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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Garante europeo della protezione dei dati

Posted by fidest press agency su domenica, 14 aprile 2019

Roma martedì 16 aprile 201 ore 11.00Sala dei Mosaici, Rappresentanza del Parlamento europeo in Italia Via IV Novembre 149.Il Garante europeo della protezione dei dati, Giovanni Buttarelli, invita la stampa interessata ai temi di rilievo europeo per una riflessione sulle novità rilevanti per la protezione dei dati, presso gli uffici del Parlamento europeo a Roma.In primo luogo, la riflessione riguarderà le ultime novità recenti a livello europeo in materia di manipolazione online, disinformazione online e fake news.Verrà anzitutto fatto il punto della situazione sulla recentissima normativa europea che permetterà di applicare sanzioni a partiti e movimenti politici ed escluderli da rimborsi nel caso di violazione della disciplina dei dati personali.Si analizzeranno inoltre i più recenti codici di condotta europei e le varie iniziative di cooperazione tra autorità di protezione dei dati in ambito europeo, rispondendo anche a questioni e commenti su temi strettamente connessi, in particolare sull’uso e lo scambio di dati sui social network.Mentre un mero, apparente test della personalità online ha sollevato fondati dubbi sulla regolarità e correttezza delle campagne elettorali concernenti la Brexit, nonché su analoghe indebite influenze in altri Paesi, le autorità che operano per la tutela dei dati personali acquistano in tutta Europa un’ulteriore funzione di vigilanza e supporto utile per il corretto svolgimento dei processi democratici. Come già espresso dal Garante europeo, Cambridge Analytica ha rappresentato solo “il picco di un iceberg”: servizi e tecnologie che raccolgono dati personali per fini di monitoraggio e profilazione sono adesso offerti o al servizio di partiti politici ed altri soggetti interessati a orientare l’elettorato.
Del resto, in Italia, l’Osservatorio sulla disinformazione online dell’AGCOM ha registrato un considerevole aumento della produzione di fake news (+56%) e delle operazioni volte a disinformare gli utenti/elettori a poche settimane dal voto per le elezioni europee.
Inevitabilmente lo scambio riguarderà anche le più recenti evoluzioni dei flussi di dati attraverso social network, in particolare quello di Mark Zuckerberg, il quale ha ora dichiarato di voler tutelare la privacy degli utenti e di essere favorevole a un GDPR su scala globale, suscitando però un vivace dibattito. Le autorità protezione dei dati e antitrust stanno svolgendo riflessioni su questo modello di business apparentemente gratuito basato sulla raccolta e l’analisi dei dati degli utenti.La democrazia diretta è tecnologicamente possibile, ma con le dovute precauzioni. Le piattaforme che ospitano dati sensibili, quali le preferenze politiche, devono adottare norme di sicurezza capillari per assicurare la protezione dei dati dei cittadini e il corretto svolgimento dei processi democratici.Da ultimo verrà trattato il tema della sicurezza e dell’integrità delle comunicazioni elettroniche, anche in riferimento alle reti 5G in relazione al dual-use e a Stati autoritari, argomento su cui il parlamento europeo ha già sollevato preoccupazioni a causa dei rischi di spionaggio di massa.

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La Commissione europea pubblica orientamenti sulle nuove norme in materia di protezione dei dati

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 gennaio 2018

european commissionA poco più di 100 giorni dalla data di applicazione della nuova normativa, il documento illustra quali sono i provvedimenti che la Commissione europea, le autorità nazionali di protezione dei dati e le amministrazioni nazionali devono ancora adottare in vista di una completa preparazione.
Il nuovo regolamento prevede un’unica serie di norme direttamente applicabili in tutti gli Stati membri, ma saranno necessari ancora notevoli adeguamenti per determinati aspetti, come la modifica delle leggi esistenti da parte degli Stati membri o l’istituzione del Comitato europeo per la protezione dei dati da parte delle autorità di protezione dei dati. Gli orientamenti ricordano le principali innovazioni e le opportunità offerte dalle nuove norme, fanno il punto dei lavori preparatori già intrapresi e indicano quali misure la Commissione europea, le autorità nazionali di protezione dei dati e le amministrazioni nazionali dovrebbero ancora intraprendere.La Commissione esorta i governi degli Stati membri dell’UE e le autorità di protezione dei dati a tenersi pronti e a fornire il loro sostegno. Il lavoro preparatorio progredisce a ritmi diversi nei vari Stati membri; ad oggi, solo due hanno già adottato la normativa nazionale pertinente. Gli Stati membri dovrebbero accelerare l’adozione della legislazione nazionale e fare in modo che queste misure siano conformi al regolamento. Essi dovrebbero anche dotare le autorità nazionali delle necessarie risorse finanziarie e umane al fine di garantirne l’indipendenza e l’efficienza.La Commissione intende destinare 1,7 milioni di euro al finanziamento delle autorità di protezione dei dati e alla formazione dei professionisti in materia di protezione dei dati. Altri 2 milioni di euro sono disponibili per sostenere le autorità nazionali nell’opera di sensibilizzazione rivolta alle imprese, in particolare alle PMI.
Il regolamento generale sulla protezione dei dati consente la libera circolazione dei dati nel mercato unico digitale. Esso proteggerà meglio la vita privata dei cittadini europei e rafforzerà la fiducia dei consumatori e la loro sicurezza, creando nel contempo nuove opportunità per le imprese, soprattutto quelle di piccole dimensioni.Gli orientamenti ricordano gli elementi principali delle nuove norme in materia di protezione dei dati:
un’unica serie di norme in tutto il continente, per garantire la certezza giuridica per le imprese e lo stesso livello di protezione dei dati in tutta l’UE per i cittadini;
applicazione delle stesse norme a tutte le imprese che offrono servizi nell’UE, anche se aventi la propria sede al di fuori dell’UE;
diritti nuovi e più forti per i cittadini: il diritto all’informazione, il diritto di accesso e il diritto all’oblio sono rafforzati. Il nuovo diritto alla portabilità dei dati consente ai cittadini di trasferire i propri dati da un’impresa all’altra. Ciò offrirà alle imprese nuove opportunità commerciali;
maggiore protezione contro le violazioni dei dati: le imprese sono tenute a notificare entro 72 ore all’autorità di protezione dei dati le violazioni dei dati che mettono a rischio le persone;
norme rigorose e multe dissuasive: tutte le autorità di protezione dei dati avranno il potere di infliggere multe fino a un massimo di 20 milioni di euro o, nel caso di un’impresa, fino al 4% del fatturato annuo a livello mondiale.
Da oggi al 25 maggio la Commissione continuerà a sostenere attivamente gli Stati membri, le autorità di protezione dei dati e le imprese per aiutarli a prepararsi all’attuazione della riforma. A partire da maggio 2018, essa monitorerà le modalità di applicazione delle nuove norme da parte degli Stati membri e prenderà gli eventuali provvedimenti necessari. Un anno dopo l’entrata in vigore del regolamento (2019), la Commissione organizzerà un evento per fare un bilancio delle esperienze dei diversi portatori di interessi in merito all’attuazione del regolamento. I dati raccolti confluiranno nella relazione sulla valutazione e sul riesame del regolamento, che la Commissione dovrà presentare entro maggio 2020.

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Privacy, più tutele per gli utenti con il Data Protection Officer

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 giugno 2017

computer-securityBruxelles. Misure più severe e stringenti sono state recentemente varate per dare finalmente agli utenti maggiori tutele sulla loro privacy, ma non tutti ancora sanno del giro di vite che arriva dall’Unione Europea, con una riforma della normativa sulla protezione dei dati personali che sarà pienamente operativa dal 25 maggio 2018.
Tra dodici mesi, anche i cittadini italiani potranno quindi contare sul nuovo Regolamento UE 2016/679, e per far valere i loro diritti ed esigere il rispetto delle regole avranno all’occorrenza la facoltà di rivolgersi direttamente al “Data Protection Officer”.
Il “Responsabile della protezione dei dati”, questo il termine ufficiale reso nel testo italiano del regolamento, è una figura che, oltre a fungere da punto di contatto con gli interessati, trai vari compiti ha anche quello di cooperare con l’Autorità Garante, di sorvegliare che la normativa vigente e le policy siano correttamente attuate ed applicate, di informare e consigliare l’azienda ed i suoi dipendenti in merito alle disposizioni di legge in materia, e di fornire pareri in merito alla valutazione d’impatto sulla protezione dei dati che possono essere richiesti dalla direzione.
A spiegare in modo semplice e diretto quali sono i compiti ed i requisiti del DPO, è il primo di una serie di videoclip che Federprivacy ha iniziato a diffondere a scopo divulgativo per informare cittadini e imprese sulle novità del Regolamento.
Poiché il data protection officer sarà obbligatorio per tutte le pubbliche amministrazioni e per le imprese che nelle loro attività principali trattano dati sensibili su larga scala o controllano sistematicamente gli interessati, l’Osservatorio di Federprivacy stima che saranno circa 45mila gli esperti della materia richiesti dal mercato, ma Nicola Bernardi, presidente della principale associazione italiana dei professionisti della protezione dei dati avverte:”La protezione dei dati è un diritto di libertà, e buona parte delle speranze dei cittadini di vedere finalmente una svolta nella tutela della loro privacy è nelle mani dei data protection officer, perciò aziende pubbliche e private devono prestare la massima attenzione scegliendo per questo ruolo dei professionisti che operino in piena indipendenza e in assenza di conflitti d’interesse, e che possiedano un’adeguata conoscenza della normativa e delle prassi di gestione dei dati personali come richiede l’art.37 del Regolamento UE 2016/679.”Prima di designare un data protection officer, le aziende devono quindi esaminare scrupolosamente il curriculum del candidato per verificare se questo abbia effettivamente le competenze necessarie, che possono essere documentate non solo dal titolo di studio, ma anche da un significativo bagaglio di esperienza e da una formazione specialistica, meglio se comprovate da una certificazione delle professionalità che goda di oggettivo riconoscimento nel mercato delle professioni, come ad esempio quella di “Privacy Officer e Consulente della Privacy”, che TÜV Italia rilascia fin dal 2012 sulla base del disciplinare di Federprivacy.

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I deputati approvano l’accordo UE-USA sulla protezione dei dati per attività di contrasto alla criminalità

Posted by fidest press agency su domenica, 4 dicembre 2016

european parliamentBruxelles Parlamento europeo. L’accordo UE-USA per la protezione dei dati personali scambiati a fini di contrasto alla criminalità è stato approvato giovedì da un’ampia maggioranza dei deputati. L’accordo garantirà standard alti e vincolanti per la protezione dei dati personali scambiati dalle autorità giudiziarie e di polizia sulle due sponde dell’Atlantico.Tale accordo, detto “Umbrella Agreement” è applicabile al trasferimento di tutti i dati personali, quali nomi, indirizzi o precedenti penali, scambiati tra l’Unione europea e gli Stati Uniti a scopi di prevenzione, individuazione, indagine e perseguimento di reati, compreso il terrorismo.”Il cammino per la protezione dei dati transatlantici sta diventando chiaro”, ha dichiarato il relatore Jan Philipp Albrecht (Verdi, DE). “In futuro ci saranno finalmente norme vincolanti di qualità e diritti chiari per i cittadini di entrambe le sponde dell’Atlantico quando i dati saranno scambiati tra la polizia e le autorità preposte all’applicazione della legge. Dopo sei anni di negoziati, stiamo aumentando la protezione dei dati con gli Stati Uniti a un nuovo livello. I diritti fondamentali dei cittadini saranno meglio protetti rispetto al basso standard attuale di mero reciproco riconoscimento delle norme “. “L’accordo non rappresenta una base giuridica per il trasferimento dei dati, ma protegge i dati che sono già scambiati legalmente. Le autorità per la protezione dei dati possono verificare il rispetto in qualsiasi momento”, ha aggiunto.L’accordo farà in modo che i cittadini di entrambe le sponde dell’Atlantico avranno diritto a:
– essere informati in caso di violazioni della sicurezza dei dati,
– poter correggere le informazioni inesatte
– chiedere il risarcimento dei danni.
Stabilisce, inoltre, i limiti per trasferimenti di dati successivi e del periodo di conservazione degli stessi.Le proposte del gruppo ALDE e del gruppo GUE per chiedere il parere della Corte di giustizia sull’accordo in merito alla sua compatibilità con i trattati UE non sono state approvate.Con voti 481 voti in favore, 75 voti contrari e 88 astensioni, il Parlamento ha quindi dato il suo consenso e spianato la strada al Consiglio per approvare la decisione finale che conclude il percorso di approvazione dell’accordo.

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Massima trasparenza per gli Amministratori di Sistema

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2009

Roma venerdì 24 aprile 2009 alle ore 9.30, Via Salaria 113 presso il Centro Congressi dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” nell’ambito degli eventi organizzati dai Master in Sicurezza del Dipartimento di Informatica si tiene un convegno dal titolo “Massima trasparenza sull’operato degli Amministratori di Sistema”. L’evento offre un punto di incontro per facilitare ed incentivare lo scambio di idee nell’ambito della Protezione dei Dati Personali, in particolare sull’operato degli amministratori di sistema, alla luce del provvedimento del Garante della Privacy del 27 novembre 2008 sulle “Misure e accorgimenti prescritti ai titolari dei trattamenti effettuati con strumenti elettronici relativamente alle attribuzioni delle funzioni di amministratore di sistema”. Tale provvedimento ha infatti messo in luce le criticità del ruolo degli Amministratori di Sistema, quelle figure essenziali per il funzionamento delle banche dati e delle reti telematiche, ai quali sempre più spesso viene affidato anche il compito di vigilare sul corretto utilizzo dei sistemi informatici di un’organizzazione. Per questo motivo, il Garante ha prescritto l’adozione di specifiche misure tecniche ed organizzative che agevolino la verifica delle  attività di amministrazione dei sistemi. Durante la sessione saranno chiamati a discutere del tema esponenti del mondo accademico, dell’impresa e  della Pubblica Amministrazione, tra i quali un rappresentante della stessa Autorità Garante, e saranno approfonditi sia gli aspetti tecnici sia giuridici del provvedimento. L’evento è aperto a ricercatori, esperti dal mondo della PA e dell’industria, è patrocinato dai Master in Sicurezza Informatica dell’Università di Roma “La Sapienza” ed è realizzato con la collaborazione di IBM Italia.

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