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Quotidiano di informazione – Anno 35 n°32

Posts Tagged ‘prospettive’

PIMCO: Prospettive sulla riunione del FOMC

Posted by fidest press agency su martedì, 31 gennaio 2023

A cura di Tiffany Wilding, North American Economist e Allison Boxer, Economist di PIMCO. Settimana importante con il Federal Open Market Committee (FOMC) e la pubblicazione del rapporto sul lavoro degli Stati Uniti. Ci aspettiamo di osservare alcuni fattori transitori a sostegno di un altro solido rapporto sul lavoro, mentre i dati sull’inflazione salariale saranno tenuti sotto stretta osservazione per valutare le prospettive sull’operato della Fed. Nell’ambito della riunione del FOMC di mercoledì ci aspettiamo che la Fed rallenti l’andamento dei rialzi dei tassi a 25 punti base (pb), mentre Powell utilizzerà la conferenza stampa per lasciare intendere che la lotta all’inflazione non è ancora finita. – La Fed rilascerà una nuova dichiarazione del FOMC alle 20:00 di mercoledì. In questa riunione non sono previsti dot plot o proiezioni economiche. Ci aspettiamo che la Fed rallenterà l’andamento dei rialzi dei tassi a 25 punti base, una dichiarazione modestamente accomodante e una conferenza stampa del presidente Powell relativamente aggressiva. – L’Employment Cost Index (ECI), l’indice del costo del lavoro, sarà al centro dell’attenzione in vista del FOMC. Vediamo rischi di ribasso rispetto alle aspettative di consenso (0,9% contro l’1,1% del consenso), il che sarebbe una notizia molto gradita ai funzionari della Fed preoccupati per le pressioni inflazionistiche sottostanti. Riteniamo che la Fed osserverà con attenzione questo rapporto alla ricerca di ulteriori segnali di un possibile picco dell’inflazione salariale. – Ci sono ragioni transitorie a sostegno di un altro solido rapporto sull’occupazione: prevediamo un aumento dei salari di 225.000 unità, leggermente superiore al consenso, in linea con l’andamento del mese scorso. Ci aspettiamo tasso di disoccupazione (3,5%) e salario orario medio (0,3% m/m) entrambi invariati.

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Capital Group: Prospettive dei mercati USA per il 2023

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 gennaio 2023

By Jared Franz, Economista di Capital Group. L’economia statunitense, pur essendo più forte della maggior parte degli altri paesi sviluppati, sembra puntare dritta verso la recessione, gravata da un’inflazione elevata e dall’aumento dei tassi d’interesse. Nel 2023, ci aspettiamo una contrazione dell’economia USA nell’ordine del 2%. Sarebbe peggio della bolla tecnologica e delle telecomunicazioni dei primi anni 2000, ma non così grave quanto la crisi finanziaria del 2008-2009. La cosa importante da ricordare è che le recessioni sono inevitabili e necessarie per eliminare gli eccessi di mercato; inoltre, hanno sempre posto le basi per una crescita futura. Ecco cinque temi d’investimento da considerare per questo nuovo anno. 1. Le azioni torneranno verosimilmente a crescere prima dell’economia Ogni recessione è dolorosa a modo suo, ma il lato relativamente positivo è che storicamente non sono durate molto a lungo. Dalla nostra analisi di 11 cicli statunitensi a partire dal 1950 emerge che le recessioni sono durate da due a 18 mesi, con una durata media di circa 10 mesi.Inoltre, i mercati azionari tendono generalmente a riprendersi prima della fine della recessione. In questo ciclo, le azioni hanno già trascinato l’economia verso il basso. Ma come insegna la storia, potrebbero rimbalzare con circa sei mesi di anticipo rispetto all’economia in generale. 2. I dividendi contano di nuovo. Con i tassi in aumento e il rallentamento dell’economia, stiamo riscontrando molte opportunità di investimento in società che corrispondono dividendi solidi. E i dividendi stanno iniziando a rappresentare una quota sempre maggiore dei rendimenti totali, come hanno fatto storicamente.Quando si prevede una crescita a una cifra, i dividendi possono offrire un vantaggio. E possono anche essere una fonte di protezione dai ribassi quando la volatilità aumenta, ma è essenziale comprenderne la sostenibilità.3. Una nuova leadership di mercato Spesso alla fine di un ciclo ribassista, emerge una nuova leadership di mercato. Con il costo del capitale alle stelle, le aziende con flussi di cassa forti e affidabili occupano una posizione privilegiata per guidare la prossima ripresa. Si pensi al settore sanitario, che comprende aziende farmaceutiche innovative ben capitalizzate e dotate di un buon potere di determinazione dei prezzi. Alcuni produttori di farmaci possono utilizzare la redditività a breve termine per finanziare acquisizioni e altre strategie di espansione. 4. Gli investimenti per la crescita dipendono anche dagli utili Oggi lo stile growth ha subito un repricing a causa del maggior costo del capitale. Il successo di un investimento in titoli orientati alla crescita può dipendere meno dall’espansione dei multipli e più dalla crescita degli utili.I colossi tecnologici consolidati, con flussi di cassa visibili, generati ad esempio dalle offerte software legacy, insieme a un’offerta che si espande sempre più rapidamente, come nel caso di una piattaforma cloud, potrebbero dominare il mercato nel prossimo ciclo di rialzo. In prospettiva futura, però, gli investitori si concentreranno più sulla redditività e saranno meno tolleranti nei confronti delle aziende in rapida espansione, ma con una crescita degli utili minima o nulla. 5. Prepararsi per una potenziale rinascita industriale Oltre ai settori sanitario e tecnologico, a guidare la nuova crescita potrebbero essere anche segmenti inaspettati, come le società di beni strumentali. Si prevede che un superciclo di investimenti di capitale possa innescare una rinascita industriale grazie al reshoring delle catene di fornitura, all’ammodernamento delle reti e agli investimenti nelle energie rinnovabili, che stimolano la domanda di spesa per i beni strumentali.Pensiamo che il risultato dell’Inflation Reduction Act, che stanzia miliardi di dollari per gli investimenti in infrastrutture per le energie rinnovabili, possa essere una rinascita delle aziende industriali tradizionali che riforniscono il settore delle rinnovabili.Questi miliardi di dollari di spesa riflettono anche un potenziale di crescita dei ricavi per i leader dei beni strumentali come Rockwell Automation, per gli sviluppatori di batterie e accumulatori di energia come Lockheed Martin e Tesla e per i fornitori di attrezzature per l’industria energetica e mineraria come Caterpillar e Baker Hughes.Questo ciclo di investimenti può avere benefici più ampi per l’industria manifatturiera statunitense, in quanto costi energetici notevolmente inferiori nel lungo periodo possono assicurare ai produttori americani un vantaggio competitivo. Il ‘Made in the USA’ tonerà ad essere sinonimo di crescita. (abstract by http://www.verinieassociati.com)

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Quali sono le prospettive del mercato immobiliare nel 2023?

Posted by fidest press agency su martedì, 27 dicembre 2022

Immobiliare.it Insights, la business unit specializzata in studi di mercato di Immobiliare.it, il portale immobiliare leader in Italia, ha analizzato le 12 principali città della penisola per prevedere l’andamento del prezzo al metro quadro nel nuovo anno. Le attese sono di un mercato dalle performance generalmente positive, con i prezzi stabili o in rialzo: su tutte spicca il +4,5% previsto per Genova, ma anche a Bologna e Verona si attendono rialzi significativi (+3,9% e +3,2% rispettivamente). Milano continuerà la sua corsa (+2,9%) mentre Torino manterrà il trend positivo, crescendo dell’1,5%. Segno meno invece al Sud con Napoli e Palermo che perderanno, rispettivamente, l’1,5% e l’1%. Nel capoluogo lombardo le previsioni parlano di una crescita generale dei prezzi nei singoli quartieri, con poche eccezioni. Per quanto riguarda invece l’Urbe, le previsioni evidenziano per il 2023 una situazione più variegata, con il centro città che torna a crescere.

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Prospettive di investimento sui marchi di lusso: perché possono essere una scelta vincente

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2022

A cura di Sandy Wolf, Impact & Analytics Manager di Pictet Asset Management. Complessivamente, le vendite delle aziende premium sono aumentate del 24% nel terzo trimestre, superando i limiti della domanda cinese e confermando la resilienza del consumatore di fascia alta e la forte domanda di marchi premium negli Stati Uniti e in Europa.A fronte delle difficoltà generalizzate del 2022, la definizione di premium brands merita d’essere ripresa: il mercato dovrebbe infatti essere cauto nel disegnare il perimetro dei marchi di prestigio (provenienti dai settori lusso, viaggi, cosmetici e alcolici) che rispondono a dinamiche differenti rispetto agli altri prodotti destinati alla vendita al dettaglio. Inoltre, questi brands non devono essere sovrapposti agli articoli sportivi, maggiormente esposti alle difficoltà delle catene di approvvigionamento, ai costi dei beni primari e al consumatore preoccupato della bolletta mensile del gas.Raggiungere il livello di marchio premium implica un forte impegno a preservare la reputazione del nome, un’attività che richiede uno stretto controllo delle catene di approvvigionamento e della produzione rispetto agli standard. Negli ultimi anni, anche i premium brands hanno investito molto nello sviluppo online, incentivati dalla pandemia a differenziare la distribuzione su più canali e a investire in attività di marketing e personal branding. Questo ingresso nel mondo digitale non solo ha aperto le porte a nuovi consumatori lontani dal tradizionale acquisto nelle boutique di punta (dagli acquirenti full digital della Generazione Z, al nuovo ceto medio-alto cinese dislocato nel Paese), ma ha anche aumentato il potenziale del business, mantenendo la promessa di flussi in entrata dalle nuove dimensioni digitali, metaverso in primis. Secondo Bain & Company, entro il 2035, la Gen Z potrebbe rappresentare il 40% degli acquisti globali di beni di lusso, rispetto al solo 4% di oggi. Sul mercato si è inoltre attestato un nuovo modo di attirare clientela, integrando pratiche di digital engagement con clienti potenziali ed esistenti capaci di offrire modalità di acquisto esperienziale. Per interagire con i clienti del futuro, alcuni marchi stanno sperimentando la realtà aumentata per migliorare il passaggio alla vita reale o l’ingresso nel metaverso con avatar digitali e beni virtuali nella forma dei token non fungibili (NFT).Sebbene l’incertezza del mercato guidata da un’overdose di fattori esogeni (dall’aumento dell’inflazione alle sfide della catena di approvvigionamento, alle crisi geopolitiche) continui ad alimentare la volatilità anche in questa fase di chiusura d’anno, non bisogna dimenticare i fondamentali. La domanda di ‘qualità’ appare infatti forte in tutti i segmenti, specie verso quelle attività relative a viaggi, tempo libero, lusso e settore Food&Beverage di prestigio. L’unica eccezione è rappresentata dagli articoli sportivi, per i quali la fase di debolezza continua dietro all’eccesso di scorte che accentua le aspettative di ulteriori pressioni sui margini. Tale discorso non vale per la parte di offerta di attrezzatura sportiva di fascia alta.Il mercato ha già subito alcune importanti correzioni, in particolare per quanto riguarda i titoli esposti ai consumi, che potrebbero aprire a nuove opportunità di ingresso rispetto alle prospettive di crescita. I marchi più noti, desiderati, capaci innovarsi e soddisfare le aspirazioni dei consumatori saranno ancora una volta scelte vincenti. Abstract by BC Communication

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“Ucraina in Europa: identità, storia, sicurezza e prospettive”

Posted by fidest press agency su sabato, 3 dicembre 2022

Roma Venerdì 16 dicembre dalle 10:00 alle 16:00 The Dome, sede Luiss di Viale Romania 32 (RM) Evento organizzato dall’Ambasciata Ucraina in Italia in collaborazione con Federazione dei Diritti Umani – FIDU Data Lab e Master in Giornalismo e Comunicazione multimediale dell’Università Luiss Guido Carli. Attraverso le analisi degli esperti, si cercherà di rispondere agli interrogativi sul futuro dell’Ucraina in Europa, sulle origini del conflitto, le violazioni dei diritti e le relazioni internazionali. Al centro del dibattito, la necessità di affrontare le nuove sfide della disinformazione e il suo impatto nell’opinione pubblica e nelle democrazie.TRA GLI SPEAKERS Pasquale Q. Terracciano Direttore Generale Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Yaroslav Melnyk Ambasciatore d’Ucraina in Italia Giulio Terzi Sant’Agata Presidente della Commissione Affari Europei Maurizio Molinari Direttore La Repubblica Claudia Mazzola Direttrice Ufficio Studi Rai Marcello Flores d’Arcais Storico Nona Mikhelidze Senior Fellow Istituto Affari Internazionali Gianni Riotta Direttore Data Lab e Master in Giornalismo, Luiss Antonio Stango Presidente Federazione Italiana dei Diritti Umani Eleonora Mongelli Vicepresidente Federazione Italiana dei Diritti Umani Olga Tokariuk Giornalista indipendente – Resident fellow al Reuters Institute e non-resident fellow al Center for European Policy Analysis Andrea Graziosi Storico Ruslan Deynychenko Co-founder e Direttore esecutivo di Stop Fake

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Vasculopatie, nuovi metodi diagnostici, prospettive di cura

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 novembre 2022

Padova sabato 19 novembre con inizio alle ore 8,30 nell’Aula magna di Palazzo Bo si terrà il Convegno L’Angiologia tra storia e futuroapre una grande finestra che abbraccia la storia, l’attualità e uno scorcio sul futuro sull’Angiologia, dalle tecnologie per la diagnostica alle diverse patologie legate ai problemi vascolari.Erano gli inizi del 1600 quando a Padova Fabrici d’Aquapendente effettuando osservazioni sulle valvole venose pubblica il De venarum ostiolis. Nonostante le valvole fossero simili a quelle sigmoidee alla radice delle grandi arterie, Fabrici le interpretò erroneamente come porticine (ostiola) che rallentavano il flusso di sangue nel suo movimento centrifugo. William Harvey propose invece un’interpretazione opposta, affermando che queste piccole porte servivano a ostacolare il ritorno del sangue all’indietro nel suo flusso centripeto.Si parlerà tra l’altro dei danni microcircolatori legati all’obesità, delle vasculopatie legate alla genetica, degli studi per rigenerare i vasi sanguigni, alle prospettive di cura di linfedema e lipedema, fino alle problematiche legate al trapianto di cuore.Il programma prevede inoltre un excursus sulla figura di Bruno da Longobucco, tra i fondatori dell’Università di Padova e primo Magister di Chirurgia nel 1222, per moltissimo tempo “dimenticato” fino alla pubblicazione nel 2004 (Laruffa Editore) del libro del prof. Alfredo Focà: “Maestro Bruno da Longobucco Chirurgo”. Alfredo Focà è stato ordinario di Microbiologia dell’Università Magna Graecia e grazie alla collaborazione del prof Giovanni Meloni, altro insigne ordinario di Microbiologia dell’Università di Padova, ebbe accesso alle biblioteche patavine, dove condusse le sue ricerche.Ma la scienza è il luogo preferito dell’incontro con l’arte, particolarmente quella raffigurativa, fin dagli esordi lo studio del corpo umano ha infatti prodotto tavole anatomiche di particolare pregio, basti ricordare le sei tavole eseguite da Andrea Vesalio e accompagnate da didascalie sulle vene, l’aorta e lo scheletro, che furono pubblicate nel 1538.Affianca il Convegno una esposizione nella Sala della Basilica del Bo di quadri opera di due medici: Giuseppe Tarantini, Direttore di Emodinamica e Cardiologia interventistica, e Antonio Zanon, direttore della Chirurgia vascolare dell’Ulss 4 San Donà, di scuola padovana.«Questa mostra vuole sottolineare l’indissolubile rapporto esistente tra arte e professione medica – spiega il prof Giampiero Avruscio, presidente del Congresso -, fin dai tempi di Vesalio, le cui illustrazioni anatomiche furono affidate alla scuola di Tiziano. Infatti ricordo che l’OMS definisce la Salute non come stato di assenza di malattia, bensì come il raggiungimento di un equilibrio psico-fisico-sociale. La Medicina quindi consiste nell’opera di “far star bene” le persone e questo si realizza anche attraverso altri strumenti, quali l’armonia, la musica, la danza e in questo caso la pittura. Medicina e Arte in questo perseguono un obiettivo comune.»Il Congresso rientra nelle celebrazioni degli 800 anni dell’Università di Padova.

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Robeco, prospettive per il 2023: “Difficoltà nel breve e opportunità nel lungo termine”

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 novembre 2022

Nelle sue prospettive annuali, Robeco prevede un notevole miglioramento delle prospettive di rendimento per le principali asset class nel corso del 2023, ma non prima che l’inflazione, i tassi d’interesse e il dollaro americano raggiungano picchi significativi. Questi picchi sono all’orizzonte, ma devono essere ancora raggiunti. Le banche centrali stanno ancora lottando per contenere l’inflazione e sono in procinto di attuare il penultimo rialzo del ciclo di stretta monetaria. I rendimenti delle obbligazioni sovrane a breve termine rimangono superiori ai tassi di riferimento e il dollaro continua a regnare sovrano. L’ultima tappa di una ripida salita comporta difficoltà a breve termine, poiché la spossatezza e la resa prevalgono in tutto lo spettro multi-asset.Per il 2023 Robeco prevede un calo degli utili per azione del 20-30%, che rende le valutazioni dell’high yield più interessanti di quelle azionarie. Tuttavia, in previsione della diminuzione dei tassi reali e di una recessione degli utili che sarà pienamente scontata nel 2023, possiamo aspettarci un importante punto di svolta nelle valutazioni degli asset rischiosi verso il 2024. Secondo Robeco, a metà del 2023 – quando il tasso di disoccupazione raggiungerà il 5% e la disinflazione accelererà – dovrebbero crearsi validi punti di ingresso per assumere un’esposizione lunga alla duration nel reddito fisso, seguiti da ragionevoli punti di minimo nei mercati azionari e obbligazionari rischiosi. Potrebbe essere un anno particolarmente positivo per le azioni dei mercati emergenti, Cina esclusa, essendo un segmento abituato a sovraperformare i paesi sviluppati quando il dollaro entra in una fase ribassista. Inoltre, la flessione del ciclo degli utili nei mercati emergenti è anche più matura perché le banche centrali di questi paesi hanno anticipato le autorità monetarie delle economie sviluppate nella lotta all’inflazione. Nell’affrontare la crisi energetica del 2023, l’Europa dovrà trovare un compromesso tra efficienza e sicurezza economica. L’aumento dell’efficienza energetica non sarà sufficiente a emancipare la regione dal gas russo. I tetti al prezzo volti a garantire la sicurezza energetica delle famiglie a basso reddito possono inoltre stimolare la domanda, intensificando la crisi energetica. D’altra parte, la necessità aguzza l’ingegno e ci aspettiamo di osservare un allineamento degli obiettivi della transizione energetica con l’accelerazione della sicurezza energetica e la riduzione dell’impronta di carbonio.Nel 2023 Robeco prevede che le strategie di investimento sostenibile torneranno a crescere come percentuale di asset in gestione, poiché gli investitori continueranno a cercare soluzioni alle molteplici sfide che l’umanità deve affrontare, tra cui il cambiamento climatico, la crisi del costo della vita e la disuguaglianza di reddito. Fonte Colin Graham, Head of Multi-Asset Solutions e Rachel Whittaker, Head of SI Research By http://www.verinieassociati.com

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“PGIM: Prospettive economiche globali, trovare riparo nella tempesta”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 novembre 2022

A cura di Michael Dicks, Chief Economist and Deputy Head of Research di PGIM Wadhwani. Persistono problemi di inflazione. Non c’è da stupirsi se l’inflazione continuerà a sorprendere al rialzo nel 2023. Anche se dovrebbe iniziare a diminuire l’anno prossimo, la difficile combinazione di eccesso di domanda e offerta limitata dovrebbe persistere. Ciò renderebbe difficile che l’inflazione scenda al 3% stimato dal consenso entro la fine dell’anno, il che significa che questa potrebbe rimanere una preoccupazione primaria per tutto il 2023, o anche più a lungo.Dopo aver erroneamente liquidato il rialzo dell’inflazione come “transitorio”, le banche centrali sono ora costrette a muoversi con decisione per recuperare il tempo perduto. È probabile che la maggior parte di esse continuerà ad alzare i tassi per tutta la prima metà del prossimo anno. Anche se i tassi di interesse dovessero raggiungere i livelli massimi (forse il 5% negli Stati Uniti) nei prossimi sei-nove mesi, le banche centrali dovranno probabilmente mantenere tassi più alti e più a lungo per risultare efficaci.Nell’ultimo decennio i titoli obbligazionari hanno assunto un ruolo di bilanciamento rispetto alle azioni in un contesto di volatilità sul mercato azionario, ma i rendimenti sempre più correlati rivelano significativi limiti nella loro efficacia in questo ruolo. La storia mostra che i rendimenti azionari e obbligazionari presentano correlazioni negative o positive per anni e anni, il che significa che le recenti tendenze potrebbero far presagire un periodo prolungato in cui azioni e obbligazioni si comporteranno allo stesso modo. In tal caso, gli investitori devono avere accesso ad altre asset class per diversificare.I timori legati all’inflazione, i problemi della catena di approvvigionamento e i conflitti sul fronte geopolitico sono solo alcuni esempi recenti di fattori che contribuiscono all’aumento della volatilità macro. Lungi dall’essere isolati, essi fanno parte di un flusso costante di eventi a supporto di quello che potrebbe essere un cambiamento strutturale verso una maggiore volatilità. Le strategie global macro hanno tipicamente sovraperformato il mercato durante le fasi recessive e maggiormente volatili grazie alle loro caratteristiche di trading direzionale e alla flessibilità nel valutare azioni, obbligazioni e valute globali per trovare un insieme completo di opportunità di investimento.I fondi alternativi liquidi mirano a fornire fonti di rendimento decorrelate rispetto ai tradizionali approcci azionari e obbligazionari long-only, impiegando strategie di short che capitalizzano il calo dei prezzi ed estendendo il campo di ricerca con il fine di investire in altre asset class. Sebbene i liquid alternative rappresentino generalmente una buona allocazione strategica per gli investitori in qualsiasi contesto, nelle condizioni attuali è particolarmente opportuno aumentare l’esposizione agli alternativi liquidi in chiave tattica. Una recessione economica globale sembra estremamente probabile dopo la partenza lenta delle banche centrali. Quel che è meno certo sono le tempistiche. Potrebbe arrivare presto, ma anche alla fine dell’anno prossimo o all’inizio del 2024, se la Fed decidesse di fare una pausa, per valutare se ha inasprito a sufficienza le condizioni economiche, per poi scoprire che deve riprendere con i rialzi dei tassi – proprio come fece Paul Volcker.

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PGIM Fixed Income: Prospettive non così cupe, ma i rischi rimangono elevati

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 ottobre 2022

A cura di Robert Tipp, CFA, Chief Investment Strategist & Head of Global Bonds di PGIM Fixed Income. I timori sui mercati obbligazionari globali non sono mancati nel terzo trimestre. Le banche centrali hanno spinto aggressivamente al rialzo i tassi a breve in risposta alla peggiore inflazione dell’ultimo mezzo secolo, e il conseguente appiattimento ribassista delle curve dei rendimenti si è aggiunto alle forti perdite dell’anno. Il calo dei prezzi delle obbligazioni ha continuato ad alimentare i deflussi dai fondi retail e, date le scarse condizioni di liquidità, ciò ha portato ad un contesto di mercato prudente con forti oscillazioni intra-day e giornaliere. Gli investitori hanno la possibilità di osservare con attenzione i movimenti quotidiani, che a loro volta possono essere determinati da una serie di rischi. Tuttavia, uno sguardo più attento a quattro temi di mercato fornisce un contesto sulla fragilità dei mercati, sui fattori che contribuiscono all’inflazione, sulla volatilità delle valute e sull’evoluzione del riassetto del reddito fisso.In prospettiva, vediamo un limbo continuo tra aspetti positivi e negativi contrastanti, con gli aspetti negativi ancora probabilmente dominanti. Il persistere di dati sull’inflazione elevati e la forte crescita dell’occupazione continueranno probabilmente a spingere le banche centrali ad alzare i tassi in modo aggressivo, alimentando i timori di un hard landing. Più avanti, tuttavia, il quadro dell’inflazione potrebbe migliorare, dato che i prezzi degli immobili e dell’energia potrebbero aver superato i livelli massimi. Più in generale, anche gli squilibri tra domanda e offerta dell’era COVID sembrano essere in via di correzione, il che suggerisce una riduzione dell’inflazione core. Se si considera l’impatto ritardato dei precedenti rialzi dei tassi e quelli che sembrano destinati ad arrivare nei prossimi mesi, c’è motivo di essere ottimisti sul fatto che i picchi di crescita, inflazione e, quindi, dei tassi di interesse a lungo termine dovrebbero essere vicini.Ma è necessario fare delle precisazioni. In primo luogo, se la crescita e l’inflazione dovessero continuare a sorprendere al rialzo, i tassi potrebbero avere ancora un punto percentuale di margine al rialzo, anche se il nostro scenario di base prevede un picco dei tassi a lungo termine più vicino ai livelli attuali. In secondo luogo, dati i bassi livelli di disoccupazione a livello globale e la probabilità che il ritorno ai livelli target dell’inflazione richieda del tempo, il livello più elevato dei tassi appena raggiunto potrebbe persistere per diversi trimestri: questa volta potrebbe non esserci una rapida inversione di rotta.Sebbene il ribilanciamento di queste componenti e le loro traiettorie suggeriscano che l’uragano che sta colpendo il mercato obbligazionario dovrebbe indebolirsi, è ancora troppo presto per essere certi che non ci troviamo nell’occhio del ciclone, con ulteriori aumenti dei tassi seguiti da una futura recessione. L’ampio ventaglio di potenziali esiti ha di conseguenza reso i mercati più cauti, come dimostrano gli alti livelli di volatilità implicita dei tassi d’interesse e il continuo rally del dollaro, il bene rifugio preferito dai mercati valutari, tendenza che sembra destinata a continuare.Le condizioni economiche sembrano destinate a ritornare ad una configurazione più simile a quella pre-COVID: fattori secolari, come l’invecchiamento demografico e il debito elevato, dovrebbero portare ad un ritorno di crescita e inflazione moderate, che potrebbero quindi tradursi in un contesto di tassi d’interesse più bassi, anche se con qualche eccezione nel mercato dell’Eurozona. Quando ci si guarderà indietro, ad esempio tra cinque anni, sarà probabilmente chiaro che i tempi attuali hanno visto i livelli più alti di crescita, inflazione e tassi di interesse per le generazioni a venire. Quindi, a qualunque livello i tassi raggiungeranno il loro picco – e riteniamo altamente probabile che la maggior parte del rialzo sia alle spalle – si tratterà di una soglia che probabilmente si rivelerà il punto più alto per anni, decenni o forse anche generazioni a venire. Forse stiamo assistendo a un mini-ripristino del livello dei tassi degli anni ’80.Come ulteriore elemento positivo per i rendimenti del reddito fisso, l’attuale configurazione – in cui gli spread si sono ampliati e i rendimenti dei titoli di Stato sono aumentati – non è certo la norma. Conclusioni. I rischi rimangono elevati. Sebbene la maggior parte del rialzo dei rendimenti di questo ciclo sia quasi certamente alle spalle, la questione riguardante l’hard landing – e le prospettive dei prodotti a spread – rimane offuscata da rischi al ribasso. Tuttavia, è bene tenere d’occhio la situazione, poiché i dati economici mostrano almeno alcuni segnali di moderazione. (abstract by http://www.verinieassociati.com)

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Vitamina D, nuove prospettive di utilizzo

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 ottobre 2022

Ribadire il ruolo e l’efficacia della vitamina D come ormone, sensibilizzando sul perché prescriverla, quando prescriverla e in che modo. Questo il focus della VI Consensus Conference Internazionale sulla Vitamina D, in corso a Firenze. L’incontro – che affronterà anche il tema del legame tra vitamina D e Covid e dell’uso di questo composto nei pazienti con obesità grave che si sottopongono a chirurgia bariatrica – è coordinato da Andrea Giustina, ordinario di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, e John Bilezikian, della Columbia University di New York.

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PIMCO: Elezioni di Midterm USA, quali le prospettive?

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2022

A cura di Libby Cantrill, Managing Director, Public Policy di PIMCO A 36 giorni dalle elezioni di Midterm negli Stati Uniti, nonostante il miglioramento del contesto politico per il Presidente Biden, il calo dei prezzi del gas e l’entusiasmo per i Democratici significativamente più alto rispetto a pochi mesi fa, è ancora molto probabile che la Camera dei Rappresentanti passi sotto il controllo repubblicano. Ricordiamo che alla Camera vi sono 435 seggi, tutti in palio alle elezioni di novembre, e i democratici a novembre avranno una maggioranza di soli 5 seggi, il che significa un margine di errore molto ridotto. Con tutti i seggi in palio, la Camera è considerata un’elezione nazionale, più indicativa dell’umore del Paese e dello spirito generale, e tipicamente un referendum sul partito al potere. A tal fine, l’umore nazionale, pur essendo migliorato, è ancora negativo, con un’ampia minoranza di elettori che pensa che il Paese sia sulla strada sbagliata; l’inflazione e l’economia continuano a essere uno dei temi più importanti, se non il più importante, sia per gli elettori repubblicani sia per quelli democratici, mentre allo stesso tempo la maggioranza degli elettori pensa che i repubblicani siano più preparati a gestire la sfera economica. Il Generic Ballot – il sondaggio che storicamente ha un potere predittivo relativamente alto nelle elezioni di metà mandato per la Camera – prevede ancora la parità, ma gli esperti in materia elettorale hanno riscontrato che storicamente i democratici hanno bisogno di un vantaggio significativo nel Generic Ballot per superare alcune delle distorsioni strutturali di questo sondaggio.Un elemento importante, secondo il Cook Political Report, è che i democratici dovrebbero “fare il pieno” di seggi in bilico alla Camera; secondo tale analisi, ci sono 31 seggi in bilico e, per mantenere la maggioranza, i democratici dovrebbero conquistarne 26 su 31. La situazione è resa ancora più difficile dal fatto che 22 dei 31 seggi in bilico sono presidiati dai democratici e solo 9 dai repubblicani, il che significa che i repubblicani difendono meno seggi vulnerabili e hanno bisogno di mantenere solo una frazione dei seggi in bilico per riconquistare la Camera.In conclusione: L’ipotesi di base è che i repubblicani vincano alla Camera, ma con un numero di seggi inferiore a quello che sembrava possibile fino a pochi mesi fa. I dati sembrano indicare che i repubblicani otterranno 10-20 seggi (rispetto ai 20-30 attesi all’inizio dell’estate), lasciando loro una maggioranza piuttosto esigua, che potrebbe condizionare le decisioni politiche quotidiane, come il finanziamento delle attività governative e l’aumento del tetto del debito. Una vittoria è comunque una vittoria: quindi, dal punto di vista dei mercati, una maggioranza repubblicana alla Camera, a prescindere dall’ampiezza della maggioranza stessa, significherà che l’agenda legislativa di Biden è di fatto congelata (anche se si potrebbero trovare dei compromessi su temi come le criptovalute e la sicurezza energetica). Il Senato: Come abbiamo detto più volte, il Senato è molto diverso rispetto alla Camera, con solo un terzo dei 100 seggi del Senato in palio e i democratici che presidiano meno seggi (14) dei repubblicani (20). La competizione al Senato tende ad essere molto più incentrata sui candidati e a essere guidata dalla raccolta di fondi; inoltre dipende dalle peculiarità degli Stati. I democratici hanno maggioranze molto ristrette e devono effettivamente aggrapparsi a ogni seggio del Senato per mantenere la maggioranza. In pratica, il controllo del Senato si ridurrà a poche sfide decisive; tra queste, tuttavia, sono quattro in particolare che, probabilmente, decreteranno il dominio del Senato, tra cui la sfida della Georgia (attualmente stato democratico), del Nevada (democratico), della Pennsylvania (repubblicano) e del Wisconsin (repubblicano). In conclusione: A 36 giorni dalle elezioni di metà mandato, il Senato è in ballottaggio, anche se le probabilità di mantenere il Senato sono leggermente a favore dei democratici. Se i democratici vincono, la maggioranza rimarrà sottile come la lama di un rasoio – un buon risultato si tradurrebbe in una loro maggioranza per 52 a 48, lo stesso sarebbe anche per i repubblicani, per i quali un buono scrutinio si tradurrebbe comunque in una maggioranza altrettanto stretta. Per chiarire: un Senato repubblicano rappresenterebbe una sfida per il Presidente Biden, poiché i repubblicani controllerebbero l’agenda e potrebbero rendere molto più difficile per Biden nominare i suoi candidati per la magistratura e l’amministrazione; tuttavia, finché la Camera sarà repubblicana, il Senato rappresenterà un problema di minore entità per i mercati. (abstract by http://www.verinieassociati.com)

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PGIM RE: Prospettive per l’Europa, il repricing offre opportunità di guadagno a lungo termine che saranno interessanti per gli investitori

Posted by fidest press agency su martedì, 27 settembre 2022

A cura di Greg Kane, Head of European Investment Research di PGIM Real Estatel . L’aumento dei prezzi dell’energia e dei costi di finanziamento sta colpendo duramente le famiglie e sta minando la modesta ripresa economica post-pandemia. Ciò si ripercuote direttamente sui mercati degli spazi per logistica e retail, mentre l’impatto sul sentiment e la pressione sugli utili aziendali si ripercuotono sull’indebolimento della domanda di spazi nel mercato degli uffici. All’inizio dell’anno, gli effetti dell’aumento dell’inflazione si sono tradotti in un aumento dei tassi di interesse di mercato, con un impatto sui valori dei mercati finanziari. Sapevamo già che il volume delle transazioni aveva iniziato a diminuire e che i rendimenti immobiliari avevano iniziato ad aumentare. Tuttavia, i mercati dei capitali reagiscono rapidamente e possono dare falsi segnali. Ma le recenti indicazioni provenienti dall’economia reale e dall’andamento della domanda confermano che è in corso una flessione e che i valori reali in capitale non stanno reagendo solo allo stress dei mercati finanziari.In termini reali, il valore del capitale immobiliare è sceso del 2% nel secondo trimestre del 2022, un declino modesto, ma che di solito si verifica solo quando è in corso o è imminente un’ampia flessione. Ciò che colpisce è la rapidità con cui la performance positiva si è trasformata in negativa, dato che fino a poco tempo fa la crescita del valore del capitale reale era in accelerazione. Sebbene le previsioni più diffuse collochino l’imminente recessione a metà strada, con un calo del valore reale del capitale del -20% nei prossimi anni, un rapido sguardo alle correzioni passate mostra che le flessioni tendono a rientrare in due grandi categorie: rapide e poco profonde o durature e profonde. Al momento il sentiment sta calando rapidamente, le previsioni vengono riviste al ribasso e vi sono rischi significativi derivanti da fattori come l’approvvigionamento energetico che potrebbero spingere al ribasso la crescita, il che fa temere che possa tradursi in una recessione lunga e prolungata. Uno scenario di questo tipo condivide diverse caratteristiche con l’esperienza del Regno Unito negli anni ’70, quando, in particolare, gli shock dei prezzi del petrolio e l’inflazione elevata portarono a un lungo periodo di performance economiche deboli, a tensioni più ampie sui mercati finanziari e a un mercato immobiliare in difficoltà. Quello che sappiamo è che il sentiment è in calo, il che suggerisce che il mercato si sta riprezzando rapidamente. Poiché i rischi rimangono elevati, investire nei prossimi trimestri è azzardato, ma allo stesso tempo abbiamo iniziato a pensare a cosa dobbiamo vedere in termini di repricing per sentirci più tranquilli nel ricominciare a guardare alle opportunità. Il rischio di perdita di capitale nel breve termine rimane elevato, anche se il repricing offre opportunità di guadagno a lungo termine che saranno interessanti per gli investitori.

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Prospettive per l’Europa e sui titoli più interessanti dell’area

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2022

A cura di Franz Weis, Managing Director e Co-Responsabile delle strategie azionarie europee di Comgest. A maggio il mercato europeo ha registrato un andamento sostanzialmente piatto come rileva l’indice MSCI Europe. Nel corso del mese i titoli a media capitalizzazione (indice MSCI Europe Mid Cap) hanno sottoperformato le large cap (indice MSCI Europe) dell’1,6% in EUR, in un contesto dominato dalle notizie relative agli elevati livelli d’inflazione e all’annuncio del rialzo dei tassi d’interesse da parte della Banca centrale europea. Alfen, nonostante le problematiche legate alla catena di fornitura, ha registrato un incremento dei ricavi su base annua (a/a) del 77% nel 1° trimestre 2022 e un aumento più che proporzionale degli utili grazie alla leva operativa. La crescita dei ricavi è stata in gran parte alimentata dal buon andamento dei sistemi di ricarica per veicoli elettrici (VE), in progressione del 185% a/a. Ciò rispecchia la crescente diffusione dei VE sui mercati strategici di Alfen e il successo dell’espansione internazionale del gruppo. L’ottimo avvio d’anno ha indotto il management a rivedere al rialzo le prospettive dei ricavi per il 2022 del 10%, a metà della fascia di previsione.SimCorp ha acquisito un discreto portafoglio ordini nel 1° trimestre 2022, ma ha avuto un avvio lento in termini di crescita organica e margine EBIT (utile al lordo di interessi e tasse), avendo investito in nuovi servizi pur continuando ad avvertire l’impatto di un ciclo di vendita più lungo a causa delle restrizioni anti-Covid. La società ha confermato le previsioni di crescita organica pari al 7-12% e del margine EBIT del 23-26% per il 2022 in base ad aspettative di un’accelerazione della crescita nel 2° semestre, sostenuta da un miglioramento dell’offerta in Nord America e dalla progressiva normalizzazione delle condizioni di lavoro man mano che le restrizioni anti-Covid saranno revocate.Equasens (Pharmagest) ha diffuso solidi dati di vendita per il 1° trimestre dell’anno, con ricavi “like-for-like” in rialzo del 7%. Il management prevede che la dinamica di crescita proseguirà e ha pertanto confermato i relativi obiettivi per il 2022.Netcompany ha messo a segno una crescita organica trimestrale del 13%, anche grazie al forte sviluppo nel Regno Unito. Le prospettive per la trasformazione digitale sono incoraggianti in tutti i mercati e il management è stato rassicurante in merito alla sua capacità di continuare a reclutare talenti in un contesto caratterizzato dall’aumento degli abbandoni, pur continuando a mantenere un buon controllo dei costi a fronte dell’inflazione salariale. In ultimo, una menzione per Moncler che ha presentato dati solidi al “capital markets day”, mettendo in evidenza le numerose vie di crescita per i marchi Moncler e Stone Island.

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Romacereali: le aspettative produttive e i mercati internazionali

Posted by fidest press agency su sabato, 4 giugno 2022

La XV edizione di Romacereali è stata l’occasione per discutere di un tema di grande attualità: la produzione mondiale dei cereali, le aspettative per il prossimo anno e l’andamento dei prezzi internazionali.Le relazioni presentate hanno mostrato uno scenario di incertezza con una proiezione di riduzione della produzione mondiale di frumento dell’1.6%, che determina una diminuzione complessiva degli stock disponibili a fine campagna del 4%. Anche la produzione maidicola mondiale registra un decremento del 2.5%, con una conseguente calo degli stock del 5%. Queste evoluzioni hanno portato un aumento dei prezzi più che proporzionale sui mercati internazionali con valori, nell’ultimo periodo, superiori al 24%.In questo ambito, il CREA ha messo in evidenza la situazione nazionale e la forte incidenza economica e sociale della filiera cerealicola. Basti pensare che a fronte di 3 miliardi di importazione di cereali, esportiamo 6,5 miliardi di euro di trasformati e derivati dei cereali.La guerra in Ucraina ha determinato un’impennata dei costi di produzione, dagli energetici ai fertilizzanti e i dati della RICA (Rete d’Informazione Contabile Agricola, gestita dal CREA Politiche e Bioeconomia, fonte ufficiale UE, che monitora il reddito e le attività delle imprese) mostrano un incremento medio aziendale del 60%, con il rischio di far uscire un’azienda su 10 dal circuito produttivo. In particolare, per il settore cerealicolo, c’è stato un incremento dei costi di produzioni tra 17.000-20.000 €, aggravando un quadro di struttura dei costi di produzioni aziendali pari o leggermente superiori alle remunerazioni dei prodotti. Il sostegno del I pilastro della PAC aiuta a compensare questo squilibrio, ma le riforme degli aiuti accoppiati attualmente in discussione, potrebbero compromettere le rendite attese. Gli effetti della guerra e della crisi energetica sul comparto, quindi, si traduce nelle stime in un valore aggiunto negativo per la maggior parte delle imprese. In UE si è varato un primo pacchetto di aiuti alle imprese più in difficoltà, ma con un budget molto limitato.

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Convegno su Prospettive giuridico-pedagogiche per la scuola inclusiva

Posted by fidest press agency su sabato, 4 giugno 2022

Si è concluso il convegno “Prospettive giuridico-pedagogiche per la scuola inclusiva, a cinque anni dall’entrata in vigore del D.Lgs 66/2017” organizzato dall’Università degli studi della Basilicata – Corso di Laurea Magistrale in Scienze della Formazione Primaria e Corso di specializzazione per insegnanti di sostegno – ed Eurosofia – ente accreditato dal Ministero dell’Istruzione per la formazione del personale scolastico -.L’incontro, svoltosi presso l’Aula Magna dell’Università della Basilicata a Potenza, ha visto la partecipazione di illustri componenti del mondo della scuola e dell’università.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e presidente Accademia Cesi, durante il suo intervento ha affermato che “è importante vedere oggi ministero dell’istruzione e ministero dell’università di nuovo riuniti. Il tema di oggi, la formazione iniziale degli insegnanti sul sostegno, è particolarmente importante e lega le competenze di entrambi i ministeri. C’è sicuramente necessità di risorse, ma c’è anche il problema di avere molti insenanti di sostegno senza specializzazione. L’argomento oggi ha messo a confronto pedagogisti e giuristi. Certamente i nuovi insegnanti devono accompagnare gli alunni in un percorso che dovrebbe essere di vita; ci si interroga, sempre più, infatti sul rapporto tra scuola e società più in generale”. Rispetto al fatto che, come ci dicono i dati Istat, ogni anno aumentano gli studenti con certificazione di disabilità, “lo stato dovrebbe garantire la copertura – ha continuato il prof Pacifico – ma invece cambia le regole della certificazione ma senza cambiarle. Se non è inclusiva non è scuola, siamo nella non scuola? il legislatore deve ascoltare i pedagogisti, i giuristi e la parte sociale. Il ruolo del docente di sostegno deve essere valorizzato. Ci deve essere dialogo tra la ricerca e l’amministrazione, che non può ignorare i dati”.

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PIMCO: Prospettive di crescita della Cina considerato il costo delle chiusure

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 aprile 2022

A cura di Carol Liao, China Economist di PIMCO. Dopo un inizio d’anno promettente, l’economia cinese sta ora affrontando la peggiore perturbazione dall’inizio della pandemia. Sia l’indice sull’attività manifatturiera Purchasing Managers’ Indices (PMI) che quello dei servizi a marzo sono scesi sotto i 50 punti – il livello che distingue la crescita dalla contrazione – per la prima volta dal febbraio 2020. Le misure per contenere i focolai di COVID concentrati a Shanghai, Shenzhen e Jilin hanno causato forti cali di mobilità e interruzioni della produzione, danneggiando ulteriormente i consumi e i servizi. La logistica interna affronta l’attrito causato dalle restrizioni di movimento dei camionisti e i severi controlli pandemici nei principali porti cinesi possono aggravare i problemi della catena di approvvigionamento globale, mentre la congestione dei porti peggiora in tutto il mondo.Con la Cina che difficilmente abbandonerà la politica zero-COVID, ci aspettiamo un altro mese di perturbazioni prima che la situazione si normalizzi a maggio. Dati i significativi venti contrari alla crescita economica della nazione nella prima metà di quest’anno, abbiamo rivisto al ribasso la nostra previsione di base del PIL per il 2022 intorno al 4,5%, con un intervallo di previsione più ampio per tenere conto delle maggiori incertezze sia nell’economia cinese che globale.Al Congresso Nazionale del Popolo (NPC) all’inizio di marzo – circa una settimana prima che i 17,5 milioni di residenti di Shenzhen fossero messi in isolamento per una settimana – Pechino aveva annunciato un obiettivo di crescita di “circa il 5,5%” per il 2022, battendo le aspettative del mercato. Anche se questa cifra rappresenterebbe la più bassa crescita anno su anno del PIL della Cina in più di tre decenni (con l’eccezione del 2020), si trova di fronte a sfide come l’incertezza geopolitica ed economica globale, la pandemia in corso, un mercato immobiliare interno in difficoltà e consumi poco brillanti.Insieme a questo obiettivo, Pechino ha anche rivelato un piano di stimolo fiscale che ha sorpreso al rialzo, con tagli fiscali e spese fiscali su progetti infrastrutturali, i principali approcci per stimolare la crescita. Nonostante l’abbassamento del rapporto deficit/Pil della Cina al 2,8% per il 2022 dal 3,2% del 2021 (un calo di oltre 200 miliardi di yuan), la spesa fiscale in bilancio dovrebbe aumentare di oltre 2 mila miliardi di yuan rispetto all’anno scorso, grazie al significativo riporto fiscale dal 2021. Inoltre, circa 1,2 mila miliardi di yuan di proventi di titoli obbligazionari speciali delle amministrazioni locali (LGSB) inutilizzati nel 2021 potrebbero offrire un sostegno extra alla spesa per le infrastrutture quest’anno, anche se le entrate derivanti dalla vendita dei terreni dovessero essere limitate. (abstract)

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PIMCO: L’elevata incertezza sulle prospettive macro porterà la BCE a concentrarsi sull’opzionalità della politica

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 marzo 2022

A cura di Konstantin Veit, Portfolio Manager European Rates di PIMCO. L’andamento dell’inflazione dopo la riunione di dicembre è stato considerevolmente superiore alle aspettative, e le nuove proiezioni macroeconomiche di marzo saranno certamente caratterizzate da un’inflazione più alta rispetto a dicembre. Inoltre, il programma relativo all’esercizio delle proiezioni di marzo è stato rivisto per tenere conto delle implicazioni degli ultimi sviluppi geopolitici, e questo significa anche che la stima flash sull’inflazione di febbraio sarà incorporata nelle proiezioni. A dicembre, la BCE ha previsto un’inflazione del 3,2% per il 2022 e dell’1,8% per il 2023 e il 2024. Il dato del 2022 vedrà certamente una significativa revisione al rialzo, il dato del 2023 potrebbe arrivare leggermente al di sopra del 2%, e la proiezione del 2024 probabilmente resterà sostanzialmente invariata. L’inflazione core alla fine dell’orizzonte di previsione rimarrà probabilmente al di sotto del 2%, e i rischi per le prospettive sull’inflazione saranno inclinati al rialzo. A causa dei maggiori rischi geopolitici, la BCE abbasserà anche sensibilmente le proiezioni di crescita e probabilmente definirà i rischi per le prospettive economiche come al ribasso, invece che ampiamente bilanciati. Ci aspettiamo che la BCE mantenga l’apertura a una fine anticipata degli acquisti netti di asset rispetto al piano delineato a dicembre, una volta che la crisi attuale si sarà ridimensionata, ma non ci aspettiamo che la BCE annunci formalmente una data di fine definitiva o cambiamenti materiali all’APP alla riunione di marzo. Sulla linea del recupero dell’opzionalità della politica, la BCE potrebbe decidere di rimuovere la parola “a breve” dalla forward guidance dell’APP, per rompere il legame temporale quasi automatico tra i due strumenti. L’opzionalità qui implica che il rialzo del tasso di politica monetaria potrebbe eventualmente richiedere più tempo dopo la fine degli acquisti netti di asset, se giustificato. La BCE potrebbe anche rimuovere il riferimento a tassi di politica monetaria più bassi nella forward guidance sui tassi d’interesse, anche se questo potrebbe arrivare un po’ più tardi, quando la BCE si avvicinerà all’aumento dei tassi d’interesse.Nel medio termine, crediamo che la BCE punterà certamente a terminare gli acquisti netti di asset e a tornare a un tasso di riferimento neutrale, con poche ambizioni al di là di questo. A lungo termine, rimane una notevole incertezza su dove potrebbe collocarsi un tasso di politica neutrale per la zona euro, ma qualsiasi livello tra lo 0% e l’1% sembra ragionevole in confronto alle altre aree.

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Prospettive economiche 2022 per l’Area Euro

Posted by fidest press agency su martedì, 15 febbraio 2022

A cura di Nicola Mai, Portfolio Manager, Sovereign Credit Analyst di PIMCO. L’Area Euro verosimilmente continuerà a crescere a un ritmo superiore al tendenziale e complessivamente intorno al 4% nel 2022, seppure probabilmente più sottotono nella parte iniziale dell’anno per le persistenti strozzature sul lato dell’offerta, gli elevati prezzi dell’energia e le limitazioni alla vita sociale dovute alla circolazione del virus. È probabile un’accelerazione piuttosto vivace in primavera quando l’economia dovrebbe proseguire nel processo di normalizzazione, avanzando verso il ritorno ai livelli pre-crisi. I rischi per le prospettive appaiono alquanto bilanciati: l’eccesso di risparmio e il potenziale di maggiore domanda accumulata pongono rischi al rialzo, mentre i rischi al ribasso derivano principalmente dall’andamento del virus e dalle strozzature sul lato dell’offerta.Nell’Area Euro l’inflazione pare destinata a collocarsi al di sopra dell’obiettivo, con un’inflazione complessiva media intorno al 3% in generale per il 2022. La tendenza dell’inflazione tuttavia sembra essere nettamente al ribasso, in discesa dal 5% su base annua (a/a) di fine 2021 a circa l’1,5% a/a per la fine del 2022. Al rallentamento dell’inflazione dovrebbero contribuire significativi effetti base negativi per i prezzi energetici nonché l’attenuarsi sia dei colli di bottiglia sul versante dell’offerta che degli effetti delle riaperture sui prezzi. La modesta crescita dei salari, uno storico di inflazione al sotto dell’obiettivo e l’impulso fiscale più moderato in risposta alla crisi contribuiscono a spiegare i motivi per cui l’inflazione nell’Area Euro si è rivelata in generale inferiore a quella registrata nel Regno Unito e negli Stati Uniti. Le prospettive di inflazione moderata inducono a ritenere che la Banca Centrale Europea (BCE) si dimostrerà paziente rispetto al ritiro degli stimoli monetari, mantenendo il tasso di riferimento a −0,50% e continuando a effettuare acquisti netti di titoli, benché progressivamente ridotti, nell’orizzonte ciclico. Riguardo alla politica fiscale, un certo consolidamento è atteso nel 2022, benché in larga misura dovuto alla decadenza delle misure d’emergenza piuttosto che a interventi fiscali restrittivi veri e propri.

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Asset Allocation 2021/22: analisi e prospettive

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 gennaio 2022

A cura di Toby Nangle, Responsabile globale asset allocation di Columbia Threadneedle Investments. I rendimenti azionari sono il risultato di diversi elementi: dividendi, aspettative sulla futura capacità di generazione degli utili e variazioni del prezzo che gli investitori sono disposti a pagare per un dato livello di potenziale di generazione di utili (o evoluzione delle valutazioni). Quest’ultimo fattore tende a dominare i rendimenti sul breve termine ma sul lungo periodo è la capacità di generare utili delle imprese che conta. I titoli in impennata che offrono rendimenti stellari senza essere accompagnati da una percettibile variazione del potere di generazione degli utili tendono a lasciarmi perplesso, mentre gli aumenti significativi della capacità di generare utili non premiati dal mercato mi intrigano. Come possiamo suddividere il periodo del Covid-19? I listini di tutte le principali regioni del mondo hanno visto la loro capacità di generazione degli utili prevista crescere ad un tasso del 5-9%, tranne negli Stati Uniti, dove tale ritmo è stato quasi di due volte superiore. Da un’analisi un po’ più approfondita emerge che i titoli value USA hanno registrato performance sostanzialmente analoghe a quelle di altre regioni del mondo e solo le azioni growth si sono distinte in maniera eccezionale. Molto di tutto questo suonerà familiare; in effetti, il 2020 è stato interessato da molti di questi sviluppi. Il 2020 si è concluso all’insegna di valutazioni estremamente elevate e utili ridotti in gran parte del mondo. All’inizio del 2021 mi aspettavo un netto rimbalzo degli utili ma anche una significativa svalutazione dei mercati, uno scenario che si è verificato in diversi mercati. Ad esempio, il rapporto P/E (Price/Earning) prospettico del mercato giapponese è sceso da 18x a 14x tra dicembre 2020 e novembre 2021, erodendo del 22% i rendimenti azionari e limitando i rendimenti totali in valuta locale al 10% per il periodo nonostante un incremento del 38% delle aspettative sugli utili. La valutazione del P/E prospettico del mercato giapponese è tornata su livelli inferiori alla media a 15 anni. Le valutazioni elevate rappresentano chiaramente un ostacolo a medio termine per le performance di alcuni mercati. La sfida delle valutazioni azionarie rappresenta una delle tre prove principali cui sono alle prese i mercati globali (in assenza di sconvolgimenti politici); le altre due sono la transitorietà o meno dell’inflazione e il modo in cui il Covid-19 continua a cambiare la natura dell’attività economica. Tutte queste sfide sono interconnesse. Cosa implica tutto ciò? Ravvisiamo un chiaro rischio di ribasso qualora l’inflazione dovesse rivelarsi persistentemente elevata tanto da richiedere un aumento concertato dei tassi d’interesse delle banche centrali per frenarla. In uno scenario di ribasso di questo tipo i più penalizzati sarebbero verosimilmente le obbligazioni e le azioni a lunga scadenza. Riconosciamo che le incertezze sono significative e che l’entità dei ribassi che potrebbero derivare da scenari diversi dal nostro (calo dell’inflazione) potrebbe essere considerevole. Ma la prospettiva di guadagni solidi e un contesto di rendimenti contenuti giustificano le valutazioni di molti mercati azionari e mi inducono a rimanere investito. La combinazione di un’espansione degli utili modesta e valutazioni contenute in alcuni mercati, oltre a una crescita strutturalmente elevata per le aziende che stanno apportando cambiamenti dirompenti nel panorama economico, anche se con valutazioni più impegnative, fa sì che le prospettive siano discrete.

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L’Europa sta entrando nel 2022 con ottime prospettive in termini di crescita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 dicembre 2021

La crescita economica quest’anno è stata particolarmente robusta in Europa e le previsioni stimano un aumento dei profitti aziendali di circa il 50% su base annua per il 2021. Grazie al forte incremento della domanda, molte aziende sono state finora in grado di scaricare sui prezzi gli aumenti delle materie prime e mantenere invariati i margini. Se le pressioni inflattive dovessero attenuarsi, come nelle previsioni della Bce, potremmo avere nuovamente tassi di crescita molto interessanti, nell’ordine del 8- 9%, nel 2022. Questo permetterebbe alla Banca Centrale di accompagnare il pieno recupero dell’economia con una politica monetaria ancora accomodante, a differenza della Fed che sembra ormai orientata ad una stretta sui tassi a partire dal secondo semestre del prossimo anno. L’Europa è inoltre ben posizionata per beneficiare della tendenza alla riorganizzazione delle catene di approvvigionamento, che molti paesi stanno riconfigurando a causa sia della pandemia che delle tensioni geopolitiche. In particolare, le società di macchinari e strumenti utilizzati nei processi di produttivi dovrebbero beneficiarne, così come le aziende di attrezzature per semiconduttori. Per non parlare della possibile ripresa dell’area asiatica, con la Cina in testa, che farebbe da traino all’industria automobilistica e dei beni di lusso. Anche i consumi interni potrebbero essere di supporto; a differenza di quanto visto negli Stati Uniti, dove lo stock di risparmio dei privati è tornato ai livelli pre-pandemia, nell’Area Euro la situazione è ben diversa. Seppur in discesa dai picchi del 2020, resta ampiamente superiore ai livelli precedenti ma dovrebbe normalizzarsi nel corso del 2022. C’è infine un ulteriore stimolo a supporto delle aziende Europee: il Multilateral Facility Framework (MFF) e il Next Generation EU fund metteranno a disposizione circa 1800 miliardi di euro da qui al 2027. Una buona parte di questa spesa sarà indirizzata a progetti destinati mitigare il cambiamento climatico. L’Europa ha molte aziende leader di mercato nelle tecnologie sostenibili che potrebbero beneficiare di una maggiore attenzione alle questioni climatiche in tutto il mondo. Se andiamo poi a guardare le valutazioni, il divario in termini di multipli fra i listini europei e quelli americani si è ulteriormente ampliato nel corso del 2021, quindi in termini relativi l’investimento in azioni europee potrebbe risultare interessante per gli investitori d’oltre oceano. A fronte di un quadro macro incoraggiante, ci sono ovviamente fattori di rischio che non possono essere sottovalutati. L’Europa ha visto un costante aumento delle infezioni dalla fine dell’estate e si sono resi necessari nuovi lockdown in alcuni paesi. Sebbene le conseguenze della nuova variante Omicron sembrino meno gravi del previsto, il Covid resta comunque un rischio che dovrà essere monitorato costantemente. Da ultimo, il fattore che oggi è maggiormente osservato dagli operatori è sicuramente il trend dell’inflazione. Se dovesse perdurare sugli attuali livelli più del previsto, metterebbe in discussione le politiche espansive della Bce, con gravi ripercussioni sui listini.

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