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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

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Il progetto per un mercato africano libero dai dazi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

Domenica 7 luglio, a Niamey in Niger, il vertice straordinario dei capi di Stato dei paesi dell’Unione Africana ha sancito l’inizio della fase attuativa dell’Accordo continentale africano di libero scambio (AfCFTA l’acronimo in inglese) che mira ad abbattere progressivamente tutti i dazi e le altre barriere doganali all’interno dell’intero continente. Esattamente il contrario della politica delle barriere e dei dazi di Trump.
E’ un evento di portata epocale, che potrebbe presto incidere sugli assetti geopolitici e geoeconomici mondiali. La visione e lo spirito che muovono l’Accordo hanno radici profonde e prospettive di lungo periodo: il rinascimento dell’Africa e il panafricanismo .
Hanno firmato 54 dei 55 membri dell’Unione africana, fatta eccezione per l’Eritrea per le tensioni con l’Etiopia. Ha sottoscritto anche la Nigeria, che rappresenta il Paese più popoloso e potente dell’Africa. L’AfFCTA darà il contributo più forte per il superamento di 84.000 km di frontiere interne ereditate dal colonialismo. Lo scopo è l’integrazione, senza ridisegnare nuove frontiere. Eliminando i dazi sul commercio infra-africano, si crea un mercato di 1,2 miliardi di cittadini e di consumatori che potrebbe raddoppiare entro il 2050. Il commercio interno all’Africa rappresenta meno del 15% del totale delle esportazioni. Quello interno all’Unione europea è il 70% del totale e quello infra-asiatico è già del 50%. Perciò si prevede di portare il commercio fra i paesi africani almeno al 25% entro il 2023. La creazione della Zona di libero scambio e dell’unione doganale è il primo passo di un percorso ben programmato che prevede la realizzazione del mercato comune africano nel 2025 e l’unione monetaria nel 2030. I paesi africani si sono chiaramente ispirati all’esperienza dell’Unione europea, facendo tesoro delle difficoltà e degli errori commessi in Europa. Infatti, hanno messo l’unione monetaria alla fine del percorso. Indubbiamente si è tenuto conto anche dell’esistenza dei paesi BRICS, che hanno saputo costruire nuove alleanze e istituzioni indipendenti, capaci di giocare un ruolo incisivo sullo scacchiere economico e politico globale. E’ un disegno ambizioso. L’Italia e l’Unione europea non possono limitarsi a guardare per vedere se l’Africa riuscirà o no a realizzarlo. Sarebbe grave, a nostro avviso, se ci si soffermasse a valutare i comportamenti presenti e passati dei governi e delle leadership africane. C’è un Grand Design da realizzare. E’ una sfida anche per la cooperazione internazionale ed europea. Il tutto inizia, nel maggio 2013 ad Addis Abeba in occasione della celebrazione del cinquantesimo anniversario dell’Organizzazione dell’Unione Africana, quando si definì il programma Agenda 2063 per “un’Africa integrata, prospera e pacifica guidata dai suoi stessi cittadini e che rappresenta una forza dinamica sulla scena internazionale”.
L’Agenda 2063 dettaglia, infatti, una serie d’iniziative da realizzare in tutti i campi per trasformare l’Africa in un moderno continente sovrano, che prenda in mano il proprio destino.In primo luogo vi è la realizzazione di una rete integrata continentale di treni ad alta velocità. Le infrastrutture occupano un posto prioritario nella lista dei progetti, come già evidenziato nel Piano di Sviluppo delle Infrastrutture in Africa (PIDA). Senza infrastrutture stradali, ferroviarie, fluviali, portuali, aeroportuali, energetiche e della comunicazione, la Zona di libero scambio resterebbe una scatola “paralizzata” che bloccherebbe qualsiasi piano di sviluppo industriale, economico e civile.
Si prevede la formulazione di una “strategia africana sulle commodity” per rendere il continente più forte nella definizione dei contratti di sfruttamento delle materie prime con i partner internazionali, per evitare che rimanga solo una grande miniera a cielo aperto e un semplice fornitore di minerali per il resto del mondo. L’Africa legittimamente vuole promuovere l’industrializzazione e la creazione di manifatture per garantire lavoro e reddito per i propri cittadini. L’Africa, purtroppo, finora è stata oggetto di un crescente land grabbing: vasti territori accaparrati da grandi interessi privati, da società internazionali e anche da altri Stati. Il fine è lo sfruttamento agricolo e minerario intensivo per fornire prodotti per destinazioni fuori dal continente africano. Spesso la mano d’opera locale è sfruttata al massimo e pagata al minimo, minando anche il tessuto sociale tradizionale, stravolgendo l’ambiente e lasciando, poi,sacche di povertà e di abbandono. Purtroppo, com’è noto, la regione sub-sahariana è il bersaglio principale di tali spregiudicate operazioni, che si giovano anche della corruzione di potentati locali e dell’ignoranza di molti. Si stima che, di tutti i territori acquisiti attraverso il land grabbing a livello mondiale, oltre il 40% sia in questa regione. Per esempio, una ricerca di alcuni anni fa quantificava l’acquisizione di terreni nella sola Repubblica Democratica del Congo in 7,2 milioni di ettari. Un terzo dell’Italia!
9 su 10 paesi dell’Africa sub-sahariana sono “dipendenti dalle commodity”, perché oltre il 60% di tutto il loro export è dato dalle commodity. Ed è una tendenza in crescita anche a livello globale. La Banca Mondiale conferma, infatti, l’aumento del rapporto debito/export nella regione sub-sahariana che è passato dal 65% del 2011 al 136% del 2017. L’Agenda 2063 è ricca di altri progetti relativi alle nuove tecnologie, alla finanza e anche alla ricerca spaziale. Fondamentale è la previsione di costruire un “grande museo africano” per promuovere la cultura africana in linea con gli ideali del pan-africanismo. Si vuole preservare il patrimonio culturale, stimolare gli africani a scrivere la vera storia dell’Africa e mostrare la sua influenza artistica, scientifica e letteraria sulle varie culture del mondo. Il summit di Niamey ha dovuto comunque riconoscere che l’impegno assunto nel 2013 di far tacere tutte le armi entro il 2020 non è stato ancora realizzato. La pacificazione e il superamento degli attuali conflitti in alcuni paesi sono, però, la condizione per l’effettiva operatività della Zona continentale africana di libero scambio senza dazi e barriere. E’ una grande sfida. Così come lo è il superamento delle frontiere e l’emissione di un unico passaporto africano per il libero movimento delle persone, che dovrebbe essere operante già dal prossimo anno. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Progetto Mozambico

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 luglio 2019

“Io e la mia collega Vice Ministro Emanuela Del Re questa mattina al Ministero degli Affari Esteri, abbiamo fortemente voluto attivare il “Tavolo Mozambico”.
Assieme ai colleghi Sottosegretari Manlio Di Stefano e Michele Geraci, abbiamo incontrato Assomineraria, che ha presentato il suo progetto di internazionalizzazione, Alleanza Cooperative, CNA e Confindustria. Con il coinvolgimento dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, di Cassa Depositi e Prestiti e delle direzioni coinvolte del MAECI.Gli investimenti all’estero contribuisco in modo estremamente importante sulla bilancia commerciale italiana, per questo è strategica la valorizzazione del nostro sistema Paese, con un focus specifico sui paesi in via di sviluppo.
Il Mozambico, con cui recentemente l’Italia ha sottoscritto un’importante protocollo d’intesa, nei prossimi anni rappresenterà uno dei maggiori esportatori di risorse minerarie, gas e petroli, ma anche un modello di cooperazione che tiene conto di tutto il mondo economico e sociale che ne fa parte.Stiamo lavorando, in modo sinergico, con gli operatori che intervengono in ambiti usualmente distanti come sono il settore oil&gas e quello della cooperazione, ma che operano già da anni in quel territorio.Possiamo offrire un contributo importante per promuovere l’organizzazione dell’industria mozambicana, fornire competenze tecniche specifiche ad operatori del settore e avviare la produzione, partendo dalla manifattura più semplice.Il progetto “Mozambico”, che sono certa darà i suoi frutti, potrebbe rappresentare un modello, quasi una piattaforma di interventi e di programmi, da replicare”.Così su Facebook il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Eurosets supporta il progetto “Cuore Aperto” di POBIC Onlus

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 luglio 2019

Medolla (MO) Un progetto dedicato alla cura delle patologie cardiache pediatriche: Eurosets, azienda di Medolla (MO) specializzata nella progettazione, produzione e commercializzazione di dispositivi biomedicali, abbraccia la missione “Cuore Aperto” della ONG POBIC Onlus (Progetti e Opere di Beneficenza per Interventi in Cardiopatie, http://www.ong-pobic.org) in Nigeria.La collaborazione tra l’associazione POBIC ed Eurosets si pone come obiettivo la promozione in Nigeria della cultura cardiochirurgica italiana per contribuire all’autonomia degli specialisti locali attraverso sessioni formative.“Eurosets ha intrapreso un percorso che prevede un impegno sempre maggiore nel campo della Responsabilità Sociale, ritenendola un obiettivo e un valore aziendale primario. Grazie alla collaborazione con POBIC, e alla loro esperienza pluriennale nell’ambito delle missioni umanitarie, possiamo compiere un passo ulteriore verso questo obiettivo”, commenta Antonio Petralia, CEO di Eurosets.Il percorso umanitario “Cuore Aperto” si svolge in diversi paesi dell’Africa con due missioni all’anno dal 2013 ed Eurosets è attiva al fianco di POBIC a supporto delle operazioni cardiochirurgiche pediatriche, con la fornitura di dispositivi biomedicali, e nella formazione del personale medico e paramedico africano in loco sulle tecniche di perfusione extracorporea utilizzate in campo cardiochirurgico.Si è recentemente conclusa la sesta missione POBIC presso l’Ospedale Universitario di Ituku, nello stato di Enugu in Nigeria: dal 12 al 16 maggio 2019 un’équipe medica di volontari, composta da cardiochirurghi, cardiologi, perfusionisti e anestesisti, si è occupata di visite specialistiche e interventi pediatrici con l’ausilio dei dispositivi biomedicali Eurosets.
Eurosets ha inoltre confermato la sua partecipazione alla settima missione, presentata presso il Ministero della Salute Federale in Nigeria, che si svolgerà dal 6 al 16 novembre, con il progetto “Cuore Aperto Alta Formazione Sanitaria”, con l’obiettivo di formare il personale medico in loco sull’utilizzo dei dispositivi Eurosets, utilizzati in chirurgia per l’ossigenazione cardiopolmonare e per l’ECMO (ossigenazione extracorporea a membrana).

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Formazione Scuola: termina la prima edizione del progetto di PayTipper

Posted by fidest press agency su domenica, 14 luglio 2019

Si è conclusa la prima edizione del progetto Formazione Scuola ideato e realizzato da PayTipper, Istituto di Pagamento con sedi a Milano e a Cascina (Pisa), in collaborazione con l’ITIS Marconi di Pontedera.Presso gli uffici di Cascina, PayTipper ha previsto l’attivazione di uno stage di sei mesi con prospettiva di inserimento, per due studenti del 5° anno, selezionati tra i partecipanti al progetto di alternanza scuola – lavoro.
Angelo Grampa, AD di PayTipper, ha dichiarato: «Il progetto nasce dall’esigenza di formare dei giovani in grado di apprendere un mestiere relativamente nuovo, spendibile nella nostra Società e, più in generale, nel settore del digital payment.Siamo felici di aver avviato una collaborazione professionale con dei giovani della provincia di Pisa, dove la nostra società sta crescendo in maniera significativa anche attraverso importanti investimenti. Grazie a questo progetto abbiamo fornito basi concrete per facilitare l’accesso dei giovani diplomati al mondo del lavoro. Visto il successo di questo primo modulo stiamo già pensando alla prossima edizione».Il progetto Formazione Scuola di PayTipper è finalizzato a formare giovani interessati a conoscere il settore in forte crescita dei pagamenti digitali e a colmare il fenomeno del digital mismatch, ovvero la differenza tra le conoscenze digitali dei lavoratori e quelle ricercate dalle aziende.
Nell’ambito dell’iniziativa, si sono succeduti corsi teorici ed esercitazioni pratiche, rivolti agli studenti del 4° e del 5° anno. A una prima fase di formazione dei docenti ha fatto seguito quella rivolta agli studenti, da parte dei professori della scuola e dei referenti di PayTipper. Le lezioni si sono svolte presso l’ITIS Marconi e presso la sede di Cascina.

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Presentazione progetto: monitoro la mia pressione

Posted by fidest press agency su sabato, 13 luglio 2019

Roma, 18 luglio 2019, ore 10:00 Ministero della Salute, Auditorium Cosimo Piccinno – Lungotevere Ripa. L’ipertensione è uno dei principali problemi di salute della popolazione senior, con una prevalenza che aumenta con il crescere dell’età. La presenza dell’ipertensione si associa a un aumentato rischio di ictus, insufficienza cardiaca, malattia coronarica, malattia renale. Senior Italia FederAnziani in collaborazione con SIIA – Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa, ha condotto un’indagine presso la popolazione anziana monitorando la pressione di 15.000 over 65 in tutta Italia. I risultati dei dati saranno presentati in una conferenza stampa presso il Ministero della Salute. Partecipano all’evento: Pierpaolo Sileri (Presidente Commissione Igiene e Sanità del Senato), Roberto Messina (Presidente Senior Italia FederAnziani), Claudio Ferri (Presidente SIIA), Enrico Agabiti Rosei (Comitato Scientifico ESH – European Society of Hypertension).Sono stati invitati: Giulia Grillo (Ministro della Salute) Armando Bartolazzi (Sottosegretario di Stato alla Salute) Luca Coletto (Sottosegretario di Stato alla Salute)

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Progetto Aware: La nave degli incanti

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 giugno 2019

Matera Il progetto, Aware – La nave degli incanti, ha vinto il bando riservato alle compagnie lucane dalla Fondazione Matera – Basilicata 2019 ed è stato ideato dalla compagnia Gommalacca Teatro.
Rispetto ad altri progetti, ideati per Matera e senza significative ricadute sul territorio, AWARE nasce da un percorso artistico e pedagogico della compagnia, impegnata da oltre dieci anni in un lavoro su un quartiere disagiato di Potenza, chiamato “rione Cocuzzo” ma noto alla popolazione come “serpentone” o “nave” a causa del Parco Miralles, un’enorme struttura in cemento che avrebbe dovuto riqualificare il quartiere con il suo tetto giardino ma che, disgraziatamente, è divenuta ulteriore elemento di degrado.
Il bando vinto per Matera ha permesso alla compagnia di allargare la propria pratica artistica e pedagogica ad altre quattro comunità in una raccolta di testimonianze e racconti che sono confluiti nella drammaturgia curata da Riccardo Spagnulo, attore e autore per il teatro, fondatore della compagnia Fibre Parallele e vincitore di numerosi premi fra cui il Premio Hystrio – Castel dei Mondi nel 2011 e il Premio Lo Straniero nel 2014.Ispirata alla nave di cemento di rione Cocuzzo la macchina spettacolare di Aware sarà un teatro viaggiante in forma di nave, lunga 22 metri e altra 4,5 m, progettata in collaborazione con gli Atelier SudSide di Marsiglia che, percorrendo la via della Basentana, partirà il 7 luglio da Potenza per arrivare il 21 luglio a Matera, facendo tappa a Castelmezzano (10 luglio), Garaguso (14) e Ferrandina (17). Cinque comunità che ospiteranno altrettanti episodi dello spettacolo teatrale itinerante che le attraverserà con la sua Nave incantata, cinque spettacoli unici, nutriti dalle storie e dagli elementi identitari raccolti nel territorio, che troverà la sua forma conclusiva e totale nella tappa di Matera.Partner del progetto l’artista plastico Didier Gallot Lavallée e Andrea Paolucci con il Teatro dell’Argine, che si occupa della supervisione artistica e organizzativa. Per far conoscere il progetto, è stato organizzato un incontro a Milano, presso la Fondazione Feltrinelli, il 20 giugno.

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Progetto “Sustainable Civil Society Dialogue for Sustainable Development”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 giugno 2019

Roma Giovedì 20 giugno 2019 (ore 10,30- Spazio Europa) Via IV Novembre 149. conferenza di lancio del progetto “Sustainable Civil Society Dialogue For Sustainable Development”. Sustainable Civil Society Dialogue for Sustainable Development è un progetto co-finanziato dall’Unione Europea (UE) e dalla Repubblica di Turchia nell’ambito del programma Civil Society Dialogue – V, che supporta iniziative dedicate allo scambio di conoscenza ed esperienze su temi di interesse comuni alla società civile turca e UE. Il progetto è iniziato il 1 aprile 2019 e ha una durata di 15 mesi. Le organizzazioni partner sono Kyoto Club, Roma (Coordinamento) e Çevreci Enerji Derneği (Environmental Energy Association), Smirne. I partner associati sono la Municipalità di Karşıyaka, in Turchia e il Comune di Bologna, con l’Ufficio di sostenibilità ambientale.Obiettivo è migliorare e sostenere un dialogo efficace con la società civile attraverso la cooperazione a lungo termine tra Turchia e Italia nel settore ambientale,
la promozione di iniziative di sensibilizzazione sull’importanza e i benefici dello sviluppo sostenibile e la diffusione di buone pratiche rispettose del clima e dell’ambiente.Attraverso conferenze, incontri, visite di studio e attività di sensibilizzazione alla sostenibilità, saranno coinvolte le principali organizzazioni della società civile e gli Enti locali delle aree metropolitane di Smirne, Roma, Bologna e Bruxelles.

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Progetto per il recupero delle materie critiche

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

Circa 45 tonnellate di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) raccolte in Europa e 7 processi di recupero portati a termine con 14 modalità diverse. Sono i numeri con cui si è concluso il progetto Critical Raw Material (CRM) Closed Loop Recovery, per la sperimentazione di nuove tecniche per il recupero delle “materie critiche” provenienti dai RAEE domestici, di cui Ecodom ed ENEA sono stati partner.
L’iniziativa ha visto Ecodom, in collaborazione con AMSA, COOP Lombardia, Stena Technoworld e S.E.Val., impegnato nella raccolta e trattamento di oltre due tonnellate di vecchi cellulari e piccoli elettrodomestici fuori uso (videogiochi, videocamere, ferri da stiro, tastiere per computer, cavi elettrici, mouse, asciugacapelli, radio, torce elettriche, lettori cd e dvd, caricabatterie, ecc.), tra i principali apparecchi contenenti CRM.“Dentro i piccoli elettrodomestici – spiega Dario della Sala, responsabile della Divisione tecnologie e processi dei materiali per la sostenibilità – Dipartimento Sostenibilità dei Sistemi Produttivi e Territoriali di ENEA – si possono recuperare alcune delle principali materie prime di difficile reperimento in natura, ma che hanno un ruolo fondamentale in moltissimi settori, dall’aeronautica, all’elettronica di consumo alle energie rinnovabili, dall’eolico al fotovoltaico”.Nei tre anni e mezzo del progetto, Ecodom ed ENEA, insieme con i partner della sperimentazione RecyclingBorse, Asekol, Axion Consulting, Re-Tek hanno testato diverse modalità di recupero: dal trattamento meccanico a processi chimici, volti a incrementare il recupero dei CRM, con particolare focus su cobalto, antimonio, grafite, tantalio, terre rare, oro, argento, metalli del gruppo del platino e rame.“Secondo le stime – spiega Luca Campadello, Projects & Researches Manager di Ecodom – in Europa ogni anno vengono generati 9,9 milioni di tonnellate di RAEE. Di queste però solo il 30% viene gestito correttamente. Se tutti i RAEE prodotti in Europa fossero raccolti e riciclati adeguatamente si potrebbero recuperare 186 tonnellate di argento, 24 tonnellate di oro e 7,7 tonnellate di platino. È con questo scopo che nel 2015 è nato il progetto: aumentare il tasso di riciclo delle materie prime essenziali contenute nei RAEE del 5% entro il 2020 e del 20% entro il 2030. Ecodom e ENEA faranno tesoro delle lezioni apprese dal progetto portandole in discussione all’interno della rete di esperti europei dell’iniziativa SCRREEN che si propone di rafforzare la strategia europea per la gestione responsabile dei CRM”.In particolare, Ecodom ha collaborato con ENEA mettendo a punto una procedura per valutare l’effettiva obsolescenza dei monitor a fine vita, che è stata applicata in via sperimentale su 43 schermi piatti presso lo stabilimento STENA di Angiari (Verona): 36 sono stati avviati alla filiera di recupero di metalli e di altri materiali, mentre i restanti 7 – ancora funzionanti – sono stati recuperati e potrebbero essere pronti per l’eventuale rientro in commercio.Oltre ai monitori, grazie a questo progetto in Italia sono stati raccolte e trattate da parte di Ecodom, insieme a AMSA, COOP Lombardia, Stena Technoworld e S.E.Val, oltre 2 tonnellate tra cellulari e piccoli elettrodomestici fuori uso.Il progetto, finanziato dal programma europeo LIFE, da Innovative UK, dal Governo gallese e dal Dipartimento per l’Ambiente, l’Alimentazione e gli Affari Rurali (Department for Environment, Food and Rural Affairs – DeFRA), e guidato da WRAP, è stato articolato in quattro fasi: la sperimentazione di nuovi sistemi di raccolta dei RAEE, la sperimentazione di innovativi sistemi di trattamento per il recupero dei CRM, la valutazione dei risultati ottenuti, e l’elaborazione di raccomandazioni per i decisori politici e per l’intero sistema di gestione dei RAEE.Da qui sono nate 5 linee guida che tutti, politici e gestori, dovrebbero seguire per aumentare la raccolta e il recupero dei CRM dai RAEE: ridisegnare e armonizzare le infrastrutture di raccolta; aumentare la consapevolezza dei cittadini sull’importanza dei CRM e della corretta raccolta e trattamento dei RAEE; introdurre incentivi per favorire buone pratiche per la raccolta e il trattamento dei RAEE; promuovere la ricerca e l’innovazione nel campo del recupero dei CRM incoraggiando la collaborazione internazionale; introdurre negli standard relativi al trattamento dei RAEE requisiti specifici sul recupero dei CRM.
Ecodom – Consorzio Italiano Recupero e Riciclaggio Elettrodomestici – è il Sistema Collettivo nazionale che gestisce, senza fini di lucro, il trasporto e il trattamento dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Costituito nel 2004 su base volontaria dai principali produttori di grandi elettrodomestici, cappe e scalda-acqua operanti nel mercato italiano, Ecodom ha l’obiettivo fondamentale di evitare la dispersione di sostanze inquinanti nell’ambiente e massimizzare il recupero dei materiali da reinserire nel ciclo produttivo, nel rispetto della normativa in materia (D. Lgs. 49/2014). Ecodom gestisce i RAEE provenienti dai nuclei domestici di tutti i Raggruppamenti – R1 (frigoriferi e condizionatori), R2 (lavatrici, lavastoviglie, cappe, forni, scalda-acqua), R3 (TV e monitor), R4 (piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, informatica, apparecchi di illuminazione) e R5 (sorgenti luminose).www.ecodom.it

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Stati Uniti d’Europa: Un mezzo bicchiere da riempire

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 maggio 2019

Bicchiere mezzo pieno da rendere pieno. Dopo le elezioni europee, questo sarà il compito che attende il Parlamento, la Commissione e il Consiglio europeo. Al di là delle singole articolazioni, i partiti europeisti hanno vinto. Popolari, socialisti, liberali e verdi rappresentano oltre 500 dei 751 parlamentari europei. La percentuale degli europeisti aumenterà ulteriormente, perché gli eletti del Brexit Party dovranno abbandonare i seggi parlamentari dopo uscita del Regno Unito dalla Ue, prevista ad ottobre.Dal 1957, data della istituzione della Comunità Economica Europea, ai giorni nostri, la povertà è diminuita dal 47% al 14%, la ricchezza delle famiglie è aumentata di 4 volte e il 50% delle risorse è speso nel welfare, cioè in sanità, assistenza e pensioni.
Ci sono, ovviamente, disuguaglianze da colmare ma, ricordiamo, che l’Europa è l’area più benestante del Mondo.Nei prossimi 5 anni l’Ue dovrà lavorare per riempire il bicchiere mezzo pieno, o mezzo vuoto che dir si voglia, per proseguire verso quel progetto di Stati Uniti d’Europa che auspichiamo, vale a dire: l’unione bancaria per garantire i risparmiatori, l’unione fiscale per eliminare le disparità di trattamento alle imprese, il riequilibrio del debito complessivo, una politica estera comune che si confronti con le altre potenze mondiali, USA, Cina e Russia e che affronti il problema dei flussi migratori, un bilancio comune per la difesa e la valorizzazione ambientale.Un grande lavoro per una grande Europa! (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Progetto di Educazione Ambientale per la Scuola primaria

Posted by fidest press agency su martedì, 21 maggio 2019

Roma Roma Dal 22 al 25 maggio torna ad Euroma2 “Colimbro”, in Via Cristoforo Colombo, angolo Viale dell’Oceano Pacifico sarà presentato il Progetto di educazione ambientale per gli alunni delle scuole primarie che ha l’obiettivo di insegnare ai più piccoli il rispetto per la natura e l’importanza del riciclo anche nei piccoli gesti quotidiani. I circa 800 bambini coinvolti, provenienti da 14 Istituti Comprensivi di Roma, dopo aver partecipato durante l’anno scolastico a laboratori pratici, attraverso il percorso espositivo della mostra allestita ad Euroma2 nei 4 giorni dell’evento, incontreranno biologi che illustreranno loro il ciclo di vita delle piante ed il risultato delle tecniche da loro applicate nelle attività di laboratorio. I bambini potranno vedere i frutti, i fiori, gli ortaggi e le piante coltivati durante l’anno scolastico grazie a Colimbro ed esposto il risultato concreto del loro lavoro.E come per altri importanti progetti promossi da Euroma2, anche per “Colimbro” saranno i giovani a tenere le lezioni ai più piccoli: i biologi saranno infatti affiancati da circa 20 ragazzi dell’Istituto Tecnico Agrario Giuseppe Garibaldi, che nell’ambito del Progetto di alternanza scuola-lavoro spiegheranno alle classi primarie la procedura e il valore del compostaggio ed affronteranno il più ampio tema del corretto smaltimento dei rifiuti e delle tecniche di riciclaggio in generale.
“COLIMBRO” è un sistema brevettato che permette di trasformare i rifiuti organici e gli scarti verdi in fertilizzante naturale tramite triturazione e lombricultura, in un unico apparato che può essere installato all’interno della propria abitazione o nelle strutture lavorative. Il progetto promosso da Euroma2, attraverso l’utilizzo di tale sistema da parte dei bambini, mira a spiegare ai piccoli in cosa consiste la corretta gestione dei rifiuti urbani e si focalizza sulla frazione organica, promuovendo la raccolta differenziata e la pratica del compostaggio domestico, ossia quel processo naturale nel quale gli scarti organici si trasformano in concime naturale o compost.
Per l’importanza del progetto, “Colimbro” è patrocinato dalla Regione Lazio. L’iniziativa rientra nell’ampio ventaglio di progetti realizzati da Euroma2 volti a promuovere la formazione dei più giovani: il Progetto Young, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana, le giornate di orientamento scolastico, l’alternanza scuola lavoro, il Progetto Ettore il Riccio finalizzato a diffondere la conoscenza da parte dei più piccoli delle città italiane e del loro patrimonio artistico-culturale. Nella convinzione che solo attraverso una corretta formazione dei giovani sarà possibile una crescita che non sia solo economica, ma culturale, di valori e di rispetto verso l’individuo e l’ambiente in cui viviamo.  www.euroma2.it

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Secondo meeting del progetto europeo SEU

Posted by fidest press agency su martedì, 14 maggio 2019

Parma Giovedì 16 e venerdì 17 maggio, a partire dalle 9.30, nella Sala del Consiglio del Palazzo Centrale dell’Università di Parma, si terrà il secondo meeting del progetto europeo SEU – Socially Engaged Universities, di cui il nostro Ateneo è partner.Dopo il primo meeting tenutosi nel dicembre scorso all’Università di Exeter (Regno Unito), coordinatore del progetto, sarà ora l’Università di Parma ad ospitare i diversi partner: oltre all’Ateneo di Exeter, saranno presenti i rappresentanti delle Università di Ghent (Belgio), Magdeburgo (Germania) e della THUAS de L’Aja-Delft (Paesi Bassi).
Il meeting si aprirà con i saluti istituzionali del Rettore, Paolo Andrei, del Pro Rettore con delega per la Terza Missione, Fabrizio Storti, della Pro Rettrice con delega all’Internazionalizzazione, Simonetta Anna Valenti, e dell’Assessore alla Cultura e alle Politiche giovanili del Comune di Parma, Michele Guerra. Seguiranno gli interventi di Francesca Zanella, Presidente dello CSAC, e Sabrina Tomasi, Dottoranda del Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni Culturali e del Turismo dell’Università di Macerata, che illustreranno alcuni case studies relativi alle collaborazioni Università/Città in ambito italiano.Il progetto SEU, finanziato nell’ambito del Programma Erasmus+, nasce con lo scopo di condividere esperienze e best practices sul rapporto e integrazione fra le Università europee e le loro comunità locali, ponendo l’attenzione sul ruolo degli Atenei come motore di sviluppo sociale, culturale ed economico, grazie a politiche più inclusive e sostenibili che possano rispondere ai bisogni dei cittadini e alla valorizzazione del territorio. SEU include inoltre la produzione di materiale ad hoc (Analisi dello Stato Attuale, Compendium, Toolkit) che possa essere utilizzato come guida da altri Atenei, anche in partnership con i Comuni, per lo sviluppo di ulteriori progetti a beneficio della comunità e dei diversi stakeholder di riferimento.Nel corso delle due giornate sarà dato spazio alla fase tecnico-scientifica del progetto, in cui i rappresentanti dei diversi atenei siederanno al tavolo di lavoro per analizzare gli attuali rapporti fra Atenei e comunità locali nei vari paesi partner, individuare i possibili stakeholders e predisporre materiali e linee guida. Per l’Università di Parma, partecipano attivamente al progetto il prof. Guglielmo Wolleb e la prof.ssa Maria Cecilia Mancini del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali, con il supporto della U.O. Internazionalizzazione.Il progetto rientra nelle strategie di Internazionalizzazione e Terza missione promosse dall’Università di Parma, e si pone in linea con le attività della rete EUniverCities, di cui l’Ateneo e il Comune di Parma sono sede congiunta del Segretariato.

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Progetto sociale INSPIRE di Roma Capitale inserito tra le best practice dalla Commissione Europea

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 aprile 2019

La Commissione Europea ha incluso il progetto INSPIRE, concluso da Roma Capitale nel 2017, nel Rapporto EU Programme for Employment and Social Innovation (EaSI) 2019. INSPIRE, recita la premessa alla descrizione del progetto, ha dato il via ad un sistema integrato di servizi sociali “contribuendo ad una risposta efficiente da parte della comunità locale a nuovi bisogni sociali”. Inoltre “può anche essere considerato un laboratorio per sperimentare un nuovo modello di governo locale del welfare”.Il Rapporto evidenzia i risultati: le Linee Guida per il Riuso degli Spazi Pubblici, la mappatura degli edifici in disuso, la condivisione di un sistema digitale per individuare e monitorare i soggetti fragili, la sperimentazione di servizi innovativi in 5 Municipi (V, VII, IX, XII, XIV) ed il miglioramento sensibile nell’erogazione di servizi preesistenti. Ancora, inclusione sociale, formazione sulle buone pratiche, personalizzazione dei servizi.Vengono descritti in particolare tre servizi sperimentali. Il condominio sociale (un lavoratore prende in carico più soggetti fragili residenti nella stessa zona) che ha contribuito alla creazione e consolidamento di reti di prossimità inclusive di associazioni, volontari, parrocchie, negozianti. Il tutoring, programma di sostegno per informare e formare a competenze sociali e relazionali. Infine i laboratori socio-occupazionali, dedicati alla riabilitazione sociale di adulti affetti da gravi disabilità e disagi mentali.INSPIRE è stato co-finanziato con fondi europei. L’EaSI (European Programme for Employment and Social Innovation) è, infatti, strumento di finanziamento, per il periodo 2014-2020, gestito direttamente dalla Commissione per combattere, tra l’altro, esclusione sociale e povertà. Il IX Rapporto presenta i 23 progetti e le organizzazioni sostenute dal programma.
L’Assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale Laura Baldassarre ricorda che grazie a questo progetto si innescano percorsi di formazione e soprattutto la personalizzazione dei servizi, oltre che l’inclusione di tanti attori in sinergia. Questa progettualità e tutte le azioni di sistema prodotte in materia dall’Amministrazione confluiranno e verranno articolate all’interno del Piano Sociale Cittadino.

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Casa.it avvia un progetto con l’Università Cattolica del Sacro Cuore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 aprile 2019

Casa.it – il sito e l’app di riferimento per chi cerca casa e per i professionisti del Real Estate – ha aperto i suoi uffici a 5 studenti del corso di laurea in Psicologia per le Organizzazioni: risorse umane, marketing e comunicazione dell’Università Cattolica, per un progetto di affiancamento in azienda.Il progetto è volto a promuovere un percorso a contatto con le realtà lavorative, e si svolge nell’ambito delle “Esperienze Professionalizzanti”, che nascono per offrire agli studenti l’opportunità di un’esperienza sul campo che vada oltre la semplice formazione.Nello specifico, Casa.it ha intrapreso con i brillanti studenti selezionati un percorso di ricerca qualitativa, commissionato dal dipartimento Marketing e Formazione Sales di Casa.it, con l’obiettivo di analizzare il business degli affitti tra i clienti del portale.
A partire dal brief fornito da Casa.it, il gruppo di studenti ha elaborato una struttura e una metodologia di lavoro, e ha stilato un questionario da sottoporre agli agenti immobiliari. Una volta che Casa.it avrà valutato e approvato la metodologia scelta dagli studenti, avrà il compito di coordinare gli incontri dedicati alle interviste e alla somministrazione del questionario. I dati raccolti saranno elaborati e analizzati dal gruppo di lavoro, e i risultati finali della ricerca verranno condivisi con Casa.it.

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Progetto di collaborazione commerciale fra Italia e Messico

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

L’on. Nissoli è intervenuta alla conferenza stampa sui rapporti economici Italia Messico in cui sono state presentate le possibilità di investimento in Messico da parte delle imprese italiane. Un evento promosso da Patrizio Baroni, consigliere, nonché vicepresidente onorario con delega al turismo, commercio estero e relazioni pubbliche, della locale Camera di Commercio – la Canaco Servytur di Playa del Carmen. Patrizio Baroni ha avviato un progetto per agevolare le imprese italiane che vogliono entrare nel mercato messicano, anche in stretta collaborazione con la Segretaria dello Sviluppo Economico dello Stato del Quintana Roo, M.ta Rosa Lozano, che è coordinatrice di tutte le Segreterie di economia degli Stati del Sud-Sud/Est del Messico. Inoltre, sono intervenuti alla conferenza il Ministro Jorge Luis Hidalgo, addetto commerciale dell’Ambasciata del Messico, e l’Avv. Maria Grazia Galeotti, in rappresentanza della P&B Network.L’on. Nissoli, nel suo intervento, ha detto che: ”i nostri concittadini, residenti all’estero, possono rappresentare un valore aggiunto, se non la chiave di volta, per la costruzione di una rete, dinamica, di rappresentanza della nostra italianità, nel senso più ampio del termine, anche sotto gli aspetti commerciali. Mi domando spesso se l’evoluzione sociale e, con essa, quella economico-commerciale non si sviluppi, oggi, ad una velocità tanto elevata che la politica non riesce a sostenere. Questi Italiani, con la I maiuscola, hanno costruito fortune, realtà imprenditoriali ma, soprattutto, una rete di relazioni internazionali che, laddove le vogliamo condividere, sono indispensabili per il nostro “Sistema Paese”. Indispensabili per l’evoluzione dei mercati di cui parlavo poc’anzi, indispensabili per la conoscenza che questi concittadini hanno dei diversi Paesi, delle loro economie e delle realtà istituzionali. …… Abbiamo un’altra Italia, fuori dalla penisola, e sarebbe una follia non poter contare su questa rete. Questa è la mia visione. Non cittadini da aiutare, certo, talvolta è necessario anche quello, ma cittadini su cui contare! …. sono molti i cittadini italiani, residenti all’estero, che possono garantirci questo interfaccia, motivati dalla voglia di fare tutto ciò che è possibile perché l’Italia continui ad essere un grande Paese”.

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Mostra: progetto RE:HUMANISM

Posted by fidest press agency su sabato, 13 aprile 2019

Roma Martedì 16 aprile alle ore 18.30 AlbumArte, via Flaminia 122 inaugura la mostra collettiva con i progetti vincitori della prima edizione di RE:HUMANISM, premio dedicato al rapporto fra arte e intelligenza artificiale promosso da Alan Advantage, azienda attiva da più di dieci anni nel campo dell’innovazione e della consulenza strategica. Nella mostra saranno esposti i progetti dei dieci artisti vincitori: Nguyen Hoang Giang primo classificato; il gruppo formato da Albert Barqué-Duran, Mario Klingemann e Marc Marzenit al secondo posto; Enrico Boccioletti per il premio residenza; Lorem; Enrica Beccalli in collaborazione con Roula Gholmieh; Guido Segni; Antonio “Creo” Daniele; Michele Tiberio in collaborazione con Diletta Tonatto; Adam Basanta; Daniele Spanò. I dieci progetti prevedono l’intervento di tecnologie e riflessioni nell’ambito dell’intelligenza artificiale, cercando di delineare il confine sempre più opaco tra umano e artificiale.
RE:HUMANISM exhibition of the winning projects will open on Tuesday, April 16th at 6:30 pm at AlbumArte, in Rome. RE:HUMANISM is the first edition of the award dedicated to the relationship between art and artificial intelligence and is promoted by Alan Advantage, company active for more than ten years in the field of innovation and strategic consulting activities. The exhibition will present the ten winning artists’ projects: the first-place winner Nguyen Hoang Giang; in second place the group formed by Albert Barqué-Duran, Mario Klingemann and Marc Marzenit; Enrico Boccioletti for the residency award; Lorem; Enrica Beccalli in collaboration with Roula Gholmieh; Guido Segni; Antonio “Creo” Daniele; Michele Tiberio in collaboration with Diletta Tonatto; Adam Basanta; Daniele Spanò. The ten projects involve the use of artificial intelligence technologies and put a question on the relation between man and computer, trying to outline the increasingly opaque border between human and artificial.

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E’ uscito il numero 20 della rivista “L’eterno Ulisse”

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Il progetto editoriale è nato sei anni fa con la certezza di colmare un vuoto tra gli odierni magazine in commercio dando voce ad espressioni della cultura e della conoscenza ammantate di silenzio e, allo stesso tempo, cercando di far rientrare L’Eterno Ulisse tra le riviste da collezione, tramite opportuni accorgimenti iconografici e di supporto, per sfuggire ai consueti canoni dell’“usa, sfoglia e getta” che caratterizzano l’editoria corrente.
Nella prima parte del nuovo numero la rivista vi propone argomenti il cui filo d’Arianna conduce all’invenzione della robotica di Efesto, e successivamente ad ulissiaci viaggi che ci prospettano articolati itinerari: da un angolo sperduto della Cina, proiettato nel turismo d’avanguardia, ai luoghi oracolari più intriganti dell’umanità, fino a La Thuile, tra i sentieri di un valico ricco di emozioni. E ancora a Tenerife, alla scoperta di un’amicizia singolare tra una suora e un corsaro. Facendo un salto dietro il velo di Maya, una delle più note medium d’Italia ci racconta la sua toccante storia e i suoi messaggi da un’altra dimensione, e poi, nelle pagine a seguire, dialogheremo sui segreti custoditi dal nostro volto; e, infine, il cammino iniziatico in compagnia dei Tarocchi prosegue qui con la “Forza” di un simbolismo che investe la sfera dello spirito, tra le pieghe della ricerca del Graal.
La seconda parte della rivista prevede invece un ampio e articolato dossier dedicato all’influenza degli avi nella nostra vita; uno speciale monotematico del tutto originale per l’impostazione che abbiamo scelto di dargli: partendo dalle preghiere di guarigione a Maria che scioglie i nodi, che contempla anche le preghiere per sollevarci dal peso degli avi e dell’albero genealogico, si passa poi ad esplorare la novena per le anime del purgatorio, e a scoprire terapie mediche e metodologie finalizzate ad aiutarci a guarire dai traumi e dalle esperienze vissute dai nostri antenati: dalla Cronosomatica, alla Dermoriflessologia, passando poi all’ascolto dei sintomi dei bambini con il metodo Enia. Il dossier si chiude con tre articoli legati al simbolismo dei nodi, al culto degli antenati, e ad una ricerca scientifica che afferma che i traumi degli avi si trasmettono ai discendenti almeno fino alla terza generazione. In chiusura, infine, tra gli scaffali della nostra libreria, le interessanti recensioni segnalate dalla rubrica “In Biblioteca”.

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Progetto: Agostino De Romanis per Anzio Imperiale

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Anzio 14 aprile 2019 alle ore 16.00 inaugura, negli spazi del Museo Civico Archeologico di Anzio Via di Villa 2, la mostra Agostino De Romanis per Anzio Imperiale. Il progetto, da un’idea e a cura di Roberto Luciani, è promosso dalla Città di Anzio e dal Museo Civico Archeologico di Anzio, con catalogo di Roberto Luciani e prefazioni istituzionali. L’allestimento sperimentale è di Giusi Canzoneri; durante il vernissage ci sarà un prologo cantato dal tenore Daniele D’Andrassi. All’inaugurazione saranno presenti, oltre all’artista e al curatore, Giuseppina Canzonieri Responsabile del Museo Civico Archeologico-Area Pedagogico/Didattica-Area Mostre e rappresentanti istituzionali della città di Anzio. “Da tempo il Museo Civico Archeologico di Anzio associa all’esposizione e allo studio di capolavori di arte antica la ricerca e la sperimentazione dell’arte contemporanea. L’idea di proporre, esporre e integrare Artefatti, formalmente “estranei” al contesto archeologico, nasce dalla ricerca e dalla sperimentazione che il Museo ha avviato da circa un decennio. Un progetto di dialogo tra Archeologia e Arte moderna e contemporanea elaborato attraverso l’uso di ben tre livelli (conoscitivo “oggettivo”, conoscitivo “soggettivo” e azione “integrativa”). Le opere esposte, determinando relazionalità tra museo, artista e spettatore, al di là del senso estetico, trasmettono e avviano, sebbene per metafora, processi di cambiamento che avvicinano le persone alimentando nuovi spazi di crescita culturale.” (dalla prefazione di Roberto Luciani)
Agostino De Romanis è nato a Velletri, il 14 giugno 1947. Ha frequentato, con grande impegno e notevole profitto, l’Accademia delle Belle Arti di Roma, conseguendo il titolo di Scenografo, perché la passione pittorica era unita, a quel tempo, alla predilezione per il Teatro, che ha lasciato un segno profondo nell’attività artistica successiva.

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Progetto europeo Milestone per le cure psichiatriche

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Molti, troppi adolescenti con problemi psichici o comportamentali non sono più seguiti durante l’adolescenza, e quando ritrovano una possibilità assistenziale è troppo tardi. E’ un problema con cui i servizi di salute mentale devono fare i conti in tutti i paesi europei: otto Paesi hanno investito nel progetto europeo MILESTONE, in fase di conclusione, per colmare questo vuoto e sviluppare nuovi modelli assistenziali per i giovani pazienti che transitano dai servizi di salute mentale per l’infanzia e l’adolescenza (UONPIA) a quelli per l’età adulta (DSM). Le conclusioni del progetto saranno discusse per la prima volta nel corso del convegno “Continuità delle cure dall’adolescenza all’età adulta nei servizi di salute mentale” che si terrà nei giorni 11 e 12 aprile a Brescia, presso il Centro Paolo VI. L’evento è promosso dall’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia in collaborazione con la Regione Lombardia. Al progetto europeo partecipano Belgio, Croazia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Olanda, Regno Unito, che puntano a risolvere la discontinuità tra UONPIA e DSM. Il ‘cuore’ del progetto è rappresentato da uno studio sperimentale, appunto lo studio MILESTONE, coordinato in Italia da Giovanni de Girolamo (IRRCS Fatebenefratelli Brescia), che ha coinvolto una coorte di circa 1.000 giovani in età di transizione (ossia di 17 anni e mezzo circa), insieme ai loro genitori e clinici di riferimento: tutti questi giovani sono stati seguiti ad intervalli regolari per oltre due anni dal team di ricerca. Il centro italiano, coordinato dall’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, ha reclutato il maggior numero di partecipanti allo studio sperimentale: 223 giovani su un totale di circa 1.000. In Italia, coordinati dall’IRCCS Fatebenefratelli, hanno preso parte al progetto 11 servizi di psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, ed altrettanti DSM.La raccolta dati si è conclusa a Gennaio 2019: come si è già detto, sono stati seguiti per due anni oltre 1.000 giovani e 900 familiari, ed un gran numero di clinici, appartenenti alle UONPIA ed ai DSM, hanno altresì attivamente contribuito. Il campione è rappresentato per la stragrande maggioranza da pazienti seguiti presso ambulatori delle UONPIA, di cui il 39% maschi, e, al momento del reclutamento, con un’età media di 17 anni e mezzo; 2 giovani su 3 vivevano con entrambi i genitori (biologici o in famiglie ricostituite), mentre nel 24% appartenevano a famiglie mono-genitoriali. I giovani erano in carico ai servizi prevalentemente per disturbi d’ansia (24%) o dell’umore (31%), Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività – ADHD (21%) e Disturbi dello Spettro Autistico – ASD (15%). Nel caso del campione italiano i disturbi d’ansia prevalgono (23%) rispetto quelli dell’umore (17%) e più numerosi, rispetto ai casi di ADHD e ASD riscontrati nel campione internazionale, sono anche i disturbi del comportamento alimentare (11%) ed i disturbi psicotici (8%). Un dato interessante emerge osservando i tassi relativi ai tentativi di suicidio nel corso della vita: se nel Regno Unito la percentuale di giovani in trattamento che hanno tentato il suicidio almeno una volta raggiunge ben il 44% del campione, seguita da Olanda, Irlanda, Germania e Belgio (tra il 35 e 25 %), nel caso dei paesi mediterranei (Francia, Croazia e Italia) i tassi scendono sotto il 20%, con l’Italia che registra il tasso più basso tra tutti gli 8 paesi partecipanti (12.5%). Osservando invece i dati relativi al sottocampione dei pazienti con una diagnosi clinica di depressione, emerge che il 57% di costoro ha un genitore che nella vita ha sofferto o tuttora soffre di un disturbo mentale, contro il 15% dei giovani che non hanno un disturbo depressivo. MILESTONE studia la transizione tra le UONPIA ai DSM testando se l’impiego di uno strumento di supporto decisionale per il clinico – chiamato Transition Readiness and Appropriateness Measure (TRAM) – migliori la pianificazione e gli esiti di questo delicato passaggio. Tale verifica viene effettuata confrontando gli esiti clinici dei giovani che sono entrati nel braccio ‘sperimentale’ ed il cui team di ricerca ha effettuato una valutazione con il TRAM, con gli esiti di giovani seguiti da servizi che non impiegano questa procedura in qualche modo standardizzata, che prevede quindi una attenta valutazione da parte del team di ‘partenza’ (della UONPIA) e di ‘arrivo’ (il team del DSM). I risultati relativi all’uso dello strumento TRAM saranno presentati per la prima volta durante il convegno. Nell’ambito dei risultati delle altre attività del progetto MILESTONE va sottolineato che de Girolamo, coordinatore italiano del progetto, e Signorini hanno condotto per la prima volta in assoluto una ‘mappatura’ delle UONPIA nei 28 paesi europei; tale ricerca è stata pubblicata su Lancet Psychiatry (Signorini et al., 2017) e su European Child and Adolescent Psychiatry (Signorini et al 2018): il team di ricerca ha con successo studiato l’organizzazione, le caratteristiche ed il funzionamento delle UONPIA e la loro interfaccia con i servizi per l’età adulta, evidenziandone le criticità (ad esempio, solo 2 Paesi tra i 28 coinvolti hanno dichiarato si possedere a livello ufficiale e nazionale dei protocolli d’intesa tra differenti tipi di servizi di salute mentale per regolamentare e garantire la continuità delle cure) e mettendo in luce le differenze tra i diversi Paesi in termini di attività, accessi dell’utenza, distribuzione e risorse; queste differenze, spesso, non rispecchiano differenti bisogni assistenziali all’interno della popolazione d’interesse, ovvero i giovani in età di transizione, ed impongono una attenta riorganizzazione dei servizi di salute mentale in tutta Europa, al fine di pianificare e realizzare modelli di cura più centrati sulla persona. E’ di nota che una percentuale compresa tra l’1,5% ed il 3% della popolazione in età infantile ed adolescenziale è in contatto, nei 28 paesi europei, con un servizio di psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza: se si considera l’impatto che i disturbi psichici e comportamentali possono avere sulla traiettoria fisiologica della sviluppo in persone giovani, si capisce bene perché sia essenziale ottimizzare la qualità delle cure in questa fase della vita. (fonte: Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio FATEBENEFRATELLI)

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Progetto Panorama TV di Sitour Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 aprile 2019

Presentato a Milano sul palco di Eataly Smeraldo il progetto Panorama TV di sitour italia, in collaborazione con feratel e La7. La conferenza, moderata dal caporedattore di Dove Fabio Sironi, si è tenuta alla presenza di Michael Mattesich amministratore unico sitour italia, Uberto Fornara amministratore delegato Cairo Communication – La7 e Alessandro Valentini responsabile iniziative speciali Cairo Communication – La7. La televisione è un mezzo democratico e deve mettere lo spettatore al centro dell’attenzione e proporgli ogni giorno nuovi stimoli ed emozioni. Questo il concetto che sta alla base di Panorama Tv, un progetto unico in Italia ideato da sitour italia e in programmazione su La7, ha raggiunto fino ad ora oltre 40 milioni di spettatori in un solo minuto di trasmissione live tutti i giorni nella fascia oraria del primo mattino e del primo pomeriggio. Per la prima volta meravigliosi e suggestivi panorami vengono trasmessi ad altissima qualità da oltre i 2.000 m di quota. Tutto ciò è possibile mediante telecamere MediaCam 4.0 altamente specializzate e con una avanzata tecnologia messa a disposizione da l’austriaca feratel, all’avanguardia per la trasmissione su canali tv e digitali. In questo modo Panorama Tv, grazie alla sinergia tra sitour, feratel e La7, è molto di più di un programma televisivo, diventa un nuovo approccio all’informazione e alla promozione turistica del territorio montano andando a toccare la sfera emozionale dello spettatore.
Panorama Tv è la messa in onda live di un minuto di immagini video riprese e trasmesse dai comprensori sciistici più importanti e suggestivi dell’arco alpino: Plan de Corones, Courmayer, Tofana-Marmolada, Marilleva, La Thuile, Pila, Obereggen, Madonna di Campiglio. Questo progetto ricorda in chiave moderna l’”intervallo” che veniva trasmesso un tempo: l’obiettivo è quello di promuovere il territorio e il turismo montano in Italia in un modo innovativo e speciale. Suggestive immagini ad altissimo livello accompagnate da un sottofondo musicale regalano una piacevole pausa agli spettatori. L’aspetto emozionale che scaturisce da questi meravigliosi panorami porta lo spettatore a voler visitare i comprensori e i territori promossi e, al ritorno, a voler a rivivere attraverso le dirette il tempo trascorso in quei luoghi. Questa peculiarità legata alla sfera emozionale aiuta, inoltre, a veicolare informazioni che garantiscono la sicurezza e l’orientamento del fruitore sulle piste da sci. Infatti, le trasmissioni sono accompagnate, in sovraimpressione, da informazioni sulle aree sciistiche promosse che vengono aggiornate in tempo reale: i dati meteo vengono integrati alle immagini attraverso un sistema overlay.
Il punto di forza di questo progetto è stato l’utilizzo delle MediaCam 4.0 Panorama, speciali telecamere tecnologicamente avanzate posizionate in punti strategici e studiate per convivere nel rispetto del paesaggio. Le MediaCam permettono di riprendere a 360° panorami in movimento in alta qualità e di riproporli in diretta live. Il progetto è in continua crescita e a fine aprile verranno divulgati i dati definitivi, ma il dato eccezionale è che ad oggi Panorama tv ha raggiunto milioni di spettatori italiani per un solo minuto di programmazione nelle due fasce orarie giornaliere. In un’era in cui tutto viaggia alla massima velocità senza lasciare il tempo alle emozioni un solo minuto di qualità è in grado di catturare la nostra attenzione e farci vivere una informazione piacevole.

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Progetto di educazione ambientale di Marevivo

Posted by fidest press agency su domenica, 7 aprile 2019

Capri l’8 aprile alle ore 10.30, alla presenza del Ministero dell’Ambiente, Sergio Costa, della Presidente di Marevivo, Rosalba Giugni, dei sindaci delle isole, dei rappresentanti delle istituzioni locali e soprattutto dei bambini coinvolti quest’anno nel percorso eco didattico e di tutti i ragazzi che ne hanno fatto parte nelle edizioni passate.Il progetto, in forma sperimentale, è partito per la prima volta proprio da Capri nel 2009 e grazie alla determinazione di Marevivo e all’impegno di dirigenti e docenti ha coinvolto negli anni gli alunni di tutte le isole minori italiane, anche di quelle più lontane e meno abitate: Elba, Giglio, Maddalena, S. Antioco, Ponza, Ventotene, Ischia, Capri, Lipari, Stromboli, Salina, Vulcano, Alicudi, Filicudi, Panarea, Ustica, Favignana, Marettimo, Pantelleria, Lampedusa, Linosa. Ogni anno sono circa 1500 gli studenti che partecipano al percorso didattico accompagnati e guidati da decine di operatori Marevivo alla scoperta della propria isola.
L’iniziativa ha avuto, sin dall’inizio, il forte consenso della comunità caprese che si è tradotto in collaborazione e sostegno sempre più forti e significativi. In tutti questi anni, grazie al prezioso sostegno del Comune di Capri e del Comune di Anacapri, i ragazzi dell’Istituto Comprensivo “Ippolito Nievo”, Scuola Primaria Paritaria “S. Teresa” e dell’Istituto Comprensivo “V. Gemito” sono stati impegnati in escursioni e pulizie sulle spiagge, incontri con i pescatori e artigiani locali, conoscenza diretta dell’ambiente marino, attraverso l’attività di sea-watching. Si sono avvicinati a sport come la subacquea, la vela e l’arrampicata con insegnanti appassionati e profondi conoscitori di ogni angolo dell’isola azzurra. Hanno imparato ad individuare, con un’attenta osservazione, dove e come agiscono i ‘datterari’ e ad essere pronti a segnalarli alla Guardia Costiera. Hanno capito come avvistare i delfini, esplorato i segreti racchiusi nelle rocce e nella flora mediterranea e si sono trasformati anche in giovani reporter dell’ambiente, incontrando giornalisti e scrittori. Sono saliti a bordo delle navi scuola della Marina Militare per osservare e capire il mare e i venti e tutte le manovre che si eseguono durante la navigazione a vela. Grazie alla preziosa collaborazione con la Capitaneria di Porto, gli studenti hanno potuto essere al fianco della Guardia Costiera, su una motovedetta, per vedere da vicino come opera nella lotta all’inquinamento, alla pesca illegale e ai traffici illeciti. Hanno visitato la centrale operativa, dalla quale vengono prese tutte le decisioni più importanti e hanno capito come è organizzata un’area portuale. «Siamo fieri di aver cresciuto una generazione di Delfini Guardiani sull’isola di Capri che è stata la nostra isola pilota – spiega Rosalba Giugni, Presidente di Marevivo –. Ci auguriamo che la nostra presenza continuativa abbia trasformato questi giovani in eco sentinelle perché solo una coscienza diffusa, che parta dai più giovani, può portare ad un cambiamento di rotta, indispensabile per proteggere un territorio tanto prezioso e delicato come le piccole isole del nostro Paese. Durante l’evento, circa 300 ragazzi dell’isola di Capri riceveranno il distintivo di Delfini Guardiani che dà loro il diritto/dovere di presentarsi alla Capitaneria di Porto o ai Comuni per segnalare eventuali problemi di carattere ambientale a danno dell’ecosistema, senza essere accompagnati dagli adulti».
L’Istituto Comprensivo “Ippolito Nievo” ha partecipato sin dall’inizio al progetto, come spiega la maestra Pina Vuotto, madrina dell’evento: «I bambini hanno seguito tantissime attività, grazie al lavoro degli operatori di Marevivo, come la visita al museo Cerio per studiare i reperti dell’era glaciale; la passeggiata di Pizzolungo, un sentiero di macchia mediterranea e il salvataggio di una tartaruga che hanno seguito con il gps fino in Grecia. Tra le prime attività ricordo “Detective del mare” che ha portato i bambini a seguire le tracce degli abitanti del mare fino ad analizzare il materiale spiaggiato a Marina Grande».

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