Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 137

Posts Tagged ‘pubblico’

Bankitalia: debito pubblico a 2.755 mld

Posted by fidest press agency su sabato, 21 Maggio 2022

Il debito pubblico, secondo Bankitalia, a marzo ha raggiunto i 2.755,372 miliardi.”Ennesimo record storico! Dopo il primato di febbraio, pari a 2.736,507, segue quello di marzo con un rialzo mensile non indifferente di 18,9 mld. Un debito che se fosse a famiglia sarebbe pari a 105 mila e 197 euro” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Anche calcolando il debito a italiano, si raggiunge un nuovo traguardo, pari a 46 mila e 715 euro” conclude Dona.

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Apre al pubblico IN AND OUT

Posted by fidest press agency su martedì, 26 aprile 2022

Bologna 12 maggio – 31 luglio 2022 Fondazione Zucchelli Zu.Art giardino delle arti Vicolo Malgrado 3/2 E’ la mostra dei vincitori dei Concorsi Zucchelli e delle Residenze d’artista 2020 e 2021.a cura di Carmen Lorenzetti e parte della decima edizione di ART CITY Bologna, il programma istituzionale di mostre, eventi e iniziative speciali promosso dal Comune di Bologna in collaborazione con BolognaFiere in concomitanza di Arte Fiera. Dal 1963, la Fondazione Zucchelli sostiene le nuove generazioni assegnando, attraverso il Concorso Zucchelli, borse di studio agli allievi più meritevoli dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. L’esposizione IN AND OUT nasce da una riflessione sul lungo periodo trascorso entrando e uscendo da situazioni emergenziali legate alle oscillazioni della pandemia, che ha portato a ripetuti lockdown in ogni angolo del pianeta. In mostra sono proposte opere inedite dei vincitori e delle vincitrici delle edizioni 2020 e 2021 del Concorso Zucchelli, che in questi ultimi due anni hanno comunque continuato a perfezionare il proprio linguaggio, producendo per l’occasione un’opera nuova, spesso connotata da linguaggi sperimentali, che utilizzano l’immagine in movimento o il suono, in modo da coinvolgere maggiormente lo spettatore in una fruizione multimediale, ma anche utilizzando tecniche classiche con uno sguardo fresco.

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Bankitalia: debito pubblico 2021 a 2.678.397 mld

Posted by fidest press agency su martedì, 15 febbraio 2022

Il debito pubblico, secondo Bankitalia, nel 2021 è pari a 2.678.397 miliardi.”Bene, è positivo che dopo il record storico raggiunto in agosto, pari a 2.734.988 mld, il debito pubblico sia sceso, anche se va ricordato che resta il valore annuale più alto e che si straccia il precedente primato del 2020, pari a 2.573.468 mld, il 155,6% del Pil” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Inoltre, anche se a marzo scopriremo, come anticipato dal Governatore, che il debito è sceso su valori prossimi al 150 per cento del Pil, resta un valore assoluto abnorme e preoccupante, specie considerato l’imminente cambio della politica monetaria della Bce, con il conseguente innalzamento dei tassi di interesse e degli oneri sul debito” prosegue Dona.”Inoltre, si tratta di oltre 102 mila euro di debito a famiglia, 102 mila e 258 euro per la precisione. Per ogni italiano si raggiunge il nuovo traguardo di 45 mila e 216 euro, un valore superiore a ogni precedente annuale” conclude Dona.

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Bankitalia: debito pubblico a 2.706,4 mld

Posted by fidest press agency su sabato, 20 novembre 2021

“Il fatto che il debito pubblico sia sceso a settembre di 27,9 miliardi è, purtroppo, solo un effetto ottico. Si tratta di una pausa nell’escalation che dura ininterrottamente dal dicembre 2020, ma che di fatto è iniziata a marzo del 2020, con lo scoppio della pandemia, quando il debito cominciò a salire da 2.433,6 mld a 2.469 di aprile” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Il calo, infatti, è dovuto prevalentemente al fatto che alcune imposte che erano state congelate sono ritornate in auge, anche se una parte dell’aumento delle entrate, pari a 35,6 mld, +19,7% su settembre 2020, si deve alla ripresa economica e questa è certamente la buona notizia” conclude Dona.

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Bankitalia: debito pubblico a 2.734,4 mld

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2021

Il debito pubblico, secondo Bankitalia, ad agosto ha raggiunto i 2.734,426 miliardi. “Nuovo record storico del debito pubblico. Si tratta di oltre 104 mila euro di debito a famiglia, 104 mila e 398 euro per la precisione” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Anche calcolando il debito ad italiano, si raggiunge un nuovo traguardo, pari a 46 mila e 145 euro, un valore superiore a ogni precedente. Prima o poi questo debito dovrà essere ridotto, finita la pandemia. Ci domandiamo a chi saranno chiesti i soldi. Seriamo non si soliti lavoratori dipendenti” conclude Dona.

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Green-pass e pubblico impiego

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 ottobre 2021

Tra i diversi segnali di un ritorno al passato registriamo il DPCM governativo sulle “Linee guida” per l’applicazione del green-pass nelle pubbliche amministrazioni. Il decreto instaura infatti un sistema di controlli che sembra uscito dalla penna di Kafka. E meno male che tra i principali obiettivi del PNRR c’era la semplificazione dei procedimenti amministrativi, lo snellimento delle procedure e la modernizzazione della Pubblica Amministrazione. Nel decreto troviamo dieci pagine fitte di disposizioni su verifiche preventive e successive, divieti assoluti e obblighi tassativi, soggetti controllanti e controllati, intimazioni, attivazioni di procedimenti, comunicazioni, accertamenti, responsabilità amministrativa, responsabilità penale, sanzioni e chi più ne ha più ne metta. Altro che qualità dei servizi ai cittadini. Sembra che lo sforzo principale della macchina amministrativa pubblica consista nello stanare i furbetti del green-pass, costi quel che costi. E a proposito di costi, sarebbe interessante avere una stima del costo indiretto che graverà sulle finanze pubbliche il funzionamento dell’apparato di controllo sul green-pass nelle sedi della Pubblica Amministrazione. Quante unità di personale dovranno impegnare ore e ore per conseguire la straordinaria performance di mettere alla porta gli impiegati colti in flagranza di no-pass? E quanto tempo verrà sottratto alle altre attività istituzionali per controllare e ricontrollare a tappeto e a campione ed eventualmente ricontrollare ancora il green-pass dei dipendenti? Le Linee Guida appena varate finiscono per incartarsi su sé stesse creando una pletora di situazioni che viaggiano sul crinale dell’ambiguità, si rivelano ingovernabili e foriere di difformità interpretative. Quanto alle misure di sicurezza per gli utenti non obbligati al green-pass, il decreto scarica tutta la responsabilità sugli uffici. Neanche mezza parola sulle misure di sicurezza da adottare nei confronti dei lavoratori che dovranno operare a contatto (anche) con utenti non vaccinati e men che mai sulla sicurezza delle strutture pubbliche che, dal 15 ottobre, torneranno a riempirsi di personale in rientro dallo smart-working. Anzi no: per loro è prevista la possibile flessibilità degli orari, il cui unico scopo è quello di evitare gli assembramenti ai tornelli in entrata e in uscita. Appare implicito che quello che sta per accadere all’interno delle strutture durante l’orario di lavoro in presenza (uso di spazi comuni, accesso alla mensa, riunioni, spostamenti, ecc.) non interessa a nessuno se non ai diretti interessati, che evidentemente dovranno gestire le situazioni affidandosi al buon senso, come del resto hanno sempre fatto da 18 mesi a questa parte. Convenzioni tra enti senza particolari formalità? Riorganizzazione interna? Mobilità tra uffici o aree diverse? Ma di cosa si parla? La soluzione alle carenze organizzative causate dai no-pass sarebbe quella di usare i dipendenti in regola col green-pass come tappabuchi di giornata da spostare qua e là a discrezione dei dirigenti? Davvero un bel modo per incentivare i “Volti della Repubblica” e ringraziarli del senso di responsabilità civica dimostrata scegliendo di vaccinarsi, anche se non erano obbligati a farlo. Infine un tocco surreale: per venire incontro alle esigenze dei pendolari che intasano treni e autobus, i mobility manager delle amministrazioni definiranno i Piani Spostamento Casa Lavoro (PSCL). Non basta: in raccordo con i mobility manager dei comuni creati per decreto interministeriale, i mobility manager aziendali agiranno: “anche per la verifica complessiva e coordinata dell’implementazione dei PSCL e l’identificazione e la promozione di azioni di miglioramento complessivo dell’offerta di mobilità sul territorio di riferimento alla luce delle nuove fasce di ingresso e uscita dalle sedi di lavoro.” Non nascondiamo il disagio provocato dalla lettura delle Linee Guida emanate ieri dal governo perché sembra che basti un decreto per far funzionare e subito. Il timore che avevamo paventato nei giorni scorsi diventa più forte: tra pochi giorni la Pubblica Amministrazione rischia di piombare nel caos.Sandro Colombi, Segretario generale UIL Pubblica Amministrazione.

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Bankitalia: debito pubblico a 2.680,5 mld

Posted by fidest press agency su sabato, 19 giugno 2021

Il debito pubblico, secondo Bankitalia, ad aprile ha raggiunto i 2.680,469 mld.”Nuovo primato in valore assoluto del debito pubblico. Per la terza volta nella storia si è superata la fatidica soglia di 100 mila euro di debito a famiglia, arrivando a 102 mila e 337 euro” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Anche calcolando il debito ad italiano, si raggiunge un nuovo traguardo, superando per la prima volta la soglia di 45 mila euro a italiano. Se, infatti, consideriamo la popolazione residente, è come se ogni italiano avesse un debito di 45 mila e 234 euro, un valore superiore a ogni precedente” prosegue Dona.”Il problema del debito, al di là delle soglie simboliche, è che, anche se sostenibile nel lungo periodo, quando finirà la politica monetaria accomodante della Bce e i tassi di interesse cominceranno a risalire ci sarà un aumento delle tasse non indifferente per pagare l’onere del debito, con pesanti effetti redistributivi, come accaduto nel 2011, quando l’innalzamento dello spread è stato fatto pagare alla casalinga di Voghera con l’aumento dell’aliquota Iva” conclude Dona.

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Bankitalia: debito pubblico a 2.650,9 mld

Posted by fidest press agency su martedì, 18 Maggio 2021

Il debito pubblico, secondo i dati di Bankitalia, a marzo ha raggiunto i 2.650.882 mld.”Nuovo primato in valore assoluto del debito pubblico. Inoltre, per la seconda volta nella storia si è superata la soglia simbolica di 100 mila euro di debito a famiglia, battendo il precedente record di febbraio 2021 e arrivando a 101 mila e 208 euro” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Anche calcolando il debito ad italiano, si raggiunge un nuovo traguardo. Se, infatti, consideriamo la popolazione residente, è come se ogni italiano avesse un debito di 44 mila e 735 euro, un valore superiore a ogni precedente” conclude Dona.

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Bankitalia: debito pubblico record a 2.643,799 mld

Posted by fidest press agency su sabato, 17 aprile 2021

Il debito pubblico, secondo Bankitalia, a febbraio ha raggiunto i 2.643,799 mld.”Non solo il debito ha raggiunto il primato in valore assoluto, ma si è stracciato anche il record simbolico del debito a famiglia, superando per la prima volta la fatidica soglia storica dei 100 mila euro, arrivando a 100 mila e 937 euro” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Anche calcolando il debito ad italiano, si raggiunge un primato. Se, infatti, consideriamo la popolazione residente, è come se ogni italiano avesse un debito di 44 mila e 328 euro, un valore superiore a ogni precedente” conclude Dona.

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Bankitalia: debito pubblico a 2.603,128 mld

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 marzo 2021

Il debito pubblico, secondo Bankitalia, a gennaio ha raggiunto i 2.603,128 mld. “Battuto ogni record! Anche calcolando il debito ad italiano, si raggiunge un primato storico. Se, infatti, consideriamo la popolazione residente, è come se ogni italiano avesse un debito di 43 mila e 646 euro, un valore superiore al passato record del 2020 quando era pari a 40 mila e 78 euro” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Anche a famiglia stracciato ogni precedente. Si tratta di un debito pari a oltre 99 mila euro, 99 mila e 384 euro euro per la precisione. Superata per la prima volta la soglia di 99 mila euro, visto che nel 2020 era pari a 98 mila e 91 euro” conclude Dona.

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Draghi e Brunetta vogliono velocizzare il Pubblico Impiego

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2021

Anche se siamo ancora ad un livello di pura enunciazione, ci sembra possibile e anche sensato iniziare a porci qualche domanda sulla direzione strategica che il nuovo esecutivo imprimerà alla funzione della pubblica amministrazione e al suo funzionamento. Per dirla con una battuta, sarà l’anno del Dragone? Dalle dichiarazioni di Draghi in Parlamento, finalizzate alla fiducia per il proprio governo, emergono alcuni elementi che vanno analizzati con attenzione se si vuol capire l’idea di Stato di questo governo e i progetti per la Pubblica Amministrazione e per i lavoratori pubblici. Difficile parlare di delusione, dal momento che sembra si vada proprio nella direzione che avevamo temuto e annunciato.
Una delle parole chiave è stata “Velocizzazione”: velocizzare lo “smaltimento del lavoro arretrato accumulato durante la pandemia”. A parte il fatto che non legare la parola alla situazione degli organici e alle necessarie assunzioni in una PA sempre più carente di personale risulta a dir poco velleitario, è senz’altro molto significativo che tra l’arretrato non venga nemmeno citata la situazione più grave che riguarda l’allungamento delle liste d’attesa in sanità e la conseguente impossibilità di curarsi per milioni di cittadini. Una circostanza che non viene citata nemmeno nel passaggio specifico sulla sanità che è apparso come una mera enunciazione di intenti, ma non supportata da elementi concreti, a partire dalle risorse necessarie alle assunzioni delle decine di migliaia di operatori necessari alla nostra sanità, come l’epidemia in corso ha ampiamente dimostrato.Velocizzazione anche per il processo di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, ma non una parola sulla necessità di regolarizzare il cosiddetto “Smart Working” all’interno del quale milioni di dipendenti si sono ritrovati catapultati in modo assolutamente casuale e che al momento è vissuto soprattutto come un trasferimento di postazione di lavoro e di tutti i costi correlati (connessione, riscaldamento, dispositivi, corrente, buoni pasto) sui lavoratori e le loro famiglie, senza alcuna ipotesi di redistribuzione delle ingenti somme risparmiate dalle amministrazioni per la nuova situazione logistica. Importante anche il passaggio sulla velocizzazione dei processi di assunzione su base meritocratica, che sembrano tanto richiamare la volontà di creare una Pubblica Amministrazione impostata con criteri aziendali e manageriali secondo un’idea che si allontana – e molto- da quella di uno Stato che garantisca servizi essenziali e di qualità (gratuitamente), a cominciare da sanità scuola e ricerca, riprendendo nelle proprie mani quelle funzioni strategiche che sempre più sono state abbandonate per affidarle alle avide attenzioni dei privati.Infine, nessun passaggio sulla necessità di porre fine al sempre più diffuso precariato dentro la P.A., determinato dai processi di esternalizzazione e di privatizzazione.In tutto questo, la scelta di Brunetta come ministro della Funzione Pubblica non è certo rassicurante. Bisogna però stare attenti a non immaginare riproposizioni identiche di stagioni politiche con caratteristiche diverse da quella attuale – nessuno pensa alla riedizione di una stagione di pura austerità di montiana memoria – , ma allo stesso tempo bisogna avere il coraggio e l’ambizione di definire sempre meglio gli scenari nei quali combatteremo, insieme ai lavoratori pubblici, uno scontro decisivo sulla loro funzione complessiva e sulle finalità del loro lavoro.

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Bankitalia: debito pubblico a 2.569,3 mld

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2021

“Anche se a dicembre il debito in valore assoluto è inferiore rispetto al precedente primato di ottobre, quando era pari a 2.587,471 mld, calcolando il debito per ogni italiano si raggiunge un record storico. Se, infatti, consideriamo la popolazione residente secondo i dati ufficiali Istat relativi al 1° gennaio di ogni anno, nel 2020 è come se ogni italiano avesse un debito di 43 mila e 78 euro. Un valore superiore al precedente primato del 2019 quando era pari a 40 mila e 288” euro afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “A famiglia si tratta di un debito pari a oltre 98 mila euro, 98.091 euro per la precisione” conclude Dona.

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Bankitalia: debito pubblico a 2.586,481 mld

Posted by fidest press agency su domenica, 17 gennaio 2021

“Anche se ci salviamo dall’ennesimo record, dato che rispetto al primato storico del mese precedente, ottobre, siamo sotto di 490 milioni, resta il fatto che da marzo, ossia da quando il Governo ha emanato le prime misure di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese per affrontare l’emergenza Covid, effettivamente spese poi solo a partire da aprile, a novembre, ossia in appena 8 mesi, il debito è passato da 2.433.523 a 2.586.481, aumentando di quasi 153 miliardi, 152 e 958 milioni. Un dato che preoccupa, dato che stiamo indebitando le future generazioni” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Investire sul patrimonio pubblico

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 dicembre 2020

“Investire sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, abbattendo il debito, rappresenta un’importante volano di crescita per il Paese e aiuta decine di Comuni nell’azione quotidiana che portano avanti per mettere a reddito migliaia di immobili che sono inutilizzati e, in alcuni casi, anche in condizioni fatiscenti.Grazie all’ottimo lavoro di Invimit SGR, che ringrazio, per aver fatto partire il Fondo Dante, con la collocazione del quote di Convivio, per un valoro di circa 249 milioni di euro, a Poste Vita.Rendendo il patrimonio pubblico semplice e accessibile agli investitori, si scrive una pagina importante nella gestione dei beni comuni”. Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, sull’operazione di commercializzazione delle quote di Convivio, condotta da Invimit SGR, società partecipata al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

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Scuola: Inail pubblica un documento sul trasporto pubblico

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

L’Inail ha diramato il “Documento tecnico sulla gestione del rischio di contagio da Sars-Cov-2 nelle attività correlate all’ambito scolastico con particolare riferimento al trasporto pubblico locale”. In questo viene riportata un’interessante analisi sulla mobilità degli studenti: “nel 2019 11,1 milioni di studenti si sono mossi quotidianamente sul territorio nazionale per raggiungere i luoghi di studio; tra questi, 3,5 milioni di studenti si sono spostati fuori dal proprio Comune, soprattutto residenti dei piccoli centri, delle periferie, delle aree metropolitane e del Nord. La maggior parte degli spostamenti avviene nella fascia oraria tra le 7:30 e le 8:00 in cui si muove il 70% degli studenti. Sono 3,2 milioni gli studenti che si sono spostati a piedi o in bici. Per quanto riguarda i tempi, oltre la metà degli studenti che si muovono con i mezzi pubblici impiegano in media meno di 30 minuti per raggiungere il luogo di studio. Le percentuali dell’utilizzo di tutti i mezzi di trasporto pubblico negli ultraquattordicenni sono circa pari al 60%, tra i mezzi maggiormente utilizzati dagli studenti si registrano pullman e corriere con il 29,7% nella fascia di età 14-17 anni.” “Allo stato attuale – continua l’ingegnere Natale Saccone – le misure contenitive hanno riguardato prevalentemente la scuola del secondo ciclo con conseguente didattica a distanza che ha contribuito a ridurre il carico sul TPL. Nell’ottica di ipotesi di rilascio di tali misure, è necessaria un’analisi attenta del fenomeno, al fine di prevenire gli affollamenti, che sono una rilevante situazione di rischio”.Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, osserva che “l’avvio in presenza al 75% negli istituti della secondaria di secondo grado e in presenza al 100% per il primo ciclo potrà essere attuato se e solo se ci sarà una programmazione avviata dalle aziende locali dei trasporti, formalmente sottoscritta nelle sedute dei tavoli prefettizi, con l’impegno per tali uffici di garantire un accurato controllo del rispetto degli accordi ratificati.”

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Bankitalia: nuovo record debito pubblico a 2.587 mld

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2020

Nuovo record del debito pubblico, che a ottobre ha raggiunto i 2.586,966 mld. “Ennesimo record storico! Ormai, per via dell’emergenza Covid, andrà sempre di male in peggio. Considerati i dati Istat di oggi sulla popolazione residente, è come se ognuno avesse un debito di oltre 43 mila euro, 43.375 euro. A famiglia si tratta di un debito pari a quasi 99 mila euro, 98.767 euro per la precisione” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Vincere la paura di parlare in pubblico

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 dicembre 2020

Tra gli effetti indiretti della pandemia c’è anche la paura di parlare in pubblico. La glossofobia, che prima dell’emergenza Covid-19 riguardava già una persona su 4, ora rischia di diventare un disturbo molto più diffuso. Una sorta di nuova epidemia nella pandemia che ostacolerà il lento ritorno alla normalità atteso per il 2021. “Specialmente per le persone che, a causa della profonda crisi economica, dovranno reinventarsi e cercare un nuovo lavoro. Perché oggi tra le competenze più richieste c’è l’abilità di saper comunicare e il saper parlare in pubblico”, spiega Massimiliano Cavallo, uno dei maggiori esperti italiani di Public Speaking, autore del libro “Parlare in Pubblico Senza Paura” (edito da Anteprima Edizione) e del nuovo volume “Sono solo parole – Crea il tuo discorso top ispirandoti a 10 discorsi che hanno fatto la storia” (edito da Youcanprint). Per arrivare preparati a questo tanto atteso appuntamento, l’esperto di Public Speaking ha messo a punto un decalogo con utili consigli per superare la paura di parlare in pubblico e comunicare al meglio: 1) Non evitare di parlare in pubblico. Uno degli errori più frequenti in chi ha paura di parlare in pubblico è, ovviamente, evitare le occasioni che si presentano. E’ chiaro che spesso rinunciare è la soluzione più comoda ma in questo modo si accresce la paura. Infatti, evitando, si trasmette al proprio cervello il messaggio che parlare in pubblico rappresenta per se stessi qualcosa di pericoloso e per il quale si è inadeguati. Questo accresce la paura e, chiaramente, la volta successiva si continuerà ad evitare. E’ così che poi si arriva in situazioni in cui si deve prendere necessariamente la parola – magari per scelte aziendali – e quello è il momento in cui il “mostro” è diventato grande e può sorgere un vero e proprio attacco di panico. 2) Trasformare la paura in adrenalina. L’elemento principale da capire, rispetto alla glossofobia, è che non è la paura in sè il problema ma la “dose”. Con l’esercizio e con il giusto metodo, come quello che Cavallo insegna ai suoi corsisti del Metodo Public Speaking Top, si impara a capire che la paura può essere un alleato. E’ quella che noi chiamiamo comunemente adrenalina e ci permette di essere vigili e concentrati. Il problema non è quindi la presenza della paura ma quanto questa sia portata a limiti estremi che portano a perdere il controllo. 3) Considerare che lo stress percepito è maggiore di quello trasmesso. Chi parla in pubblico sente su di sé il 100% di stress e i suoi relativi sintomi: tachicardia, tremore della voce, mani che sudano eccetera. Quello che percepisce invece il pubblico è più o meno il 20% di questi sintomi, tranne alcuni casi in cui siano particolarmente evidenti. Ciò vuol dire che non dobbiamo porre attenzione a noi concentrandoci su quelli che per noi sono “difetti” ma sul pubblico e le sue esigenze. 4) Pensare che il pubblico vuole ascoltare. Spesso il relatore teme di annoiare il pubblico e tende a parlare velocemente. Invece il pubblico ama ascoltare relatori interessanti e se ha preso del tempo per partecipare a un convegno è perché, evidentemente, ci tiene. Si tratta, ovviamente, di riuscire a interessarlo. 5) Non inseguire la perfezione, non esiste! Molto spesso si ottengono applausi dalla platea o complimenti alla fine di uno speech e il relatore invece è insoddisfatto perché ha trascurato un dettaglio, magari poco importante per il pubblico. Bisogna concentrarsi sui progressi perché se riascoltiamo i discorsi di leader famosi noteremo che sono pieni di errori ma che nessuno nota. Questo perché comprendiamo il messaggio e trascuriamo i dettagli. 6) Esercitarsi. Può sembrare una regola banale, ma alla fine è anche la più disattesa. E’ necessario provare un discorso più e più volte, nella stessa modalità che si userà poi realmente. Quindi, se l’intervento lo richiede, bisogna alzare la voce o abbassarla come se si avesse di fronte il pubblico. 7) Non leggere il discorso e non impararlo a memoria. Quello che più teme chi soffre di glossofobia è di perdere il filo del discorso. Cosa che succede quando si impara a memoria o si legge. Il discorso non va letto perché focalizzeremmo lo sguardo sul foglio anziché sul nostro pubblico. Se usi le slide scrivi poco testo; se parlerai a braccio, schematizza il tuo intervento in poche parole e appunti. 8) Guardare la platea negli occhi. Mai guardare nel vuoto o fissare le slide. Bisogna cercare di guardare le persone negli occhi e, se l’aula è grande, guardarla a blocchi di persone. 9) Alzare leggermente il volume della voce. Se la voce è più alta del solito, il cervello trasmetterà maggiore sicurezza. Inoltre, con un volume di voce più alto sarà difficile sentire la voce che trema10) Postura e linguaggio del corpo devono trasmettere sicurezza. Niente gioco con penne, anelli, orologi o movimenti frenetici che trasmettono nervosismo. La postura deve essere solida e naturale ma non immobile. Queste regole possono essere molto d’aiuto, ma non garantiscono al 100 per 100 i risultati sperati. In questo caso la soluzione più veloce e con più probabilità di riuscita è il Corso Public Speaking Top, tenuto da Cavallo e che segue un metodo molto diverso da quello di altri corsi simili. Nel corso nessuna pratica motivazionale e né tantomeno lunghe sessioni di teoria. “Il nostro corso è intensivo, dura 2 giorni ed è aperto a tutti. Tramite una serie di esercitazioni – dice Cavallo – insegniamo ai nostri partecipanti a gestire la paura, cioè a utilizzarla in modo da rendere il discorso in pubblico più efficace e convincente”. Ad ogni corso è prevista la partecipazione di sole 15 persone in modo da consentire anche confronti individuali e personalizzati. I risultati non sono temporanei. “Con Public Speaking Top la paura di parlare in pubblico si supera una volta per tutte”, conclude Cavallo. I corsi vengono organizzati in Italia e Slovenia.

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Trasporto pubblico: “Urgono interventi straordinari”

Posted by fidest press agency su domenica, 6 dicembre 2020

Si è svolto il Consiglio Nazionale della Faisa-Cisal in cui sono state affrontate compiutamente le tematiche contemporanee che riguardano il mondo della mobilità delle persone. Un settore fortemente condizionato dalla pandemia.Nel corso del dibattito, aperto dalla relazione del Segretario Generale, Mauro Mongelli, si è evidenziato come la contrazione della capienza massima dei mezzi di trasporto al 50%, misura evidentemente non contestabile considerato l’elevato orientamento alla salvaguardia della salute dei passeggeri e del personale in servizio, porta con sé la conseguenza di determinare un profondo cambiamento della struttura dei ricavi delle aziende dell’intero settore.Per la Faisa Cisal appare del tutto evidente che sia necessaria una imponente azione di ammodernamento ed implementazione delle risorse e degli investimenti da destinare al trasporto delle persone in Italia a meno che non si sia orientati a scaricare tali gravosi costi aggiuntivi sulle famiglie italiane fruitrici di tali servizi. L’intero sistema italiano delle mobilità delle persone, in particolare nelle città di medie/grandi dimensioni, sarà obbligato, pena il suo mantenimento in vita, a traguardare un cambiamento epocale, un nuovo paradigma riformatore che dovrà necessariamente prevedere il pieno coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori.Risulta altrettanto determinante per la federazione come sia necessaria una nuova programmazione dei servizi, ripetutamente richiesta nel corso dei mesi, atta a determinare un effettivo miglioramento dell’offerta alla cittadinanza. Sotto questo punto di vista – ha spiegato Mongelli – “assistiamo a dichiarazioni di esponenti del governo che trattano materie di competenza di altri dicasteri, tralasciando magari quelle proprie; recenti le dichiarazioni, attribuite al Ministro dei Trasporti e Infrastrutture, che, esortando la riapertura degli istituiti scolastici anche il sabato e la domenica, proposta che non sta a noi commentare, hanno alimentato un vivace dibattito in previsione della riapertura delle scuole.Immaginando che il Ministro si riferisse al sistema dei trasporti quando ha sostenuto che, le scuole vanno riaperte quando ci sono le condizioni per riaprirle – ha sottolineato ancora Mongelli – crediamo fortemente, invece, che quelle condizioni vadano immediatamente ripristinate, con interventi finanziari straordinari tangibili, che consentano misure eccezionali programmate e risolutive, sicuramente anche con il concorso di altri dicasteri, Enti Locali e portatori di interessi». Per la Faisa Cisal i primi interventi, necessari ad un reale cambio di paradigma, sono certamente l’aggiornamento, di concerto con le organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL di categoria, del Protocollo contro la diffusione del Covid-19 che dovrà prevedere anche l’inserimento di un controllo periodico, nonché la possibilità di accedere alla somministrazione gratuita del vaccino per i lavoratori che hanno il compito di garantire un servizio essenziale per i cittadini e per l’economia. Altresì importante risulta essere il rapido rinnovo del CCNL di settore, scaduto oramai già da tre anni, quale elemento funzionale ad un corretto assetto di relazioni industriali e regolatore dei miglioramenti che il settore necessita.

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Finanziamento pubblico editoria

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 novembre 2020

Cdp (Cassa Depositi e Prestiti [Stato]) oggi ha fatto il suo dovere per sopperire ai presunti scarsi finanziamenti pubblici all’editoria. Tutti i quotidiani * hanno una intera pagina (in genere l’ultima di copertina, tra le più costose per le inserzioni pubblicitarie) per ricordarci che “Da 170 anni, dall’Italia per l’Italia, oggi più che mai“. Messaggio un po’ criptico, per gli addetti ai lavori, che continua: “Ogni giorno sosteniamo le imprese e il terrritorio, insieme a 27 milioni di risparmiatori che con noi investono nel preente e nel domani dell’Italia. Scopri tutte le soluzioni di Cassa Depositi e Prestiti su cdp.it”.I soldi per pagare questa pubblicità sono soldi dei contribuenti. Sarà che siamo un po’ strani, ma non compendiamo l’utilità di una campagna d’immagine del genere: a chi si rivolge, cosa vuol far sapere… certo, ci dicono che loro hanno i Buoni Fruttiferi… cosa che tutti gli interessati già sanno e che quando escono vanno a ruba e finiscono subito… quindi?Quindi… non è una pubblicità ma un modo inelegante di dare un po’ di soldi ai quotidiani italiani. Che sono in crisi? Da sempre, ci dicono. Ma non di più – e molto di meno – rispetto a chi invece è ora travolto da crisi sanitaria ed economica per pandemia.Ma se questi soldi li avessero donati a chi è in prima fila contro la pandemia, strutture pubbliche sanitarie incluse, casse integrazioni non ancora pagate incluse… Non lo sappiamo e non lo sapremo mai. Ma sappiamo solo, visto che per l’appunto sono soldi dello Stato, che quest’ultimo non ci fa proprio una bella figura. Soprattutto per la fiducia, ammesso che a qualcuno interessi.Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Basta attacchi al lavoro pubblico, vero problema è carenza personale

Posted by fidest press agency su domenica, 25 ottobre 2020

Invece di prendersela con le lavoratrici e i lavoratori, Ance dovrebbe sostenere con noi la battaglia per assunzioni straordinarie di profili tecnici all’interno delle pubbliche amministrazioni. Figure letteralmente crollate negli anni: geometri, architetti, ingegneri, istruttori tecnici e figure tecnico dirigenziali, sono progressivamente scomparsi, al punto tale da registrare un calo degli addetti sul fabbisogno pari a un quarto del necessario”. Così la Fp Cgil replica alle affermazioni del presidente di Ance, Gabriele Buia, sostenendo che: “La via perché si raggiunga maggiore efficienza nella Pa, vessata da anni di tagli, nelle risorse e nel personale, passa dall’assunzione di personale tecnico e qualificato”.La Fp Cgil infatti, alla luce dei dati relativi al conto annuale dello Stato, che certificano rispetto ai comuni un decremento complessivo dell’occupazione del 18,02% tra il 2009 e il 2018, passando da 396 mila addetti a 325 mila, ha analizzato l’andamento dell’occupazione relativa al personale degli uffici tecnici comunali di sette tra le maggiori città italiane. Dall’analisi condotta dal sindacato su Bari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma e Torino emerge che negli uffici tecnici l’occupazione registra una carenza di personale, rispetto al fabbisogno previsto, pari al 24,07%, mancano cioè per questi comuni 1.326 addetti su una dotazione di fabbisogno del personale pari a 5.509. Figure scomparse negli anni e che hanno avuto riflessi pesanti sulle funzioni svolte, in particolare l’attività progettuale quelle che più ne ha sofferto. Vediamo nel dettaglio le città prese in esame. Bari ha una carenza di personale tecnico rispetto al fabbisogno del -27,72%, Firenze del -48,98%, Genova del -10,09%, Milano del -14,56%, Napoli del -32,38%, Roma del -5,51% e, infine, Torino del -32,69%. Il totale di queste sette città campione registra un personale in servizio di 4.183 e una carenza di 1.326 (-24,07%). Dati, relativi a questi enti, frutto di una mole di personale tecnico fuoriuscito nel corso degli ultimi 10 anni pari a 2.216, perdendo quindi in media il 34,63% degli addetti in questi settori e che diventa ancora più grave per provincia e città metropolitane.Alla luce di questi dati, la Fp Cgil osserva: “Non è possibile imputare responsabilità ai lavoratori, non è tollerabile prendersela con loro che non fanno la manutenzione se alla prima pioggia si apre una voragine nelle strade. Sappiamo bene che il tema delle infrastrutture materiali e immateriali è il vero grande tema della competitività del paese ma per cambiare ci vogliono investimenti e assunzioni. Gli uffici tecnici risentono di una enorme emorragia di personale. La soluzione, e ci aspettiamo che Ance ci sostenga in questa battaglia, è in nuove assunzioni, soprattutto in questi settori tecnici, che possono contribuire al rilancio del paese”, conclude.

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