Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘proposta’

La proposta alla crisi è nell’agricoltura

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 settembre 2018

Ancora una volta – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – è stato detto ai cittadini di Taranto che si sarebbe trovato un modo per interrompere quel legame di dipendenza che collegava la città all’Ilva, ma ancora una volta queste premesse sono state disattese.Quel che non si vuol proprio comprendere – continua Tiso – è che ad aver fallito non è solo il tentativo di gestione di una grande impresa dedita alla produzione e alla trasformazione dell’acciaio, ma l’attuazione di un intero modello di sviluppo basato sul ricatto e sulla contrapposizione tra il diritto al lavoro e il diritto alla salute.
Come Confeuro – prosegue Tiso – rimaniamo convinti che la vera risposta alla crisi di Taranto sia nell’agricoltura; e cioè nella riconversione degli impianti siderurgici, nell’utilizzo del porto e nello sviluppo delle tante qualità paesaggistiche ed enogastronomiche della città ionica. Per riuscire a raggiungere risultati come questi, però, è necessario investire risorse economiche, forze politiche e determinazione, solo in questo modo si può trasformare Taranto nell’emblema di un altro modello: quello proposto dall’agroecologia e dalle sue pratiche di produzione agricola.Dopo i tanti decenni nei quali i cittadini di Taranto hanno sopportato di vivere e lavorare nella città responsabile della produzione del 20% della diossina europea – conclude Tiso – meritano sicuramente molto di più di soluzioni deboli e superficiali; ed è per questo che va proposto loro di far parte di una vera e propria rivoluzione ecologica che guardi soprattutto alle tante possibilità determinate dall’abbracciare il mondo agricolo.

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Bilancio Ue: proposta irricevibili

Posted by fidest press agency su sabato, 5 maggio 2018

La proposta della Commissione Ue per far quadrare il bilancio 2021–2027 – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – è oggettivamente irricevibile e rappresenta un clamoroso passo indietro rispetto all’idea di crescita e progresso che dovrebbe essere parte integrante delle prospettive del vecchio continente.A pesare in questa proposta è soprattutto la forte riduzione (del 5%) dei fondi Pac e l’ulteriore svalutazione del ruolo strategico del comparto agroalimentare. Sono infatti decenni che gli agricoltori vengono accecati con promesse mirabolanti che non si traducono mai in azioni tangibili.Il taglio dei fondi Pac – continua Tiso – è inaccettabile anche per due ulteriori ragioni: la crescita demografica che vedrà la popolazione mondiale sfiorare i 10 miliardi di persone nel 2050 (dati Onu) e l’utilizzo delle risorse sottratte alla Pac per voci come mobilità dell’esercito, armi e difesa che non fanno altro che agitare ancora una volta dei preoccupanti venti di guerra. Come Confeuro – conclude Tiso – utilizzeremo tutte le nostre forze per esporre la nostra forte contrarietà alla proposta di bilancio presentata dalla Commissione Ue, infatti su questa partita non ci sono in gioco solo caselle da riempire con dei numeri, ma l’idea stessa di Europa.

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Scuola – Contratto: la proposta dell’Aran è irricevibile

Posted by fidest press agency su martedì, 23 gennaio 2018

ministero-pubblica-istruzioneMettendo a confronto gli stipendi, si evidenzia che a fine carriera il gap negativo dei nostri docenti rispetto a quelli della media Ue è di circa il 20%. Eppure l’impegno in classe è quasi identico: alla primaria, ad esempio, in Italia il numero di ore annue in cattedra è solo del 5% in meno. Perché poi in Germania i compensi annui dei docenti sono quasi il doppio rispetto ai nostri? E Il nuovo contratto è a dir poco deludente, visto che non risolve nulla né sul piano stipendiale né normativo. Anzi, si rischia di peggiorare la situazione.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): L’Aran ha in serbo di inserire tra le ore obbligatorie funzionali all’insegnamento nuovi compiti, in cambio di aumenti farsa. Non va meglio per chi comincia a insegnare, il cui compenso è inferiore del 6,5% rispetto a quanto si percepisce per lo stesso lavoro nell’area Ocse. Ora, l’Aran con il nuovo contratto cerca di introdurre delle norme che tendono ad assimilare l’opera di chi insegna nella scuola ad un lavoro impiegatizio. Dalla bozza di nuovo contratto collettivo nazionale, inoltre, non si recepiscono le sentenze della Corte suprema sulla parità di trattamento tra personale precario e di ruolo, né si elimina il raffreddamento della carriera nelle ricostruzioni attuate per il personale di ruolo. Addirittura, si attribuiscono appena 220 euro netti di arretrati per il 2016 e il 2017 ed aumenti di soli 40 euro netti per il 2018: è una cifra ridicola, addirittura tre volte inferiore all’aumento del costo della vita registrato dopo il blocco decennale degli stipendi. Qualsiasi proposta di aumento dell’orario lavorativo e di mansioni senza risorse aggiuntive, va rispedita al mittente. Per questo insistiamo con i ricorsi in tribunale, confermando la mobilitazione del personale che, anche per altre motivazioni, porterà il nostro sindacato scioperare due volte nelle prossime settimane e a scendere in piazza il 23 marzo per una grande manifestazione nazionale.Anief ricorda che è ancora possibile recuperare 2.654 euro di arretrati, incrementati dei primi due mesi del 2018 indebitamente sottratti, e a partire da settembre 2015, come ha confermato due anni fa la Corte Costituzionale: basta consegnare il modello di diffida predisposto dall’Anief, attraverso cui recuperare almeno 270 euro di aumento, da suddividere in due parti uguali: la prima sulla mancata assegnazione dell’indennità di vacanza contrattuale, la seconda di effettivo incremento. Ancora per pochi giorni, infine, è possibile candidarsi come Rsu dell’Anief, compilando on line la scheda sul portale Anief.La scuola è sempre più al centro degli interessi del Paese: imperversano i numeri e anche questi ci dicono che gli stipendi sono troppo bassi. In queste ultime ore, è stato infatti riproposto l’ultimo rapporto Ocse, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico con sede a Parigi, che ogni anno nel suo rapporto Education at a glance mette a confronto i sistemi educativi dei 35 Paesi membri. A farlo è stato il quotidiano Il Messaggero, che ha ricordato il numero di ore passate dai docenti dietro la cattedra, in classe con gli alunni, da cui emerge “un impegno leggermente inferiore a quello medio dell’area Ocse”. Ad esempio, “nella primaria il confronto è di 752 ore contro 794”.
Il disavanzo di ore si scopre che è veramente minimo: dividendo l’impegno per le 33 settimane minime di didattica annuale, emerge infatti che i nostri maestri insegnano tra una e due ore a settimana in meno. Se il gap si colloca attorno al 5%, allora è normale guadagnare meno? Niente affatto, perché la differenza economica rilevata è eccessiva: a dirlo è la stesso Ocse, che mettendo a confronto gli stipendi a fine carriera evidenzia il differenziele economico dei nostri docenti rispetti a quelli dei singoli Paesi e delle media Ue. A fronte di un impegno in classe quasi identico, a fine carriera il compenso dei nostri docenti è in media circa del 20% in meno. Con alcuni Paesi, come la Germania, dove sono quasi doppi rispetto ai nostri.“Senza contare tutte le altre ore obbligatorie funzionali all’insegnamento – incalza Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – che ora l’Aran vuole innalzare, inserendovi nuove mansioni in cambio di aumenti farsa. Non va meglio per chi comincia a insegnare, il cui compenso annuo medio è inferiore del 6,5% rispetto a quanto si percepisce per lo stesso lavoro nell’area Ocse. Invece di cercare di ridurre la forbice, con il nuovo contratto si mantiene l’attuale assetto generale. Anzi, cercando pure di introdurre delle norme che vogliono assimilare chi insegna nella scuola ad un semplice impiegato”.Anche secondo la rivista Orizzonte Scuola, “la premessa necessaria è che nel contratto di lavoro degli insegnanti italiani, a parte le 40+40 ore destinate alla partecipazione a collegi docenti e consigli di classe, non viene messo nero su bianco quante sono le ore destinate all’attività lavorativa al di fuori dell’orario di cattedra . E questo complica tantissimo le cose. Né si prevedono miglioramenti in tal senso nel nuovo Contratto, in queste settimane oggetto di trattative tra ARAN e sindacati”. Il nuovo contratto, infatti, non contiene nulla di buono.“Di fronte a queste condizioni – conclude Pacifico – il nostro sindacato si oppone senza se e senza ma: qualsiasi proposta di aumento dell’orario lavorativo e di mansioni senza risorse aggiuntive, va rispedita al mittente perché è irricevibile. Che cosa c’è da contrattare? Per tale motivo insistiamo con i ricorsi in tribunale, confermando la mobilitazione del personale che, anche per altre motivazioni, porterà il nostro sindacato scioperare due volte nelle prossime settimane e a scendere in piazza il 23 marzo per una grande manifestazione nazionale”.

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Vitalizi. La proposta Richetti è una bufala: Costerebbe di più al contribuente

Posted by fidest press agency su domenica, 24 dicembre 2017

Matteo_RichettiSembrerebbe un controsenso, poiché l’intento del proponente era di tagliare i vecchi vitalizi (i vitalizi non ci sono più dal 2012). L’occasione per ritornare sull’argomento è data dalla dichiarazione dello stesso Richetti, che lamenta “Provo vergogna nel vedere il Senato che non dà corso ad una legge già approvata dalla Camera (anche dal M5S).
La proposta Richetti, infatti, prevede il ricalcolo, con il sistema contributivo, dei vecchi vitalizi, adattandolo a quello dei lavoratori dipendenti statali.A smontare la proposta Richetti ci pensa la dott.ssa Antonietta Mundo, una delle massime esperte in sistemi previdenziali e attuariali, già ai vertici dell’Inps, coautrice del libro “L’inganno generazionale”, che nella relazione (38 pagine), depositata al Senato a settembre scorso, afferma che si “…genera un aumento degli oneri finanziari per le Camere che non sembra essere stati valutati appieno al momento della presentazione del DdL (proposta Richetti, ndr)”. Aumento degli oneri finanziari significa un ulteriore prelievo di soldi dalle casse pubbliche, cioè dalle tasche del contribuente.Da ultimo, proprio in questi giorni, è giunta una nota degli uffici del Senato che è una vera e propria tegola in testa al deputato Richetti: ricalcolare i vecchi vitalizi con il sistema contributivo, attuato per i dipendenti statali, comporterebbe una restituzione di soldi ai parlamentari per circa 300 milioni! Com’è possibile? Semplice la spiegazione: i contributi previdenziali dei lavoratori non sono tassati mentre i contributi dei parlamentari, versati per avere il vitalizio, sono stati tassati, quindi, la tassazione va restituita.Insomma, il deputato Richetti non sa far di conto. Per le festività gli regaleremo un pallottoliere.(Primo Mastrantoni, segretario Aduc) (foto: matteo richetti)

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Contratto statali: per i militari la proposta del Governo è insufficiente e irrispettosa

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

Marianna_MadiaLa proposta unilaterale del Governo di destinare 85€ lordi medi mensili a tutto il pubblico impiego, compreso il personale militare del Comparto Difesa, risulta insufficiente e non rispettosa del gravoso ruolo oggi svolto da questa compagine.Il personale del Comparto Difesa attende il rinnovo del contratto dal 2010 e in questi 7 lunghi anni molte cose sono cambiate per il sistema Difesa e per la sicurezza del Paese. I militari delle FF.AA., infatti, sono sempre più impiegati in attività specifiche che esulano dal tradizionale campo di intervento. Mentre per tutto il pubblico impiego, il blocco economico ha rappresentato la stagnazione nella retribuzione di provenienza, per il personale delle FFAA, ha significato un fermo retributivo capace di minare la motivazione e lo spirito di sacrificio che questo tipo di attività richiede.L’atipicità delle attività svolte dal personale militare debbono essere quindi sostanziate anche attraverso questo contratto, il primo utile dopo l’emanazione della norma sulla specificità.Il Cocer, in una propria delibera approvata all’unanimità il 7 novembre, ha chiesto che le risorse allocate dovranno essere corrisposte in misura omogenea su un emolumento avente carattere fisso e continuativo rappresentativo delle diverse specificità del personale del Comparto Difesa anche mediante una fiscalità di vantaggio che permetterebbe al Governo di garantire più retribuzione con le stesse risorse allocate. Per dare quindi pieno valore all’impegno già assunto, è essenziale un ulteriore sforzo del Governo per trovare risorse capaci di garantire un intervento strutturale che sancisca definitivamente il riconoscimento della specificità del Comparto a giustificazione di un impiego diverso e continuo prodomo al raggiungimento degli obbietti che i Vertici Militari promettono e garantiscono al Paese.Lo dichiara Alfio Messina, Delegato Cocer Comparto Difesa. (foto: Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione)

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Una proposta di legge che fa discutere: Jus soli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 agosto 2017

camera deputati“Non è più tempo di dichiarazioni di principio, bisogna discutere in concreto del testo di legge oggi sottoposto all’esame delle Camere. In tale contesto di concretezza, è inaccettabile che, anziché ricercare l’effettività del sentimento e della cultura nazionale, la proposta della maggioranza si limiti a mappare un arido punteggio-premio che a tutto conduce fuorché ad una meritata cittadinanza”. Lo dichiara il deputato di Forza Italia Francesco Paolo Sisto che aggiunge: “Le strumentalizzazioni del governo e della sinistra, anche a prescindere dal delicatissimo momento internazionale e dalle ultime preoccupanti notizie che vorrebbero il nostro Paese come prossimo obiettivo per un attacco jihadista, appaiono frutto di un vero e proprio ‘colpo di sole politico’”.

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Legge elettorale: Proposta Forza Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 27 maggio 2017

urne-vote“Rispetto al testo base proposto dal relatore Fiano, il Gruppo Forza Italia della Camera dei deputati – dopo un approfondito lavoro portato avanti dal sottoscritto insieme ai colleghi Occhiuto, Sisto, Fontana, Calabria, Centemero e Ravetto, in costante contatto e coordinamento con il presidente Silvio Berlusconi – ha presentato oggi in Commissione Affari costituzionali 4 proposte emendative tese a introdurre nel sistema di elezione della Camera e del Senato le caratteristiche principali che connotano il sistema di elezione tedesco, ovvero un sistema in grado di offrire agli elettori il diritto di avere corrispondenza tra il numero dei parlamentari e i voti espressi.Gli emendamenti modificano il testo base introducendo una ripartizione proporzionale dei seggi, corretta da una soglia di sbarramento al 5 per cento su base nazionale, sia alla Camera che al Senato. Il territorio è diviso in 27 circoscrizioni alla Camera e 20 al Senato; abbiamo altresì proposto la possibilità di un ulteriore ripartizione in collegi plurinominali (50 alla Camera e 30 al Senato). Il Trentino Alto Adige diventerà una circoscrizione come tutte le altre, e concorrerà al riparto proporzionale.Per le liste è previsto un duplice sistema di candidature: saranno 308 i candidati singoli che concorreranno all’interno di collegi uninominali, affiancati da un listino (con massimo 6 candidature) che vale per l’intera circoscrizione (o, in alternativa, per il collegio plurinominale). Il cittadino avrà la possibilità di esprimere un voto unico, diretto e personale in favore del candidato prescelto nel collegio uninominale e della lista, in un unico turno e su un’unica scheda.La proposta è inoltre accompagnata da ulteriori disposizioni tese all’introduzione di norme antibrogli, per garantire la regolarità del voto nelle sezioni elettorali, e alla modifica del voto all’estero, per un sistema di voto espresso non più per corrispondenza, ma direttamente all’interno di seggi predisposti nel territorio dalle rappresentanze diplomatiche e consolari. Siamo convinti che questo sia il sistema in grado di garantire in modo corretto ed equilibrato rappresentanza e governabilità”.

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La terra dove è nato Buddha: una proposta culturale e turistica

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

nepalNepal, la terra dove è nato il Buddha. Situato nel cuore dell’ Asia e protetto dalle alte vette himalayane, racchiude al suo interno quattro differenti realtà protette da Unesco come patrimonio dell’umanità. La misteriosa terra nepalese è uno scrigno di tesori naturali e architettonici. La fitta jungla del Sud, le vette aguzze del Nord e le grandi vallate dell’Est fanno da sfondo ai quattro gioielli del Nepal. Quattro realtà protette da Unesco, collegate da un’asse immaginario che attraversa il Paese. Si parte dal Sud, con l’area di Lumbini, divenuta sito Unesco nel 1997 per la sua fondamentale importanza nella storia umana. Infatti qui , nel V secolo a.C., nacque Siddhartha Gautama, figlio della regina Maya. Siddhartha prese il nome di Buddha ed oggi è considerato il fondatore del buddhismo. Ogni anno sono moltissimi i fedeli che si recano in visita nella zona, considerata una delle quattro tappe fondamentali in cui pellegrinare dai buddhisti.Spostandosi a Est nei pressi del confine meridionale si incontra un altro sito protetto da Unesco: il parco nazionale di Chitwan, un polmone verde in zona subtropicale ricco di flora e fauna: 68 specie di mammiferi, 644 tipi di uccelli, 125 di pesci e 56 piante endemiche. La direzione del parco è particolarmente attenta a proteggere animali a rischio quali il rinoceronte unicorno, tigri, gaviali tanto da debellare completamente i tentativi di incursioni dei bracconieri. Facilmente raggiungibile dai turisti, il parco è organizzato per offrire svariate possibilità di attività: safari a dorso di elefante, giri in canoa, bird watching e escursioni a piedi.A Nord Est del parco è situato l’insieme dei sette siti Unesco della valle di Kathmandu, che si sviluppa in maniera circolare intorno alla grande capitale del Nepal. Quest’area è un punto di incontro fra buddhismo e induismo ma anche tra le tradizioni del passato e le ambizioni del futuro. Secondo la leggenda questa zona un tempo era un grande lago, trasformato in una vallata dal colpo di spada di Manjushri, bodhisattva della conoscenza, cha avrebbe aperto una gola nei pressi della collina di Chobar nella quale le acque del lago sarebbero defluite permettendo alla valle di svilupparsi. Grazie alle grandi ricchezze della valle l’area si è naturalmente sviluppata attraverso i secoli come il centro politico del Nepal. Kathmandu fino al 2006 è stata la sede del Re e quindi presenta tutte quelle caratteristiche tipiche di una citta regale: templi l ussuosi e palazzi imponenti che si alternano a strette vie che brulicano di vita, mercati e tuc tuc, i tipici taxi locali. I 7 siti protetti da Unesco nella valle rappresentano la raffinata cultura artistica che le famiglie imperanti hanno incoraggiato e promosso con opere di vera bellezza estetica ma che rappresentano in straordinaria armonia una integrazione sincretica di antiche pratiche autoctone con significati simbolici.Con una solenne cerimonia si purificazione celebrata dai monaci buddhisti con una spettacolare puja, il celebre stupa di Boudhanath è stato riportato a tutto il suo splendore e completamente risanato dopo i danni del terremoto del 2015. Uno dei più grandi al mondo con una altezza di 36 metri, lo stupa di Boudhanath è stato riconosciuto patrimonio dell’umanità nel 1979 e tornerà nuovamente un sentito luogo di culto per i numerosi fedeli buddhisti del Paese e una attrattiva imperdibile per i visitatori internazionali. Gli altri 6 siti della valle sono la Durbar square di Kathmandu, la cittadina di Patan, la cittadina di Bakhtapur, il tempio buddhista di Swayambhunath e quelli induisti di Pashu Patinath e Changu Narayan.A ricordare la presenza in territorio nepalese di 8 dei 14 ‘ottomila’ del mondo, Unesco ha incluso nella lista dei patrimoni il parco del Sagarmatha – nome nepalese del Monte Everest – che sovrasta il territorio al confine settentrionale con il Tibet e che comprende decine di altre vette oltre i seimila metri disegnando uno skyline all’orizzonte di cime aguzze talvolta di facile accesso altre volte con una esposizione elegantemente imponente, snella e impervia, disegnate da una abile mano superiore. Popolato dalla forte etnia sherpa dedita ad accompagnare escursioni e ascensioni, il parco si estende dai 2900 metri del portale di entrata di Lukla agli 8848 metri della vetta dell’Everest con una natura che rapisce l ‘anima. Ogni villaggio ha il suo tempio buddhista più o meno grande e alcune sedi di cerimonie religiose che lasciano al visitatore un’emozione a cui non si resiste. Vi trovano rifugio alcune specie a rischio come i leopardi delle nevi e i panda rossi. (foto: nepal)

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Sgravi fiscali per il Sud: Ci risiamo!

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2015

padoan“La proposta del ministro Padoan di sgravi fiscali per il Sud è esattamente la ricetta più volte proposta dal Nuovo Centrodestra, in particolare anche da me. Al Sud serve più Stato e politiche che favoriscano lo sviluppo e rilanciare Infrastrutture, turismo e agricoltura”. A dirlo è Gioacchino Alfano, sottosegretario di Stato alla Difesa e coordinatore regionale in Campania del Nuovo Centrodestra. “E’ necessario, infatti, – conclude – favorire gli investimenti industriali con una riduzione del carico fiscale per le imprese e con la concessione di un credito di imposta per gli investimenti produttivi. Il Mezzogiorno, come nel dopoguerra, deve tornare a essere un fulcro dello sviluppo italiano. La condizione di arretratezza del Sud è la conseguenza di fallimentari politiche assistenzialiste e clientelari che non hanno stimolato lo sviluppo”. (n.r. Quante volte abbiamo sentito la stessa musica? Non sarebbe il momento di prima fare e poi dire? Pensiamo alle migliaia di miliardi di lire spese dalla Cassa del Mezzogiorno di antica memoria per l’industrializzazione del Meridione e oggi, più che mai, il risultato e sotto i nostri occhi. Il tutto si può sintetizzare con una sola parola: Un disastro. (foto: fonte il foglio)

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Case sfitte a migranti?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2015

fuga migranti2Fatuzzo (PP): assurda la proposta del Presidente dell’Unione comunità islamiche d’Italia, che ha proposto l’utilizzo delle case non occupate , da parte di immigrati ed italiani, con problemi alloggiativi. Questo signore e quelli che la pensano come lui, bene farebbe a non cercare di risolvere dei problemi, con i beni altrui- così ha dichiarato il segretario nazionale del Partito Pensionati, Carlo Fatuzzo – Il nostro settore edilizio è in piena crisi, il mercato immobiliare è semplicemente “comatoso” e proposte del genere, rendono ancora più critica la situazione del “mattone”. Sino a qualche anno fa, la “casa” era una sorta di bene rifugio ed in tanti investivano, si costruiva, c’era lavoro. Oggi tutto è fermo. Tante volte gli alloggi sono sfitti, perché abbisognevoli di importanti lavori di ripristino ed il proprietario non ha le risorse necessarie, oppure non affitta l’alloggio, perché , troppo spesso vi sono affittuari che, a causa della perdita di lavoro o altra causa, non riescono più a pagare l’affitto ed il proprietario ,per tornare in possesso della sua proprietà, deve affrontare lunghi e costosi iter. Chi ha risparmiato una vita – ha rimarcato Fatuzzo – ha il sacrosanto diritto ad investire i propri risparmi, come e dove meglio crede. Il Partito Pensionati non ritiene che la proprietà sia un “furto” , ma il risultato di lavoro, sacrificio e rinunce . Facile proporre di risolvere i problemi, con le tasche degli altri, di chi, ha lavorato una vita ed ha ritenuto investire il proprio guadagno. In Italia, come in altri Paesi europei, sta prendendo piede la vergognosa pratica dell’occupazione abusiva, degli alloggi altrui . I fatti poi dimostrano che per il proprietario è difficilissimo rientrare in possesso di quanto è suo, se non dopo lungo tempo, quando è fortunato, e dopo aver speso somme considerevoli. Secondo “taluni” il proprietario di un alloggi – ha sottolineato Fatuzzo -, ha solo doveri : pagare tasse di tutti i tipi e specie, riparare gli alloggi ecc. , quasi che sacrificarsi una vita , per disporre di un capitale,piccolo o grande che sia, fosse una colpa, un grave reato.La solidarietà, il problema della casa ecc. , devono essere affrontati dalle Istituzioni, non possono essere scaricati, demagogicamente, su chi ha lavorato e sempre pagato tasse e balzelli. La proprietà-ha concluso Fatuzzo- va tutelata ed il lavoro di una vita o, addirittura, di più generazioni, va rispettato.

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Indovina chi viene a cena?

Posted by fidest press agency su domenica, 28 settembre 2014

ProfughiUna proposta per vincere l’insofferenza verso gli stranieri: ospitarli presso le famiglie romane, con rimborso di 30 euro al giorno. “Se il proponimento non fosse vero, si potrebbe pensare a una battuta umoristica, una vignetta, una boutade e invece, ministero dell’Interno e Roma capitale stanno riflettendo sul serio, cercando di mettere in atto tale insensato piano, finanziato con i soldi dei contribuenti. Non è così che si risolve il problema immigrazione, anzi si incentiva”. Lo sostiene il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato. “In tempi di crisi delle famiglie sembra quasi una provocazione, un invito a mantenersi dando rifugio a un immigrato, magari rifugiato, pensando di fargli del bene. E’ umiliante e vergognoso, sia per i cittadini che per i migranti. Come si può pensare di sostituire i criticati centri di accoglienza con le famiglie? – incalza Maritato – Ė pura follia. Invece di risolvere il problema alla radice, con politiche internazionali di programmazione e prevenzione, si scarica tutto sulle spalle dei cittadini, magari attratti dalla magra elargizione statale e costretti, con il ‘ricatto’ dell’obolo, ad accettare una condizione che potrebbe creare molti più problemi di quanti non ne risolva. Il ‘buonismo’ d’accatto non ha mai giovato a nessuno. Piuttosto si facciano avanti coloro che predicano bene e razzolano male, sostenendo la bontà dell’integrazione senza fornire strumenti perché questa si realizzi”, conclude il presidente di AssoTutela.

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I deputati spingono i ministri UE ad adottare la Garanzia per i giovani

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 gennaio 2013

Il sistema della “Garanzia per i giovani”, disegnato affinché nessun giovane nell’UE rimanga senza un lavoro, un percorso d’istruzione o un tirocinio per più di quattro mesi, ha ricevuto il forte sostegno del Parlamento mercoledì. I deputati hanno votato una risoluzione che invita i ministri del lavoro dell’UE a trovare un accordo – entro febbraio – su una raccomandazione del Consiglio che preveda l’introduzione di questo sistema in tutti gli Stati membri.”Non cerchiamo di forzare la creazione di posti di lavoro, ma di mettere in moto degli strumenti che diano ai giovani una possibilità ed evitino di perdere una generazione”, ha detto la presidente della commissione occupazione Prevenche Berès (S&D, FR), nel dibattito di lunedì.L’obiettivo dei sistemi di “garanzia per i giovani”, si legge nella risoluzione, è assicurare a tutti i cittadini legalmente residenti nell’UE sotto i 25 anni di età e ai neolaureati under-30 una buona offerta di lavoro, un nuovo percorso di studi o un periodo di apprendistato entro quattro mesi dall’inizio della disoccupazione.La risoluzione è stata adottata con 546 voti a favore, 96 contrari e 28 astensioni.Il Parlamento ha già richiesto due volte l’adozione di questi sistemi e sostiene fermamente la proposta della Commissione europea per una raccomandazione del Consiglio per introdurre questi sistemi in tutti gli Stati membri.
I sistemi di garanzia per i giovani, sostengono i deputati, dovrebbero poter accedere ai finanziamenti europei, in particolare al Fondo sociale europeo (FSE), su cui si dovrebbe quindi concentrare il 25% dei fondi strutturali dell’UE.
Il Parlamento richiede inoltre alla Commissione di aiutare quegli Stati membri in difficoltà economiche, affinché tutti possano adottare la garanzia.
La disoccupazione giovanile nell’UE ha raggiunto una media del 23,7% nel novembre 2012. In Italia, il tasso dello stesso mese era del 37,1%, mentre in Paesi come la Grecia e la Spagna supera il 50%.

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Una garanzia per i giovani

Posted by fidest press agency su domenica, 27 maggio 2012

Nel 2010, il Parlamento aveva proposto a Commissione e Consiglio di creare una “garanzia europea per i giovani”, sulla base di progetti già esistenti in alcuni Stati membri come l’Austria, per offrire ai giovani il diritto a un lavoro, un apprendistato o una combinazione dei due, dopo 4 mesi di disoccupazione.Nella risoluzione, i deputati si compiacciono della decisione della Commissione di dare seguito alla loro proposta e di presentare al Consiglio un piano sulle garanzie per i giovani entro la fine del 2012. L’Aula chiede pertanto ai governi nazionali di adottare la proposta entro la fine del 2012.

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Il governo fa le battute mentre i cittadini piangono

Posted by fidest press agency su domenica, 20 maggio 2012

Greyhounds make great pets too

Greyhounds make great pets too (Photo credit: Wikipedia)

La famigerata proposta di una tassa su cani e gatti che ne prevedeva l’istituzione da parte dei comuni, dopo la proposta del PDL nel 2008 era approdato alle commissioni prima di essere presentato in Parlamento e dopo le dichiarazioni del Sottosegretario Polillo che “la condivideva in linea di principio e la levata di scudi da parte di associazioni e di numerosi parlamentari fa “Dietrofront”. Lo stesso Sottosegretario Polillo dichiara che la sua “era solo una battuta nei confronti di un Deputato che l’aveva proposta”. Battute? In questi momenti? Ma come sono spiritosi i nostri governanti. Meglio così comunque, mi domando solo come si possa giocare o anche solo dire dichiarare di giocare . Siamo alla follia. I cani o i cosiddetti animali d’affezione sono spesso un sostegno sociale a persone anziane o sole e tassarne la proprietà è un atto che considero folle soprattutto in un momento in cui stanno aumentando i suicidi per questioni finanziarie e per questioni legate alla sopravvivenza ed all’abbandono dell’Essere Umano. Il cane è un componente del nucleo familiare, richiede un impegno dai suoi possessori ma da anche tantissimo in termini affettivi. Quindi no a questa tassazione e si a maggiori risorse o meglio ad un migliore loro utilizzo per creare spazi di sgambatura accessibili a tutti e non solo nelle zone periferiche, si alla guardia medica veterinaria, si ad un codice deontologico dei possessori di cani, si ad una cultura per una città più pulita, si a tante cose che spesso costano nulla e fanno la differenza. Auspico che terminati i tempi delle “Battute” si torni ad una politica fatta per la gente, scevra da uniche questioni di bilancio e che tenga conto sempre di più della centralità del Cittadino come essere Umano e non come semplice voce o numero di un bilancio da risanare.

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Il manifesto del libero pensiero

Posted by fidest press agency su domenica, 1 aprile 2012

Rome - Italy, Vittoriano Gruppo de "Il Pe...

Rome - Italy, Vittoriano Gruppo de "Il Pensiero", Giulio Monteverde. Photo taken from Piazza Venezia. (Photo credit: Wikipedia)

Lavoratori dipendenti, disoccupati, studenti, pensionati costituiscono la maggioranza assoluta degli italiani, ma quanto valgono elettoralmente? quanto un due di briscola, ovvero niente.
Vanno solo spremuti dal fisco, dal caro vita, dalle tasse locali. E questo perché? Perché sottostanno alla logica del “divide et impera” e molti di essi si accontentano di vivacchiare all’ombra dei potentati di turno compiacendosi di qualche briciola del loro pasto.
Niente di personale, ovviamente. Si sa bene che ognuno tira l’acqua al suo mulino, ma perché questa benedetta acqua non la “tiriamo anche noi?”
Ma come fare per essere credibili? E con quali partiti? A questi cruciali interrogativi la nostra proposta diventa ardita. La possiamo formulare a dispetto degli sbarramenti che si prevedono con la prossima legge elettorale se riusciamo ad essere uniti votando i movimenti che si riconoscono in questo manifesto non per fini ideologici ma in nome del diritto alla vita e a vivere.
Sono inscindibili. Se noi riconosciamo il diritto alla vita dobbiamo al tempo stesso considerare quel che ne segue: la tutela in tutti i nostri passaggi esistenziali: l’assistenza sanitaria, l’istruzione, il lavoro, la difesa delle categorie disagiate, per un tetto sotto cui ripararsi, il cibo per alimentarsi e la sicurezza ambientale e personale.
Una vita, quindi, che si deve spendere per la comunità e che la comunità ricambia con servizi considerati primari. Perché non è accettabile che il 20% degli abitanti possa beneficiare del 70% delle risorse mondiale mentre il restante 80% deve accontentarsi del 30%.
E’ questa la vera sfida che ci distingue e che sarebbe normale e scontata se non vi fossero i soliti approfittatori, speculatori, avidi e perversi che fanno del bene comune un bene ad personam ovvero esclusivo. Non crediamo più alle logiche partitiche che si assegnano ruoli di destra, di centro e di sinistra. Esistono, in realtà solo due linee di tendenza: tra chi ha e chi è.
E su questo ci giochiamo la partita del nostro essere. Se saremo in tanti, se diventiamo maggioranza potremo garantire sia la nostra scelta sia quella degli altri perché il diritto alla vita e al vivere appartiene a tutti. Sono gli altri che non ci credono. Sono gli altri che devono cedere il passo alla ragione.
(Il coordinatore dei promotori del Manifesto Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Roma: cartelloni abusivi

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 dicembre 2011

A.S. Roma

Image via Wikipedia

Il Sindaco Alemanno ha scelto ancora una volta la stampa per denunciare pubblicamente “cartellopoli” e quella che lui stesso ha definito la mafia delle affissioni abusive. Meglio tardi che mai, anche se sono anni che, nonostante i nostri appelli, dal governo capitolino sono arrivati solo spot. E’ chiaro che buona parte delle responsabilità sono da attribuire all’inerzia e all’incapacità dell’Assessore Bordoni ad affrontare con decisione una questione così spinosa che per anni a Roma ha penalizzato coloro che agiscono legalmente, che pagano puntualmente le tasse e rispettando le norme. Nonostante gli ampi poteri in materia affidati a Bordoni, è dovuto intervenire il Sindaco che, grazie anche all’indagine della Polizia Municipale, ha lanciato l’allarme. Ma era sufficiente ascoltare i colleghi dell’Aula Giulio Cesare, che da tempo segnalano che Roma è diventata una maxi bacheca per annunci pubblicitari. Se a questo aggiungiamo anche “tavolino selvaggio” e il dilagare dell’abusivismo commerciale, ci chiediamo per quale motivo Bordoni sia ancora titolare del commercio nella capitale e non abbia lasciato l’incarico. Chiediamo pertanto la convocazione urgente della Commissione preposta per affrontare una volta per tutte la spinosa questione ed individuare strategie nuove e mirate per sanare questa piaga che da troppi anni affligge Roma. (On. Gianfranco Zambelli)

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Giochi per Natale

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 dicembre 2011

E' arrivato Babbo Natale

Image by 'Brizio via Flickr

Quest’anno gli italiani giocheranno anche on-line iscrivendosi a siti come NetBetCasino.it che nelle prime due settimane di dicembre ha già registrato un incremento del 20% del numero dei giocatori. A livello nazionale i giocatori dimostreranno una particolare predilezione per la Roulette che si colloca al primo posto con il 30% delle preferenze, per il Poker al secondo posto con il 29% e per il Black Jack che si attesta al 24%. «Proprio per Natale e per i giorni immediatamente successivi si prevede il più elevato picco di giocatori in rete di quest’anno» commenta Kenny Ibgui, amministratore delegato di BPG, società proprietaria della piattaforma http://www.NetBetCasino.it, leader nel settore dei giochi da casinò su Internet per l’Italia. Con il Natale il settore dei giochi su Internet si appresta a vivere la fase centrale del nuovo corso e si prevede che tutti gli operatori registrino un boom di iscrizioni. Le feste natalizie sono il periodo ideale per giocare e divertirsi, approfittando anche delle numerose promozioni, come quelle proposte da NetBetCasino.it che ha lanciato proprio per il periodo di Natale promozioni e bonus per festeggiare in grande stile.

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Una proposta passata sotto silenzio

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 novembre 2011

Fiore nello Stagno

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Abbiamo scritto giorni fa una lunga lettera al Presidente Monti proponendogli la costituzione di un dipartimento nell’ambito della Presidenza del Consiglio avente come solo obiettivo quello di recuperare le risorse e di individuare gli sprechi per porvi riparo. Un compito non difficile se si pensa che come ha già fatto “striscia la notizia” di casi del genere ve ne sono ad iosa: ospedali, metropolitane, centri assistenziali, carceri ecc., costruiti e poi abbandonati ma anche uffici pubblici nella Capitale, per non dire altrove, che sono sotto utilizzati o che usano personale in eccedenza o mal distribuito. Un dipartimento che secondo il nostro orientamento nascerebbe a costo zero riguardo il personale e che potrebbe autofinanziarsi per potenziare il suo ruolo “indagatore” riscuotendo il 10% delle somme introitate dal recupero degli sprechi. Non avrebbe altro compito che quello di individuare e segnalare alle autorità competenti le anomalie accertate e seguire i correttivi che potranno essere adottati per favorire il recupero delle strutture o il miglior utilizzo dei servizi e del personale. Nello stesso tempo potrebbe diventare un mezzo per accogliere le segnalazioni che provenissero dai cittadini e per accertare in loco la veridicità e l’eventuale gravità de fatti indicati. Questo segnificherebbe anche rendere più sensibile il governo alle istanze che provenissero dal territorio e dimostrare la sensibilità nel dare loro un certo riscontro attraverso una verifica adeguata. Un tempo, ma non molti anni fa, bastava un articolo di giornale che segnalasse una disfunzione nei servizi resi al pubblico della amministrazioni centrali per far intervenire un ispettore del ministero competente per accertare la situazione. Oggi si possono scrivere decine di articoli, formulare migliaia di proteste ma il risultato è l’assenza totale dello Stato e delle amministrazioni locali. Questa insensibilità, alla fine, si ritorce a danno delle istituzioni e che il cittadino vede sempre più come uno strumento repressivo e vessatorio. Un esempio classico lo riscontriamo proprio con la nostra proposta, considerato che il Presidente del consiglio o chi per esso si è guardato bene da accennare a un qualche riscontro sia pure interlocutorio. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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A rischio il federalismo

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 settembre 2011

Da comuni, regioni e province parte una protesta unitaria contro la Manovra di agosto: non solo il provvedimento, che ha iniziato l’iter parlamentare, sembra far tramontare il federalismo fiscale, ma mette a serio rischio default Regioni e Asl, già tartassate dalla Manovra di luglio. Secondo l’emendamento presentato settimana scorsa in commissione Bilancio del Senato, il taglio dei trasferimenti previsto dal provvedimento sarà ridotto di 1,8 miliardi di euro, contro i 3 miliardi inizialmente promessi. La soluzione trovata dal Governo sarebbe quella di destinare agli enti locali gli introiti della Robin Hood tax, l’addizionale Ires applicata alle aziende energetiche, con un meccanismo per altro non automatico: il ministero dell’Economia dovrà prima accertare i maggiori introiti per poi girarli agli interessati. Lo sconto non piace ai rappresentanti di Regioni, Anci e Upi, che vedono compromessa l’erogazione di servizi fondamentali per i cittadini: dall’assistenza sanitaria, al welfare, alle infrastrutture. Per oggi sono, infatti, previsti una serie di incontri con Renato Schifanie tutti i capigruppo del Senato e la partecipazione unitaria alla manifestazione contro la Manovra. Tra le forme di protesta, il sistema delle autonomie sta pensando alla consegna al Governo dei contratti di servizio con Trenitalia e le aziende di trasporto locali, dato che non è più in grado di onorarli. Mercoledì invece i governatori si danno appuntamento per presentare una proposta di riforma sui costi delle istituzioni. (fonte farmacista33)

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Ci fai e ci sei

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2011

Il Comune di San Lazzaro di Savena promuove, insieme ai Comuni di Pianoro, Ozzano e Monghidoro, “Ci fai e ci sei”, concorso di idee per la valorizzazione della creatività giovanile. Possono partecipare al concorso i giovani tra i 16 e i 29 anni, residenti nei Comuni di San Lazzaro di Savena, Pianoro, Ozzano e Monghidoro, singolarmente (con un progetto da realizzare nel proprio comune di residenza) o aggregati in gruppi informali, con una sola proposta. Sia i singoli che i gruppi possono presentare una sola proposta progettale Le idee-progetti devono essere presentate per e-mail entro le ore 18 del 30 settembre 2011
I progetti dovranno essere realizzati entro il 31 maggio 2012 e non possono avere scopo di lucro. I promotori dei progetti dovranno necessariamente partecipare alle riunioni organizzative previste per la realizzazione delle idee progettuali finanziate. In particolare, per il Comune di San Lazzaro di Savena il progetto potrà essere un qualsiasi prodotto software (applicazione, modulo, template, ecc..) od oggetto multimediale compatibile con gli strumenti tecnologici più diffusi: da un’applicazione in java, php o altro linguaggio di programmazione, a un oggetto flash, un template grafico, un idea di sviluppo. In quest’ultimo caso, l’idea e la schematizzazione del progetto, dovrà comunque essere analizzata per una sua effettiva realizzazione da parte di soggetti terzi. Il bando ed altre informazioni sono disponibili su http://www.informagiovanni.it.(san lazzaro)

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