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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

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Presentato il Progetto Economia Reale ai principali fondi pensione italiani

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 gennaio 2020

Cassa Depositi e Prestiti, Assofondipensione e Fondo Italiano d’Investimento SGR hanno presentato oggi il Progetto Economia Reale a oltre quaranta fondi pensione italiani, sia negoziali che preesistenti. Il Progetto, le cui linee guida erano state annunciate dall’Amministratore Delegato di CDP Fabrizio Palermo durante l’assemblea annuale di Assofondipensione il 2 dicembre scorso condotta dal presidente Giovanni Maggi, mira al potenziale coinvolgimento di tutti i fondi pensione italiani di natura privatistica. Lo scopo del Progetto Economia Reale è quello di fornire ai fondi pensione aderenti la possibilità di co-investire con CDP in strumenti diversificati e con potenziali ritorni in linea con le finalità del risparmio da loro gestito e al contempo di supportare la crescita e la competitività delle imprese italiane facilitando l’afflusso di investimenti verso l’economia nazionale attraverso una piattaforma, costituita da fondi di fondi, gestita dal Fondo Italiano di investimento SGR (FII SGR, controllata da CDP Equity), che investirà in fondi di private equity, private debt, nonché potenzialmente in altre asset class.Durante la sessione tecnica di oggi, sono state presentate ai fondi pensione partecipanti le caratteristiche tecniche principali del Progetto. In particolare, Fondo Italiano d’Investimento SGR ha illustrato le peculiarità dei fondi di fondi sottostanti la piattaforma, unitamente alla possibilità, soggetta all’approvazione del Consiglio di Amministrazione di CDP, di CDP Equity e di Fondo Italiano d’Investimento, di godere di una piattaforma di liquidità e di investire in quote di fondi a rendimenti asimmetrici.L’obiettivo di raccolta dai fondi pensione è di almeno 500 milioni di euro, cui si aggiungono anche le risorse che – coerentemente alla propria missione istituzionale – CDP ha già dedicato (Euro 550mln ad oggi nei fondi di private equity e private debt) e quelle che potrà decidere di dedicare in eventuali ulteriori asset class nell’ambito del Progetto. I fondi pensione attualmente gestiscono per conto dei loro aderenti oltre 100 miliardi di euro e possono esercitare un ruolo importante per favorire il sostegno all’economia, all’occupazione e alla crescita del Paese, cogliendo al contempo la possibilità di maggiori rendimenti per i loro iscritti, per un welfare integrativo sempre più efficiente e inclusivo.

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Progetto Salute Parma: Prevenzione primaria e secondaria del danno da fumo”

Posted by fidest press agency su domenica, 19 gennaio 2020

 

E’ un’iniziativa di ricerca coordinata dall’Università di Parma, con la collaborazione dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria e dell’Azienda USL, cofinanziata da Fondazione Cariparma e patrocinata dal Comune.Il responsabile scientifico del progetto è Nicola Sverzellati, docente di Diagnostica per immagini al Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma e Direttore dell’Unità Operativa Scienze Radiologiche dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, affiancato da Paolo Carbognani e Luca Ampollini, docenti di Chirurgia Toracica, e da Caterina Caminiti, Direttrice della Struttura complessa Ricerca e Innovazione dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria.Questa mattina la presentazione al ParmaUniverCity Info Point, con interventi del Rettore Paolo Andrei, del Direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Massimo Fabi, della Direttrice generale dell’Ausl Elena Saccenti, dell’Assessora alla Sanità del Comune di Parma Nicoletta Paci, della Vice Presidente della Fondazione Cariparma Anna Mazzucchi, del Principal Investigator Nicola Sverzellati, di Paolo Carbognani e Caterina Caminiti. Presente all’incontro anche il Direttore del Dipartimento di cure primarie dell’Ausl Antonio Balestrino.Il tumore del polmone è una malattia ancora frequente e molto grave: nel 2018, nel mondo, ci sono stati più di 2.000.000 di nuovi casi e 1.700.000 decessi.La sopravvivenza a cinque anni del tumore del polmone è pari al 17.7%, molto inferiore rispetto a quella del tumore del colon (64.4%), della mammella (89.7%) e alla prostata (98.9%).Il fattore di rischio più importante per lo sviluppo del tumore del polmone è rappresentato dall’esposizione – attiva o passiva – al fumo di sigaretta. Circa l’80 % dei casi è collegato al fumo di sigaretta. Studi scientifici nazionali e internazionali hanno mostrato l’efficacia della diagnosi precoce del tumore del polmone mediante screening con TAC a bassa dose di radiazioni ionizzanti. Con la TAC sarebbe possibile individuare tumori in individui che non presentano sintomi, permettendo di intervenire in uno stadio precoce di malattia.
Il “Progetto Salute Parma: Prevenzione primaria e secondaria del danno da fumo” è finalizzato alla valutazione della fattibilità di un programma di prevenzione del tumore del polmone. Lo studio è indirizzato a 500 soggetti (di età compresa tra 50 e 75 anni) residenti a Parma e provincia, forti fumatori o ex fumatori (da meno di 10 anni), che hanno fumato almeno 15 sigarette al giorno per almeno 25 anni o almeno 10 sigarette al giorno per almeno 30 anni. Per la partecipazione, i volontari dovranno rivolgersi al proprio medico di famiglia che, dopo valutazione dei criteri di eleggibilità, consiglierà un colloquio di approfondimento con il Responsabile scientifico del progetto per valutare insieme l’adesione allo studio.I partecipanti allo studio saranno sottoposti a un esame TAC del torace a bassa dose di radiazioni ionizzanti per la ricerca di lesioni polmonari e a una spirometria per testare la funzionalità polmonare. Contestualmente verrà proposta loro una visita al Centro antifumo coordinato dal prof. Alfredo Chetta per favorire l’interruzione all’abitudine tabagica dei soggetti fumatori attivi. Queste valutazioni si svolgeranno nell’Unità Operativa di Scienze Radiologiche dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma: in questo reparto, nel padiglione Barbieri, è disponibile un’apparecchiatura TAC di ultima generazione che sarà utilizzata per l’esecuzione dell’esame TAC il sabato mattina. I soggetti arruolati che alla TAC presenteranno reperti sospetti per tumore del polmone saranno indirizzati all’esecuzione di approfondimenti diagnostici nell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma.

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Progetto: A colorful act of self-promotion

Posted by fidest press agency su domenica, 12 gennaio 2020

Bologna Dal 22 gennaio al 3 febbraio 2020 Opening mercoledì 22.01.2020 ore 18.30 su invito Grand Hotel Majestic già Baglioni – via dell’Indipendenza 8 ospita il progetto: A colorful act of self-promotion; opere ed installazioni site-specific di Daniele Sigalot, a cura di Eli Sassoli de’ Bianchi ed Olivia Spatola.Un racconto di idee che si fanno opera attraverso un gioco di apparenze per il quale ogni cosa appare diversa da ciò che, ad un primo sguardo, potrebbe sembrare; Il grande aeroplano, posto all’ingresso, resta ancorato a terra dalla sua anima in acciaio che, pure, riveste di una corazza scintillante la sequenza di post-it dalle scritte ironiche, rendendoli imperituri. Implicito il desiderio di leggerezza, di spiccare il volo, esplicita la forza che, nella realtà del vivere, ci trattiene al suolo.Nulla è ciò che sembra: la carta è metallo, le battute divertenti scritte sui post it sono in realtà riflessioni, ed una sottile critica, delle dinamiche interne al “sistema arte”: “I wish I were a more sophisticated piece of art”, “Anyone can do this”, “Nothing meaningful here”, “If you read this in a museum cheers on me”, “When I bought this artwork I clearly had too much champagne”. Una sorta di metalinguaggio per il quale il pensiero diventa l’essenza primaria dell’opera.Daniele Sigalot elabora un percorso fatto di idee che si fanno opera e al tempo stesso di opere che ritornano ad essere idee, creando una sorta di metalinguaggio per la presa di consapevolezza che nulla è ciò che sembra, e per il desiderio di allargare lo sguardo a cogliere anche ciò che l’occhio non vede ma che pure esiste.L’artista è allora inteso come strumento, come colui che media; il tramite per il quale il “mondo delle idee” si fa “mondo delle cose”. L’ironia sta in questo sguardo, fintamente ludico e giocoso che in realtà coglie le dinamiche implicite all’esistenza e le racconta attraverso il suo gesto d’artista. Ecco allora la “Lettera al futuro”, e la “Lettera al destino”, giocate sul doppio binario: l’uso della parola per attivare riflessioni sul piano concettuale e l’impatto visivo creato attraverso il ripetersi dei contrasti. L’eterno quesito: che cos’è la realtà? se è relativa ad ognuno di noi, secondo un sillogismo perfetto, la realtà siamo noi, dunque le cose esistono così come noi le vediamo.Sigalot ci invita alla leggerezza, a lasciare scorrere lo sguardo libero, ad attivare, attraverso il linguaggio dell’ironia, paesaggi paralleli, per aprire la nostra visione ad abbracciarne molteplici, tutte ugualmente possibili e ipoteticamente esistenti, e tutte ugualmente valide.Ed è nell’attimo in cui ci soffermiamo ad ascoltarle che esse, magicamente, prendono vita. Ed è in quell’attimo che il mondo, così come noi lo vediamo, ci appare un arcobaleno di mille colori.

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Presentazione progetto Cultura e Legalità nelle scuole

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Marghera (Venezia) lunedì 13 gennaio alle ore 12.00 presso la Sala Europa di Unioncamere del Veneto (PST Vega, via delle Industrie 19/C), verrà illustrato il progetto «Cultura e legalità nelle scuole». Le attività del progetto, che prenderanno avvio il 21 gennaio 2020, permetteranno di concretizzare iniziative di sensibilizzazione e di formazione a favore di numerosi studenti di Istituti di Istruzione Secondaria di secondo grado in Veneto.L’accordo è rivolto alle categorie economiche, imprese e giovani. Attraverso percorsi di informazione e formazione nonché educativi e divulgativi, l’obiettivo è creare una serie di collaborazioni accompagnate dallo sviluppo di azioni dirette alla prevenzione e contrasto alla criminalità economica. Nell’ambito delle attività viene dato inoltre spazio alla prevenzione e contrasto dei danni ambientali ponendo il rispetto del territorio quale perno di sviluppo del corretto e libero funzionamento del mercato.Interverranno all’incontro:
Mario Pozza, presidente Unioncamere del Veneto Analisi Percezione Legalità 2019 – resoconto studi e ricerche finanziate dal Sistema Camerale veneto;
Roberto Tommasi, Libera – Associazione, nomi e numeri contro le mafie Agromafie e caporalato, studio indagine;
Giuseppe Vadalà, commissario straordinario per la bonifica delle discariche abusive. Le discariche abusive a Venezia e in Veneto, quanto fatto e quanto ci sarà da fare;
Siro Martin, presidente della Sezione Veneto Albo Gestori Ambientali. I protocolli per la legalità sottoscritti, i progetti e gli strumenti realizzati per gli enti di controlli in campo ambientale e trasporto rifiuti, la lotta all’illegalità;
Augusta Celada, dirigente Ufficio Scolastico Regionale Report attività USR (in attesa di conferma)

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L’eliminazione di Soleimani ostacola il progetto imperialista iraniano

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 gennaio 2020

Le analisi che abbiamo letto in questi giorni dopo l’uccisione americana del generale Soleimani sono state viziate, come al solito, da odio antiamericano e subalternità all’islamismo. Eppure gli argomenti per considerare giustificato e utile, addirittura necessaria la scelta di Trump sono chiarissimi. In primo luogo, sul piano etico-politico, è chiaro che negli ultimi tempi più ancora che in passato, l’Iran sta usando le risorse di un paese ricco, beneficato ulteriormente dall’accordo IPCOA voluto da Obama, per preparare una guerra in grande stile, apprestando sistemi d’arma missilistici intercontinentali e bombe atomiche; ma soprattutto sta conducendo una guerra a bassa intensità, spesso usando satelliti come Hezbollah, Houtis, Hamas e contando sull’appoggio russo e cinese, contro Stati Uniti, Israele, Arabia ed Egitto, alla ricerca di un impero regionale. Per costruirlo l’Iran ha bisogno di eliminare Israele, cacciare gli Stati Uniti dalla regione imponendo loro perdite intollerabili e colpire i centri di potere alternativo come Arabia ed Egitto. Se ci riuscisse potrebbe contare sui due terzi delle risorse petrolifere del mondo e controllare stretti vitali per l’economia mondiale come quelli che chiudono il Golfo Persico e il Maro Rosso.
Questo progetto imperialista, cui corrisponde un controllo totalitario della società interna, è in corso da decenni, è stato fortemente incrementato dall’IPCOA e ha portato l’Iran a controllare quattro stati stranieri (Libano, Siria, Iraq, Yemen), minacciando ormai da vicino Israele e Arabia. Negli ultimi mesi, oltre ad attaccare i propri nemici in questo teatro, l’Iran ha rapito petroliere e altre ne ha colpite con Mine nel Golfo e all’imbocco del Mar Rosso, ha bombardato i pozzi di petrolio dell’Arabia, ha cercato di colpire Israele dal Nord e dal Sud con altri missili, ha abbattuto mezzi militari americani, ha investito risorse ingenti per creare una rete logistica militare dal suo territorio attraverso l’Iraq e la Siria fino al Libano. Insomma esso è oggi oggettivamente il più grande e attivo pericolo per la pace del mondo. Il coordinamento di questa grande azione strategica e le disposizioni alle forze fantoccio nei vari paesi è stato il lavoro di Soleimani, un compito difficile e gigantesco, compiuto dal capo militare dell’Iran con grande e terribile competenza.Date queste premesse, il problema etico-politico è il seguente: cosa bisogna fare di fronte agli aggressori più pericolosi e determinati? Di fronte agli Stalin, agli Hitler, ai Tamerlano, ai Gengis Kahn, bisogna resistere o cercare di calmarli con le concessioni? Lo spirito prevalente oggi in Europa e naturalmente in Italia, risponde a questo secondo principio, come accadde negli anni Trenta con l’ ”appeasement” di Chamberlain di fronte a Hitler. L’esperienza dice che questo atteggiamento non funziona, anche perché di solito questi aggressori sono in debito di risorse (questo è il caso dell’Iran, ma oggi anche della Turchia e della Russia) e cercano di usare il loro imperialismo per procurarsele depredando gli aggrediti e di usarle poi ancora per estendere l’offensiva. Bisogna dire che l’Europa collabora attivamente all’armamento iraniano, sostenendo attivamente l’economia degli ayatollah imperialisti, organizzando anche forme semiclandestine di commercio per aggirare la sanzioni americane.E’ essenziale dunque contenerli, come Churchill e Truman (e poi di nuovo Reagan) fecero con l’Urss, combatterli, bloccarli, se occorre anche con mezzi militari, come ancora Churchill fece con la Germania nazista, nonostante le profferte di pace di Hitler. Questa è la scelta che ha fatto Trump, ed è perfettamente giusta. Molto, molto meglio rischiare oggi un conflitto armato quando il nemico non lo vuole e privarlo di risorse importanti, che subirlo quando esso sarà pronto e giudicherà conveniente attaccare.Sul piano giuridico, bisogna chiedersi se gli attacchi iraniani che ho riassunto sopra siano atti di guerra legittimi o gesti terroristici. Nel primo caso è naturalmente legittimo cercare di eliminare il comandante militare nemico, cogliendo un momento in cui egli è scoperto: si tratta di un normale atto di guerra. Nel secondo caso non si tratta di un militare ma di un terrorista, colto nel momento in cui stava cercando di organizzare nuovi atti di terrore contro il personale americano in Iraq: non si vorrà pensare che Soleimani fosse andato da Damasco all’aeroporto di Baghdad in gita di piacere? Gli americani del resto hanno detto di avere le prove di un imminente e molto sanguinoso attacco contro le loro forze. Anche in questo caso non vi è dubbio che il diritto stia dalla parte di Trump.Infine, le previsioni su quel che accadrà ora. L’Iran è un grande stato, con 80 milioni di sudditi e un territorio esteso e naturalmente ben difeso. Senza dubbio impensierisce Israele, ma non ha le armi per far paura agli americani. Strepita e minaccia vendetta, ma non è detto che ci provi davvero, anche perché legittimerebbero un’ulteriore reazione americana che facilmente distruggerebbe risorse materiali importanti per i loro piani imperialistici. Semmai, il problema è che l’eliminazione del comandante in capo dei militari non ha distrutto le armi più pericolose dell’Iran, cioè le bombe atomiche in via di fabbricazione e i missili balistici a lunga gettata. Questo è un lavoro che resta da fare, e se non all’America, toccherà certamente a Israele che ne è direttamente minacciato.Ma questo è un altro argomento, che probabilmente dovremo affrontare non fra molto. Per ora possiamo solo essere grati per il fatto che alla testa degli Stati Uniti ci sia Trump e non un Obama, una Clinton o un Sanders. Dopo il riconoscimento di Gerusalemme come capitale e della legittimità degli insediamenti, ora ha anche preso in mano direttamente l’eliminazione di Soleimani, che sembra per due volte Obama avesse impedito a Israele, passando le informazioni all’Iran. Ancora una volta come spesso nel secolo scorso l’America si sta prendendo la responsabilità e l’onere di salvare il mondo da una terribile minaccia.

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Presentazione dei risultati del progetto Veritas – Costruire Comunità in Terra dei Fuochi

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

Roma Lunedì 16 dicembre ore 13.00 Sala stampa Camera dei Deputati Via della Missione 4. Durante la conferenza verrà presentato lo studio pilota eseguito su un campione di pazienti oncologici residenti nei comuni della Terra dei Fuochi attraverso test tossicologici finalizzati a rilevare la quantità di metalli pesanti presenti nel sangue. Lo studio ha il fine di contribuire a creare evidenze scientifiche che aiutino a dimostrare la correlazione tra esposizione a contaminanti e insorgenza di patologie tumorali e di evidenziare l’importanza di strumenti di citizen science in campo ambientale e sanitario.Il progetto ha come partner scientifico lo Sbarro Institute di Philadelphia, diretto dal Prof. Antonio Giordano ed è stato realizzato grazie alla collaborazione del Dipartimento di Farmacia dell’Università Federico II di Napoli presso il quale i pazienti hanno potuto realizzare le analisi tossicologiche.Lo studio è in corso di pubblicazione sulla rivista internazionale Journal of Cellular Physiology.Oltre ai risultati dello studio, durante la conferenza sarà presentato il documento contenente le raccomandazioni agli enti preposti e la guida operativa metodologica realizzata all’interno del progetto.Intervengono:
– Rita Cantalino – Associazione A Sud
– Prof. Antonio Giordano – Direttore dello Sbarro Institute di Philadelphia, partner scientifico del progetto
– Vincenzo Tosti – Rete di Cittadinanza e Comunità Campania
– On. Michela Rostan – Vicepresidente della XII Commissione Affari Sociali
– On. Salvatore Micillo – Deputato Movimento 5 Stelle
– On. Pierpaolo Sileri – Viceministro alla Salute
Saranno inoltre presenti i rappresentanti dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Istituto di Epidemiologia.

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Progetto di ricerca dell’Università di Parma sull’additive manufacturing

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 novembre 2019

Ha avuto luogo a Timisoara, Romania, il kick-off meeting di un progetto triennale da 800mila euro dell’Università di Parma sull’additive manufacturing, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Horizon 2020.Il progetto “Structural Integrity and Reliability of Advanced Materials obtained through additive Manufacturing” – SIRAMM vede la partecipazione di Università di Parma (con Roberto Brighenti, coordinatore dell’unità, e Andrea Spagnoli, docenti del Dipartimento di Ingegneria e Architettura), Norwegian University of Science and Technology in Norvegia, Institute of Physics of Materials in Repubblica Ceca, University of Belgrade in Serbia e University Politehnica Timisoara, in qualità di coordinatore del progetto.Spesso l’incompleta conoscenza degli effetti della qualità dei materiali sulla resistenza meccanica dei prodotti industriali ottenuti tramite la tecnologia dell’Additive Manufacturing (ai più nota come stampa 3D) limita l’utilizzo affidabile di tale tecnologia nei processi manifatturieri, in particolare nei paesi dell’Est Europa.L’obiettivo del progetto SIRAMM è quello di potenziare la ricerca scientifica nel settore della stampa 3D, tecnologia in forte crescita per la produzione di componenti plastici e metallici in differenti campi dell’ingegneria quali aeronautica, biomeccanica e automotive.Il progetto SIRAMM è volto in particolare all’implementazione di attività di knowledge transfer, quali workshop e mobilità di personale, eventi formativi (summer school, seminari) per giovani ricercatori, azioni di disseminazione e comunicazione (video, pubblicazioni scientifiche open access, public engagement, ecc.).

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Castelli: “Portiamo avanti il progetto SlowVenice

Posted by fidest press agency su sabato, 16 novembre 2019

Questa città potrebbe essere l’emblema della città desiderabile e moderna: un centro storico completamente pedonale, una sviluppata rete del trasporto pubblico, immersa in un ambiente naturale. Eppure tutto questo è in pericolo”. Camerlenghi: “In queste ore abbiamo portato il tema dell’Educazione Ambientale e dei cambiamenti climatici al Parlamento Europeo”. “È necessario e urgente avere un quadro completo della complessità e della fragilità di questo ambiente per poter essere efficaci e dare un futuro a Venezia e non c’è molto tempo per farlo. Siamo educatori ambientali, Guide Ambientali Escursionistiche, Tour Operator e portiamo avanti il progetto SlowVenice, in una città che oggi è l’emblema mondiale dell’over-tourism e al contempo della fragilità ambientale e sociale. Ma potrebbe essere anche l’emblema della città desiderabile e moderna: prima di altre città ha un centro storico completamente pedonale, una sviluppata rete del trasporto pubblico, ed è immersa in un ambiente naturale i cui canali sono vocati alla mobilità dolce. La pratica della voga veneta può essere paragonata all’uso della bicicletta in terraferma, eppure tutto questo è in pericolo. Il 17 novembre era prevista una grande mobilitazione a remi per sensibilizzare contro il moto ondoso che è stata sospesa per non aggravare la situazione della città martoriata dall’acqua alta”. Lo ha dichiarato Luana Castelli, Guida Ambientale Escursionistica dell’AIGAE.“Venezia è il cuore della laguna, Venezia “è” laguna, e come guide ambientali ogni giorno, da 32 anni, diffondiamo la testimonianza di questo legame indissolubile, illustrando bellezze, ma al contempo raccontando le criticità. Criticità che ci sono sempre state ma, per tanti secoli, sono state governate dai veneziani anteponendo il bene comune all’interesse privato.Insieme al fotografo Karl Johaentges abbiamo pubblicato il libro “Die letzen Venezianer” “gli ultimi veneziani” proprio per raccontare la bellezza di Venezia e della laguna accanto all’urgenza di strategie di salvaguardia.
Tutti questi concetti li trasmettiamo attraverso molte attività: l’educazione ambientale che svolgiamo all’interno delle scuole della città – ha proseguito Castelli – e della terraferma e le proposte di turismo sostenibile. Proprio in questo periodo stiamo ospitando dei seminari residenziali con ospiti tedeschi ai quali proponiamo lezioni sulla storia della laguna, sulle barene e le valli da pesca coinvolgendoli con visite in questi ambienti.Un altro turismo è possibile. In questo concetto abbiamo creduto per più di trent’anni. Un altro turismo è possibile; ma è un processo culturale e come tale si basa su presupposti di consapevolezza, condivisione, strategie a lungo termine, coinvolgimento della popolazione residente. Attraverso le nostre attività come guide ambientali portiamo questo messaggio, ai turisti, alle scuole, agli amministratori locali, agli altri operatori che operano per un turismo sostenibile. Questo è il nostro ruolo. Che continueremo a svolgere con coerenza e tenacia, senza mai derogare ai criteri di sostenibilità”.Ed in queste ore drammatiche AIGAE ha portato il tema dell’Educazione Ambientale proprio al Parlamento Europeo.

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“La verità è che oggi stiamo progettando il passato”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 novembre 2019

 

L’affermazione è del rettore del Politecnico di Milano, Ferruccio Resta, pronunciata in occasione dell’apertura dell’anno accademico. “Se la manovra del Governo ha un segno negativo, è proprio nel rapporto squilibrato fra generazioni, a difesa delle fasce di età medio-alte, non pensata per il futuro dei nostri ragazzi”, e noi abbiamo pensato a Quota 100, sostenuta dal governo del M5S e Lega e ora da quello del M5s e Pd.”Non possiamo immaginare soluzioni semplici a problemi complessi, – prosegue Resta – dobbiamo essere seri e affidarci a conoscenza e competenza, non a facili parole”, e noi abbiamo pensato al M5s, alla Lega, a FdI, a LeU e agli slogan semplicistici che hanno caratterizzato le campagne politiche di questi ultimi anni.”L’Italia rischia di rimanere senza direzione, sprovvista com’è da anni di una seria politica economica e industriale”, e noi abbiamo pensato alle facili promesse elettorali che hanno incantato milioni di elettori. Una affermazione del prof. Resta solleva dubbi, quando sostiene che “Questa è la generazione meglio istruita”; forse si riferiva agli studenti del Politecnico, il quale ha ricevuto numerosi attestati internazionali per la qualità dei tre settori di studio (architettura, ingegneria e design) ma, per i test Invalsi un maturando su tre è risultato insufficiente, con punte del 50% nel Sud Italia.Si legge, infatti, nel rapporto Invalsi che “La maggiore preoccupazione emerge proprio dai dati della scuola secondaria di secondo grado (licei, Istituti tecnici, ecc.): se gli esiti nazionali non si possono considerare brillanti, le differenze tra le regioni assumono una rilevanza ancora maggiore, rispetto ai gradi scolastici precedenti. Il problema dell’equità, in primo luogo fra territori, ma anche fra le scuole, e al loro interno, pare essere l’emergenza maggiore”. Insomma, non siamo messi bene. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Progetto di Giunti Scuola sulla lettura ad alta voce

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 ottobre 2019

C’è ancora più di un mese di tempo per iscriversi: tutti i docenti della scuola primaria di ogni regione che desiderano iscrivere la propria classe al progetto di Giunti Scuola ‘Leggimi ancora. Lettura ad alta voce e life skills’ possono iscriversi sul sito http://www.leggimiancora.it fino al 30 novembre. L’iscrizione è gratuita e prevede l’invio di uno “Scrigno dei libri” con 2 titoli della collana Colibrì messi a disposizione da Giunti Editore, formazione a distanza tramite videolezioni, webinar e tutoraggio costante. Il secondo anno di progetto, che nella scorsa edizione ha coinvolto più di 13mila docenti, si arricchisce con una piccola guida ‘Le parole dei bambini’ con attività che valorizzano la creatività degli alunni, giocando con il lessico, e con un poster colorato per raccogliere le parole significative delle letture e definizioni date dai bambini.La lettura ad alta voce non è solo una buona pratica didattica, ma un vero e proprio potenziamento delle abilità cognitive di chi ascolta. È fondamentale infatti che la lettura sia a cura del docente, che sia continua e regolare, almeno un’ora al giorno, magari iniziando con tempi più brevi per poi arrivare a regime. Una ricerca condotta dall’Università di Perugia su un campione di 1500 alunni che hanno partecipato alla prima edizione del programma ‘Leggimi ancora’ e diretta da Federico Batini, professore di pedagogia sperimentale, metodologia della ricerca educativa e metodi e tecniche della valutazione scolastica, ha dimostrato come la lettura ad alta voce praticata regolarmente incida positivamente su dimensioni cognitive, comprensione del testo, padronanza della lingua, intelligenza verbale e auto-percezione di benessere. I dati registrano un aumento che va dal 10 al 20% in questi aspetti per tutti i bambini, indipendentemente dal loro stato iniziale più o meno ‘performante’, rappresentando così un vero e proprio dispositivo per il diritto all’apprendimento.“I dati che ha rilevato il team di ricerca del prof. Batini all’Università di Perugia rafforzano la nostra convinzione di lavorare con le scuole, creare occasioni di benessere e perseguire con tenacia la valorizzazione della lettura in tutte le sue forme. La lettura ad alta voce, in particolare, rappresenta per noi non solo un valido strumento per crescere nuovi lettori, ma soprattutto uno straordinario mezzo per potenziare le cosiddette life skills dei nostri bambini e ragazzi, una pratica didattica inclusiva e ad accesso relativamente facile che permette di aiutare i nostri alunni anche nella crescita umana e personale” commenta Barbara Cunsolo, direttore editoriale di Giunti Scuola.“La ricerca ci ha restituito dei dati importanti” le fa eco il prof. Federico Batini di Università di Perugia, direttore scientifico del progetto ‘Leggimi ancora’. “Da quello che sappiamo oggi possiamo concludere che una vera e propria ‘politica della lettura ad alta voce’, inserendo la lettura in tutti gli ordini e gradi di scuola, possa rappresentare una vera azione in direzione di una democrazia dell’apprendimento. Leggere ad alta voce a scuola tutti i giorni, per un tempo congruo, riuscirebbe a ridurre il notevole impatto che la differente provenienza socio-culturale ha sulle probabilità di successo formativo e sulla vita futura delle persone.”Nel primo anno di ‘Leggimi ancora’ Giunti Editore ha messo a disposizione 40mila libri per le classi che si sono iscritte. “Abbiamo proposto ai docenti che hanno aderito i titoli della collana Colibrì, regalando due volumi per ogni classe” racconta Beatrice Fini, Direttore Editoriale Ragazzi e YA “ma il vero obiettivo è quello di sollecitare la curiosità a sfogliare e leggere più titoli, più generi, più stili. Noi la chiamiamo ‘bibliodiversità’ ed è uno degli elementi chiave del successo di ‘Leggimi ancora’ e della lettura ad alta voce”. Chiusura iscrizioni al progetto 30 novembre. Approfondimenti e materiali sono online su http://www.leggimiancora.it.

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Progetto “Servizio Interistituzionale Equipe di Orientamento”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 ottobre 2019

Palermo venerdì 11 ottobre 2019 alle ore 10.00 presso la Sala Padre Pino Puglisi del Centro di Giustizia Minorile si terrà la presentazione del progetto “Servizio Interistituzionale Equipe di Orientamento” nell’ambito del “Programma speciale per l’istruzione e la formazione negli Istituti Penitenziari e nei Servizi Minorili della Giustizia”.
L’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni (U.S.S.M.) di Palermo, a seguito del protocollo sottoscritto in data 26.5.2016 tra il MIUR e il Ministero Giustizia “Programma speciale per l’istruzione e la formazione negli Istituti Penitenziari e nei Servizi Minorili della Giustizia”; in relazione alla particolarità dei contesti e dell’utenza; ritenendo l’istruzione e la formazione parti integranti nel processo di reinserimento sociale dei giovani sottoposti a procedimenti penali; al fine di stimolare, nei giovani in carico ai servizi, la capacità di assumere decisioni consapevoli circa le proprie azioni in rapporto a sé e al sistema sociale cui si appartiene nonché al fine di individuare le opportunità offerte dalla scuola e dall’ambiente sociale e di scoprire e valorizzare la cultura come risorsa per affrontare la vita e assegnarle significati, ha promosso un accordo di rete sottoscritto dallo stesso USSM, dall’Istituto Penale per i Minorenni (IPM) di Palermo, dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia (USR), dal Centro Permanente Istruzione Adulti (CPIA) Palermo 1, dal Centro Permanente Istruzione Adulti (CPIA) Palermo 2, dal Comune di Palermo- Assessorato Politiche giovanili, Scuola, Lavoro Salute, dalla La linea della Palma-Agenzia per il Lavoro, dall’Associazione “Inventare Insieme (onlus)”, dall’Associazione Centro Studi Opera Don Calabria, da Al Azis Cooperativa Sociale Onlus, dalla UISP Unione Italiana Sport per tutti e dal CIRPE Centro Iniziative Ricerche Programmazione Economica. Nell’ambito di tale protocollo, nel rispetto delle finalità indicate le parti si impegnano a promuovere un sistema integrato di servizi per il lavoro, l’istruzione e formazione professionale in collaborazione tra loro e con tutti gli altri attori pubblici e privati del territorio ed a collaborare nella organizzazione ed erogazione di tali servizi per i giovani sottoposti a procedimento penale e/o a rischio di devianza. Le finalità dell’Accordo riguardano la sperimentazione di percorsi certificabili, modulari e flessibili in contenuti e durata, con possibilità di prosecuzione anche dopo l’uscita dal circuito penale, finalizzati sia a favorire l’acquisizione ed il recupero di abilità e competenze individuali, sia a sviluppare una politica dell’istruzione integrata con la formazione professionale e supportata dalla collaborazione con il mondo delle imprese, attraverso percorsi di apprendistato, stage e tirocini.
Le attività si dovranno realizzare attraverso metodi e strumenti innovativi e soluzioni organizzative basate sulla personalizzazione dell’iter rieducativo di ciascuno, partendo da un patto formativo individuale finalizzato all’acquisizione di competenze da spendere anche per il reinserimento nella vita sociale e lavorativa.

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Presentazione del progetto LinC – Lombardia in Cammino

Posted by fidest press agency su sabato, 28 settembre 2019

Milano Lunedì 30 settembre, ore 11 Sala Solesin di Palazzo Lombardia (Primo piano ingresso N4) Piazza Città di Lombardia,1. Scoprire la Lombardia passo dopo passo, e scoprire le vie percorse in passato dai pellegrini, dai religiosi, dai mercanti, nei campi, nei boschi, sui fiumi e lungo i laghi: questa è l’opportunità che vogliamo offrire con LinC – Lombardia in Cammino – a un pubblico ampio e diversificato, di grandi camminatori, famiglie con bambini, giovani, scuole, viaggiatori e turisti. Un pubblico accomunato dall’idea che il cammino è un grande strumento di conoscenza, di sé stessi e del territorio che si percorre.Il progetto, sostenuto da Regione Lombardia, intende promuovere una rete regionale di cammini coinvolgendo i territori attraversati, le associazioni che promuovono la mobilità lenta e l’accessibilità, i Comuni, le Province, le associazioni di cammini, gli enti territoriali, gli enti per il turismo, le scuole, solo per citarne alcuni.Le attività progettuali:
– sviluppo di una identità visiva e di un sistema di “sovra-segnali” fisici tesi a valorizzare l’insieme dei cammini e le loro interconnessioni;
– realizzazione di una Guida dei Cammini in Lombardia, in italiano e inglese (con versione e-book e una APP);
– sviluppo di un portale multimediale informativo, in italiano e inglese (www.camminidilombardia.it);
– applicazione del Modello di Analisi dei Cammini su due cammini campione;
– produzione e promozione di pacchetti turistici integrati.
La Conferenza Stampa prevede i saluti di Stefano Bruno Galli, Assessore all’Autonomia e Cultura di Regione Lombardia. e a seguire due interventi introduttivi, il primo da parte del capofila, Triwù Srl, e il secondo da parte del Touring Club Italiano, partner del progetto.
Gli aspetti relativi al tema delle tradizioni, della cultura materiale e immateriale, della micro e macro economia sui territori attraversati dai cammini, saranno affrontati nella tavola rotonda, moderata da Alberto Pugnetti di Radio Francigena, cui partecipano ERSAF e CAI, Amministrazioni locali e associazioni dei Cammini.
Lo spazio finale è riservato alla CamminAttrice Rita Pelusio. L’incontro sarà trasmesso in streaming sul portale Triwù, la web TV dell’innovazione (www.triwu.it) e sulla pagina FB di LinC (/lombardiaincammino).

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Progetto stazione ferroviaria in Lettonia

Posted by fidest press agency su martedì, 24 settembre 2019

CREW, società di architettura controllata di Italferr (Gruppo FS Italiane), svilupperà il progetto di riqualificazione e ampliamento della stazione ferroviaria Riga Centrale in Lettonia. La società affiancherà nelle attività di progettazione la joint venture composta dal contractor belga BESIX e dall’italiana Rizzani De Eccher. Il progetto prevede un nuovo ponte di oltre un chilometro di lunghezza sull’estuario del fiume Daugava, l’ampliamento della stazione esistente con la costruzione di un nuovo fabbricato dedicato ai viaggiatori e la ricucitura del tessuto urbano di Riga, oggi diviso dal rilevato della stazione.
La riqualificazione della stazione Riga Centrale è uno dei più importanti progetti del programma “Rail Baltica”, finanziato dall’Unione Europea per la realizzazione di una nuova linea ferroviaria che collegherà la Polonia alla Finlandia.
La fase progettuale si concluderà a settembre del 2020. Successivamente, in fase di costruzione, è previsto un impegno nelle attività di direzione artistica dei lavori.
CREW è uno dei principali studi di architettura in Italia. Nel 2018 è stata acquisita all’80% da Italferr per sviluppare progetti con i più alti standard di qualità in Italia e nel mondo, incrementando le competenze e la specializzazione nella progettazione integrata di modelli architettonici e ingegneristici.

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Brain cede il Progetto Telemetria

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 settembre 2019

BRAIN, società di consulenza e sviluppo SW e HW per conto di aziende e startup (https://www.brain.srl/), comunica di avere ceduto ad una multinazionale italiana legata ai motorsport e alla F1 il progetto di telemetria senza fili per smartphone denominato BRAIN dose.“E’ la conferma che nel 2015, quando abbiamo deciso di scommettere su questo tema, ci avevamo visto giusto” afferma Simone Grillo, cofounder e CEO di BRAIN.“Questa multinazionale ha validato il nostro operato e testimonia che una piccola startup, con pochi mezzi ma molta passione, può raggiungere risultati tecnici rilevanti” aggiunge Timoteo Ziccardi, co-founder e CTO della startup.Per gli utenti non cambierà nulla: l’App BRAIN Motorsport e tutte le precedenti App realizzate per l’ecosistema BRAIN dose rimarranno online ed utilizzabili e questa operazione costituirà per tutti un grande valore aggiunto.
BRAIN, ceduto questo progetto, rimane attiva e si dedicherà a progetti di sviluppo HW&SW per aziende esterne mettendo a frutto le conoscenze finora acquisite in ambito embedded, positioning, IOT.La nuova divisione BRAIN Consulting è già all’opera con nuovi clienti e si configura ora come una sorta di struttura R&D “on demand” per aziende o startup che vogliano ottenere prodotti HW e/o SW completi, vendibili, con tempi e costi certi.“La nuova sfida ci appassiona moltissimo” concludono i fondatori. “Ci sentiamo persone di prodotto, le agevolazioni per la ricerca e sviluppo e la cresciuta consapevolezza da parte delle aziende di investire in tecnologia ci fanno pensare di poter offrire servizi utili che risolvano problemi reali”. BRAIN diventa quindi un po’ meno startup, un po’ più azienda, senza dimenticare le origini, la velocità e reattività di sempre.

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Dall’Unione Europea 900mila euro all’Università di Parma per un progetto di “capacity building” in Rwanda

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 settembre 2019

Parma L’Università di Parma, attraverso il CUCI – Centro Universitario per la Cooperazione Internazionale, ha ottenuto dall’Unione Europea un finanziamento di 900mila euro per il progetto Enhancement of Rwandan higher education in strategic fields for sustainable growth – EnRHed, che vede l’Ateneo come capofila di 7 partner e che è coordinato da Roberto Valentino, Vice direttore del Centro Universitario per la Cooperazione Internazionale (CUCI) e docente del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale.
L’iniziativa coinvolge l’Università di Scienze Applicate di Colonia (Germania), l’Università di Liegi (Belgio) e quattro istituti universitari del Rwanda: l’Università del Rwanda, l’Istituto di Scienze Applicate INES-Ruhengeri, la Scuola Politecnica IPRC di Musanze e l’Università di Arte e Tecnologia di Byumba.Il progetto ‘EnRHEd’ si pone quattro ambiziosi obiettivi specifici, da realizzare in 3 anni: sostenere la modernizzazione delle istituzioni rwandesi attraverso la revisione dei Curricula e il miglioramento dell’approccio didattico; l’implementazione di nuovi programmi di Laurea Magistrale e Dottorato di Ricerca; l’introduzione dell’e-learning e il miglioramento tecnologico, attraverso la creazione di una piattaforma per la didattica digitale; la promozione dell’internazionalizzazione dei percorsi educativi, con un rafforzamento degli scambi che si svilupperà nella mobilità di Professori, Staff e Studenti da e per il Rwanda.
Il finanziamento è erogato dal Programma ‘Erasmus+ Cooperation for innovation and the exchange of good practises’, sotto l’azione ‘Capacity Building in higher education – Joint Projects’. Il progetto ha ottenuto una valutazione molto elevata che gli ha permesso di collocarsi nella “prima fascia” dei 163 progetti finanziati in tutta Europa (833 presentati), vedendosi così attribuito l’intero finanziamento richiesto.«Questo progetto – ha dichiarato il coordinatore Roberto Valentino – nasce nell’ambito delle attività del CUCI, in linea con le politiche di internazionalizzazione del nostro Ateneo, nella consapevolezza che le università dei Paesi industrializzati possano e debbano assolvere sempre più un ruolo ‘locomotore’ nei confronti di Paesi a basso reddito, dove la richiesta di una formazione superiore altamente qualificata si fa sempre più pressante. Da parte nostra, invece, la possibilità di lavorare con i colleghi di questi Paesi apre scenari innovativi di ricerca e, come ci insegna la nostra esperienza, offre una potente occasione di rimotivazione professionale. Un progetto di questo tipo si basa su una consolidata rete di rapporti istituzionali tra i partner coinvolti, ma è anche l’esito di incontri fortunati tra persone che si sono impegnate per renderne efficace l’attuazione. Determinante è stato l’incoraggiamento da parte del Rettore Paolo Andrei, della Pro Rettrice all’Internazionalizzazione Simonetta Anna Valenti e dei colleghi del CUCI, in particolare l’attuale Direttrice Nadia Monacelli e il precedente Direttore Leopoldo Sarli. Inoltre, l’elaborazione del progetto non sarebbe stata possibile senza il supporto della Unità Operativa Internazionalizzazione diretta da Alessandro Bernazzoli»

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Progetto di ricerca “Ibrahim”

Posted by fidest press agency su domenica, 1 settembre 2019

Roma 3 – 8 settembre 2019 Ambiente 1 MACRO Museo d’Arte Contemporanea Via Nizza 138 Manuel Canelles e Ivan Crico presentano, presso l’Ambiente #1 del MACRO, il progetto di ricerca “Ibrahim”. Interpretato da Ibrahim, giovane attore africano in fuga dalla guerra, che dopo una drammatica traversata del deserto e la reclusione in un campo di detenzione libico, approda con un gommone sulle nostre coste, il progetto restituisce forma e colore, attraverso una stratificazione di codici espressivi differenti (pittura, teatro/cinema, fotografia ecc.) ad una perduta opera di Géricault, L’uomo che guarda e contempla il mare, simbolo di odissee e naufragi anche esistenziali, di cui non sono pervenute testimonianze iconografiche, ma della quale rimane traccia solo in documentazioni scritte. I margini di interpretazione che i racconti offrono permettono di tradurre il perduto invisibile e dare la possibilità alla pittura di essere reinventata, ristabilendo un colloquio con la realtà contemporanea, con l’intento di problematizzare il concetto di scomparso, secondo l’assunto per cui ciò che è esistito è sempre, attraverso il filtro della memoria, anche inevitabilmente interpretato/reinterpretato. Lavorare su di un’opera di cui non sopravvivono documentazioni visive lascia margini di interpretazione estremamente ampi, quasi infiniti: l’opera scomparsa diventa un pretesto per lavorare su soggetti con cui mai ci si sarebbe confrontati, e, sopratutto, diventa il punto d’avvio per avviare un’indagine di cui è impossibile preventivamente ipotizzare gli sviluppi.

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Progetto sullo sviluppo di materiali multifunzionali innovativi per dispositivi medici

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 agosto 2019

Camerino. Non si arrestano i successi per la ricerca di Unicam. L’Università di Camerino conquista, infatti, anche un altro successo nell’ambito del programma europeo RISE, che finanzia progetti per la ricerca scientifica e la mobilità dei ricercatori che collaborano al progetto. Ad ottenere un finanziamento per un importante progetto sullo sviluppo di materiali multifunzionali innovativi per dispositivi medici, è stato anche il gruppo di ricerca coordinato dal prof. Roberto Spurio della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria. Il progetto finanziato, della durata di 48 mesi, denominato “Bio-TUNE”, ha l’obiettivo di studiare biomateriali innovativi per la produzione di dispositivi medici, quali ad esempio protesi dentarie, con proprietà antibatteriche, per affrontare ed evitare problemi quali rigetto o infezioni.Le superfici dei dispositivi medici che facilitano l’adesione cellulare potrebbero favorire anche la colonizzazione da parte di batteri. Le infezioni dei biomateriali e la conseguente formazione di biofilm batterici possono causare gravi danni e ridurre significativamente la qualità della vita del paziente. Di contro, i tentativi di inibire la colonizzazione batterica sono spesso concentrati sull’uso di agenti citotossici.
Per aumentare, pertanto, l’efficienza dei dispositivi medici, le superfici costituite da biomateriali dovrebbero essere in grado di ridurre i livelli di colonizzazione batterica ed è proprio in questo senso che andrà ad operare il progetto Bio-TUNE.“Siamo molto soddisfatti per questo importante risultato – ha sottolineato il prof. Roberto Spurio. Il gruppo di ricerca Unicam, che oltre al sottoscritto comprende il dott. Attilio Fabbretti e la dott.ssa Anna Maria Giuliodori, lavorerà in particolare allo sviluppo di nuove molecole con attività antibiotica a lento rilascio, che aderendo al biomateriale impedirebbero la colonizzazione dei batteri”.Obiettivo dei progetti RISE è quello di finanziare la ricerca di eccellenza e consentire ai ricercatori che lavorano all’interno dello stesso progetto di incontrarsi per condividere esperienze di ricerca, apprendere nuove tecniche, scambiarsi conoscenze ed idee, divulgare i risultati della propria ricerca, creando altresì opportunità per il trasferimento tecnologico d3elle conoscenze acquisite e sviluppate.
Per questo progetto, Unicam fa parte di un network di 10 gruppi di ricerca di Atenei internazionali, di cui 5 europei e 4 extraeuropei.

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Il progetto per un mercato africano libero dai dazi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

Domenica 7 luglio, a Niamey in Niger, il vertice straordinario dei capi di Stato dei paesi dell’Unione Africana ha sancito l’inizio della fase attuativa dell’Accordo continentale africano di libero scambio (AfCFTA l’acronimo in inglese) che mira ad abbattere progressivamente tutti i dazi e le altre barriere doganali all’interno dell’intero continente. Esattamente il contrario della politica delle barriere e dei dazi di Trump.
E’ un evento di portata epocale, che potrebbe presto incidere sugli assetti geopolitici e geoeconomici mondiali. La visione e lo spirito che muovono l’Accordo hanno radici profonde e prospettive di lungo periodo: il rinascimento dell’Africa e il panafricanismo .
Hanno firmato 54 dei 55 membri dell’Unione africana, fatta eccezione per l’Eritrea per le tensioni con l’Etiopia. Ha sottoscritto anche la Nigeria, che rappresenta il Paese più popoloso e potente dell’Africa. L’AfFCTA darà il contributo più forte per il superamento di 84.000 km di frontiere interne ereditate dal colonialismo. Lo scopo è l’integrazione, senza ridisegnare nuove frontiere. Eliminando i dazi sul commercio infra-africano, si crea un mercato di 1,2 miliardi di cittadini e di consumatori che potrebbe raddoppiare entro il 2050. Il commercio interno all’Africa rappresenta meno del 15% del totale delle esportazioni. Quello interno all’Unione europea è il 70% del totale e quello infra-asiatico è già del 50%. Perciò si prevede di portare il commercio fra i paesi africani almeno al 25% entro il 2023. La creazione della Zona di libero scambio e dell’unione doganale è il primo passo di un percorso ben programmato che prevede la realizzazione del mercato comune africano nel 2025 e l’unione monetaria nel 2030. I paesi africani si sono chiaramente ispirati all’esperienza dell’Unione europea, facendo tesoro delle difficoltà e degli errori commessi in Europa. Infatti, hanno messo l’unione monetaria alla fine del percorso. Indubbiamente si è tenuto conto anche dell’esistenza dei paesi BRICS, che hanno saputo costruire nuove alleanze e istituzioni indipendenti, capaci di giocare un ruolo incisivo sullo scacchiere economico e politico globale. E’ un disegno ambizioso. L’Italia e l’Unione europea non possono limitarsi a guardare per vedere se l’Africa riuscirà o no a realizzarlo. Sarebbe grave, a nostro avviso, se ci si soffermasse a valutare i comportamenti presenti e passati dei governi e delle leadership africane. C’è un Grand Design da realizzare. E’ una sfida anche per la cooperazione internazionale ed europea. Il tutto inizia, nel maggio 2013 ad Addis Abeba in occasione della celebrazione del cinquantesimo anniversario dell’Organizzazione dell’Unione Africana, quando si definì il programma Agenda 2063 per “un’Africa integrata, prospera e pacifica guidata dai suoi stessi cittadini e che rappresenta una forza dinamica sulla scena internazionale”.
L’Agenda 2063 dettaglia, infatti, una serie d’iniziative da realizzare in tutti i campi per trasformare l’Africa in un moderno continente sovrano, che prenda in mano il proprio destino.In primo luogo vi è la realizzazione di una rete integrata continentale di treni ad alta velocità. Le infrastrutture occupano un posto prioritario nella lista dei progetti, come già evidenziato nel Piano di Sviluppo delle Infrastrutture in Africa (PIDA). Senza infrastrutture stradali, ferroviarie, fluviali, portuali, aeroportuali, energetiche e della comunicazione, la Zona di libero scambio resterebbe una scatola “paralizzata” che bloccherebbe qualsiasi piano di sviluppo industriale, economico e civile.
Si prevede la formulazione di una “strategia africana sulle commodity” per rendere il continente più forte nella definizione dei contratti di sfruttamento delle materie prime con i partner internazionali, per evitare che rimanga solo una grande miniera a cielo aperto e un semplice fornitore di minerali per il resto del mondo. L’Africa legittimamente vuole promuovere l’industrializzazione e la creazione di manifatture per garantire lavoro e reddito per i propri cittadini. L’Africa, purtroppo, finora è stata oggetto di un crescente land grabbing: vasti territori accaparrati da grandi interessi privati, da società internazionali e anche da altri Stati. Il fine è lo sfruttamento agricolo e minerario intensivo per fornire prodotti per destinazioni fuori dal continente africano. Spesso la mano d’opera locale è sfruttata al massimo e pagata al minimo, minando anche il tessuto sociale tradizionale, stravolgendo l’ambiente e lasciando, poi,sacche di povertà e di abbandono. Purtroppo, com’è noto, la regione sub-sahariana è il bersaglio principale di tali spregiudicate operazioni, che si giovano anche della corruzione di potentati locali e dell’ignoranza di molti. Si stima che, di tutti i territori acquisiti attraverso il land grabbing a livello mondiale, oltre il 40% sia in questa regione. Per esempio, una ricerca di alcuni anni fa quantificava l’acquisizione di terreni nella sola Repubblica Democratica del Congo in 7,2 milioni di ettari. Un terzo dell’Italia!
9 su 10 paesi dell’Africa sub-sahariana sono “dipendenti dalle commodity”, perché oltre il 60% di tutto il loro export è dato dalle commodity. Ed è una tendenza in crescita anche a livello globale. La Banca Mondiale conferma, infatti, l’aumento del rapporto debito/export nella regione sub-sahariana che è passato dal 65% del 2011 al 136% del 2017. L’Agenda 2063 è ricca di altri progetti relativi alle nuove tecnologie, alla finanza e anche alla ricerca spaziale. Fondamentale è la previsione di costruire un “grande museo africano” per promuovere la cultura africana in linea con gli ideali del pan-africanismo. Si vuole preservare il patrimonio culturale, stimolare gli africani a scrivere la vera storia dell’Africa e mostrare la sua influenza artistica, scientifica e letteraria sulle varie culture del mondo. Il summit di Niamey ha dovuto comunque riconoscere che l’impegno assunto nel 2013 di far tacere tutte le armi entro il 2020 non è stato ancora realizzato. La pacificazione e il superamento degli attuali conflitti in alcuni paesi sono, però, la condizione per l’effettiva operatività della Zona continentale africana di libero scambio senza dazi e barriere. E’ una grande sfida. Così come lo è il superamento delle frontiere e l’emissione di un unico passaporto africano per il libero movimento delle persone, che dovrebbe essere operante già dal prossimo anno. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Progetto Mozambico

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 luglio 2019

“Io e la mia collega Vice Ministro Emanuela Del Re questa mattina al Ministero degli Affari Esteri, abbiamo fortemente voluto attivare il “Tavolo Mozambico”.
Assieme ai colleghi Sottosegretari Manlio Di Stefano e Michele Geraci, abbiamo incontrato Assomineraria, che ha presentato il suo progetto di internazionalizzazione, Alleanza Cooperative, CNA e Confindustria. Con il coinvolgimento dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, di Cassa Depositi e Prestiti e delle direzioni coinvolte del MAECI.Gli investimenti all’estero contribuisco in modo estremamente importante sulla bilancia commerciale italiana, per questo è strategica la valorizzazione del nostro sistema Paese, con un focus specifico sui paesi in via di sviluppo.
Il Mozambico, con cui recentemente l’Italia ha sottoscritto un’importante protocollo d’intesa, nei prossimi anni rappresenterà uno dei maggiori esportatori di risorse minerarie, gas e petroli, ma anche un modello di cooperazione che tiene conto di tutto il mondo economico e sociale che ne fa parte.Stiamo lavorando, in modo sinergico, con gli operatori che intervengono in ambiti usualmente distanti come sono il settore oil&gas e quello della cooperazione, ma che operano già da anni in quel territorio.Possiamo offrire un contributo importante per promuovere l’organizzazione dell’industria mozambicana, fornire competenze tecniche specifiche ad operatori del settore e avviare la produzione, partendo dalla manifattura più semplice.Il progetto “Mozambico”, che sono certa darà i suoi frutti, potrebbe rappresentare un modello, quasi una piattaforma di interventi e di programmi, da replicare”.Così su Facebook il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Eurosets supporta il progetto “Cuore Aperto” di POBIC Onlus

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 luglio 2019

Medolla (MO) Un progetto dedicato alla cura delle patologie cardiache pediatriche: Eurosets, azienda di Medolla (MO) specializzata nella progettazione, produzione e commercializzazione di dispositivi biomedicali, abbraccia la missione “Cuore Aperto” della ONG POBIC Onlus (Progetti e Opere di Beneficenza per Interventi in Cardiopatie, http://www.ong-pobic.org) in Nigeria.La collaborazione tra l’associazione POBIC ed Eurosets si pone come obiettivo la promozione in Nigeria della cultura cardiochirurgica italiana per contribuire all’autonomia degli specialisti locali attraverso sessioni formative.“Eurosets ha intrapreso un percorso che prevede un impegno sempre maggiore nel campo della Responsabilità Sociale, ritenendola un obiettivo e un valore aziendale primario. Grazie alla collaborazione con POBIC, e alla loro esperienza pluriennale nell’ambito delle missioni umanitarie, possiamo compiere un passo ulteriore verso questo obiettivo”, commenta Antonio Petralia, CEO di Eurosets.Il percorso umanitario “Cuore Aperto” si svolge in diversi paesi dell’Africa con due missioni all’anno dal 2013 ed Eurosets è attiva al fianco di POBIC a supporto delle operazioni cardiochirurgiche pediatriche, con la fornitura di dispositivi biomedicali, e nella formazione del personale medico e paramedico africano in loco sulle tecniche di perfusione extracorporea utilizzate in campo cardiochirurgico.Si è recentemente conclusa la sesta missione POBIC presso l’Ospedale Universitario di Ituku, nello stato di Enugu in Nigeria: dal 12 al 16 maggio 2019 un’équipe medica di volontari, composta da cardiochirurghi, cardiologi, perfusionisti e anestesisti, si è occupata di visite specialistiche e interventi pediatrici con l’ausilio dei dispositivi biomedicali Eurosets.
Eurosets ha inoltre confermato la sua partecipazione alla settima missione, presentata presso il Ministero della Salute Federale in Nigeria, che si svolgerà dal 6 al 16 novembre, con il progetto “Cuore Aperto Alta Formazione Sanitaria”, con l’obiettivo di formare il personale medico in loco sull’utilizzo dei dispositivi Eurosets, utilizzati in chirurgia per l’ossigenazione cardiopolmonare e per l’ECMO (ossigenazione extracorporea a membrana).

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