Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘protesta’

Vigili del fuoco Usb: sciopero nazionale

Posted by fidest press agency su domenica, 5 giugno 2016

SCIOPERO_NAZIONALE_11_GIUGNO11 giugno sciopero. La solita burocrazia ci fa fissare definitivamente la data dello sciopero nazionale di USB nella data dell’11 giugno 2016. Ecco un chiaro esempio di come in questo paese, al contrario della vicina Francia, la burocrazia svilisce il sistema di protesta. Ma USB vuole l’apertura del contratto di lavoro e l’assunzione dei precari punti estremamente importanti per poter far fronte allo stato attuale di degrado del corpo nazionale. Il riordino, firmato da tutti escluso USB, ha di fatto “massacrato la macchina del soccorso” rendendoci schiavi della produttività. Mancano unità, mezzi, attrezzature. I lavoratori del corpo nazionale non sono riconosciuti come categoria particolarmente ed altamente usurante, non godono di quelle rassicurazioni normative che solidificano le economie stabili.Siamo sotto la scure del recupero crediti da parte di una amministrazione che in base ad una interpretazione dell’avvocatura di stato, parere richiesto direttamente dalla direzione centrale delle risorse economiche e finanziarie, impone che tutte le voci (anche contrattuali, quindi l’indennità di rischio) che sono contenute dentro la parola “indennità” devono essere valutate dall’amministrazione ed in caso “non erogate” ai lavoratori. L’applicazione di tale condizione è possibile per l’amministrazione con retroattività di 10 ANNI.Come USB stiamo contrastando in solitudine questo fenomeno con denunce e vertenze contro l’amministrazione in difesa di tutta la categoria. Siamo ancora in attesa che l’amministrazione ci fornisca la documentazione per poterla divulgare ai lavoratori. Ci dispiace dover notare come il dipartimento (il capo per la fattispecie) non voglia rendere i lavoratori a conoscenza di questa scellerata manovra di recupero crediti verso i lavoratori…
USB l’11 GIUGNO sarà in sciopero nazionale per difendere il diritto di tutti al contratto di lavoro e alle economie stabili. Vogliamo una giusta costruzione del diritto di tutti i lavoratori del corpo nazionale. Basta legge 252 e pseudo riforme, a ribasso, dei decreti legislativi 217 e 139. Adesso è tempo di riprenderci i nostri diritti e i nostri arretrati…
600€ di aumento subito (per i due contratti già scaduti) con relativi arretrati e apertura del terzo contratto in corso per fissare un ulteriore aumento sostanziale delle nostre economie e diritti.

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I vigili del fuoco organizzati con l’USB hanno invaso la scalinata del Viminale

Posted by fidest press agency su martedì, 24 maggio 2016

vigili del fuoco viminaleRoma. La protesta segue l’assemblea nazionale organizzata questa mattina a Roma, che ha deliberato di andare a chiedere direttamente al Ministro rinnovo dei contratti e assunzioni Troppe le sofferenze dei lavoratori: assunzioni che non coprono neanche gli ultimi anni di pensionamenti, salario bloccato dal 2008, indennità economiche colpite dal concetto di produttività, con un recupero crediti in atto nelle tasche dei lavoratori; retribuzioni pensionistiche che dirigono verso la povertà una categoria altamente usurante mai riconosciuta. E ancora: un personale soccorritore, con età media di 50 anni, di 1 pompiere su 15000 abitanti, a fronte di una media europea di 1/1000; vigili discontinui eliminati dalla macchina di precariato più imponente della P.A. e trasformati in prodotti per la privatizzazione del soccorso, senza alcun processo di stabilizzazione.
Tutte queste rivendicazioni bastano per mettere in discussione una politica che prosegue il percorso di smantellamento del soccorso e dello stato sociale, aggravata dalla firma dei sindacati confederali e autonomi. L’USB prosegue la sua opposizione determinata, forte e costante con la lotta dei lavoratori.

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Vigili del fuoco: Sit-in di protesta

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 maggio 2016

vigili del fuocoRoma “Mercoledi 18 maggio, dalle ore 11 alle ore 12, i Vigili del Fuoco hanno organizzato un sit-in di protesta davanti alla sede romana di Nuovo Centro Destra, il partito del ministro dell’interno Alfano, per significare il malessere della categoria dovuto all’iniquo trattamento che ricevono dallo Stato rispetto agli altri Corpi e sollecitare provvedimenti legislativi per la categoria. Una iniziativa che avverrà simultaneamente anche davanti a tutte le prefetture d’Italia per significare al governo che si tratta di un malessere diffuso e dilagante”.
Lo rende noto Antonio Brizzi, il segretario generale del Conapo sindacato autonomo vigili del fuoco.
“Rischiamo la vita come e più degli appartenenti agli altri Corpi dello Stato e siamo impiegati nel pronto intervento operativo dal giorno dell’ assunzione sino al giorno della pensione, un servizio usurante che non ha eguali nello Stato, eppure – spiega il segretario del Conapo- siamo il Corpo meno retribuito, percepiamo oltre 300 euro mensili in meno e non abbiamo le tutele previdenziali degli altri corpi ma diamo la vita per i cittadini, siamo veramente amareggiati dal disinteresse della politica”.
Mercoledi prossimo quindi, i Vigili del Fuoco, per il tramite del sindacato Conapo, lanceranno un forte e simultaneo messaggio al loro ministro e al premier Renzi: “i Vigili del Fuoco sono stanchi di essere trattati dallo Stato come un corpo di serie B. Non chiediamo privilegi ma pari dignita’ lavorativa con gli altri corpi. Vengano i politici che dicono che per noi non ci sono mai soldi, a rischiare la vita al posto nostro ”. (foto: vigili del fuoco)

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Greenpeace: Termina dopo 40 ore la protesta degli attivisti U.S.A.

Posted by fidest press agency su domenica, 2 agosto 2015

The Shell-leased icebreaker MSV Fennica approaches the St. Johns Bridge where climbers under the bridge are attempting to prevent the Fennica from passing under the bridge to join Shell's Arctic drilling fleet.

The Shell-leased icebreaker MSV Fennica approaches the St. Johns Bridge where climbers under the bridge are attempting to prevent the Fennica from passing under the bridge to join Shell’s Arctic drilling fleet.

Activists hang under the St. Johns Bridge in Portland, Oregon, In an attempt to block the Shell leased icebreaker, MSV Fennica July 29, 2015. The climbers are currently preventing the ship from passing underneath the bridge on its way to meet Shell’s drilling fleet. The climbers have enough supplies to last for several days. According to the latest federal permit, the Fennica must be at Shell’s drill site before Shell can reapply for federal approval to drill deep enough for oil in the Chukchi Sea., People vs Shell, Activists hang under the St. Johns Bridge in Portland, Oregon, In an attempt to block the Shell leased icebreaker, MSV Fennica July 29, 2015. The climbers are currently preventing the ship from passing underneath the bridge on its way to meet Shell’s drilling fleet. The climbers have enough supplies to last for several days. According to the latest federal permit, the Fennica must be at Shell’s drill site before Shell can reapply for federal approval to drill deep enough for oil in the Chukchi Sea.

Activists hang under the St. Johns Bridge in Portland, Oregon, In an attempt to block the Shell leased icebreaker, MSV Fennica July 29, 2015. The climbers are currently preventing the ship from passing underneath the bridge on its way to meet Shell’s drilling fleet. The climbers have enough supplies to last for several days. According to the latest federal permit, the Fennica must be at Shell’s drill site before Shell can reapply for federal approval to drill deep enough for oil in the Chukchi Sea., People vs Shell, Activists hang under the St. Johns Bridge in Portland, Oregon, In an attempt to block the Shell leased icebreaker, MSV Fennica July 29, 2015. The climbers are currently preventing the ship from passing underneath the bridge on its way to meet Shell’s drilling fleet. The climbers have enough supplies to last for several days. According to the latest federal permit, the Fennica must be at Shell’s drill site before Shell can reapply for federal approval to drill deep enough for oil in the Chukchi Sea.

Portland (Stati Uniti). È terminata dopo oltre 40 ore la protesta non violenta dei ventisei climber di Greenpeace USA che il 29 luglio si erano calati con delle funi da un ponte di Portland (Oregon) sotto cui doveva passare MSV Fennica, una nave rompighiaccio della Shell, in procinto di salpare verso l’Artico. Per quasi due giorni gli attivisti hanno così impedito che la nave lasciasse il porto statunitense per raggiungere la flotta di trivellazione artica della compagnia petrolifera anglo-olandese.«Sono stati due giorni molto emozionanti per tutti noi, così come per gli oltre sette milioni di persone che hanno già aderito al nostro appello per salvare l’Artico», ha dichiarato Annie Leonard, direttore esecutivo di Greenpeace USA. «Con le nostre

An activist gestures in triumph as the Shell-leased icebreaker MSV Fennica turns away from the St. Johns Bridge where climbers attempted to prevent the ship from passing under the bridge to join Shell's Arctic drilling fleet.

An activist gestures in triumph as the Shell-leased icebreaker MSV Fennica turns away from the St. Johns Bridge where climbers attempted to prevent the ship from passing under the bridge to join Shell’s Arctic drilling fleet.

azioni non violente vogliamo contribuire a far crescere sempre più il movimento globale in difesa dell’Artico. Trivellare in cerca di petrolio in quest’area così importante e meravigliosa sarebbe un terribile errore, per questo chiediamo al Presidente Obama di ripensarci e ascoltare quei sette milioni di persone che in tutto il mondo, con un’unica voce, hanno gridato e continueranno a gridare: ShellNo!».
Ieri un giudice federale dell’Alaska aveva ordinato a Greenpeace USA di interrompere il blocco e far scendere i climber appesi al ponte, minacciando multe dal valore crescente, che nel giro di qualche giorno sarebbero passate da 2500 a 10 mila dollari per ogni ora di blocco. Gli attivisti hanno resistito per oltre 40 ore e sono scesi spontaneamente solo all’arrivo sul ponte delle autorità. Secondo l’ultima direttiva federale statunitense, la rompighiaccio MSV Fennica doveva assolutamente raggiungere il sito di trivellazione della Shell nel Mare dei Chukchi con il suo carico di attrezzature per le trivellazioni affinché la compagnia potesse richiedere l’autorizzazione a cercare il petrolio in profondità. Greenpeace chiede al Presidente Obama e al Dipartimento dell’Interno statunitense di revocare le licenze della Shell nell’Artico. (foto: portland protesta attivisti)

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Immigrazione e proteste istituzionali

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2015

polizia“Bene la protesta dei prefetti e dei poliziotti: loro ricevono ordini sbagliati che arrivano dal governo, Renzi e Alfano. Il trasferimento del prefetto di Treviso è una vergogna”. E’ quanto ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli nell’intervista a Intelligonews puntando il dito contro il caso di Casale San Nicola: “Il prefetto di Roma – ha osservato Rampelli ha agito da impiegato del Catasto”. “La sanzione comminata al prefetto di Treviso è una vergogna – ha aggiunto- Semmai andrebbe premiato in quanto si è messo nella condizione di quelle istituzioni che devono dialogare coi cittadini che pagano le tasse e che non possono trovarsi dalla sera alla mattina un centro di accoglienza per immigrati senza la giusta e trasparente informazione che la democrazia non solo prevede, ma impone. Il modo in cui lo Stato agisce sui territori colpendo i cittadini corrisponde a un comportamento antidemocratico. Contesto con forza la decisione di Alfano: andrebbero trasferiti i prefetti che non si fanno carico di dialogare coi cittadini per trovare soluzioni condivise. E non faccio esempi che potrei fare…».A Casale San Nicola, prosegue Rampelli ” non c’è stata condivisione con i residenti e il prefetto in questo caso ha fatto l’impiegato del Catasto, nel senso che si è limitato a dire: c’è un bando per l’accoglienza che devo rendere esecutivo, e lo ha fatto come se non esistesse da tre mesi un presidio permanente di residenti preoccupati per la loro sicurezza, come se nel quartiere ci fosse l’illuminazione primaria, la rete fognaria e un sistema di trasporto pubblico efficiente; come se le strade non fossero pressochè sterrate”. “Alle forze dell’ordine – ha aggiunto – va la nostra solidarietà, non siamo disponibili ad avallare guerre tra poveri. Detto questo, non abbiamo condiviso l’ordine di caricare i manifestanti che protestavano in maniera pacifica per evitare l’insediamento dei migranti nel centro di accoglienza. E pensiamo che chi ha dato quell’ordine sia un irresponsabile. Ricordo poi che un dirigente di FdI della zona è stato illegittimamente arrestato al punto che il giorno successivo al processo per direttissima non è stato convalidato il fermo. L’impressione è che qualcuno dovendo alimentare il business dell’accoglienza tenti di compiere forzature portando all’esasperazione la gente. Ai residenti di Casale San Nicola dico di continuare a esercitare il diritto alla protesta sempre e solo in modo pacifico, senza farsi strumentalizzare ma senza mollare di un centimetro rispetto a chi li ha fatti passare sui media come violenti, razzisti e intolleranti. Temo che questa immagine di criminalizzazione sia utile al sistema per forzare la mano sulle politiche di accoglienza”. “I prefetti facciano bene a protestare, così come fanno bene a protestare i sindacati di Polizia. Prefetti e poliziotti si trovano a ricevere degli ordini che arrivano dal governo, da Renzi e Alfano, e che noi contestiamo perché qualcuno ci deve spiegare come mai nel giorno dell’inaugurazione di Expo Milano è stata messa a ferro e fuoco dai no global e non c’è stata tutta questa corsa agli arresti e invece a Casale San Nicola dove hanno manifestato cento esponenti di famiglie normalissime che vivono lì, sono scattate cariche e due arresti. Ci sono ordini diversi a seconda delle città e delle situazioni?”

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No-Tav e manifestazioni protesta

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 marzo 2012

Editoriale Fidest. Ci scrive Giuseppe Fortuna: “Condividiamo la decisione del comandante generale dell’Arma dei Carabinieri di attribuire un riconoscimento morale al militare che, ieri, in Val di Susa, all’uscita di Chianocco dell’autostrada A32, non ha reagito e non ha battuto ciglio di fronte alle provocazioni del manifestante “no tav” dimostrando grande senso di responsabilità e del dovere. Riteniamo, però, visto che siamo uno Stato di diritto, che l’Autorità giudiziaria debba ora procedere, con sollecitudine, per verificare se il medesimo manifestante ha violato l’art. 341-bis del codice penale”. Un articolo che lo stesso Fortuna ci recita per pronta visione:
Art. 341-bis. Oltraggio a pubblico ufficiale Articolo introdotto dall’art. 1, comma 8, della L. 15 luglio 2009, n. 94. Chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende l’onore ed il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto d’ufficio ed a causa o nell’esercizio delle sue funzioni è punito con la reclusione fino a tre anni. La pena è aumentata se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato. Se la verità del fatto è provata o se per esso l’ufficiale a cui il fatto è attribuito è condannato dopo l’attribuzione del fatto medesimo, l’autore dell’offesa non è punibile. Ove l’imputato, prima del giudizio, abbia riparato interamente il danno, mediante risarcimento di esso sia nei confronti della persona offesa sia nei confronti dell’ente di appartenenza della medesima, il reato è estinto.
Abbiamo riportato fedelmente quanto scritto da Fortuna non solo e non tanto per dovere di cronaca ma per sottolineare due aspetti che ci sembrano importanti in questa fattispecie. Esiste, da una parte, una protesta che non sembra avere sbocchi dopo le dichiarazioni del presidente del consiglio che ha ribadito la necessità che la Tav si faccia. Questo significa che o gli abitanti della valle se ne fanno una ragione rinunciando alle manifestazioni di piazza oppure lasciano nelle mani dei più facinorosi la gestione del dissenso e ciò significa che l’invocato art. 341 bis diventa un semplice zuccherino rispetto alla realtà che si potrebbe prospettare. Ragione vorrebbe che si aderisse alla proposta di moratoria indicata dall’on.le Di Pietro perché non si debba far pagare un prezzo molto alto in termini economici, di ordine pubblico e sociale a chi è in qualche modo coinvolto in questa faccenda. Non solo. In un altro articolo riportiamo delle riflessioni, sulla Tav Torino – Lione, che dovrebbero farci riflettere sulla validità di tale opera. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Protesta precari

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 febbraio 2012

Roma. L’Unione Sindacale di Base sarà in presidio per tre giorni fila davanti al ministero del Lavoro – il 28 e 29 febbraio e il 1 marzo – contro il precariato, per mettere in evidenza la drammatica situazione di molti giovani, ex interinali, cassaintegrati, disoccupati, precari formati e specializzati, a cui la riforma del mercato del lavoro, presentata dal governo Monti come la panacea che dovrebbe assicurare il ritorno alla crescita economica e all’aumento dell’occupazione, non assicurerà alcuna prospettiva. La fase due del governo Monti, di cui gli attuali incontri con le parti sociali dovevano costituire la spina dorsale, si sta rivelando in realtà un’operazione il cui unico risultato sarà togliere quel minimo di protezione sociale a chi oggi ce l’ha per darne ancora di meno a chi oggi non gode di alcun ammortizzatore sociale, né riguarderà minimamente chi il lavoro lo ha già perso. Sembra un film già visto, quando la flessibilità in entrata, che ha dato luogo a 47 forme di contatto atipico, veniva spacciata come il miglior rimedio contro la disoccupazione. La realtà è sotto gli occhi di tutti: migliaia di precari che non hanno il tempo di annoiarsi, impegnatissimi a cercarsi ogni giorno un mezzo per sbarcare il lunario, un’intera generazione condannata all’instabilità, all’insicurezza alla povertà. Insieme a tutti i precari, USB rivendica risposte concrete per un lavoro vero e un salario dignitoso, non il Welfare dei miserabili che ci prospetta il Ministro Fornero.

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Pensionati: la protesta continua

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 gennaio 2012

Pensioners' Party (Italy)

Image via Wikipedia

Napoli Giovedi 26 gennaio 2012 alle ore 9,30 fino alle 13,30 Sede Provinciale dell’INPS di Napoli Via Galileo Ferraris – angolo C.so Arnaldo Lucci. La protesta continua dinanzi alla Sede Provinciale dell’INPS di Napoli. I dirigenti regionali del Partito Pensionati s’incateneranno ai cancelli della sede Inps per contestare i provvedimenti governativi che puniscono soltanto i Pensionati e le Famiglie Il blocco delle pensioni, l’aumento delle addizionali comunali e regionali, gli aumenti delle bollette di luce, gas, acqua e dell’IVA, i licenziamenti diffusi, la mancanza di nuovi investimenti in grado di creare nuova occupazione per la gioventù, i ticket della sanità, le liste di attesa, il blocco delle invalidità civili, gli indebiti INPS, il blocco delle pensioni, le minacce dell’INPS, il c/c obbligatorio per gli Anziani Pensionati al minimo, la TARSU ed i nuovi aumenti, i “senza fissa dimora”e l’Albergo dei Poveri.

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Fascia C, alle parafarmacie il 2,21% del fatturato

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 gennaio 2012

Palazzo Montecitorio

Image by Simone Ramella via Flickr

Della totalità dei farmaci di fascia C, quelli che potranno essere venduti anche attraverso le parafarmacie rappresentano il 32,84%, una fetta però che è costituita da medicinali a minore fatturato, con la conseguenza che, se il mercato annuo dell’intera fascia è pari a 3,3 miliardi di euro, in parafarmacia sarebbe di 0,59 miliardi di euro, vale a dire il 2,21% del totale. A fare la stima le organizzazioni dei parafarmacisti, che, in una conferenza stampa, hanno sottolineato come questo sia l’effetto delle limitazioni previste dal Dl Salva Italia. Tra gli esempi citati, i farmaci ormonali – esclusi dalla vendita in parafarmacia – pesano sul totale per il 30,07%, con un fatturato nel 2010 di 156 milioni di euro. Ci saranno poi prevedibilmente una serie di farmaci, con effetti collaterali, per i quali l’Aifa non darà l’ok al passaggio, tra cui anche i medicinali per l’erezione maschile che totalizzano un altro 37,09% della fascia C, con un fatturato pari a 192 milioni. Le organizzazioni dei parafarmacisti hanno poi calcolato come saranno distribuite sul territorio le 5.318 nuove sedi di farmacia previste dalla bozza del Dl Liberalizzazioni, sulla base del parametro 3000 abitanti/farmacia. Tra le città con più di 70mila abitanti, secondo i calcoli, si aprirebbero 199 nuove farmacie a Roma, 12 a Milano, 25 a Torino, 50 a Palermo, 11 a Napoli. E ancora: 24 a Giuliano, 14 a Guidonia, 11 a Monza e altrettante a Andria e Pozzuoli. Sempre a proposito della bozza di decreto sulle Liberalizzazioni prosegue la protesta: ieri pomeriggio un gruppo di farmacisti titolari di parafarmacie si sono incatenati davanti a Montecitorio, in previsione, ha spiegato Alessandro Mazzacca, presidente dell’associazione di titolari di parafarmacie ”Essere farmacisti”, dell’incontro con il ministro della Salute, Renato Balduzzi, per chiedere l’apertura alla vendita di tutta la fascia C. «Intendiamo manifestare oggi in piazza Montecitorio dalle 10 alle 14. Siamo farmacisti a tutti gli effetti e vogliamo essere abilitati a dispensare tutti i medicinali». Come forma di protesta, è anche in corso la distribuzione di volantini ai cittadini con le ragioni delle parafarmacie.

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Protesta neuropsichiatri?

Posted by fidest press agency su sabato, 17 dicembre 2011

 

Modena

Image by Axel V via Flickr

Modena. Non esistono eccessi di diagnosi né eccessi di prescrizioni, ma una pratica clinica basata su evidenze, linee guida e professionalità competente; nella nostra provincia il ricorso al citato farmaco è al di sotto della media nazionale”. Così il dott. Paolo Soli , direttore della Struttura Complessa NPIA Modena Sud, respinge quanto scritto da ‘Modena Qui’ il 9 dicembre, ripreso ieri in un comunicato dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) e rilanciato dall’agenzia stampa Dire.
Nel servizio del 9 dicembre il quotidiano on line ‘Modena Qui’ dava conto di una lettera di protesta di alcuni psichiatri modenesi, nella quale sostenevano di essere stati “sollecitati a prescrivere farmaci”, tra cui appunto il Ritalin. A questo proposito, il dott. Soli respinge al mittente: “rispetto ad una lettera di dimissioni degli operatori della NPIA di Modena, posso dire che siamo di fronte ad un’araba fenice: anche se era difficile pensare che una denuncia così grave potesse passare inosservata, dopo la pubblicazione degli articoli da parte del quotidiano ‘Modena Qui’, abbiamo prodotto una ulteriore verifica e non possiamo che confermare che agli atti non risulta alcuna lettera…”.

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Bombe a grappolo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 novembre 2011

Bombs away! FILE PHOTO -- A B-1B Lancer unleas...

Image via Wikipedia

Ginevra Ora Basta Cluster: azione globale di protesta contro l’uso di bombe a grappolo . L’Italia faccia la sua parte nella necessaria presa di posizione e provvedimenti da parte degli Stati nel CCW. I Governi dovrebbero supportare la Convenzione sulle Munizioni a Grappolo creata nel 2008 e non focalizzare la loro attenzione sulla creazione di una nuova legge internazionale volta a disciplinare diversamente l’uso di questi ordigni. E’ quanto dichiara la CMC a due settimane dall’inizio di una negoziazione iniziata dalle Nazioni Unite a Ginevra.
I rappresentanti diplomatici di circa 100 Paesi si incontreranno a Ginevra dal 14 al 25 novembre 2011 per la Quarta Conferenza di revisione della Convenzione sulle Armi Convenzionali (CCW) in seno alla quale il primo punto di discussione sarà concludere una negoziazione su un nuovo protocollo che potrà permettere l’uso, la produzione , il commercio o lo stoccaggio di munizioni a grappolo. I rappresentanti delle Campagne nazionali e internazionali a supporto della Convenzione sulle munizioni a grappolo stanno concentrando la loro azione di pressione sui Governi affinché questi sostengano la Convenzione già esistente (che ricordiamo conta 111 firme e 66 ratifiche) e blocchino la creazione di una nuova legge da parte della CCW. La CMC e il movimento globale Avaaz che agisce via web hanno raccolto mezzo milione di firme tra la società civile invitando I cittadini a sostenere la protezione dei civili e contrastare l’azione della CCW.
Dei 119 paesi che hanno preso parte alla CCW , 76 hanno anche firmato la Convenzione sulle munizioni a grappolo, e quindi sono già vincolati da questa. Nonostante questo supportano la creazione del nuovo protocollo, come ad esempio Francia, Germania, Australia e Regno Unito. Il nuovo protocollo della CCW mette in pericolo quanto sancito dalla Convenzione, in quanto proporrà eccezioni, scappatoie, differimenti rispetto a quanto previsto dalla Convenzione in merito alla messa al bando, ai tempi di distruzione degli stock e alle modalità di bonifica.Nella fattispecie il nuovo protocollo proporrà:
• Un’eccezione che permetta l’uso continuato di munizioni a grappolo prodotte dopo il 1 gennaio 1980. In altre parole, il protocollo vieta solo munizioni a grappolo vecchie di più di 30 anni, e quindi di improbabile utilizzo odierno.
• una deroga che consenta l’utilizzo di munizioni a grappolo con un tasso di fallimento dell’ 1per cento o meno. Tassi di fallimento reale di munizioni a grappolo in situazioni di combattimento sono di gran lunga superiori ai tassi di fallimento dichiarati sulla base dei test condotti. L’M85 di fabbricazione israeliana utilizzata in Libano nel 2006, ad esempio, è dichiarata con tasso di fallimento inferiore all’1%, ma i dati provenienti dal campo dimostrano che il tasso di fallimento e quindi di inesplosione al suolo è stato superiore al 10%
• una deroga che permetta l’uso di munizioni a grappolo con sistemi di auto-distruzione. E’ stato rilevato però che anche le munizioni fabbricate con questo meccanismo lasciano molte sub-munizioni inesplose che costituiscono ugualmente un pericolo per i civili e inquinano i territori, contrariamente a quanto dichiarato dalle aziende produttrici.
• Un periodo di dilazione di 12 anni che consentirà agli Stati di continuare a utilizzare munizioni a grappolo che poi saranno vietate dal protocollo stesso. Il protocollo afferma di voler affrontare con “urgenza” il pericolo umanitario causato dalle munizioni a grappolo, ma di fatto consentirà agli Stati di rinviare lo stop all’utilizzo per almeno 12 anni, durante i quali gli Stati potranno tranquillamente e impunemente continuare ad utilizzare munizioni a grappolo, delle quali però si riconoscono gli inaccettabili danni umanitari.
La CMC, che ha seguito queste negoziazioni sin dall’inizio, parteciperà con una delegazione di esperti alle trattative per tutta la durata dei lavori della Conferenza di Revisione.

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Finale di coppa e il nucleare

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 maggio 2011

Roma. All’inizio della finale di Coppa Italia, attivisti di Greenpeace si sono calati dall’anello di copertura dello stadio Olimpico, aprendo uno striscione di 200 metri quadrati con la scritta “Da Milano a Palermo, fermiamo il nucleare”. La protesta avviene il giorno successivo dell’entrata in vigore del decreto Omnibus con il quale il Governo sta cercando di togliere agli Italiani un diritto sancito dalla Costituzione, quello di votare al Referendum il 12 e 13 giugno sul nucleare. Ma la partita non è ancora chiusa: nei prossimi giorni la Corte di Cassazione deciderà se confermare o meno il referendum.
Greenpeace confida nel giudizio della Corte di Cassazione e auspica che essa confermi il diritto degli italiani a votare al Referendum sul nucleare il prossimo 12 e 13 giugno. Tra l’altro il voto è già iniziato: più di 4 milioni di italiani residenti all’estero hanno già ricevuto la scheda elettorale per votare sul nucleare e la stanno rispedendo alle nostre ambasciate. Interrompere il voto in corsa sarebbe l’ennesimo paradosso causato dalle maldestre manovre del Governo. L’azione all’Olimpico va di pari passo con l’iniziativa dei ipazzisietevoi.org, sette ragazzi che da 17 giorni hanno deciso di vivere reclusi in un rifugio anti-radiazioni come se fosse esplosa una centrale nucleare e comunicano solo attraverso il loro sito internet. Altri attivisti sono rinchiusi da 5 giorni in un enorme bidone nucleare al Pincio, sopra Piazza del Popolo a Roma. “Il coraggio e la determinazione degli attivisti all’Olimpico, dei ragazzi nel rifugio e nel bidone al Pincio vuole essere un esempio di mobilitazione per tutti gli italiani. Se vogliamo fermare per sempre il nucleare in Italia, dovremo impegnarci tutti, in prima persona, perchè al Referendum ci sia un’ampia partecipazione popolare” conclude Barbera.

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Vendola alle prese con la maggioranza

Posted by fidest press agency su domenica, 22 maggio 2011

“Forse qualcuno dovrebbe spiegare a Nichi Vendola che in politica vince chi ha la maggioranza. Non è difficilissimo da capire: dalle elezioni amministrative emerge con estrema chiarezza che il PD alleato solo con IDV e SEL – che mediamente, addirittura insieme, non arrivano all’8-9% -semplicemente non ce la fa a battere Berlusconi e Bossi, pur indeboliti. Ecco perché, oltre all’iniziativa politica per attrarre nuovi elettori sia dall’astensione sia dal voto di protesta, è indispensabile che stiano insieme le opposizioni che in questi mesi hanno cementato il loro lavoro nell’essere diversi e alternativi a Berlusconi. Questa volta non possiamo permetterci di sbagliare o di assecondare letture della realtà approssimative o capziose. Mai come in questi giorni è fondamentale dar prova di gioco di squadra e di senso di responsabilità, oltre i personalismi e le polemiche fuori luogo e fuori tempo. Abbiamo un’occasione irripetibile per vincere, ma anche e soprattutto per governare in modo duraturo e positivo”. Lo scrive sul sito di TrecentoSessanta, l’Associazione di Enrico Letta, Marco Stradiotto, senatore PD, commentando le dichiarazioni rilasciate dal governatore della Regione Puglia Nichi Vendola nell’intervista odierna alla Stampa.

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Trapani: per apertura aeroporto Birgi

Posted by fidest press agency su martedì, 29 marzo 2011

Un’assemblea permanente dei sindaci del territorio trapanese per coordinare un’azione di protesta per l’immediata apertura dell’aeroporto civile di Birgi, chiuso a causa delle operazioni libiche, e per opporsi alla realizzazione di una mega tendopoli per immigrati nell’ex scalo militare di Kinisia. L’ha convocata il presidente della Provincia di Trapani, Mimmo Turano, mercoledi’ alle ore 10,30 all’aeroporto di Birgi. ”Non siamo disposti – dice Turano – ad assistere passivamente al crollo della nostra economia ne’ che Trapani venga ulteriormente penalizzata con la realizzazione del campo per gli immigrati a Kinisia. Ci batteremo, civilmente e democraticamente, perche’ questo nuovo scempio sia scongiurato”. L’assemblea dei sindaci si fara’ inoltre portatrice delle istanze che emergeranno dallo sciopero generale di domani che vedra’ la partecipazione di lavoratori, sindacati, amministratori locali e piccole e medie imprese del comparto turistico.

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Regione Veneto: protesta operai forestali

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2011

Este (Padova)  sabato 19 marzo 2011, alle ore 11,30, presso l’ingresso dei giardini comunali di Este, lato via Guido Negri (pressi Pleasure Bar), è convocata una conferenza stampa relativamente alla protesta portata avanti dal 16 marzo 2011 da 44 lavoratori dell’Ente Parco Colli Euganei, che hanno istituito un presidio permanente attraverso una piccola tendopoli, dove vivono giorno e notte informando e sensibilizzando la cittadinanza con volantini, striscioni e con una raccolta di firme.  I 44 operai forestali – di cui 28 hanno perso il lavoro, 11 sono assunti a tempo indeterminato ma ora rischiano il posto e solo 5 sono stati reintegrati qualche giorno fa grazie ai piani di sviluppo rurale -, assieme ai sindacati di categoria, incontreranno la stampa e la cittadinanza per spiegare loro le ragioni della protesta e richiedere alle Istituzioni un’urgente risoluzione della questione, nonché per chiedere la solidarietà del mondo politico e di tutta la società civile. Saranno presenti, oltre agli operai dell’Ente Parco Colli:
• Onofrio Rota, Segretario Regionale FAI-CISL del Veneto
• Andrea Gambillara, Segretario FLAI-CGIL di Padova
• Lorenzo Pegoraro, rappresentante sindacale lavoratori dell’Ente Parco Colli Euganei

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Ad Arcore Berlusconi parla con i Sindacati

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 marzo 2011

“Prendiamo atto quantomeno della disponibilità del Premier a parlare con noi, e registriamo la sua promessa di intervenire per garantirci quanto dovuto, ma è fin troppo ovvio che finchè non vediamo non crediamo, perché troppe volte siamo stati presi in giro, ed i Poliziotti non possono più lavorare gratis”. E’ quanto afferma Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, al termine di una lunga mattinata di protesta messa in atto assieme ad altre sigle sindacali (Siap-Anfp, Silp per la Cgil, Vigili del Fuoco Confsal, ecc.) ad Arcore, davanti alla residenza del Presidente del Consiglio. I Poliziotti sono riusciti, con non poca fatica, ad esibire un mega striscione con la scritta “Berlusconi dimettiti”, che ha dominato la scena assieme alle oramai famose sagome degli Agenti con i coltelli conficcati nella schiena, simbolo della lunga campagna “Ci hanno pugnalati alle spalle” portata avanti dal Coisp per mesi contro i tagli indiscriminati al Comparto Sicurezza e le gravi carenze che assillano il settore. E Berlusconi, verso le 10.30, è uscito per parlare con i manifestanti, ha ascoltato le nostre ragioni ed ha assunto l’impegno di presentare nel Consiglio dei Ministri del 23 marzo un provvedimento per recuperare i fondi che i Sindacati chiedono per il funzionamento del Comparto. Il Coisp si batte da mesi contro i tagli di circa due miliardi e mezzo di euro in tre anni apportati al settore, contro l’imposizione del tetto salariale del 2010 al triennio 2011-2013, la negazione di corrispondere oltre tale tetto anche le indennità dovute in ordine allo svolgimento di lavoro straordinario, le progressioni di carriera, le indennità per servizio esterno o per missione, ed altre “nefandezze” del genere riservate agli uomini in divisa.   Ma, soprattutto, contro il grave comportamento di un Governo che, nella migliore delle ipotesi, finge di non vedere e non sentire il malcontento degli Operatori della Sicurezza, minimizza e persino ironizza su problematiche che invece fanno rischiare la paralisi del Comparto (vedi il solito Ministro La Russa) e, nella peggiore, fa tutta una serie di promesse poi mai mantenute. “In questo senso – aggiunge Maccari – dobbiamo prendere atto che Berlusconi, a differenza dei suoi Ministri, ha quantomeno avuto il buon gusto di venire ad ascoltare, ed ha ammesso che i circa 80 milioni di euro che reclamiamo in effetti ci spettano, e sono necessari perché il nostro lavoro sia riconosciuto e retribuito come dovuto. In tal senso, al di là della scherzosa istigazione a togliere Tremonti di torno, il Premier ha detto che cercherà di convincere il ministro dell’Economia a stanziare le risorse necessarie. Ma noi, lo ripeto, restiamo in attesa che dalle parole si passi ai fatti, perché – conclude il leader del Coisp – l’ennesima beffa non la potremmo digerire. Così come non digeriremo assolutamente che i soldi necessari a far sì che si eviti che i Poliziotti lavorino gratis, possano venir nuovamente “rubati” dai pochi soldi a disposizione per il riordino delle carriere, checchè ne dica qualche inutile Cocer!”.

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Laboratorio di canto sociale

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 marzo 2011

Bologna 10 marzo 2011 ore 18:00 presso il Cubo di via Zanardi 249 quinto incontro a cura di Barbara Valentino e Salvatore Panu.  Il canto sociale è un concetto molto ampio, utile proprio in tal senso perché ci permette di comprendere la storia e l’attualità dei canti di protesta, di lotta, di lavoro e più in generale tutte le pratiche musicali delle culture popolari di tradizione orale. Nel recente passato, questa storia cantata, si riattiva in Italia a partire fin dagli anni Cinquanta con l’esperienza del Cantacronache e in maniera più diffusa a partire dai primi anni Sessanta con la nascita del Nuovo Canzoniere Italiano e quindi di tutti i Canzonieri diffusi in Italia (fra cui il Canzoniere delle Lame di Bologna) e soprattutto con la presa di coscienza da parte dei soggetti popolari stessi, dell’importanza e della bellezza della propria cultura popolare di tradizione orale, non più segno di inferiorità sociale ma tratto distintivo di riscatto delle differenze.  Questa storia si arricchisce infatti anche con la diffusione delle ricerche antropologiche, sociali ed etnomusicologiche e l’intreccio continuo con i movimenti politici e culturali, con tutti quegli intellettuali rovesciati che hanno contribuito a questa presa di coscienza, incrociandosi in gran parte attorno all’esperienza dell’Istituto Ernesto De Martino. Il canto sociale rischia continuamente di farsi genere musicale ma sfugge sempre, grazie alla sua estensione, alle etichette di mercato, grazie alle ineluttabili nuove generazioni che hanno praticato successivamente la presa di parola critica sul mondo, ultima forse la pratica del rap. Quest’anno il laboratorio è dedicato a 150 anni di storia d’Italia attraverso 150 anni di storia del canto sociale.Prossimo incontro (sempre gratuito) Giovedì 7 aprile 2011 sempre alle 18 al Cubo di via Zanardi 249

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Protesta poliziotti per mancata estradizione Battisti

Posted by fidest press agency su martedì, 4 gennaio 2011

Roma, 4/1/2011 alle 16,00 in piazza Navona, e a Firenze, in piazza Pitti, sotto le sedi delle ambasciate brasiliane in contemporanea” i poliziotti aderenti al sindacato Coisp parteciperanno alla manifestazione di protesta per la manca estradizione di Cesare Battisti. . “Lo abbiamo gridato a gran voce per mesi, la mancata estradizione di Battisti in Italia, è una vergogna per il Brasile e per tutti quei Paesi i cui rappresentanti istituzionali hanno firmato per impedire l’estradizione, Paesi che sono diventati complici di un assassino, è un’umiliazione per l’Italia, che raccoglie davvero un magro risultato dal punto di vista diplomatico e della politica estera, ma soprattutto è una mortificazione per i parenti delle vittime che si unisce all’incommensurabile dolore che per anni li ha accompagnati. Avevamo già scritto che se necessario saremmo scesi in piazza, portando a capo del nostro corteo i familiari delle vittime di Battisti”. E’ questa la reazione di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia, alla notizia che il presidente Lula non ha concesso l’estradizione a Cesare Battisti: “Ecco perché il Coisp, che rappresenta l’essenza della legalità e del mantenimento della stessa, domani non può far altro che essere accanto ai parenti delle vittime – continua il leader del Sindacato Indipendente di Polizia – ci saremo anche noi nelle due diverse manifestazioni. “La nostra indignazione – dice ancora Franco Maccari – si estende a tutti coloro i quali si sono resi protagonisti di questa vergognosa vicenda ed il governo brasiliano è solo l’ultimo, quello che ha messo la parola fine ad un film dell’orrore e dell’illegalità. Ora se l’Italia non vorrà essere ricordata all’estero solo come il Paese che ha in comune con il Brasile la politica del “Bunga bunga”, il Governo compia un gesto di dignità e domani scenda in piazza, mobiliti l’intero apparato politico anche locale e faccia arrivare alla Francia (il primo Paese a negare l’estradizione contro la quale firmò anche la premier dame Carla Bruni che ha così rinnegato le sue origini più di quanto non avesse già fatto…) ed al Brasile un messaggio di civiltà.   Faccia capire – conclude Maccari – che questo è un Paese che crede nella giustizia, che la persegue e che porta rispetto ma nello stesso modo lo pretende”.

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La Russa: un rispetto a senso unico

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 dicembre 2010

Dopo due anni di contestazioni in cui il Co.I.S.P. ha manifestato con incessante impegno il disagio delle Forze di Polizia, dopo aver esposto le sagome del poliziotto pugnalato alle spalle, simbolo della protesta del Co.I.S.P., davanti ai Palazzi della Politica e alle case private dei singoli ministri di questo governo e dopo aver riscosso dalla  Politica solo indifferenza e promesse puntualmente disattese, oggi a due giorni dai gravi incidenti occorsi nella città di Roma durante la manifestazione degli studenti, i rappresentanti di questo governo chiedono rispetto delle forze dell’ordine . E’durante la trasmissione anno zero diretta e condotta da Michele Santoro che l’On La Russa, indignato dall’intervento di uno dei rappresentanti degli studenti alza la voce e grida “ Vergogna”  e lamenta la mancanza del contraddittorio di un uomo in divisa  che possa parlare, proprio lui che mesi fa aggredì verbalmente il nostro Segretario Generale Aggiunto Domenico Pianese reo di denunciare pubblicamente la “Vergogna” di questo governo che ha effuso solo false speranze in tutti gli operatori della sicurezza. Quale è  il rispetto che si chiede oggi? Un valore figlio di una propaganda politica o un impegno serio che il governo deciderà di assumere di fronte alle reali e preoccupanti condizioni in cui tutti i giorni uomini e donne delle Forze dell’Ordine sono costretti ad operare? Di rispetto ne conosciamo solo uno ed è quello con cui ogni singolo poliziotto da sempre presta il proprio servizio per difendere e tutelare l’ordine sociale, le istituzioni che ha giurato di servire, le stesse che diconoscono la specificità del suo operato e che con ignoranza e senza disponibilità al dialogo attuano dannosi provvedimenti .Dopo due anni di richieste di attenzione e di dichiarazioni allarmanti da parte di chi come il Co.I.S.P. rivolge la propria attività sindacale al miglioramento delle condizioni operative per la sicurezza del Paese e degli Uomini che lo servono,dai dibattiti tra le parti sociali e i politici si delinea un paradosso senza precedenti…la società si esprime con violenza verso le forze dell’ordine perché in esse identifica le istituzioni di cui non si fida più, le Istituzioni che noi poliziotti tuteliamo, ci disconoscono e come finisce?

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Protesta militari e forze polizia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 dicembre 2010

“È pienamente condivisibile sotto ogni profilo la manifestazione di tutte le sigle sindacali delle Forze di polizia e dei Vigili del fuoco che si è svolto davanti a Montecitorio per protestare contro l’aberrante politica attuata dal Governo nei confronti dei cittadini in divisa.  Le continue promesse che il Governo ha rivolto ai poliziotti, ai vigili del fuoco e ai militari sono rimaste tali mentre i tagli alle risorse destinate a garantire l’operatività di questi importanti settori dello Stato sono reali e più che mai devastanti. Oltre al mancato pagamento degli arretrati per il contratto economico 2008/2009 firmato dalle parti lo scorso 16 settembre, dal primo gennaio 2011, inoltre, ed è ormai chiaro, chiunque governerà il paese si dovrà fare carico di reperire gli oltre due miliardi di euro che sono indispensabili ad evitare gli effetti della manovra finanziaria approvata lo scorso 30 luglio che altrimenti incideranno pesantemente sulle retribuzioni causando il blocco totale degli automatismi stipendiali e le progressioni economiche collegate all’avanzamento di carriera, sugli straordinari e sulle indennità accessorie.  Per quanto ci sarà possibile noi continueremo a dare il massimo sostegno alle richieste dei sindacati di polizia che oggi si trovano a dover combattere anche per i loro colleghi militari visto che nella manifestazione di oggi non è passata inosservata la totale assenza dei Cocer delle forze armate che a dispetto delle aspettative della loro base continuano latitare o, come nel caso del Cocer dei carabinieri, a farsi portatori degli interessi di una maggioranza di Governo che nei fatti ha tradito i cittadini in divisa e sta effettivamente mettendo in ginocchio la sicurezza e la difesa del Paese.”

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