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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 201

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Premio Internazionale Prospettiva Danza Teatro

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 giugno 2022

Padova. Promosso e organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova in collaborazione con il Circuito Arteven/Regione del Veneto, con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e della Fondazione Finanza Etica ha raggiunto le oltre 130 iscrizioni. Sono infatti 134 le candidature giunte provenienti da tutto il mondo, a dimostrazione che l’estro e l’originalità dei giovani artisti, danzatori e coreografi di danza contemporanea e d’autore è sempre vivo e in continua crescita. Le candidature per l’edizione 2022 del Premio internazionale sono di giovani danzatori che provengono da Austria, Canada, Francia, Germania, Iran, Israele, Malesia, Malta, Palestina, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Spagna, Stati Uniti d’America, Svizzera, Taiwan, Tanzania, Uganda nonché dall’Italia, con partecipanti di 17 regioni da nord a sud del nostro paese.Il Premio Internazionale Prospettiva Danza Teatro si conferma un importante punto di riferimento per la danza contemporanea e la ricerca coreografica internazionale – afferma Laura Pulin, ideatore e direttore artistico. Le proposte di questa XXIII edizione coinvolgono, oltre alla danza, anche le arti visive e multimediali, la musica dal vivo e la contaminazione con l’arte contemporanea. Le selezioni dal vivo, che continuano anche online, hanno evidenziato un grande fermento creativo e nuovi giovani talenti. Per aggiornamenti sul Premio e sulla prossima edizione del Festival consultare il sito http://www.prospettivadanzateatro.it

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Dalla ‘health diet’ alle ‘health diets’: cosa cambia nella prospettiva globale

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 Maggio 2022

Dal digiuno alla dieta mediterranea, passando per il vegetarianesimo, la dieta molecolare e la dieta chetogenica, con questa sessione vogliamo esporre le evidenze scientifiche di queste diete non annoverate tra le ‘Fad Diets’, le diete che promettono risultati veloci ed eclatanti, promuovono principi rivoluzionari che contraddicono la scienza ufficiale, spesso spingono all’acquisto di prodotti commerciali e, soprattutto, sono quelle diete che non hanno solide basi medico-scientifiche. Il termine ‘Fad’ significa ‘mania’, ‘capriccio’, e quindi la traduzione italiana è ‘dieta alla moda’, ‘dieta del momento’. Le diete mono-alimento come quella del gelato, del panino, del pompelmo, della pasta etc., la dieta del gruppo sanguigno, le diete che si basano su integratori e pasti sostitutivi, i suggerimenti che nascono da esperienze di singoli individui, la dieta del minestrone, la dieta delle combinazioni alimentari, le diete iperproteiche: Atkins, Tisanorica, Scarsdale, Dukan, la dieta liquida, etc.; sono solo alcuni esempi di Fad diets. La maggior parte delle diete alla moda sono associate a un certo grado di rischio per la salute, a breve termine: disidratazione, depressione, affaticamento, movimenti intestinali irregolari e a lungo termine: comportamenti alimentari irregolari che possono influenzare il nostro rapporto con il cibo, portando a sentimenti di fallimento piuttosto che sviluppare le capacità e la fiducia per gestire dieta e peso in modo sano che possono o meno giustificare una diagnosi di un disturbo alimentare specifico. Le diete alla moda portano alla perdita di peso iniziale, ma questa perdita di peso è spesso la perdita di massa muscolare e liquidi anziché grasso corporeo, non solo, spesso queste diete non possono essere seguite a lungo termine poiché molte persone si stancano delle regole e dei limiti rigidi. Nella sessione ‘Dalla health diet alle healthy diets: una prospettiva globale’ vogliamo riportare il focus sulle diete che invece di fondamento scientifico ne hanno e anche da tempo. Parleremo di diete ben bilanciate e strutturate, studiate e adattate alle singole esigenze da specialisti della nutrizione che nulla lasciano al caso nella prescrizione di un regime alimentare specifico. La panoramica sulle diete universalmente riconosciute come sicure per la salute, ed efficaci, fornirà validi e vari elementi per un confronto costruttivo rispetto alla possibilità che esista la dieta sana. “È fondamentale che in un Congresso di medicina estetica si affronti un argomento così importante – commenta il professor Emanuele Bartoletti, presidente della SIME – I medici estetici trattano il sovrappeso e insegnano ai pazienti a mangiare bene. Molto spesso i pazienti durante la visita confessano di star facendo o aver fatto diete faidate solo per averne sentito parlare o perché di moda. Ma purtroppo queste diete, molto spesso, producono degli squilibri metabolici che, in presenza di patologie associate, possono compromettere seriamente la salute del paziente. Quindi è giusto fare luce ‘scientifica’ sulle diete valide e quelle invece solo ‘Fad’ affinché il medico estetico possa gestire al meglio i propri pazienti”.

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Guardando al 2021, una prospettiva per gli investitori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 gennaio 2021

A cura di Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm. Il 2020 resterà un anno impresso nella memoria per lungo tempo.Se guardiamo con attenzione alle principali notizie che hanno caratterizzato quest’ultimo anno, possiamo individuare due temi ricorrenti: economia e sanità. Raramente questi temi sono stati così dirimenti e così al centro dell’attenzione non solo degli investitori ma del pubblico in generale. Il tema centrale del 2021 sarà l’assistenza sanitaria, ancora al centro delle preoccupazioni di cittadini e governi. Se chiedessimo agli investitori qual è il rischio principale per il 2021, la maggior parte di loro parlerebbe probabilmente dell’efficacia dei vaccini, con un elemento di incertezza legato a una possibile mutazione del virus o all’efficacia del poderoso programma vaccinale. Oggi molti Paesi occidentali stanno vivendo la fase più acuta dall’inizio della crisi e si trovano costretti a implementare misure di distanziamento molto dure, simili a quelle della scorsa primavera. Ciò mette ancora più pressione sul programma di vaccinazione e sul piano A, B e C per uscire dalla crisi.
Il secondo tema è quello della ripresa economica. Laddove il 2020 è stato dominato dalla recessione, con i governi che hanno dovuto investire le proprie risorse per mantenere a galla la nave, non sembra irragionevolmente ottimistico sperare che il 2021 sia un anno più positivo economicamente. Vale la pena notare che, prima della pandemia, non tutte le economie stavano andando a gonfie vele. Il ciclo economico mostrava segni di maturità, soprattutto in certi paesi e in certe regioni. In questo senso è improbabile che il successo dei vaccini Covid-19 sia un proiettile d’argento per le economie in difficoltà di tutto il mondo. La questione non si riduce alla velocità della ripresa globale, ma anche alla sua portata. Gli investitori si chiederanno se le economie nel medio termine avranno la capacità di tornare velocemente oltre il punto in cui eravamo prima del Covid-19, sotto l’impulso di investimenti pubblici senza precedenti, o se dovremmo aspettarci il tipo di ripresa lenta e misurata che abbiamo visto dopo l’ultima crisi.
L’ultima domanda che ci dobbiamo porre, con un’ottica più di lungo termine, è come cambierà il mondo a partire dal 2021 e come riflettere questo cambiamento nei portafogli. La crisi del coronavirus ha scosso la vita di tutti in misura diversa, con molte persone che hanno visto stravolta la propria realtà privata e lavorativa. Allo stesso modo, la questione della sostenibilità è in primo piano non solo nelle menti degli investitori, ma anche in quelle dei governi e delle popolazioni globali. Una crescente attenzione alla gestione delle esternalità è una tendenza che vediamo continuare nel 2021, dopo che il 2020 ha evidenziato alcune delle questioni ambientali che potremmo dover affrontare nel prossimo futuro. L’isolamento e la localizzazione resi necessari dal Covid-19 nel 2020 potrebbero portare a una riconsiderazione generale delle catene di approvvigionamento da parte di governi e aziende. In vari punti, la pandemia ha messo maggiormente a fuoco alcuni degli elementi insostenibili delle catene di approvvigionamento globali e la sicurezza di esse è stata messa in discussione in diverse occasioni. Il 2021 potrebbe essere l’anno in cui i governi e le aziende inizieranno a pensare un po’ più attentamente alla sostenibilità delle loro operazioni di approvvigionamento non solo come tema etico ma anche pratico. Con una solida pianificazione, un’efficace gestione del portafoglio e un posizionamento ampiamente conservativo, il 2020 è stato un anno di resistenza. Guardando al 2021, tuttavia, le prospettive sembrano più rosee. (abstract by https://www.moneyfarm.com/it/)

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Una prospettiva sostenibile per le infrastrutture digitali”

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 novembre 2020

A cura di Benjamin Kelly, Analista senior, Ricerca globale e Antonio Botija, Responsabile originazione e investimenti, Investimenti infrastrutturali di Columbia Threadneedle Investments. Quando pensiamo alle infrastrutture, la nostra mente va immediatamente alle reti di trasporto, agli edifici o ai sistemi fognari, idrici ed elettrici: tutti elementi fisici o architettonici. Tuttavia, in un mondo le cui certezze sono state stravolte dall’epidemia di Covid-19, anche il settore delle infrastrutture sta cambiando faccia. Le crisi hanno la tendenza ad accelerare i trend preesistenti: l’economia della condivisione ha spiccato il volo all’indomani della crisi finanziaria globale, e la bolla delle dot.com ha inaugurato un’era di innovazione duratura. Anche il mondo post-Covid sarà forgiato dall’avvento di nuove tecnologie ed aziende, che consentiranno alle persone di lavorare, rilassarsi e mangiare “a distanza” (nell’immediato perlopiù da casa), e che abiliteranno il passaggio dalla modalità offline a quella online in tutti i settori e le fasce demografiche. Il Covid-19, dunque, sta rendendo più urgente il bisogno di una trasformazione digitale, laddove il digitale va considerato come un settore infrastrutturale a pieno titolo. Pur essendo più piccolo e meno diversificato, il mercato B2B era un’area in crescita, ma il minore ruolo del lavoro d’ufficio rischia di gettare ombre sulle prospettive a breve termine di questo settore.In aggiunta a tutto questo, è in corso il fenomeno della migrazione dei dati sul cloud. Dunque, la domanda è certa e gli elementi infrastrutturali sono già presenti, ma al momento la loro capacità di far fronte alla domanda è insufficiente. Il rapido ritmo di cambiamento registrato da questo settore negli ultimi 20 anni ha reso obsolete le reti costruite il secolo scorso.Inoltre, benché come già menzionato in nove paesi la fibra ottica ad alta velocità costituisca già il 50% o più delle connessioni internet fisse, nei 37 paesi studiati dall’OCSE la percentuale di fibra rispetto alla banda larga complessiva non è andata oltre il 27% (giugno 2019), in rialzo dal 24% di un anno prima. La trasformazione che si rende necessaria richiede ingenti quantitativi di capitali, creando opportunità per gli investitori. Ciò richiederà una combinazione di fondi pubblici e privati. In fondo, si tratta di beni con una lunga vita operativa che offrono servizi essenziali, con cash flow elevati (clienti che stipulano contratti continuativi) e in grado di generare crescita di lungo termine durante le fasi ribassiste o stazionarie dei mercati, come quella attuale. Questo è un aspetto fondamentale per gli investitori istituzionali ma anche per altre tipologie di investitori.Un’altra promessa dell’investimento in infrastrutture digitali è data dall’opportunità di investire in maniera significativa nella sostenibilità. Tuttavia, la crescita della domanda continua ad essere compensata dalla maggiore efficienza dei server e delle infrastrutture dei centri dati . Viste le previsioni relative alla futura crescita della domanda, i centri dati costruiti sul presupposto della sostenibilità sono una necessità, non un lusso.Le società stanno integrando attivamente i fattori di sostenibilità nelle decisioni che prendono in materia di infrastrutture digitali. Gli azionisti, ovviamente, hanno la capacità di incidere su tali scelte e sulle fonti energetiche utilizzate dalle aziende. Un’altra parte fondamentale del dialogo sulla sostenibilità viene dagli stessi centri dati e dalle loro sedi e attività operative. Se la pandemia di Covid-19 ci ha insegnato qualcosa, è che ciò che prima potevamo ritenere inconcepibile è ora decisamente fattibile, economicamente efficiente ed ecologicamente giusto. Il futuro del lavoro si preannuncia molto diverso dal passato, e le infrastrutture digitali giocheranno un ruolo cruciale in questo cambiamento.

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“La prospettiva dell’effimero. Antonio Joli e la scena per angolo”

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

Modena. E’ il titolo della mostra che “La Galleria. Collezione e Archivio Storico” di BPER Banca presenta dal 18 settembre all’8 novembre 2020 presso gli spazi espositivi di via Scudari 9 a Modena.L’esposizione viene inaugurata in occasione del festivalfilosofia 2020 e interpreta il tema selezionato per la ventesima edizione del festival – Macchine – a partire da una “scena per angolo” di Antonio Joli (Modena, 1700 – Napoli, 1777), parte della Collezione di BPER Banca. L’opera è testimonianza del desiderio di “spettacolarità” che caratterizza le corti barocche, non solo in relazione al gioco scenico, ma anche in un’accezione più ampia, in cui le idee di “artificio” e “meraviglia” rispondono ad esigenze di occasionale magnificenza dinastica.Curato da Lucia Peruzzi, storica dell’arte e consulente di BPER Banca, il percorso espositivo si apre con l’opera ad olio su tela di proprietà di BPER Banca – “Sansone abbatte il tempio” – che consente di approfondire la fase iniziale del pittore, connotata da un marcato intento scenografico e teatrale, rendendo conto dei suoi primi interessi, orientati verso il genere del “capriccio architettonico”. Il dipinto è posto, quindi, in dialogo con due tele dello stesso autore, provenienti dal Museo Civico d’Arte di Modena: una seconda opera intitolata “Sansone abbatte il tempio” e un dipinto dedicato all'”Incendio di Troia”.
La mostra è aperta al pubblico dal 18 settembre all’8 novembre 2020. Orari di visita in occasione del festivalfilosofia: venerdì 18 e domenica 20 settembre ore 10.00-18.00, sabato 19 settembre ore 10.00-23.00. Orari di apertura ordinari: il primo weekend del mese, da venerdì a domenica ore 10.00-13.00 e 14.00-18.00; sabato 3 ottobre, in occasione di “Invito a Palazzo”, orario continuato 10.00-19.00. Visite guidate, gruppi e aperture straordinarie su prenotazione. Ingresso libero previo utilizzo di dispositivi di protezione individuale. Catalogo disponibile presso la sede espositiva. http://www.lagalleriabper.it.

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“La prospettiva dell’effimero. Antonio Joli e la scena per angolo”

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2020

Modena. E’ il titolo della mostra che “La Galleria. Collezione e Archivio Storico” di BPER Banca presenta dal 18 settembre all’8 novembre 2020 presso gli spazi espositivi di via Scudari 9. L’esposizione viene inaugurata in occasione del festivalfilosofia 2020 e interpreta il tema selezionato per la ventesima edizione del festival – Macchine – a partire da una “scena per angolo” di Antonio Joli (Modena, 1700 – Napoli, 1777), parte della Collezione di BPER Banca. L’opera è testimonianza del desiderio di “spettacolarità” che caratterizza le corti barocche, non solo in relazione al gioco scenico, ma anche in un’accezione più ampia, in cui le idee di “artificio” e “meraviglia” rispondono ad esigenze di occasionale magnificenza dinastica.Curato da Lucia Peruzzi, storica dell’arte e consulente di BPER Banca, il percorso espositivo si apre con l’opera ad olio su tela di proprietà di BPER Banca – “Sansone abbatte il tempio” – che consente di approfondire la fase iniziale del pittore, connotata da un marcato intento scenografico e teatrale, rendendo conto dei suoi primi interessi, orientati verso il genere del “capriccio architettonico”. Il dipinto è posto, quindi, in dialogo con due tele dello stesso autore, provenienti dal Museo Civico d’Arte di Modena: una seconda opera intitolata “Sansone abbatte il tempio” e un dipinto dedicato all'”Incendio di Troia”.
«Queste tele – scrive la curatrice – con la loro affascinante commistione di artificio e verità ci immergono nel mondo effimero e vivace dei teatri e della scenografia della corte estense agli inizi del Settecento e ci rimandano a quelle suggestive ‘apparenze di scena’ che si susseguivano sapientemente durante gli spettacoli: ‘atrii grandi illuminati, fabbriche remote e rovinate, fabbriche diroccate’. Già nel secolo precedente si erano affermate a Modena con grande successo le specializzazioni pittoriche del quadraturismo, del rovinismo e della scenografia prospettica. Nella città estense di primo Seicento, da poco assurta al rango di capitale del ducato, vengono impiegati progettisti e scenografi, architetti e noti pittori che, all’occasione, si cimentano in ardite invenzioni per offrire al pubblico artifici mirabolanti e soddisfare le richieste di una corte consapevole dell’importanza del messaggio dell’arte ai fini della propria celebrazione. Provengono in gran parte dalla vicina Bologna, il centro propulsore della cultura scenografica e teatrale del tempo, e realizzano imprese decorative assai vaste mostrandosi in grado anche di creare apparati scenici e festivi di carattere effimero: macchine, caroselli, tornei, giochi d’acqua e ‘fuochi d’allegrezza’. La tradizione scenografica emiliana riceve un impulso decisivo, tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento, con l’adozione della “scena per angolo” per opera di Ferdinando Galli Bibiena, del tutto innovativa rispetto alle tradizionali costruzioni prospettiche a unico asse centrale di ascendenza rinascimentale tipiche del teatro barocco. In questo contesto culturale si inserisce la produzione giovanile di Antonio Joli. Le opere qui presentate, nella soluzione del taglio obliquo della veduta, nei motivi di balaustre e di balconate aggettanti, denunciano un puntuale rimando ai dettami bibieneschi. Senza dubbio, per la loro forte evocazione di macchine e quinte teatrali, costituiscono trasposizioni di scenografie smarrite da collegare a opere musicali messe in scena intorno al 1725 al suo ritorno da Roma. In particolare nel Sansone la bellissima invenzione di rappresentare il crollo in atto costituisce una rarissima annotazione di tecnica teatrale, il cosiddetto ‘diroccamento a vista’, in cui, una macchina teatrale azionata per mezzo di complesse manovre di funi, pesi e contrappesi, anziché rappresentare staticamente un cumulo di macerie, fissa la dinamica del crollo proprio nel momento in cui l’architettura sta per abbattersi con fragore sul palcoscenico».
La mostra è aperta al pubblico dal 18 settembre all’8 novembre 2020. Orari di visita in occasione del festivalfilosofia: venerdì 18 e domenica 20 settembre ore 10.00-18.00, sabato 19 settembre ore 10.00-23.00. Orari di apertura ordinari: il primo weekend del mese, da venerdì a domenica ore 10.00-13.00 e 14.00-18.00; sabato 3 ottobre, in occasione di “Invito a Palazzo”, orario continuato 10.00-19.00. Visite guidate, gruppi e aperture straordinarie su prenotazione. Ingresso libero previo utilizzo di dispositivi di protezione individuale. Catalogo disponibile presso la sede espositiva. http://www.lagalleriabper.it.

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Investimenti: “In prospettiva”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

A cura di Alessandro Aspesi, Country Head Italia di Columbia Threadneedle Investments. 10% – Mentre leggete le prossime pagine, tenete a mente questa cifra. Questo è il rendimento medio annuo approssimativo dell’S&P 500 Index, l’indicatore standard della performance dei mercati azionari negli Stati Uniti, dalla sua data di lancio nel 1926.1 La parola chiave qui è “medio”: in questi 94 anni si sono registrati molti alti e bassi pronunciati. È anche la dimostrazione della potenza, della coerenza e della resilienza del mercato azionario; questo tasso è così elevato che i rendimenti a lungo termine delle azioni hanno ampiamente superato quelli delle altre principali classi di attivi, come le obbligazioni e le materie prime.2 Per gli investitori che si sono impegnati a rimanere investiti a lungo, i benefici sono stati consistenti.L’andamento positivo dei titoli azionari nel tempo crea un quadro generale molto interessante. Un’osservazione più attenta, tuttavia, fa emergere alcuni particolari spiacevoli. A partire dal lancio, l’S&P 500 ha registrato 11 flessioni pari o superiori al 20% rispetto a un massimo storico, fenomeno considerato generalmente indicativo di un mercato ribassista. Ognuna di queste flessioni è scaturita da un insieme specifico di circostanze, e le successive riprese hanno avuto durate molto variabili.In primo luogo, che riusciamo ad affrontarli sempre meglio. All’indomani di ogni evento, i principali operatori di mercato e le autorità di regolamentazione hanno promosso riforme riguardanti la struttura del mercato, l’attività di negoziazione e le regole d’investimento.La seconda cosa che abbiamo imparato è che i mercati hanno sempre recuperato terreno. La volatilità (in entrambe le direzioni) è stata assorbita nel trend al rialzo di lungo periodo. Gli investitori che sono rimasti investiti hanno accusato il colpo, ma ne hanno anche tratto beneficio nel lungo termine.L’attuale contrazione è stata causata in ultima analisi dall’impatto globale del Covid-19 sulle normali operazioni delle imprese, sui governi e sul sistema finanziario. Si tratta di un fenomeno di natura strutturale, dovuto a stravolgimenti economici fondamentali che hanno eroso il valore di mercato e la fiducia degli investitori. La gravità e la durata del ribasso dei mercati sono ancora da determinare, ma il successo nell’affrontare la causa dell’attuale flessione – la diffusione in atto di una pandemia globale – sarà, a nostro avviso, il fattore che ci metterà sulla strada della ripresa. Se la si guarda in questo modo, la situazione appare relativamente semplice. Abbiamo un solo drago da uccidere, il nuovo coronavirus, per quanto si tratti di un nemico mai visto e formidabile.
È importante notare che nell’attuale contesto potremmo osservare una variazione rispetto a queste tendenze. Determinati titoli sanitari, che storicamente hanno sottoperformato, potrebbero evidenziare un andamento molto più sostenuto data la domanda di test, diagnostica, strumenti e prodotti. Si è registrata inoltre un’esplosione dei consumi online per generi alimentari, istruzione e articoli generici. Quella che per molti è nata come una necessità potrebbe diventare la norma, e sarà importante per gli investitori riconoscere questi cambiamenti.Oggi potrebbe sembrare inimmaginabile, ma dopo lo scoppio della bolla delle dot-com gli investitori si sono tenuti alla larga dal settore tecnologico per anni, memori del duro colpo inferto da questi titoli al loro portafoglio. Tuttavia, per gli investitori a lungo termine, cedere all’urgenza di evitare determinati settori può essere un errore strategico, sia dal punto di vista della diversificazione, sia per le possibili opportunità mancate di aggiungere validi investimenti a lungo termine a un portafoglio a fronte di valutazioni interessanti. Queste opportunità mancate sono state evidenti nei periodi successivi ai minimi di mercato del 1987, 2002 e 2009. Per illustrare questo punto, riportiamo l’andamento nei 12 mesi successivi al minimo dei tre settori che hanno registrato le peggiori performance durante le tre fasi di ribasso, paragonandolo a quello dell’S&P 500. In ciascun caso, il rendimento equiponderato dei tre settori più “trascurati” ha superato quello del mercato più ampio.
L’esperienza e il buon senso ci dicono che in una fuga verso la sicurezza a scapito dalle azioni si tende a privilegiare la liquidità e le obbligazioni di alta qualità. Tuttavia, nella prima fase dell’attuale crisi, le obbligazioni di alta qualità (investment grade) hanno evidenziato performance sorprendentemente deludenti, al punto che alcuni dei settori più difensivi hanno registrato risultati altrettanto negativi di quelli delle obbligazioni high yield di scarsa qualità. Ciò è stato determinato dalla carenza di liquidità nel mercato e dai timori riguardo alla qualità creditizia sottostante.Inoltre, i cali delle quotazioni e i disinvestimenti dai titoli di alta qualità rilevati all’inizio della crisi attuale differiscono da quanto riscontrato durante le precedenti fasi di ribasso dei mercati.
La performance storica media delle obbligazioni high yield nel grafico sottostante mostra un andamento simile a quello delle azioni sia nelle fasi di ribasso che in quelle di ripresa. Per gli investitori che non temono un aumento del rischio di default, il mantenimento di un’allocazione strategica in obbligazioni high yield di qualità inferiore durante un mercato ribassista può rivelarsi vantaggioso anche nel corso della successiva ripresa.Alcuni investitori sono tentati di privilegiare la liquidità finché non diminuisce l’incertezza, ma chi non rimane investito non può partecipare a un futuro rimbalzo dei mercati, che può essere molto brusco e repentino. Negli otto anni successivi alla crisi finanziaria globale, la liquidità ha reso meno dello 0,25% su base annua. Una classe di attivi sicura, liquida… e la peggiore in termini di performance.
Ognuno degli 11 mercati ribassisti del passato ha lasciato un segno indelebile sull’economia e sulla psiche degli investitori, e quest’ultimo episodio non sarà da meno. Può essere difficile immaginare come potrebbe configurarsi la ripresa, soprattutto durante i mesi probabilmente più difficili che ci attendono. I rendimenti passati non sono una garanzia di risultati futuri, ma se i mercati si attengono ad alcune norme consolidate, la fase ribassista numero 12 passerà, gli insegnamenti appresi andranno a sommarsi ai dati delle prime 11, e l’anno 95 sarà aggiunto alla media dell’S&P 500 Index.Non c’è dubbio che i listini potrebbero impiegare anni per riportarsi sui massimi precedenti dai minimi di un mercato ribassista, specialmente in presenza di una recessione. Anche così, è improbabile che ritorneremo allo stesso mondo che esisteva prima di quest’ultimo shock. È molto plausibile che, una volta attuato il contenimento del nuovo coronavirus, assisteremo a cambiamenti strutturali e ad un’accelerazione di trend che erano già in atto. I settori della salute e dell’energia erano già avviati verso una trasformazione fondamentale, e la loro performance nei prossimi mesi potrebbe apparire molto diversa da quella delle passate riprese.
Per rispondere a questi impatti e prosperare durante il ribasso e la ripresa sarà necessaria un’intensa ricerca, sia a livello macro che aziendale, per determinare quali potrebbero essere questi cambiamenti strutturali duraturi e la nostra possibile risposta ad essi. E mentre ci riorganizziamo e definiamo la strategia da seguire in futuro, dobbiamo restare agili e al contempo vigili, adottando come sempre la nostra visione positiva a lungo termine dei mercati e delle opportunità che continueranno a fornire agli investitori impegnati. ( abstract)

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Un caos diffuso e una flebile prospettiva

Posted by fidest press agency su martedì, 14 gennaio 2020

di Vincenzo Olita. Iran, Libia, Afganistan, Yemen, Somalia, ONU, Nato, Europa, Vaticano, Sciiti, Sunniti, Informazione e si potrebbe continuare con altri Paesi, Istituzioni, Religioni e Classi dirigenti, ma anche così si comprende che il ragionamento che andiamo sviluppando attiene alle crisi di estese aree geopolitiche. Già, la geopolitica, espressione utilizzata spesso a sproposito, indica compiutamente il rapporto tra geografia, quindi occorre conoscere almeno i confini, e situazione e condizioni politiche che insistono su quell’area. Va da sé che se il primo elemento è immutabile, il secondo, per sua stessa definizione, è una variabile dipendente. L’appropriata conoscenza di entrambi consente analisi corrette e valutazioni strutturate al di là di storiche e romantiche affezioni e di coazioni a ripetere. Credere, ad esempio, che l’Italia possa avere peso e ruolo nella crisi libica significa non aver compreso gli avvenimenti in quell’area dell’ultimo decennio, le nostre omissioni ed assenze, anche militari, su quel terreno, pensando di poter svolgere un’influenza diplomatica caratterizzata da prediche ed inviti a buoni propositi. Il silenzio sulle crisi iraniane e libiche dei vertici Nato, dei suoi Paesi membri e dell’ONU certifica le profonde difficoltà di quest’ultima e il tramonto dell’Alleanza Atlantica che, perso il ruolo di contrapposizione al Patto di Varsavia, stenta a rimodellare la sua missione. Nello stesso tempo appelli ed invocazioni all’Europa affinché “parli con una sola voce”, senza definire per dire cosa e quali posizioni sostenere sui vari teatri conflittuali, paradossalmente, rafforza la certificazione di uno stallo depressivo, frutto di divaricazioni strategiche tra i ventisette e un elevato tasso di nanismo politico della Commissione. Lo stato di tensione permanente tra i tre grandi imperi – USA, Russia e Cina; le turbolenze, un tempo classificate come regionali, innescate da potenze di secondo e terzo livello; la sanguinosa dicotomia nel mondo islamico; l’inefficacia delle grandi istituzioni/organizzazioni internazionali; la decadenza, in occidente, delle Chiese cristiane, ed in particolare di quella cattolica, che non assolvono più neppure ruolo e funzione di autorità morale; l’evidenza, come non mai nella sua storia, dell’equivoca funzione dell’informazione, che si caratterizza sempre più come sottoprodotto di riferimento delle parti politiche, determinano nelle genti occidentali uno stato di insicurezza, di incertezza e di anomia che influenza la visione prospettica del domani. Se a questo scenario sommiamo gli affanni per l’economia, per il lavoro e per la pochezza della classe dirigente europea, pena un penoso tramonto, s’impone di ridisegnare il futuro. Agli abitanti di questo continente storia e modelli su cui riflettere non mancano, l’Europa è stata la nostra storia, l’Europa potrà essere la nostra Utopia, il nostro futuro. L’abbiamo già conosciuta un’Europa con pochi confini, con un autorevole potere centrale, con una grande attenzione alla cultura con i monasteri e le abbazie cluniacensi, profondamente cristiana e nel contempo progenitrice delle libertà rinascimentali. Un’Europa con una visione e un’anima che tengano al centro la persona e le libertà individuali, i diritti umani, la libertà economica, in sintesi un liberalismo europeo in cui la sfera della politica abbia la sua nobile supremazia. Questa l’Europa da costruire, purtroppo la presidente Ursula von der Leyen, i commissari Borrell e Gentiloni non ne saranno i costruttori, quindi il nostro ragionamento è meno, molto meno, che flebile. (fonte: http://www.societalibera.org)

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Convegno La prospettiva della Collaborative Governance

Posted by fidest press agency su martedì, 29 ottobre 2019

Parma. Si terrà mercoledì 30 ottobre, a partire dalle 15, nell’Aula C del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali (via Kennedy 6), il convegno La prospettiva della Collaborative Governance.Interverranno al convegno il Rettore Paolo Andrei, il Direttore dell’Unione Parmense degli Industriali Cesare Azzali, il Presidente di “Parma, io ci sto!” Alessandro Chiesi, il Direttore di Forum Solidarietà Arnaldo Conforti, il Direttore del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali Luca Di Nella, Marco Ferretti, docente dell’Ateneo e Assessore al Bilancio del Comune di Parma, Antonello Zangrandi, docente di Economia delle aziende pubbliche dell’Ateneo e Carmine Bianchi, docente dell’Università di Palermo e punto di riferimento a livello internazionale di Collaborative Governance.Collaborative Governance significa coinvolgere all’interno di un territorio il governo, la comunità e i settori privati che comunicano tra loro e lavorano insieme per ottenere più di quanto qualsiasi settore possa raggiungere da solo. Obiettivo dell’incontro è quindi comprendere, da un lato, come generare le condizioni di successo a livello locale per promuovere azioni e progetti che vedano i vari attori (enti pubblici, imprese, non profit) partecipare attivamente e, dall’altro, riflettere sui fattori che permettano, alle molte esperienze che si sono realizzate, di acquisirne metodo e valori fondanti.

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Nuovo Regolamento UE, cambia la prospettiva della privacy

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2016

mercato digitaleE’ già in vigore da qualche giorno il nuovo Regolamento UE 2016/679 sulla protezione dei dati personali, che tra due anni sarà l’unico testo direttamente applicabile in tutti i Paesi membri dell’UE, ma professionisti e addetti ai lavori devono ancora metabolizzare il cambiamento di prospettiva che implica la nuova normativa comunitaria, rivoluzionando di fatto il concetto meramente burocratico che hanno avuto finora le aziende italiane. Gli oltre 4mila emendamenti registrati al Parlamento UE, e un burrascoso iter legislativo caratterizzato da un acceso dibattito politico e forti pressioni da parte delle lobby americane dei colossi di internet, che dopo ben quattro anni è arrivato all’agognato accordo durante i negoziati finali dello scorso 15 dicembre non sono infatti frutto del caso, perché l’obiettivo non era semplicemente quello di aggiornare i contenuti giuridici della vecchia Direttiva 95/46/CE, ma era implicata l’enorme posta in palio del Mercato Unico Digitale, che secondo le stime della Commissione potrà valere fino a 415 miliardi di euro all’anno per l’economia dell’area UE. A spiegare come cambia l’impatto per le imprese sulla gestione dei dati personali, è l’Avv. Paolo Balboni, presidente della European Privacy Association (EPA) e founding partner di ICT Legal Consulting, che ha seguito da vicino i lavori del Regolamento Privacy, tanto da essere stato ingaggiato per interpretare se stesso come attore nel film documentario “Democracy” accanto al deputato tedesco Jan Philipp Albrecht, e ad altre personalità di spicco che hanno segnato la storia della legislazione del Regolamento:
“Si passa da una data protection ‘one size fits all’ e fatta di policy a una data protection ‘risk based’ e fatta di processi. Quindi – spiega Balboni, che è anche docente del Master Privacy Officer di Federprivacy – le aziende devono prestare particolare attenzione all’analisi dei trattamenti, identificazione dei rischi e contromisure per mitigarli al fine di ‘disegnare’ processi privacy aziendali corretti ed efficaci.” “Ciò che ancora sfugge all’attenzione di molti addetti ai lavori è che, per quanto rigide esse siano, le nuove regole si applicheranno non solo alle aziende italiane, ma anche a tutte quelle che, pur avendo sede negli USA o in altri Paesi extra UE, trattano dati personali di cittadini dell’Unione Europea – spiega Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy, che ha appena pubblicato un e-book sul nuovo Regolamento – Ciò significa che finalmente le nostre aziende hanno ora la possibilità di giocare ad armi pari la sfida del mercato digitale.” Le novità del Regolamento Europeo sulla protezione dei dati personali e il cambio di prospettiva della privacy che le imprese sono chiamate ad affrontare, saranno ampiamente trattate nel workshop organizzato dall’Associazione per l’alta formazione giuridico economica (AFGE) e patrocinato da Federprivacy, che si svolgerà il 7 giugno a Milano, e a cui parteciperanno noti esperti della materia, tra cui proprio Paolo Balboni, e l’ex Garante della Privacy Franco Pizzetti.

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I viaggi della memoria: l’incontro all’Italo Svevo di Colonia

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 marzo 2012

Italiano: Italo Svevo, scrittore italiano con ...

Image via Wikipedia

Il 15 marzo 2012 il Liceo linguistico Italo Svevo, unica scuola superiore italiana in Germania, e la Gesamtschule Francesco Petrarca, scuola comprensiva tedesca bilingue, di Colonia hanno ospitato nella loro struttura comune 240 studenti delle scuole superiori di Roma accompagnati da 40 insegnanti. Presenti anche circa 30 rappresentanti del comune di Roma, tra cui Giovanni Williams, direttore del Dipartimento dei servizi educativi e scolastici.Il viaggio rientrava nel progetto “Roma nel cammino della memoria: percorsi e viaggi di storia, cultura e impegno civile” organizzato da Roma Capitale, progetto che già ha portato gli studenti romani al confine orientale italiano, in Friuli Venezia Giulia, Istria e Dalmazia e sui passi della Shoah, ad Auschwitz e Birkenau. Il viaggio a Colonia è stato dedicato all’incontro con l’esperienza dell’emigrazione. Il secondo giorno del viaggio, venerdì 16 marzo, è stato invece dedicato alla visita, a Marcinelle in Belgio, del museo “Le Bois du Cazier” con la deposizione di una corona al “Monumento al sacrificio del minatore italiano”, presso il cimitero della cittadina che ospita le tombe dei minatori morti nell’incidente. In Belgio è stata presente anche una rappresentanza dell’Italo Svevo. L’obiettivo del progetto è quello di tenere, tra gli studenti della scuola secondaria, vivo l’impegno e la memoria storica, nella cornice della storia nazionale e mondiale del 900, per rilanciare tra i giovani i valori della democrazia e del rispetto umano, il rifiuto di ogni violenza, discriminazione e di ogni forma di dittatura. Al Liceo Italo Svevo gli studenti romani hanno incontrato dalle 14.00 alle 18.00 tante persone che hanno vissuto e vivono l’esperienza dell’emigrazione, tanti italiani ed italiane che con grande entusiasmo hanno risposto all’invito di raccontare le difficoltà incontrate ed i successi raggiunti, l’impegno che dedicano ogni giorno per migliorare la vita della comunità italiana in Germania. Questi incontri sono stati organizzati in “laboratori” che hanno affrontato la questione dell’emigrazione sotto angolazioni diverse quali ad esempio: l’istruzione, il mondo imprenditoriale, la condizione femminile e quella giovanile, la prospettiva storica, la letteratura, il mondo dei media, l’associazionismo italiano o il ruolo della chiesa. I laboratori sono stati accompagnati dagli insegnanti delle due scuole ospitanti e dai loro studenti, i quali avevano l’importante funzione di raccogliere i risultati degli incontri che saranno poi pubblicati. Nella serata del 15 marzo, a partire dalle 21.00, ha avuto poi luogo una cerimonia presso l’Hotel Maritim di Colonia cui sono stati invitati tutti gli studenti protagonisti dell’evento, i loro insegnanti ed i relatori dei gruppi di studio. La serata è stata guidata da Roberto Olla, direttore del TG Storia, che è venuto accompagnato da una troupe della RAI. http://www.italo-svevo-koeln.de

 

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Scrivere: l’abilità dimenticata

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 ottobre 2011

Scrivere è la cosa più importante

Image by mauroppi via Flickr

Di Alessandra Venturelli. Una prospettiva pedagogica sulla disgrafia Un metodo per l’avvio alla scrittura manuale messo a punto e sperimentato per anni in moltissime scuole primarie e durante numerosi corsi di formazione per insegnanti. Un metodo innovativo e, soprattutto, positivo per affrontare la disgrafia nei bambini mettendo al centro la prevenzione e focalizzando l’intervento degli educatori sulle specifiche abilità percettive e motorie. Un compendio che vuole fornire indicazioni pratiche e didattiche sulla postura nell’atto di scrivere e sui diversi tipi di presa dello strumento grafico che hanno un ruolo di primo piano nella qualità della scrittura manuale. Pagg. 200, con fotografie e immagini nel testo Formato 16,5 x 23,5, brossura Euro 18,00 EAN 978-88-425-4911-6 Codice 30944R

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Unicef: Spadafora rieletto presidente

Posted by fidest press agency su domenica, 19 giugno 2011

Vincenzo Spadafora 37 anni di Cardito (Napoli) è stato rieletto per altri tre anni dall’l’assemblea plenaria dei volontari dell’UNICEF Italia riunitasi a Roma. “Voglio ringraziare tutti i volontari che hanno creduto nel mio progetto e nella prospettiva futura della mia proposta” – ha dichiarato a caldo Spadafora – “A loro ora chiedo un supplemento di impegno, perché oggi come mai la nostra organizzazione deve scendere in campo al fianco dei bambini italiani senza alcuna distinzione, dai rom ai bimbi delle periferie di Napoli, Palermo, Milano, perché in questo momento storico tante sacche di emergenza risiedono anche nel nostro Paese ed è nostro dovere proteggere l’infanzia da abusi e violenze e tutelarne i luoghi di espressione, di gioco, affinchè siano garantite a tutti umane condizioni di vita”.
“L’UNICEF Italia proseguirà la sua azione di pressione nei confronti del Governo” – aggiunge – “affinchè senza tentennamenti si occupi dei temi che riguardano l’infanzia in Italia. Chiediamo da subito una agenda di provvedimenti a favore della famiglia, nel settore della scuola, compresa l’edilizia scolastica, nella sanità, nello sport e il tempo libero. Senza dimenticare i tanti bimbi sbarcati in questi mesi dai luoghi di guerra e di terrore. Tutto ciò non ci distoglierà dal nostro obiettivo primario di raccogliere fondi per i bambini dei 156 paesi dove siamo presenti e che grazie alla generosità degli italiani vedono ogni giorno migliorare la propria salute e la propria aspettativa di vita”. “La sfida cui tengo maggiormente, lo dico “da giovane”, – conclude – “sarà quella di proiettare la nostra organizzazione nel futuro attraverso l’impegno dei giovani. E’ a loro che l’UNICEF guarda con attenzione in un momento di disaffezione nei confronti delle istituzioni, dei partiti, in una società esasperata dall’individualismo e dalla facile parvenza di poter accedere a tutto senza limiti, cui certo non giova la crisi economica. Noi vogliamo offrire un luogo di confronto e di ricerca interiore, un punto di riferimento credibile, dove fare concretamente qualcosa per gli altri possa diventare una ragione di vita. Il movimento Younicef, battezzato pochi mesi fa al Meeting UNICEF di Firenze, possiede i requisiti giusti x raccogliere questa sfida e far crescere una nuova generazione di volontari consapevoli, pronti ad occupare un ruolo da protagonisti in Italia e nel mondo”. http://www.unicef.it

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Neuroni specchio

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2011

Milano 2 aprile, dalle ore 9 alle 18, presso la sala del PIME di (via Mosè Bianchi, 94) convegno scientifico organizzato dalla fondazione don Gnocchi sul tema “parola e azione: una prospettiva neuroscientifica sul linguaggio. incontro sui neuroni specchio e intervento riabilitativo”.   Il convegno vuole fare il punto sulla situazione delle ricerche e degli studi in questo ambito, proponendo nuovi modelli relativi all’acquisizione, alla comprensione e alla produzione del linguaggio. La giornata di approfondimento – alla cui apertura interverranno il presidente della Fondazione,  monsignor Angelo Bazzari, e il direttore del CeFOS, Saverio Lorini – verrà ancora una volta condotta dal  professor Vittorio Gallese, del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Parma, tra gli autori della scoperta dei neuroni specchio e recentemente insignito della Laurea “honoris causa” dall’Università di Lovanio, che ha presentato gli ultimi risultati della ricerca ed ha aiutato i partecipanti, anche attraverso il commento a interventi riabilitativi videoregistrati, a coglierne gli aspetti applicativi e operativi.Da quando i neuroni specchio sono stati scoperti, si è aperto un grande e giustificato dibattito sulla loro importanza e sulle loro implicazioni. In particolare vi sono state molte ricerche sulla loro evoluzione e sui loro rapporti con l’evoluzione del linguaggio, proprio perché nell’uomo i neuroni specchio sono stati localizzati vicino all’area di Broca. Ciò ha comportato la convinzione (per alcuni la prova) che il linguaggio umano si sia evoluto tramite l’informazione trasmessa con le prestazioni gestuali e che infine il sistema specchio sia stato capace di comprendere e codificare/decodificare. Ormai è certo che tale sistema ha tutto il potenziale necessario per fornire un meccanismo di comprensione delle azioni e per l’apprendimento attraverso l’imitazione e la simulazione del comportamento altrui. In questo senso, è opportuno ribadire che il riconoscimento non avviene soltanto a livello motorio ma con il riconoscimento vero e proprio dell’azione, intesa come evento biofisico. Come per molte teorie sull’evoluzione del linguaggio, anche in questo caso vi è ancora una discussione aperta che il convegno del 2 aprile a Milano cercherà di spingere ancora più avanti.

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Dimmi come cresci e ti diró che Italia sarai

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2011

Roma, 1° marzo a partire dalle ore 9.30, presso Palazzo Rondinini in via del Corso 518. Intervengono, tra gli altri,  Enrico Letta, Giuseppe Mussari, Oscar Giannino, Renata Polverini Si discuterà tra l’altro su: L’Italia vista da fuori, dunque da una prospettiva meno influenzata dall’agenda politica del giorno dopo giorno ma focalizzata, invece, sul futuro. Il think net è presieduto da Benedetta Rizzo e fondato, tra gli altri, da Enrico Letta, Giulia Bongiorno, Renata Polverini, Anna Maria Artoni. Enrico Letta, vicesegretario del PD insieme a Giuseppe Mussari, presidente dell’ABI e del Gruppo Montepaschi,Oscar Giannino, giornalista ed economista e Renata Polverini, presidente della Regione Lazio, discuteranno di crescita e competitività, politica economica e misure per lo sviluppo, a partire dalla presentazione del Rapporto “Le leve della crescita per l’Italia, i suoi territori, le imprese”, a cura dell’area research della Banca Monte dei Paschi di Siena, in collaborazione con Fabrizio Coricelli, Università di Parigi La Sorbona.   All’incontro  che costituisce il secondo appuntamento del ciclo “Visti da fuori”, dopo la tappa di Parigi dello scorso 4 febbraio parteciperanno, inoltre, economisti di fama internazionale, come Fabrizio Coricelli, professore di Economia dello sviluppo presso la Paris School of Economics-Université Paris 1 e la Panthéon-Sorbonne; Jacques le Cacheux, professore presso l?Université de Pau e direttore Studi di OFCE a Parigi; Daniel Gros, direttore del CEPS; Paolo Guerrieri, vicepresidente IAI e professore presso il College of Europe e La Sapienza; Eric Jozsef, corrispondente di Liberation, Franco Baronio, senior partner Bain&co; Monica Fabris, sociologa. Modera Myrta Merlino, giornalista La 7. http://www.vedro.it

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Costituzione: la figura del consumatore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 febbraio 2011

“Iscrivere ‘formalmente’ nella Costituzione la protezione dei consumatori”. E’ quanto chiede Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commentando il dibattito in atto sulla possibile modifica dell’articolo 41 della nostra Costituzione e ribadendo la proposta di riformularlo nella prospettiva di un espresso riconoscimento della figura del consumatore. “L’osservazione del mercato  -spiega Dona- dimostra che non sempre i consumatori sono tenuti nella giusta considerazione: i processi di liberalizzazione sono ancora osteggiati; le Autorità di controllo faticano ad esercitare con continuità la loro funzione di deterrenza nei confronti dei comportamenti scorretti; l’accesso alla giustizia, anche tramite l’azione di classe, è esageratamente difficoltoso per le liti di consumo”. “In questo contesto -prosegue il Segretario generale dell’UNC- il consumatore rischia di trovarsi esposto agli inganni del mercato, anche per la scarsa cultura dei propri diritti. Ecco perché, secondo la nostra Unione Consumatori, tra le priorità della futura azione di governo non potrà mancare un serio investimento nell’educazione al consumo dei nostri cittadini, a partire dalla scuola”. “Ed ecco perché -conclude Dona- iscrivere i diritti del consumatore nel 2° comma dell’art. 41 della Costituzione Repubblicana rappresenterebbe un primo importante passo per garantire libertà di impresa nel rispetto dei cittadini”.

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La prospettiva del Partito Democratico

Posted by fidest press agency su sabato, 18 dicembre 2010

“L’intervista di ieri  di Bersani su La Repubblica disegna chiaramente la prospettiva del Partito Democratico, per la costruzione di una proposta di governo che porti il Paese fuori dalle secche in cui è precipitato con Berlusconi. Sono fiducioso che, sulla base delle proposte di riforma in campo istituzionale ed economico che abbiamo elaborato in questi mesi, sia possibile rafforzare l’unità del partito e costruire un ampio quadro di alleanze, necessario perché, per il cambiamento di cui l’Italia ha bisogno, occorre un consenso politico e sociale molto vasto. L’auspicio è che, dopo la manifestazione di sabato, la Direzione della prossima settimana  costituisca un ulteriore progresso per il rafforzamento del Pd, e che finalmente si ponga un argine alle troppe fughe in avanti, che ci allontanerebbero dall’intuizione originaria del progetto democratico, cui nelle ultime settimane abbiamo assistito”. Così Marco Meloni, componente della segreteria nazionale del PD e tra i fondatori di TrecentoSessanta, l’Associazione di Enrico Letta.

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Per una nuova prospettiva euro-mediterranea

Posted by fidest press agency su sabato, 11 dicembre 2010

Roma 13 dicembre, a presso Sala delle Bandiere della sede del Parlamento Europeo in Via Quattro Novembre 149,  dalle ore 10 alle ore 18.30 si svolgerà il Convegno ‘Per una nuova prospettiva euro-mediterranea. I lavori saranno aperti alle ore 10.00 dal Segretario di Radicali Italiani Mario Staderini e vedranno la partecipazione tra gli altri dell’on. Elisabetta Zamparutti, Parlamentare Radicale membro della Commissione Ambiente.Lo sviluppo delle megalopoli del Mediterraneo tra Europa, Medio Oriente e Nord-Africa’. Al convegno, organizzato da Radicali Italiani e ELDR -Partito europeo dei liberali democratici e riformatori-prenderanno parte studiosi italiani e internazionali, con competenze inter-disciplinari (economia, demografia, urbanistica, ecologia, ecc.) per affrontare i processi di urbanizzazione e di sviluppo – e le relative connessioni e reciproche interazioni – che caratterizzano l’evoluzione delle principali aree metropolitane del Mediterraneo, nel quadro generale  e nella prospettiva aperta dalla conferenza interministeriale di Barcellona del 1995. Attraverso proposte multidisciplinari, si vuol avviare un dialogo permanente e immaginare un progetto strategico comune euro-mediterraneo che possa essere lanciato e sostenuto contemporaneamente in tutti i Paesi interessati dalla più grande pluralità di soggetti politici, sociali, economici e culturali.

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The Economist this week

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 agosto 2010

La rubrica Charlemagne nella sezione Europe: “No boatloads but still trouble” sui dati contrastanti relatici all’ingresso di immigrati clandestini
La storia di copertina “Radical Britain/Britain has embarked on a great gamble. Sooner or later, many other richworld countries will have to take it too”
L’editoriale sull’economia mondiale “Joy, pain and double dips. Fear of renewed recession in America is overblown; so is some of the optimism in the euro area”, dove il settimanale britannico ribalta la prospettiva attuale, vedendo minori preoccupazioni per l’economia US che per quella Europea, dove le aziende non sono ancora tornate alla stabilità.
Editor’s highlights Every now and again one country becomes a form of test-tube for the rest of the West. Suddenly, it is Britain. Within its first 100 days David Cameron’s government  has emerged as a radical force, not just in terms of  budget slashing but rethinking the role of the state.  For the first time since Margaret Thatcher handbagged the world, Britain is daring again-not always in a good way but in one that is likely to be instructive to more timid souls, not least Barack Obama and his Republican foes. Our cover leader on Radical Britain examines this great gamble and argues that other governments will surely have to take it too
Double-dip America? Pessimism is overdone but unemployment will stay high
Australia’s knockabout election It is still a pretty dismal choice
The curse of Hewlett-Packard Sex, expenses – and the challenge of finding a new CEO half as good as Mark Hurd
Swarm intelligence How mimicking the behaviour of ants, birds and bees is a bright thing to do
The genetic-testing industry What we can all learn from Ozzy Osbourne’s DNA

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Berlusconi attacca la libertà di stampa

Posted by fidest press agency su martedì, 13 luglio 2010

A seguito dello sciopero indetto dai giornalisti venerdì scorso contro il ddl sulle intercettazioni, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha dato alla protesta una prospettiva tutta sua, sostenendo che la libertà di stampa non è un diritto assoluto. Non si è fatta attendere la dura replica di Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, che ha dichiarato: “Quando c’è di mezzo il premier, al peggio non c’è mai fine. Siamo ormai abituati a esternazioni che, seppure io abbia registrato quasi sempre come goliardiche, in un Paese normale, in ogni caso, avrebbero fatto ritirare a vita privatissima, nel senso letterale del termine, il caro Silvio. Sono indignato di fronte a una dichiarazione di questo tipo. Probabilmente il premier ha una visione, altamente soggettiva e interpretativa del significato di democrazia, ma ora è veramente troppo. Capisco che i suoi trascorsi pidduisti abbiano potuto forgiare una forma mentis orientata verso il controllo dell’informazione da parte del potere politico, ma per fortuna il piano di rinascita di Licio Gelli era eversivo ed è stato sventato. Il nostro Presidente del Consiglio dovrebbe imparare che nelle democrazie vere è la stampa che controlla l’operato della politica, non viceversa. Non resta che confidare in una parte del Pdl nata in contesti istituzionali certamente più sani e meno asservita agli ordini del Sovrano; ma soprattutto auspico il risveglio di un’opposizione dormiente che sappia mobilitare e canalizzare tutte le forze democratiche della società civile per porre termine alla dittatura mediatica e allo strapotere condito da pericolose venature di onnipotenza di un personaggio che da ormai un ventennio inganna gli italiani e ammansisce gli avversari politici con promesse menzognere che poi, nei fatti, finisce per smentire inesorabilmente, assumendo, al contrario, provvedimenti deleteri per la maggioranza dei cittadini con l’alibi ossessivo della ‘magistratura politicizzata’. La scusa gli è spesso servita per traslare l’attenzione su provvedimenti ad personam che salvassero sé stesso e i suoi sodali, che nel tempo hanno incassato fior di condanne penali, ma è ora che i cittadini si sveglino e noi dell’Italia dei Diritti ci stiamo già organizzando per dare il nostro contributo. Visti i numeri che cominciano a prendere corpo tra i nostri sostenitori – spiega De Pierro – potremmo risultare decisivi a quelle forze politiche che si impegneranno a lottare per ristabilire i concetti cardine della democrazia nella nostra nazione ormai sottoposta a ogni genere di sopruso alienante. Tengo a ribadire che il nostro sostegno sarà esterno, com’è nei principi che hanno mosso la nascita del nostro movimento extraparlamentare, ma non escludiamo la presenza di alcuni nostri rappresentanti nelle competizioni elettorali, seppur candidati come indipendenti nelle liste che più si avvicinano alla nostra linea politica soddisfacendo le nostre peculiari esigenze in termini di democrazia, giustizia e legalità”.

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