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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘pubblica amministrazione’

Sistemi informativi SPID e CIE nella pubblica amministrazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 marzo 2021

Il 28 febbraio rappresentava il termine ultimo previsto dal Decreto “Semplificazioni” entro il quale le pubbliche amministrazioni italiane avrebbero dovuto integrare nei propri sistemi informativi SPID e CIE come unici sistema di identificazione per l’accesso ai servizi digitali, cessando contestualmente il rilascio di credenziali differenti da questi due strumenti (fermo restando la possibilità di utilizzare le credenziali già rilasciate, anche se non oltre il 30 settembre 2021); integrare la piattaforma pagoPA nei sistemi di incasso per la riscossione delle proprie entrate; avviare i progetti di trasformazione digitale necessari per rendere disponibili i propri servizi sull’App IO. Come è andata? La rilevazione condotta da FPA dimostra che buona parte delle amministrazioni non sono riuscite a rispettare la deadline che, nelle intenzioni del governo, avrebbe dovuto rappresentare un vero e proprio punto di non ritorno verso quello switch off digitale da tempo auspicato. Ad oggi[1] le amministrazioni che consentono l’accesso ai servizi online anche attraverso SPID sono poco meno di 6.300, su una platea complessiva di oltre 20.000 enti pubblici. Un dato che, come noto, non tiene in considerazione il numero effettivo di servizi SPID erogati dai diversi enti, per cui tra le amministrazioni “attive” vengono ricomprese anche quelle che hanno attivato un solo servizio, con il solo obiettivo di rispondere all’adempimento minimo.Più alto il dato relativo alle amministrazioni attive su PagoPA, poco più di 18.000, corrispondenti a quasi circa l’80% degli enti in perimetro. Anche qui, però, occorre considerare che gli enti “attivi”, ovvero le PA che hanno riscosso pagamenti su pagoPA per almeno un servizio, sono poco meno di 8.800.Più complicato calcolare il numero di enti presenti sull’app IO. Tra gli enti centrali risultano sicuramente attivi i servizi di ACI (AvvisACI, Bollo Auto, Certificati di proprietà, Comunicazione istituzionale), Agenzia delle Entrate (Bonus Vacanze), Ministero dell’Interno (Richiesta di cittadinanza) e MEF (Cashback), mentre l’elenco degli enti locali che hanno integrato i propri servizi sull’app è attualmente in fase di aggiornamento.Ecco cosa ci dicono i numeri, in questo caso: a febbraio le identità digitali SPID hanno superato i 17,5 milioni (erano 15,5 milioni a fine 2020), mentre le CIE attivare risultano più di 19,3 milioni; le transazioni su PagoPA sfiorano già i 28 milioni, per un valore complessivo di oltre 4,7 miliardi di euro, con previsioni per la fine del 2021 di quasi 172 milioni di transazioni (sono state 101 milioni a fine 2020) per un valore che sfiora i 33 miliardi di euro; l’app IO ha raggiunto i 10,4 milioni di download, spinta soprattutto dal Cashback, a cui ad oggi hanno aderito quasi 7,8 milioni di cittadini, con oltre 280 milioni di transazioni elaborate e più di 14 milioni di strumenti di pagamento attivati.

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Partire dalla contrattazione decentrata per riformare la P.A.

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

Da indiscrezioni giornalistiche apprendiamo che uno dei punti forti del programma di governo del Presidente incaricato Draghi è la riforma della pubblica amministrazione. Siamo contenti. E ci auguriamo che questa sia la volta buona. Ce lo auguriamo sinceramente dato che negli ultimi 25 anni di riforme “copernicane” della p.a. ne sono state varate talmente tante che abbiamo perso il conto. Nel frattempo i problemi sono rimasti sempre gli stessi: semplificare, snellire, aumentare l’efficienza, premiare il merito ecc. ecc. Per spiegare come mai le riforme della P.A. non decollassero una volta si dava la colpa ai veti del sindacato. Era un alibi per molti e comunque oggi non regge più perché la caterva di norme introdotte dalla riforma Brunetta in poi ha avuto il solo obiettivo di colpire le organizzazioni dei lavoratori e ridurre ai minimi termini la contrattazione decentrata nella P.A. Tutto il contrario nel mondo del lavoro privato. Dove il modello vincente è quello che prevede due livelli di contrattazione perfettamente bilanciati e integrati: uno nazionale, dove si fissano principi e regole generali; l’altro decentrato, aziendale o territoriale, dove si realizza il legame covalente tra produttività e retribuzione. Se davvero si vuole riformare la macchina dello Stato perché non applicare questo modello anche al pubblico impiego?
Ecco la nostra proposta: iniziamo dalla contrattazione di secondo livello. Ridiamo valore alla rappresentatività nei luoghi di lavoro, visto che la P.A. è l’unico settore dove tale rappresentatività è misurata e certificata ogni tre anni. Facciamo discutere l’organizzazione del lavoro a chi opera quotidianamente a contatto con gli utenti. Scardiniamo la burocrazia autoreferenziale con la forza innovativa delle soluzioni che scaturiscono dal confronto e dalla partecipazione. Iniziamo da qui a costruire una macchina dello Stato all’altezza dei tempi. Come si fa? Per prima cosa diamo alla contrattazione decentrata gli strumenti per collegare produttività e retribuzione. Magari cominciando a riversare nei Fondi per le Risorse Decentrate di ogni Ente i risparmi di gestione accantonati grazie allo smart working. Spiegando ai lavoratori e ai loro rappresentati a quanto ammontano esattamente, senza giochi di prestigio né magie contabili.
Sandro Colombi, Segretario generale Uilpa

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Acquisti verdi nella pubblica amministrazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 novembre 2020

Si terrà il prossimo 30 novembre il webinar “Acquisti verdi nella pubblica amministrazione; il GPP come opportunità per le imprese” di Unioncamere Lombardia con Fondazione Ecosistemi.Il codice dei contratti pubblici ha reso obbligatori gli acquisti verdi delle Pubbliche Amministrazioni (GPP Green Public Procurement) che devono programmare e svolgere procedure di gara che rispondano a principi di sostenibilità ambientale e che integrino i Criteri Ambientali Minimi (CAM) nelle procedure. Il webinar è dedicato in particolare ai CAM per l’edilizia e all’utilizzo dei criteri in tutte le fasi della procedura di gara. Si rivolge agli operatori pubblici (RUP) che devono sviluppare la documentazione di gara, a progettisti interni e esterni alla pubblica amministrazione e alle imprese fornitrici di beni e servizi per la pubblica amministrazione che devono attuare una progettazione ecocompatibile degli stessi secondo i CAM.Il webinar si inserisce tra le iniziative di Lombardia Circolare, avviata con il bando “Innovazione delle filiere di Economia circolare in Lombardia” promosso dal Sistema camerale lombardo e Regione Lombardia per favorire la transizione delle piccole e medie imprese del territorio verso un modello di economia circolare, il cui obiettivo è la riqualificazione e il riposizionamento competitivo delle imprese e delle filiere.Nell’ambito di Lombardia Circolare Unioncamere Lombardia propone un programma articolato di webinar sul tema dell’economia circolare, con le Camere di Commercio lombarde e la collaborazione tecnico-scientifica di Enea nell’ambito del progetto “Politiche ambientali: azioni per la promozione dell’economia circolare” a valere su Fondo di Perequazione di Unioncamere.Si tratta di un ciclo di appuntamenti, iniziato a ottobre e che proseguirà fino a dicembre.Nei prossimi incontri verranno trattati i temi della LCA e dell’impronta di carbonio, della gestione dei rifiuti in una logica di economia circolare e dell’ecoprogettazione.Alle imprese partecipanti ai webinar verrà messo a disposizione il questionario di autovalutazione 6Circolare? per identificare il percorso più idoneo per una transizione verso l’economia circolare. I risultati verranno elaborati per individuare future misure a sostegno delle imprese lombarde. http://www.lombardiacircolare.net

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Dalla crisi Covid19, l’Italia uscirà con una Pubblica Amministrazione più digitale

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 novembre 2020

Sarà più efficiente e moderna, con maggiori servizi pubblici online e più innovazione anche grazie alla diffusione dello smart working. A credere in questo cambiamento sono i dipendenti pubblici, ma anche i cittadini, che nel 57% dei casi evidenziano già oggi un miglioramento nella PA digitale e nel 53% vedono nel lavoro agile un’opportunità per innovare l’amministrazione. Anche chi lavora nella PA promuove lo smart working, ma crede serva ancora un salto di qualità per un maggiore orientamento al risultato e una migliore comunicazione interna. L’amministrazione pubblica deve prepararsi a gestire la grande mole di risorse che arriveranno dal Recovery Fund: è opinione condivisa – dal 50% degli utenti e dal 60% dei dipendenti pubblici – che la gestione dei fondi europei dovrà essere centralizzata con una cabina di regia, ma che servono anche nuovi profili professionali qualificati per gestire al meglio i progetti. E per gli italiani le risorse europee devono andare prioritariamente alla salute e poi istruzione-formazione.“Durante l’emergenza è emersa ancor più chiaramente a tutti l’importanza del digitale per garantire i servizi pubblici ai cittadini, ma la digitalizzazione della PA rappresenta molto di più: un elemento di efficienza per il settore e di rilancio dell’intero paese – dice Andrea Rangone, Presidente di Digital360 -. La ricerca evidenzia una nuova importante crescita di consapevolezza tra gli italiani, che chiedono una PA più digitale, e tra gli stessi dipendenti pubblici, che sostengono l’innovazione dell’amministrazione. Un segnale positivo, perché la trasformazione digitale della PA, insieme a quelle delle imprese, è cruciale per la ripartenza”. Dall’indagine demoscopica, la maggioranza degli italiani – il 57% degli intervistati – evidenzia come fatto positivo una PA diventata “più digitale” nel periodo dell’emergenza Covid19, con la possibilità di accedere ai servizi in maniera più facile e veloce, mentre il 21% lo evidenzia come fatto negativo (non ha competenze o strumenti per usare questi servizi), il 6% ininfluente; solo il 9% non vede una PA più digitale. Secondo la maggioranza degli italiani, il 53%, lo smart working è un’opportunità per un’amministrazione più efficiente e moderna, quota ben superiore al 29% che lo considera un rischio per l’assenteismo e comportamenti opportunistici (il 13% lo ritiene ininfluente).Tra le istituzioni pubbliche impegnate nella gestione dell’emergenza gli italiani mettono al primo posto le strutture sanitarie (ne è soddisfatto il 67%), poi i Comuni (60%), le Regioni (60%) e più in basso le istituzioni nazionali (56%). Riguardo agli aiuti europei, quasi 8 italiani su 10 (77%) conoscono o quantomeno hanno sentito nominare “Recovery Fund” e “Next Generation EU”. Nella gestione della ripartenza, la priorità su cui utilizzare i fondi è innanzitutto la salute (per il 53%) e poi l’istruzione-formazione (15%). Per la maggioranza (il 50%), a gestire i fondi che arriveranno dall’Europa deve essere il Governo attraverso una Cabina di Regia centrale; solo il 27% preferirebbe Regioni e il 13% le amministrazioni locali. Perché la PA possa gestire in modo efficiente le risorse europee, secondo i cittadini servono soprattutto nuove assunzioni e profili professionali, per il 35%, e formazione del personale interno, per il 30%, poi anche una radicale semplificazione normativa e una maggiore partnership pubblico-privato. Non a caso, secondo gli intervistati i profili di cui ha più bisogno in questo momento la PA sono quelli di esperti di gestione dei fondi europei (40%), di gestione dei progetti (29%) e di trasformazione digitale (28%).Lo smart working è stato un fatto positivo, ma i dipendenti pubblici non vedono ancora un nuovo orientamento ai risultati: per il 42,8% la pratica della valutazione non è cambiata, per il 44,6% non ci sono ancora cambiamenti in questo senso ma segnali di miglioramento, solo il 12,6% vede un reale cambiamento. Con il lavoro a distanza si avverte maggiormente la necessità di una condivisione costante ed efficace di obiettivi e strategie, ma per la maggioranza non è migliorata la comunicazione interna ma ci sono segnali di cambiamento (40,6%) o non c’è miglioramento ed appare insufficiente (il 36,1%). Se a giugno 2020, oltre il 60% dei rispondenti esprimeva fiducia che lo smart working avrebbe portato un cambiamento positivo nella PA, ora, a qualche mese di distanza, la fiducia resta alta: il 55,1% dei lavoratori è ottimista che questo possa avvenire, ma pensa ci vorrà più tempo. Il decreto semplificazioni prevede importanti novità per una PA più semplice e veloce. Secondo i dipendenti pubblici le maggiori opportunità di cambiamento vengono dalla standardizzazione della modulistica per istanze, dichiarazioni e segnalazioni (per la quasi totalità, pari al 94,8% degli intervistati), la valorizzazione e interoperabilità dati pubblici (90.8%), il rafforzamento degli strumenti di cittadinanza digitale (86,9%), la semplificazione del procedimento amministrativo (84,8%).

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Rinnoviamo le pubbliche amministrazioni: dalle parole i fatti

Posted by fidest press agency su domenica, 3 novembre 2019

“Abbiamo apprezzato il metodo e la volontà di dialogo del ministro Dadone, attendiamo a breve il merito delle scelte, a partire dalle risorse da investire nei servizi pubblici. La vera sfida è l’innovazione, come abbiamo detto oggi: il rinnovamento delle pubbliche amministrazioni. Una sfida da cogliere e vincere intervenendo su alcune questioni nodali. In estrema sintesi: il rinnovo dei contratti, un piano straordinario di nuove assunzioni, la stabilizzazione dei precari e il nuovo sistema di classificazione. Su questi, e altri punti, facendo seguito alle parole del ministro, ci attendiamo a breve una convocazione”. Ad affermarlo sono i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi e Nicola Turco, in merito all’incontro di oggi con il ministro della Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, in occasione del presidio unitario ‘Rinnoviamo la Pa – Contratti, Assunzioni, Risorse’. (Giorgio Saccoia)

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ACI – Nasce “IO”, l’app che avvicina Pubblica Amministrazione e cittadini

Posted by fidest press agency su domenica, 13 ottobre 2019

L’Automobile Club d’Italia è parte del progetto di cittadinanza digitale “IO”, l’App dei servizi pubblici, sviluppata dal Governo, attraverso il Team per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la cui prima fase di sperimentazione ha interessato i Comuni di Milano, Torino e Ripalta Cremasca (CR). Grazie all’integrazione con le piattaforme pagoPA, ANPR e SPID, l’App “IO” mette in condizione tutti i soggetti pubblici che erogano servizi digitali di interagire con i cittadini, in modo semplice e veloce, per informazioni, scadenze e pagamenti.ACI partecipa all’App “IO” con un messaggio di benvenuto, che evidenzia la posizione tributaria dei veicoli intestati (a chi non è intestatario di veicoli, vengono illustrati i servizi offerti dall’ACI), un avviso di scadenza del bollo auto (inviato 15 giorni prima della scadenza), un avviso di bollo scaduto (se non pagato), con contestuale possibilità di pagamento tramite PagoPA, e la visualizzazione del Certificato di proprietà digitale del veicolo (CDPD).“L’Automobile Club d’Italia – dichiara Vincenzo Pensa, Direttore Centrale Sistemi Informativi e Innovazione dell’ACI – è stata tra le primissime PA a manifestare una ‘vocazione digitale’, ed è da sempre in prima linea nello sviluppo e nell’adozione di tutte quelle nuove tecnologie in grado di rendere sempre più facile, più chiaro, più veloce e più sicuro il rapporto tra cittadini e Pubblica Amministrazione”. “IO”, spiega il Responsabile dei Sistemi Informativi e Innovazione ACI, permette di “fare sistema”, cioè di creare valore oltre che per il singolo anche per la collettività, creando quei presupposti culturali necessari perché il concetto di cittadinanza digitale possa espandersi con rapidità e in maniera diffusa.“Terminata questa fase di sperimentazione – prosegue Pensa – l’ACI attiverà su App “IO” anche “AvvisACI”, un importante servizio che permetterà agli automobilisti di essere avvisati tramite email o SMS, ogni volta che viene trascritto al PRA un evento relativo ad un loro veicolo”.

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Consip: nel I semestre 2019 acquisti delle PA per oltre 6,1 miliardi di euro

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 agosto 2019

È di oltre 6,1 miliardi di euro il valore degli acquisti, effettuati nel primo semestre 2019, tramite gli strumenti di acquisto e gli strumenti di negoziazione messi a disposizione da Consip, la società controllata al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il risultato segna un incremento del +21% rispetto allo stesso periodo del 2018.Un’offerta ampia e differenziata che fa segnare, al 30 giugno 2019, sempre più utilizzatori:
· Le pubbliche amministrazioni, con quasi 90mila “centri di spesa” abilitati al sistema, hanno concluso nei primi sei mesi dell’anno oltre 325mila ordini d’acquisto attraverso almeno una delle 92 iniziative attive.
· I fornitori aggiudicatari di gare o abilitati agli strumenti Consip, sono oltre 120mila (di cui il 99% Micro, Piccole e Medie Imprese). Di questi più del 40% ha concluso almeno un contratto dall’inizio dell’anno. Per quanto riguarda gli strumenti di acquisto (convenzioni e accordi quadro), nel corso dei primi sei mesi del 2019, il valore degli acquisti è stato di circa 2,1 miliardi di euro (+17% rispetto allo stesso periodo del 2018), a fronte di circa 45.000 ordini.Per quanto riguarda, invece, gli strumenti di negoziazione, nello stesso periodo:
· il Mercato elettronico della Pubblica Amministrazione (Mepa) ha fatto segnare un valore degli acquisti pari a 2,1 miliardi di euro (+26% rispetto al I semestre 2018), a fronte di oltre 280mila contratti conclusi
· il Sistema dinamico d’acquisto della PA (Sdapa) ha registrato un valore degli acquisti di 1,9 miliardi di euro, mentre le gare bandite (appalti specifici) sono state 200 (+30% rispetto allo stesso periodo del 2018).
Dal punto di vista operativo, nel corso dei primi sei mesi del 2019, sono state pubblicate 13 gare che vedono Consip come stazione appaltante (per complessivi 98 lotti) – per un valore bandito di circa 5,3 miliardi di euro – e ne sono state aggiudicate 15 (per complessivi 52 lotti). Quest’ultimo dato conferma la grande attenzione riservata, anche dopo l’azione già sostenuta nel 2018, alla conclusione delle procedure avviate negli anni precedenti.Tra le pubblicazioni più rilevanti: energia elettrica, gas naturale, telefonia mobile e alcune gare in ambito sanitario come mammografi, stent coronarici, pacemaker e defibrillatori, service dialisi.
Tra le aggiudicazioni/attivazioni più rilevanti: posta elettronica, tecnologie server, illuminazione pubblica e alcune iniziative in ambito sanitario come stent vascolari, angiografi e tomografi.In notevole crescita anche le gare in modalità application service provider, per le quali Consip fornisce ad altre PA la piattaforma di negoziazione. Nei primi sei mesi del 2019 sono state bandite 582 gare (contro le 124 dell’intero 2018), per un valore bandito di oltre 3,3 miliardi di euro.

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Pubblica amministrazione: “Prima di tutto l’occupazione”

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 giugno 2019

Napoli sabato 29 giugno convegno “Prima di tutto l’occupazione. Sviluppo dei servizi, tutela del territorio e rilancio della Pubblica Amministrazione di fronte al progetto dell’autonomia differenziata”, con inizio alle ore 10 nella Domus Ars Centro di Cultura, via Santa Chiara 10c.
Le forti carenze di organico in molti settori della pubblica amministrazione ed il progressivo taglio subito dai servizi pubblici in moltissime realtà locali hanno favorito sia un abbassamento della qualità dei servizi che un aumento della povertà e delle disuguaglianze sociali. E la prepotente entrata dei privati nella gestione dei beni comuni, dai trasporti all’igiene ambientale, dalla sanità all’assistenza e ai servizi di cura non ha fatto che aumentare tanto i disservizi quanto le disuguaglianze, con fortissimi effetti negativi anche sulla condizione dei lavoratori.
Il progressivo ritrarsi del pubblico dalla gestione dei servizi ha avuto un effetto molto pesante sulla riduzione dei diritti, al punto che il nostro sistema di welfare ha perso da tempo il carattere di sistema universalistico, per assumere invece una natura fortemente selettiva ed escludente.
La gestione del territorio e la tutela dell’ambiente, che restano funzioni propriamente pubbliche, risentono della crescente confusione creatasi attorno alle competenze delle Province e molte risorse naturali così come buona parte del patrimonio immobiliare pubblico si trovano in uno stato di abbandono.
Dentro la crisi economica scoppiata più di dieci anni fa questi processi hanno approfondito disuguaglianze sociali ed anche territoriali. Zone ed aree del paese maggiormente colpite dalla deindustrializzazione sono anche quelle che subiscono una più accentuata carenza di servizi e registrano livelli più alti di povertà. Lì dove la disoccupazione è più forte, ci sono meno servizi pubblici e gli enti locali lamentano condizioni di dissesto economico.
Di fronte a questa situazione occorre una visione di insieme del nostro sistema economico e sociale che prenda atto innanzitutto che l’Italia si ritrova con una dotazione di personale nella P.A. ridotta all’osso e con una età media molto alta. E’ urgente l’assunzione di centinaia di migliaia di lavoratori pubblici per coprire le voragini che si sono aperte in moltissimi servizi essenziali, a cominciare dalle aree più arretrate e dalle zone maggiormente in difficoltà.
E’ una battaglia, quella per l’occupazione nella P.A., nei servizi pubblici e nelle attività di tutela del territorio e dell’ambiente che l’USB vuole condurre in tutto il paese, con la consapevolezza che il punto di partenza sono le regioni meridionali, dove è più forte il ritardo nella dotazione di servizi e dove gli indici di povertà e di disoccupazione sono più alti.
Ma la battaglia per l’occupazione oggi ha un avversario pericoloso nei progetti di autonomia differenziata che vengono sponsorizzati dal partito del Nord, trasversale alle diverse forze politiche e deciso a spostare risorse significative verso le aree più ricche. Se questo progetto andasse in porto, come è scritto nel “contratto di governo”, le disuguaglianze sarebbero destinate ad aumentare e la gestione pubblica verrebbe ulteriormente ridimensionata in tutto il paese. Vincerebbe la logica della competizione tra aree, regioni, città, che ha sempre portato ad un aumento delle povertà e ad uno sfruttamento selvaggio dell’ambiente.
L’USB avanza una proposta a movimenti, associazioni, forze politiche e sociali per costruire una battaglia comune per il lavoro nelle attività di pubblica utilità, cioè in tutte quelle opere che devono rimanere fuori dalla gestione del mercato perché rispondono ad esigenze collettive e servono a salvaguardare i beni comuni. Una battaglia per il lavoro, i servizi e l’ambiente e contro le disuguaglianze sociali e territoriali.

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Pubblica amministrazione: premiare i dipendenti virtuosi

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 maggio 2019

“In questi ultimi anni abbiamo assistito alla campagna ossessiva contro la pubblica amministrazione i cui dipendenti sono stati considerati in blocco alla stregua di parassiti, fannulloni, imbroglioni. Alimentata dai pregiudizi contro lo Stato unitario e Roma Capitale, quello che era e deve tornare a essere il volano dell’Italia è stato azzoppato da una vulgata insopportabile che non ha voluto distinguere i capaci dagli incapaci, gli onesti dai disonesti e soprattutto ha volutamente ignorato le ragioni di una legislazione contorta e contraddittoria.
Gli alleati della Lega Nord e i giacobini a 5 Stelle che hanno contribuito alla destrutturazione della pubblica amministrazione e dello Stato dovrebbero ora, da una posizione di governo, lavorare per responsabilizzare, motivare, gratificare i dipendenti pubblici, cessando una fastidiosa quanto dannosa campagna denigratoria.Dobbiamo tornare a investire sulla pubblica amministrazione, basta con la esternalizzazione dei servizi, premiare chi lavora anche attraverso la formazione e gli avanzamenti economici. Se la burocrazia è vista come un nemico dell’impresa, la responsabilità è di chi fa le leggi non di chi le applica. Per questo, mi attiverò con il presidente della Camera Roberto Fico affinché ci sia una conferenza annuale in cui il Parlamento, la Pa, il mondo produttivo e associativo s’incontrino per fare il punto sulla semplificazione legislativa e burocratica. Una semplificazione la cui responsabilità spetta interamente su chi fa le leggi”. È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia intervenendo alla presentazione di Articolo Quarantuno, l’associazione per la buona amministrazione.

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La pubblica amministrazione è donna

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 marzo 2019

Nella Pubblica amministrazione su più di 3 milioni di impiegati il 56,6% è di sesso femminile, mentre gli uomini sono il 43,4%. È quanto emerge dai dati* analizzati da ConvenzionIstituzioni.it, la prima piattaforma sconti dedicata ai dipendenti della pubblica amministrazione. I settori della pubblica amministrazione a prevalenza femminile superano quelli dove la percentuale maschile è più alta. Su 22 esaminati la presenza maschile supera quella femminile solo in 10, mentre negli altri 12 le donne sono più del 50%.
Grazie a ConvenzionIstituzioni.it, nata nel 2015 da un’idea dell’imprenditore Gionatan Ciminiera, i dipendenti della pubblica amministrazione possono accedere al circuito e agli sconti (fino al 50%) per acquistare beni e servizi di cui hanno bisogno, in oltre 10.000 attività partner del progetto, presenti in tutta Italia.Secondo l’analisi di ConvenzionIstituzioni la scuola è il settore in cui la presenza femminile è dominante (79%) ed è anche quello che occupa più personale (1.106.180). Il secondo posto, a sorpresa, è occupato dal comparto relativo alla carriera penitenziaria: qui su 321 persone impiegate 220 sono donne (69%) di cui 217 dirigenti penitenziari. Seguono poi le impiegate nel servizio sanitario nazionale, dove su 648.663 contrattualizzati 428.389 è donna (66%). Terzo e quarto posto sono occupati rispettivamente dalle impiegate delle Regioni a statuto speciale (54.501) che costituiscono il 60% e da quelle dedite alla carriera prefettizia (700 ovvero il 58%). I comparti a prevalenza nettamente maschile sono principalmente tre. Al primo posto ci sono le Forze Armate, dove su 178.639 dipendenti, 169.170 sono uomini (96%). La stessa percentuale si registra per i Vigili del fuoco dove su 33.908 contrattualizzati 32.102 sono di sesso maschile. Per i Corpi di Polizia la percentuale si attesta al 92%: su un totale di 308.765 dipendenti, 282.970 sono uomini. Seguono i contratti per la carriera diplomatica, settore in cui la percentuale maschile è del 78%, con 749 uomini su 958 impiegati.“Da ministeri, CRAL e sindacati dei lavoratori della pubblica amministrazione – afferma Gionatan Ciminiera, amministratore delegato di ConvenzionIstituzioni.it – ci stanno arrivando sempre più richieste per sottoscrivere accordi che consentano a sempre più dipendenti pubblici di beneficiare di sconti e carnet gratuiti. Il nostro obiettivo è quello di diventare un punto di riferimento in materia di risparmio per tutti i dipendenti della Pubblica Amministrazione”. Le principali convenzioni già attive riguardano ad esempio il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP), il CRAL Giustizia, l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia e sindacati Snadir, Gilda Insegnanti, UILPA, COISP, ecc.
In generale l’età media degli impiegati nella Pubblica Amministrazione è di 50 anni e le donne sono più giovani dei colleghi maschi. Le Forze Armate sono il comparto più giovane, con una media di 38 anni: tra questi le donne, seppure in minoranza, risultano essere più giovani dei colleghi maschi, con una media di 29 anni contro una di 38. Seguono i diplomatici in cui l’età media delle impiegate è di 41 anni contro i 46 dei colleghi.
Utilizzando frequentemente la piattaforma il dipendente pubblico potrà risparmiare fino a 3.000 euro all’anno. Per ottenere lo sconto sarà sufficiente mostrare il tesserino di riconoscimento rilasciato dall’ente o dalla struttura della Pubblica Amministrazione per cui si lavora, unitamente al coupon. Il primo coupon è gratis per tutti i dipendenti pubblici. I dipendenti degli enti convenzionati avranno gratuitamente un carnet da 60 coupon gratuiti (C60). Una volta esaurito dovranno acquistarne altri.Le agevolazioni economiche riguardano esercizi commerciali di ogni categoria merceologica (abbigliamento, ristoranti, alberghi, centri benessere, ecc.) ma anche prestazioni sanitarie (dentisti, specialisti di ogni tipo, ecc), legali e consulenze di altro genere. Il numero di attività che aderiscono è in continua crescita, mediamente 20 nuovi iscritti al giorno.

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La pubblica amministrazione torna ad assumere

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 ottobre 2018

Lo prevede il ddl per la Concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo, oggi all’esame del Consiglio dei ministri, in base al quale cade il limite del turn over, ovvero lo stop ad andare oltre ad un nuovo assunto per ogni pensionato, per fare spazio alla soglia del 100% della spesa relativa al personale di ruolo cessato nell’anno precedente. E siccome il lavoratore in uscita ha una medio-alta anzianità di servizio costa molto di più rispetto ai neo-assunti inquadrati con stipendi-base, viene da sé che le assunzioni potranno essere anche del 30% in più dei pensionamenti.“In pratica – scrive Il Messaggero – non ci sarà un limite in termini di «teste» (un assunto per ogni pensionato) ma solo di spesa e questo dovrebbe consentire a fronte di uscite di personale anziano e più costoso di assumere un numero più alto di giovani con stipendi più bassi. Per ridurre i tempi di accesso al pubblico impiego per il triennio 2019-21 le amministrazioni potranno procedere all’assunzione a tempo indeterminato di vincitori o allo scorrimento delle graduatorie”. Ma le assunzioni nel limite del 100% della spesa per il personale cessato riguardano solo le amministrazioni dello Stato, anche a ordinamento autonomo, le agenzie e gli enti pubblici non economici. Ai Corpi di polizia, ai vigili del fuoco, al comparto della scuola e dell’università, si legge nel disegno di legge oggi in CdM, «si applica la normativa del settore». Questo significa che per il precariato scolastico non cambierà nulla.“Se ce ne era bisogno – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – quanto è stato deciso per le assunzioni nella pubblica amministrazione, per volontà del nuovo Ministro per la PA Giulia Bongiorno, dimostra a tutti che le regole sul reclutamento possono essere cambiate. Ma serve la volontà. Quella che manca al Miur. Dove, però, era più necessario provvedere a delle mutazioni, che non sono di certe quelle intraprese dal nuovo corso Bussetti, visto che i concorsi straordinari costituiscono solo delle soluzioni tampone, tutt’altro che risolutivi, mentre gli ordinari sono previsti nelle linee programmatiche del Miur ma ad oggi non ci sono riferimenti precisi sulla tempistica di attuazione”.“È in questo quadro – continua Pacifico – che si colloca la necessità di prendere una decisione saggia: quella della riapertura delle GaE. Perché darebbe finalmente una collocazione più stabile ad oltre 100 mila docenti abilitati, sottraendoli dall’incubo del precariato, e contemporaneamente andrebbe a colmare i già enormi vuoti di organico oggi presenti, pari ad oltre 120 mila cattedre, peraltro destinati a crescere sino a 200 mila posti, qualora dovesse entrare in vigore la riforma pensionistica con quota 100 e quota 41, soprattutto se come promesso senza vincoli”. “Incrementare il sistema della supplentite sarebbe però devastante per il personale coinvolto e per gli studenti che si ritroverebbero con un quarto del corpo insegnante precarizzato. Oltre ad avere il sapore del conservatorismo interessato: come altro potrebbe chiamarsi l’atteggiamento di uno Stato che continua a fare cassa con la sottrazione dei diritti di quei lavoratori che permettono alle scuole di assolvere la loro funzione formativa, togliendo loro i mesi estivi, inventando un organico di fatto che non ha alcun fondamento, sottraendogli progressioni di carriera e i vantaggi che si porta dietro un docente immesso in ruolo anziché assunto, licenziato ogni anno e costretto a vagabondare di scuola in scuola. Prevedere delle assunzioni maggiorate per la pubblica amministrazione e dimenticarsi di tutto questo – conclude il sindacalista Anief-Cisal – va a costituire, quindi, l’ennesima occasione persa a danno di tutti coloro che sono coinvolti nella formazione dei giovani italiani”

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Al via il premio “Rating di legalità nella Pubblica amministrazione”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 novembre 2017

rating di legalitàRoma martedì 21 novembre, alle ore 11,30, presso la sala stampa della Camera dei deputati in via della Missione 4 parte il premio nazionale “Rating di legalità nella Pubblica amministrazione”. La prima edizione dell’iniziativa, organizzata dall’associazione Italian Digital Revolution (www.aidr.it) in collaborazione con i propri partner, verrà illustrata nel dettaglio in una conferenza stampa.
Il riconoscimento, realizzato dagli studenti del liceo artistico “Silvio Lopiano” di Cetraro (Cosenza), ha l’obiettivo di stimolare le pubbliche amministrazioni a migliorare i propri processi attraverso l’utilizzo delle tecnologie per favorire la trasparenza, combattere la corruzione e coinvolgere sempre più i cittadini, e verrà assegnato annualmente alle prime quindici PA centrali e locali che, attraverso il controllo di un software dedicato e realizzato da un partner dell’Aidr, risponderanno ai requisiti richiesti dal regolamento del premio. Tale motore di ricerca infatti interrogherà i siti web delle pubbliche amministrazioni e incrociando i dati con quelli resi disponibili dall’Anac (Autorità nazionale anticorruzione) assegnerà a ciascuna di esse un tasso percentuale di copertura informativa, ovvero quante delle informazioni previste dalle normative in termini di trasparenza le PA rendono pubbliche e accessibili ai cittadini.
All’incontro con la stampa, moderato dalla giornalista e conduttrice del Tg2 Rai Maria Antonietta Spadorcia, interverranno Cosimo Ferri, magistrato e sottosegretario alla Giustizia; Mauro Nicastri, presidente di Italian Digital Revolution; Massimo La Camera, ceo di Tecnoter; Gianluca Maria Esposito, direttore della Scuola in anticorruzione e appalti nella pubblica amministrazione dell’Università di Salerno; Francesco Verbaro, esperto PA e presidente di Formatemp; Laura Strano, responsabile Osservatorio anticorruzione e trasparenza dell’Aidr; Isabella Mori, componente della direzione nazionale di Cittadinanzattiva per le politiche nazionali su trasparenza e corruzione; Vincenzo Mongillo, professore di diritto penale presso l’Università di Roma Unitelma Sapienza; Carlo De Masi, presidente di Adiconsum e Roberto Morello, dirigente medico ospedaliero. (foto: rating di legalità)

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A Camerino sul podio dell’hackathon per la trasformazione digitale della P.A.

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

universita-camerinoCamerino. Nel mese di ottobre sviluppatori di tutta Italia sono stati impegnati per una maratona di programmazione per la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione. Anche a Camerino si è tenuta una tappa della maratona grazie ad Unicam e allo Spin-off e-Lios che hanno aderito all’iniziativa con grande entusiasmo al fine di coinvolgere non solo studenti o ex studenti Unicam ma anche appassionati e esperti del settore del territorio.A Camerino presso il Polo di Informatica dell’Università di Camerino in contemporanea con le altre città italiane aderenti all’iniziativa si sono incontrati sviluppatori software, ingegneri informatici, esperti di sicurezza informatica e studenti universitari per rispondere alle necessità che il processo di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione italiana ci sta chiedendo di affrontare: riavviare il sistema operativo del Paese. Ad un mese esatto della maratona sono stati decretati i vincitori di questa lunga avventura, al secondo posto della categoria Wise Turtle il team di Camerino che si piazza alle spalle di San Francisco e prima dei gruppi di Roma, Napoli e Milano.
Un risultato che rende orgogliosa Unicam, il team che ha sviluppato questo software open source per la pubblica amministrazione è formato da esperti del settore e da studenti dell’ateneo che hanno deciso di unire le loro forze per la creazione di un progetto che potrà essere utile al Paese.
La cerimonia di premiazione si terrà il prossimo 21 novembre a Roma presso il Tempio di Adriano

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Contratto pubblica amministrazione: riprende la presa in giro

Posted by fidest press agency su domenica, 29 ottobre 2017

ministero-finanzeL’Agenzia che segue i negoziati per conto del Governo ha convocato i sindacati per l’8 novembre: si ricomincia dal comparto della Pubblica amministrazione centrale, gli statali in senso stretto (Ministeri, Inps, Agenzie fiscali), per i quali già si erano tenute le prime riunioni. Presto toccherà anche alla Sanità. Una delle contrattazioni più attese è quella sulla Scuola, dove opera un terzo di tutta la PA e gli stipendi sono tra i più bassi del pubblico impiego. Ma quello che doveva rappresentare il contratto della svolta, dopo quasi un decennio di inaudito blocco adottato solo per il comparto pubblico, si sta rivelando un “contentino”, visto che le trattative che si stanno avviando possono contare su risorse a di poco inadeguate. Nella legge di Bilancio 2018, i finanziamenti si fermano a 2 miliardi e 850 milioni di euro ai rinnovi, per il triennio 2016-2018. Sono talmente pochi che solo per il comparto Scuola servirebbe altri 2,3 miliardi di euro. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il confronto della parte pubblica con i sindacati servirà solo a ratificare l’accordo del 30 novembre dello scorso anno, adottando dei criteri che faranno oscillare avanti e indietro quell’incremento in busta paga. Significa che alcuni lavoratori della scuola potranno contare su cifre vicine ai 100 euro, altri si fermeranno probabilmente a 60 euro. La sostanza comunque non cambierà di molto: perché si tratta sempre di cifre lorde, quindi di fatto un docente o Ata dovrà aspettarsi un incremento netto che potrà variare dai 30 ai 50 euro. Gli incontri che si svolgeranno nei prossimi mesi serviranno a capire quali sono i parametri da adottare per far pendere la bilancia da una o dall’altra parte. In ogni caso, anche coloro che percepiranno gli aumenti maggiori si ritroveranno con uno stipendio ancora fortemente inferiore al tasso d’inflazione, che nell’ultimo periodo è salito del 15 per cento, e a quello dei colleghi di quasi tutti i Paesi europei. Rispetto ai docenti tedeschi, che tra l’altro vanno in pensione con circa 25 anni di servizio e pure senza grosse penalizzazioni, i nostri insegnanti lavorano di più e continueranno a percepire quasi la metà.

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P.A. e Scuola: Rinnovo contratto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 maggio 2017

La titolare della Funzione Pubblica ha detto che questa settimana o la prossima sarà approvato in Consiglio dei Ministri il testo unico sul pubblico impiego. Entro maggio si chiuderà la fase legislativa della riforma. ‘Subito dopo l’approvazione dei decreti in CdM, a giugno o comunque prima dell’estate’ firmerà l’atto d’indirizzo, ovvero la direttiva per lo sblocco dei contratti nel pubblico impiego. Appello del giovane sindacato alle altre organizzazioni: non firmate.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): rinnovare il contratto per ricevere un’elemosina di aumento non ci interessa. Le 83 euro lorde finanziate dagli ultimi due Governi (solo 56 euro nette), tra l’altro da conferire su queste cifre solamente a chi percepisce stipendi più ridotti per via della nuova politica alla ‘Robin Hood’, rappresentano una quota molto al di sotto di quella minima e necessaria per adeguare le buste paga almeno al costo della vita. E ci si allontanerebbe anche dall’accordo generale di novembre. Solo per allineare l’indennità di vacanza contrattuale al 50% dell’aumento dell’inflazione certificata tra il 2008 e il 2015 bisognerebbe dare in media a ogni dipendente, che percepisce stipendi da 1.500 euro, un aumento di 106 euro netti. Con l’incremento che dovrebbe essere applicato non da ora, ma a partire da settembre 2015. Salvo recuperare una cifra analoga di aumento mensile per la firma del contratto.Ecco perché Anief ha deciso di ricorrere per il recupero dell’indennità di vacanza contrattuale nello stipendio, siaper i dipendenti della Scuola, sia per i lavoratori della Pubblica Amministrazione.

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Pubblica amministrazione: i decreti madia cambiano la forma non la sostanza

Posted by fidest press agency su domenica, 26 febbraio 2017

Marianna_MadiaNei fatti il Ministro Madia non cambia l’impostazione Brunettiana e si limita a mitigarla -dichiara Cristiano Fiorentini dell’Esecutivo Nazionale di USB PI – si eliminano le fasce, ma si vincolano rigidamente i contratti a garantire la significativa differenziazione dei giudizi e una effettiva diversificazione dei trattamenti economici con l’obbligo di dedicare alla premialità la maggior parte delle risorse del fondo accessorio; si dà più peso al contratto, ma l’organizzazione del lavoro resta in capo ai dirigenti ed è sottratta al confronto con i sindacati; si fa una norma di stabilizzazione che esclude grosse fette di precariato per tipologia di contratto o per mancanza di risorse.La norma sulla valutazione così come è concepita avrà ricadute negative sui salari di molti lavoratori e continuerà ad essere uno strumento di gestione del personale con effetti negativi anche sull’organizzazione del lavoro. Come USB ha sempre dichiarato, solo l’abolizione totale delle norme di Brunetta avrebbe realizzato quella discontinuità necessaria a riprendere un ragionamento serio sul rilancio del settore pubblico che peraltro non può prescindere neanche dal tema delle risorse. – continua Fiorentini – Anche sul precariato, per quanto la norma sia apprezzabile, non è tollerabile l’esclusione di alcune situazioni, su tutte gli LSU, mentre per altri, ad esempio i precari della Ricerca, non vi sono le risorse necessarie”.Ci preoccupa che il Ministro consideri spianata la strada per l’apertura dei contratti in presenza di uno stanziamento ridicolo nella legge di bilancio 2017 e con una prospettiva fortemente condizionata dalle richieste della Ue di rientro nei vincoli di bilancio. C’è il rischio che il combinato disposto tra la carenza delle risorse e l’ipotesi paventata da alcuni organi di stampa di armonizzare al ribasso i salari accessori nei nuovi comparti, determini lo zero nella casella degli aumenti salariali per gran parte dei dipendenti pubblici – sottolinea il dirigente USB – Si vada al rinnovo dei contratti con le risorse adeguate a risarcire i lavoratori pubblici degli otto anni di blocco, che n on devono mai essere dimenticati.Siamo di fronte ad una riforma ampiamente insufficiente, finalizzata a rendere applicabili i concetti contenuti nella riforma Brunetta, che non cambia la sostanza per i lavoratori, ma restituisce un ruolo al sindacato complice che in questo modo si candida a cogestire la meritocrazia e tutto ciò che ne deriva. Forse era proprio questo il vero e unico obiettivo del tanto sbandierato accordo del 30 novembre – conclude Fiorentini.

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La Pubblica Amministrazione può essere un motore della crescita

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 maggio 2016

Ministero dei beni e delle attività culturaliPerchè a nuova dimensione dell’economia digitale e degli open data può essere sfruttata dalla PA forse meglio che dal settore privato. Nella PA ci sono molte best practice, sia italiane che internazionali, evidentemente c’è stato un fallimento gigantesco nella capacità di sfruttare al meglio queste risorse gigantesche. Ora bisogna passare alla generalizzazione di queste best practice: questa è la riforma strutturale fondamentale che è nell’agenda del Governo”.Lo ha detto il ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan intervenendo stamattina a FORUM PA 2016, come ospite d’onore all’incontro “Lo Stato innovatore: verso una PA 4.0 in un’economia 4.0”, cui hanno partecipato anche esponenti delle maggiori aziende private e pubbliche coinvolte dal cambiamento che l’economia 4.0 comporta per tutta la società. All’incontro hanno partecipato anche le principali aziende private attive nell’economia 4.0, come Cisco, SAS, Tim e Hewlett-Packard, oltre a grandi società pubbliche come Sogei e Consip.“Le leggi dell’industria 4.0 sono le leggi di un Paese che vuole crescere, si cresce solo seguendole – ha sottolineato Andrea Rangone, fondatore degli Osservatori digital innovation del Politecnico di Milano e CEO di Digital360 – Sugli investimenti digitali in Italia mancano all’appello 23 miliardi di euro all’anno rispetto alla media dell’Europa a 28, e circa 300 milioni di euro di investimenti annui in start up high tech. Per non rimanere indietro servono un elettroshock culturale, una chiara scaletta delle priorità nell’agenda dei Governi e un ruolo trainante della PA, che in questo modo può modernizzare se stessa oltre che fare da stimolo e da esempio per tutto il sistema”.“Occorre puntare fortemente sul concetto di Stato Innovatore –ha detto Enza Bruno Bossio, Componente dell’Intergruppo parlamentare per l’innovazione tecnologica- perché solo adeguandosi ai parametri dell’industria 4.0 si può evitare il declino. La PA deve avere un ruolo centrale di supporto ed investimento sul digitale, che inevitabilmente trasformerà la PA così come ha trasformato l’industria. Bene ha detto Rifkin quando ha parlato dell’immenso capitale creativo italiano come antidoto alla crisi: un capitale che deve essere adeguatamente supportato e incoraggiato dalla PA attraverso adeguate politiche di sostegno alle start up e di alfabetizzazione digitale”.
Durante la mattinata Padoan è intervenuto ad apertura del convegno “Ripartire dal territorio: le nuove regole di finanza pubblica per gli Enti territoriali, la razionalizzazione e la valorizzazione degli asset pubblici come leve per la crescita”, alla presenza, tra gli altri, di Bruno Mangiatordi, Direttore della Direzione VIII – Valorizzazione dell’attivo e del patrimonio pubblico del Dipartimento del Tesoro, e Roberto Reggi, Direttore dell’Agenzia del Demanio. Tra il pubblico, presente anche il nuovo Comandante generale della Guardia di Finanza Giorgio Toschi alla sua prima uscita dopo la nomina avvenuta ieri pomeriggio. Un’occasione per annunciare la firma del protocollo d’intesa tra il MEF e la Corte dei conti per unificare le due banche dati sulle partecipazioni statali della PA, favorendo la semplificazione degli adempimenti di 8 mila enti territoriali: “un esempio di razionalizzazione della spending review” secondo le parole del Ministro.

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Corpo forestale, Lipu: lo scioglimento grave danno per l’ambiente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2015

corpo forestale dello stato“La scomparsa del Corpo Forestale dello Stato attraverso la frammentazione del suo organico rappresenta sicuramente un regalo agli inquinatori, ai bracconieri, ai costruttori abusivi e a chi froda sull’agroalimentare”. Questo il commento del presidente Lipu-BirdLife Italia Fulvio Mamone Capria a poche ore dall’approvazione del disegno di legge sulla modifica della Pubblica amministrazione.“A fronte di un’emergenza ambientale sempre più grave, e basti pensare alla sola Terra dei Fuochi, il Governo avrebbe dovuto impegnarsi per rafforzare il principale corpo di polizia ambientale presente nel nostro paese – prosegue Mamone Capria – al fine di garantire un presidio territoriale costante contro le ecomafie e verso coloro che delinquono ai danni della natura”.“Invece la riforma della Pubblica amministrazione affida a un destino assai incerto non solo il personale del Corpo forestale dello Stato, ma un patrimonio di conoscenza e di professionalità con il più che prevedibile effetto dell’assenza totale di controlli sul rispetto delle leggi in materia ambientale e sulle norme a tutela della fauna e della flora. Con la conseguenza – prosegue – di danni gravissimi alla biodiversità e all’ambiente e quindi anche a danno dei cittadini. “Con le altre associazioni ambientaliste e animaliste – conclude Mamone Capria – verificheremo le modalità d’opposizione giuridica a questa norma insensata e frutto di un’approssimazione senza precedenti”.

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Corruzione e pubblica amministrazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 marzo 2015

corruzione_urloSecondo un’indagine del Censis, piu’ di 4 milioni di italiani sono ricorsi ad una raccomandazione per ottenere un’autorizzazione o accelerare una pratica; e 800 mila di questi avrebbero pagato una mazzetta. Si tratta di dati che riteniamo bassi perche’, per quanto sofisticati e anonimi possano essere stati i metodi del Censis per raccoglierli, si tratta comunque di informazioni che l’utente medio di un servizio della Pubblica Amministrazione sarebbe recalcitrante a fornire, non per disonesta’ congenita’ di questo cittadino ma per disaffezione diffusa nei confronti di tutto cio’ possa avere a che fare con lo Stato: discorso medio: “a che serve, tanto non cambia nulla, anzi, magari peggiora per il mio prossimo certificato…”. Non ce ne vogliano i presunti alfieri della legalita’, ma pur se non ci siamo rassegnati nel sognare e operare per un Paese in cui i numeri del Censis possano essere ancora piu’ microscopici, non siamo in grado di cancellare dalle nostre osservazioni quello che tocchiamo con mano vibrante tutti i giorni, grazie alle centinaia di segnalazioni e testimonianze che i cittadini ci fanno. Abbiamo quindi sviluppato un’analisi, quella della riduzione del danno. Che non e’ solo quella che ogni utente medio fa su stesso facendosi raccomandare o pagando una tangente per avere meno danni dai blocchi e dalla lentezza della Pubblica Amministrazione, ma potrebbe essere anche quella di concepire meccanismi diversi di funzionamento di questa amministrazione: la legalizzazione della mazzetta, che dovrebbe ovviamente chiamarsi in modo diverso; ma che potrebbe entrare nei bilanci di previsione del cittadino medio che ha bisogno di un’autorizzazione o di un certificato senza penare mesi e mesi e code e contro-code. Anche questa legalizzazione rientrerebbe nella riduzione del danno. Quella che uno Stato fa su se stesso: la presa d’atto della propria incapacita’ di essere al totale servizio dei cittadini basandosi solo su principi di lealta’ e fede di servizio, basandosi solo sugli stipendi che da’ ai propri impiegati e funzionari. Uno Stato che, finalmente senza ipocrisia verso se stesso e i propri amministrati, stabilisce che i suoi addetti al funzionamento debbano e possano far pagare il proprio servizio in virtu’ di una loro libera contrattazione con l’utente. Un modo questo (con certi limiti) di poter anche contenere gli stipendi di questi dipendenti.
Non sarebbe una grande novita’, visto che anche oggi se, per esempio, si vuole un qualche certificato con una certa urgenza, si deve pagare di piu’. Solo che, mentre oggi questi soldi delle urgenze vanno nelle casse dello Stato, con la legalizzazione della mazzetta questi importi sarebbero appannaggio dei singoli impiegati/funzionari e della loro capacita’ di contrattazione. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Debiti P.A.: Monti annuncia primi rimborsi già in 2012

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 maggio 2012

Quattro decreti e un accordo tra banche e imprese. È questo il pacchetto di misure varato dal governo per accelerare i pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese. Con l’adozione dei quattro decreti ministeriali, uno dei quali relativo alla certificazione dei crediti verso gli enti locali, le regioni e gli enti del Servizio sanitario nazionale, il governo punta a rimborsare entro il 2012 tra i 20 e i 30 miliardi di crediti commerciali vantati dalle imprese verso la pa. Ad annunciarlo il presidente del Consiglio, Mario Monti, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi con il suo vice all’Economia Vittorio Grilli e il ministro dello Sviluppo Corrado Passera. «Siamo in grado di realizzare un progressivo rientro del debito, 20-30 miliardi già nel corso di quest’anno», ha detto Monti. «Il recupero dei crediti che le imprese vantano nei confronti della Pa è importante. Sono le nostre aziende, a volte più piccole, innovative, che in questa fase difficile non hanno abbassato la testa. Per questo hanno bisogno di liquidità, di un carburante capace di riaccendere il motore della produttività», ha aggiunto. I decreti definiscono le procedure con le quali le imprese potranno farsi certificare i crediti dalle amministrazioni debitrici. Con la certificazione le imprese potranno farsi anticipare a sconto le somme dalle banche. Grilli ha confermato che in alternativa al canale bancario le imprese potranno chiedere la compensazione tra crediti e debiti iscritti a ruolo su imposte e contributi (fonte doctornews33)

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