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Prorogati i concorsi della scuola ancora non banditi

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 dicembre 2020

Ci sono disposizioni che riguardano direttamente la Scuola nella bozza del decreto Milleproroghe che domani dovrebbe approdare in Consiglio dei Ministri: nel documento, che attualmente conta 22 articoli – dai Covid Hotel allo stop alle trivelle – si introducono delle proroghe al termino ultimo delle procedure concorsuali. A partire, con slittamento della scadenza al 31 dicembre 2021, da quelle dei docenti di Religione cattolica, previsto dalla Legge 159 del 2019, che quindi, scrive oggi la stampa specializzata, “non vedrà la luce nel 2020”. Slitta di un anno pure il concorso per dirigenti tecnici. Viene spostato alla fine di giugno 2021 anche il termine della valutazione degli apprendimenti svolti in presenza o con la didattica a distanza. E pure dei pagamenti in materia di edilizia scolastica, con la nuova scadenza fissata alla fine del prossimo anno solare.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “a questo punto le istituzioni preposte colgano l’occasione per apportare al bando del concorso di Religione cattolica delle modifiche oggettivamente indispensabile, a partire dal riconoscimento del percorso e del servizio specifici svolti dai singoli docenti di categoria, perché ne siano riconosciuti, come ribadito dalla Cei e dal ministero dell’Istruzione, il valore, la dignità e la professionalità, più volte dimostrati dagli stessi. Non si possono lasciare per strada i precari con 36 mesi di lavoro, tenuto conto che ci sono non meno di 7 mila colleghi con oltre 20 anni di precariato”.Con il decreto Milleproroghe arriva anche una serie di prolungamenti di misure messe in campo dall’inizio dell’emergenza coronavirus che altrimenti si fermerebbero alla fine dell’anno. Diverse riguardano la Scuola. Ad iniziare dalla nuova scadenza per il concorso di Religione cattolica, atteso da quasi vent’anni e che dopo l’intesa Cei-Ministero si pensava che sarebbe stato pubblicato entro il 31 dicembre 2020. Nel decreto si stabilisce che “al comma 1 dell’articolo 1-bis del decreto-legge 29 ottobre 2019, n. 126, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 dicembre 2019, n.159, le parole “entro l’anno 2020” sono sostituite dalle seguenti: “entro l’anno 2021” e le parole “dal 2020/2021 al 2022/2023” sono sostituite dalle seguenti: “dal 2021/2022 al 2023/2024”.Con il decreto Milleproroghe, in procinto di essere approvato dal Governo, si ridefiniscono anche le scadenze degli specializzandi e i dei medici pensionati in corsia fino alla produzione in deroga delle mascherine. Come pure l’operatività del commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri: la proroga, precisa la bozza del decreto, sarà valida fino alla cessazione dello stato di emergenza e comunque non oltre il 1° marzo 2021. Se si decidesse di proseguire oltre con lo stato di emergenza, quindi, sarebbe necessario un ulteriore intervento normativo, sottolinea Orizzonte Scuola.

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Cocer Carabinieri e Cocer Esercito

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2011

Di Giuseppe Fortuna, Francesco Solinas e Antonio Roberti. Con il decreto milleproroghe, il Governo ha ulteriormente procrastinato la scadenza degli attuali  Organismi della rappresentanza militare, sottraendo così tutti i delegati, per la seconda volta  consecutiva, al giudizio naturale del loro elettorato. Abbiamo già detto che si tratta di una decisione antidemocratica che vìola palesemente il disposto  dell’articolo 52 della Costituzione e i principi fondamentali di uno stato di diritto. Ma cosa si muove, in realtà, dietro tale manovra?  Innanzitutto, ci sono, a nostro avviso, i diversi (troppi) delegati degli attuali Cocer interessati a  rimanere in sella nonostante la scadenza del mandato. Alcuni di loro aspirano apertamente alla  rieleggibilità piena o almeno alla possibilità di cumulare altri due mandati consecutivi grazie alla  annunciata riforma della legge 382 del 1978. Per questo, i medesimi delegati sono dichiaratamente  favorevoli a un sistema di (pseudo) tutele che si mantenga interno alle amministrazioni, rimanga  ovviamente a totale carico del bilancio dello Stato (e non dei presunti rappresentati) e sia basato  sugli attuali (e poco democratici) meccanismi di elezione e di funzionamento dei Consigli. In secondo luogo, c’è l’attuale Governo, che, in un comparto così delicato per la sua stessa  sopravvivenza politica, non potendo controllare i sindacati delle polizie civili, cerca di blandire e di  farsi amici i delegati dei Cocer. Che sono gli unici che contano davvero, perché parlano in  rappresentanza di tutto il personale e possono diffondere comunicati agli organi di informazione. Poi, ci sono gli uomini politici e i vertici militari, diciamo così, “tradizionalisti”, quelli che perseguono il solito obiettivo antico e antieuropeo: contrastare ogni apertura, seppur minima, verso  l’associazionismo esterno, autonomo e indipendente dagli stati maggiori. Costoro sanno che l’attuale è Il primo cocer interforze dopo decenni favorevole, sebbene a  maggioranza, al disegno di legge del senatore Ramponi che da tre legislature si sta cercando di far  passare e quindi non vogliono rischiare che sia mandato a casa dai legittimi elettori. Infine, c’è il mare magnum delle ignavie, delle incertezze, delle incapacità di comprensione dei  fenomeni, delle debolezze più o meno in buona fede, delle piccole e grandi ipocrisie. Dove tutti  finiscono per dire la stessa cosa: valutiamo, non dividiamoci, facciamo attenzione … aspettiamo. Ecco perché tutti i cittadini, militari e comuni, che hanno a cuore il miglioramento e l’attuazione  della Costituzione devono impegnarsi  da subito per rigettare, senza se, senza ma e senza  forse, i tatticismi, le indecisioni e le ipocrisie. Noi crediamo che si debba pretendere, si debba  chiedere con insistenza e ad alta voce che siano al più presto convocate le  Adunanze Plenarie, che sono gli unici soggetti legittimati, allo stato attuale, a discutere quanto accaduto e  a decidere il da farsi. Si devono chiedere perché tra breve si riaprirà la partita della riforma delle  legge sulle tutele collettive e individuali dei militari, sulla quale l’attuale e completamente  delegittimato cocer interforze voterà certamente a favore. Non è neppure accettabile il tentativo di quei delegati Cocer che stanno cercando di farsi  rilegittimare dai rispettivi Coir e Cobar con delibere più o meno “ad personas”. La loro elezione, infatti, è stata determinata da tutti i delegati Coir, che a loro volta rispondono a tutti i delegati Cobar che li hanno scelti, e non soltanto dai Consigli dai quali ciascuno proviene. Per tutti questi motivi la parola va data al più presto alle adunanze plenarie. E dovrà essere chiaro  che, se non ne verrà richiesta la convocazione, gli attuali delegati Cocer rappresenteranno soltanto  sé stessi. Se non il Governo che li ha prorogati. (Giuseppe Fortuna Direttore del sito http://www.ficiesse.it Vicepresidente del Direttivo nazionale  Ficiesse, Antonio Roberti Segretario nazionale Ficiesse, Francesco Solinas Segretario Sezione Ficiesse Trieste Componente Direttivo nazionale) (articolo riprodotto in sintesi)

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