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Posts Tagged ‘pubblica’

PNRR, USB: azzerata la Ricerca Pubblica, investimenti solo sulle imprese

Posted by fidest press agency su sabato, 8 Maggio 2021

La lettura del PNRR, che andrebbe meglio indicato come il piano di restaurazione nazionale della ricerca baronale e asservita all’impresa, altro non è che la riproposizione di politiche già viste, ma con le risorse e la determinazione che precedenti governi non avevano avuto.Qualsiasi misura è rivolta a favorire lo sviluppo tecnologico e l’innovazione nell’impresa. Le stesse istituzioni pubbliche della ricerca, atenei ed EPR, vengono messe totalmente al servizio della ricerca privata. Siamo di fronte al progetto di totale estinzione della ricerca pubblica rivolta al miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Non è bastata l’esperienza della pandemia che stiamo pagando carissimo, prima di tutto per una sanità tagliata, privatizzata e regionalizzata, e poi perché ostaggio delle industrie farmaceutiche e dei loro brevetti su vaccini realizzati peraltro con l’importante sostegno di fondi pubblici. Esempio chiarissimo di come la ricerca privata non abbia mai ricadute positive per la popolazione. Si insiste sulla strada che ci ha portato allo stato attuale. Si insiste, così come nel caso della PA, nell’identificare la Ricerca come strumento per aumentare competitività e profitti per l’impresa. Solo 1,8 mld sembrerebbero destinati alla ricerca (PRIN e giovani ricercatori) ma sono talmente limitati nel tempo che danno la misura dell’assenza di prospettiva della missione 4 sulla ricerca del PNRR.Ancora una volta la miopia del profitto prevale sulla prospettiva del progresso.Non serve essere addetti ai lavori per comprendere come nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza non emerga alcuna idea di come rilanciare, riorganizzare, ristrutturare la Ricerca, ma solo quella di distribuire fondi all’impresa.Riteniamo che questo piano, e lo diciamo in questo caso da lavoratori della Ricerca Pubblica, non serva pressoché a niente per la ricerca e ribadiamo che la sola maniera di rilanciarla è quella di aumentare gli stanziamenti, in particolare sul finanziamento ordinario degli EPR, dotare il settore ricerca ed università di un comparto di contrattazione che li renda attrattivi riconoscendogli le indiscutibili peculiarità, abolire l’agenzia nazionale per creare una vera governance presso la presidenza del consiglio e incentivare la ricerca di base, per uno sviluppo del sapere.Questo serve alla Ricerca e al Paese, questo è quello che manca totalmente nel PNRR.USB continuerà e rilancerà l’iniziativa per difendere la Ricerca Pubblica, quella che guarda alla committenza sociale. Quella che non considera normali centinaia di morti al giorno. Quella ricerca che non sta in questo PNRR.

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Carlo Bordoni: L’intimità pubblica

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

Alla ricerca della comunità perduta collana i Fari, pp. 320, 18 euro. L’esposizione di sé sui social è un selfie dell’anima. Aprirsi in pubblico, rinunciare al proprio privato, soddisfa il bisogno di essere riconosciuti e forse amati. In questo nuovo saggio, Carlo Bordoni analizza la società in vetrina alla ricerca dell’autenticità. Dove prevale l’aggressività e il non sapere. “Nell’antichità si guardava al passato, nella modernità al futuro; adesso si guarda esclusivamente al presente. Corriamo dentro il presente e ci rifugiamo in esso, nell’incapacità o nella paura di affrontare il domani.” Intimità pubblica è un ossimoro, una contraddizione in termini: ciò che fa parte della sfera riservata non può essere reso pubblico. Eppure una caratteristica della società liquida in cui viviamo è proprio questo: che le barriere di tutto ciò che è privato vengono eliminate e il suo contenuto disseminato. Accade principalmente in rete, sui social network, attraverso tecnologie che incoraggiano gli individui a rivelare tutto su se stessi in un sforzo per essere conosciuti e riconosciuti, in un mondo in cui non abbiamo più il tempo di ascoltare noi stessi e gli altri. Tutto è fragile, transitorio e instabile in una società che sembra essere governata più dalle emozioni che dalla ragione. È la condizione dell’eterno presente che giustifica decisioni e scelte prese sulla base dell’intuizione del momento, sperando di cogliere l’attimo fuggente, assicurarsi qualcosa di definito, almeno per un momento, che dà senso alla vita.
In un saggio aggiornatissimo e documentato, Carlo Bordoni offre una mappa per navigare nei mari turbolenti della contemporaneità, un invito a riscoprire il senso di comunità che abbiamo perduto, o forse soltanto dimenticato, e di cui invece abbiamo sempre più bisogno.
CARLO BORDONI, sociologo e saggista, scrive per “Il Corriere della Sera” e il supplemento “la Lettura”. Editrice: La nave di Teseo

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Come capire la Governance pubblica?

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

Ma soprattutto come migliorarla? Edoardo Ongaro nel suo nuovo libro per Egea si affida al pensiero filosofico certo che possa dare un contributo decisivo. La tesi di fondo di Filosofia e governance pubblica, (Egea 2021; 204 pagg.; 29,50 euro), il nuovo libro di Edoardo Ongaro, è che il pensiero filosofico possa fornire un contributo decisivo alla comprensione della governance pubblica. A sostegno di questa tesi, Ongaro esamina le discipline che studiano la pubblica amministrazione e la governance pubblica. Dal management e dall’ economia alla scienza della politica e al diritto dal punto di vista delle questioni filosofiche fondative e invita così ad un ripensamento complessivo della governance pubblica. Il Covid 19 ha accelerato lo sgretolamento delle certezze di un mondo che aveva attribuito un valore assoluto a conquiste che però per definizione tali non possono essere. Sono cadute le certezze del Welfare State, sono cadute le certezze di sistemi democratici che avrebbero favorito l’uguaglianza tramite il voto universale, messo poi in crisi dalla crescente concentrazione delle ricchezze. Quindi il lavoro propone una concezione ampia di amministrazione pubblica come una scienza interdisciplinare, una professione, un’arte e una forma di umanesimo pratico, e permette così di approfondire questioni di ontologia, di filosofia politica, di epistemologia connesse sia alla ricerca che alla pratica della pubblica amministrazione.
Edoardo Ongaro è professore ordinario di management pubblico alla Open University del Regno Unito e Visiting Professor all’Università Bocconi. È Membro del Consiglio di Amministrazione dell’International Institute of Administrative Sciences (IIAS) ed è stato Presidente del European Group for Public Administration (EGPA) nel periodo 2013-19.

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“Fondi siano usati per digitalizzare la sanità pubblica”

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 gennaio 2021

Gli italiani sono il popolo meno alfabetizzato digitalmente d’Europa, con competenze inadeguate, e questo crea una voragine tra quello che si potrebbe fare e ciò che è la realtà del sistema sanitario nazionale.“Nella gestione di una pandemia, la tecnologia fa la differenza. Basta guardare la Cina”, continua la professoressa Cascini. Il colosso dell’Oriente ha affrontato l’emergenza Covid-19 mettendo in campo, tra l’altro “tecnologie di posizionamento per guidare gli interventi di soccorso e la pianificazione dei trasporti, robot per spruzzare disinfettanti e testare la temperatura corporea delle persone ovunque, per preparare pasti e distribuire cibo negli ospedali, nonché droni per trasportare piccole apparecchiature mediche e i campioni biologici dei pazienti”. C’è sempre una “sana via di mezzo”, ma il confronto con l’Italia è impietoso: “L’Italia è stata colta impreparata anche da una app di contact tracing che non è stata ancora connessa digitalmente con i servizi di prevenzione regionali, a supporto dei quali è stata progettata”.
. E’ necessario porsi le giuste domande e fare raffronti su basi scientifiche per capire come la gestione della salute e della pandemia stia diventando l’ago della bilancia mondiale e abbia accelerato la corsa, ormai inarrestabile, della Cina”.La scienziata evidenzia i dati del rapporto della China International Development Cooperation Agency secondo cui sono stati donati materiali a più di 150 paesi e regioni del mondo. Tra questi sono inclusi forniture medico-sanitarie inviate in oltre 50 paesi africani e a 81 appartenenti alla Nuova Via della Seta. Dal 1° marzo al 31 maggio 2020, la Cina ha esportato materiali sanitari in 200 tra Paesi e regioni per un totale in soli tre mesi di: 70,6 miliardi di mascherine, 340 milioni di tute protettive, 115 milioni di occhiali, 225 milioni di test, oltre 40 milioni di termometri a infrarossi, 97 mila ventilatori e ha anche annunciato la sospensione del rimborso del debito di 77 paesi in via di sviluppo.“Uno studio della Stanford University ha identificato parte di questi aiuti come uno sforzo della Cina di dare di sé l’immagine di un leader globale responsabile, la chiamano mask diplomacy. Parte di questa immagine è stata appositamente creata utilizzando i social media. Nel frattempo i giornalisti e gli attivisti che denunciano vengono arrestati e torturati. Insieme a Zhang Zhan, la giornalista indipendente cinese condannata da un tribunale di Shanghai a 4 anni di carcere per aver documentato l’esordio della pandemia a Wuhan, ce ne sono almeno altri 47 attualmente detenuti per lo stesso motivo”.E intanto le vaccinazioni interne proseguono, con volumi prodotti dalle case farmaceutiche nazionali cinesi “per schermare la popolazione, rendersi pronti a un nuovo sforzo produttivo e a cavalcare un nuovo modello di sviluppo che la vedrà protagonista nei prossimi anni”. Secondo la Bloomberg World Map of Vaccine Contracts, la Cina ha già coperto il 16% della sua popolazione e la sua capacità interna di produzione è stimata in 1,4 miliardi di dosi all’anno. Ne ha già somministrate 4,5 milioni. “Noi resteremo a guardare tutto questo – conclude la dottoressa Fidelia Cascini – impassibili e paralizzati da misere lotte intestine. Così, mentre i nostri politici si guardano l’ombelico, il mondo corre da tutt’altra parte, verso Oriente. Chissà che ne sarà dei nostri valori occidentali”.

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Vaccinazione Covid-19: all’Italia serve una buona sanità pubblica

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2021

L’avvio della prima fase delle operazioni di vaccinazione contro il Covid-19 mette ancora una volta a nudo i reali problemi della sanità italiana e relega finalmente nella cerchia degli odiatori seriali dei dipendenti pubblici e del servizio pubblico, la campagna mediatica (a base di licenziamenti, provvedimenti disciplinari e penalizzazioni economiche) avviata contro il personale che eventualmente si rifiutasse di sottoporsi al vaccino. Oltretutto l’alta adesione nelle strutture sanitarie nazionali, rende inutile e velleitario il dibattito sull’obbligo di vaccinazione per gli operatori sanitari.Il continuo scontro e il rimpallo di responsabilità fra Stato e Regioni, questa volta sulla fornitura di vaccini e sulla loro effettiva somministrazione, evidenzia una volta di più la necessità e l’urgenza di rivedere la riforma del Titolo V della Costituzione, riportando le competenze in materia di sanità, nell’ambito di un unico Servizio Sanitario Nazionale. Nei fatti, a fronte dell’evidenza di non poter sostenere con il personale a disposizione nemmeno le vaccinazioni per gli Operatori sanitari e i pazienti delle RSA, la realtà racconta di ritardi nell’emanazione del bando per il reclutamento di medici e infermieri, rigorosamente precari e in affitto, da destinare alla campagna vaccinale; di carenza di guanti e siringhe: di mancanza di sicurezza e formazione; di mancato rafforzamento dei servizi territoriali e della prevenzione.Inoltre la difficoltà di conservazione dell’unico vaccino attualmente a disposizione esclude dalla possibilità di effettuare le vaccinazioni i medici di medicina generale e riporta in primo piano l’esigenza di un riordino della medicina territoriale con la realizzazione di Case della Salute realmente rispondenti ai bisogni della comunità e la diretta dipendenza dal SSN dei medici di base. Solo così sarà possibile, insieme al reclutamento di massa di personale attraverso assunzioni stabili, un deciso potenziamento del servizio territoriale, vera arma di prevenzione nonché strumento di utile, corretta e capillare informazione per i cittadini/utenti.Ritardi, contraddizioni, mancato incremento sostanziale del fondo sanitario nazionale e mancanza di un piano nazionale di vaccinazione trasparente ed efficace sono gli argomenti ai quali porre rimedio e per far questo la ricetta è sempre e solamente una e cioè invertire la tendenza dell’ultimo decennio, immettendo finanziamenti nel Servizio Sanitario pubblico, dopo i numerosissimi e scriteriati tagli, investendo massicciamente in salute e assunzioni stabili.

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Carlo Bordono: L’intimità pubblica

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 dicembre 2020

La dissoluzione del privato. Collana i Fari, pp. 312, 17 euro Editrice: La Nave di Teseo. L’esposizione di sé sui social è un selfie dell’anima. Aprirsi in pubblico, rinunciare al proprio privato, soddisfa il bisogno di essere riconosciuti e forse amati. Carlo Bordoni analizza la società in vetrina alla ricerca dell’autenticità. Dove prevale l’aggressività e il non sapere. Intimità pubblica è un ossimoro, una contraddizione in termini: ciò che fa parte della sfera riservata non può essere reso pubblico. Eppure una caratteristica della società liquida è proprio questo: che le barriere di tutto ciò che è privato vengono eliminate e il suo contenuto disseminato. Ciò accade principalmente in rete, sui social network, attraverso tecnologie che incoraggiano gli individui a rivelare interamente se stessi in un sforzo per essere conosciuti e riconosciuti, in un mondo in cui non abbiamo più il tempo di ascoltare noi e gli altri. Tutto è fragile, transitorio e instabile in una società che sembra essere governata più dalle emozioni che dalla ragione. È la condizione dell’eterno presente che giustifica decisioni e scelte prese sulla base dell’intuizione del momento, sperando di cogliere l’attimo fuggente, assicurarsi qualcosa di definito, almeno per un momento, che dà senso alla vita.

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I valori europei devono prevalere anche in stato di emergenza pubblica

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 novembre 2020

I deputati hanno sottolineato il “rischio di abuso di potere” e hanno invitato la Commissione ad intensificare gli sforzi, anche attraverso azioni legali ove necessario.Il PE ha adottato venerdì una risoluzione che fa il punto sullo stato dei valori democratici europei nel contesto delle misure nazionali adottate per affrontare la pandemia COVID-19.La risoluzione non legislativa è stata approvata con 496 voti favorevoli, 138 contrari e 49 astensioni.Durante il dibattito di giovedì con il Commissario per la Giustizia, Didier Reynders, quasi tutti i deputati intervenuti hanno espresso preoccupazione per i diritti dei cittadini e dei gruppi vulnerabili in diversi paesi UE in cui sono state adottate delle misure di emergenza.Nel testo, il PE sottolinea che le misure di emergenza rappresentano un “rischio di abuso di potere” e che sono soggette “a tre condizioni generali, ovvero la necessità, la proporzionalità in senso stretto e la temporaneità” quando hanno effetti sullo Stato di diritto, sulla democrazia e sul rispetto dei diritti fondamentali. I governi nazionali sono invitati “a non abusare dei poteri di emergenza per approvare norme non legate agli obiettivi dell’emergenza sanitaria di COVID-19”.Inoltre, i deputati chiedono ai Paesi UE di: • porre fine allo “stato di emergenza” o definire chiaramente la delega dei poteri ai loro esecutivi e • garantire un efficace controllo parlamentare e giudiziario; • astenersi dall’utilizzare il divieto di manifestazione per adottare misure controverse; • astenersi dall’adottare misure che incidono profondamente sui diritti fondamentali, ad esempio sulla salute e sui diritti sessuali e riproduttivi (come il divieto di fatto all’aborto in alcuni Paesi UE), mentre le preoccupazioni per la salute pubblica non consentono un dibattito democratico e un diritto alla protesta sicuro; • sostenere il diritto di elezioni libere ed eque, soprattutto in relazione alle modifiche della legge elettorale • garantire pari diritti ai partiti che competono per il sostegno degli elettori in materia di campagna elettorale e prendere in considerazioni forme alternative di voto; • dare prova della massima moderazione al momento di valutare la possibilità di imporre nuove restrizioni alla libertà di circolare e rispettare il diritto alla vita familiare, in particolare delle famiglie che vivono e lavorano in diversi Stati membri; • garantire il diritto all’istruzione e l’effettivo accesso all’educazione a tutti gli studenti; • garantire pienamente l’accesso alle procedure di asilo nonostante la pandemia ed evacuare immediatamente i campi nelle isole greche e trasferire i richiedenti asilo in altri paesi dell’UE, e trovare soluzioni per garantire i diritti degli imputati, valutando la possibilità di udienze online o il trasferimento in altri Stati membri dell’UE e di tutelare i diritti e la salute di tutte le persone in carcere. Infine, il PE accoglie con favore il fatto che una prima valutazione delle misure adottate dai Paesi UE in materia di COVID-19 sia inclusa nella prima relazione annuale sullo Stato di diritto e invita la Commissione a richiedere con urgenza una valutazione indipendente e globale delle misure della “prima ondata” della pandemia, e a intraprendere azioni legali ove necessario, per salvaguardare i valori fondamentali dell’UE.

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Istruzione pubblica: Anief, no ai finanziamenti dei privati

Posted by fidest press agency su sabato, 13 giugno 2020

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “La scuola pubblica statale deve tornare al centro delle politiche del Governo, affinché sia davvero gratuita, democratica, aperta, inclusiva e innovativa”In Europa tutti i paesi cercano soluzioni per garantire che le scuole abbiano a disposizione fondi sufficienti, incoraggiando al contempo l’uso efficace delle risorse pubbliche. Per tali ragioni il finanziamento dell’istruzione è diventato una delle massime priorità politiche, nonché in materia di ricerca. Questo processo non sembra attecchire in Italia.Lo stato in cui versa la scuola italiana è di una tale gravità che dovrebbe preoccupare chiunque, non solo gli addetti ai lavori. Fra i 37 Paesi dell’Ocse, l’Italia è stabilmente all’ultimo posto per la percentuale di spesa pubblica riservata all’istruzione. Com’è possibile che un paese moderno, con un’economia in costante recessione e una drammatica prospettiva di ulteriore marginalità, non abbia mai avuto un Governo in grado di intendere che investire in istruzione e ricerca è di gran lunga l’investimento più redditizio che si possa immaginare? Allo stato attuale, con i due provvedimenti del governo Conte in seguito alla crisi sanitaria del Covid-19, alla scuola sono stati destinati la metà dei fondi destinati ad Alitalia.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha affermato che “la scuola pubblica statale deve tornare al centro delle politiche del Governo, affinché sia davvero gratuita, democratica, aperta, inclusiva e innovativa. Il punto di partenza è alzare la spesa pubblica per l’istruzione passando dal 6,9% di oggi al 10,2% della media europea. Bisogna eliminare i danni provocati da vent’anni di tagli che hanno sottratto all’istruzione quasi 9 miliardi di euro, impoverendo l’offerta formativa”, conclude Pacifico.

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Precariato nella sanità pubblica

Posted by fidest press agency su domenica, 23 febbraio 2020

Approvato alla Camera, come raccomandazione, l’ordine del giorno presentato nel corso della discussione in aula del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, recante: “Disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, nonché di innovazione tecnologica” a firma dell’On. Stefania Mammì. Odg, approvato come raccomandazione, che ha lo scopo di inquadrare la questione delle graduatorie per i concorsi nella sanità pubblica e aprire un tavolo di convergenza per trovare una soluzione che tuteli i diritti degli idonei ai concorsi, ma che dia anche una risposta ai tanti precari. L’Onorevole Stefania Mammì, solo alcune settimane fa, era intervenuta riguardo la petizione lanciata da migliaia di idonei delle graduatorie concorsuali per gli impieghi a tempo indeterminato nelle pubbliche amministrazioni di tutta Italia, su change.org che faceva riferimento ai due emendamenti all’art.55 della Legge di Bilancio proposti dal Ministro Speranza, che chiedeva una modifica nel decreto Milleproroghe. “Sono felice per questo primo obiettivo raggiunto e per la risposta che possiamo dare alle migliaia di persone che in queste settimane hanno chiesto il mio sostegno, hanno invaso la mia posta di messaggi e richieste di aiuto ed oggi sono orgogliosa di dare a loro una risposta. Ho impegnato il Governo a prevedere, al fine di contrastare la precarietà nella sanità pubblica, che le amministrazioni possano procedere all’assunzione a tempo indeterminato di personale non dirigenziale dando la precedenza all’esaurimento delle graduatorie e che venga aperto un tavolo con le rappresentanze sindacali degli idonei per trovare una soluzione che favorisca la priorità di scorrimento delle graduatorie e le assunzioni a tempo indeterminato degli idonei ai concorsi. La modifica richiesta ha il dichiarato obiettivo di fronteggiare la grave carenza di personale e superare il precariato, nonché garantire la continuità nell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza, obiettivi che potrebbero essere parimenti garantiti dallo scorrimento delle graduatorie di idonei, sulla cui certezza non esiste al momento alcuna garanzia”. La Mammì è stata eletta deputata del Movimento 5 Stelle. È membro dal 2018 della XII Commissione affari sociali.

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Edilizia pubblica in Lombardia: “con M5S riaprono i cantieri”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 Maggio 2019

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli e il Presidente di Regione Lombardia hanno sottoscritto un Accordo di Programma per ‘progetti innovativi di rigenerazione urbana, recupero e riqualificazione del patrimonio abitativo pubblico e sociale’ che prevede un investimenti di più di 100 milioni di euro.Nicola Di Marco, consigliere regionale del M5S Lombardia, commenta: “Gran parte di questi fondi erano bloccati da anni nei labirinti burocratici romani. Grazie a Toninelli e al M5S i cantieri possono finalmente partire. In Lombardia i numeri sono quelli di un’emergenza: solo in Provincia di Milano ci sono 25 mila nuclei familiari in graduatoria in attesa di un alloggio popolare a fronte di circa 6 mila alloggi sfitti e non assegnabili in quanto necessitano manutenzione. È necessario superare la situazione di cronico sotto-finanziamento dell’edilizia residenziale pubblica, dovuta a scelte politiche sbagliate di Lega e centro-destra, cercando soluzioni per mettere a disposizione maggiori risorse regionali così come sta facendo Toninelli con il Governo.Questo accordo segue quello della conferenza Stato Regioni di settembre con lo stanziamento di 24 milioni di euro per la Lombardia e conferma la sensibilità del Movimento 5 Stelle nonché l’impulso positivo delle politiche per il diritto alla casa che sono tornate centrali nell’attività di governo”. I fondi mobilitati saranno utilizzati per affrontare in parte le principali criticità del settore, come ad esempio:
– la rigenerazione urbana dei quartieri popolari degradati ed in stato di abbandono per un investimento di 48,2 milioni di euro;
– Il recupero degli alloggi popolari sfitti in quanto da manutenere per un investimento di 30 milioni di euro;
– l’espansione del patrimonio residenziale pubblico tramite il recupero di immobili non utilizzati o sottoutilizzati per un investimento di 23,1 milioni di euro.
Inoltre questi investimenti aiuteranno l’economia e le piccole imprese che saranno coinvolte nei lavori necessari.

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Rilancio edilizia pubblica

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 settembre 2018

C’è una grande opera pubblica di cui nessun governo ha più voluto occuparsi da decenni, ed è il rilancio dell’edilizia pubblica e popolare per garantire la casa a tutti quelli che non hanno le risorse economiche per reperire un alloggio sul mercato. Più sono aumentati i poveri e si è allargata la forbice della disuguaglianza e meno attenzione è stata posta alla fame crescente di un tetto, con il patrimonio residenziale pubblico ormai ridotto all’osso, appena il 3% dell’intero patrimonio immobiliare del paese. Le grandi opere progettate nel paese spesso sono entrate in conflitto con la salvaguardia del territorio e le stesse esigenze delle popolazioni locali. Rilanciare l’edilizia pubblica, puntando al riuso e al cambio di destinazione di tanto patrimonio abbandonato e/o degradato, incontrerebbe invece il sostegno di tutti quelli che non possono permettersi affitti o mutui incompatibili con il proprio salario, spesso precario e intermittente. Ed avrebbe anche l’effetto di rimettere in moto una parte importante della nostra economia, pensando per una volta alle condizioni di chi è rimasto indietro piuttosto che semplicemente al profitto dei costruttori. Al contrario, quello che hanno fatto finora i governi di centrodestra e di centrosinistra è stato reprimere movimenti e cittadini che hanno occupato per necessità, continuando a tenere bloccata ogni politica della casa. Con il governo Renzi ed il decreto Lupi si è approvato un ulteriore ridimensionamento del patrimonio residenziale pubblico e con i decreti Minniti si è rafforzata la criminalizzazione della gente povera in grave difficoltà, mentre sono aumentati vertiginosamente gli sfratti per morosità. Ora, con il “governo del cambiamento”, la situazione potrebbe addirittura peggiorare. Mentre nel contratto di governo non c’è traccia di una politica della casa se non nei termini odiosi della repressione delle occupazioni, con la circolare Salvini è partita una nuova fase della guerra contro i poveri. Eppure la casa nel nostro paese resta ancora un diritto, scritto nella Costituzione e confermato da diversi trattati internazionali sottoscritti dall’Italia. Per aggirare la mancanza degli alloggi popolari a fronte di una grande domanda inevasa, la strategia adottata in diverse regioni con apposite nuove leggi regionali è stata finora quella di alzare i criteri per accedervi, provando così a restringere la platea degli aventi diritto. Si introduce il concetto vago ed arbitrario di fragilità, per sottintendere che la casa può essere assicurata soltanto ad individui in condizioni di miseria assoluta. E si continua a favorire l’iniziativa privata, permettendo altro consumo di suolo, nuove costruzioni e cementificazioni, rifiutandosi di affrontare la questione del diritto ad una vita dignitosa per chi non ha i mezzi per accedere ad un alloggio vivibile e decente. Già nel mese di giugno ASIA-USB indirizzò una lettera al Ministro alle Infrastrutture Toninelli per sollecitare un incontro ed una inversione di tendenza. Finora non abbiamo ricevuto alcuna risposta.Giovedì 4 ottobre presidi in tutte le città sotto le Prefetture e a Roma sotto il Ministero delle Infrastrutture per il diritto alla casa e contro la guerra ai poveriSabato 20 ottobre tutti a Roma alla manifestazione “Nazionalizzazioni qui ed ora” per il rilancio dell’edilizia pubblica e popolareAsia USB e Federazione del Sociale.

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Atac Rimarrà pubblica. Nessuna ipotesi privatizzazione

Posted by fidest press agency su sabato, 18 marzo 2017

atac-romaRoma. “Atac è e rimarrà pubblica. È uno dei punti fondanti delle linee programmatiche della nostra amministrazione e lo ribadiamo anche oggi, a seguito di quanto apparso sulla stampa in merito a voci secondo cui l’azienda starebbe valutando di affidare ad altri soggetti alcune linee di trasporto in superficie”. Lo dichiara in una nota l’assessora alla Città in movimento di Roma Capitale, Linda Meleo. “Il nostro modello di rilancio di Atac, portato avanti fin dal nostro insediamento, non prevede ipotesi di privatizzazione né di esternalizzazione dei servizi. Vogliamo migliorarne efficienza e qualità mantenendone la proprietà pubblica. L’Atac è dei romani. E rimarrà di tutti noi cittadini”, conclude. La precisazione si è resa necessario in quanto da un comunicato sindacale è stato emesso il seguente comunicato: “USB è venuta a conoscenza, tramite notizie diffuse a mezzo stampa (Repubblica del 17/03/2017), di una cessione del 15% del servizio affidato ad ATAC, L’ipotesi di esternalizzazione sembrerebbe essere contenuta nel documento di sintesi delle “linee guida del piano industriale 2017-2019”.
“La notizia ci lascia comunque sgomenti” – dichiara Michele Frullo dell’Usb lavoro privato – “perché l’azienda nel tavolo di presentazione del piano industriale il 27/02/2017 non ha in alcun modo rivelato alle parti sociali questa possibilità. Aggiungiamo, che tale notizia è in netto contrasto con l’impegno di reinternalizzazione di servizi e manodopera, allo scopo di far ripartire il trasporto pubblico locale.” “La situazione annosa della Roma TPL – prosegue Frullo – ha già ampiamente dimostrato il fallimento delle esternalizzazioni del servizio, con gravi disagi a lavoratori e utenti. USB chiede che venga immediatamente bloccata qualsiasi ipotesi di cessione del servizio a terzi.” (n.r. queste forme di informazioni non suffragate dai fatti recano solo allarmismo tra i lavoratori e preoccupazione tra i romani e ci sentiamo, pertanto, in dovere di deplorare fermamente.)

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No ai tagli lineari della spesa pubblica si alla modifica urgente del titolo V della costituzione

Posted by fidest press agency su sabato, 22 marzo 2014

I tagli alla spesa pubblica dichiara Pietro Giordano Presidente Nazionale Adiconsum vanno fatti ma non tagliando linearmente la stessa ma operando chirurgicamente sulle spese parassitarie clientelari e fondi di corruzione diffusa.Non si può continuare ad immaginare di operare tagliando orizzontalmente le pensione e magari coprire i buchi dei bilanci comunali e regionali aumentando la tassazione in diretta.Si faccia per legge una norma che obblighi tutte le amministrazioni pubbliche ad acquisti centralizzati, dalla carta per fotocopiatrici alla siringa per gli ospedali.Si proceda da subito alla riforma del titolo V della costituzione che ha prodotto anch’esso disperazione, sprechi e corruzione nella gran parte delle amministrazioni regioni del paese indebolendo la capacità di coordinamento e di offerta del ” prodotto Italia” a livello internazionale.Il punto non è tagliate gli organici della pubblica amministrazione ma rendere questa efficienti e sempre di più al servizio dei cittadini. si taglino invece le spese improduttive e si punti alla qualità della spese indirizzandola verso servizi più efficienti per i cittadini. Non si risolvono i problemi tagliando gli autisti degli autobus ma colpendo gli sprechi di milioni e milioni di euro che le singole municipalizzate da anni operano.

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Posted by fidest press agency su giovedì, 30 Maggio 2013

La mia convinzione è stata quella che il fallimento dell’Uomo qualunque, nato nel lontano 1945, fosse derivato dal camaleontico atteggiamento del suo autore nello sposare la causa dei partiti e dimentico del fatto che era nato e votato per l’antipolitica che esprimeva. Sulla stessa lunghezza d’onda ho associato il Movimento cinque stelle di Grillo e la sua idea dell’antipolitica che, questa volta, a differenza dell’Uomo qualunque, non intende confondersi con i partiti per cavalcare una protesta che è trasversale e antagonista all’attuale sistema dei partiti. Non mi sono reso conto che esiste una variabile molto importante che fa la differenza tra i due movimenti. Allora sapevamo attendere ora non più. Il nostro malessere per la politica è anche, se non soprattutto, temporale. In altre parole il parlamento discute, approva e riapprova e nel frattempo trascorrono dei mesi mentre i problemi che si dibattono sono percepiti dall’opinione pubblica come un tentativo per rinviare sine die una decisione pur importante e soprattutto urgente. Quanti anni sono passati da quando abbiamo parlato di riforma della giustizia, della scuola, del welfare ecc.? Tanti, troppi e chi ha votato per il Movimento cinque stelle lo ha fatto sperando in una accelerazione dei tempi d’attesa diventati oramai intollerabili. Non è stato così e la ricaduta in termini di consensi è stata inevitabile. Ora occorre spiegare il perché nella logica del fare, saper fare e far sapere e di farlo a tutto campo. Ho un’idea in proposito e penso possa funzionare ma è diventata una sorta di vox clamans in deserto. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Studenti a lezione di biologia

Posted by fidest press agency su sabato, 21 aprile 2012

Chieti 21 aprile, presso il laboratorio dell’unità operativa di Anatomia patologica dell’ospedale “Santissima Annunziata” visita che una seconda classe della scuola media “Filippo Masci” di Francavilla al Mare per passare dalla biologia scolastica, fatta di libri e teoria, a quella applicata, utilizzata quotidianamente da medici e ricercatori per curare le malattie e dare risposte alle necessità dei pazienti. Ai ragazzi, accompagnati da due insegnanti, sarà illustrata l’organizzazione e il funzionamento dell’unità operativa di Anatomia patologica, a partire dalle sue funzioni e peculiarità fino all’osservazione al microscopio di cellule e tessuti, sia sani sia patologici, introducendo anche alcuni concetti di patologia molecolare.
La visita presso il “Santissima Annunziata” chiude il percorso di studio effettuato dagli studenti della scuola media “Filippo Masci” dedicato alle scienze biologiche e, in particolare, alle cellule e ai tessuti. La finalità è quella di far crescere sempre di più nei ragazzi l’interesse per la scienza e la medicina, mostrando loro, inoltre, che nella sanità pubblica ci sono tante eccellenze, spesso poco conosciute, che ogni giorno svolgono silenziosamente il loro preziosissimo lavoro.

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Seminario di sanità pubblica

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 aprile 2011

Roma, 7 aprile 2011, 10:00-13:00 (registrazione dalle ore 09:00) FAO, Sala Iran (Iran room) Gli antibiotici hanno rivoluzionato la cura delle malattie infettive. Tuttavia, le conseguenze del loro uso e abuso sono state lo sviluppo e la diffusione di batteri antibiotico-resistenti. La resistenza agli antibiotici è anche un problema di sicurezza alimentare. In seguito all’uso di antibiotici negli animali destinati alla produzione di alimenti, i batteri resistenti e i geni della resistenza possono trasmettersi da questi all’uomo attraverso la catena alimentare. In occasione della Giornata Mondiale della Salute 2011 dedicata a “Resistenza agli antibiotici: nessuna azione oggi, nessuna cura domani. Difendi la tua difesa”, Il Centro Europeo Ambiente e Salute dell’OMS Europa ha il piacere di invitarLa a partecipare al seminario di sanità pubblica “Combattere la resistenza agli antibiotici in una prospettiva di sicurezza alimentare”.

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Protesta contro i tagli all’istruzione pubblica

Posted by fidest press agency su martedì, 16 novembre 2010

Roma 17 novembre 2010 nella sede centrale in via di Santa Maria Goretti 41 dello “storico” VII Circolo Montessori di Roma si svolgerà una giornata di protesta promossa dall’Assemblea permanente (costituita da genitori, insegnanti e personale non docente) per denunciare le gravissime difficoltà in cui si sta dibattendo la scuola pubblica a causa dei tagli imposti dai ministri Gelmini e Tremonti, con la conseguente impossibilità di assicurare ai bambini un percorso didattico di qualità. In particolare, per il VII Circolo Montessori di Roma, si rivendica il ripristino delle ore di sostegno (drasticamente ridotte per i 33 bambini disabili presenti nella scuola) e del personale Ata (3 collaboratori scolastici in meno rispetto all’anno scolastico precedente); oltre all’abbattimento delle barriere architettoniche e allo stanziamento di un adeguato fondo per le supplenze. Si chiede, infine, la restituzione dei crediti vantati nei confronti del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (che ammontano a 274 mila euro).
La giornata di protesta del 17 novembre prevede una prima fase di “scuola aperta”, in cui gli insegnanti inviteranno i genitori ad assistere ai laboratori con i bambini, anche per mostrare cosa non sarà più possibile fare a causa dei tagli e senza la compresenza tra gli insegnanti. La giornata proseguirà nel pomeriggio con l’occupazione della scuola, con un’assemblea, incontri e testimonianze. È prevista la proiezione di due documentari sulle esperienze delle scuole Iqbal Masih e Carlo Pisacane (“Non rubateci il futuro” con la presenza della regista Alessandra Ferraro e di Simonetta Salacone e “Una scuola italiana” con la presenza del regista Angelo Loy e la pedagogista Cecilia Bartoli). E ancora: tanti laboratori e attività per bambini grandi e piccoli con musica, danza e letture.Durante la giornata verrà realizzata una estemporanea e originale installazione artistica: un grande asino, alto quasi quattro metri composto riciclando 4.000 bottiglie di plastica, che sarà posizionato all’ingresso di scuola per scongiurare il rischio che, a forza di tagli, si finisca per trasformare tutti i bambini in somari.

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Governo smantella sanità pubblica

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 giugno 2010

“La manovra finanziaria del governo, con  il blocco del turnover, la riduzione drastica dei medici precari e i tagli indiscriminati ai fondi regionali, è lo smantellamento totale della sanità pubblica. Per questo, esprimiamo solidarietà ai sindacati medici e della dirigenza del servizio sanitario nazionale che oggi hanno dato vita ad  una giornata nazionale di protesta” lo dichiara in una nota l’On. Antonio Palagiano, capogruppo dell’Italia dei Valori in Commissione Affari Sociali e Responsabile Dipartimento nazionale Sanità  e Salute di IDV.   “Un sistema sanitario che è già in fase di stallo – prosegue l’on. Palagiano – avrebbe bisogno di interventi concreti e positivi, non di tagli indiscriminati o di scelte del tutto sbagliate come il blocco del turnover e lo slittamento a 70 anni dell’età pensionabile”.   “Con questa manovra 10mila interventi chirurgici al giorno saranno a rischio a causa del taglio dei medici anestesisti, oncologi, cardiologi, chirurghi e medici precari che lavorano nei pronto soccorso. A pagare il prezzo di tutto questo saranno i cittadini che subiranno un’ulteriore riduzione di servizi mentre aumenteranno ancora di più le liste di attesa. Tutto ciò e inaccettabile. Lavoreremo in Commissione e in Parlamento per fermare tutto questo” conclude Palagiano.

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La crisi della ricerca pubblica

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2010

“Lo sciopero del 14 giugno è soprattutto uno sciopero per proteggere lo stato sociale. La manovra aumenterà tasse e taglierà servizi. E taglia anche la ricerca, mentre la Germania investe nello stesso settore 12 miliardi di euro” dichiara Claudio Argentini della segreteria nazionale dell’USI RdB Ricerca “La ricerca pubblica promuove migliori condizioni di vita e sviluppo del bene pubblico. Solo USB sta denunciando che la manovra per salvare banche che avevano investito i miliardi della BCE produrrà licenziamenti e tasse per i cittadini. Nel settore della ricerca, già falcidiato dalla 133 e dal decreto Brunetta, con salari da fame e finanziamenti asfittici, migliaia di precari vedono chiuse tutte le aspettative da un blocco delle assunzioni che risparmia 50 milioni di euro e dalla chiusura di alcuni enti. Ma le stesse attività di ricerca, per il probabile taglio dei finanziamenti che riguardano salute, ambiente e territorio, formazione, energia, alimentazione ed agricoltura, ossia la nostra vita quotidiana , sono in grave pericolo. In questi anni  i lavoratori USI RdB Ricerca hanno messo in campo mobilitazioni che hanno salvato posti di lavoro e la stessa ricerca” continua l’esponente sindacale “tanto per ricordare quelli recentissimi, il tetto dell’ISPRA e l’occupazione dell’ISFOL. I cittadini ci hanno dato sostegno fattivo dimostrando di capire molto meglio della politica il ruolo che con grandi difficoltà svolgiamo ogni giorno.”

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Corruzione: subito anagrafe pubblica

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 Maggio 2010

Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani:  “Esiste una  soluzione per restituire moralità alla politica e per  non lasciare alla magistratura il ruolo di aspirapolvere del malaffare. Sono le riforme per la pubblicità della vita istituzionale che come Radicali proponiamo da tempo, a cominciare dall’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati. Se fosse già stata introdotta probabilmente avremmo sanato alcune delle ferite inferte alla democrazia ed evitato illegalità così diffuse. Noi Radicali abbiamo proposto l’anagrafe pubblica in tutte le sedi, locali e nazionali, riuscendo a fare approvare mozioni in tal senso dalla Camera dei deputati e vere e proprie delibere in decine di enti locali tra cui Comuni importanti come Roma, Torino, Napoli. Ad oggi, nessuna vera applicazione è stata però data a questi atti, e se gli italiani hanno potuto conoscere qualcosa è stato grazie ad iniziative come quella di Rita Bernardini che ha battuto il partito dell’omertà e reso pubblico l’elenco dei fornitori e delle spese della Camera. Rendere tutti gli eletti conoscibili e valutabili è, insieme all’abrogazione del finanziamento pubblico dei partiti, la priorità per il Paese, propedeutica ad una riforma del sistema elettorale fondata sul collegio uninominale che ponga al centro la persona ed avvicini l’eletto all’elettore.

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