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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘psoriasi’

Psoriasi e artrite psoriasica

Posted by fidest press agency su sabato, 20 ottobre 2018

Il reumatologo come supporto al dermatologo nella diagnosi di psoriasi; l’artrite psoriasica e l’importanza della diagnosi precoce; la qualità di vita dei pazienti con psoriasi e le diverse comorbidità, tra cui quelle articolari. Di questo ed altro si è discusso a Milano nel corso dell’evento dal titolo ‘Psoriasi non solo una questione di pelle’.Organizzato dal Corriere Salute con il contributo non condizionante di Novartis, ha visto la partecipazione del Professor Antonio Costanzo, responsabile Dermatologia di Humanitas e docente di Humanitas University, e del Professor Carlo Francesco Selmi, responsabile Reumatologia e Immunologia Clinica di Humanitas e docente dell’Università degli Studi di Milano.
La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle e degli annessi (unghie e follicolo pilifero). Circa il 30% dei pazienti psoriasici può sviluppare nel tempo un’artrite. Nell’artrite psoriasica l’infiammazione interessa le piccole articolazioni delle mani e dei piedi o le grandi articolazioni (gomiti, ginocchia e caviglie) ma anche altre sedi come la colonna causando un mal di schiena che peggiora con il riposo.La psoriasi compromette la qualità di vita quanti ne sono affetti e nella gestione della patologia non vanno sottovalutati l’entità del dolore e le limitazioni ai movimenti.
Gestire la malattia psoriasica è ormai sempre più un tema multidisciplinare, poiché un solo specialista non è sufficiente per la gestione della patologia. Quando si tratta di malattie complesse come la psoriasi è necessario fare scelte condivise con il paziente, soprattutto quando affetto da artrite psoriasica. In questi casi è necessario affrontare la cura del malato in maniera combinata tra dermatologo e reumatologo, poiché visitare da due punti di vista diversi consente di prendere decisioni cliniche e terapeutiche che permettono un eccellente controllo di tutti i sintomi. La medicina delle malattie infiammatorie croniche è, dunque, sempre meno “un solo uomo al comando”.
Nonostante siamo molto lontani da una gestione adeguata dei pazienti, l’artrite psoriasica oggi è una malattia verso la quale esistono armi che fino a pochi anni fa potevamo solo sognare. Abbiamo infatti a disposizione strumenti terapeutici che consentono ai pazienti di condurre una vita normale”.

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Psoriasi: le Università di Genova e Verona identificano i geni della Psoriasi

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 agosto 2018

Uno studio effettuato dai ricercatori dell’Università di Genova e dell’Università di Verona, guidati rispettivamente dal Prof. Antonio Puccetti e dal prof Claudio Lunardi e dalla Prof.ssa Marzia Dolcino, e pubblicato sulla prestigiosa rivista “Frontiers in Immunology”, ha svelato che esistono dei fattori genetici che determinano lo sviluppo della malattia psoriasica nella sua forma cutanea, osteoarticolare (artrite psoriasica) e metabolica.La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica immuno-mediata della pelle diffusa in tutto il mondo (frequenza variabile da 0.6 a 4.8%) L’artrite psoriasica (PsA) è un’artrite infiammatoria, caratterizzata da infiammazione delle entesi (zone di inserzione dei tendini e legamenti sulla superficie ossea) che porta ad erosione ossea e neo-formazione di tessuto osseo. Colpisce il 10-30% dei pazienti con psoriasi cutanea e ha una frequenza stimata di circa l’1%.La malattia psoriasica è considerata una malattia immuno-metabolica in quanto si associa spesso a sindrome metabolica, caratterizzata da obesità addominale, ipertensione, dislipidemia aterogenica, diabete di tipo 2 dell’adulto, insulino-resistenza e steatosi epatica non alcolica.La malattia psoriasica è una malattia autoimmune, la cui origine è ancora ignota, ma che dipende dalla combinazione di fattori ambientali, genetici, epigenetici.

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Psoriasi, arriva in Italia l’innovazione che velocizza la cura e migliora la qualità di vita dei pazienti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 aprile 2018

Efficacia e rapidità d’azione superiori rispetto ai trattamenti di confronto. Risultati visibili già dopo la prima settimana. Durata di trattamento dimezzata rispetto all’attuale gold standard. Praticità e tollerabilità che favoriscono l’aderenza dei pazienti alla terapia.
Sono le credenziali della nuova terapia topica di LEO Pharma per la psoriasi, una combinazione di calcipotriolo e betametasone dipropionato a dose fissa somministrata in un’innovativa formulazione in schiuma spray, che assicura una maggiore e più rapida penetrazione dei principi attivi attraverso la cute. Enstilar®, disponibile adesso anche in Italia, ha un effetto marcato sui sintomi della psoriasi, come il prurito, e offre una risposta a molti degli unmet needs aperti nel trattamento della malattia: scarsa aderenza alla terapia; percezione di bassa efficacia dei trattamenti topici, a causa di un’azione lenta e di schemi terapeutici lunghi e complessi; insoddisfacente qualità di vita per i pazienti.Il nuovo farmaco potrà essere utilizzato sia nei pazienti con psoriasi lieve-moderata che in quelli con forme moderate che hanno controindicazioni all’utilizzo di farmaci sistemici. La posologia prevede un’applicazione al giorno per un ciclo di trattamento di 4 settimane.«L’associazione tra calcipotriolo e cortisonico rappresenta la terapia locale più efficace contro la psoriasi, con efficacia superiore a quella dei due principi attivi somministrati separatamente. Adesso, la nuova formulazione in schiuma sovrassatura permette di ottenere a livello cutaneo una concentrazione molto più alta di principi attivi», dichiara Piergiacomo Calzavara Pinton, Direttore Unità di Dermatologia, Spedali Civili di Brescia e Presidente SIDeMaST. «Il risultato terapeutico è decisamente superiore a quello dell’unguento o gel. Ma, cosa non meno importante, questa formulazione è ancora più gradevole e tollerata dal paziente. Enstilar® rappresenta un’innovazione importante per tutti i pazienti con psoriasi lieve moderata e ancor più per quei pazienti con psoriasi moderata che non possono essere trattati con farmaci o fototerapia». L’efficacia del prodotto è dimostrata da un corpus di studi clinici che hanno coinvolto complessivamente circa 1.700 pazienti: un paziente su due (51%) ha raggiunto un miglioramento quasi completo della malattia entro 4 settimane.
L’altro 49% ottiene comunque un miglioramento, clinicamente visibile. In base ai dati misurati attraverso l’osservazione diretta dei pazienti, dopo 5 giorni di trattamento già il 50% ha riportato una riduzione del prurito di almeno il 70%, riduzione che dopo 4 settimane interessa l’80% dei pazienti. L’80% dei pazienti trattati a 4 settimane ha raggiunto un miglioramento clinicamente rilevante della Qualità di Vita e, in particolare, quasi il 50% ha riferito che la psoriasi non aveva più alcun effetto sulla propria vita dopo solo una settimana di trattamento.
La psoriasi, malattia della cute cronica, recidivante e autoimmune, si può manifestare in forme diverse per localizzazione e gravità: la maggioranza delle forme (circa il 70-80%) è di entità lieve-moderata. Nel mondo colpisce circa 125 milioni di persone, il 2-3% della popolazione. In Italia la prevalenza della patologia è pari a circa il 3% della popolazione adulta, con un’incidenza di circa 230 nuovi casi l’anno ogni 100.000 persone. Principale sintomo della malattia è la comparsa di chiazze (placche) rilevate, arrossate e ricoperte di squame su diversi distretti corporei, quali cuoio capelluto, gomiti e ginocchia. Le manifestazioni cutanee spesso si associano a prurito e quando sono persistenti possono diventare molto fastidiose e dare dolore.

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“Psoriasi: scopri la tua pelle e ritrova la libertà”

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2018

Un uomo che danza divertito e in assoluta libertà sulla spiaggia mentre ascolta la musica. Una donna ad una festa in giardino che gioca serena in costume. Queste le situazioni, realizzate da Novartis, per la nuova edizione di “Chiedi al tuo dermatologo”, che raccontano la gioia e libertà delle persone che mostrano in pubblico la propria pelle, felici di aver raggiunto la “clear skin” (una pelle pulita da lesioni) e di tornare a vivere una vita normale. Patrocinata dall’Associazione per la Difesa degli Psoriasici (A.DI.PSO.) e dalle Società Scientifiche ADOI (Associazione Dermatologi-venereologi Ospedalieri Italiani e della Sanità Pubblica) e SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse), la campagna arriva anche nel Lazio e vuole incoraggiare le persone con psoriasi a parlare con il proprio dermatologo, la figura di riferimento in grado di aiutarle nell’affrontare al meglio la malattia. “La psoriasi è una malattia della pelle e/o delle articolazioni, che può essere molto invalidante per chi ne è affetto – ha dichiarato Ketty Peris, Direttore della Clinica Dermatologica Università Cattolica del Sacro Cuore Policlinico A. Gemelli di Roma -. Solo nella nostra Regione i malati psoriasici sono circa 180.000, ma si tratta di un numero sottostimato: spesso il paziente trascura la patologia perché pensa che non ci siano cure efficaci. La presenza delle placche sulla pelle provoca, nella quasi totalità dei pazienti, un forte imbarazzo ed una discriminazione che peggiorano ulteriormente l’impatto psicologico e relazionale. Il primo passo per la cura di questa malattia – ha proseguito la Prof.ssa Peris – è quello di rivolgersi al dermatologo, che è lo specialista in grado di diagnosticare la psoriasi ed individuare insieme al paziente il percorso di cura più adeguato. Solo un trattamento appropriato, infatti, può garantire ai pazienti la regressione delle lesioni e un reale miglioramento della qualità di vita. In tal senso, risultano fondamentali campagne di sensibilizzazione rivolte ai pazienti e, più in generale, all’opinione pubblica. Sensibilizzare significa non solo far conoscere una patologia dietro cui ancora oggi si cela stigma e vergogna, ma anche incoraggiare e motivare le persone con psoriasi a non nascondersi e a rivolgersi al dermatologo”.
La novità di questa edizione è il numero verde 800 949 209: un call center gratuito, attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 17.00, tramite cui gli utenti possono ricevere informazioni sul Centro Psoriasi più vicino a casa e indicazioni pratiche sulle modalità di prenotazione di una visita dal dermatologo. Il sito http://www.lapelleconta.it si arricchisce di nuovi contenuti sulla patologia e su come affrontarla al meglio.

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“Psoriasi: scopri la tua pelle e ritrova la libertà”

Posted by fidest press agency su sabato, 31 marzo 2018

La campagna patrocinata dall’Associazione per la Difesa degli Psoriasici (A.DI.PSO.) e dalle Società Scientifiche ADOI (Associazione Dermatologi-venereologi Ospedalieri Italiani e della Sanità Pubblica) e SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse), vuole incoraggiare le persone con psoriasi a parlare con il proprio dermatologo, la figura di riferimento in grado di aiutarle nell’affrontare al meglio la malattia.La novità di questa edizione è il numero verde 800 949 209: un call center gratuito, attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 17.00, tramite cui gli utenti possono ricevere informazioni sul Centro Psoriasi più vicino a casa e indicazioni pratiche sulle modalità di prenotazione di una visita dal dermatologo. Il sito http://www.lapelleconta.it si arricchisce di nuovi contenuti sulla patologia e su come affrontarla al meglio.
“Grazie ai continui progressi della ricerca clinica oggi ci sono nuove modalità di intervento per la gestione e il trattamento della malattia – commenta Francesco Cusano, Presidente ADOI -. Compito del dermatologo è, fra gli altri, sviluppare un dialogo con il paziente che si fondi sulla reciproca fiducia e consenta quindi alla persona con psoriasi di condividere le aspettative per una qualità di vita migliore”.“Novartis ha lanciato questa campagna in sinergia con l’associazione di pazienti e le società scientifiche – aggiunge Angela Bianchi, Head of Communications, Patient Relations & Public Affairs di Novartis –. Riteniamo, infatti, sia fondamentale continuare a costruire insieme iniziative di questo tipo per coniugare l’innovazione scientifica all’ascolto attivo delle esigenze del paziente”.
La psoriasi è una patologia cutanea comune, infiammatoria e non contagiosa, che colpisce oltre 125 milioni di persone in tutto il mondo.Esistono diversi tipi di psoriasi2. La psoriasi a placche che, con il 90% dei casi, rappresenta la forma più diffusa di questa patologia, si presenta sotto forma di chiazze rosse in rilievo – coperte da uno strato bianco/argenteo di cellule cutanee morte – che sono spesso pruriginose e dolorose e possono screpolarsi e sanguinare. Queste macchie – o placche – si sviluppano con maggiore frequenza sul cuoio capelluto, sulle ginocchia, sui gomiti e sulla parte bassa della schiena.Più di un terzo delle persone affette da psoriasi a placche soffre di una forma da moderata a severa, che può essere difficile da trattare. I sintomi della patologia sono considerati di entità da moderata a severa quando è interessato oltre il 10% della superficie corporea, o quando sono coinvolte zone sensibili o in vista del corpo – come le mani o i piedi (psoriasi palmo-plantare) o il viso – con un notevole, conseguente impatto sulla qualità della vita.

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Giornata Mondiale della Psoriasi

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 ottobre 2017

psoriasiRoma il 25 ottobre alle 17, nella Sala del Consiglio dell’Area Metropolitana a Palazzo Valentini, avrà luogo la I Edizione del Premio Sergio Chimenti. Il concorso letterario sul tema della psoriasi è promosso da A.DI.PSO. con il patrocinio del Senato della Repubblica per premiare le opere letterarie scritte dai pazienti affetti da psoriasi. Sono oltre 235.000 gli abitanti del Lazio affetti dalla psoriasi, che in un terzo dei casi evolve e diventa di grado severo. Chi ne è affetto, però, spesso non ne conosce i sintomi e non si reca tempestivamente dallo specialista, con conseguente ritardo nella diagnosi e nell’inizio del percorso terapeutico che potrebbe rallentare l’evoluzione della malattia. Per informare e sensibilizzare i cittadini, per far luce sulle varie forme di psoriasi e sulle terapie, in occasione della Giornata Mondiale della Psoriasi, il 28 ottobre presso l’ U.O.C. Dermatologia – Ospedale A. Fiorini di Terracina sarà possibile usufruire di consulenze e visite gratuite
dalle 10 alle 12.30 mentre a Roma gli appuntamenti sono due: il 28 ottobre, l’ Ambulatorio Dermatologia dell’ Ospedale Cristo Re sarà aperto al pubblico dalle 9 alle 13 mentre il 29 ottobre gazebo informativi saranno presenti in Piazza del Popolo. Gli specialisti saranno a disposizione del pubblico e risponderanno alle domande di chi vorrà saperne di più sulla malattia, che non è di un solo tipo. La più diffusa è quella ‘a placche’ (80-90% dei casi), ma esistono anche altre forme più rare, poco conosciute e per questo sottostimate. Una di queste è la ‘psoriasi invertita’, caratterizzata da chiazze rosse non desquamate sotto le ascelle, sui genitali e sull’addome di chi è in sovrappeso, fino al solco sottomammario. La forma più frequente tra gli adolescenti invece è la ‘psoriasi guttata’, caratterizzata da piccole chiazze desquamate su tronco, braccia, gambe e cuoio capelluto. Esistono poi la ‘psoriasi pustolosa’ e quella ‘eritrodermica’: la prima è caratterizzata da pustole anche molto
localizzate, mentre nella seconda la pelle appare infiammata e arrossata, provoca prurito o bruciore ed è tra le forme più gravi. Su queste l’attenzione è ancora poca. La maggior parte dei pazienti in cerca di risposte raramente si rivolge ai centri di riferimento (ex Psocare) dove, oltre a ricevere diagnosi tempestive, potrebbero essere presi in carico e seguiti a 360 gradi con terapie personalizzate, anche in considerazione delle frequenti comorbidità, come artrite, depressione, obesità, diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari che fanno della psoriasi una malattia sistemica. Per non parlare del supporto psicologico, fondamentale nel caso dei pazienti psoriasici, perché non si scoraggino e non abbandonino le cure.“Il risultato – afferma Mara Maccarone, Presidente di ADIPSO – è che 8 pazienti su 10 sono delusi dalle cure e quasi 9 su 10 le abbandonano, cadendo in depressione nell’80% dei casi. Sono dati certificati da interviste svolte durante la giornata mondiale dello scorso anno a più di 5000 pazienti. Un’ulteriore conferma viene dal costante calo di presenzenei centri italiani: in pochi anni siamo scesi da 12mila a 6mila. Per questo è fondamentale creare una inversione di tendenza facendo tanta informazione: vogliamo colmare il grave gap di comunicazione einformazione tra chi soffre e chi può offrire le cure necessarie, per cui bisogna spronare i malati a recarsi nei centri di riferimento presenti sul territorio. Questa “rete” infatti offre tutti i mezzi per curarsi a patto di non abbandonare i percorsi terapeutici che possono essere rimodulati sul paziente fino a trovare le cure più efficaci”

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Trattamento dei pazienti con psoriasi cronica a placche

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 luglio 2017

psoriasiLa Commissione Europea ha approvato un nuovo prodotto orale a base di dimetilfumarato (DMF) per il trattamento dei pazienti con psoriasi cronica a placche da moderata a grave. E’ indicato come trattamento di induzione e a lungo termine. Almirall commercializzerà il farmaco nel terzo quadrimestre del 2017 in tutti gli Stati dell’Unione Europea, in Islanda e in Norvegia. “La psoriasi è una patologia cronica e recidivante della pelle che colpisce circa 1,5 milioni di persone in Italia – ha affermato il prof. Giuseppe Micali, Direttore della Clinica Dermatologica, Università di Catania P.O. ‘G. Rodolico’, Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico-Vittorio Emanuele di Catania -. La qualità di vita dei pazienti affetti è fortemente compromessa a causa delle manifestazioni cliniche caratterizzate da desquamazione, prurito, secchezza e bruciore a livello delle zone del corpo interessate. Attualmente la psoriasi va considerata una patologia infiammatoria multisistemica, potendo coinvolgere più organi. Quanto più vaste infatti sono le parti di pelle interessate e quanti più sono gli anni di convivenza con le lesioni, tanto maggiore è il rischio di avere un’altra malattia o comorbidità, come artrite psoriasica, obesità, ipertensione, diabete e dislipidemie. La psoriasi inoltre ha un elevato impatto sulla qualità di vita dei pazienti intaccando la loro autostima, determinando talora l’insorgenza di disturbi depressivi, ed influendo negativamente sulle relazioni sociali e interpersonali”. “Dimetilfumarato è un estere dell’acido fumarico che esplica la sua attività bloccando la produzione di citochine proinfiammatorie; si è dimostrato efficace nel trattamento, anche a lungo termine, della psoriasi a placche moderata-grave – ha sottolineato il prof. Giampiero Girolomoni, Direttore dell’Unità Operativa di Clinica Dermatologica all’Ospedale Borgo Trento di Verona -. “L’approvazione della Commissione europea è un’ottima notizia per i professionisti della salute e per gran parte dei pazienti europei che potranno accedere a una nuova opzione terapeutica per il trattamento sistemico della psoriasi da moderata a grave – ha commentato Eduardo Sanchiz, CEO di Almirall -. DMF è il risultato dell’impegno di Almirall nell’innovazione e la sua disponibilità per i medici e i pazienti colpiti da psoriasi rappresenterà un importante passo in avanti nel rinforzare la posizione dell’azienda come significativo partner nel settore della dermatologia”.
La prima presentazione dei risultati è avvenuta a settembre 2016 al 25° Congresso della European Academy of Dermatology and Venereology di Vienna (Austria).
Pubblicato sul British Journal of Dermatology, lo studio BRIDGE ha dimostrato la non-inferiorità di DMF vs esteri dell’acido fumarico, e il suo buon profilo di efficacia e sicurezza1. Ad oggi la combinazione di esteri dell’acido fumarico era disponibile solo in Germania in una diversa composizione così come in formulazioni prodotte localmente in Olanda, Austria e in alcuni Stati del Nord Europa. La decisione della Commissione Europea renderà disponibile questa nuova formulazione orale per tutti i pazienti europei.
Gli esteri dell’acido fumarico costituiscono un trattamento sistemico consolidato per la psoriasi e sono raccomandati dalle linee guida europee sia per l’induzione che per il trattamento a lungo termine. Le evidenze a lungo termine che derivano da studi e da dati di registro retrospettivi mettono in evidenza l’utilità clinica del farmaco.

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Indagine per la difesa degli psoriasici

Posted by fidest press agency su martedì, 30 Mag 2017

psoriasiA scattare una fotografia accurata del vissuto del paziente affetto da Psoriasi e Artrite Psoriasica (circa due milioni e mezzo in Italia, 250mila nel Lazio), e dei clinici coinvolti nel percorso di cura è un’indagine realizzata dall’Associazione per la difesa degli Psoriasici (Adipso) e dalla Società Italiana di Comunicazione Scientifica e Sanitaria (Sics) chiamata Bridge, il ponte, appunto che riunisce tutti i protagonisti della cura: pazienti, dermatologi, reumatologi, farmacisti ospedalieri. Azioni comuni come andare a lavorare, recarsi a scuola e anche vivere serenamente la propria vita sociale possono infatti diventare difficilissime. Una diagnosi di malattia quasi mai precoce e un conseguente allungamento dei tempi di accesso a terapie adeguate rendono poi il loro cammino ancora più faticoso. I pazienti preferirebbero poter assumere i medicinali per bocca ed evitare di andare in ospedale per sottoporsi alle cure. Anche i dermatologi prediligono la somministrazione orale e i loro “desiderata” sono avere una terapia con un migliore livello di sicurezza a lungo termine, costi contenuti e una migliore tollerabilità.
I sintomi più pesanti della psoriasi e dell’artrite psoriasici sono l’arrossamento e desquamazione della pelle(34%), prurito (25%) e alterazioni delle unghie (12%) sono le manifestazioni maggiormente segnalate dai pazienti con Psoriasi (PSO). I segni della malattia colpiscono prevalentemente gomiti (19%), cuoio capelluto (14,5%), ginocchia (12,9%) e tronco (11,4%). Per quasi la metà del campione (46,9%) le lesioni cutanee evidenti impattano negativamente sulle attività quotidiane come lavoro, scuola e relazioni sociali. Soprattutto i pazienti denunciano una compromissione della loro qualità di vita. Nel complesso, il 65,1% è soddisfatto della terapia prescritta dal medico anche se un paziente su 3 (27,1% del campione) vorrebbe farmaci a somministrazione orale e 1 su 5 (il 19,75%) preferirebbe non doversi recare in ospedale per assumere la terapia.Però ha ricordato Mara Maccarone, Presidente Adipso: “La garanzia delle cure, in particolare con terapie di ultima generazione, non è assicurata ai pazienti in maniera uniforme sul territorio nazionale per problemi di sostenibilità economica, una criticità che si sta presentando anche in quelle Regioni che fin ora si erano dimostrate virtuose”. “Non avere certezza e continuità delle cure, così come non ricevere informazioni dettagliate da parte dei clinici – ha detto – porta il paziente alla depressione con il rischio di abbandono delle terapie. Per questo porteremo avanti le nostre istanze all’Aifa: questa discriminazione verso i pazienti con psoriasi e psoriasi artropatica è inaccettabile, le persone non possono rimanere senza garanzia di terapie perché la salute è un diritto dei cittadini. Nel Lazio inoltre non c’è comunicazione tra le Associazioni dei pazienti e la Regione. Una mancanza di interlocuzione gravissima e non più accettabile”. “La malattia psoriasica è una patologia particolarmente complessa – ha spiegato la Professoressa Ketty Peris, Direttore della Uoc Dermatologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore Policlinico Gemelli di Roma – richiede infatti un approccio multidisciplinare e multidimensionale in quanto i pazienti presentano numerose comorbidità e malattie associate di tipo cardiovascolare e metabolico. L’approccio deve partire quindi da una diagnosi il più precoce possibile sia per quanto riguarda la parte cutanea che articolare. Sul fronte terapeutico oggi abbiamo a disposizione molte opportunità che ci consentono di andare incontro alle necessità di vita di ogni paziente. Ad esempio chi è in piena attività lavorativa e magari si sposta frequentemente sarà più propenso ad assumere una terapia orale piuttosto che iniettiva. Non dimentichiamo che la soddisfazione dei pazienti e la loro qualità di vita sono i due capisaldi nella aderenza alla terapia”.Per i dermatologi del Lazio i sintomi che spingono il paziente con Psoriasi non ancora diagnosticato a recarsi in visita sono principalmente la desquamazione (50%), l’arrossamento (37,5%) e il prurito (12,5% nel Lazio, 15%, media italiana).
L’obiettivo principale della terapia prescritta è quindi ridurre l’estensione delle manifestazioni cutanee (per il 46,5% del campione dei dermatologi del Lazio contro il 32,5% in Italia), migliorare il benessere generale del paziente (25,6%), desquamazione e arrossamento cutaneo (21,3%).Invece, sintomi che spingono il paziente con Artrite Psoriasica a rivolgersi allo specialista sono il gonfiore (per il 38% del campione dei dermatologi del Lazio), il dolore (27,6% nel Lazio,) e il coinvolgimento delle unghie (13,8%).L’indagine Bridge è stata realizzata con il contributo non condizionato di Celgene.

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Psoriasi in estate

Posted by fidest press agency su martedì, 9 Mag 2017

sorrentoSorrento. L’estate è un momento difficile per i pazienti con patologie cutanee e con psoriasi in particolare che tendono a nascondere la pelle e le chiazze della malattia. Un sondaggio della National Foundation of Psoriasis americana ha svelato che sono oltre il 40% i pazienti che nascondono le lesioni sotto abiti, pantaloni e maglie a maniche lunghe anche in spiaggia. Questi pazienti rinunciano alla vita all’aria aperta proprio nella bella stagione, la stessa percentuale che mostra segni di depressione. Oltre al disagio e alla vergogna esiste un vero e proprio problema di stigma, tale che la legge American Disability Act protegge queste persone dalle discriminazioni sul luogo di lavoro.
Per i pazienti con psoriasi l’arrivo della bella stagione può essere un’arma a doppio taglio: se il sole e l’acqua di mare in alcuni casi possono migliorare l’aspetto delle lesioni cutanee e un clima caldo-umido mantIene la pelle più morbida, gli sbalzi di temperatura, l’aria condizionata e il cloro possono scatenare il rilascio di sostanze che possono aumentare la secchezza e il prurito, scatenare fenomeni infiammatori e recidive con un peggioramento dei sintomi.
Sole sì ma con cautela. “Le persone con psoriasi beneficiano dell’esposizione al sole purché questa sia effettuata gradualmente e con adeguata fotoprotezione (SPF50), rinnovando l’applicazione ogni 2 ore ed evitando l’esposizione nelle ore centrali della giornata” spiega il Professor Andrea Costanzo, Ordinario di Dermatologia all’Università Humanitas di Milano “Ustioni e scottature possono scatenare la riattivazione della psoriasi o portare allo sviluppo di nuove placche. Le scottature attivano un vero e proprio “fenomeno di Koebner”, ossia lo sviluppo di placche nelle zone soggette ad uno stimolo, fisico come la scottatura solare o meccanico come lo sfregamento o traumi locali”.Fondamentale è mantenere la pelle costantemente idratata. Aperitivo sì, ma analcolico, l’alcool infatti può interferire con alcuni farmaci per la psoriasi. Attenzione invece al sudore, che può irritare la pelle già sensibile e peggiorare le placche. Il clima ideale è fresco e ventilato e al chiuso è consigliabile non esporsi all’aria condizionata.
Con le dovute accortezze è quindi possibile godersi le vacanze e il tempo libero e apprezzare dei miglioramenti ma attenzione a seguire sempre le indicazioni del proprio dermatologo. “Alcuni pazienti infatti decidono arbitrariamente di diminuire o, peggio, interrompere le terapie proprio in questo periodo” continua Costanzo “Ma la cosiddetta ‘vacanza terapeutica’ che veniva consigliata nel periodo estivo in cui venivano sospesi i farmaci di vecchia generazione come gli immunosoppressori non è più necessaria. Le nuove terapie personalizzate, sono più efficaci, sicure e non hanno problemi di tossicità, non devono essere sospese e mantengono gli effetti a lungo termine. Sono oggi disponibili infatti moderni farmaci che si dimostrano efficaci già dalle prime settimane e che permettono di ottenere la clearance cutanea completa sino al 90 e 100%, come il nuovissimo farmaco ixekizumab appena presentato al congresso di Sorrento. Attenzione anche alle cure ‘fai da te’, un errore che interessa circa il 25% dei pazienti con malattie autoimmuni (quindi anche con psoriasi, in cui il fenomeno arriva al 50%*).Una sospensione temporanea o definitiva delle terapie senza consultare il dermatologo potrebbe esporre a ricadute e peggioramenti, rendendo vani gli sforzi fatti sino a quel momento. “Sappiamo che alcune terapie sono difficili da gestire, prevedono modalità di assunzione complicate o effetti collaterali sgraditi” sottolinea Costanzo “quindi una buona comunicazione e l’alleanza terapeutica col curante sono fondamentali per garantire l’aderenza del paziente alla terapia. In questa ottica terapie sempre più maneggevoli a rapida efficacia rafforzano la motivazione del paziente, specialmente nelle forme moderate-gravi.

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Psoriasi: necessario terapia personalizzata

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 Mag 2017

psoriasiLe terapie a lungo termine sono gravate da un alto rischio di abbandono e di non aderenza, secondo recenti stime dell’OMS circa il 50% nei Paesi sviluppati. Ixekizumab, l’anticorpo monoclonale per la psoriasi moderata grave è una molecola dall’elevata rapidità d’azione, efficacia sia nel breve che nel lungo termine oltre a profili di sicurezza tra i più elevati oggi disponibili.
“Un farmaco può essere efficace ma se è complesso da assumere o non permette al paziente di apprezzarne gli effetti in breve termine diventa un ostacolo alla terapia” spiega il Prof. Fabio Ayala Direttore della U.O.C. di Dermatologia clinica del Dipartimento di Medicina clinica e Chirurgia – Università di Napoli Federico II “la non compliance al trattamento non solo compromette l’efficacia delle cure ma determina un aumento dei costi legati ad una inefficace gestione della patologia. In questo senso complessità, durata, fallimenti precedenti, comparsa di effetti collaterali prima che il paziente possa apprezzare i miglioramenti, sono tra i fattori che inficiano maggiormente l’aderenza.
Sull’aderenza alle cure influiscono in negativo l’insorgenza di effetti collaterali, per cui per ciascun farmaco è importante che il bilancio tra effetti collaterali e benefici ottenuti sia favorevole: una recente analisi integrata ha preso in esame oltre 7800 pazienti affetti da psoriasi moderata-severa trattati con ixekizumab in sette studi clinici per un totale di 264 settimane. Dai risultati emerge un ottimo profilo di sicurezza del farmaco sia nel breve che nel lungo termine, che, unito alla rapidità d’azione e l’efficacia, lo candida come tra i migliori farmaci di prima scelta.
La psoriasi è una malattia immunitaria cronica che colpisce la pelle . Essa si verifica quando il sistema immunitario invia segnali difettosi che accelerano il ciclo di crescita delle cellule. La psoriasi colpisce circa 125 milioni di persone in tutto il mondo, di cui circa il 20% soffre di psoriasi a placche moderata-grave .La psoriasi può localizzarsi in qualsiasi parte del corpo ed è associata ad altre condizioni di salute gravi, come il diabete, le malattie cardiache e alcuni tumori. La forma più comune di psoriasi, la psoriasi a placche, è caratterizzata da chiazze rosse, ispessite, coperte da un accumulo bianco argenteo di cellule morte della pelle.

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“Clear about psoriasis”

Posted by fidest press agency su martedì, 14 marzo 2017

psoriasiE’ la recente indagine che Novartis ha condotto su un campione di 8.300 pazienti provenienti da 31 Paesi in tutto il mondo, tra cui l’Italia, con 639 intervistati. Dal sondaggio è emerso che il 33% dei pazienti ritiene di non sopportare lo sguardo degli altri e 1 paziente su 3 si sente inadeguato come partner. Anche per il campione italiano, la qualità di vita è fortemente influenzata dalla patologia, confermando il dato mondiale. L’84% dei pazienti ha infatti risposto di essere stato vittima di umiliazioni e discriminazioni, il 43% si sente osservato in pubblico e al 41% è stato chiesto se la malattia fosse contagiosa. Gli intervistati italiani hanno inoltre raccontato le proprie sensazioni associate alla patologia: circa il 40% si sente in imbarazzo; 1 paziente su 3 si vede poco attraente e si vergogna della propria pelle. Più di ogni cosa, colpisce il dato secondo cui meno della metà degli intervistati (solo il 45%) crede che la clear skin, cioè la pelle libera o quasi libera da lesioni, sia un obiettivo possibile.
La campagna ‘Chiedi al tuo dermatologo’ nasce dalla volontà di ridurre il disagio e la sfiducia denunciati dai pazienti. E’ qualcosa di più di una campagna di informazione: è un ‘appello’ che incoraggia le persone con psoriasi a rivolgersi al proprio dermatologo per ricevere nuove risposte per la propria pelle. Il nome della campagna ‘Chiedi al tuo dermatologo’ richiama fortemente l’alleanza tra medico e paziente. In uno scenario in cui il peso della malattia spesso porta a consultare ‘falsi profeti’ o a curarsi da soli, rivolgersi al proprio dermatologo è il primo passo da compiere.
L’iniziativa, già avviata in altri Paesi europei, tra cui Austria, Germania, Grecia, Svezia e Svizzera, sbarca ora in Italia attraverso la radio, il web e i social network. Il sito http://www.lapelleconta.it è a disposizione degli utenti per offrire maggiori informazioni sulla campagna, sulla clear skin, sul Pasi e per individuare i centri specializzati. Inoltre i pazienti, se lo desiderano, possono scaricare una ‘traccia di colloquio’ con indicazioni utili per gestire l’incontro con il dermatologo.
“Oggi con le cure specialistiche che abbiamo possiamo arrivare al ‘clear skin’ e risolvere la psoriasi nella stragrande maggioranza dei casi, vorrei dire con percentuali oltre il 90%”. A dirlo è il docente ordinario di Dermatologia all’Università di Verona, Giampiero Girolomoni, in occasione della presentazione della campagna ‘Chiedi al tuo dermatologo’, incentrata sulla psoriasi e sui mille limiti, soprattutto psicologici, che questa patologia comporta.La campagna è frutto di un progetto ideato da Novartis: “L’obiettivo della cura di oggi è ottenere una remissione completa o quasi completa della malattia ed esistono farmaci adatti a tutte le esigenze a seconda delle caratteristiche del paziente e della malattia- prosegue Girolomoni- e se un paziente ha la psoriasi e soffre per questa malattia si deve rivolgere al dermatologo che più gli dà fiducia e che cerchi con competenza di eliminare la malattia dalla pelle”.
“Il rischio che il paziente affetto da psoriasi si rivolga a cure alternative pur di non affrontare il dermatologo è alto, anche perché questo comporta un ritardo nella diagnosi e un ritardo anche nell’inizio della terapia, per cui spesso quando si rivolgono al dermatologo arrivano già in uno stadio avanzato di patologia. Questo però comporta dei problemi: un incontro precoce invece permette una diagnosi precoce e soprattutto la terapia più idonea”. Il presidente Adoi (Associazione dermatologi italiani), Antonio Cristaudo, ascoltato a margine della conferenza stampa allestita per la presentazione della campagna ‘Chiedi al tuo dermatologo’, lanciata da Novartis, spiega così quali siano i rischi che potrebbero derivare dalla ricerca di cure alternative da parte dei pazienti affetti da psoriasi. A detta di Cristaudo è infatti “fondamentale instaurare col paziente un dialogo continuo, perché è solo col dialogo che si crea un rapporto di fiducia”.

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San Gallicano: open day della psoriasi

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 ottobre 2016

san gallicanoRoma 29 Ottobre dalle ore 9:00 alle 15:00. Si accede agli ambulatori San Gallicano senza prenotazione servizi gratuiti messi a disposizione ai pazienti con psoriasi, anche sospetta in occasione della Giornata Mondiale della Psoriasi. L’iniziativa è a cura dello staff multidisciplinare dell’Ambulatorio per lo Studio e la Cura della Psoriasi diretto da Claudio Bonifati. La Giornata sarà inoltre accompagnata da un concerto di musica da camera del “Quintetto Pitagora” con la Direzione Artistica del Maestro Paolo Falconi, presso l’atrio principale degli Istituti. Ideata dai pazienti per i pazienti, la Giornata Mondiale della Psoriasi è un evento globale nato con l’obiettivo di dare voce ai circa 150 milioni di malati in tutto il mondo.
La Psoriasi, malattia infiammatoria cronica della pelle, che in circa il 30% dei casi si associa ad una forma di artropatia infiammatoria, necessita di controlli clinici ed adeguata terapia specifica locale e/o sistemica a seconda dei casi. All’Istituto San Gallicano di Roma è operativo da oltre 10 anni un ambulatorio per lo studio e la cura della psoriasi. “Il nostro centro – evidenzia Claudio Bonifati – ha accolto solo nell’ultimo anno circa 3700 pazienti, di cui oltre 900 sono di primo accesso ed è impegnato sia nell’assistenza clinica che in diversi protocolli di ricerca sperimentale soprattutto nel campo delle nuove terapie topiche e sistemiche per la gestione della psoriasi cutanea ed artropatica.”

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Open day sulla psoriasi al San Gallicano di Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 23 ottobre 2016

Roma 29 Ottobre dalle ore 9:00 alle 15:00. Si accede agli ambulatori senza prenotazione! in occasione della Giornata Mondiale della Psoriasi. L’iniziativa è a cura dello staff multidisciplinare dell’Ambulatorio per lo Studio e la Cura san gallicanodella Psoriasi diretto da Claudio Bonifati. La Giornata sarà inoltre accompagnata da un concerto di musica da camera del “Quintetto Pitagora” con la Direzione Artistica del Maestro Paolo Falconi, presso l’atrio principale degli Istituti. Ideata dai pazienti per i pazienti, la Giornata Mondiale della Psoriasi è un evento globale nato con l’obiettivo di dare voce ai circa 150 milioni di malati in tutto il mondo. La Psoriasi, malattia infiammatoria cronica della pelle, che in circa il 30% dei casi si associa ad una forma di artropatia infiammatoria, necessita di controlli clinici ed adeguata terapia specifica locale e/o sistemica a seconda dei casi. All’Istituto San Gallicano di Roma è operativo da oltre 10 anni un ambulatorio per lo studio e la cura della psoriasi. “Il nostro centro – evidenzia Claudio Bonifati – accoglie oltre 2000 pazienti ogni anno ed è impegnato sia nell’assistenza clinica che in diversi protocolli di ricerca sperimentale soprattutto nel campo delle nuove terapie topiche e sistemiche per la gestione della psoriasi cutanea ed artropatica.”

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Psoriasi e la pelle libera da lesioni

Posted by fidest press agency su martedì, 4 ottobre 2016

psoriasiNovartis ha presentato nuovi dati provenienti dal più vasto sondaggio globale mai condotto finora tra le persone affette da psoriasi, secondo il quale molti non solo non raggiungono l’obiettivo terapeutico di una pelle esente da lesioni, ma non credono neppure che tale obiettivo sia realistico1. Le persone affette dalla malattia dichiarano anche di dover affrontare discriminazioni, umiliazioni e, in alcuni casi, disturbi psicologici, secondo la ricerca presentata al congresso della European Academy of Dermatology and Venereology (EADV).Se da un lato l’evidenza clinica presentata al congresso EADV ha dimostrato che una pelle libera da lesioni migliora significativamente la qualità della vita, dall’altro il sondaggio ha scoperto che oltre la metà (57%) delle persone non ha ottenuto una pelle esente o quasi esente da lesioni, e quasi un terzo (28%) ha dovuto attendere cinque anni prima di ricevere un trattamento che permettesse di ottenere una pelle esente o quasi esente da lesioni. “Ogni paziente merita la possibilità di ottenere una pelle libera da lesioni, tuttavia secondo questa ricerca a molti non viene neppure data questa possibilità”, ha dichiarato Vasant Narasimhan, Global Head, Drug Development e Chief Medical Officer di Novartis. “Novartis sostiene la risoluzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che mira a fare della psoriasi una priorità sanitaria globale e ad aiutare i pazienti a superare le strazianti sfide fisiche, sociali e psicologiche che questa patologia comporta”.Oltre 8.300 persone provenienti da 31 Paesi hanno preso parte al sondaggio, che mirava a migliorare la comprensione delle prospettive dei pazienti in merito a una pelle libera da lesioni e, soprattutto, sull’impatto di non riuscire a ottenerla. Questa importante iniziativa di ricerca rappresenta la più grande collaborazione di sempre tra Novartis e le associazioni di pazienti, ivi inclusi 25 gruppi provenienti da tutto il mondo.I risultati del sondaggio rafforzano la necessità di un’educazione migliore e di un maggior impegno da parte degli operatori sanitari e dei pazienti circa la possibilità di ottenere una pelle libera o quasi libera da lesioni, intesa come obiettivo terapeutico. Inoltre, essi sono una dimostrazione dell’impatto negativo che la psoriasi esercita sulla vita dei pazienti. La maggior parte delle persone intervistate (84%) soffriva di discriminazioni e umiliazioni, mentre per quasi la metà (43%) la psoriasi aveva avuto ripercussioni sulla vita sociale e reso difficile instaurare relazioni intime1.Un terzo (38%) delle persone intervistate ha anche riferito di soffrire, a causa della psoriasi, di un disturbo psicologico diagnosticato: una persona su quattro aveva una diagnosi di ansia (24%) o di depressione (25%). Altre ricerche presentate al congresso EADV hanno anche dimostrato che i pazienti affetti da ansia o depressione soffrono di una forma più severa della malattia e di una peggiore qualità della vita3: questo sottolinea ulteriormente il legame tra gli aspetti psicologici e fisici di questa patologia.Ulteriori informazioni e risultati del sondaggio sono disponibili presso il sito http://www.skintolivein.com/Ask4Clear. Skin To Live In è un hub online di Novartis, con canali di social media che spaziano da Facebook a Twitter, YouTube e Instagram, dedicato a educare e sostenere i pazienti con gravi malattie della pelle, ivi inclusa la psoriasi.
Novartis è impegnata nei confronti delle persone che convivono con la psoriasi, e ha lanciato la campagna Ask Your Dermatologist, che è sostenuta da diverse associazioni di pazienti e di medici. La campagna, attualmente lanciata in diversi Paesi, ivi inclusi Germania, Svizzera, Svezia e Austria, ha lo scopo di ispirare e incoraggiare le persone affette da psoriasi a consultare nuovamente il proprio dermatologo per discutere le aspettative di trattamento e definire le priorità per migliorare la qualità della loro vita. Per saperne di più su questa campagna, visitare il sito http://www.askyourderm.com.
La psoriasi è una diffusa malattia autoimmune non contagiosa, che colpisce fino al 3% della popolazione mondiale4. La psoriasi a placche – la forma più comune di questa patologia – appare sotto forma di chiazze rosse in rilievo, coperte da uno strato bianco/argenteo di cellule cutanee morte. La psoriasi non è semplicemente un problema estetico, ma una malattia cronica, persistente e spesso invalidante, che può compromettere anche gli aspetti apparentemente meno importanti della vita quotidiana delle persone. Fino al 30% dei pazienti con psoriasi ha sviluppato – o svilupperà in futuro – artrite psoriasica, una patologia che colpisce anche le articolazioni, causando sintomi debilitanti che includono dolore, rigidità e danno articolare irreversibile5,6. La psoriasi è anche associata ad altre malattie gravi, come il diabete, le patologie cardiache e la depressione.

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25° Congresso della European Academy of Dermatology

Posted by fidest press agency su sabato, 1 ottobre 2016

viennaVienna. Almirall ha presentato i risultati positivi ottenuti nello studio randomizzato di fase III, in doppio cieco, controllato vs placebo (BRIDGE) che ha valutato l’efficacia e la sicurezza di una nuova formulazione orale di dimetilfumarato (LAS41008), comparandola alla combinazione di esteri dell’acido fumarico in commercio, in pazienti adulti con psoriasi cronica a placche da moderata a grave. I risultati dello studio BRIDGE, accettati per la pubblicazione nel British Journal of Dermatology, che comprendono endpoint co-primari e secondari, sono stati presentati durante il simposio satellite organizzato da Admirall al 25° Congresso EADV (European Academy of Dermatology and Venereology) in corso a Vienna. Il simposio dal titolo “Treating psoriasis: a matter of renewed experience” ha offerto un aggiornamento sui trattamenti sistemici orali a disposizione dei pazienti con psoriasi da moderata a grave, focalizzando l’attenzione sugli esteri dell’acido fumarico (FAE) e sull’attuale esperienza clinica del loro uso nel controllo a lungo termine della malattia. Durante la sessione, sono stati anche presentati i risultati dello studio clinico BRIDGE, che ha dimostrato l’efficacia di LAS41008 (DMF) nel trattamento della psoriasi, associata a un profilo di efficacia e sicurezza comparabile alla dose equivalente di DMF contenuta nel prodotto di combinazione FAE approvato e ampiamente commercializzato in Germania. “I risultati più importanti si possono riassumere nell’evidenza che LAS41008 (DMF) orale è efficace nel trattamento dei pazienti con psoriasi a placche da moderata a severa e che il farmaco non è inferiore alla combinazione di esteri dell’acido fumarico, attualmente approvata e commercializzata in Germania, dove il DMF costituisce il principale componente attivo”, ha spiegato il Prof. Ulrich Mrowietz, Head of the Psoriasis-Center allo University Medical Center Schleswig-Holstein e uno dei principali investigatori e co-autore della pubblicazione dello studio BRIDGE. Esperienza clinica sull’uso di esteri dell’acido fumarico (FAE)
I FAE rappresentano un’opzione terapeutica ben nota, con ampia documentazione del favorevole profilo di efficacia e sicurezza nel trattamento di pazienti adulti con psoriasi cronica a placche da moderata a grave5. “In Germania, dove il prodotto commerciale di combinazione di esteri dell’acido fumarico è stato utilizzato per più di 20 anni, i farmaci orali contenenti DMF costituiscono le opzioni di prima linea e prima scelta per la terapia sistemica della psoriasi a placche da moderata a grave”, ha affermato il Prof. Ulrich Mrowietz. Inoltre, “nei Paesi dove sono disponibili i FAE, questi prodotti sono usati in particolare per il trattamento a lungo termine. Quando i FAE sono efficaci, ben tollerati e la sicurezza monitorata, non evidenziano effetti avversi, il trattamento può essere continuato fino a quando le condizioni richiedono il controllo della malattia”, ha concluso il Prof. Ulrich Mrowietz. L’uso di FAE è raccomandato nelle linee guida europee sulla psoriasi per l’induzione e il trattamento a lungo termine di pazienti adulti con psoriasi cronica a placche da moderata a severa1. Tuttavia, malgrado le raccomandazioni, i FAE sono ancora non disponibili nella maggior parte dei Paesi europei5.
La psoriasi è una malattia cronica del sistema immunitario che colpisce prevalentemente la cute. La psoriasi può avere un significativo impatto negativo fisico e psicofisico sulla qualità della vita6. Colpisce circa 125 milioni di persone in tutto il mondo7, è un disturbo non contagioso che stimola la crescita delle cellule epiteliali7 e provoca ispessimento di aree cutanee con sviluppo di squame8.
La forma più comune, denominata psoriasi a placche, si manifesta con arrossamento della pelle e aree ispessite coperte da squame di colore grigiastro, che spesso provocano prurito e bruciore e possono rompersi e sanguinare8. Nonostante le attuali possibilità di cura, molte persone colpite da psoriasi a placche continuano a lottare con la natura persistente di questa malattia cronica che spesso ha un impatto debilitante non solamente sul corpo ma anche sulla vita di tutti i giorni.
Almirall è un’azienda globale con sede a Barcellona che avvia alla produzione farmaci importanti e dispositivi medici attraverso il suo dipartimento di R&D, con accordi e alleanze. Il nostro lavoro copre tutta la catena di produzione dei farmaci. Una crescita consolidata nel tempo ci ha permesso di dedicare il nostro talento e gli sforzi ad aree specialistiche e in particolare a rafforzarci come azienda leader nel settore della dermatologia. Siamo un’azienda specialistica e questo ci ha consentito di portare i nostri prodotti innovativi ovunque siano necessari. Fondata nel 1943, Almirall è quotata presso lo Spanich Stock Exchange (ticker: ALM) ed è diventata un valore aggiunto per la società soprattutto per la sua ‘vision’ e l’impegno dei suoi maggiori azionisti. Nel 2015, le entrate sono risultate pari a 769 milioni di euro e, con 1.800 dipendenti, l’azienda ha gradualmente consolidato la sua autorevole presenza in tutta Europa e negli Stati Uniti.Per maggiori informazioni, visita il sito: http://www.almirall.com.

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La creatività è contagiosa. La psoriasi no

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2016

psoriasiE’ il messaggio con cui Novartis e l’Istituto Europeo di Design (IED) lanciano ClearSkin Lovers, un progetto che vuole richiamare l’attenzione del pubblico sulla psoriasi e sfatare i falsi miti legati alla sua contagiosità. Per chi convive con questa patologia si apre una prospettiva nuova: avere una pelle “pulita”, libera del tutto o quasi del tutto da lesioni, ovvero una “Clear Skin”.
Vestirsi è un gesto che si compie ogni giorno; a volte distrattamente, altre volte programmandolo con grande cura e anticipo, come quando si ha un’occasione speciale. C’è un “vestito” però che non si toglie mai: la pelle. Un abito di cui ci si deve prendere cura, sempre, in particolare quando porta i segni di una patologia.ClearSkin Lovers è un’iniziativa di sensibilizzazione che lega a doppio filo il concetto di pelle libera dalle lesioni della psoriasi (Clear Skin) e il mondo creativo della moda.Un doppio filo che si traduce in un coinvolgimento a doppio livello. Off line negli atelier di moda dello IED attraverso un contest creativo per gli studenti chiamati a creare abiti e accessori che amano la pelle. On line sul sito http://www.lapelleconta.it e sulle relative pagine Facebook e Instagram con un concorso per il pubblico che può interagire con gli studenti in gara, ispirandoli nella creazione dei modelli con foto e commenti sugli abiti, tessuti preferiti e sui must-have del guardaroba ClearSkin Lovers.
Duplice è anche l’assegnazione di premi. Due borse di studio per i due giovani stilisti che realizzeranno i migliori bozzetti. Per l’utente del pubblico che avrà contribuito in modo più attivo e creativo al dialogo con gli studenti, il premio sarà un master formula week-end, a scelta tra quelli attivati da IED.“Abbiamo ideato ClearSkin Lovers per parlare sì di psoriasi ma soprattutto per dire che una pelle libera dalle lesioni ora è possibile.” – spiega Gaia Panina, Head of Immunology & Dermatology Franchise di Novartis. “Siamo convinti che questa iniziativa contribuisca a ridurre i pregiudizi nei confronti delle persone con psoriasi e continuiamo a lavorare a fianco di A.DI.PSO. e delle società scientifiche investendo in ricerca per fornire ai pazienti nuove opportunità terapeutiche.”
“Siamo quotidianamente impegnati – dichiara Mara Maccarone, Presidente A.DI.PSO. – a combattere i pregiudizi: in particolare il tema della contagiosità. Abbiamo quindi aderito con piacere a questo progetto perché il gesto quotidiano del vestirsi è un modo per parlare a tutti apertamente e per sfatare i falsi miti relativi a questa patologia che, solo in Italia, colpisce circa 1 milione e mezzo di persone”. E’ proprio il caso di dire: La creatività è contagiosa, la psoriasi no.“Natura, impatto ambientale e salute della pelle sono temi ai quali il mondo del Fashion si dedica con molta passione. Indossare abiti che rispettano l’ambiente e regalano benessere è possibile, grazie a tessuti ecosostenibili e eco – dermo compatibili. In IED ci impegniamo a trasmettere ai nostri studenti l’entusiasmo per l’innovazione, per la ricerca di nuove soluzioni di Design che riescano a integrare sperimentazione e tecnica. ClearSkin Lovers è un’opportunità per i giovani designer di lasciarsi ispirare dal tema dell’importanza della cura della pelle per dar vita a creazioni che sviluppano nuovi metodi di lavorazione dei tessuti. L’abito come una seconda pelle e la pelle come una tela su cui disegnare, un tesoro da esaltare e valorizzare attraverso la creatività”. E’ quanto afferma Sara Azzone, Direttore IED Moda Milano.Ma cosa indossare se si è affetti da psoriasi? “Alcuni tessuti – dice Antonio Cristaudo Presidente ADOI e Direttore UOSD Dermatologia Infettivologica e Allergologica Istituto San Gallicano di Roma – possono contribuire a peggiorare lo stato di irritazione e di infiammazione della pelle. Il mio consiglio è quello di indossare capi di cotone piuttosto comodi, intimo compreso, evitando tessuti sintetici o indumenti stretti che possono causare lo strofinamento delle placche psoriasiche con peggioramento delle lesioni ed aumento del prurito. Un valido aiuto per i pazienti è rappresentato dai cosiddetti ‘tessuti intelligenti’ che eliminano l’attrito, non assorbono creme e unguenti e consentono una maggiore traspirazione”.“La psoriasi – prosegue Giampiero Girolomoni, Direttore Dermatologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona – colpisce indistintamente uomini e donne e può comparire a qualsiasi età. La patologia può influenzare la vita giornaliera di quanti ne sono affetti, provocando stress, rabbia, frustrazione, sensazione di imbarazzo e malessere fisico”. “L’esigenza primaria dei pazienti – conclude Girolomoni – è proprio quella di avere una migliore qualità di vita e una pelle pulita del tutto o quasi del tutto dalle lesioni e oggi, grazie ai farmaci biotecnologici di ultima generazione, è possibile ottenerla”.

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Un nuovo orizzonte nella cura e nella gestione della psoriasi

Posted by fidest press agency su martedì, 24 Mag 2016

psoriasi“La pelle è un sottile foglio di tessuto che avvolge il corpo (…) è un confine tra il mondo esterno e quello interno, tra l’ambiente e il proprio sé”.
Con queste parole l’antropologo francese David Le Breton ama definire la pelle, protagonista della conferenza stampa “Clear Skin” che si tiene oggi a Milano per presentare l’arrivo in Italia del secukinumab, primo anticorpo monoclonale approvato nel trattamento di prima linea della psoriasi a placche da moderata a severa, quando è richiesta una terapia sistemica. L’indicazione terapeutica è stata approvata dalle Autorità Sanitarie sulla base degli studi clinici nei quali il farmaco ha dimostrato il raggiungimento e il mantenimento di una cute esente o quasi da lesioni (da PASI 90 a PASI 100) in 8 pazienti su 101,2.Il secukinumab è un anticorpo monoclonale totalmente umano che neutralizza selettivamente l’interleuchina-17A (IL-17A). Tra i risultati più significativi emerge come l’efficacia del secukinumab si mantenga nel tempo fino a 3 anni3. In Italia si stima siano affette da psoriasi circa 1,5 milioni di persone con una prevalenza pari al 2,8% della popolazione4. A livello mondiale, la prevalenza della patologia nei diversi Paesi varia tra lo 0,09 % e l’11,4 %, rendendo la psoriasi un grave problema globale5. La patologia colpisce inoltre donne e uomini senza particolari distinzioni e può comparire a qualsiasi età, tuttavia la prevalenza della psoriasi aumenta con l’avanzare dell’età. La malattia presenta un picco bimodale di insorgenza: il primo è compreso tra i 16 e i 22 anni, il secondo tra i 57 e i 60 anni.
La psoriasi non è solo una questione di pelle: può infatti influenzare la vita giornaliera di quanti ne sono affetti e i pazienti possono provare stress, rabbia, frustrazione, sensazione di imbarazzo e malessere fisico. Alcuni dati emersi da una recente indagine del CENSIS, che ha preso in esame la qualità di vita del paziente psoriasico, mostrano come la paura dell’evoluzione della malattia (quasi il 65%) e la vergogna per i segni sul corpo (56%), il fastidio per il timore che le altre persone hanno di essere contagiate (circa il 52%), condizionino fortemente la condizione psico-fisica dei pazienti: solo il 24% si dichiara soddisfatto della propria vita. La maggior parte sviluppa un senso di rassegnazione, il 48% dei pazienti più gravi riconosce invece di avere spesso periodi di depressione. Per i più giovani (un quarto) anche l’intimità con il partner è compromessa. La ricomparsa dei sintomi è il principale evento critico indicato dal 35,6% degli intervistati, seguito dalla comparsa dei sintomi iniziali della malattia (31,8%)6.“La psoriasi – afferma Mara Maccarone, Presidente dell’Associazione per la Difesa degli Psoriasici (A.DI.PSO.) – è però una malattia con percentuali sottostimate, poiché coinvolge una fascia della popolazione molto più ampia, probabilmente non dichiarata o non ancora diagnosticata. Secondo un’indagine da noi condotta, un malato di psoriasi su cinque non sa a chi rivolgersi, uno su quattro tenta di curarsi da solo, solo il 16% dei medici di famiglia prescrive una visita dermatologica e solo nel 15% dei casi il medico di famiglia indirizza i pazienti ai centri specializzati. La nostra Associazione si batte ormai da quasi trent’anni affinché emerga il sommerso di questa patologia e i pazienti si sentano sostenuti fin dal momento della diagnosi.”
La psoriasi è una malattia persistente e progressiva: i pazienti che ricevono una diagnosi di psoriasi hanno bisogno di una cura per tutta la vita, che in termini economici equivale a una spesa costante. Il suo impatto implica dunque un onere economico per la società.
In Italia la spesa sanitaria per i pazienti con psoriasi è pari all’1,8% della spesa sostenuta dal Sistema Sanitario Nazionale. Oltre ai costi sanitari diretti vanno considerati anche i costi indiretti, che derivano dalla perdita di produttività del paziente soprattutto per motivi legati alle proprie condizioni psicologiche negative6.
Ad oggi, l’investimento in farmaci biologici per la cura della psoriasi in Italia è pari a 140 milioni di euro, meno dell’1% della spesa farmaceutica complessiva nel 20157. Il secukinumab coniuga il beneficio terapeutico per i pazienti con l’uso appropriato delle risorse economiche pubbliche: il suo prezzo è in linea con quello delle attuali terapie biologiche ma la sua efficacia terapeutica è risultata superiore1,2,3. Inoltre il miglioramento della qualità di vita dei pazienti può permettere anche una diminuzione dei costi indiretti.

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Trattamento della psoriasi

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2015

psoriasiUn recentissimo studio che porta – tra le altre – la firma del compianto Prof. Emilio Del Giudice – esempio di rigore scientifico, noto per le sue ricerche sulla fusione fredda e per gli approfondimenti sul ruolo dei campi elettromagnetici dell’acqua biologica nel mantenimento dello stato di salute dell’organismo – e quella della Dott.ssa Maria Antonietta Tufano, del Dipartimento di Medicina Sperimentale, sezione di Microbiologia e Microbiologia Clinica della Seconda Università degli Studi di Napoli – dimostra l’efficacia del Metodo WHITE Holographic Bioresonance® nell’“attivazione” di rimedi isopatici e di gel ad uso topico per il trattamento della psoriasi. Lo studio annovera casi di riduzione fino al 90% dell’area di superficie corporea affetta dalla malattia, fin dal primo ciclo, per arrivare in alcuni casi fino al 100% dopo un anno di trattamento.
La psoriasi è una dermatosi a carattere cronico, infiammatorio e iperproliferativo che colpisce il 2% della popolazione dei paesi occidentali e può essere individuata attraverso tre caratteristiche principali: infiltrazione linfocitaria a livello del derma e dell’epidermide, incontrollata proliferazione e anomalo differenziamento dei cheratinociti.Il metodo WHITE si rifà al sistema di organizzazione biologica dell’acqua, ossia alle proprietà analoghe a quelle che assume questo liquido negli organismi viventi e a contatto con i tessuti biologici. Il Metodo WHITE, nello specifico, consente l’attivazione di acqua coerente di tipo biologico, detta anche Acqua Supercoerente, confermando l’efficacia nel trattamento – tra gli altri – dei pazienti psoriasici, in sinergia con farmaci a bassi dosaggi tipici della Low Dose Medicine e l’utilizzo di pomate topiche a base vegetale.
Questa tipologia di acqua biologica viene utilizzata anche nei Laboratori di ricerca GUNA, azienda leader in Italia nel settore della produzione e distribuzione di farmaci di origine biologico-naturale, per la produzione di farmaci Low Dose messi a punto da un apposito gruppo di ricerca. “GUNA – ha precisato il Direttore Scientifico dell’azienda, Alessandro Perra – si pone all’avanguardia rispetto alle prospettive aperte da questi studi, grazie da un lato ai propri farmaci a bassi dosaggi di citochine, ormoni, fattori di crescita e neuropeptidi, dall’altro potendo vantare l’applicazione del Metodo WHITE Holographic Bioresonance® alla propria linea produttiva, inclusa la pomata eudermica “Resource Cream” per uso topico”.Lo studio, presentato su Journal of Biological Regulators & Homeostatic Agents (Vol. 28, no. 1, 0-0 2014), con il titolo “Immunomodulating treatment with low dose interleukin-4, interleukin-10 and interleukin-11 in psoriasis vulgaris”, dimostra l’efficacia nel trattamento della psoriasi – senza alcun effetto collaterale – di bassi dosaggi di interleuchine attivati tramite l’utilizzo di queste innovative tecniche farmaceutiche, che fanno ben sperare chi è affetto da questa patologia invalidante, non solo sul piano fisico ma anche su quello sociale e psichico.

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La psoriasi: terapia e cure

Posted by fidest press agency su martedì, 20 gennaio 2015

basileaBasilea. Novartis ha annunciato oggi che la Commissione Europea (CE) ha approvato Secukinumab come trattamento sistemico* di prima linea della psoriasi a placche da moderata a severa negli adulti candidati alla terapia sistemica.
Secukinumab (a un dosaggio di 300 mg) è il primo inibitore di interleuchina 17A (IL-17A) a essere approvato in Europa come terapia di prima linea e questa approvazione rappresenta una svolta decisiva nel trattamento della psoriasi, poiché fornisce ai pazienti una nuova opzione terapeutica. Attualmente in Europa tutti i farmaci biologici per la psoriasi, ivi incluse le terapie anti-fattore di necrosi tumorale (anti-TNF) e Ustekinumab, sono raccomandati come terapia sistemica di seconda linea 2-4.“Quasi la metà dei pazienti affetti da psoriasi non è soddisfatta delle terapie attuali, ivi inclusi i trattamenti biologici, a dimostrazione di un significativo bisogno medico insoddisfatto” – ha dichiarato David Epstein, Division Head, Novartis Pharmaceuticals – “Secukinumab, con la sua indicazione di trattamento sistemico di prima linea per la psoriasi, fornirà ai pazienti maggiori possibilità di ottenere una cute esente o quasi esente da lesioni”.Per i pazienti psoriasici lo scopo del trattamento è la completa risoluzione delle manifestazioni cutanee. Nel corso degli studi, il 70% o più dei pazienti trattati con Secukinumab 300 mg ha ottenuto la risoluzione completa (PASI 100) o quasi completa (PASI 90) delle manifestazioni cutanee durante le prime 16 settimane di trattamento e, soprattutto, nella maggior parte dei pazienti questo risultato è stato mantenuto nel corso della prosecuzione del trattamento fino alla settimana 526. I dati del programma di studi clinici con Secukinumab hanno anche dimostrato una relazione positiva tra la risoluzione completa o quasi completa delle manifestazioni cutanee e la qualità della vita dei pazienti affetti da psoriasi11.L’approvazione dell’UE fa seguito ai recenti risultati dello studio di Fase IIIb CLEAR, che ha dimostrato la superiorità di Secukinumab rispetto a Ustekinumab nella risoluzione delle manifestazioni cutanee dei pazienti affetti da psoriasi a placche da moderata a severa. Lo studio CLEAR è stato il secondo studio testa-a-testa condotto con Secukinumab. Secukinumab aveva anche dimostrato superiorità rispetto a Etanercept nella risoluzione delle manifestazioni cutanee nel corso dello studio FIXTURE6. Durante il programma clinico di Fase III, il profilo di sicurezza di Secukinumab è stato soddisfacente, con differenze minime osservate tra Etanercept e Ustekinumab in entrambi gli studi di confronto testa-a-testa5,6.Oltre che nell’UE, Secukinumab è stato approvato in Australia per il trattamento della psoriasi a placche da moderata a severa, e in Giappone per il trattamento della psoriasi a placche da moderata a severa e dell’artrite psoriasica attiva (PsA).La decisione della US Food and Drug Administration (FDA) relativa al trattamento della psoriasi a placche da moderata a severa è prevista per l’inizio del 2015, in seguito all’unanime raccomandazione di approvazione trasmessa nell’ottobre 2014 dal Dermatologic and Ophthalmic Drugs Advisory Committee (DODAC) alla stessa FDA.
Secukinumab è un anticorpo monoclonale umano che neutralizza selettivamente l’IL-17A12,13. L’IL-17A si trova in concentrazioni elevate nella cute affetta da psoriasi ed è uno dei bersagli preferiti delle terapie sperimentali 12-17. Nel corso del programma di studi di Fase III, Secukinumab ha dimostrato un profilo di sicurezza soddisfacente, con tassi di incidenza e di gravità degli eventi avversi simili tra i due bracci di trattamento con Secukinumab 300 mg e 150 mg5,18-20.Sono anche in corso di svolgimento studi di Fase IIIb sulla psoriasi palmo-plantare, sulla psoriasi ungueale e sulla psoriasi pustolosa palmo-plantare.
Secukinumab è anche in Fase III di sviluppo per l’artrite psoriasica (AP) e la spondilite anchilosante (SA); l’inoltro delle domande regolatorie per queste indicazioni terapeutiche è previsto per il 2015.
La psoriasi è una malattia cronica autoimmune caratterizzata da estese aree di ispessimento cutaneo chiamate placche, causa di prurito, desquamazione e dolore; la psoriasi è associata a un significativo deterioramento della qualità della vita sia da un punto di vista fisico che psicologico22.
La psoriasi colpisce fino al 3% della popolazione mondiale, ovvero oltre 125 milioni di persone23. In Europa, la stima è pari a circa lo 0,8%, il che significa che la psoriasi a placche interessa circa 3,7 milioni di europei, circa 2,4 milioni dei quali si ritiene sia affetto dalla forma da moderata a severa24 Questa diffusa e dolorosa patologia non rappresenta semplicemente un problema estetico: anche le persone con sintomi molto lievi ne risentono durante la loro vita quotidiana7. Inoltre, esiste un impellente bisogno di nuovi trattamenti per la psoriasi, poiché fino al 50% dei pazienti non è soddisfatto delle terapie attuali, ivi inclusi i trattamenti biologici7-10.
Il presente comunicato stampa si riferisce all’attuale stato dell’arte delle conoscenze del prodotto e contiene alcune indicazioni che potrebbero non corrispondere ai futuri dati disponibili. Nel caso in cui si concretizzino rischi o incertezze, oppure nel caso in cui gli assunti che hanno determinato le anticipazioni dovessero risultare errati, i risultati effettivi potrebbero essere diversi da quelli descritti in questa sede come anticipati, creduti, stimati o attesi. Le informazioni contenute in questo comunicato sono la traduzione del comunicato stampa emesso da Novartis AG nel giorno 19/01/2015.
Novartis fornisce soluzioni terapeutiche in grado di far fronte alle esigenze, in continua evoluzione, dei pazienti e della società. Con sede a Basilea, in Svizzera, Novartis offre un portafoglio diversificato per meglio rispondere a queste esigenze: farmaci ad alto contenuto di innovazione, prodotti per la cura dell’occhio, farmaci generici a costi competitivi, vaccini preventivi, prodotti per automedicazione e specialità veterinarie. Novartis è la sola azienda al mondo a detenere una leadership in tutte queste aree. Nel 2013, le attività del Gruppo hanno registrato un fatturato di 57,9 miliardi di dollari, mentre circa 9,9 miliardi di dollari (9,6 miliardi di dollari escluse le svalutazioni e gli ammortamenti) sono stati investiti in Ricerca & Sviluppo. Le società del Gruppo Novartis contano circa 133.000 collaboratori e operano in oltre 150 Paesi del mondo. Ulteriori informazioni sono disponibili nei siti http://www.novartis.it e http://www.novartis.com

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Psoriasi, diabete ed ipertensione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2009

La psoriasi è indipendentemente connessa ad un aumento del rischio di diabete ed ipertensione. Recenti studi indicano che la psoriasi è associata ad un aumento del rischio di comorbidità e mortalità. L’infiammazione sistemica e l’incremento della prevalenza di fattori malsani relativi allo stile di vita che si osservano in questa malattia sono stati indipendentemente associati ad obesità, insulinoresistenza ed ad un profilo di rischio cardiovascolare sfavorevole. Sono necessari ulteriori studi per accertare se il trattamento della psoriasi possa ridurre il rischio di diabete o ipertensione, ma questi dati illustrano comunque l’importanza del considerare la psoriasi una malattia sistemica piuttosto che un semplice disordine cutaneo. La ricerca dovrà ora puntare ad una più profonda comprensione dei meccanismi alla base di queste associazioni. (Arch Dermatol. 2009; 145: 379-82 e 467-9)

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