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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘proposte’

Scuola: Le proposte di Anief al prossimo governo

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

Il presidente nazionale dell’Anief, Marcello Pacifico: “Il nuovo esecutivo potrebbe fare tanto per la scuola, in particolare per adeguare l’organico di fatto a quello di diritto”
L’implosione del governo gialloverde mette a rischio alcuni provvedimenti relativi al comparto Istruzione. In particolare sono destinate a un nulla di fatto tutte le promesse relative all’accordo pre-elezioni europee dello scorso aprile fra il Ministero dell’Istruzione e le altre organizzazioni sindacali, a cominciare dagli aumenti di stipendio per il personale della scuola. Non tutto è perduto, però, nel senso che Anief rilancia le proprie proposte al prossimo esecutivo, di transizione, o di scopo nell’ambito di questa legislatura.Lo spiega nel dettaglio il presidente nazionale Anief Marcello Pacifico, in un intervento radiofonico a Italia Stampa: “Il prossimo esecutivo potrebbe fare alcune determinazioni, ad esempio per la riapertura delle GaE e il doppio canale di reclutamento, per consentire agli idonei dei vecchi concorsi di essere assunti nelle altre regioni e, in generale, per adeguare l’organico di fatto all’organico di diritto”

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USB presenta a Palazzo Chigi le proposte per il Sud

Posted by fidest press agency su martedì, 30 luglio 2019

L’Unione Sindacale di Base ha partecipato nel pomeriggio di ieri a Palazzo Chigi al tavolo organizzato dal governo sulle politiche per il Sud. Queste in sintesi le proposte avanzate da USB:
Lavoro: piano per allargare la capacità assunzionale degli enti locali, in deroga al patto di stabilità. Clausola del 34% degli investimenti in conto capitali per la PA destinati al Mezzogiorno, da investire in opere utili e messa in sicurezza del territorio, con l’introduzione di una clausola sociale che tuteli l’inserimento di lavoratori meridionali nei futuri appalti.
Scuola: ristrutturazione e rilancio dell’edilizia scolastica, asili pubblici gratuiti, recupero dell’evasione e dispersione scolastica, aumento degli insegnanti anche di sostegno, diminuzione del numero degli alunni per classe, tempo pieno almeno al 50% in tutte le scuole
Sanità: investimenti pubblici nel sistema sanitario anche per evitare l’emigrazione sanitaria verso altre regioni, ristrutturazione ed ampliamento offerta sanitaria pubblica in tutti i sensi.
Sociale: investimenti pubblici per le infrastrutture sociali a partire dai nidi (rispetto degli accordi di Barcellona del 2006, per garantire il 33% della copertura di asili nido 0-3 anni per numero di bambini nelle regioni del sud), passando per i servizi per i disabili, i minori a rischio, gli anziani, piani di formazione per i giovani e le donne, fino ai centri antiviolenza per le donne.
Trasporti: reti ferroviarie moderne, porti, potenziamento del trasporto pubblico urbano. Rafforzamento della rete delle autostrade del mare tra i porti del Sud e il completamento di alcune linee ferroviarie strategiche come la Napoli-Bari o la Bari-Brindisi-Taranto.
Energia: reti energetiche all’insegna del risparmio energetico e promozione delle fonti rinnovabili.
Ambiente: investimenti massicci nel risanamento ambientale anche urbano in Puglia, Campania, Calabria, terre di sversamenti di rifiuti tossici industriali; sostegno e promozione di una gestione dei rifiuti premiale all’insegna della raccolta differenziata spinta. Valorizzazione dei beni ambientali, culturali e storici di cui tutto il Sud è ricco, con stimolazione del turismo anche ecosostenibile.
Sport: impianti sportivi pubblici e gratuiti a partire dai quartieri più degradati e disagiati delle grandi aree metropolitane capaci di attrarre i giovani fin dall’età scolare e sottrarli alla cultura della strada e della criminalità.
USB chiede anche la ricostruzione della governance dei Fondi strutturali europei, poiché è inaccettabile che a fronte delle ingenti risorse economiche disponibili, le regioni del Mezzogiorno continuino ad avere incapacità di spesa di quelle risorse che i cittadini stessi hanno contribuito ad alimentare. Chiediamo che vengano previste forme di controllo sull’operato delle amministrazioni pubbliche regionali da parte dei cittadini e pretendiamo che Regioni e Ministeri mettano in campo corsi gratuiti di formazione, di progettazione e gestione di progetti a valere sui fondi strutturali. Accedere a tali fondi è impensabile per coloro che non hanno risorse per pagarsi corsi che sul mercato hanno costi inaccessibili.

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Scuola e P.A.: Anief chiede 15 importanti modifiche in audizione in Senato per il personale della scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 5 febbraio 2019

Tra le proposte: utilizzo risorse RDC per salario minimo nei rinnovi contrattuali del pubblico impiego e per recupero IVC 2016-2018, estensione quota 100 alla data di conversione in legge, flessibilità tra età anagrafica e contributiva per requisiti minimi, esonero dalla Fornero per il personale scolastico, estensione carattere gravoso a tutti i docenti e della rateizzazione a 80 mila euro dell’onere dei contributi da riscatto e della platea del personale interessato (50 anni), limite dell’1,5% della tassazione dell’importo di finanziamento per la liquidazione ed estensione della detassazione TFS a 76 mila euro.
Il giovane sindacato è stato ricevuto in audizione (presenti Daniela Rosano e Chiara Cozzetto dell’Ufficio legislativo della Segreteria nazionale) dalla XI commissione Lavoro per proporre modifiche al decreto-legge n. 4 del 28 gennaio scorso, che apre per il prossimo triennio una “finestra” per andare in pensione a 59 anni con “Opzione Donna” e tutti a 62 anni. Alla luce della peculiare situazione dei lavoratori del comparto dell’istruzione e della ricerca, le proposte emendative prevedono:
l’utilizzo delle risorse del reddito di cittadinanza anche per agganciare i nuovi aumenti contrattuali all’aumento del costo della vita, per il biennio 2019/2020 a fronte di quanto stanziato nella legge di stabilità e l’indennità di vacanza contrattuale al 50% dell’aumento del costo della vita, al netto degli aumenti contrattuali già definiti o da definire per il triennio 2016/2018;
di consentire il pensionamento anticipato a chi matura i requisiti entro la data di conversione in legge del decreto, fermo restando per la scuola la possibilità di andare in pensione al 1° settembre se maturati entro il 31 agosto;
di accedere a quota 100 “a prescindere dall’età anagrafica o dall’anzianità contributiva, calcolando esclusivamente la somma dei due indicatori”, così da poter andare in pensione anticipata anche con 40 anni di servizio e 60 anni di età;
di far valere le disposizioni precedenti all’approvazione della riforma Fornero per tutto il personale della scuola visto il lavoro usurante;
di allargare a scuola primaria e secondaria l’accesso ad Ape Social e a tutti l’agevolazione sui periodi non coperti da contribuzione;
di estendere il riscatto agevolato della laurea passando dai 45 anni di età anagrafica a 50 anni; di rivedere a 76 mila il limite dell’importo di finanziamento generale ed individuale per la liquidazione del trattamento di fine servizio con una tassazione all’1.5%.
Marcello Pacifico (Anief): sono modifiche giuste per un testo che accogliamo con favore, dopo aver lottato per anni nei tribunali quanto già all’indomani della riforma Fornero chiedevamo attenzione per quota 96 del personale della scuola. Oggi il Governo si è finalmente accorto degli errori di una legge che ci aveva allontanati dall’Europa dove si va in pensione a 63 anni con il massimo dei contributi, che fu approvata per ragioni di cassa ma anche per coprire i tanti baby pensionamenti e privilegi avvenuti negli anni passati. La ratio degli emendamenti se condivisa dalla maggioranza giallo-verde non potrà che migliorare un testo che tanti aspettavano.

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Pums: Campidoglio, oltre 4mila proposte dei cittadini

Posted by fidest press agency su domenica, 13 Mag 2018

Dal tram su via Cavour a quello su viale Marconi, dal rilancio della ferrovia Roma-Giardinetti, alla tranvia piazzale del Verano-stazione Tiburtina, fino al proseguimento della metro C. Queste sono alcune delle infrastrutture votate dai cittadini e inserite nel Piano urbano della mobilità sostenibile come obiettivi dell’Amministrazione.Si è chiusa la prima fase di ascolto sul sito Pums con l’arrivo di oltre 4mila proposte da parte dei cittadini e la pubblicazione sul portale di circa 3mila idee. Tra queste 760 dedicate al trasporto pubblico, 480 al tema ciclabilità e più di 200 per le isole ambientali. Nei mesi della consultazione si sono registrati oltre 30mila contatti al portale e più di 20mila voti espressi. I risultati della consultazione online sono stati presentati in conferenza stampa presso l’Università di Roma Tor Vergata, una scelta non causale dato che una delle opere inserite nei programmi dell’Amministrazione è il prolungamento della Roma-Giardinetti fino all’ateneo della Capitale.Secondo la Sindaca di Roma, Virginia Raggi, le proposte e le votazioni registrate sul portale del Pums dimostrano il desiderio dei cittadini di contribuire al cambiamento della mobilità su Roma. I tecnici hanno già iniziato a lavorare a tutte le idee presentate e a stilare una lista di interventi e progettazioni. All’interno del nuovo piano della mobilità sostenibile vi sono i cosiddetti punti fermi, opere infrastrutturali identificate, come necessarie per cambiare radicalmente l’immagine di Roma e recuperare il gap infrastrutturale. In primo piano figurano collegamenti metropolitani, opere tranviarie e ciclabili. Particolare attenzione è riservata ai tracciati del trasporto pubblico. I cittadini si sono espressi e hanno indicato le loro priorità, obiettivo è renderli protagonisti del cambiamento. Per l’assessore alla Città in Movimento, Linda Meleo, le proposte pubblicate sul sito sono eterogenee e riguardano soprattutto le infrastrutture urbane, la ciclabilità e il trasporto pubblico locale. Attenzione particolare è stata data anche alle isole ambientali; fra le più votate figurano Pigneto e Ostia Antica. Di fondamentale importanza i progetti legati alle opere tranviarie, ciclovie e i prolungamenti metro. Una volta terminata l’analisi di fattibilità tecnica, il Pums prenderà la sua forma definitiva. Tutte le opere scelte in base a criteri specifici andranno poi a formare la nuova piantina della mobilità di Roma Capitale.Il presidente della Commissione Mobilità Enrico Stefàno ribadisce che partecipazione diretta e condivisione sono due capisaldi che hanno reso possibile questo risultato. I cittadini hanno espresso le loro preferenze, il sito sarà ancora consultabile e sarà aggiornato con notizie e particolari su ogni progetto, così che tutti possano continuare a visionare il materiale che è stato prodotto.
Per il Rettore dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Giuseppe Novelli, la mobilità è un elemento fondamentale per la vita e lo sviluppo dell’Università Tor Vergata che intende perseguire un modello integrato in linea con la mission orientata allo sviluppo sostenibile. In questa ottica si inserisce un dialogo aperto e fruttuoso con Roma Capitale e con gli tutti gli enti coinvolti.

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Unicredit: le proposte unilaterali di modifica nell’home banking sono inefficaci

Posted by fidest press agency su martedì, 27 marzo 2018

Stiamo ricevendo segnalazioni da parte di clienti Unicredit riguardo la sostanziale impossibilità, nel servizio di home banking dell’istituto, di essere informati riguardo le proposte unilaterali di modifica dei contratti. In genere, come è logico oltre che doveroso, appena accede ad un servizio di home banking, il cliente visualizza le nuove comunicazioni, con evidenza di quelle importanti. Nel caso di Unicredit, invece, non appare niente ed occorre invece andare a cercarle, perfino selezionandole per ciascun argomento e rapporto, seguendo il percorso: Archivio documenti – Ricerca avanzata – Conto corrente – Categoria movimento, selezionando poi “Prop. modifica unilat.” tra queste ultime che sono ben diciannove, e non nove come indicato dalla legenda. Tutto ciò deve essere fatto per ogni tipologia di servizio/prodotto, e pure con l’accortezza di selezionare un periodo di tempo abbastanza ampio! E’ fin troppo ovvio che la procedura adottata da Unicredit non sia rispettosa delle leggi, oltre che dei clienti. E’ come se il cliente di un’agenzia bancaria dovesse recarvisi periodicamente per domandare a ciascun addetto dei vari servizi (cassa, credito, titoli, ecc.) se ci sono modifiche alle condizioni! L’intera normativa e le Istruzioni della Banca d’Italia, sono anzi improntate su di una trasparenza sempre più forte, agevolata dalle nuove tecnologie. Gli intermediari devono infatti assicurare che ogni informativa alla clientela sia completa, chiara, accessibile. L’informativa, inoltre, deve essere utilizzata attivamente da parte degli addetti alla rete di vendita e adeguatamente pubblicizzata sul sito internet. Nel caso di Unicredit manca del tutto l’ultimo punto: l’adeguata pubblicizzazione. Può anche essere corretto che le comunicazioni siano catalogate per categoria all’interno di uno specifico elenco, ma occorre che la banca evidenzi la presenza di nuove informative. Ancora di più quelle fondamentali.Conseguenza di ciò è, come dispone l’articolo 118, comma 3, del Testo Unico Bancario sulla modifica unilaterale delle condizioni contrattuali, che: “Le variazioni contrattuali per le quali non siano state osservate le prescrizioni del presente articolo sono inefficaci, se sfavorevoli per il cliente”.E’ pertanto possibile reclamare per poi eventualmente rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario
http://sosonline.aduc.it/scheda/arbitro+bancario+finanziario_16598.php- Abbiamo anche provveduto a segnalare alla Banca d’Italia, che ha il potere di intervenire per farle cessare, le mancanze di Unicredit. (Anna D’Antuono, legale, consulente Aduc)

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Elezioni 2018. Regione Lazio. Sanità. Analisi e proposte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 febbraio 2018

Roma. Il 4 marzo, oltre alle elezioni nazionali, si svolgeranno anche quelle nella Regione Lazio. Ci sembra opportuno fare un’analisi della situazione. La sanità del Lazio dispone di un finanziamento di circa 10,7 miliardi di euro (anno 2016) come parte del Fondo Sanitario Nazionale. La sanità costituisce circa i tre quarti del bilancio regionale. Per comprendere l’attuale situazione della sanità del Lazio è necessario accennare sinteticamente alla sua storia a partire dagli anni ’90/2000.
A seguito della riforma sanitaria del 1992-93 alle Regioni è stata affidata la gestione dei servizi sanitari ma, contestualmente, è stato imposto di essere responsabili dei propri costi.
Il Lazio già in partenza (anni 90) aveva un surplus di letti e ospedali (specialmente privati e religiosi) e degenza media sensibilmente più alta della media italiana; dunque avrebbe avuto bisogno di interventi incisivi e lungimiranti, anche se è vero che il debito sanitario è passato dai 5.678 miliardi del 2000-2005 ai 163 miliardi del 2016. La progressiva diminuzione del deficit dipende anche dal fatto che a partire dal 2007 leggi sanitarie nazionali hanno portato al commissariamento della sanità del Lazio per eccesso di deficit. La prossima Giunta regionale dovrà essere molto attenta a non sprecare l’occasione che si offre a partire dalla seconda metà del 2018 (fine del Commissariamento), quando tornerà in possesso di tutti gli strumenti di governo della sanità regionale.Alcuni suggerimenti ci appaiono utili:
* Continuare con maggiore decisione nella ristrutturazione degli ospedali e dei posti letto, senza rimanere prigionieri degli interessi consolidati all’interno della sanità ma con decisioni che tengano conto solo ed esclusivamente degli interessi della salute dei cittadini; avere ben presente che le nuove esigenze demografiche e dell’invecchiamento richiedono meno servizi per acuti e più servizi per malati cronici e disabili.
* Affrontare il “buco nero” dei Policlinici universitari che scaricano i loro costi sulla sanità laziale.
* Incrementare i servizi extra-ospedalieri (assistenza domiciliare, centri di cura primaria, medici di base, centri diurni Alzheimer, ecc..)
* A livello generale, spostare risorse dal sistema ospedaliero (cure per acuti) a quello per la cura e assistenza della cronicità e disabilità. Tale diversa allocazione delle risorse andrà fatta progressivamente nell’ambito della legislatura regionale; ad esempio, spostare 100milioni di euro ogni anno per arrivare a fine legislatura a uno movimento di 500 milioni di euro l’anno (su un totale di 10,7 miliardi di spesa)
* Controllare alcuni centri; ad esempio l’ospedale Bambino Gesù (peraltro ottima struttura) di proprietà del Vaticano, riceve ogni anno, in aggiunta al rimborso da parte della regione Lazio delle prestazioni erogate, circa 80 milioni dal Bilancio dello Stato.
* Controllare a tappeto le numerose strutture sanitarie private (religiose e non) accreditate o con accreditamento provvisorio, selezionando solo quelle realmente utili e con servizi di qualità.
* Predisporre un’operazione trasparenza sulla spesa sanitaria, sui servizi utili e quelli inappropriati, sulle nomine e sugli appalti, rendendo accessibili i dati a tutti.
* Impostare una generale opera di valutazione di tutti i servizi e le strutture; dosare finanziamenti e strategie in base agli esiti delle valutazioni; rendere pubblici e comprensibili a tutti (operatori, utenti, cittadini) i risultati delle valutazioni.
* Per le liste di attesa, controllare l’attività intramoenia degli operatori (attività a pagamento in regime privato all’interno della struttura pubblica, effettuata dai dipendenti della struttura) introducendo la regola che l’attività intramoenia è sospesa quando e se le liste di attesa del servizio pubblico superano valori “accettabili”. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Workshop internazionale. ‘Individuale e Collettivo. Prospettive e proposte’

Posted by fidest press agency su martedì, 12 dicembre 2017

Roma Venerdì 15 Dicembre 2017, ore 9:30 Dipartimento di Filosofia Comunicazione e Spettacolo – Aula 7 Via Ostiense 234 si terrà il workshop internazionale “Individuale e Collettivo. Prospettive e proposte”. Programma ​Sessione I – 9:30/11:15 Céline Henne (ENS, Lyon) Al di là dell’opposizione tra individuo e sociale: l’analisi dei conflitti sociali di Dewey Olivier Gaudin (CEMS-EHESS, Paris)Dopo l’individualismo: il controllo sociale degli individui, tra ecologia umana, psicologia sociale e pragmatismo Federica Castelli (Università Roma Tre)
Collettivo, individuale, plurale. Dalla sociologia della folla alle rivolte globali Sessione II – 11:30/12:45Federica Giardini (Università Roma Tre) La relazione costitutiva. Tra femminismi e neomaterialismo Tiziana Terranova (Università di Napoli L’Orientale) Computazione sociale e (neo)monadologie delle reti digitali
Sessione III – 15:00/17.00 Mariannina Failla (Università Roma Tre) L’amicizia in Leibniz tra individuo e comunità Lorenzo Bruni (Università di Perugia) e Matteo Santarelli (Università del Molise)
Da Simondon a Mead. Il preindividuale tra filosofia e sociologia
Paolo Virno (Università Roma Tre) La mente come sfera pubblica
Comitato scientifico Guido Baggio, Federica Castelli, Matteo Santarelli

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I limiti alle intercettazioni proposti dal governo e il diritto di cronaca

Posted by fidest press agency su domenica, 5 novembre 2017

GiornalistiLo affermano, Federazione nazionale della Stampa italiana e Ordine dei giornalisti nella seguente nota: “Le critiche sollevate da magistrati, avvocati, giuristi e associazioni dei giornalisti dovrebbero indurre il governo a rivedere la proposta sulle intercettazioni e il Parlamento a sollecitare radicali modifiche. Sulla cosiddetta “essenzialità” rischia di innescarsi un grave conflitto con pesanti ripercussioni sullo stesso diritto di cronaca e sul diritto dei cittadini ad essere informati su questioni essenziali come la conoscenza di vicende di mafia, corruzione e malaffare. Nel testo, non casualmente, manca per l’ennesima volta il riconoscimento del diritto di pubblicare ogni notizia che abbia il requisito del “pubblico interesse” e della “rilevanza sociale”, a prescindere dalla rilevanza penale, così come stabilito in diverse occasioni dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Il governo finge di ignorare che non tutto ciò ha rilevanza per l’opinione pubblica deve avere necessariamente rilevanza penale. Per questo va salvaguardato il diritto dei giornalisti di pubblicare le notizie, anche se coperte da segreto o senza alcuna rilevanza penale, che possano contribuire a rendere l’opinione pubblica informata. Per questa ragione, oltre a sollecitare le opportune modifiche, Federazione nazionale della stampa italiana e Ordine dei giornalisti saranno al fianco dei colleghi che dovessero essere denunciati, o subire qualsiasi forma di censura, per aver deciso di rispettare gli obblighi deontologici ed il dovere di informare. La nostra critica al testo approvato dal governo è ulteriormente rafforzata dall’assenza di una qualsiasi iniziativa tesa a contrastare le cosiddette “querele bavaglio”, diventate il vero strumento di aggressione e minaccia contro i cronisti che tentato di “illuminare” i territori occupati da mafie e malaffare. Di fronte a questo quadro la Federazione nazionale della Stampa italiana e l’Ordine nazionale dei giornalisti promuoveranno riunioni congiunte degli esecutivi, predisponendo un calendario di iniziative che coinvolgeranno tutte le strutture regionali e nazionali. Non è più possibile accettare che si trovino tempi e maggioranze in Parlamento quando si tratta di dare una “stretta” sulle intercettazioni e non si trovi mai la volontà politica per cancellare il carcere per i giornalisti e per dare una “stretta” a chi insidia il diritto di cronaca e l’articolo 21 della Costituzione”. (fonte: Franco Abruzzo)

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Proposte per riformare l’UE

Posted by fidest press agency su domenica, 12 febbraio 2017

europa-261011-cBruxelles Parlamento europeo. Per migliorare la capacità di azione dell’UE, ristabilire la fiducia dei cittadini e rendere l’economia della zona euro più resistente agli shock esterni, l’UE ha bisogno, in primo luogo, di utilizzare pienamente il trattato di Lisbona e poi, eventualmente, di una riforma che consenta allo stesso trattato maggiore efficacia. Questo il messaggio principale di tre risoluzioni sullo sviluppo futuro dell’Unione europea, che saranno poste in votazione giovedì.La prima risoluzione, redatta da Mercedes Bresso (S&D, IT) e Elmar Brok (PPE, DE) si concentra sulla valorizzazione del Trattato di Lisbona, indicando i vantaggi dei metodi di lavoro comunitari rispetto a quelli intergovernativi e suggerendo che il Consiglio europeo (Capi di Stato o di governo) dovrebbe attenersi al proprio ruolo, ovvero definire le priorità politiche generali, lasciando il processo legislativo al Consiglio dei ministri e al Parlamento europeo.
La seconda risoluzione, redatta da Guy Verhofstadt (ALDE, BE), rileva che le varie crisi hanno dimostrato la tendenza attuale dell’UE a non rispondere in modo efficace e con sufficiente rapidità. Nel testo, si analizza la possibilità di muoversi al di fuori degli strumenti attualmente a disposizione, avviando una profonda riforma del Trattato di Lisbona.La terza risoluzione, redatta da Reimer Böge (PPE, DE) e Pervenche Berès (S&D, FR) affronta la mancanza di convergenza, di cooperazione politica e di politiche di “ownership” nella zona euro. Si propone una strategia di convergenza che si focalizzi sul mercato del lavoro, sugli investimenti, sulla produttività e sulla coesione sociale, per mezzo di una specifica capacità di bilancio dell’area euro finalizzata a tale scopo e finanziata dai suoi Stati membri. Tutte queste proposte fanno parte di un pacchetto che mira a chiarire la posizione del Parlamento europeo sul futuro dell’UE, in vista del 60° anniversario del Trattato di Roma.

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Mmg sul piede di guerra, per i cronici in Lombardia si punta sugli ospedali. Ecco le proposte della Regione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 febbraio 2017

regione lombardiaC’è fermento tra i medici di famiglia in Lombardia per una bozza di delibera che attribuisce l’assistenza dei pazienti cronici alle Aziende sociosanitarie territoriali, cioè agli ospedali, ridimensionando il ruolo del medico curante. Poste 63 patologie croniche principali, spesso compresenti in un solo paziente, la bozza trae spunto dalla classificazione dei pazienti lombardi in tre categorie: 150 mila polipatologici fragili prevalentemente assistibili in ospedale, 1,3 milioni con più d’una patologia cronica “frequent user” dei servizi sanitari o anche dei servizi sociali; 1,6 milioni di cronici con una sola patologia cronica, fin qui effettivamente assistiti dal medico di famiglia. Ci sono poi tra i residenti 6,5 milioni di “sani”, sporadici utilizzatori dei servizi Ssn o non utilizzatori. Dunque, tra 1,6 e 3,2 milioni di lombardi potrebbero presto firmare un patto di cura non con il proprio medico ma con centri servizi esterni alla medicina generale che gestirebbero il piano assistenziale individuale (Pai), siglato sì con il curante, ma poi solo integrabile e mai modificabile da quest’ultimo.
Le ex Asl -divenute aziende di tutela sanitaria – selezionerebbero i gestori dei cronici d’estrazione ospedaliera con bandi per i quali vanno ancora individuati i requisiti d’accreditamento. Quanto alla medicina generale, poco si citano nella bozza i Creg o Chronic Related Groups, gruppi di patologie a ciascuno dei quali da alcuni anni è attribuito un budget con cui oggi si pagano le prestazioni per i pazienti cronici a provider che sono in genere coop di medici di famiglia. Quest’anno si paga ancora la vecchia tariffa, ma dal 2018 il medico dovrà adeguarsi a tariffe ridisegnate con la nuova sperimentazione: tutto qui. Fiorenzo Corti segretario di Fimmg Lombardia, conferma la sua preoccupazione (domani il sindacato tiene un consiglio regionale straordinario). «Che a decidere un percorso di medicina d’iniziativa per i pazienti cronici non sia il medico di famiglia ma un gestore, come sembrerebbe volere la Regione, è una prospettiva che può configurare secondo noi la fine della medicina di famiglia. Abbiamo ottenuto come Fimmg modifiche rispetto al testo iniziale: patto di cura e Pai inizialmente erano affidati al “gestore”, il medico di famiglia non avrebbe potuto modificare il piano assistenziale per il suo paziente e sarebbe servito a dare tachipirine, sciroppo per la tosse, antibiotico dopo 3 giorni, pillola all’iperteso giovane e certificato di malattia che il gestore non fa». Adesso si riaprono delle prospettive ma il monito di Corti è grave. «Stiamo attenti a non disegnare il Pai come una soluzione che si deduce da algoritmi imperniati su elenchi di prestazioni attese senza alcuna mediazione del medico di famiglia: sarebbe come dire che prognosi e terapia li fa oggi il gestore e domani un computer».
Differenti sentimenti animano il presidente Snami lombardo Roberto Carlo Rossi. «Colpisce positivamente che la Regione reputa sorpassato il criterio di attribuire un budget per tipologia di paziente al medico che aderisca ai Creg e di remunerare quest’ultimo in tanto in quanto rispetta quel budget: una visione che si prestava ad obiezioni deontologiche. Però – aggiunge Rossi -ci sono gravi criticità: si “ospedalizza” l’assistenza ai pazienti cronici senza sentire le rappresentanze dei medici. E si affida una prevenzione secondaria “rinforzata” a protocolli compilabili in ultima analisi da personale amministrativo, dimenticando, a torto, il ruolo fin qui avuto dal medico di famiglia nel contenere la domanda di cura». Al medico di famiglia non pare esser stata sottratta la possibilità di stilare i Pai. «Gli è però impedito di modificarli», ammette Rossi. «Eppure, sentenze della Corte dei Conti alla mano, la Regione dovrebbe sapere che al clinico (quale il mmg è), ove vi fosse un vantaggio tangibile per il suo paziente, è sempre concedibile un margine per scostarsi dalle linee guida». Per Rossi i piani assistenziali individuali potrebbero bene essere gestiti dalla medicina di famiglia, «Se il nodo è ricordare di prendere la pillola o indirizzare verso il controllo periodico, ci sono ormai decine di apps per i-phone che per una parte dei nostri assistiti potrebbero svolgere il ruolo dei centri servizi e call center previsti nella nota, a costi inferiori e con il vantaggio di trovarsi in “prossimità” del paziente». (Mauro Miserendino da Doctor33)

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Voto sulle proposte per norme fiscali per le società più eque

Posted by fidest press agency su domenica, 3 luglio 2016

TasseStrasburgo 4-7 luglio 2016. Una lunga lista di raccomandazioni per rendere più equa e chiara la tassazione per le imprese sarà discussa martedì e votata mercoledì.Il progetto di testo – redatto dalla commissione speciale del PE sugli accordi fiscali, Tax II – prevede, tra l’altro, un registro pubblico UE dei beneficiari effettivi delle aziende, una lista nera dei paradisi fiscali, sanzioni contro le giurisdizioni fiscali non cooperative, provvedimenti contro l’abuso dei sistemi di “patent box” (redditi derivanti dalla proprietà intellettuale), un codice di condotta per le banche e i consulenti tributari, buone norme di governance fiscale in tutti gli accordi commerciali dell’UE e una ritenuta alla fonte sugli utili che lasciano l’UE.
I co-relatori sono Jeppe Kofod (S&D, DK) e Michael Theurer (ALDE, DE).
Dibattito: martedì 5 luglio
Votazione: mercoledì 6 luglio
Procedura: risoluzione non legislativa
Conferenza stampa: mercoledì 6 luglio alle 9.30

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Novecento, il Gran Mercato dell’Antico

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2015

modena fieraModena dal 20 al 22 novembre presso ModenaFiere ospita la ventinovesima edizione del Gran Mercato dell’Antico. La novità 2015 è un terzo padiglione dedicato a “Vintage! La moda che vive due volte”: qui rivivono capi unici che hanno fatto epoca, simboli dello stile di un tempo. 7.8.Novecento è uno degli appuntamenti più importanti – e più longevi – del settore a livello nazionale.Con 20.000 mq di esposizione articolati sui tre padiglioni della fiera e nel grande atrio centrale, la manifestazione accoglie oltre 300 antiquari italiani e stranieri. Qui statue antiche, sontuosi mobili vittoriani, troumeau settecenteschi, gioielli d’altri tempi convivono con il modernariato più pop. Un format volutamente eclettico per un pubblico che apprezza la pluralità di proposte per tutte le tasche. Grazie alla formula espositiva, che prevede anche momenti dedicati allo scambio tra espositori e commercianti, la manifestazione è diventata un punto di riferimento sia per gli operatori del settore che per i neofiti.
Tra gli stand spiccano le nuove tendenze dell’antico, come lo shabby chic (letteralmente “trasandato elegante”) uno stile sempre più amato. I mobili shabby chic non hanno una forma particolare, come per diversi stili di arredamento, ma una colorazione ben definita: sono antichi (o fintamente antichi) ridipinti di chiaro, “rovinati”. I segni di usura danno un’aria romantica all’arredamento, ma anche un po’ trasandata: l’effetto d’insieme, però, è molto ben curato nei particolari. La tecnica utilizzata per dare ai mobili un aspetto shabby è il decapè che risale all’epoca di Luigi XV e consiste nel decorare l’oggetto lasciandone intravedere il colore del legno sottostante.
I giovani che arredano la prima casa, poi, sono molto interessati al modernariato, in particolare agli arredi che vanno dagli anni Sessanta agli anni Ottanta. A 7.8.Novecento si possono trovare tutti i Maestri del 900, da Achille Castiglioni agli Eames, da Gaetano Pesce a Ettore Sottsass, autori di pezzi cult tuttora omaggiati e copiati, come la famosissima lampada Arco di Castiglioni (1962), la poltrona Elda di Giò Colombo (1964), la Bubble Chair di Eerno Arnio (1968), o ancora la libreria Carlton di Sottsass (1981), tutti pezzi che continuano ad essere in produzione, ma per i veri appassionati la sfida è trovare gli originali.Non mancano anche stand dedicati ai libri e alle stampe dal ‘400 al ‘900, con proposte di espositori provenienti da tutta Italia specializzati nel settore. Da Durer a Picasso, a Mirò, da incisioni d’autore ad antiche cartine geografiche, da vedute a stampe decorative: i visitatori potranno trovare a 7.8.Novecento testi ormai non più in commercio, ma anche pregiate edizioni d’arte.Questa edizione, poi, è arricchita da una novità racchiusa in una sola parola: vintage. Nei tre giorni di manifestazione i visitatori possono visitare – con un unico biglietto – “Vintage! La moda che vive due volte”, la 19esima edizione del salone mercato organizzato da Romagna Fiere, che si svolge tradizionalmente presso il quartiere fieristico di Forlì, ma che per l’occasione fa tappa a Modena. Il salone racconta il periodo che va dagli anni ’20 agli anni ’80, con la moda, il modernariato, gli articoli da collezionismo, i profumi, i capi sartoriali dell’epoca, i pezzi di design, ma anche gli oggetti d’uso quotidiano in quei decenni. Oltre ai numerosi stand degli espositori, vengono proposti una serie di eventi e iniziative: dalle mostre dedicate a il “Cappotto. Il caldo elegante racconto di un secolo” e “Gli anni della TV”, dal ballo alla musica live, dallo spettacolo di burlesque fino a un suggestivo Eco-Corner dove il riciclo diventa design, arredo e forma d’arte.
7.8.Novecento conferma Modena come “capitale dell’antico”, grazie agli eventi che l’hanno resa un punto di riferimento per il settore a livello nazionale: oltre al Gran Mercato dell’Antico la città propone anche Modenatinquaria, tutti gli anni a febbraio, in grado di soddisfare il pubblico più esigente alla ricerca di preziosi pezzi di alto antiquariato. Tutti i mesi, poi, per gli appassionati e i semplici curiosi l’appuntamento con gli oggetti d’altri tempi è nel cuore della città con l’“Antico in Piazza Grande”, il quarto sabato e domenica di ogni mese: un vero e proprio mercato en plein air con le proposte di antiquari ambulanti e artigiani restauratori.
7.8.Novecento è aperta al pubblico a ModenaFiere (viale Virgilio 70/90) da venerdì 20 a domenica 22 novembre con orario continuato dalle 10.00 alle 19.00. La giornata professionale, con il deballage riservato agli operatori, è giovedì 19 novembre dalle 8.00 alle 18.00. (foto: modena fiera)

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Migrazione e crisi dei rifugiati: i deputati reagiscono alle nuove proposte della Commissione

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2015

rifugiatiLe nuove proposte di gestione della migrazione, tra cui il ricollocamento di 120.000 richiedenti asilo all’interno dell’UE, in aggiunta alla proposta di maggio di ricollocarne 40.000, un meccanismo di distribuzione permanente per il futuro, un elenco di paesi di origine sicuri al fine di garantire un ritorno rapido per coloro a cui la richiesta di asilo è stata respinta e l’apertura di canali di migrazione legale, sono state illustrate dalla Commissione e discusse in Parlamento questa mattina. I deputati hanno esortato gli Stati membri ad agire e hanno lodato i cittadini dell’Unione europea per l’accoglienza calorosa riservata ai rifugiati. Al dibattito sono intervenuti il ministro lussemburghese del Lavoro, dell’occupazione e della economia sociale e solidale, Nicolas Schmit, il primo vicepresidente della Commissione, Frans Timmermans, l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri, Federica Mogherini e il Commissario per la migrazione Dimitris Avramopoulos, seguiti dagli interventi dei deputati che hanno espresso il punto di vista dei gruppi politici.Durante il dibattito, la maggior parte dei deputati ha espresso parere favorevole sulla proposta di maggio scorso di trasferire i 40.000 richiedenti asilo. La stessa procedura si applicherà per la ricollocazione degli ulteriori 120.000 richiedenti asilo. Sul meccanismo permanente invece, il Parlamento e il Consiglio decideranno su un piano di parità.

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Fisco secondo Renzi: proposte eversive?

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2015

tasse“Le proposte di riforma fiscale lanciate da Renzi sono eversive nei confronti della permanenza dell’Italia nell’Unione Europea, perché sono contro il Def (documento di economia e finanza) scritto dallo stesso governo e approvato nei mesi scorsi dall’Ue”. Lo ha detto Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, parlando con i giornalisti al termine della capigruppo di Montecitorio. “Le proposte di Renzi potrebbero essere, tra l’altro, problematiche nei confronti dei mercati. Cosa potrebbero pensare i mercati? L’Italia vuole uscire dall’euro con questi tagli fiscali? Perché quello che vuol fare Renzi sarebbe al di fuori delle attuali regole europee”.
“Renzi lo spieghi in Parlamento. Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Non si può dire all’opinione pubblica che si tagliano le tasse, senza dire che questo comporta la cancellazione dei vincoli europei”. “Noi siamo da sempre per il taglio delle tasse e siamo disponibili a discuterne, purché Renzi si assuma le sue responsabilità. Venga in Parlamento”, ha aggiunto Brunetta.

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U.E.: turismo costiero

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 ottobre 2014

turismo costieroIl Comitato delle regioni (CdR) ha chiesto che sia varata una strategia a livello UE in materia di turismo costiero e marittimo per superare la lentezza della crescita economica e il perdurare di elevati livelli di disoccupazione giovanile in Europa. Inoltre, secondo il CdR – l’Assemblea dei rappresentanti regionali e locali dell’UE – l’Unione europea deve fare di più per sostenere la diversificazione del settore, migliorare la cooperazione tra le regioni costiere europee e istituire un’articolazione più coerente tra i livelli di governo locale, nazionale e UE.Facendo seguito alle recenti proposte della Commissione europea sulla materia, il Comitato delle regioni ha adottato un parere sul tema Una strategia europea per il turismo costiero e marittimo: un settore che in Europa dà lavoro a 3,2 milioni di addetti e genera 183 miliardi di euro l’anno. Il parere, di cui è relatore Vasco Alves Cordeiro, presidente del governo della regione autonoma delle Azzorre, accoglie con favore il riconoscimento, da parte della Commissione, dell’importante ruolo che il settore svolge nel superare lo stallo della ripresa economica. L’avvio di una strategia per il turismo a livello dell’UE per contribuire a realizzare la cosiddetta “crescita blu” può creare posti di lavoro, di cui vi è enorme necessità, sottolinea il Comitato, ma il suo successo dipende dall’intervento di una serie di politiche differenti, in particolare in materia di ambiente, trasporti e formazione.
Parlando a Bruxelles, il presidente Cordeiro ha invocato con urgenza una strategia per il turismo molto più coerente e ambiziosa, da coordinare tra i livelli di governo locale, nazionale e dell’UE. “Il turismo è la spina dorsale di molte economie delle regioni costiere europee. Può contribuire ad affrontare il problema della disoccupazione giovanile e a rilanciare la crescita in Europa. Ma per realizzare questo obiettivo dobbiamo essere ambiziosi e migliorare urgentemente la cooperazione tra tutti i livelli di governo”.Per il rafforzamento del settore turistico è fondamentale una strategia concepita per rispondere alle esigenze specifiche di ciascuna regione costiera e marittima. L’UE dovrebbe concentrare i suoi sforzi per incoraggiare queste regioni, le cui economie dipendono in così grande misura dal turismo, a sfruttare, nel rispetto dell’ambiente, il carattere unico dei loro servizi e prodotti locali e regionali. Promuovere la diversificazione del settore consentirebbe di superare il problema della stagionalità, attirando turisti tutto l’anno e rivitalizzando così le economie locali.Il presidente Cordeiro, la cui regione è stata di recente insignita del premio Quality Coast Award per l’eccellenza in materia di turismo sostenibile, ha poi aggiunto: “le regioni costiere devono mettere a frutto le ricchezze culturali e paesaggistiche che possiedono. Dobbiamo inoltre condividere le conoscenze e le esperienze, e investire in programmi di formazione professionale, soprattutto rivolti ai giovani, per diversificare il settore e ridurre la nostra eccessiva dipendenza dal turismo di alta stagione”.Il CdR sottolinea anche l’importanza di migliorare la cooperazione regionale per condividere le conoscenze sul turismo, ed esprime forti preoccupazioni per l’insufficienza dei collegamenti e delle infrastrutture di trasporto di alcune regioni costiere, soprattutto quelle così dipendenti dal trasporto aereo come quelle insulari, in quanto ciò è un fattore che limita il flusso di turisti e, di conseguenza, frena la crescita. Il Comitato chiede che siano resi disponibili finanziamenti sufficienti a valere sul bilancio UE per il periodo 2014-2020 per sostenere il turismo nelle regioni costiere e migliorare le loro strutture sostenibili.

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Non è più tempo di discussioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 marzo 2013

Ci risiamo. Da più disparate parti si preannunciano convegni dibattiti, discussioni di ogni genere ora sul conflitto d’interessi ora sulla riforma della giustizia, ora sulla legge elettorale ora sulla riforma del lavoro e via di questo passo. Non bastano per questi amatori delle tavole rotonde i tanti bla bla che per decenni abbiamo dovuto sorbire sulle riforme preannunciate, quasi realizzate salvo un nulla di fatto all’ultima ora. E’ tempo di realizzare e non di parlare al vento. Il sistema Italia ha in nuce tutte le potenzialità possibili e immaginabili per darsi una nuova figura di sé. Ciò che manca è la volontà politica. Ciò che manca è l’impegno parlamentare a realizzare e non ad anticipare il bene e a razzolare male tra le pieghe delle commissioni, dei rinvii, degli approfondimenti ecc. Basterebbe stabilire per regolamento parlamentare che tutte le proposte di legge dei suoi membri venissero esaminate dalle apposite commissioni entro sessanta giorni e votate o rinviate in aula per l’esame generale e il relativo voto. Incominciamo con l’Imu che tanti voti ha portato a Berlusconi dai soliti gnoccoloni. Aboliamo o riduciamola in modo consistente per la prima casa abitata da pensionati o famiglie monoreddito. E se mancano le risorse c’è sempre Silvio Berlusconi che pubblicamente ha affermato che è ben disposto a donare quattro dei suoi miliardi di euro per questa causa. Diamoci una mossa se vogliamo realisticamente imprimere una svolta al paese. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Proposte centro-sinistra per il Piemonte

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 Mag 2012

Torino, Anche il Gruppo regionale di Sinistra Ecologia Libertà ha firmato l’esposto che chiede l’intervento della Corte dei Conti volto a valutare la regolarità dell’approvazione del Bilancio Preventivo 2012. Noi non siamo il partito dei ricorsi, crediamo che debba essere l’azione politica lo strumento principe da mettere in atto, volto anche a ridare autorevolezza a una politica sempre meno credibile. In questo caso però siamo convinti dell’irregolarità formale dell’atto. Dal punto di vista politico ribadiamo che il bilancio risulta un documento che mette in secondo piano i reali bisogni dei piemontesi, scritto senza una vera regia politica sulle priorità della Regione. Non basterà dunque ricorrere al parere della Corte dei Conti, ma l’opposizione intera dovrà trovare la strada dell’alternativa politica.Il centrosinistra deve dimostrare ai cittadini che è una forza di governo e lo può fare dicendo quali sono le sue priorità da affrontare con urgenza, a partire da politiche sociali, trasporto pubblico locale e diritto allo studio. La nostra battaglia deve essere dunque duplice: da una parte garanzia che le regole vengano rispettate, dall’altra intenti chiari da mettere in pratica quando i piemontesi ci accorderanno la loro fiducia.

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Ditelo al Governo: seconda proposta

Posted by fidest press agency su martedì, 8 Mag 2012

Irpef e relative addizionali stanno erodendo le retribuzioni e le pensioni dei lavoratori soprattutto dipendenti in quanto il loro prelievo è alla fonte. Per stemperare il clima di così severa “austerità” è stata fatta circolare la possibilità di realizzare a breve una riforma fiscale che avrebbe potuto alleviare la situazione resa sempre più gravida d’incognite per via del contestuale aumento del costo della vita e delle voci come quella delle bollette della luce, del gas, dell’acqua, e dei rifiuti che presentano un crescendo che mediamente è il doppio se non il triplo dell’indice medio del costo della vita in un anno.
A questo punto sappiamo bene che l’unica arma che rimane nelle mani del contribuente è di “evadere” e sembra che lo facciano molto bene soprattutto coloro che non hanno introiti tassabili alla fonte come gli artigiani, i commercianti, i professionisti.
Un governo che come il nostro si dice votato all’interesse generale del paese e costituito da “tecnici” che, tradotto in termini “volgari”, significa saperne di più sia dei politici sia dell’uomo della strada, dovrebbe rendersi conto che se la riforma del fisco richiede tempi lunghi vi è un’altra strada ben più breve e altrettanto efficace che è quella delle detrazioni d’imposta. Questa leva è stata già adottata all’estero da anni e funziona molto bene (pensiamo ai paesi anglosassoni ma anche alla Germania ecc.) Questi sgravi, per essere validi, devono focalizzarsi su tre direttrici: vitto, servizi, alloggio. In pratica si devono riconoscere e sostenere quelle parti che sono da considerarsi beni di prima necessità e ai quali l’accesso deve essere garantito a tutti, a prescindere dalla proprie disponibilità economiche. Se percorressimo questa strada noi lanceremmo un forte segnale a quella parte della società che misura l’azione governativa in rapporto alle risposte che sa dare in tempo reale e per non rendere più sentita la contrarietà di chi si è visto ridurre la pensione e lo stipendio nel giro di qualche giorno mentre per gli altri provvedimenti, promessi per indorare la pillola del sacrificio, se ne discute ancora e molti pensano che alla fine vadano a brodo di giuggiole. “La potenza scrive Honoré de Balzac non consiste nel colpire forte o spesso, ma nel colpire giusto”. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Ditelo al Governo: prima proposta

Posted by fidest press agency su sabato, 5 Mag 2012

Abbiamo prese seriamente l’iniziativa governativa di collaborare per indicare gli sprechi, suggerire rimedi, segnalare disfunzioni e abusi nella P.A. ma anche nel settore privato. Il link è il seguente:
http://www.governo.it/scrivia/RedWeb_Form.htm
Lo facciamo sulla scorta delle nostre esperienze misurate sul campo e con l’ausilio dei Centri studi della Fidest che sono stati attivati, nei propositi degli ideatori, per studiare e valutare l’applicabilità di alcune proposte operative nel campo dei servizi resi al pubblico. L’idea è partita molti anni fa ed era sostenuta da alcuni dirigenti statali in pensione che a titolo gratuito e con grande spirito di servizio avevano individuato i punti deboli, i dispendi ovviabili e suggeriti i correttivi. Alcune nostre proposte furono ritenute interessanti ma “inapplicabili” perché la classe politica non era pronta alle innovazioni che avrebbero ridotto di molto non tanto gli sprechi ma la possibilità di lucrare sulle disfunzioni e favorire il malgoverno del paese. Un politico in proposito con molto cinismo ci disse: “ma se non ci sono i problemi ditemi a che serve la politica? E poi da qualche parte dobbiamo guadagnare, non siamo mica un istituto di beneficenza.”
La politica, ovviamente non è quella figura pensata dal nostro politico. E’ di tutt’altra pasta e crediamo nel suo ruolo di mediazione e di correzione delle storture per una società virtuosa che fa delle distorsioni esistenti non un dato patologico ma, semmai fisiologico.
Facciamo anche un’altra premessa nel richiamare l’attenzione di chi ci legge che noi abbiamo scritto in proposito centinaia di articoli e uno stralcio degli è possibile visionarlo su: https://www.google.com/bookmarks/lookup
Vogliamo cominciare con una richiesta “organizzativa” proponendo accanto alla figura del supertecnico Bondi (come i media lo definiscono) dei “piccoli Bondi” preposti a cercare sul campo e a verificare la correttezza delle segnalazioni ricevuto e nell’indicare la fattibilità e il risparmio conseguente nelle piccole cose per il recupero delle risorse umane e mobiliari e immobiliari costituendo un apposito dipartimento a costo zero, avvalendosi del supporto gratuito di volontari ex funzionari dello Stato, di giornalisti, ecc.
Ed ecco la prima osservazione. Il centro storico di Roma pullula di uffici dipendenti dalla Presidenza del Consiglio. Sono tutti necessari? Non lo crediamo. Se si rivedessero le funzioni svolte i tempi e i metodi di lavoro dei dipendenti e si considerasse la possibilità d’introdurre l’homeworking e il teleworking non potremmo di certo ridurli concentrandoli e recuperando qualche palazzo da cedere alle regioni per i loro uffici di rappresentanza oggi costosi perché presi per lo più in affitto e con personale che potrebbe essere ridotto in specie nelle mansioni più modeste (uscieri, ad esempio). Facciamo seguire a breve una nostra seconda proposta. Per la cronaca ne abbiamo pronte già 15 quante sono state le lettere inviate al Presidente Monti, già alcuni mesi fa ma rimaste inevase. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Alfano e le responsabilità di Berlusconi

Posted by fidest press agency su domenica, 11 marzo 2012

“Alfano è ridicolo. Vuol far dimenticare agli italiani che se il nostro Paese si trova in queste condizioni, la responsabilità è in gran parte del governo Berlusconi che non ha mai varato nessun provvedimento strutturale né alcuna misura di crescita e di rilancio per l’economia e per il lavoro”. Lo afferma in una nota il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, commentando le dichiarazioni di Alfano sul lavoro. “In questi tre
anni e mezzo il governo Berlusconi ha prodotto come unico risultato l’esplosione del precariato e oggi vi sono circa 600mila lavoratori interessati da cassa integrazione o mobilità, mentre le imprese italiane sono state abbandonate di fronte al fenomeno dell’internalizzazione e molto di esse sono state costrette a chiudere”. Spiega Di Pietro: “Per creare lavoro in Italia bisogna attrarre e far partire gli investimenti nazionali. Per riuscirci occorre cancellare il cancro della corruzione, ridurre drasticamente la burocrazia e avere la certezza dei tempi tra la decisone dell’investimento e la sua realizzazione”. “Per l’IdV è indispensabile aprire una battaglia radicale contro l’evasione fiscale, cominciando dei capitali scudati e illegalmente depositati in Svizzera, e contro la corruzione, ratificando in Parlamento la convenzione di Strasburgo e ripristinando il falso in bilancio. Il governo la smetta di discutere dell’articolo 18 e prenda in considerazione le nostre proposte per il rilancio del lavoro e dell’economia”.

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