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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘proteine’

Le proteine e i radicali liberi prodotti dall’embrione consentono di prevedere la gravidanza

Posted by fidest press agency su martedì, 25 giugno 2019

Nel corso del 35º Congresso ESHRE, che quest’anno si è tenuto a Vienna, IVI ha presentato due studi relativi all’analisi del mezzo di coltura degli embrioni, basato sull’analisi dell’ambiente circostante, con il fine conoscere al meglio la qualità degli embrioni e, quindi, aumentare le probabilità di successo che la paziente può avere durante il trattamento.Nel primo dei due studi, dal titolo “Protein profile of euploid single embryo transfer reveals differential patterns among them”, sviluppato da IVI Valencia tra settembre 2017 e marzo 2018, su un campione di 81 cicli preparati per il trasferimento di un unico embrione (Single blastocyst transfer – SET), sono state analizzate le proteine secrete dall’embrione nel mezzo di coltura.“L’importanza di questo studio – ha commentato il Dottor Marcos Meseguer, principale ricercatore dello studio e Direttore della Ricerca di IVI Valencia – risiede nel fatto che si tratta di embrioni che sono già stati testati geneticamente con risultato euploide. Ha un valore maggiore perché, nonostante siano embrioni selezionati geneticamente, non tutti riescono ad impiantare in utero, e dunque l’idea è quella di migliorare il processo di selezione grazie all’analisi delle proteine. In questo studio abbiamo fatto ricorso all’aiuto, in parte, dell’Intelligenza Artificiale legata alle immagini che otteniamo attraverso due incubatrici, l’Embryoscope ed il Geri, attraverso un metodo che combina le immagini con il metodo di selezione delle proteine“.“Confermiamo una secrezione significativamente elevata di IL-6 e IL-8 negli embrioni in crescita, evidenziando il potenziale di queste molecole durante lo sviluppo degli stessi embrioni. La maggior parte delle concentrazioni di proteine ha mostrato un modello di valori più alti nelle blastocisti in fase di hatching (“hatched blastocysts”)”, ha aggiunto il Dottor Meseguer.
La seconda delle due ricerche, dal titolo “High culture media oxidative profile as a biomarker of good quality embryos: a non-invasive tool to select the embryo to transfer”, si basa sullo studio del mezzo di coltura con sviluppo embrionale multiplo, in situazioni nelle quali si presentano tra i 10 e i 12 embrioni nella stessa goccia. L’obiettivo è quello di analizzare se il profilo ossidativo possa essere un valido biomarcatore per determinare la qualità degli embrioni.Il lavoro presentato, sviluppato anche a IVI Valencia, tra maggio 2017 e dicembre 2018, ha analizzato un campione di 683 embrioni su un totale di 174 cicli realizzati mediante la Fecondazione in Vitro (FIVET).

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Al Campus scuola internazionale sullo studio delle proteine con spettroscopia di fluorescenza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 gennaio 2018

parma universitàParma Si terrà da mercoledì 7 a venerdì 9 febbraio, nel Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco dell’Università di Parma, al Campus Scienze e Tecnologie, la European COST ACTION Training School: Advanced Fluorescence Methods to explore Dynamics and Mechanism of Molecular Machines dedicata ai metodi più avanzati per lo studio delle proteine mediante spettroscopia di fluorescenza.
La scuola, a cui parteciperanno 13 giovani ricercatori europei, ha come docenti prestigiosi scienziati internazionali (i proff. Claus Seidel, Fraser MacMillan e Thomas Stochner) e professori e ricercatori dell’Ateneo di Parma (Stefano Bettati, Cristiano Viappiani, Barbara Campanini, Luca Ronda, Stefania Abbruzzetti, Serena Faggiano, Samanta Raboni e Mirca Lazzaretti). L’evento è organizzato dal prof. Andrea Mozzarelli e dalla dott.ssa Serena Faggiano, del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco dell’Università di Parma, e dal prof. Claus Seidel, della Heinrich-Heine-Universitaet di Duesseldorf, membri della COST ACTION CM1306 Understanding Movement and Mechanism in Molecular Machines.La scuola prevede un intenso programma con lezioni ed esercitazioni sui più avanzati metodi per lo studio delle proteine mediante spettroscopia di fluorescenza. La parte teorica è aperta alla partecipazione di studenti, dottorandi e ricercatori dell’Ateneo.

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Divella e ScaF lanciano contratto di filiera su grano duro

Posted by fidest press agency su sabato, 21 ottobre 2017

agricolturaSan Bartolomeo in Galdo (Benevento). In una riunione organizzata da Confagricoltura Benevento – presenti un centinaio di cerealicoltori – la Società cooperativa agricoltori del Fortore, di San Bartolomeo in Galdo e l’impresa molitoria e pastaria Divella di Rutigliano, secondo produttore italiano di pasta secca, hanno lanciato un contratto di filiera che avrà come obiettivo per la Divella di assicurarsi nella campagna cerealicola 2017/2018 almeno 7000 quintali di grano duro fino di alta qualità, con un tenore minimo di proteine del 15,5% ad un prezzo base corrisposto agli agricoltori di 27 euro al quintale.L’accordo di filiera ha l’ulteriore obiettivo di assicurare un tenore medio delle proteine sul raccolto intorno al 16% e prevede un complesso meccanismo di premialità che può portare il prezzo massimo fino a 36 euro al quintale. Nel quadro dell’accordo la ScaF avrà il ruolo di stoccatore, i suoi soci conferitori forniranno la materia prima una volta raccolta e coltivata secondo un disciplinare di produzione ben preciso, che consentirà di raggiungere gli elevati standard di qualità richiesti.La Divella nella campagna 2016/2017 aveva già concluso decine di contratti di filiera sul grano duro in tutto il Centro -Sud Italia per 25mila ettari, con un prezzo minimo in collina per 27 euro al quintale e 28 euro in pianura.Hanno illustrato i vantaggi del contratto di filiera l’amministratore delegato dell’azienda di Rutigliano, Vincenzo Divella e il presidente della Scaf, Mario Monaco. Per Confagricoltura Benevento era presente il sub commissario Giuseppe Precchia, che ha detto:“E’ una grande opportunità per gli agricoltori, perché consente loro di costituire, in un rapporto di dialogo costruttivo con l’industria agroalimentare, una vera e propria polizza sul prezzo del grano duro fino.”“A patto di investire sulla qualità del risultato e sull’osservanza di un preciso disciplinare di produzione, che a determinati costi garantisce un risultato importante in termini di redditività aziendale – sottolinea il presidente della cooperativa Monaco.Divella ha tra l’altro affermato:”E’ oggi una giornata importante, vengo da Sibari e sono diretto a Torremaggiore per altri appuntamenti con gli agricoltori che si stanno sempre più rendendo conto dell’importanza dei contratti di filiera”.

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“Proteins as drug target, and protein degradation as therapeutic strategy”

Posted by fidest press agency su sabato, 6 maggio 2017

Parma ateneoParma Lunedì 8 maggio 2017, presso il Centro Congressi del Plesso Didattico Q02 (Padiglione 25), si terrà la scuola “Proteins as drug target, proteins as drug, and protein degradation as therapeutic strategy”, organizzata congiuntamente dal Gruppo Proteine della Società Italiana di Biochimica, coordinato dal prof. Andrea Mozzarelli, e dalla Divisione di Chimica Farmaceutica della Società Italiana di Chimica, presieduta dal prof. Gabriele Costantino. La scuola rientra tra le attività del Dottorato di Scienze del farmaco, delle biomolecole e dei prodotti della salute e del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco. Lo studio della struttura e funzione delle proteine rende possibile l’identificazione mediante metodologie computazionali e sperimentali di nuovi e specifici composti chimici di sintesi ad azione terapeutica. Inoltre è in forte espansione la ricerca farmaceutica volta ad utilizzare le proteine come agenti terapeutici, quali anticorpi e vaccini, e a modularne la concentrazione mediante l’azione di farmaci.
All’interno della scuola saranno presentate ricerche sulla amiloidosi cardiaca, sulla modulazione della degradazione proteica, sull’inibizione della fosfodiesterasi 4,enzima implicato nell’asma e nei fenomeni infiammatori a livello polmonare, sulle chinasi e sulla timidilato sintasi, enzimi bersaglio di molti farmaci antitumorali, sugli anticorpi ad attività farmacologica, sull’uso di enzimi ingegnerizzati nella terapia di malattie associate alla degradazione delle purine, e su vaccini di nuova generazione per curare tumori.La scuola avrà come docenti prestigiosi ricercatori provenienti da laboratori accademici nazionali ed esteri e da aziende farmaceutiche italiane, quali Chiesi e Nerviano Medical Sciences. La scuola è stata resa possibile grazie al supporto di Chiesi Farmaceutici.

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Stoviglie pericolose

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 maggio 2011

Piatti, bicchieri, tazze, scodelle cucchiai e mestoli in resine melamminiche possono rilasciare sostanze nocive per la salute. A contatto con cibi ad alta temperatura (superiore a 70 gradi) o inseriti in forni a microonde questi utensili da cucina rilasciano melammina e formaldeide che migrano nei cibi. L’allarme viene dall’Istituto federale tedesco per la valutazione dei rischi. La melammina è stata al centro dello scandalo del latte scadente cinese al quale veniva aggiunta per simulare una maggiore quantita’ di proteine e che ha provocato la morte di 6 bambini e ne ha intossicati migliaia. Proprio pochi giorni fa, in Cina, sono state sequestrate 26 tonnellate di latte in polvere alla melammina. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (AIRC), sin dal 2004, ha inserito la formaldeide nell’elenco delle sostanze considerate con certezza cancerogene per la specie umana. “I consumatori dovrebbero, pertanto, non usare utensili da cucina e
stoviglie in resina melamminica per la frittura, la cottura e per il riscaldamento di alimenti in un forno a microonde”, ha dichiarato il Prof. Andreas Hensel, presidente del BfR. Occhio, quindi, agli acquisti. Verificare che le stoviglie siano in resina melamminica e non usarle impropriamente. Per evitare problemi si puo’ sempre ricorrere alle stoviglie classiche. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Etichettatura alimentare

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 giugno 2010

Parlamento europeo.  Approvando la relazione di Renate Sommer (PPE, DE) per 559 contro 54 con 32 astensioni, i deputati hanno deciso di migliorare la legislazione sulle etichettature alimentari per garantire ai consumatori la possibilità di compiere scelte basate su informazioni precise, evitando però di creare oneri amministrativi e finanziari eccessivi per l’industria alimentare.  I deputati hanno votato a favore della proposta della Commissione di introdurre l’obbligo di indicare sulle etichette le quantità di grassi, acidi grassi saturi, zuccheri e sale e chiedono inoltre l’aggiunta di proteine, carboidrati, fibre, grassi trans naturali e artificiali.  Per aiutare i consumatori a confrontare le diverse offerte di alimenti, i deputati vogliono anche che l’informazione sugli elementi nutritivi e sulla quantità di energia sia indicata su 100 g o 100 ml e che ne sia assicurata la leggibilità, tenendo conto di criteri come le dimensioni e o stile dei caratteri.  I deputati propongono l’estensione dell’etichettatura obbligatoria sul paese d’origine, oggi in vigore per alcuni alimenti come carne, miele e olio d’oliva, a tutti i tipi d carne, pollame, prodotti lattiero-caseari, e altri prodotti a base di un unico ingrediente. L’estensione potrebbe essere sottoposta a una valutazione d’impatto preventiva.  Per la carne, pollame e pesce, l’etichettatura sul paese d’origine deve essere disposta anche quando sono utilizzati come ingrediente in prodotti alimentari trasformati. In particolare, per quanto riguarda la carne e il pollame, l’indicazione del paese di origine può essere fornita in rapporto ad un unico luogo solo nel caso in cui gli animali siano nati, allevati e macellati nello stesso paese.  Non si prevede un accordo rapido col Consiglio ed è quindi probabile che il testo ritorni al Parlamento per una seconda lettura. Una volta che la legislazione sarà adottata, l’industria alimentare avrà tre anni per adattarsi alle nuove regole. Le imprese di minori dimensioni, con meno di 100 lavoratori e un fatturato annuo sotto i 5 milioni di euro, potranno invece beneficiare di un periodo di 5 anni. Infine, i deputati vogliono che le imprese che confezionano gli alimenti artigianalmente siano escluse dalle nuove regole.

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Chimica: Importanti riconoscimenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2009

Il Prof. Enrico Dalcanale e il Prof. Rocco Ungaro del Dipartimento di Chimica Organica e Industriale della nostra Università hanno conseguito importanti riconoscimenti nazionali.  Il Prof. Ungaro ha ricevuto la medaglia d’oro “Piero Pino 2009” conferita annualmente ad uno studioso che abbia apportato contributi di particolare rilievo scientifico, innovativo o applicativo nei settori della catalisi, chimica macromolecolare e chimica organica. La motivazione del premio ottenuto dal nostro docente si riferisce infatti al suo fondamentale ed originale contributo allo sviluppo della Chimica Supramolecolare. L’originalità delle ricerche di Ungaro derivano dall’utilizzo di molecole macrocicliche per la realizzazione di sistemi in grado di riconoscere ioni metallici o molecole più complesse come gli acidi nucleici o specifiche proteine con applicazioni che spaziano dalla sensoristica a sistemi per la rimozione di metalli, alle nanotecnologie biomediche. Al Prof. Enrico Dalcanale è invece andata la targa d’argento del premio alla ricerca destinata al ricercatore che abbia conseguito risultati scientifici di particolare rilievo per la “Chimica organica nei suoi aspetti di determinazione strutturale e interazioni molecolari”. Il docente svolge da tempo ricerche sui cavitandi. Come ricorda il nome, questi recettori sintetici presentano una cavità adatta ad ospitare molecole complementari e quindi ben si prestano alla realizzazione di nuovi materiali con specifiche funzioni (materiali auto-riparanti, polimeri in grado di dare risposte a stimoli esterni ecc…). Entrambi i riconoscimenti premiano quindi le ricerche svolte nel Dipartimento di Chimica Organica ed Industriale dell’Università di Parma che, partendo da importanti studi di base, mirano a realizzare applicazioni della Chimica Supramolecolare e delle Nanotecnologie nella vita di tutti i giorni, come nuovi sensori per analiti di interesse ambientale o biomedico, nuovi materiali e sistemi intelligenti in grado di compiere specifiche funzioni. Questi riconoscimenti inoltre mostrano come la scuola di chimica dell’Università di Parma sia sempre e comunque particolarmente attiva in ricerche di grande attualità nonostante le importanti e continue ristrettezze economiche che attanagliano il mondo accademico e la ricerca scientifica italiana. Le competenze scientifiche sono sempre disponibili per poter trasferire gli importanti risultati ottenuti dalle ricerche di base ai settori applicativi e dare così il giusto slancio a nuove tecnologie che possano rendere le imprese che vogliano cimentarsi in tale sfida più competitive anche a livello internazionale. I premi ricevuti dai ricercatori della nostra università rivestono un particolare rilievo anche perché previsti nell’ambito delle celebrazioni dei 100 anni di fondazione della Società Chimica Italiana, avvenuta a Roma nel gennaio del 1909.

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