Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘protezione’

Un’Europa che protegge

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

In questo quadro si inserisce l’attuazione del piano d’azione dell’UE contro la disinformazione, presentato dalla Commissione e dall’Alta Rappresentante il 5 dicembre scorso. Nel febbraio 2019 la Commissione ha anche pubblicato le relazioni di Facebook, Google e Twitter (firmatari del codice di buone pratiche) sui progressi compiuti nella lotta contro la disinformazione. In quella occasione la Commissione ha chiesto alle piattaforme di impegnarsi di più in tempi rapidi in tutti gli Stati membri per contribuire a garantire l’integrità delle elezioni del Parlamento europeo di maggio.Martedì il Vicepresidente Ansip e i Commissari Jourová, King e Gabriel incontreranno i rappresentanti delle piattaforme online per discutere degli ulteriori progressi da compiere per attuare il codice di buone pratiche. Lunedì sarà presentato uno dei principali risultati del piano d’azione, il sistema di allarme rapido, che mira a migliorare il coordinamento, l’analisi e le risposte comuni alla disinformazione tramite la creazione di una piattaforma digitale dedicata per una rete di punti di contatto dei 28 Stati membri dell’UE e delle sue istituzioni, operante in stretta collaborazione con la rete europea di cooperazione in materia elettorale. Facendo seguito alle misure presentate per garantire elezioni libere e regolari nel discorso sullo stato dell’Unione di settembre 2018 del Presidente Juncker, la Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere Věra Jourová ha scritto ai partiti politici nazionali invitandoli a garantire la trasparenza dei messaggi pubblicitari di natura politica, ad essere pronti ad affrontare i ciberattacchi e a rispettare le norme europee sulla protezione dei dati durante la campagna elettorale.

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Antonio Tajani e la protezione dei diritti d’autore online

Posted by fidest press agency su sabato, 16 febbraio 2019

“Con l’accordo raggiunto tra Parlamento, Consiglio e Commissione Ue sulla nuova direttiva per la protezione del diritto d’autore, l’Unione europea ha dimostrato la sua determinazione a proteggere e valorizzare l’inestimabile patrimonio di cultura e creatività europea. Abbiamo finalmente definito un quadro di regole moderno ed equo per la tutela dei diritti d’autore per il più grande mercato digitale al mondo.Le industrie culturali e creative sono tra i settori più importanti e dinamici dell’economia Ue, generando il 9% del PIL e dando lavoro a 12 milioni di persone. Senza un’adeguata remunerazione del loro lavoro, questi posti sono a rischio, così come l’indotto. Non è accettabile che i giganti del web, che pagano nell’Unione tasse irrisorie trasferendo ingenti guadagni negli USA o in Cina, si arricchiscano a spese dei contenuti creati in Europa.Le nostre nuove regole mirano a mettere fine all’attuale far-west digitale, garantendo una giusta remunerazione ai creatori e difendendo autori, giornalisti, scrittori, tutti gli artisti, dai musicisti ai commediografi, dai designer agli stilisti.Gli europei beneficeranno di questa riforma, che fa chiarezza sulle regole per le piattaforme online. I detentori dei diritti d’autore potranno concludere accordi con le grandi piattaforme digitali per vedersi riconosciuti i diritti sull’utilizzo dei loro contenuti. Ci sarà anche maggiore trasparenza e un meccanismo adeguato per la risoluzione delle controversie.Garantendo ai giornalisti un equo compenso per il loro lavoro, salvaguardiamo l’indipendenza e la qualità dei media. Solo così possiamo assicurare una vera libertà di stampa, e la professionalità indispensabile per contrastare il fenomeno sempre più diffuso delle fake news.Nelle democrazie liberali, libertà e responsabilità devono sempre andare insieme. È giusto che anche le piattaforme digitali siano responsabili per contenuti che violano i diritti d’autore e facciano la loro parte per garantire il rispetto delle regole. Non ci sarà nessuna forma di censura. Ad esempio, l’utilizzo dei meme sarà libero e garantito. Inoltre, le nuove regole prevedono deroghe per start-up, e micro e piccole imprese”.

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Chiesa e protezione dei dati personali

Posted by fidest press agency su domenica, 9 dicembre 2018

Roma lunedì 10 dicembre 2018 (ore 8.30, Aula Magna “Giovanni Paolo II”) Pontificia Università della Santa Croce, giornata di studio sul tema Chiesa e protezione dei dati personali. Il nuovo Regolamento dell’Unione Europea sulla protezione dei dati (GDPR) sta inaugurando un nuovo standard nella salvaguardia della privacy. E anche la Chiesa cattolica, dalle diocesi e parrocchie alle scuole e agli ospedali, è impegnata in questo ambito.Vi prenderanno parte esperti del diritto e della comunicazione oltre a vari operatori del settore, che condivideranno la propria conoscenza ed esperienza per illustrare le nuove esigenze derivate dal possesso dei dati personali nelle attività ecclesiali.“Benché sia una normativa europea, la disciplina del GDPR sta definendo uno standard di riferimento per tutti i Paesi, interpellando le istituzioni religiose in tutto il mondo – spiega Davide Cito, membro del Comitato organizzatore. Ogni persona impegnata nel servizio ecclesiale necessita dunque di una conoscenza di base di questi provvedimenti per poter operare con competenza e trasparenza nel rispetto dei diritti di tutti”.
Tra i relatori, Giovanni Buttarelli, Garante Europeo della Protezione dei Dati (GEPD); Venerando Marano, del Dipartimento di giurisprudenza dell’Università Tor Vergata; e Andrea Sartori, Data Protection Officer della Diocesi di Roma.

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Proteggere le superfici agricole

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 settembre 2018

I tentativi parlamentari di proteggere le superfici agricole dai processi di urbanizzazione e cementificazione – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – risalgono alla fine del 2012, ma non si sono mai tradotti in nessuna legge specifica. Nonostante l’acclarato valore dell’agricoltura italiana, infatti, non si evidenzia ancora una sostanziale attività di tutela della territorio nostrano utile alla produzione agroalimentare; anzi, va preso atto, semmai (secondo gli ultimi dati Eurostat del 2015) di come il nostro Paese sia tra i primi in Europa nel rapporto tra superficie “costruita” e superficie nazionale complessiva.Elementi come questi – continua Tiso – evidenziano: sia la scarsa cura del mondo agricolo avuta fino ad oggi, sia l’esigenza di una pianificazione strategica che si occupi anche di questi aspetti e che introduca al suo interno elementi di tutela paesaggistica ed ambientale. Naturalmente – prosegue Tiso – il nostro auspicio è che il governo tenga fede agli impegni presi e che agisca con determinazione per dare presto, agli agricoltori e ai cittadini, una legge per fermare il consumo del suolo; ma quel che speriamo ancor di più – conclude Tiso – è che attraverso provvedimenti di questo genere si possa finalmente comprendere il vero ruolo del primario; da vedere non più esclusivamente come un fattore economico, ma come un modello culturale e di sviluppo da valorizzare e utilizzare a pieno.

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Alla Stranieri due giornate di studio sull’evoluzione della protezione internazionale

Posted by fidest press agency su sabato, 22 settembre 2018

Perugia 27 settembre ore 14.30 28 settembre ore 9.30 Aula Magna di Palazzo Gallenga. L’evento rappresenta la conclusione di un progetto di ricerca triennale di cui è titolare la prof.ssa Maura Marchegiani, docente di diritto internazionale a palazzo Gallenga, e finanziato dal MIUR.
La prima parte del convegno, con inizio alle ore 14.30, si aprirà con gli interventi di Giandonato Caggiano, docente di diritto dell’UE, all’Università di Roma Tre “La protezione umanitaria dopo la crisi del regolamento Dublino”; degli strumenti geografici per l’analisi dei flussi migratori ne parlerà Chiara Biscarini dell’Università per Stranieri di Perugia, mentre G. Gerli tratterà delle possibili soluzioni alla crisi dei rifugiati in Europa: corridoi umanitari e vie alternative di ingresso.
Nella seconda giornata, (venerdì 28 settembre) sempre in aula magna, con inizio alle 9.30, ad aprire i lavori spetterà al rettore uscente Giovanni Paciullo insieme a Giovanna Zaganelli, direttore del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali della Stranieri di Perugia. A seguire interverranno V. Mori dell’Università degli Studi della Tuscia sul tema “Mediterraneo” e “confine”; del ruolo di un think tank internazionale in Africa: le sfide della collaborazione paritaria ne parlerà F. Tessari, responsabile Filippo Tessari della Fondazione ENI per la sostenibilità in Africa; Thaila Poli, dell’UNHCR; Micol Barnabò dell’OIM; MARIO GIRO, ex viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Tra gli obiettivi del convegno a carattere multidisciplinare anche quello di approfondire lo studio di questo istituto da una prospettiva storica, tecnico-scientifica, giuridica e filosofica. Un focus specifico riguarderà la questione dei corridoi umanitari che sarà trattata anche attraverso la testimonianza di richiedenti asilo arrivati dalla Siria.
Il convegno è aperto a tutti, ma per poter partecipare è necessario effettuare la registrazione al seguente link: https://www.unistrapg.it/it/node/4736 entro il 22 settembre.

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Scuola – Sicurezza: il Ministro annuncia corsi della protezione civile per gli alunni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 settembre 2018

Secondo Bussetti, i ragazzi devono sapere perfettamente che cosa fare in caso di incidente, terremoto, incendio, calamità naturale. Udir ricorda che negli istituti tecnici e professionali, dove le lezioni si svolgono anche nei laboratori, gli studenti sono già soggetti ad obbligo formativo organizzato dal datore di lavoro. Come gli allievi del triennio finale delle superiori, impegnati nell’alternanza scuola-lavoro, di fatto equiparati ai dipendenti. Per il sindacato, questo genere di attenzione deve andare di pari passo all’impegno per dotare gli istituti di edifici sicuri: invece, la maggior parte dei 42mila plessi scolastici non risulta a norma. Lo sanno bene i dirigenti scolastici che in questi primi giorni di scuola sono alle prese con le certificazioni sulla sicurezza da aggiornare: è lunga la lista degli obblighi da adempiere e dei passaggi da attuare per evitare di pagare per colpe non proprie.

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Immigrati: abolizione protezione umanitaria?

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 settembre 2018

“E’ positivo, che il ministro Salvini abbia annunciato la volontà di abolire i permessi di soggiorno temporanei per esigenze di carattere umanitario. È una storica battaglia di Fratelli d’Italia, che ha già presentato al Senato un disegno di legge in proposito, di cui sono il primo firmatario. Intollerabile che attraverso l’abuso del meccanismo della protezione umanitaria sia stata concessa accoglienza e un permesso di soggiorno a immigrati illegali che non avevano alcun diritto alla tutela internazionale. Secondo i dati del Viminale in questi anni soltanto il 15 per cento di chi è sbarcato aveva diritto ad una forma di protezione internazionale tra quelle previste dalla Convenzione di Ginevra e quella sussidiaria dell’Unione europea. Mentre ad un ulteriore 28 per cento è stata regalata la sedicente protezione umanitaria. E’ tempo di mettere fine a questa assurdità. Il governo riprenda il ddl di Fratelli d’Italia presentato al Senato per escludere la protezione umanitaria dal circuito dell’accoglienza e lo faccia proprio”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Giovanbattista Fazzolari.

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Furti estivi: ecco come proteggersi dalle visite indesiderate

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 agosto 2018

Rendere sicure porte e finestre, installando i così detti “sistemi di protezione passiva” come porte blindate e inferriate alle finestre.
Non lasciare a casa somme di denaro, gioielli, oggetti di valore e nemmeno chiavi di altre abitazioni, auto o moto (magari parcheggiate nelle vicinanze o in garage). Nel caso, installare delle casseforti in luoghi nascosti.
Lasciare in casa qualche luce accesa.
I vicini di casa possono essere davvero preziosi: con alcuni gesti come svuotare la cassetta della posta quando siamo in vacanza o aprire le finestre della casa temporaneamente vuota, possono far sembrare che sia abitata.
Evitare di rendere noto il periodo della nostra assenza, anche sui “social network” (oggi si parla di ladri 2.0)Oltre a questo vademecum, anche segnalare alla polizia un’anomalia nel quartiere o persone sospette è fondamentale: ogni dettaglio può essere prezioso. Così come anche chiamare subito il 113 se al ritorno dalle vacanze trovate la porta aperta: non entrate da soli, perchè i ladri potrebbero essere ancora lì.Le case di prestigio sono sicuramente le mire preferite dei ladri, dove sperano di trovare qualcosa di più prezioso. Ma di solito queste abitazioni sono protette da sistemi di allarme e video-sorveglianza, che rendono la vita difficile al ladro medio o improvvisato, che quindi cerca altri punti dove colpire.Quindi, quali sono le abitazioni più a rischio per posizione, struttura, piano?”Le abitazioni più a rischio di furti nei periodi estivi sono sicuramente quelle più isolate, come anche i piani bassi e gli ultimi piani” ” ci racconta Andrea Sicchiero, esperto in sicurezza passiva di Tecno Sicur.”Questo per ovvie ragioni” continua Sicchiero “per i ladri è molto facile accedere direttamente ad appartamenti a piano terra, rialzato oppure anche arrampicarsi ai primi piani (dipende dall’altezza) così come anche passare dal tetto introducendosi in un appartamento attraverso un velux o un balcone.”Per questo tipo di abitazioni, le inferriate alle finestre rappresentano il primo sistema di sicurezza e anche il più importante, tanto che in Italia sono previste delle agevolazioni fiscali per l’apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione.Infatti (come indicato a pagina 7 della “Guida Ristrutturazioni edilizie 2018” dell’Agenzia delle entrate) queste spese risultano fiscalmente detraibili in quanto sono considerate un intervento per “l’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi”.
Per saperne di più sulle agevolazioni fiscali rimandiamo all’articolo “Detrazione Fiscale Inferriate 2018: guida alla normativa” sul sito Tecnosicur.it, che fornisce tutti i dettagli sul tema.Un investimento in sicurezza prezioso e che fino al 31 dicembre 2018 può essere detratto fiscalmente al 50%, per scegliere la sicurezza a costi molto vantaggiosi.

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Nasce in Italia primo centro in Europa per la protezione delle infrastrutture strategiche

Posted by fidest press agency su sabato, 28 luglio 2018

Nasce nel nostro Paese il primo centro in Europa per la sicurezza delle infrastrutture strategiche, grazie all’accordo siglato a Roma dai presidenti dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) Federico Testa e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) Carlo Doglioni. Denominato EISAC Italia (European Infrastructure Simulation and Analysis Centre), è il primo di altri quattro centri che nasceranno nell’Unione europea[1] europea a supporto degli operatori delle infrastrutture e della Pubblica Amministrazione per dare continuità a servizi essenziali come la distribuzione di elettricità e acqua, le comunicazioni e i trasporti, in caso di blackout, azioni terroristiche, cyber attacchi ed eventi meteo estremi.La nuova struttura lavorerà con Protezione Civile, amministrazioni locali e gestori di reti critiche offrendo servizi avanzati di simulazioni di eventi naturali e dei loro impatti sui servizi, stress test di infrastrutture ma anche raccolta e analisi dati.“Siamo orgogliosi che grazie all’accordo di oggi nasca nel nostro Paese il primo di cinque centri per la sicurezza delle infrastrutture critiche in Europa”, sottolinea il presidente dell’ENEA Federico Testa. “Si tratta di un laboratorio multidisciplinare dove confluiranno le competenze scientifiche e tecnologiche dei nostri due enti di ricerca e dell’industria nazionale con l’obiettivo di prevedere e fronteggiare al meglio scenari di crisi delle infrastrutture critiche”, aggiunge Testa.“L’INGV partecipa a questa importante iniziativa tramite lo studio dei rischi naturali e in particolare di eventi estremi”, spiega il presidente dell’INGV Carlo Doglioni. “Le pericolosità sismica, vulcanica e da tsunami sono troppo spesso sottovalutate e, in particolare per le infrastrutture strategiche, è invece necessario adottare criteri di prevenzione particolarmente precauzionali”, aggiunge Doglioni.EISAC Italia fornirà anche banche dati territoriali, simulatori di infrastrutture, analisi di dati satellitari e sistemi di previsione meteo-climatica e oceanografica per migliorare la resilienza delle infrastrutture critiche, vale a dire la loro capacità di resistere a eventi estremi e di ritornare rapidamente alle normali condizioni di funzionamento.“Le infrastrutture critiche sono sistemi transnazionali altamente connessi e vulnerabili. Blackout a livello nazionale possono propagarsi e causare danni ‘a cascata’ su altri servizi essenziali e in altre nazioni”, spiega il coordinatore di EISAC Italia Vittorio Rosato, responsabile del Laboratorio di Analisi e protezione delle infrastrutture critiche dell’ENEA. “L’accordo di oggi rappresenta anche la concretizzazione di un lungo lavoro che ENEA e INGV portano avanti da dieci anni con altre istituzioni di ricerca europee, tra cui il Fraunhofer Institute in Germania, il Commissariat à l’énergie atomique et aux énergies alternatives (CEA) in Francia e il Netherlands Organisation for Applied Scientific Research in Olanda”, conclude Rosato.

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Protezione dei dati personali fornita da accordo Ue-Usa è inadeguata

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 luglio 2018

L’accordo di scambio di dati deve essere sospesa a meno che gli Stati Uniti è conforme alle norme UE di protezione dei dati entro il 1o settembre 2018, dicono i deputati in una risoluzione approvata il Giovedi con 303 voti a 223, con 29 astensioni. I deputati aggiungono che l’accordo dovrebbe rimanere sospeso fino a quando le autorità degli Stati Uniti rispettino i termini in piena. In seguito alla violazione dei dati di Facebook-Cambridge Analytica, i deputati sottolineano la necessità di un migliore monitoraggio del contratto, dato che entrambe le società sono certificati sotto la Privacy Shield.
I deputati chiedono alle autorità statunitensi di agire su tali rivelazioni senza indugio e, se necessario, per rimuovere le aziende che hanno abusato dei dati personali dalla lista Privacy Shield. Le autorità dell’UE dovrebbero indagare anche questi casi e, se necessario, sospendere o vietare trasferimenti di dati sotto la Privacy Shield, aggiungono.
I deputati sono preoccupati che le violazioni dei dati possono costituire una minaccia per il processo democratico se i dati vengono usati per manipolare l’opinione politica o di comportamento di voto.
I deputati sono anche preoccupati per la recente adozione della Chiarire Legale oltremare L’uso della legge sui dati (CLOUD Act), una legge statunitense che garantisce gli Stati Uniti e l’accesso della polizia straniera ai dati personali attraverso le frontiere.Essi sottolineano che la legge degli Stati Uniti potrebbe avere gravi implicazioni per l’UE e potrebbe entrare in conflitto con le normative comunitarie sulla protezione dei dati.
Presidente della commissione per le libertà civili e relatore Claude Moraes (S & D, UK) ha detto: “Questa risoluzione chiarisce che la Privacy Shield nella sua forma attuale non fornisce un adeguato livello di protezione richiesto dalla legge sulla protezione dei dati dell’UE e della Carta UE I progressi sono stati. fatto per migliorare l’accordo Safe Harbor, ma questo non è sufficiente a garantire la certezza del diritto necessaria per il trasferimento dei dati personali”.
“Sulla scia di violazioni dei dati come lo scandalo di Facebook e Cambridge Analytica, è più importante che mai per proteggere il nostro diritto fondamentale alla protezione dei dati e per garantire la fiducia dei consumatori. La legge è chiara e, come indicato nel GDPR, se il accordo non è adeguata, e se le autorità statunitensi non riescono a rispettare i suoi termini, allora deve essere sospeso fino a quando non lo fanno “.
La Privacy Shield è un accordo tra gli Stati Uniti e l’Unione europea consentendo alle aziende considerate di avere un adeguato livello di protezione dei dati per trasferire i dati personali dalla UE per gli Stati Uniti degli Stati Uniti.La Privacy UE-USA Shield è il successore del Safe Harbor quadro del 2000, che è stato dichiarato invalido dalla Corte di giustizia dell’Unione europea in ottobre 2015 con la motivazione che non era abbastanza rigorosa in materia di protezione dei dati per i cittadini dell’UE. Il quadro Privacy Shield per il trasferimento di dati UE-USA è stato approvato nel luglio 2016.

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Nuovo regolamento sulla protezione dei dati personali

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 maggio 2018

Il prossimo 25 maggio diventerà definitivamente applicabile il Regolamento UE 2016/679, conosciuto anche come GDPR (General Data Protection Regulation), che in Italia andrà a sostituire buona parte dell’attuale Codice della Privacy.Il GDPR nasce con lo scopo di rafforzare e di omogeneizzare la protezione dei dati personali in Europa, dettando le modalità del trattamento dei dati di cittadini dell’Unione Europea e dei suoi residenti. Il Regolamento prevede nuove regole in materia di informativa e di consenso, con lo scopo di tutelare i cittadini allo stesso modo in tutta l’Unione, sebbene ogni Stato sia libero di integrare i contenuti del Regolamento.
In Italia questo ruolo continuerà ad essere ricoperto dal Garante della Privacy, che potrà quindi integrare il Regolamento per disciplinare il trattamento di dati personali per meglio definire gli obblighi per le imprese. Il GDPR, pertanto, richiede alle aziende che trattano dati personali di adottare idonee misure organizzative legali ed informatiche per proteggere tali dati entro il prossimo 25 maggio: per le aziende che non avranno ottemperato agli obblighi del GDPR, la Legge prevede un rigido sistema sanzionatorio, con ammende che possono arrivare fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato globale. Nei giorni scorsi Confindustria, insieme ad altre Associazioni di categoria, ha inviato una lettera al Governo ed una al Garante per chiedere al primo che l’iter di attuazione della delega per l’adeguamento della disciplina nazionale sia portato a conclusione (il termine per l’approvazione scade il prossimo 21 maggio), e al secondo che ci sia un impegno formale da parte sua volta a improntare criteri di gradualità e buonsenso nell’applicazione delle sanzioni e dei controlli sull’attuazione dei nuovi adempimenti.
Fabrizio Bernini, Presidente della Delegazione di Arezzo di Confindustria Toscana Sud sottolinea l’importanza dell’iniziativa intrapresa da Confindustria ritenendo fondamentale che la normativa sia assolutamente chiara e che le sanzioni non vengano applicate fintantoché non ci sia assoluta chiarezza sulle modalità di applicazione della norma.
Bernini dichiara: “Noi come Confindustria Toscana Sud continuiamo attivamente a sensibilizzare al massimo i nostri imprenditori con iniziative e seminari organizzati nelle nostre tre sedi improntati all’informazione ed all’approfondimento di questo tema estremamente delicato. È, tuttavia, necessario, che le aziende abbiano il tempo di adattarsi al nuovo Regolamento, predisponendo le nuove procedure organizzative ed adeguando i propri sistemi informatici con un approccio pragmatico, volto a minimizzare l’impatto della nuova normativa e, allo stesso tempo, a cogliere le opportunità legate al miglioramento del livello di sicurezza dei sistemi aziendali entro la scadenza, ormai prossima. Confindustria Toscana Sud è a disposizione di tutti gli imprenditori per fornire loro assistenza in materia anche con l’ausilio di professionisti specializzati. A tal fine, il prossimo 17 maggio si terrà presso la nostra sede di Arezzo un nuovo corso di formazione in merito alle ripercussioni del Regolamento sulle strutture aziendali aperto a tutti gli interessati.”

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Regolamento sulla protezione dei dati personali

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2018

Come previsto dai trattati internazionali dell’Unione Europea, dal prossimo 25 maggio il nuovo Regolamento sulla protezione dei dati personali sarà pienamente efficace ed operativo senza alcuna possibile aspettativa di deroghe o proroghe. Non mancano tuttavia le incertezze per migliaia di aziende e pubbliche amministrazioni, anche perché il GDPR (acronimo di General Data Protection Regulation) rimanda per molti aspetti alle normative nazionali degli stati membri, e a tutt’oggi in Italia sussiste ancora un vecchio Codice Privacy (Dlgs 196/2003) vigente ma non allineato al Regolamento UE, mentre nel frattempo la Commissione nominata presso il Ministero della Giustizia ha potuto iniziare i lavori di adeguamento della normativa italiana solo a gennaio, approvando di recente in via preliminare lo schema di un nuovo decreto legislativo, che difficilmente però vedrà la luce in tempo per fornire i chiarimenti che le imprese avrebbero voluto prima della scadenza.
I ritardi della macchina politica non costituiranno ad ogni modo una giustificazione per gli inadempienti, e le aziende che saranno trovate fuori regola rischieranno sanzioni fino a 20 milioni di euro o fino al 4% del fatturato. Alla luce dell’incerto contesto attuale, Federprivacy ha perciò deciso di dedicare una specifica circolare sul tema delle questioni di diritto transitorio che accompagnano il passaggio dall’attuale Codice della Privacy al nuovo Regolamento UE 2016/679, come spiega Nicola Bernardi, presidente della principale associazione italiana di riferimento dei professionisti della protezione dei dati: “In questa delicata fase di transizione in cui permangono non poche zone grigie nell’attuazione del GDPR, nella nostra ultima circolare abbiamo messo a fuoco sei principali punti fermi che aziende pubbliche e private non possono ignorare o tralasciare, a prescindere dai prossimi sviluppi normativi nel contesto italiano. In particolare – sottolinea Bernardi – ogni titolare del trattamento deve tenere presente che i consensi raccolti anteriormente al 25 maggio 2018 saranno ancora validi solo se lo si è fatto in modo conforme al Regolamento UE, per cui potrebbe essere necessario richiederli nuovamente agli interessati, mentre questi ultimi potranno esercitare e far valere tutti i più estesi diritti che sono riconosciuti loro dal nuovo testo. Inoltre, violazioni degli obblighi di notifica dei data breach saranno sanzionabili senza necessità di recepimento in una normativa nazionale. La Circolare 1-2018 di Federprivacy affronta anche questioni di diritto transitorio attinenti i casi in cui non è necessario redigere la valutazione di impatto entro il 25 maggio, la disciplina contrattuale applicabile per la nomina di responsabili del trattamento, e l’applicabilità degli obblighi di nomina del data protection officer.

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L’irriverente nella palude della legge di Bilancio 2018

Posted by fidest press agency su martedì, 2 gennaio 2018

pier-carlo-padoanVediamo un po’ questa legge di bilancio del 2018. Hanno detto e scritto in questi anni che le leggi devono essere comprensibili a tutti. Ma noi, che siamo irriverenti, per DNA non ci fidiamo e cerchiamo sempre il pelo nell’uovo. Dopo una tentativo sofferto di lettura e comprensione, dopo esserci coperti le dita coi tanti peli ritrovati nell’albume del nostro uovo, ci siamo resi conto che la navigazione era tutt’altro che semplice. Uno stagno di palude, con correnti sotterranee e bisce e serpenti sott’acqua pronti ad agguantare i nostri piedini immersi ingenuamente senza protezione. Uno stagno con tronchi galleggianti. Liane pendenti che spesso dovevano essere tranciate con un macete per consentirci di proseguire. Piantine di dubbia e sconosciuta salubrita’. Corpi galleggianti di animali di ogni tipo soprattutto umani, scansati da esperti nuotatori che con maschera e boccaglio raccattavano commi ricercati, commissionati e previsti, per infilarli in sacchetti a tenuta stagna si’ da portarli nei singoli collegi. Stavamo cominciando a farci occhio, braccia e orientamento, forti di una leggera imbarcazione di cui nel frattempo ci eravamo muniti, su cui tiravamo sopra tutto cio’ che ci appariva degno di menzione e smembramento per darlo poi in pasto -con le nostre schede pratiche- agli ingenui contribuenti desiderosi di essere cittadini e contribuenti che raccolgono i frutti del proprio impegno civico…. Ma ci siamo imbattuti in un 7-bis di un punto c) di un comma 75 dell’art.1 (1), e abbiamo deciso di buttare i remi in barca:
Art 1, comma 75 c) dopo il comma 7 e’ aggiunto il seguente: « 7-bis. Le disposizioni degli articoli 291-bis, 291-ter e 291-quater del testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, si applicano anche con riferimento ai prodotti di cui ai commi 1 e 1-bis del presente articolo, ad eccezione dei dispositivi meccanici ed elettronici e delle parti di ricambio, secondo il meccanismo di equivalenza di cui al comma 1-bis. Si applicano altresi’ ai medesimi prodotti di cui ai commi 5 e 5-bis del presente articolo le disposizioni degli articoli 96 della legge 17 luglio 1942, n. 907, e 5 della legge 18 gennaio 1994, n. 50». Chiaro tutto? Siamo noi che non sappiamo navigare in palude? O forse non vogliamo rassegnarci a vivere in palude.http:// http://www.altalex.com/documents/news/2017/12/30/legge-di-bilancio-2018-co0100 Nota. Ringraziamo il quotidiano Italia Oggi del 02/01/2018 per averci ispirato.(Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Artico: Protezione dalla pesca commerciale

Posted by fidest press agency su sabato, 2 dicembre 2017

Copenhagen-docksÈ stato raggiunto a Washington uno storico accordo internazionale per proteggere da ogni attività di pesca commerciale la parte centrale del Mar Glaciale Artico. Gli Stati Uniti, il Canada, la Norvegia, la Russia, la Danimarca, l’Islanda, il Giappone, la Corea del Sud, la Cina e l’Unione europea hanno infatti firmato una moratoria di 16 anni sulla pesca commerciale in acque internazionali, in un’area più grande del Mediterraneo, di circa 2,8 milioni di chilometri quadrati.«Questa è una vittoria storica per la protezione dell’Artico. Grazie ai milioni di persone di tutto il mondo che hanno sostenuto la campagna Save the Arctic, quest’area unica sarà al sicuro dalle attività di pesca distruttiva», dichiara Jon Burgwald di Greenpeace Nordic. «Ci congratuliamo con i Paesi che hanno firmato questo accordo e ci aspettiamo che nei prossimi 16 anni venga concordata una protezione permanente per la parte centrale del Mar Glaciale Artico, sia dalla pesca commerciale che dalle attività estrattive».L’accordo, legalmente vincolante, sarà automaticamente rinnovato ogni cinque anni, a meno che un Paese non si opponga o non venga adottato un piano di gestione della pesca basato su criteri scientifici. È vitale che tutti i Paesi coinvolti ratifichino l’accordo.Negli ultimi anni il Mar Glaciale Artico centrale ha attirato l’interesse dell’industria della pesca, che tenta di trarre profitto dallo scioglimento dei ghiacci. A causa dei cambiamenti climatici il quaranta percento di quest’area, storicamente coperta di ghiaccio, negli ultimi anni ha visto estati senza ghiaccio.«Nonostante siano stati fatti passi da gigante per proteggere la parte centrale del Mar Glaciale Artico, alcuni dei Paesi che hanno sottoscritto l’accordo, come Stati Uniti, Russia e Norvegia, continuano a voler bloccare alcuni importanti progressi di cui si discute alle Nazioni Unite. Il processo delle Nazioni Unite ha un grande potenziale per riuscire a salvaguardare tutti gli oceani: questi Paesi dovrebbero impegnarsi maggiormente e sostenere un accordo globale e ambizioso per la protezione del mare», conclude Jon Burgwald.Questo accordo sull’Artico arriva in contemporanea con l’entrata in vigore di un altro accordo sulla protezione del Mare di Ross, in Antartide, dove è stata riconfermata un’area marina protetta che si estende per 1,5 milioni di chilometri quadrati.

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Immigrati: abolire la protezione umanitaria

Posted by fidest press agency su domenica, 17 settembre 2017

Schengen“È arrivata l’ora di votare la mia proposta di legge per l’eliminazione dell’istituto della protezione umanitaria. So che il nostro capogruppo Renato Brunetta si sta prodigando per metterla in calendario”. Così Laura Ravetto, deputata di Forza Italia e presidente del Comitato Schengen, intervistata da ‘La Verità’. “Qui – ha aggiunto – non si tratta di suggellare l’equazione tra immigrati e stupro, o tra immigrati e rapina, ma di prendere atto che questi episodi di violenza, quando sono riconducibili a stranieri, riguardano per lo più immigrati che non sono profughi ma che beneficiano della cosiddetta ‘protezione umanitaria’. Questo – ha continuato l’esponente azzurra – è un istituto giuridico molto discutibile, presente praticamente solo in Italia e attribuito con estrema discrezionalità ed eccessiva generosità”.
“La protezione umanitaria – ha concluso Ravetto – non nasce né da obblighi internazionali, né da nostro un principio costituzionale: è stata una scelta autonoma del nostro legislatore e fu introdotta dalla legge Turco-Napolitano”.

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Rafforzare il sistema di protezione per i minori non accompagnati

Posted by fidest press agency su sabato, 26 agosto 2017

mediterraneoBruxelles. Alla fine di luglio 2017, l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (EASO) e le autorità italiane hanno firmato un emendamento al piano operativo per l’Italia. L’EASO ha iniziato a cooperare con l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza per attuare una nuova misura di sostegno riguardante il sistema di tutela volontaria per minori stranieri non accompagnati.L’Italia è uno dei principali paesi europei di arrivo di minori non accompagnati. Nei primi sette mesi del 2017, attraverso la rotta del Mediterraneo centrale, ne sono giunti più di 12 500, mentre nel 2016 il numero complessivo di nuovi arrivi ammontava a quasi 26 000.Per affrontare i bisogni specifici di queste persone particolarmente vulnerabili e agire sempre secondo il principio del superiore interesse dei minori in tutte le procedure che li riguardano, ivi incluse quelle legate al sistema di accoglienza e di asilo, a maggio 2017 è entrata in vigore una nuova legge (L. n. 47/2017) contenente “Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati”. Una delle novità principali di questo testo normativo è sicuramente l’introduzione della possibilità per privati cittadini, precedentemente selezionati e adeguatamente formati, di diventare tutori volontari.EASO lavorerà, quindi, insieme all’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza per rafforzare l’attuazione di queste misure di protezione per i minori non accompagnati. Le aree di cooperazione includeranno una campagna nazionale di sensibilizzazione mirata all’individuazione di tutori volontari, e il supporto nella selezione e formazione nelle regioni di competenza. È ugualmente previsto lo sviluppo di strumenti pratici e un’attività di assistenza e consulenza. Infine faranno parte di questa cooperazione azioni mirate allo scambio di buone pratiche.
L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza è un’istituzione indipendente stabilita dalla legge 112/2011 con l’obiettivo di proteggere e promuovere i diritti dei minori. Ai sensi della legge n. 47/2017, l’Autorità ha il compito di selezionare e formare i tutori volontari nelle regioni dove non è stato nominato un garante regionale.Il supporto che l’EASO garantisce alle autorità italiane è previsto e regolato dal piano operativo 2017 per l’Italia, che include supporto alla procedure di ricollocazione e ricongiungimento familiare nell’ambito del Regolamento Dublino (attraverso la pre-identificazione, l’informativa, la registrazione e la presa in carico dei casi Dublino) e attività relative alla raccolta di informazioni sui paesi di origine.

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Piattaforme online: lotta alle fake news, protezione della privacy e sostegno alla concorrenza leale

Posted by fidest press agency su domenica, 18 giugno 2017

sanità-digitaleBruxelles. Parlamento europeo. Secondo il testo approvato giovedì dai deputati, le normative esistenti che si applicano alle piattaforme online devono essere aggiornate all’era digitale. Per rafforzare la protezione dei consumatori e della privacy e, allo stesso tempo, sviluppare il potenziale delle piattaforme online, i deputati vogliono che la Commissione:
· investighi sui possibili errori e abusi di algoritmi che possono portare a discriminazione, concorrenza sleale o violazioni della privacy;
· provveda a sviluppare linee guida per far rispettare le norme in materia di responsabilità;
· proponga un trattamento paritario tra servizi online e offline;
· definisca e chiarisca ulteriormente le procedure di notifica e di rimozione per i contenuti e i materiali illegali;
· analizzi la possibilità di un’ulteriore legislazione per limitare la disseminazione e la diffusione di contenuti falsi.
Le stesse piattaforme online dovranno prendere alcune misure per assicurare il rispetto della privacy degli utenti e informazioni accurate, per:
· combattere materiali e contenuti illegali con misure di co-regolamentazione e autoregolamentazione (come il tracciamento dei trasgressori recidivi e la moderazione delle pagine web che possono avere contenuti inappropriati o illegali);
· contrastare la diffusione delle fake news, fornendo agli utenti degli strumenti per riconoscere le notizie false;
· informare precisamente gli utenti su quali dati personali vengono raccolti e sul loro utilizzo;
· assicurare l’anonimato qualora i dati personali siano raccolti da terze parti;
· offrire ai consumatori termini e condizioni chiari, comprensivi e corretti, presentati in maniera “user-friendly” ed evitando terminologia complessa. La risoluzione è stata approvata con 393 voti a favore, 146 contrari e 74 astensioni.

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L’UE protegge i cittadini dalla tossicità del mercurio e apre la strada ad un’azione mondiale

Posted by fidest press agency su domenica, 21 maggio 2017

europa comunitaria2Bruxelles. L’Unione europea ha fatto scattare oggi, presso la sede delle Nazioni Unite, l’entrata in vigore del trattato mondiale volto a ridurre l’esposizione al mercurio.
La ratifica della Convenzione di Minamata sul mercurio conferma il ruolo di primo piano dell’UE nella tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente nel mondo intero.
Su iniziativa dell’UE, il nuovo trattato mondiale sul mercurio, denominato Convenzione di Minamata sul mercurio, è stato negoziato e concluso nel 2013. La politica dell’UE in materia di protezione contro il mercurio è tra le più ambiziose. Tuttavia, poiché tra il 40 e l’80% del mercurio accumulato in Europa proviene da emissioni la cui fonte si trova in altre parti del mondo, è necessario un intervento deciso a livello internazionale per proteggere la salute dei nostri cittadini.
Karmenu Vella, Commissario per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, ha dichiarato: “Il nuovo trattato mondiale sul mercurio contribuirà a proteggere milioni di persone nel mondo intero dall’esposizione a questi metallo pesante tossico. La ratifica del trattato da parte dell’UE è stata la mossa determinante che ne ha fatto scattare l’entrata in vigore. Si tratta di un grande successo della diplomazia verde dell’UE, che sottolinea l’impegno dell’Europa a favore di azioni decise e concertate a livello internazionale.”
La convenzione di Minamata, dal nome della città in cui si è verificato il peggior caso mai registrato di inquinamento da mercurio, non soltanto rafforzerà le norme ambientali a livello mondiale, ma contribuirà anche a creare condizioni di parità, dato che tutte le principali economie dovranno applicare requisiti ambientali simili a quelli già in vigore nell’UE.
Le donne in stato di gravidanza, i neonati e i bambini sono particolarmente esposti ai rischi derivanti dal mercurio presente nella catena alimentare, e la Convenzione permetterà di diminuire notevolmente la loro esposizione al mercurio a lungo termine, ad esempio vietando l’uso dell’amalgama dentale per queste categorie vulnerabili.
Considerato il ruolo fondamentale svolto dall’UE nei negoziati sulla convenzione di Minamata, il contenuto di quest’ultima è ispirato in ampia misura alla legislazione dell’Unione. Il regolamento sul mercurio stabilisce inoltre norme che consentiranno all’UE di diventare la prima economia senza mercurio. Esso prevede la cessazione di tutti gli usi del mercurio nei processi industriali e il divieto di qualsiasi nuova utilizzazione del mercurio nei prodotti e nell’industria, tranne in caso di necessità conclamata per la protezione della salute e dell’ambiente.
La prima riunione della conferenza delle parti della convenzione di Minamata sul mercurio si terrà dal 24 al 29 settembre 2017 a Ginevra in Svizzera. Il segmento ad alto livello che si riunirà tra il 28 e 29 settembre segnerà l’impegno della comunità internazionale a favore della convenzione di Minamata.
Il mercurio è una sostanza chimica con effetti neurotossici, utilizzato nei processi industriali e in numerosi prodotti come le batterie o i termometri. Il mercurio rilasciato nell’ambiente entra nella catena alimentare dove si accumula, soprattutto nei pesci. L’esposizione a forti dosi di mercurio può provocare danni al cervello, ai polmoni, ai reni e al sistema immunitario.
Negli ultimi venti anni l’UE ha elaborato un ampio corpus legislativo che copre tutti gli aspetti del ciclo di vita del mercurio, dall’estrazione primaria allo smaltimento dei rifiuti, e comprende misure riguardanti gli scambi, i prodotti contenenti mercurio e l’inquinamento da mercurio.

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I deputati vogliono proteggere i cittadini dagli effetti negativi della globalizzazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 maggio 2017

bruxelles-1Bruxelles Durante il dibattito di martedì con il Vicepresidente della Commissione Jyrki Katainen, i deputati hanno evidenziato che la globalizzazione rappresenta la sfida più grande per i cittadini dell’UE, accogliendo con favore la recente valutazione degli effetti della globalizzazione presentata dalla Commissione.Per molti deputati la globalizzazione crea un’enorme pressione sui posti di lavoro, sui salari e sugli standard, alimentando al contempo il populismo. Hanno quindi richiesto una migliore protezione per l’industria e per i lavoratori dell’UE e di avere un ruolo di guida nel dibattito globale per la promozione di un equo commercio globale. “Dobbiamo essere registi, non governatori”, hanno detto.Altri deputati hanno chiesto un piano d’azione per evitare che il sistema di protezione sociale sia nel tempo ridotto e chiesto una migliore redistribuzione verso i cittadini, da parte degli Stati membri, dei benefici della globalizzazione.Alcuni deputati hanno ritenuto che la forma attuale della globalizzazione sia un vicolo cieco e che il libero scambio abbia gravemente compromesso la democrazia, i diritti sociali e l’ambiente. “Il solo commercio” non aiuterà gli europei, hanno detto. Altri deputati hanno infine chiesto un sistema fiscale equo che non permetta alle grandi compagnie di poter evitare il pagamento delle tasse dovute.Il Vicepresidente della Commissione Jyrki Katainen ha dichiarato che il commercio mondiale ha rafforzato la crescita economica dell’UE, ma che i benefici non sono né automatici né distribuiti in modo uniforme. L’UE deve spingere per nuove regole per creare condizioni eque e affrontare l’evasione fiscale, le sovvenzioni statali o il dumping sociale. Gli strumenti efficaci di difesa commerciale e un tribunale multilaterale d’investimento potrebbero anche contribuire a questo processo. Sul fronte interno, Katainen ha suggerito che robuste politiche sociali, d’istruzione e di formazione potrebbero aiutare a proteggere i cittadini e dargli maggiori poteri.

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La protezione della vita privata e la sicurezza delle reti digitali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 maggio 2017

Roma Venerdì 12 Maggio 2017, ore 10:00 Spazio Europa Via Quattro Novembre 149 Al centro della tavola rotonda il nuovo ‘Regolamento relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonchè alla libera circolazione di tali dati’, che abroga la cd. ‘Direttiva Privacy’ e introduce un nuovo assetto regolamentare basato sui principi della Privacy by Design e della Privacy by Default.
Anna Cataleta – Responsabile Privacy e Head of Compliance di Wind Tre
Henri Isaac – Università Paris-Dauphine
Giovanni Mario Riccio – Università di Salerno
Serena Sileoni – Vice-direttrice dell’Istituto Bruno Leoni
Raffaele Torino – Università Roma Tre

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