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Sanità: Report Fp Cgil, nel pubblico liste d’attesa di 60 giorni medi

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 maggio 2019

Un’attesa lunga due mesi per effettuare una visita medica nella sanità pubblica, a fronte di una sola settimana nel privato, “effetto di un progressivo definanziamento del Servizio Sanitario Nazionale”. Sono sempre più lunghi, infatti, i tempi di attesa per visite nel pubblico e costi sempre meno distanti con il privato, come emerge dal secondo Rapporto ‘Osservatorio sui tempi di attesa e sui costi delle prestazioni sanitarie nei Sistemi Sanitari Regionali’, promosso dalla Funzione Pubblica Cgil e dalla Fondazione Luoghi Comuni ed elaborato da Crea. Uno studio che prende in considerazione 11 prestazioni sanitarie (specialistiche e diagnostiche) senza esplicita indicazione di urgenza, erogate da 8 regioni e da 326 strutture sanitarie (195 private e 131 pubbliche).
Il primo dato evidente che emerge dallo studio è che i tempi medi di attesa per effettuare una visita medica attraverso il Sistema Sanitario Nazionale sono nettamente maggiori rispetto a quelli dell’offerta privata: 60 giorni nel pubblico (due mesi) a fronte di 9 nell’intramoenia, 7 nel privato e 39 per il privato convenzionato. Nel dettaglio delle prestazioni, i giorni di attesa della Sanità pubblica sono estremamente lunghi: per esempio, 112 giorni per una Colonscopia (quasi quattro mesi di attesa), contro 11 giorni di attesa in intra-moenia, 79 nel privato convenzionato e appena 11 nel privato. Attese medie che risultano aumentare rispetto allo scorso anno, tranne che per il privato che si mantiene stabile.Per quanto riguarda i costi delle prestazioni sanitarie, dallo studio Fp Cgil emerge un dato sconcertante. Circa la metà delle prestazioni mediche prese in considerazione ha un costo inferiore nel privato piuttosto che in intra-moenia. È il caso, per esempio, della ecocardiografia, che in intra-moenia costa in media 109 euro, contro i 98 del privato. Insomma, non solo costi competitivi, in considerazione di tempi di attesa enormemente inferiori, ma addirittura spesso sovrapponibili o più economici dei costi sostenuti per il ticket. Questo spiega il sempre più frequente ricorso a spese ‘out of pocket’ (di tasca propria) per effettuare visite mediche private. La spesa privata dei cittadini, infatti, arriva a quasi 35 miliardi di euro, di cui ben il 92% out of pocket.
Aspetto importante e significativo, che rappresenta un valore aggiunto rispetto allo studio della Funzione Pubblica Cgil dello scorso anno, è quello che, partendo dai valori medi dei tempi di attesa per le prestazioni sanitarie pubbliche, indaga il confronto tra le regioni, scattando una fotografia della situazione della sanità pubblica in Italia. Si mostra infatti evidente il divario che intercorre tra alcune regioni del paese. La regione che eccelle, in termini di tempi di attesa per le prestazioni mediche, è l’Emilia Romagna con una media di 30 giorni di attesa, a seguire Liguria e Campania, poi il Veneto, la Sicilia, la Lombardia, il Lazio, per ultima le Marche con una media di 110 giorni di attesa per una visita nella sanità pubblica. Nello specifico delle visite specialistiche, ad esempio per una visita ortopedica sono 19 i giorni di attesa in Emilia Romagna, contro addirittura i 91 giorni delle Marche.
“Alla luce di quanto emerso, risulta evidente quanti sia urgente e non più rinviabile un investimento straordinario in termini di risorse, personale, professionalità e tecnologie in tutto il nostro Servizio Sanitario nazionale che mostra evidenti segni di collasso con gravi e profonde ripercussioni sulle sue caratteristiche di universalità”, commenta la Funzione Pubblica Cgil. “Uno dei principali obiettivi della sanità pubblica è l’universalità del servizio. Un principio che però, di fatto, si scontra con la realtà – sottolinea -: allo stato attuale il Servizio Sanitario Nazionale spesso non è in grado di garantire servizi adeguati. Assistiamo da una parte ad un incremento dei tempi di attesa per l’accesso alle prestazioni sanitarie pubbliche, dall’altra ad una progressiva dilatazione della spesa ‘out of pocket’ (di tasca propria) per visite mediche private. Il progressivo definanziamento del Servizio Sanitario nazionale – prosegue la categoria della Cgil dei servizi pubblici – ha creato inefficienze che portano ad allungare le liste di attesa e incentivano lo sviluppo di un’offerta privata spesso concorrenziale, tanto per il costo quanto per i tempi di risposta”.Altro aspetto non trascurabile, secondo la Fp Cgil è quello delle “forti disparità regionali, in termini di equità e di carenze organizzative, con il dato di eccellenza di regioni come l’Emilia Romagna, un esempio di ‘best practice’ che dimostra come sia in effetti possibile migliorare, in un tempo relativamente breve, le performance. Non è un caso – aggiunge – che l’Emilia Romagna nell’ultimo biennio abbia investito sul personale (con oltre 5mila assunzioni, di cui 1.450 precari stabilizzati) e sui sistemi di controllo informatizzati, strumento fondamentale per un governo pubblico e trasparente dei flussi di accesso alle prestazioni sanitarie. Quello delle liste di attesa rimane ad oggi un problema che si colloca in cima alla lista delle ragioni di insoddisfazione dei cittadini verso il servizio sanitario. Il caso dell’Emilia Romagna, per altro, emerge anche per il forte investimento nella qualità delle relazioni negoziali con il Sindacato su questi temi e gli esiti di questo processo ne sono il frutto”, conclude la Fp Cgil.

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Campagna nazionale per la difesa del Sistema Sanitario pubblico

Posted by fidest press agency su martedì, 7 maggio 2019

Roma venerdì 10 maggio dalle 10 alle 13 presidio al Ministero della Salute l’USB Pensionati – Federazione del Sociale apre la campagna nazionale per la difesa del Sistema Sanitario pubblico. L’iniziativa è promossa in concomitanza con lo sciopero nazionale del Pubblico Impiego, a sottolineare lo stretto legame tra stato sociale, diritti universali e condizioni di lavoro dei dipendenti pubblici per una Pubblica Amministrazione efficiente.
Al continuo processo di privatizzazione si va sostituendo la progressiva destrutturazione del sistema sanitario pubblico: definanziamento, patto per la salute e federalismo differenziato, sono gli strumenti operativi del governo per attuare questo progetto.La costruzione di un nuovo modello di sanità procede verso un’assistenza di tipo mutualistico attraverso fondi e polizze sanitarie, welfare aziendale, volti a fornire ulteriori risorse al privato. Questo determina una differenziazione territoriale dell’esercizio del diritto alla salute, tra l’altro già in atto, a cui si aggiunge una condizione economica che modula tale diritto.Sottrarre i lavoratori dipendenti, attraverso il welfare aziendale, al sistema pubblico vuol dire impoverirlo relegandolo a sistema sanitario dei poveri, di scarsa qualità e con carattere di beneficienza con volontariato e terzo settore come attori principali.
L’approvvigionamento dei farmaci è sempre più problematico e di qualità sempre più equivoca, vedi i continui ritiri o limitazione dell’uso di farmaci di larga diffusione.
Le strutture sanitarie sono sempre più inavvicinabili sia per il taglio dei posti letto e la chiusura di interi ospedali sia per la difficoltà di reperire risorse sia per la carenza strutturale di personale, tra l’altro in età avanzata o in condizioni di precarietà permanente o esternalizzazioni ormai fuori dalla legittimità.Tutto questo avviene sotto i nostri occhi, diventa indispensabile aprire una vera e propria vertenza sociale, non solo in difesa del sistema sanitario pubblico, ma per la sua ricostruzione sia delle funzioni che del livello operativo e delle strutture con personale adeguato.Per questo abbiamo promosso una campagna nazionale che proponiamo per il diritto costituzionale alla salute a all’assistenza, diritto universale per tutti e per tutte le esigenze socio – sanitarie.

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Sicurezza delle farmacie e del pubblico

Posted by fidest press agency su sabato, 2 marzo 2019

“Se le cronache riportano da tempo un aumento delle rapine ai danni delle farmacie, e non solo, segnalano anche l’intervento sempre più efficacie dei tutori dell’ordine” dice il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, Andrea Mandelli. “Anche l’episodio riportato dai quotidiani dell’arresto in flagranza di reato eseguito dai Carabinieri a Milano testimonia il costante impegno delle forze di polizia, alle quali va il plauso e il ringraziamento di tutti i farmacisti: sapere di poter contare sulla loro presenza è fondamentale per poter svolgere al meglio la nostra professione al servizio dei cittadini”

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Sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 febbraio 2019

L’Unione Sindacale di Base indice per venerdì 12 aprile lo sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private contro le politiche di austerity che l’Unione Europea impone ai Paesi del sud dell’Europa; per l’abrogazione totale della legge Fornero; per l’istituzione di un vero reddito di cittadinanza, universale e incondizionato; per la crescita dei salari e l’abbassamento delle tasse anche al lavoro dipendente.Il Coordinamento nazionale di USB ha dato il via libera alla proclamazione dello sciopero generale, mentre le modalità di effettuazione saranno decise e comunicate dalle categorie e dai territori nei prossimi giorni.Nel percorso verso la giornata di sciopero generale, USB organizza:
il 15 febbraio la manifestazione a Montecitorio, ore 11,00, contro i tentativi di secessione e di rottura della solidarietà nazionale attuati con il cosiddetto “federalismo aumentato”;
il 22 febbraio lo sciopero nazionale del settore logistica con manifestazione al Ministero del Lavoro;
il 6 marzo il Sanità Day, con iniziative di lotta, presidi, volantinaggi, flash-mob presso tutte le principali aziende sanitarie e ospedali del Paese per la difesa e il rilancio della sanità pubblica nazionale;
la consegna delle firme di Iniziativa Popolare per l’abrogazione della modifica dell’articolo 81 della Costituzione e per il diritto a pronunciarsi tramite referendum sui trattati europei;la consegna all’ ARAN della piattaforma contrattuale per il rinnovo del contratto dei lavoratori pubblici.
Queste tappe saranno accompagnate fino al 12 aprile da incontri, dibattiti, seminari e assemblee in tutti i territori e in tutti i luoghi di lavoro per discutere con i lavoratori e i cittadini la piattaforma di lotta dell’USB.

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Pensioni: Fp Cgil, con quota 100 disparità intollerabile tra pubblico e privato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 gennaio 2019

“Una disparità intollerabile. Propagandavano la riforma della legge Fornero, hanno finito col peggiorare le norme relative ai dipendenti pubblici con un trattamento differenziato rispetto ai lavoratori del privato”. Così la Fp Cgil Nazionale commenta le anticipazioni relative al provvedimento ‘quota 100’, e ai riflessi sul lavoro pubblico, che il governo dovrebbe approvare nel corso di questa settimana, annunciando che “sono già in corso verifiche sulla legittimità del provvedimento, in attesa di avere un testo definitivo, visto che il governo non discute con nessuno, tiene fuori il Parlamento e le parti sociali, agendo in maniera autoritaria”. Secondo quanto si apprende, infatti, osserva la categoria dei lavoratori dei servizi pubblici della Chil, “‘quota 100’ sarà differita per chi lavora nel pubblico, con la prima finestra disponibile a luglio e con un preavviso, per chi vorrà usufruirne, di sei mesi. Ma soprattutto ai dipendenti pubblici che andranno in pensione con ‘quota 100’ o in pensionamento anticipato, il trattamento di fine rapporto verrà corrisposto ‘al momento in cui il soggetto avrebbe maturato il diritto alla corresponsione’. Tradotto: per alcuni dei circa 140 mila dipendenti pubblici interessati dal provvedimento c’è il rischio concreto che aspettino anche fino a 8 anni per avere ciò che gli spetta, la liquidazione”.
Per la Funzione Pubblica Cgil, inoltre, “c’è poi confusione sull’intervento delle banche per l’erogazione anticipata del Tfr. Gli oneri per gli interessi saranno o meno a carico dell’interessato? Da come pare essere scritta la norma, gli interessi saranno a carico dei lavoratori. E in ogni caso ‘quota 100’, correlata alla possibilità di farsi anticipare la liquidazione dalle banche, creerà un’evidente discriminazione verso tutti coloro che andranno in pensione ordinariamente e che continueranno a dover subire gli attuali, intollerabili, termini di pagamento. Dovevano cambiare la Fornero e dovevano valorizzare il lavoro pubblico e invece, senza ascoltare chi quei lavoratori rappresenta, non faranno altro che peggiorare le norme, con l’assurdità di far pagare alle lavoratrici e ai lavoratori gli interessi su ciò che spetta loro di diritto”, conclude la Fp Cgil.

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XVII Rassegna “Cinema di servizio pubblico”

Posted by fidest press agency su martedì, 23 ottobre 2018

Roma Venerdì 26 ottobre 2018 – ore 19:00 Sala Anna Magnani Palazzo Farnese, Ambasciata di Francia in ltalia Piazza Farnese, 67 proiezione dell’anteprima del film TV di France 2
PHILHARMONIA (episodio 1e 2) di Marine Gacem e Laura Piani Regista: Louis Choquette (versione originale con sottotitoli in inglese). Hélène Barizet è una musicista prodigiosa che è diventato un direttore d’orchestra. Nominata capo della Philharmonia contro il consiglio di dirigenti e musicisti, è la prima donna a dirigere un’orchestra permanente.
La sua audacia e condotta alimentano il risentimento tanto quanto costringono all’ammirazione. Il Maestro ha una stagione per fare il suo posto e salvare l’orchestra. Può contare su Selena Rivière, una giovane violinista virtuosa che l’aiuta. Hélène ha chiamato il suo primo violino, determinato a trasmettere la sua passione e il suo genio musicale. Ma come trasmettere quando tutto ciò che vogliamo è rompere col passato?
PHILHARMONIA è un tuffo leggero intorno alla musica classica che ci immerge nel cuore delle passioni artistiche e amorose, dei sogni e degli ego sublimati dalla musica. Ma anche una serie in cui la follia e la morte vagano, dando alla storia la dimensione del thriller psicologico. Con Marie-Sophie Ferdane (Helena Barizet), Lina El Arabi (Selena River), François Vincentelli (Yvan Borowski), Laurent Bateau (Leopold Saint-Just), Jacques Weber (Giovanni Barizet), Tomer Sisley (Rafael Crozes), Charlie Bruneau (Agatha Robinson), Guillaume Dolmans (Peter Faulkner), Tom Novembre (Vladimir Gregoriu) Véronique Jannot (Martine Badiou) Audran Cattin (Matteo Borowski)

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Il confronto pubblico sull’Europa

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 luglio 2018

La sua identità e le sue culture, la storia e la memoria dei popoli d’Europa, e l’Unione Europea, la costruzione politico-istituzionale che si è, sin dall’inizio, dotata di meccanismi di funzionamento e di interazione politico-economici e politico-militari, è, oggi più di ieri, letteralmente soffocato dalla spessa coltre, da un lato, della retorica, dall’altro, della propaganda. L’Europa, nel suo dispositivo saliente, l’Unione Europea sembra avere imboccato, in modo pressoché irreversibile, la strada dell’integrazione, e tuttavia continua a trovarsi, persistentemente, davanti ad un bivio: arroccarsi come una «fortezza dell’opulenza», una versione riveduta e corretta dello «splendido isolamento», fino a trasformare le sue città in luoghi dell’esclusione e della separazione tra “abbondanza” e “rarefazione”; o determinare l’apertura, inedita, a un capitolo nuovo della geopolitica, che superi le vecchie separazioni tra luoghi e città e ridefinisca uno spazio di inter-connessioni e di reciproche aperture tra popoli e culture d’Europa.Anche quando parliamo di dispositivo, con riferimento alla Unione Europea, non abbiamo, ipso facto, “chiuso” la questione: non si tratta, per sua natura, di un dispositivo inamovibile, perché, appunto, è frutto di un processo storico e sociale, con le sue contraddizioni e le sue accelerazioni, e si sviluppa in parallelo con la dinamica dei rapporti di forza, tra le classi all’interno di ciascun Paese europeo, e tra configurazioni statuali delle singole formazioni economico-sociali, in termini di rapporti di forza tra Stati, singoli mercati nazionali, rispettive borghesie nazionali. Sviluppando, su questa falsariga, il punto di partenza: la Fortezza Europa e l’Europa dei Muri, l’ordoliberismo e le tecnocrazie, sono come le facce di un medesimo poliedro; e questo poliedro cristallizza la realtà odierna dell’Unione Europea, sulla quale diversi attori hanno impresso il proprio marchio, che è stata sin qui codificata nei Trattati, ma che non è data una volta per tutte.Molte delle crisi che attraversano l’Unione Europea e sfigurano il volto dell’Europa sono manifestazioni di questa matrice: la crisi dei rapporti ad Oriente, specie tra l’Unione Monetaria e la Grecia e tra l’Unione Europea e la Turchia, ma anche, più recentemente, nell’ostilità contro la Russia, che tracima persino, a più riprese, in vera e propria «russofobia» o «slavofobia» e nella stupefacente inerzia sullo scenario vicino-orientale, non una sola parola che sia tale rispetto alla escalation e al massacro delle forze israeliane contro il popolo palestinese, ha a che vedere con questo “bivio” e allude al modo con cui lo si individua e lo si riconosce, ci si mette in condizione di affrontarlo e superarlo. Focalizzare un punto di orizzonte strategico, riconoscere le diversità e le contraddizioni, costruire le relazioni adeguate e le misure necessarie per affrontarle e superarle, dotarsi degli strumenti per attraversarle e trasformarle, sono tutte parole del lessico della politica. Ecco: “questa” Europa ha abbandonato la centralità della politica come misura dell’agire.
Situarsi in un contesto, orientare l’asse. Di questo vi sarebbe bisogno: un contesto di relazioni utili al miglioramento della qualità della vita e al progresso economico e sociale; un asse di orientamento necessario a “rompere la gabbia” e “costruire apertura” al mondo. È lo schema di una Europa, traducibile nella realtà, capace di costruire rapporti paritari a Ovest, a Est, a Sud; orientata al Mediterraneo e non all’Atlantico; ricostruita a partire dai bisogni sociali e non dalla valorizzazione finanziaria, su un modello sociale fondato su lavoro e welfare, inclusione e cooperazione, e non sulle logiche del capitale e della frontiera. Far dialogare le sponde, a partire dal Mediterraneo: un rapporto che si caratterizzi per la vocazione al dialogo tra le culture, per ritrovare le ragioni della convivenza nel reciproco riconoscimento delle identità sociali e culturali. Il tema dell’identità, in questo scenario, è sempre problematico. La stessa identità mediterranea è caratterizzata degli apporti che l’hanno plasmata nel corso di una storia millenaria. Non avrebbe senso azzerarla per raggiungere una unità storicamente improponibile; occorre lavorare, piuttosto, perché tale patrimonio di diversità risulti nuovamente produttivo di civiltà e non di conflitti.Assumendo una prospettiva inter-nazionale e multi-nazionale. La politica, quando costruisce futuro, è sempre un ponte tra generazioni: trasferisce ideali e aspirazioni; rilegge e riconfigura le istanze e i bisogni; innesca lotte e rivendicazioni, per la trasformazione; rigenera i rapporti sociali, e la memoria collettiva. (Gianmarco Pisa fonte: Pressenza international press agency)

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Minniti valorizzi i 50 mila addetti della sicurezza privata nella difesa del patrimonio pubblico e privato

Posted by fidest press agency su sabato, 28 ottobre 2017

marco minniti“Il ministro dell’Interno Marco Minniti valuti l’opportunità di predisporre una vera regolamentazione della sicurezza privata con l’obiettivo di utilizzare gli oltre 50 mila addetti degli istituti di vigilanza nella difesa del patrimonio pubblico e privato”. E’ quanto chiede in una nota il parlamentare di Fratelli di Italia, Edmondo Cirielli, responsabile del dipartimento Giustizia di Fdi, al termine di un incontro con il collega Filippo Asicerto e Longobardi Castrese, rappresentante di Union sicurity.
“Con questa azione – spiega il deputato di Fdi – centriamo un doppio risultato: da un lato, seguendo il modello già risultato vincente nella gestione degli aeroporti, l’impiego degli addetti privati ottimizza il lavoro delle forze dell’ordine, dall’altro si ha la definizione di un quadro normativo chiaro del comparto della sicurezza privata, che nel tempo ha acquisito professionalità e competenze specifiche, vedendosi così riconosciuto non solo il trattamento riservato ai lavori usuranti ma anche la qualifica di ps nell’espletamento dei compiti”. “Una risposta in tempi rapidi alla nostra sollecitazione rappresenta la strada migliore per concorrere alla sicurezza dell’Italia” – conclude Cirielli auspicando che “i nuovi assunti siano selezionati tra i volontari delle forze armate.

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Contratti di servizio pubblico locale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 giugno 2017

consiglio di statoL’Associazione CODICI Lombardia ha vinto, dinnanzi al Consiglio di Stato, il suo ricorso in merito al silenzio/rifiuto di alcuni Comuni ad acconsentire l’accesso agli atti relativi ai contratti di servizio pubblico locale.La vicenda ha inizio, con la richiesta avanzata da CODICI Lombardia, di accedere all’elenco dei contratti di servizio pubblico locale avanzata a tutti i Comuni – Capoluoghi di provincia lombarda per avere conto di quali contratti di servizio fossero in essere e le loro prossime date di scadenza.Questo è sancito dalla vecchia finanziaria 2008 (comma 461 dell’art.2), che prevede: “che con lo scopo di tutelare i diritti dei consumatori, vi è un obbligo da parte di tutti i Comuni italiani, di coinvolgere i cittadini consumatori utenti attraverso il loro rappresentante, sin dalla definizione delle linee guida per la redazione dei contratti di servizio pubblico locale”. Ci riferiamo a servizi di non poco conto quali trasporti, nettezza urbana, mense scolastiche ecc., oltre alla consultazione preventiva, vi sono altri obblighi per l’ente gestore e il Comune, come:
1. Redigere una carta dei servizi per ogni singolo servizio pubblico locale,
2. verificare periodicamente, con la partecipazione delle associazioni dei consumatori, l’adeguatezza dei parametri qualitativi e quantitativi del servizio erogato,
3. realizzare un sistema di monitoraggio permanente del rispetto dei parametri stabiliti nella “Carta della qualità dei servizi”, svolto sotto la diretta responsabilità dell’ente locale con la partecipazione delle associazioni dei consumatori,
4. istituire una sessione annuale di verifica del funzionamento dei servizi tra ente locale, gestore dei servizi ed associazione dei consumatori.
Visto che dal 2008 ad oggi nessuno, o pochi Comuni si sono adeguati a questa legge, CODICI Lombardia ha deciso di passare all’attacco, e prendendo solo i Comuni capoluogo di provincia ha iniziato a chiedere il mero elenco dei contratti, per capire la portata di questa vicenda e per poter avanzare per tempo la richiesta di partecipazione alle consultazioni in sede di stipula e di rinnovo dei contratti.Quasi tutti i Comuni hanno risposto in modo positivo, solo Sondrio e Como hanno ignorato le nostre richieste o perso tempo con motivazioni poco chiare.A questo punto non potevamo lasciare che, anche di fronte a questa richiesta formale, i Comuni “facessero melina”.Ci siamo quindi rivolti al TAR, che purtroppo non ha ben compreso le nostre motivazioni ed ha rigettato il nostro ricorso, ma caparbiamente siamo arrivati in Consiglio di Stato, che il giorno 25 maggio 2017 ha finalmente deciso in favore dell’Associazione e costretto i Comuni ad esibire quanto richiesto.“E’ incredibile che per far valere una legge e un diritto sacrosanto – dichiara Davide Zanon, Segretario regionale di CODICI Lombardia – ovvero quello di permettere alle rappresentanze degli utenti di avere voce in capitolo quando si vanno a siglare accordi sui servizi pubblici locali, si debba arrivare alla magistratura.L’Associazione Codici continuerà a lavorare su questo fronte, andando a chiedere ai Comuni copia dei contratti dei servizi pubblici locali, per potersi far trovare pronti quando vi saranno i rinnovi.Ovviamente, tutti i cittadini saranno poi invitati a partecipare per tramite dell’Associazione.

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Il riordino del gioco pubblico

Posted by fidest press agency su domenica, 9 aprile 2017

saparRoma mercoledì 12 aprile, alle ore 10:30, al Senato presso la Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro, piazza Capranica 72 “Il riordino del gioco pubblico. Tra prospettive di riforma, necessità di innovazione e lotta alle dipendenze”. È questo il titolo del convegno.L’evento sarà introdotto dal Sen. Mario Mauro, componente della Commissione Affari Costituzionali del Senato, e da Raffaele Curcio, Presidente di SAPAR, l’Associazione Nazionale Servizi per le Pubbliche Attrazioni Ricreative che in Italia rappresenta più di 1.700 imprese con un indotto di circa 200.000 lavoratori.
Interverranno Alessandro Aronica, vicedirettore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Pietro Canuzzi, Dirigente Medico presso la Direzione Generale Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute, il Sen. Mauro Maria Marino, Presidente della Commissione Finanze del Senato, l’On. Pietro Laffranco, componente della Commissione Finanze della Camera, e l’On. Massimo Corsaro, componente della Commissione Bilancio della Camera. Le conclusioni saranno affidate al Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Pierpaolo Baretta. (logo: sapar)

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Il soprano Chiara Taigi regala note emozionanti al suo pubblico

Posted by fidest press agency su martedì, 10 gennaio 2017

chiara-taigi2chiara-taigi3Dopo lo straordinario successo riscosso al Teatro Colòn di Buenos Aires, nel ruolo di Lady Macbeth, ed il trionfo di Fosca, l’opera di Antônio Carlos Gomes andata in scena al Theatro Municipal de São Paulo, il soprano di fama internazionale Chiara Taigi ha fatto il suo rientro in Italia in grande stile, offrendo una miriade di emozioni con spettacoli di un’incredibile carica espressiva. In pieno clima natalizio, Chiara Taigi ha regalato al suo pubblico dolci note d’amore, durante le sue magiche esibizioni. Il 26 dicembre, per trascorrere una serata all’insegna della musica e celebrare degnamente le festività natalizie, al Teatro Metropolitan di Catania, si è svolto il Gran Galà di Natale, un grande concerto lirico-sinfonico. Il soprano Chiara Taigi e il tenore Marcello Giordani, guest stars della serata, hanno eseguito popolari pagine d’opera e canti natalizi, assicurando l’alta qualità dello spettacolo, come hanno attestato i numerosi e calorosi applausi di pubblico e critica. I due protagonisti hanno regalato un’interpretazione emozionante del capolavoro di Emanuel Calì “Mattinata siciliana”, meglio noto come “e vui durmiti ancora”. Nel corso della serata, Chiara Taigi, avvolta da un candido abito bianco, offrendo una visione angelica e raffinata di sé, in omaggio a Vincenzo Bellini, ha eseguito “Casta diva”, mostrando un talento straordinario, associato alla preparazione impeccabile di una voce potente, dominata, flessibile, ben controllata, accompagnata dall’orchestra diretta dal maestro Giovanni Ferrauto, direttore artistico della Camerata Polifonica Siciliana. Su richiesta del pubblico, soprano, tenore ed orchestra non si sono potuti sottrarre dal concedere alcuni bis. Inoltre, il 28 dicembre, presso la Galleria Vittorio Emanuele III, si è tenuto il concerto del Conservatorio A. Corelli, con la partecipazione straordinaria del soprano Chiara Taigi. Un momento carico di emozioni per apprezzare il fascino della Galleria Vittorio Emanuele III, ritornata allo splendore di un tempo. Come si suol dire: “L’Epifania tutte le feste porta via”. Per concludere al meglio queste feste natalizie, Chiara Taigi è stata invitata come madrina d’onore del concerto dell’Epifania “Voci d’opera”, presso il Teatro De Berardinis di Vallo della Lucania. In scena, il tenore Diego Raphael Fortunato e Fan Ding, pianista e direttore d’orchestra cinese. Uno spettacolo della rassegna Agorà Contemporanea – Festival Cilento Classica “Winter Edition”, un progetto della regione Campania, chiara-taigiideato e diretto dalla dott.ssa Paola De Roberto, che ha conquistato molti consensi e grandi applausi.
Con grande soddisfazione nel cuore, Chiara Taigi ha dichiarato: “Con Marcello Giordani si sono aperti i concerti dell’amicizia e della speranza. Personalmente, nella mia amata Sicilia ritrovo la complicità degli amici devoti. Una su tutti l’Assessore alla Cultura Daniela Ursino che ha permesso, da Note in Arte il 9 giugno in poi, un team al femminile per la ripartenza di Messina, accolto pienamente da me. Sono certa che continueremo a stupirci ed a stupire come in occasione dell’inaugurazione della Galleria Vittorio Emanuele III che, ormai, era adibita solo all’abbandono di graffiti irriverenti e sporcizia. Ora, è ritornata al suo splendore! Dalla balconata, note in musica hanno riportato ai Messinesi la gioia di ritrovarsi in Galleria. Pertanto, ringrazio anche la Maestra restauratrice Rosaria Catania Cucchiara per aver donato nuova vita alla Galleria e per l’incredibile lavoro svolto in un tempo record di due settimane, insieme al suo grande team composto da donne. Inoltre, una bella esperienza nel Cilento, regalata dal concerto dell’Epifania “Voci d’opera”. Un autobus di fans è stato bloccato dalla neve, ma grazie alla tecnologia di questi tempi, il concerto è partito su skype per allietare tutti. Riguardo al nuovo anno, direi che nel 2017 si taglia ciò che è solo un appendice di ansie e si guarda avanti!”. Per le prossime stagioni, Chiara Taigi riserverà al suo pubblico tanti appuntamenti imperdibili. http://www.chiarataigi.com/wordpress/

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La ricerca frutto della sinergia tra pubblico e privato

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 dicembre 2016

ecotilesCamerino Dal terremoto alla ricostruzione. Tentando però di riutilizzare i rifiuti da costruzione e demolizione per ideare materiali innovativi per l’edilizia ecosostenibile. Questa la sintesi di Ecotiles, il progetto europeo finanziato dall’Unione Europea alla Scuola di Scienze e Tecnologie dell’Università di Camerino e con la partecipazione di Grandinetti srl di San Severino Marche, azienda leader nella produzione di materiali a base cementizia.“Lo smaltimento e il riciclo dei rifiuti da costruzione e demolizione (CDW) – spiega la prof.ssa Eleonora Paris, coordinatrice del progetto Ecotiles – è un problema particolarmente sentito su cui si sta investendo molto in Europa, visto il volume dei materiali coinvolti e la necessità di ridurre l’estrazione di risorse naturali da cava e l’emissione di anidride carbonica. Nel progetto Ecotiles vogliamo dimostrare che sommando le conoscenze scientifiche, le competenze e l’inventiva delle nostre aziende, è possibile ottenere risultati promettenti anche in questo ambito, partendo proprio dalle Marche”.La bontà del progetto è confermata anche dal partner privato del progetto, la Grandinetti srl di San Severino Marche: “C’è un crescente interesse nell’ambito dell’edilizia e del restauro – aggiunge l’ing. Valentino Grandinetti, socio dell’omonima azienda – per materiali ecosostenibili con una buona percentuale di materiale riciclato. Il loro utilizzo in architettura permette di avere un minore impatto sull’ambiente e un aumento del valore di ecosostenibilità degli immobili”. Le piastrelle Ecotiles infatti soddisfano lo standard Leed (Leadership in Energy and Environmental Design), uno degli strumenti di misurazione della sostenibilità ambientale degli edifici più utilizzato.Ecotiles è stato presentato recentemente al Comitato dei Sostenitori dell’Università di Camerino, che ha apprezzato sia il tema del progetto, innovativo e di interesse specialmente nel dopo-terremoto, sia l’efficace sinergia attivata tra azienda e università che ha permesso di ottenere il finanziamento europeo e di produrre già i primi demo da presentare alle fiere del settore. (foto. ecotiles)

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Più libri più liberi: i piccoli editori allargano il loro pubblico

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2016

libriSono oltre 4500 in Italia (4516 per la precisione). Ampliano il loro pubblico, si adattano alle nuove richieste, hanno saputo trasformarsi e innovare e oggi – a giudicare dai bilanci – migliorano le loro performance. Sono i piccoli e medie editori, così come emergono da una fotografia a cura dell’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) presentata a oggi a Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria in programma fino all’11 dicembre al Palazzo dei Congressi dell’Eur.
I piccoli editori allargano il loro pubblico: la piccola editoria in questi anni non solo continua a rivolgersi ai lettori forti (3,5-4 milioni che leggono + di 12 libri l’anno) ma conquista progressivamente i lettori che leggono un numero inferiore di volumi (quelli che ne leggo da 7 a 11 volumi sono altri 3,6 milioni) e chi legge gli ebook. Lo conferma anche l’analisi sul pubblico di Più libri più liberi, che ben rappresenta il pubblico della piccola editoria.
Chi sono? Un pubblico fedele, moderno e pragmatico. Quello della piccola editoria è un pubblico con caratteristiche ben definite: fedele, pragmatico, moderno e altospendente.
È molto fedele: il 41% degli intervistati è legato alla Fiera e quindi a chi ne fa parte, dai brand agli autori. La sceglie più per questo che per un’occasione di «fare regali» o per seguire semplicemente e solo «gli incontri».
È pragmatico: non disdegna di usare abitualmente librerie online (e straniere per il 30,8% degli intervistati) e le catene rispetto alle librerie indipendenti. Ama acquistare sempre più in un luogo come la fiera (lo ammette il 29,6% degli intervistati, era il 16,9% nel 2015). Cioè in un luogo connotato da elementi «emotivi» e dove dichiara di «stare bene nell’ambiente e nell’atmosfera che si respira»
È un pubblico moderno: si informa più dal sito e dai social (ben il 29,3% degli intervistati) che da media più tradizionali come pubblicità alla radio (2,8%) e l’affissione (11,8%). Gli stessi soggetti tradizionali di informazione perdono di peso: giornali (5,8%), libraio (2,8%), bibliotecario (1,2%).
È alto spendente: i fortissimi acquirenti di libri (da 12 a 30 libri l’anno) passano dal 51,1% degli intervistati al 64,4%. Ma c’è anche un 6,2% che è fatto da deboli e occasionali acquirenti.
Come stanno i piccoli editori? La situazione migliora, come emerge da un confronto su 199 bilanci 2015 di piccoli editori, messi a confronto con un’analisi del 2013. Quasi la metà (il 48,9%) ha resistito alle trasformazioni e sta ulteriormente migliorando, mentre nel 2013 era il 43%.
Va meglio della media il 18,2% (era il 15% nel 2013) perché ha saputo intercettare sia le fasce di medi e medio-forti lettori sia le trasformazioni che sono avvenute nel pubblico della piccola editoria.
Resta comunque in difficoltà il 26,6% del campione (era il 28% nel 2013), anche se in miglioramento (conseguono risultati inferiori alla crescita media: +3,0% nelle attività caratteristiche iscritte a bilancio).

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Trasporto pubblico locale. I sogni dell’Antitrust cozzano con il regime dei partiti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 giugno 2016

trasportoL’Antitrust ha fatto una indagine sul trasporto pubblico locale, partendo dal presupposto che il settore sia arretrato e in perdita, con introiti che coprono appena il 30% dei costi ed un uso molto limitato da parte dell’utenza (14,6%). Ed ha indicato le “ricette” per venirne fuori: a fronte di un mercato per l’affidamento (gare) e mercato per la gestione (concorrenza) scarso o inesistente, l’Autorita’ auspica migliore qualita’ con risvolti economici ed ambientali, migliore offerta rispetto alle esigenze dell’utenza, fine dei conflitti di interesse con le societa’ partecipate che gestiscono i servizi (1).
Una sorta di libro dei sogni, quindi. Come, purtroppo spesso accade per gli interventi di questa Autorita’ che agisce a garanzia del mercato e della concorrenza. Libro dei sogni perche’, pur se il lavoro dell’Agcm dovrebbe servire al legislatore ed all’amministratore per agire di conseguenza, quasi sempre rimane come una generica linea di indirizzo o -peggio- una litania che viene utilizzata per giustificare azioni e iniziative che sono il perfetto contrario. Motivo? Il regime dei partiti, che imperversa a livello locale, regionale e nazionale. Senza eccezioni per destra e sinistra, con l’aggiunta dei sindacati che, credendo di garantire in questo modo il lavoro dei loro iscritti, opponendosi spesso ad ogni innovazione che abbia a che fare col libero mercato, stracciano nell’immediato i diritti degli utenti e, a piu’ lungo respiro, il mercato del lavoro (il binomio concorrenza=lavoro viene considerato una sorta di mostro ammazza redditi e lavoratori). Regime dei partiti che non ha nessun interesse a modificare lo status quo, perche’ e’ su quest’ultimo che alimenta una propria sopravvivenza basata su clientelismo, sistemazione dei propri
accoliti nelle posizioni di potere e sottopotere, sia nella partecipate che gestiscono i servizi che negli organismi politici decisionali regionali, locali e nazionali. Siamo eccessivi? Non crediamo. Ne abbiamo viste talmente tante in questi ultimi decenni e su tutto quello che in materia di mercato e concorrenza e’ stato ribadito dall’Antitrust (indagini multe, ordinanze, etc), e tutte disattese, che non abbiamo elementi per potere sperare nel contrario. Un esempio: il confronto tra i candidati a Sindaco di alcuni importanti Comuni come Roma. E’ di ieri la notizia che i due contendenti (M5S e Pd) hanno giurato che di privatizzazione del trasporto pubblico locale nella capitale non se ne parla neanche, ma riforma di qui e riforma di la’, efficienza di qua ed efficienza di la’, tagli di qua e tagli di la’… cioe’ niente che abbia a che fare con le analisi e le motivazioni che hanno portato l’Antitrust al documento diffuso oggi. I voti di quelli che campano intorno all’Atac sono tanti e sembra che sia faticoso (o difficile per ignoranza) far capire loro che il posto di lavoro si difende e si amplia rivoltando il marcio e non rammendando i buchi.
Lunga vita all’Antitrust, quindi. Ma solo per sognare. Che gli utenti e i cittadini ne facciano tesoro quando vanno a votare, quando si esprimono in ogni luogo pubblico o privato, attraverso i media o nei propri posti di lavoro. L’Antitrust auspica un opera di cambiamento per modificare le marci radici del sistema… ma per ora il regime vince sul sistema, controllandolo e drogandolo.

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Valorizzare il patrimonio immobiliare pubblico

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2015

torinoTorino Giovedì 8 ottobre 2015, dalle 14.30 alle 17, presso l’Auditorium della Città metropolitana di Torino (corso Inghilterra 7) ne parleranno amministratori pubblici, professionisti del settore, costruttori in un seminario che prende in esame i problemi legati alla razionalizzazione e alla valorizzazione del patrimonio pubblico immobiliare.Il seminario nasce come primo approfondimento, nella logica di sostegno e sviluppo della aree omogenee della Città metropolitana e dei Comuni che ne fanno parte, di una mozione approvata a maggio dal Consiglio metropolitano e promossa dal consigliere Andrea Tronzano.
Al seminario prenderanno parte il sindaco Piero Fassino, il presidente della Fondazione Patrimonio comune dell’Anci Alessandro Cattaneo, i consiglieri metropolitani Roberto Montà e Andrea Tronzano. Il dibattito, moderato dal consigliere Vincenzo Barrea, prevede interventi di:
Michele Lorusso, direttore Fondazione Patrimonio Comune Anci.
Elisabetta Spitz, amministratore delegato di Invimit del Ministero dell’economia e delle finanze.
Emanuela Recchi, vicepresidente Assoimmobiliare.
Alessandro Cherio, vicepresidente Anci e presidente Collegio Costruttori Edili

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Maria Rosaria Omaggio: Omaggio a voi Recital in concerto

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2015

maria rosaria omaggioRoma Sarà in scena al Teatro dei Conciatori Via dei conciatori, 5, dal 18 al 20 settembre 2015 Maria Rosaria Omaggio in Omaggio a voi – Recital in concerto, di Maria Rosaria Omaggio. Andrea Pelusi flauto traverso, fisarmonica e sax.
OMAGGIO A VOI è un recital in concerto per festeggiare i 30 anni di teatro di Maria Rosaria Omaggio, che ripercorre le donne che ha amato interpretare e che l’hanno fatta amare dal pubblico: da George Sand a La Santa Sulla Scopa di Luigi Magni, dalla Duse di D’Annunzio alla Cocotte intellettuale di Trilussa, dalla Didone Abbandonata a Graciela di Gabriel Garcia Márquez, dalla napoletana Filumena alla toscana Oriana Fallaci, dai giochi nonsense di Calvino a quelli in musica di Giorgio Gaber, dal Sonetto d’amore di Shakespeare al Valzer della toppa di Pasolini, per salutare con Sfida di Ada Negri e un Palazzeschi futurista, che già nel 1913 scriveva che il Controdolore, il sorriso, è la miglior ricetta di vita. Sarà accompagnata dal Maestro Andrea Pelusi, professore di flauto traverso, compositore su fisarmonica ed esecutore al sax. La musica dialoga e va in contrappunto con la voce, così anche la metrica perfetta dei grandi poeti emoziona come un canto e la prosa avvince diventando visione.Un’ora circa di divertimento, ironia ed emozione che non deve mai mancare, il tutto grazie allo straordinario talento di Maria Rosaria Omaggio TIPOLOGIA BIGLIETTI: € 18,00 – Ridotto € 13,00 – Ridotto € 10,00 + tessera obbligatoria di 2 € ORARIO SPETTACOLI: dal martedì al sabato ore 21,00 domenica ore 18,00 (Foto: maria rosaria omaggio)

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Perché i partenariati pubblico-privati non funzionano

Posted by fidest press agency su martedì, 17 marzo 2015

Onu palaceEsiste una strana contraddizione tra l’euforia per i cosiddetti partenariati pubblico-privati (PPP) e gli scarsi risultati ottenuti con questi strumenti negli ultimi 30 anni. Molti governi ricorrono ancora ai partenariati pubblico-privati nella speranza che il settore privato finanzi le infrastrutture e i servizi pubblici.Tale speranza permea anche il G20, l’OCSE e i negoziati in corso alle Nazioni Unite sugli obiettivi di sviluppo sostenibile, che saranno confermati dai capi di stato nel settembre 2015.
La privatizzazione sta per diventare politica ufficiale delle Nazioni Unite. L’esperienza con i PPP dimostra tuttavia che è fondamentalmente fallace.Il rapporto “Why Public-Private-Partnerships don’t work” (Perché i partenariati pubblico-privati non funzionano) redatto da PSIRU (Public Services International Research Unit) valuta l’esperienza dei PPP nei paesi ricchi come in quelli più poveri.In esso si giunge alla conclusione che i PPP rappresentano un modo costoso e inefficace di finanziare le infrastrutture e i servizi, perché occultano l’indebitamento pubblico e allo stesso tempo offrono a società private garanzie di Stato a lungo termine per i profitti. La ricerca svela le pratiche oscure dei PPP, in gran parte tenuti segreti e nascosti dietro negoziati riservati per proteggere vantaggi commerciali. Non ci sono consultazioni pubbliche, bensì molte false promesse e contratti commerciali estremamente complessi, tutti studiati allo scopo di proteggere gli utili delle imprese.“I governi e le Nazioni Unite sono fortemente influenzati da una potente lobby composta dalle maggiori società di servizi finanziari, di consulenza e legali, che cerca di trarre profitto da servizi pubblici primari come la sanità, l’acqua e l’energia“, sostiene Rosa Pavanelli, Segretario generale di PSI (Public Services International).“Dobbiamo tenere presente che le imprese del settore privato devono massimizzare i profitti se vogliono sopravvivere. Ciò è incompatibile con la necessità di assicurare un accesso universale a servizi pubblici di qualità, soprattutto per chi non è in grado di pagare tali profitti”.

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“Nudge”: nuove forme di intervento pubblico

Posted by fidest press agency su martedì, 3 febbraio 2015

sabino-casseseRoma venerdì 6 febbraio 2015, ore 11.00 aula Calasso – facoltà di Giurisprudenza piazzale Aldo Moro 5, Sabino Cassese, giudice emerito della Corte costituzionale, interviene sul tema ” ‘Nudge’: nuove forme di intervento pubblico”, nell’ambito dell’inaugurazione del master interuniversitario di II livello in Diritto amministrativo (MIDA). La prolusione del giurista è preceduta dagli interventi di presentazione del Master da parte dei direttori Vincenzo Cerulli Irelli, docente di diritto amministrativo alla Sapienza e Bernardo Giorgio Mattarella, docente di diritto amministrativo presso la Libera Università degli Studi Sociali Guido Carli (LUISS). (Cristina Torquato)

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Gas di scisto: i nuovi progetti dovranno superare il test ambientale

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 ottobre 2013

Il Parlamento europeo ha approvato mercoledì una modifica alla legislazione esistente per far sì che le attività di esplorazione ed estrazione d’idrocarburi non convenzionali siano oggetto di studi d’impatto ambientale. I deputati chiedono anche misure per ridurre i conflitti d´interesse e garantire che il pubblico sia informato e consultato.La direttiva sulla valutazione dell´impatto ambientale (VIA) si applica a progetti sia pubblici sia privati e stabilisce alcuni criteri, tra cui le informazioni che devono essere presentate alle autorità nazionali per un progetto prima della sua approvazione. La legislazione copre una vasta gamma di progetti, che spaziano dalla costruzione di ponti agli allevamenti intensivi di suini.”Abbiamo rivisto questa normativa fondamentale per allinearla alle nuove priorità dell’Europa, come i terreni, l’uso delle risorse, il rispetto per la biodiversità. La fratturazione idraulica desta preoccupazione. Abbiamo anche previsto criteri chiari per evitare conflitti di interesse e per coinvolgere il pubblico”, ha detto il relatore Andrea Zanoni (ALDE, IT). La sua relazione è stata approvata con 332 voti favorevoli, 311 contrari e 14 astensioni. Il relatore è stato anche incaricato di iniziare i negoziati con gli Stati membri.L’attuale legislazione copre progetti di estrazione di gas naturale per almeno 500.000 metri cubi al giorno. I deputati desiderano includere tutte le attività di esplorazione e lo sfruttamento d’idrocarburi non convenzionali (gas di scisto, petrolio, gas di carbone, ecc.), compresi i progetti di estrazione di gas di scisto, che spesso coinvolgono volumi inferiori a causa del processo di fatturazione della roccia.La proposta comprende misure volte a combattere i conflitti d’interesse, introducendo l’obbligo di avvalersi di esperti competenti, obiettivi e indipendenti.
I deputati propongono inoltre misure volte a garantire che il pubblico sia informato e consultato, in conformità con la Convenzione di Aarhus.

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Metro B: trasporto pubblico allo sbando

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2012

Roma. “Anche ieri ennesimo guasto sulla linea della metro B. Purtroppo il problema dei disservizi non riguarda solo la Metro B, ma l’intero servizio di trasporto pubblico, anche quello su gomma. Solo pochi giorni fa è stato denunciato sulla stampa dalle organizzazioni sindacali che quasi un mezzo su tre rimane fermo al deposito per guasti vari. Una situazione intollerabile che è una delle concause del mancato utilizzo da una parte dei cittadini romani dei mezzi di trasposto pubblico. Peccato perché tale situazione, oltre a rappresentare un danno alle casse dell’Atac, impedisce lo sviluppo di un modello di mobilità sostenibile che permetterebbe di alleviare la pressione del traffico veicolare privato sulla città con innegabili benefici anche sul fronte dell’inquinamento atmosferico e acustico, della sosta e più in generale della qualità della vita. Infatti, nonostante l’aumento del prezzo della benzina tenda a far aumentare l’utenza del trasporto pubblico, la Giunta Alemanno sembra voler far di tutto per scoraggiare l’uso di tali mezzi ai cittadini romani, sia con la pessima qualità del servizio erogato, che con il previsto aumento delle tariffe. Ci uniamo a coloro che chiedono che si faccia piena luce sui troppi disservizi che stanno colpendo il trasporto pubblico della città. E’ quanto dichiara Giovanni Barbera, membro del comitato politico romano del Prc-Federazione della Sinistra e presidente del Consiglio del XVII Municipio.

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