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Guselkumab per il trattamento dell’artrite psoriasica attiva

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 dicembre 2020

Janssen, l’azienda farmaceutica del gruppo Johnson & Johnson, ha annunciato che la Commissione Europea (CE) ha approvato guselkumab per il trattamento di pazienti adulti affetti da artrite psoriasica attiva (PsA), che hanno avuto una risposta inadeguata o che hanno mostrato intolleranza a una precedente terapia con farmaci antireumatici modificanti la malattia (DMARD). L’autorizzazione è avvenuta in seguito al giudizio positivo del Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’Agenzia europea dei medicinali (EMA) espresso il 15 ottobre scorso. Guselkumab è il primo anticorpo monoclonale completamente umano che si lega selettivamente alla subunità p19 dell’interleuchina IL-23 e ne inibisce l’interazione con il suo recettore. È già stato approvato per il trattamento di pazienti con psoriasi a placche da moderata a grave. L’IL-23 è un importante fattore nella patogenesi di malattie infiammatorie come la psoriasi, l’artrite psoriasica e altre patologie.1 L’artrite psoriasica attiva è una malattia infiammatoria cronica, immuno-mediata, progressiva e caratterizzata da infiammazione e danni articolari debilitanti , oltre che da entesite, dattilite, malattia assiale e lesioni cutanee associate alla psoriasi. Il dolore, la rigidità e il gonfiore delle articolazioni e del tessuto connettivo possono essere gravi e rendere difficili le attività quotidiane.2,3 Inoltre, più della metà delle persone con artrite psoriasica attiva convivono anche con altre malattie, come malattie cardiovascolari, osteoporosi, malattie infiammatorie intestinali o depressione.4,5 Attualmente non esiste una cura nota per l’artrite psoriasica attiva, e si stima che fino a un terzo dei 14 milioni di persone che convivono con la psoriasi in Europa svilupperà l’artrite psoriasica.6,7

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Guselkumab migliora sintomatologia articolare e cutanea di artrite psoriasica

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2020

Guselkumab migliora diversi outcomes clinici, in pazienti adulti con artrite psoriasica attiva. Sono i nuovi dati a 52 settimane degli studi clinici di fase 3, DISCOVER-1 e DISCOVER-2, presentati da Janssen, azienda farmaceutica del gruppo Johnson & Johnson, allo European League Against Rheumatism E-Congress 2020 (eEULAR 2020), e riguardano il miglioramento dei sintomi articolari e cutanei, dell’infiammazione dei tessuti molli, della funzionalità fisica e la riduzione della progressione radiografica del danno articolare.Guselkumab non è attualmente autorizzato per il trattamento di pazienti adulti con artrite psoriasica attiva ed è in fase di valutazione da ottobre 2019, per questa indicazione, da parte dell’European Medicines Agency (EMA), proprio sulla base dei dati degli studi del programma DISCOVER. I risultati relativi al raggiungimento dell’endpoint primario di questi studi sono stati recentemente pubblicati sulla rivista scientifica The Lancet. Gli studi DISCOVER-1 e DISCOVER-2 hanno valutato l’efficacia e la sicurezza di guselkumab rispetto al placebo. Il primo ha incluso pazienti naïve ai trattamenti biologici o che erano stati precedentemente esposti a farmaci biologici anti-TNF alfa. Il secondo, invece, ha incluso solo pazienti naïve ai trattamenti biologici, valutando anche la progressione radiografica del danno articolare. In entrambi gli studi, i pazienti sono stati randomizzati al trattamento con guselkumab 100 mg ogni 4 settimane (q4w) oppure ogni 8 settimane (q8w) per un anno, o al placebo con passaggio dopo 24 settimane a guselkumab ogni 4 settimane. Questi risultati sono stati presentati in forma di poster (SAT0397 / SAT0402) al congresso European League Against Rheumatism (EULAR) E-Congress di quest’anno, durante il quale Janssen ha condiviso dati per un totale di 32 abstract.1,2
In entrambi gli studi, i tassi di risposta secondo l’American College of Rheumatology (ACR) a 52 settimane sono stati calcolati considerando i dati in base al metodo NRI (Non-Responder Imputation) in cui i pazienti che abbandonavano lo studio dopo la settimana 24 erano valutati come non responder.

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Artrite Psoriasica: 6 malattie in una

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 dicembre 2018

Celgene, azienda biofarmaceutica fortemente impegnata nel campo delle malattie infiammatorie e autoimmuni, ha promosso una sessione di formazione, rivolta alla stampa, dedicata all’artrite psoriasica (PsA). Questa patologia colpisce 250 mila persone in Italia, di età compresa tra i 30 e i 50 anni e in egual proporzione tra uomini e donne. Si parla di una malattia e 6 manifestazioni cliniche, perché coinvolge diverse parti del corpo, sia a livello di articolazioni sia di cute. In media quasi 1 paziente su 2 con Artrite Psoriasica presenta, agli esordi della malattia, la forma oligoarticolare. “L’Artrite Psoriasica oligoarticolare non è oligosintomatica. Il fatto che colpisca un numero limitato di articolazioni può portare erroneamente a considerarla una forma meno grave, sottovalutandola e sotto-diagnosticandola” – spiega il Prof. Roberto Caporali, Associato di Reumatologia, Università di Pavia e Responsabile Early Arthritis Clinic della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia. “A torto, perché riguarda una quota significativa di pazienti, può avere manifestazioni cliniche importanti con un impatto rilevante sulla qualità di vita e può inoltre associarsi a comorbilità. Per questo, diagnosticarla correttamente e precocemente, valutando l’appropriato intervento terapeutico, rappresenta oggi una priorità nella cura della patologia”.Sono proprio i pazienti oligoarticolari quelli che più spesso rischiano di andare incontro a ritardi diagnostici. In queste fasi precoci, risulta, infatti, più difficile sia per il medico sia per il paziente identificare e misurare correttamente l’attività della malattia.
Le manifestazioni cliniche dell’Artrite Psoriasica includono: l’artrite periferica, che più comunemente interessa piedi e mani, seguiti da ginocchia, polsi, caviglie e spalle:
queste articolazioni risultano gonfie, rigide e provocano dolore; il coinvolgimento assiale: ovvero l’infiammazione della colonna vertebrale; il paziente avverte un dolore di tipo infiammatorio nella zona sacro-iliaca o nella colonna cervicale, toracica e lombare; l’entesite: consiste in un’infiammazione della zona in cui legamenti, tendini e capsule articolari si attaccano all’osso; la dattilite, che abitualmente si presenta con un dito molto dolente, con mobilità ridotta, spesso gonfio e arrossato. A queste manifestazioni articolari, si sommano quelle dermatologiche: la psoriasi, presente nella maggior parte dei pazienti nella forma a placche (chiazze eritematose rosate o rossastre, che possono essere di dimensioni e spessore variabili e possono associarsi a prurito e bruciore. Se irritate, possono arrivare a sanguinare) e il coinvolgimento ungueale: ovvero un’alterazione delle unghie.
Quella oligoarticolare rappresenta il sottotipo di PsA maggiormente frequente nelle fasi iniziali della patologia, eppure è poco conosciuto, studiato e spesso sottovalutato. Nonostante il numero di articolazioni coinvolte sia circoscritto, i pazienti con oligoartrite riportano un impatto della patologia più alto rispetto ai pazienti colpiti dalla forma poliarticolare. Possono emergere complicanze associate (cardiovascolari o sistemiche) e il paziente può soffrire sia di danni alle articolazioni (dolore e gonfiore), sia di compromissione della cute, in zone molto esposte come volto e mani, con significative conseguenze a livello emotivo e sociale, oltre che fisico.
Diagnosticando precocemente, è possibile intervenire precocemente. Le linee guida del Gruppo per la Ricerca e la Misurazione della Psoriasi e dell’Artrite Psoriasica (GRAPPA – Group for Research and Assessment of Psoriasis and Psoriatic Arthritis), affermano che uno dei principali e più importanti obiettivi nel trattamento della PsA è oggi rappresentato dal traguardo di ottenere il minor livello possibile di attività di malattia in tutte le sue manifestazioni cliniche[iv]. Gli studi condotti finora dimostrano che un trattamento come Apremilast – una small molecule che si somministra per via orale (a differenza delle altre terapie disponibili, che hanno formulazione iniettabile), potrebbe essere efficace su più manifestazioni cliniche, in particolare l’artrite periferica, la psoriasi a placche, l’entesite, la dattilite e la psoriasi ungueale.

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