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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘proposte’

Scuola e le proposte Anief all’esame del Parlamento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

Si passa dall’abolizione dei paletti sulla mobilità alla stabilizzazione dei precari, dalla conferma nei nuovi ruoli dei facenti funzione Dsga all’attivazione dei nuovi profili professionali Ata, dalla conferma in organico di diritto dei 70 mila posti anti COVID attivati a quelli di sostegno e tanti altri, senza trascurare il problema ancora aperto dei licenziamenti delle maestre con diploma magistrale. Scarica la memoria inviata dal giovane sindacato
E’ all’esame del parlamento la Conversione in legge del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, recante misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia. Gli emendamenti riguardano: la graduatoria idonei al concorso Dsga, il personale facente funzione Dsga, il reclutamento del personale scolastico, il reclutamento dei dirigenti scolastici e del personale con incarichi di vicedirigenza, l’esclusione beneficiari 104 diritto alla mobilità, le scuole italiane all’estero, il licenziamento dei supplenti, la conferma nei ruoli, la mobilità straordinaria e il blocco quinquennale, la conferma fino al 30 giugno e nello stesso istituto dei docenti licenziati, l’organico sostegno, il rapporto alunni docenti, i passaggi verticali e profili AS e C, gli assistenti tecnici in organico di diritto, la stabilizzazione con trentasei mesi, la specializzazione su sostegno, la trasformazione in organico di diritto organico Covid, il Bonus Trasporti Scuola
Marcello Pacifico, presidente nazionale dell’Anief, ha affermato che “sono emendamenti che vogliono rilanciare l’istruzione. Riguardano gli organici, la stabilizzazione dei precari, l’attivazione dei passaggi verticali per il personale Ata, l’attuale concorso Dsga. Sono norme che vogliono confermare nei ruoli i diplomati magistrale, rivedere il rapporto alunni-docenti e intervenire anche sulla mobilità contro il vincolo quinquennale. Per quanto riguarda le Disposizioni in materia di scuola, università ed emergenza, per quanto riguarda la graduatoria idonei Dsga e Call veloce, Anief, all’art. 32 bis, ha proposto di inserire che “nelle graduatorie di merito regionali di cui all’articolo 9 del decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca del 18 dicembre 2018, n. 863 sono ammessi tutti i candidati risultati idonei. Con ordinanza del ministro dell’Istruzione sono disciplinate le norme per poter richiedere, l’assunzione in altra regione, a domanda, prima dell’espletamento delle nuove procedure concorsuali”. Si specifica che la rimozione del limite del 20% di idonei nella costituzione delle graduatorie regionali di merito si rende necessaria per la valorizzazione della professionalità dei candidati che abbiano superato tutte le prove di un concorso pubblico e garantisce la massima funzionalità al sistema consentendo di evitare il sistema di reggenze dei posti da Direttore dei Servizi Generali Amministrativi per gli anni successivi.Per quanto concerne il reclutamento del personale facente funzione Dsga, affinché le istituzioni scolastiche dispongano delle risorse necessarie per garantire la ripresa dell’attività didattica in condizioni di sicurezza, sono disciplinate le norme per garantire, a domanda, i passaggi nei ruoli di Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi del personale assistente tecnico o amministrativo che ha ricoperto tale funzione per almeno un triennio anche non continuativo nell’ultimo decennio. Infatti, dopo l’espletamento dell’ultimo concorso rimarranno più di mille sedi scoperte a fronte di un numero di facenti funzioni che continuerà a garantire il servizio di Dsga; per queste ragioni occorre intervenire tempestivamente premiando l’esperienza e le competenze acquisite dai Ff Dsga.

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Fase3: FDI presenta le proposte per far ripartire il Turismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 giugno 2020

Il settore è fortemente provato a seguito della diffusione del Covid. E’ emerso durante il convegno “Emergenza Turismo” che il partito di Giorgia Meloni ha organizzato a Roma, presso l’Hotel Crowne Plaza Rome-St. Peter’s, presenti le principali associazioni di categoria. Il documento prevede misure volte alla Tutela dell’occupazione come la proroga degli interventi di integrazione salariale; misure urgenti per lavoratori stagionali; reintroduzione voucher e riduzione del 50% fino al 30 settembre 2021 dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per ciascun lavoratore assunto dopo il 23 febbraio 2020 (anche a tempo determinato) e per ciascun lavoratore richiamato in servizio e non licenziato dopo un periodo di integrazione salariale. Sono previsti Incentivi tra i quali ricordiamo: Fondo indennizzo per le imprese; cancellazione delle commissioni sui pagamenti Pos delle aziende del turismo; cancellazione seconda rata Imu, estesa anche ai proprietari non gestori di strutture ricettive. Accanto alle tradizionali campagne di promozione sui mercati internazionali, Fratelli d’Italia propone una campagna straordinaria “Italiani in Italia”, dedicata a riportare nella nostra Nazione per turismo gli italiani che vivono da anni nel resto del mondo. Una platea potenziale di 50 milioni di persone, tra cittadini e oriundi di seconda e terza generazione. Altra priorità per FdI è modificare il bonus vacanze attraverso un meccanismo che consiste nell’incentivare il turista a prolungare la sua permanenza in vacanza premiandolo con una notte gratuita di soggiorno ogni 2 notti prenotate, con le notti aggiuntive pagate direttamente dalla regione attraverso i 2,4 miliardi stanziati per il bonus vacanze, e non sotto forma di credito d’imposta, alla struttura ricettiva, all’albergatore, al B&B.

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Udir invia le sue proposte al Comitato tecnico scientifico per la riapertura delle Scuole

Posted by fidest press agency su martedì, 19 maggio 2020

I Dirigenti Scolastici di UDIR hanno evidenziato al Comitato Tecnico Scientifico la volontà di portare avanti tutte le attività formative in corso e gli adempimenti futuri a condizione di poter svolgere il proprio lavoro in sicurezza e senza responsabilità non riconducibile alle proprie volontà. Per il presidente nazionale Udir, Marcello Pacifico, serve un intervento nel prossimo decreto Rilancio Italia in corso di pubblicazione in Gazzetta ufficiale per trovare soluzioni idonee a consentire la ripresa di esami e lezioni in presenza e tutelare il DS da responsabilità non sue.Bisogna aver subito indicazioni certe circa le modalità di realizzazione degli esami di Stato da svolgere a distanza se non viene esonerato il DS da responsabilità non ascrivibili alla sua volontà in caso di contagio di Covid-19. Di questo, il sindacato ne parlerà con tutti i partecipanti in due webinar tematici con l’avv. penalista Bruccoleri già dalla prossima settimana, alla luce anche delle note dell’INAIL sul riconoscimento del Covid-19 quale malattia invalidante, infortunio sul luogo di lavoro da ascrivere penalmente come responsabilità al datore di lavoro, anche in assenza di una sua concreta responsabilità.I Presidi di UDIR hanno presentato al Comitato Tecnico Scientifico e al Ministero dell’Istruzione nel documento elaborato sulla sicurezza, grazie alla consulenza dall’Ing. Natale Saccone, le domande e le proposte dei tanti dirigenti scolastici che si ritrovano pieni di dubbi sullo svolgimento dell’esame di Stato. UDIR ha espresso la preoccupazione di dover gestire esami ed attività didattiche in presenza nelle Istituzioni Scolastiche di diversa tipologia, con difficoltà aggiuntive come nel caso dei Convitti, senza una chiara attribuzione di compiti e responsabilità.
In questa prospettiva UDIR chiede una forte innovazione del quadro normativo dei carichi di responsabilità dei Dirigenti Scolastici in capo ai quali non può ricadere l’attuazione di tutte le misure di sicurezza senza corrispondenti risorse finanziarie: le modifiche strutturali devono essere compito degli Enti proprietari degli immobili, così come le sanificazioni e le azioni igienizzanti specialistiche. Nel contempo UDIR evidenzia che le Istituzioni Scolastiche non possono trasformarsi – senza competenze e senza strumenti – in improprie strutture sanitarie, chiedendo invece che siano proprio le strutture sanitarie territoriali a occuparsi dello stato di salute di allievi e personale emettendo corrispondenti certificazioni.I Dirigenti Scolastici di UDIR hanno evidenziato infine la necessità di porre una chiara e nuova tutela legislativa sul loro operato e sulla loro funzione in relazione al rischio che componenti della propria comunità scolastica contraggano il Covid-19 pur in presenza dell’applicazione di tutti gli accorgimenti e i protocolli che verranno prescritti. Si è di conseguenza chiesto una modifica del DLGS 81/008 relativo alle responsabilità del Dirigente Scolastico e un ampliamento delle cornici assicurative per i Dirigenti Scolastici.In definitiva i Dirigenti Scolastici di UDIR sapranno garantire un servizio così decisivo e strategico come la Scuola – come del resto hanno fatto assieme ai loro docenti con generosità in questi mesi di Didattica a Distanza – e il proseguimento di tutte le attività gestionali e amministrative, ma nella chiarezza delle indicazioni e all’interno di un nuovo quadro normativo che li veda garantiti dal rischio di vedersi trasformati in capri espiatori in una situazione ancora incerta e dinamica che necessita di competenze definite e accettate da tutte le parti in causa.

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“Proposte per cultura, editoria, sport, innovazione in DL Liquidità”

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

“Abbiamo presentato emendamenti per migliorare l’impianto del DL Liquidità, orientandolo a favore delle industrie della cultura, dell’editoria, dello sport e delle startup innovative. In particolare, per la cultura e lo sport, abbiamo proposto un miglioramento delle condizioni di accesso al Fondo per l’impiantistica sportiva dell’Istituto del Credito Sportivo, così da permettere un accesso a finanziamenti per il miglioramento delle impianti; un credito d’imposta del 60% per le spese in sanificazione dei locali adibiti a cultura e sport con incentivi fiscali per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale; misure per agevolare le imprese culturali e creative; un credito d’imposta per le locazioni di teatri, cinema, luoghi dello spettacolo e centri sportivi; la sospensione fino al 2021 dell’IMU e il suo dimezzamento per l’anno in corso; l’ampliamento dei termini di sospensione contributiva e tributaria per tutto il 2020; l’estensione delle attività di promozione all’estero dell’economia italiana da parte di SACE estese anche al settore culturale; l’introduzione di un voucher “sportivo” per gli abbonati alle palestre e agli impianti, così da rilanciare la domanda e sostenere le imprese. In favore dell’editoria abbiamo promosso un aumento del Fondo per il pluralismo e l’informazione di almeno 200 milioni e fino a 400 per l’anno in corso, così da garantire la buona informazione e le testate editoriali e sosterremo tutte le proposte in questo senso. Per le startup innovative, l’ampliamento delle somme dei finanziamenti garantiti per le PMI da 25 mila euro a 100 mila euro; l’introduzione dei termini di sospensione dei contributi e delle tasse anche per le PMI innovative; l’estensione delle garanzie statali anche alle piattaforme di microcredito e di social lending, come il fintech, spesso utilizzate dalle startup per finanziarsi, così da reincentivare i meccanismi di investimento sul rischio; una ridefinizione del ruolo di Cassa Depositi e Prestiti, all’interno della più ampia normativa sul golden power, per salvaguardare i nostri “gioielli” dell’innovazione, ora in grave difficoltà, che rischiano di essere “predati”; l’introduzione – a fronte dell’uso massiccio del lavoro agile da parte delle aziende e della PA – di un credito d’imposta per gli investimenti in sicurezza informatica. Lanciamo un appello al governo affinchè possa introdurre queste misure, così da garantire fette importanti del nostro tessuto economico-produttivo che, manchevolmente, sono state trascurate negli scorsi provvedimenti.” Così il capogruppo in commissione Cultura, Editoria, Sport e responsabile Cultura e Innovazione di Fratelli d’Italia, deputato Federico Mollicone.

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Lombardia: bocciate tutte le proposte anti contagio del M5S

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 aprile 2020

Il Consiglio regionale della Lombardia, nel corso della discussione su di una risoluzione di misure contro il coronavirus, ha bocciato le proposte anti contagio del M5S Lombardia legate alla mobilità. Nicola Di Marco, consigliere regionale M5S: “Siamo molto delusi, hanno bocciato le nostre proposte per la riduzione dell’affollamento su metro, tram e bus tramite l’incentivazione delle biciclette elettriche utili per lo spostamento dei pendolari della prima cintura dei comuni delle aree più congestionate come potrebbe essere Milano”.Tra le proposte anche quella di incentivare, presso le agenzie ed aziende di trasporto, l’installazione di “dosatori” per gel igienizzante alle fermate ed a bordo dei mezzi pubblici.
“Una bocciatura incomprensibile”, aggiunge Di Marco, “che fa il paio con il no a uno studio per approfondire le modalità di diffusione ed i rischi in contesti particolari come quelli in ambito trasporti, vedi treno con finestre chiuse e condizionatore in funzione oppure vaporizzatori delle fermate della metropolitana attivi in estate, con il coinvolgimento di centri di ricerca ed aziende di trasporto”. “Evidentemente, in questa risoluzione, al centrodestra non interessavano idee di buon senso ma solo pretesti per fare polemica con il Governo” conclude Di Marco.

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Stati Uniti d’Europa. Coronavirus. Quanto tempo ancora? Proposte

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2020

Quando finisce questa emergenza Coronavirus, si chiedono e ci chiedono? La risposta non c’è, almeno che non ci si voglia affidare a un astrologo o a un cartomante.Per affrontare la pandemia ci sono due strade da percorrere: la prima è quella di lasciar correre l’infezione, tesi proposta del premier britannico Boris Johnson, il che provoca un numero elevato di morti, la seconda è quella della ricerca del vaccino e della adozione di misure di contenimento.Le misure di contenimento sono più o meno efficaci in relazione alla predisposizione di piani sanitari, da attuare coerentemente ed efficacemente.E’ sotto gli occhi di tutti che nel nostro Paese le indicazioni sanitarie nazionali sono state parzialmente ignorate e le Regioni hanno fatto da sé. I risultati sono evidenti: circa 129 mila contagiati e 16 mila morti con un indice di letalità, cioè il rapporto tra infettati e i morti, del 12%.
In Germania l’indice di letalità è dell’1,4%. Ci sono circa 110 mila contagiati e 1600 morti.Da rilevare che la Germania ha 83 milioni di abitanti e l’Italia 60 milioni. Il perché lo abbiamo spiegato in un precedente intervento (1), che riassumiamo: la Germania ha predisposto un piano emergenziale in caso di pandemia, fin dal 2005, che è stato eseguito in tutto il territorio. Un esempio per tutti: in Germania si fanno 350 mila tamponi a settimana. Insomma, organizzazione e disciplina.Che fare dunque, per il futuro? Un Piano pandemico europeo, è la risposta, con il trasferimento di poteri sanitari in sede comunitaria.Domani si riunirà il Consiglio europeo, formato dai capi di Stato e di Governo. Potrebbe essere l’occasione buona per approvare iniziative sanitarie, oltre a quelle economico-finanziarie. Occorre muoversi insieme. Occorrono gli Stati Uniti d’Europa. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Coronavirus: Il MAECI accoglie le proposte dell’Anief

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

Dopo la lettera inviata da Anief ai Ministri degli Affari Esteri, della Pubblica Istruzione e della Salute, oggi l’ufficio V ha diramato alle sedi ulteriori disposizioni relative all’emergenza Covid 19, a firma del Direttore della DGSP Min Roberto Vellano
“Grazie alla tenacia e alla competenza di Anief, afferma il Presidente Marcello Pacifico, il personale scolastico in servizio all’estero, che abbia necessità di rientrare in Italia, oggi può farlo. Può fare domanda di ferie per rientrare e poi chiedere di essere collocato in regime di articolo 186 del DPR 18/67, attivando la didattica a distanza”.“Questo è un nostro successo – dichiara il delegato al settore estero dell’Anief, prof Salvatore Fina – fin dal primo incontro al MAECI abbiamo chiesto con forza di tutelare il diritto alla salute e i diritti previsti dal CCNL”.Oggi siamo particolarmente soddisfatti di questo risultato che premia il nostro modo di fare sindacato: aperto, competente e trasparente. Ci sono anche cose che vanno seguite e chiarite, Anief come sempre sarà al fianco dei docenti e di tutto il personale che si rivolgerà a noi.Si trasmette il seguente messaggio a firma del Direttore Centrale Min. Roberto Vellano:Negli ultimi giorni un numero sempre maggiore di paesi sta adottando misure di contenimento del contagio da coronavirus, ivi inclusa la sospensione delle attività a livello sia scolastico che universitario. Questa Direzione Generale ha promosso modalità organizzative di didattica a distanza a cura dei dirigenti scolastici all’estero. Da più parti sono state rappresentate richieste di rientro in Italia di personale scolastico, per necessità di carattere personale o timori in relazione al sistema sanitario locale.
Alla luce di quanto precede, sentite per le vie brevi le principali Ambasciate nelle cui Circoscrizioni presta servizio personale della scuola all’estero e su indicazione della Segreteria Generale, tenuto anche conto che nella stragrande maggioranza dei paesi la didattica a distanza può essere svolta anche dall’Italia, alla luce dell’eccezionalità della crisi pandemica in corso, questa Direzione Generale segnala che è possibile, per il personale scolastico che ne faccia richiesta, l’assunzione al MAECI ex art. 186 del D.P.R. n. 18/1967 senza necessità di presenza fisica al Ministero, in ragione anche delle misure di restrizione dei movimenti sul territorio italiano. Si attira l’attenzione sui seguenti aspetti:
a) in caso di richiesta di rientro in Italia da parte di personale scolastico, le sedi di riferimento dovranno esprimere un motivato parere, sulla base della situazione locale e delle specifiche esigenze di servizio e del lavoratore;
b) in base al decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti di concerto con il Ministro della Salute 120/2020, che ad ogni buon fine si allega, chiunque rientri in Italia è sottoposto per un periodo di 14 giorni ad isolamento precauzionale obbligatorio. In tale periodo non potrà essere richiesta prestazione lavorativa;
c) l’art. 186 del D.P.R. prevede una decurtazione progressiva dell’assegno di sede, che è ridotto della metà dopo i 20 giorni e per un periodo che non può superare in ogni caso 50 giorni, cessando dopo tale termine: il personale che intenda avvalersene dovrà esserne esplicitamente informato;
d) la didattica a distanza potrà essere successivamente organizzata dal dirigente scolastico, ove presente, o sotto la supervisione dell’Ufficio Diplomatico-Consolare di riferimento.
Come già indicato per le vie brevi a molte Sedi, per quei Paesi che non avessero ancora sospeso le attività didattiche in presenza a livello scolastico e/o universitario, si vorrà verificare in uno spirito di collaborazione e di tutela dei lavoratori italiani: a) possibilità di avvio della didattica a distanza, sottolineandone l’opportunità in questo frangente; b) le misure di contenimento da contagio adottate, su cui eventualmente sensibilizzare gli interlocutori.

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DigitaLife selezionato tra le proposte di Agis Scuola

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 novembre 2019

Il film prodotto da Varese Web con Rai Cinema entra nelle proposte di Agis Scuola. Ecco come organizzare una proiezione in ambito scolastico. DigitaLife, il film prodotto da Varese Web con Rai Cinema e Fondazione Ente dello Spettacolo e diretto da Francesco G. Raganato, entra nelle proposte di Agis Scuola, punto fermo nei rapporti tra mondo della scuola e mondo dello spettacolo. Per richiedere di poter organizzare una proiezione del film nella propria città, basta prendere contatto con la produzione inviando una mail all’indirizzo digitalife.film@gmail.com. Ogni anno, infatti, Agis Scuola pubblica e promuove la diffusione del catalogo “Film per le Scuole” che raggruppa schede didattiche sui film adatti alla visione in ambito scolastico di ogni ordine e grado. Il catalogo è reso a titolo gratuito alle scuole che ne facciano richiesta e in tempi utili perché queste possano inserire le proiezioni dei film scelti nel piano dell’offerta formativa.
Nato dall’idea di raccontare come internet e il digitale hanno cambiato la vita di tutti i giorni, il film si compone di oltre 50 storie, scelte tra le centinaia raccolte in quasi due anni di lavorazione. Un racconto collettivo realizzato con i contenuti video generati dagli utenti che tocca diversi argomenti: la nascita di internet, la perdita di una persona cara, il mondo del lavoro in evoluzione, la rinascita dopo una crisi, la ricerca di una felicità perduta, la possibilità di socializzare, viaggiare, condividere esperienze ed emozioni. Ma anche il terrorismo, il mondo dell’informazione, il cyberbullismo. Il tutto con una visione di speranza nel futuro. DigitaLife è uscito nelle sale a gennaio 2019, da allora, per il docufilm, è iniziato un lungo tour promozionale che ha toccato diverse città italiane, riscuotendo un grande successo di pubblico.«DigitaLife che entra nelle aule scolastiche è una notizia che mi riempie di orgoglio. Il pubblico migliore per questo film è rappresentato proprio dai ragazzi e ragazze in età scolare. Sono loro che vivono davvero una vita digitale – afferma il regista di Digitalife, Francesco G. Raganato. Questo film non gli insegnerà nulla, non darà delle risposte, ma gli farà fare tante domande. Dopotutto la scuola serve anche a questo. Quanto a me, sono contento di ritornare in classe in questo modo».
Entusiasta anche Marco Giovannelli, produttore e autore del film: «Siamo appena stati a Padova per l’apertura del festival Digital meet, andremo al Salone dei pagamenti a Milano. Questo dopo aver fatto iniziative e proiezione in quasi tutte le regioni d’Italia. Ogni volta restiamo colpiti dalla risposta degli spettatori. Per i più giovani è un’occasione particolare perché loro sono nativi digitali e conosco relativamente poco il cambiamento, ma il film non ha la propria energia nella tecnologia, ma nelle storie di vita. E queste arrivano a tutti, senza distinzione di età».

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Partnership per gli Obiettivi – Le proposte dal Rapporto ASviS 2019

Posted by fidest press agency su martedì, 5 novembre 2019

Per il Goal 17 “Partnership per gli Obiettivi” il Rapporto ASviS evidenzia come in Italia, dopo sei anni di aumento costante di Aiuto pubblico allo sviluppo (Aps), nel 2018 gli investimenti sono calati del 21,3%, cifra destinata a scendere stando alle previsioni della Legge di Bilancio 2019 che prevede fondi per 5,1 miliardi di euro per il 2019, 4,7 nel 2020 e 4,7 nel 2021.Manca un approccio coerente alle politiche di sostenibilità interne ed esterne. Nel caso della cooperazione internazionale, la Legge 125/2014 prevede una catena di responsabilità per il monitoraggio della coerenza delle politiche, ma i relativi meccanismi pratici non sono pienamente operativi: il Comitato interministeriale per la cooperazione allo sviluppo (Cics) e il Comitato nazionale per la cooperazione allo sviluppo (Cncs) si sono riuniti solo saltuariamente, mentre l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) non ha mai funzionato completamente a causa della mancanza di risorse umane e di una scarsa chiarezza nella divisione dei compiti rispetto al Maeci.
Ancora in stasi l’operatività della riforma del Terzo Settore a causa della mancata entrata in vigore del Registro Unico del Terzo Settore, con tutti gli impatti conseguenti sulla fiscalità e gli adeguamenti statutari delle organizzazioni.

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Scuola: Le proposte di Anief al prossimo governo

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

Il presidente nazionale dell’Anief, Marcello Pacifico: “Il nuovo esecutivo potrebbe fare tanto per la scuola, in particolare per adeguare l’organico di fatto a quello di diritto”
L’implosione del governo gialloverde mette a rischio alcuni provvedimenti relativi al comparto Istruzione. In particolare sono destinate a un nulla di fatto tutte le promesse relative all’accordo pre-elezioni europee dello scorso aprile fra il Ministero dell’Istruzione e le altre organizzazioni sindacali, a cominciare dagli aumenti di stipendio per il personale della scuola. Non tutto è perduto, però, nel senso che Anief rilancia le proprie proposte al prossimo esecutivo, di transizione, o di scopo nell’ambito di questa legislatura.Lo spiega nel dettaglio il presidente nazionale Anief Marcello Pacifico, in un intervento radiofonico a Italia Stampa: “Il prossimo esecutivo potrebbe fare alcune determinazioni, ad esempio per la riapertura delle GaE e il doppio canale di reclutamento, per consentire agli idonei dei vecchi concorsi di essere assunti nelle altre regioni e, in generale, per adeguare l’organico di fatto all’organico di diritto”

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USB presenta a Palazzo Chigi le proposte per il Sud

Posted by fidest press agency su martedì, 30 luglio 2019

L’Unione Sindacale di Base ha partecipato nel pomeriggio di ieri a Palazzo Chigi al tavolo organizzato dal governo sulle politiche per il Sud. Queste in sintesi le proposte avanzate da USB:
Lavoro: piano per allargare la capacità assunzionale degli enti locali, in deroga al patto di stabilità. Clausola del 34% degli investimenti in conto capitali per la PA destinati al Mezzogiorno, da investire in opere utili e messa in sicurezza del territorio, con l’introduzione di una clausola sociale che tuteli l’inserimento di lavoratori meridionali nei futuri appalti.
Scuola: ristrutturazione e rilancio dell’edilizia scolastica, asili pubblici gratuiti, recupero dell’evasione e dispersione scolastica, aumento degli insegnanti anche di sostegno, diminuzione del numero degli alunni per classe, tempo pieno almeno al 50% in tutte le scuole
Sanità: investimenti pubblici nel sistema sanitario anche per evitare l’emigrazione sanitaria verso altre regioni, ristrutturazione ed ampliamento offerta sanitaria pubblica in tutti i sensi.
Sociale: investimenti pubblici per le infrastrutture sociali a partire dai nidi (rispetto degli accordi di Barcellona del 2006, per garantire il 33% della copertura di asili nido 0-3 anni per numero di bambini nelle regioni del sud), passando per i servizi per i disabili, i minori a rischio, gli anziani, piani di formazione per i giovani e le donne, fino ai centri antiviolenza per le donne.
Trasporti: reti ferroviarie moderne, porti, potenziamento del trasporto pubblico urbano. Rafforzamento della rete delle autostrade del mare tra i porti del Sud e il completamento di alcune linee ferroviarie strategiche come la Napoli-Bari o la Bari-Brindisi-Taranto.
Energia: reti energetiche all’insegna del risparmio energetico e promozione delle fonti rinnovabili.
Ambiente: investimenti massicci nel risanamento ambientale anche urbano in Puglia, Campania, Calabria, terre di sversamenti di rifiuti tossici industriali; sostegno e promozione di una gestione dei rifiuti premiale all’insegna della raccolta differenziata spinta. Valorizzazione dei beni ambientali, culturali e storici di cui tutto il Sud è ricco, con stimolazione del turismo anche ecosostenibile.
Sport: impianti sportivi pubblici e gratuiti a partire dai quartieri più degradati e disagiati delle grandi aree metropolitane capaci di attrarre i giovani fin dall’età scolare e sottrarli alla cultura della strada e della criminalità.
USB chiede anche la ricostruzione della governance dei Fondi strutturali europei, poiché è inaccettabile che a fronte delle ingenti risorse economiche disponibili, le regioni del Mezzogiorno continuino ad avere incapacità di spesa di quelle risorse che i cittadini stessi hanno contribuito ad alimentare. Chiediamo che vengano previste forme di controllo sull’operato delle amministrazioni pubbliche regionali da parte dei cittadini e pretendiamo che Regioni e Ministeri mettano in campo corsi gratuiti di formazione, di progettazione e gestione di progetti a valere sui fondi strutturali. Accedere a tali fondi è impensabile per coloro che non hanno risorse per pagarsi corsi che sul mercato hanno costi inaccessibili.

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Scuola e P.A.: Anief chiede 15 importanti modifiche in audizione in Senato per il personale della scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 5 febbraio 2019

Tra le proposte: utilizzo risorse RDC per salario minimo nei rinnovi contrattuali del pubblico impiego e per recupero IVC 2016-2018, estensione quota 100 alla data di conversione in legge, flessibilità tra età anagrafica e contributiva per requisiti minimi, esonero dalla Fornero per il personale scolastico, estensione carattere gravoso a tutti i docenti e della rateizzazione a 80 mila euro dell’onere dei contributi da riscatto e della platea del personale interessato (50 anni), limite dell’1,5% della tassazione dell’importo di finanziamento per la liquidazione ed estensione della detassazione TFS a 76 mila euro.
Il giovane sindacato è stato ricevuto in audizione (presenti Daniela Rosano e Chiara Cozzetto dell’Ufficio legislativo della Segreteria nazionale) dalla XI commissione Lavoro per proporre modifiche al decreto-legge n. 4 del 28 gennaio scorso, che apre per il prossimo triennio una “finestra” per andare in pensione a 59 anni con “Opzione Donna” e tutti a 62 anni. Alla luce della peculiare situazione dei lavoratori del comparto dell’istruzione e della ricerca, le proposte emendative prevedono:
l’utilizzo delle risorse del reddito di cittadinanza anche per agganciare i nuovi aumenti contrattuali all’aumento del costo della vita, per il biennio 2019/2020 a fronte di quanto stanziato nella legge di stabilità e l’indennità di vacanza contrattuale al 50% dell’aumento del costo della vita, al netto degli aumenti contrattuali già definiti o da definire per il triennio 2016/2018;
di consentire il pensionamento anticipato a chi matura i requisiti entro la data di conversione in legge del decreto, fermo restando per la scuola la possibilità di andare in pensione al 1° settembre se maturati entro il 31 agosto;
di accedere a quota 100 “a prescindere dall’età anagrafica o dall’anzianità contributiva, calcolando esclusivamente la somma dei due indicatori”, così da poter andare in pensione anticipata anche con 40 anni di servizio e 60 anni di età;
di far valere le disposizioni precedenti all’approvazione della riforma Fornero per tutto il personale della scuola visto il lavoro usurante;
di allargare a scuola primaria e secondaria l’accesso ad Ape Social e a tutti l’agevolazione sui periodi non coperti da contribuzione;
di estendere il riscatto agevolato della laurea passando dai 45 anni di età anagrafica a 50 anni; di rivedere a 76 mila il limite dell’importo di finanziamento generale ed individuale per la liquidazione del trattamento di fine servizio con una tassazione all’1.5%.
Marcello Pacifico (Anief): sono modifiche giuste per un testo che accogliamo con favore, dopo aver lottato per anni nei tribunali quanto già all’indomani della riforma Fornero chiedevamo attenzione per quota 96 del personale della scuola. Oggi il Governo si è finalmente accorto degli errori di una legge che ci aveva allontanati dall’Europa dove si va in pensione a 63 anni con il massimo dei contributi, che fu approvata per ragioni di cassa ma anche per coprire i tanti baby pensionamenti e privilegi avvenuti negli anni passati. La ratio degli emendamenti se condivisa dalla maggioranza giallo-verde non potrà che migliorare un testo che tanti aspettavano.

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Pums: Campidoglio, oltre 4mila proposte dei cittadini

Posted by fidest press agency su domenica, 13 maggio 2018

Dal tram su via Cavour a quello su viale Marconi, dal rilancio della ferrovia Roma-Giardinetti, alla tranvia piazzale del Verano-stazione Tiburtina, fino al proseguimento della metro C. Queste sono alcune delle infrastrutture votate dai cittadini e inserite nel Piano urbano della mobilità sostenibile come obiettivi dell’Amministrazione.Si è chiusa la prima fase di ascolto sul sito Pums con l’arrivo di oltre 4mila proposte da parte dei cittadini e la pubblicazione sul portale di circa 3mila idee. Tra queste 760 dedicate al trasporto pubblico, 480 al tema ciclabilità e più di 200 per le isole ambientali. Nei mesi della consultazione si sono registrati oltre 30mila contatti al portale e più di 20mila voti espressi. I risultati della consultazione online sono stati presentati in conferenza stampa presso l’Università di Roma Tor Vergata, una scelta non causale dato che una delle opere inserite nei programmi dell’Amministrazione è il prolungamento della Roma-Giardinetti fino all’ateneo della Capitale.Secondo la Sindaca di Roma, Virginia Raggi, le proposte e le votazioni registrate sul portale del Pums dimostrano il desiderio dei cittadini di contribuire al cambiamento della mobilità su Roma. I tecnici hanno già iniziato a lavorare a tutte le idee presentate e a stilare una lista di interventi e progettazioni. All’interno del nuovo piano della mobilità sostenibile vi sono i cosiddetti punti fermi, opere infrastrutturali identificate, come necessarie per cambiare radicalmente l’immagine di Roma e recuperare il gap infrastrutturale. In primo piano figurano collegamenti metropolitani, opere tranviarie e ciclabili. Particolare attenzione è riservata ai tracciati del trasporto pubblico. I cittadini si sono espressi e hanno indicato le loro priorità, obiettivo è renderli protagonisti del cambiamento. Per l’assessore alla Città in Movimento, Linda Meleo, le proposte pubblicate sul sito sono eterogenee e riguardano soprattutto le infrastrutture urbane, la ciclabilità e il trasporto pubblico locale. Attenzione particolare è stata data anche alle isole ambientali; fra le più votate figurano Pigneto e Ostia Antica. Di fondamentale importanza i progetti legati alle opere tranviarie, ciclovie e i prolungamenti metro. Una volta terminata l’analisi di fattibilità tecnica, il Pums prenderà la sua forma definitiva. Tutte le opere scelte in base a criteri specifici andranno poi a formare la nuova piantina della mobilità di Roma Capitale.Il presidente della Commissione Mobilità Enrico Stefàno ribadisce che partecipazione diretta e condivisione sono due capisaldi che hanno reso possibile questo risultato. I cittadini hanno espresso le loro preferenze, il sito sarà ancora consultabile e sarà aggiornato con notizie e particolari su ogni progetto, così che tutti possano continuare a visionare il materiale che è stato prodotto.
Per il Rettore dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Giuseppe Novelli, la mobilità è un elemento fondamentale per la vita e lo sviluppo dell’Università Tor Vergata che intende perseguire un modello integrato in linea con la mission orientata allo sviluppo sostenibile. In questa ottica si inserisce un dialogo aperto e fruttuoso con Roma Capitale e con gli tutti gli enti coinvolti.

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Unicredit: le proposte unilaterali di modifica nell’home banking sono inefficaci

Posted by fidest press agency su martedì, 27 marzo 2018

Stiamo ricevendo segnalazioni da parte di clienti Unicredit riguardo la sostanziale impossibilità, nel servizio di home banking dell’istituto, di essere informati riguardo le proposte unilaterali di modifica dei contratti. In genere, come è logico oltre che doveroso, appena accede ad un servizio di home banking, il cliente visualizza le nuove comunicazioni, con evidenza di quelle importanti. Nel caso di Unicredit, invece, non appare niente ed occorre invece andare a cercarle, perfino selezionandole per ciascun argomento e rapporto, seguendo il percorso: Archivio documenti – Ricerca avanzata – Conto corrente – Categoria movimento, selezionando poi “Prop. modifica unilat.” tra queste ultime che sono ben diciannove, e non nove come indicato dalla legenda. Tutto ciò deve essere fatto per ogni tipologia di servizio/prodotto, e pure con l’accortezza di selezionare un periodo di tempo abbastanza ampio! E’ fin troppo ovvio che la procedura adottata da Unicredit non sia rispettosa delle leggi, oltre che dei clienti. E’ come se il cliente di un’agenzia bancaria dovesse recarvisi periodicamente per domandare a ciascun addetto dei vari servizi (cassa, credito, titoli, ecc.) se ci sono modifiche alle condizioni! L’intera normativa e le Istruzioni della Banca d’Italia, sono anzi improntate su di una trasparenza sempre più forte, agevolata dalle nuove tecnologie. Gli intermediari devono infatti assicurare che ogni informativa alla clientela sia completa, chiara, accessibile. L’informativa, inoltre, deve essere utilizzata attivamente da parte degli addetti alla rete di vendita e adeguatamente pubblicizzata sul sito internet. Nel caso di Unicredit manca del tutto l’ultimo punto: l’adeguata pubblicizzazione. Può anche essere corretto che le comunicazioni siano catalogate per categoria all’interno di uno specifico elenco, ma occorre che la banca evidenzi la presenza di nuove informative. Ancora di più quelle fondamentali.Conseguenza di ciò è, come dispone l’articolo 118, comma 3, del Testo Unico Bancario sulla modifica unilaterale delle condizioni contrattuali, che: “Le variazioni contrattuali per le quali non siano state osservate le prescrizioni del presente articolo sono inefficaci, se sfavorevoli per il cliente”.E’ pertanto possibile reclamare per poi eventualmente rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario
http://sosonline.aduc.it/scheda/arbitro+bancario+finanziario_16598.php- Abbiamo anche provveduto a segnalare alla Banca d’Italia, che ha il potere di intervenire per farle cessare, le mancanze di Unicredit. (Anna D’Antuono, legale, consulente Aduc)

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Elezioni 2018. Regione Lazio. Sanità. Analisi e proposte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 febbraio 2018

Roma. Il 4 marzo, oltre alle elezioni nazionali, si svolgeranno anche quelle nella Regione Lazio. Ci sembra opportuno fare un’analisi della situazione. La sanità del Lazio dispone di un finanziamento di circa 10,7 miliardi di euro (anno 2016) come parte del Fondo Sanitario Nazionale. La sanità costituisce circa i tre quarti del bilancio regionale. Per comprendere l’attuale situazione della sanità del Lazio è necessario accennare sinteticamente alla sua storia a partire dagli anni ’90/2000.
A seguito della riforma sanitaria del 1992-93 alle Regioni è stata affidata la gestione dei servizi sanitari ma, contestualmente, è stato imposto di essere responsabili dei propri costi.
Il Lazio già in partenza (anni 90) aveva un surplus di letti e ospedali (specialmente privati e religiosi) e degenza media sensibilmente più alta della media italiana; dunque avrebbe avuto bisogno di interventi incisivi e lungimiranti, anche se è vero che il debito sanitario è passato dai 5.678 miliardi del 2000-2005 ai 163 miliardi del 2016. La progressiva diminuzione del deficit dipende anche dal fatto che a partire dal 2007 leggi sanitarie nazionali hanno portato al commissariamento della sanità del Lazio per eccesso di deficit. La prossima Giunta regionale dovrà essere molto attenta a non sprecare l’occasione che si offre a partire dalla seconda metà del 2018 (fine del Commissariamento), quando tornerà in possesso di tutti gli strumenti di governo della sanità regionale.Alcuni suggerimenti ci appaiono utili:
* Continuare con maggiore decisione nella ristrutturazione degli ospedali e dei posti letto, senza rimanere prigionieri degli interessi consolidati all’interno della sanità ma con decisioni che tengano conto solo ed esclusivamente degli interessi della salute dei cittadini; avere ben presente che le nuove esigenze demografiche e dell’invecchiamento richiedono meno servizi per acuti e più servizi per malati cronici e disabili.
* Affrontare il “buco nero” dei Policlinici universitari che scaricano i loro costi sulla sanità laziale.
* Incrementare i servizi extra-ospedalieri (assistenza domiciliare, centri di cura primaria, medici di base, centri diurni Alzheimer, ecc..)
* A livello generale, spostare risorse dal sistema ospedaliero (cure per acuti) a quello per la cura e assistenza della cronicità e disabilità. Tale diversa allocazione delle risorse andrà fatta progressivamente nell’ambito della legislatura regionale; ad esempio, spostare 100milioni di euro ogni anno per arrivare a fine legislatura a uno movimento di 500 milioni di euro l’anno (su un totale di 10,7 miliardi di spesa)
* Controllare alcuni centri; ad esempio l’ospedale Bambino Gesù (peraltro ottima struttura) di proprietà del Vaticano, riceve ogni anno, in aggiunta al rimborso da parte della regione Lazio delle prestazioni erogate, circa 80 milioni dal Bilancio dello Stato.
* Controllare a tappeto le numerose strutture sanitarie private (religiose e non) accreditate o con accreditamento provvisorio, selezionando solo quelle realmente utili e con servizi di qualità.
* Predisporre un’operazione trasparenza sulla spesa sanitaria, sui servizi utili e quelli inappropriati, sulle nomine e sugli appalti, rendendo accessibili i dati a tutti.
* Impostare una generale opera di valutazione di tutti i servizi e le strutture; dosare finanziamenti e strategie in base agli esiti delle valutazioni; rendere pubblici e comprensibili a tutti (operatori, utenti, cittadini) i risultati delle valutazioni.
* Per le liste di attesa, controllare l’attività intramoenia degli operatori (attività a pagamento in regime privato all’interno della struttura pubblica, effettuata dai dipendenti della struttura) introducendo la regola che l’attività intramoenia è sospesa quando e se le liste di attesa del servizio pubblico superano valori “accettabili”. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Workshop internazionale. ‘Individuale e Collettivo. Prospettive e proposte’

Posted by fidest press agency su martedì, 12 dicembre 2017

Roma Venerdì 15 Dicembre 2017, ore 9:30 Dipartimento di Filosofia Comunicazione e Spettacolo – Aula 7 Via Ostiense 234 si terrà il workshop internazionale “Individuale e Collettivo. Prospettive e proposte”. Programma ​Sessione I – 9:30/11:15 Céline Henne (ENS, Lyon) Al di là dell’opposizione tra individuo e sociale: l’analisi dei conflitti sociali di Dewey Olivier Gaudin (CEMS-EHESS, Paris)Dopo l’individualismo: il controllo sociale degli individui, tra ecologia umana, psicologia sociale e pragmatismo Federica Castelli (Università Roma Tre)
Collettivo, individuale, plurale. Dalla sociologia della folla alle rivolte globali Sessione II – 11:30/12:45Federica Giardini (Università Roma Tre) La relazione costitutiva. Tra femminismi e neomaterialismo Tiziana Terranova (Università di Napoli L’Orientale) Computazione sociale e (neo)monadologie delle reti digitali
Sessione III – 15:00/17.00 Mariannina Failla (Università Roma Tre) L’amicizia in Leibniz tra individuo e comunità Lorenzo Bruni (Università di Perugia) e Matteo Santarelli (Università del Molise)
Da Simondon a Mead. Il preindividuale tra filosofia e sociologia
Paolo Virno (Università Roma Tre) La mente come sfera pubblica
Comitato scientifico Guido Baggio, Federica Castelli, Matteo Santarelli

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I limiti alle intercettazioni proposti dal governo e il diritto di cronaca

Posted by fidest press agency su domenica, 5 novembre 2017

GiornalistiLo affermano, Federazione nazionale della Stampa italiana e Ordine dei giornalisti nella seguente nota: “Le critiche sollevate da magistrati, avvocati, giuristi e associazioni dei giornalisti dovrebbero indurre il governo a rivedere la proposta sulle intercettazioni e il Parlamento a sollecitare radicali modifiche. Sulla cosiddetta “essenzialità” rischia di innescarsi un grave conflitto con pesanti ripercussioni sullo stesso diritto di cronaca e sul diritto dei cittadini ad essere informati su questioni essenziali come la conoscenza di vicende di mafia, corruzione e malaffare. Nel testo, non casualmente, manca per l’ennesima volta il riconoscimento del diritto di pubblicare ogni notizia che abbia il requisito del “pubblico interesse” e della “rilevanza sociale”, a prescindere dalla rilevanza penale, così come stabilito in diverse occasioni dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Il governo finge di ignorare che non tutto ciò ha rilevanza per l’opinione pubblica deve avere necessariamente rilevanza penale. Per questo va salvaguardato il diritto dei giornalisti di pubblicare le notizie, anche se coperte da segreto o senza alcuna rilevanza penale, che possano contribuire a rendere l’opinione pubblica informata. Per questa ragione, oltre a sollecitare le opportune modifiche, Federazione nazionale della stampa italiana e Ordine dei giornalisti saranno al fianco dei colleghi che dovessero essere denunciati, o subire qualsiasi forma di censura, per aver deciso di rispettare gli obblighi deontologici ed il dovere di informare. La nostra critica al testo approvato dal governo è ulteriormente rafforzata dall’assenza di una qualsiasi iniziativa tesa a contrastare le cosiddette “querele bavaglio”, diventate il vero strumento di aggressione e minaccia contro i cronisti che tentato di “illuminare” i territori occupati da mafie e malaffare. Di fronte a questo quadro la Federazione nazionale della Stampa italiana e l’Ordine nazionale dei giornalisti promuoveranno riunioni congiunte degli esecutivi, predisponendo un calendario di iniziative che coinvolgeranno tutte le strutture regionali e nazionali. Non è più possibile accettare che si trovino tempi e maggioranze in Parlamento quando si tratta di dare una “stretta” sulle intercettazioni e non si trovi mai la volontà politica per cancellare il carcere per i giornalisti e per dare una “stretta” a chi insidia il diritto di cronaca e l’articolo 21 della Costituzione”. (fonte: Franco Abruzzo)

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Proposte per riformare l’UE

Posted by fidest press agency su domenica, 12 febbraio 2017

europa-261011-cBruxelles Parlamento europeo. Per migliorare la capacità di azione dell’UE, ristabilire la fiducia dei cittadini e rendere l’economia della zona euro più resistente agli shock esterni, l’UE ha bisogno, in primo luogo, di utilizzare pienamente il trattato di Lisbona e poi, eventualmente, di una riforma che consenta allo stesso trattato maggiore efficacia. Questo il messaggio principale di tre risoluzioni sullo sviluppo futuro dell’Unione europea, che saranno poste in votazione giovedì.La prima risoluzione, redatta da Mercedes Bresso (S&D, IT) e Elmar Brok (PPE, DE) si concentra sulla valorizzazione del Trattato di Lisbona, indicando i vantaggi dei metodi di lavoro comunitari rispetto a quelli intergovernativi e suggerendo che il Consiglio europeo (Capi di Stato o di governo) dovrebbe attenersi al proprio ruolo, ovvero definire le priorità politiche generali, lasciando il processo legislativo al Consiglio dei ministri e al Parlamento europeo.
La seconda risoluzione, redatta da Guy Verhofstadt (ALDE, BE), rileva che le varie crisi hanno dimostrato la tendenza attuale dell’UE a non rispondere in modo efficace e con sufficiente rapidità. Nel testo, si analizza la possibilità di muoversi al di fuori degli strumenti attualmente a disposizione, avviando una profonda riforma del Trattato di Lisbona.La terza risoluzione, redatta da Reimer Böge (PPE, DE) e Pervenche Berès (S&D, FR) affronta la mancanza di convergenza, di cooperazione politica e di politiche di “ownership” nella zona euro. Si propone una strategia di convergenza che si focalizzi sul mercato del lavoro, sugli investimenti, sulla produttività e sulla coesione sociale, per mezzo di una specifica capacità di bilancio dell’area euro finalizzata a tale scopo e finanziata dai suoi Stati membri. Tutte queste proposte fanno parte di un pacchetto che mira a chiarire la posizione del Parlamento europeo sul futuro dell’UE, in vista del 60° anniversario del Trattato di Roma.

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Mmg sul piede di guerra, per i cronici in Lombardia si punta sugli ospedali. Ecco le proposte della Regione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 febbraio 2017

regione lombardiaC’è fermento tra i medici di famiglia in Lombardia per una bozza di delibera che attribuisce l’assistenza dei pazienti cronici alle Aziende sociosanitarie territoriali, cioè agli ospedali, ridimensionando il ruolo del medico curante. Poste 63 patologie croniche principali, spesso compresenti in un solo paziente, la bozza trae spunto dalla classificazione dei pazienti lombardi in tre categorie: 150 mila polipatologici fragili prevalentemente assistibili in ospedale, 1,3 milioni con più d’una patologia cronica “frequent user” dei servizi sanitari o anche dei servizi sociali; 1,6 milioni di cronici con una sola patologia cronica, fin qui effettivamente assistiti dal medico di famiglia. Ci sono poi tra i residenti 6,5 milioni di “sani”, sporadici utilizzatori dei servizi Ssn o non utilizzatori. Dunque, tra 1,6 e 3,2 milioni di lombardi potrebbero presto firmare un patto di cura non con il proprio medico ma con centri servizi esterni alla medicina generale che gestirebbero il piano assistenziale individuale (Pai), siglato sì con il curante, ma poi solo integrabile e mai modificabile da quest’ultimo.
Le ex Asl -divenute aziende di tutela sanitaria – selezionerebbero i gestori dei cronici d’estrazione ospedaliera con bandi per i quali vanno ancora individuati i requisiti d’accreditamento. Quanto alla medicina generale, poco si citano nella bozza i Creg o Chronic Related Groups, gruppi di patologie a ciascuno dei quali da alcuni anni è attribuito un budget con cui oggi si pagano le prestazioni per i pazienti cronici a provider che sono in genere coop di medici di famiglia. Quest’anno si paga ancora la vecchia tariffa, ma dal 2018 il medico dovrà adeguarsi a tariffe ridisegnate con la nuova sperimentazione: tutto qui. Fiorenzo Corti segretario di Fimmg Lombardia, conferma la sua preoccupazione (domani il sindacato tiene un consiglio regionale straordinario). «Che a decidere un percorso di medicina d’iniziativa per i pazienti cronici non sia il medico di famiglia ma un gestore, come sembrerebbe volere la Regione, è una prospettiva che può configurare secondo noi la fine della medicina di famiglia. Abbiamo ottenuto come Fimmg modifiche rispetto al testo iniziale: patto di cura e Pai inizialmente erano affidati al “gestore”, il medico di famiglia non avrebbe potuto modificare il piano assistenziale per il suo paziente e sarebbe servito a dare tachipirine, sciroppo per la tosse, antibiotico dopo 3 giorni, pillola all’iperteso giovane e certificato di malattia che il gestore non fa». Adesso si riaprono delle prospettive ma il monito di Corti è grave. «Stiamo attenti a non disegnare il Pai come una soluzione che si deduce da algoritmi imperniati su elenchi di prestazioni attese senza alcuna mediazione del medico di famiglia: sarebbe come dire che prognosi e terapia li fa oggi il gestore e domani un computer».
Differenti sentimenti animano il presidente Snami lombardo Roberto Carlo Rossi. «Colpisce positivamente che la Regione reputa sorpassato il criterio di attribuire un budget per tipologia di paziente al medico che aderisca ai Creg e di remunerare quest’ultimo in tanto in quanto rispetta quel budget: una visione che si prestava ad obiezioni deontologiche. Però – aggiunge Rossi -ci sono gravi criticità: si “ospedalizza” l’assistenza ai pazienti cronici senza sentire le rappresentanze dei medici. E si affida una prevenzione secondaria “rinforzata” a protocolli compilabili in ultima analisi da personale amministrativo, dimenticando, a torto, il ruolo fin qui avuto dal medico di famiglia nel contenere la domanda di cura». Al medico di famiglia non pare esser stata sottratta la possibilità di stilare i Pai. «Gli è però impedito di modificarli», ammette Rossi. «Eppure, sentenze della Corte dei Conti alla mano, la Regione dovrebbe sapere che al clinico (quale il mmg è), ove vi fosse un vantaggio tangibile per il suo paziente, è sempre concedibile un margine per scostarsi dalle linee guida». Per Rossi i piani assistenziali individuali potrebbero bene essere gestiti dalla medicina di famiglia, «Se il nodo è ricordare di prendere la pillola o indirizzare verso il controllo periodico, ci sono ormai decine di apps per i-phone che per una parte dei nostri assistiti potrebbero svolgere il ruolo dei centri servizi e call center previsti nella nota, a costi inferiori e con il vantaggio di trovarsi in “prossimità” del paziente». (Mauro Miserendino da Doctor33)

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Voto sulle proposte per norme fiscali per le società più eque

Posted by fidest press agency su domenica, 3 luglio 2016

TasseStrasburgo 4-7 luglio 2016. Una lunga lista di raccomandazioni per rendere più equa e chiara la tassazione per le imprese sarà discussa martedì e votata mercoledì.Il progetto di testo – redatto dalla commissione speciale del PE sugli accordi fiscali, Tax II – prevede, tra l’altro, un registro pubblico UE dei beneficiari effettivi delle aziende, una lista nera dei paradisi fiscali, sanzioni contro le giurisdizioni fiscali non cooperative, provvedimenti contro l’abuso dei sistemi di “patent box” (redditi derivanti dalla proprietà intellettuale), un codice di condotta per le banche e i consulenti tributari, buone norme di governance fiscale in tutti gli accordi commerciali dell’UE e una ritenuta alla fonte sugli utili che lasciano l’UE.
I co-relatori sono Jeppe Kofod (S&D, DK) e Michael Theurer (ALDE, DE).
Dibattito: martedì 5 luglio
Votazione: mercoledì 6 luglio
Procedura: risoluzione non legislativa
Conferenza stampa: mercoledì 6 luglio alle 9.30

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