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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘programmi’

L’Europa e i programmi di difesa planeraria

Posted by fidest press agency su martedì, 10 settembre 2019

Roma 13 settembre 2019 ore 18,30 Aula Ottagona – Terme di Diocleziano, Museo Nazionale Romano.
Durante l’evento gli esperti che lavorano su un’imminente missione spaziale congiunta progettata per deviare e analizzare gli asteroidi si incontreranno nella “Sala ottagonale” delle Terme di Diocleziano a Roma per ascoltare gli ultimi progressi della missione DART della NASA, LICIA CubeSat in Italia e la missione Hera dell’ESA.Conosciute collettivamente come AIDA, queste missioni sono progettate per funzionare con la deflessione della coppia di asteroidi in orbita tra Terra e Marte attraverso un impatto di un veicolo spaziale. Un secondo veicolo spaziale esaminerà il luogo dell’incidente e fornirà il massimo dei dati possibili sull’effetto di questa collisione. In occasione di questo convegno, nella giornata del 13 settembre, Luca de Dominicis, Presidente e Fondatore dell’Accademia Italiana Videogiochi, terrà un talk dedicato a Come la cultura pop dei videogiochi ha colto e interpretato i dinosauri, lo space impact e tutto quello che riguarda lo spazio in generale”. pagina ufficiale dell’evento: http://m.esa.int/ita/ESA_in_your_country/Italy/Un_incontro_aperto_al_pubblico_per_conoscere_l_impegno_dell_Europa_nei_programmi_di_difesa_planetaria

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I bandi suppletivi per i Programmi Erasmus+ SMS e Overworld “Overseas Student Exchange”

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

Parma Entrambi i bandi consentono la possibilità di frequentare il secondo semestre del corrente anno accademico in una sede partner europea o internazionale. Il bando Erasmus+ SMS – Mobilità ai fini di studio permette di accedere ai finanziamenti per trascorrere un periodo di studio variabile da tre a dodici mesi in un’Università europea aderente al Programma e partner dell’Ateneo di ParmaIl bando Overworld “Overseas Student Exchange” sovvenziona le opportunità di studio e di mobilità verso gli Atenei non europei con un protocollo di collaborazione culturale e scientifica con l’Università di Parma.Possono presentare domanda di candidatura gli iscritti a uno dei corsi di studio di I, II e III livello presenti nell’offerta formativa dell’Ateneo, compresi i corsi interateneo (solo se con sede amministrativa all’Università di Parma).I due bandi offrono complessivamente circa 1.000 borse di studio per trascorrere il periodo formativo all’estero in prestigiose università europee ed extraeuropee.Tutte le attività di mobilità dovranno avere luogo nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2020 e il 30 settembre 2020.Gli studenti interessati troveranno i bandi, le guide e tutte le informazioni necessarie per poter partecipare alla selezione nella sezione Internazionalizzazione del portale web di Ateneo ai link:
Erasmus+: https://www.unipr.it/erasmusplus_sms_out_2019_2020
I candidati dovranno sostenere il Language Placement Test programmato per il 10 settembre 2019, dalle 14.30 alle 18.30 (iscrizione obbligatoria dal 21 agosto 2019) o rientrare in una delle categorie di esonero previste. Le informazioni in merito all’iscrizione al Language Placement Test e sulle categorie di esonero sono disponibili alla pagina http://www.unipr.it/LPT

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Programmi Executive per individui e imprese

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 giugno 2019

Milano E’ un’offerta formativa di altissimo livello quella che la School of Management del Politecnico di Milano dedica agli executive. A sancirlo, ancora una volta, sono i ranking 2019 del Financial Times sull’Executive Education, pubblicati oggi, che vedono la Business School tra le 80 migliori del mondo e tra le prime Scuole che appartengono a Università europee “tecniche”, cioè con uno specifico focus su ingegneria e tecnologia e quindi capaci di unire la propensione all’innovazione alle competenze di management.
Il quotidiano economico inglese stila due differenti ranking relativi all’offerta per executive. Uno riguarda i programmi ‘custom’, cioè quelli ideati appositamente per le specifiche esigenze delle aziende ed erogati alle loro persone, manager, quadri o impiegati ad alto potenziale: la School of Management del Politecnico di Milano vi compare per il nono anno consecutivo nonostante la lista degli ammessi al ranking si sia ridotta di 10 posizioni, migliorando la propria performance.
L’altro invece è relativo ai programmi ‘open’, cioè rivolti a manager e professionisti che scelgono individualmente il proprio percorso formativo e di crescita all’interno delle proposte della Management Academy di MIP. La SoM è entrata nel ranking per la prima volta due anni fa e oggi si posiziona nella “top ten” delle Università tecniche d’Europa.
I parametri che contribuiscono alla valutazione sono numerosi (ad esempio la relazione con le imprese per la progettazione e valutazione del percorso formativo, o l’internazionalizzazione della faculty) e si basano sul giudizio diretto dei partecipanti, oltre su quello dei CEO e dei Direttori HR delle aziende che hanno fruito della formazione. La School of Management quest’anno si distingue in particolare per il livello delle partnership con altre business school.

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Erasmus 2021-2027: aumentare il numero di partecipanti

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 marzo 2019

Strasburgo. I deputati europei hanno confermato che i fondi per il prossimo programma Erasmus+ dovrebbero essere triplicati per consentire la partecipazione di un maggior numero di persone.Per la prossima generazione del programma Erasmus+, uno dei principali obiettivi del Parlamento è che un maggior numero di giovani prenda parte ai diversi programmi di mobilità per l’apprendimento. I deputati propongono pertanto una serie di misure dettagliate per eliminare tutte le barriere economiche, sociali e culturali.Per meglio adattare il programma alle esigenze delle persone svantaggiate e aumentare la loro partecipazione, i deputati chiedono che la Commissione europea e le agenzie nazionali Erasmus elaborino un quadro europeo di inclusione e sviluppino strategie nazionali di inclusione. Propongono inoltre misure per fornire un maggiore sostegno finanziario alla mobilità, adeguare le borse di studio mensili e rivedere periodicamente il costo della vita e di soggiorno. Un altro sostegno speciale dovrebbe comprendere la formazione linguistica, il sostegno amministrativo e le opportunità di e-learning.
Per riflettere meglio queste priorità, i deputati chiedono di rivedere il bilancio di alcune azioni del programma per offrire anche al personale della scuola materna e dell’infanzia, ai giovani atleti e agli allenatori sportivi la possibilità di partecipare a programmi di mobilità. Anche gli scambi di formazione professionale, soprattutto nelle regioni frontaliere, dovrebbero essere una priorità del nuovo programma e disporre di un bilancio più consistente.
La sinergia con gli altri programmi dell’Unione consentirà a molte iniziative di qualità, che attualmente non possono essere finanziate nell’ambito Erasmus, di beneficiare di finanziamenti combinati per integrare l’adeguamento delle borse di studio, dei trasporti e del costo della vita per gli studenti svantaggiati o per finanziare nuovi progetti.
Il testo finale dovrà essere negoziato e concordato con il Consiglio nella prossima legislatura.

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Programmi di screening per il tumore del seno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 marzo 2019

Solo il 56% delle donne ha eseguito la mammografia, l’esame salvavita in grado di diagnosticare precocemente la malattia. La Lombardia è una Regione virtuosa e presenta uno dei tassi d’adesione tra i più alti della Penisola (67% di aderenza). Ciò nonostante ancora una donna su tre non si sottopone agli screening. Un fenomeno che preoccupa dal momento che la neoplasia ogni anno provoca ancora in tutta la Penisola oltre 12mila decessi. E si registrano ancora forti differenze territoriali. Nel Mezzogiorno, dove l’adesione agli screening è inferiore rispetto al Settentrione, la sopravvivenza è leggermente più bassa. Nelle Regioni del Sud si attesta all’85% mentre in quelle del Nord all’88%. Da qui l’appello degli oncologi affinché tutte le italiane, d’età compresa tra i 50 e 69 anni, si sottopongano una volta ogni due anni al test gratuito organizzato dalle Aziende Sanitarie locali. La sollecitazione degli specialisti arriva dal convegno Breast Journal Club. L’importanza della Ricerca in Oncologia che si conclude oggi. Per due giorni oltre 300 esperti si sono riuniti a Cremona per discutere le ultime novità emerse sulla patologia. “Il cancro della mammella è una malattia che riusciamo a sconfiggere nell’oltre 80% dei casi – afferma il prof. Daniele Generali, Direttore della UO Multidisciplinare di Patologia Mammaria e Ricerca Traslazionale dell’ASST di Cremona. E’ un dato positivo ma non si può sottovalutare una neoplasia così diffusa e che interessa una parte del corpo femminile estremamente delicata. Soprattutto i test per la prevenzione secondaria vanno maggiormente incentivati tra tutta la popolazione. Con la mammografia ogni anno individuiamo poco più di 8.000 nuovi casi; purtroppo ancora troppe diagnosi arrivano comunque tardi. Questo determina non poche difficoltà sia alle singole donne che all’intero sistema sanitario nazionale. La diagnosi precoce è l’arma fondamentale nella lotta contro il tumore al seno, permette infatti di aumentare notevolmente le probabilità di guarigione delle pazienti, oltre a consentire interventi più conservativi ed estetici. Proprio per sensibilizzare la popolazione alla prevenzione, le reti oncologiche nazionali insieme alle Istituzioni stanno promuovendo e supportando la costituzione di centri di senologia ovvero Breast Unit, modelli di assistenza specializzati nella prevenzione, diagnosi e cura del carcinoma mammario, caratterizzati dalla presenza di un team coordinato e multidisciplinare in grado di garantire quel livello di specializzazione delle cure, dalle fasi di screening sino alla gestione della riabilitazione psico-funzionale, in grado di ottimizzare la qualità delle prestazioni e della vita delle pazienti e, nel contempo, garantire l’applicazione di percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali (PDTA) in coerenza con le linee guida nazionali e internazionali. Le donne affette da tumore al seno che si curano presso centri dedicati (Breast Unit) hanno un 18% in più di guarigioni definitive e una migliore qualità di vita”.
Il Breast Journal Club è un meeting annuale, giunto nel 2019 alla sua decima edizione. Si pone l’obiettivo di riunire e avviare un confronto, tra i più importanti opinion leader stranieri e italiani, sulle nuove ricerche e metodologie scientifiche. Attualmente solo sette Regioni possiedono strutture che hanno dimostrato indubbi vantaggi anche nel garantire a tutti i malati le migliori terapie disponibili”. E’ anche molto importante praticare regolarmente un po’ di attività fisica. La sedentarietà rappresenta, infatti, un fattore di rischio oncologico molto sottovalutato nonché una cattiva abitudine per oltre il 40% delle italiane over 45. Le donne che fanno sport presentano una riduzione del rischio d’insorgenza del carcinoma mammario del 20%. Va quindi promosso e incentivato tra l’intera popolazione femminile.

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Un voto al Governo sui programmi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 giugno 2018

“Fratelli d’Italia è dalla parte degli italiani, sempre. Se dal governo Conte arriveranno provvedimenti che condividiamo, come il taglio delle tasse, il blocco all’immigrazione irregolare, la difesa della sicurezza dei cittadini, la tutela delle nostre imprese, dei nostri prodotti, del lavoro italiano, voteremo quei provvedimenti. Se arriveranno cose che non condividiamo come il blocco dei lavori per la costruzione di nuove infrastrutture, l’assistenzialismo spinto perché la sfida per gli italiani è creare lavoro e non dare a tutti una mancetta, non voteremo quei provvedimenti perché non li condividiamo”. È quanto dichiara il presidente di fratelli d’Italia Giorgia Meloni interpellata dai giornalisti sul governo Conte che oggi e domani chiederà la fiducia alle camere.

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Elezioni 2018: Lega e M5S hanno le stesse proposte all’80%; Pd e M5S al 15%; Lega e PD al 5%

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 marzo 2018

E’ fatta. Il Governo potrebbe insediarsi in pochi giorni. Come mai? Vediamo, analizzando le proposte di Lega, M5S e PD.
1) Lega e M5S hanno le stesse idee su: Europa, euro, Trump e Putin (politica estera), trattati internazionali, dazi, vincolo di bilancio, pensioni, immigrazione, liberalizzazioni, banche e vaccini;
2) PD e M5S hanno gli stessi pareri su: flat tax e armi;
3) Lega e PD hanno le stesse opinioni su: reddito di cittadinanza.
Abbiamo sintetizzato gli argomenti che sono elencati nei programmi presentati agli elettori, nel corso della campagna elettorale. Come si può vedere c’è una larga convergenza tra quanto proposto dalla Lega e quanto presentato dal M5S.Senza “inciuci”, il governo è pronto! Il problema è che non ci sono due Presidenze del Consiglio dei Ministri, una per la Lega e una per il M5S. La diarchia non è prevista dalla nostra Costituzione. Peccato.
(Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Regionali sicilia: alleanze e programmi

Posted by fidest press agency su sabato, 5 agosto 2017

palermo palazzo normanni regione“Il governo e il ministro Padoan tirino fuori il Dpcm sui ‘tagli’ ai ministeri”. Lo afferma, in una nota, Rocco Palese, deputato di Forza Italia. “Il decreto della presidenza del Consiglio attuativo della manovrina di primavera, quella che l’Europa ha imposto al governo, nonostante sia stato approvato il 28 giugno scorso non è stato ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale. Non si sa che fine abbia fatto. E indiscrezioni di stampa ci raccontano che i ministeri che rischierebbero di più sarebbero quelli dell’istruzione e del lavoro. Insomma – conclude -, il solito gioco delle tre carte del governo e della sinistra. Prima hanno distribuito mance e mancette, adesso sono costretti a ridurre capitoli di spesa in ministeri fondamentali. L’ennesimo imbroglio”.

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Borse di studio Erasmus Mundus

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 maggio 2017

erasmusBruxelles. 1 345 studenti di tutto il mondo hanno recentemente ricevuto la buona notizia di aver ottenuto una borsa di studio finanziata dall’UE per partecipare a un master congiunto Erasmus Mundus in autunno. Le borse copriranno tutti i costi dei loro programmi di studio, che li porteranno a frequentare due o più istituti di istruzione superiore per conseguire un doppio titolo o un titolo congiunto. La maggior parte dei programmi ha una durata di due anni. I 100 programmi di master congiunto Erasmus Mundus che offrono borse di studio dell’UE nel 2017 coprono una vasta gamma di materie, dall’astrofisica alle nanotecnologie, dalla cartografia all’etica dello sport. Le borse di studio di quest’anno sono state concesse a studenti provenienti da tutti e sei i continenti. I primi cinque paesi assegnatari sono Brasile (79), India (63), Iran (59), Bangladesh (58) e Messico (49). Tibor Navraciscs, Commissario europeo per l’Istruzione, la cultura, la gioventù e lo sport, ha affermato: “I master congiunti Erasmus Mundus sono un eccellente esempio di università che collaborano oltre le frontiere per offrire programmi di studio innovativi e di alta qualità. In occasione del 30° anniversario dell’Erasmus è fonte di grande ispirazione vedere come questo programma di finanziamento dell’UE abbia contribuito a promuovere una prospettiva internazionale nelle università, negli studenti e nel personale. Per questo motivo siamo felici di poter finanziare nel 2017 oltre 1 300 borse di studio per studenti di tutto il mondo, che tra due anni si laureeranno con una serie di conoscenze e competenze professionali su misura per iniziare o dare un forte impulso alle loro carriere.” Almeno il 75% delle borse di studio è assegnato a studenti dei paesi partner, con ulteriori borse assegnate a determinate regioni del mondo dove l’istruzione superiore è un settore prioritario per la cooperazione con l’UE. Il restante 25% delle borse è destinato a studenti dell’UE e di altri paesi partecipanti al programma[1].
Gli studenti recentemente selezionati potranno anche diventare membri e beneficiare dell’Erasmus Mundus Student and Alumni Association che prima, durante e dopo gli studi sostiene gli studenti e mette loro a disposizione una rete.
Ciascun programma di master prevede inoltre sovvenzioni dell’UE destinate a ospiti del mondo accademico affinché contribuiscano al programma attraverso attività di insegnamento o ricerca. Quest’estate saranno aggiunti al catalogo Erasmus Mundus circa 40 nuovi programmi di master, che amplieranno la gamma di programmi disponibili per le domande di borse di studio nella prossima tornata di selezioni. Gli studenti che desiderano iniziare il programma nell’autunno 2018 potranno presentare domanda dall’ottobre 2017 al gennaio 2018.
I master congiunti Erasmus Mundus sono programmi di studio pienamente integrati, offerti da un consorzio di almeno tre (o più, nella maggior parte dei casi) istituti di istruzione superiore. I 100 programmi che selezionano gli studenti nel 2017 coinvolgono 513 istituzioni. Quasi un terzo dei programmi comprende istituzioni di paesi partner di tutti e sei i continenti.Tutti gli studenti studiano in almeno due degli istituti di istruzione superiore partecipanti. Il modo in cui gli studenti si spostano durante il master – il loro “percorso di mobilità” – è una caratteristica unica di Erasmus Mundus e riflette la piena integrazione del corso in tutto il consorzio, dove viene impartito secondo le stesse modalità.I master congiunti Erasmus Mundus sono stati lanciati nel 2004 e dal 2014 fanno parte di Erasmus+, l’attuale programma dell’UE per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport. Da quel primo anno, che ha visto 140 studenti selezionati per soli 19 programmi, più di 21 000 studenti hanno beneficiato di una borsa di studio per un master Erasmus Mundus.Nel 2017 si celebra il 30° anniversario dell’Erasmus, che è nato come programma di mobilità per l’istruzione superiore e nel tempo si è trasformato in un più ampio programma che sostiene studenti, volontari, apprendisti, insegnanti, animatori giovanili, atleti e istituti di istruzione e altre organizzazioni che operano nell’ambito dell’istruzione, della formazione, della gioventù e dello sport.

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Alla Lateranense i nuovi programmi per una Chiesa 2.0

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2016

lateranense_ingressoRoma. Il 21 novembre partirà a Roma la terza edizione e la settimana precedente, lunedì 14 novembre, inizierà l’Edizione del Nord Italia – Francia e Svizzera in collaborazione con le diocesi di Torino e Novara. Una nuova sfida per la Pontificia Universitá Lateranense, che in collaborazione con la Villanova University di Philadelphia, prosegue nel percorso di approfondimento dei temi che rappresentano le prioritá di una Chiesa moderna e impegnata nelle opere di bene. Papa Francesco ha ricordato che «come l’amministratore fedele e prudente ha il compito di curare attentamente quanto gli è stato affidato, così la Chiesa è consapevole della responsabilità di tutelare e gestire con attenzione i propri beni, alla luce della sua missione di evangelizzazione e con particolare premura verso i bisognosi».
Sono cinque le aree di studio principali: progettazione dei bisogni della comunità, gestione delle risorse economiche, creazione e management del no-profit dell’impresa sociale, innovazione nella gestione delle risorse umane e nei processi organizzativi, comunicazione strategica. La sesta è il focus speciale dedicato ai migranti: dalla gestione dei flussi fino alla comunicazione che vada oltre la conoscenza e la sensibilizzazione. L’interesse sempre più vivo ed crescente sull’esperienza formativa è testimoniato anche dalla dimensione internazionale acquisita: sono già arrivate iscrizioni anche da Paesi come il Perù, Spagna, Francia, Germania oltre che da molte diocesi italiane. Rimane ancora qualche posto disponibile. Alla Scuola Internazionale di Management Pastorale viene ritenuto centrale il tema della povertà e della attenzione agli ultimi – come continua a sollecitare il Santo Padre – e si ritiene che pensando principalmente ad esso è possibile mettere in atto una riforma in chiave missionaria delle nostre strutture, organizzazioni, uffici diocesani, parrocchie, associazioni, istituti. Tutto ciò che la Chiesa è, ha e fa ha di mira esclusivamente la felicità degli infelici. Metteremo buone idee al servizio delle buone opera” dichiara mons. Enrico dal Covolo, Rettore della Pontificia Universitá Lateranense e continua: “la Chiesa di oggi e di domani é chiamata a fare ancora di piú la sua parte al servizio del “Bene fatto bene” come ogni giorno ci ricorda la Fede in cui crediamo”. Avere a cuore la felicità degli infelici implica quindi coniugare con equilibrio e qualità missionaria, la gestione dei beni umani e di quelli economici, soprattutto per coloro che hanno responsabilità nell’azione pastorale della Chiesa in un tempo dove viene richiesta più che mai trasparenza, competenza e corresponsabilità. Il Management Pastorale rappresenta infatti un sistema di pensiero pratico che integra elementi di imprenditorialitá, allo scopo di rivolgersi al bene comune e alla missionarietà all’interno di una logica di dono.

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Mammografia in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2015

tumore al senoIl 30% delle donne italiane, d’età compresa fra i 50 e i 69 anni, non ha mai eseguito una mammografia pur avendo diritto a ricevere dalla propria Regione l’invito gratuito a eseguire il test. Per incentivare l’organizzazione dell’esame da parte delle istituzioni competenti e favorire la partecipazione ai programmi di screening parte oggi Pink is Good – Prevenzione Seno: obiettivo 100%, la nuova edizione della campagna nazionale della Fondazione Veronesi, presentata oggi in un incontro coi giornalisti a Milano. Per la prima volta, partecipano all’iniziativa le società scientifiche più coinvolte nella gestione della salute delle donne: l’AIOM (l’Associazione Italiana di Oncologia Medica), la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), la Società Italiana di Medicina Generale SIMG) e l’Osservatorio Nazionale Screening (ONS). “Con la mammografia possiamo sconfiggere il carcinoma mammario – afferma Umberto Veronesi -. Se la malattia viene identificata nelle fasi iniziali e adeguatamente curata la sopravvivenza può arrivare fino al 98%. Ecco perché la prevenzione è un’arma così importante per tutte le donne. Si tratta poi di un esame sicuro e poco invasivo per il corpo femminile. Negli ultimi tre anni abbiamo avuto il 2% in più di adesioni ai programmi di screening organizzati sul territorio nazionale. E’ un dato incoraggiante, ma ancora insufficiente. Pigrizia, paura o noncuranza del pericolo spingono ancora troppe italiane a non svolgere i controlli. Il nostro compito oggi è invitarle ad essere più attente, a prendere coscienza di quanto la loro salute dipenda principalmente da una doverosa e consapevole “attenzione personale”. “Solo il 70% delle donne ha svolto una mammografia negli ultimi due anni – dice Marco Zappa, direttore dell’Osservatorio Nazionale Screening -. Di queste il 57% ha aderito allo screening ma con forti differenze percentuali tra i vari territori. Si va dal 76% registrato nella provincia di Trento al 20% di Campania e 26% della Calabria. Dobbiamo invece, in tutta Italia, aumentare la partecipazione al test che, ricordiamo, è garantito gratuitamente ogni 24 mesi a tutte le donne dai 50 ai 69 anni”.
Il problema da risolvere non è solo quello di convincere tutte le donne che ricevono l’invito ad accoglierlo e fare il test. “C’è anche una marcata differenza di copertura fra il Centro-Nord e il Sud – prosegue Zappa -. Ovvero, in pratica, molte più abitanti delle regioni centrosettentrionali ricevono l’invito a fare gratis i test che permettono di scoprire precocemente l’eventuale presenza di un tumore (e di salvarsi la vita), mentre al Sud troppo spesso accade che le Regioni non si organizzino e l’invito a casa non arriva”.
Lo screening è un servizio compreso nei Livelli essenziali di assistenza, cioè nelle prestazioni sanitarie che spettano a tutti i cittadini indipendentemente dalla regione di residenza. Ad oggi, tutte le donne dopo i 50 anni e prima dei 70, ogni due anni, dovrebbero ricevere la chiamata a effettuare una mammografia.
Guardando i dati più recenti dell’ONS nel dettaglio si nota che circa 3 donne su 4 della popolazione target sono regolarmente invitate a fare la mammografia, ma permane una grande e purtroppo immutata differenza fra Nord (più di 9 donne su 10), Centro (più di 8 su 10) e Sud (solo 4 su 10). “Questo è il “minimo sindacale” che andrebbe garantito a tutti – aggiunge Zappa -. Ci sono poi regioni che hanno già esteso le fasce d’età, coinvolgendo nello screening anche persone più giovani o più anziane”. Per raggiungere l’obiettivo del 100% di adesione la Fondazione Veronesi nelle prossime settimane distribuirà materiale informativo in tutti gli ospedali italiani, ASL, consultori e ambulatori di ginecologi e medici di famiglia. “Oggi nel nostro Paese il tumore del seno fa meno paura e ben otto pazienti su dieci riescono a sconfiggerlo – sottolinea Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM -. La ricerca medico-scientifica ha portato a terapie sempre più efficaci e “personalizzate”. E poi c’è l’indubbio ruolo della diagnosi precoce. La mammografia è il più importante strumento con il quale possiamo individuare la neoplasia. Grazie al test la grande maggioranza dei carcinomi accertati ha dimensioni inferiori ai due centimetri. Così possiamo intervenire subito e con la massima efficacia possibile”. Fondamentale per la prevenzione del cancro del seno è anche il ruolo del ginecologo. “Siamo i migliori alleati del benessere femminile e seguiamo una donna dal menarca fino alla terza età – afferma Paolo Scollo, presidente nazionale SIGO -. I ginecologi dovrebbero sempre insegnare alle loro pazienti come fare l’autopalpazione del seno e durante la visita ginecologica è buona norma che il medico svolga un controllo approfondito anche del seno. Capita così che molte volte siamo noi a individuare noduli alla mammella e ad indirizzare la paziente da un senologo o un medico oncologo. E troppo spesso siamo costretti a spronare le nostre assistite a sottoporsi regolarmente ai programmi di screening. Purtroppo a volte un esame non svolto può comportare una diagnosi peggiore poco tempo dopo”.
I programmi di prevenzione organizzati sul territorio sono rivolti anche alle donne di origine straniera diventate cittadine italiane, ma fra le immigrate i tassi di adesione agli screening sono ancora critici.
“Solo il 43% di loro si sottopone alla mammografia – aggiunge Claudio Cricelli, presidente nazionale SIMG -. Le differenze culturali, prima fra tutte la lingua, non favoriscono il ricorso agli esami preventivi. L’integrazione degli stranieri nel nostro sistema nazionale di prevenzione del cancro deve cominciare proprio negli ambulatori dei medici di famiglia. E’ molto più facile che sia una donna a venire da noi rispetto ad un uomo. Siamo molte volte gli unici camici bianchi che vedono, visitano o semplicemente parlano con loro. Dobbiamo convincere anche loro a partecipare ai programmi di screening”. Pink is GOOD è una campagna della Fondazione Veronesi che si pone l’obiettivo di sconfiggere il tumore al seno. Per questo vuole promuovere la prevenzione (indispensabile per evitare la malattia o individuarla nelle primissime fasi); fare informazione sul tema in modo serio, accurato, aggiornato; e sostenere la ricerca contro il cancro grazie al finanziamento di borse e progetti di ricerca per medici e scienziati che hanno deciso di dedicare la loro vita allo studio. “La ricerca ha cambiato la vita di migliaia di donne – conclude Veronesi -. E’ importante sostenerla perché continui ad individuare soluzioni innovative per anticipare il più possibile la diagnosi, trovare nuove terapie, nuovi farmaci, in grado di sconfiggere definitivamente il carcinoma mammario. Per migliorare ulteriormente la possibilità di diagnosi precoce, come Fondazione stiamo elaborando una proposta al Ministero della Salute per includere nello screening mammografico le donne dai 40 e fino ai 75 anni, come hanno già iniziato a fare alcune regioni. Bisogna poi valutare l’ipotesi di proporla annualmente e non ogni due anni. Si deve anche studiare la possibilità offrire gratuitamente alle donne dai 35 anni ai 50 ogni anno un’ecografia, che meglio “vede” attraverso i tessuti più densi di un seno giovane. Infine, non dobbiamo dimenticare l’importanza della prevenzione primaria: gli stili di vita sani rimangono infatti la prima arma a nostra disposizione per tenere lontani i tumori”.

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L’irriverente e la “Nuova Rai”

Posted by fidest press agency su domenica, 9 agosto 2015

Rai: sede di romaFirenze. Quello è tanto bravo. Quell’altro dice che prenderà meno soldi del dovuto. Quell’altro non ne prenderà affatto. Uno è laico di fede. L’alltro è cattolico di fede. E quell’altro era rivoluzionario di fede ma poi si è pentito o si è evoluto (a seconda delle interpretazioni), ma fa parte del giro giusto. Il presidente è un grande professionista; cioè è esperto di gestione di aziende, e di buonuscite? No, faceva il giornalista. Quell’altro è amico di quello lì. E così via. Sì, è il nuovo gruppo di persone che dovrà dirigere la Rai, sia per l’amministrazione che per i programmi. Soddisfatti i partiti. Un po’ di mugugni nell’ala sinistra di uno e nell’ala destra dell’altra, nonche’ nei ribelli di quell’altro.
Ma cosa poteva fare altrimenti il Governo, le leggi sono quelle che sono. E quindi, accordandosi a destra e a manca, ha messo le sue donne e i suoi uomini. Cioe’: ha cambiato le persone alla guida della solita azienda. Ha messo quelli che lui reputa piloti di Formula1 alla guida di un’auto d’epoca. E i problemi principali? Cioe’:
– privatizzazione cosi come chiesto dagli italiani con un referendum ormai datato;
– spending review per evitare, per esempio, che su un evento arrivano tre diverse troupe giornalistiche, una per canale, e qualche volta anche la quarta di Rainews24? E dove li mettiamo tutti quei giornalisti?
– l’abuso di posizione dominante sul mercato, con leggi che la favoriscono rispetto ai suoi concorrenti? Questi ultimi, per necessita’ di sopravvivenza, fanno finta di nulla e prendono i loro pezzettini;
– l’imposta che si paga per il possesso di un apparecchio tv (chiamandola -a presa per i fondelli- canone e/o abbonamento)? Ma se non ce l’hanno, come fanno ad essere in maggiore posizione dominante contro i loro concorrenti che vivono solo di pubblicita’?
I problemi principali non ci sono. Ci sono le nuove donne e i nuovi uomini di potere, che essendo per l’appunto cambiato in alcuni aspetti fisionomici, ha provveduto altrettanto in uno dei principali e leccorniosi strumenti del proprio esercizio. Al prossimo giro. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Malattie croniche e accesso ai programmi di supporto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2015

sistema sanitario nazionaeSono oltre 14 milioni i malati cronici in Italia, circa il 24% degli assistiti dal Sistema Sanitario Nazionale e, secondo i dati Istat 2014, solo tre pazienti su dieci possono usufruire di programmi di supporto integrato. Anche in termini di accesso alle terapie farmacologiche si registrano forti criticità, come dimostra il XIII° Rapporto sulle Cronicità di Cittadinanza Attiva che evidenzia come circa il 30% delle famiglie ha difficoltà di accesso ai farmaci.“E’ necessario un cambiamento di paradigma che, per fortuna, anche se lentamente, si sta realizzando nel nostro Paese, ha sottolineato il Presidente di Federsanità Anci, Angelo Lino Del Favero. Occorre integrare prestazioni socio-sanitarie e sociali con le classiche prestazioni sanitarie, avere valutazioni che si basino anche sul grado di percezione del servizio da parte del “paziente – cliente” con un modello che possa trasferire all’esterno una serie di prestazioni, come per esempio sta avvenendo con le recenti riforme sanitarie in Toscana o in Lombardia che riflettono questo passaggio”.E oggi a Roma, in occasione del convegno “Il paziente al Centro: Soluzioni innovative di Integrated Health Care per il miglioramento della qualità delle cure e la continuità assistenziale dei Centri Clinici” promosso da Domedica, presso la LUISS, ci si è focalizzati su quattro malattie croniche: artrite reumatoide, sclerosi multipla, fibrosi cistica e ipertensione polmonare che colpiscono in Italia, con numeri molto diversi tra loro, circa 500.000 persone ma che sono accomunate dalla necessità di cure che, se erogate attraverso programmi di home care migliorano la qualità di vita, l’adesione alla terapia e riducono i costi per il Servizio Sanitario Nazionale.Il poker di patologie scelto evidenzia peraltro il bisogno che anche il nostro Paese si attrezzi per uscire da un modello ospedale centrico che rischia di collassare e si creino, a livello regionale e locale percorsi virtuosi ospedale-casa-ospedale. Di fronte a questi dati e alla necessità di far quadrare i conti della spesa sanitaria, i programmi di supporto al paziente con patologie croniche, sul territorio, sono una leva sempre più preziosa da utilizzare da parte degli Assessorati Regionali alla Salute, dei Centri Clinici, delle ASL e degli stessi clinici. “I nostri Programmi di Supporto ai pazienti – spiega Maurizio Pércopo, Amministratore Delegato di Domedica – vanno oltre il sostegno alla somministrazione del farmaco, perché si integrano con il Centro Clinico, pur restando il medico il riferimento principale del paziente. Consistono nello studiare, nel progettare e nell’attuare la cura e la gestione a 360° di una patologia grazie a figure nuove come l’Health Care Manager e con un focus sempre presente: la partecipazione del paziente alle scelte terapeutiche. Le nostre equipe multidisciplinari composte da medici, fisioterapisti, infermieri e psicologi supportano, con un approccio olistico, i pazienti cercando di “educarli” affinché siano sempre più consapevoli sulle proprie necessità di cura e offrendo un reale supporto al clinico.”E la conferma del bisogno di progetti di questo tipo arriva sempre dall’indagine Domedica – Eurisko, una ricerca innovativa in quanto integra le voci di malati, medici e aziende farmaceutiche, per un totale di oltre 2.000 soggetti intervistati e dalla quale emerge in particolare che oltre il 50% dei pazienti si dichiara pronto ad entrare attivamente in un programma di supporto.Le aziende farmaceutiche, dal canto loro, mostrano una sempre maggiore sensibilità e apertura a sostenere iniziative per migliorare l’accesso alle cure e l’appropriatezza terapeutica.Unanime il consenso dei clinici intervenuti nel riaffermare la necessità di un salto di qualità nei programmi di home care. A fronte infatti di livelli di eccellenza spesso raggiunti nella cura ospedaliera, non vi è un adeguato, diffuso e strutturato servizio al domicilio che mobiliti tutte le competenze necessarie al paziente, assicurando uniformità negli standard di qualità.Il professor Giovanni Minisola – Presidente Emerito della Società Italiana di Reumatologia e Direttore dell’UOC di Reumatologia dell’Ospedale San Camillo di Roma – commentando i risultati del programma di somministrazione domiciliare SusTain, ha evidenziato la capacità da parte di questo progetto nell’ambito dell’artrite reumatoide di “generare un valore concreto per i pazienti, i Centri clinici di Reumatologia e il Sistema Sanitario Nazionale”. Il programma Sustain, ha proseguito Minisola, ha coinvolto nel corso degli ultimi 5 anni importanti Centri reumatologici del Lazio e della Puglia. L’attuazione del programma ha realizzato un’aderenza alla terapia pari al 100% per i pazienti trattati a domicilio rispetto al 93% dei pazienti trattati in ospedale e ha generato un risparmio medio dei costi indiretti pari a 450 euro/paziente/anno”.La professoressa Serena Quattrucci, Consulente del Centro di Fibrosi Cistica, Dip. Pediatria, Sapienza, Università di Roma, presentando il progetto di assistenza domiciliare per la fibrosi cistica, messo a punto presso l’ospedale Umberto I di Roma, ha posto l’accento sulle “oltre 1027 giornate di degenza ospedaliera risparmiate grazie a questo progetto con un alto livello di gradimento da parte dei pazienti inseriti”.
Il professor Carlo Pozzilli, Ordinario di Neurologia, presso l’Università di Roma e Direttore del Centro di Sclerosi Multipla presso il Policlinico San Andrea di Roma ha riportato le conclusioni di uno studio realizzato su un gruppo di pazienti randomizzato, assistiti a domicilio, riscontrando rilevanti differenze in particolare dal punto di vista emozionale, del funzionamento sociale, dello stato di salute generale e del dolore diffuso. Pozzilli ha evidenziato come “la pianificazione di un intervento domiciliare svolto da un team multidisciplinare e disegnato specificamente per le persone con sclerosi multipla può fornire un approccio economicamente vantaggioso per la gestione del paziente e per il miglioramento della qualità della vita”.Il dottor Roberto Badagliacca, ricercatore Sapienza, Università di Roma ha sottolineato come per la terapia dell’ipertensione polmonare un approccio integrato come quello realizzato attraverso l’Italian Pulmonary Hypertension Network (IPHnet) Project possa consentire un miglior trattamento dei pazienti grazie alla migliore conoscenza delle loro caratteristiche e di quelle della patologia realizzate con un database integrato ad hoc.Pazienti quindi protagonisti della gestione dei propri Percorsi Diagnostico – Terapeutici (PDTA) come ribadito dalle Associazioni intervenute al Convegno: AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), ANMAR (Associazione Nazionale Malati Reumatici), LIFC (Lega Italiana Fibrosi Cistica) e AMIP (Associazione Malati di Ipertensione Polmonare). Le Associazioni sono attivamente impegnate a chiedere e a costruire Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali che assicurino la continuità ospedale-territorio e l’uniformità di accesso a servizi e prestazioni in relazione alla specificità del singolo paziente.

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Malattie reumatiche

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2015

oms sedeL’OMS riferisce che le malattie reumatiche rappresentano metà delle patologie croniche che colpiscono la popolazione al di sopra dei 65 anni. In Italia si stima in oltre 5 milioni il numero di persone affette e che di questi, circa un quinto presenti le forme più disabilitanti e severe. Per la sola Artrite Reumatoide si contano 300.000 persone affette, dai 12.000 ai 24.000 nuovi casi ogni anno, di cui 75% donne. Perdita di autosufficienza, compromissione della qualità di vita ed elevati costi sociali ed economici sono gli indicatori più importanti dell’impatto sociale di queste patologie.La cure sanitarie a domicilio e la capillarizzazione degli interventi di sostegno alle persone con patologie croniche sono ormai il nucleo della riforma del SSN. Malgrado le difficoltà del momento storico, esistono best practices in questo settore: ne è un esempio Domedica, società specializzata nella progettazione ed erogazione di programmi di Disease Management.“I nostri servizi hanno l’obiettivo di favorire l’aderenza alla terapia, garantire la continuità assistenziale dei Centri Clinici sul territorio e migliorare la qualità di vita delle persone con Artrite Reumatoide” dichiara Maurizio Pèrcopo, Amministratore Delegato di Domedica. “Il programma SuSTAin da diversi anni permette ai Centri di Reumatologia di erogare le infusioni di abatacept a domicilio o presso Centri Infusionali Dedicati. Di recente il programma è stato arricchito con visite ad hoc (approccio Tight Control/costante monitoraggio clinico) effettuate da un reumatologo del Centro Clinico che mensilmente visita i pazienti del Programma SuSTAin a domicilio o presso i Centri Infusionali Dedicati. Durante le visite vengono altresì raccolti dati e parametri clinici che il Reumatologo, con l’ausilio di un tablet, trasferisce direttamente sul Portale della struttura ospedaliera che ha in carico il Paziente. Il Programma SuSTAin, con questa ulteriore implementazione, si conferma ancora una volta un valido strumento per realizzare sul territorio i percorsi assistenziali erogati dai Centri Clinici ” conclude Pèrcopo.I servizi Domedica di Integrated Health Care prevedono un’assistenza continuativa e integrata che va oltre la somministrazione dei farmaci: l’obiettivo è costruire sul territorio la rete di supporto al Centro Clinico e sostenere l’integrazione delle diverse professionalità per migliorare la complessa gestione dei Pazienti cronici.Grazie al Programma SuSTAin è stato calcolato un risparmio medio a Paziente, su base annua, di circa 700 Euro identificati in costi diretti quali spostamenti, uso dell’autovettura, parcheggi, giorni di lavoro, accompagnamento del caregiver, etc.
Domedica garantisce il raggiungimento di questo obiettivo grazie a un articolato sistema di professionisti e infrastrutture assistenziali avanzate che comprendono:
la stretta collaborazione con il Centro di Reumatologia, vero regista del Programma;
il Patient Care Contact Center, che gestisce tutta la complessa organizzazione logistica;
i Medici Reumatologi, che supervisionano le infusioni extra-ospedaliere ed erogano le visite mensili di tight control;
gli Infermieri Domedica, esperti nella gestione di terapie complesse e di Pazienti cronici, presenti su tutto il territorio nazionale.
Qualche numero del Programma SuSTAin nel periodo compreso tra novembre 2010 e febbraio 2015:
130+ Pazienti in Programma
2.000+ consegne di farmaco effettuate
4.000+ infusioni praticate
9 Centri Territoriali Dedicati (Dedicated Infusion Centers)
99,7% di aderenza alla terapia (dott.ssa Vincenza Liguori)

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Master Unicam in “Politiche, programmi e progettazione europea”

Posted by fidest press agency su martedì, 3 marzo 2015

Ambientamento_CamerinoCamerino. Sta suscitando notevole interesse il Master di I livello in “POLITICHE, PROGRAMMI e PROGETTAZIONE EUROPEA” promosso dall’Università di Camerino, con il patrocinio del Comune di Civitanova Marche e di AICCRE, l’Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni di Europa, che si svolgerà a Civitanova Marche, presso la “Residenza mista studenti-anziani”.“Siamo molto soddisfatti – ha dichiarato il Rettore Unicam Flavio Corradini – del notevole interesse che sta suscitando il master: per questo abbiamo deciso di prorogare la data di scadenza delle iscrizioni, proprio per dare la possibilità di iscriversi anche a quanti in questi giorni ci stanno contattando per avere maggiori informazioni”.“Grazie a questo master altamente innovativo e professionalizzante – ha proseguito il Rettore Corradini – si avviano concretamente le attività a Civitanova Marche. Si tratta di un esempio di fattiva collaborazione tra Università e territorio volto alla crescita sia sociale che dei sistemi produttivi, e per questo ringrazio ancora l’amministrazione comunale tutta.”Le iscrizioni al Master scadranno il prossimo 18 marzo e le lezioni prenderanno il via il 27 marzo.
Il master in “Politiche, programmi e progettazione europea” ha un alto valore professionalizzante poiché si inserisce in un ambito del mondo del lavoro “nuovo” e attrattivo che riguarda gli ordini professionali, la Pubblica Amministrazione e le imprese, e permetterà ai partecipanti di acquisire quelle competenze necessarie per poter operare nella progettazione e nella gestione dei finanziamenti europei. La Scuola di Giurisprudenza di Unicam da un paio di anni si sta impegnando sul fronte della formazione degli euro progettisti ottenendo ottimi risultati in riferimento all’impiego dei corsisti nel mondo professionale.
Rivolto a laureati di tutti i corsi di laurea, il master si propone infatti di formare professionisti che, attraverso la conoscenza dei meccanismi della programmazione europea e delle procedure di finanziamento e cofinanziamento, sappiano formulare progetti di qualità, individuando le risorse e attivando un dialogo proficuo con le istituzioni dell’Unione e le autorità di gestione a livello nazionale e regionale. Particolare attenzione sarà rivolta alla comprensione del sistema istituzionale e alle politiche dell’Unione, alle opportunità e ai finanziamenti gestiti sia a livello centrale dalla Commissione europea sia a livello nazionale e regionale attraverso le diverse Autorità di gestione. Tale percorso condurrà all’acquisizione delle competenze necessarie alla elaborazione delle diverse tipologie progettuali. L’alto livello di specializzazione sarà perseguito anche in relazione ai programmi di Cooperazione territoriale, interregionale, europea e internazionale anche attraverso lo sviluppo locale del project financing, il fundraising, gli strumenti di social finance e di crowdfunding, competenze che potranno essere poi spese a favore dei diversi operatori socioeconomici e istituzionali del territorio (locale, regionale, nazionale ed europeo) quali le fondazioni, le imprese, la associazioni, gli studi professionali e le diverse istituzioni pubbliche.
Al termine del corso il partecipante svilupperà: capacità di progettazione tecnica; abilità di costruire partenariati e di promuovere la progettazione partecipata di tutti gli attori coinvolti nelle attività; gestione della complessità sia di tipo tecnico che di tipo relazionale. Sono previsti specifici laboratori ed incontri per applicare concretamente le tecniche presentate lungo il percorso formativo e dialogare con soggetti beneficiari di finanziamenti europei.
Le lezioni inizieranno dunque il 27 Marzo 2015 e termineranno il 23 Gennaio 2016 (con due pause didattiche) e si svolgeranno il venerdì e il sabato. Il Master prevede il conseguimento di 60 CFU.

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Rassegna BCE: soffiando sui carboni del fuoco reflazionista

Posted by fidest press agency su sabato, 24 gennaio 2015

banca centrale europea“Il mancato perseguimento del nostro mandato sarebbe illegale”. È così che Mario Draghi ha concluso la sua ultima conferenza stampa del 2014. La prima del 2015 è iniziata con l’annuncio di un programma di quantitative easing (QE) che persegue il mandato inflazionistico della Banca centrale europea (BCE) in modo ancora più forte. Una scelta opportuna, dal momento che i trend deflazionistici nell’eurozona erano divenuti ancora più incerti, con un continuo calo della produzione economica e del prezzo del petrolio.Le dimensioni del QE si situano nella parte alta delle aspettative del mercato. A partire da marzo 2015, la BCE intende acquistare obbligazioni per 60 miliardi di euro al mese fino a settembre 2016, il che significa poco più di mille miliardi di acquisti di asset di titoli di Stato e di enti pubblici di tutta l’Eurozona. In questo ammontare sono compresi anche i programmi di acquisto di covered bond e ABS già previsti.L’elemento che distingue questo QE da quelli di altre banche centrali è il carattere illimitato implicito nel fatto che il suo arresto è legato a un momento futuro in cui “osserveremo un aggiustamento sostenuto dell’andamento dell’inflazione che sia coerente con il nostro obiettivo di conseguire tassi d’inflazione inferiori, ma prossimi al 2% nel medio periodo” (l’enfasi è mia). Con l’inflazione attualmente pari al -0,2% e previsioni BCE che la collocano all’1,3% nel 2016, peraltro elaborate prima che il prezzo del petrolio scendesse a 50 dollari al barile, un aggiustamento sostenuto dell’andamento dell’inflazione che riporti quest’ultima verso il livello obiettivo potrebbe richiedere parecchio tempo, aprendo le porte alla possibilità che gli acquisti proseguano oltre il 2016, il che ci induce a concludere che la BCE sta prendendo molto sul serio il suo mandato.Inizialmente, eravamo preoccupati per il modo in cui le eventuali perdite sulle obbligazioni acquistate nell’ambito del QE potessero essere distribuite tra la BCE e i suoi 19 azionisti, le banche centrali nazionali (BCN), ma alla fine siamo giunti alla conclusione che la condivisione del rischio non è assolutamente un problema: il 20% delle obbligazioni acquistate dalla BCE e dalle BCN sarà oggetto di condivisione del rischio, mentre l’80% non lo sarà. Per quanto riguarda quest’ultima parte, ogni BCN acquisterà obbligazioni del proprio Stato e si accollerà il rischio ad esse connesso. Nell’eventualità di una perdita, solo la BCN di uno Stato in default parteciperebbe alla perdita. Ma la cosa più importante di tutte è che, dal momento che le banche centrali possono operare con un capitale proprio negativo e che i crediti delle banche commerciali sulle riserve create dal QE possono essere fatti valere in tutta l’Eurozona, la condivisione del rischio è, come ha detto Draghi nella conferenza stampa, “irrilevante”.Funzionerà il QE? Non illudiamoci: la politica monetaria può aiutare a mantenere il controllo sul ciclo economico, ma una crescita sostenibile deriva in definitiva dagli investimenti, dalla produttività e dalla crescita della popolazione. E affinché si giunga a ciò, sia il settore privato che quello pubblico dovranno fare la loro parte.Le autorità europee sembrano aver raggiunto una sorta di “grand bargain”, di ampio accordo che lascia pensare che il QE avrà successo. La BCE ha fatto la sua parte. La Commissione europea sta coordinando un fondo di investimenti infrastrutturali in partnership pubblico-privato che spera raggiungerà i 300 miliardi di euro, e diversi governi nazionali stanno intraprendendo seriamente riforme strutturali. Il premier Matteo Renzi si distingue per le iniziative di riforma del mercato del lavoro, del sistema elettorale e del settore bancario in Italia, e sebbene non tutte le riforme siano state ancora tradotte in legge, su questo fronte l’Europa sta senz’altro cambiando in meglio.Quale sarà l’impatto sul mercato e quale strategia di portafoglio consideriamo per il futuro? Una generalizzazione delle esperienze di QE negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Giappone suggerisce che un simile programma è favorevole per gli asset rischiosi e per l’oro e sfavorevole per la duration e per il valore esterno della moneta che viene stampata. Sebbene il Giappone rappresenti un’eccezione sul fronte della duration, riteniamo che l’Eurozona evidenzierà dinamiche simili a quelle di altri paesi che hanno adottato il QE.I titoli di Stato dei paesi periferici hanno registrato buone performance in passato, ma non vediamo particolari motivi per venderli. Con rendimenti del 2,7% sulle emissioni pubbliche italiane e spagnole a più lungo termine, il differenziale non è insignificante rispetto ad obbligazioni tedesche di pari scadenza. Ci aspettiamo che questi spread si riducano.Continuiamo a ravvisare opportunità nelle obbligazioni societarie investment grade e high yield. Le azioni bancarie dell’Eurozona e le obbligazioni bancarie subordinate hanno sottoperformato i corrispondenti mercati dei titoli di Stato di recente, e gli interventi della BCE sembrano prefigurare la possibilità di un certo recupero.Spostandoci più verso l’esterno di quelli che PIMCO chiama i cerchi concentrici dell’investimento, ossia verso asset class meno liquide e a più alto rischio, come gli investimenti immobiliari e il debito in sofferenza, anche in questo caso l’allentamento della politica monetaria dovrebbe avere un impatto positivo. Il team di analisti esperti di PIMCO dedicati al mercato immobiliare e al private equity sarà al lavoro nei prossimi mesi per individuare le opportunità in questi settori.Riteniamo meno interessanti i bassi rendimenti dei titoli di Stato tedeschi e l’esposizione valutaria all’euro. L’aumento di 33 euro del prezzo di un’oncia d’oro alla chiusura delle contrattazioni di giovedì (22 gennaio) in Europa dimostra quel che può succedere quando l’offerta di un asset aumenta rispetto a quella di un altro. L’euro continuerà probabilmente a deprezzarsi.Più in generale, dobbiamo considerare anche le ripercussioni globali delle decisioni della BCE. L’economia mondiale ha attraversato 35 anni di disinflazione sostanzialmente ininterrotta, culminata in una politica di tassi a zero e in un QE in tutti i principali mercati sviluppati. Sebbene si sia tornati ad assistere a fasi di espansione del ciclo economico negli Stati Uniti e nel Regno Unito, il notevole peso del rallentamento della crescita nel resto del mondo, soprattutto se si considerano anche la Cina e i mercati emergenti, e le dinamiche demografiche di invecchiamento della popolazione avranno implicazioni sui livelli fino ai quali la Federal Reserve e la Banca d’Inghilterra potranno normalizzare i propri tassi ufficiali.I mercati continuano a credere nella capacità delle banche centrali di orchestrare scenari economicamente desiderabili. Se questa convinzione dovesse essere messa in dubbio, e le banche centrali gettassero la spugna come ha fatto la Banca nazionale svizzera, la disinflazione potrebbe trasformarsi in deflazione da debito. Per il momento almeno, la BCE soffierà sui carboni del fuoco reflazionista.” (Commento di Andrew Bosomworth – managing director di PIMCO)

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Programmi europei

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2013

Veneto

Veneto (Photo credit: musical photo man)

Unioncamere del Veneto-Eurosportello Veneto accompagna le imprese a caccia di finanziamenti europei in vista dell’appuntamento coi programmi HORIZON 2020 e COSME. Oltre 80 aziende hanno partecipato al primo incontro di metà dicembre, organizzato da APRE Veneto – Sportello dell’Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea attivo presso Eurosportello, rivolto ad imprese che credono e investono in innovazione e ricerca.L’incontro è servito ad illustrare l’importante opportunità di prendere parte ai Gruppi di Lavoro che si stanno costituendo e che vedranno coinvolti centri di ricerca e aziende locali per mettere assieme idee e sviluppare in comune progetti concreti in modo da contribuire allo sviluppo economico del territorio utilizzando i bandi – in uscita fra dicembre 2013 e i primi mesi del 2014 – dei programmi europei HORIZON 2020 (circa 70 miliardi di euro di finanziamenti) e COSME (circa 2,5 miliardi di euro) a favore delle imprese innovative od operanti nella ricerca.L’obiettivo è creare una solida piattaforma di soggetti interessati allo stesso settore, presentare progetti alla Commissione Europea, cercare di ottenere finanziamenti UE, sviluppare l’economia del territorio ma soprattutto crescere nel campo dell’innovazione. Lo sportello APRE Veneto, che mette a disposizione uno staff di esperti offrendo un primo supporto nell’elaborazione dei progetti e un accompagnamento alla ricerca di partner europei, ha individuato sette macro aree suddivise in diciotto Gruppi di Lavoro: salute, cambio demografico e benessere; scienze della vita; energia sicura, pulita ed efficiente; energia e chimica verde; trasporti intelligenti, verdi e integrati; azioni per il clima, efficienza delle risorse e delle materie prime; società inclusive, innovative e sicure; ICT; smart communities; materiali avanzati; sistemi manifatturieri avanzati; fabbrica intelligente; beni culturali; sicurezza sociale; micro e nano tecnologie, fotonica; spazio; sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima, bioeconomia; biotecnologie.
Per partecipare ai Gruppi di Lavoro sono indispensabili una buona conoscenza dell’inglese, disponibilità a lavorare in squadra, idee innovative e l’iscrizione al sito APRE http://www.eurosportelloveneto.it/apreveneto/iscriviti. Le attività inizieranno giovedì 9 gennaio (gruppo energia sicura, pulita ed efficiente) presso Unioncamere del Veneto dalle 9.30 alle 13.30 sulla base di un calendario suddiviso per ambiti e consultabile sul sito APRE alla voce “Partecipa alle attività”.

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Maggiori finanziamenti UE per combattere la disoccupazione giovanile

Posted by fidest press agency su domenica, 27 maggio 2012

Un “piano europeo d’investimenti” per creare nuova occupazione, ridistribuzione dei fondi strutturali e introduzione di una “garanzia europea per i giovani”, che offra loro la possibilità di un lavoro o un apprendistato dopo quattro mesi di disoccupazione, sono alcune delle proposte contenute in una risoluzione sulla disoccupazione giovanile in Europa adottata giovedì.All’inizio del 2011, la disoccupazione media nell’UE era pari al 10%, mentre quella giovanile era al 22,1%, rispetto al 14,7% del 2008. La risoluzione, redatta dal presidente della commissione affari sociali Pervenche Berès (S&D, FR), sottolinea che esistono forti differenze all’interno dell’Unione: si passa dal 10% di alcuni Stati membri, al 50% di quelli maggiormente colpiti dalla crisi.
Un piano europeo d’investimenti per creare lavoro
Nel testo adottato, i deputati appoggiano l’iniziativa “Opportunità per i giovani” presentata dalla Commissione, ma esprimono forti dubbi che “la portata delle azioni proposte sia proporzionata alla gravità dell’attuale crisi occupazionale sperimentata dai giovani in numerosi Stati membri”.Pertanto, i deputati propongono di lanciare un “piano europeo d’investimenti” per creare occupazione per i giovani.
Ridistribuire i fondi strutturali
Il 30 gennaio 2012, durante un Consiglio europeo, il presidente della Commissione Barroso ha annunciato che 82 miliardi di euro in fondi strutturali, sul totale di 347 per il periodo 2007-2013, non sono stati ancora distribuiti e potrebbero quindi essere riassegnati.I deputati chiedono alla Commissione di utilizzare una parte sostanziale di tali fondi per programmi occupazionali per giovani e di considerare la possibilità di aumentare la percentuale di sostegno comunitario per i progetti co-finanziati con i governi nazionali dei paesi con una disoccupazione giovanile più alta: Italia, Lituania, Lettonia, Slovacchia, Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda.

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Programma Gioventù in azione: invito a presentare proposte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 maggio 2012

Európa Akadémia4

Európa Akadémia4 (Photo credit: Európa Pont)

Invito pubblico a presentare proposte intese a sostenere la mobilità e gli scambi tra gli operatori giovanili allo scopo di promuovere l’acquisizione di nuove capacità e competenze per arricchire il loro profilo professionale nel settore giovanile. Promuovendo esperienze di apprendimento transnazionale a lungo termine per gli operatori giovanili, questa nuova azione sarà inoltre mirata a rafforzare le capacità delle strutture coinvolte nel progetto, che beneficeranno dell’esperienza e della nuova prospettiva apportata da un lavoratore giovanile proveniente da un ambiente diverso. Il presente invito agevolerà pertanto la creazione di reti tra le strutture giovanili in Europa e contribuirà a promuovere la priorità politica di sostenere, riconoscere e professionalizzare il lavoro nel settore giovanile quale strumento politico trasversale in Europa.(fonte AICCRE)

 

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Australian Open

Posted by fidest press agency su domenica, 15 gennaio 2012

Anche quest’anno gli Australian Open saranno trasmessi in esclusiva dai canali Eurosport che, dal 16 al 29 gennaio, offriranno ai propri appassionati la possibilità di seguire in diretta ed in HD nativa il primo torneo del Grande Slam della stagione tennistica. Saranno 230 le ore di programmazione LIVE in totale con il commento di Jacopo Lo Monaco, Federico Ferrero, Gianni Ocleppo e Barbara Rossi, ex allenatrice di Francesca Schiavone, su Eurosport (Sky, canale 211), ed Eurosport 2 (Sky, canale 212) con dirette non-stop a partire dall’1 di notte fino alle 14 del giorno successivo. Presente on-site un team di giornalisti di Eurosport, formato da due grandi ex del circuito mondiale Mats Wilander e Barbara Schett, che offriranno un punto di vista approfondito con analisi degli aspetti agonistici e interviste con i protagonisti.Ogni giorno, al termine dei match, andrà in onda il magazine di 26 minuti “Game, Set and Mats”. Il programma, presentato dal 3 volte campione degli Australian Open Mats Wilander, si occuperà di analizzare gli incontri, condividendo il suo punto di vista con tutti i fan, oltre a presentare la giornata successiva. Mats e Patrick Mouratoglou, coach di fama internazionale, metteranno inoltre la loro esperienza a servizio degli appassionati grazie a dei blog esclusivi sul sito eurosport.com.Tutti i fan potranno seguire l’evento in diretta anche online sul proprio PC o in modalità mobile attraverso i dispositivi iPhone e iPad sottoscrivendo il servizio di web-tv Eurosport Player. Oltre alla visione della programmazione in diretta, gli abbonati del servizio su PC avranno la possibilità di seguire fino a 7 campi in cui si stiano disputando dei match in contemporanea.

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