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Posts Tagged ‘progetto’

Progetto “Servizio Interistituzionale Equipe di Orientamento”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 ottobre 2019

Palermo venerdì 11 ottobre 2019 alle ore 10.00 presso la Sala Padre Pino Puglisi del Centro di Giustizia Minorile si terrà la presentazione del progetto “Servizio Interistituzionale Equipe di Orientamento” nell’ambito del “Programma speciale per l’istruzione e la formazione negli Istituti Penitenziari e nei Servizi Minorili della Giustizia”.
L’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni (U.S.S.M.) di Palermo, a seguito del protocollo sottoscritto in data 26.5.2016 tra il MIUR e il Ministero Giustizia “Programma speciale per l’istruzione e la formazione negli Istituti Penitenziari e nei Servizi Minorili della Giustizia”; in relazione alla particolarità dei contesti e dell’utenza; ritenendo l’istruzione e la formazione parti integranti nel processo di reinserimento sociale dei giovani sottoposti a procedimenti penali; al fine di stimolare, nei giovani in carico ai servizi, la capacità di assumere decisioni consapevoli circa le proprie azioni in rapporto a sé e al sistema sociale cui si appartiene nonché al fine di individuare le opportunità offerte dalla scuola e dall’ambiente sociale e di scoprire e valorizzare la cultura come risorsa per affrontare la vita e assegnarle significati, ha promosso un accordo di rete sottoscritto dallo stesso USSM, dall’Istituto Penale per i Minorenni (IPM) di Palermo, dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia (USR), dal Centro Permanente Istruzione Adulti (CPIA) Palermo 1, dal Centro Permanente Istruzione Adulti (CPIA) Palermo 2, dal Comune di Palermo- Assessorato Politiche giovanili, Scuola, Lavoro Salute, dalla La linea della Palma-Agenzia per il Lavoro, dall’Associazione “Inventare Insieme (onlus)”, dall’Associazione Centro Studi Opera Don Calabria, da Al Azis Cooperativa Sociale Onlus, dalla UISP Unione Italiana Sport per tutti e dal CIRPE Centro Iniziative Ricerche Programmazione Economica. Nell’ambito di tale protocollo, nel rispetto delle finalità indicate le parti si impegnano a promuovere un sistema integrato di servizi per il lavoro, l’istruzione e formazione professionale in collaborazione tra loro e con tutti gli altri attori pubblici e privati del territorio ed a collaborare nella organizzazione ed erogazione di tali servizi per i giovani sottoposti a procedimento penale e/o a rischio di devianza. Le finalità dell’Accordo riguardano la sperimentazione di percorsi certificabili, modulari e flessibili in contenuti e durata, con possibilità di prosecuzione anche dopo l’uscita dal circuito penale, finalizzati sia a favorire l’acquisizione ed il recupero di abilità e competenze individuali, sia a sviluppare una politica dell’istruzione integrata con la formazione professionale e supportata dalla collaborazione con il mondo delle imprese, attraverso percorsi di apprendistato, stage e tirocini.
Le attività si dovranno realizzare attraverso metodi e strumenti innovativi e soluzioni organizzative basate sulla personalizzazione dell’iter rieducativo di ciascuno, partendo da un patto formativo individuale finalizzato all’acquisizione di competenze da spendere anche per il reinserimento nella vita sociale e lavorativa.

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Presentazione del progetto LinC – Lombardia in Cammino

Posted by fidest press agency su sabato, 28 settembre 2019

Milano Lunedì 30 settembre, ore 11 Sala Solesin di Palazzo Lombardia (Primo piano ingresso N4) Piazza Città di Lombardia,1. Scoprire la Lombardia passo dopo passo, e scoprire le vie percorse in passato dai pellegrini, dai religiosi, dai mercanti, nei campi, nei boschi, sui fiumi e lungo i laghi: questa è l’opportunità che vogliamo offrire con LinC – Lombardia in Cammino – a un pubblico ampio e diversificato, di grandi camminatori, famiglie con bambini, giovani, scuole, viaggiatori e turisti. Un pubblico accomunato dall’idea che il cammino è un grande strumento di conoscenza, di sé stessi e del territorio che si percorre.Il progetto, sostenuto da Regione Lombardia, intende promuovere una rete regionale di cammini coinvolgendo i territori attraversati, le associazioni che promuovono la mobilità lenta e l’accessibilità, i Comuni, le Province, le associazioni di cammini, gli enti territoriali, gli enti per il turismo, le scuole, solo per citarne alcuni.Le attività progettuali:
– sviluppo di una identità visiva e di un sistema di “sovra-segnali” fisici tesi a valorizzare l’insieme dei cammini e le loro interconnessioni;
– realizzazione di una Guida dei Cammini in Lombardia, in italiano e inglese (con versione e-book e una APP);
– sviluppo di un portale multimediale informativo, in italiano e inglese (www.camminidilombardia.it);
– applicazione del Modello di Analisi dei Cammini su due cammini campione;
– produzione e promozione di pacchetti turistici integrati.
La Conferenza Stampa prevede i saluti di Stefano Bruno Galli, Assessore all’Autonomia e Cultura di Regione Lombardia. e a seguire due interventi introduttivi, il primo da parte del capofila, Triwù Srl, e il secondo da parte del Touring Club Italiano, partner del progetto.
Gli aspetti relativi al tema delle tradizioni, della cultura materiale e immateriale, della micro e macro economia sui territori attraversati dai cammini, saranno affrontati nella tavola rotonda, moderata da Alberto Pugnetti di Radio Francigena, cui partecipano ERSAF e CAI, Amministrazioni locali e associazioni dei Cammini.
Lo spazio finale è riservato alla CamminAttrice Rita Pelusio. L’incontro sarà trasmesso in streaming sul portale Triwù, la web TV dell’innovazione (www.triwu.it) e sulla pagina FB di LinC (/lombardiaincammino).

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Progetto stazione ferroviaria in Lettonia

Posted by fidest press agency su martedì, 24 settembre 2019

CREW, società di architettura controllata di Italferr (Gruppo FS Italiane), svilupperà il progetto di riqualificazione e ampliamento della stazione ferroviaria Riga Centrale in Lettonia. La società affiancherà nelle attività di progettazione la joint venture composta dal contractor belga BESIX e dall’italiana Rizzani De Eccher. Il progetto prevede un nuovo ponte di oltre un chilometro di lunghezza sull’estuario del fiume Daugava, l’ampliamento della stazione esistente con la costruzione di un nuovo fabbricato dedicato ai viaggiatori e la ricucitura del tessuto urbano di Riga, oggi diviso dal rilevato della stazione.
La riqualificazione della stazione Riga Centrale è uno dei più importanti progetti del programma “Rail Baltica”, finanziato dall’Unione Europea per la realizzazione di una nuova linea ferroviaria che collegherà la Polonia alla Finlandia.
La fase progettuale si concluderà a settembre del 2020. Successivamente, in fase di costruzione, è previsto un impegno nelle attività di direzione artistica dei lavori.
CREW è uno dei principali studi di architettura in Italia. Nel 2018 è stata acquisita all’80% da Italferr per sviluppare progetti con i più alti standard di qualità in Italia e nel mondo, incrementando le competenze e la specializzazione nella progettazione integrata di modelli architettonici e ingegneristici.

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Brain cede il Progetto Telemetria

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 settembre 2019

BRAIN, società di consulenza e sviluppo SW e HW per conto di aziende e startup (https://www.brain.srl/), comunica di avere ceduto ad una multinazionale italiana legata ai motorsport e alla F1 il progetto di telemetria senza fili per smartphone denominato BRAIN dose.“E’ la conferma che nel 2015, quando abbiamo deciso di scommettere su questo tema, ci avevamo visto giusto” afferma Simone Grillo, cofounder e CEO di BRAIN.“Questa multinazionale ha validato il nostro operato e testimonia che una piccola startup, con pochi mezzi ma molta passione, può raggiungere risultati tecnici rilevanti” aggiunge Timoteo Ziccardi, co-founder e CTO della startup.Per gli utenti non cambierà nulla: l’App BRAIN Motorsport e tutte le precedenti App realizzate per l’ecosistema BRAIN dose rimarranno online ed utilizzabili e questa operazione costituirà per tutti un grande valore aggiunto.
BRAIN, ceduto questo progetto, rimane attiva e si dedicherà a progetti di sviluppo HW&SW per aziende esterne mettendo a frutto le conoscenze finora acquisite in ambito embedded, positioning, IOT.La nuova divisione BRAIN Consulting è già all’opera con nuovi clienti e si configura ora come una sorta di struttura R&D “on demand” per aziende o startup che vogliano ottenere prodotti HW e/o SW completi, vendibili, con tempi e costi certi.“La nuova sfida ci appassiona moltissimo” concludono i fondatori. “Ci sentiamo persone di prodotto, le agevolazioni per la ricerca e sviluppo e la cresciuta consapevolezza da parte delle aziende di investire in tecnologia ci fanno pensare di poter offrire servizi utili che risolvano problemi reali”. BRAIN diventa quindi un po’ meno startup, un po’ più azienda, senza dimenticare le origini, la velocità e reattività di sempre.

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Dall’Unione Europea 900mila euro all’Università di Parma per un progetto di “capacity building” in Rwanda

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 settembre 2019

Parma L’Università di Parma, attraverso il CUCI – Centro Universitario per la Cooperazione Internazionale, ha ottenuto dall’Unione Europea un finanziamento di 900mila euro per il progetto Enhancement of Rwandan higher education in strategic fields for sustainable growth – EnRHed, che vede l’Ateneo come capofila di 7 partner e che è coordinato da Roberto Valentino, Vice direttore del Centro Universitario per la Cooperazione Internazionale (CUCI) e docente del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale.
L’iniziativa coinvolge l’Università di Scienze Applicate di Colonia (Germania), l’Università di Liegi (Belgio) e quattro istituti universitari del Rwanda: l’Università del Rwanda, l’Istituto di Scienze Applicate INES-Ruhengeri, la Scuola Politecnica IPRC di Musanze e l’Università di Arte e Tecnologia di Byumba.Il progetto ‘EnRHEd’ si pone quattro ambiziosi obiettivi specifici, da realizzare in 3 anni: sostenere la modernizzazione delle istituzioni rwandesi attraverso la revisione dei Curricula e il miglioramento dell’approccio didattico; l’implementazione di nuovi programmi di Laurea Magistrale e Dottorato di Ricerca; l’introduzione dell’e-learning e il miglioramento tecnologico, attraverso la creazione di una piattaforma per la didattica digitale; la promozione dell’internazionalizzazione dei percorsi educativi, con un rafforzamento degli scambi che si svilupperà nella mobilità di Professori, Staff e Studenti da e per il Rwanda.
Il finanziamento è erogato dal Programma ‘Erasmus+ Cooperation for innovation and the exchange of good practises’, sotto l’azione ‘Capacity Building in higher education – Joint Projects’. Il progetto ha ottenuto una valutazione molto elevata che gli ha permesso di collocarsi nella “prima fascia” dei 163 progetti finanziati in tutta Europa (833 presentati), vedendosi così attribuito l’intero finanziamento richiesto.«Questo progetto – ha dichiarato il coordinatore Roberto Valentino – nasce nell’ambito delle attività del CUCI, in linea con le politiche di internazionalizzazione del nostro Ateneo, nella consapevolezza che le università dei Paesi industrializzati possano e debbano assolvere sempre più un ruolo ‘locomotore’ nei confronti di Paesi a basso reddito, dove la richiesta di una formazione superiore altamente qualificata si fa sempre più pressante. Da parte nostra, invece, la possibilità di lavorare con i colleghi di questi Paesi apre scenari innovativi di ricerca e, come ci insegna la nostra esperienza, offre una potente occasione di rimotivazione professionale. Un progetto di questo tipo si basa su una consolidata rete di rapporti istituzionali tra i partner coinvolti, ma è anche l’esito di incontri fortunati tra persone che si sono impegnate per renderne efficace l’attuazione. Determinante è stato l’incoraggiamento da parte del Rettore Paolo Andrei, della Pro Rettrice all’Internazionalizzazione Simonetta Anna Valenti e dei colleghi del CUCI, in particolare l’attuale Direttrice Nadia Monacelli e il precedente Direttore Leopoldo Sarli. Inoltre, l’elaborazione del progetto non sarebbe stata possibile senza il supporto della Unità Operativa Internazionalizzazione diretta da Alessandro Bernazzoli»

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Progetto di ricerca “Ibrahim”

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2019

Roma 3 – 8 settembre 2019 Ambiente 1 MACRO Museo d’Arte Contemporanea Via Nizza 138 Manuel Canelles e Ivan Crico presentano, presso l’Ambiente #1 del MACRO, il progetto di ricerca “Ibrahim”. Interpretato da Ibrahim, giovane attore africano in fuga dalla guerra, che dopo una drammatica traversata del deserto e la reclusione in un campo di detenzione libico, approda con un gommone sulle nostre coste, il progetto restituisce forma e colore, attraverso una stratificazione di codici espressivi differenti (pittura, teatro/cinema, fotografia ecc.) ad una perduta opera di Géricault, L’uomo che guarda e contempla il mare, simbolo di odissee e naufragi anche esistenziali, di cui non sono pervenute testimonianze iconografiche, ma della quale rimane traccia solo in documentazioni scritte. I margini di interpretazione che i racconti offrono permettono di tradurre il perduto invisibile e dare la possibilità alla pittura di essere reinventata, ristabilendo un colloquio con la realtà contemporanea, con l’intento di problematizzare il concetto di scomparso, secondo l’assunto per cui ciò che è esistito è sempre, attraverso il filtro della memoria, anche inevitabilmente interpretato/reinterpretato. Lavorare su di un’opera di cui non sopravvivono documentazioni visive lascia margini di interpretazione estremamente ampi, quasi infiniti: l’opera scomparsa diventa un pretesto per lavorare su soggetti con cui mai ci si sarebbe confrontati, e, sopratutto, diventa il punto d’avvio per avviare un’indagine di cui è impossibile preventivamente ipotizzare gli sviluppi.

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Progetto sullo sviluppo di materiali multifunzionali innovativi per dispositivi medici

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 agosto 2019

Camerino. Non si arrestano i successi per la ricerca di Unicam. L’Università di Camerino conquista, infatti, anche un altro successo nell’ambito del programma europeo RISE, che finanzia progetti per la ricerca scientifica e la mobilità dei ricercatori che collaborano al progetto. Ad ottenere un finanziamento per un importante progetto sullo sviluppo di materiali multifunzionali innovativi per dispositivi medici, è stato anche il gruppo di ricerca coordinato dal prof. Roberto Spurio della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria. Il progetto finanziato, della durata di 48 mesi, denominato “Bio-TUNE”, ha l’obiettivo di studiare biomateriali innovativi per la produzione di dispositivi medici, quali ad esempio protesi dentarie, con proprietà antibatteriche, per affrontare ed evitare problemi quali rigetto o infezioni.Le superfici dei dispositivi medici che facilitano l’adesione cellulare potrebbero favorire anche la colonizzazione da parte di batteri. Le infezioni dei biomateriali e la conseguente formazione di biofilm batterici possono causare gravi danni e ridurre significativamente la qualità della vita del paziente. Di contro, i tentativi di inibire la colonizzazione batterica sono spesso concentrati sull’uso di agenti citotossici.
Per aumentare, pertanto, l’efficienza dei dispositivi medici, le superfici costituite da biomateriali dovrebbero essere in grado di ridurre i livelli di colonizzazione batterica ed è proprio in questo senso che andrà ad operare il progetto Bio-TUNE.“Siamo molto soddisfatti per questo importante risultato – ha sottolineato il prof. Roberto Spurio. Il gruppo di ricerca Unicam, che oltre al sottoscritto comprende il dott. Attilio Fabbretti e la dott.ssa Anna Maria Giuliodori, lavorerà in particolare allo sviluppo di nuove molecole con attività antibiotica a lento rilascio, che aderendo al biomateriale impedirebbero la colonizzazione dei batteri”.Obiettivo dei progetti RISE è quello di finanziare la ricerca di eccellenza e consentire ai ricercatori che lavorano all’interno dello stesso progetto di incontrarsi per condividere esperienze di ricerca, apprendere nuove tecniche, scambiarsi conoscenze ed idee, divulgare i risultati della propria ricerca, creando altresì opportunità per il trasferimento tecnologico d3elle conoscenze acquisite e sviluppate.
Per questo progetto, Unicam fa parte di un network di 10 gruppi di ricerca di Atenei internazionali, di cui 5 europei e 4 extraeuropei.

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Il progetto per un mercato africano libero dai dazi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

Domenica 7 luglio, a Niamey in Niger, il vertice straordinario dei capi di Stato dei paesi dell’Unione Africana ha sancito l’inizio della fase attuativa dell’Accordo continentale africano di libero scambio (AfCFTA l’acronimo in inglese) che mira ad abbattere progressivamente tutti i dazi e le altre barriere doganali all’interno dell’intero continente. Esattamente il contrario della politica delle barriere e dei dazi di Trump.
E’ un evento di portata epocale, che potrebbe presto incidere sugli assetti geopolitici e geoeconomici mondiali. La visione e lo spirito che muovono l’Accordo hanno radici profonde e prospettive di lungo periodo: il rinascimento dell’Africa e il panafricanismo .
Hanno firmato 54 dei 55 membri dell’Unione africana, fatta eccezione per l’Eritrea per le tensioni con l’Etiopia. Ha sottoscritto anche la Nigeria, che rappresenta il Paese più popoloso e potente dell’Africa. L’AfFCTA darà il contributo più forte per il superamento di 84.000 km di frontiere interne ereditate dal colonialismo. Lo scopo è l’integrazione, senza ridisegnare nuove frontiere. Eliminando i dazi sul commercio infra-africano, si crea un mercato di 1,2 miliardi di cittadini e di consumatori che potrebbe raddoppiare entro il 2050. Il commercio interno all’Africa rappresenta meno del 15% del totale delle esportazioni. Quello interno all’Unione europea è il 70% del totale e quello infra-asiatico è già del 50%. Perciò si prevede di portare il commercio fra i paesi africani almeno al 25% entro il 2023. La creazione della Zona di libero scambio e dell’unione doganale è il primo passo di un percorso ben programmato che prevede la realizzazione del mercato comune africano nel 2025 e l’unione monetaria nel 2030. I paesi africani si sono chiaramente ispirati all’esperienza dell’Unione europea, facendo tesoro delle difficoltà e degli errori commessi in Europa. Infatti, hanno messo l’unione monetaria alla fine del percorso. Indubbiamente si è tenuto conto anche dell’esistenza dei paesi BRICS, che hanno saputo costruire nuove alleanze e istituzioni indipendenti, capaci di giocare un ruolo incisivo sullo scacchiere economico e politico globale. E’ un disegno ambizioso. L’Italia e l’Unione europea non possono limitarsi a guardare per vedere se l’Africa riuscirà o no a realizzarlo. Sarebbe grave, a nostro avviso, se ci si soffermasse a valutare i comportamenti presenti e passati dei governi e delle leadership africane. C’è un Grand Design da realizzare. E’ una sfida anche per la cooperazione internazionale ed europea. Il tutto inizia, nel maggio 2013 ad Addis Abeba in occasione della celebrazione del cinquantesimo anniversario dell’Organizzazione dell’Unione Africana, quando si definì il programma Agenda 2063 per “un’Africa integrata, prospera e pacifica guidata dai suoi stessi cittadini e che rappresenta una forza dinamica sulla scena internazionale”.
L’Agenda 2063 dettaglia, infatti, una serie d’iniziative da realizzare in tutti i campi per trasformare l’Africa in un moderno continente sovrano, che prenda in mano il proprio destino.In primo luogo vi è la realizzazione di una rete integrata continentale di treni ad alta velocità. Le infrastrutture occupano un posto prioritario nella lista dei progetti, come già evidenziato nel Piano di Sviluppo delle Infrastrutture in Africa (PIDA). Senza infrastrutture stradali, ferroviarie, fluviali, portuali, aeroportuali, energetiche e della comunicazione, la Zona di libero scambio resterebbe una scatola “paralizzata” che bloccherebbe qualsiasi piano di sviluppo industriale, economico e civile.
Si prevede la formulazione di una “strategia africana sulle commodity” per rendere il continente più forte nella definizione dei contratti di sfruttamento delle materie prime con i partner internazionali, per evitare che rimanga solo una grande miniera a cielo aperto e un semplice fornitore di minerali per il resto del mondo. L’Africa legittimamente vuole promuovere l’industrializzazione e la creazione di manifatture per garantire lavoro e reddito per i propri cittadini. L’Africa, purtroppo, finora è stata oggetto di un crescente land grabbing: vasti territori accaparrati da grandi interessi privati, da società internazionali e anche da altri Stati. Il fine è lo sfruttamento agricolo e minerario intensivo per fornire prodotti per destinazioni fuori dal continente africano. Spesso la mano d’opera locale è sfruttata al massimo e pagata al minimo, minando anche il tessuto sociale tradizionale, stravolgendo l’ambiente e lasciando, poi,sacche di povertà e di abbandono. Purtroppo, com’è noto, la regione sub-sahariana è il bersaglio principale di tali spregiudicate operazioni, che si giovano anche della corruzione di potentati locali e dell’ignoranza di molti. Si stima che, di tutti i territori acquisiti attraverso il land grabbing a livello mondiale, oltre il 40% sia in questa regione. Per esempio, una ricerca di alcuni anni fa quantificava l’acquisizione di terreni nella sola Repubblica Democratica del Congo in 7,2 milioni di ettari. Un terzo dell’Italia!
9 su 10 paesi dell’Africa sub-sahariana sono “dipendenti dalle commodity”, perché oltre il 60% di tutto il loro export è dato dalle commodity. Ed è una tendenza in crescita anche a livello globale. La Banca Mondiale conferma, infatti, l’aumento del rapporto debito/export nella regione sub-sahariana che è passato dal 65% del 2011 al 136% del 2017. L’Agenda 2063 è ricca di altri progetti relativi alle nuove tecnologie, alla finanza e anche alla ricerca spaziale. Fondamentale è la previsione di costruire un “grande museo africano” per promuovere la cultura africana in linea con gli ideali del pan-africanismo. Si vuole preservare il patrimonio culturale, stimolare gli africani a scrivere la vera storia dell’Africa e mostrare la sua influenza artistica, scientifica e letteraria sulle varie culture del mondo. Il summit di Niamey ha dovuto comunque riconoscere che l’impegno assunto nel 2013 di far tacere tutte le armi entro il 2020 non è stato ancora realizzato. La pacificazione e il superamento degli attuali conflitti in alcuni paesi sono, però, la condizione per l’effettiva operatività della Zona continentale africana di libero scambio senza dazi e barriere. E’ una grande sfida. Così come lo è il superamento delle frontiere e l’emissione di un unico passaporto africano per il libero movimento delle persone, che dovrebbe essere operante già dal prossimo anno. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Progetto Mozambico

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 luglio 2019

“Io e la mia collega Vice Ministro Emanuela Del Re questa mattina al Ministero degli Affari Esteri, abbiamo fortemente voluto attivare il “Tavolo Mozambico”.
Assieme ai colleghi Sottosegretari Manlio Di Stefano e Michele Geraci, abbiamo incontrato Assomineraria, che ha presentato il suo progetto di internazionalizzazione, Alleanza Cooperative, CNA e Confindustria. Con il coinvolgimento dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, di Cassa Depositi e Prestiti e delle direzioni coinvolte del MAECI.Gli investimenti all’estero contribuisco in modo estremamente importante sulla bilancia commerciale italiana, per questo è strategica la valorizzazione del nostro sistema Paese, con un focus specifico sui paesi in via di sviluppo.
Il Mozambico, con cui recentemente l’Italia ha sottoscritto un’importante protocollo d’intesa, nei prossimi anni rappresenterà uno dei maggiori esportatori di risorse minerarie, gas e petroli, ma anche un modello di cooperazione che tiene conto di tutto il mondo economico e sociale che ne fa parte.Stiamo lavorando, in modo sinergico, con gli operatori che intervengono in ambiti usualmente distanti come sono il settore oil&gas e quello della cooperazione, ma che operano già da anni in quel territorio.Possiamo offrire un contributo importante per promuovere l’organizzazione dell’industria mozambicana, fornire competenze tecniche specifiche ad operatori del settore e avviare la produzione, partendo dalla manifattura più semplice.Il progetto “Mozambico”, che sono certa darà i suoi frutti, potrebbe rappresentare un modello, quasi una piattaforma di interventi e di programmi, da replicare”.Così su Facebook il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Eurosets supporta il progetto “Cuore Aperto” di POBIC Onlus

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 luglio 2019

Medolla (MO) Un progetto dedicato alla cura delle patologie cardiache pediatriche: Eurosets, azienda di Medolla (MO) specializzata nella progettazione, produzione e commercializzazione di dispositivi biomedicali, abbraccia la missione “Cuore Aperto” della ONG POBIC Onlus (Progetti e Opere di Beneficenza per Interventi in Cardiopatie, http://www.ong-pobic.org) in Nigeria.La collaborazione tra l’associazione POBIC ed Eurosets si pone come obiettivo la promozione in Nigeria della cultura cardiochirurgica italiana per contribuire all’autonomia degli specialisti locali attraverso sessioni formative.“Eurosets ha intrapreso un percorso che prevede un impegno sempre maggiore nel campo della Responsabilità Sociale, ritenendola un obiettivo e un valore aziendale primario. Grazie alla collaborazione con POBIC, e alla loro esperienza pluriennale nell’ambito delle missioni umanitarie, possiamo compiere un passo ulteriore verso questo obiettivo”, commenta Antonio Petralia, CEO di Eurosets.Il percorso umanitario “Cuore Aperto” si svolge in diversi paesi dell’Africa con due missioni all’anno dal 2013 ed Eurosets è attiva al fianco di POBIC a supporto delle operazioni cardiochirurgiche pediatriche, con la fornitura di dispositivi biomedicali, e nella formazione del personale medico e paramedico africano in loco sulle tecniche di perfusione extracorporea utilizzate in campo cardiochirurgico.Si è recentemente conclusa la sesta missione POBIC presso l’Ospedale Universitario di Ituku, nello stato di Enugu in Nigeria: dal 12 al 16 maggio 2019 un’équipe medica di volontari, composta da cardiochirurghi, cardiologi, perfusionisti e anestesisti, si è occupata di visite specialistiche e interventi pediatrici con l’ausilio dei dispositivi biomedicali Eurosets.
Eurosets ha inoltre confermato la sua partecipazione alla settima missione, presentata presso il Ministero della Salute Federale in Nigeria, che si svolgerà dal 6 al 16 novembre, con il progetto “Cuore Aperto Alta Formazione Sanitaria”, con l’obiettivo di formare il personale medico in loco sull’utilizzo dei dispositivi Eurosets, utilizzati in chirurgia per l’ossigenazione cardiopolmonare e per l’ECMO (ossigenazione extracorporea a membrana).

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Formazione Scuola: termina la prima edizione del progetto di PayTipper

Posted by fidest press agency su domenica, 14 luglio 2019

Si è conclusa la prima edizione del progetto Formazione Scuola ideato e realizzato da PayTipper, Istituto di Pagamento con sedi a Milano e a Cascina (Pisa), in collaborazione con l’ITIS Marconi di Pontedera.Presso gli uffici di Cascina, PayTipper ha previsto l’attivazione di uno stage di sei mesi con prospettiva di inserimento, per due studenti del 5° anno, selezionati tra i partecipanti al progetto di alternanza scuola – lavoro.
Angelo Grampa, AD di PayTipper, ha dichiarato: «Il progetto nasce dall’esigenza di formare dei giovani in grado di apprendere un mestiere relativamente nuovo, spendibile nella nostra Società e, più in generale, nel settore del digital payment.Siamo felici di aver avviato una collaborazione professionale con dei giovani della provincia di Pisa, dove la nostra società sta crescendo in maniera significativa anche attraverso importanti investimenti. Grazie a questo progetto abbiamo fornito basi concrete per facilitare l’accesso dei giovani diplomati al mondo del lavoro. Visto il successo di questo primo modulo stiamo già pensando alla prossima edizione».Il progetto Formazione Scuola di PayTipper è finalizzato a formare giovani interessati a conoscere il settore in forte crescita dei pagamenti digitali e a colmare il fenomeno del digital mismatch, ovvero la differenza tra le conoscenze digitali dei lavoratori e quelle ricercate dalle aziende.
Nell’ambito dell’iniziativa, si sono succeduti corsi teorici ed esercitazioni pratiche, rivolti agli studenti del 4° e del 5° anno. A una prima fase di formazione dei docenti ha fatto seguito quella rivolta agli studenti, da parte dei professori della scuola e dei referenti di PayTipper. Le lezioni si sono svolte presso l’ITIS Marconi e presso la sede di Cascina.

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Presentazione progetto: monitoro la mia pressione

Posted by fidest press agency su sabato, 13 luglio 2019

Roma, 18 luglio 2019, ore 10:00 Ministero della Salute, Auditorium Cosimo Piccinno – Lungotevere Ripa. L’ipertensione è uno dei principali problemi di salute della popolazione senior, con una prevalenza che aumenta con il crescere dell’età. La presenza dell’ipertensione si associa a un aumentato rischio di ictus, insufficienza cardiaca, malattia coronarica, malattia renale. Senior Italia FederAnziani in collaborazione con SIIA – Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa, ha condotto un’indagine presso la popolazione anziana monitorando la pressione di 15.000 over 65 in tutta Italia. I risultati dei dati saranno presentati in una conferenza stampa presso il Ministero della Salute. Partecipano all’evento: Pierpaolo Sileri (Presidente Commissione Igiene e Sanità del Senato), Roberto Messina (Presidente Senior Italia FederAnziani), Claudio Ferri (Presidente SIIA), Enrico Agabiti Rosei (Comitato Scientifico ESH – European Society of Hypertension).Sono stati invitati: Giulia Grillo (Ministro della Salute) Armando Bartolazzi (Sottosegretario di Stato alla Salute) Luca Coletto (Sottosegretario di Stato alla Salute)

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Progetto Aware: La nave degli incanti

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 giugno 2019

Matera Il progetto, Aware – La nave degli incanti, ha vinto il bando riservato alle compagnie lucane dalla Fondazione Matera – Basilicata 2019 ed è stato ideato dalla compagnia Gommalacca Teatro.
Rispetto ad altri progetti, ideati per Matera e senza significative ricadute sul territorio, AWARE nasce da un percorso artistico e pedagogico della compagnia, impegnata da oltre dieci anni in un lavoro su un quartiere disagiato di Potenza, chiamato “rione Cocuzzo” ma noto alla popolazione come “serpentone” o “nave” a causa del Parco Miralles, un’enorme struttura in cemento che avrebbe dovuto riqualificare il quartiere con il suo tetto giardino ma che, disgraziatamente, è divenuta ulteriore elemento di degrado.
Il bando vinto per Matera ha permesso alla compagnia di allargare la propria pratica artistica e pedagogica ad altre quattro comunità in una raccolta di testimonianze e racconti che sono confluiti nella drammaturgia curata da Riccardo Spagnulo, attore e autore per il teatro, fondatore della compagnia Fibre Parallele e vincitore di numerosi premi fra cui il Premio Hystrio – Castel dei Mondi nel 2011 e il Premio Lo Straniero nel 2014.Ispirata alla nave di cemento di rione Cocuzzo la macchina spettacolare di Aware sarà un teatro viaggiante in forma di nave, lunga 22 metri e altra 4,5 m, progettata in collaborazione con gli Atelier SudSide di Marsiglia che, percorrendo la via della Basentana, partirà il 7 luglio da Potenza per arrivare il 21 luglio a Matera, facendo tappa a Castelmezzano (10 luglio), Garaguso (14) e Ferrandina (17). Cinque comunità che ospiteranno altrettanti episodi dello spettacolo teatrale itinerante che le attraverserà con la sua Nave incantata, cinque spettacoli unici, nutriti dalle storie e dagli elementi identitari raccolti nel territorio, che troverà la sua forma conclusiva e totale nella tappa di Matera.Partner del progetto l’artista plastico Didier Gallot Lavallée e Andrea Paolucci con il Teatro dell’Argine, che si occupa della supervisione artistica e organizzativa. Per far conoscere il progetto, è stato organizzato un incontro a Milano, presso la Fondazione Feltrinelli, il 20 giugno.

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Progetto “Sustainable Civil Society Dialogue for Sustainable Development”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 giugno 2019

Roma Giovedì 20 giugno 2019 (ore 10,30- Spazio Europa) Via IV Novembre 149. conferenza di lancio del progetto “Sustainable Civil Society Dialogue For Sustainable Development”. Sustainable Civil Society Dialogue for Sustainable Development è un progetto co-finanziato dall’Unione Europea (UE) e dalla Repubblica di Turchia nell’ambito del programma Civil Society Dialogue – V, che supporta iniziative dedicate allo scambio di conoscenza ed esperienze su temi di interesse comuni alla società civile turca e UE. Il progetto è iniziato il 1 aprile 2019 e ha una durata di 15 mesi. Le organizzazioni partner sono Kyoto Club, Roma (Coordinamento) e Çevreci Enerji Derneği (Environmental Energy Association), Smirne. I partner associati sono la Municipalità di Karşıyaka, in Turchia e il Comune di Bologna, con l’Ufficio di sostenibilità ambientale.Obiettivo è migliorare e sostenere un dialogo efficace con la società civile attraverso la cooperazione a lungo termine tra Turchia e Italia nel settore ambientale,
la promozione di iniziative di sensibilizzazione sull’importanza e i benefici dello sviluppo sostenibile e la diffusione di buone pratiche rispettose del clima e dell’ambiente.Attraverso conferenze, incontri, visite di studio e attività di sensibilizzazione alla sostenibilità, saranno coinvolte le principali organizzazioni della società civile e gli Enti locali delle aree metropolitane di Smirne, Roma, Bologna e Bruxelles.

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Progetto per il recupero delle materie critiche

Posted by fidest press agency su sabato, 1 giugno 2019

Circa 45 tonnellate di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) raccolte in Europa e 7 processi di recupero portati a termine con 14 modalità diverse. Sono i numeri con cui si è concluso il progetto Critical Raw Material (CRM) Closed Loop Recovery, per la sperimentazione di nuove tecniche per il recupero delle “materie critiche” provenienti dai RAEE domestici, di cui Ecodom ed ENEA sono stati partner.
L’iniziativa ha visto Ecodom, in collaborazione con AMSA, COOP Lombardia, Stena Technoworld e S.E.Val., impegnato nella raccolta e trattamento di oltre due tonnellate di vecchi cellulari e piccoli elettrodomestici fuori uso (videogiochi, videocamere, ferri da stiro, tastiere per computer, cavi elettrici, mouse, asciugacapelli, radio, torce elettriche, lettori cd e dvd, caricabatterie, ecc.), tra i principali apparecchi contenenti CRM.“Dentro i piccoli elettrodomestici – spiega Dario della Sala, responsabile della Divisione tecnologie e processi dei materiali per la sostenibilità – Dipartimento Sostenibilità dei Sistemi Produttivi e Territoriali di ENEA – si possono recuperare alcune delle principali materie prime di difficile reperimento in natura, ma che hanno un ruolo fondamentale in moltissimi settori, dall’aeronautica, all’elettronica di consumo alle energie rinnovabili, dall’eolico al fotovoltaico”.Nei tre anni e mezzo del progetto, Ecodom ed ENEA, insieme con i partner della sperimentazione RecyclingBorse, Asekol, Axion Consulting, Re-Tek hanno testato diverse modalità di recupero: dal trattamento meccanico a processi chimici, volti a incrementare il recupero dei CRM, con particolare focus su cobalto, antimonio, grafite, tantalio, terre rare, oro, argento, metalli del gruppo del platino e rame.“Secondo le stime – spiega Luca Campadello, Projects & Researches Manager di Ecodom – in Europa ogni anno vengono generati 9,9 milioni di tonnellate di RAEE. Di queste però solo il 30% viene gestito correttamente. Se tutti i RAEE prodotti in Europa fossero raccolti e riciclati adeguatamente si potrebbero recuperare 186 tonnellate di argento, 24 tonnellate di oro e 7,7 tonnellate di platino. È con questo scopo che nel 2015 è nato il progetto: aumentare il tasso di riciclo delle materie prime essenziali contenute nei RAEE del 5% entro il 2020 e del 20% entro il 2030. Ecodom e ENEA faranno tesoro delle lezioni apprese dal progetto portandole in discussione all’interno della rete di esperti europei dell’iniziativa SCRREEN che si propone di rafforzare la strategia europea per la gestione responsabile dei CRM”.In particolare, Ecodom ha collaborato con ENEA mettendo a punto una procedura per valutare l’effettiva obsolescenza dei monitor a fine vita, che è stata applicata in via sperimentale su 43 schermi piatti presso lo stabilimento STENA di Angiari (Verona): 36 sono stati avviati alla filiera di recupero di metalli e di altri materiali, mentre i restanti 7 – ancora funzionanti – sono stati recuperati e potrebbero essere pronti per l’eventuale rientro in commercio.Oltre ai monitori, grazie a questo progetto in Italia sono stati raccolte e trattate da parte di Ecodom, insieme a AMSA, COOP Lombardia, Stena Technoworld e S.E.Val, oltre 2 tonnellate tra cellulari e piccoli elettrodomestici fuori uso.Il progetto, finanziato dal programma europeo LIFE, da Innovative UK, dal Governo gallese e dal Dipartimento per l’Ambiente, l’Alimentazione e gli Affari Rurali (Department for Environment, Food and Rural Affairs – DeFRA), e guidato da WRAP, è stato articolato in quattro fasi: la sperimentazione di nuovi sistemi di raccolta dei RAEE, la sperimentazione di innovativi sistemi di trattamento per il recupero dei CRM, la valutazione dei risultati ottenuti, e l’elaborazione di raccomandazioni per i decisori politici e per l’intero sistema di gestione dei RAEE.Da qui sono nate 5 linee guida che tutti, politici e gestori, dovrebbero seguire per aumentare la raccolta e il recupero dei CRM dai RAEE: ridisegnare e armonizzare le infrastrutture di raccolta; aumentare la consapevolezza dei cittadini sull’importanza dei CRM e della corretta raccolta e trattamento dei RAEE; introdurre incentivi per favorire buone pratiche per la raccolta e il trattamento dei RAEE; promuovere la ricerca e l’innovazione nel campo del recupero dei CRM incoraggiando la collaborazione internazionale; introdurre negli standard relativi al trattamento dei RAEE requisiti specifici sul recupero dei CRM.
Ecodom – Consorzio Italiano Recupero e Riciclaggio Elettrodomestici – è il Sistema Collettivo nazionale che gestisce, senza fini di lucro, il trasporto e il trattamento dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Costituito nel 2004 su base volontaria dai principali produttori di grandi elettrodomestici, cappe e scalda-acqua operanti nel mercato italiano, Ecodom ha l’obiettivo fondamentale di evitare la dispersione di sostanze inquinanti nell’ambiente e massimizzare il recupero dei materiali da reinserire nel ciclo produttivo, nel rispetto della normativa in materia (D. Lgs. 49/2014). Ecodom gestisce i RAEE provenienti dai nuclei domestici di tutti i Raggruppamenti – R1 (frigoriferi e condizionatori), R2 (lavatrici, lavastoviglie, cappe, forni, scalda-acqua), R3 (TV e monitor), R4 (piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, informatica, apparecchi di illuminazione) e R5 (sorgenti luminose).www.ecodom.it

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Stati Uniti d’Europa: Un mezzo bicchiere da riempire

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 Mag 2019

Bicchiere mezzo pieno da rendere pieno. Dopo le elezioni europee, questo sarà il compito che attende il Parlamento, la Commissione e il Consiglio europeo. Al di là delle singole articolazioni, i partiti europeisti hanno vinto. Popolari, socialisti, liberali e verdi rappresentano oltre 500 dei 751 parlamentari europei. La percentuale degli europeisti aumenterà ulteriormente, perché gli eletti del Brexit Party dovranno abbandonare i seggi parlamentari dopo uscita del Regno Unito dalla Ue, prevista ad ottobre.Dal 1957, data della istituzione della Comunità Economica Europea, ai giorni nostri, la povertà è diminuita dal 47% al 14%, la ricchezza delle famiglie è aumentata di 4 volte e il 50% delle risorse è speso nel welfare, cioè in sanità, assistenza e pensioni.
Ci sono, ovviamente, disuguaglianze da colmare ma, ricordiamo, che l’Europa è l’area più benestante del Mondo.Nei prossimi 5 anni l’Ue dovrà lavorare per riempire il bicchiere mezzo pieno, o mezzo vuoto che dir si voglia, per proseguire verso quel progetto di Stati Uniti d’Europa che auspichiamo, vale a dire: l’unione bancaria per garantire i risparmiatori, l’unione fiscale per eliminare le disparità di trattamento alle imprese, il riequilibrio del debito complessivo, una politica estera comune che si confronti con le altre potenze mondiali, USA, Cina e Russia e che affronti il problema dei flussi migratori, un bilancio comune per la difesa e la valorizzazione ambientale.Un grande lavoro per una grande Europa! (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Progetto di Educazione Ambientale per la Scuola primaria

Posted by fidest press agency su martedì, 21 Mag 2019

Roma Roma Dal 22 al 25 maggio torna ad Euroma2 “Colimbro”, in Via Cristoforo Colombo, angolo Viale dell’Oceano Pacifico sarà presentato il Progetto di educazione ambientale per gli alunni delle scuole primarie che ha l’obiettivo di insegnare ai più piccoli il rispetto per la natura e l’importanza del riciclo anche nei piccoli gesti quotidiani. I circa 800 bambini coinvolti, provenienti da 14 Istituti Comprensivi di Roma, dopo aver partecipato durante l’anno scolastico a laboratori pratici, attraverso il percorso espositivo della mostra allestita ad Euroma2 nei 4 giorni dell’evento, incontreranno biologi che illustreranno loro il ciclo di vita delle piante ed il risultato delle tecniche da loro applicate nelle attività di laboratorio. I bambini potranno vedere i frutti, i fiori, gli ortaggi e le piante coltivati durante l’anno scolastico grazie a Colimbro ed esposto il risultato concreto del loro lavoro.E come per altri importanti progetti promossi da Euroma2, anche per “Colimbro” saranno i giovani a tenere le lezioni ai più piccoli: i biologi saranno infatti affiancati da circa 20 ragazzi dell’Istituto Tecnico Agrario Giuseppe Garibaldi, che nell’ambito del Progetto di alternanza scuola-lavoro spiegheranno alle classi primarie la procedura e il valore del compostaggio ed affronteranno il più ampio tema del corretto smaltimento dei rifiuti e delle tecniche di riciclaggio in generale.
“COLIMBRO” è un sistema brevettato che permette di trasformare i rifiuti organici e gli scarti verdi in fertilizzante naturale tramite triturazione e lombricultura, in un unico apparato che può essere installato all’interno della propria abitazione o nelle strutture lavorative. Il progetto promosso da Euroma2, attraverso l’utilizzo di tale sistema da parte dei bambini, mira a spiegare ai piccoli in cosa consiste la corretta gestione dei rifiuti urbani e si focalizza sulla frazione organica, promuovendo la raccolta differenziata e la pratica del compostaggio domestico, ossia quel processo naturale nel quale gli scarti organici si trasformano in concime naturale o compost.
Per l’importanza del progetto, “Colimbro” è patrocinato dalla Regione Lazio. L’iniziativa rientra nell’ampio ventaglio di progetti realizzati da Euroma2 volti a promuovere la formazione dei più giovani: il Progetto Young, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana, le giornate di orientamento scolastico, l’alternanza scuola lavoro, il Progetto Ettore il Riccio finalizzato a diffondere la conoscenza da parte dei più piccoli delle città italiane e del loro patrimonio artistico-culturale. Nella convinzione che solo attraverso una corretta formazione dei giovani sarà possibile una crescita che non sia solo economica, ma culturale, di valori e di rispetto verso l’individuo e l’ambiente in cui viviamo.  www.euroma2.it

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Secondo meeting del progetto europeo SEU

Posted by fidest press agency su martedì, 14 Mag 2019

Parma Giovedì 16 e venerdì 17 maggio, a partire dalle 9.30, nella Sala del Consiglio del Palazzo Centrale dell’Università di Parma, si terrà il secondo meeting del progetto europeo SEU – Socially Engaged Universities, di cui il nostro Ateneo è partner.Dopo il primo meeting tenutosi nel dicembre scorso all’Università di Exeter (Regno Unito), coordinatore del progetto, sarà ora l’Università di Parma ad ospitare i diversi partner: oltre all’Ateneo di Exeter, saranno presenti i rappresentanti delle Università di Ghent (Belgio), Magdeburgo (Germania) e della THUAS de L’Aja-Delft (Paesi Bassi).
Il meeting si aprirà con i saluti istituzionali del Rettore, Paolo Andrei, del Pro Rettore con delega per la Terza Missione, Fabrizio Storti, della Pro Rettrice con delega all’Internazionalizzazione, Simonetta Anna Valenti, e dell’Assessore alla Cultura e alle Politiche giovanili del Comune di Parma, Michele Guerra. Seguiranno gli interventi di Francesca Zanella, Presidente dello CSAC, e Sabrina Tomasi, Dottoranda del Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni Culturali e del Turismo dell’Università di Macerata, che illustreranno alcuni case studies relativi alle collaborazioni Università/Città in ambito italiano.Il progetto SEU, finanziato nell’ambito del Programma Erasmus+, nasce con lo scopo di condividere esperienze e best practices sul rapporto e integrazione fra le Università europee e le loro comunità locali, ponendo l’attenzione sul ruolo degli Atenei come motore di sviluppo sociale, culturale ed economico, grazie a politiche più inclusive e sostenibili che possano rispondere ai bisogni dei cittadini e alla valorizzazione del territorio. SEU include inoltre la produzione di materiale ad hoc (Analisi dello Stato Attuale, Compendium, Toolkit) che possa essere utilizzato come guida da altri Atenei, anche in partnership con i Comuni, per lo sviluppo di ulteriori progetti a beneficio della comunità e dei diversi stakeholder di riferimento.Nel corso delle due giornate sarà dato spazio alla fase tecnico-scientifica del progetto, in cui i rappresentanti dei diversi atenei siederanno al tavolo di lavoro per analizzare gli attuali rapporti fra Atenei e comunità locali nei vari paesi partner, individuare i possibili stakeholders e predisporre materiali e linee guida. Per l’Università di Parma, partecipano attivamente al progetto il prof. Guglielmo Wolleb e la prof.ssa Maria Cecilia Mancini del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali, con il supporto della U.O. Internazionalizzazione.Il progetto rientra nelle strategie di Internazionalizzazione e Terza missione promosse dall’Università di Parma, e si pone in linea con le attività della rete EUniverCities, di cui l’Ateneo e il Comune di Parma sono sede congiunta del Segretariato.

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Progetto sociale INSPIRE di Roma Capitale inserito tra le best practice dalla Commissione Europea

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 aprile 2019

La Commissione Europea ha incluso il progetto INSPIRE, concluso da Roma Capitale nel 2017, nel Rapporto EU Programme for Employment and Social Innovation (EaSI) 2019. INSPIRE, recita la premessa alla descrizione del progetto, ha dato il via ad un sistema integrato di servizi sociali “contribuendo ad una risposta efficiente da parte della comunità locale a nuovi bisogni sociali”. Inoltre “può anche essere considerato un laboratorio per sperimentare un nuovo modello di governo locale del welfare”.Il Rapporto evidenzia i risultati: le Linee Guida per il Riuso degli Spazi Pubblici, la mappatura degli edifici in disuso, la condivisione di un sistema digitale per individuare e monitorare i soggetti fragili, la sperimentazione di servizi innovativi in 5 Municipi (V, VII, IX, XII, XIV) ed il miglioramento sensibile nell’erogazione di servizi preesistenti. Ancora, inclusione sociale, formazione sulle buone pratiche, personalizzazione dei servizi.Vengono descritti in particolare tre servizi sperimentali. Il condominio sociale (un lavoratore prende in carico più soggetti fragili residenti nella stessa zona) che ha contribuito alla creazione e consolidamento di reti di prossimità inclusive di associazioni, volontari, parrocchie, negozianti. Il tutoring, programma di sostegno per informare e formare a competenze sociali e relazionali. Infine i laboratori socio-occupazionali, dedicati alla riabilitazione sociale di adulti affetti da gravi disabilità e disagi mentali.INSPIRE è stato co-finanziato con fondi europei. L’EaSI (European Programme for Employment and Social Innovation) è, infatti, strumento di finanziamento, per il periodo 2014-2020, gestito direttamente dalla Commissione per combattere, tra l’altro, esclusione sociale e povertà. Il IX Rapporto presenta i 23 progetti e le organizzazioni sostenute dal programma.
L’Assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale Laura Baldassarre ricorda che grazie a questo progetto si innescano percorsi di formazione e soprattutto la personalizzazione dei servizi, oltre che l’inclusione di tanti attori in sinergia. Questa progettualità e tutte le azioni di sistema prodotte in materia dall’Amministrazione confluiranno e verranno articolate all’interno del Piano Sociale Cittadino.

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Casa.it avvia un progetto con l’Università Cattolica del Sacro Cuore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 aprile 2019

Casa.it – il sito e l’app di riferimento per chi cerca casa e per i professionisti del Real Estate – ha aperto i suoi uffici a 5 studenti del corso di laurea in Psicologia per le Organizzazioni: risorse umane, marketing e comunicazione dell’Università Cattolica, per un progetto di affiancamento in azienda.Il progetto è volto a promuovere un percorso a contatto con le realtà lavorative, e si svolge nell’ambito delle “Esperienze Professionalizzanti”, che nascono per offrire agli studenti l’opportunità di un’esperienza sul campo che vada oltre la semplice formazione.Nello specifico, Casa.it ha intrapreso con i brillanti studenti selezionati un percorso di ricerca qualitativa, commissionato dal dipartimento Marketing e Formazione Sales di Casa.it, con l’obiettivo di analizzare il business degli affitti tra i clienti del portale.
A partire dal brief fornito da Casa.it, il gruppo di studenti ha elaborato una struttura e una metodologia di lavoro, e ha stilato un questionario da sottoporre agli agenti immobiliari. Una volta che Casa.it avrà valutato e approvato la metodologia scelta dagli studenti, avrà il compito di coordinare gli incontri dedicati alle interviste e alla somministrazione del questionario. I dati raccolti saranno elaborati e analizzati dal gruppo di lavoro, e i risultati finali della ricerca verranno condivisi con Casa.it.

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