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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘progressista’

Nils Gilman, serve un capitalismo progessista

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

«Il sistema neo-liberalista predilige l’accumulo di capitale, invece dell’aumento dei salari, che sono rimasti stagnanti nell’ultimo decennio. La crescita economica è lenta e irregolare. Quindi è necessario trasformare il modo in cui le risorse vengono distribuite, così che tutti ne possano beneficiare. Quello che serve è un nuovo capitalismo, che consenta alle persone comuni di accedere alla creazione di ricchezza direttamente alla fonte. Un capitalismo che potremmo definire progressista».È quanto ha dichiarato Nils Gilman, vicepresidente dei programmi di ricerca del Berggruen Institute e vicedirettore del The World Post, intervenendo al dibattito “Reinventing how to govern capitalism”, tenutosi alla John Cabot University (JCU) di Roma, a cura del Dipartimento di Scienze politiche e Affari internazionali, del Dipartimento di Scienze economiche e sociali e dell’Istituto Guarini per gli Affari Pubblici.Secondo Nils Gilman, la situazione attuale è il risultato di scelte fatte negli anni ‘70, che al momento andavano bene, ma ora non più. La prossima ondata di ricchezza economica, che potrebbe derivare dalle innovazioni tecnologiche, dovrà essere gestita diversamente e in maniera più equa. Adesso, infatti, la classe media non riesce a progredire, mentre i ricchi diventano più ricchi e i poveri più poveri. In Usa, ma l’esempio vale per tante altre nazioni occidentali, c’è una situazione di “stagnazione e disparità”.La soluzione, per Gilman, è quella di rinnovare il capitalismo in senso «mutualistico», anche reinventando il concetto di proprietà. Valga l’esempio dell’Alaska, dove attualmente parte dei proventi del petrolio vengono distribuiti ai cittadini. In questo senso, lo studioso pensa all’istituzione di una sorta di «fondo sovrano di ricchezza», negli Usa come in altre realtà nazionali. Gilman critica, invece, le proposte di un “universal basic income”, cioè di un compenso in denaro da elargire ai cittadini una o due volte nella vita, che redistribuisce ricchezza senza promuovere una maggiore uguaglianza. http://www.johncabot.edu/

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La critica della politica

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2010

(parte prima) Dopo le breve sintesi dei giorni scorso “La critica del potere”, il discorso continua, avendo stimolato numerosi interventi sia critici che dialettici; segno che vale la pena dipanare i vari aspetti che determinano le scelte della vita pubblica. Basta gà solamente indicare le forze in campo politico per documentare che non esiste bipolarismo, e, tanto meno, ipotesi di bipartitismo; si scontrano infatti sul campo social-comunismo, resuscitato da Berlusconi per avere un necessario nemico da combattere, rivoluzionario ma solo per definizione;  democrazia social-liberale, progressista, solidale, laica con valori etici; berlusconismo, composto da una coacervo di persone pescate nel cumulo indifferenziato creatosi nel dopo-manipulite e sostenuto dal nuovissimo sistema dei sondaggi che valutano i desideri di una sia pur minima maggioranza, per fornire idee concrete all’operato di un governo, altrimenti privo di progettualità.  Tutto ciò viene abusivamente chiamato “politica”. I tre contendenti sono assimilati da un solo comune elemento: la voglia di governare, condizionata ad un risultato elettorale che coinvolge i pareri del popolo elettore. Ne deriva che meno persone si recare ad esprimere il loro voto e più facile diventa controllare e convincere tanto i singoli che i gruppi più o meno organizzati. Scatta, così, la finzione delle elezioni, che non servirà a formulare e materializzare la volontà della maggioranza, ma solo l’applicazione degli interessi di quella parte che ha maglio di tutti rappresentato il peggio di tali elezioni attraverso brogli, abusi e disinformazioni dei media, propaganda martellante e ossessiva, voti comprati o gestiti dalle mafie, mancanza di controllo in periodo elettorale e nello stabilire la legge elettorale; tutto ciò rende il sistema elettivo un viottolo sconnesso, dove le prime due espressioni della politica (social-comunismo  e  democrazia social-liberale) sono destinate a fallire a vantaggio di un  berlusconismo  totalmente privo di etica democratica e animato solo dall’esigenza di vincere a tutti i costi per proseguire nel suo itinerario selettivo.  Le elezioni, così concepite, servono a giustificare lo status quo, senza permettere una rappresentanza liberamente eletta, servendo solo ad impedire il ricambio politico per mantenere il controllo finanziario. La Costituzione italiana, peraltro, nel garantire la libera espressione delle singole volontà degli eletti, li ha  sciolti dal vincolo di mandato, confidando nelle coscienze maturate nella democrazia parlamentare;  si verifica, invece, che gli eletti vengono collocati, di fatto, nel lucroso mercato  politico, dominato più dagli interessi individuali che dal dettato Costituzionale di operare per il Bene Comune. I programmi elettorali, le richieste e i bisogni degli elettori cedono il passo al  potere e al profitto personale dei governanti, riuniti in cricche di mercato dove, appunto, il concetto stesso di democrazia è stato stravolto. (Continua) (Rosario Amico Roxas)

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Gran Bretagna: la successione a Gordon Brown

Posted by fidest press agency su martedì, 11 Maggio 2010

Il leader laburista è intenzionato a passare la mano. Lo fa, a detta dei commentatori politici, per spianare la strada ad un accordo di governo con i Lib-Dem di Nick Clegg. Questa coalizione, ad avviso di Brown “sarebbe nell’interesse del paese” in quanto dalle urne è uscita “una maggioranza progressista”. Per quanto riguarda la successione al nuovo leader del partito laburista si insiste sul nome di David Miliband. Soprannominato ‘il cervello’, il 44enne attuale ministro degli Esteri. Ma la rosa dei “papabili” non si ferma qui. Vi è il segretario agli interni Alan Johnson, 59 anni, vi è Jack Straw, 63 anni, attuale segretario alla Giustizia ed ex titolare degli Esteri e degli Interni, e poi Harriet Harman, 59 anni, attuale ministro per le Donne e l’Uguaglianza e il segretario alla Scuola e la Famiglia e di Ed Balls, 43 anni, che è stato anche consigliere economico di Brown. Ma non si esclude, alla fine, qualche outsider dell’ultima ora. Si fa notare che la decisione di Brown è stata presa mentre sono in corso le trattative per un governo tra liberaldemocratici e conservatori e tale subordinata era vista come il solo mezzo per escludere la figura di Brown come primo ministro nell’organigramma del futuro governo. Ora che Brown si è tirato fuori le intese tra liberaldemocratici e conservatori possono arenarsi. Va notato, tuttavia, che se i laburisti e liberaldemocratici troveranno un accordo sarà loro necessario raggiungere un’intesa con le altre formazioni minori.

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Obiettivo giovani

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2009

Roma 18 dicembre 2009 alle 9.30 nella Sala delle Colonne della Camera dei deputati, in via Poli 19, “Obiettivo Giovani – Quali politiche in Italia e in Europa”. E’ questo il tema del convegno in programma a. Presenterà l’iniziativa ed introdurrà i lavori Silvia Costa, parlamentare europea del Pd, che ha promosso il convegno insieme al gruppo dell’Alleanza progressista dei Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo. Dopo il saluto di Giuseppe Fioroni, responsabile Welfare del Pd, il programma prevede tra gli altri gli interventi di Sergio Cofferati, parlamentare europeo e Tiziano Treu, vicepresidente della Commissione Lavoro del Senato della Repubblica, che affronteranno rispettivamente i temi “UE 2020 e i giovani: la revisione della strategia di Lisbona” e “Giovani e lavoro nella prospettiva del Pd”.  Le proposte in campo europeo e nazionale saranno precedute dall’analisi degli scenari e dei programmi dell’Unione europea nelle relazioni di Enzo Risso, direttore dell’Istituto IARD RPS, Marina Rozera, responsabile dell’Agenzia Nazionale Programma Leonardo – ISFOL e Paolo Di Caro, direttore dell’Agenzia Nazionale per i Giovani – Ministero della Gioventù. La parola passerà quindi ai giovani con il dibattito moderato da Annamaria Parente, della Segreteria nazionale del Pd, al quale interverranno Federica Mariotti, dell’esecutivo nazionale Giovani Democratici, Carla Filetti, di Erasmus Student Network Italia, Antonio De Napoli, portavoce del Forum Nazionale dei Giovani ed Eleonora Rossi, di Soul, Sistema Orientamento Università Lavoro. Le conclusioni saranno affidate a David Sassoli, capo delegazione Pd al Parlamento europeo.

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