Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 318

Posts Tagged ‘prostituzione’

Droghe, prostituzione e mafie. Amministratori che gestiscono -male- solo l’esistente?

Posted by fidest press agency su sabato, 31 marzo 2018

Una recente operazione della Procura di Firenze, ha messo a nudo come in questa citta’ -come in tante altre- la criminalita’ organizzata non risparmi nessuno. Nello specifico, essendo coinvolto un importante esercizio commerciale del centro citta’, il clamore e’ stato maggiore del solito, e il Sindaco della citta’ ha dato buona prova di se’ come guardiano della legalita’. Ma la questione -a nostro avviso- e’ sempre trattata con carenza di prospettive: Il Sindaco di Firenze invita a prevenzione e vigilanza, facendo appello a tutti. Ma tutti chi e come? Se e’ chiaro per magistratura e polizia, che’ sono preposti al rispetto delle leggi esistenti, non si capisce come dovrebbe essere per i cittadini comuni e quelli rappresentanti dei cittadini, legislatori e amministratori. Per i cittadini sembrerebbe quasi un invito a non usare i prodotti della malavita (droghe illegali e prostituzione, essenzialmente), e un invito alla segnalazione alle
autorita’ quando si e’ -giocoforza- informati/coinvolti. Per legislatori ed amministratori, invece, oltre il ruolo di lamentarsi e fare la voce grossa e dura caso per caso (come fa il nostro Sindaco), magari anche promuovendo e partecipando a specifiche iniziative di informazione, non si capisce dove sarebbe prevenzione e vigilanza; anche perche’, per il consumo di droghe e prostituzione, non sembra che l’invito al non-uso abbia molto successo, anzi. Il nostro Sindaco, nella fattispecie di droghe illegali e prostituzione, anche se a singhiozzo fa proclami di legalizzazione, di fatto e’ fermo e -di conseguenza- complice dell’esistente: sulla prostituzione ha raccolto risultati zero visto che ha ottenuto solo lo spostamento della stessa da alcune zone ad altre che non fossero sotto l’egida delle reprimende amministrative (e non avrebbe potuto essere altrimenti); sulle droghe illegali, stesso zero, senza neanche la parvenza di aver fatto qualcosa.
Ma cosa puo’ fare un amministratore locale? Tanto. Non e’ un legislatore ma, al pari e meglio del comune cittadino che vuole contribuire al processo legislativo, ha diversi strumenti per potersi muovere. Un esempio: la citta’ di Firenze si e’ molto spesa per l’approvazione della legge sul cosiddetto omicidio stradale (a nostro avviso: legge infausta, inutile e architettura di mostruosita’ giuridica e anticostituzionale). Perche’ non viene fatto altrettanto per prostituzione e droghe? E non si tratterebbe neanche della famosa “mosca bianca” nel mondo, visto che in materia abbiamo diversi riferimenti in Europa e Usa, dove diverse citta’ hanno avviato esperimenti pilota con buoni risultati (solo per l’Europa: Germania, Svizzera, Portogallo, Spagna, Gran Bretagna, Paesi Bassi e -per le stanze del consumo di droghe pesanti- anche la super-proibizionista Francia).
E’ solo questione di scelte. Che non vengono fatte. I particolari per la messa in opera sono molteplici, a partire da iniziative di informazione fino a veri e propri esperimenti, magari anche sul filo del rasoio della legislazione vigente.
Ma sembra che sia piu’ facile -quanto di fatto marginale- fare il muso duro istituzionale e di apprezzamento della repressione. Carenza di prospettive, per l’appunto! E intanto facciamo la conta del business delle mafie. Quale sara’ il prossimo?
“Camorra, n’drangheta e mafia sono entrate nelle nostre citta’ con attivita’ come il riciclaggio, il business dei rifiuti, lo sfruttamento della prostituzione”. Lo dice il sindaco Dario Nardella, ringraziando la Procura e gli investigatori “per l’impegno e per i risultati prodotti”, in merito all’operazione antidroga conclusa stamani. “Le dichiarazioni del procuratore Giuseppe Creazzo mettono nuovamente in luce una situazione gravissima che non puo’ piu’ essere sottaciuta dai media e dalla societa’ civile – aggiunge il sindaco – La criminalita’ organizzata prospera ovunque, in tutta Italia, soprattutto nelle zone ricche. Per questo e’ arrivata anche in Toscana, senza uccidere, ma facendo affari sulle spalle dei poveracci e contro lo Stato e la gente onesta”. “Nessun territorio – continua Nardella – e’ immune da questa piaga: dobbiamo esserne consapevoli e dobbiamo lavorare al fianco delle forze dell’ordine e della magistratura per combatterla con tutte le forze perche’ qui non attecchisca. Societa’ civile, mondo della scuola, imprese, istituzioni: dobbiamo essere tutti uniti per prevenire e vigilare. Dove c’e’ illegalita’ crescono le mafie. Guai a sottovalutare questo pericolo. Il Comune di Firenze e’ in campo e lo sara’ sempre di piu’, nei progetti con le scuole, nella collaborazione con la magistratura, ma non basta. Tutta la societa’ civile deve sentirsi investita da questa sfida”, conclude il sindaco. (ANSA)(Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Prostituzione a Firenze

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 settembre 2017

firenzeFirenze. Dopo il primo giorno di applicazione della nuova ordinanza del Comune di Firenze -cosiddetta contro la tratta degli esseri umani – se ne raccolgono i primi frutti. Un tizio di Siena cuccato mentre consumava in macchina il servizio acquistato. Punto. E basta. E questo mentre le persone che si prostituivano erano sempre in strada, dopo aver dato fiato ad esercizi di narrazione para-romanzata da parte dei media, e col costo di una mini-mobilitazione (pare cinque pattuglie) dei tutori dell’ordine. E allora? Allora, niente! Nei prossimi giorni sara’ cosi’ e anche meno. Forse cuccheranno due o tre puttanieri, ma niente di particolare. Il fenomeno della prostituzione per strada continuera’ in modo indisturbato. Perche’ i problemi (e la prostituzione per strada e’ un problema, sanitario e di ordine pubblico) dovrebbero essere affrontati per risolverli, non per dare immagine ad uso e consumo dei desideri e delle esigenze di chi ci governa. Che sembra proprio quello che e’ accaduto e che continuera’ ad accadere.
Certo, un Sindaco non può legalizzare la contrattazione delle prestazioni sessuali, spetta al legislatore nazionale. Ma potrebbe ridurre il danno. Per esempio: mettendo zone specifiche a disposizione. Non ci sarebbe da aspettarsi la migrazione in massa dei venditori di sesso in queste zone (le posizioni urbane e geografiche giocano un ruolo non secondario anche in questo mercato di domanda e offerta), ma lavorandoci con sistematicità e continuità, qualche risultato si dovrebbe ottenere. Certo, se si dice -come fa l’ordinanza del Comune di Firenze- che non si puo’ comprare sesso per strada, andando contro logiche e abitudini di quasi tutti gli esseri umani e dei loro desideri, ci si predispone solo al fallimento di ogni iniziativa. Queste zone potrebbero essere foriere di provvedimenti contro l’amministrazione che le istituisce? Probabile, con lo stesso livello di probabilita’ che un qualunque ricorso al Tribunale Amministrativo regionale (TAR) mandi in soffitta l’ordinanza entrata in vigore ieri 16 settembre. Quindi, se volessimo essere onesti con noi stessi, coi cittadini e col futuro di entrambi, tanto varrebbe fare qualcosa che potesse servire a questo futuro. E non usare il meccanismo ordinanza come fosse un preservativo che si butta dopo l’uso e si fa mente locale e pratica del vantaggio che si e’ avuto nell’usarlo. Difficile? Non crediamo, basta volerlo. E soprattutto, come purtroppo è e sarà il risultato dell’attuale ordinanza, bisognerebbe muoversi non solo per costruirsi un’immagine (a chi piace questo tipo di immagine) a spese della pubblica collettività. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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A Firenze, multe ai clienti di chi vende sesso per strada

Posted by fidest press agency su martedì, 20 giugno 2017

prostituzioneFirenze. Pare che l’amministrazione del Comune di Firenze, sull’onda e l’esempio di alcuni piccoli Paesi della provincia, stia per decidere di sguinzagliare le proprie forze dell’ordine, essenzialmente in borghese, per fare multe fino a 500 euro per coloro che si fermeranno per contrattare il prezzo di una prestazione sessuale. Prostitute e prostituti che stazionano alle Cascine e in via di Novoli, sono avvertite/i: non ci sara’ piu’ business in quelle zone. Per l’appunto “in quelle zone”, quindi il Comune sta consigliando di provvedere subito (l’operazione dovrebbe partire dal prossimo 1 luglio) a cambiare zona in cui vendere la propria merce. Perche’ il succo della questione, alla fine, e’ solo questo: un provvedimento inutile di per se’, visto che lo stesso turbamento dell’ordine pubblico (che e’ questa la sostanza del provvedimento) si spostera’ in altro luogo, con gli stessi problemi che aveva sollevato nelle aree che al momento
verranno “salvate”, Cascine e Novoli.
Allora, facciamo il punto. Prostituirsi non e’ reato. L’amministrazione di Firenze e’, sulla carta e per definizione di schieramento (molto ampio in materia, includendo destra e sinistra) non intenzionato ad indicare i comportamenti sessuali giusti. Il sesso continua ad essere una gioiosa e goduriosa merce da acquistare (abbiamo dei dubbi su gioia e goduria di chi vende, ma questo e’ un altro discorso…). La vendita di questa merce continua ad essere un problema, nonostante le numerose app, la gig-economy e la new-economy che ancora non vedono ufficialmente una qualche branca di Uber o Microsot o Amazon o Apple impegnata in merito per fruttare anche loro.
Cosa fa il Comune di Firenze? Sostanzialmente sposta a calci nel sedere le persone che le danno problemi di ordine pubblico. Dove le sposta? Ah, beh! Su questo il Comune non si esprime: problemi di chi vende e di chi dovra’ tenerseli davanti a negozi ed abitazioni… se poi questi problemi comunque ricadranno sui problemi di ordine pubblico della citta’… beh… si vedra’, sperando che magari il luogo di vendita vada a ricadere nel territorio di uno dei tanti Comuni metropolitani non fiorentini.
Che brutto approccio. Non solo, ma con soluzioni che aggravano di piu’ la situazione. Perche’ il venditore di questa merce respinto in questo modo, cosi’ come a suo tempo aveva scelto come mercato le Cascine e Novoli, altrettanto fara’ domani: pensando cioe’ al solo proprio interesse, pur in violazione di ordine pubblico, quiete e quant’altro, tanto l’istituzione preposta alla sua serenita’ e a quella degli abitanti, non e’ in grado di affrontare la questione per trovare una soluzione (per temporanea che sia), ma solo per impedire, mettere i bastoni fra le ruote, far pagare multe, vietare, magari anche mettere in galera… cioe’ tutto il bagaglio armamentale repressivo che spinge coloro che ne sono coinvolti sempre piu’ verso l’illegalita’, il sotterfugio, il fregare l’istituzione.
Soluzione? Viso che non e’ il Comune di Firenze che deve fare le norme per la legalizzazione di questo ambito, e visto che che e’ un ambito ibrido in cui i divieti ci sono e non ci sono (a parte coloro che confondono peccato e reato), cosi’ come gia’ avviene per altri settori (vedi mercatini per i cosiddetti extracomunitari), non ci sembra campata in aria la soluzione che, per semplificare, chiameremo “parchi del sesso”, anche alla Cascine in ore e zone precise. Perche’ no? (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Prostituzione: Il comune di Piacenza sanziona i clienti, ma non le donne

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 marzo 2017

piacenza«Intendo esprimere il nostro pieno appoggio e ringraziamento al sindaco di Piacenza Paolo Dosi, e all’assessore al welfare Stefano Cugini, per il recente provvedimento contro la prostituzione, che riconosce le donne come vittime di sfruttamento e tratta»: Giovanni Paolo Ramonda, responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII, commenta la decisione del Comune di Piacenza di modificare il regolamento di polizia urbana che sanziona i clienti delle donne che si prostituiscono: la giunta comunale nei giorni scorsi aveva deciso di togliere la multa di 500 euro che era prevista per le vittime, lasciando quella di 500 euro comminata ai clienti.«Quello adottato è uno strumento efficace. La prostituzione viola la dignità e i diritti umani – spiega Ramonda – e i clienti sono complici della riduzione in schiavitù e dello sfruttamento di persone vulnerabili. Con il loro comportamento i clienti, maschi, sfruttano la condizione di vulnerabilità delle prostitute, donne, spesso ragazzine minorenni, che fuggono dai loro paesi con la speranza di una vita migliore. Speranza che viene rubata dagli sfruttatori e dai clienti: entrambi sono responsabili di questa schiavitù moderna».La Comunità Papa Giovanni XXIII ha lanciato negli scorsi mesi la campagna Questo è il mio corpo. Propone azioni per chiedere al parlamento e al governo italiani una legge che sanzioni il cliente, sulla scia del modello nordico adottato in Svezia, Norvegia, Islanda, Francia, e auspicato dall’Unione Europea.

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Una storia vera di prostituzione minorile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 dicembre 2016

vendutra-da-mia-madreeugenio_franciaA fine gennaio 2017 Eugenio Cardi, romanziere romano, sarà nuovamente in libreria con il suo ottavo romanzo, “VENDUTA DA MIA MADRE”, già uscito in lingua spagnola (VENDIDA POR MI MADRE) nel corso del 2016 in Argentina (De Ciutiis Ediciones, Buenos Aires) e la cui edizione italiana è curata da Profondo Rosso Edizioni (storica casa editrice fondata dai registi Dario Argento e Luigi Cozzi).
VENDUTA DA MIA MADRE è un romanzo liberamente ispirato ad una dura e tragica storia vera di prostituzione infantile, narrata all’autore direttamente dalla persona che l’ha vissuta. Ovviamente i luoghi e le persone descritte nel romanzo sono stati appositamente modificati per tutelare la privacy della persona a cui i fatti narrati nel romanzo sono realmente accaduti.
Lo scenario nel quale si muove il racconto è la spagna franchista, periodo nel quale – in particolar modo nelle campagne interne al Paese – il triste fenomeno dell’abuso dei minori e dell’avviamento degli stessi alla prostituzione da parte dei genitori era purtroppo più comune di quanto si possa credere, in particolar modo in ambiti familiari e sociali estremamente degradati.
Almunda – questo il nome della protagonista del romanzo – al compimento dei suoi 10 anni di età, con modalità molto dure e dirette, viene avviata da sua madre alla prostituzione, incontrando così i propri clienti (perlopiù amici di famiglia) sotto il tetto familiare. Una storia dura e purtroppo di grande attualità.
EUGENIO CARDI, già autore di ulteriori sette romanzi tra i quali il noto IRENE F. DIARIO DI UNA BORDERLINE uscito in quattro lingue e presentato nel febbraio 2016 presso il Senato della Repubblica, laureato in Scienze politiche (indirizzo politico-sociale) presso l’Università degli studi di Perugia, prende spunto spesso per i suoi romanzi da storie di vita vissuta che ha avuto modo di ascoltare lungo il suo prolungato percorso nel mondo del Sociale, fortemente impegnato infatti quale volontario nei settori CARCERI, MINORI IN DIFFICOLTA’ ed IMMIGRAZIONE. (foto: venduta da mia madre, Eugenio_Francia)

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Sulla prostituzione seguiamo la Francia

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2016

prostituzione«Abbiamo appreso con soddisfazione la notizia che l’Assemblea nazionale francese ha approvato in via definitiva le nuove norme di contrasto alla prostituzione, prevedendo multe salate ai clienti, misure di protezione per le vittime e iniziative di sensibilizzazione per l’opinione pubblica e in particolare i giovani» ha dichiarato oggi Giovanni Ramonda, responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII.«Anche la Francia ha intrapreso con decisione la via del cosiddetto modello nordico, già sperimentata con successo da Svezia, Norvegia ed altri paesi europei – prosegue Ramonda –. Da sempre sosteniamo, come intuì molti anni fa il nostro fondatore don Benzi, che l’unica strada veramente efficace per sconfiggere il racket della prostituzione è intervenire sul fronte della domanda. Siamo lieti che questa linea stia diventando sempre più diffusa a livello europeo e chiediamo che anche l’Italia aggiorni la normativa prevedendo precise misure di contrasto».«Su questo tema è ora di smetterla con le contrapposizioni ideologiche – conclude Ramonda –. Auspichiamo che anche nel nostro paese si crei uno schieramento trasversale di politici disposti a mettersi dalla parte delle vittime, fermando chi vorrebbe continuare ad utilizzare queste giovani donne approfittando della loro vulnerabilità».

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Prostituzione: Amnesty International su depenalizzazione

Posted by fidest press agency su martedì, 11 agosto 2015

prostituzione“Se anche Amnesty International, la più importante associazione al mondo per la difesa dei diritti umani, si schiera, a sorpresa, a favore della depenalizzazione della prostituzione è la prova che se si affronta il problema senza condizionamenti ideologici si arriva all’unica soluzione ragionevole per regolarizzare un fenomeno che assume molto spesso i contorni dello sfruttamento sessuale, e non solo, della persona”. Così la senatrice del Pd Maria Spilabotte, prima firmataria del disegno di legge per la regolamentazione della prostituzione, commenta la presa di posizione da parte di Amnesty International a favore della depenalizzazione della prostituzione.
“Dopo questa presa di posizione – prosegue Spilabotte – è ancora più difficile contestare l’approccio regolamentaristico al fenomeno della prostituzione da parte delle associazioni cattoliche e del femminismo radicale e da quanti sembrano dimenticare le tante schiave del sesso che popolano le strade delle nostre città. Affrontare con obiettività e lucidità il fenomeno della prostituzione senza falsi moralismi e pregiudizi ideologici significa fare una buona legge che sia in grado di strappare tante donne dalle mani di ignobili sfruttatori.”Tratta di esseri umani, riduzione in schiavitù, sfruttamento della prostituzione – aggiunge – sono aspetti terribili di questo fenomeno che con il mio ddl intendo contrastare fermamente e le statistiche ci dicono che la prostituzione in strada è il loro terreno di coltura privilegiato. Certo le posizioni da conciliare sono tante, ma io credo che con un poco di buon senso e con una proficua collaborazione qualcosa di buono da questa discussione possa essere prodotto. L`importante sarà non lasciarsi andare a derive autoritaristiche o a crociate moralizzatrici”, conclude la senatrice Pd.

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Dov’è il reato?

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2011

Lettera al direttore. Ma dov’è il reato? Un pregiudicato ha un ufficio a palazzo Chigi. Uomini politici si rivolgono con deferenza al pregiudicato. Ma dov’è il reato? Io non lo vedo il reato. Le raccomandazioni ci sono sempre state. Lo stesso discorso vale per il Cavaliere e le sue fanciulle in fiore. Dov’è il reato? La prostituzione c’è sempre stata. Dov’è il reato? Io non lo vedo, il reato. Vedo solo lo schifo. Tanto schifo. (Attilio Doni)

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Una legge per riaprire le “case chiuse”?

Posted by fidest press agency su domenica, 22 maggio 2011

“Dalla legge Merlin in poi sono state tante le proposte che si sono susseguite per riaprire le case chiuse in Italia. Abbiamo già avviato una Legge di Iniziativa Popolare in merito e non appena arriveremo alle 50.000 firme necessarie presenterò il tutto alla Corte di Cassazione. La mia proposta però differisce dalle altre in merito al fine ultimo della stessa. Si stima che in media in Italia la prostituzione sia un giro che vale circa 100 milioni di euro al mese e una eventuale tassazione sulla stessa frutterebbe non poco alle casse delle Regioni. Infatti, la nostra idea è proprio quella di lasciare la gestione delle Case di Tolleranza alle Regioni stesse, le quali devono poi investire le entrate del settore in edilizia popolare e in sanità.Non è secondario pensare che con la reintroduzione delle Case Chiuse si arginerebbe la piage delle malattie sessualmente trasmissibili e si darebbe un colpo decisivo allo sfruttamento delle prostitute in molti casi anche minorenni”.Lo dichiara in un comunicato ufficiale il Segretario Romano e Dirigente della Fiamma Tricolore (Destra Sociale, Stefano Tersigni)

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Prostituzione minorile a Cosenza

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 aprile 2011

Di fronte al quadro agghiacciante dell’infanzia violata che emerge dall’ indagine condotta a Corigliano Calabro, Save the Children annuncia l’intenzione di costituirsi come parte civile nel conseguente procedimento giudiziario. Oggi infatti, i carabinieri hanno arrestato a Corigliano Calabro otto persone accusate, a vario titolo, di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile. Secondo quanto emerso dalle indagini gli arrestati avrebbero fatto prostituire,  in un contesto di forte degrado sociale, ragazze dall’età di dodici anni, facendole incontrare con uomini di età compresa tra i 50 e i 70 anni forniti di consistente disponibilità economica. Con la costituzione di parte civile, Save the Children avrà la possibilità di far valere l’interesse collettivo della tutela dei minori. “Esprimiamo il nostro apprezzamento per l’azione investigativa condotta dal Comando provinciale dei Carabinieri e dai sostituti procuratori Vallefuoco e Quaranta” dichiara Raffaela Milano, Responsabile dei Programmi Italia e Europa di Save the Children Italia. “Allo stesso tempo, la scelta di Save the Children di costituirsi parte civile esprime tutta la nostra preoccupazione per un fenomeno, quello dello sfruttamento sessuale dei minori che, anche se spesso “invisibile”,  in realtà è diffuso sul territorio.” Si stima che siano almeno 1.500 i minori in Italia costretti a prostituirsi e vittime di tratta. “E’ fondamentale rafforzare le realtà territoriali che operano in questo ambito,  a partire dai servizi sociali e dalle unità di strada” prosegue Raffaela Milano “per intervenire tempestivamente, assicurando alla giustizia i responsabili di questi crimini odiosi e, allo stesso tempo, prendendo in cura le vittime. E’ anche  necessario che nelle comunità locali si diffonda la consapevolezza dell’esistenza di questi fenomeni, per tenere gli occhi aperti su situazioni a rischio e intervenire in tempo.”

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Berlusconi: resa dei conti finale?

Posted by fidest press agency su martedì, 15 febbraio 2011

E’ proprio così. A volte, la realtà supera la fantasia e nel caso del presidente del Consiglio assume i contorni crudeli e grotteschi di una sorta di legge del contrappasso. E’ notizia di pochi minuti fa. Il gip di Milano non solo ha disposto il giudizio immediato nei confronti di Silvio Berlusconi, per entrambi i reati di concussione e prostituzione minorile, in merito al caso Ruby, ma saranno tre donne a comporre il collegio che giudicherà il premier. Immaginiamo già le reazione del corifeo del Pdl, per bocca dei soliti immarcescibili: copione scontato, situazione paradossale, processo mediatico, gogna anti-premier, scorciatoia giudiziaria della sinistra per dare una spallata a Berlusconi. Insomma, il solito armamentario linguistico e metaforico. Siamo certi che non mancheranno anche i commenti sarcastici sulla composizione tutta in rosa del collegio. La chiameranno la vendetta delle donne, femministe e comuniste. Arriveranno anche a dire che i tre giudici che giudicheranno il premier sono le peggiori comuniste e femministi della storia della magistratura italiana, che erano in piazza domenica scorsa e se non c’erano fisicamente, lo erano almeno con lo spirito. Magari lo dirà Daniela Santanché, la donna della nuova stagione giudiziaria del presidente del Consiglio. Immaginiamo già la strategia di palazzo Chigi in moto. Gli onorevoli avvocati sulle sudate carte ad immaginare una nuova leggina ad hoc, nell’affannosa ricerca di un appiglio, di uno stratagemma patetico per tirare fuori il premier dall’ennesimo guaio giudiziario, stavolta dai contorni disarmanti. I giornali, o pseudo-tali, di famiglia avranno già scandagliato i loro segugi alla ricerca di notizie per infamare i tre giudici che giudicheranno Berlusconi in merito al caso Ruby. Qualche telecamera di famiglia magari inseguirà una di loro, alla ricerca di un dettaglio, una calza smagliata magari, come dimostrazione evidente di una turba mentale. “Tre donne intorno al cor mi son venute e seggon fuori” scriveva Dante. Le tre donne simboleggiano le tre diverse forme della giustizia, quella divina, quella umana e la Legge. Dante le immaginava in esilio. Noi invece, le immaginiamo finalmente di ritorno dopo un esilio durato quindici anni, a riprendere il posto che meritano. ‘Due italiani su tre non hanno più fiducia in Berlusconi, non c’e’ più una maggioranza e il Parlamento è immobile. Dunque, il premier si arrenda di fronte all’ineluttabilità degli avvenimenti, faccia l’unica che può fare: si faccia giudicare, si dimetta e consenta al Paese di andare ad elezioni. (Massimo Donadi parlamentare Idv)

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Caso Berlusconi: la posta in gioco

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2011

Sembra una maledizione. Non siamo riusciti a liberarci di Mussolini se non dopo una sanguinosa guerra mondiale. Siamo usciti dal tunnel degli errori fatali commessi da uomini che prestati alla politica ne hanno fatto scempio e ci è voluta l’operazione “mani pulite” della Procura di Milano. Ora è la volta di Silvio Berlusconi. Per anni è stato inseguito da inchieste e da sospetti di varia natura e per finire ai giorni nostri con imputazioni molto gravi: concussione e ricorso alla prostituzione minorile. Macigni che avrebbero schiacciato anche uomini più coriacei di lui eppure resta a galla. Non solo. E’ riuscito per 16 anni, sia pure con qualche breve pausa, a restare a palazzo Chigi e a costruire una maggioranza parlamentare di fedelissimi (a parte lo svarione Fini e suoi amici) e a legare indissolubilmente la Lega al suo carro. Sente di permettersi di fare di tutto e di più perché ha un asso nella manica: quello di aver coinvolto molte potenti persone e affari di caratura internazionale. Lo ricorda bene Rosario Amico Roxas allorché scrive: “Ciò che è certo che non potrà trattarsi di un’operazione indolore, nè in stato anestetico, perchè gli interessi economici in ballo sono tali da far prevedere il peggio per la loro illegittima tutela. Si tratta di interessi internazionali gestibili solo dallo scranno di presidente del consiglio: dal rifacimento del Canale di Panama alle autostrade nel Nord Africa; dalle emittenti televisive nel Maghreb al petrolio libico; dal metano russo alle forniture militari sia all’Italia che alle nazioni belligeranti, tramite comode triangolarizzazioni con nazioni compiacenti, fino ad arrivare agli investimenti in Brasile, in una esaltante e fantasmagorica rincorsa con il conflitto di interessi.” Come può il piccolo Davide (impersonato per l’occasione dalla Procura di Milano) sconfiggere il grande Golia se a dispetto della storia passata questo nostro Davide non dispone né pietre né fionde e a mani nude potrà fare ben poco o, meglio dire, nulla. Avevamo già scritto che Berlusconi non è stato il frutto del suo grande carisma mediatico ma la conseguenza di una diaspora politica dei partiti che favorirono ai tempi Mussolini e il suo avvento al potere e oggi alla stessa maniera hanno permesso a Berlusconi di farsi strada e, crescendo, lo hanno reso quasi immortale. Qui siamo al cospetto di due opposizioni, e ci starebbe anche bene: una di centro destra e una di centro sinistra. Ma chi sono i loro capi? Da una parte Fini-Casini-Rutelli-Montezzemolo e dall’altra Bersani-Veltrone-Letta-Franceschini-Vendola. Tutti primi della classe ma che si elidono a vicenda. Dall’altra abbiamo sempre lui e i suoi protettori. E vince perché sull’altro versante si continua con il gioco al massacro delle candidature. E il popolo degli elettori cosa ne pensa? Continua ad essere rassegnato, cinico e schifato dalla politica dei politicanti e alla fine non va al 40% a votare e per il resto si divide e si lascia andare allo scoramento. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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L’ultima presa in giro

Posted by fidest press agency su domenica, 23 gennaio 2011

Portare la maggiore età da 18 anni a 17 o addirittura a 16 anni. Questa l’ipotesi che sta crescendo tra le file del Pdl per salvare il premier Silvio Berlusconi dall’accusa di prostituzione minorile nel caso Ruby: far diventare Ruby maggiorenne con una legge, ovviamente retroattiva. Una scandalosa mossa da scacco, ma non da scacco matto visto che sul tavolo rimarrebbe comunque l’accusa di concussione. L’idea porta la firma di Gaetano Pecorella, uno degli avvocati-deputati del Pdl. Oggi quella che era sembrata una bislacca boutade, prende peso visto che a rilanciarla è il capo dei deputati del Popolo della Libertà. L’ipotesi di abbassare la maggiore età “è fra le questione sul tavolo ma non è la questione più urgente” ha confermato il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, si legge in un’agenzia Ansa, e trattandosi di un argomento molto delicato quella che può sembrare una fredda conferma, in realtà può essere letta come un mancigno, un imperativo assoluto e urgentissimo perchè i pm di Milano, sulla strada del rito immediato, vanno avanti molto velocemente. Troppo. (Rosario Amico Roxas)

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Nuova accusa per Silvio Berlusconi

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 gennaio 2011

Riguardano le feste che si sono tenute nella villa del premier ad Arcore dove, tra le altre escort invitate – a detta della procura di Milano che ha indagato in proposito e sta continuando ad attingere altri riscontri, – vi era una certa Ruby, di origine marocchina, all’epoca minorenne. Stando a quanto si apprende gli inquirenti sarebbero riusciti a ricostruire i “soggiorni” dell’allora minorenne grazie ai tracciati del cellulare di Ruby e altri dati tecnici che non lascerebbero dubbi, circa la natura del reato. Da qui, da parte del procuratore capo, l’accusa al premier dell’utilizzo della prostituzione minorile e con l’aggiunta di concussione per la telefonata che fece alla questura di Milano e tramite un uomo della sua scorta, adducendo, a pretesto del suo interessamento, la circostanza che la ragazza fosse la nipote del capo di stato egiziano. In questo modo si voleva sottrarre alle indagini di polizia e alla curiosità dei cronisti la ragazza ed evitare che la giovane donna rilasciasse dichiarazioni compromettenti. Si pensò di affidarla alla consigliera Minetti del Pdl sottraendola in tal modo ad altre mani. Questo avviso di garanzia risulta  consegnato a Berlusconi sin dal 21 dicembre scorso. Nella circostanza anche  Emilio Fede e Lele Mora, sono accusati di induzione e favoreggiamento aggravato della prostituzione, in concorso con il consigliere regionale della Lombardia Nicole Minetti.  Gli avvocati del premier Piero Longo e Niccolò Ghedini ritengono che la nuova indagine della procura di Milano è assurda e infondata e rappresenta una gravissima intromissione nella vita privata del presidente del Consiglio.
Anna Maria Fiorillo pm del Tribunale dei Minori, il magistrato che si occupò del caso Ruby la notte tra il 27 e il 28 maggio dello scorso anno, considera ”molto importante che si faccia chiarezza sul ruolo che l’autorità giudiziaria ha svolto nel corso degli eventi e, successivamente, alla ricostruzione dei fatti”. Di certo intende riferirsi alle dichiarazioni del ministro dell’Interno Roberto Maroni in Parlamento dove descrisse una situazione di assoluta legalità sulla base di quanto emergeva dalle indagini milanesi. Circostanza che non sembra corrispondere alla realtà dei fatti. Pronta la reazione dei fedelissimi del Premier. Per Daniele Capezzone sono accuse inverosimili.
Per Fabrizio Cicchitto, ”è un film che si ripete per l’ennesima volta secondo un preciso disegno”. Per, Mariastella Gelmini: “La giustizia a orologeria è ormai una triste consuetudine a cui gli italiani sono abituati”, Giorgio Stracquadanio si spinge oltre e arriva a dare dei ”talebani” ai magistrati della Procura di Milano. Italo Bocchino afferma “Non abbiamo nulla da commentare, ci stiamo occupando di politica, queste non sono vicende politiche”. La musica cambia se si ascolta Antonio Di Pietro che si chiede polemicamente: “E’ la Procura che perseguita Berlusconi o è Berlusconi che perseguita se stesso?” Per Pierluigi Bersani è “un premier in fuga dal paese e da se stesso, perché non c’è più un governo e lui è costretto ogni giorno ad aggirare sue responsabilità vere o presunte, non possiamo permettercelo”.

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Impegni su piaga prostituzione minorile

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 ottobre 2010

“La prostituzione minorile in Italia è una piaga sociale e culturale. Chiedo un impegno deciso per contrastarla da parte di tutti i ministri competenti su questa materia”.  È quanto chiede Andrea Sarubbi (Pd) annunciando la presentazione di un’interrogazione parlamentare sul tema al presidente del Consiglio ed ai ministri dell’Istruzione e della Pari opportunità. “Centinaia di ragazze provenienti dall’estero, illuse da un’aspettativa di vita migliore, finiscono in un meccanismo di sfruttamento del quale sono vittime. Ma di altrettanta gravità è la deriva culturale – alimentata da diffusi programmi televisivi così come da notizie di cronaca sempre più frequenti che vedono coinvolti personaggi delle istituzioni – che rende l’idea dell’utilizzo a fini di lucro del proprio corpo un’opzione possibile, accettabile ed ormai quasi accettata, anche da fasce di popolazione giovane e giovanissime. Il problema – conclude – non è purtroppo legato solo a qualche noto personaggio pubblico, ma ha assunto i connotati di una vera emergenza sociale. Il governo agisca immediatamente”.

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Prostituzione e diffusione malattie infettive

Posted by fidest press agency su domenica, 3 ottobre 2010

Roma. “Le operazioni sotto copertura, svolte questa notte dal reparto della Polizia Giudiziaria del XVII Gruppo, hanno messo a segno un altro importante risultato che ha portato al fermo di 5 uomini dediti alla prostituzione e successivamente allo sgombero di una baraccapoli abusiva nell’area golenale del Tevere e alla denuncia 5 persone di nazionalità romena tra i 19 ed i 60 anni sorprese a sottrarre illegalmente energia elettrica dall’utenza pubblica” lo dichiara Fabrizio Santori, presidente della Commissione Sicurezza di Roma Capitale, in merito alla brillante operazione notturna condotta dagli agenti della Polizia Municipale diretti dal comandante Bertola. “L’intervento anti prostituzione è  riuscito grazie al travestimento di un agente che, fingendosi cliente, ha caricato i trans su vetture private ed evitato così che scappassero all’arrivo della pattuglia. Una volta trasferiti nella sede di via del Falco, dove sono stati sanzionati e, risultati inottemperanti all’ ordine di espulsione, si è proceduto deferendole all’ Autorità Giudiziaria. L’aspetto che merita attenzione, emerso dall’operazione di questa notte, è il fatto che due trans per evitare di essere espulsi hanno dichiarato di essere affetti dal virus dell’HIV. Tutto ciò, nella sua gravità, ci spinge ancora più veementemente a  reiterare al Parlamento la richiesta di approvazione di  una legge che introduca il reato di prostituzione,  e allo stesso tempo a rinnovare l’appello ai clienti di prostitute e trans per evitare questi rapporti sessuali che, oltre al fatto che scaturiscono da un’attività illecita, rischiano seriamente di mettere in pericolo la salute propria e quella delle loro mogli o fidanzate, ignare delle frequentazioni del proprio compagno”.

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Lavoro minorile

Posted by fidest press agency su domenica, 15 agosto 2010

Povertà e mancato o scarso accesso all’istruzione, alla base del lavoro precoce e dello sfruttamento lavorativo di milioni di bambini Circa 165 milioni i minori lavoratori, di cui moltissimi impiegati in lavori pericolosi: quasi 6 milioni i bambini costretti a lavorare per ripagare un debito, quasi 2 milioni coinvolti nella prostituzione e pornografia Una povertà sempre più diffusa unita alla difficoltà o impossibilità di andare a scuola e ricevere un’istruzione adeguata. Sono alcune delle principali cause del coinvolgimento e sfruttamento di milioni di bambini e bambine nel lavoro minorile*. Un fenomeno che si può combattere e sradicare agendo su più livelli: con incisive politiche e interventi di riduzione della povertà, assicurando adeguata protezione ai minori vittime di sfruttamento lavorativo, garantendo ai minori costretti a lavorare accesso ad un’educazione flessibile e gratuita che permetta loro di affrancarsi dalla condizione di sfruttamento e di costruirsi un futuro diverso. E’ quanto sostiene e raccomanda Save the Children, la più grande organizzazione internazionale indipendente per la difesa e promozione dei diritti dei bambini alla vigilia della Giornata mondiale contro il lavoro minorile. “La povertà è spesso la causa principale del lavoro dei minori ed è chiaro come molti giovani siano costretti a lavorare per contribuire al loro sostegno e a quello della propria famiglia”, commenta Fosca Nomis, Responsabile Campagne e Advocacy di Save the Children Italia. “A ciò si aggiunge l’impossibilità di accedere ad un’istruzione scolastica adeguata. In molti casi i ragazzi e le ragazze finiscono con il lavorare perché non ci sono scuole da frequentare o perché il sistema educativo non è di qualità e in grado di dare risposte alle loro necessità di sopravvivenza”. “E’ assolutamente necessario rendere i sistemi scolastici flessibili, accessibili e gratuiti. In questo modo”, commenta ancora Fosca Nomis, “molti ragazzi saranno messi nelle condizioni di frequentare la scuola e,. grazie all’istruzione, di costruirsi una prospettiva di vita diversa e migliore”. Si stima che siano 165 milioni fra i 5 e i 14 anni i minori lavoratori. Molti di essi sono coinvolti in lavori pericolosi e nocivi. In particolare decine di milioni di bambini lavorano nei campi, spesso esposti al rischio derivante dai pesticidi. 5,7 milioni sono forzati al lavoro per estinguere un debito (bonded labour), 1,8 milioni sono coinvolti nel giro della prostituzione e della pornografia, circa 1,2 milioni sono vittime del traffico di minori. 250.000, di cui il 40% bambine, sono impiegati come bambini-soldato. Molti altri ragazzi in età lavorativa subiscono ogni giorno violenze sul posto di lavoro, commesse per lo più dai loro datori di lavoro o colleghi. Anche in Italia vi sono bambini e adolescenti coinvolti in gravi forme di lavoro coatto, come la tratta a scopo di sfruttamento sessuale. A tutela di questi bambini, è necessario prima di tutto perseguire coloro che li sfruttano. Quindi promuovere e prevedere programmi di protezione, recupero e riabilitazione che diano aiuto e supporto ai minori che sono sfruttati e ridotti in schivitù.

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Numero Verde Antitratta della prostituzione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 luglio 2010

Intervento della senatrice Donatella Poretti, Radicali/Pd: “Il Dipartimento per le Pari Opportunita’ ha comunicato ai gestori del Numero Verde Antitratta che da fine luglio non ci sono piu’ i fondi per rinnovare il finanziamento. Le Associazioni On the Road, Certi Diritti e il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza dovrebbero quindi far fronte da soli a questa iniziativa di lotta alla tratta della prostituzione… ma -tutte associazioni no-profit- non avranno alternative alla chiusura, con effetti devastanti per la difesa delle persone sfruttate e obbligate a prostituirsi nelle strade italiane. Non solo, ma la manovra economica ha tagliato fondi anche all’attività di primo contatto, in strada e indoor, per far emergere i fenomeni della tratta e del grave sfruttamento e alla pronta assistenza di tre mesi per le vittime che decidono di uscire dalla loro condizione di assoggettamento. Il dipartimento della  Mara Carfagna si e’ impegnato a trovare questi 2,5 milioni, ma al momento non ci sono. Inoltre sono anche stati ridotti di 800mila euro i fondi destinati ai progetti di inserimento sociale a favore delle vittime. Un taglio che complessivamente e’ del 18%. Per questo, con il senatore marco Perduca, ho presentato un’interrogazione al ministero dell’Economia per sapere: – se intenda al più presto reperire 600mila euro necessari per assicurare il funzionamento delle postazioni locali del Numero Verde Antitratta per tutto l’anno 2010; – se non reputi necessario convocare al più presto il tavolo tecnico sulla tratta composto da istituzioni centrali e locali e dal terzo settore –istituito formalmente, ma mai realmente attivato– per ridefinire insieme l’assetto complessivo del sistema di aiuto alle vittime. Qui il testo dell’interrogazione: http://blog.donatellaporetti.it/?p=1627

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Lotta alla tratta e allo sfruttamento della prostituzione

Posted by fidest press agency su martedì, 13 luglio 2010

Roma 14 luglio – ore 15.00-18,30 presso la sede del Partito Radicale, Via di Torre Argentina 76,  Presiede e modera:  Sergio Rovasio – Segretario dell’Associazione radicale Certi Diritti Interventi di: Donatella Poretti – Senatrice Radicale-PD; Giuseppe Rossodivita – Avvocato, Presidente Gruppo consiliare Lista Bonino Pannella, Federalisti Europei alla Regione Lazio; Marco Bufo – Responsabile interventi nazionali e transnazionali sulla tratta e sulla prostituzione – Associazione On the Road Emanuela Costa – Associazione Le Graziose, Comitato per i diritti civili delle prostitute,  Genova; Lucio Malan – Senatore PDL; Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani; Monica Del Bono – Presidente ‘La Strega da Bruciare’, Comitato per i diritti civili delle prostitute, Roma; Jean Baptiste Poquelin, studente, Coordinatore  Gruppo di Roma di Certi Diritti;
Leila Deianis  – Presidente Associazione Libellula, Roma; Alessandro Gerardi – Avvocato, Membro della Direzione di Radicali Italiani, Tesoriere Associazione Radicale Divorzio breve; Il fenomeno della prostituzione in Italia coinvolge centinaia di migliaia di persone tra prostitute/i, clienti, bande criminali, schiave sfruttate, forze dell’ordine, magistratura, avvocati, politici, cittadini comuni, famiglie eccetera. Il mercato nero della prostituzione produce  un giro d’affari di proporzioni enormi, alimentato dalle politiche proibizioniste e criminogene promosse ovunque nel paese in ambito locale, con iniziative demagogiche e populiste assai spesso stupide, ridicole e del tutto inutili, oltre che violente e gravemente lesive nei confronti delle persone.  La lotta alla tratta delle persone e al loro sfruttamento necessita di maggiori risorse e di un approccio politico completamente nuovo e alternativo. L’antiproibizionsimo e la regolamentazione della prostituzione sono la risposta necessaria per governare il fenomeno, contro l’illegalità diffusa, le ipocrisie e i tabù che sempre più si affermano nella società e nelle istituzioni italiane.

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Legalizzazione prostituzione

Posted by fidest press agency su sabato, 19 giugno 2010

Dichiarazione della Senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicali/Pd Sono sempre stata dell’idea che sia necessario intervenire a livello normativo per un pieno riconoscimento dell’attivita’ di prestazione di servizi sessuali e remunerati tra persone maggiorenni consenzienti. Più volte ho proposto al Parlamento di affrontare la questione: l’ho fatto con la presentazione di un disegno di legge ed ora con un emendamento alla manovra economica sottoscritto anche dai senatori Emma Bonino e Marco Perduca: legalizzare significa anche e soprattutto regolarizzare in termini economici l’attivita’ meretricia, che potra’ essere svolta in forma autonoma, dipendente o associata. Con un semplice calcolo approssimativo, su 70mila prostitute presenti nel nostro Paese (50% straniere, 20% minorenni) per 9 milioni di clienti, costo medio per prestazione di 30 euro -con ampia approssimazione per difetto-, con un giro d’affari di 90 milioni al mese,  oltre un miliardo l’anno. Naturalmente se leviamo a questo miliardo le minorenni e le straniere irregolari si arriverebbe alla cifra di 300 milioni di euro annui per un totale di aliquota al 26% di 80 milioni di euro annui. Cifra che spero il Parlamento non sottovaluti anche perchè -ripeto- si tratta di stime assolutamente al ribasso. Inoltre, da un tale provvedimento sarebbe notevole anche il risparmio in termini di risorsa lavoro da parte di forze di polizia e magistratura, che non dovrebbero più impegnarsi nel contrasto ad una prostituzione legalizzata e sottoposta a regime fiscale, e potrebbero concentrarsi con più efficacia nel contrasto dello sfruttamento della prostituzione anche minorile, ed altre tipologie di crimine. E non ci si scandalizzi sul fatto che l’attivita’ possa essere tassata visto che gia’ oggi accertamenti fiscali e redditometri nei fatti lo fanno. Se fosse legalizzata ci sarebbero non solo doveri pagare le tasse- ma anche diritti: assistenza sanitaria, previdenziale, ecc.

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