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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

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Edilizia pubblica in Lombardia: “con M5S riaprono i cantieri”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 Mag 2019

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli e il Presidente di Regione Lombardia hanno sottoscritto un Accordo di Programma per ‘progetti innovativi di rigenerazione urbana, recupero e riqualificazione del patrimonio abitativo pubblico e sociale’ che prevede un investimenti di più di 100 milioni di euro.Nicola Di Marco, consigliere regionale del M5S Lombardia, commenta: “Gran parte di questi fondi erano bloccati da anni nei labirinti burocratici romani. Grazie a Toninelli e al M5S i cantieri possono finalmente partire. In Lombardia i numeri sono quelli di un’emergenza: solo in Provincia di Milano ci sono 25 mila nuclei familiari in graduatoria in attesa di un alloggio popolare a fronte di circa 6 mila alloggi sfitti e non assegnabili in quanto necessitano manutenzione. È necessario superare la situazione di cronico sotto-finanziamento dell’edilizia residenziale pubblica, dovuta a scelte politiche sbagliate di Lega e centro-destra, cercando soluzioni per mettere a disposizione maggiori risorse regionali così come sta facendo Toninelli con il Governo.Questo accordo segue quello della conferenza Stato Regioni di settembre con lo stanziamento di 24 milioni di euro per la Lombardia e conferma la sensibilità del Movimento 5 Stelle nonché l’impulso positivo delle politiche per il diritto alla casa che sono tornate centrali nell’attività di governo”. I fondi mobilitati saranno utilizzati per affrontare in parte le principali criticità del settore, come ad esempio:
– la rigenerazione urbana dei quartieri popolari degradati ed in stato di abbandono per un investimento di 48,2 milioni di euro;
– Il recupero degli alloggi popolari sfitti in quanto da manutenere per un investimento di 30 milioni di euro;
– l’espansione del patrimonio residenziale pubblico tramite il recupero di immobili non utilizzati o sottoutilizzati per un investimento di 23,1 milioni di euro.
Inoltre questi investimenti aiuteranno l’economia e le piccole imprese che saranno coinvolte nei lavori necessari.

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Rilancio edilizia pubblica

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 settembre 2018

C’è una grande opera pubblica di cui nessun governo ha più voluto occuparsi da decenni, ed è il rilancio dell’edilizia pubblica e popolare per garantire la casa a tutti quelli che non hanno le risorse economiche per reperire un alloggio sul mercato. Più sono aumentati i poveri e si è allargata la forbice della disuguaglianza e meno attenzione è stata posta alla fame crescente di un tetto, con il patrimonio residenziale pubblico ormai ridotto all’osso, appena il 3% dell’intero patrimonio immobiliare del paese. Le grandi opere progettate nel paese spesso sono entrate in conflitto con la salvaguardia del territorio e le stesse esigenze delle popolazioni locali. Rilanciare l’edilizia pubblica, puntando al riuso e al cambio di destinazione di tanto patrimonio abbandonato e/o degradato, incontrerebbe invece il sostegno di tutti quelli che non possono permettersi affitti o mutui incompatibili con il proprio salario, spesso precario e intermittente. Ed avrebbe anche l’effetto di rimettere in moto una parte importante della nostra economia, pensando per una volta alle condizioni di chi è rimasto indietro piuttosto che semplicemente al profitto dei costruttori. Al contrario, quello che hanno fatto finora i governi di centrodestra e di centrosinistra è stato reprimere movimenti e cittadini che hanno occupato per necessità, continuando a tenere bloccata ogni politica della casa. Con il governo Renzi ed il decreto Lupi si è approvato un ulteriore ridimensionamento del patrimonio residenziale pubblico e con i decreti Minniti si è rafforzata la criminalizzazione della gente povera in grave difficoltà, mentre sono aumentati vertiginosamente gli sfratti per morosità. Ora, con il “governo del cambiamento”, la situazione potrebbe addirittura peggiorare. Mentre nel contratto di governo non c’è traccia di una politica della casa se non nei termini odiosi della repressione delle occupazioni, con la circolare Salvini è partita una nuova fase della guerra contro i poveri. Eppure la casa nel nostro paese resta ancora un diritto, scritto nella Costituzione e confermato da diversi trattati internazionali sottoscritti dall’Italia. Per aggirare la mancanza degli alloggi popolari a fronte di una grande domanda inevasa, la strategia adottata in diverse regioni con apposite nuove leggi regionali è stata finora quella di alzare i criteri per accedervi, provando così a restringere la platea degli aventi diritto. Si introduce il concetto vago ed arbitrario di fragilità, per sottintendere che la casa può essere assicurata soltanto ad individui in condizioni di miseria assoluta. E si continua a favorire l’iniziativa privata, permettendo altro consumo di suolo, nuove costruzioni e cementificazioni, rifiutandosi di affrontare la questione del diritto ad una vita dignitosa per chi non ha i mezzi per accedere ad un alloggio vivibile e decente. Già nel mese di giugno ASIA-USB indirizzò una lettera al Ministro alle Infrastrutture Toninelli per sollecitare un incontro ed una inversione di tendenza. Finora non abbiamo ricevuto alcuna risposta.Giovedì 4 ottobre presidi in tutte le città sotto le Prefetture e a Roma sotto il Ministero delle Infrastrutture per il diritto alla casa e contro la guerra ai poveriSabato 20 ottobre tutti a Roma alla manifestazione “Nazionalizzazioni qui ed ora” per il rilancio dell’edilizia pubblica e popolareAsia USB e Federazione del Sociale.

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Atac Rimarrà pubblica. Nessuna ipotesi privatizzazione

Posted by fidest press agency su sabato, 18 marzo 2017

atac-romaRoma. “Atac è e rimarrà pubblica. È uno dei punti fondanti delle linee programmatiche della nostra amministrazione e lo ribadiamo anche oggi, a seguito di quanto apparso sulla stampa in merito a voci secondo cui l’azienda starebbe valutando di affidare ad altri soggetti alcune linee di trasporto in superficie”. Lo dichiara in una nota l’assessora alla Città in movimento di Roma Capitale, Linda Meleo. “Il nostro modello di rilancio di Atac, portato avanti fin dal nostro insediamento, non prevede ipotesi di privatizzazione né di esternalizzazione dei servizi. Vogliamo migliorarne efficienza e qualità mantenendone la proprietà pubblica. L’Atac è dei romani. E rimarrà di tutti noi cittadini”, conclude. La precisazione si è resa necessario in quanto da un comunicato sindacale è stato emesso il seguente comunicato: “USB è venuta a conoscenza, tramite notizie diffuse a mezzo stampa (Repubblica del 17/03/2017), di una cessione del 15% del servizio affidato ad ATAC, L’ipotesi di esternalizzazione sembrerebbe essere contenuta nel documento di sintesi delle “linee guida del piano industriale 2017-2019”.
“La notizia ci lascia comunque sgomenti” – dichiara Michele Frullo dell’Usb lavoro privato – “perché l’azienda nel tavolo di presentazione del piano industriale il 27/02/2017 non ha in alcun modo rivelato alle parti sociali questa possibilità. Aggiungiamo, che tale notizia è in netto contrasto con l’impegno di reinternalizzazione di servizi e manodopera, allo scopo di far ripartire il trasporto pubblico locale.” “La situazione annosa della Roma TPL – prosegue Frullo – ha già ampiamente dimostrato il fallimento delle esternalizzazioni del servizio, con gravi disagi a lavoratori e utenti. USB chiede che venga immediatamente bloccata qualsiasi ipotesi di cessione del servizio a terzi.” (n.r. queste forme di informazioni non suffragate dai fatti recano solo allarmismo tra i lavoratori e preoccupazione tra i romani e ci sentiamo, pertanto, in dovere di deplorare fermamente.)

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No ai tagli lineari della spesa pubblica si alla modifica urgente del titolo V della costituzione

Posted by fidest press agency su sabato, 22 marzo 2014

I tagli alla spesa pubblica dichiara Pietro Giordano Presidente Nazionale Adiconsum vanno fatti ma non tagliando linearmente la stessa ma operando chirurgicamente sulle spese parassitarie clientelari e fondi di corruzione diffusa.Non si può continuare ad immaginare di operare tagliando orizzontalmente le pensione e magari coprire i buchi dei bilanci comunali e regionali aumentando la tassazione in diretta.Si faccia per legge una norma che obblighi tutte le amministrazioni pubbliche ad acquisti centralizzati, dalla carta per fotocopiatrici alla siringa per gli ospedali.Si proceda da subito alla riforma del titolo V della costituzione che ha prodotto anch’esso disperazione, sprechi e corruzione nella gran parte delle amministrazioni regioni del paese indebolendo la capacità di coordinamento e di offerta del ” prodotto Italia” a livello internazionale.Il punto non è tagliate gli organici della pubblica amministrazione ma rendere questa efficienti e sempre di più al servizio dei cittadini. si taglino invece le spese improduttive e si punti alla qualità della spese indirizzandola verso servizi più efficienti per i cittadini. Non si risolvono i problemi tagliando gli autisti degli autobus ma colpendo gli sprechi di milioni e milioni di euro che le singole municipalizzate da anni operano.

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Posted by fidest press agency su giovedì, 30 Mag 2013

La mia convinzione è stata quella che il fallimento dell’Uomo qualunque, nato nel lontano 1945, fosse derivato dal camaleontico atteggiamento del suo autore nello sposare la causa dei partiti e dimentico del fatto che era nato e votato per l’antipolitica che esprimeva. Sulla stessa lunghezza d’onda ho associato il Movimento cinque stelle di Grillo e la sua idea dell’antipolitica che, questa volta, a differenza dell’Uomo qualunque, non intende confondersi con i partiti per cavalcare una protesta che è trasversale e antagonista all’attuale sistema dei partiti. Non mi sono reso conto che esiste una variabile molto importante che fa la differenza tra i due movimenti. Allora sapevamo attendere ora non più. Il nostro malessere per la politica è anche, se non soprattutto, temporale. In altre parole il parlamento discute, approva e riapprova e nel frattempo trascorrono dei mesi mentre i problemi che si dibattono sono percepiti dall’opinione pubblica come un tentativo per rinviare sine die una decisione pur importante e soprattutto urgente. Quanti anni sono passati da quando abbiamo parlato di riforma della giustizia, della scuola, del welfare ecc.? Tanti, troppi e chi ha votato per il Movimento cinque stelle lo ha fatto sperando in una accelerazione dei tempi d’attesa diventati oramai intollerabili. Non è stato così e la ricaduta in termini di consensi è stata inevitabile. Ora occorre spiegare il perché nella logica del fare, saper fare e far sapere e di farlo a tutto campo. Ho un’idea in proposito e penso possa funzionare ma è diventata una sorta di vox clamans in deserto. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Studenti a lezione di biologia

Posted by fidest press agency su sabato, 21 aprile 2012

Chieti 21 aprile, presso il laboratorio dell’unità operativa di Anatomia patologica dell’ospedale “Santissima Annunziata” visita che una seconda classe della scuola media “Filippo Masci” di Francavilla al Mare per passare dalla biologia scolastica, fatta di libri e teoria, a quella applicata, utilizzata quotidianamente da medici e ricercatori per curare le malattie e dare risposte alle necessità dei pazienti. Ai ragazzi, accompagnati da due insegnanti, sarà illustrata l’organizzazione e il funzionamento dell’unità operativa di Anatomia patologica, a partire dalle sue funzioni e peculiarità fino all’osservazione al microscopio di cellule e tessuti, sia sani sia patologici, introducendo anche alcuni concetti di patologia molecolare.
La visita presso il “Santissima Annunziata” chiude il percorso di studio effettuato dagli studenti della scuola media “Filippo Masci” dedicato alle scienze biologiche e, in particolare, alle cellule e ai tessuti. La finalità è quella di far crescere sempre di più nei ragazzi l’interesse per la scienza e la medicina, mostrando loro, inoltre, che nella sanità pubblica ci sono tante eccellenze, spesso poco conosciute, che ogni giorno svolgono silenziosamente il loro preziosissimo lavoro.

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Seminario di sanità pubblica

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 aprile 2011

Roma, 7 aprile 2011, 10:00-13:00 (registrazione dalle ore 09:00) FAO, Sala Iran (Iran room) Gli antibiotici hanno rivoluzionato la cura delle malattie infettive. Tuttavia, le conseguenze del loro uso e abuso sono state lo sviluppo e la diffusione di batteri antibiotico-resistenti. La resistenza agli antibiotici è anche un problema di sicurezza alimentare. In seguito all’uso di antibiotici negli animali destinati alla produzione di alimenti, i batteri resistenti e i geni della resistenza possono trasmettersi da questi all’uomo attraverso la catena alimentare. In occasione della Giornata Mondiale della Salute 2011 dedicata a “Resistenza agli antibiotici: nessuna azione oggi, nessuna cura domani. Difendi la tua difesa”, Il Centro Europeo Ambiente e Salute dell’OMS Europa ha il piacere di invitarLa a partecipare al seminario di sanità pubblica “Combattere la resistenza agli antibiotici in una prospettiva di sicurezza alimentare”.

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Protesta contro i tagli all’istruzione pubblica

Posted by fidest press agency su martedì, 16 novembre 2010

Roma 17 novembre 2010 nella sede centrale in via di Santa Maria Goretti 41 dello “storico” VII Circolo Montessori di Roma si svolgerà una giornata di protesta promossa dall’Assemblea permanente (costituita da genitori, insegnanti e personale non docente) per denunciare le gravissime difficoltà in cui si sta dibattendo la scuola pubblica a causa dei tagli imposti dai ministri Gelmini e Tremonti, con la conseguente impossibilità di assicurare ai bambini un percorso didattico di qualità. In particolare, per il VII Circolo Montessori di Roma, si rivendica il ripristino delle ore di sostegno (drasticamente ridotte per i 33 bambini disabili presenti nella scuola) e del personale Ata (3 collaboratori scolastici in meno rispetto all’anno scolastico precedente); oltre all’abbattimento delle barriere architettoniche e allo stanziamento di un adeguato fondo per le supplenze. Si chiede, infine, la restituzione dei crediti vantati nei confronti del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (che ammontano a 274 mila euro).
La giornata di protesta del 17 novembre prevede una prima fase di “scuola aperta”, in cui gli insegnanti inviteranno i genitori ad assistere ai laboratori con i bambini, anche per mostrare cosa non sarà più possibile fare a causa dei tagli e senza la compresenza tra gli insegnanti. La giornata proseguirà nel pomeriggio con l’occupazione della scuola, con un’assemblea, incontri e testimonianze. È prevista la proiezione di due documentari sulle esperienze delle scuole Iqbal Masih e Carlo Pisacane (“Non rubateci il futuro” con la presenza della regista Alessandra Ferraro e di Simonetta Salacone e “Una scuola italiana” con la presenza del regista Angelo Loy e la pedagogista Cecilia Bartoli). E ancora: tanti laboratori e attività per bambini grandi e piccoli con musica, danza e letture.Durante la giornata verrà realizzata una estemporanea e originale installazione artistica: un grande asino, alto quasi quattro metri composto riciclando 4.000 bottiglie di plastica, che sarà posizionato all’ingresso di scuola per scongiurare il rischio che, a forza di tagli, si finisca per trasformare tutti i bambini in somari.

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Governo smantella sanità pubblica

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 giugno 2010

“La manovra finanziaria del governo, con  il blocco del turnover, la riduzione drastica dei medici precari e i tagli indiscriminati ai fondi regionali, è lo smantellamento totale della sanità pubblica. Per questo, esprimiamo solidarietà ai sindacati medici e della dirigenza del servizio sanitario nazionale che oggi hanno dato vita ad  una giornata nazionale di protesta” lo dichiara in una nota l’On. Antonio Palagiano, capogruppo dell’Italia dei Valori in Commissione Affari Sociali e Responsabile Dipartimento nazionale Sanità  e Salute di IDV.   “Un sistema sanitario che è già in fase di stallo – prosegue l’on. Palagiano – avrebbe bisogno di interventi concreti e positivi, non di tagli indiscriminati o di scelte del tutto sbagliate come il blocco del turnover e lo slittamento a 70 anni dell’età pensionabile”.   “Con questa manovra 10mila interventi chirurgici al giorno saranno a rischio a causa del taglio dei medici anestesisti, oncologi, cardiologi, chirurghi e medici precari che lavorano nei pronto soccorso. A pagare il prezzo di tutto questo saranno i cittadini che subiranno un’ulteriore riduzione di servizi mentre aumenteranno ancora di più le liste di attesa. Tutto ciò e inaccettabile. Lavoreremo in Commissione e in Parlamento per fermare tutto questo” conclude Palagiano.

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La crisi della ricerca pubblica

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2010

“Lo sciopero del 14 giugno è soprattutto uno sciopero per proteggere lo stato sociale. La manovra aumenterà tasse e taglierà servizi. E taglia anche la ricerca, mentre la Germania investe nello stesso settore 12 miliardi di euro” dichiara Claudio Argentini della segreteria nazionale dell’USI RdB Ricerca “La ricerca pubblica promuove migliori condizioni di vita e sviluppo del bene pubblico. Solo USB sta denunciando che la manovra per salvare banche che avevano investito i miliardi della BCE produrrà licenziamenti e tasse per i cittadini. Nel settore della ricerca, già falcidiato dalla 133 e dal decreto Brunetta, con salari da fame e finanziamenti asfittici, migliaia di precari vedono chiuse tutte le aspettative da un blocco delle assunzioni che risparmia 50 milioni di euro e dalla chiusura di alcuni enti. Ma le stesse attività di ricerca, per il probabile taglio dei finanziamenti che riguardano salute, ambiente e territorio, formazione, energia, alimentazione ed agricoltura, ossia la nostra vita quotidiana , sono in grave pericolo. In questi anni  i lavoratori USI RdB Ricerca hanno messo in campo mobilitazioni che hanno salvato posti di lavoro e la stessa ricerca” continua l’esponente sindacale “tanto per ricordare quelli recentissimi, il tetto dell’ISPRA e l’occupazione dell’ISFOL. I cittadini ci hanno dato sostegno fattivo dimostrando di capire molto meglio della politica il ruolo che con grandi difficoltà svolgiamo ogni giorno.”

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Corruzione: subito anagrafe pubblica

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 Mag 2010

Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani:  “Esiste una  soluzione per restituire moralità alla politica e per  non lasciare alla magistratura il ruolo di aspirapolvere del malaffare. Sono le riforme per la pubblicità della vita istituzionale che come Radicali proponiamo da tempo, a cominciare dall’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati. Se fosse già stata introdotta probabilmente avremmo sanato alcune delle ferite inferte alla democrazia ed evitato illegalità così diffuse. Noi Radicali abbiamo proposto l’anagrafe pubblica in tutte le sedi, locali e nazionali, riuscendo a fare approvare mozioni in tal senso dalla Camera dei deputati e vere e proprie delibere in decine di enti locali tra cui Comuni importanti come Roma, Torino, Napoli. Ad oggi, nessuna vera applicazione è stata però data a questi atti, e se gli italiani hanno potuto conoscere qualcosa è stato grazie ad iniziative come quella di Rita Bernardini che ha battuto il partito dell’omertà e reso pubblico l’elenco dei fornitori e delle spese della Camera. Rendere tutti gli eletti conoscibili e valutabili è, insieme all’abrogazione del finanziamento pubblico dei partiti, la priorità per il Paese, propedeutica ad una riforma del sistema elettorale fondata sul collegio uninominale che ponga al centro la persona ed avvicini l’eletto all’elettore.

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La ricerca pubblica

Posted by fidest press agency su sabato, 20 marzo 2010

Roma 25 marzo ore 10.00, Istituto Superiore di Sanità. Aula Pocchiari Viale Regina Elena 229  Il convegno intende descrivere lo stato della ricerca pubblica in Italia e tentare di definire il ruolo che questa dovrebbe svolgere nell’attuale contesto economico e sociale.  Un ruolo che, secondo gli organizzatori del convegno, dovrebbe essere centrale per lo sviluppo del Paese, producendo conoscenza in grado di generare ricchezza non solo economica ma anche culturale, e che si esplichi raccogliendo e prevedendo i bisogni e le necessità della collettività.  Lo stato della ricerca pubblica nazionale verrà delineato anche attraverso il confronto in ambito europeo, dove l’Italia costituisce il picco di maggiore criticità in termini di precarizzazione sia del rapporto di lavoro che delle modalità operative, per il quale la lotta dei ricercatori e dei tecnici precari dell’ISPRA rappresenta un’importante esperienza di riferimento. Ne discuteranno: Margherita Hack – Astrofisica, Prof. Benemerito Università di Trieste Luciano Vasapollo – Prof. Economia applicata Università “La Sapienza” – Dir. CESTES Ezio Amato – Dirigente di Ricerca ISPRA con incarico presso ONU Claudio Argentini – Ricercatore ISS, Segreteria nazionale USI/RdB Ricerca Michele Romanelli – Senior Scientist JET Oxford Introduce: Michela Mannozzi – Ricercatrice precaria ISPRA, coord. USI/RdB  Coordina:  Cristiano Fiorentini – Federazione Nazionale RdB

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L’acqua è di tutti: Deve essere pubblica

Posted by fidest press agency su martedì, 2 marzo 2010

Roma, sabato 20 marzo, ore 14 Piazza della Repubblica Manifestazione nazionale. Sono donne e uomini appartenenti a comitati territoriali e associazioni, forze culturali e religiose, sindacali e politiche, che hanno contrastato i processi di privatizzazione della gestione dell’acqua portati avanti in questi anni dalle politiche governative e in tutti i territori.  Hanno raccolto più di 400.000 firme a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare per la tutela, il governo e la gestione pubblica dell’acqua.  Mentre quel testo  giace nei cassetti delle commissioni parlamentari, il Governo ha impresso un’ulteriore pesante accelerazione, approvando, nonostante l’indignazione generale, provvedimenti che consegnano il servizio idrico ai privati e alle multinazionali. E’ per questo che il 20 marzo oltre 100 realtà organizzate e migliaia di cittadine e cittadini lanceranno da Roma con una manifestazione nazionale il percorso che li porterà a raccogliere le firme necessarie per realizzare il Referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua. E’ urgente intervenire subito. Le privatizzazioni in corso, infatti, hanno portato ad un aumento delle tariffe del 61,4% tra il 1997 e il 2006, a fronte di un’inflazione cumulata che nello stesso periodo è cresciuta di poco più di un terzo (25%). Ma è tra il 2002 e il 2008 che hanno subito il balzo più forte:  +30,5% a fronte di un’inflazione cumulata nello stesso periodo del 16,2%. Questo prelievo forzato dalle nostre tasche non ha portato, come pure qualcuno afferma, a un aumento degli investimenti nella rete e nel servizio: tra il 1990 e il 2000, infatti, sono crollati di oltre il 70%, da circa 2 miliardi di euro a 600 milioni.

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Acqua: Pubblica o privata?

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2009

E’ in discussione al Senato, la conversione del decreto legge del Governo (n.135/09) sulla privatizzazione dei servizi pubblici locali. Il provvedimento prevede l’affidamento del servizio idrico a societa’ private o a partecipazione mista pubblica e privata con capitale privato non inferiore al 40%. Si è parlato di privatizzazione dell’acqua ma non è proprio così. Si avranno, quindi, società private o a partecipazione mista, che gestiranno il servizio idrico, non la proprieta’ dell’acqua.  Che l’acqua sia un “bene” e’ evidente, occorre sovrapporre il “diritto”. In Italia si svolge un’analoga discussione che parte dal “bene” alla gestione. Il  principio di considerare l’acqua un bene comune e’ ampiamente condiviso. Dobbiamo porci il problema se una gestione pubblica sia efficiente per gestire questo bene comune. La cosiddetta legge Galli (n.36/94) nasceva con l’obiettivo di smantellare una vecchia logica clientelare di gestione degli acquedotti che erano diventati carrozzoni partitocratrici clientelari. Negli anni e’ stata applicata con modalita’ che hanno tradito in parte l’obiettivo. La protesta, che nasce in alcune parti d’Italia, riguarda il fatto che dove c’e’ stata una forte privatizzazione si e’ avuto un aumento delle bollette e scarsi investimenti. In pratica  c’e’ stata una privatizzazione all’italiana. Il massimo vantaggio per il privato e il minimo per il consumatore e l’utenza. C’e’ chi sostiene che  l’acqua deve essere gestita solo da aziende totalmente pubbliche e che deve essere eliminata la possibilità di ricorso anche alle Spa pubbliche. E’ evidente che le liberalizzazioni fanno bene all’economia e aumentano il benessere dei cittadini-consumatori. Cio’ e’ confermato proprio dall’Antitrust che ha rilevato come nelle regioni piu’ aperte alla concorrenza l’aumento dei prezzi e’ stato inferiore a quelle che hanno una regolamentazione più rigida. Il modello della proprieta’ pubblica della risorsa e della gestione privata, che consenta di avere la priorita’ del servizio sul profitto, non ha avuto grande successo. Dobbiamo quindi ripensare il modello di gestione e soprattutto dobbiamo ripensarne agli usi. L’81% viene utilizzata per usi irrigui (agricoltura), industriali ed energetici  e solo la parte restante per usi civili, dei quali pochissimi per uso potabile. Anche i prezzi devono essere bassi per l’uso civile e piu’ alti per le restanti attività. Posto che l’uso dell’acqua deve essere garantito, resta il problema del “come fare” e, contestualmente, assicurare efficienza. Abbiamo assistito a carrozzoni che hanno fatto la fortuna di alcuni e, guarda caso, il disastro dei bilanci della collettivita’, che si pagano in termini di aumento della spesa pubblica. Per il decreto legge gli affidamenti “in house” dovranno terminare entro il 2011. A nostro parere doveva attivarsi il sistema concorrenziale dal quale ottenere il massimo dei servizi e il minimo dei costi. Pubblico, privato o misto dovrebbero concorrere in competizione. Purtroppo mancano nel nostro Paese  le vere liberalizzazioni. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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