanno l’ambizioso scopo di restituire sensazioni dimenticate o incomprese relative a una storia culturale condivisa.“La cultura è come il rumore – spiega Allegra Ravizza citando John Cage – quando lo vogliamo ignorare ci disturba, quando lo ascoltiamo ci rendiamo conto che ci affascina […] Il silenzio non esiste [1], così come l’ignoranza non esiste”.Obiettivo di questo progetto di ricerca e diffusione di materiali culturali originali è ritessere una relazione tra la storia passata e gli esiti culturali della contemporaneità, nella convinzione che la storia dell’arte e della cultura abbiano un ruolo evolutivo nello sviluppo della coscienza individuale e collettiva: “quando lo ascoltiamo, l’eco del rumore della Cultura, sentiamo che rimbalza su ogni parete intorno a noi – continua la gallerista – e si trasforma per essere Conoscenza e Consapevolezza”.I dodici archivi vogliono aiutare la comprensione del passato, in un momento storico come quello che stiamo attraversando, che ci chiude nelle nostre case e sta cambiando profondamente il modo di fruire l’arte: gli Archivi Tematici del XX Secolo infatti, possono essere spediti in qualunque luogo ed essere fruiti da chiunque permettendo a ognuno di ripercorrere, in modo curioso, le tracce di artisti, musicisti e poeti del secolo scorso.Gli archivi si dividono in due gruppi: uno dedicato a Gabriele D’Annunzio e uno alla Musica Futurista. Il primo gruppo raccoglie alcune celebri pubblicazioni del più noto poeta del Decadentismo italiano – Canto Novo, Poema Paradisiaco, Sogno di tramonto d’Autunno – corredate dalle musiche di Franco Casavola, Francesco Paolo Tosti, Ottorino Respighi, Gian Francesco Malipiero e molti altri che si sono ispirati alle liriche del poeta.Il secondo gruppo è dedicato alle ricerche sulla Musica Futurista con materiali come il documento originale del Manifesto del Musicisti Futuristi e de L’Arte dei Rumori di Luigi Russolo, le tracce delle prime registrazioni audio del suo Intonarumori e gli spartiti musicali di altri esponenti del movimento come Francesco Balilla Pratella, Franco Casavola e Silvio Mix.

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Leaf Space supporta ESA nel progetto CARES

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 novembre 2020

Leaf Space è stata selezionata dall’’Agenzia Spaziale Europea (ESA) nell’ambito del programma Business Application, sotto l’egida di Space Solution dell’ESA, per la sua proposta innovativa di progetto CARES, che prevede l’uso della telemedicina via satellite per il monitoraggio domiciliare dei pazienti con COVID-19. Leaf Space, PMI innovativa italiana nel mondo della New Space economy, ha firmato un importante contratto con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) in consorzio con H&S per la fornitura di un servizio di monitoraggio dei dati medici utili per la cura e le diagnosi a distanza per i pazienti covid-19 presso il proprio domicilio.Il progetto CARES è guidato da Leaf Space, che sta provvedendo all’integrazione del sistema di tele-monitoraggio medico con l’infrastruttura di telecomunicazione satellitare per garantire il servizio ovunque, comprese le aree non adeguatamente raggiunte dalla copertura radio terrestre, mentre il partner di progetto H&S offrirà la piattaforma di tele-diagnostica, HealthPlatform, per i pazienti COVID-19. Il beta test di questa applicazione tecnologica deve essere condotto con personale medico e strutture sul territorio italiano. Più nel dettaglio, la piattaforma telemedicina permette il monitoraggio in tempo reale dei dati medici utili per le diagnosi che vengono fatte a direttamente in struttura ospedaliera. Una piattaforma fisica dedicata interamente al paziente permetterà al malato di ricevere l’attenzione necessaria al decorso della malattia direttamente dalla propria abitazione, luogo ormai riconosciuto come primario per la quarantena e/o decorso della guarigione, utilizzando HealthPlatform Mobile HealthGate. Tali piattaforme comunicano con il database centrale di H&S (partner di Leaf Space per questo progetto) che analizza i dati e li rende disponibili ai medici curanti dedicati al monitoraggio remoto dei pazienti.Queste attività richiedono una struttura di telecomunicazioni supportata da satellite per raggiungere ogni angolo del territorio. E qui entra in gioco la conoscenza delle telecomunicazioni spaziali di Leaf Space, che consente la cattura e la distribuzione dei segnali tra i sistemi di telemedicina e gli stessi pazienti. Questa soluzione permette di monitorare pazienti potenzialmente ubicati in ogni angolo del pianeta, anche dove i sistemi tradizionali di telecomunicazione terrestre non arrivano o faticano ad arrivare, anche a causa del sovraccarico generato dai picchi di traffico generati dall’utilizzo esteso di smart-working e educazione a distanza.Affinché questo sistema aiuti a controllare e gestire i pazienti in quarantena, la cattura e la distribuzione dei segnali trasmessi dai sistemi di telemedicina al satellite e di nuovo a terra in ospedale deve essere un processo affidabile e veloce. I pazienti che si trovano potenzialmente ovunque possono ora contare su un monitoraggio a norma GDPR 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Con questo ambizioso progetto le applicazioni della New Space Economy si avvicinano sempre più a soluzioni che hanno un beneficio diretto sul privato cittadino e contribuiscono attivamente al miglioramento del sistema sanitario italiano, ponendolo all’avanguardia nelle soluzioni di telemedicina adottate per il contrasto a pandemie come quella da Coronavirus o per la cura presso il domicilio di altre patologie.

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Pd, Serracchiani: “Al Partito serve un progetto ideale”

Posted by fidest press agency su sabato, 14 novembre 2020

“C’è una lezione di carattere generale che possiamo far nostra dalla campagna di Biden e dalla sua vittoria. Le modalità dell’azione politica non possono essere, ancora e sempre, un problema primario rispetto alla necessità impellente di avere obiettivi ideali capaci di cambiare la vita delle persone, di farli capire, di trasmetterli e di aggregare attorno ad essi consenso ed entusiasmo. Biden ha dato corpo a una proposta politica e sociale concreta e attuale, e al tempo stesso proiettata nel futuro. Penso che dovremmo riuscire anche noi a dire agli italiani non solo cosa il Pd può fare per loro, ma anche cosa gli italiani possono avere l’ambizione di diventare “ così la Presidente della Commissione Lavoro della Camera Debora Serracchiani in una intervista sulle pagine del quotidiano il Riformista di stamani in edicola.“Dobbiamo dare motivazioni più forti alle nostre scelte e avere parole più chiare per spiegarle – spiega Serracchiani – . Sinceramente, non possiamo continuare a dibattere se dai semi dell’Ulivo doveva nascere qualcosa di diverso. E nemmeno esaurirci sulla “forma partito”, sulle primarie, sulle tessere o sull’organizzazione. Il Pd, se vuole, sa che cos’è e qual è la sua visione del mondo. Al Pd è toccato il compito di essere custode pressoché solitario di un patrimonio di valori e conquiste sotto attacco. La dignità delle Istituzioni repubblicane, la democrazia rappresentativa, l’Europa, l’Occidente come riferimento di diritti. Su pilastri come questi non abbiamo mai mollato. Certo, perché sono inscritte nel Dna delle grandi tradizioni, ma anche perché oggi quei valori sono essi direttamente parte del Pd, senza mediazioni. E siccome un partito costruisce il senso della sua esistenza lungo il cammino, con le scelte che fa, e non solo perché può esibire un atto di nascita impeccabile, credo che non dobbiamo più stare troppo a spiegare perché esistiamo”.

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Un progetto per ridurre la dispersione scolastica e contrastare la povertà educativa

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2020

Si terrà martedì 10 novembre alle ore 16.00 presso Valdocco (To). L’evento verrà trasmesso in diretta social sulla Pagina Facebook @labstolearn e in diretta TV dal Gruppo RETE 7 su Piemonte + (canale 110 del Digitale Terrestre). “Labs to learn”, progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, è stato avviato il 12 ottobre. Riteniamo importante coinvolgere le diverse comunità interessate per raccontare le azioni progettuali ed evidenziare il tratto distintivo dei dispositivi che abbiamo immaginato per favorire l’apprendimento e l’inclusione sociale. Nel contempo, desideriamo offrire una breve occasione di confronto e di riflessione sulla situazione giovanile, tra scuola, povertà educativa ed opportunità di crescita. (Alessandro Brescia – Responsabile progetto)

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“Fammi andare via”

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2020

E’ il titolo del primo singolo in italiano del nuovo progetto di Marco Gray. In precedenza lo aveva fatto con il progetto Marco e l’ape. Uscirà in digitale e in radio a partire dal 13 novembre e accompagnato dal videoclip. Questa canzone, scritta dallo stesso artista italiano di base a Londra, è il secondo capitolo di una piccola trilogia iniziata con “Ten more times” (uscito a gennaio 2020 ascolta su SPOTIFY e GUARDA VIDEO), brano che ha riscontrato un grande successo in USA e in Gran Bretagna, con il debutto nella top 20 delle classifiche inglesi e il cui video ha superato 500 mila visualizzazioni.Marco Gray, che i magazine inglesi hanno definito il “Sam Smith italiano”, racconta così la storia dietro questo concept di tre brani: “Tutto inizia con ‘Ten more times’, il primo momento in cui si insiste a stare insieme con qualcuno con cui, per le più svariate ragioni, non si dovrebbe stare, e ci si promette di resistere per ancora dieci volte. Il secondo è, appunto, “Fammi andare via” che corrisponde al momento successivo, cioè quando quel distacco è avvenuto, e ci si ripete di non tornare indietro. Per questo motivo il ritmo di questo pezzo è molto più accelerato, perché spingo su quella velocità nel superare certe circostanze negative, uno scatto per darsi forza, per andare avanti, anche se a volte la ‘testa gira in tondo’, bisogna superare, alla ricerca di ‘una strada migliore’”. “ ‘Fammi andare via’ doveva essere un pezzo interamente in inglese – spiega Gray – ma il richiamo del lockdown – trascorso in Italia – e la ricerca di molte cose in un periodo di grande riflessione per tutti, ha fatto prevalere con forza una mia scelta, tra l’altro criticatissima, di switchare verso l’Italiano. È un pezzo che ha messo in crisi il mio modo di lavorare e forse per questo oggi risulta uno di quelli che finora mi rappresenta maggiormente sia da un punto di vista stilistico che da quello dei suoni.” Il brano è stato prodotto tra Londra, con l’aiuto del produttore Emilio Merone, e Palermo, con l’aiuto dell’ingegnere del suono Gabriele Giambertone.

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Reumatologia: Parte il progetto Transition Sip-Sir

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2020

Ambulatori con pediatra, reumatologo, psicologo e infermiere a disposizione dell’adolescente affetto da reumatismi cronici infiammatori. Questo è Transition, il progetto della Società Italiana di Reumatologia, in collaborazione con la Società Italiana di Pediatria per la gestione del delicato passaggio dal pediatra al reumatologo dell’adulto. Nella fase che la precede, la malattia reumatologica del piccolo è in carico ai genitori che si prendono cura di tutti gli aspetti della patologia: sintomi, difficoltà psicologiche, assunzione dei farmaci, comparsa di eventi avversi, esecuzione degli esami di monitoraggio, gestioni degli appuntamenti in ambulatorio, pianificazione e condivisione della terapia con il pediatra. Il piccolo è deresponsabilizzato rispetto alla propria malattia. Quando le ragazze e i ragazzi iniziano a prendere in carico se stessi, iniziamo a perderli”. “Il bambino ha un rapporto confidenziale con il pediatra – racconta Angelo Ravelli, Ordinario di Pediatria, Responsabile della Clinica Pediatrica e Reumatologia del Gaslini di Genova e Coordinatore del progetto per SIP – lo percepisce come uno di famiglia, cresce con lui e si sente protetto. Quando diviene adolescente o giovane adulto invece deve gestire tutti gli aspetti della sua patologia autonomamente. Da un lato perde la figura di riferimento rappresentata dal pediatra e, dall’altro lato, anche il rapporto con i genitori può diventare conflittuale. Se la presa in carico da parte del reumatologo dell’adulto non è efficace si crea il rischio che il paziente non segua il follow-up clinico e non assuma le terapie prescritte”. “Abbiamo voluto fortemente la realizzazione di questo progetto – dichiara il Presidente della SIR Luigi Sinigaglia – perché la transitional care dei piccoli pazienti reumatologici è efficiente in poche Regioni ed è assente nella maggioranza delle città. Eppure riguarda 3000 adolescenti. Solitamente è il pediatra che consiglia o prende contatto direttamente, sulla base di un rapporto di conoscenza. Questo piano intende definire un percorso minimo, ma efficace, per consentire ai giovani pazienti reumatologici di passare all’età adulta riducendo i traumi psicologici e le possibili difficoltà di gestione della malattia”. “La corretta transizione per la cura e l’assistenza dall’età evolutiva all’età adulta, in particolare dei soggetti con patologie croniche, è di grande importanza e rilievo. Trattandosi di un modello di percorso diagnostico terapeutico assistenziale (PDTA) potrà essere recepito dalle singole Regioni e declinato nelle Aziende Sanitarie e Ospedaliere del territorio in funzione delle proprie esigenze e risorse. Si potrà arrivare a creare un sistema di rete di transizione. Considerando la disomogeneità dello scenario italiano, è stato condiviso un modello minimo che consenta la transizione con poche risorse e una cartella clinica informatizzata, in un periodo ragionevolmente breve, con 1-2 visite in team. Inoltre potremo utilizzare il teleconsulto per la visita collegiale, qualora quella in presenza non fosse possibile. Ulteriore valore aggiunto è che non si tratta di un modello teorico, ma validato da un ente certificatore riconosciuto. Ciò consente alle singole Regioni di poter accreditare uno o più centri di transizione reumatologica applicando questo percorso, semplice e dinamico e tradurlo in un PDTA operativo”. “Salutiamo con grande soddisfazione la nascita del progetto Transition – dichiara Silvia Tonolo, presidente Associazione Nazionale Malati Reumatici (ANMAR) –. La gestione adulta della malattia è un passaggio complesso che, se privo di adeguata programmazione, spesso comporta una perdita di aderenza alla terapia e di stato di salute dei pazienti. Siamo convinti che l’innovazione in reumatologia non passi solo dagli studi sulle molecole di ultima generazione, ma anche da iniziative come questa. Ci auguriamo che i PDTA sul progetto Transition vengano rapidamente adottati e disseminati in tutte le Regioni. Un modello operativo condiviso e consolidato garantirebbe infatti salute e qualità della vita ai giovani pazienti con reumatismi cronici infiammatori, con la continuità che meritano”. “La transitional care – spiega Giovanni Migliore, Direttore Generale del Policlinico di Bari – ci consente di prendere in carico il paziente in un unico percorso di cura che parte dall’infanzia e arriva all’età adulta, per le malattie croniche un importante vantaggio. L’integrazione di differenti profili professionali come il pediatra, il reumatologo, lo psicologo e l’infermiere, e la conseguente multidisciplinarietà aumentano la capacità di intervento. Vengono inoltre limitati i possibili traumi psicologici nel bambino. Questo è il modello assistenziale del Policlinico di Bari, dove all’interno della stessa azienda, abbiamo sia l’ospedale pediatrico sia i reparti per adulti, e ciò agevola la presa in carico dell’adolescente nel percorso transizionale. Nell’era del Covid-19 e in questa fase nuovamente emergenziale, sosteniamo con forza la possibilità che tale approccio possa declinarsi utilizzando gli strumenti della Telemedicina. In alcune Regioni è già ripartito il blocco delle visite e dei ricoveri programmati. Mai come in questo tempo le ragazze e i ragazzi affetti da patologie croniche, e le loro famiglie, rischiano di sentirsi abbandonati e di sospendere le cure. Pertanto oggi è necessario e urgente creare un ponte e una collaborazione non occasionale ma strutturata tra pediatri e medico dell’adulto per tutte quelle patologie croniche che interessano l’età pediatrica”.

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Progetto dell’”Archivio Nazionale dei monumenti adottati delle scuole italiane”

Posted by fidest press agency su martedì, 20 ottobre 2020

I ragazzi del Petronio, guidati dalle professoresse Raffaella Iovine e Maria Teresa Urso, hanno realizzato una video-guida dedicata al Rione Terra. In tre minuti i ragazzi hanno sintetizzato le informazioni più importanti del sito di Pozzuoli. Il video del Petronio – che è risultata l’unica scuola vincitrice dell’area flegrea – è stato inserito nell’”Archivio Nazionale dei monumenti adottati dalle scuole italiane”.Queste le indicazioni che gli alunni hanno dato presentando il loro lavoro: “Il Rione Terra rappresenta da sempre il cuore di Pozzuoli. È il luogo dove il percorso storico della città si rende visibile attraverso la stratificazione dei tempi e coinvolge pienamente il visitatore calandolo nella realtà antica. Partendo da questa evidenza, la progettazione educativo-didattica della nostra scuola ha inserito nel curricolo la realizzazione di una guida turistica della città con lo studio dei principali siti di interesse storico-archeologico”.La scuola ringrazia per la collaborazione don Roberto Della Rocca direttore dei Beni Culturali della Diocesi di Pozzuoli e la dottoressa Maria Luisa Tardugno della Soprintendenza per i Beni Archeologici, paesaggistici e Belle Arti per l’area Metropolitana di Napoli.

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Progetto: “I custodi della biodiversità”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2020

Dal 10 ottobre al 1° novembre 2020, al via 4 weekend di educazione ambientale per circa 300 studenti delle scuole elementari e medie delle zone limitrofe ai boschi ripristinati e messi in sicurezza nell’ambito della campagna Mosaico Verde. Dalla Val di Sella (Trentino-Alto Adige) al Parco Regionale di Portofino (Liguria), dal Parco Nazionale Foreste Casentinesi (Toscana) al Parco Regionale Valle del Treja (Lazio) e dal Parco Nazionale del Gargano (Puglia) fino al Parco Nazionale del Pollino (Basilicata).Un percorso educativo che vuole avvicinare i più piccoli alle tematiche ambientali e della biodiversità attraverso incontri e attività laboratoriali e di ricerca sul campo insieme ad esperti del settore.

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Progetto MAbCo19 su coronavirus

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 settembre 2020

AchilleS Vaccines e Fondazione Toscana Life Sciences (TLS) hanno siglato un Joint Venture Agreement orientato al finanziamento e alla gestione dello sviluppo industriale del prodotto MAbCo19, frutto della ricerca su anticorpi monoclonali umani come soluzione terapeutica al SARS-CoV-2. Attraverso l’accordo, AchilleS Vaccines svolge il ruolo di coordinatore dei partner tecnici e industriali (tra cui Menarini Biotech S.r.l. e Istituto Biochimico Italiano Giovanni Lorenzini S.p.A) per garantire un rapido sviluppo farmaceutico e la produzione del primo lotto clinico del farmaco. Parallelamente, sempre nell’ambito dell’accordo, AchilleS Vaccines sta svolgendo un’intensa attività di Project Management clinico e regolatorio per assicurare il rapido avvio della fase di sperimentazione clinica e, al tempo stesso, predisporre un piano di produzione su larga scala successivo al completamento della fase sperimentale.Si realizza così una filiera tutta italiana nella risposta al coronavirus SARS-CoV-2 che, partendo dal laboratorio di ricerca e sviluppo, passa attraverso gli studi clinici per approdare alla produzione. Il tutto basandosi su un consolidato modello di partnership pubblico privata.Il valore dell’accordo è duplice se si considera che AchilleS è una startup incubata dal 2018 presso TLS, parte dunque di quell’ecosistema dell’innovazione che la Fondazione ha contribuito a creare e valorizzare fin dalla sua nascita, nel 2005. Il progetto di ricerca MabCo19 è condotto dal Monoclonal Antibody Discovery (MAD) Lab coordinato dal Dr. Rino Rappuoli presso la Fondazione Toscana Life Sciences e ha da poco completato la fase di discovery con la selezione di 3 anticorpi monoclonali umani capaci di neutralizzare in vitro il coronavirus SARS-CoV-2. L’approccio di ricerca su cui si basa è quello dell’individuazione e selezione di anticorpi monoclonali umani a partire dal sangue dei pazienti convalescenti o guariti dal COVID19. I campioni di sangue sono stati forniti, sulla base di specifici accordi di collaborazione, dall’INMI Spallanzani e dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria Senese. La sicurezza e l’efficacia degli anticorpi monoclonali, candidati farmaco, saranno valutate attraverso gli studi clinici, con ipotesi di avvio entro la fine del 2020.

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Progetto Micro4Nano

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2020

Parma. (Multifunctional nanocarriers for nonlinear microscopy: new tools for biology and medicine – Nanocarrier multifunzionali per microscopia non lineare: nuovi strumenti per la biologia e la medicina). Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale-SCVSA e del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco dell’Università di Parma ha ottenuto un finanziamento europeo nell’ambito del programma Horizon 2020-MSCA-RISE-2020. Coordinatrice del Progetto è Cristina Sissa, affiancata dai colleghi del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale, Matteo Masino, Anna Painelli, e Francesca Terenziani, e da Fabio Sonvico e Silvia Pescina del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco.L’attività sarà rivolta allo sviluppo e ottimizzazione di materiali e tecniche per la visualizzazione tridimensionale di campioni biologici per applicazioni diagnostiche e terapeutiche. Micro4Nano si inserisce nelle attività del laboratorio diffuso ParmaPhotonics e in particolare ha il suo cuore nel laboratorio di microscopia e spettroscopia non-lineare Parma2Photons, nato recentemente grazie a un finanziamento da parte dell’Ateneo, del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale (attraverso il finanziamento per l’iniziativa COMP-HUB attribuito dal MIUR al Dipartimento di Eccellenza), e dall’Istituto IMEM-CNR. Micro4Nano è rivolto alla promozione della carriera di giovani ricercatori e al rafforzamento e sviluppo di collaborazioni scientifiche internazionali e intersettoriali. Durante il progetto, della durata di 4 anni, i ricercatori coinvolti avranno l’opportunità di svolgere attività di ricerca e formazione in laboratori accademici e non accademici, distribuiti in 10 Paesi tra Europei (Croazia, Finlandia, Francia, Italia, Polonia, Spagna) ed extra-Europei (Argentina, Israele, Malesia, Stati Uniti). In totale sono due i Progetti RISE (Research and Innovation Staff Exchange) di H2020 coordinati da ricercatrici del Dipartimento SCVSA ad essere stati approvati nell’ultima call di Horizon 2020: l’altro è il Progetto VIT. Il lusinghiero risultato attesta e rinforza lo status di Dipartimento di Eccellenza di SCVSA.

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Progetto “Arte per la vita”

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2020

Ancona Un’iniziativa che vede il sostegno dell’associazione Soroptimist di Ancona e della Fondazione Ospedali Riuniti di Ancona Onlus grazie alla quale, la Clinica Oncologica è diventata una galleria d’arte. Il progetto viene presentato oggi con una conferenza stampa presso l’aula S del Polo Murri della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Politecnica delle Marche. Il nuovo reparto completamente rinnovato viene riaperto dopo tre mesi di lavori strutturali e di abbellimento con incluso un progetto di cromoterapia. E’ prevista anche la presenza, nelle camere di degenza, di luci colorate i cui colori possono essere scelti dai pazienti mediante una App. “Grazie a queste novità il nostro diventa un reparto all’avanguardia in Italia – afferma la prof.ssa Rossana Berardi, Prof. Ordinario di Oncologia all’Università Politecnica delle Marche, Direttore Clinica Oncologica degli Ospedali Riuniti di Ancona e Coordinatrice regionale AIOM Marche -. In particolare aprire la Clinica Oncologica all’Arte è stato naturale. In questi anni abbiamo rivoluzionato il reparto, con l’aiuto di tutti, per accogliere, prenderci cura, aiutare le persone a suon di musica, di parole, di danza, di moderna tecnologia. Il senso è quello di un luogo pensato non solo come luogo di cura, ma anche di benessere, dove la qualità delle prestazioni e le migliori terapie si accompagnano alla qualità della vita. Del resto prendersi cura vuol dire prendersi a cuore ed è un atto creativo, un gesto che modifica l’esistente generando bellezza. E l’arte è bellezza. Un ringraziamento speciale va all’Accademia di Belle Arti di Brera e alla Direttrice Maria Cristiana Fioretti che con i suoi allievi ha pensato con generosità e creatività un progetto speciale per la Clinica Oncologica, alle amiche del Soroptimist di Ancona, che hanno fortemente creduto e sostenuto questo progetto, alla Fondazione Ospedali Riuniti di Ancona Onlus e alla sua Presidente Marisa Carnevali, che ci aiuta da sempre a trasformare ogni sogno in realtà. Tutte donne meravigliose e sensibili. Grazie a loro abbiamo trasformato la Clinica Oncologica in una galleria d’arte, in un percorso espositivo tra cura e cultura sempre nell’ottica del miglioramento dell’accoglienza, perché il nostro obiettivo è quello di curare le persone, non solo le malattie.” “L’arte è da sempre una delle forme più spontanee e innate per rappresentare la bellezza e la voglia di orientare la vita nella sua direzione – aggiunge il dott. Michele Caporossi, Direttore Generale Ospedali Riuniti di Ancona -. L’arte in ospedale è il segno che questa ricerca non si interrompe mai, neanche di fronte alla malattia o alle ansie insite nelle attività ad alto contenuto emotivo come quelle che quotidianamente si svolgono da noi. Sui nostri muri appaiono le forme e i colori della speranza, della profondità delle cause prime e delle ragioni ultime, in una parola della necessità che l’uomo esprime di avere una risposta alla domanda delle domande: qual è il senso del nostro esistere”. “Le opere prodotte per la Clinica Oncologica – sottolinea il prof. Gian Luca Gregori, Rettore dell’UNIVPM – trasformeranno gli spazi dell’ospedale creando un ambiente nuovo non solo per i pazienti ma anche per i familiari e per tutti coloro che lavorano all’interno della struttura. Gli spazi dedicati alla cura e alla ricerca dialogheranno con la bellezza delle opere d’arte per diffondere sensazioni positive, le stesse che si percepiscono entrando in contatto con la cultura, visitando una mostra o un museo”. “Il bello provoca emozioni positive ed è in quest’ottica che si può contribuire ad aiutare i pazienti ricoverati in Clinica Oncologica, un reparto che si trasforma in una galleria d’arte – aggiunge il prof. Marcello D’Errico, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’UNIVPM -. E chi meglio di un artista sa guardare oltre l’immagine e trasformare il tutto in opera d’arte. Chi meglio di un medico, di un infermiere, di un operatore sanitario sa guardare oltre un corpo malato e vedere la persona. Si punta all’arte e alla bellezza per lenire la sofferenza e attutire l’impatto con la malattia in un reparto d’eccellenza che non trascura l’approccio olistico al paziente”.

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Scuola: studenti propongono ad Azzolina progetto per visiere protettive in 3D

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2020

Mentre in tutta Italia crescono le proteste di scuole e presidi sull’insufficienza delle forniture di mascherine da parte del Governo, giovani, studenti ed esperti di tecnologia dell’associazione VISIONARI si uniscono per far fronte all’emergenza e scrivono oggi al Ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, proponendo un originale progetto che potrebbe coinvolgere direttamente alunni e famiglie. Nelle prossime settimane molte scuole rischiano di rimanere sprovviste di mascherine da destinare agli alunni, una situazione che imporrebbe alle famiglie di provvedere autonomamente alle forniture per i propri figli con inevitabili costi a carico della collettività – spiega VISIONARI – E’ stato tuttavia già realizzato il progetto “Visionari Makeit” che ha consentito di creare visiere protettive anti-Covid utilizzando la stampa 3D (visiere regalate ad ospedali e strutture sanitarie in tutta Italia) abbattendo i costi di produzione e utilizzando plastica derivata dall’amido di mais, a basso impatto ambientale ed estremamente versatile. “Chiediamo al Ministro Azzolina di coinvolgere bambini, studenti e famiglie nella creazione di visiere protettive in 3D da destinare a quelle scuole dove si registrano carenze nelle forniture di mascherine, trasformando un obbligo di legge in una esperienza didattica e istruttiva – afferma Dario Piermatteo, segretario generale di VISIONARI – Mettiamo a disposizione la nostra tecnologia, la rete di stampanti 3D del nostro gruppo e il nostro know-how in materia per sostenere il settore scolastico in questa nuova sfida, e organizzare corsi per docenti e famiglie in tutte le scuole italiane, finalizzati ad insegnare a costruire visiere “fai da te” a costi ridottissimi e con materiale ecologico”.

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Dogane: Cgil Cisl Uil Pa a Gualtieri, chiarire progetto Made in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2020

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa scrivono al Ministro dell’Economia e delle Finanze Gualtieri per chiedere interventi di modifica relativi alla norma, approvata con il decreto Agosto, riguardante l’assetto dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Nello specifico, spiegano i sindacati, “il progetto dell’Agenzia per la tutela del Made in Italy tramite il potenziamento di quelle attività e di quei servizi rivolti a tale scopo e che costituiscono anche l’oggetto della norma contenuta nell’articolo 103 del decreto Agosto dove viene prevista la facoltà, per non meglio precisati fini imprenditoriali, che il ministro dell’Economia e delle Finanze possa costituire, con socio unico l’Agenzia, una società regolata ai sensi delle disposizioni di cui al decreto legislativo 19 agosto 2016 n. 175”. I sindacati hanno già scritto al direttore dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli (Adm) Minenna, ricevendo da quest’ultimo “le rassicurazioni sul fatto che la costituzione della società in house, totalmente partecipata da Adm, avrebbe come solo scopo la gestione di un marchio di qualità che certifichi i prodotti oggetto di analisi da parte dei laboratori di Adm. Tale progetto, dunque, non costituirebbe alcuna limitazione all’attività attualmente svolta dai laboratori che, anzi, in una prospettiva di potenziamento dei servizi rivolti alla promozione del made in Italy, potrebbero veder la propria attività incrementata. Se questa volontà fosse confermata dalla norma, non verrebbero dunque messe in discussione le funzioni strategiche oggi svolte dai laboratori, che continuerebbero a provvedere alla ‘certificazione di qualità’ tramite il personale dell’Agenzia, svolgendo la nuova società esclusivamente una attività di commercializzazione dei servizi e di valorizzazione degli stessi. Non si prefigurerebbe, quindi, alcuna privatizzazione o differente gestione dei laboratori di Adm e non si procederebbe ad alcun passaggio di personale pubblico alla nuova società”.Sulla base di questo, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa chiedono a Gualtieri di “confermare, attraverso le opportune modifiche legislative ed i cambiamenti necessari da apportare alla richiamata norma contenuta nel Dl Agosto, gli obiettivi e i contenuti del progetto”, così come delineato da Minenna. Così come chiedono che “una parte degli introiti e del ricavato dell’attività della società debba confluire in un fondo per il personale dell’Adm, visto che il contributo di questi ultimi sarà determinante per la realizzazione degli utili futuri della nuova società”. Per queste ragioni i sindacati chiedono modifiche alla norma prevista dal decreto Agosto “al fine di chiarirne la corretta portata”, in coerenza con il progetto illustrato da Minenna. In attesa di questi chiarimenti, concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa, “resta ferma la proclamazione dello Stato di Agitazione del personale, le cui procedure previste saranno avviate in assenza delle determinazioni attese”.

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Il progetto che mira a rendere coinvolgente la matematica a scuola

Posted by fidest press agency su domenica, 6 settembre 2020

L’anno scolastico appena trascorso ci ha dimostrato che una scuola più moderna è possibile. Ma c’è ancora tanta strada da fare, nelle materie tecnico-scientifiche in primis, spesso indigeste ai nostri studenti. Lo certificano puntualmente i dati INVALSI, che mostrano come i nostri ragazzi hanno più carenze nelle competenze logico-matematiche rispetto a quelle linguistiche; il che li porta a scartare all’università le cosiddette discipline STEM, fondamentali per i lavori di domani. Si tratta di lacune che possono partire da una arretratezza degli strumenti di calcolo utilizzati e, di conseguenza, della metodologia di insegnamento. Come emerge dallo ’Osservatorio sugli strumenti di calcolo’ realizzato da Skuola.net in collaborazione con CASIO, anche al liceo scientifico la matematica si affronta ancora a “mani nude”: su un campione di 5 mila maturandi, circa 1 su 6 ha svolto l’ultima seconda prova scritta d’esame (quella del 2019) senza calcolatrice; in pratica lo stesso numero di quanti, al contrario, si sono dotati della calcolatrice grafica, lo strumento di calcolo più evoluto attualmente consentito (che in molti paesi europei è addirittura obbligatorio o raccomandato).Pensare che, per invertire la rotta, basterebbe un semplice cambio di metodo, peraltro richiesto dagli stessi ragazzi. Infatti, 9 su 10 tra quelli che hanno usato la calcolatrice grafica ne consiglierebbero l’uso ad un coetaneo, non tanto perché ha fatto lievitare il proprio voto d’esame quanto perché li ha resi più sicuri nello svolgimento della prova e ha permesso loro di concentrarsi sul ragionamento. Meno nozioni meccaniche e più spazio alle applicazioni della matematica: proprio l’approccio che sta cercando di incentivare “Il mondo dà i numeri”, un modello virtuoso nato dalla collaborazione tra Ministero dell’Istruzione e CASIO nell’ambito del protocollo d’intesa siglato tra le parti nel 2015.Un progetto che da cinque anni sta portando nelle scuole un pacchetto didattico completo, che mostra agli studenti come la matematica e la fisica facciano parte della nostra quotidianità e che con l’uso dei giusti supporti – su tutti la calcolatrice grafica – si possano imparare concetti complessi in modo stimolante e differente dal solito. Con un approccio concreto che si basa sul lavoro di gruppo, sull’esperienza di laboratorio, sul trasferimento circolare del sapere tra docenti e alunni. Un “aggiornamento di sistema” che sinora ha raggiunto oltre 400 istituti (291 scuole superiori e 120 scuole medie) e che nel 2020 – con la quinta edizione – si arricchisce ancora con gli ultimi bandi pubblicati dal MIUR

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Progetto dell’Università di Parma

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2020

Il progetto “OICR e investimenti urbani. Modello per la realizzazione di infrastrutture con il concorso d’investimenti privati a partire dal PUMS della Città metropolitana di Milano”, presentato dall’Università di Parma, capofila dell’iniziativa insieme alla Città Metropolitana di Milano e all’Associazione Audis di Bologna, è stato approvato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il progetto, di cui è coordinatore scientifico Claudio Cacciamani, docente del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Ateneo di Parma, è stato presentato in risposta all’avviso pubblico per la raccolta di proposte progettuali per l’elaborazione di modelli di rilancio degli investimenti.Il progetto è risultato quarto a livello nazionale rispetto alle undici proposte finali ammesse alla selezione.Gli obiettivi del progetto consistono nello sviluppare un modello per la realizzazione rapida delle infrastrutture del PUMS-Piano Urbano della Mobilità Sostenibile della Città metropolitana di Milano, nel favorire la nascita di un Organismo di Investimento Collettivo del Risparmio-OICR che consenta di raccogliere capitali nazionali ed esteri, e nel promuovere la replicabilità del modello nel territorio nazionale.

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Giunta capitolina: delibere propedeutiche a convenzione urbanistica per realizzazione progetto

Posted by fidest press agency su martedì, 18 agosto 2020

Roma. La Giunta capitolina ha approvato le due delibere necessarie e propedeutiche per l’approvazione del provvedimento finale relativo al progetto del nuovo stadio a Tor di Valle, ovvero la convenzione urbanistica che dovrà essere sottoscritta tra Roma e il soggetto attuatore.La Giunta capitolina ha dato via libera alla delibera con lo schema di Accordo di collaborazione tra Roma Capitale e Città Metropolitana di Roma relativo all’adeguamento del progetto definitivo dell’unificazione della via del Mare e della via Ostiense, nel tratto tra il GRA e il cosiddetto Nodo Marconi. È stata anche approvata la delibera con lo schema di Accordo di collaborazione tra Roma Capitale e Regione Lazio finalizzato al potenziamento delle infrastrutture di trasporto pubblico locale, in particolare della linea ferroviaria Roma-Lido.L’intera unificazione di via del Mare e via Ostiense, che permetterà di migliorare non solo l’accessibilità all’area del nuovo stadio ma anche al centro città e al litorale di Roma, è espressamente prevista dalla delibera n.32 approvata nel 2017 dall’Assemblea capitolina in cui si conferma la dichiarazione di pubblico interesse sulla proposta di realizzazione del nuovo stadio a Tor di Valle.Per quanto riguarda il potenziamento/rinnovo della linea ferroviaria Roma-Lido sono previsti interventi da parte della Regione Lazio come la fornitura di nuovo materiale rotabile, per un costo stimato pari ad un totale di 180 milioni di euro; Roma Capitale provvederà al completamento della nuova fermata di Acilia Sud, ad un intervento di ristrutturazione e potenziamento dell’attuale fermata di Tor di Valle, alla realizzazione di due tronchini per l’inversione di marcia dei treni a valle della stazione di Acilia e a fornire materiale rotabile in modalità di comodato d’uso.

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Progetto di rete unica proposto dal Governo

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

“Il progetto sul futuro della rete sostenuto dal governo va in direzione opposta alla soluzione approvata dall’attuale Parlamento e in linea con il quadro europeo. Le difficoltà di un’azienda privata quotata in Borsa non possono essere risolte con soldi pubblici”. Lo ha dichiarato Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, intervenendo sul dibattito relativo al progetto di rete unica proposto dal governo. “Come si fa poi ad ipotizzare una rete unica sotto il controllo di TIM, che oggi capitalizza 5,8 miliardi di euro (rete e servizi), mentre parallelamente opera già con successo una società pubblica della sola rete come Open Fiber il cui valore è stimato tra i 7 e gli 8 miliardi, un valore che potrebbe crescere notevolmente in caso di ingresso in Borsa? ” Inoltre, il governo vuol costruire il progetto di rete intorno a TIM e con una soluzione “verticalmente integrata”, una soluzione che andrà incontro ad una bocciatura certa da parte della Commissione Europea. Allora, molto meglio e più semplice la nascita di una società terza della rete, centrata su Open Fiber e CDP e in cui far confluire le reti TIM, e quindi sotto il controllo pubblico e nazionale.“Come è noto, il Parlamento si è già espresso a maggioranza sul modello di rete da costruire con la legge 136/2018, richiamata nella mozione in cui Fratelli d’Italia ha reclamato l’esigenza di una rete unica, ma nel contempo pubblica e wholesale-only, come dice l’Europa – ha continuato Giorgia Meloni – Se TIM non accetta di scorporare volontariamente la rete, rinunciando al controllo alla gestione è meglio procedere con la separazione strutturale consentita dalle attuali norme europee”. “AGCOM e AGCM hanno il potere di imporre la separazione della rete, che vuol dire scorporare la rete e obbligare TIM a cederla, a prezzi di mercato, ad altri soggetti, lasciando completamente la gestione – ha concluso Giorgia Meloni – Credo che a questo punto sia questa la strada più giusta da percorrere, per uscire dalla situazione ingarbugliata nella quale i principali attori hanno bloccato il dibattito. La nuova rete, incentrata su Open Fiber e CDP, non avrebbe più legami con TIM e potrebbe assorbire interamente il personale di questa dedicato alla rete”.

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“Narrarsi ai tempi del Covid-19”: parte il nuovo progetto di medicina narrativa

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

Il distanziamento sociale non è una condizione del tutto nuova per i malati di Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), spesso costretti a non uscire di casa per la fatica a respirare o a rallentare il passo quando camminano. Ma la pandemia ha portato con sé nuove paure, legate soprattutto al timore di contrarre una patologia grave che può affliggere anche i polmoni come il Covid-19, in una situazione di preesistente declino della capacità respiratoria dovuto alla malattia di base.Con l’obiettivo di comprendere i vissuti delle persone affette da BPCO ai tempi del Covid-19 e le ricadute della malattia a livello psico-fisico e relazionale, è partito il nuovo progetto di medicina narrativa “Narrarsi ai tempi del Covid-19”, realizzato da Fondazione ISTUD in collaborazione con Chiesi Italia, la filiale italiana del gruppo Chiesi, azienda impegnata nella ricerca scientifica, principalmente nell’area delle malattie respiratorie. Un invito a raccontare le esperienze personali legate a BPCO e Covid-19 dal punto di vista dei pazienti, ma anche di chi si prende cura di loro, familiari e professionisti sanitari (pneumologi e medici di medicina generale).Il progetto prevede di raccogliere online (www.medicinanarrativa.eu/narrarsi-covid-19) 150 narrazioni, analizzarle e documentare in un report conclusivo i principali dati qualitativi espressi dalla diretta voce dei protagonisti, anche al fine di capire quali azioni possono essere implementate per aiutarli al meglio in questa situazione di stravolgimento delle certezze quotidiane.Nella realizzazione della ricerca partecipano professionisti provenienti dalle società scientifiche impegnate nel campo della pneumologia (AIPO, SIP) e della medicina generale (SIMG, FIMMG). Il progetto è inoltre sostenuto dalle Associazioni dei pazienti affetti da malattie respiratorie croniche (Associazione Italiana Pazienti BPCO, FederAsma e Allergie ODV).
Il lancio dell’iniziativa si accompagna alla pubblicazione del Manuale “BPCO istruzioni per l’uso”, creato appositamente per le persone con BPCO e per i loro familiari, con l’intento di fornire un insieme di buone pratiche per la corretta gestione della BPCO (a partire da stili di vita e assunzione regolare della terapia), informazioni utili e scientificamente validate sul Covid-19 e suggerimenti per convivere con questa nuova “normalità” in maniera più sicura, tutelando la propria salute e quella dei propri cari. Il Manuale, di facile consultazione e arricchito di immagini ispirate alla quotidianità, affronta anche gli aspetti psicologici, spesso trascurati, che si accompagnano al vivere quotidiano con una malattia respiratoria cronica.Il Manuale potrà essere scaricato dal sito http://www.medicinanarrativa.eu/manuale-bpco-covid, dai siti delle Associazioni pazienti – http://www.pazientibpco.it e http://www.federasmaeallergie.org/sitoFA/ – e dai siti di tutte le Associazioni che desidereranno metterlo a disposizione. L’obiettivo è che il Manuale possa raggiungere tutte le persone con BPCO e i loro nuclei familiari.La pubblicazione è realizzata con il patrocinio delle Associazioni dei pazienti affetti da malattie respiratorie croniche, Associazione Italiana Pazienti BPCO e FederAsma e Allergie ODV.“Siamo entusiasti di aver collaborato a questo nuovo progetto di medicina narrativa rivolto ai pazienti affetti da BPCO, ma anche ai loro familiari e alla classe medica, parimenti coinvolti nell’esperienza della malattia durante la pandemia, che conferma il nostro impegno nell’area respiratoria – dichiara Raffaello Innocenti, Direttore Generale di Chiesi Italia. Un impegno che parte dalla ricerca, per offrire terapie più efficaci e modalità di somministrazione semplificate per favorire l’aderenza alla terapia, e si affianca all’ascolto costante dei bisogni dei pazienti, tra i quali la corretta informazione rappresenta un elemento di cruciale importanza per affrontare e gestire al meglio la BPCO nella quotidianità, anche ai tempi del Coronavirus”.“È impensabile continuare ad utilizzare i dati delle narrazioni raccolti prima del Covid-19, elemento turbativo che ha sconvolto e traumatizzato le vite dei cittadini, dei pazienti e dei professionisti sanitari” – spiega Maria Giulia Marini, Direttore dell’Innovazione Area Sanità e Salute ISTUD. A maggior ragione questo vale per le persone con BPCO che, prima dell’“Era Covid”, venivano incentivate ad una vita attiva fuori casa e a cui ora vien chiesto di proteggersi rimanendo a casa il più possibile e delegando ad altri le commissioni quotidiane. È importante invece arrivare ad un punto di equilibrio tra la protezione di sé all’aria aperta, dove peraltro c’è minor rischio infettivo, e lo stare dentro le mura domestiche. Ma saranno loro, i pazienti e i loro congiunti, che ci racconteranno come hanno vissuto il lockdown e la riapertura, ed i medici che ci diranno come hanno fronteggiato l’emergenza e riorganizzato i loro luoghi di cura. Da questa ricerca cerchiamo tutte le buone pratiche che possano mettere al sicuro le persone con BPCO rendendole comunque serene nella loro vita di tutti i giorni”.

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Nuovo progetto per sostenere il settore del Made in Italy

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 luglio 2020

L’iniziativa “Fabbrica diffusa” mira ad aggregare tutte le stampanti 3D presenti in Italia e utilizzarle per rilanciare l’artigianato locale, creando a tutti gli effetti una fabbrica “diffusa” e decentralizzata, libera da intermediazione, in grado di rappresentare un’alternativa all’industria tradizionale, abbattere i costi e rendere sempre più hi-tech e innovativo il processo di produzione.
In sostanza grazie a questo progetto chiunque può trasformarsi in un artigiano e stampare in 3D prodotti, componenti e accessori in modo del tutto autonomo, senza ricorrere a terzi e con un sensibile abbattimento dei costi, producendo solo le quantità di cui si ha effettivamente bisogno e personalizzando al massimo le proprie creazioni – spiega VISIONARI – L’unione tra genio italiano e tecnologia della stampa consente oggi di rivoluzionare i modelli produttivi e trovare soluzioni immediate per sostituire prodotti e componenti di importazione estera, combattere l’obsolescenza programmata e ridare vita all’artigianato, creando opportunità di lavoro sostenibile, a basso costo e nel rispetto dell’ambiente.Un esperimento già collaudato con successo con il progetto “Visionari MakeIt” che ha consentito la realizzazione grazie alla stampa 3D di visiere protettive donate a Croce Rossa, ospedali, strutture sanitarie e commercianti come validi dispositivi anti-Covid.La community di VISIONARI ha organizzato un evento online per spiegare i dettagli della nuova iniziativa e illustrare a imprese, stampatori, partner e partecipanti come produrre oggetti stampati 3D su scala, dimostrando la possibilità di creare oggi, in Italia, un’impresa totalmente dislocata e decentralizzata.L’incontro si svolgerà oggi 23 luglio alle ore 21 sulla piattaforma Zoom e in diretta Facebook; i Makers stamperanno tutti insieme e contemporaneamente lo stesso oggetto, a partire da plastica proveniente da fonti rinnovabili. All’incontro virtuale parteciperanno esperti del settore per dibattere delle questioni più rilevanti (autorizzazioni, sostenibilità, brevetti e start up): Davide Casalini, Gianni Girotto, Dario Tamburrano e Angelo Consoli.Per info e dettagli https://www.eventbrite.it/e/biglietti-visionari-makeit-la-prima-fabbrica-distribuita-113520246112

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