Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘protocollo’

Scuola: Protocollo di sicurezza

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 agosto 2021

Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, ha affermato che “non si può firmare un accordo a scadenza aperta, la prima bozza è stata presentata il 5 agosto, nel frattempo la norma anticovid si è evoluta e continuerà a evolvere. Il riferimento al green pass espunto dalla bozza è invece presente per norma, e questo per un errore di impostazione del tavolo di lavoro; le norme di riferimento di un protocollo devono essere stabilite e certe, mentre il D.L. 111 è ancora in fase di conversione e parte della maggioranza di governo non è nemmeno d’accordo. Oltre a ciò è all’evidenza che quando una petizione di una associazione di 50mila iscritti raccoglie 100mila firme in una settimana sta raccogliendo anche i favori di quanti appartengono ad altri sindacati e anche di quanti sono già vaccinati”. Per il sindacato inoltre resta poi il problema dell’accesso ai dati dell’organico, che grande incertezza sta creando tra i dirigenti. Occorrono i dati non in forma aggregata con la metratura delle aule al fine di verificare che in ogni classe siano rispettati i parametri di 1,8m2 del DM del 18 dicembre 1975.Gianmauro Nonnis, vicepresidente Anief, ha aggiunto che “ulteriori criticità riguardano le mansioni di sanificazione straordinaria affidata al personale ATA, dei locali in uso a enti esterni solo in zona bianca in un periodo in cui alcune regioni stanno per passare in fascia gialla. Ma anche della mancanza dei sanificatori d’aria a cui sopperire con l’apertura degli infissi, procedura improponibile nel periodo invernale o al di sopra dei 600m per tutte le zone d’Italia, nonché l’annoso problema mai debitamente affrontato dei lavoratori fragili”.L’ingegnere Natale Saccone ha concluso affermando che “oltre alla tutela dei datori di lavoro con il richiamo dell’art 2087 del CC sarebbe opportuno richiamare la tutela dei lavoratori richiamando l’art. 2048 dello stesso codice, la culpa in vigilando non può e non deve essere estesa a delle norme di contenimento di un nemico invisibile e subdolo. Senza questo richiamo in casi di contagio dei discenti i dipendenti dovranno sempre dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitarlo, dimostrazione impossibile da dare”.

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Scuola: Protocollo sulla sicurezza: obbligo vaccinale per il personale

Posted by fidest press agency su domenica, 8 agosto 2021

Ecco come la scuola riapre a settembre senza la sicurezza di evitare i contagi nonostante i ripetuti appelli e avvisi del sindacato. Questo è il primo commento a caldo della bozza di documento che è arrivata alle segreterie dei sindacati rappresentativi in notturna ieri notte, dopo l’annuncio dell’approvazione in Consiglio dei ministri del Green Pass per gli insegnanti della scuola e gli studenti dell’università. Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, criticità aspramente la superficialità di chi continua a ignorare che con la vaccinazione si è comunque a rischio contagio come lo stesso Comitato tecnico scientifico ammette nel precedente la riduzione della quarantena a sette giorni o ancora l’isolamento in caso di temperatura sopra i 37.5. Questo pomeriggio ci sarà un nuovo incontro per capire se è possibile cambiare il testo sempre con la previsione di almeno tamponi gratuiti giornalieri da somministrare al personale non vaccinato o lavoro agile oppure dad, sempre che il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi in mattinata nell’incontro con un sindacato firmatari del Patto per la Scuola s’impegna a lavorare prioritariamente alla revisione delle norme sul dimensionamento e alla risoluzione del problema del precariato.

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Protocollo vaccini in farmacia

Posted by fidest press agency su sabato, 10 aprile 2021

In un momento di emergenza come questo, i farmacisti sono stati al fianco della popolazione e continueranno a esserlo con quanto sarà necessario per uscire dalla crisi. A fronte dell’esigenza di allargare il più possibile e nel più breve tempo la capacità vaccinale del nostro Paese, ben venga anche la figura del farmacista vaccinatore, ma a condizione che possa operare con tutte le indispensabili misure di sicurezza a tutela tanto del professionista, quanto di chi riceve il vaccino. Tra queste, in primo luogo, la presenza del medico, che garantisca un tempestivo intervento in caso di eventi avversi e detenga la responsabilità della somministrazione. A lanciare l’appello Francesco Imperadrice, presidente del Sindacato nazionale farmacisti non titolari, Sinasfa, che ha inviato una lettera al Commissario straordinario per l’emergenza. Tutto questo, «a fronte di un percorso di studi che ha fornito al farmacista una preparazione e una impostazione professionale di tutt’altra natura. I farmacisti, va considerato, non hanno mai inoculato prima d’ora nessun vaccino, non hanno maturato alcun tipo di esperienza al riguardo. Per chi non è abituato, non è semplice gestire un’emergenza, capire tempestivamente cosa stia succedendo e sapere come agire, in attesa che arrivino i soccorsi. Non siamo medici e non siamo infermieri». Il punto, per Sinasfa, è che «per poter somministrare i vaccini ci vogliono le debite condizioni di sicurezza e queste, per farmacisti che non lo hanno mai fatto prima, consistono nella presenza del medico». Per altro, sul fonte della responsabilità, «nel caso in cui si verificasse un evento avverso, chi ha somministrato il vaccino rischia di essere inserito nel registro delle notizie di reato nella veste di indagato per verificare che tutti i protocolli e le procedure siano state applicate in maniera corretta, oltre ovviamente a verificare la presenza in farmacia – ed eventualmente il corretto uso – di tutti i dispositivi di sicurezza previsti dall’Accordo. Solo alla fine delle indagini il Giudice potrebbe verificare l’applicabilità o meno dello scudo penale, introdotto di recente con il cosiddetto Decreto Covid, e, quindi, decidere se aprire o meno un procedimento a carico del vaccinatore». Detto questo, «per quanto non possiamo non rilevare che tutto sia avvenuto senza che ci sia stato un confronto all’interno della categoria, vorrei chiarire che non è una questione di contratto scaduto o di un apparato normativo contrattuale che non prevede tali mansioni. I farmacisti, fin dall’inizio della pandemia, sono stati in prima linea al fianco della popolazione e continueremo a esserlo e a fare quanto necessario per uscire dalla crisi. Ma per noi c’è una questione di sicurezza e in questo senso la presenza del medico durante l’inoculazione, in farmacia o altrove, è fondamentale, per la tutela in primo luogo dei cittadini, ed averlo escluso ci sembra ad alto rischio». Francesca Giani (abstract fonte Farmacista33)

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Protocollo vaccini in farmacia

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 aprile 2021

La firma del protocollo per effettuare i vaccini anti-Covid in farmacia è un fatto “apparentemente positivo”, ai farmacisti “vengono assegnate grandi responsabilità” ma ciò necessita di approfondimenti con la parte datoriale sulla tutela della professionalità con coperture legali e assicurative adeguate, sulla formazione e sulla giusta remunerazione per un servizio di grande delicatezza e responsabilità. Lo affermano le sigle sindacali dei lavoratori Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs all’indomani della sigla dell’accordo quadro tra Regioni governo e rappresentanze delle farmacie e che già, subito dopo l’emanazione del decreto Sostegni, in cui è contenuta la possibilità di effettuare i vaccini in farmacia, ad opera dei farmacisti, avevano chiesto l’apertura del confronto con Federfarma e Assofarm. In particolare, per i lavoratori i quesiti riguardano la tutela della professionalità con coperture legali e assicurative adeguate e parificate agli altri operatori sanitari, l’opportuna formazione e la giusta remunerazione per un servizio di grande delicatezza e responsabilità. Per gli utenti e cittadini le caratteristiche delle strutture farmaceutiche che potranno ospitare le vaccinazioni e le procedure mediche che sovraintendano le operazioni di vaccinazione. Sono questioni ineludibili che stanno alla garanzia delle persone, siano esse cittadini o lavoratori delle farmacie e su queste questioni ci aspettiamo risposte chiare e precise”. “Fino a pochi mesi fa non potevano “toccare” gli utenti, ma solo assisterli nelle operazioni di autoanalisi: la legge di Bilancio 2021 ha abolito tale limite, ma non ha creato le giuste condizioni per gestire il cambiamento. Infatti, i farmacisti non hanno le coperture assicurative garantite ad altri professionisti della sanità dai rischi della professione e non hanno ricevuto una reale formazione per poter gestire operazioni di questo genere”. Secondo le sigle sindacali i temi della sicurezza e dei protocolli devono procedere insieme a quello del rinnovo Contratto nazionale di lavoro, scaduto ormai da oltre 8 anni: “L’assenza di un perimetro di regole di riferimento non tutela adeguatamente l’occupazione delle lavoratrici e dei lavoratori e in questi mesi di pandemia la loro professionalità e dedizione non hanno visto nessun riconoscimento professionale o economico”. By Simona Zazzetta fonte Farmacista33

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Un protocollo d’intesa per l’incremento e la formazione degli insegnanti di sostegno

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

Torino C’è anche la Città metropolitana di Torino tra i firmatari del protocollo d’intesa, intitolato alla promozione della cultura dell’inclusione e finalizzato ad ampliare il numero dei docenti specializzati per l’attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità. L’accordo, che coinvolge Università degli Studi di Torino, Regione Piemonte, Ufficio scolastico regionale per il Piemonte, Università del Piemonte orientale e Città metropolitana di Torino, con la collaborazione delle organizzazioni sindacali del comparto scuola Cgil, Cisl e Uil, è stato presentato oggi in diretta streaming sulla piattaforma Webex dell’Università di Torino alla presenza, tra gli altri, del rettore Stefano Geuna. A rappresentare la Città metropolitana era presente la consigliera metropolitana con delega all’istruzione Barbara Azzarà. Secondo il protocollo d’intesa, le istituzioni firmatarie “intendono contribuire a coordinare le proprie azioni secondo un modello di società inclusivo e sostenibile al fine di garantire i diritti e il benessere delle persone con disabilità”, nella convinzione che “con la collaborazione reciproca possa essere valorizzata la disseminazione della cultura dell’inclusione delle persone diversamente abili”.Nel dettaglio, le Università di Torino e del Piemonte orientale realizzeranno le attività formative degli insegnanti di sostegno, l’Ufficio scolastico regionale collaborerà mettendo a disposizione docenti esperti in materia per lo sviluppo delle competenze culturali e professionali dei docenti in formazione, la Regione finanzierà l’Università con 20mila euro per la formazione di docenti qualificati a svolgere le attività formative e la Città metropolitana collaborerà alla ricerca di spazi per la realizzazione delle attività formative.È già stato avviato un gruppo di lavoro che ha lo scopo di incrementare il numero di docenti specializzati per l’attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità, per diminuire il divario tra il numero di insegnanti di sostegno in servizio e il numero di insegnanti in servizio su posto di sostegno in possesso di specializzazione, formando al contempo un pool di esperti che potranno essere “ambasciatori” della cultura dell’inclusione sul territorio. Nelle prossime settimane sarà attivato il corso di aggiornamento e formazione professionale “Esperto nei processi di inclusione scolastica” al Dipartimento di filosofia e scienze dell’educazione dell’Università degli studi di Torino”Il protocollo è volto a migliorare la formazione dei docenti che si occupano degli studenti disabili” commenta la consigliera Barbara Azzarà. “Un’intesa della quale Città metropolitana di Torino è particolarmente soddisfatta, perché unisce l’esigenza dell’aggiornamento per i nostri insegnanti all’attenzione indispensabile per gli alunni che più hanno bisogno di un sostegno qualificato”.

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Farmacista vaccinatore: servono passaggi operativi. Si va verso Protocollo nazionale

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 marzo 2021

Pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale, il cosiddetto Decreto Sostegni ha portato, come si sa, sostanziali modifiche al modello di coinvolgimento delle farmacie nella campagna vaccinale contro il Covid-19, andando a modificare l’articolo della Legge Bilancio 2021 in cui era prevista la supervisione del medico. La possibilità per le farmacie di inoculare, tramite un farmacista, il vaccino, deve comunque trovare uno sviluppo operativo attraverso Accordi che definiscano «requisiti strutturali e misure di sicurezza» e, da quanto si apprende, a livello nazionale, si è al lavoro, anche in contatto con il ministero della Salute, per l’elaborazione di un protocollo, che definisca tali aspetti operativi e tecnici e che possa garantire omogeneità nelle modalità di svolgimento. Tra le questioni aperte c’è poi anche la formazione, su cui si è in attesa di chiarimenti sul percorso necessario al farmacista per poter inoculare.

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Vaccini Covid-19, firmato protocollo d’intesa con i pediatri di famiglia

Posted by fidest press agency su martedì, 23 marzo 2021

Firmato il protocollo d’intesa tra la Pediatria di famiglia e il Governo, le Regioni e le Province autonome, sulla campagna contro il Covid-19. “Potremo vaccinare genitori e caregiver dei bambini pazienti fragili – annuncia in una nota Paolo Biasci, presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp) – e quando sarà disponibile la profilassi per gli under 16, ci occuperemo anche di questo. Siamo estremamente soddisfatti, perché in premessa, all’interno dello stesso documento, il Governo e le Regioni ci riconoscono un ruolo insostituibile nell’individuare caso per caso le situazioni di vulnerabilità, ma anche nell’incrementare la copertura vaccinale della popolazione, grazie alla nostra presenza capillare nel territorio, alla possibilità di esecuzione delle vaccinazioni in ogni occasione di visita e in considerazione del rapporto fiduciario che ci lega alle famiglie”.L’accordo, continua la nota, preso atto che il Piano vaccinale rappresenta lo strumento principale con cui contrastare la diffusione del contagio, rileva, con l’aumentare della disponibilità delle dosi, la necessità di coinvolgere attivamente i Pediatri di libera scelta, per procedere alla copertura della popolazione italiana nel più breve tempo possibile. Il documento definisce la cornice nazionale e le modalità con cui i Pediatri di famiglia potranno essere liberamente coinvolti a livello regionale, nell’ambito di accordi specifici. “Nessuno come il Pediatra di famiglia – spiega Biasci – può conoscere le singole situazioni di fragilità, legate alle patologie prioritarie definite dall’ultima circolare della Direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute. Siamo lieti si sia compresa l’importanza di immunizzare i caregiver, a partire dai genitori, dei nostri pazienti più vulnerabili: proteggere i più fragili tra i più piccoli è una battaglia di civiltà. Siamo soddisfatti inoltre che Ministero e Regioni abbiano riconosciuto che i Pediatri di famiglia debbano essere coinvolti nelle vaccinazioni del Piano nazionale prevenzione vaccinale dei propri assistiti, prevedendo per questo specifici Accordi regionali. Oltre a rappresentare un auspicato passo in avanti nella semplificazione e nell’ottenimento degli obiettivi di prevenzione, iniziare a farlo in questa fase può contribuire a liberare risorse rendendo disponibili per la vaccinazione anti Covid-19 le sedi e gli operatori sanitari attualmente impegnati nelle vaccinazioni per l’infanzia. Il Protocollo introduce, tra le altre cose, anche un’innovativa semplificazione, ovvero la possibilità per i Pediatri di famiglia di accedere in tempo reale all’anagrafe vaccinale e contribuirne all’aggiornamento in tempo reale, condizione indispensabile per assicurare efficienza ed efficacia delle campagne di profilassi”.Per onorare quest’intesa si renderanno necessari dei provvedimenti a carattere di urgenza che consentiranno di integrare il Fondo sanitario nazionale e che saranno progressivamente definiti sulla base dell’andamento della Campagna vaccinale. Nell’ambito degli Accordi regionali sarà opportuno prevedere l’assegnazione prioritaria delle risorse destinate al miglioramento dei livelli organizzativi con acquisizione di personale infermieristico ai Pediatri che aderiranno al Protocollo, eseguendo le prestazioni nel proprio studio. “È necessario – conclude Biasci – un immediato provvedimento normativo che protegga i medici somministratori dai rischi legati ad eventuali reazioni avverse. Il pericolo è infatti che, dopo la recente apertura di inchieste su eventi gravi occorsi dopo l’inoculazione del vaccino contro il Covid-19, molti medici si tirino indietro per non rischiare procedimenti giudiziari a causa di eventi non dipendenti dalla loro volontà e competenza. Vogliamo fare la nostra parte, ma dobbiamo essere messi in grado di farlo con serenità”. (Fonte Doctor33)

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Lazio: Protocollo lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 6 marzo 2021

“E’ un’ottima notizia il Protocollo di Intesa per le Politiche attive del Lavoro siglato stamattina dal presidente Nicola Zingaretti e dall’assessore Claudio Di Berardino con tutte le organizzazioni sindacali e datoriali. Il protocollo è il primo in Italia nel suo genere e speriamo faccia presto da apripista. Perché è un protocollo lungimirante che non interviene soltanto sull’emergenza vera e drammatica nella quale potremo trovarci al termine del blocco dei licenziamenti, ma guarda a un nuovo modello di mondo del lavoro. Un lavoro nuovo, di qualità che scommette sulle competenze e sul patto generazionale. E’ composto da 21 misure atte a promuovere l’occupabilità e l’inserimento lavorativo con uno importante stanziamento di 245 milioni di euro e una attenzione particolare ad alcune categorie: giovani, donne, persone con disabilità, disoccupati o persone coinvolte in processi di riorganizzazione industriale. Il protocollo interverrà sulla riorganizzazione produttiva e dei servizi puntando sui fattori di sviluppo, sulle eccellenze del Lazio e sulla digitalizzazione dei servizi pubblici. Il loro rafforzamento è infatti la condizione essenziale per erogare politiche attive del lavoro efficaci. Voglio sottolineare che con questo protocollo ci lasciamo alle spalle vecchie concezioni di occupazione e, grazie al contributo fattivo di Cgil, Cils e Uil, viene costruito un modello diverso di tenuta e rilancio del lavoro che può reggere alle sfide che il futuro ci offre. E’ decisamente una “prima volta” che va esportata nel resto d’Italia”.Così in una nota la capogruppo della Lista Zingaretti alla Regione Lazio, Marta Bonafoni.

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Dispersione scolastica: WeWorld firma un Protocollo d’intesa con il MI

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2021

“Il 2020 è stato un anno molto difficile per la scuola e gli studenti. Per questo, oggi, è ancora più importante progettare interventi strategici e duraturi che possano contrastare in modo efficace l’abbandono scolastico”. Con queste parole il presidente Marco Chiesara commenta la firma del Protocollo d’intesa che WeWorld – organizzazione italiana che difende i diritti di donne e bambini in 27 Paesi del mondo inclusa l’Italia – ha siglato con il Ministero dell’Istruzione.Un’intesa, quella con il MI, che WeWorld aveva raggiunto lo scorso triennio e che si rinnova a conferma della necessità di un lavoro sinergico a livello nazionale per un confronto e un’azione costante con un duplice obiettivo: contrastare il fenomeno della dispersione scolastica e formativa e favorire un’educazione più inclusiva. L’Italia, infatti, conta un tasso di dispersione scolastica del 13,5% (con alcune regioni che superano anche il 20%), una percentuale nettamente al di sopra dell’obiettivo stabilito dall’UE del 10%. Con l’arrivo della didattica a distanza, e più recentemente della didattica digitale integrata, si corre il rischio di andare incontro a un inasprimento delle condizioni di disuguaglianza pre-esistenti. Durante il primo lockdown, circa 9.040.000 studenti e più di 1 milione di bambini e bambine sono rimasti a casa[1] e hanno dovuto fare i conti con il digital divide: in Italia, infatti il 23,9% delle famiglie non ha accesso a Internet[2] e il 12,3% dei bambini di età compresa tra i 6 e i 17 anni non ha un computer o un tablet a casa. Condizioni di partenza molto diverse che hanno reso i gap esistenti profondissimi.WeWorld si impegna dal suo canto a prevenire e contrastare la povertà̀ educativa e la dispersione scolastica condividendo i risultati e le metodologie sviluppate nei vari programmi che ha in corso (in particolare i progetti nazionali REACT e SPACE, selezionati da CON I BAMBINI nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile) e la rete nazionale “FREQUENZA200”, una rete di attori del Terzo settore impegnati in progetti di contrasto alla dispersione scolastica che riunisce oltre 30 soggetti operativi in Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Sardegna, Abruzzo, Lazio, Campania, Puglia, Sicilia e Calabria, con la prospettiva di estendere la rete anche ad altre Regioni.Obiettivo dell’intesa sarà inoltre la promozione dell’educazione alla cittadinanza globale, con particolare attenzione ai temi del cambiamento climatico ed allo sviluppo di metodologie innovative, come il dibattito scolastico.Si lavorerà anche per sviluppare l’educazione alle differenze ed alle pari opportunità: un ambito incluso nel precedente protocollo d’intesa, ma sul quale è necessario uno sforzo specifico pubblico e privato per definire obiettivi, metodologie e strumenti comuni che consentano sempre più̀ alle scuole di favorire una completa formazione di ragazzi e ragazze: una formazione essenziale per la scuola come per la vita.

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Scuola: “Monitoraggio della corretta applicazione dell’attuale protocollo di sicurezza”

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

Si è tenuta la seduta del Tavolo Nazionale Permanente presso il Ministero dell’Istruzione per il programmato incontro con i responsabili del Ministero della Sanità e i rappresentanti delle associazioni delle famiglie, per queste ultime erano presenti i rappresentanti di Forum Famiglie, AGESC e FONAGS; per l’Anief erano presenti Gianmauro Nonnis, Nanni Saccone e Daniela Di Piazza.“Il protocollo del 6 agosto sul ciclo 6-18 prevede un coinvolgimento attivo delle famiglie, per questo motivo già dalla data della sua sottoscrizione sono state avanzate delle proposte sia di monitoraggio della corretta applicazione dell’attuale protocollo di sicurezza, con l’intento di aiutare le famiglie circa le indicazioni ivi contenute, sia di ulteriori azioni a integrazione di questo” commenta Gianmauro Nonnis, vice presidente nazionale Anief.L’amministrazione si è resa disponibile a una revisione dei contenuti dei protocolli che tenga conto dei numeri del prossimo rapporto del ISS; è il caso di ricordare infatti che una buona parte delle indicazioni riguardano “l’informazione-formazione, rapporti con le famiglie-accoglienza” ma anche “isolamento psicologico/disabilità e inclusione” in cui le famiglie sono direttamente coinvolte.“Come già accennato su altri tavoli, la scuola è un sistema che coinvolge quotidianamente 8 milioni di studenti e oltre 12 milioni di genitori, un sistema che coinvolge ogni giorno e per 10 mesi l’anno ben oltre 20 milioni di persone non può essere gestito da poche migliaia di dirigenti e altrettanti referenti Covid – afferma Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ma deve bensì prevedere la partecipazione attiva di tutti gli attori coinvolti nell’organizzazione scolastica, e i genitori risultano numericamente predominanti”.

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Pronto protocollo, zero commissioni carte fino a 5 euro

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 ottobre 2020

Sarebbe pronto, secondo quanto si apprende da fonti di agenzia, un protocollo per garantire ai commercianti zero commissioni sui micro-pagamenti con le carte fino a 5 euro, che sarebbe, però, su base volontaria.”Bene, ma non basta. L’adesione su base volontaria rischia solo di creare confusione per consumatori e commercianti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se davvero si vuol far partire la moneta elettronica è fondamentale azzerare, senza se e senza ma, le commissioni sui micro-pagamenti” prosegue Dona.”Il Governo, inoltre, deve cancellare le commissioni anche per i versamenti PagoPA. E’ il colmo che proprio per i pagamenti verso la pubblica amministrazione e i gestori di pubblici servizi si paghino balzelli anacronistici. Dovrebbero dare il buon esempio” conclude Dona.

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Scuola: “Il protocollo sicurezza firmato dal ministro dell’Istruzione Azzolina è un timido passo verso la riapertura di settembre

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

Una ripresa che certamente tutti auspichiamo, ma i ritardi accumulati in questi mesi non promettono nulla di buono, perché se i problemi sono il distanziamento sociale e le ‘classi pollaio’ allora bisognava programmare con anticipo, pianificare la ristrutturazione degli edifici scolastici, riparare quelli fatiscenti, riaprire i piani di quei plessi non utilizzati per diminuzione numero studenti. Soprattutto, il Governo poteva investire sulle scuole pubbliche paritarie incoraggiandole ad avere un numero superiore di alunni, decongestionando così le pubbliche statali in una visione sussidiaria. Per fronteggiare il problema dei tanti genitori che da settembre dovranno lasciare i bambini da qualche parte, visto che non ci sono nidi pubblici sufficienti per ospitarli nonostante le promesse fatte in pompa magna dal presidente del Consiglio, era necessario incentivare i gestori di servizi privati socio educativi 0-6 anni. Ma anche questo non è stato fatto. Non ci rassicura il ‘garantisco io sulla scuola’ del premier Conte. Dal Governo sono prevalsi l’approssimazione, i ritardi e la mancanza di visione per poter far ripartire la scuola in presenza ed efficienza”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Scuola: Firmato il protocollo d’intesa per aprire in sicurezza l’anno scolastico per contenere la diffusione di Covid-19

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

Sarà compito degli uffici scolastici regionali intervenire su segnalazione di quei dirigenti che segnalano difficoltà sulla sua attuazione. Il ministro s’impegna politicamente con i sindacati ad attivare la contrattazione per la definizione del lavoro agile del personale docente e amministrativo, a ricercare risorse per rivedere i criteri del dimensionamento scolastico, a garantire la continuità didattica nel reclutamento, specie su posti di sostegno.Si è concluso l’incontro per la definizione del protocollo d’intesa per garantire l’avvio dell’anno scolastico nel rispetto delle regole di sicurezza per il contenimento della diffusione di Covid-19.La delegazione ANIEF, composta dal presidente nazionale Marcello Pacifico e dal vicepresidente nazionale Gian Mauro Nonnis, pur rilevando alcune criticità ha ritenuto soddisfacenti i contenuti di massima dell’accordo per i chiari impegni politici presi contro i tagli a organici e plessi degli ultimi anni e a favore della continuità didattica, come dal documento politico elaborato dal sindacato.“L’accelerazione delle ultime ore fa seguito a una trattativa che ha visto le delegazioni ANIEF in primo piano in particolare per l’introduzione dei punti più tecnici sulla gestione dei flussi e operazioni di igienizzazione” spiega Gian Mauro Nonnis, in particolare grazie ai contributi dell’ingegnere Natale Saccone e del dirigente scolastico Vito Lo Scrudato portati avanti da Anief al tavolo si è riusciti a mettere in rilievo: differenziazione dei percorsi interni e dei punti di ingresso e i punti di uscita dalla struttura; predisposizione di adeguata segnaletica orizzontale sul distanziamento necessario e sui percorsi da effettuare; pulizia approfondita e aerazione frequente e adeguata degli spazi; accesso alla struttura attraverso l’accompagnamento da parte di un solo genitore o di persona maggiorenne delegata dai genitori o da chi esercita la responsabilità genitoriale, nel rispetto delle regole generali di prevenzione dal contagio, incluso l’uso della mascherina durante tutta la permanenza all’interno della struttura; assicurare quotidianamente le operazioni di pulizia previste dal rapporto ISS Covi.19, n. 19/2020; utilizzare materiale detergente, con azione virucida, per come previsto dall’allegato 1 del documento CTS del 28/05/20; garantire la adeguata aerazione di tutti i locali, mantenendo costantemente (o il più possibile) aperti gli infissi esterni dei servizi igienici. Si consiglia che questi ultimi vengano sottoposti a pulizia almeno due volte al giorno, eventualmente anche con immissione di liquidi a potere virucida negli scarichi fognari delle toilette; sottoporre a regolare detergenza le superfici e gli oggetti (inclusi giocattoli, attrezzi da palestra e laboratorio, utensili vari, ecc.) destinati all’uso degli alunni. “Restano alcuni nodi in materia di reclutamento sul cosiddetto organico COVID per il quale però il ministero, con l’introduzione del concetto di continuità didattica all’interno dell’accordo, ha dimostrato sensibilità e diponibilità” conclude il presidente Marcello Pacifico che della stabilizzazione del precariato ne ha fatto la missione del sindacato Anief: “i posti attribuiti in maniera provvisoria per sopperire alle immediate esigenze devono essere stabilizzati nelle sedi di servizio.”

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Scuola e dipendenti pubblici: Riapertura a settembre, firmato il protocollo per la sicurezza negli uffici

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2020

E’ stato firmato il protocollo per la sicurezza: la ministra per la pubblica amministrazione, Fabiana Dadone, e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali hanno trovato un punto d’incontro sulle regole per la prevenzione e la sicurezza dei dipendenti pubblici sui luoghi di lavoro rispetto all’emergenza Covid-19. I dirigenti scolastici del sindacato UDIR esprimono un fortissimo disagio che interessa al presente l’attività professionale della categoria e chiedono alle Istituzioni chiarezza nelle disposizioni di funzionamento delle scuole per l’auspicata riapertura in presenza di settembre. Il disagio acuto ed esplicito è dovuto ai contenuti, alla modalità e ai tempi di trasmissione degli adempimenti richiesti per l’adozione di misure di sicurezza volte a evitare il verificarsi di eventi infettivi presso le istituzioni scolastiche.Ai Dirigenti Scolastici, agli staff di dirigenza e alle segreterie scolastiche è stato chiesto di rispondere, in tempi eccessivamente stretti e perciò in affanno, a reiterate rilevazioni, formulate con criteri di volta in volta diversi. Tutto ciò ha creato stanchezza e incertezza per l’esplicito travaso improprio di competenze e compiti sanitari nelle istituzioni scolastiche che, attuate tutte le prescrizioni di legge e normative, tuttavia rimangono luoghi deputati esclusivamente alla didattica e alla formazione. Si registra una tendenza a delegare alle scuole la risoluzione improbabile di tutti i problemi sociali: familiari, relazionali, sanitari, delle devianze e delle dipendenze e molto altro ancora, si è consolidata nei corso degli ultimi decenni ed è diventata pratica complessa, spesso prevedibilmente inefficace, ed è alla base del rischio di svilire il nucleo fondante dell’attività delle istituzioni scolastiche. Riteniamo che in questa situazione possa farsi chiarezza delimitando i compiti della scuola a ciò che le appartiene propriamente e definire i contorni di una professione, quella del dirigente scolastico, che è volta esclusivamente all’organizzazione di eventi didattici e formativi, compito già di per se arduo e dai contorni molto ampi.Il dirigente scolastico Vito Lo Scrudato, presidente regionale per la Sicilia Udir, afferma che “in conseguenza di ciò i dd.ss. chiedono, con altrettanta forza, una esplicita tutela penale legislativa che li metta nelle condizioni di assicurare tutte le misure di sicurezza, potendo nel contempo operare con la serenità ed il consueto senso di responsabilità che ne ha sempre caratterizzato l’agire, in condizione cioè di rispetto per il loro ruolo e di attenzione da parte di tutte le componenti sociali, soprattutto da parte delle Istituzioni”. Il disagio dei presidi viene acuito dall’annuncio di inesistenti aumenti di stipendi propalati strumentalmente da mezzi di informazione farlocchi, laddove invece questa evenienza straordinaria dimostra ancora una volta che sono inaccettabili le disparità di trattamento con tutte le altre dirigenze del settore pubblico maggiormente remunerate e certamente non gravate dalle multiformi responsabilità cui hanno da sempre fatto fronte i dd.ss. e dovranno, con ogni evidenza, far fronte in futuro per la sopraggiunta ingovernabile pandemia.

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Scuola e protocollo sicurezza per la ripresa delle attività in presenza

Posted by fidest press agency su martedì, 19 Maggio 2020

Dopo l’incontro telematico con il ministro dell’istruzione, Lucia Azzolina, in cui si è discusso della bozza di protocollo COVID-19 per l’esame di stato e per l’avvio dell’anno scolastico 2020-2021, visto lo spessore delle numerose osservazioni fatte, l’ANIEF è stata invitata a proporre i quesiti direttamente al Comitato Tecnico Scientifico per il pomeriggio di ieri martedì 12 maggio 2020.Le criticità emerse dalla bozza di protocollo pervenuta nonché le tematiche su cui l’ANIEF attende una risposta, e per le quali è stata consegnata una memoria scritta, sono molteplici, tra le quali:
– la vetustà del CCNQ del 1° luglio 1996 sulla figura del RLS nei luoghi di lavoro, il quale non è più attuale per l’introduzione nel nuovo TU sulla sicurezza della figura del RLS Territoriale, figura non contemplata né nel citato CCNQ né nel CCNL del lavoro;
– il distanziamento sociale ed effetti del rapporto alunni/docenti, esasperato a partire dal periodo 2009-2012 per gli effetti dell’articolo 64 della legge 133/2008 che si contrappongono alle attuali esigenze di delimitazione degli spazi;
– i pensionamenti, turn-over, precariato, reclutamento e concorsi in periodo di pandemia, i cui effetti si sono colpevolmente cumulati per la soppressione del doppio canale di reclutamento e di cui l’ANIEF chiede da anni la riapertura;
– le mansioni del personale ATA in merito alla sanificazione e igienizzazione dei locali scolastici, mansioni non ricomprese nella contrattualizzazione del personale e che prevede competenze ben oltre gli attuali limiti;
– la valutazione del rischio VDT per il personale impiegato nella didattica a distanza e nello smart working, modalità lavorative che si contrappongono all’impossibilità da parte dei Dirigenti Scolastici di poter regolarmente effettuare le valutazioni del rischio VDT e stress da lavoro correlato, con conseguente richiesta di scudo penale per i DS;
– le procedure di misurazione dei parametri biomedici per il personale e gli studenti in ingresso negli istituti a carico del personale ATA, competenza che va ben oltre il livello attualmente contrattualizzato;
– le procedure di allontanamento e/o di permanenza dei sintomatici a carico del personale della scuola, che prevede competenze coercitive che non sono proprie del contratto né della figura giuridica del personale docente e ATA;
– per molti istituti la mancanza di addetti e preposti al Servizio di Prevenzione e Protezione su cui ricadrebbero le mansioni di coordinamento delle procedure di prevenzione e contenimento del contagio nei locali scolastici;
– il coordinamento per la condivisione dei tempi e degli spazi delle agenzie di trasporto pubblico per le operazioni di sbarco, ingresso, esodo, imbarco degli studenti e del personale;
– la gestione e la manutenzione dei Dispositivi di Protezione Individuali resi obbligatori per alcune fasi della quotidianità scolastica;
– la presenza del Medico Competente per ogni istituto, oggi riservato ad una ristretta cerchia di scuole per provincia, e conseguente estensione a tutti gli istituti della sorveglianza sanitaria.

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Tutele aggiuntive al personale impiegato nell’emergenza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 Maggio 2020

È stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e Bolzano e le Organizzazioni Sindacali FP Cgil, Cisl FP, Uil FPL, per l’individuazione e la destinazione di specifiche risorse finalizzate a remunerare le particolari condizioni dei lavoratori impegnati nell’emergenza Covid-19 negli Enti e Aziende del SSN. Un testo costruito grazie anche al coinvolgimento del Comitato di Settore Regioni-Sanità.Regioni e sindacati, con il protocollo, chiedono di riconoscere “la grande professionalità, la capacità di adattamento organizzativo e la dedizione al lavoro” degli operatori, attraverso un pacchetto di interventi “che incrementi in misura sensibile le risorse disponibili, anche con un ulteriore stanziamento da parte del Governo”, escludendo le risorse “dal computo dei limiti previsto dall’attuale art.23 comma 2 del D.Lgs. 75/2017 e dai vincoli previsti dalla legislazione vigente in materia di spesa di personale”.
Regioni e sindacati del pubblico impiego elencano le leve retributive impiegabili, tra le quali: una particolare maggiorazione della produttività, a titolo di “progetto covid-19”, individuata previo passaggio in contrattazione integrativa; l’estensione di un’indennità di malattia infettiva a tutto il personale sanitario ed oss, con la richiesta di intervenire, da un punto di vista normativo, per permettere l’estensione dell’indennità a tutto il personale; infine, la possibilità di ampliare i reparti e i servizi destinatari dell’indennità di terapia intensiva e sub-intensiva, attraverso il confronto e la contrattazione regionale.Per rendere operative queste misure – proseguono le Regioni e le organizzazioni sindacali firmatarie del presente protocollo -, è stato condiviso “l’invio al Governo di una serie di proposte tra le quali, in particolare, alcuni emendamenti all’ex art.1 del Cura italia”.È stato inoltre richiesto “di dare compiuta attuazione a quanto previsto nel Patto per la Salute 2019-2021, prevedendo la possibilità per le Regioni in equilibrio economico, che hanno garantito i LEA e avviato il processo di adeguamento alle disposizioni di cui al DM 2 aprile 2015, n. 70, di destinare alla contrattazione integrativa risorse aggiuntive rispetto a quelle già previste nel CCNL, nel limite del 2 per cento del monte salari regionale, rilevato nell’anno 2018, nonché ulteriori risorse aggiuntive di derivazione nazionale e comunitaria”.A tal fine, “risulta poi necessario per poter pienamente utilizzare le auspicate ulteriori risorse, che interventi finanziari di carattere europeo e nazionale per la gestione dell’emergenza, siano escluse dal computo dei limiti previsti dall’attuale art. 23 comma 2 del D.Lgs. 75/2017 e dai vincoli previsti dalla legislazione vigente in materia di spesa di personale”.Si ritiene infine – concludono Regioni e Sindacati – che “debba essere previsto, in relazione all’eccezionalità dell’emergenza sanitaria in atto, un intervento normativo che tuteli tutto il personale coinvolto che ha operato nella fase emergenziale da responsabilità civili e penali, salvo il caso di condotte poste in essere con dolo o in ipotesi particolarmente qualificate di colpa grave”.

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Covid-19: Protocollo di cura innovativo

Posted by fidest press agency su martedì, 14 aprile 2020

Camerino. E’ nato all’interno dei laboratori Unicam, in particolare dal gruppo di ricerca coordinato dal prof. Giacomo Rossi, medico veterinario della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria dell’Ateneo camerte, una terapia che potrebbe aprire incoraggianti scenari alla cura del Coronavirus. Il prof. Rossi sta conducendo uno studio sul Coronavirus del gatto, FeCoV, nel quale da molti anni si verifica una patologia molto grave, per lo più ad esito mortale, di cui non esiste un protocollo terapeutico o un vaccino efficace/protettivo. Studiando i siti recettoriali ed il modo con il quale i coronavirus si legano alle cellule dell’ospite, il gruppo di ricerca si è accorto di una particolarità di Covid-19: il virus presenta un numero maggiore di legami con i siti di glicosilazione del recettore ACE2 cellulare (il recettore che Covid-19 utilizza per entrare nelle cellule del polmone, dell’apparato digerente e del tratto genito-urinario dell’uomo). “I siti di glicosilazione – afferma il prof. Rossi – sono delle aree in cui delle molecole di zucchero semplice si legano ad una proteina ancorata sulla membrana cellulare. In particolare, ho notato che tutti questi siti di glicosilazione sono costantemente legati all’ultimo amminoacido della proteina di membrana, che è l’aminoacido Asparagina. Da qui l’idea di utilizzare un vecchio farmaco, ben noto presso gli oncologi che lo usano nella terapia della leucemia acuta dei bambini, la L-Asparaginasi, che è un enzima che eliminando l’aminoacido Asparagina “taglia” di fatto il legame dello spike virale con il suo specifico recettore cellulare, bloccando di fatto l’infezione. Questo farmaco, unito alla già nota Clorochina che funziona bloccando l’ingresso del virus nella cellula tramite un altro meccanismo alterante il pH delle vescicole che trasportano il virus al proprio interno, e all’Eparina, che previene il danno acuto vascolare indotto dalla tempesta dell’infiammazione causata dal virus, e quindi la trombosi secondaria, copre in maniera completa infezione ed effetti dell’infezione sull’uomo”. E poiché la scienza non conosce muri e steccati ma solo ponti e collaborazioni, grazie all’interessamento di un medico marchigiano, lo studio in brevissimo tempo viene analizzato dal noto imprenditore e scienziato Francesco Bellini, laureato ad honorem Unicam, cofondatore della società canadese Biochem Pharma e presidente, tra le altre, della ViroChem Pharma, nonché membro del Consiglio di amministrazione di Montreal Heart Institute Foundation e Canada Science Technology & Innovation Council.
Dopo un attento studio ed analisi è nato il brevetto che, in tre giorni, è stato depositato negli USA (Washington DC) e che già è in fase di valutazione in vari nosocomi statunitensi e canadesi per una rapida applicazione. “Chiaramente è presto per poter dire se questa cura sarà efficace – ha dichiarato il Rettore Unicam Claudio Pettinari – ma ancora una volta sono ad esprimere grande soddisfazione, a nome dell’intera comunità universitaria, per questo ulteriore successo che conferma l’eccellenza della qualità della ricerca scientifica dell’Università di Camerino, riconosciuta anche a livello internazionale. In questa occasione la soddisfazione è ancora più grande perché abbiamo messo in campo le competenze dei nostri ricercatori per trovare soluzioni che siano a beneficio della salute pubblica mondiale. Mi complimento con il prof. Rossi, di cui apprezzo le ottime capacità di ricercatore e divulgatore. Come definito anche nel Piano Strategico di Ateneo 2018-2023, Unicam conferma l’intenzione di sostenere e sviluppare le attività dei gruppi di ricerca che operano nelle cinque Scuole di Ateneo, affinché riescano non solo ad inserirsi con più facilità nei programmi di finanziamento europei ed internazionali, ma perché producano innovazione da trasferire al mondo delle imprese e delle professioni. In questo caso la sinergia pubblico-privato ha dato subito eccellenti risultati ed ora attendiamo tutti fiduciosi l’esito della sperimentazione”.

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Protocollo Abi-AIE per rafforzare il dialogo tra banche e settore dell’editoria libraria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 giugno 2019

Favorire i rapporti tra banche e intermediari finanziari e gli operatori del settore dell’editoria libraria, in particolare le medie e le piccole imprese editoriali, promuovendo e sostenendo iniziative di diffusione del libro e della lettura in un mercato libero e concorrenziale, e rafforzando l’accesso al credito favorendo l’acquisizione di garanzie tra le diverse realtà editoriali e le banche. Questo l’obiettivo del Protocollo d’intesa siglato oggi dal Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, Antonio Patuelli, e dal Presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE), Ricardo Franco Levi.
“Con la sottoscrizione di questo accordo – ha sottolineato il Presidente dell’Abi, Antonio Patuelli – viene ulteriormente confermato l’impegno delle banche italiane a lavorare a fianco delle imprese, e a sostenere la competitività nelle diverse filiere quale fattore per la crescita e lo sviluppo”.“Siamo particolarmente lieti di questa collaborazione – ha commentato il Presidente di AIE, Ricardo Franco Levi – che conferma la centralità del tema della lettura e della conoscenza per la crescita del paese e che consente di rafforzare il legame tra le imprese editoriali, in particolare quelle di minore dimensione, e il sistema bancario”.Nello specifico, l’intesa è volta a promuovere a livello locale iniziative in grado di facilitare accordi diretti tra singoli editori e operatori della filiera e singole banche e intermediari finanziari presenti sul territorio, e a rafforzare il dialogo tra banche e il settore dei libri anche attraverso la costituzione di un tavolo permanente di confronto e la realizzazione congiunta di studi e iniziative di divulgazione.L’accordo tra Abi e AIE si inserisce nell’ambito delle attività portate avanti dalle associazioni per sostenere la libertà di informazione e, più in generale, la crescita e lo sviluppo del Paese, nella consapevolezza che il libro, in tutte le sue forme, costituisce il primo veicolo attraverso il quale vengono diffuse la conoscenza e la cultura, fattori cruciali per il progresso sociale ed economico delle comunità.

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Protocollo di Intesa per la salute dei bambini

Posted by fidest press agency su martedì, 11 giugno 2019

Il Presidente dell’UNICEF Italia Francesco Samengo e il Rettore della Saint Camillus International University of Health Sciences Giovanni Crisostamo Profita, nel corso della Conferenza Organizzativa dell’UNICEF Italia che si tiene a Roma in questi giorni, hanno firmato un protocollo di intesa della durata di quattro anni per unire le proprie forze e competenze in ambito sanitario e di cooperazione per i bambini più vulnerabili.
“Ogni giorno nel mondo 7.000 bambini muoiono nel primo mese di vita. Il primo gennaio di quest’anno sono nati nel mondo oltre 395.000 bambini, circa 1.335 in Italia. È con grande senso di responsabilità che abbiamo deciso di impegnarci in questa collaborazione per i bambini più vulnerabili in Italia e nel mondo. Ogni bambino deve avere un accesso adeguato a cure mediche di qualità che consentano un suo corretto e sano sviluppo.” – ha dichiarato Francesco Samengo, Presidente dell’UNICEF Italia. “Questa collaborazione porterà a risultati concreti e positivi e sono orgoglioso di averne dato notizia in occasione della conferenza organizzativa annuale dell’UNICEF Italia che riunisce i Presidenti provinciali e locali UNICEF, i volontari, il nostro staff, il grande cuore pulsante della nostra organizzazione.”“Insieme con l’UNICEF promuoveremo attività congiunte per la salute e il benessere dei bambini, collaboreremo per la definizione di specifici programmi di ricerca, porteremo avanti progetti nell’ambito della tutela della famiglia e dell’infanzia e della riduzione delle povertà socio educative attraverso la formazione di figure specializzate nel settore sanitario. Questa collaborazione è per noi un grande orgoglio, che porterà beneficio a tanti bambini in Italia e nel mondo”, ha dichiarato il Rettore della Saint Camillus International University of Health Sciences Giovanni Crisostamo Profita.

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Rinnovo Protocollo di Intesa tra Ministero dell’Interno e l’Associazione “Democrazia nelle Regole”

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 febbraio 2019

Il Capo di Gabinetto del Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi e l’Avvocato dello Stato, Giulio Bacosi, fondatore di Democrazia nelle Regole (DnR), hanno sottoscritto al Viminale il rinnovo del Protocollo di Intesa tra il Ministero dell’Interno e l’Associazione di promozione sociale “Democrazia nelle Regole”.Il Protocollo, che ha la validità di 3 anni, è finalizzato a proseguire nell’attività di collaborazione tra Ministero dell’Interno e DnR nella promozione di iniziative di sensibilizzazione per favorire l’educazione alla legalità e alla cittadinanza democratica tra i cittadini, con particolare riferimento ai giovani.Democrazia nelle Regole, Associazione di promozione sociale, promuove la cultura delle Regole e della Civiltà collaborando con le Prefetture e gli Istituti scolastici di tutta Italia; la mission che l’Associazione si propone è quella di far scoprire i valori della convivenza civile attraverso la Costituzione. I suoi interlocutori privilegiati sono innanzitutto i giovani e poi i cittadini tutti: proprio attraverso il dialogo costante e continuo con le scolaresche, DnR ha assistito ai cambiamenti evidenti che la società italiana vive in termini di relativa identità, multiculturalità e accoglienza.
Ad oggi l’Associazione ha superato il milione di studenti incontrati nelle scuole e nei teatri in tutta Italia; oltre 40 i Protocolli d’Intesa con le Prefetture siglati e un ebook interattivo sulla Costituzione.”Da dieci anni andiamo nelle scuole e nei teatri per parlare di Regole ed Educazione per formare uomini e donne di domani, con linguaggi e strumenti semplici e attuali affinché possano sempre sentirsi dei protagonisti attivi per il futuro. Ringrazio il Ministero dell’Interno per aver rinnovato la fiducia a Democrazia nelle Regole: onorati di continuare il nostro viaggio nelle Regole sul territorio Italiano”.Così in una nota l’Avvocato dello Stato Giulio Bacosi, Presidente di Democrazia nelle Regole, a margine del rinnovo del Protocollo d’Intesa al Viminale.

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