Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Posts Tagged ‘protezione’

Dispositivi di protezione anche ai farmacisti

Posted by fidest press agency su sabato, 4 aprile 2020

“Ringraziamo il Commissario straordinario per l’emergenza, dottor Domenico Arcuri, e con lui la Protezione Civile, il Ministero della Salute e il Governo, per aver previsto la distribuzione anche ai farmacisti delle mascherine di protezione” dice il presidente della FOFI, Andrea Mandelli. “E’ un provvedimento che abbiamo richiesto fin dal 24 febbraio, sottolineando ogni volta che i farmacisti, nel territorio e negli ospedali, continuavano a operare direttamente esposti al contagio. Lo prova il pesante tributo che la nostra professione ha pagato in queste settimane in termini di numero di contagiati e, in alcuni tristi casi, di decessi. Ci auguriamo ora” conclude Andrea Mandelli “che la distribuzione dei presidi cominci al più presto come indicato oggi dal Commissario. I farmacisti sono un anello fondamentale dell’assistenza e la sola garanzia per i cittadini di accedere ai medicinali di cui hanno bisogno, e non si può permettere che questo servizio venga compromesso”.

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Le strutture ecclesiali per la Protezione Civile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2020

Continua l’impegno delle Diocesi italiane nel far fronte all’emergenza Covid-19 mettendo a disposizione strutture edilizie, proprie o altrui, destinate principalmente a tre categorie di soggetti: medici e/o infermieri, persone in quarantena, senza dimora. È una scelta solidale incoraggiata e sostenuta dalla Presidenza della Cei. Ad oggi sono 23 le Diocesi (in 11 Regioni Ecclesiastiche) che hanno comunicato di aver offerto alla Protezione civile e al Sistema Sanitario Nazionale altrettante strutture per oltre 500 posti. Tra queste: Tivoli e Palestrina, Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, Locri-Gerace, Catanzaro-Squillace, Alba, Savona-Noli, Aversa, Albenga-Imperia, Ugento-Santa Maria di Leuca, Rossano-Cariati, Messina, Genova, Concordia-Pordenone, Mondovì, Siena e Perugia.A queste vanno aggiunte 18 Diocesi (in 8 Regioni Ecclesiastiche) – tra cui Città di Castello, Ferrara-Comacchio e Gaeta – che hanno impegnato più di 25 strutture per oltre 300 posti nell’accoglienza di persone in quarantena e/o dimesse dagli ospedali. Infine 21 Diocesi (in 10 Regioni Ecclesiastiche) – Cerignola-Ascoli Satriano, Matera-Irsina, Torino, Pesaro, Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia, Senigallia, Jesi, Fermo, Aversa, Rossano-Cariati, Roma, Molfetta-Ruvo-Giovanizzo-Terlizzi – hanno comunicato di aver messo a disposizione quasi 300 posti per l’accoglienza aggiuntiva di persone senza dimora, oltre all’ospitalità residenziale ordinaria che tiene conto delle misure di sicurezza indicate dai Decreti del Governo. Un’attenzione particolare alcune Diocesi la stanno rivolgendo al mondo del carcere e alle condizioni di quanti escono a fine pena e si trovano senza alternative.
È una mappa della carità ampia e in continuo aggiornamento, per sostenere la quale Caritas Italiana ha lanciato una campagna di raccolta fondi – “Emergenza coronavirus: la concretezza della carità” -, della durata di un mese. “Ci sostengono nel nostro impegno le parole del Santo Padre al momento straordinario di preghiera presieduto ieri sul sagrato della Basilica di San Pietro”, afferma Mons. Stefano Russo, segretario generale della CEI, ricordando tutta la gente che “esercita ogni giorno pazienza e infonde speranza, avendo cura di non seminare panico ma corresponsabilità”.Per contribuire alla raccolta fondi di Caritas Italiana (via Aurelia 796 − 00165 Roma) utilizzare il conto corrente postale n. 347013, o donazione on-line tramite il sito http://www.caritas.it,

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Le strutture diocesane per la Protezione Civile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2020

“Non sprecate questi giorni difficili”. È l’appello del Santo Padre a ritrovare – in questo periodo in cui l’attenzione agli altri è messa a dura prova – la concretezza dei gesti quotidiani e delle relazioni. La Presidenza della CEI, pur nella consapevolezza delle difficoltà economiche in cui anche tante Diocesi versano, incoraggia ad abbracciare con convinzione scelte solidali, che possano contribuire a rispondere all’emergenza Covid-19.
Di fatto, molte Diocesi italiane – a partire dalle più provate dall’emergenza – già hanno aperto le porte: Bergamo ha messo a disposizione di medici e infermieri 50 camere singole del Seminario, altre 10 le ha offerte Lodi e così Roma e Taranto; Cremona ha reso disponibili 25 posti per operatori sanitari che dopo il lavoro non possono rientrare in famiglia per non mettere a rischio i familiari; Crema ospiterà 35 medici cinesi che verranno a supporto dell’ospedale cittadino e di quello da campo che verrà costruito nei prossimi giorni in uno spazio della diocesi. Altre diocesi – Brescia, Roma, Tricarico, San Marco Argentano-Scalea, Reggio Calabria, Cassano allo Jonio, Siracusa… – hanno offerto le proprie strutture per l’accoglienza di persone in quarantena o si accollano il pagamento alberghiero di pazienti che possono uscire dall’ospedale (Bergamo), liberando posti.Altre – Milano, Rimini, Lanusei… – hanno messo a disposizione strutture per la Protezione Civile. Altre stanno dando ospitalità a persone senza fissa dimora: Pavia, Lodi, Gorizia, Belluno-Feltre, Piacenza, Parma, San Marco Argentano-Scalea, Bari-Bitonto, Nardò-Gallipoli, Cerignola-Ascoli… Un’attenzione particolare alcune Diocesi la stanno rivolgendo al mondo del carcere e alle condizioni di quanti escono a fine pena e si trovano senza alternative…Si tratta di una mappa della carità ampia e in continuo aggiornamento, per sostenere la quale Caritas Italiana lancia una campagna di raccolta fondi, della durata di un mese. “È il tempo della responsabilità e insieme possiamo dare un segno concreto di speranza e conforto; le Chiese locali, in questo modo, potranno continuare a non far mancare il dinamismo forte della carità”, afferma don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, che lancia la campagna “Emergenza coronavirus: la concretezza della carità”.

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Ostetriche e protezione individuale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 marzo 2020

“La situazione che stanno vivendo in questi giorni, e in queste ore, le ostetriche italiane nella lotta contro la diffusione e il contenimento di infezioni da COVID-19 è oltremodo drammatica. Da più realtà arrivano costantemente segnalazioni di carenza di personale e insufficienza di dispostivi di protezione individuale adeguati. Un grido d’allarme che la FNOPO ha il dovere di portare all’attenzione delle istituzioni, delle autorità competenti e anche dell’opinione pubblica – affermano le componenti del Comitato centrale FNOPO -. Le condizioni in cui versano le ostetriche, i ginecologi, i medici, gli infermieri e tutti i professionisti sanitari attualmente coinvolti nella gestione della pandemia non sono più sostenibili e accettabili. Occorrono subito azioni concrete a salvaguardia della salute di chi deve salvare altre vite e non può e non deve diventare fonte di ulteriore contagio – aggiungono le rappresentanti nazionali della categoria ostetrica -.
La FNOPO, insieme ai 68 Ordini professionali, chiede con forza che vengano immesse nuove risorse di personale ostetrico in organico attraverso l’assunzione immediata di unità di personale ostetrico, già attivabili e disponibili attingendo dalle graduatorie concorsuali in vigore e altresì dalle unità infermieristiche disponibili in tempo reale, in quanto attualmente impiegate nelle UU.OO. ostetrico-ginecologiche (4000 circa).Occorre segnalare che, attualmente purtroppo, le Istituzioni preposte (ASL/ASST/AUP e IRCCS) stanno procedendo all’assunzione di solo personale medico, infermieristico e OSS ignorando le disposizioni urgenti per il potenziamento del SSN contenute e previste dal DL 14/2020 – sottolineano i vertici FNOPO -. L’immissione di nuovo personale ostetrico andrà a sostegno delle colleghe attualmente impegnate a fronteggiare una situazione non più gestibile, nell’area materno infantile nelle regioni attualmente più colpite dai contagi: Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, con turni massacranti di 12-14 ore.
Le ostetriche, così come tutto il personale sanitario, sono le più esposte sia al contagio visto la carenza di dispositivi di protezione individuale adeguati, rappresentando un rischio per le donne e i neonati con cui vengono in contatto, sia dal punto di vista di stress psicologico che dovrà essere affrontato una volta rientrata la pandemia. Infine, – concludono i vertici FNOPO – la Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica, insieme alla comunità di ostetriche italiane, si stringe ai familiari, ai colleghi e agli amici dell’ostetrica deceduta a seguito dell’infezione di COVID-19 e dei professionisti sanitari contagiati sul lavoro”. Perdite che segnano la comunità dei professionisti della salute, già fortemente gravata dal numero di contagiati a seguito del numero di infezioni ancora troppo alto dei morti tra la popolazione tutta. La FNOPO lancia un forte appello alle Istituzioni preposte affinché preparino le regioni del sud le quali, nella maggior parte dei casi, non dispongono dei presupposti organizzativi che caratterizzano le regioni oggi più colpite ”.

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Coronavirus, USB: a Roma personale degli ospedali senza dispositivi di protezione

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2020

Formalmente a Roma va tutto bene, bollettini tranquillizzanti dallo Spallanzani e dalla Regione. La realtà dice altro, parla di un sistema sanitario in grande difficoltà prima ancora che si manifesti l’atteso picco dei contagi. La Federazione romana dell’Unione Sindacale di Base sta raccogliendo informazioni e denunce dalle varie realtà.Non bastasse lo scandalo dei medici di base, che a oggi non hanno ricevuto lo straccio di un presidio anticontagio pur rappresentando il primo filtro territoriale, molti ospedali sono a corto di mascherine, non solo FFP2 e FFP3, ma anche di semplici protezioni chirurgiche.Al Sant’Eugenio hanno ricevuto una fornitura di panni antipolvere riadattati con forbici ed elastici a mascherine di fortuna; la dirigenza, a ragione, ne ha vietato l’uso ma qualche primario sostiene che il personale non ha bisogno di mascherine. L’aria nel nosocomio dell’Eur è pesante: 2 dei 12 operatori del Dea si sono infettati e c’è forte preoccupazione per i prossimi giorni.Al San Giovanni per avere una mascherina bisogna firmare, mancano le protezioni anche all’Umberto I e non va meglio negli altri ospedali del territorio.USB si chiede che fine facciano le tanto sbandierate maxi-forniture di mascherine, anche certificate, dall’Italia e dall’estero, e perché il ministro della Salute Roberto Speranza si ostini a dichiarare che “la priorità per affrontare l’emergenza è difendere il nostro personale sanitario che sta facendo un lavoro straordinario in queste ore. Il modo migliore per farlo è garantire prima di tutto a loro i dispositivi di protezione individuale”. Stando a quel che accade a Roma, ma anche in altre parti d’Italia, le affermazioni del ministro sembrano chiacchiere in libertà. (fonte:Unione Sindacale di Base – Federazione di Roma)

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Bisogna assicurare protezione e riparo ai nuovi sfollati in Siria

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 febbraio 2020

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, esprime profonda preoccupazione in relazione alla sicurezza e al benessere dei civili nella Siria nordoccidentale. La crisi umanitaria sta assumendo contorni sempre più disperati e costringendo un numero elevatissimo di persone alla fuga. L’UNHCR, nell’ambito della risposta umanitaria delle Nazioni Unite, sta intensificando gli sforzi per assicurare assistenza a quanti ne hanno bisogno.A partire da inizio dicembre 2019, circa 700.000 persone sono fuggite internamente o al di fuori delle aree interessate dal conflitto nei governatorati di Idlib e di Aleppo. L’urgente necessità di trovare riparo è aggravata dalle dure condizioni climatiche invernali. Molti civili sono già stati costretti alla fuga più volte e hanno dovuto abbandonare i propri beni, spesso senza poter avere accesso ad altri alloggi in cui vivere.I campi e gli insediamenti di sfollati interni sono sovraffollati, e la disponibilità di spazi nelle abitazioni esistenti è sempre più scarsa. Numerose scuole e moschee sono sovraffollate da famiglie sfollate, e perfino trovare spazi in edifici diroccati è divenuto quasi impossibile.L’UNHCR intende assicurare assistenza a tutte le persone che ne hanno necessità, ovunque esse si trovino e mediante tutti i canali disponibili. L’UNHCR sta fornendo i beni di prima necessità di cui vi è più urgente bisogno, quali tende e coperte, in collaborazione coi propri partner umanitari. Tuttavia, la distribuzione di tali articoli soddisferà solo una piccola parte delle esigenze complessive, dato che i recenti esodi forzati hanno reso ancor più inadeguate le capacità di risposta. È necessario assicurare con urgenza maggiori risorse e finanziamenti.Anche i servizi per la protezione rivolti agli sfollati più vulnerabili sono stati ampliati. Tra questi si registrano quelli di consulenza psicosociale e di sostegno nelle emergenze, compresi quelli destinati a un numero elevato di bambini.Il conflitto in Siria ha causato la crisi migratoria di più vasta portata a livello mondiale. Oltre 5,5 milioni di siriani sono rifugiati nella regione e oltre sei milioni sono sfollati internamente al proprio Paese.

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1,2 miliardi di dollari a favore dell’UNHCR per finanziare programmi umanitari e di protezione dei rifugiati

Posted by fidest press agency su martedì, 10 dicembre 2019

Ginevra 17 e 18 dicembre 2019 nel Forum Globale sui Rifugiati (Global Refugee Forum/GRF) i donatori hanno già manifestato l’intenzione di impegnare fondi supplementari in quell’occasione. È previsto che Stati, imprese, organizzazioni internazionali, società civile e i rifugiati stessi adottino misure nuove e coraggiose volte ad allentare le pressioni su Paesi e comunità di accoglienza, aiutare i rifugiati a divenire maggiormente autosufficienti grazie alla destinazione di investimenti nello sviluppo dalle prime fasi delle operazioni di emergenza, promuovere la ricerca di soluzione a lungo termine. I contributi volontari di governi, istituzioni intergovernative, imprese private e singoli individui costituiscono quasi la totalità dei finanziamenti dell’UNHCR. Oltre ai fondi promessi ieri dai governati donatori, i rappresentanti di otto partner nazionali dell’UNHCR del settore privato hanno preso parte per la prima volta alla conferenza dei donatori annunciando uno stanziamento iniziale di 250 milioni di dollari per il 2020. L’UNHCR esprime gratitudine per tutti i contributi ricevuti, in particolare quelli che garantiranno finanziamenti flessibili e sostegno pluriennale, essenziali affinché l’organizzazione possa conservare la flessibilità e la dinamicità necessarie per rispondere tempestivamente allo scoppio di nuove crisi e ottenere benefici a lungo termine a favore di rifugiati, sfollati e comunità di accoglienza.
I fondi impegnati prevedono una cifra iniziale di 884,4 milioni di dollari per assicurare a rifugiati e sfollati interni alloggio, cibo, acqua potabile e servizi igienico-sanitari, cure mediche, istruzione e tutela legale, e per aiutare le persone apolidi ad acquisire una nazionalità. Tali fondi ammontano a circa il 9 per cento degli 8,7 miliardi di dollari che l’UNHCR stima essere necessari per poter realizzare i propri programmi l’anno prossimo. Inoltre, circa 310 milioni di dollari sono stati impegnati per la definizione dei piani pluriennali, un atto di fiducia nei confronti dell’organizzazione che consente all’UNHCR di essere più efficiente ed efficace nella programmazione a lungo termine e di sostenere i propri partenariati in modo più sostenibile. “Dopo un decennio in cui la portata degli esodi forzati ha raggiunto livelli record anno dopo anno, le esigenze umanitarie di quanti sono colpiti da guerre e persecuzioni sono aumentate come mai prima”, ha dichiarato Kelly T. Clements, Vice Alto Commissario ONU per i Rifugiati. “Il sostegno promesso rappresenta il modo migliore di cominciare l’anno. L’erogazione di contributi anticipati, flessibili e generosi ci permette di alleviare le sofferenze delle persone e delle comunità che le accolgono aiutandole a far fronte alle pressioni a cui sono esposte nel lungo periodo”.
La tempestività di questi fondi permetterà di garantire continuità nell’erogazione di attività salvavita, comprese quelle implementate nell’ambito di alcune tra le operazioni su più vasta scala a livello mondiale nella risposta alle crisi in corso in Siria, Iraq, Yemen, Sud Sudan, Bangladesh, Venezuela, Repubblica Democratica del Congo e nella regione del Sahel.Tuttavia, il divario tra esigenze e fondi disponibili è in costante crescita. Numerosi conflitti restano irrisolti e il numero di persone sradicate dalla propria terra aumenta, in parte spinte dagli effetti dei cambiamenti climatici, dalla povertà e dalle disuguaglianze.“Gli aiuti umanitari devono completare, non sostituire, l’azione politica”, ha dichiarato Kelly Clements. “Devono andare a braccetto con la più ampia ambizione di negoziare la pace, promuovere lo sviluppo e, in primo luogo, affrontare le cause alla radice della fuga delle persone”.

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Protezione api: i deputati bloccano l’azione degli Stati membri sui pesticidi

Posted by fidest press agency su sabato, 26 ottobre 2019

I deputati hanno bloccato una proposta della Commissione sulla protezione delle api, dopo che le misure erano state rese meno efficaci dai governi UE.La proposta della Commissione europea intendeva incorporare nel diritto comunitario gli orientamenti 2013 dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) per ridurre l’uso di pesticidi che danneggiano le api. Tali orientamenti indicano come dovrebbero essere testati i pesticidi, al fine di proteggere le api dall’esposizione acuta e cronica. I pesticidi sarebbero stati così disponibili sul mercato solo in caso di superamento di questi nuovi test.Tuttavia, la maggior parte degli Stati membri dell’UE si è opposta a tali disposizioni, costringendo la Commissione a un compromesso, ovvero mantenere solo la protezione delle api dall’esposizione acuta.Nel testo della risoluzione adottata mercoledì, si afferma come sia “inaccettabile che gli Stati membri si oppongano alla piena attuazione degli orientamenti per le api dell’EFSA del 2013”. Il progetto della Commissione “introduce soltanto delle modifiche (…) per quanto riguarda la tossicità acuta per le api, ma non si pronuncia sulla tossicità cronica per le api da miele, nonché sulla tossicità per i bombi e le api solitarie”. Il testo della Commissione inoltre “non rappresenta quindi le evoluzioni più recenti delle conoscenze scientifiche e tecniche” e “non modificherebbe il livello di protezione” già in vigore.I deputati sottolineano quindi che la Commissione europea non avrebbe dovuto cedere e avrebbe dovuto fare pieno uso dei suoi poteri, poiché i 16 Stati membri che hanno impedito l’applicazione dei nuovi criteri di protezione non formavano una maggioranza qualificata. Nella risoluzione si invita quindi la Commissione a presentare una nuova proposta legislativa basata sulle conoscenze scientifiche e tecniche più recenti.

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Conferenza Internazionale Prevenzione Emergenze

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 ottobre 2019

Roma 25 e 26 ottobre prossimo, rispettivamente a Roma e a Milano (25 Ottobre 2019 ore 15.30 – Hotel dei Congressi, via William Shakespeare, 29 e 26 Ottobre ore 15.30 – Hotel Michelangelo Milano (di fianco Stazione Centrale ) , si terranno le due giornate di studi della Conferenza Internazionale Prevenzione Emergenze: Protezione Nazionale Boschi e Foreste – Riduzione del Global Warming, promossa da IEMO (International Emergency Management Organization), in collaborazione con Accademia Costantiniana ONLUS e da Social Future Project Italia. La conferenza ospiterà relatori di rilevante spessore scientifico nel settore dell’Ambiente e del Clima.I lavori verranno aperti con la prefazione del Premio Nobel Werner Arber.Scopo della Conferenza è dimostrare che la Direttiva Europea RED II ed il Testo Unico in materia di Foreste e Filiere forestali (TUFF) italiano vanno emendati, disincentivando ulteriori disboschi e restringendo immediatamente il termine “biomasse” ai soli residui e scarti legnosi pena l’incoerenza alla neutralità sulle emissioni di gas serra (carbon neutrality) che sia l’Italia sia gli altri Stati Europei si sono obbligati a raggiungere per cercare di prevenire il collasso climatico.Tagliare alberi per farne legname chippato o energia elettrica emette il 150% in più di C02 (Anidride Carbonica) nell’atmosfera rispetto al carbon fossile. Questo è il motivo per cui bruciare alberi contravviene ai Protocolli di Kyoto: perché le “biomasse legnose” non sono vere energie rinnovabili e, anzi, accelerano il collasso climatico e, non potendo venire rimpiazzate in tempo utile per scongiurare il collasso ambientale previsto da qui a pochi anni dagli scienziati dell’IPCC, il Panel Intergovernativo sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite.In questa prospettiva, il taglio degli alberi è sicuramente da evitare, sia in ambito rurale sia urbano, in quanto gli sono gli unici difensori dell’ecosistema dal collasso globale. Anche le potature urbane vanno ripensate. Poco, infine, farebbe la riforestazione con nuove piantine, che impiegherebbero oltre 20 anni per sviluppare un’estensione fogliare sufficiente ad assorbire quantità rilevanti di C02.Preservare gli alberi esistenti, potenti assorbitori di CO2 é anche la soluzione pratica per dare risposta alle richieste del movimento dei giovani dei “friday for future” di Greta Thunberg. La conferenza è ad ingresso libero e prevede una larga partecipazione di oratori e di pubblico. Data la rilevanza dell’evento la stampa nazionale è invitata a partecipare numerosa, specialmente all’apertura dei lavori delle due sessioni, quando verranno fatte le prime dichiarazioni ufficiali supportate dai dati scientifici.

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Affidi illeciti: Save the Children, se confermati, reati di gravità assoluta

Posted by fidest press agency su sabato, 29 giugno 2019

“Lascia senza parole l’elenco dei reati contestati dalla Procura di Reggio Emilia sugli affidi familiari nella Val d’Enza. Se confermati, sarebbero di una gravità assoluta, a maggior ragione perché i presunti autori di reato sono proprio le figure che dovrebbero essere preposte alla protezione e alla tutela dei bambini più vulnerabili. È indispensabile assicurare ai minori coinvolti tutto il sostegno in una fase evidentemente critica”, ha dichiarato Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia – Europa di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro. “L’affido familiare è un istituto di grande importanza che riguarda, secondo gli ultimi dati disponibili, oltre 14.000 bambini e ragazzi in Italia, a cui consente la crescita in un ambiente familiare, in momenti particolarmente difficili per la loro famiglia di origine, in una prospettiva temporanea, alla luce del supremo interesse del bambino. È un istituto che richiede una costante attività di formazione, supervisione e sostegno da parte della rete dei servizi. Ề quindi urgente fare luce al più presto su quanto accaduto, anche al fine di tutelare un istituto fondamentale come quello dell’affido”, ha concluso Raffaela Milano.

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Un’Europa che protegge

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

In questo quadro si inserisce l’attuazione del piano d’azione dell’UE contro la disinformazione, presentato dalla Commissione e dall’Alta Rappresentante il 5 dicembre scorso. Nel febbraio 2019 la Commissione ha anche pubblicato le relazioni di Facebook, Google e Twitter (firmatari del codice di buone pratiche) sui progressi compiuti nella lotta contro la disinformazione. In quella occasione la Commissione ha chiesto alle piattaforme di impegnarsi di più in tempi rapidi in tutti gli Stati membri per contribuire a garantire l’integrità delle elezioni del Parlamento europeo di maggio.Martedì il Vicepresidente Ansip e i Commissari Jourová, King e Gabriel incontreranno i rappresentanti delle piattaforme online per discutere degli ulteriori progressi da compiere per attuare il codice di buone pratiche. Lunedì sarà presentato uno dei principali risultati del piano d’azione, il sistema di allarme rapido, che mira a migliorare il coordinamento, l’analisi e le risposte comuni alla disinformazione tramite la creazione di una piattaforma digitale dedicata per una rete di punti di contatto dei 28 Stati membri dell’UE e delle sue istituzioni, operante in stretta collaborazione con la rete europea di cooperazione in materia elettorale. Facendo seguito alle misure presentate per garantire elezioni libere e regolari nel discorso sullo stato dell’Unione di settembre 2018 del Presidente Juncker, la Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere Věra Jourová ha scritto ai partiti politici nazionali invitandoli a garantire la trasparenza dei messaggi pubblicitari di natura politica, ad essere pronti ad affrontare i ciberattacchi e a rispettare le norme europee sulla protezione dei dati durante la campagna elettorale.

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Antonio Tajani e la protezione dei diritti d’autore online

Posted by fidest press agency su sabato, 16 febbraio 2019

“Con l’accordo raggiunto tra Parlamento, Consiglio e Commissione Ue sulla nuova direttiva per la protezione del diritto d’autore, l’Unione europea ha dimostrato la sua determinazione a proteggere e valorizzare l’inestimabile patrimonio di cultura e creatività europea. Abbiamo finalmente definito un quadro di regole moderno ed equo per la tutela dei diritti d’autore per il più grande mercato digitale al mondo.Le industrie culturali e creative sono tra i settori più importanti e dinamici dell’economia Ue, generando il 9% del PIL e dando lavoro a 12 milioni di persone. Senza un’adeguata remunerazione del loro lavoro, questi posti sono a rischio, così come l’indotto. Non è accettabile che i giganti del web, che pagano nell’Unione tasse irrisorie trasferendo ingenti guadagni negli USA o in Cina, si arricchiscano a spese dei contenuti creati in Europa.Le nostre nuove regole mirano a mettere fine all’attuale far-west digitale, garantendo una giusta remunerazione ai creatori e difendendo autori, giornalisti, scrittori, tutti gli artisti, dai musicisti ai commediografi, dai designer agli stilisti.Gli europei beneficeranno di questa riforma, che fa chiarezza sulle regole per le piattaforme online. I detentori dei diritti d’autore potranno concludere accordi con le grandi piattaforme digitali per vedersi riconosciuti i diritti sull’utilizzo dei loro contenuti. Ci sarà anche maggiore trasparenza e un meccanismo adeguato per la risoluzione delle controversie.Garantendo ai giornalisti un equo compenso per il loro lavoro, salvaguardiamo l’indipendenza e la qualità dei media. Solo così possiamo assicurare una vera libertà di stampa, e la professionalità indispensabile per contrastare il fenomeno sempre più diffuso delle fake news.Nelle democrazie liberali, libertà e responsabilità devono sempre andare insieme. È giusto che anche le piattaforme digitali siano responsabili per contenuti che violano i diritti d’autore e facciano la loro parte per garantire il rispetto delle regole. Non ci sarà nessuna forma di censura. Ad esempio, l’utilizzo dei meme sarà libero e garantito. Inoltre, le nuove regole prevedono deroghe per start-up, e micro e piccole imprese”.

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Chiesa e protezione dei dati personali

Posted by fidest press agency su domenica, 9 dicembre 2018

Roma lunedì 10 dicembre 2018 (ore 8.30, Aula Magna “Giovanni Paolo II”) Pontificia Università della Santa Croce, giornata di studio sul tema Chiesa e protezione dei dati personali. Il nuovo Regolamento dell’Unione Europea sulla protezione dei dati (GDPR) sta inaugurando un nuovo standard nella salvaguardia della privacy. E anche la Chiesa cattolica, dalle diocesi e parrocchie alle scuole e agli ospedali, è impegnata in questo ambito.Vi prenderanno parte esperti del diritto e della comunicazione oltre a vari operatori del settore, che condivideranno la propria conoscenza ed esperienza per illustrare le nuove esigenze derivate dal possesso dei dati personali nelle attività ecclesiali.“Benché sia una normativa europea, la disciplina del GDPR sta definendo uno standard di riferimento per tutti i Paesi, interpellando le istituzioni religiose in tutto il mondo – spiega Davide Cito, membro del Comitato organizzatore. Ogni persona impegnata nel servizio ecclesiale necessita dunque di una conoscenza di base di questi provvedimenti per poter operare con competenza e trasparenza nel rispetto dei diritti di tutti”.
Tra i relatori, Giovanni Buttarelli, Garante Europeo della Protezione dei Dati (GEPD); Venerando Marano, del Dipartimento di giurisprudenza dell’Università Tor Vergata; e Andrea Sartori, Data Protection Officer della Diocesi di Roma.

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Proteggere le superfici agricole

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 settembre 2018

I tentativi parlamentari di proteggere le superfici agricole dai processi di urbanizzazione e cementificazione – dichiara in una nota il presidente nazionale Confeuro, Andrea Michele Tiso – risalgono alla fine del 2012, ma non si sono mai tradotti in nessuna legge specifica. Nonostante l’acclarato valore dell’agricoltura italiana, infatti, non si evidenzia ancora una sostanziale attività di tutela della territorio nostrano utile alla produzione agroalimentare; anzi, va preso atto, semmai (secondo gli ultimi dati Eurostat del 2015) di come il nostro Paese sia tra i primi in Europa nel rapporto tra superficie “costruita” e superficie nazionale complessiva.Elementi come questi – continua Tiso – evidenziano: sia la scarsa cura del mondo agricolo avuta fino ad oggi, sia l’esigenza di una pianificazione strategica che si occupi anche di questi aspetti e che introduca al suo interno elementi di tutela paesaggistica ed ambientale. Naturalmente – prosegue Tiso – il nostro auspicio è che il governo tenga fede agli impegni presi e che agisca con determinazione per dare presto, agli agricoltori e ai cittadini, una legge per fermare il consumo del suolo; ma quel che speriamo ancor di più – conclude Tiso – è che attraverso provvedimenti di questo genere si possa finalmente comprendere il vero ruolo del primario; da vedere non più esclusivamente come un fattore economico, ma come un modello culturale e di sviluppo da valorizzare e utilizzare a pieno.

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Alla Stranieri due giornate di studio sull’evoluzione della protezione internazionale

Posted by fidest press agency su sabato, 22 settembre 2018

Perugia 27 settembre ore 14.30 28 settembre ore 9.30 Aula Magna di Palazzo Gallenga. L’evento rappresenta la conclusione di un progetto di ricerca triennale di cui è titolare la prof.ssa Maura Marchegiani, docente di diritto internazionale a palazzo Gallenga, e finanziato dal MIUR.
La prima parte del convegno, con inizio alle ore 14.30, si aprirà con gli interventi di Giandonato Caggiano, docente di diritto dell’UE, all’Università di Roma Tre “La protezione umanitaria dopo la crisi del regolamento Dublino”; degli strumenti geografici per l’analisi dei flussi migratori ne parlerà Chiara Biscarini dell’Università per Stranieri di Perugia, mentre G. Gerli tratterà delle possibili soluzioni alla crisi dei rifugiati in Europa: corridoi umanitari e vie alternative di ingresso.
Nella seconda giornata, (venerdì 28 settembre) sempre in aula magna, con inizio alle 9.30, ad aprire i lavori spetterà al rettore uscente Giovanni Paciullo insieme a Giovanna Zaganelli, direttore del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali della Stranieri di Perugia. A seguire interverranno V. Mori dell’Università degli Studi della Tuscia sul tema “Mediterraneo” e “confine”; del ruolo di un think tank internazionale in Africa: le sfide della collaborazione paritaria ne parlerà F. Tessari, responsabile Filippo Tessari della Fondazione ENI per la sostenibilità in Africa; Thaila Poli, dell’UNHCR; Micol Barnabò dell’OIM; MARIO GIRO, ex viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Tra gli obiettivi del convegno a carattere multidisciplinare anche quello di approfondire lo studio di questo istituto da una prospettiva storica, tecnico-scientifica, giuridica e filosofica. Un focus specifico riguarderà la questione dei corridoi umanitari che sarà trattata anche attraverso la testimonianza di richiedenti asilo arrivati dalla Siria.
Il convegno è aperto a tutti, ma per poter partecipare è necessario effettuare la registrazione al seguente link: https://www.unistrapg.it/it/node/4736 entro il 22 settembre.

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Scuola – Sicurezza: il Ministro annuncia corsi della protezione civile per gli alunni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 settembre 2018

Secondo Bussetti, i ragazzi devono sapere perfettamente che cosa fare in caso di incidente, terremoto, incendio, calamità naturale. Udir ricorda che negli istituti tecnici e professionali, dove le lezioni si svolgono anche nei laboratori, gli studenti sono già soggetti ad obbligo formativo organizzato dal datore di lavoro. Come gli allievi del triennio finale delle superiori, impegnati nell’alternanza scuola-lavoro, di fatto equiparati ai dipendenti. Per il sindacato, questo genere di attenzione deve andare di pari passo all’impegno per dotare gli istituti di edifici sicuri: invece, la maggior parte dei 42mila plessi scolastici non risulta a norma. Lo sanno bene i dirigenti scolastici che in questi primi giorni di scuola sono alle prese con le certificazioni sulla sicurezza da aggiornare: è lunga la lista degli obblighi da adempiere e dei passaggi da attuare per evitare di pagare per colpe non proprie.

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Immigrati: abolizione protezione umanitaria?

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 settembre 2018

“E’ positivo, che il ministro Salvini abbia annunciato la volontà di abolire i permessi di soggiorno temporanei per esigenze di carattere umanitario. È una storica battaglia di Fratelli d’Italia, che ha già presentato al Senato un disegno di legge in proposito, di cui sono il primo firmatario. Intollerabile che attraverso l’abuso del meccanismo della protezione umanitaria sia stata concessa accoglienza e un permesso di soggiorno a immigrati illegali che non avevano alcun diritto alla tutela internazionale. Secondo i dati del Viminale in questi anni soltanto il 15 per cento di chi è sbarcato aveva diritto ad una forma di protezione internazionale tra quelle previste dalla Convenzione di Ginevra e quella sussidiaria dell’Unione europea. Mentre ad un ulteriore 28 per cento è stata regalata la sedicente protezione umanitaria. E’ tempo di mettere fine a questa assurdità. Il governo riprenda il ddl di Fratelli d’Italia presentato al Senato per escludere la protezione umanitaria dal circuito dell’accoglienza e lo faccia proprio”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Giovanbattista Fazzolari.

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Furti estivi: ecco come proteggersi dalle visite indesiderate

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 agosto 2018

Rendere sicure porte e finestre, installando i così detti “sistemi di protezione passiva” come porte blindate e inferriate alle finestre.
Non lasciare a casa somme di denaro, gioielli, oggetti di valore e nemmeno chiavi di altre abitazioni, auto o moto (magari parcheggiate nelle vicinanze o in garage). Nel caso, installare delle casseforti in luoghi nascosti.
Lasciare in casa qualche luce accesa.
I vicini di casa possono essere davvero preziosi: con alcuni gesti come svuotare la cassetta della posta quando siamo in vacanza o aprire le finestre della casa temporaneamente vuota, possono far sembrare che sia abitata.
Evitare di rendere noto il periodo della nostra assenza, anche sui “social network” (oggi si parla di ladri 2.0)Oltre a questo vademecum, anche segnalare alla polizia un’anomalia nel quartiere o persone sospette è fondamentale: ogni dettaglio può essere prezioso. Così come anche chiamare subito il 113 se al ritorno dalle vacanze trovate la porta aperta: non entrate da soli, perchè i ladri potrebbero essere ancora lì.Le case di prestigio sono sicuramente le mire preferite dei ladri, dove sperano di trovare qualcosa di più prezioso. Ma di solito queste abitazioni sono protette da sistemi di allarme e video-sorveglianza, che rendono la vita difficile al ladro medio o improvvisato, che quindi cerca altri punti dove colpire.Quindi, quali sono le abitazioni più a rischio per posizione, struttura, piano?”Le abitazioni più a rischio di furti nei periodi estivi sono sicuramente quelle più isolate, come anche i piani bassi e gli ultimi piani” ” ci racconta Andrea Sicchiero, esperto in sicurezza passiva di Tecno Sicur.”Questo per ovvie ragioni” continua Sicchiero “per i ladri è molto facile accedere direttamente ad appartamenti a piano terra, rialzato oppure anche arrampicarsi ai primi piani (dipende dall’altezza) così come anche passare dal tetto introducendosi in un appartamento attraverso un velux o un balcone.”Per questo tipo di abitazioni, le inferriate alle finestre rappresentano il primo sistema di sicurezza e anche il più importante, tanto che in Italia sono previste delle agevolazioni fiscali per l’apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione.Infatti (come indicato a pagina 7 della “Guida Ristrutturazioni edilizie 2018” dell’Agenzia delle entrate) queste spese risultano fiscalmente detraibili in quanto sono considerate un intervento per “l’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi”.
Per saperne di più sulle agevolazioni fiscali rimandiamo all’articolo “Detrazione Fiscale Inferriate 2018: guida alla normativa” sul sito Tecnosicur.it, che fornisce tutti i dettagli sul tema.Un investimento in sicurezza prezioso e che fino al 31 dicembre 2018 può essere detratto fiscalmente al 50%, per scegliere la sicurezza a costi molto vantaggiosi.

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Nasce in Italia primo centro in Europa per la protezione delle infrastrutture strategiche

Posted by fidest press agency su sabato, 28 luglio 2018

Nasce nel nostro Paese il primo centro in Europa per la sicurezza delle infrastrutture strategiche, grazie all’accordo siglato a Roma dai presidenti dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) Federico Testa e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) Carlo Doglioni. Denominato EISAC Italia (European Infrastructure Simulation and Analysis Centre), è il primo di altri quattro centri che nasceranno nell’Unione europea[1] europea a supporto degli operatori delle infrastrutture e della Pubblica Amministrazione per dare continuità a servizi essenziali come la distribuzione di elettricità e acqua, le comunicazioni e i trasporti, in caso di blackout, azioni terroristiche, cyber attacchi ed eventi meteo estremi.La nuova struttura lavorerà con Protezione Civile, amministrazioni locali e gestori di reti critiche offrendo servizi avanzati di simulazioni di eventi naturali e dei loro impatti sui servizi, stress test di infrastrutture ma anche raccolta e analisi dati.“Siamo orgogliosi che grazie all’accordo di oggi nasca nel nostro Paese il primo di cinque centri per la sicurezza delle infrastrutture critiche in Europa”, sottolinea il presidente dell’ENEA Federico Testa. “Si tratta di un laboratorio multidisciplinare dove confluiranno le competenze scientifiche e tecnologiche dei nostri due enti di ricerca e dell’industria nazionale con l’obiettivo di prevedere e fronteggiare al meglio scenari di crisi delle infrastrutture critiche”, aggiunge Testa.“L’INGV partecipa a questa importante iniziativa tramite lo studio dei rischi naturali e in particolare di eventi estremi”, spiega il presidente dell’INGV Carlo Doglioni. “Le pericolosità sismica, vulcanica e da tsunami sono troppo spesso sottovalutate e, in particolare per le infrastrutture strategiche, è invece necessario adottare criteri di prevenzione particolarmente precauzionali”, aggiunge Doglioni.EISAC Italia fornirà anche banche dati territoriali, simulatori di infrastrutture, analisi di dati satellitari e sistemi di previsione meteo-climatica e oceanografica per migliorare la resilienza delle infrastrutture critiche, vale a dire la loro capacità di resistere a eventi estremi e di ritornare rapidamente alle normali condizioni di funzionamento.“Le infrastrutture critiche sono sistemi transnazionali altamente connessi e vulnerabili. Blackout a livello nazionale possono propagarsi e causare danni ‘a cascata’ su altri servizi essenziali e in altre nazioni”, spiega il coordinatore di EISAC Italia Vittorio Rosato, responsabile del Laboratorio di Analisi e protezione delle infrastrutture critiche dell’ENEA. “L’accordo di oggi rappresenta anche la concretizzazione di un lungo lavoro che ENEA e INGV portano avanti da dieci anni con altre istituzioni di ricerca europee, tra cui il Fraunhofer Institute in Germania, il Commissariat à l’énergie atomique et aux énergies alternatives (CEA) in Francia e il Netherlands Organisation for Applied Scientific Research in Olanda”, conclude Rosato.

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Protezione dei dati personali fornita da accordo Ue-Usa è inadeguata

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 luglio 2018

L’accordo di scambio di dati deve essere sospesa a meno che gli Stati Uniti è conforme alle norme UE di protezione dei dati entro il 1o settembre 2018, dicono i deputati in una risoluzione approvata il Giovedi con 303 voti a 223, con 29 astensioni. I deputati aggiungono che l’accordo dovrebbe rimanere sospeso fino a quando le autorità degli Stati Uniti rispettino i termini in piena. In seguito alla violazione dei dati di Facebook-Cambridge Analytica, i deputati sottolineano la necessità di un migliore monitoraggio del contratto, dato che entrambe le società sono certificati sotto la Privacy Shield.
I deputati chiedono alle autorità statunitensi di agire su tali rivelazioni senza indugio e, se necessario, per rimuovere le aziende che hanno abusato dei dati personali dalla lista Privacy Shield. Le autorità dell’UE dovrebbero indagare anche questi casi e, se necessario, sospendere o vietare trasferimenti di dati sotto la Privacy Shield, aggiungono.
I deputati sono preoccupati che le violazioni dei dati possono costituire una minaccia per il processo democratico se i dati vengono usati per manipolare l’opinione politica o di comportamento di voto.
I deputati sono anche preoccupati per la recente adozione della Chiarire Legale oltremare L’uso della legge sui dati (CLOUD Act), una legge statunitense che garantisce gli Stati Uniti e l’accesso della polizia straniera ai dati personali attraverso le frontiere.Essi sottolineano che la legge degli Stati Uniti potrebbe avere gravi implicazioni per l’UE e potrebbe entrare in conflitto con le normative comunitarie sulla protezione dei dati.
Presidente della commissione per le libertà civili e relatore Claude Moraes (S & D, UK) ha detto: “Questa risoluzione chiarisce che la Privacy Shield nella sua forma attuale non fornisce un adeguato livello di protezione richiesto dalla legge sulla protezione dei dati dell’UE e della Carta UE I progressi sono stati. fatto per migliorare l’accordo Safe Harbor, ma questo non è sufficiente a garantire la certezza del diritto necessaria per il trasferimento dei dati personali”.
“Sulla scia di violazioni dei dati come lo scandalo di Facebook e Cambridge Analytica, è più importante che mai per proteggere il nostro diritto fondamentale alla protezione dei dati e per garantire la fiducia dei consumatori. La legge è chiara e, come indicato nel GDPR, se il accordo non è adeguata, e se le autorità statunitensi non riescono a rispettare i suoi termini, allora deve essere sospeso fino a quando non lo fanno “.
La Privacy Shield è un accordo tra gli Stati Uniti e l’Unione europea consentendo alle aziende considerate di avere un adeguato livello di protezione dei dati per trasferire i dati personali dalla UE per gli Stati Uniti degli Stati Uniti.La Privacy UE-USA Shield è il successore del Safe Harbor quadro del 2000, che è stato dichiarato invalido dalla Corte di giustizia dell’Unione europea in ottobre 2015 con la motivazione che non era abbastanza rigorosa in materia di protezione dei dati per i cittadini dell’UE. Il quadro Privacy Shield per il trasferimento di dati UE-USA è stato approvato nel luglio 2016.

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