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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 55

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Messaggio per la quaresima 2019

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 marzo 2019

By Mons. Corrado Lorefice Arcivescovo Metropolita di Palermo Carissimi Sorelle e Fratelli, donne e uomini della nostra amata Arcidiocesi di Palermo, nei vari carismi e nei vari ambiti in cui vivete nella Chiesa di Dio e nella terra degli uomini, operatori di bene, costruttori di pace, ricercatori di senso, a voi un fraterno augurio di “gioia piena” e di “vita in abbondanza”! È questa la promessa di Gesù di Nazareth, l’augurio che vi ho rivolto nella mia prima Lettera pastorale e che vi rivolgo di cuore all’inizio di questa Quaresima.
Il cammino quaresimale, infatti, è come una lunga inchiesta interiore, una via per sentire quanta gioia abbiamo nel cuore, quanta pienezza c’è nella nostra esistenza. È come se fossimo chiamati a domandarci se le strade che stiamo percorrendo portano al centro di noi stessi (e non alla dispersione dietro le cose: ecco il digiuno), alla relazione nutriente con gli altri (aperta e accogliente: l’elemosina a cui ci invita il Vangelo), alla fiducia in Dio Padre (la preghiera, che non cerca ricompensa ma gode dell’incontro con la Sorgente stessa della vita). Siamo custodi della genuina felicità, ferita dall’autoreferenzialità generata dalla paura o dall’orgoglio, dalla dipendenza dal possesso e dal potere, dalle preoccupazioni vissute senza uno sguardo al Padre che conta anche ogni capello del nostro capo (cf Lc 12, 7).
Ecco, Sorelle e Fratelli, la Quaresima è il tempo in cui risuona la domanda posta al principio della storia dell’umanità tutta: “Adamo, dove sei?” (Gen 3, 9), che è come dire: “Dove stai andando? Verso dove inclina il tuo cuore?” Se la scontentezza, la delusione ci attanagliano come Adamo, se l’odio verso i fratelli ci impedisce come Caino di levare lo sguardo, se i nostri occhi sono fissi solo sulla terra, sulla nostra terra, allora è segno che dobbiamo metterci sulla strada che porta all’incontro. Siamo fatti per l’incontro. Per la sua luminosità, per la sua bellezza. Siamo fatti per lasciare il mondo della morte e dell’egoismo e aprirci alle doglie di un mondo nuovo. Perché anche la creazione geme e attende, ce lo ha ricordato Papa Francesco nel suo Messaggio quaresimale, con le stupende parole di Paolo: “L’ardente attesa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio” (Rom 8,19).Lasciamoci dunque attrarre da Cristo. Colui che è stato trafitto per amore cerca i nostri occhi. Solo fissando gli occhi del Crocifisso, lì dove “si manifesta l’eros di Dio per noi” (Benedetto XVI) scopriremo quanto sia bello sentirsi guardati ed amati. Solo nello sguardo rivolto al Crocifisso e nell’ascolto del dolore di Maria Addolorata, troviamo la ‘collocazione sicura’, la prospettiva da cui guardare noi stessi, gli altri vicini e lontani, i piccoli e gli ammalati, la Città che vogliamo costruire assieme, poiché una vita orientata verso il Signore, non è mai insensibile a quello che si vive nel cuore della Città. Allora ci accorgeremo di appartenere ad una patria più grande di ogni patria: la patria dell’amore dove si incontrano tutti coloro che vivono nell’orizzonte del Regno – credenti o non credenti che siano –, coloro che, pur distratti confusi o smarriti, nel profondo del cuore cercano nella bellezza nuova l’antica bellezza che è nostalgia e futuro. Perché il nostro cuore è e rimarrà inquieto fin quando vorrà riposare nella solitudine dell’egoismo e non nel suo Dio, nei suoi fratelli.
Guardando a Colui che abbiamo trafitto (cf Zc 12, 10; Gv 19, 37) scopriamo dunque il segreto del nostro essere. Quel corpo morto per amore e condannato ingiustamente continua a comunicarci il senso altissimo dell’umanità. Essa non si autodistruggerà fin quando guardando quel corpo si ricorderà che la vita si dona nell’amore, che il perdono vince l’offesa, che le braccia aperte verso tutti sono l’unica possibilità per non morire di fame. L’apertura radicale e non la chiusura miope sono l’essenza della nostra vita autentica. Quel corpo in croce è il punto luce inestinguibile in ogni notte della storia, nella notte della nostra storia. Guardiamo a Gesù. A Lui che da fratello di tutti si è fatto uomo sul serio, fino a sentirsi abbandonato, fino a sentirsi inascoltato dal Padre, ma infine consegnandosi a Lui, morendo fiducioso nel suo abbraccio. Spendiamoci come fraternità cristiana, come chiesa di Cristo, con generosità nella e per la vita del mondo, in una dimensione di memoria, speranza, mistero, accoglienza che narra e introduce all’amore di Dio.Sorelle e Fratelli carissimi, questa Quaresima giunge a sei mesi dal nostro esaltante incontro con Papa Francesco, il 15 settembre dell’anno scorso. Riascoltiamo la sua voce, prestiamo ancora orecchio al suo messaggio siciliano: “Oggi abbiamo bisogno di uomini e di donne di amore, non di uomini e donne di onore”, perché “il bene è più forte del male, l’amore è più forte dell’odio”. Alziamoci allora, camminiamo assieme, attraversiamo il deserto del risentimento, della dispersione, del rifiuto dell’altro, e ritroviamoci tutti figli e fratelli, custodi della ‘Madre Terra’, della ‘Casa comune’.Maria, la Madre del Crocifisso Risorto, accompagni il nostro cammino quaresimale e ci custodisca nel grembo dell’Amore.

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Il Vangelo della 4ª domenica di Quaresima

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 aprile 2012

1. Il Vangelo della 4ª domenica di Quaresima ci narra una parte del dialogo tra Gesù e Nicodemo. Avviene di notte questo dialogo perché Nicodemo, un notabile giudeo, un capo dei farisei che Gesù chiama “maestro in Israele”, teme che la sua fiducia in Gesù possa essere scoperta. Egli aveva visto i segni che Gesù faceva e riconosceva in lui un rabbì, un maestro venuto da Dio: “nessuno può fare questi segni che tu compi, se Dio non è in lui” (cf Gv 3,1-2). Ma la sua paura e la sua fiducia ancora limitata gli impediscono di arrivare alla vera identità di Gesù. Solo dopo la morte di Gesù, questo uomo arriverà ad una fede coraggiosa, quando andrà al sepolcro dove Gesù è deposto e porterà con sé l’olio profumato per imbalsamarne il suo corpo (cf Gv 19,38-42).
Nel dialogo tra Gesù e Nicodemo ci è offerta una rivelazione molto profonda che consente di uscire dalla notte per venire alla luce della fede. Accogliendo la misericordia di Dio che si rivela in Gesù innalzato sulla croce, l’uomo può nascere dall’alto e vivere la vita nuova dei figli di Dio. Come Mosè, durante la traversata del deserto, aveva innalzato un serpente di bronzo che i figli di Israele potevano vedere per guarire dal morso dei serpenti velenosi, così “bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna” (Gv 3, 14). In questo modo Gesù annuncia la sua morte e la sua resurrezione: nel mistero della sua passione e morte si rivela la sua gloria, si manifesta la sua identità di Figlio disceso dal cielo e innalzato al cielo.
2. In questa quarta tappa del cammino quaresimale, siamo invitati ad accogliere e a vivere la verità di questa Parola che ci svela l’amore di Dio e l’identità di Gesù. “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna” (v. 16): ecco il progetto di amore che Dio realizza donandoci il suo Figlio unigenito perché, credendo in Lui, possiamo attraversare il deserto ed essere incamminati verso la vita eterna. L’amore di Dio si svela in Gesù Cristo: egli viene a condividere la nostra vita umana fino a donarsi totalmente a noi. Proprio la croce su cui viene “innalzato il Figlio dell’uomo” è il segno della riconciliazione fra cielo e terra. La croce è piantata nella terra ma ha il suo vertice nel cuore di Dio che “ha tanto amato il mondo” fino a donarci ciò che ha di più caro, il suo Figlio unigenito. La forza dell’amore ricrea le condizioni per la nuova e definitiva alleanza che conduce alla salvezza e alla vita eterna.
3. “Perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”. Se nella fede accogliamo il dono gratuito del Figlio, la nostra vita è trasformata dalla grazia che ci libera dal male. Credere al progetto di amore non è solo adesione ad una verità pur grande e affascinante, ma è soprattutto adesione a Gesù Cristo, il Figlio unigenito di Dio. Credere nell’amore di Dio vuol dire accogliere e seguire il suo Figlio che ha rimesso la sua vita nelle mani del Padre, è salito sulla croce per condurci alla salvezza. La fede in Cristo è“venire alla luce”, alla luce dell’amore di Dio che illumina la vita, la rinnova e la orienta verso la sua pienezza.
4. Carissimi fratelli e sorelle, ci stiamo avvicinando alla Pasqua: il cammino quaresimale ci conduca all’incontro pieno con Cristo crocifisso per partecipare alla sua risurrezione. Nel mistero della Pasqua ormai vicina, possiamo vivere le consolanti parole dell’apostolo Paolo che abbiamo ascoltato nella seconda lettura: “Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete stati salvati” (Ef 2, 4-5).
Rendiamo grazie a Dio per il dono del Signore Gesù: egli è la nostra luce e la nostra salvezza. Rendiamo grazie a Dio per l’esempio luminoso di grande fede e di forte passione educativa che il nostro Giuseppe Berti ha testimoniato. Preghiamo perché, con il processo di beatificazione che è stato aperto oggi qui nella Cattedrale, la Chiesa possa riconoscerlo come maestro di autentica vita cristiana. Amen.
(Mons. Gianni Ambrosio, Vescovo Piacenza-Bobbio) (Fonte rilevato da Ciani Vittorio x l’Ufficio Documentazione Diocesi Piacenza-Bobbio).

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Quaresima in Basilica del Santo

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2010

Padova 26 Marzo 2010 dalle ore 13.15 alle ore 14 La passione di Cristo secondo Luca sarà presentata in lettura animata la Passione di Cristo secondo Luca. Attori: Filippo Crispo (attore e regista) Annalisa Mastrogiacomo, Vittoria Bettella, Fabio Albertin. Introduzione del biblista prof. Giuseppe Casarin della Facoltà Teologica del Triveneto. Musiche di J.S. Bach: brani dalla “Passione di Cristo secondo Luca”. All’organo: il maestro Alberto Sabatini.

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Quaresima del Santo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2010

Padova  18 febbraio 2010 ore 20.45 Sala dello Studio Teologico della Basilica del Santo, Quaresima al santo  con il libro del profeta Geremia in collaborazione con la comunità ebraica Si inizia  la sera di giovedì 18 febbraio alle ore 20.45; poi appuntamento ogni venerdì  dalle 13.25 alle 14.00, fino al 19 marzo 2010. Dopo un’introduzione, curata dal biblista padre Tiziano Lorenzin Ofmconv, si alterneranno alla lettura dei testi alcuni attori: Filippo Crispo (regista), Fabio Albertin, Annalisa Mastrogiacomo, Vittoria Bettella. All’organo, per alcuni intermezzi musicali, il maestro Alberto Sabatini. «Questa collaborazione con la comunità ebraica – sottolinea padre Ruffato, organizzatore – significa l’amicizia che lega in città i cristiani agli ebrei: Gesù era ebreo, i primi suoi discepoli erano ebrei, il Nuovo  Testamento è la continuità del Primo. Insieme formano un’unica Bibbia della Parola di Dio».  La scelta del giorno (il venerdì) e dell’orario (dalle 13,15 alle 14,00) sono una opportunità offerta a quanti lavorano (pausa pranzo) o frequentano le scuole superiori e università (pausa lezioni) per un atto penitenziale, ascoltando la Parola del Signore scritta nell’avventura del profeta Geremia. La lettura animata del libro del profeta Geremia è solo una delle iniziative della Basilica per la Quaresima 2010. Altre si prevedono nel prosieguo.

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Venticinquennali della Festa del Crocifisso

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 marzo 2009

Castano primo. ll Cardinale Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano, sarà a Castano Primo il 27 marzo per la solenne via Crucis, che darà ufficialmente il via alle celebrazioni venticinquennali della Festa del Crocifisso di Castano Primo, un evento che richiama migliaia di fedeli da tutta la Regione. Le celebrazioni inizieranno alle ore 20,45. Accanto al famoso crocifisso cinquecentesco della città il Cardinale continuerà le meditazioni quaresimali, che quest’anno sono incentrate sul Battesimo come sacramento della fede e come dono della vita nuova in Cristo. “Non c’è altra via per essere salvi se non quella che Gesù stesso ha percorso” – ha detto il Cardinale Dionigi Tettamanzi in occasione della Messa di inizio Quaresima – . Di qui l’originalità, la novità del cammino quaresimale: non è per noi questione di virtù o di buoni propositi, ma è via di salvezza, è quella strada di esodo da noi stessi, di deserto, di donazione pasquale che sola può dischiuderci alla vita nuova in Cristo, alla vita dei figli di Dio, alla grazia. Il tempo di Quaresima, col suo ritorno annuale, è uno straordinario momento di grazia per tornare alle origini della nostra fede, e così immergerci più vivamente nella realtà del rinnovamento battesimale e corroborare col digiuno il desiderio di ‘rivestirci’ di quella ‘abitazione celeste, non costruita da mani d’uomo. La dimora eterna ci attende e il sacramento dell’Eucaristia le dà vigore di eterna sostanza”. Alla via Crucis di Castano Primo, in occasione delle celebrazioni venticinquennali della Festa del Crocifisso, sono attese migliaia di persone. Dalle parrocchie della zona si stanno organizzando pullman per partecipare all’evento sacro. Ai molti fedeli cha hanno deciso di investire tempo e risorse per le celebfrazioni venticinquennali della Festa del Crocifisso si è unita la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, presente a Castano Primo con uno sportello da fine 2006, che ha deciso di sostenere sul piano economico i festeggiamenti, ed ha messo a disposizione 13 mila euro per la realizzazione di 10 totem alti 2 metri, recanti le immagini e la storia del Santo Crocifisso di Castano Primo.

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