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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘psichiatria’

Progetto europeo Milestone per le cure psichiatriche

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Molti, troppi adolescenti con problemi psichici o comportamentali non sono più seguiti durante l’adolescenza, e quando ritrovano una possibilità assistenziale è troppo tardi. E’ un problema con cui i servizi di salute mentale devono fare i conti in tutti i paesi europei: otto Paesi hanno investito nel progetto europeo MILESTONE, in fase di conclusione, per colmare questo vuoto e sviluppare nuovi modelli assistenziali per i giovani pazienti che transitano dai servizi di salute mentale per l’infanzia e l’adolescenza (UONPIA) a quelli per l’età adulta (DSM). Le conclusioni del progetto saranno discusse per la prima volta nel corso del convegno “Continuità delle cure dall’adolescenza all’età adulta nei servizi di salute mentale” che si terrà nei giorni 11 e 12 aprile a Brescia, presso il Centro Paolo VI. L’evento è promosso dall’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia in collaborazione con la Regione Lombardia. Al progetto europeo partecipano Belgio, Croazia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Olanda, Regno Unito, che puntano a risolvere la discontinuità tra UONPIA e DSM. Il ‘cuore’ del progetto è rappresentato da uno studio sperimentale, appunto lo studio MILESTONE, coordinato in Italia da Giovanni de Girolamo (IRRCS Fatebenefratelli Brescia), che ha coinvolto una coorte di circa 1.000 giovani in età di transizione (ossia di 17 anni e mezzo circa), insieme ai loro genitori e clinici di riferimento: tutti questi giovani sono stati seguiti ad intervalli regolari per oltre due anni dal team di ricerca. Il centro italiano, coordinato dall’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, ha reclutato il maggior numero di partecipanti allo studio sperimentale: 223 giovani su un totale di circa 1.000. In Italia, coordinati dall’IRCCS Fatebenefratelli, hanno preso parte al progetto 11 servizi di psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, ed altrettanti DSM.La raccolta dati si è conclusa a Gennaio 2019: come si è già detto, sono stati seguiti per due anni oltre 1.000 giovani e 900 familiari, ed un gran numero di clinici, appartenenti alle UONPIA ed ai DSM, hanno altresì attivamente contribuito. Il campione è rappresentato per la stragrande maggioranza da pazienti seguiti presso ambulatori delle UONPIA, di cui il 39% maschi, e, al momento del reclutamento, con un’età media di 17 anni e mezzo; 2 giovani su 3 vivevano con entrambi i genitori (biologici o in famiglie ricostituite), mentre nel 24% appartenevano a famiglie mono-genitoriali. I giovani erano in carico ai servizi prevalentemente per disturbi d’ansia (24%) o dell’umore (31%), Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività – ADHD (21%) e Disturbi dello Spettro Autistico – ASD (15%). Nel caso del campione italiano i disturbi d’ansia prevalgono (23%) rispetto quelli dell’umore (17%) e più numerosi, rispetto ai casi di ADHD e ASD riscontrati nel campione internazionale, sono anche i disturbi del comportamento alimentare (11%) ed i disturbi psicotici (8%). Un dato interessante emerge osservando i tassi relativi ai tentativi di suicidio nel corso della vita: se nel Regno Unito la percentuale di giovani in trattamento che hanno tentato il suicidio almeno una volta raggiunge ben il 44% del campione, seguita da Olanda, Irlanda, Germania e Belgio (tra il 35 e 25 %), nel caso dei paesi mediterranei (Francia, Croazia e Italia) i tassi scendono sotto il 20%, con l’Italia che registra il tasso più basso tra tutti gli 8 paesi partecipanti (12.5%). Osservando invece i dati relativi al sottocampione dei pazienti con una diagnosi clinica di depressione, emerge che il 57% di costoro ha un genitore che nella vita ha sofferto o tuttora soffre di un disturbo mentale, contro il 15% dei giovani che non hanno un disturbo depressivo. MILESTONE studia la transizione tra le UONPIA ai DSM testando se l’impiego di uno strumento di supporto decisionale per il clinico – chiamato Transition Readiness and Appropriateness Measure (TRAM) – migliori la pianificazione e gli esiti di questo delicato passaggio. Tale verifica viene effettuata confrontando gli esiti clinici dei giovani che sono entrati nel braccio ‘sperimentale’ ed il cui team di ricerca ha effettuato una valutazione con il TRAM, con gli esiti di giovani seguiti da servizi che non impiegano questa procedura in qualche modo standardizzata, che prevede quindi una attenta valutazione da parte del team di ‘partenza’ (della UONPIA) e di ‘arrivo’ (il team del DSM). I risultati relativi all’uso dello strumento TRAM saranno presentati per la prima volta durante il convegno. Nell’ambito dei risultati delle altre attività del progetto MILESTONE va sottolineato che de Girolamo, coordinatore italiano del progetto, e Signorini hanno condotto per la prima volta in assoluto una ‘mappatura’ delle UONPIA nei 28 paesi europei; tale ricerca è stata pubblicata su Lancet Psychiatry (Signorini et al., 2017) e su European Child and Adolescent Psychiatry (Signorini et al 2018): il team di ricerca ha con successo studiato l’organizzazione, le caratteristiche ed il funzionamento delle UONPIA e la loro interfaccia con i servizi per l’età adulta, evidenziandone le criticità (ad esempio, solo 2 Paesi tra i 28 coinvolti hanno dichiarato si possedere a livello ufficiale e nazionale dei protocolli d’intesa tra differenti tipi di servizi di salute mentale per regolamentare e garantire la continuità delle cure) e mettendo in luce le differenze tra i diversi Paesi in termini di attività, accessi dell’utenza, distribuzione e risorse; queste differenze, spesso, non rispecchiano differenti bisogni assistenziali all’interno della popolazione d’interesse, ovvero i giovani in età di transizione, ed impongono una attenta riorganizzazione dei servizi di salute mentale in tutta Europa, al fine di pianificare e realizzare modelli di cura più centrati sulla persona. E’ di nota che una percentuale compresa tra l’1,5% ed il 3% della popolazione in età infantile ed adolescenziale è in contatto, nei 28 paesi europei, con un servizio di psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza: se si considera l’impatto che i disturbi psichici e comportamentali possono avere sulla traiettoria fisiologica della sviluppo in persone giovani, si capisce bene perché sia essenziale ottimizzare la qualità delle cure in questa fase della vita. (fonte: Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio FATEBENEFRATELLI)

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Psichiatria: I piccoli dimenticati

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

Mentre la salute mentale ha fatto impressionanti progressi sia dal punto di vista delle conoscenze che delle pratiche assistenziali, esiste ancora un’area totalmente negletta nonostante che essa coincida con l’età critica per l’insorgere dei disturbi mentali e da abuso di sostanze: si tratta della cosiddetta “transizione” dai servizi di psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza a quelli dell’età adulta, transizione che deve aver luogo al compimento dei 18 anni. Troppo spesso, infatti, passando dall’età pediatrica a quella adulta le cure si interrompono e le conseguenze possono essere gravi. Talmente gravi che otto Paesi si stanno impegnando nel progetto europeo MILESTONE, iniziato nel 2014 e in conclusione nella primavera del 2019, proprio per colmare questo vuoto e sviluppare nuovi modelli assistenziali per i giovani pazienti che transitano dai servizi di salute mentale per l’infanzia e l’adolescenza a quelli per l’età adulta. Le conclusioni del progetto saranno discusse per la prima volta nel corso del convegno “Continuità delle cure dall’adolescenza all’età adulta nei servizi di salute mentale” che si terrà nei giorni 11 e 12 aprile a Brescia, presso il Centro Paolo VI. L’evento è promosso dall’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia in collaborazione con la Regione Lombardia. Al progetto europeo partecipano Belgio, Croazia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Olanda e Regno Unito. Gli obiettivi del MILESTONE sono numerosi: indagare l’architettura ed il funzionamento generale dei Servizi di Salute Mentale per l’Infanzia e l’Adolescenza in Europa; studiare le caratteristiche del training in questo settore in Europa e l’eventuale presenza di modelli di training specifici per ottimizzare la continuità assistenziale; valutare le problematiche etiche associate alla transizione. Il ‘cuore’ del progetto è rappresentato da uno studio sperimentale, appunto lo studio MILESTONE, coordinato in Italia da Giovanni de Girolamo (IRCCS Fatebenefratelli Brescia), che ha coinvolto una coorte di circa 1.000 giovani in età di transizione (ossia di 17 anni e mezzo circa), insieme ai loro genitori e clinici di riferimento: tutti questi giovani sono stati seguiti ad intervalli regolari per quasi tre anni dal team di ricerca. Va sottolineato che il centro italiano, coordinato dall’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, ha reclutato il maggior numero di partecipanti allo studio sperimentale: 223 giovani su un totale di circa 1.000. In Italia, coordinati dall’IRCCS Fatebenefratelli, hanno preso parte al progetto 11 servizi di psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza.

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A Brescia si studia un test per la psichiatria di precisione

Posted by fidest press agency su domenica, 4 febbraio 2018

ospedale bresciaSui tumori la caratterizzazione molecolare si fa da tempo e serve a mirare la terapia. Anche nella cura delle malattie mentali il test di farmacogenetica viene applicato, ma finora per profilare la risposta dell’organismo ai farmaci utilizzati nei casi di depressione maggiore erano disponibili solo dei kit commerciali, sui quali non è mai stato effettuato uno studio pubblico. In questi giorni a Brescia parte il progetto di ricerca per la validazione clinica di un approccio farmaco-genomico combinatorio, che permetterà di applicare la medicina di precisione anche in quest’ambito. Come spiega il coordinatore, Massimo Gennarelli, ordinario di genetica medica all’Universita di Brescia e responsabile dell’unita di genetica dell’Irccs Fatebenefratelli «un paziente che non ha risposto a una prima terapia è sottoposto al test che cerca di capire se la mancata risposta è legata al profilo farmacocinetico, se cioè metabolizza più meno velocemente; in un paio di giorni il medico ha a disposizione un ulteriore aiuto per avere l’indicazione che gli serve sui farmaci più efficaci o con minor rischio di effetti collaterali, una sorta di semaforo dei farmaci». Per giungere a questo test – e validarlo pubblicamente – si effettuerà uno studio su 300 pazienti (costo circa 400.000 euro). Si tratta di una collaborazione tra IRCCS Fatebenefratelli (Prof. M. Gennarelli, Dr. GB. Tura), Ospedali Civili/Università di Brescia (Prof. A. Vita),Policlinico G. Martino, Messina (Prof. E. Spina). «La personalizzazione della terapia farmacologica per il trattamento dei disturbi depressivi in termini di efficacia e sicurezza – spiega Gennarelli – rappresenta un obbiettivo cruciale in psichiatria. In questi ultimi anni sono stati identificate numerose varianti genetiche associate alla risposta al trattamento e agli effetti collaterali di numerosi farmaci antidepressivi. Questo progetto si propone di validare nella pratica clinica un nuovo test di farmacogenetica basato su un algoritmo complesso predittivo. Questa sperimentazione potrebbe quindi fornire uno strumento di “medicina di precisione” di supporto allo psichiatra per la cura dei pazienti affetti da depressione maggiore».

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Chiesa e psichiatria: andare oltre la routine di cura

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 dicembre 2017

ospedale bresciaBrescia. Il convegno “La Chiesa italiana e la salute mentale” è la prima iniziativa pubblica del tavolo per la Salute Mentale della CEI, attivatosi nell’anno in corso per la volontà dell’ufficio per la pastorale della salute, con l’obiettivo di leggere le problematiche della psichiatria secondo una precisa prospettiva che ridia alla persona una sostanziale centralità. I Fatebenefratelli contribuiscono a quest’iniziativa portandovi la secolare esperienza che hanno maturale nell’assistenza dei malati psichici e nella ricerca, che ha il suo baricentro nel Centro S.Giovanni di Dio di Brescia, unico Irccs nazionale specializzato nella malattia mentale. Al convegno del 2 dicembre a Roma, prenderà la parola il presidente del Cda dell’Irccs fra Marco Fabello e una delle tavole rotonde sarà moderata da Giovanni Battista Tura, primario di psichiatria dell’Istituto, il quale, insieme allo psichiatra romano Tonino Cantelmi, radunerà in un confronto scientifico alcuni tra i maggiori esponenti della psichiatria italiana. «Il contributo che la nostra attività quotidiana può portare alla riflessione della Chiesa e, in termini di confronto culturale e metodologico, alla psichiatria è sicuramente quello di un ri-orientamento delle teorie e dei modelli in una logica che veda realmente la centralità della singola persona, e non già dei sistemi di cura – spiega Tura – . Ci aspettiamo una riflessione congiunta, dunque, che passi in esame i temi più attuali e trasversali alle varie aree di studio e operative, con particolare attenzione alle nuove fragilità, alle nuove vulnerabilità. E’ ormai provato come dinamiche sociali emergenti, sostenute dalla logica del “provvisorio” e del precario stiano dando vita a nuove marginalità, a nuove forme di sofferenza psichica. Rimettere la singola persona, con la propria specifica umanità, con la sua “unicità” di fragilità – e pertanto rivedere da una prospettiva individuo-centrata le sofferenze psichiche – non è un atteggiamento solo virtuoso e umanizzante, ma si rivela l’approccio necessario perché gli interventi e gli esiti siano sostenibili ed efficaci. E’ partendo da questa prospettiva che è necessario e opportuno rileggere le nuove emergenze, quelle dell’età evolutiva così come della terza età, quella della genitorialità fragile, quella delle nuove dipendenze, quelle delle nuove solitudini, di nuove “povertà sociali” e contemporaneamente rivedere modelli e sistemi di cura, modalità di accesso e fruizione delle stesse. La mera e routinaria applicazione di ciò che sappiamo e che facciamo rischia di non intercettare il nuovo emergente; ridare centralità alla persona è unica alternativa che dia al nostro agire caratteri di sostenibilità ed efficacia».

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Verso nuovi scenari assistenziali per la psichiatria forense

Posted by fidest press agency su martedì, 14 novembre 2017

università bresciaBrescia il 22 e il 23 novembre al centro Probrixia di Brescia (“Dipartimenti di Salute Mentale e REMS: verso nuovi scenari assistenziali per la psichiatria forense” riunirà i massimi esperti della materia si propone innanzitutto di fornire i risultati conclusivi del progetto ‘VIOlence Risk and MEntal Disorders’ (VIORMED), finanziato dalla Regione Lombardia, promosso e coordinato dall’IRCCS Fatebenefratelli. Il progetto VIORMED rappresenta il primo studio prospettico mai fatto in Italia per valutare e seguire, con una metodologia particolarmente rigorosa, un’ampia coorte di pazienti in trattamento, caratterizzati da una storia di gravi comportamenti violenti. Inoltre l’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia ha appena vinto un progetto europeo dedicato appunto ad un analisi dei percorsi assistenziali e delle caratteristiche delle strutture psichiatrico-forensi in 5 paesi europei (oltre l’Italia, Austria, Germania, Gran Bretagna e Polonia). La presentazione dei risultati del VIORMED fornirà lo spunto per una sessione interamente dedicata alla presentazione di progetti ed esperienze condotte sino ad oggi nelle REMS e nei DSM, e sarà poi seguita da un’accurata revisione delle conoscenze ad oggi disponibili per la prevenzione ed il trattamento di pazienti con disturbi mentali gravi a rischio di comportamenti violenti.
La recente chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG) e il contestuale avvio delle Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS) ha rappresentato un cambiamento epocale nel campo della psichiatria forense italiana, sino a pochi anni fa caratterizzata da una pratica asilare degradante, parallela ad una intensa generazione di ‘perizie’, spesso di limitato valore scientifico e conoscitivo. Oggi c’è lo spazio teorico-pratico per un significativo cambiamento in questo delicato settore, che implica un profondo rinnovamento delle conoscenze e delle pratiche assistenziali.
Le competenze e le responsabilità assistenziali per i Dipartimenti di Salute Mentale (Dsm) si sono accresciute, anche se essi erano e sono solo in parte attrezzati a trattare efficacemente pazienti con una storia di comportamenti violenti, o a rischio di comportamenti violenti. Inoltre, in Italia la ricerca nel campo della psichiatria forense è stata sino ad oggi estremamente limitata, e ciò non ha favorito un approccio scientificamente rigoroso ai delicati problemi che quest’area assistenziale pone. Malgrado questo, i Fatebenefratelli restano in prima linea in un settore che incarna perfettamente la loro secolare tradizione di impegno assistenziale – San Giovanni di Dio iniziò il proprio apostolato tra i malati di mente, che spesso, nella Spagna del XVI secolo, venivano “curati” nelle carceri – ed infatti gestiscono a San Maurizio Canavese (Torino) una delle nuove REMS.

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3° IPS Day Nazionale: Riabilitazione Psichiatrica o politica attiva del lavoro?

Posted by fidest press agency su domenica, 15 ottobre 2017

bolognaBologna Lunedì 16 ottobre, a Bologna, alla Casa dei donatori AVIS. Conclude i lavori Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. Sostenere i cittadini con disagio psichico che manifestino il desiderio di lavorare nella ricerca di un impiego, indipendentemente dalla diagnosi, dal livello di istruzione, dal retroterra socio-culturale e dalla storia lavorativa. E’ l’obiettivo del metodo IPS (Individual Placement and Support), ampiamente sperimentato a livello internazionale, la cui efficacia è ormai dimostrata da evidenze scientifiche. L’Emilia-Romagna è stata la prima regione italiana ad aver sperimentato il metodo IPS. A Bologna nel 2016 sono state 172 le persone con disagio psichico che hanno trovato lavoro grazie alla applicazione di questo metodo, nei servizi alla persona, in attività di ristorazione, in agricoltura, nel turismo. I vantaggi di questo modello di inserimento lavorativo saranno al centro del 3° IPS Day Nazionale, che si terrà lunedì 16 ottobre a Bologna, presso l’Aula Cesari Casa dei donatori di Sangue AVIS, in via dell’Ospedale 20, a partire dalle 8,30. Parteciperanno, tra gli altri, Paola Cicognani e Mila Ferri, rispettivamente Direttore della Agenzia Regionale per il lavoro e Dirigente dell’Area della Salute Mentale e delle Dipendenze Patologiche della Regione Emilia-Romagna, e Angelo Fioritti, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze Patologiche della Azienda USL di Bologna. Conclude i lavori Giuliano Poletti, Ministro del lavoro e delle Politiche Sociali.

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Cosa fa esattamente un ricercatore che studia il cervello?

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

ospedale bresciaBrescia. La risposta il 29 settembre a Brescia in collaborazione con l’Università degli Studi e l’Università Cattolica di Brescia per avvicinare i ricercatori ai cittadini di tutte le età, ma soprattutto ai giovani. Nell’ambito dell’iniziativa promossa dall’Università di Brescia, in collaborazione con la Facoltà di Medicina dell’Università di Brescia, l’IRCCS Fatebenefratelli contribuirà all’allestimento dello stand scientifico, espositivo e dimostrativo: Universo cervello: parla e gioca con noi. Dai laboratori di neuroscienze, ricerche, microscopi, giochi e quiz per scoprire il nostro cervello (in collaborazione con Zeiss Italia). Lo stand, allestito presso negli spazi dell’Università degli Studi di Brescia, nel chiostro di San Faustino (Via San Faustino 74b, Brescia) sarà aperto al pubblico dalle ore 14.30-17.30 di Venerdì 29 Settembre. Queste saranno le attività:
1- Quiz interattivo CHI VUOL ESSERE…SCIENZIATO? (allestito dal Laboratorio di Marcatori Molecolari, Laboratorio di Genetica, Laboratorio di Psichiatria Biologica) Sarà proposto al pubblico (partecipazione libera) un Quiz interattivo che descriva la professione del ricercatore IRCCS. Saranno presentate una serie di domande a cui i partecipanti potranno rispondere liberamente scegliendo una tra più alternative possibili. Le domande verteranno su diversi aspetti della ricerca scientifica con particolare riferimento alla ricerca traslazionale ed allo studio di marcatori molecolari per le malattie neurodegenerative e psichiatriche.
2- Brain Game (allestito dall’Unità di Psichiatria) Si tratta di un gioco che ha l’obiettivo di sensibilizzare i partecipanti sul tema della malattia mentale e di ridurre gli stereotipi e le attitudini negative verso la malattia. Il gioco è stato da noi utilizzato in un progetto che ha coinvolto le scuole superiori del nostro territorio, adattandolo e traducendolo dall’originale (“Breaking the silence: Teaching the Next Generation About Mental Illness” http://www.btslessonplans.org/). Si tratta di una serie di domande di carattere generale sulle conoscenze circa la salute mentale e di domande riguardanti potenziali la folliasituazioni interpersonali con persone affette da disturbi mentali.
3-Test di riconoscimento emotivo (allestito dall’Unità di Psichiatria e dall’Unità di Neuropsicologia)
Si tratta di un test standardizzato che misura l’abilità di riconoscimento emotivo attraverso l’espressione facciale (Kerr & Neale, 1993). Ha la durata di circa 10 minuti e permette di valutare sia l’accuratezza della risposta che il tempo di reazione. Può diventare un modo per introdurre il tema della gestione delle emozioni e della disregolazione emotiva, tema cardine delle nostre ricerche.
4- Video divulgativo sulla malattia mentale (allestito dall’Unità di Psichiatria) Si tratta di un breve video, della durata di circa 3 minuti, dove vengono presentati personaggi della storia o personaggi famosi attuali che hanno sofferto o soffrono di un disturbo mentale. Lo scopo del video, preparato per le scuole e per incontri divulgativi sulla malattia mentale, mostra come non necessariamente la malattia mentale sia un impedimento per il raggiungimento di obiettivi di vita importanti.
5- Il cervello in 3D Blocchi di cristallo con impressa l’immagine in 3D del cervello, ottenuta tramite Risonanza Magnetica e stampata con il laser: uno strumento di impatto che mostra precisamente tutte le strutture cerebrali in alta risoluzione e che permette di evidenziare quali aree vengono colpite dalle diverse malattie neurodegenerative e come la ricerca nell’ambito del “neuroimaging” può aiutare ad effettuare diagnosi precoci e ad aprire nuove strade per la cura.
Durante tutta la durata del banchetto sarà distribuito materiale informativo che riguarda l’attività di ricerca svolta dall’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia. Saranno inoltre disponibili informazioni specifiche riguardanti i progetti:
– Salute mentale e prevenzione: promuovere la salute mentale ed il benessere nei figli di pazienti affetti da disturbi mentali (a cura dell’Unità Operativa di Psichiatria Epidemiologica e Valutativa)
– La salute mentale nei giovani: una priorità per la sanità pubblica (a cura dell’Unità Operativa di Psichiatria Epidemiologica e Valutativa)
– VIORMED Studio multicentrico sul rischio di violenza in persone affette da disturbi mentali gravi (a cura dell’Unità Operativa di Psichiatria Epidemiologica e Valutativa) (n.r. Richiamiamo a questo riguardo il libro edito dalla Fidest “La follia” che parte dalle osservazioni sulle funzioni cerebrali per capire i comportamenti umani estremi: aggressività, violenza di genere, serial killer, antropofagia, ecc. Ma vi è anche un altro aspetto che concerne uno studio (non scientifico) ma fondato sull’osservazione di alcuni volontari, del decadimento cerebrale in età senile e la sua gradualità.)

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Presentazione del volume ‘Pulsione ed esistenza. Psicoanalisi e psichiatria fenomenologica’

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 aprile 2017

Roma Venerdì 28 Aprile 2017, ore 15:00 Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo, Sala Elio Matassi Via Ostiense 234/236 nella sala “Elio Matassi”, Massimiliano Aragona, Gabriella Farina, Roberto Finelli e Federica Giardini discutono il libro Pulsione ed esistenza. Psicoanalisi e psichiatria fenomenologica di Ezio Maria Izzo. Sarà presente l’autore.

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La Chiesa italiana istituisce un tavolo per la psichiatria

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 ottobre 2016

ospedale bresciaBrescia. Lo scopo è quello di «attivare spazi di riflessione e di confronto, iniziative informative e formative, nonché possibili iniziative operative». L’ha annunciato stamane all’Irccs Fatebenefratelli di Brescia il direttore della pastorale della salute della conferenza episcopale, don Carmine Arice, nell’ambito del convegno europeo di pastorale della salute, promosso dai Fatebenefratelli in occasione del XX anniversario dell’Irccs e dedicato alle malattie neurodegenerative. Il sacerdote ha puntualizzato che il gruppo di lavoro, che attualmente è coordinato dagli psichiatri Giovanni Battista Tura e Tonino Cantelmi sarà un organismo composto da professionisti e si porrà l’obiettivo, recita il documento istitutivo, «di dare alla dimensione della malattia psichica una lettura che vada oltre la convenzionale prospettiva nosografia e tecnica» e che «recuperi la sua essenza primaria, vale a dire l’impatto di tutta la persona con una esperienza che lo pervade in tutte le proprie espressioni». Non è secondaria la nota che prosegue nell’illustrare le ragioni per cui nasce il tavolo: «il disagio psichico nelle ordinarie prassi assistenziali e di cura non trova sempre una giusta accoglienza e le giuste attenzioni». Anzi, la gestione della salute mentale «presenta una lentezza evolutiva che non corrisponde sempre alla puntuale risposta di vecchi e nuovi bisogni, relegando tale problematica in aree marginali». L’esigenza di un gruppo di lavoro emerge dunque da un’analisi che evidenzia un deficit, che al convegno europeo è stato evidenziato da tutti i relatori e che investe la stessa comunità ecclesiale, come ha ammesso anche il superiore provinciale dei Fatebenefratelli, Massimo Villa e come ha puntualizzato lo stesso Arice: «lo stigma attraversa anche le nostre comunità, come tutta la società, e come Chiesa non stiamo proponendo una risposta efficace, se vogliamo veramente essere una Chiesa inclusiva come ci chiede il Papa. E’ necessario superare l’abitudine alla denuncia e alle statistiche, dobbiamo dare carne agli slogan, perché, come dice la Evangeii Gaudium, la realtà è più importante dell’idea e non basta affermare che la diversità è una sfida, bisogna cogliere questa sfida». Quanto sia impegnativa tale sfida l’hanno evidenziato al convegno – introdotto dal direttore generale dell’Irccs fra Marco Fabello – le testimonianze di padre José Manuel Pereira de Almeida, responsabile della pastorale della salute per la Chiesa portoghese («Cambiare mentalità e modo di operare, come ci chiede il Santo Padre, non è facile e noi per prima cosa abbiamo cercato di lavorare pastoralmente in rete e imparare dagli altri, modificare il senso della costruzione comune: invece di applicare modelli e principi dall’alto oggi partiamo dalla realtà di ogni parrocchia, di ogni unità pastorale, di ciascuno dei centri di salute, degli ospedali, e tentiamo di coglierne le necessità oggettive: sentire la gente, spendere tempo con loro, capire i suoi desideri. Un altro passo importante è sostituire l’impegno del singolo con uno stile collaborativo») e padre Jesus Martinez Carracedo, responsabile per la Chiesa spagnola («Abbiamo un’emergenza suicidi e sono i vecchi che rappresentano il numero più elevato di vittime: è la solitudine ad uccidere e per invertire la tendenza occorre lavorare sul senso del vivere nelle parrocchie, dove si concentra la metà degli anziani spagnoli»). Nel pomeriggio, i manager dell’Irccs Fatebenefratelli si sono confrontati sulla declinazione della visione pastorale nell’attività dell’Istituto.

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Lorenzin: Voglio una psichiatria più presente sul territorio

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2016

ospedale bresciaBrescia. “La psichiatria è sempre stata il fanalino di coda della medicina, ma oggi dobbiamo riorganizzarla perché sia più presente sul territorio è l IRCCS Fatebbenefratellj, unico di 49 IRCCS dedito alla malattia mentale, è importante in questa sfida”:
così, ieri pomeriggio, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha salutato i dirigenti e i dipendenti dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia al termine della visita all’Istituto, del quale ricorre quest’anno il ventesimo dalla fondazione. Ad accogliere il ministro che era accompagnato dall assessore regionale Mauro Parolini , c’erano il direttore generale fra Marco Fabello, accompagnato dal superiore provinciale dell’Ordine San Giovanni di Dio – Fatebenefratelli fra Massimo Villa, e il direttore scientifico dell’Irccs professor Stefano Cappa. Fra Marco ha ricordato che “San Giovanni di Dio curava i malati col cuore, con l’anima e con tutte le possibilità” e ha chiesto quindi al governo che “sia concessa all’Irccs un’agibilità migliore sul territorio per poter occupare soprattutto quegli spazi ancora poco presidiati nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta”, sottolineando un deficit di assistenza non meno grave dei problemi della ricerca, i quali peraltro hanno condotto anche quest’anno a un robusto taglio nei finanziamenti. “La salute mentale merita un’attenzione non inferiore alla grande chirurgia o ai più grandi centri specialistici di cui è ricca la Regione Lombardia, e non solo. Le famiglie portano un peso troppo grande, sia nel mondo dei malati psichici che dei malati di demenza, soprattutto di Alzheimer” ha commentato Fabello. Dopo il direttore generale, che ha chiesto al Ministro di poter partecipare ai tavoli nazionali e regionali in quanto unico Irccs dedicato alla malattia mentale, il direttore scientifico ha illustrato l’impatto di queste patologie sulla qualità della vita dei pazienti, ricordando che nel mondo si esprime un caso di demenza ogni 3 secondi. “La ricerca traslazionale dell’Irccs – ha detto il professor Cappa – si basa su un approccio mirato sul ciclo di vita, affrontando i fattori di rischio genetici e ambientali, la diagnosi precoce attraverso marcatori molecolari e di neuroimmagine, e le terapie farmacologiche e non”. Cappa ha quindi ricordato alcuni esempi delle ricerche finanziate all’Irccs, dall’identificazione dei markers dell’Alzheimer, alle nuove tecniche di diagnosi di questa forma di demenza, allo studio della salute mentale dei giovani e della depressione.

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Psichiatria: i pazienti insegnano l’arte ai ragazzi contro lo stigma

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2016

ospedale bresciaBrescia 7 giugno alle 17. La location è la sontuosa sala SS Filippo e Giacomo in via delle Battaglie, 61, dove saranno esposte le opere realizzate con l’importante contributo di alcuni ospiti dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia, unico istituto di ricovero e cura a carattere scientifico dedicato esclusivamente alla psichiatria. L’arte può essere uno strumento efficace per la riabilitazione psichiatrica delle persone che soffrono di una malattia mentale con una ricaduta positiva anche sulle loro famiglie, sui vicini di casa, sui colleghi di lavoro che spesso condividono con loro un difficile cammino: la lotta allo stigma sociale che accompagna e sovente aggrava la condizione delle persone che soffrono di una malattia mentale è il principale obiettivo della mostra Deepression.
La mostra, voluta anche per celebrare il XX anniversario della fondazione dell’istituto bresciano, è l’ultimo step del progetto “Intervento educativo sugli atteggiamenti verso la malattia mentale degli studenti delle scuole secondarie superiori bresciane” finanziato dalla Fondazione Comunità Bresciana onlus e che ha coinvolto gli Istituti superiori Calini, Gambara, Canossa e De Andrè di Brescia. Il progetto ruota intorno alla Bottega dell’Arte nella quale un gruppo di ospiti delle comunità psichiatriche dell’Irccs ha insegnato alcune tecniche artistiche a un gruppo di circa 100 studenti di 4 istituti superiori della città. «Questa attività si inserisce nel progetto più ampio che ha lo scopo di promuovere una corretta informazione sulla salute mentale e di ridurre lo stigma che è ancora associato alla malattia mentale e l’arte, in questo caso, è stata un veicolo per promuovere una connessione tra l’istituzione e il territorio e promuovere quel “contatto sociale” che secondo la letteratura scientifica è uno dei fattori più efficaci nella riduzione degli stereotipi e pregiudizi verso le persone che soffrono di una malattia mentale» spiega la psicoterapeuta Mariangela Lanfredi.
La mostra, che si avvale della collaborazione del Segreteriato Italiano Studenti Medicina e dell’Associazione “Il Sasso nello Stagno”, non è il primo intervento con cui l’Irccs porta avanti la sua lotta al pregiudizio verso la malattia mentale. Queste iniziative non hanno solo un obiettivo sociale, come chiarisce la psicoterapeuta Roberta Rossi: «Sappiamo dalla ricerca e dall’esperienza clinica, che gli stereotipi e i pregiudizi verso la salute mentale sono una barriera per l’accesso alle cure e sono fonte di ulteriore sofferenza per chi è già in una condizione di disagio dato dalla malattia mentale. Basti pensare, che in media, una persona con malattia mentale tarda il ricorso alle cure anche di diversi anni rispetto all’esordio dei primi sintomi con ovviamente un effetto sulla prognosi e sul decorso della malattia stessa. Il lavoro di sensibilizzazione promosso dal progetto vuole dunque essere un modo per fornire informazione corretta, suffragata dalle più recenti evidenze scientifiche, nel tentativo che i ragazzi possano essi stessi farsi promotori di un atteggiamento non pregiudiziale nei confronti della salute mentale anche, a cascata, nella Comunità».

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Discinesia Tardiva

Posted by fidest press agency su sabato, 26 maggio 2012

Copertina del wikibook Disturbi mentali

Copertina del wikibook Disturbi mentali (Photo credit: Wikipedia)

Parma. Sviluppare una stretta collaborazione tra i due specialisti chiamati a trattare il paziente affetto da disturbi psichiatrici, il cui trattamento farmacologico provoca disturbi extrapiramidali determinando importanti limitazioni nel movimento e nella attività quotidiana. È questa l’idea che ha ispirato i convegni DISCINESIE TARDIVE: area di confine fra Neurologia e Psichiatria (Catania, 11 maggio) e MENTE E MOVIMENTO: i disturbi del Movimento tra Neurologia e Psichiatria (Roma, 31 maggio) organizzati con il contributo incondizionato di Chiesi Farmaceutici, azienda impegnata nella realizzazione di servizi di counselling per il paziente e di informazione per il medico (www.discinesia.it) e l’organizzazione di eventi specifici per neurologi e psichiatri. A Catania il tema delle discinesie tardive è stato trattato attraverso un confronto tra i due diversi punti di vista, quello neurologico e quello psichiatrico. “Il riconoscimento della discinesia tardiva è importante e necessario per avviare un adeguato trattamento. La valutazione di questa condizione si avvale di scale cliniche che consentono anche di monitorare l’efficacia clinica del trattamento intrapreso. Scopo dell’incontro di Catania è stato quello di attenzionare queste problematiche a specialisti neurologi e psichiatri” ci spiega il professor Mario Zappia, U.O.C. di Neurologia – Università di Catania. La prevenzione ed il trattamento dei disturbi del movimento saranno oggetto del convegno di Roma attraverso un confronto tra neurologi e psichiatri sull’analisi di casi clinici “è importante che fra neurologi e psichiatri si torni a parlare un linguaggio comune e vi sia un’osmosi di competenze, soprattutto nell’ambito dei disturbi del movimento. Il nostro corso sarà basato sulla presentazione di video di pazienti sia per illustrare la semiologia dei disturbi del movimento, che per presentare casi clinici su cui discutere il percorso diagnostico e le scelte terapeutiche” ci spiega la professoressa Anna Rita Bentivoglio – Ist. di Neurologia, Università Cattolica del S. Cuore di Roma.
La discinesia tardiva è un disturbo del movimento, che si manifesta con movimenti facciali involontari a carico della muscolatura della lingua, della bocca, delle labbra e talvolta movimenti coreoatetosici di arti e tronco. La sua insorgenza avviene in seguito al trattamento a lungo termine con neurolettici. Sebbene l’esatta patogenesi rimane ancora sconosciuta, si possono identificare alcuni fattori di rischio in relazione al trattamento farmacologico. La maggiore incidenza di disturbi extrapiramidali (EPS) si manifesta infatti nei pazienti in trattamento con antipsicotici di prima generazione, anche se vi sono dati di un rischio non trascurabile con gli antipsicotici “atipici”. La prevalenza della discinesia tardiva si segnala intorno al 20-30% e rappresenta una condizione difficile da trattare e persistente anche dopo la sospensione del trattamento farmacologico. Per questo la prevenzione gioca un ruolo fondamentale, unitamente ad un attento monitoraggio dei segni e sintomi neurologici in corso di trattamento con farmaci antipsicotici. L’importanza della formazione, dell’aggiornamento e di una sensibilizzazione del personale medico e sanitario sono quindi determinanti, sia dal punto di vista sociale che del segno ancora associato agli effetti iatrogeni del trattamento psicofarmacologico.

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Nuovo primario psichiatra dei Riuniti

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2011

Bergamo Emi Bondi, 52 anni, è il nuovo primario della Psichiatria I degli Ospedali Riuniti. Toscana d’origine, ha studiato Medicina all’Università degli Studi di Pisa, dove si è anche specializzata in psichiatria alla scuola del prof. Giovanni Cassano, con un lavoro sperimentale sulla riabilitazione dei pazienti con disturbi alimentari, che ancora oggi è uno degli ambiti di maggiore interesse nell’attività clinica e manageriale della dottoressa Bondi. Terminati gli studi, lascia la Toscana per un incarico di 6 mesi all’Azienda Ospedaliera della Valtellina e della Valchiavenna. “L’opportunità è arrivata grazie a un contatto ottenuto da un compagno di corso – ricorda Emi Bondi -. Doveva essere una posizione temporanea, ma in Valtellina poi ci sono rimasta per 16 anni.” È così che nel 1996 inizia la sua carriera al CPS di Bormio, di cui diventerà responsabile nel 2002. Nel 2009 ottiene l’incarico di sostituto temporaneo del primario del reparto di Psichiatria del presidio di Morbegno, che ha mantenuto fino al giugno scorso. Tra gli obiettivi del suo mandato, quello di dare una risposta di cura soprattutto ai giovani, perché è tra i ragazzi adolescenti o poco più che ventenni che nascono le patologie psichiatriche, difficili da intercettare e per questo troppo spesso trascurate. Grande attenzione sarà riservata anche alle famiglie dei pazienti, che, esattamente come il malato, si trovano a vivere momenti molto difficili, ma che possono svolgere, se adeguatamente coinvolti, il ruolo di preziosi alleati di tutti i professionisti che sono direttamente chiamati alla cura e alla riabilitazione dei malati psichiatrici. Emi Bondi, terzo primario donna dei Riuniti, promette anche particolare attenzione al mondo femminile, perché in certi periodi della vita, come la gravidanza e il post partum, le donne si trovano a vivere una condizione mentale molto fragile, che necessita di sostegni adeguati.

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Magia, psichiatria e campi misti

Posted by fidest press agency su martedì, 18 gennaio 2011

Roma 28 gennaio 2011 (17,00 20,00) via Gioberti 54 L’incontro tra il mondo magico e la coscienza razionale risale ai primordi del pensiero dei sapiens. Da sempre gli uomini si sono confrontati con avversità, spesso più grandi di loro, ed hanno sperato di manipolare gli eventi.
Questa è la magia.  Il seminario ripercorre le forme del pensiero di fronte alla magia, i riti, le storie, il passaggio nel tempo, i suoi personaggi ancestrali, fino ad arrivare ai cambiamenti prodotti sulle tradizioni dall’avvento della psicologia e della psichiatria.  Il seminario sarà tenuto dal dott. Paolo Cianconi, Medico Chirurgo, Specialista in Psichiatria, Psicoterapeuta, Antropologo; ha effettuato numerose ricerche in Italia e all’estero per studiare lo psichismo dei guaritori, le tecniche terapeutiche, la mitologia ed i riti delle popolazioni tradizionali in via di modernizzazione. E’ possibile partecipare gratuitamente al seminario solo su prenotazione e fino ad esaurimento dei posti disponibili.

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Lazio: psichiatria

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 dicembre 2010

Ogni anno vengono visitate 76.895 persone nei 69 centri di salute mentale della regione Lazio e, negli stessi servizi, vengono effettuate 865.817 prestazioni, dalle visite psichiatriche alle psicoterapie. Mentre i ricoveri nei reparti psichiatrici pubblici ed accreditati, sono 15.800 l’anno. Questi numeri, che fanno riferimento all’anno 2008, l’ultimo di cui si hanno dati ufficiali, evidenziano il carico di sofferenza ed il lavoro svolto nella nostra Regione.  «Aumentano i pazienti stranieri in trattamento che, nel 2008, hanno superato il 5% del totale ed i ricoveri per disturbi dell’umore, depressione e disturbi bipolari, che ormai rappresentano il 30% dei ricoveri complessivi», afferma Gian Marco Polselli, presidente uscente della Sip Lazio. L’apertura dei reparti Universitari del “S. Andrea” e del Policlinico “Umberto I”, ha fatto superare una impasse che durava da anni, ed ora i giovani psichiatri possono approfondire la loro conoscenza nella pratica clinica e possono sviluppare nuovi interventi terapeutici, in contatto con le altre realtà nazionali ed internazionali. Alcune unità operative, come quella che studia la depressione postpartum alla “Sapienza”, rappresentano una novità indispensabile per rispondere ad esigenze sempre più pressanti della popolazione. A fronte di ciò resta il grave problema della scarsità di risorse e di personale. «Ci sono molti psichiatri che lavorano con contratti precari ed a tempo determinato». dichiara Andrea Figà Talamanca, vice presidente dello Sindacato dei Medici Italiani Lazio (Smi), «ed il recente Piano triennale di intervento a sostegno della rete dei servizi per la salute mentale, rappresenta un intervento utile, anche se limitato, che deve assumere un carattere di stabilità». Questi sono, tra gli altri, gli argomenti che verranno trattati in occasione del Congresso della Società Italiana di Psichiatria della Regione Lazio, che si svolgerà a Roma dal 14 al 15 dicembre, presso il Comprensorio di “Santa Maria della Pietà”.

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2° Congresso Internazionale Psichiatria

Posted by fidest press agency su domenica, 7 novembre 2010

Roma, 11 – 12 Novembre 2010 Casa La Salle – I.C.J.M. – Via Aurelia 472 –Nuove prospettive nella psichiatria dell’età evolutiva. Negli  ultimi  anni  si  è assistito a livello internazionale ad  un  lento  evolversi della Psichiatria dell’Età Evolutiva verso   una  maggiore presenza  dello  stile  e  delle competenze  mediche e neurologiche. Questo congresso vuole  proporre  anche in  Italia  i  temi  ora  emergenti nella  comunità  scientifica cercando di colmare in questo campo  un vuoto di formazione. In particolare verranno presi in  considerazione  Dislessia, Psicofarmacologia, ADHD  ed  età  prescolare.  Un capitolo  a  parte è quello dedicato  alla  alessitimia  ed  al  temperamento,  temi  più tradizionalmente  psicologici.  Anche  in  questo caso però verrà  dato largo  spazio a come le neuroscienze possano fondare   lo   studio   e   la   clinica   di   queste  aree  della psichiatria   proponendo quegli studi che colgono una intersezione   tra   medicina,  neurologia  temperamento  e conoscenza delle emozioni.

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Psichiatria: un viaggio senza ritorno

Posted by fidest press agency su domenica, 29 novembre 2009

Giorni fa, la nuova sede della Chiesa di Scientology di Roma e Mediterraneo in via della Maglianella 375, ha ospitato la mostra interattiva ” Psichiatria: un viaggio senza ritorno – errori e orrori in nome della salute mentale”.  Organizzata in cooperazione con il Comitato dei Cittadini per i  Diritti Umani (CCDU), GESEF (GEnitori SEparati dai Figli) e LIDU (Lega Internazionale Diritti dell’Uomo), la mostra illustra con i suoi 60 panelli e 15 video informativi il percorso di “errori ed orrori” che la psichiatria ha perpetrato ai danni di milioni di individui nel corso della storia, dalle sue origine ai tempi moderni. Partendo dalle origini della pratica psichiatrica, con le sue “terapie” basate su docce fredde, camice e letti di contenzione, quando il paziente riceveva “shock terapuetici”,  passando per i salassi di Benjamin Rush, teorico del “troppo sangue al cervello” quale causa della malattia mentale, la mostra racconta dell’esigenza di dare veste scientifica al concetto di malattia mentale al fine di giustificare agli occhi del legislatore e della gente comune simili pratiche brutali. La veste scientifica data fu l’origine biologica della “malattia mentale” che consentiva di considerare le “cure” invasive come trattamento medico. Successivamente, pur senza l’abbandono di bizzarre teorie di “cura dei sintomi” tramite elettroshock, psicochirurgia e lobotomia prefrontale, questo condusse verso l’uso sempre più smodato di psicofarmaci che dovrebbero bilanciare un ipotetico, ma non misurabile (per stessa ammissione degli psichiatri), squilibrio chimico nel cervello, come radice e causa dell’insania. Oltre a questo excursus sull’evoluzione ideologica della psichitaria, intercalata con notizie sull’origine psichiatrica delle teorie eugenetiche e i relativi campi di concentramento, che hanno avuto i loro sostenitori e praticanti più tristemente famosi in Adolf Hitler, nello psichiatra Karadicz e in Milosevic, questi ultimi principali attori della guerra del Kosovo. La mostra riporta anche le testimonianze di ex rappresentanti di farmaci. Gwen Olsen riferisce che oltre 100 milioni di persone in tutto il mondo prendono psicofarmaci, mentre Micheal Oldani argomenta su come il 70% di prescrizioni degli psicofarmaci da parte di medici generici siano il risultato di un’operazione di marketing: “Consiste nel creare una buona storia che fa uso di termini scientifici per convincere un medico a pensare di fare prescrizioni di psicofarmaci”.  L’esposizione guida anche attraverso la crescita del numero di “disturbi” mentali ufficialmente riconosciuti e inseriti nel Manuale Diagnostico Statistico delle Malattie Mentali (DSM), la “bibbia” con cui gli psichiatri fanno diagnosi. Ben 374 disturbi nell’ultima edizione, la IV, con una quinta ancora più voluminosa in preparazione.  Inseriti con metodo certamente democratico, ma non scientifico, per alzata di mano nel corso di convegni internazionali di psichiatri, questi disturbi hanno condotto alla creazione di nuovi psicofarmaci, la cui lista è passata dai 44 esistenti nel 1966 ai 174 di oggi.  La carrellata informativa si chiude con alcune preoccupanti statistiche di decessi causati dai “trattamenti” psichiatrici che “dal 1960 al 2000 hanno mietuto il doppio delle vittime rispetto a tutti i soldati americani morti dalla guerra civile alla “guerra del golfo”. Insomma una vera e propria industria di morte che rastrella 300 miliardi di dollari l’anno, e che il CCDU denuncia ed espone da oltre 40 anni con i suoi 250 gruppi in 34 nazioni, ispirando al contempo centinaia di riforme e ricevendo il plauso delle Nazioni Unite per il lavoro svolto.

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Le sindromi schizofreniche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2009

Parma 30 ottobre, a partire dalle 8.45, presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Parma (Via Università 12, Parma) si terrà il corso di aggiornamento “Le sindromi schizofreniche: dalla clinica al trattamento”, organizzato dalla Sezione di Psichiatria del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università degli Studi di Parma. Tra i relatori interverranno Carlo Maggini (presidente del corso) e Mario Amore della Sezione di Psichiatria del Dipartimento di Neuroscienze dell’Ateneo, Alberto Siracusano, Emilio Sacchetti, Alessandro Bertolino, Alfredo Carlo Altamura, Roberto Tatarelli, Filippo Ferro, Filippo Bogetto, Paola Rocca, Paola Salvatore, Diana De Ronchi, Massimo di Giannantonio, Antonio Vita, Carlo Marchesi, Paolo Girardi. Il Corso prevede la presentazione e la discussione delle problematiche relative alle dimensioni sintomatologiche e all’inquadramento nosografico della schizofrenia, che costituisce uno dei più importanti problemi sanitari: le stime di prevalenza forniscono dati intorno allo 0,2-2%. Il Corso si propone inoltre di affrontare le criticità relative al trattamento delle sindromi schizofreniche, dal punto di vista farmacologico e riabilitativo.

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Giovanni Marro Ossessioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2009

Besa editrice Pagine 164, Euro 15,00. Da un lato Giovanni Marro, psichiatra e antropologo, impiegato nei primi del ’900 nel Regio Manicomio di Collegno (Torino). Dall’altro lato T.F. [Francesco Toris], brigadiere dei carabinieri, internato a Collegno con la diagnosi di paranoia. Fra di loro un impressionante manufatto: una scultura di ossa bovine provenienti dalla cucina del manicomio, denominata Nuovo Mondo. Nell’arco di cinque anni Toris cesellò finemente centinaia di ossa, trasformandole in figure fantastiche e assemblandole insieme, senza l’aiuto di chiodi o colla. Il Nuovo Mondo si è salvato entrando in una collezione del Museo di Antropologia ed Etnografia, fondato a Torino da Marro: è oggi considerato un capolavoro dell’arte irregolare. Qui pubblichiamo Arte Primitiva e Arte Paranoica, il singolare articolo del 1913 dove Marro si confronta/scontra con l’universo di Toris. A corredo una serie di fotografie, contributi e interviste sul Nuovo Mondo e sui temi, sempre più dibattuti, che intercorrono fra antropologia, arte e psichiatria.

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