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Usa: la famiglia Khalidi tra soldi, potere e propaganda palestinese

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

La nostra storia inizia nel 1916, con la nascita di Ismail Khalidi. Andare indietro fino a Yousef al-Khalidi e al suo rapporto con il Sionismo e con Theodor Herzl sarebbe interessante, ma comporterebbe la necessità di appesantire un articolo fin troppo ricco di input e informazioni.Partiamo quindi da Ismail, membro della famiglia Khalidi, una delle più antiche del medio oriente, e alla sua dedizione nei confronti della propaganda antisionista e filoislamica, che porterà fino al cuore pulsante della politica internazionale: il Palazzo di Vetro di New York.Ismail Khalidi riesce ad avere subito degli importanti vantaggi politici grazie al fratello Husayn, di ventidue anni più vecchio nonché sindaco di Gerusalemme e attivista politico moderato (sebbene fosse stato arrestato dagli inglesi e deportato alle Seychelles dopo la Rivolta Araba). A differenza del fratello, Ismail trova il supporto di Americani ed Inglesi, riuscendo a completare i suoi studi proprio in USA. In questo modo, Ismail riesce a mettere piede nelle istituzioni culturali occidentali.Né lui, né i suoi discendenti le abbandoneranno mai.Dal 1942 al 1944 lavora presso lo United States Office of War Information, sezione Mediorientale, e nel 1945 diventata segretario del neonato Institute for Arab American Affairs (IAAA), carica che deterrà fino al 1948. È proprio questo istituto ad aprire la strada a tutti gli altri enti e organismi che, sotto la copertura delle iniziative culturali o di integrazione, porteranno avanti politiche filoislamiche e antisemite.
Nell’aprile del 1945, a pochi mesi dalla sua fondazione, l’IAAA pubblica un proprio manifesto sulla situazione della Palestina. Anche grazie al lavoro di Ismail Khalidi, lo porta all’attenzione dei delegati presso la Conferenza di San Francisco, che nei successivi due mesi avrebbero concluso i lavori necessari alla creazione delle Nazioni Unite.Il manifesto contiene delle affermazioni interessanti. In primo luogo, sono gli stessi Arabi ad affermare che la Palestina è parte integrante della Siria e non rappresenta (né ha mai rappresentato) uno stato autonomo:“Gli Arabi non hanno mai smesso di sostenere che la Palestina è parte integrante della Siria, e come tale del mondo Arabo.”
Le tesi sostenute dall’IAAA e la sua, neanche troppo sottile, propaganda palestinese filoislamica, vengono smascherate da William B. Sapphire in un articolo apparso su The Canadian Jewish Chronicle il 6 luglio 1945:“Lo IAAA dice di avere fini esclusivamente educativi… incoraggiare l’amicizia e la reciproca comprensione fra Paesi Arabi e USA. L’Istituto, insistono i suoi amministratori, non si concentra su singole questioni, ma su qualsiasi argomento – culturale, politico ed economico – che possa interessare gli “Arabi-Americani”. C’è una lunga lista di argomenti proposti per i saggi […]. Ma l’unico pamphlet trovato da chi scrive, impilato dal pavimento al soffitto dell’ufficio a malapena arredato dell’Istituto, nella lower Broadway, è di 54 pagine e si intitola “Papers on Palestine”. L’opera contiene una selezione accurata, che oggi definiremo cherry picking, di documenti antisionisti comprensivi di menzogne storiche conclamate. Il tutto mascherato dal sottotitolo “Collezione di affermazioni, articoli e lettere relativi al problema palestinese”.
Per non parlare delle affermazioni del direttore esecutivo dell’IAAA, il libanese naturalizzato statunitense Philip K. Hitti, che furono fortemente contestate da Einstein in persona. Poco tempo dopo inizia a lavorare Walid Khalidi (classe 1925), cugino di sangue di Ismail e figlio di Ahmad Samih Khalidi, preside dell’Arab College of Jerusalem per ben 23 anni (1925-1948). Oltre che presso la facoltà del padre, e anche grazie ai buoni rapporti fra arabi e inglesi nell’imminenza e subito dopo la Guerra del 1948, Walid riesce a studiare e insegnare in Inghilterra, a Oxford, salvo rassegnare le dimissioni quando, nel 1956, la Crisi di Suez vede gli interessi inglesi vicini a quelli israeliani. Nel 1963 fonda l’Institute for Palestine Studies, un organismo di ricerca, formalmente indipendente, che tratta prevalentemente del conflitto arabo-israeliano. È però qualche anno prima, fra 1959 e 1961, che Walid scrive i suoi lavori propagandistici più famosi e tuttora utilizzati come testi sacri da alcuni storici (se vogliamo definirli tali) pro-palestina. Fra questi, spicca Plan Dalet: Master Plan for the Conquest of Palestine, pubblicato su Middle East Forum (defunto periodico dell’American University of Beirut) nel 1961. Con questo saggio si trova per la prima volta l’astrusa interpretazione del Piano Dalet che viene proposta su riviste, forum e pubblicazioni digitali ancora oggi. Quella, per intenderci e senza pretesa di esaustività, che lo vede non come il piano bellico di una nazione in guerra, ma come una generica e atemporale direttiva volta all’espulsione degli arabi di Palestina.Oltre a Walid, anche il fratello Tarif (di 13 anni più giovane) sfrutta appieno l’enorme potere del padre negli ambienti accademici. Anche lui studia a Oxford e a Cambridge, dove, nel 1996, viene insignito della cattedra Sir Thomas Adams’ Professor of Arabic. La cattedra, nata nel 1645 per “portare la fede Cristiana a coloro che ora siedono nell’oscurità”, diviene quindi il palco più importante della propaganda islamica inglese.Anche la sorella di Tarif, Randa Khalidi Fattal, riesce a ritagliarsi un ruolo di rilievo nella propaganda antisionista e filoislamica. Grazie all’appoggio paterno, dei fratelli e del marito, traduttore dall’arabo presso le Nazioni Unite, a 36 anni diventa direttore dell’Arab Information Center (AIC), considerato dal New York Magazine “a propaganda organization”. L’AIC è stato fondato e vive esclusivamente grazie ai continui finanziamenti che arrivano dai quattordici membri della Lega Araba, e con l’arrivo di Randa inizia a trattare quasi esclusivamente la questione palestinese.Fake mapNel 1967, dopo la Guerra dei Sei Giorni, l’AIC pubblica e promuove un libello, Israel Expansionism, che diviene in breve tempo una pietra miliare della propaganda arabo-palestinese. È in questa opera che troviamo, per la prima volta, la famosa sequenza di mappe relativa alle “conquiste” di Israele. Non c’è menzione dell’infame attacco dei paesi arabi a Israele accaduto pochi mesi prima, né alla Guerra del 1948. Le legittime conquiste belliche, operate da Israele in guerre difensive, sono fatte passare per sottrazioni illecite.A continuare l’opera di Walid, Tarif e Randa è rimasto Muhammad Ali Khalidi, professore di Filosofia presso la York University di Toronto (una delle più islamizzate del Canada) e autore di parecchi articoli di propaganda. In uno dei più recenti, scritto per l’IPS (l’ente fondato da zio Walid), egli scrive: “Israele ha bisogno di una guerra ogni due o tre anni per testare il suo arsenale. Come uno squalo che non può sopravvivere senza continuare a muoversi, l’apparato militare israeliano, armato fino ai denti e sempre intento a sviluppare nuovi armamenti, richiede una guerra per testare le sue capacità.”

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In Parlamento va in scena la propaganda

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 Maggio 2020

Marco Degli Angeli, consigliere regionale del M5S Lombardia: “Giorgia Meloni ha dimostrato, per l’ennesima volta, come sia capace di far politica solo prendendo i bisogni imminenti della popolazione, trasformandoli poi in mera propaganda fine a se stessa”.Una dichiarazione di guerra nei confronti del Governo, quella della Meloni, la quale ha citato a più riprese la Costituzione, gridando allo scandalo e alla privazione di un diritto fondamentale, la libertà. “Una propaganda pericolosa perché fa breccia su chi è più stanco e non ne può più, anziché analizzare ed eventualmente criticare in modo costruttivo. Questa linea politica contribuisce solo a creare confusione dimostrando un maggior interesse verso i voti che non verso il bene del Paese”. Così il consigliere pentastellato attacca aspramente la battigia populista: “Forse è bene ricordare alla Meloni gli articoli 13 e 16 della Costituzione della repubblica italiana, soprattutto quest’ultimo, che cito testualmente: Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Basta cercare voti a tutti i costi, basta creare disinformazione”.Al netto della bandiera politica c’è da augurarsi un’unica cosa: che se l’opposizione fosse stata al Governo avrebbe adottato le stesse precauzioni, lo stesso rigore e le stesse regole. “Qui non si tratta di creare consensi, ma di salvaguardare l’interesse di una nazione di cui il Governo sta cercando di occuparsi, tramite continui sostegni sia alle imprese sia ai cittadini”. Un interesse che è stato esternato anche da quei tanti sindaci, che dalle idee più liberal – populiste dei governatori che disattendono le misure del Dpcm, prendendo le distanze. Non c’è nessun complotto in atto né nessuna voglia di far fallire un Paese. “C’è solo il bisogno – sottolinea Degli Angeli – di non vanificare gli sforzi fatti da tutti noi in questi 50 e passa giorni trascorsi. C’è il bisogno di guardare quei Paese che dopo aver allentato le misure restrittive, son tornati a stringere perché i contagi sono risaliti. C’è bisogno – conclude – di ascoltare i virologi e gli esperti, quelli veri”.

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“Da Salvini solo la solita propaganda sul sostegno alle case popolari della Lombardia”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 aprile 2020

I finanziamenti sono ordinari, erano già previsti nel bilancio e non hanno nulla di straordinario Si tratta della routine regionale di sostegno degli inquilini in difficoltà economica sia nel settore pubblico, gli alloggi popolari, sia nel privato, cioè aiuti alla morosità incolpevole. L’unica misura è la sospensione dei solleciti. Ancora troppo poco.Con la propaganda non si risolvono anni di malagestione e riduzione di investimenti nell’edilizia popolare. Servono azioni concrete per tutelare il diritto alla casa e garantire agli inquilini una vita dignitosa. Accompagnerò volentieri Salvini, a emergenza finita, a fare dei sopralluoghi nei quartieri popolari di Milano e Provincia per toccare con mano il fallimento delle Politiche di centro destra in Aler”, così Nicola Di Marco, consigliere regionale del M5S Lombardia, commenta la dichiarazioni di Matteo Salvini: “Oltre 60 milioni per aiutare le famiglie in difficolta’, anche per pagare gli affitti, sospensione dei solleciti per chi non puo’ saldare il canone Aler, azzeramento delle spese per gli over 70 con redditi bassi. In Lombardia c’e’ chi specula sull’epidemia e c’e’ chi lavora. Orgoglioso della Regione che risponde con i fatti”.

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Governo. Povertà assoluta e propaganda

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 gennaio 2020

In 8 mesi la povertà assoluta è diminuita del 60%. E’ la dichiarazione del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nella conferenza di fine anno. E’ così? No. Saremmo tutti contenti di un risultato del genere, così come siamo “scontenti” di chi genera illusioni.Vediamo. Una persona è povera assoluta quando manca di beni e servizi essenziali (acqua, cibo, vestiario, abitazione). L’Istat dichiara che nel nostro Paese ci sono 5 milioni di poveri assoluti. Sull’argomento eravamo già intervenuti, contestando la definizione di povertà assoluta perché basata sulla autodichiarazione delle persone sui propri consumi, non sul reddito o sul patrimonio.
Un esempio serve a chiarire: nel 2015, gli italiani che si dichiaravano nullatenenti sono diminuiti dal 70% al 14%, dopo che dalla autodichiarazione si è passati al controllo oggettivo. Nel Sud i nullatenenti sono diminuiti dal 90% al 20%.
Applicando un analogo ragionamento, ci chiediamo come ci possono essere 5 milioni di poveri assoluti e soltanto 2,4 milioni di percettori del Reddito di cittadinanza. Urge un controllo oggettivo sulle autodichiarazioni dei poveri assoluti.
E’ altrettanto urgente verificare le dichiarazioni del premier Conte sulla riduzione del 60% della povertà assoluta. Non ci risultano statistiche ufficiali in questo senso.La povertà è un problema serio e non può essere usata a fini propagandistici.L’anno scorso Conte aveva raccontato che il 2019 sarebbe stato un anno bellissimo con il Pil, cioè la ricchezza prodotta dall’Italia, che sarebbe aumentato del 1,5%, invece, ci siamo schiantati allo 0,2%.Se questo è un premier. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Province: Fp Cgil, basta propaganda, risposte a cittadini e lavoratori

Posted by fidest press agency su martedì, 30 aprile 2019

“Sarebbe ora di finirla di utilizzare le Province per mera propaganda elettorale. Smettiamola con le strumentalizzazioni che da anni investono questi enti e diamo certezze ai cittadini, che rivendicano servizi adeguati, e alle lavoratrici e ai lavoratori, che meritano rispetto”. Così la Funzione Pubblica in merito al dibattito sulle Province, nell’aggiungere: “Invece di usare questo argomento, dandolo in pasto al tritacarne mediatico, il governo dovrebbe impegnarsi a trovare le risorse necessarie per consentire agli enti di chiudere i loro bilanci”.La Funzione Pubblica Cgil ricorda come “i prelievi forzosi applicati alle casse delle province, pari a oltre 4,3 miliardi dal 2013 a oggi, hanno prodotto una situazione di dissesto generalizzato, producendo danni ingenti sui lavoratori e sui cittadini. Servizi come, ad esempio, la manutenzione di strade e scuole in molte realtà non sono da tempo erogati, per non parlare poi del mancato pagamento di stipendi, così come di tantissimi enti in situazione di vero e proprio dissesto, vedi il caso delle province siciliane. È ora di smetterla di speculare su questi enti e di cominciare a dare risposte e certezze ai cittadini e ai lavoratori”, conclude.

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Governo: “Il tempo della propaganda è finito, ora si fa sul serio

Posted by fidest press agency su sabato, 9 giugno 2018

Il premier Conte rimetta nel cassetto slogan e banalità e con in mano l’agenda politica internazionale riconsideri avventure solitarie e sterili rispetto all’interesse nazionale.
Due appuntamenti fondamentali: il G7 di Charlevoix e il Consiglio europeo di fine giugno. Questa volta trovare un compromesso non sarà semplice, come quello che ha portato alla nascita del governo giallo-verde, ma improntato su due scenari e una variabile: il monito della Nato, per bocca del segretario generale Jens Stoltenberg, che ha avvisato l’Italia: le ‘sanzioni – alla Russia – devono restare e sono importanti’; la ridiscussione al vertice europeo del 28-29 giugno di un set di sanzioni chiave, in scadenza il 31 luglio; tensione dei rapporti tra Washington e Ue su altri temi che verranno ampiamente trattati al G7: Iran sul nucleare, clima, dazi su acciaio e alluminio, sicurezza e pace nel mondo.Non è con l’antieuropeismo che il nostro Paese riscatterà un ruolo ai tavoli che contano, la nostra deve essere una politica estera europea e atlantica, con uno sguardo alla Russia, ma nel rispetto di un percorso condiviso dai nostri alleati. l’Italia si inserisca con prudenza e autorevolezza nei prossimi consessi internazionali, senza fughe in avanti o strappi populisti. Il rischio è l’isolamento, e questo davvero non possiamo permettercelo”. Lo afferma in una nota Matteo Perego, deputato di Forza Italia. (n.r. La nostra obiezione è duplice. Una di carattere generale intesa nel fatto che ciò che si dice in campagna elettorale, e se si vincono le elezioni, deve rispondere fedelmente all’impegno governativo (e Trump negli Usa lo sta dimostrando) e secondariamente non si può continuare con la sterile logica delle sanzioni che non solo vanno a colpire chi li riceve ma anche chi le commina. Pensiamo al danno economico delle aziende italiane che tradizionalmente esportano in Russia. Come uscirne? Dialogando, ovviamente, e non creando muro contro muro. La Russia di Putin non è il paese dei demoni come noi non siamo quello dei santi.)

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No alla propaganda di guerra turca in Germania!

Posted by fidest press agency su martedì, 24 aprile 2018

L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) ha chiesto un divieto per iniziative di propaganda elettorale di politici turchi in Germania. L’APM parte dal presupposto che l’occupazione turca della regione kurda di Afrin in Siria possa giocare un ruolo centrale nella propaganda elettorale del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il quale, proprio per approfittare dell’attuale “entusiasmo pro-bellico” diffuso in Turchia, ha fatto anticipare le elezioni. Oltre che nel proprio paese, la campagna elettorale dell’establishment turco prevede iniziative anche in Germania tra i molti residenti di origine turca con diritto di voto in Turchia. Per l’APM non è ammissibile che le istituzioni tedesche permettano lo svolgimento di iniziative che glorificano crimini di guerra e l’occupazione illegale secondo il diritto internazionale condotta dalla Turchia ad Afrin. Secondo l’APM, l’illegalità e la violenza messa in atto dal regime turco non può essere accettata con il pretesto della democrazia e della libertà di espressione.
La guerra di aggressione della Turchia ha causato l’ulteriore destabilizzazione e il massiccio aumento di violenza in Siria. Più di 200.000 persone sono dovute fuggire dai carri armati turchi e dalla violenza messa in atto dalle forze turche e dai loro alleati. L’Europa a sua volta si trova ad accogliere nuovi profughi e a sostenere le spese per l’assistenza di cui i profughi hanno bisogno. Sarebbe davvero folle e controproducente premiare un guerrafondaio permettendogli di fare campagna elettorale in Germania e dandogli la possibilità di guadagnare consensi grazie ai crimini commessi.Nella guerra di aggressione ad Afrin avviata nel gennaio 2018, l’esercito turco e le milizie radical-islamiche alleate hanno attaccato l’ospedale di Afrin, bombardato civili in fuga e messo sotto assedio la città di Afrin per settimane. Si tratta di gravi crimini di guerra e di crimini contro l’umanità. Anche nel loro ruolo di forza occupante, le forze turche e le milizie alleate violano i fondamentali diritti umani della popolazione civile, commettono saccheggi, distruggono monumenti e cimiteri kurdi e hanno proibito l’uso della lingua kurda nella vita pubblica. I cristiani e gli yezidi temono ancora una volta per la loro vita, le milizie radical-islamiche obbligano la popolazione civile a seguire la sharia e le donne subiscono ancora una volta la forte e violenta limitazione dei loro diritti.

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Le botticelle a Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 6 agosto 2017

botticelle romaneRoma. Si sono alternati sotto il Marco Aurelio in Campidoglio sfidando l’afa capitale, i volontari delle associazioni Animalisti Italiani, ENPA, AVCPP-IoLibero, LAV e OIPA concludono oggi il primo ciclo di presidi in campidoglio per chiedere alla Sindaca Raggi l’abolizione delle Botticelle come promesso in campagna elettorale. I volontari, con cartelli al collo con le immagini della Sindaca Raggi e del Presidente dell’Assemblea Capitolina De Vito, hanno manifestato 82 minuti al giorno, un lasso di tempo simbolico, 82 è il numero dei poveri cavalli delle Botticelle. Le Associazioni chiedono il rispetto della Legge affinché la delibera d’iniziativa popolare per l’abolizione delle Botticelle, per la quale nel 2015 hanno raccolto oltre 10000 firme dei romani, venga portata in aula e votata.“Siamo stanchi degli annunci di botticelle elettriche, spostamenti nei parchi e soluzioni di fantasia, soltanto chiacchiere di propaganda, nessun atto concreto. Ad oggi non esiste alcun atto amministrativo, il dato oggettivo è che siamo già alla seconda estate della Sindaca Raggi e i cavalli sono ancora costretti a soffrire nel traffico, sotto il sole cocente e l’asfalto rovente, nulla è cambiato. La volontà dei romani sottoscrittori della proposta di delibera per l’abolizione delle Botticelle è stata calpestata, chiediamo che venga subito messa all’ordine del giorno dell’Assemblea Capitolina, come prevede lo Statuto di Roma Capitale”.Un piccolo spiraglio si è aperto dopo la protesta estiva in Campidoglio. Le associazioni sono state contattate dal portavoce del Presidente dell’Assemblea Capitolina per un incontro che dovrebbe svolgersi a Palazzo Senatorio nei primi giorni di settembre.Se anche quest’ultimo tentativo di dialogo dovesse fallire, le associazioni annunciano il ritorno nelle piazze romane per informare i cittadini e per raccogliere nuovamente firme per una petizione indirizzata al Capo dello Stato e al Prefetto di Roma, affinché la volontà popolare venga fatta rispettare e la delibera messa ai voti dei Consiglieri. (Claudio Locuratolo Responsabile rapporti istituzionali OIPA Roma)

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Immigrazione: provvedimento di sola propaganda

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 aprile 2017

camera deputatiRoma camera deputati. Il governo ha apposto l’ottantatreesima questione di fiducia in questa legislatura. Il mio gruppo, naturalmente, ha votato contro questa ennesima fiducia. Per motivi politici, noi siamo saldamente all’opposizione, e per motivi di merito sul provvedimento in questione”. Lo ha detto Pietro Laffranco, deputato di Forza Italia, nel suo intervento in Aula a Montecitorio durante la discussione sul dl immigrazione. “Ci sono organizzazioni non governative che favoriscono l’arrivo di immigrati clandestini nel nostro Paese, e su questo specifico punto abbiamo già chiesto al Senato un’indagine conoscitiva per capire fino in fondo il modo di operare di queste Ong. Che si faccia quest’indagine, presto e bene. L’Italia, e questo provvedimento non migliorerà il quadro, non è in grado di gestire il fenomeno dell’immigrazione clandestina, non facciamo rispettare le leggi, e quindi poi non possiamo di conseguenza chiedere all’Europa di rispettare gli accordi presi in sede comunitaria. Il governo con la richiesta della fiducia evita in questo modo il dibattito in parlamento. Non capisco, francamente, l’obiettivo politico di questo atteggiamento, quando qui alla Camera la maggioranza può contare su numeri larghissimi. Le nostre proposte sono state semplicemente cestinate e non prese in alcuna considerazione. Eppure erano tutte idee di buon senso per migliorare sensibilmente il provvedimento. La risposta del governo è stata: fiducia. Non ci sono parole. Quello che abbiamo davanti è un decreto evanescente, di pura propaganda. Minniti e Orlando hanno scritto un provvedimento che non affronta i punti nodali fondamentali: chiacchiere tante, fatti nessuno. Gli sbarchi proseguono, e le risorse, invece, sono al palo. Il governo Gentiloni ha avuto un approccio e risultati fallimentari, non ha ottenuto niente in Europa, non riesce a gestire il fenomeno in Italia. Serve autorevolezza da parte del governo affinché vada in Europa per affrontare con decisione i temi della lotta al terrorismo e della difesa dei nostri confini: non vuol dire chiudersi, vuol dire regolamentare i flussi migratori”.

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La razza nemica: La propaganda antisemita nazista e fascista

Posted by fidest press agency su martedì, 24 gennaio 2017

portico-dottaviaRoma Giovedì 26 gennaio 2017 ore 11.00 Via del Portico d’Ottavia 29 Fondazione Museo della Shoah – Casina dei Vallati si tiene la conferenza stampa con gli interventi di Mario Venezia – Presidente Fondazione Museo della Shoah Marcello Pezzetti – Curatore della mostra. In occasione della Settimana della Memoria, la Fondazione Museo della Shoah presenta presso la Casina dei Vallati, sede museale della fondazione, la mostra storico-documentaria “La razza nemica. La propaganda antisemita nazista e fascista”, a cura di Marcello Pezzetti e Sara Berger. L’esposizione si avvale del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Regione Lazio, di Roma Capitale, dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, del CDEC, Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea e della Comunità Ebraica di Roma. E’ realizzata, inoltre, con l’organizzazione generale di C.O.R. Creare Organizzare Realizzare e con il contributo di ACEA, dei collaboratori tecnici Istituto Luce Cinecittà e dell’Archivio Centrale dello Stato.
Manifesti, fotografie, oggettistica, giornali e riviste dell’epoca, la maggior parte dei quali inediti, insieme a documentari, film e corti di animazione, saranno esposti alla Casina dei Vallati dal 30 gennaio al 7 maggio 2017.
Per comprendere come sia stato possibile che centinaia di migliaia di “uomini comuni” abbiano potuto partecipare attivamente alla persecuzione e all’uccisione della minoranza ebraica dell’intera Europa, è necessario esaminare quale ruolo abbia avuto la propaganda antisemita nella Germania nazista e nell’Italia fascista. In tale ottica, la mostra analizza a fondo le ragioni, le dinamiche, le forme, i contenuti e i protagonisti di tale fenomeno. Al termine della conferenza stampa avrà luogo una visita in anteprima della mostra riservata ai giornalisti tenuta dai curatori Marcello Pezzetti e Sara Berger.

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Quanto costa inviare 4 milioni di lettere? Chi paga realmente?

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 novembre 2016

uffici postali“Ribadiamo le domande: come ha fatto il Partito Democratico a pagare le 4 milioni di lettere inviate dal premier agli italiani all’estero? Il Pd può caricare sul proprio sito la fattura dell’avvenuto pagamento? Siamo proprio sicuri che Poste Italiane possa accettare i pagamenti di un partito per una spesa affrontata da un diverso committente (Palazzo Chigi)? Viceversa, se il Pd ha gestito anche l’invio delle lettere, il che sarebbe davvero gravissimo e penalmente rilevante, chi ha fornito il partito dell’indirizzario dell’Aire? Dopo anni di assoluta indifferenza Renzi ha scoperto l’esistenza degli italiani all’estero. Prima facendo iniziare improvvisi viaggi della Boschi oltre oceano e ora con questa clamorosa gaffe della lettera ai 4 milioni di connazionali. Peccato però che nella lettera non abbia detto che gli stessi destinatari saranno privati del diritto di voto al Senato, visto che di fatto la riforma mantiene la Seconda Camera, ma priva gli italiani all’estero dei loro rappresentanti. A queste domande, che Fdi ieri ha posto per per prima, dovrà rispondere il presidente del Consiglio, e la magistratura alla quale faremo un esposto”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli. (n.r. E’ davvero sorprendente che solo ora ci si accorge dei quattro milioni di italiani che vivono all’estero mentre in passato è stato fatto di tutto per ignorarli e umiliarli nei loro diritti. Nella nuova costituzione che si vuole osannare per via plebiscitaria con il si ci sarà sempre meno spazio per loro e dopo i clamori di questa sceneggiata la politica di Renzi li ricaccerà nell’oblio. Ricordiamo l’insegnamento gattopardesco adottato da Renzi: tutto cambiare per nulla cambiare perché il potere che si chiede è solo finalizzato a svendere l’Italia agli intrallazzatori di turno.)

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M5S Lombardia stoppa tentativo PD di uso pro referendum sede istituzionale

Posted by fidest press agency su sabato, 8 ottobre 2016

regione lombardia“Un momento di formazione dedicato in particolare ai responsabili dei “Comitati per il sì” della Lombardia” è questa l’iniziativa che il PD Lombardo ha organizzato per l’8 ottobre prossimo, nonostante sia vietato utilizzare le sedi istituzionali per iniziative legate alla campagna elettorale. Il M5S ha sollevato la questione ottenendo lo stop all’iniziativa.
Per Eugenio Casalino, consigliere regionale del M5S Lombardia: “La scuola Renzi-Boschi sull’uso spregiudicato di organi e istituzioni ha numerosi proseliti dalle parti del PD Lombardo, ma le regole esistono e vanno rispettate. E’ scandaloso che volessero usare il Pirellone per preparare la loro propaganda ingannevole su una riforma che non serve a nulla se non a far rimanere a galla questo indegno governo, che ha svenduto la Costituzione ai grandi gruppi economici di potere internazionale. Sfruttare le Istituzioni per fare propaganda di partito è indegno”.

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Alfano fa solo “propaganda”?

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 settembre 2016

alfano“Non ci abitueremo mai al candore con cui Angelino Alfano mente clamorosamente in tema di sicurezza e, soprattutto, in tema di Poliziotti e altre Forze dell’Ordine. Ancora una volta ieri abbiamo letto le sue menzogne e di presunti turn over sbloccati, di investimenti per le dotazioni e le risorse delle Forze dell’Ordine, di ‘strumenti particolari’ che qualcuno secondo lui ci invidia, di sicurezza percepita che è talmente ‘alle stelle’ da aver incentivato il turismo! Pura propaganda di regime. Eppure, una bugia ripetuta all’infinito finisce per essere percepita come verità, ma questo non è accettabile quando in ballo c’è il diritto alla sicurezza dei cittadini, nonché le sorti e la stessa dignità degli Operatori del Comparto. Ecco perché sarebbe giusto ed onesto che Alfano si confrontasse pubblicamente su certi temi con chi può smentirlo e non ha paura di farlo per asservimento politico o per qualsiasi altra convenienza, come accade purtroppo nel caso di altri colleghi. Quando Alfano risponderà pubblicamente a ciò che noi siamo in grado di dire in tema di sicurezza, di condizioni del Comparto e dei suoi Appartenenti, allora i cittadini sapranno a chi poter credere. Intano non fanno altro che credere ai loro sentimenti di abbandono e di paura dovuta al fatto di sentire lo Stato lontano dai loro veri bisogni e dalle loro reali necessità,come testimoniano chiaramente le continue proteste di piazza”.
Questo il commento di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, ad alcuni passaggi sul tema della sicurezza dell’intervista al Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, pubblicata ieri da Il Tempo.
“La realtà sotto gli occhi di tutti, purtroppo, è ben altra – insiste Maccari -. E’ fatta di carenze gravissime e di disfunzioni che ancora ci assillano e non ci consentono di stare accanto ai cittadini come vorremmo e come potremmo. Gli Operatori di Polizia fanno tutto ciò che è nelle loro possibilità con sacrifici ed investimenti del tutto personali, ma combattono con la mancanza di strumenti minimi di tutela, come può essere un banale spray antiaggressione in libera vendita da anni, o un ancor più banale gps che non obblighi i reparti anticrimine ad accorrere sui luoghi di servizio con l’ausilio dei propri telefoni privati per raggiungere l’obiettivo o altrimenti a chiedere indicazioni ai passanti, e la lista degli altri esempi che potrei fare è davvero molto molto lunga. I colleghi che lasciano il servizio sono tuttora rimpiazzati con un numero pari alla metà, visto che il turn over è fermo al 51%, e quelli in servizio si trovano a dover affrontare criminali di ogni risma in qualsivoglia circostanza ad un’età che li dovrebbe vedere al massimo impiegati dietro a una scrivania a dare il loro prezioso contributo di esperienza ma certo non di più. La sicurezza percepita dalla gente non ha mai conosciuto una soglia così bassa, e non è un caso se non facciamo che leggere titoli che parlano di gente perbene finita nei guai nel disperato tentativo di difendersi da sola da una delinquenza sempre più sfrontata e violenta che gli invade le case e la vita, per non parlare di quella che reagisce esasperata a problemi come l’immigrazione incontrollata che sono gestiti in maniera assolutamente dilettantistica. L’addestramento, le dotazioni e soprattutto gli strumenti di tutela e di garanzia degli Appartenenti alle Forze dell’Ordine su cui possono contare i colleghi all’estero ci fanno impallidire dalla vergogna e dall’invidia, perché in Italia non abbiamo neppure una tutela legale e quando finiamo nei guai, come accade spesso per via dell’ovvia e scontata volontà di tutti di vendicarsi o di farci del male, dobbiamo arrangiarci da soli e persino quando veniamo assolti ci vediamo pignorare la casa per le spese in attesa che qualcuno si degni di rifonderci anche solo un misera cifra. In Italia ancora non abbiamo protocolli operativi e neppure norme specifiche che garantiscano la dignità e la serietà del lavoro che svolgiamo, ma anzi dobbiamo fare i conti con le continue ‘pugnalate’ che ci riserva un sistema in cui veniamo trattati come servi invece che come Servitori, ed ogni occasione è buona per criminalizzarci e tentare di punirci a prescindere o limitare ogni diritto e ogni libertà delle persone che stano dentro alla divisa”. “Caro Alfano – conclude il Segretario Generale del Coisp -, l’unica cosa che veramente il mondo ci invidia sono gli uomini e le donne che appartengono alle Forze dell’Ordine e che hanno una storia, una volontà, una tenacia, un senso del dovere e del sacrificio che non ha pari. I risultati che arrivano puntuali, la lotta incontrastata al crimine, la prevenzione di cui tanti politici ottusi si riempiono la bocca senza sapere cosa costa, dipendono unicamente dal valore di quegli uomini e quelle donne. Quelli cui non si fa altro che continuare a mentire ma che ormai hanno ben capito come stanno le cose”.

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Referendum: Renzi “indecente?”

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 settembre 2016

costituzione1“Non c’è limite all’indecenza di Renzi, il nostro (si fa per dire) presidente del Consiglio. Gioca con la data del referendum, la colloca prima o dopo la sua Leopolda, cioè la usa semplicemente a fini propagandistici per prendere tempo, per giocarla sul fronte della legge di stabilità, dell’Europa, per la sua propaganda interna”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala a Montecitorio.
“Matteo Renzi è semplicemente indecente, non ha in nessuna maniera il senso dello Stato, questo referendum è un appuntamento importante per la vita democratica del nostro Paese. Lui ci gioca. Non è accettabile. Prima aveva detto ottobre, poi novembre, adesso pare dicembre. Ho ricordato che l’ultimo giorno utile potrebbe essere addirittura il 25 dicembre, il giorno di Natale”.
“Poco male, tanto vinceranno i ‘no’. Poco male, tanto lui gioca, più aumentano i ‘no’. Forza Renzi, continua a giocare, a fare propaganda, a comprarti il consenso con i soldi che non hai. Continua a fare questo e i ‘no’ ti sommergeranno, ti asfalteranno”, ha concluso Brunetta.

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Movimento cinque stelle: Non si fa anticorruzione con la propaganda

Posted by fidest press agency su domenica, 31 luglio 2016

regione lombardia“Scandalo dentiere, rimborsi pazzi, assessori inquisiti ed ex assessori arrestati, l’anticorruzione di Maroni è una sòla. Arac, l’autority anticorruzione strombazzata dal Presidente è stata “candeggiata” per evitare l’incostituzionalità: non sarà un’autority ma un’agenzia, non avrà autonomia, non assicurerà azioni di contrasto alla corruzione ma, è scritto nella legge, avrà solo il compito di contribuire ad assicurarle. L’Arac non avrà poteri, ma solo funzioni. Tra queste, la diffida agli enti, il cavallo di battaglia di Maroni, è stata cancellata. Risultato: un ente assolutamente inutile che avrà a disposizione un milione di euro, che poteva essere destinato all’attività di anticorruzione regionale. Tutte le competenze dell’ente millantato da Maroni esistono già nella legislazione nazionale o regionale. Lo ribadiamo: non si fa anticorruzione con la propaganda e istituendo un ente vuoto ma andava finanziato il Comitato di trasparenza degli appalti e, come abbiamo chiesto e ottenuto con un ordine del giorno all’assestamento del bilancio, reso più forte il Comitato scientifico antimafia regionale.L’anticorruzione nella sanità lombarda resta una pantomima: molte AST e ASST non si sono ancora dotate di piani e responsabili anticorruzione. Alcuni enti regionali copiano e incollano i piani e li piazzano sui loro siti. E questo è tutto. Il dilagare dell’illegalità nella macchina amministrativa lombarda merita ben più di ARAC. Certo, senza nessuna volontà politica non si aprono come scatolette di tonno le stanze dei bottoni. L’esempio che può fare la politica è quello di allontanare chi è sotto processo dai propri partiti”, così Silvana Carcano, consigliere regionale del M5S Lombardia, nel corso della discussione delle legge sulle Nome sulle procedure della programmazione in Consiglio regionale oggi che introduce modifiche a ARAC.

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Tasse e propaganda

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2015

La Casa Rosa

La Casa Rosa

«L’eliminazione dell’Imu sulla prima casa praticamente per tutti è un provvedimento con cui il Governo di Matteo Renzi sembra strizzare l’occhio alle scadenze elettorali della primavera 2016: siamo sostanzialmente nell’ambito della propaganda e della ricerca spicciola di consenso. La tassazione sull’abitazione non può non tenere conto delle capacità reddituali di ciascun proprietario: lo impone un criterio di equità sociale da cui non si può prescindere».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università La Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA. «Il fatto che, secondo quanto riportato nella Legge di Stabilità, verranno escluse da questa agevolazione i castelli o le grandi ville non può ovviamente bastare – prosegue Simoncini -. Ridurre la fiscalità sul bene rifugio per eccellenza degli italiani è certamente auspicabile per gli appartenenti alle fasce di reddito medio-basse, perché potrebbe dare un impulso prezioso al rilancio dei consumi interni del Paese. Allo stesso tempo, però, chi gode di uno status economico-finanziario agiato è giusto che continui a pagare l’Imu anche sulla prima casa: per gli appartenenti a fasce di reddito alte, infatti, questa tassa non costituisce un problema; mentre, ad esempio, potrebbe esserlo per chi si trovasse a ereditare una prima abitazione di pregio pur non avendo un reddito equivalente. Va dunque necessariamente varata una forma di tassazione progressiva che abbia come doppio criterio di applicazione il tipo di abitazione posseduto e il reddito percepito. Senza dimenticare l’opportunità di portare finalmente a compimento la revisione del catasto: ciò consentirebbe di sanare una situazione anomala che si trascina da decenni, con case di lusso sottoposte a tassazioni inferiori rispetto a normalissime abitazioni di periferia. La riforma, a lungo sbandierata, sembra sia stata definitivamente messa da parte: l’auspicio è che il Governo torni sui propri passi».

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Ricordo della liberazione di Predappio

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 ottobre 2011

birthplace of Benito Mussolini in Predappio, t...

Image via Wikipedia

Era il 28 ottobre 1944 quando le truppe del Secondo corpo d’Armata polacco inquadrate nei ranghi dell’Ottava Armata Britannica prendevano ufficialmente possesso di Predappio, quei soldati che avevano risalito la penisola combattendo valorosamente da Montecassino ad Ancona fino a Bologna e che lasciarono ufficialmente Forlì il 15 novembre 1947. E non fu di certo un caso che la liberazione del paese natale di Mussolini sia stata fatta coincidere con l’anniversario della “marcia su Roma”del 28 ottobre 1922. Quel 28 ottobre acquistò un potente valore simbolico che venne esaltato dalla propaganda di guerra come segno del destino; anche se a Predappio si ricorda che di fatto la liberazione avvenne già alcuni giorni prima.Oggi, A 67 anni di distanza, ricordare questo anniversario non è soltanto rendere un doveroso tributo di riconoscenza alla memoria di tutti coloro che, con il loro sacrificio e, spesso, a costo della loro vita, hanno gettato le basi per quella convivenza civile, più umana e più giusta nelle quali le generazioni successive hanno avuto la fortuna di vivere. E’ anche il momento per ricordare che libertà, democrazia, pace, rispetto dell’uomo e tutela dei diritti umani, non sono qualcosa che, conquistato una volta, è acquisito per sempre; al contrario, sono valori che per essere conservati esigono una azione quotidiana, giorno dopo giorno, per procedere avanti sulla via del progresso, della tolleranza e della democrazia. Ma la questione non è chiusa. Come ha faticosamente fatto la Germania col suo passato, anche noi, a Predappio, dobbiamo riconoscere tutta la nostra storia, compresi i crimini compiuti dentro e fuori i confini nazionali. Smettendo di usare la Storia in modo strumentale – per motivi politici contingenti – ed allo stesso tempo rispondendo seriamente a tutti i tentativi di rimozione o giustificazione di un passato che non è possibile giustificare, ma che anzi è da ricordare, affinché non si ripeta.E ci indigniamo di fronte a quei nostalgici che si ostinano a rivendicare con orgoglio il proprio passato di fascisti, che ogni anno indicono il 28 ottobre una processione per le vie del paese per celebrare quel 28 ottobre 1922. A Predappio, i predappiesi, vogliono ricordare e commemorare il 28 ottobre, sì, ma il 28 ottobre del 1944. E ai giovani che, citando Bertold Brecht, sono “scampati a quei tempi bui”, a loro che non hanno, come me, conosciuto la tragedia del fascismo e della guerra, ma che hanno avuto la fortuna di conoscere, ascoltare, dialogare con i testimoni diretti di quei fatti, a loro, o meglio a noi, sta ora ricordare. Senza retorica, con onestà, senza se e senza ma, aperti ad ogni ricerca. Ricordare e trasmettere il ricordo alle generazioni che verranno. Affinché i morti per la libertà siano sì, ormai, sepolti, ma restino vivi ed attuali i valori che li motivarono ed il loro messaggio di dignità e democrazia.
(Chiara Venturi)

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Missioni estero: mancano risorse

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2011

“La discussione che si sta sviluppando sulla chiusura o meno delle missioni internazionali a cui partecipa l’Italia sotto l’egida dell’ONU o della NATO con un considerevole numero di uomini e mezzi e semplicemente inutile perché il vero problema, a pochi giorni dalla scadenza della legge che le ha autorizzate fino al 30 giugno prossimo, è quello di reperire le risorse necessarie che non ci sono. Quelli che leggo anche oggi sono quindi i soliti annunci di propaganda che cercano di rabbonire la Lega ma che non tengono conto che oltre l’80percento degli Italiani è contrario alle missioni internazioni e alle guerre mascherate, in particolar modo Afghanistan e Libia, che ci sono costate un enormità di soldi, e la prima anche di vite umane. Le dichiarazioni delgli esponenti politici della Difesa riferite ai tagli di bilancio effettuati mi sembrano alquanto lacunose dal momento che si è dimenticato di dire che quelli fatti alla Difesa hanno riguardato quasi esclusivamente il trattamento economico del personale e l’ordinaria gestione dei mezzi mentre sono incrementate le spese per gli armamenti e per le missioni all’estero. I 700 milioni di euro che sono già stati spesi per la guerra contro la Libia e che non erano stati preventivati sono stati presi dai fondi ordinari della Difesa e questo significa che – come già si vocifera – dovranno essere tagliati quelli riferiti agli straordinari che comunque il personale dovrà effettuare ugualmente, o alle indennità di missione, per i ruoli non direttivi e non dirigenti. Vi è la necessità – urgente- di reperire le risorse per rimettere in moto l’economia e quindi mi auguro che le dichiarazioni circa la riduzione dei contingenti impiegati all’estero e quelle della necessità di una soluzione diplomatica della guerra con la Libia avanzate in questi giorni da esponenti di Governo non siano la solita propaganda fatta da chi in questo momento sembra sempre più agonizzante e non in grado di gestire gli eventi.” (Lo dichiara Luca Marco Comellini – Segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm).

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Essere ciò che non siamo

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2011

In questi ultimi anni gli italiani continuano ad essere “plagiati” da una propaganda ossessiva e deformante riguardo molti aspetti della vita. Pensiamo al nostro innato senso di ospitalità e di solidarietà per i più deboli e le vittime allorchè siamo messi alla prova da una propaganda “martellante” che li fa passare per criminali e violentatori tanto che se vediamo una zingara per strada siamo portati a toccarci il portafoglio nel timore d’essere borseggiati, o se vediamo un gruppo di giovani di colore o dagli occhi a mandorla ci giriamo e ci rigiriamo a guardarli passare pronti a cogliere un gesto di ostilità e persino se il nostro panettiere è del Bangladesh, il fruttivendolo è egiziano e il barista è cinese ci sorprendiamo con un gesto di stizza pensando ai nostri figli disoccupati. Non vi è dubbio, ovviamente, che tra gli immigrati vi siano persone inaffidabili così come lo sono gli autoctoni che militano nella malavita organizzata o in quella di quartiere. Va, tuttavia, precisato che il problema è spostato erroneamente tra la gente mentre la sua soluzione va ricercata in altri ambiti. Ricordo una mia inchiesta di qualche anno fa in Romania dove mi fu detto che la recrudescenza della delinquenza rumena in Italia dipendeva dal fatto che un gran numero di soggetti pericolosi preferivano scegliere l’Italia per via delle sue leggi permissive e se colti in flagrante avevano comunque la possibilità di farla franca. E’ qui sta proprio il punto. Non si tratta, beninteso di scomodare parole quali giustizialimo e garantismo per avere un’idea del come è ridotta la giustizia nel nostro paese dove se si pensa a riformarla lo si fa solo per evitare che un noto personaggio possa finire nelle sue grinfie. Una società evoluta fonda i suoi principi nel rispetto delle regole, nella certezza della pena e nell’uguaglianza dei cittadini ad essere giudicati da una magistratura indipendente dagli altri poteri dello stato. Noi per essere chiari abbiamo bisogno di una giustizia ad intervento rapido per raggiungere una sentenza in tempi, ma è una cosa diversa dal processo breve che intendono ammannirci. In altre parole se le indagini della procura possono essere ottenute nel giro di qualche mese perché non è possibile ridurre i tempi processuali per ottenere una condanna altrettanto veloce? In definitiva se  commetto un reato e so che le probabilità d’essere arrestato sono elevate devo anche sapere che nel giro di sei mesi al massimo un giudice potrà arrivare ad un sentenza definitiva di assoluzione o di colpevolezza. E’ questo il vero nodo della questione, non altri. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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La “sinistra” dietro il nulla

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2011

“Ecco l’ennesima dimostrazione che conferma quello che è sotto gli occhi di tutti da tempo. E’ finita l’epoca del buonismo e delle passerelle, degli amministratori dall’immagine patinata che non combinano niente. I cittadini non si fanno incantare dai bei discorsi e anche a livello provinciale smascherano una sinistra dietro la cui aria saccente ci sono soltanto vuoto e propaganda. Il sondaggio che boccia Nicola Zingaretti attesta la condanna di una attività finta ed inutile, che rappresenta il panegirico del nulla, esattamente come è stato per  Francesco Rutelli e Walter Veltroni nell’epoca lunga e disgraziata in cui hanno governato Roma”. Lo dichiara in una nota il presidente della Commissione Sicurezza di Roma Capitale Fabrizio Santori, commentando i dati forniti dal sondaggio di Fullresearch che registra la perdita di dieci posti del presidente della Provincia di Roma, che dal diciannovesimo scende in soli sei mesi al ventinovesimo gradino. “Tutta l’attività della Provincia di Roma  si riduce a spot pubblicitari, convegni, dibattiti e critiche gridate, demagogiche e senza senso contro il lavoro quotidiano, puntiglioso e duro che svolgono le amministrazioni locali di centro destra, a cominciare dalla giunta di  Roma Capitale. Invece di chiacchierare il presidente Zingaretti si guardi intorno e faccia qualcosa, per esempio cominci a sistemare gli edifici scolastici delle scuole superiori che sono di competenza provinciale e che continuano invece senza sosta a cadere a pezzi in ogni angolo del territorio”, conclude Santori.

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