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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 151

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La Dominus Iesus a dieci anni dalla promulgazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 marzo 2010

Roma 11 marzo 2010, dalle 9.00 alle 17.00, e il 12 marzo 2010, dalle 9.00 alle 12.00, presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, via degli Aldobrandeschi 190 la Facoltà di Teologia dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum ha organizzato il convegno “La Dichiarazione Dominus Iesus della Congregazione per la Dottrina della Fede a dieci anni dalla promulgazione”. L’obiettivo è quello di proporre ulteriori spunti di riflessione su questo documento circa l’unicità e l’universalità salvifica di Gesù Cristo e della Chiesa, che porta la firma del Cardinale Joseph Ratzinger, allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Interverranno, fra gli altri, il Cardinale Antonio Canizares Llovera, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Mons. Angelo Amato, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, Padre Juan Pablo Ledesma, LC, Decano della Facoltà di Teologia dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, e Padre Paolo Scarafoni, LC, Rettore dell’Università Europea di Roma. (Padre Juan)

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Lettera aperta alla redazione di “Avvenire”

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2009

Rosario Amico Roxas ci ha fatto pervenire in copia la lettera inviata alla redazione di Avvenire che riproduciamo in sintesi: “Mi riferisco alle ultime affermazioni del vs. quotidiano, secondo le quali non sarebbe stato esercitato alcun trattamento “di favore”  nell’identificare il comportamento indegno dal presidente del consiglio, il quale, peraltro, cerca di presentarsi come l’ultimo paladino del cattolicesimo. Avete usato il solito metodo delle mezze parole, del “chi ha orecchie per ascoltare, ascolti”; giusto per poter dire di averlo fatto. Ma, per fortuna, non è stato sempre così. Alla vs. memoria desidero ricordare un esempio luminoso. Dopo la promulgazione delle Leggi razziali in Italia Pio XI così si espresse in un’udienza privata al padre gesuita Tacchi-Venturi:  « Ma io mi vergogno…mi vergogno di essere italiano. E lei padre [il gesuita Tacchi-Venturi] lo dica pure a Mussolini!Io non come papa ma come italiano mi vergogno!Il popolo italiano è diventato un branco di pecore stupide. Io parlerò, non avrò paura. Mi preme il Concordato, ma più mi preme la coscienza (E. Fattorini, Pio XI, Hitler e Mussolini, Einaudi, Torino, 2007 pag.171). E il 6 settembre 1938 in un’udienza concessa ai collaboratori della Radio cattolica belga disse le famose parole: « Ma l’antisemitismo è inammissibile. Spiritualmente siamo tutti semiti. » Mi corre obbligo ricordare come pochi mesi dopo il Santo Padre, moriva, la notte precedente la promulgazione dell’enciclica Humani generi unitas, della quale si sono perse le tracce, che avrebbe condannato antisemitismo e tutti coloro che lo professavano. La morte “per infarto” fu certificata dall’archiatra prof. Petacci, padre di Claretta, amante di Mussolini. Solo nel 1972 vennero alla luce i diari del Cardinale Tisserant nei quali fu avanzata una ipotesi molto  grave, meritevole di approfondimento. Anche di questi diari sono state perdute le tracce. Non ci aspettiamo parole così rigorose, ma nemmeno possiamo accettare la tolleranza che il Vaticano esprime. Ora assisteremo all’esaltazione dell’ipocrisia, con un pellegrinaggio presidenziale alla tomba di San Pio da Pietralcina; elargirà una ricca donazione e riconquisterà la perduta verginità morale. (Rosario Amico Roxas) (n.r. per obiettività d’informazione ci corre l’obbligo di precisare che da una nota pervenutaci dall’entourage del Presidente del Consiglio si afferma che quanto su di lui si afferma riguardo i rapporti con giovani donne si tratta solo di un modo molto fantasioso e offensivo di trasformare  un normale contatto, di chi ama i giovani e cerca di aiutarli per quanto gli sia possibile, con qualcosa di ambiguo e di peccaminoso e col solo scopo di mettere il presidente in cattiva luce e per fini di bassa politica. Non saranno tali calunnie, di certo, ad appannare il ruolo e l’impegno del Presidente nell’interesse del Paese e gli italiani lo hanno capito riconfermandogli, con il voto espresso nelle ultime elezioni europeo, la fiducia e la stima.)

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