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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘psoriasi’

‘In principio era la psoriasi’…

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 ottobre 2021

Potrebbe iniziare così la storia che lega cute e articolazioni. Succede infatti che le malattie autoimmuni e infiammatorie spesso non vengono da sole, ma, accomunate da pattern genetici e meccanismi patogenetici analoghi possono manifestarsi insieme, come una vera e propria sindrome. La scoperta di sindromi che associano alle artriti manifestazioni cutanee è attribuita al Professor Vincenzo Bruzzese che al Congresso Nazionale della SIGR al via domani, giunto alla sua ottava edizione, ne presenta le peculiarità. Si chiamano PAPA (la forma infantile su base genetica che associa all’artrite il pioderma gangrenoso e l’acne), PASS syndrome dell’adulto, descritta per la prima volta nel 2012, PAPASH a cui alle manifestazioni cutanee (pioderma gangrenoso, idradenite suppurativa e acne) si associa l’artrite periferica e la PASH in cui sono presenti le manifestazioni cutanee ma non l’artrite. La psoriasi quindi può essere l’innesco (trigger) per l’insorgenza di una spondiloartrite. Ed è verosimile che la contemporanea presenza di queste patologie sia espressione di una stessa, estremamente complessa, patologia infiammatoria in cui il 60-70% dei pazienti affetti da spondiloartrite mostra segni subclinici di infiammazione intestinale rilevata dalla biopsia, ma solo il 7% di questi pazienti alla fine svilupperà una malattia intestinale clinicamente conclamata nel tempo.In disturbi di questa complessità anche l’approccio terapeutico non è semplice: “nei casi di spondiloartriti e artrite periferica, l’associazione di corticosteroidi, metotressato e anti TFN (come infliximab e adalimumab) è la terapia di prima linea ma stiamo anche studiando come colpire l’interleuchina-23 (con anti IL-17 o anti IL-23 o inibitori delle Jak-chinasi come seconda linea). IL-23 è infatti il direttore d’orchestra nella patogenesi dei disordini autoimmuni” spiega il professor Bruzzese “e abbiamo ormai chiaro che l’infiammazione ‘viaggia’ su un asse preciso che lega in maniera indissolubile pelle e articolazioni. Più di recente si guarda però anche al ruolo del microbiota e al suo ruolo di moderatore dell’infiammazione sistemica. Speriamo che possa essere un target indiretto per ‘spegnere’ l’incendio dell’organismo.

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Gestione psoriasi

Posted by fidest press agency su domenica, 16 Maggio 2021

La psoriasi colpisce per l’80% in forma lieve/moderata, ma sono proprio i pazienti con queste forme lievi/moderate, che prevedono trattamenti topici costanti, a non seguire adeguatamente la terapia. I dermatologi lamentano spesso la mancata aderenza dei pazienti con forme di psoriasi più lievi e localizzate rispetto a chi convive con quelle forme moderate/severe che prevedono terapie sistemiche o biologiche somministrate in ospedale.Proprio per colmare questa lacuna, nasce Buongiorno Pelle, la campagna APIAFCO (Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza) realizzata con il contributo non condizionato di LEO Pharma per sensibilizzare pazienti e caregiver sull’importanza di una corretta gestione a lungo termine della psoriasi lieve/moderata. La campagna si propone di promuovere un nuovo approccio alla gestione della malattia che preveda l’accettazione di una terapia continuativa anche quando la pelle risulta “apparentemente sana”. Solo attraverso la consapevolezza della cronicità della propria malattia, che prevede necessariamente una gestione terapeutica durativa e ininterrotta, il paziente affetto da psoriasi può andare incontro a una migliore qualità della vita. Fulcro della campagna è una landing page (www.buongiornopelle.it) che raccoglie le informazioni e gli approfondimenti utili a intraprendere una gestione migliore e più attiva della psoriasi da lieve a moderata; nella landing un video emozionale mostra la quotidianità dal risveglio, perché oggi, chi è affetto da psoriasi lieve-moderata può – con semplici attenzioni – prendersi cura della propria pelle. Un gesto immediato che entra a far parte della routine, piacevole come una doccia calda o il profumo di un caffè al mattino. Una semplicità che aiuta a iniziare la giornata in modo positivo e a non sentirsi diversi.“La psoriasi è una malattia cronica – afferma il Prof. Francesco Cusano, Presidente ADOI – per la quale non esiste una cura definitiva; tuttavia una terapia di mantenimento a lungo termine e l’adozione di abitudini di vita corrette consentono di tenerla sotto controllo evitando eventuali riacutizzazioni dei sintomi e assicurando al paziente un alto standard di qualità della vita”.Nella gestione quotidiana della psoriasi il dermatologo è al fianco del paziente. Farsi seguire da uno specialista e attenersi scupolosamente alle prescrizioni mediche è fondamentale per riprendere in mano la propria vita.

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Web talk: Psoriasi Visibile. Impatto Invisibile

Posted by fidest press agency su sabato, 13 marzo 2021

Martedì 23 marzo 2021 alle ore 11.00 con la partecipazione di Associazioni, specialisti e web influencer della dermatologia per un confronto sulla psoriasi, l’impatto sui pazienti e le strategie di cura. La campagna è promossa per il secondo anno da Amgen in partnership con ADIPSO – Associazione per la Difesa degli Psoriasici, ADOI – Associazione Dermatologi Venereologi Ospedalieri Italiani e della Sanità Pubblica e SIDeMaST – Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmissibili.

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Giornata Mondiale della Psoriasi

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 novembre 2020

Diventa occasione per tutti i pazienti affetti da questa patologia per avere voce e rivendicare un diritto fondamentale, quello alla salute e alle cure. «Un diritto che rischia di non essere effettivamente garantito per le tantissime persone affette da malattie croniche, soprattutto a causa della trasformazione dei policlinici universitari dedicati ad assistenza e ricerca in reparti Covid-19, come sta accadendo a Napoli. Impedire a tanti pazienti l’accesso quotidiano a cure necessarie, togliere al loro servizio la grande esperienza maturata in questi centri si configura come una violazione del diritto all’accesso alle cure mediche» dichiara Valeria Corazza, presidente di APIAFCO (Associazione Psoriaci Italiani Amici della Fondazione Corazza). I malati cronici corrono infatti il serio rischio di sprofondare nell’abbandono, di essere lasciati soli con la loro fragilità, la loro immunodepressione e le loro paure accentuate da una maggiore esposizione ai rischi della pandemia. Tutto ciò risulta inoltre in contrasto con quanto affermato dal Presidente Mattarella in occasione della cerimonia di presentazione de «I giorni della ricerca», nella quale il Presidente della Repubblica ha ribadito con forza come «mentre si combatte il virus con rigore e unità, occorre essere capaci di procedere e di progredire, di compiere anche le scelte per un servizio sanitario sempre migliore, ancor più vicino alle esigenze dei malati, ancor più attento alla persona, alla prevenzione, ancora più accessibile e capace di cura anche per chi è affetto da forme di cronicità e non può completamente debellare la propria malattia».

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29 ottobre: Giornata Mondiale della Psoriasi

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 ottobre 2020

In occasione della Giornata Mondiale della Psoriasi in programma il prossimo 29 ottobre, APIAFCO (Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza) lancia il progetto Cibo e Benessere, otto volumi per oltre 900 pagine di consigli, suggerimenti e ricette rivolti a coloro che soffrono di psoriasi e di malattie infiammatorie ma non solo. Un vero e proprio viaggio che dall’antipasto al dolce (ciascun volume è dedicato ad una portata), esplora il ruolo di tutti gli alimenti nella nostra dieta. Nella collana trovano spazio 350 ricette, 24 articoli scientifici e 27 articoli informativi, 14 Chef. In Italia circa 3 milioni di persone vivono con la psoriasi. Una malattia autoimmune della pelle, molto comune e diffusa, che a livello globale colpisce dal 2 al 4% della popolazione e di cui ancora non si conosce la cura definitiva. È noto che a provocarla sia una sfortunata combinazione tra una disfunzione del sistema immunitario, il patrimonio genetico e l’esposizione a specifici fattori ambientali. Tra questi le cattive abitudini a tavola. L’iniziativa nasce da un’idea della Presidente di APIAFCO, Valeria Corazza, per rispondere alle numerose domande sull’alimentazione dei pazienti, che spesso si trovano disorientati di fronte alla mole di informazioni spesso di difficile interpretazione. “Desideriamo celebrare la Giornata Mondiale della Psoriasi a ottobre 2020 con una campagna informativa che per la prima volta si focalizza sull’alimentazione. Il cibo è un amico insostituibile e con questo progetto vorremmo rispondere alla richiesta d’aiuto dei pazienti, che, sempre di più, si pongono domande sull’importanza di un’alimentazione corretta, capace di prevenire malattie e migliorare la qualità della vita, spesso senza avere risposte chiare. Anche perché, in materia di psoriasi, risposte certe non ce ne sono”.

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La psoriasi non è solo questione di pelle

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2020

Un pesante vissuto emotivo rimane sommerso da un riflesso importante sulla qualità della vita e della cura dei pazienti. Da qui parte la campagna Psoriasi visibile – invisibile Impatto – Guardiamo Oltre le apparenze Che mira a ridefinire la Percezione della Malattia Che Colpisce Corpo e psiche e rinsaldare l’alleanza medico-Paziente.
La campagna promossa da Amgen, leader nelle biotecnologie farmaceutiche, con ADIPSO – Associazione per la Difesa degli Psoriasici, ADOI – Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani e SIDeMaST – Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessuali Trasmissibili, parte delle evidenze dello studio del 2019 Voti al Congresso 2019 Associazione Europea di Dermatologia e Venereologia secondo cui il 77% delle persone affette da psoriasi manifesta disturbi di ansia, soprattutto nella forma moderata-severa.
Svelare i risvolti psicologici e condividere anche con i dermatologi significa aiutare i pazienti a riconquistare la fiducia nella relazione con il proprio medico e migliorare la qualità del percorso di cura.Al centro i pazienti con la psoriasi di oggi, fino al prossimo 30 settembre, condividono le loro esperienze di convivenza con la malattia sul sito della campagna http://www.impattoinvisibile.it
Al termine della raccolta una giuria composta da associazioni dell’Associazione pazienti, della Società Scientifiche e dei giornalisti, selezionerà la storia che più è in grado di ispirare una narrazione per una graphic novel; un mezzo dal forte potere empatico che trasponendo il vissuto emotivo del paziente su carta, grazie all’abile matita di Sergio Algozzino , uno dei più apprezzati illustratori italiani, aiutare i pazienti a migliorare il lato invisibile della propria malattia.

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Obesità e psoriasi

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 aprile 2020

Quelle antiestetiche macchie sulla pelle a gomiti e ginocchia, talvolta anche estese a tutto il corpo o al cuoio capelluto, spesso associate ad artrite peggiorano con l’obesità. Lo sanno bene i dermatologi della Federico II: “La psoriasi è una delle dermatosi infiammatorie croniche con elevato impatto sulla qualità di vita dei pazienti affetti e molteplici studi hanno messo in evidenza una stretta correlazione tra psoriasi, insulino-resistenza e obesità.” – Così spiega la prof.ssa Gabriella Fabbrocini, direttore di Dermatologia e Venereologia presso l’Università degli Studi ‘Federico II’ di Napoli – “Siamo stati i primi a pubblicare su questa relazione già un po’ di anni fa e da alcuni mesi, in collaborazione con la dott.ssa Sara Cacciapuoti, dottoranda della clinica, e il dott. Luigi Barrea, esperto di nutrizione e ricercatore dell’endocrinologia della Federico II, abbiamo iniziato uno studio sul ruolo della dieta chetogenica nel migliorare le manifestazioni cutanee psoriasiche e su quelle articolari. Un’alimentazione priva di cibi infiammatori ad alto indice glicemico sembra ridurre uno dei fattori di rischio esenziale ossia lo stato di infiammazione cronica associato all’incremento (ipertrofia) del tessuto adiposo. Questo è, infatti, a tutti gli effetti un organo endocrino che comunica con vari altri organi e tessuti, compresa la cute. Sappiamo che diversi mediatori liberati dal tessuto adiposo possono, ad esempio, modificare la risposta immunitaria, favorendo l’innesco di alcuni meccanismi di autoreattività tipici di alcune malattie cutanee. La ricerca si sta quindi concentrando sulla possibilità di modificare l’andamento di alcune di queste patologie con alcune modifiche delle abitudini alimentari che potrebbero, pertanto, costituire una fondamentale integrazione alla terapia farmacologica classica.”
“Forte di questi primi risultati” – continua la dott.ssa Cacciapuoti, – “ci si è anche chiesti se la capacità dell’organismo di rispondere ad infezioni virali possa in qualche modo essere influenzata dal tipo di alimentazione adottata. Poco prima dell’esplosione della pandemia da COVID-19, un gruppo di ricercatori ha dimostrato come il modo in cui il corpo brucia i grassi per produrre corpi chetonici dal cibo che mangiamo può alimentare il sistema immunitario aiutandolo a combattere le infezioni influenzali. In particolare, esperimenti condotti su topi hanno evidenziato che questo regime dietetico attiva un sottogruppo di cellule T nei polmoni, migliorando la produzione di muco dalle cellule delle vie aeree che possono effettivamente intrappolare il virus.”
“Si apre quindi un ulteriore strategia contro il virus soprattutto nei nostri pazienti obesi paoriasici per i quali il virus può costituire un problema se si pensa all’elevata incidenza delle infezioni di covid19 tra i diabetici (circa il 30% della casistica).“ – Conclude la prof.ssa Gabriella Fabbrocini. La dieta chetogenica è un vero e proprio presidio terapeutico e va gestito in quanto tale da esperti della nutrizione, di qui la collaborazione tra la dermatologia e l’endocrinologia della prof.ssa Annamaria Colao. Ma diverse evidenze concordano nel supportare l’ipotesi che, riducendo lo stato di infiammazione sistemica indotto dall’eccesso di cibi ad alto contenuto glicemico e la disbiosi intestinale da questo provocata, le diete a basso contenuto di carboidrati migliorano l’efficienza del nostro sistema immunitario, preparandoci ad affrontare infezioni di vario genere, Coronavirus compreso.

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Psoriasi e artrite psoriasica

Posted by fidest press agency su sabato, 20 ottobre 2018

Il reumatologo come supporto al dermatologo nella diagnosi di psoriasi; l’artrite psoriasica e l’importanza della diagnosi precoce; la qualità di vita dei pazienti con psoriasi e le diverse comorbidità, tra cui quelle articolari. Di questo ed altro si è discusso a Milano nel corso dell’evento dal titolo ‘Psoriasi non solo una questione di pelle’.Organizzato dal Corriere Salute con il contributo non condizionante di Novartis, ha visto la partecipazione del Professor Antonio Costanzo, responsabile Dermatologia di Humanitas e docente di Humanitas University, e del Professor Carlo Francesco Selmi, responsabile Reumatologia e Immunologia Clinica di Humanitas e docente dell’Università degli Studi di Milano.
La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle e degli annessi (unghie e follicolo pilifero). Circa il 30% dei pazienti psoriasici può sviluppare nel tempo un’artrite. Nell’artrite psoriasica l’infiammazione interessa le piccole articolazioni delle mani e dei piedi o le grandi articolazioni (gomiti, ginocchia e caviglie) ma anche altre sedi come la colonna causando un mal di schiena che peggiora con il riposo.La psoriasi compromette la qualità di vita quanti ne sono affetti e nella gestione della patologia non vanno sottovalutati l’entità del dolore e le limitazioni ai movimenti.
Gestire la malattia psoriasica è ormai sempre più un tema multidisciplinare, poiché un solo specialista non è sufficiente per la gestione della patologia. Quando si tratta di malattie complesse come la psoriasi è necessario fare scelte condivise con il paziente, soprattutto quando affetto da artrite psoriasica. In questi casi è necessario affrontare la cura del malato in maniera combinata tra dermatologo e reumatologo, poiché visitare da due punti di vista diversi consente di prendere decisioni cliniche e terapeutiche che permettono un eccellente controllo di tutti i sintomi. La medicina delle malattie infiammatorie croniche è, dunque, sempre meno “un solo uomo al comando”.
Nonostante siamo molto lontani da una gestione adeguata dei pazienti, l’artrite psoriasica oggi è una malattia verso la quale esistono armi che fino a pochi anni fa potevamo solo sognare. Abbiamo infatti a disposizione strumenti terapeutici che consentono ai pazienti di condurre una vita normale”.

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Psoriasi: le Università di Genova e Verona identificano i geni della Psoriasi

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 agosto 2018

Uno studio effettuato dai ricercatori dell’Università di Genova e dell’Università di Verona, guidati rispettivamente dal Prof. Antonio Puccetti e dal prof Claudio Lunardi e dalla Prof.ssa Marzia Dolcino, e pubblicato sulla prestigiosa rivista “Frontiers in Immunology”, ha svelato che esistono dei fattori genetici che determinano lo sviluppo della malattia psoriasica nella sua forma cutanea, osteoarticolare (artrite psoriasica) e metabolica.La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica immuno-mediata della pelle diffusa in tutto il mondo (frequenza variabile da 0.6 a 4.8%) L’artrite psoriasica (PsA) è un’artrite infiammatoria, caratterizzata da infiammazione delle entesi (zone di inserzione dei tendini e legamenti sulla superficie ossea) che porta ad erosione ossea e neo-formazione di tessuto osseo. Colpisce il 10-30% dei pazienti con psoriasi cutanea e ha una frequenza stimata di circa l’1%.La malattia psoriasica è considerata una malattia immuno-metabolica in quanto si associa spesso a sindrome metabolica, caratterizzata da obesità addominale, ipertensione, dislipidemia aterogenica, diabete di tipo 2 dell’adulto, insulino-resistenza e steatosi epatica non alcolica.La malattia psoriasica è una malattia autoimmune, la cui origine è ancora ignota, ma che dipende dalla combinazione di fattori ambientali, genetici, epigenetici.

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Psoriasi, arriva in Italia l’innovazione che velocizza la cura e migliora la qualità di vita dei pazienti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 aprile 2018

Efficacia e rapidità d’azione superiori rispetto ai trattamenti di confronto. Risultati visibili già dopo la prima settimana. Durata di trattamento dimezzata rispetto all’attuale gold standard. Praticità e tollerabilità che favoriscono l’aderenza dei pazienti alla terapia.
Sono le credenziali della nuova terapia topica di LEO Pharma per la psoriasi, una combinazione di calcipotriolo e betametasone dipropionato a dose fissa somministrata in un’innovativa formulazione in schiuma spray, che assicura una maggiore e più rapida penetrazione dei principi attivi attraverso la cute. Enstilar®, disponibile adesso anche in Italia, ha un effetto marcato sui sintomi della psoriasi, come il prurito, e offre una risposta a molti degli unmet needs aperti nel trattamento della malattia: scarsa aderenza alla terapia; percezione di bassa efficacia dei trattamenti topici, a causa di un’azione lenta e di schemi terapeutici lunghi e complessi; insoddisfacente qualità di vita per i pazienti.Il nuovo farmaco potrà essere utilizzato sia nei pazienti con psoriasi lieve-moderata che in quelli con forme moderate che hanno controindicazioni all’utilizzo di farmaci sistemici. La posologia prevede un’applicazione al giorno per un ciclo di trattamento di 4 settimane.«L’associazione tra calcipotriolo e cortisonico rappresenta la terapia locale più efficace contro la psoriasi, con efficacia superiore a quella dei due principi attivi somministrati separatamente. Adesso, la nuova formulazione in schiuma sovrassatura permette di ottenere a livello cutaneo una concentrazione molto più alta di principi attivi», dichiara Piergiacomo Calzavara Pinton, Direttore Unità di Dermatologia, Spedali Civili di Brescia e Presidente SIDeMaST. «Il risultato terapeutico è decisamente superiore a quello dell’unguento o gel. Ma, cosa non meno importante, questa formulazione è ancora più gradevole e tollerata dal paziente. Enstilar® rappresenta un’innovazione importante per tutti i pazienti con psoriasi lieve moderata e ancor più per quei pazienti con psoriasi moderata che non possono essere trattati con farmaci o fototerapia». L’efficacia del prodotto è dimostrata da un corpus di studi clinici che hanno coinvolto complessivamente circa 1.700 pazienti: un paziente su due (51%) ha raggiunto un miglioramento quasi completo della malattia entro 4 settimane.
L’altro 49% ottiene comunque un miglioramento, clinicamente visibile. In base ai dati misurati attraverso l’osservazione diretta dei pazienti, dopo 5 giorni di trattamento già il 50% ha riportato una riduzione del prurito di almeno il 70%, riduzione che dopo 4 settimane interessa l’80% dei pazienti. L’80% dei pazienti trattati a 4 settimane ha raggiunto un miglioramento clinicamente rilevante della Qualità di Vita e, in particolare, quasi il 50% ha riferito che la psoriasi non aveva più alcun effetto sulla propria vita dopo solo una settimana di trattamento.
La psoriasi, malattia della cute cronica, recidivante e autoimmune, si può manifestare in forme diverse per localizzazione e gravità: la maggioranza delle forme (circa il 70-80%) è di entità lieve-moderata. Nel mondo colpisce circa 125 milioni di persone, il 2-3% della popolazione. In Italia la prevalenza della patologia è pari a circa il 3% della popolazione adulta, con un’incidenza di circa 230 nuovi casi l’anno ogni 100.000 persone. Principale sintomo della malattia è la comparsa di chiazze (placche) rilevate, arrossate e ricoperte di squame su diversi distretti corporei, quali cuoio capelluto, gomiti e ginocchia. Le manifestazioni cutanee spesso si associano a prurito e quando sono persistenti possono diventare molto fastidiose e dare dolore.

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“Psoriasi: scopri la tua pelle e ritrova la libertà”

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2018

Un uomo che danza divertito e in assoluta libertà sulla spiaggia mentre ascolta la musica. Una donna ad una festa in giardino che gioca serena in costume. Queste le situazioni, realizzate da Novartis, per la nuova edizione di “Chiedi al tuo dermatologo”, che raccontano la gioia e libertà delle persone che mostrano in pubblico la propria pelle, felici di aver raggiunto la “clear skin” (una pelle pulita da lesioni) e di tornare a vivere una vita normale. Patrocinata dall’Associazione per la Difesa degli Psoriasici (A.DI.PSO.) e dalle Società Scientifiche ADOI (Associazione Dermatologi-venereologi Ospedalieri Italiani e della Sanità Pubblica) e SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse), la campagna arriva anche nel Lazio e vuole incoraggiare le persone con psoriasi a parlare con il proprio dermatologo, la figura di riferimento in grado di aiutarle nell’affrontare al meglio la malattia. “La psoriasi è una malattia della pelle e/o delle articolazioni, che può essere molto invalidante per chi ne è affetto – ha dichiarato Ketty Peris, Direttore della Clinica Dermatologica Università Cattolica del Sacro Cuore Policlinico A. Gemelli di Roma -. Solo nella nostra Regione i malati psoriasici sono circa 180.000, ma si tratta di un numero sottostimato: spesso il paziente trascura la patologia perché pensa che non ci siano cure efficaci. La presenza delle placche sulla pelle provoca, nella quasi totalità dei pazienti, un forte imbarazzo ed una discriminazione che peggiorano ulteriormente l’impatto psicologico e relazionale. Il primo passo per la cura di questa malattia – ha proseguito la Prof.ssa Peris – è quello di rivolgersi al dermatologo, che è lo specialista in grado di diagnosticare la psoriasi ed individuare insieme al paziente il percorso di cura più adeguato. Solo un trattamento appropriato, infatti, può garantire ai pazienti la regressione delle lesioni e un reale miglioramento della qualità di vita. In tal senso, risultano fondamentali campagne di sensibilizzazione rivolte ai pazienti e, più in generale, all’opinione pubblica. Sensibilizzare significa non solo far conoscere una patologia dietro cui ancora oggi si cela stigma e vergogna, ma anche incoraggiare e motivare le persone con psoriasi a non nascondersi e a rivolgersi al dermatologo”.
La novità di questa edizione è il numero verde 800 949 209: un call center gratuito, attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 17.00, tramite cui gli utenti possono ricevere informazioni sul Centro Psoriasi più vicino a casa e indicazioni pratiche sulle modalità di prenotazione di una visita dal dermatologo. Il sito http://www.lapelleconta.it si arricchisce di nuovi contenuti sulla patologia e su come affrontarla al meglio.

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“Psoriasi: scopri la tua pelle e ritrova la libertà”

Posted by fidest press agency su sabato, 31 marzo 2018

La campagna patrocinata dall’Associazione per la Difesa degli Psoriasici (A.DI.PSO.) e dalle Società Scientifiche ADOI (Associazione Dermatologi-venereologi Ospedalieri Italiani e della Sanità Pubblica) e SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse), vuole incoraggiare le persone con psoriasi a parlare con il proprio dermatologo, la figura di riferimento in grado di aiutarle nell’affrontare al meglio la malattia.La novità di questa edizione è il numero verde 800 949 209: un call center gratuito, attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 17.00, tramite cui gli utenti possono ricevere informazioni sul Centro Psoriasi più vicino a casa e indicazioni pratiche sulle modalità di prenotazione di una visita dal dermatologo. Il sito http://www.lapelleconta.it si arricchisce di nuovi contenuti sulla patologia e su come affrontarla al meglio.
“Grazie ai continui progressi della ricerca clinica oggi ci sono nuove modalità di intervento per la gestione e il trattamento della malattia – commenta Francesco Cusano, Presidente ADOI -. Compito del dermatologo è, fra gli altri, sviluppare un dialogo con il paziente che si fondi sulla reciproca fiducia e consenta quindi alla persona con psoriasi di condividere le aspettative per una qualità di vita migliore”.“Novartis ha lanciato questa campagna in sinergia con l’associazione di pazienti e le società scientifiche – aggiunge Angela Bianchi, Head of Communications, Patient Relations & Public Affairs di Novartis –. Riteniamo, infatti, sia fondamentale continuare a costruire insieme iniziative di questo tipo per coniugare l’innovazione scientifica all’ascolto attivo delle esigenze del paziente”.
La psoriasi è una patologia cutanea comune, infiammatoria e non contagiosa, che colpisce oltre 125 milioni di persone in tutto il mondo.Esistono diversi tipi di psoriasi2. La psoriasi a placche che, con il 90% dei casi, rappresenta la forma più diffusa di questa patologia, si presenta sotto forma di chiazze rosse in rilievo – coperte da uno strato bianco/argenteo di cellule cutanee morte – che sono spesso pruriginose e dolorose e possono screpolarsi e sanguinare. Queste macchie – o placche – si sviluppano con maggiore frequenza sul cuoio capelluto, sulle ginocchia, sui gomiti e sulla parte bassa della schiena.Più di un terzo delle persone affette da psoriasi a placche soffre di una forma da moderata a severa, che può essere difficile da trattare. I sintomi della patologia sono considerati di entità da moderata a severa quando è interessato oltre il 10% della superficie corporea, o quando sono coinvolte zone sensibili o in vista del corpo – come le mani o i piedi (psoriasi palmo-plantare) o il viso – con un notevole, conseguente impatto sulla qualità della vita.

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Giornata Mondiale della Psoriasi

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 ottobre 2017

psoriasiRoma il 25 ottobre alle 17, nella Sala del Consiglio dell’Area Metropolitana a Palazzo Valentini, avrà luogo la I Edizione del Premio Sergio Chimenti. Il concorso letterario sul tema della psoriasi è promosso da A.DI.PSO. con il patrocinio del Senato della Repubblica per premiare le opere letterarie scritte dai pazienti affetti da psoriasi. Sono oltre 235.000 gli abitanti del Lazio affetti dalla psoriasi, che in un terzo dei casi evolve e diventa di grado severo. Chi ne è affetto, però, spesso non ne conosce i sintomi e non si reca tempestivamente dallo specialista, con conseguente ritardo nella diagnosi e nell’inizio del percorso terapeutico che potrebbe rallentare l’evoluzione della malattia. Per informare e sensibilizzare i cittadini, per far luce sulle varie forme di psoriasi e sulle terapie, in occasione della Giornata Mondiale della Psoriasi, il 28 ottobre presso l’ U.O.C. Dermatologia – Ospedale A. Fiorini di Terracina sarà possibile usufruire di consulenze e visite gratuite
dalle 10 alle 12.30 mentre a Roma gli appuntamenti sono due: il 28 ottobre, l’ Ambulatorio Dermatologia dell’ Ospedale Cristo Re sarà aperto al pubblico dalle 9 alle 13 mentre il 29 ottobre gazebo informativi saranno presenti in Piazza del Popolo. Gli specialisti saranno a disposizione del pubblico e risponderanno alle domande di chi vorrà saperne di più sulla malattia, che non è di un solo tipo. La più diffusa è quella ‘a placche’ (80-90% dei casi), ma esistono anche altre forme più rare, poco conosciute e per questo sottostimate. Una di queste è la ‘psoriasi invertita’, caratterizzata da chiazze rosse non desquamate sotto le ascelle, sui genitali e sull’addome di chi è in sovrappeso, fino al solco sottomammario. La forma più frequente tra gli adolescenti invece è la ‘psoriasi guttata’, caratterizzata da piccole chiazze desquamate su tronco, braccia, gambe e cuoio capelluto. Esistono poi la ‘psoriasi pustolosa’ e quella ‘eritrodermica’: la prima è caratterizzata da pustole anche molto
localizzate, mentre nella seconda la pelle appare infiammata e arrossata, provoca prurito o bruciore ed è tra le forme più gravi. Su queste l’attenzione è ancora poca. La maggior parte dei pazienti in cerca di risposte raramente si rivolge ai centri di riferimento (ex Psocare) dove, oltre a ricevere diagnosi tempestive, potrebbero essere presi in carico e seguiti a 360 gradi con terapie personalizzate, anche in considerazione delle frequenti comorbidità, come artrite, depressione, obesità, diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari che fanno della psoriasi una malattia sistemica. Per non parlare del supporto psicologico, fondamentale nel caso dei pazienti psoriasici, perché non si scoraggino e non abbandonino le cure.“Il risultato – afferma Mara Maccarone, Presidente di ADIPSO – è che 8 pazienti su 10 sono delusi dalle cure e quasi 9 su 10 le abbandonano, cadendo in depressione nell’80% dei casi. Sono dati certificati da interviste svolte durante la giornata mondiale dello scorso anno a più di 5000 pazienti. Un’ulteriore conferma viene dal costante calo di presenzenei centri italiani: in pochi anni siamo scesi da 12mila a 6mila. Per questo è fondamentale creare una inversione di tendenza facendo tanta informazione: vogliamo colmare il grave gap di comunicazione einformazione tra chi soffre e chi può offrire le cure necessarie, per cui bisogna spronare i malati a recarsi nei centri di riferimento presenti sul territorio. Questa “rete” infatti offre tutti i mezzi per curarsi a patto di non abbandonare i percorsi terapeutici che possono essere rimodulati sul paziente fino a trovare le cure più efficaci”

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Trattamento dei pazienti con psoriasi cronica a placche

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 luglio 2017

psoriasiLa Commissione Europea ha approvato un nuovo prodotto orale a base di dimetilfumarato (DMF) per il trattamento dei pazienti con psoriasi cronica a placche da moderata a grave. E’ indicato come trattamento di induzione e a lungo termine. Almirall commercializzerà il farmaco nel terzo quadrimestre del 2017 in tutti gli Stati dell’Unione Europea, in Islanda e in Norvegia. “La psoriasi è una patologia cronica e recidivante della pelle che colpisce circa 1,5 milioni di persone in Italia – ha affermato il prof. Giuseppe Micali, Direttore della Clinica Dermatologica, Università di Catania P.O. ‘G. Rodolico’, Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico-Vittorio Emanuele di Catania -. La qualità di vita dei pazienti affetti è fortemente compromessa a causa delle manifestazioni cliniche caratterizzate da desquamazione, prurito, secchezza e bruciore a livello delle zone del corpo interessate. Attualmente la psoriasi va considerata una patologia infiammatoria multisistemica, potendo coinvolgere più organi. Quanto più vaste infatti sono le parti di pelle interessate e quanti più sono gli anni di convivenza con le lesioni, tanto maggiore è il rischio di avere un’altra malattia o comorbidità, come artrite psoriasica, obesità, ipertensione, diabete e dislipidemie. La psoriasi inoltre ha un elevato impatto sulla qualità di vita dei pazienti intaccando la loro autostima, determinando talora l’insorgenza di disturbi depressivi, ed influendo negativamente sulle relazioni sociali e interpersonali”. “Dimetilfumarato è un estere dell’acido fumarico che esplica la sua attività bloccando la produzione di citochine proinfiammatorie; si è dimostrato efficace nel trattamento, anche a lungo termine, della psoriasi a placche moderata-grave – ha sottolineato il prof. Giampiero Girolomoni, Direttore dell’Unità Operativa di Clinica Dermatologica all’Ospedale Borgo Trento di Verona -. “L’approvazione della Commissione europea è un’ottima notizia per i professionisti della salute e per gran parte dei pazienti europei che potranno accedere a una nuova opzione terapeutica per il trattamento sistemico della psoriasi da moderata a grave – ha commentato Eduardo Sanchiz, CEO di Almirall -. DMF è il risultato dell’impegno di Almirall nell’innovazione e la sua disponibilità per i medici e i pazienti colpiti da psoriasi rappresenterà un importante passo in avanti nel rinforzare la posizione dell’azienda come significativo partner nel settore della dermatologia”.
La prima presentazione dei risultati è avvenuta a settembre 2016 al 25° Congresso della European Academy of Dermatology and Venereology di Vienna (Austria).
Pubblicato sul British Journal of Dermatology, lo studio BRIDGE ha dimostrato la non-inferiorità di DMF vs esteri dell’acido fumarico, e il suo buon profilo di efficacia e sicurezza1. Ad oggi la combinazione di esteri dell’acido fumarico era disponibile solo in Germania in una diversa composizione così come in formulazioni prodotte localmente in Olanda, Austria e in alcuni Stati del Nord Europa. La decisione della Commissione Europea renderà disponibile questa nuova formulazione orale per tutti i pazienti europei.
Gli esteri dell’acido fumarico costituiscono un trattamento sistemico consolidato per la psoriasi e sono raccomandati dalle linee guida europee sia per l’induzione che per il trattamento a lungo termine. Le evidenze a lungo termine che derivano da studi e da dati di registro retrospettivi mettono in evidenza l’utilità clinica del farmaco.

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Indagine per la difesa degli psoriasici

Posted by fidest press agency su martedì, 30 Maggio 2017

psoriasiA scattare una fotografia accurata del vissuto del paziente affetto da Psoriasi e Artrite Psoriasica (circa due milioni e mezzo in Italia, 250mila nel Lazio), e dei clinici coinvolti nel percorso di cura è un’indagine realizzata dall’Associazione per la difesa degli Psoriasici (Adipso) e dalla Società Italiana di Comunicazione Scientifica e Sanitaria (Sics) chiamata Bridge, il ponte, appunto che riunisce tutti i protagonisti della cura: pazienti, dermatologi, reumatologi, farmacisti ospedalieri. Azioni comuni come andare a lavorare, recarsi a scuola e anche vivere serenamente la propria vita sociale possono infatti diventare difficilissime. Una diagnosi di malattia quasi mai precoce e un conseguente allungamento dei tempi di accesso a terapie adeguate rendono poi il loro cammino ancora più faticoso. I pazienti preferirebbero poter assumere i medicinali per bocca ed evitare di andare in ospedale per sottoporsi alle cure. Anche i dermatologi prediligono la somministrazione orale e i loro “desiderata” sono avere una terapia con un migliore livello di sicurezza a lungo termine, costi contenuti e una migliore tollerabilità.
I sintomi più pesanti della psoriasi e dell’artrite psoriasici sono l’arrossamento e desquamazione della pelle(34%), prurito (25%) e alterazioni delle unghie (12%) sono le manifestazioni maggiormente segnalate dai pazienti con Psoriasi (PSO). I segni della malattia colpiscono prevalentemente gomiti (19%), cuoio capelluto (14,5%), ginocchia (12,9%) e tronco (11,4%). Per quasi la metà del campione (46,9%) le lesioni cutanee evidenti impattano negativamente sulle attività quotidiane come lavoro, scuola e relazioni sociali. Soprattutto i pazienti denunciano una compromissione della loro qualità di vita. Nel complesso, il 65,1% è soddisfatto della terapia prescritta dal medico anche se un paziente su 3 (27,1% del campione) vorrebbe farmaci a somministrazione orale e 1 su 5 (il 19,75%) preferirebbe non doversi recare in ospedale per assumere la terapia.Però ha ricordato Mara Maccarone, Presidente Adipso: “La garanzia delle cure, in particolare con terapie di ultima generazione, non è assicurata ai pazienti in maniera uniforme sul territorio nazionale per problemi di sostenibilità economica, una criticità che si sta presentando anche in quelle Regioni che fin ora si erano dimostrate virtuose”. “Non avere certezza e continuità delle cure, così come non ricevere informazioni dettagliate da parte dei clinici – ha detto – porta il paziente alla depressione con il rischio di abbandono delle terapie. Per questo porteremo avanti le nostre istanze all’Aifa: questa discriminazione verso i pazienti con psoriasi e psoriasi artropatica è inaccettabile, le persone non possono rimanere senza garanzia di terapie perché la salute è un diritto dei cittadini. Nel Lazio inoltre non c’è comunicazione tra le Associazioni dei pazienti e la Regione. Una mancanza di interlocuzione gravissima e non più accettabile”. “La malattia psoriasica è una patologia particolarmente complessa – ha spiegato la Professoressa Ketty Peris, Direttore della Uoc Dermatologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore Policlinico Gemelli di Roma – richiede infatti un approccio multidisciplinare e multidimensionale in quanto i pazienti presentano numerose comorbidità e malattie associate di tipo cardiovascolare e metabolico. L’approccio deve partire quindi da una diagnosi il più precoce possibile sia per quanto riguarda la parte cutanea che articolare. Sul fronte terapeutico oggi abbiamo a disposizione molte opportunità che ci consentono di andare incontro alle necessità di vita di ogni paziente. Ad esempio chi è in piena attività lavorativa e magari si sposta frequentemente sarà più propenso ad assumere una terapia orale piuttosto che iniettiva. Non dimentichiamo che la soddisfazione dei pazienti e la loro qualità di vita sono i due capisaldi nella aderenza alla terapia”.Per i dermatologi del Lazio i sintomi che spingono il paziente con Psoriasi non ancora diagnosticato a recarsi in visita sono principalmente la desquamazione (50%), l’arrossamento (37,5%) e il prurito (12,5% nel Lazio, 15%, media italiana).
L’obiettivo principale della terapia prescritta è quindi ridurre l’estensione delle manifestazioni cutanee (per il 46,5% del campione dei dermatologi del Lazio contro il 32,5% in Italia), migliorare il benessere generale del paziente (25,6%), desquamazione e arrossamento cutaneo (21,3%).Invece, sintomi che spingono il paziente con Artrite Psoriasica a rivolgersi allo specialista sono il gonfiore (per il 38% del campione dei dermatologi del Lazio), il dolore (27,6% nel Lazio,) e il coinvolgimento delle unghie (13,8%).L’indagine Bridge è stata realizzata con il contributo non condizionato di Celgene.

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Psoriasi in estate

Posted by fidest press agency su martedì, 9 Maggio 2017

sorrentoSorrento. L’estate è un momento difficile per i pazienti con patologie cutanee e con psoriasi in particolare che tendono a nascondere la pelle e le chiazze della malattia. Un sondaggio della National Foundation of Psoriasis americana ha svelato che sono oltre il 40% i pazienti che nascondono le lesioni sotto abiti, pantaloni e maglie a maniche lunghe anche in spiaggia. Questi pazienti rinunciano alla vita all’aria aperta proprio nella bella stagione, la stessa percentuale che mostra segni di depressione. Oltre al disagio e alla vergogna esiste un vero e proprio problema di stigma, tale che la legge American Disability Act protegge queste persone dalle discriminazioni sul luogo di lavoro.
Per i pazienti con psoriasi l’arrivo della bella stagione può essere un’arma a doppio taglio: se il sole e l’acqua di mare in alcuni casi possono migliorare l’aspetto delle lesioni cutanee e un clima caldo-umido mantIene la pelle più morbida, gli sbalzi di temperatura, l’aria condizionata e il cloro possono scatenare il rilascio di sostanze che possono aumentare la secchezza e il prurito, scatenare fenomeni infiammatori e recidive con un peggioramento dei sintomi.
Sole sì ma con cautela. “Le persone con psoriasi beneficiano dell’esposizione al sole purché questa sia effettuata gradualmente e con adeguata fotoprotezione (SPF50), rinnovando l’applicazione ogni 2 ore ed evitando l’esposizione nelle ore centrali della giornata” spiega il Professor Andrea Costanzo, Ordinario di Dermatologia all’Università Humanitas di Milano “Ustioni e scottature possono scatenare la riattivazione della psoriasi o portare allo sviluppo di nuove placche. Le scottature attivano un vero e proprio “fenomeno di Koebner”, ossia lo sviluppo di placche nelle zone soggette ad uno stimolo, fisico come la scottatura solare o meccanico come lo sfregamento o traumi locali”.Fondamentale è mantenere la pelle costantemente idratata. Aperitivo sì, ma analcolico, l’alcool infatti può interferire con alcuni farmaci per la psoriasi. Attenzione invece al sudore, che può irritare la pelle già sensibile e peggiorare le placche. Il clima ideale è fresco e ventilato e al chiuso è consigliabile non esporsi all’aria condizionata.
Con le dovute accortezze è quindi possibile godersi le vacanze e il tempo libero e apprezzare dei miglioramenti ma attenzione a seguire sempre le indicazioni del proprio dermatologo. “Alcuni pazienti infatti decidono arbitrariamente di diminuire o, peggio, interrompere le terapie proprio in questo periodo” continua Costanzo “Ma la cosiddetta ‘vacanza terapeutica’ che veniva consigliata nel periodo estivo in cui venivano sospesi i farmaci di vecchia generazione come gli immunosoppressori non è più necessaria. Le nuove terapie personalizzate, sono più efficaci, sicure e non hanno problemi di tossicità, non devono essere sospese e mantengono gli effetti a lungo termine. Sono oggi disponibili infatti moderni farmaci che si dimostrano efficaci già dalle prime settimane e che permettono di ottenere la clearance cutanea completa sino al 90 e 100%, come il nuovissimo farmaco ixekizumab appena presentato al congresso di Sorrento. Attenzione anche alle cure ‘fai da te’, un errore che interessa circa il 25% dei pazienti con malattie autoimmuni (quindi anche con psoriasi, in cui il fenomeno arriva al 50%*).Una sospensione temporanea o definitiva delle terapie senza consultare il dermatologo potrebbe esporre a ricadute e peggioramenti, rendendo vani gli sforzi fatti sino a quel momento. “Sappiamo che alcune terapie sono difficili da gestire, prevedono modalità di assunzione complicate o effetti collaterali sgraditi” sottolinea Costanzo “quindi una buona comunicazione e l’alleanza terapeutica col curante sono fondamentali per garantire l’aderenza del paziente alla terapia. In questa ottica terapie sempre più maneggevoli a rapida efficacia rafforzano la motivazione del paziente, specialmente nelle forme moderate-gravi.

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Psoriasi: necessario terapia personalizzata

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 Maggio 2017

psoriasiLe terapie a lungo termine sono gravate da un alto rischio di abbandono e di non aderenza, secondo recenti stime dell’OMS circa il 50% nei Paesi sviluppati. Ixekizumab, l’anticorpo monoclonale per la psoriasi moderata grave è una molecola dall’elevata rapidità d’azione, efficacia sia nel breve che nel lungo termine oltre a profili di sicurezza tra i più elevati oggi disponibili.
“Un farmaco può essere efficace ma se è complesso da assumere o non permette al paziente di apprezzarne gli effetti in breve termine diventa un ostacolo alla terapia” spiega il Prof. Fabio Ayala Direttore della U.O.C. di Dermatologia clinica del Dipartimento di Medicina clinica e Chirurgia – Università di Napoli Federico II “la non compliance al trattamento non solo compromette l’efficacia delle cure ma determina un aumento dei costi legati ad una inefficace gestione della patologia. In questo senso complessità, durata, fallimenti precedenti, comparsa di effetti collaterali prima che il paziente possa apprezzare i miglioramenti, sono tra i fattori che inficiano maggiormente l’aderenza.
Sull’aderenza alle cure influiscono in negativo l’insorgenza di effetti collaterali, per cui per ciascun farmaco è importante che il bilancio tra effetti collaterali e benefici ottenuti sia favorevole: una recente analisi integrata ha preso in esame oltre 7800 pazienti affetti da psoriasi moderata-severa trattati con ixekizumab in sette studi clinici per un totale di 264 settimane. Dai risultati emerge un ottimo profilo di sicurezza del farmaco sia nel breve che nel lungo termine, che, unito alla rapidità d’azione e l’efficacia, lo candida come tra i migliori farmaci di prima scelta.
La psoriasi è una malattia immunitaria cronica che colpisce la pelle . Essa si verifica quando il sistema immunitario invia segnali difettosi che accelerano il ciclo di crescita delle cellule. La psoriasi colpisce circa 125 milioni di persone in tutto il mondo, di cui circa il 20% soffre di psoriasi a placche moderata-grave .La psoriasi può localizzarsi in qualsiasi parte del corpo ed è associata ad altre condizioni di salute gravi, come il diabete, le malattie cardiache e alcuni tumori. La forma più comune di psoriasi, la psoriasi a placche, è caratterizzata da chiazze rosse, ispessite, coperte da un accumulo bianco argenteo di cellule morte della pelle.

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“Clear about psoriasis”

Posted by fidest press agency su martedì, 14 marzo 2017

psoriasiE’ la recente indagine che Novartis ha condotto su un campione di 8.300 pazienti provenienti da 31 Paesi in tutto il mondo, tra cui l’Italia, con 639 intervistati. Dal sondaggio è emerso che il 33% dei pazienti ritiene di non sopportare lo sguardo degli altri e 1 paziente su 3 si sente inadeguato come partner. Anche per il campione italiano, la qualità di vita è fortemente influenzata dalla patologia, confermando il dato mondiale. L’84% dei pazienti ha infatti risposto di essere stato vittima di umiliazioni e discriminazioni, il 43% si sente osservato in pubblico e al 41% è stato chiesto se la malattia fosse contagiosa. Gli intervistati italiani hanno inoltre raccontato le proprie sensazioni associate alla patologia: circa il 40% si sente in imbarazzo; 1 paziente su 3 si vede poco attraente e si vergogna della propria pelle. Più di ogni cosa, colpisce il dato secondo cui meno della metà degli intervistati (solo il 45%) crede che la clear skin, cioè la pelle libera o quasi libera da lesioni, sia un obiettivo possibile.
La campagna ‘Chiedi al tuo dermatologo’ nasce dalla volontà di ridurre il disagio e la sfiducia denunciati dai pazienti. E’ qualcosa di più di una campagna di informazione: è un ‘appello’ che incoraggia le persone con psoriasi a rivolgersi al proprio dermatologo per ricevere nuove risposte per la propria pelle. Il nome della campagna ‘Chiedi al tuo dermatologo’ richiama fortemente l’alleanza tra medico e paziente. In uno scenario in cui il peso della malattia spesso porta a consultare ‘falsi profeti’ o a curarsi da soli, rivolgersi al proprio dermatologo è il primo passo da compiere.
L’iniziativa, già avviata in altri Paesi europei, tra cui Austria, Germania, Grecia, Svezia e Svizzera, sbarca ora in Italia attraverso la radio, il web e i social network. Il sito http://www.lapelleconta.it è a disposizione degli utenti per offrire maggiori informazioni sulla campagna, sulla clear skin, sul Pasi e per individuare i centri specializzati. Inoltre i pazienti, se lo desiderano, possono scaricare una ‘traccia di colloquio’ con indicazioni utili per gestire l’incontro con il dermatologo.
“Oggi con le cure specialistiche che abbiamo possiamo arrivare al ‘clear skin’ e risolvere la psoriasi nella stragrande maggioranza dei casi, vorrei dire con percentuali oltre il 90%”. A dirlo è il docente ordinario di Dermatologia all’Università di Verona, Giampiero Girolomoni, in occasione della presentazione della campagna ‘Chiedi al tuo dermatologo’, incentrata sulla psoriasi e sui mille limiti, soprattutto psicologici, che questa patologia comporta.La campagna è frutto di un progetto ideato da Novartis: “L’obiettivo della cura di oggi è ottenere una remissione completa o quasi completa della malattia ed esistono farmaci adatti a tutte le esigenze a seconda delle caratteristiche del paziente e della malattia- prosegue Girolomoni- e se un paziente ha la psoriasi e soffre per questa malattia si deve rivolgere al dermatologo che più gli dà fiducia e che cerchi con competenza di eliminare la malattia dalla pelle”.
“Il rischio che il paziente affetto da psoriasi si rivolga a cure alternative pur di non affrontare il dermatologo è alto, anche perché questo comporta un ritardo nella diagnosi e un ritardo anche nell’inizio della terapia, per cui spesso quando si rivolgono al dermatologo arrivano già in uno stadio avanzato di patologia. Questo però comporta dei problemi: un incontro precoce invece permette una diagnosi precoce e soprattutto la terapia più idonea”. Il presidente Adoi (Associazione dermatologi italiani), Antonio Cristaudo, ascoltato a margine della conferenza stampa allestita per la presentazione della campagna ‘Chiedi al tuo dermatologo’, lanciata da Novartis, spiega così quali siano i rischi che potrebbero derivare dalla ricerca di cure alternative da parte dei pazienti affetti da psoriasi. A detta di Cristaudo è infatti “fondamentale instaurare col paziente un dialogo continuo, perché è solo col dialogo che si crea un rapporto di fiducia”.

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San Gallicano: open day della psoriasi

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 ottobre 2016

san gallicanoRoma 29 Ottobre dalle ore 9:00 alle 15:00. Si accede agli ambulatori San Gallicano senza prenotazione servizi gratuiti messi a disposizione ai pazienti con psoriasi, anche sospetta in occasione della Giornata Mondiale della Psoriasi. L’iniziativa è a cura dello staff multidisciplinare dell’Ambulatorio per lo Studio e la Cura della Psoriasi diretto da Claudio Bonifati. La Giornata sarà inoltre accompagnata da un concerto di musica da camera del “Quintetto Pitagora” con la Direzione Artistica del Maestro Paolo Falconi, presso l’atrio principale degli Istituti. Ideata dai pazienti per i pazienti, la Giornata Mondiale della Psoriasi è un evento globale nato con l’obiettivo di dare voce ai circa 150 milioni di malati in tutto il mondo.
La Psoriasi, malattia infiammatoria cronica della pelle, che in circa il 30% dei casi si associa ad una forma di artropatia infiammatoria, necessita di controlli clinici ed adeguata terapia specifica locale e/o sistemica a seconda dei casi. All’Istituto San Gallicano di Roma è operativo da oltre 10 anni un ambulatorio per lo studio e la cura della psoriasi. “Il nostro centro – evidenzia Claudio Bonifati – ha accolto solo nell’ultimo anno circa 3700 pazienti, di cui oltre 900 sono di primo accesso ed è impegnato sia nell’assistenza clinica che in diversi protocolli di ricerca sperimentale soprattutto nel campo delle nuove terapie topiche e sistemiche per la gestione della psoriasi cutanea ed artropatica.”

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Open day sulla psoriasi al San Gallicano di Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 23 ottobre 2016

Roma 29 Ottobre dalle ore 9:00 alle 15:00. Si accede agli ambulatori senza prenotazione! in occasione della Giornata Mondiale della Psoriasi. L’iniziativa è a cura dello staff multidisciplinare dell’Ambulatorio per lo Studio e la Cura san gallicanodella Psoriasi diretto da Claudio Bonifati. La Giornata sarà inoltre accompagnata da un concerto di musica da camera del “Quintetto Pitagora” con la Direzione Artistica del Maestro Paolo Falconi, presso l’atrio principale degli Istituti. Ideata dai pazienti per i pazienti, la Giornata Mondiale della Psoriasi è un evento globale nato con l’obiettivo di dare voce ai circa 150 milioni di malati in tutto il mondo. La Psoriasi, malattia infiammatoria cronica della pelle, che in circa il 30% dei casi si associa ad una forma di artropatia infiammatoria, necessita di controlli clinici ed adeguata terapia specifica locale e/o sistemica a seconda dei casi. All’Istituto San Gallicano di Roma è operativo da oltre 10 anni un ambulatorio per lo studio e la cura della psoriasi. “Il nostro centro – evidenzia Claudio Bonifati – accoglie oltre 2000 pazienti ogni anno ed è impegnato sia nell’assistenza clinica che in diversi protocolli di ricerca sperimentale soprattutto nel campo delle nuove terapie topiche e sistemiche per la gestione della psoriasi cutanea ed artropatica.”

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