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Roma: Entro settembre parte riqualificazione del quartiere San Giovanni

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 gennaio 2019

Roma. Un’area strategica nel quartiere San Giovanni, compresa tra viale Castrense, via La Spezia, via Taranto e Largo Brindisi, cambierà volto grazie a importanti interventi di riqualificazione e riorganizzazione della viabilità che inizieranno entro settembre di quest’anno. La gara è stata bandita a fine 2018 a cura di Roma Servizi per la Mobilità e prevede un nuovo assetto di traffico nella zona, l’istituzione di una corsia preferenziale su via La Spezia, interventi di pedonalizzazione e la realizzazione di una rete di piste ciclabili. “Dopo l’apertura della stazione San Giovanni della metro C avviamo un altro intervento di riqualificazione che donerà un volto completamente nuovo alla zona. Un cantiere che rientra nella cura dei trasporti e della mobilità che stiamo attuando in città. Parliamo di nuove aree pedonali, preferenziale, ciclabili e riorganizzazione della viabilità nell’ottica di favorire il trasporto pubblico e la mobilità dolce e sostenibile. Un restyling radicale, esclusivamente a vantaggio dei cittadini”, dichiara la sindaca Virginia Raggi. Nel dettaglio, il tratto di viale Castrense da via Nola a piazzale Appio sarà chiuso al traffico e completamente riqualificato con la realizzazione di un parco lungo le Mura, che si ricollegherà al parco di via Carlo Felice. Nell’area via La Spezia-via Taranto sarà riorganizzata la viabilità, mentre verrà ampliata la zona pedonale di largo Brindisi.
“Con la riqualificazione della zona, che prevede anche una nuova area verde e pedonale, stiamo realizzando un cambiamento importante che presto sarà concreto e visibile. Per cittadini e residenti questo vuol dire meno traffico e smog, maggiore decoro e anche la possibilità di utilizzare la bici in sicurezza negli spostamenti quotidiani o nel tempo libero. Il nuovo hub pedonale e ciclabile di Largo Brindisi darà respiro a tutta l’area”, aggiunge l’assessore alla Città in Movimento, Linda Meleo.“Un intervento di riqualificazione e rigenerazione urbana molto importante perché andiamo lì, in quello che oggi è un asse congestionato e trafficato, a ridisegnare completamente gli spazi, all’insegna del trasporto pubblico nelle corsie riservate e della mobilità ciclabile, con delle piste ciclabili e soprattutto un hub per lasciare la bicicletta in sicurezza e proseguire con la metropolitana”, conclude il presidente della commissione Mobilità, Enrico Stefàno. Così via La Spezia diventerà a senso unico a partire da via Nola in direzione piazzale Appio, un tratto su cui è prevista la corsia riservata al trasporto pubblico e la realizzazione di un nuovo itinerario ciclabile a doppio senso, mentre via Taranto sarà a senso unico in direzione via Monza. Sempre su via Taranto sarà realizzata una pista ciclabile a doppio senso di marcia.Entrambi i nuovi itinerari ciclabili, da via Taranto e da via La Spezia, convergeranno sull’area pedonale di Largo Brindisi. La nuova zona pedonale diverrà così un vero e proprio hub ciclabile e nodo di scambio, con l’accesso diretto alla stazione metro San Giovanni delle Linee A e C. Su Largo Brindisi sarà attrezzato un parcheggio per circa 40 biciclette, chiuso e controllato, liberamente accessibile ai titolari di carta MetreBus.

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Quartieri romani

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

esquilinoEsquilino: completamente orientalizzato. “L’Esquilino è stato condannato a morte da un malinteso multiculturalismo che da sempre pervade la sinistra, e i ‘boia’ per l’esecuzione capitale sono stati Rutelli e Veltroni. Ormai completamente orientalizzato e privato della sua identità umbertina, tutta italiana, il rione tuttora soccombe di fronte all’insensibilità e alla carente visione della città di Ignazio Marino ieri e di Virginia Raggi oggi. Unici barlumi di speranza si sono avuti con la destra al governo che ha tentato di rianimare il territorio con progetti di riqualificazione e perfino con una legge regionale speciale. Bei tempi per la popolazione, oggi consegnata ad amministratori che fanno fatica a capire la differenza tra l’Esquilino e la Serpentara”.
E’ quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale alla Camera dei deputati Fabio Rampelli commentando l’odg del consiglio comunale di Roma che discuterà della riqualificazione e sicurezza del rione.

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Roma: Festa 25 aprile

Posted by fidest press agency su martedì, 24 aprile 2012

Roma quartiere S, Lorenzo. Piazza dell’Immacolata (o Casa della Partecipazione, in caso di maltempo) Ricordo di Rosario Bentivegna, comandante partigiano. Intervengono: Michela Ponzani, coautrice dell’ultimo libro di Bentivegna, Senza fare di necessità virtù – Memorie di un antifascista, Einaudi, 2011; Vittorio Sartogo, amico di Rosario; Giovanna Marturano, partigiana; Mario Fiorentini, comandante partigiano. Sarà presente Patrizia Toraldo Di Francia, compagna di Rosario.
Presentazione del libro Guerra alle donne. Partigiane, vittime di stupro, «amanti del nemico» (1940-45), di Michela Ponzani, Einaudi, 2012; Daniela Preziosi, giornalista de “Il Manifesto”, ne discute con l’autrice.
Una Repubblica fondata sul lavoro. Saluto di Ernesto Rocchi, segretario generale della Camera del lavoro di Roma Est.
Proiezione di un video montaggio inedito su Rosario Bentivegna. A cura della sez. ANPI-San Lorenzo. Concerto rock dei Rubik Freak

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Roma: cinema Missouri

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 giugno 2011

Roma. “L’ex cinema Missouri, chiuso da tempo, vive purtroppo da mesi uno stato di abbandono e incuria che spinge quotidianamente molti cittadini di Portuense ma anche di Monteverde a denunciare tale contesto e, in particolare, l’esigenza e comunque il desiderio di poter tornare ad usufruire di un cinema di quartiere”, così dichiara in una nota Augusto Santori, consigliere del PDL del Municipio XV e Vice Presidente della Commissione Cultura dello stesso. “La struttura, pur essendo di proprietà privata – insiste la nota di Augusto Santori – rappresentava certamente un importante presidio di natura ludico-culturale sita in Via Bombelli, a pochi passi dall’ospedale Forlanini e dalla Via Portuense. Un piccolo presidio che probabilmente non riusciva a garantire in favore del privato adeguati livelli di redditività, ma che probabilmente può essere sostenuto da Roma Capitale per favorire la nascita di un cinema di periferia, in grado di dare espressione e vivacità a un intero quartiere, per i più anziani così come per gli adolescenti. Tale auspicio è ulteriormente rafforzato dalla volontà di evitare che il protrarsi della chiusura della struttura porti ad un aggravarsi dell’incuria registrato per tale causa in questo quadrante di Portuense”. “Spero che l’Assessore alla Cultura di Roma Capitale Dino Gasperini – conclude Augusto Santori – sempre molto attento alle problematiche della periferia possa accogliere favorevolmente e con concretezza questo appello, per non lasciarel’andare al cinema esclusivo target delle mega-multisala, per rinvigorire il fervore ricreativo e ludico del Municipio XV, in termini culturali già trascurato dall’immobilismo del centrosinistra, per dare finalmente un cinema a un quadrante della città che oggi lo richiede a gran voce”. (cinema missouri)

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Come non demolire Tor Bella Monaca

Posted by fidest press agency su sabato, 16 aprile 2011

Roma 18 aprile 20011 ore 18.00 Sede Acer – via di Villa Patrizi 11, Nel corso degli ultimi anni si è molto dibattuto sul futuro architettonico e urbanistico del quartiere periferico romano di Tor Bella Monaca. Insistente si era fatta, ad esempio, la proposta di demolire il quartiere, realizzato in base alla legge 167 negli anni ’80, e ricostruirlo secondo il progetto elaborato dall’architetto e urbanista lussemburghese Leon Krier. Durante il workshop La rigenerazione dei quartieri di edilizia residenziale pubblica. Il caso di Tor bella Monaca a Roma, interverranno Alessandro Anselmi (docente di Composizione architettonica), Daniel Modigliani (dirigente Ater, Comune di Roma), l’architetto Alessandra Montenero, Amedeo Schiattarella (presidente Ordine degli architetti di Roma e provincia), sarà presente anche il comitato di quartiere Tor Bella Monaca. Gli esperti illustreranno, sulla scorta di alcune strategie di intervento messe in atto in altri contesti europei, come sia opportuno ripensare il ruolo di Tor Bella Monaca attuando pratiche di riqualificazione urbana e architettonica. Significativo, secondo il gruppo di ricerca interdipartimentale, è il ruolo che potrebbe avere Tor Bella Monaca in virtù della sua posizione di area strategica all’interno del settore urbano che comprende a sud Tor Vergata e Romanina, a est Torre Angela, a ovest Rocca Fiorita e Torre Gaia fino a Grotte Celoni. Va intesa in questo senso la proposta di riconsiderare tutto il sistema della mobilità e dell’accessibilità privilegiando i percorsi carrabili, pedonali, ciclabili. Fondamentale sarebbe quindi la realizzazione di una metropolitana leggera che colleghi la stazione Anagnina (metro A) con la futura stazione della linea C Via Casilina e che ponga in comunicazione la Nuova centralità urbana Romanina-Anagnina, l’Università di Tor Vergata e la stessa Tor Bella Monaca. Gli altri progetti che saranno presentati spaziano dal cambio della destinazione d’uso di alcuni edifici (ad esempio sostituendo una residenza al pian terreno con attività commerciali e/o servizi affacciati direttamente su spazi pubblici opportunamente attrezzati), alla valorizzazione del verde pubblico (realizzando orti urbani legati all’agro collegabili ad iniziative commerciali a KM 0) e delle energie alternative (attrezzando nelle aree libere manufatti per la produzione combinata). L’incontro è organizzato nell’ambito del ciclo di incontri “I lunedì dell’architettura”, promosso dall’In/arch Lazio.

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A Bari un quartiere trasformato in discarica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 aprile 2011

Pieno appoggio ai cittadini pugliesi che protestano a Bari San Giorgio perché stanchi dei rifiuti lasciati sulla complanare della statale 16, arriva da Vincenzo Anelli, vice responsabile per la Puglia dell’Italia dei Diritti. “Condivido le azioni di protesta degli abitanti della zona che da tempo sollecitano l’intervento delle autorità cittadine e dei servizi competenti, quali l’Amiu, a seguito dei disservizi le cui conseguenze ricadono sul quartiere”. Anelli punta i riflettori in particolare sull’abbandono di rifiuti di ogni genere “che – aggiunge – di frequente presentano materiali pericolosi come amianto e pneumatici”. L’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro getta un faro di luce sulla condizione che affligge i residenti del quartiere barese che vivono una situazione critica: “L’abbandono indiscriminato dei rifiuti rappresenta un rischio per la salute, nonché un danno all’ambiente e in particolare alla costa”. Il vice responsabile pugliese del movimento extraparlamentare sottolinea la ricaduta economica e turistica, che il perdurare di una simile situazione può provocare sulla litoranea barese, e lancia l’appello alle istituzioni: “Chi è tenuto a monitorare il territorio individuando i responsabili di simili azioni deve adempiere al pieno il suo dovere. Il problema dei controlli – conclude – è centrale”.

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La Biblioteca del Casale di Ponte di Nona

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2010

Roma il 19 novembre ha chiuso i servizi al pubblico, perché non ha più disponibilità economiche neanche per le utenze, e se la notizia in sé non ha proprio l’aria di costituire un unicum nel momento storico che vive il paese, ad esaminarla con attenzione rappresenta invece proprio uno di quei casi per i quali vale seriamente la pena richiamare l’attenzione di tutti, dalla politica ai semplici cittadini. Questa Biblioteca si trova nel quartiere di Ponte di Nona, nel quadrante Est di Roma, a 6 km all’esterno del GRA, nel territorio dell’VIII Municipio. La Biblioteca è l’unica in un quartiere di circa 2 km quadrati, 18.000 abitanti e quasi 5000 unità abitative (dati novembre 2010), caratterizzato dal punto di vista urbanistico della  presenza del più grande centro commerciale d’Europa (Roma Est), che ospita negozi, cinema, ristoranti etc, ed attorno al quale sono state costruite, a partire dal 2000, esclusivamente abitazioni. L’assenza di quasi tutte le infrastrutture ed i servizi pubblici, pure previsti nel Piano Regolatore per questa “centralità metropolitana” (stazione ferroviaria, attività ospedaliere, servizi pubblici, sede del municipio, servizi, mercato rionale etc) ha portato più volte il quartiere agli onori della cronaca (puntata di Report del 13 maggio 2008 ) proprio per la sua configurazione di “non luogo”, privo di servizi, attrezzature e spazi pubblici di relazione.
La Biblioteca, che ad oggi detiene un patrimonio di circa 7200 volumi provenienti anche da donazioni di singoli cittadini, possiede tutti i requisiti tecnico scientifici di una biblioteca “a regola d’arte”. Il catalogo è informatizzato e fa capo al Polo Bibliotecario dell’università La Sapienza, è censita sul sito dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche (www.iccu.it) nell’area dedicata all’Anagrafe delle biblioteche italiane (www.anagrafe.iccu.sbn.it) ed ha ricevuto valutazioni positive anche da alcuni illustri addetti ai lavori (Relazioni dei tecnici del Sistema Biblioteche di Roma etc).  Nel catalogo è presente anche materiale audiovisivo, riviste etc.
La Biblioteca, che offre spazi per la lettura e l’ospitalità per circa 150 mq, si trova all’interno di un parco recintato di 9000 mq, con un giardino mantenuto dal personale stesso della Biblioteca, nel quale sono stati sistemati giochi per bambini, panchine etc, Insomma è un posto dove si può andare non solo per leggere e studiare, ma anche per chiacchierare in mezzo al verde e far giocare i piccoli anche al sicuro dai pericoli rappresentati da una viabilità non propriamente a misura d’uomo; proprio a ridosso del centro commerciale è stato aperto nel 2007 un casello autostradale  sulla A-24 Roma l’Aquila.
Nel corso di questi quattro anni di vita, la Biblioteca si è inoltre occupata con molta energia nell’attività di promozione della cultura e delle attività ludiche, divenendo realmente, per gli abitanti della zona, un’alternativa praticabile ai pomeriggi al centro commerciale. Molto intensa l’attività in estate, grazie all’utilizzo del giardino per rappresentazioni teatrali, cinema all’aperto, presentazioni di libri, dibattiti etc
In ultimo la Biblioteca è gestita dall’Associazione Papillon – Rebibbia che raccoglie la tenacia e l’esperienza maturata nel settore di alcuni ex detenuti, che, partiti nel 1996 da un tentativo di riorganizzazione delle diverse biblioteche dei reparti della casa circondariale di Rebibbia, hanno nel tempo trasformato in un vero e proprio servizio rivolto ai cittadini la loro radicata convinzione, che la cultura possa costituire una reale alternativa per i detenuti, sia per combattere dentro il carcere la regressione psico/fisica dovuta alle difficilissime condizioni di prigionia (e la cronaca recente ci dice molto in tal senso), sia per poter progettare un futuro sgombro dalla tentazione della reiterazione di più “facili” pratiche illegali e criminose. La sopravvivenza fisica su un territorio “extra carcerario” di questa esperienza, unica in Italia, rappresenta inoltre per l’Associazione la possibilità di continuare a svolgere quel ruolo di ponte tra l’interno e l’esterno, tra il carcere e la società, che costituisce anche un’importante contributo di consapevolezza ed arricchimento democratico per tutti i cittadini.
In ultimo, sostenere la sopravvivenza della Biblioteca del Casale di Ponte di Nona è un’importante occasione per tutti noi, per richiamare le istituzioni alla necessità e all’opportunità di applicare in modo conforme ed evoluto quanto la legislazione italiana ed europea ha progressivamente acquisito a partire da metà degli anni 70 in materia (Riforma dell’Ordinamento penitenziario 1975, legge Gozzini 1986, Regolamento penitenziario 2000 e Raccomandazione del Consiglio d’Europa 2006), e cioè che il carcere diventi realmente non il luogo dove si finisce, ma quello da dove si può ricominciare.  E allora perché impedirle di funzionare? Possibile che nelle pieghe di un bilancio non si riesce a trovare una sommo, alquanto modesta, per un’opera sociale e culturale di cui tutti, per altro, ne riconoscono il valore? Da queste colonne lanciamo l’appello perché la famiglia Romana non spenga questa flebile fiamma nella voglia di fare e costruire una società più sapientemente votata alla conoscenza e alla cultura. (bblio, polverini)

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Innamorati di “Campo Marte”

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 marzo 2010

Firenze dal 24 marzo al 10 aprile 2010  Galleria “Via Larga”, via Cavour 7/r Mostra di fotografie, documenti e testimonianze a cura di Alessandra Borsetti Venier e Giuliana Occupati. All’inaugurazione della mostra e alla presentazione del libro Innamorati di “Campo Marte”, Morgana Edizioni Interverranno: Gianluca Paolucci, Presidente Quartiere 2 – Valentino Fraticelli, già direttore della Biblioteca Moreniana e, con le loro testimonianze, Gilda Sbrilli con Luciano Senatori. Saranno presenti le autrici.  La mostra e il libro sono il risultato di una vasta e prolungata ricerca che, partendo dal cuore del Campo di Marte – termine che ormai identifica l’intero Quartiere 2 – si estende all’intero territorio del quartiere: dalle rive dell’Arno a Rovezzano, a Settignano, alle Cure fino al limitare dei viali di circonvallazione tra le Piazze Beccaria e Libertà. La mostra è costituita da pannelli fotografici che tracciano un viaggio a ritroso nel tempo, articolato in molte tappe, con un’attenta esplorazione del territorio attraverso la rivisitazione di piccole e grandi storie, di reti di quotidiana convivenza, di legami affettivi. I materiali iconografici provengono in gran parte dall’Archivio del “Centro Anziani Campo di Marte”, ma anche da collezioni sia pubbliche che private di chi è nato in questa zona, nonché dagli appassionati fiorentini che hanno messo a disposizione fotografie di famiglia, ricordi e testimonianze dirette. La ricerca, che ha toccato argomenti storici e antropologici, è arrivata fino a lambire le sponde della riva destra dell’Arno.  La mostra è patrocinata dalla Provincia di Firenze e dal Comune di Firenze – Quartiere 2  Organizzazione: Associazione culturale MultiMedia di Firenze.  (aviazione, copertina)

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Il gioco delle tabelline

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 marzo 2010

Roma sabato prossimo 13 marzo alle ore 1700 alla Feltrinelli di viale Libia, 186 verrà presentato il gioco delle tabelline (ed. Paoline).   Chi ha detto che le tabelline sono difficili e noiose? Con un po’ di fantasia impararle è un vero spettacolo, come dimostra l’opera di Ferdinando Monti, insegnante nel quartiere di Scampia, Ad accompagnare i bambini in questo viaggio tra numeri, canzoni e musica sarà Dolores Olioso, autrice, compositrice, esperta di Didattica Musicale presso l’Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Verona. Da anni opera nel campo della formazione e dell’aggiornamento di insegnanti di scuola dell’infanzia e scuola primaria, in qualità di relatrice, sia a livello nazionale che internazionale. Ha pubblicato moltissime canzoni e progetti educativi per bambini presso diverse case editrici, e svolge un’intensa attività di divulgatrice. Il gioco delle tabelline si propone di aiutare i bambini a imparare e ricordare le tabelline con l’ausilio della musica. Otto canzoni (dalla tabellina del due a quella del nove), una guida didattica con indicazioni per gli insegnanti, giochi, mimo, coreografie e una semplice drammatizzazione compongono questo progetto che ha lo scopo di rafforzare i processi di memorizzazione dei simboli della tavola pitagorica e di costruzione attiva delle conoscenze. È una proposta per imparare anche la matematica in modo semplice e divertente. Il libro che accompagna il Cd contiene appunto la guida didattica, la drammatizzazione, i testi delle canzoni e le indicazioni per le coreografie.
Ferdinando Monti laureato in sociologia con una tesi in Sociologia delle Religioni, pubblicata nel 1989, ha insegnato per undici anni nella scuola dell’infanzia e attualmente è insegnante di ruolo in una scuola primaria di Scampia, a Napoli.

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Caro affitti a Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2009

“Tra i tanti record positivi Roma detiene anche questo primato negativo. E, come spesso accade, a pagarne le conseguenze più serie sono proprio quegli strati sociali in maggiore difficoltà, come i dipendenti con famiglie a carico, i precari, gli anziani e gli studenti, ovvero quelle fasce della popolazione che ogni giorno devono lottare duramente per sopravvivere, facendo i conti con le proprie limitate finanze”. Lo sostiene amareggiato Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, commentando uno studio di “Tecnocasa group” dal quale si evince che, nei primi mesi del 2009, il canone di locazione mensile degli appartamenti nella Capitale è diminuito dell’1,3% in relazione al semestre precedente. Tuttavia, l’andamento ondivago del mercato immobiliare, fortemente diverso tra un quartiere e l’altro, non sottrae a Roma lo scettro poco lusinghiero di città più cara d’Italia per i prezzi degli affitti. Dalla stessa indagine risulta che il 61% degli inquilin
i è costituito da single, con un’età media molto bassa compresa tra i 18 e i 34 anni. Sulla questione ha espresso il proprio parere anche Maurizio Ferraioli, responsabile per la Casa e l’Edilizia Privata del movimento extraparlamentare fondato da Antonello De Pierro. “I canoni ormai elevatissimi – dice Ferraioli – diventano insostenibili per le famiglie, che già soffrono il periodo di crisi economica generale. Sarebbe opportuno un intervento d’urgenza del governo, quale poteva essere la cedolare secca sugli affitti, da applicare esclusivamente sui contratti concordati, con lo scopo di riportare il risparmio fiscale ottenuto dai proprietari a vantaggio degli inquilini, e di conseguenza di milioni di famiglie italiane”. Le osservazioni critiche dell’esponente dell’Italia dei Diritti contro l’attuale amministrazione statale proseguono impetuose: “Appare evidente il fatto che la mancanza di una corretta politica verso la casa ponga in difficoltà tutto il settore immobiliare. Emblematico è l’aumento delle cause di sfratto per morosità nelle varie città italiane. Anche in tal senso si avverte l’impellenza da parte del governo di un provvedimento che, probabilmente, consentirebbe anche di far emergere tutto quel sommerso che non permette allo Stato di incassare le giuste imposte sui redditi derivanti dalla locazione. Gli ultimi interventi della Guardia di Finanza – ricorda Ferraioli – hanno evidenziato, anche a Roma, un numero enorme di contratti d’affitto non registrati. Noi dell’Italia dei Diritti auspichiamo questi e altri interventi in grado di calmierare i costi esagerati dei canoni locativi in ogni città d’Italia, e in particolare nella Capitale”.

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Le “ronde” nel quartiere Chiaia a Napoli

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2009

Il responsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti: “Iniziativa lodevole ma è necessario un preciso coordinamento tra associazioni e forze dell’ordine” “È da apprezzare come i cittadini scendano in campo per combattere il degrado e la violenza che colpisce Napoli e i suoi quartieri più belli come quello di Chiaia” Questo il commento di Antonio D’Auria, responsabile per la Campania del movimento Italia dei Diritti, riguardo all’iniziativa partita da alcune associazioni del capoluogo campano come “Napoli Liberal”, “Napoli punto a capo”, “Chiaia per Napoli”, “Campania Sanità”,  “Le botteghe dei mille» e l’associazione dei commercianti, con l’obiettivo di offrire una risposta concreta al sempre più diffuso bisogno di sicurezza e legalità. Secondo il patto siglato, che ha avuto anche il pieno sostegno dalle «Agenzie di viaggio» di Confindustria Campania, nel quartiere circoleranno squadre di volontari organizzate su turni che avranno il compito di difendere i monumenti da vandali e writers, in particolare nelle ore serali, nei fine settimana e nei festivi, armati solo di cellulari e macchine fotografiche. I cittadini protagonisti delle “ronde” potranno chiedere l’ intervento delle forze dell’ordine e documentare gli episodi di illegalità. “Iniziative come queste sono sempre apprezzate, – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – soprattutto in una città come Napoli, spesso penalizzata da singoli episodi di violenza e degrado. L’importante è che non si vengano a creare ulteriori disordini, magari dovuti ad un eccesso di zelo e che in caso di buona riuscita del progetto, li dove necessario, ci sia una risposta immediata delle forze dell’ordine”.

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Espulsioni di palestinesi da Gerusalemme

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2009

Appello Al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano  Al Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini All’Ambasciatore d’Italia a Tel Aviv Luigi Mattiolo Al Console Generale d’Italia a Gerusalemme Luciano Pezzotta. Domenica 02 agosto e’ stato reso esecutivo l’ordine di sfratto pendente su due famiglie palestinesi di Sheikh Jarrah a Gerusalemme Est. Alle prime ore del mattino i soldati dell’IDF (Israeli Defence Forces) hanno costretto con la forza le famiglie al Ghawi e al Hanoun, già profughi nel `48, a lasciare le loro case nel quartiere di Sheikh Jarrah, dove risiedevano dal 1956. Al loro posto sono gia’ entrati nelle abitazioni coloni israeliani. Da settimane la presenza di cittadini e attivisti per i diritti umani palestinesi, israeliani ed internazionali ha sostenuto la determinazione delle famiglie a non lasciare le proprie case e a non divenire vittime delle politiche di pulizia etnica dello Stato di Israele. Secondo il Diritto Internazionale Gerusalemme Est fa parte dei Territori Palestinesi Occupati da Israele dal 1967 e la comunita’ internazionale e’ tenuta a far rispettare le risoluzioni delle Nazioni Unite che vietano il trasferimento di popolazioni cosi’ come ogni intervento atto a modificare lo status quo della citta’ (cfr. Convenzioni di Ginevra (1949) e Risoluzioni ONU (n. 242 del 1967, 252 del 1968, 267 del 1969, 271 del 1969, 298 del 1971, 465 del 1980, 476 del 1980, 478 del 1980).   La condizione degli abitanti palestinesi a Gerusalemme Est si fa sempre piu’ insostenibile a causa delle politiche discriminatorie del Governo occupante che hanno come obiettivo la giudeizzazione della citta’ di Gerusalemme creando continuità territoriale tra Gerusalemme Ovest e gli insediamenti israeliani illegali che circondano Gerusalemme Est (Maale Adumim, Pisgat Zev….).  Dal 1967 ad oggi sono stati costruiti 17 insediamenti che occupano circa il 35% del territorio di Gerusalemme Est, nei quali vivono piu’ 200,000 coloni. Fonti OCHA (Office for Coordination of Humanitarian Affairs – http://www.ochaopt.org/) riportano che tra il 1967 e il 2006 sono state demolite piu’ di 8500 case palestinesi. Nei soli primi 4 mesi del 2009, OCHA ha registrato la demolizione di 19 strutture a Gerusalemme Est, che comprendono 11 abitazioni civili. Di conseguenza 109 palestinesi, tra cui 60 bambini, si ritrovano sfollati. Le dirette conseguenze sulla societa’ palestinese di tali azioni del Governo Israeliano sono la frammentazione territoriale dei diversi quartieri di Gerusalemme Est nonche’ l’isolamento di Gerusalemme Est dal resto della Cisgiordania, creando di fatto le condizioni per cui Gerusalemme diventi la capitale ‘unica ed eterna’ dello Stato di Israele in violazione del Diritto Internazionale e delle Risoluzioni ONU.Le famiglie al Ghawi, al Hanoun e al Kurd, quest’ultima cacciata dalla propria abitazione nel novembre 2008, sono solo le prime tra le 28 famiglie (500 persone) residenti nel quartiere di Sheikh Jarrah, che sono a rischio di espulsione.  La nuova amministrazione statunitense e l’Unione Europea hanno condannato la confisca, la demolizione delle case palestinesi a Gerusalemme Est e la costruzione di nuovi insediamenti. Chiediamo pertanto al Governo Italiano e piu’ direttamente alla rappresentanza diplomatica del  Consolato Generale di Italia a Gerusalemme di condannare severamente il governo israeliano per le espulsioni delle famiglie al Ghawi e al Hanoun, e di richiedere al Governo Israeliano che venga cancellato l’ordine di espulsione, che le famiglie cacciate possano rientrare nelle proprie case, che vengano cancellati gli ordini di espulsione per le altre famiglie e che vengano fermati i piani di costruzione degli insediamenti a Gerusalemme Est, come previsto dal rispetto del Diritto Internazionale.  In quanto cittadini italiani chiediamo al Consolato Generale di Italia a Gerusalemme di visitare le famiglie al Ghawi, al Hanoun e al Kurd per portare un messaggio di solidarieta’ e sostegno umano e soprattutto politico, come gia’ fatto da altri rappresentanti diplomatici europei e statunitensi.

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Somali in fuga attraverso il golfo di Aden

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 luglio 2009

Secondo le informazioni ricevute dalla rete di partner dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati  (UNHCR) in Somalia, circa 12.000 persone hanno raggiunto e trovato rifugio temporaneo nella città di Bossaso, nella Somalia settentrionale, dallo scorso 7 maggio. Lì, la maggior parte di loro sta aspettando la prima occasione offerta dagli scafisti per affrontare il pericoloso viaggio attraverso il golfo. Questi sfollati fanno parte di un gruppo di circa 232.000 somali costretti a lasciare le loro case dal 7 maggio, quando in diversi quartieri della capitale somala sono divampati gli scontri tra i gruppi miliziani di Al-Shabaab e Hisb-ul-Islam e le forze governative. Secondo quanto riferito dai partner dell’UNHCR a Bossaso, le aree dove si stabiliscono generalmente i potenziali migranti stanno diventando sempre più affollate e gli scafisti starebbero già ricevendo le prenotazioni e il denaro dai somali che vogliono recarsi in Yemen. Poiché il mare è già molto pericoloso a causa delle condizioni atmosferiche, è probabile che la maggior parte delle persone rimanga accampata a Bossaso e aspetti fino a settembre, quando i venti saranno più favorevoli. Nel 2008 oltre 50.000 persone hanno raggiunto le coste dello Yemen – con un incremento del 70% rispetto al 2007. Questo trend è proseguito anche durante i primi sei mesi del 2009 con circa 30.000 nuovi arrivi – pari alla cifra totale del 2007. Il viaggio è molto pericoloso. Oltre 1.000 persone sono affogate nel 2008 perché gettate in mare o costrette a sbarcare troppo lontano dalla riva da scafisti senza scrupoli. Finora quest’anno sono circa 300 i morti o dispersi. Il fenomeno dei viaggi della speranza aumenta il peso che grava sulle limitate risorse dello Yemen e pone ulteriori sfide al governo che cerca di conciliare i doveri posti dal diritto internazionale con la necessità di proteggere il paese dall’immigrazione illegale. Il governo yemenita riconosce i somali come rifugiati prima facie. Ai rifugiati somali viene proposto di alloggiare nel campo di Kharaz, nel governatorato di Lahj, a circa due ore di guida a ovest di Aden. A Kharaz ricevono protezione legale e fisica e assistenza. Nel campo vivono circa 13.000 rifugiati, per lo più somali, ed è quasi del tutto gestito dall’UNHCR in cooperazione con altre agenzie ONU e con ONG locali e internazionali. Oltre alla popolazione del campo, ci sono decine di migliaia di rifugiati che hanno deciso di stabilirsi in aree urbane in tutto il Paese.

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