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21° edizione del Master in “Relazioni Internazionali e Protezione dei Diritti Umani”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2020

Roma 7 ottobre 2020 – 30 aprile 2021. Le opportunità di lavoro nelle Organizzazioni Internazionali, nelle Istituzioni europee, nelle ONG italiane ed estere e nelle Imprese nazionali e multinazionali sono in espansione. Il Master della SIOI ha l’obiettivo di far acquisire conoscenze specialistiche del Diritto Internazionale e degli strumenti per la Protezione internazionale dei Diritti Umani con approfondimenti nella politica economica e nella storia delle relazioni internazionali dopo la guerra fredda.Il percorso didattico è articolato in quattro aree disciplinari: Diritto e Organizzazione Internazionale; Politica Economica; Teoria e Storia delle Relazioni Internazionali; Protezione Internazionale dei Diritti Umani. Seminari specialistici sono dedicati all’Analisi delle Relazioni Internazionali, Imprese e Diritti Umani, Gestione dei Processi Negoziali, Diplomazia Digitale e al Ruolo dei Social Media, Cerimoniale nelle Relazioni Istituzionali. Le lezioni si svolgeranno in modalità web live, con possibilità di alta interazione tra partecipanti e docenti, da ottobre 2020 a gennaio 2021 mentre da febbraio, la didattica proseguirà in modalità blended (online e in presenza) con incontri in presenza a carattere non obbligatorio.Il tirocinio curriculare, parte integrante del Master, consentirà di fare un’esperienza presso Organizzazioni o Istituzioni internazionali, Amministrazioni ed Enti pubblici, ONG, Camere di commercio, e imprese sia in Italia che all’estero.La Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) è un Ente morale a carattere internazionalistico (riconosciuto con D.P.R. del 27/12/1948 n. 1700 e sottoposto al controllo della Corte dei Conti).È l’Associazione italiana per le Nazioni Unite, membro fondatore della “Federazione Mondiale delle Associazioni per le Nazioni Unite” (WFUNA) e della “Unione Internazionale delle Accademie Diplomatiche”.Ha la sua sede centrale a Roma a Palazzetto di Venezia. https://www.sioi.org/attivita/formazione-internazionale-master-corsi/master-in-relazioni-internazionali/

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Risposta alla crisi: rafforzare la capacità di protezione civile dell’UE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2020

Brussels. I negoziati con il Consiglio devono iniziare immediatamente affinché il nuovo sistema diventi operativo a partire dal 2021 Il Parlamento chiede che il Meccanismo di protezione civile dell’UE sia potenziato in modo che l’UE possa rispondere meglio alle emergenze su larga scala come COVID-19.Il Meccanismo di protezione civile dell’UE (UCPM) ha è stato impiegato con successo per aiutare gli Stati membri a salvare vite umane anche durante la crisi COVID-19, coordinando e assistendo gli sforzi di protezione civile. Attrezzature mediche come ventilatori, dispositivi di protezione personale e forniture di laboratorio sono state acquistati attraverso rescEU per sostenere i servizi sanitari nazionali durante la pandemia. Proprio questa settimana, è stato utilizzato per convoglirare ulteriori aiuti ai rifugiati di Lesbo, dopo l’incendio del campo profughi di Moria.Tuttavia, la pandemia ha anche mostrato i limiti della capacità di risposta alle crisi, quando molti Stati membri sono colpiti contemporaneamente dalla stessa emergenza. Il Parlamento vuole quindi rafforzare il ruolo dell’UE attraverso rescEU per garantire che gli Stati membri dipendano solo dai propri mezzi e dal sostegno volontario di altri paesi, quando affrontano tali emergenze.Servono finanziamenti UE più importanti e trasparentiNei negoziati in corso sul bilancio dell’UE e sul Fondo di ripresa, il Parlamento sostiene un significativo aumento del bilancio proposto dalla Commissione.Il Parlamento vuole che sia stanziato un importo significativamente maggiore per l’acquisto di nuove attrezzature, materiali e risorse, per poter rispondere in modo rapido ed efficace alle emergenze su larga scala o ad eventi che si verificano raramente, ma che hanno un forte impatto, comprese le emergenze mediche come COVID-19. Per essere più trasparenti sull’uso dei finanziamenti dell’UE, i deputati vogliono anche specificare come il denaro viene distribuito attraverso i tre pilastri del meccanismo: prevenzione, preparazione e risposta.

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Scuola: come proteggere i dati nell’era del digital learning e del ransomware

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2020

A cura di Rick Vanover, Senior Director of Product Strategy di Veeam. Che voi siate un insegnante, un genitore, un professionista dell’IT o uno studente, avrete certamente assistito all’incredibile evoluzione che ha affrontato il settore dell’istruzione. Sebbene alcune scuole abbiano già da tempo favorito l’apprendimento digitale a distanza, non c’è dubbio che il recente periodo di lockdown abbia dato un’ulteriore spinta verso un altro rapido ed epocale cambiamento. I sistemi continuano a evolvere ed è dunque fondamentale che le strategie di protezione dei dati progrediscano di pari passo. Ciò significa garantire sicurezza dei dati scolastici rispetto a una delle forme di attacco più comuni, il ransomware.I dati raccolti sugli studenti, sul personale e sugli insegnanti sono strettamente personali o sensibili e potrebbero includere informazioni sulle prestazioni degli studenti, sull’anagrafica o risposte a sondaggi. Tali dati sono particolarmente affascinanti per un potenziale hacker perché il loro furto avrebbe un grande impatto sulla reputazione di un istituto scolastico e sono quindi un’ottima opportunità per ottenere un riscatto.L’adozione di misure proattive invece che reattive potrebbe evitare tutto ciò. I team IT delle scuole dovrebbero adottare sin da subito una strategia di protezione dei dati che comprenda formazione, attuazione e remediation.Il percorso di comprensione inizia dopo l’identificazione dei criminali informatici. Il protocollo RDP (remote desktop protocol) così come altri strumenti di accesso remoto, phishing e di aggiornamento software sono le tre principali “porte” di ingresso. Sapendo ciò, gli istituti scolastici possono allocare in modo strategico i propri investimenti, garantendo la massima sicurezza contro i ransomware dal punto di vista del vettore di attacco.Molti amministratori IT utilizzano lo standard RDP quotidianamente e molti server RDP sono ancora direttamente connessi a Internet. Di conseguenza, oltre la metà degli attacchi ransomware attualmente usano l’RDP come via di accesso. Chi non utilizza questo metodo, sceglie i messaggi di phishing. Per riconoscere una mail di phishing ci sono due strumenti molto conosciuti che potrebbero aiutarvi a valutare il rischio per la vostra scuola: Gophish e KnowBe4. È inoltre fondamentale aggiornare determinate categorie critiche di risorse IT come ad esempio i sistemi operativi, le applicazioni, i database e i firmware dei dispositivi. È bene estendere questo approccio anche ai data centre, poiché possono essere oggetto di attacchi tanto quanto i dati che ospitano.La resilienza di un attacco ransomware dipende da come viene implementata la soluzione di backup, dal comportamento della minaccia e dal processo di remediation. L’implementazione dell’infrastruttura di backup è dunque un aspetto importante.
Le repository dei backup sono una risorsa di storage essenziale quando si tratta di resilienza del ransomware, è bene dunque non consentire l’accesso a coloro che si trovano all’interno dell’organizzazione. Gli addetti ai lavori che hanno il permesso di accedere a questi dati potrebbero portare a potenziali fughe di notizie al di fuori dell’organizzazione, per cui si raccomanda che questa responsabilità sia gestita da terze parti, ove possibile.Anche nel caso in cui siate ben istruiti in fatto di ransomware e abbiate adottato le opportune tecniche per contrastare tale minaccia, è sempre bene essere preparati a porre rimedio a una minaccia quando necessario.

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Tecnologia marina: La protezione delle nostre coste

Posted by fidest press agency su domenica, 30 agosto 2020

Gli sbarchi facili sulle coste italiane sono giornalieri. Nessun radar vede barchette, barchini, gommoni, scialuppe e barcaioli. Eppure, da oltre 40 anni esistono le boe anti-intrusione per la protezione delle coste..Il progetto della boa di protezione delle coste è stato sviluppato negli anni 1980-1986.In realtà la boa è paragonabile ad una mini-piattaforma, in grado di garantire una elevata stabilità anche con moto ondoso pari a forza 4.Alcune boe equipaggiate con radar e con sistemi di localizzazione subacquei sono state fornite alla marina militare egiziana per la protezione di una importante base navale.Lo scopo di questo sistema è quello di permettere al radar installato sulla piattaforma la localizzazione di piccole imbarcazioni, scialuppe, gommoni, etc. nel raggio di 20 miglia.Il controllo del radar è effettuato via satellite in modo remoto da una qualsiasi località.
Il sistema di trasmissione può essere in modalità standard con tecnologia civile, oppure in modalità militare.La boa è realizzata in acciaio inox AISI 316 per evitare qualsiasi costo di manutenzione dopo la sua installazione.Nella configurazione più semplice sulla piattaforma è installato un radar ad alta definizione con un raggio di scoperta di 20 miglia. ( circa 35 km )Il radar ha una potenza di uscita di 4 Kw e utilizza 8 colori.Sulla torre delle piattaforma sono installati diversi sensori:un fanale marino , un riflettore radar, un allarme sonoro, ed il segnalamento diurno a normativa IALA.La boa è protetta con telecamere di sorveglianza e da un sistema di allarme.Sulla boa è anche possibile installare una stazione meteorologica così come altri sensori per la raccolta di dati meteo-marini.L’alimentazione elettrica è fornita da una serie di pannelli solari e da un gruppo di batterie stagne.La boa ha una dimensione di circa 10 x 10 metri , è alta circa 12 metri, ed ha un peso di circa 25 tonnellate.
Il ponte della piattaforma si trova a circa 3 metri di altezza sul livello del mare ed è in grado di operare con mare forza 7.L’ormeggio è realizzato con catenaria e corpo morto, oppure, su fondali elevati, con un sistema “tension leg” in grado di ormeggiare la piattaforma anche su fondali di 2000 mt.L’immagine captata dal radar sulla boa viene inviata a terra alla stazione di comando e controllo attraverso un sistema di trasmissione satellitare.L’operatore a terra può regolare i principali parametri del radar e può facilmente identificare qualsiasi eco sospetto.Le immagini, opportunamente compresse, vengono inviate dalla boa a terra , in modalità standard, ogni 5 minuti.In questo modo si riduce il tempo di utilizzo del sistema di comunicazione satellitare.In caso di necessità l’operatore a terra può collegarsi al radar della boa in modo continuato.
Nella unità di comando e controllo vi è un primo schermo con le immagini provenienti dalla boa ed un secondo schermo ove le immagini vengono elaborate al fine di determinare facilmente la direzione e la velocità dell’imbarcazione localizzata nonché la sua posizione.Le immagini ricevute dalla boa sono registrate nel computer di terra e, a seconda delle necessità, possono essere memorizzate fino a 6 giorni. Insomma la tecnologia esiste da anni ed è pure di facile utilizzo..

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Agricoltura protezione ambiente e lotta ai cambiamenti climatici

Posted by fidest press agency su martedì, 28 luglio 2020

L’agricoltura esce dal Consiglio Ue sul bilancio con una rinnovata responsabilità in tema di protezione dell’ambiente e lotta ai cambiamenti climatici – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. L’accordo raggiunto dai leader europei ha infatti confermato le risorse per i pagamenti diretti della Pac, stabilendo inoltre che il 40% dei fondi della politica agricola comune dovrà contribuire a raggiungere gli obiettivi climatici dell’Unione.Per gli agricoltori europei queste decisioni si traducono in una vera e propria investitura, che assegna loro un ruolo da protagonisti nel contrasto ai cambiamenti climatici e nella tutela delle risorse naturali – continua Tiso. Anche perché lo stesso Consiglio ha sancito una sostanziale riduzione delle risorse destinate al Programma ambientale Life e alla ricerca, concentrando dunque nel settore primario gli sforzi per realizzare il Green New Deal. Tagliare i traguardi stabiliti dalle strategie europee ‘Farm to Fork’ e ‘Biodiversità 2030’ è ora possibile, a patto che i governi lavorino nella stessa direzione e siano disposti ad abbandonare modelli di sviluppo ormai superati.Si apre adesso una fase delicata, in cui l’Italia e gli altri Stati membri devono dimostrare di saper investire le risorse a disposizione per promuovere un’agricoltura sostenibile, proteggere il territorio, l’acqua, il suolo e gli ecosistemi a beneficio di tutti, evitando utilizzi distorti dei fondi. Nei prossimi mesi seguiremo da vicino gli sviluppi della nuova politica agricola europea, cercando di offrire un contributo costruttivo e augurandoci che il nostro Paese esca vincente dalla prova più importante: quella dei fatti.

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Da Cisco ancora più semplicità nella protezione dell’attuale scenario informatico

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

Cisco Live Digital – Cisco (NASDAQ: CSCO) leader nella sicurezza enterprise, ha annunciato che, a partire dal 30 giugno 2020, Cisco SecureX, la più completa piattaforma di sicurezza integrata e cloud-native, sarà disponibile in tutti i prodotti Cisco Security, permettendo così ai clienti di semplificare e migliorare la gestione della sicurezza. Oggi, le aziende si trovano ad affrontare numerose sfide di business e sicurezza senza precedenti. Ciò è dovuto all’accelerazione dei progetti di trasformazione digitale e all’aumento delle persone che lavorano a distanza. Cisco è da sempre impegnata nel connettere e proteggere i propri clienti, ovunque si trovino e qualunque dispositivo utilizzino, e oggi, con SecureX, l’azienda prosegue nell’unificare e ottimizzare la propria gamma di soluzioni per la sicurezza.Gestire un’azienda è molto complesso – tenere sempre aggiornati i processi di business, seguire l’evoluzione delle minacce e orientarsi in un panorama di fornitori in continua espansione. E la così detta C-suite conferma tale complessità. Secondo il nuovo studio CIO Perspectives 2020 di Cisco, le due sfide principali che i CIO devono affrontare sono la sicurezza e la complessità. Oltre due terzi dei CIO intervistati ritengono di essere stati sottoposti a uno sforzo eccessivo. I leader della sicurezza stanno combattendo la complessità attraverso il consolidamento dei vendor. Lo studio 2020 CISO Benchmark Report di Cisco ha riscontrato che, quando si trovano ad affrontare un attacco informatico, le aziende con un maggior numero di vendor di sicurezza sperimentano tempi di inattività più lunghi, costi più elevati e un maggior numero di dati violati.Per affrontare le sfide attuali e future in materia di sicurezza, SecureX coniuga la vasta gamma di soluzioni di sicurezza integrata di Cisco con l’infrastruttura di sicurezza dei clienti per un’esperienza uniforme e semplificata. Unifica la visibilità, consente l’automazione e rafforza la sicurezza lungo la rete, gli endpoint, il cloud e le applicazioni.

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Commissione d’inchiesta sulla protezione degli animali durante il trasporto

Posted by fidest press agency su martedì, 23 giugno 2020

I deputati europei hanno deciso di istituire una commissione d’inchiesta per indagare sulle presunte violazioni delle norme UE sul benessere degli animali durante il trasporto.La nuova commissione d’inchiesta, istituita con 605 voti favorevoli, 53 contrari e 31astensioni, indagherà sulle presunte violazioni nell’applicazione del diritto comunitario relative alla protezione degli animali durante il trasporto all’interno e all’esterno dell’UE, per via aerea, stradale, ferroviaria e marittima. Nella decisione adottata oggi si specifica che la nuova commissione si concentrerà sull’attuazione delle norme UE da parte degli Stati membri e della Commissione UE.La nuova commissione esaminerà la presunta incapacità della Commissione UE di agire sulla base delle prove di gravi e sistematiche violazioni delle norme UE quando si spostano animali vivi all’interno dell’UE e verso paesi terzi. Indagherà su una sospetta mancanza di attuazione e applicazione delle disposizioni dell’UE durante il trasporto quali lo spazio per gli animali, l’abbeveraggio, l’alimentazione e lettiera, le temperature e il sistema di ventilazione.I futuri membri della commissione potrebbero inoltre esaminare il modo in cui la Commissione e gli Stati membri garantiscono il rispetto delle norme UE sulla gestione degli animali trasportati, sui viaggi a lunga distanza, sulla prevenzione dei ritardi e sul trasporto di animali non idonei e di animali non svezzati. Potrebbero anche indagare sulla presunta incapacità delle autorità esecutive e nazionali dell’UE di far rispettare le norme UE sul benessere degli animali trasportati anche al di fuori dell’Unione, quando si spostano animali vivi dall’UE verso paesi terzi.La commissione d’inchiesta dovrebbe essere composta da 30 deputati. I loro nomi saranno comunicati dai gruppi politici in una fase successiva e annunciati in Plenaria.La commissione dovrà presentare la sua relazione finale entro 12 mesi dalla sua costituzione.La nuova commissione d’inchiesta è stata istituita a seguito di una richiesta presentata da 183 deputati alla Conferenza dei presidenti (il Presidente del PE e leader dei gruppi politici). L’obiettivo era quello di esaminare le presunte violazioni nell’applicazione del diritto dell’Unione che disciplina il trasporto di animali vivi, sia all’interno che all’esterno dell’Unione.

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Dispositivi di protezione ai farmacisti: riconoscimento del loro impegno a tutela dei cittadini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

“Accogliamo con soddisfazione la notizia, comunicata dal Commissario Domenico Arcuri nella sua conferenza stampa odierna, che le prime mascherine chirurgiche di produzione nazionale saranno destinate al personale medico e a i farmacisti” dice il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, Andrea Mandelli. “Fin dall’inizio della pandemia avevamo richiesto con forza che ai farmacisti fossero forniti dispositivi di protezione e, al contempo, che fossero create le condizioni per fornire a tutta la popolazione le mascherine con il minimo esborso possibile. La positiva conclusione di questa vicenda chiude una querelle durata troppo a lungo, e sono certo che restituirà a tutti i colleghi la tranquillità necessaria per continuare l’opera di assistenza ai cittadini. Ma, ed è quello che più conta per la professione, questo è anche l’implicito riconoscimento del grande impegno che i farmacisti hanno espresso, anche nei momenti più difficili, per tutelare la salute della collettività”.

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I bisogni di protezione, digitalizzazione e flessibilità delle aziende

Posted by fidest press agency su domenica, 17 maggio 2020

Copernico, la rete di luoghi di lavoro, uffici flessibili e servizi che favoriscono lo smart working e la crescita professionale e di business, e Progetto CMR, società di consulenza specializzata in Progettazione Integrata, con un’esperienza internazionale nel campo dell’Architettura, dell’Ingegneria, dell’Interior Design e del Product Design, mettono a sistema le loro expertise e danno vita al progetto “WorkCare”: una risposta pronta alle richieste concrete di tutte le aziende che dovranno, a partire dalla Fase 2, gestire gli spazi di lavoro cercando di renderli sicuri, accoglienti, dinamici ma contemporaneamente rispettosi delle nuove normative.
Come gestire il distanziamento? Quale impatto avrà sull’utilizzo degli spazi fisici? Quali adeguamenti si dovranno attuare a livello impiantistico? Ecco le domande che si stanno ponendo molte aziende che devono affrontare la ripresa delle attività, la ripianificazione del business, la gestione delle risorse umane. La risposta a queste domande arriverà da una vera e propria task force dedicata che, in questi due mesi, ha affrontato diverse questioni con una metodologia multidisciplinare. Fisico – Psicologico – Relazionale saranno i tre ambiti in cui questa task force si muoverà per arrivare a offrire soluzioni concrete e efficaci sulla gestione dello spazio di lavoro e dare un significativo contributo ai piani strategici delle imprese dopo l’impatto del Covid-19.
Il know-how di Copernico nella gestione di luoghi di lavoro, nell’abilitazione allo smart working e nello sviluppo di iniziative e servizi che supportano lo sviluppo imprenditoriale e le competenze di Progetto CMR nel realizzare architetture flessibili in grado di adeguarsi all’evoluzione futura e garantire la sostenibilità dei progetti, potranno, attraverso il progetto WorkCare, supportare le aziende con l’obiettivo di essere un guida in questo scenario del lavoro in continua evoluzione e contribuire a creare le migliori condizioni logistiche e sociali adatte a lavorare in sicurezza.“Il Covid-19 ha un impatto enorme, non solo in termini di crisi economica. Ha cambiato il modo di comunicare e di collaborare. Chi come Copernico crede nel valore della rete, della condivisione e del confronto come leva di crescita deve dare il suo meglio perché si creino le condizioni migliori per uno sviluppo economico responsabile e sicuro. Tornare al lavoro è una necessità e un diritto, permettere di tornarci in sicurezza è un dovere” – dichiara Pietro Martani, fondatore e Amministratore Delegato di Copernico. – “Parole chiave come fiducia e responsabilità, già tipiche dello smart working, nello scenario attuale diventano ancor più ricche di significato e saranno fondamentali perché si torni ad abitare i luoghi concepiti per agevolare le persone nell’adempiere al meglio le loro funzioni lavorative in totale benessere e senso di sicurezza. La partnership che sono lieto di annunciare con Progetto CMR va proprio in questo senso: abilitare persone ed aziende a esercitare il loro diritto al lavoro”.

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Coronavirus: a rischio i diritti umani e la protezione dei rifugiati nel lungo periodo, avverte UNHCR

Posted by fidest press agency su sabato, 25 aprile 2020

La pandemia da coronavirus ha aggravato la condizione delle persone in fuga da guerre, conflitti e persecuzioni. In una fase in cui i Paesi di tutto il mondo lottano per proteggere i propri cittadini e le proprie economie, le norme fondamentali di diritto in materia di rifugiati e diritti umani sono a rischio.“I principi fondamentali in materia di protezione dei rifugiati attualmente sono messi a dura prova – tuttavia, a coloro che sono costretti a fuggire da conflitti e persecuzioni non deve essere negata la possibilità di mettersi in salvo e ottenere protezione col pretesto, quand’anche si tratti solo di un effetto collaterale, della lotta contro il virus”, ha dichiarato Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati.
L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, stima che siano 167 i Paesi che, ad oggi, hanno imposto la chiusura totale o parziale delle proprie frontiere al fine di contenere la diffusione del virus. Gli Stati che non stanno ammettendo eccezioni a favore delle persone in cerca di asilo sono almeno 57.Nonostante guerre e violenze in diverse aree del mondo continuino, tali misure stanno di fatto sospendendo il diritto di chiedere asilo. Le persone in cerca di sicurezza e rifugio sono respinte ai confini di terra o in mare e ricondotte o trasferite verso altri Paesi nei quali potrebbero essere esposte a minacce gravi alle loro vite o alle loro libertà. Le misure adottate a livello nazionale per contrastare la diffusione del virus stanno producendo effetti su vasta scala. Osserviamo un utilizzo sproporzionato della detenzione quale strumento di gestione dell’immigrazione, un aumento dei rischi di esposizione a violenza sessuale e di genere, restrizioni discriminatorie all’accesso ai servizi sanitari e sociali e una perdita drastica in termini di mezzi di sostentamento che stanno spingendo numerosi rifugiati e altre persone ai margini della società, in condizioni di profonde povertà e indigenza.L’UNHCR ha rivolto ripetuti appelli agli Stati affinché gestiscano l’imposizione di restrizioni alle frontiere in modo da garantire, allo stesso tempo, il rispetto delle norme internazionali in materia di diritti umani e protezione dei rifugiati, anche mediante l’implementazione di misure quali la quarantena e i controlli medici.Le domande di asilo possono essere prese in carico ed esaminate anche a distanza laddove le restrizioni correlate ai rischi sanitari dovessero vietare lo svolgimento di colloqui di persona. È possibile adottare anche altre misure di protezione, quali quelle che prevedono l’estensione automatica della validità dei badge identificativi o dei permessi di soggiorno per garantire a rifugiati e richiedenti asilo accesso ad assistenza sanitaria e altri servizi.“Se, nella pratica, gli approcci per rispondere alle esigenze della realtà odierna possono essere adeguati, il diritto di cercare asilo può e deve essere difeso anche nel corso di questa crisi di salute pubblica di portata globale”, ha affermato Filippo Grandi.“Diversamente, il rischio è che il rispetto di norme, leggi e politiche in materia di diritti umani, tanto fondamentali per assicurare protezione ai rifugiati disperatamente in cerca di sicurezza, potrebbe essere pregiudicato al punto da richiedere diversi anni per riacquistare valore”

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Dispositivi di protezione anche ai farmacisti

Posted by fidest press agency su sabato, 4 aprile 2020

“Ringraziamo il Commissario straordinario per l’emergenza, dottor Domenico Arcuri, e con lui la Protezione Civile, il Ministero della Salute e il Governo, per aver previsto la distribuzione anche ai farmacisti delle mascherine di protezione” dice il presidente della FOFI, Andrea Mandelli. “E’ un provvedimento che abbiamo richiesto fin dal 24 febbraio, sottolineando ogni volta che i farmacisti, nel territorio e negli ospedali, continuavano a operare direttamente esposti al contagio. Lo prova il pesante tributo che la nostra professione ha pagato in queste settimane in termini di numero di contagiati e, in alcuni tristi casi, di decessi. Ci auguriamo ora” conclude Andrea Mandelli “che la distribuzione dei presidi cominci al più presto come indicato oggi dal Commissario. I farmacisti sono un anello fondamentale dell’assistenza e la sola garanzia per i cittadini di accedere ai medicinali di cui hanno bisogno, e non si può permettere che questo servizio venga compromesso”.

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Le strutture ecclesiali per la Protezione Civile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2020

Continua l’impegno delle Diocesi italiane nel far fronte all’emergenza Covid-19 mettendo a disposizione strutture edilizie, proprie o altrui, destinate principalmente a tre categorie di soggetti: medici e/o infermieri, persone in quarantena, senza dimora. È una scelta solidale incoraggiata e sostenuta dalla Presidenza della Cei. Ad oggi sono 23 le Diocesi (in 11 Regioni Ecclesiastiche) che hanno comunicato di aver offerto alla Protezione civile e al Sistema Sanitario Nazionale altrettante strutture per oltre 500 posti. Tra queste: Tivoli e Palestrina, Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, Locri-Gerace, Catanzaro-Squillace, Alba, Savona-Noli, Aversa, Albenga-Imperia, Ugento-Santa Maria di Leuca, Rossano-Cariati, Messina, Genova, Concordia-Pordenone, Mondovì, Siena e Perugia.A queste vanno aggiunte 18 Diocesi (in 8 Regioni Ecclesiastiche) – tra cui Città di Castello, Ferrara-Comacchio e Gaeta – che hanno impegnato più di 25 strutture per oltre 300 posti nell’accoglienza di persone in quarantena e/o dimesse dagli ospedali. Infine 21 Diocesi (in 10 Regioni Ecclesiastiche) – Cerignola-Ascoli Satriano, Matera-Irsina, Torino, Pesaro, Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia, Senigallia, Jesi, Fermo, Aversa, Rossano-Cariati, Roma, Molfetta-Ruvo-Giovanizzo-Terlizzi – hanno comunicato di aver messo a disposizione quasi 300 posti per l’accoglienza aggiuntiva di persone senza dimora, oltre all’ospitalità residenziale ordinaria che tiene conto delle misure di sicurezza indicate dai Decreti del Governo. Un’attenzione particolare alcune Diocesi la stanno rivolgendo al mondo del carcere e alle condizioni di quanti escono a fine pena e si trovano senza alternative.
È una mappa della carità ampia e in continuo aggiornamento, per sostenere la quale Caritas Italiana ha lanciato una campagna di raccolta fondi – “Emergenza coronavirus: la concretezza della carità” -, della durata di un mese. “Ci sostengono nel nostro impegno le parole del Santo Padre al momento straordinario di preghiera presieduto ieri sul sagrato della Basilica di San Pietro”, afferma Mons. Stefano Russo, segretario generale della CEI, ricordando tutta la gente che “esercita ogni giorno pazienza e infonde speranza, avendo cura di non seminare panico ma corresponsabilità”.Per contribuire alla raccolta fondi di Caritas Italiana (via Aurelia 796 − 00165 Roma) utilizzare il conto corrente postale n. 347013, o donazione on-line tramite il sito http://www.caritas.it,

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Le strutture diocesane per la Protezione Civile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2020

“Non sprecate questi giorni difficili”. È l’appello del Santo Padre a ritrovare – in questo periodo in cui l’attenzione agli altri è messa a dura prova – la concretezza dei gesti quotidiani e delle relazioni. La Presidenza della CEI, pur nella consapevolezza delle difficoltà economiche in cui anche tante Diocesi versano, incoraggia ad abbracciare con convinzione scelte solidali, che possano contribuire a rispondere all’emergenza Covid-19.
Di fatto, molte Diocesi italiane – a partire dalle più provate dall’emergenza – già hanno aperto le porte: Bergamo ha messo a disposizione di medici e infermieri 50 camere singole del Seminario, altre 10 le ha offerte Lodi e così Roma e Taranto; Cremona ha reso disponibili 25 posti per operatori sanitari che dopo il lavoro non possono rientrare in famiglia per non mettere a rischio i familiari; Crema ospiterà 35 medici cinesi che verranno a supporto dell’ospedale cittadino e di quello da campo che verrà costruito nei prossimi giorni in uno spazio della diocesi. Altre diocesi – Brescia, Roma, Tricarico, San Marco Argentano-Scalea, Reggio Calabria, Cassano allo Jonio, Siracusa… – hanno offerto le proprie strutture per l’accoglienza di persone in quarantena o si accollano il pagamento alberghiero di pazienti che possono uscire dall’ospedale (Bergamo), liberando posti.Altre – Milano, Rimini, Lanusei… – hanno messo a disposizione strutture per la Protezione Civile. Altre stanno dando ospitalità a persone senza fissa dimora: Pavia, Lodi, Gorizia, Belluno-Feltre, Piacenza, Parma, San Marco Argentano-Scalea, Bari-Bitonto, Nardò-Gallipoli, Cerignola-Ascoli… Un’attenzione particolare alcune Diocesi la stanno rivolgendo al mondo del carcere e alle condizioni di quanti escono a fine pena e si trovano senza alternative…Si tratta di una mappa della carità ampia e in continuo aggiornamento, per sostenere la quale Caritas Italiana lancia una campagna di raccolta fondi, della durata di un mese. “È il tempo della responsabilità e insieme possiamo dare un segno concreto di speranza e conforto; le Chiese locali, in questo modo, potranno continuare a non far mancare il dinamismo forte della carità”, afferma don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, che lancia la campagna “Emergenza coronavirus: la concretezza della carità”.

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Ostetriche e protezione individuale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 marzo 2020

“La situazione che stanno vivendo in questi giorni, e in queste ore, le ostetriche italiane nella lotta contro la diffusione e il contenimento di infezioni da COVID-19 è oltremodo drammatica. Da più realtà arrivano costantemente segnalazioni di carenza di personale e insufficienza di dispostivi di protezione individuale adeguati. Un grido d’allarme che la FNOPO ha il dovere di portare all’attenzione delle istituzioni, delle autorità competenti e anche dell’opinione pubblica – affermano le componenti del Comitato centrale FNOPO -. Le condizioni in cui versano le ostetriche, i ginecologi, i medici, gli infermieri e tutti i professionisti sanitari attualmente coinvolti nella gestione della pandemia non sono più sostenibili e accettabili. Occorrono subito azioni concrete a salvaguardia della salute di chi deve salvare altre vite e non può e non deve diventare fonte di ulteriore contagio – aggiungono le rappresentanti nazionali della categoria ostetrica -.
La FNOPO, insieme ai 68 Ordini professionali, chiede con forza che vengano immesse nuove risorse di personale ostetrico in organico attraverso l’assunzione immediata di unità di personale ostetrico, già attivabili e disponibili attingendo dalle graduatorie concorsuali in vigore e altresì dalle unità infermieristiche disponibili in tempo reale, in quanto attualmente impiegate nelle UU.OO. ostetrico-ginecologiche (4000 circa).Occorre segnalare che, attualmente purtroppo, le Istituzioni preposte (ASL/ASST/AUP e IRCCS) stanno procedendo all’assunzione di solo personale medico, infermieristico e OSS ignorando le disposizioni urgenti per il potenziamento del SSN contenute e previste dal DL 14/2020 – sottolineano i vertici FNOPO -. L’immissione di nuovo personale ostetrico andrà a sostegno delle colleghe attualmente impegnate a fronteggiare una situazione non più gestibile, nell’area materno infantile nelle regioni attualmente più colpite dai contagi: Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, con turni massacranti di 12-14 ore.
Le ostetriche, così come tutto il personale sanitario, sono le più esposte sia al contagio visto la carenza di dispositivi di protezione individuale adeguati, rappresentando un rischio per le donne e i neonati con cui vengono in contatto, sia dal punto di vista di stress psicologico che dovrà essere affrontato una volta rientrata la pandemia. Infine, – concludono i vertici FNOPO – la Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica, insieme alla comunità di ostetriche italiane, si stringe ai familiari, ai colleghi e agli amici dell’ostetrica deceduta a seguito dell’infezione di COVID-19 e dei professionisti sanitari contagiati sul lavoro”. Perdite che segnano la comunità dei professionisti della salute, già fortemente gravata dal numero di contagiati a seguito del numero di infezioni ancora troppo alto dei morti tra la popolazione tutta. La FNOPO lancia un forte appello alle Istituzioni preposte affinché preparino le regioni del sud le quali, nella maggior parte dei casi, non dispongono dei presupposti organizzativi che caratterizzano le regioni oggi più colpite ”.

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Coronavirus, USB: a Roma personale degli ospedali senza dispositivi di protezione

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2020

Formalmente a Roma va tutto bene, bollettini tranquillizzanti dallo Spallanzani e dalla Regione. La realtà dice altro, parla di un sistema sanitario in grande difficoltà prima ancora che si manifesti l’atteso picco dei contagi. La Federazione romana dell’Unione Sindacale di Base sta raccogliendo informazioni e denunce dalle varie realtà.Non bastasse lo scandalo dei medici di base, che a oggi non hanno ricevuto lo straccio di un presidio anticontagio pur rappresentando il primo filtro territoriale, molti ospedali sono a corto di mascherine, non solo FFP2 e FFP3, ma anche di semplici protezioni chirurgiche.Al Sant’Eugenio hanno ricevuto una fornitura di panni antipolvere riadattati con forbici ed elastici a mascherine di fortuna; la dirigenza, a ragione, ne ha vietato l’uso ma qualche primario sostiene che il personale non ha bisogno di mascherine. L’aria nel nosocomio dell’Eur è pesante: 2 dei 12 operatori del Dea si sono infettati e c’è forte preoccupazione per i prossimi giorni.Al San Giovanni per avere una mascherina bisogna firmare, mancano le protezioni anche all’Umberto I e non va meglio negli altri ospedali del territorio.USB si chiede che fine facciano le tanto sbandierate maxi-forniture di mascherine, anche certificate, dall’Italia e dall’estero, e perché il ministro della Salute Roberto Speranza si ostini a dichiarare che “la priorità per affrontare l’emergenza è difendere il nostro personale sanitario che sta facendo un lavoro straordinario in queste ore. Il modo migliore per farlo è garantire prima di tutto a loro i dispositivi di protezione individuale”. Stando a quel che accade a Roma, ma anche in altre parti d’Italia, le affermazioni del ministro sembrano chiacchiere in libertà. (fonte:Unione Sindacale di Base – Federazione di Roma)

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Bisogna assicurare protezione e riparo ai nuovi sfollati in Siria

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 febbraio 2020

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, esprime profonda preoccupazione in relazione alla sicurezza e al benessere dei civili nella Siria nordoccidentale. La crisi umanitaria sta assumendo contorni sempre più disperati e costringendo un numero elevatissimo di persone alla fuga. L’UNHCR, nell’ambito della risposta umanitaria delle Nazioni Unite, sta intensificando gli sforzi per assicurare assistenza a quanti ne hanno bisogno.A partire da inizio dicembre 2019, circa 700.000 persone sono fuggite internamente o al di fuori delle aree interessate dal conflitto nei governatorati di Idlib e di Aleppo. L’urgente necessità di trovare riparo è aggravata dalle dure condizioni climatiche invernali. Molti civili sono già stati costretti alla fuga più volte e hanno dovuto abbandonare i propri beni, spesso senza poter avere accesso ad altri alloggi in cui vivere.I campi e gli insediamenti di sfollati interni sono sovraffollati, e la disponibilità di spazi nelle abitazioni esistenti è sempre più scarsa. Numerose scuole e moschee sono sovraffollate da famiglie sfollate, e perfino trovare spazi in edifici diroccati è divenuto quasi impossibile.L’UNHCR intende assicurare assistenza a tutte le persone che ne hanno necessità, ovunque esse si trovino e mediante tutti i canali disponibili. L’UNHCR sta fornendo i beni di prima necessità di cui vi è più urgente bisogno, quali tende e coperte, in collaborazione coi propri partner umanitari. Tuttavia, la distribuzione di tali articoli soddisferà solo una piccola parte delle esigenze complessive, dato che i recenti esodi forzati hanno reso ancor più inadeguate le capacità di risposta. È necessario assicurare con urgenza maggiori risorse e finanziamenti.Anche i servizi per la protezione rivolti agli sfollati più vulnerabili sono stati ampliati. Tra questi si registrano quelli di consulenza psicosociale e di sostegno nelle emergenze, compresi quelli destinati a un numero elevato di bambini.Il conflitto in Siria ha causato la crisi migratoria di più vasta portata a livello mondiale. Oltre 5,5 milioni di siriani sono rifugiati nella regione e oltre sei milioni sono sfollati internamente al proprio Paese.

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1,2 miliardi di dollari a favore dell’UNHCR per finanziare programmi umanitari e di protezione dei rifugiati

Posted by fidest press agency su martedì, 10 dicembre 2019

Ginevra 17 e 18 dicembre 2019 nel Forum Globale sui Rifugiati (Global Refugee Forum/GRF) i donatori hanno già manifestato l’intenzione di impegnare fondi supplementari in quell’occasione. È previsto che Stati, imprese, organizzazioni internazionali, società civile e i rifugiati stessi adottino misure nuove e coraggiose volte ad allentare le pressioni su Paesi e comunità di accoglienza, aiutare i rifugiati a divenire maggiormente autosufficienti grazie alla destinazione di investimenti nello sviluppo dalle prime fasi delle operazioni di emergenza, promuovere la ricerca di soluzione a lungo termine. I contributi volontari di governi, istituzioni intergovernative, imprese private e singoli individui costituiscono quasi la totalità dei finanziamenti dell’UNHCR. Oltre ai fondi promessi ieri dai governati donatori, i rappresentanti di otto partner nazionali dell’UNHCR del settore privato hanno preso parte per la prima volta alla conferenza dei donatori annunciando uno stanziamento iniziale di 250 milioni di dollari per il 2020. L’UNHCR esprime gratitudine per tutti i contributi ricevuti, in particolare quelli che garantiranno finanziamenti flessibili e sostegno pluriennale, essenziali affinché l’organizzazione possa conservare la flessibilità e la dinamicità necessarie per rispondere tempestivamente allo scoppio di nuove crisi e ottenere benefici a lungo termine a favore di rifugiati, sfollati e comunità di accoglienza.
I fondi impegnati prevedono una cifra iniziale di 884,4 milioni di dollari per assicurare a rifugiati e sfollati interni alloggio, cibo, acqua potabile e servizi igienico-sanitari, cure mediche, istruzione e tutela legale, e per aiutare le persone apolidi ad acquisire una nazionalità. Tali fondi ammontano a circa il 9 per cento degli 8,7 miliardi di dollari che l’UNHCR stima essere necessari per poter realizzare i propri programmi l’anno prossimo. Inoltre, circa 310 milioni di dollari sono stati impegnati per la definizione dei piani pluriennali, un atto di fiducia nei confronti dell’organizzazione che consente all’UNHCR di essere più efficiente ed efficace nella programmazione a lungo termine e di sostenere i propri partenariati in modo più sostenibile. “Dopo un decennio in cui la portata degli esodi forzati ha raggiunto livelli record anno dopo anno, le esigenze umanitarie di quanti sono colpiti da guerre e persecuzioni sono aumentate come mai prima”, ha dichiarato Kelly T. Clements, Vice Alto Commissario ONU per i Rifugiati. “Il sostegno promesso rappresenta il modo migliore di cominciare l’anno. L’erogazione di contributi anticipati, flessibili e generosi ci permette di alleviare le sofferenze delle persone e delle comunità che le accolgono aiutandole a far fronte alle pressioni a cui sono esposte nel lungo periodo”.
La tempestività di questi fondi permetterà di garantire continuità nell’erogazione di attività salvavita, comprese quelle implementate nell’ambito di alcune tra le operazioni su più vasta scala a livello mondiale nella risposta alle crisi in corso in Siria, Iraq, Yemen, Sud Sudan, Bangladesh, Venezuela, Repubblica Democratica del Congo e nella regione del Sahel.Tuttavia, il divario tra esigenze e fondi disponibili è in costante crescita. Numerosi conflitti restano irrisolti e il numero di persone sradicate dalla propria terra aumenta, in parte spinte dagli effetti dei cambiamenti climatici, dalla povertà e dalle disuguaglianze.“Gli aiuti umanitari devono completare, non sostituire, l’azione politica”, ha dichiarato Kelly Clements. “Devono andare a braccetto con la più ampia ambizione di negoziare la pace, promuovere lo sviluppo e, in primo luogo, affrontare le cause alla radice della fuga delle persone”.

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Protezione api: i deputati bloccano l’azione degli Stati membri sui pesticidi

Posted by fidest press agency su sabato, 26 ottobre 2019

I deputati hanno bloccato una proposta della Commissione sulla protezione delle api, dopo che le misure erano state rese meno efficaci dai governi UE.La proposta della Commissione europea intendeva incorporare nel diritto comunitario gli orientamenti 2013 dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) per ridurre l’uso di pesticidi che danneggiano le api. Tali orientamenti indicano come dovrebbero essere testati i pesticidi, al fine di proteggere le api dall’esposizione acuta e cronica. I pesticidi sarebbero stati così disponibili sul mercato solo in caso di superamento di questi nuovi test.Tuttavia, la maggior parte degli Stati membri dell’UE si è opposta a tali disposizioni, costringendo la Commissione a un compromesso, ovvero mantenere solo la protezione delle api dall’esposizione acuta.Nel testo della risoluzione adottata mercoledì, si afferma come sia “inaccettabile che gli Stati membri si oppongano alla piena attuazione degli orientamenti per le api dell’EFSA del 2013”. Il progetto della Commissione “introduce soltanto delle modifiche (…) per quanto riguarda la tossicità acuta per le api, ma non si pronuncia sulla tossicità cronica per le api da miele, nonché sulla tossicità per i bombi e le api solitarie”. Il testo della Commissione inoltre “non rappresenta quindi le evoluzioni più recenti delle conoscenze scientifiche e tecniche” e “non modificherebbe il livello di protezione” già in vigore.I deputati sottolineano quindi che la Commissione europea non avrebbe dovuto cedere e avrebbe dovuto fare pieno uso dei suoi poteri, poiché i 16 Stati membri che hanno impedito l’applicazione dei nuovi criteri di protezione non formavano una maggioranza qualificata. Nella risoluzione si invita quindi la Commissione a presentare una nuova proposta legislativa basata sulle conoscenze scientifiche e tecniche più recenti.

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Conferenza Internazionale Prevenzione Emergenze

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 ottobre 2019

Roma 25 e 26 ottobre prossimo, rispettivamente a Roma e a Milano (25 Ottobre 2019 ore 15.30 – Hotel dei Congressi, via William Shakespeare, 29 e 26 Ottobre ore 15.30 – Hotel Michelangelo Milano (di fianco Stazione Centrale ) , si terranno le due giornate di studi della Conferenza Internazionale Prevenzione Emergenze: Protezione Nazionale Boschi e Foreste – Riduzione del Global Warming, promossa da IEMO (International Emergency Management Organization), in collaborazione con Accademia Costantiniana ONLUS e da Social Future Project Italia. La conferenza ospiterà relatori di rilevante spessore scientifico nel settore dell’Ambiente e del Clima.I lavori verranno aperti con la prefazione del Premio Nobel Werner Arber.Scopo della Conferenza è dimostrare che la Direttiva Europea RED II ed il Testo Unico in materia di Foreste e Filiere forestali (TUFF) italiano vanno emendati, disincentivando ulteriori disboschi e restringendo immediatamente il termine “biomasse” ai soli residui e scarti legnosi pena l’incoerenza alla neutralità sulle emissioni di gas serra (carbon neutrality) che sia l’Italia sia gli altri Stati Europei si sono obbligati a raggiungere per cercare di prevenire il collasso climatico.Tagliare alberi per farne legname chippato o energia elettrica emette il 150% in più di C02 (Anidride Carbonica) nell’atmosfera rispetto al carbon fossile. Questo è il motivo per cui bruciare alberi contravviene ai Protocolli di Kyoto: perché le “biomasse legnose” non sono vere energie rinnovabili e, anzi, accelerano il collasso climatico e, non potendo venire rimpiazzate in tempo utile per scongiurare il collasso ambientale previsto da qui a pochi anni dagli scienziati dell’IPCC, il Panel Intergovernativo sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite.In questa prospettiva, il taglio degli alberi è sicuramente da evitare, sia in ambito rurale sia urbano, in quanto gli sono gli unici difensori dell’ecosistema dal collasso globale. Anche le potature urbane vanno ripensate. Poco, infine, farebbe la riforestazione con nuove piantine, che impiegherebbero oltre 20 anni per sviluppare un’estensione fogliare sufficiente ad assorbire quantità rilevanti di C02.Preservare gli alberi esistenti, potenti assorbitori di CO2 é anche la soluzione pratica per dare risposta alle richieste del movimento dei giovani dei “friday for future” di Greta Thunberg. La conferenza è ad ingresso libero e prevede una larga partecipazione di oratori e di pubblico. Data la rilevanza dell’evento la stampa nazionale è invitata a partecipare numerosa, specialmente all’apertura dei lavori delle due sessioni, quando verranno fatte le prime dichiarazioni ufficiali supportate dai dati scientifici.

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Affidi illeciti: Save the Children, se confermati, reati di gravità assoluta

Posted by fidest press agency su sabato, 29 giugno 2019

“Lascia senza parole l’elenco dei reati contestati dalla Procura di Reggio Emilia sugli affidi familiari nella Val d’Enza. Se confermati, sarebbero di una gravità assoluta, a maggior ragione perché i presunti autori di reato sono proprio le figure che dovrebbero essere preposte alla protezione e alla tutela dei bambini più vulnerabili. È indispensabile assicurare ai minori coinvolti tutto il sostegno in una fase evidentemente critica”, ha dichiarato Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia – Europa di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro. “L’affido familiare è un istituto di grande importanza che riguarda, secondo gli ultimi dati disponibili, oltre 14.000 bambini e ragazzi in Italia, a cui consente la crescita in un ambiente familiare, in momenti particolarmente difficili per la loro famiglia di origine, in una prospettiva temporanea, alla luce del supremo interesse del bambino. È un istituto che richiede una costante attività di formazione, supervisione e sostegno da parte della rete dei servizi. Ề quindi urgente fare luce al più presto su quanto accaduto, anche al fine di tutelare un istituto fondamentale come quello dell’affido”, ha concluso Raffaela Milano.

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