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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘progressisti’

Elezioni europee: populisti e falsi progressisti

Posted by fidest press agency su martedì, 4 giugno 2019

By Vincenzo Brandi. “Lo scenario peggiore si è concretizzato” è il commento di Mauro Gemma nel suo articolo sull’esito delle ultime elezioni europee apparso sul sito della rivista “Marx21”. Gemma cerca di analizzare le cause del crollo del movimento 5 Stelle, che ha dimezzato la percentuale dei suoi voti rispetto alle precedenti politiche, ed del contemporaneo raddoppio della percentuale della Lega cresciuta fino ad oltre il 35%. Mette sotto accusa le ambiguità e la timidezza del movimento in materia di grandi opere inutili e l’incompetenza e la presunzione del giovane leader Di Maio. Prevede un possibile ulteriore cedimento dei 5 Stelle in materia di politica estera, anche sui due punti in cui avevano timidamente mostrato una capacità di autonomia: il non riconoscimento del golpista Guaidò quale presidente del Venezuela e l’accordo con la Cina per l’iniziativa Belt&Road. Gemma non è tenero nemmeno con l’autocompiacimento del PD (che in effetti ha leggermente aumentato la sua percentuale, ma senza riuscire ad intercettare i voti in uscita di milioni di elettori di 5 Stelle delusi che – secondo i primi sondaggi – si sono diretti essenzialmente verso l’astensione); e giustamente non considera significativi alcuni piccoli successi limitati di liste di sinistra come quella dei Comunisti di Rizzo, rimasti comunque sotto l’1%.
Gli amici Piero Pagliani, nei suoi interventi in rete, e Fulvio Grimaldi nel suo blog, esprimono concetti simili, ricordando anche l’approvazione del decreto sicurezza voluto dalla Lega che colpisce, non solo l’immigrazione clandestina, ma anche qualsiasi azione di dissenso pubblica. Ribadiscono i cedimenti del movimento in materia di grandi opere (TAP, TAV, Pedemontana, ILVA, ecc.) ed in materia di politica estera (sanzioni confermate a Venezuela, Russia, Siria, Iran; fedeltà alle politiche degli USA ed alla NATO). Denunciano una mancanza di strategia politica e di organizzazione sul territorio, sostituita da un illusorio affidarsi agli effetti taumaturgici della Rete. Prevedono gli effetti negativi di una prossima approvazione della Flat Tax, mentre – potrebbe aggiungersi – il cavallo di battaglia del movimento 5 Stelle, il “reddito di cittadinanza”, è affidato a risorse insufficienti, divorate anche dall’aumento delle spese per la Difesa (acquisto dei costosi ed inutili F-35, conferma del varo di costose navi da guerra come la “Trieste” costata più di un miliardo, conferma di missioni militari all’estero). Critiche simili vengono anche da un apprezzabile documento dei CARC.
Un punto comune a tutte queste analisi – certamente condivisibile – è che l’indubbia avanzata dei partiti “populisti” e “sovranisti”, che usano retoriche di “destra” (non solo in Italia con la Lega, ma anche in Gran Bretagna con Farage, in Francia con la Le Pen, in Ungheria con Orban che ha conquistato la maggioranza assoluta, in Grecia, ecc.) , non può trovare un reale polo alternativo nei partiti liberisti, filocapitalisti, filo-NATO, e sostenitori delle peggiori imposizioni finanziarie ed economiche della UE che soffocano in una morsa i paesi ed i popoli europei. Questi partiti si articolano in Popolari (come i partiti della Merkel o di Berlusconi), Liberali e Socialdemocratici (come il PD e la SPD tedesca), pronti ad allearsi tra loro per cercare di fermare la deriva populista ed anti-europeista. Né c’è da gioire per l’affermazione dei Verdi francesi o tedeschi. Piero e Fulvio ricordano quanto siano fedeli questi partiti alle politiche capitaliste liberiste e alle politiche guerrafondaie di USA e NATO. Basti ricordare il ruolo determinante giocato dai Verdi tedeschi, guidati dal ministro degli Esteri Fisher e dall’ex-sessantottino Cohn-Bendit, nella guerra alla Jugoslavia. Piero ricorda anche come questo partito, fortemente anti-comunista ed anti-russo, lodato dal finanziere Soros, si opponga (naturalmente per ragioni “ecologiche”) alla realizzazione del North Stream che porterebbe l’economico e abbondante gas russo in Europa.
In genere questi partiti pseudo-progressisti si pongono come fiore all’occhiello la loro politica dell’accoglienza dei migranti; ma la strumentalità e l’ipocrisia di questo atteggiamento è ormai smascherato agli occhi di gran parte degli Europei. Non si fa mai un’analisi seria e si tace sui motivi della migrazione, che sono lo sfruttamento neo-coloniale, il ricatto del debito, le guerre di aggressione e le sanzioni economiche (come quelle verso Libia, Siria, Somalia, Costa d’Avorio, Iran, Sudan, Afghanistan, ecc.), azioni di cui sono responsabili quelle stesse forze politiche filo-capitaliste che piangono sulla sorte dei migranti. Né si parla mai della povertà estrema di chi rimane in Africa ed Asia perché non è nemmeno in grado di spostarsi e del feroce sfruttamento di coloro che di fatto sono deportati nei paesi ricchi e sottoposti a ricatto economico, né delle inevitabili tensioni con i lavoratori europei che vedono in pericolo i loro diritti per la presenza di una massa di manovra formata da diseredati. Il risultato è che la questione è sempre più gestita dai movimenti “sovranisti” (Lega, Le Pen, Orban, ecc.) con le loro politiche sulla “sicurezza”.
A parere di chi scrive non bisogna però abbandonarsi allo sconforto. Il successo delle liste sovraniste non significa un generale ritorno del fascismo e del razzismo in Europa. Queste liste usufruiscono della disillusione di vasti settori, anche di proletariato e piccola borghesia, traditi dalle ex liste di sinistra divenute sostenitrici della grande finanza capitalista e delle soffocanti istituzioni liberiste europee. Il problema è come rilanciare il movimento verso il socialismo e la liberazione dei popoli (forte in Cina, Corea ed altri paesi dell’Asia, Africa ed America Latina) anche nei paesi occidentali dove la “sinistra” , salvo qualche modesta eccezione (forse i Comunisti Portoghesi e Cechi? Il KKE? Forse la Linke?), è rappresentata solo da qualche gruppetto autoreferenziale.
(articolo pubblicato sul numero di giugno della “Voce di GAMADI”)

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Pd: partito moderati e progressisti

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 maggio 2011

I dati elettorali di Torino e dei principali Comuni della sua Provincia evidenziano che il PD è un partito articolato, di governo e ormai fortemente radicato nel territorio. Ma, soprattutto, è un partito realmente “plurale”. E’appena sufficiente scorrere gli eletti al Comune di Torino, i Sindaci eletti o al ballottaggio nelle città sopra i 15 mila abitanti e gli eletti nei rispettivi Comuni per rendersi conto che le varie sensibilità culturali sono tutte ben rappresentate nel partito dopo la scelta degli elettori. Insomma, un partito, il PD della provincia di Torino, dove convivono tranquillamente i moderati e progressisti senza appaltare ad altri partiti la rappresentanza politica di quelle realtà. E ciò spiega perché il PD oggi si attesta saldamente attorno al 30% dei consensi.

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Seguire Cristo in una società consumista

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 settembre 2010

Il libro di John F. Kavanaugh. Esce a ottobre in libreria la nuova edizione di Seguire Cristo in una società consumista di John F. Kavanaugh: la prima edizione del volume risale al 1981 e fu pubblicata in italiano da Cittadella nel 1986. Il pontificato di Giovanni Paolo II corrisponde pressappoco alla vita e alla tematica di questo libro: una visione completa della fede e della pratica cristiana, troppo spesso repressa e ignorata anche dai più progressisti all’interno della chiesa cattolica, con una forte denuncia del consumismo incondizionato. In un momento di crisi economica, morale e spirituale sbocciano tante domande sul ruolo dell’economia: la coscienza critica sta crescendo e molti si domandano se il progresso e la ricchezza rappresentano veramente un passo avanti, se essere servi del lucro possa considerarsi progresso umano. Venticinque anni dopo Seguire Cristo in una società consumista torna per fornire un aiuto: non per limitarsi a pensare, ma per pensare in grande.. Ciò che manca oggi non è la consapevolezza, ma la capacità di decidere di vivere in un altro modo e il libro provoca il lettore a vincere le abitudini e l’inerzia  attraverso la risposta cristiana.  Il vangelo di Gesù rivela chi siamo e le realtà della nostra vita.

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Contro la violenza alle donne

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 dicembre 2009

Roma 4 dicembre, alle ore 9.30, Sala delle Bandiere del Parlamento Europeo, Ufficio di Roma, in Via IV Novembre, convegno sul tema ”Contro la violenza – L’impegno delle donne in Europa”. Introdurrà i lavori Silvia Costa, parlamentare europea, che ha promosso il convegno insieme al gruppo dell’Alleanza progressista dei Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo. Nel corso del convegno romano per la prima volta in Italia sarà illustrata nel dettaglio l’importante direttiva europea appena varata a Strasburgo. All’intervento in apertura dei lavori di Silvia Costa farà seguito quello di un’altra europarlamentare, la cipriota Antigoni Papadopoulou. Dopo il saluto di Donatina Persichetti, presidente della Consulta Femminile Pari Opportunità della Regione Lazio sono previsti gli interventi di: Linda Laura Sabbadini, direttore centrale dell’Istituto Nazionale di Statistica (“La violenza contro le donne: dati statistici e nuove esigenze informative”), Elisa Manna, responsabile Settore Politiche Culturali del Censis (“Se non cambia l’immagine della donna…”), Liliana Ocmin, coordinatrice nazionale delle Donne della Cisl (“Discriminazione di genere: proposte e prospettive della Cisl”).  Dopo questi interventi, alle ore 11.30, avrà inizio la tavola rotonda “Esperienze a confronto“, moderata da Eleonora Selvi, direttrice di Donna TV. Al dibattito prenderanno parte Gabriella Moscatelli, presidente di “Telefono Rosa” (“L’uso del corpo della donna negli ultimi vent’anni”), Patricia Adkins Chiti, presidente della Fondazione Adkins Chiti “Donne in musica” (“Discriminazione e diversità creativa”), Suzanne Diku, medico, della Repubblica Democratica del Congo (”Le donne futuro dell’Africa”), Eleonora Di Maggio, della Cooperativa sociale Parsec (“L’esperienza del Progetto Vie d’Uscita nella Regione Lazio”). Le conclusioni saranno affidate all’intervento della senatrice del Pd Vittoria Franco.

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Logiche industriali al Sud

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2009

Per il Fronte Nazionale Siciliano –“Sicilia Indipendente” – Sikritarìa Nazziunali Portovesme, in Sardegna e Termini Imerese in Sicilia sono il paradigma e la “frontiera” di una nuova, eppure vecchia, vecchissima logica industriale e politica. Una logica che colpisce, non casualmente, due realtà vissute e percepite come colonie: Sardegna e Sicilia. Noi Indipendentisti Progressisti du Frunti Nazziunali Sicilianu – “Sicilia Indipinnenti” – è detto in un comunicato – cogliamo, con la “voce degli occhi” nella volontà dismissoria delle due dirigenze industriali ( ALCOA e FIAT) il riaffiorare ( ma era mai scomparsa?) di una logica coloniale per cui le nostre Isole, i nostri Arcipelaghi, le nostre Patrie sono vissute, dagli ambienti politico-industriali, come “frontiere” da sfruttare, da cui mungere contributi e/o prebende salvo poi finita la “cuccagna” andare via per passare a “spolpare” nuovi eldoradi ( in termini di costo del lavoro e/o impatto ambientale). Le questioni di Portovesme e Termini Imerese devono e possono inoltre fare riflettere sulla “logica” anche e soprattutto politica che, grazie all’attivo contributo degli ASCARI locali, vede le nostre due Natzioni, Nazziuni considerate come “siti” vocati per ospitare ogni genere di rifiuto, scoria o stabilimento di depurazione o di produzioni come quella nucleare. La logica di potere è che ai nostri Popoli, grazie ai loro ascari, si può imporre tutto e ogni cosa. I lavoratori di Portovesme e Termini Imerese, con le loro proteste, per il lavoro, per la dignità loro e delle loro famiglie invitano e spingono tutti i sardi e i siciliani a fare altrettanto per il loro bene comune e comunitario. La prospettiva che questi “travagghiaturi” sostengono è altra e diversa. Una prospettiva, appunto, in cui i lavoratori Siciliani e Sardi non accettano e non accetteranno mai più di essere pedine di una logica neocoloniale ed egoista. Sicilia e Sardegna rifiutano di essere trattate, dunque, come “possedimenti coloniali “e i Siciliani e i Sardi come fossero dei “dominati”. Ecco perché, pacificamente, democraticamente è, a nostro avviso, giunto il tempo di coordinare le due lotte e nello specifico le due vertenze industriali. Ecco perché i sindaci del Comprensorio Termitano e quelli del Sulcis-Iglesiente devono, ora, agire insieme per dire basta alla logica del mero profitto neocoloniale. Ecco perché ad essi dovrebbero unirsi i Parlamenti Sardo e Siciliano, gli Enti Province e tutti i Siciliani e Sardi di tenace concetto. Insieme dobbiamo e possiamo dire BASTA allo sfruttamento di Sardegna e Sicilia. Da subito occorre unire i partiti, i movimenti Sardisti, Sicilianisti e Indipendentisti delle nostre due Nazioni, le nostre organizzazioni sociali per essere tutti mobilitati.

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Parlamento europeo, e le forze riformiste

Posted by fidest press agency su sabato, 13 giugno 2009

“L’incontro di Franceschini e Fassino a Bruxelles con i vertici del Gruppo del PSE e le disponibilità ottenute per costituire un nuovo gruppo al Parlamento Europeo che non sia il mero allargamento dell’attuale gruppo socialista vanno giudicati positivamente, ma non possono essere considerati  esaustivi rispetto all’esigenza di dare vita a una nuova alleanza dei  Progressisti che affronti, in forte chiave europeista, i prossimi  appuntamenti politici ed istituzionali (presidenza Parlamento,  Presidenza Commissione, futura presidenza UE con l’entrata in vigore  del Trattato di Lisbona) per i quali è indispensabile, fin da ora, cercare il più ampio coinvolgimento delle altre forze riformiste, in particolare Liberali, Verdi e MoDem di Bayrou per definire una posizione comune nei confronti del blocco popolare-conservatore. L’operazione in corso sarà una grande novità politica se non si limiterà a essere un accordo per ‘contrattare’ con il PSE le condizioni migliori dell’autonomia della delegazione italiana del PD nel nuovo gruppo, ma se consentirà al nuovo gruppo di essere davvero l’incontro tra due forze autonome: i Democratici, italiani e non, con la loro originalità, e i Socialisti che insieme daranno vita a una nuova, grande, Alleanza Progressista che supera l’attuale conformazione politica dell’area  riformista.  Per questo urge che il vertice del PD calendarizzi un  confronto anche con Liberali, Ambientalisti, Modem e altri minori per muoversi in una logica di vera Alleanza verso i prossimi, incombenti, appuntamenti”.

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Crisi dell’economia – Crisi della politica

Posted by fidest press agency su domenica, 17 maggio 2009

Enrico Letta intervenendo a Torino al convegno promosso Centro Culturale PiemontEuropa e dai Moderati ha tra l’altro detto: “La forza di Berlusconi è di riuscire a interpretare da solo la sintesi tra la maggioranza dei populisti e dei moderati. Il PD nel 2008 ha fatto il pieno del voto dei progressisti, aggiungendo solo una piccola fetta dell’elettorato moderato, che ora se ne sta andando”. “Se ci rechiamo da Vercelli fino a Trieste – ha concluso Enrico Letta –  vediamo come l’Italia politica è divisa in due: non tra chi sta nel centro destra e chi nel centro sinistra, ma tra Bossi e Berlusconi e il PD è terza forza marginale, avulsa da una qualsiasi capacità di governo. E questo vale anche per la Sicilia, dove la gente si schiera tra PdL e Autonomisti. Come i socialisti francesi abbiamo perso la determinazione a governare. C’è un virus che si sta diffondendo ed è quello che porta dire che Berlusconi è imbattibile, per cui a livello nazionale ci accontentiamo di fare testimonianza e barattiamo l’ambizione a governare con la sicurezza delle roccaforti locali.  Ma non c’è spazio per una politica nazionale che è solo testimonianza, seppur dignitosa. La gente oggi vota non in base a un’appartenenza a tradizioni passate ma alla capacità di mettere in campo una proposta credibile ed alternativa di Governo”.

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