Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘pubblico’

Bankitalia: debito pubblico a 2.680,5 mld

Posted by fidest press agency su sabato, 19 giugno 2021

Il debito pubblico, secondo Bankitalia, ad aprile ha raggiunto i 2.680,469 mld.”Nuovo primato in valore assoluto del debito pubblico. Per la terza volta nella storia si è superata la fatidica soglia di 100 mila euro di debito a famiglia, arrivando a 102 mila e 337 euro” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Anche calcolando il debito ad italiano, si raggiunge un nuovo traguardo, superando per la prima volta la soglia di 45 mila euro a italiano. Se, infatti, consideriamo la popolazione residente, è come se ogni italiano avesse un debito di 45 mila e 234 euro, un valore superiore a ogni precedente” prosegue Dona.”Il problema del debito, al di là delle soglie simboliche, è che, anche se sostenibile nel lungo periodo, quando finirà la politica monetaria accomodante della Bce e i tassi di interesse cominceranno a risalire ci sarà un aumento delle tasse non indifferente per pagare l’onere del debito, con pesanti effetti redistributivi, come accaduto nel 2011, quando l’innalzamento dello spread è stato fatto pagare alla casalinga di Voghera con l’aumento dell’aliquota Iva” conclude Dona.

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Bankitalia: debito pubblico a 2.650,9 mld

Posted by fidest press agency su martedì, 18 maggio 2021

Il debito pubblico, secondo i dati di Bankitalia, a marzo ha raggiunto i 2.650.882 mld.”Nuovo primato in valore assoluto del debito pubblico. Inoltre, per la seconda volta nella storia si è superata la soglia simbolica di 100 mila euro di debito a famiglia, battendo il precedente record di febbraio 2021 e arrivando a 101 mila e 208 euro” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Anche calcolando il debito ad italiano, si raggiunge un nuovo traguardo. Se, infatti, consideriamo la popolazione residente, è come se ogni italiano avesse un debito di 44 mila e 735 euro, un valore superiore a ogni precedente” conclude Dona.

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Bankitalia: debito pubblico record a 2.643,799 mld

Posted by fidest press agency su sabato, 17 aprile 2021

Il debito pubblico, secondo Bankitalia, a febbraio ha raggiunto i 2.643,799 mld.”Non solo il debito ha raggiunto il primato in valore assoluto, ma si è stracciato anche il record simbolico del debito a famiglia, superando per la prima volta la fatidica soglia storica dei 100 mila euro, arrivando a 100 mila e 937 euro” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Anche calcolando il debito ad italiano, si raggiunge un primato. Se, infatti, consideriamo la popolazione residente, è come se ogni italiano avesse un debito di 44 mila e 328 euro, un valore superiore a ogni precedente” conclude Dona.

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Bankitalia: debito pubblico a 2.603,128 mld

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 marzo 2021

Il debito pubblico, secondo Bankitalia, a gennaio ha raggiunto i 2.603,128 mld. “Battuto ogni record! Anche calcolando il debito ad italiano, si raggiunge un primato storico. Se, infatti, consideriamo la popolazione residente, è come se ogni italiano avesse un debito di 43 mila e 646 euro, un valore superiore al passato record del 2020 quando era pari a 40 mila e 78 euro” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Anche a famiglia stracciato ogni precedente. Si tratta di un debito pari a oltre 99 mila euro, 99 mila e 384 euro euro per la precisione. Superata per la prima volta la soglia di 99 mila euro, visto che nel 2020 era pari a 98 mila e 91 euro” conclude Dona.

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Draghi e Brunetta vogliono velocizzare il Pubblico Impiego

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

Anche se siamo ancora ad un livello di pura enunciazione, ci sembra possibile e anche sensato iniziare a porci qualche domanda sulla direzione strategica che il nuovo esecutivo imprimerà alla funzione della pubblica amministrazione e al suo funzionamento. Per dirla con una battuta, sarà l’anno del Dragone? Dalle dichiarazioni di Draghi in Parlamento, finalizzate alla fiducia per il proprio governo, emergono alcuni elementi che vanno analizzati con attenzione se si vuol capire l’idea di Stato di questo governo e i progetti per la Pubblica Amministrazione e per i lavoratori pubblici. Difficile parlare di delusione, dal momento che sembra si vada proprio nella direzione che avevamo temuto e annunciato.
Una delle parole chiave è stata “Velocizzazione”: velocizzare lo “smaltimento del lavoro arretrato accumulato durante la pandemia”. A parte il fatto che non legare la parola alla situazione degli organici e alle necessarie assunzioni in una PA sempre più carente di personale risulta a dir poco velleitario, è senz’altro molto significativo che tra l’arretrato non venga nemmeno citata la situazione più grave che riguarda l’allungamento delle liste d’attesa in sanità e la conseguente impossibilità di curarsi per milioni di cittadini. Una circostanza che non viene citata nemmeno nel passaggio specifico sulla sanità che è apparso come una mera enunciazione di intenti, ma non supportata da elementi concreti, a partire dalle risorse necessarie alle assunzioni delle decine di migliaia di operatori necessari alla nostra sanità, come l’epidemia in corso ha ampiamente dimostrato.Velocizzazione anche per il processo di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, ma non una parola sulla necessità di regolarizzare il cosiddetto “Smart Working” all’interno del quale milioni di dipendenti si sono ritrovati catapultati in modo assolutamente casuale e che al momento è vissuto soprattutto come un trasferimento di postazione di lavoro e di tutti i costi correlati (connessione, riscaldamento, dispositivi, corrente, buoni pasto) sui lavoratori e le loro famiglie, senza alcuna ipotesi di redistribuzione delle ingenti somme risparmiate dalle amministrazioni per la nuova situazione logistica. Importante anche il passaggio sulla velocizzazione dei processi di assunzione su base meritocratica, che sembrano tanto richiamare la volontà di creare una Pubblica Amministrazione impostata con criteri aziendali e manageriali secondo un’idea che si allontana – e molto- da quella di uno Stato che garantisca servizi essenziali e di qualità (gratuitamente), a cominciare da sanità scuola e ricerca, riprendendo nelle proprie mani quelle funzioni strategiche che sempre più sono state abbandonate per affidarle alle avide attenzioni dei privati.Infine, nessun passaggio sulla necessità di porre fine al sempre più diffuso precariato dentro la P.A., determinato dai processi di esternalizzazione e di privatizzazione.In tutto questo, la scelta di Brunetta come ministro della Funzione Pubblica non è certo rassicurante. Bisogna però stare attenti a non immaginare riproposizioni identiche di stagioni politiche con caratteristiche diverse da quella attuale – nessuno pensa alla riedizione di una stagione di pura austerità di montiana memoria – , ma allo stesso tempo bisogna avere il coraggio e l’ambizione di definire sempre meglio gli scenari nei quali combatteremo, insieme ai lavoratori pubblici, uno scontro decisivo sulla loro funzione complessiva e sulle finalità del loro lavoro.

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Bankitalia: debito pubblico a 2.569,3 mld

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2021

“Anche se a dicembre il debito in valore assoluto è inferiore rispetto al precedente primato di ottobre, quando era pari a 2.587,471 mld, calcolando il debito per ogni italiano si raggiunge un record storico. Se, infatti, consideriamo la popolazione residente secondo i dati ufficiali Istat relativi al 1° gennaio di ogni anno, nel 2020 è come se ogni italiano avesse un debito di 43 mila e 78 euro. Un valore superiore al precedente primato del 2019 quando era pari a 40 mila e 288” euro afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “A famiglia si tratta di un debito pari a oltre 98 mila euro, 98.091 euro per la precisione” conclude Dona.

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Bankitalia: debito pubblico a 2.586,481 mld

Posted by fidest press agency su domenica, 17 gennaio 2021

“Anche se ci salviamo dall’ennesimo record, dato che rispetto al primato storico del mese precedente, ottobre, siamo sotto di 490 milioni, resta il fatto che da marzo, ossia da quando il Governo ha emanato le prime misure di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese per affrontare l’emergenza Covid, effettivamente spese poi solo a partire da aprile, a novembre, ossia in appena 8 mesi, il debito è passato da 2.433.523 a 2.586.481, aumentando di quasi 153 miliardi, 152 e 958 milioni. Un dato che preoccupa, dato che stiamo indebitando le future generazioni” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Investire sul patrimonio pubblico

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 dicembre 2020

“Investire sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, abbattendo il debito, rappresenta un’importante volano di crescita per il Paese e aiuta decine di Comuni nell’azione quotidiana che portano avanti per mettere a reddito migliaia di immobili che sono inutilizzati e, in alcuni casi, anche in condizioni fatiscenti.Grazie all’ottimo lavoro di Invimit SGR, che ringrazio, per aver fatto partire il Fondo Dante, con la collocazione del quote di Convivio, per un valoro di circa 249 milioni di euro, a Poste Vita.Rendendo il patrimonio pubblico semplice e accessibile agli investitori, si scrive una pagina importante nella gestione dei beni comuni”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, sull’operazione di commercializzazione delle quote di Convivio, condotta da Invimit SGR, società partecipata al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

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Scuola: Inail pubblica un documento sul trasporto pubblico

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

L’Inail ha diramato il “Documento tecnico sulla gestione del rischio di contagio da Sars-Cov-2 nelle attività correlate all’ambito scolastico con particolare riferimento al trasporto pubblico locale”. In questo viene riportata un’interessante analisi sulla mobilità degli studenti: “nel 2019 11,1 milioni di studenti si sono mossi quotidianamente sul territorio nazionale per raggiungere i luoghi di studio; tra questi, 3,5 milioni di studenti si sono spostati fuori dal proprio Comune, soprattutto residenti dei piccoli centri, delle periferie, delle aree metropolitane e del Nord. La maggior parte degli spostamenti avviene nella fascia oraria tra le 7:30 e le 8:00 in cui si muove il 70% degli studenti. Sono 3,2 milioni gli studenti che si sono spostati a piedi o in bici. Per quanto riguarda i tempi, oltre la metà degli studenti che si muovono con i mezzi pubblici impiegano in media meno di 30 minuti per raggiungere il luogo di studio. Le percentuali dell’utilizzo di tutti i mezzi di trasporto pubblico negli ultraquattordicenni sono circa pari al 60%, tra i mezzi maggiormente utilizzati dagli studenti si registrano pullman e corriere con il 29,7% nella fascia di età 14-17 anni.” “Allo stato attuale – continua l’ingegnere Natale Saccone – le misure contenitive hanno riguardato prevalentemente la scuola del secondo ciclo con conseguente didattica a distanza che ha contribuito a ridurre il carico sul TPL. Nell’ottica di ipotesi di rilascio di tali misure, è necessaria un’analisi attenta del fenomeno, al fine di prevenire gli affollamenti, che sono una rilevante situazione di rischio”.Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, osserva che “l’avvio in presenza al 75% negli istituti della secondaria di secondo grado e in presenza al 100% per il primo ciclo potrà essere attuato se e solo se ci sarà una programmazione avviata dalle aziende locali dei trasporti, formalmente sottoscritta nelle sedute dei tavoli prefettizi, con l’impegno per tali uffici di garantire un accurato controllo del rispetto degli accordi ratificati.”

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Bankitalia: nuovo record debito pubblico a 2.587 mld

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

Nuovo record del debito pubblico, che a ottobre ha raggiunto i 2.586,966 mld. “Ennesimo record storico! Ormai, per via dell’emergenza Covid, andrà sempre di male in peggio. Considerati i dati Istat di oggi sulla popolazione residente, è come se ognuno avesse un debito di oltre 43 mila euro, 43.375 euro. A famiglia si tratta di un debito pari a quasi 99 mila euro, 98.767 euro per la precisione” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Vincere la paura di parlare in pubblico

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 dicembre 2020

Tra gli effetti indiretti della pandemia c’è anche la paura di parlare in pubblico. La glossofobia, che prima dell’emergenza Covid-19 riguardava già una persona su 4, ora rischia di diventare un disturbo molto più diffuso. Una sorta di nuova epidemia nella pandemia che ostacolerà il lento ritorno alla normalità atteso per il 2021. “Specialmente per le persone che, a causa della profonda crisi economica, dovranno reinventarsi e cercare un nuovo lavoro. Perché oggi tra le competenze più richieste c’è l’abilità di saper comunicare e il saper parlare in pubblico”, spiega Massimiliano Cavallo, uno dei maggiori esperti italiani di Public Speaking, autore del libro “Parlare in Pubblico Senza Paura” (edito da Anteprima Edizione) e del nuovo volume “Sono solo parole – Crea il tuo discorso top ispirandoti a 10 discorsi che hanno fatto la storia” (edito da Youcanprint). Per arrivare preparati a questo tanto atteso appuntamento, l’esperto di Public Speaking ha messo a punto un decalogo con utili consigli per superare la paura di parlare in pubblico e comunicare al meglio: 1) Non evitare di parlare in pubblico. Uno degli errori più frequenti in chi ha paura di parlare in pubblico è, ovviamente, evitare le occasioni che si presentano. E’ chiaro che spesso rinunciare è la soluzione più comoda ma in questo modo si accresce la paura. Infatti, evitando, si trasmette al proprio cervello il messaggio che parlare in pubblico rappresenta per se stessi qualcosa di pericoloso e per il quale si è inadeguati. Questo accresce la paura e, chiaramente, la volta successiva si continuerà ad evitare. E’ così che poi si arriva in situazioni in cui si deve prendere necessariamente la parola – magari per scelte aziendali – e quello è il momento in cui il “mostro” è diventato grande e può sorgere un vero e proprio attacco di panico. 2) Trasformare la paura in adrenalina. L’elemento principale da capire, rispetto alla glossofobia, è che non è la paura in sè il problema ma la “dose”. Con l’esercizio e con il giusto metodo, come quello che Cavallo insegna ai suoi corsisti del Metodo Public Speaking Top, si impara a capire che la paura può essere un alleato. E’ quella che noi chiamiamo comunemente adrenalina e ci permette di essere vigili e concentrati. Il problema non è quindi la presenza della paura ma quanto questa sia portata a limiti estremi che portano a perdere il controllo. 3) Considerare che lo stress percepito è maggiore di quello trasmesso. Chi parla in pubblico sente su di sé il 100% di stress e i suoi relativi sintomi: tachicardia, tremore della voce, mani che sudano eccetera. Quello che percepisce invece il pubblico è più o meno il 20% di questi sintomi, tranne alcuni casi in cui siano particolarmente evidenti. Ciò vuol dire che non dobbiamo porre attenzione a noi concentrandoci su quelli che per noi sono “difetti” ma sul pubblico e le sue esigenze. 4) Pensare che il pubblico vuole ascoltare. Spesso il relatore teme di annoiare il pubblico e tende a parlare velocemente. Invece il pubblico ama ascoltare relatori interessanti e se ha preso del tempo per partecipare a un convegno è perché, evidentemente, ci tiene. Si tratta, ovviamente, di riuscire a interessarlo. 5) Non inseguire la perfezione, non esiste! Molto spesso si ottengono applausi dalla platea o complimenti alla fine di uno speech e il relatore invece è insoddisfatto perché ha trascurato un dettaglio, magari poco importante per il pubblico. Bisogna concentrarsi sui progressi perché se riascoltiamo i discorsi di leader famosi noteremo che sono pieni di errori ma che nessuno nota. Questo perché comprendiamo il messaggio e trascuriamo i dettagli. 6) Esercitarsi. Può sembrare una regola banale, ma alla fine è anche la più disattesa. E’ necessario provare un discorso più e più volte, nella stessa modalità che si userà poi realmente. Quindi, se l’intervento lo richiede, bisogna alzare la voce o abbassarla come se si avesse di fronte il pubblico. 7) Non leggere il discorso e non impararlo a memoria. Quello che più teme chi soffre di glossofobia è di perdere il filo del discorso. Cosa che succede quando si impara a memoria o si legge. Il discorso non va letto perché focalizzeremmo lo sguardo sul foglio anziché sul nostro pubblico. Se usi le slide scrivi poco testo; se parlerai a braccio, schematizza il tuo intervento in poche parole e appunti. 8) Guardare la platea negli occhi. Mai guardare nel vuoto o fissare le slide. Bisogna cercare di guardare le persone negli occhi e, se l’aula è grande, guardarla a blocchi di persone. 9) Alzare leggermente il volume della voce. Se la voce è più alta del solito, il cervello trasmetterà maggiore sicurezza. Inoltre, con un volume di voce più alto sarà difficile sentire la voce che trema10) Postura e linguaggio del corpo devono trasmettere sicurezza. Niente gioco con penne, anelli, orologi o movimenti frenetici che trasmettono nervosismo. La postura deve essere solida e naturale ma non immobile. Queste regole possono essere molto d’aiuto, ma non garantiscono al 100 per 100 i risultati sperati. In questo caso la soluzione più veloce e con più probabilità di riuscita è il Corso Public Speaking Top, tenuto da Cavallo e che segue un metodo molto diverso da quello di altri corsi simili. Nel corso nessuna pratica motivazionale e né tantomeno lunghe sessioni di teoria. “Il nostro corso è intensivo, dura 2 giorni ed è aperto a tutti. Tramite una serie di esercitazioni – dice Cavallo – insegniamo ai nostri partecipanti a gestire la paura, cioè a utilizzarla in modo da rendere il discorso in pubblico più efficace e convincente”. Ad ogni corso è prevista la partecipazione di sole 15 persone in modo da consentire anche confronti individuali e personalizzati. I risultati non sono temporanei. “Con Public Speaking Top la paura di parlare in pubblico si supera una volta per tutte”, conclude Cavallo. I corsi vengono organizzati in Italia e Slovenia.

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Trasporto pubblico: “Urgono interventi straordinari”

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2020

Si è svolto il Consiglio Nazionale della Faisa-Cisal in cui sono state affrontate compiutamente le tematiche contemporanee che riguardano il mondo della mobilità delle persone. Un settore fortemente condizionato dalla pandemia.Nel corso del dibattito, aperto dalla relazione del Segretario Generale, Mauro Mongelli, si è evidenziato come la contrazione della capienza massima dei mezzi di trasporto al 50%, misura evidentemente non contestabile considerato l’elevato orientamento alla salvaguardia della salute dei passeggeri e del personale in servizio, porta con sé la conseguenza di determinare un profondo cambiamento della struttura dei ricavi delle aziende dell’intero settore.Per la Faisa Cisal appare del tutto evidente che sia necessaria una imponente azione di ammodernamento ed implementazione delle risorse e degli investimenti da destinare al trasporto delle persone in Italia a meno che non si sia orientati a scaricare tali gravosi costi aggiuntivi sulle famiglie italiane fruitrici di tali servizi. L’intero sistema italiano delle mobilità delle persone, in particolare nelle città di medie/grandi dimensioni, sarà obbligato, pena il suo mantenimento in vita, a traguardare un cambiamento epocale, un nuovo paradigma riformatore che dovrà necessariamente prevedere il pieno coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori.Risulta altrettanto determinante per la federazione come sia necessaria una nuova programmazione dei servizi, ripetutamente richiesta nel corso dei mesi, atta a determinare un effettivo miglioramento dell’offerta alla cittadinanza. Sotto questo punto di vista – ha spiegato Mongelli – “assistiamo a dichiarazioni di esponenti del governo che trattano materie di competenza di altri dicasteri, tralasciando magari quelle proprie; recenti le dichiarazioni, attribuite al Ministro dei Trasporti e Infrastrutture, che, esortando la riapertura degli istituiti scolastici anche il sabato e la domenica, proposta che non sta a noi commentare, hanno alimentato un vivace dibattito in previsione della riapertura delle scuole.Immaginando che il Ministro si riferisse al sistema dei trasporti quando ha sostenuto che, le scuole vanno riaperte quando ci sono le condizioni per riaprirle – ha sottolineato ancora Mongelli – crediamo fortemente, invece, che quelle condizioni vadano immediatamente ripristinate, con interventi finanziari straordinari tangibili, che consentano misure eccezionali programmate e risolutive, sicuramente anche con il concorso di altri dicasteri, Enti Locali e portatori di interessi». Per la Faisa Cisal i primi interventi, necessari ad un reale cambio di paradigma, sono certamente l’aggiornamento, di concerto con le organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL di categoria, del Protocollo contro la diffusione del Covid-19 che dovrà prevedere anche l’inserimento di un controllo periodico, nonché la possibilità di accedere alla somministrazione gratuita del vaccino per i lavoratori che hanno il compito di garantire un servizio essenziale per i cittadini e per l’economia. Altresì importante risulta essere il rapido rinnovo del CCNL di settore, scaduto oramai già da tre anni, quale elemento funzionale ad un corretto assetto di relazioni industriali e regolatore dei miglioramenti che il settore necessita.

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Finanziamento pubblico editoria

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 novembre 2020

Cdp (Cassa Depositi e Prestiti [Stato]) oggi ha fatto il suo dovere per sopperire ai presunti scarsi finanziamenti pubblici all’editoria. Tutti i quotidiani * hanno una intera pagina (in genere l’ultima di copertina, tra le più costose per le inserzioni pubblicitarie) per ricordarci che “Da 170 anni, dall’Italia per l’Italia, oggi più che mai“. Messaggio un po’ criptico, per gli addetti ai lavori, che continua: “Ogni giorno sosteniamo le imprese e il terrritorio, insieme a 27 milioni di risparmiatori che con noi investono nel preente e nel domani dell’Italia. Scopri tutte le soluzioni di Cassa Depositi e Prestiti su cdp.it”.I soldi per pagare questa pubblicità sono soldi dei contribuenti. Sarà che siamo un po’ strani, ma non compendiamo l’utilità di una campagna d’immagine del genere: a chi si rivolge, cosa vuol far sapere… certo, ci dicono che loro hanno i Buoni Fruttiferi… cosa che tutti gli interessati già sanno e che quando escono vanno a ruba e finiscono subito… quindi?Quindi… non è una pubblicità ma un modo inelegante di dare un po’ di soldi ai quotidiani italiani. Che sono in crisi? Da sempre, ci dicono. Ma non di più – e molto di meno – rispetto a chi invece è ora travolto da crisi sanitaria ed economica per pandemia.Ma se questi soldi li avessero donati a chi è in prima fila contro la pandemia, strutture pubbliche sanitarie incluse, casse integrazioni non ancora pagate incluse… Non lo sappiamo e non lo sapremo mai. Ma sappiamo solo, visto che per l’appunto sono soldi dello Stato, che quest’ultimo non ci fa proprio una bella figura. Soprattutto per la fiducia, ammesso che a qualcuno interessi.Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Basta attacchi al lavoro pubblico, vero problema è carenza personale

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2020

Invece di prendersela con le lavoratrici e i lavoratori, Ance dovrebbe sostenere con noi la battaglia per assunzioni straordinarie di profili tecnici all’interno delle pubbliche amministrazioni. Figure letteralmente crollate negli anni: geometri, architetti, ingegneri, istruttori tecnici e figure tecnico dirigenziali, sono progressivamente scomparsi, al punto tale da registrare un calo degli addetti sul fabbisogno pari a un quarto del necessario”. Così la Fp Cgil replica alle affermazioni del presidente di Ance, Gabriele Buia, sostenendo che: “La via perché si raggiunga maggiore efficienza nella Pa, vessata da anni di tagli, nelle risorse e nel personale, passa dall’assunzione di personale tecnico e qualificato”.La Fp Cgil infatti, alla luce dei dati relativi al conto annuale dello Stato, che certificano rispetto ai comuni un decremento complessivo dell’occupazione del 18,02% tra il 2009 e il 2018, passando da 396 mila addetti a 325 mila, ha analizzato l’andamento dell’occupazione relativa al personale degli uffici tecnici comunali di sette tra le maggiori città italiane. Dall’analisi condotta dal sindacato su Bari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma e Torino emerge che negli uffici tecnici l’occupazione registra una carenza di personale, rispetto al fabbisogno previsto, pari al 24,07%, mancano cioè per questi comuni 1.326 addetti su una dotazione di fabbisogno del personale pari a 5.509. Figure scomparse negli anni e che hanno avuto riflessi pesanti sulle funzioni svolte, in particolare l’attività progettuale quelle che più ne ha sofferto. Vediamo nel dettaglio le città prese in esame. Bari ha una carenza di personale tecnico rispetto al fabbisogno del -27,72%, Firenze del -48,98%, Genova del -10,09%, Milano del -14,56%, Napoli del -32,38%, Roma del -5,51% e, infine, Torino del -32,69%. Il totale di queste sette città campione registra un personale in servizio di 4.183 e una carenza di 1.326 (-24,07%). Dati, relativi a questi enti, frutto di una mole di personale tecnico fuoriuscito nel corso degli ultimi 10 anni pari a 2.216, perdendo quindi in media il 34,63% degli addetti in questi settori e che diventa ancora più grave per provincia e città metropolitane.Alla luce di questi dati, la Fp Cgil osserva: “Non è possibile imputare responsabilità ai lavoratori, non è tollerabile prendersela con loro che non fanno la manutenzione se alla prima pioggia si apre una voragine nelle strade. Sappiamo bene che il tema delle infrastrutture materiali e immateriali è il vero grande tema della competitività del paese ma per cambiare ci vogliono investimenti e assunzioni. Gli uffici tecnici risentono di una enorme emorragia di personale. La soluzione, e ci aspettiamo che Ance ci sostenga in questa battaglia, è in nuove assunzioni, soprattutto in questi settori tecnici, che possono contribuire al rilancio del paese”, conclude.

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Finanziamento pubblico per studente, Italia al di sotto della spesa media UE

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2020

Eppure si tratta di un fattore importante per l’equità, specialmente nella scuola primaria: il dato emerge da un’analisi di Eurydice, la quale ha rivelato che una spesa pubblica per studente più elevata può ridurre le differenze di rendimento tra studenti delle scuole primarie con risultati scarsi e buoni. Allo stesso tempo, vi sono differenze significative in tutta Europa nel livello di finanziamento pubblico per studente, che vanno da 1.940 (Romania) a 13.430 (Lussemburgo) standard di potere d’acquisto (SPA) e riflettono in parte le differenze di dimensione dell’economia dei rispettivi paesi.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “i fondi del Recovery Fund, che la stessa Unione europea assegnerà all’Italia, dovranno servire anche a elevare gli investimenti per gli alunni. E le linee guida generali presentate dal Governo fanno ben sperare. La scuola deve infatti rappresentare l’architrave del progetto che il nostro Paese si appresta a presentare a Bruxelles a gennaio. Essere scivolati al di sotto della media UE è tutto ‘merito’ dei tagli profondi attuati verso Scuola e Università negli ultimi tre lustri, con svariati miliardi risparmiati prima con il dimensionamento targato Tremonti-Gelmini e poi con la spending review applicata alla PA, conoscenza compresa.Merita un approfondimento l’ultimo rapporto di Eurydice, Equity in School Education in Europe: Structures, Policies and Student Performance, che ha fatto il punto della situazione su strutture e politiche associate a una maggiore equità del sistema in relazione soprattutto ai risultati degli studenti: il rapporto – che prende in esame 42 sistemi educativi europei – esamina una serie di caratteristiche “sistemiche” messe a confronto: partecipazione all’educazione e cura della prima infanzia, finanziamento scolastico, differenziazione e tipi di scuola, scelta della scuola, politiche di ammissione, sistemi di percorsi scolastici differenziati, ripetenza, autonomia scolastica, accountability, sostegno alle scuole svantaggiate, sostegno per studenti con scarso rendimento e opportunità di studio. Sono diversi ed interessanti i risultati emersi dallo studio: il forte gap di finanziamenti pubblici; gli svantaggi formativi, sotto forma sviluppo complessivo e di rendimento scolastico futuro, per i bambini a cui viene negata l’educazione e cura della prima infanzia, soprattutto per coloro che provengono da contesti svantaggiati; la “segregazione scolastica” derivante da indicazioni diversificate sul prosieguo degli studi; i danni derivanti dai criteri di ammissione basati sui risultati scolastici e dalla scelta precoce del percorso scolastico; la riduzione di qualità delle prestazioni e l’elevazione degli abbandoni dovute alla ripetenza degli anni scolastici; la presenza di insegnanti specializzati nel sostegno agli alunni produce inequivocabili effetti benefici.

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“L’IMF spinge per ulteriore stimolo pubblico: cosa significa?”

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

A cura di Pasquale Diana, Senior Macro Economist di AcomeA SGR. Il Fondo Monetario ha pubblicato il Chapter 2 del suo fiscal outlook. Ci sono riflessioni importanti sugli investimenti pubblici, con potenziali ripercussioni, a mio avviso, sulle politiche verso i mercati emergenti. Cosa dice il Fondo? Lungi dal predicare il ritorno all’austerità fiscale, il Fondo Monetario chiede espressamente ai governi dei paesi avanzati di aumentare gli investimenti pubblici, avvalendosi dei tassi bassi e approfittando del momento per preparare la transizione alla digital/green economy. Per quelli che ricordano l’enfasi che il Fondo metteva sul consolidamento del debito, è un cambio di linea epocale. Chiaramente è avvenuto in maniera graduale negli anni, ma oggi ha raggiunto nuove vette. Ecco perché. Qual è l’analisi dietro questa tesi? Il Fondo sostiene che in situazioni di incertezza come quella attuale i “fiscal multipliers” degli investimenti pubblici sono molto più alti del normale. Questo perché un intervento dello Stato nell’economia, in un periodo di forte incertezza e con ampie risorse inutilizzate, può essere particolarmente incisivo. Qui sotto una chart su come cambiano le stime dei “fiscal multipliers”. Un 1% di GDP di investimenti pubblici può creare fino a 2.7% punti di crescita del PIL in periodi di forte incertezza. E In termini di posti di lavoro creati, gli investimenti pubblici possono creare tra 2 e 8 posti di lavoro per ogni milione di USD spesi in infrastrutture, con un impatto particolarmente marcato nei settori della ricerca e della green economy. Da notare che, in generale, i posti di lavoro creati negli emergenti sono maggiori, dati i salari più bassi e un uno dei fattori produttivi maggiormente focalizzato sul lavoro rispetto al capitale in EM. Cosa vuol dire tutto questo per gli emergenti? Alcune considerazioni personali. Il Fondo è chiarissimo nel sostenere che gli investimenti pubblici non sono una panacea. Negli emergenti possono portare ad aumenti dei tassi di interesse, preoccupazione sulla tenuta del debito e uso poco efficiente delle risorse. C’è inoltre il rischio (comune a tutti i paesi) di creare posti di lavoro di “bassa qualità”. Ciò detto, è palese a mio avviso che i paesi ricchi hanno avuto un accesso alla leva fiscale (tramite l’ausilio del QE delle banche centrali) che gli emergenti non hanno avuto. Questo è parte dell’extraordinary privilege di cui godono i paesi che emettono reserve currencies (US, Euro Area, Giappone, UK). Gli emergenti possono beneficiare di questo stimolo in maniera indiretta, certo. Ma non hanno lo stesso spazio. Questo non cambia dall’oggi al domani. Ma non è pensabile che il Fondo Monetario sostenga così apertamente la linea della spesa pubblica per investimenti nei paesi che se lo possono permettere e adotti la linea del rigore verso gli emergenti. Non solo non sarebbe giusto, ma sarebbe anche una linea impresentabile. Mi sembra quindi più che ragionevole non solo che l’IMF continui a perorare la causa della debt suspension per i paesi più poveri, ma soprattutto che adotti criteri estremamente flessibili al momento di negoziare nuovi programmi. L’optimum sarebbe un’emissione di SDR (Special Drawing Rights) nuove, che un’elezione di Biden alla Casa Bianca renderebbe più plausibile visto che cadrebbe il veto US. Ma ci sarà da aspettare. Per adesso il Fondo continua la sua lenta, inesorabile trasformazione verso una linea più soft e meno incentrata al consolidamento rapido del debito a tutti i costi.

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La Galleria dell’Accademia di Firenze riapre al pubblico

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2020

Firenze Galleria dell’Accademia di Firenze Via Ricasoli, 58-60 la sala di Giotto e della sua scuola e la sala di Giovanni da Milano e degli Orcagna. La Galleria dell’Accademia di Firenze apre nuovamente al pubblico le sale al piano terra dedicate alla pittura del Duecento e Trecento, sempre nel pieno rispetto delle norme di sicurezza, dovute all’emergenza Covid-19. I visitatori potranno tornare ad ammirare, da vicino, nella sala di destra, i capolavori di Giotto e della sua scuola mentre, in quella di sinistra, le opere di Giovanni da Milano e dei fratelli Orcagna. Tra i dipinti di questi grandi maestri toscani, qui conservati, troviamo un prezioso frammento di affresco di Giotto raffigurante una testa di pastore e armenti, accompagnato da preziose opere dei suoi diretti seguaci, come le numerose formelle polilobate di Taddeo Gaddi, raffiguranti storie di Cristo e di San Francesco, provenienti dalla sagrestia della Basilica di Santa Croce di Firenze, oppure la grande croce dipinta di Bernardo Daddi.Nell’altra sala sono esposti altrettanti capolavori di cui ricordiamo la splendida Deposizione di Giovanni da Milano, datata 1365, e la monumentale Incoronazione della Vergine di Jacopo di Cione, fratello di Nardo e Andrea Orcagna, nota coma la Pala della Zecca, così denominata per essere stata commissionata dalla zecca fiorentina, intorno al 1373 circa. In questa sezione della Galleria dell’Accademia, si trova anche il trittico della Pentecoste, realizzata da Andrea Orcagna, opera tra le più rappresentative della straordinaria collezione di fondi oro del museo, che è stata soggetto di un importante restauro terminato proprio l’anno scorso.Orario di apertura al pubblico: Dal martedì alla domenica, dalle ore 9.00 alle ore 18.00 Lunedì chiuso.L’ultimo ingresso consentito sarà 30 minuti prima della chiusura.È raccomandata la prenotazione (€ 4,00) tramite Firenze Musei, tel. +39 055 294883, oppure acquistando il biglietto tramite la piattaforma B-Ticket http://www.galleriaaccademiafirenze.beniculturali.it/galleria/1/visita/Si ricorda inoltre la diminuzione del costo del biglietto intero da € 12,00 a € 8,00, ferme restando le gratuità di legge e le riduzioni già in atto.

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Necessità di rinegoziare i canoni di locazione per i locali adibiti a pubblico esercizio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2020

Come più volte sottolineato dalla Federazione in tutte le sedi istituzionali, l’enorme crisi che ha colpito l’economia del nostro paese, e in particolare il settore dei pubblici esercizi, ha reso insostenibili le spese a cui gli imprenditori devono far fronte per tenere in vita le proprie attività. Tra queste, una delle principali, è certamente quella che riguarda gli affitti. “Il contesto sociale ed economico è cambiato in maniera drastica a causa della pandemia e non si può non tenere in considerazione questo aspetto. La nostra Federazione denuncia ormai da mesi la necessità di ridefinire gli accordi sui canoni di locazione affinché possano essere sostenibili tenendo in considerazione il calo dei fatturati, in media di circa il 40%, con cui devono fare i conti i nostri imprenditori”. Dichiara Roberto Calugi, Direttore Generale di Fipe-Confcommercio, Federazione Italiana Pubblici Esercizi.

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La gestione della salute tra pubblico e privato

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2020

La salute, a questo punto, diventa non più un aspetto privato ma, per i suoi risvolti sociali, si colloca tra gli interessi primari dello Stato. Il suo obiettivo consiste allora nella promozione e nella protezione della salute attraverso un programma di sviluppo di azione a livello di comunità che, assunto nel suo insieme, consenta una riduzione delle malattie e della mortalità causate dai fattori che ho in precedenza illustrati. Ma sarà lo stesso per la sanità privata? In generale possiamo dire che le linee d’indirizzo sono le seguenti:
• Riduzione dei fattori di rischio delle malattie non trasmissibili che derivano dall’alimentazione scorretta;
• Aumento nella popolazione della consapevolezza del ruolo dell’alimentazione e dell’attività fisica a partire dalle scuole, nelle varie forme di associazionismo e nel lavoro obbligando il datore di lavoro di tutelare la salute dei propri dipendenti;
• Monitoraggio scientifico dei dati e sviluppo dell’attività di ricerca.
Significa, quindi, che la promozione della salute va perseguita costruendo una cultura pubblica volta a tutelarla in ogni manifestazione della vita civile, dalla famiglia, alla scuola, dal lavoro, alla condizione di pensionato. In questo senso vanno creati ambienti di vita e di lavoro favorevoli per ridurre tutti quei fattori di rischio che tendono ad instaurare patologie croniche e invalidanti (malattie cardiovascolari, diabete di tipo II, alcuni tipi di tumore), che sono l’ipertensione, l’ipercolesterolemia, l’obesità, la sedentarietà, l’abitudine al fumo e alla scarsa attività fisica. È questa una tematica caratterizzata da forte valenza sociale e civi-le, in quanto rispetto ad altre malattie anche più gravi, più problematiche e di più elevato impatto quantitativo, gli infortuni e le malattie professionali costituiscono accadimenti evitabili solo se tutti i soggetti istituzionali e sociali coinvolti assumono le responsabilità loro proprie.
Non vi è dubbio che una più ampia rete d’assistenza e di tutela della salute richiede maggiori risorse ma esse possono anche essere ricercate con opportune economie di gestione tese a ridurre se non a eliminare del tutto gli sperperi, la malasanità, la duplicazione di analisi e forme di accertamenti, e visite specialistiche superflue. (Riccardo Alfonso)

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Dibattito pubblico su rete unica

Posted by fidest press agency su martedì, 1 settembre 2020

“La rete italiana di telecomunicazioni è un’infrastruttura strategica che deve essere unica, di proprietà pubblica e wholesale only, ovvero rispettosa della concorrenza e sulla quale gli operatori di TLC possono offrire i loro servizi con condizioni uguali. Questa è la visione di Fratelli d’Italia contenuta nella mozione approvata dal Parlamento, che ha permesso di aprire e orientare il dibattito su un tema così cruciale per il futuro e lo sviluppo della nostra Nazione. È solo grazie a FdI se oggi questo confronto è pubblico e sta prendendo una direzione diversa da quella che all’inizio il Governo aveva indicato. Continueremo ad essere protagonisti di questo dibattito così importante per l’Italia e ad offrire il nostro contributo per difendere i nostri interessi nazionali, che non possono essere condizionati da quelli di aziende estere, potenti operatori e fondi speculativi”. Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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