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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 341

Posts Tagged ‘question time’

Scuola Question time del ministro Azzolina

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2020

Oggi alla Camera ha avuto luogo il Question time in cui la ministra dell’istruzione, Lucia Azzolina ha risposto alle domande dei deputati su ritorno in classe e concorso straordinario. L’Azzolina ha affermato che l’inizio della scuola non ha avuto particolari problemi, poiché “tutta l’amministrazione ha lavorato alle operazioni necessarie, come nel caso delle Gps che sono state compilate grazie alla digitalizzazione dei dati; inoltre, le graduatorie sono state pubblicate in tempo utile e anche gli errori registrati in esse stanno per essere rettificati. In questi giorni si stanno ultimando le nomine per i contratti a tempo determinato e si stima che nel giro di pochi giorni si possano concludere, anche per l’organico aggiuntivo. Si può dunque affermare che c’è stato un ordinato avvio dell’anno scolastico che sarà garantito anche nei prossimi anni”.La ministra dell’istruzione ha anche affermato che il sistema delle Gps ha garantito imparzialità e trasparenza e nell’assegnazione delle supplenze non è stato registrato un boom di precari. Per quanto concerne le immissioni in ruolo, ha confermato che “le procedure selettive partiranno il 22 ottobre, in totale sicurezza, così da avere insegnanti in ruolo il prossimo anno; non ci saranno assembramenti di candidati. Avremo concorsi selettivi e diversificati, seri, nella convinzione che il bene della scuola passi per la selezione. Bisogna innalzare il livello del Paese grazie a un elevato sistema d’istruzione”. Per quanto riguarda l’organizzazione vera e propria, “si avranno meno di 10 candidati per aula e nei prossimi giorni sarà pubblicato un protocollo per la regolamentazione: ci saranno due turni, uno anti pomeridiano e uno pomeridiano, così da garantire la presenza a scuola. La prova sarà superata con 7/10 e avrà una durata di 150 minuti. Poi sarà la volta dei concorsi ordinari, infanzia e primaria e secondaria di I e II grado. Fine assoluto è ridurre il precariato il precariato e garantire la continuità didattica”. Per il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, “è necessario assumere i precari subito o attraverso la stabilizzazione come per il personale della sanità o degli locali sui posti vacanti e disponibili con retrodatazione giuridica al 1° settembre 2020 o con la riapertura delle GaE o lo scorrimento del doppio canale di reclutamento dalle graduatorie di istituto o GPS riformulate con le vecchie tabelle di valutazione dei titoli. Ogni altra soluzione è inutile”.

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Migranti Meloni: falsità dal governo su lettera Unar

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2015

camera deputati«Non so davvero cosa si possa rispondere a un Governo che durante il Question Time alla Camera dei Deputati dichiara il falso. È inesatto quello che il ministro Boschi sostiene in riferimento alla lettera di censura che mi ha inviato la Presidenza del Consiglio dei Ministri attraverso l’Unar. È inesatto che vi sia un presunto schema tipo delle lettere dell’Unar: la prassi consolidata prevede che la missiva di “richiamo” entri nel merito della vicenda, tanto che anche sulla lettera che ho ricevuto vengono riportati il numero del “caso da citare nella risposta” e le mie dichiarazioni virgolettate. Di conseguenza non è vero che questo schema tipo di lettera sia stato ideato nel 2009, anche perchè ricordo al Governo che l’istituzione dell’Unar risale al 2003 con a capo il direttore attuale. Ma l’apice della falsità è stato toccato dal ministro Boschi quando ha letto “le esatte parole” come dai lei stessa precisato, il testo della lettera tipo dell’Unar: “Le chiediamo pertanto in veste di rappresentante delle istituzioni di volere per il futuro utilizzare un linguaggio che nel pieno rispetto delle opinioni di tutti eviti il ricorso a pericolose generalizzazioni ma contribuisca alla costituzione di una società aperta, democratica e rispettosa delle diversità”. Nella lettera di censura che l’Unar mi ha inviato le parole usate e la richiesta che mi viene fatta sono altre: “Si coglie l’occasione per chiedere di voler considerare per il futuro l’opportunità di trasmettere alla collettività messaggi di diverso tenore”. Per noi l’italiano non è un’opinione e soprattutto non lo è la Costituzione che sancisce il diritto di esprimere liberamente il proprio pensiero. Evidentemente lo è per un governo illegittimo, che nessuno ha voluto e nessuno ha votato, abituato ad offendere le Istituzioni italiane tanto da presentarsi a Montecitorio e mentire anche di fronte a un testo scritto su carta intestata della Presidenza del Consiglio dei Ministri». È quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. (n.r. Non si hanno parole per spiegare questo atteggiamento. Poteva essere una semplice bolla di sapone ed ora invece il caso non è solo politico ma anche di costume e di civiltà giurica e istituzionale)

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Question time al Ministro Sviluppo economico

Posted by fidest press agency su martedì, 25 ottobre 2011

“Mercoledì 26 ottobre presenterò al Ministro per lo Sviluppo Economico un’interrogazione a risposta immediata (question time) sulla vertenza Firema” lo rende noto l’on. Americo Porfidia di Noi Sud. “Firema Trasporti è una società per azioni italiana del settore metalmeccanico operante nella progettazione, costruzione e riparazione di locomotive, treni, metropolitane e tram. A partire dal 2 Agosto 2010, con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, la Firema è stata ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria. L’azienda rappresenta, per dimensioni e potenzialità, forse l’ultima grande realtà produttiva della provincia di Caserta, coinvolgendo migliaia di famiglie ed aziende legate all’indotto. Tenendo conto della necessità per l’Italia e per il Sud in particolare di rilanciare il proprio quadro industriale ed occupazionale, e la centralità del settore dei trasporti, si chiederà al Ministro quali provvedimenti ha intenzione di prendere per garantire il futuro lavorativo all’azienda Firema e rilanciare al contempo l’intero settore a livello nazionale e internazionale. Lo svolgimento dell’interrogazione – conclude Porfidia – sarà trasmesso in diretta tv (RAI) dopo le ore 15.00

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Auto blu: da anni se ne parla di abolirle

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2011

“Sono anni che sentiamo parole su una imminente soluzione di questo problema. Ma i cittadini non vogliono parole, vogliono tagli. Questa delle auto blu è una autentica vergogna”. Lo dice durante il question time Gabriele Cimadoro, capogruppo IdV in commissione Attività produttive alla Camera.
“Questa vergogna – aggiunge Cimadoro – costa allo Stato ben 5 miliardi di euro. Ecco perché bisogna tagliare, eliminare al più presto questi privilegi per essere onesti nei confronti dei cittadini”

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Governo conferma mancanza di credibilità

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2011

Stamattina anche noi, i sindacati che hanno manifestato ad Arcore la scorsa settimana, siamo stati convocati a Palazzo Chigi. Per il governo era presente il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, on. Gianni Letta, il Ministro dell’Interno, on. Roberto Maroni, il Ministro della Difesa, on. Ignazio La Russa, il Ministro della Giustizia, on. Angelino Alfano. Come promesso dal Presidente del Consiglio Berlusconi il 14 marzo ad Arcore e ribadito nel question time dal ministro Maroni, durante il consiglio dei ministri di domani avrebbe dovuto essere varato un provvedimento per l’assegnazione di ulteriori 79 milioni di euro al Comparto Sicurezza e Difesa. Ci saremmo aspettati, pertanto, che oggi venisse illustrato il decreto ed i suoi contenuti. Il governo, invece, si è limitato ad ascoltare le posizioni dei sindacati e delle rappresentanze militari che peraltro ben conosce fin dal mese di luglio dello scorso anno (ed anche da prima), avendo recepito da allora ordini del giorno reiterati nell’impegno assunto all’atto della sottoscrizione dell’accordo economico per il biennio 2008-2009. Al termine dell’incontro, invece, un laconico Gianni Letta si è limitato a dichiarare di aver recepito le richieste ed ha rimandato al Consiglio dei Ministri, forse quello della prossima settimana o oltre, l’emanazione del provvedimento legislativo. A questo punto ci domandiamo quanto vale la parola del Presidente Silvio Berlusconi che continua a rimandare sine die ai prossimi Consigli dei Ministri. La storia di questi anni mostra, e l’episodio di oggi ne è l’ennesima riprova, che questo governo perde quotidianamente credibilità nei confronti del personale del Comparto Sicurezza. Pertanto, il presidio organizzato per domani a Montecitorio da SIAP- ANFP, SILP-CGIL, COISP UIL Penitenziari, UIL CFS, UILVVFF, CGIL Penitenziari e Forestali e Confsal è da considerarsi una vera e propria manifestazione di protesta contro le sperequanti penalizzazioni imposte dal governo Berlusconi alle donne e agli uomini del Comparto Sicurezza e Difesa.

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Maroni risponde al question time

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2011

Le agenzie non riportano tutto l’intervento del ministro che ha esordito ammettendo le penalizzazioni già subite del comparto difesa/sicurezza facendo un preciso cenno anche al riordino delle carriere ed ai soldi già sottratti (790 milioni di euro). In questo contesto ho pensato che i soldi promessi, il Governo li avrebbe trovati da altri capitoli senza toccare l’accantonamento dei 119 milioni previsto proprio per il riordino delle carriere. Pare che siano rimasti solamente Siap, Silp-Cgil, Coisp, Anfp, Uil Penitenziari, Fp-Cgil, Uil-Pa e Confsal a battersi per il riordino delle carriere che è una battaglia per la dignità degli operatori di tutta la Pubblica Sicurezza. Una battaglia politica che, a mio parere non è di destra o di sinistra. Una battaglia che, a mio parere, deve essere combattuta anche contro i nostri vertici istituzionali. SAP e SIULP non sembra vogliano prendere posizione su questo. Il COCER CC ha chiesto addirittura al Presidente del Consiglio di prendere i soldi proprio da quello specifico accantonamento. (senza sentire la propria base). Io rimango convinto che la dignità non ha prezzo e che continuando a cedere difronte a situazioni di emergenza “artatamente creata” non rapresentiamo veramente “la base”. I sindacati e le rappresentanze militari sono bravi a convincere che è stata fatta la cosa giusta. Scusatemi ma non credo che sia la cosa giusta e mi sembrava giusto DIRLO. (Michele Fornicola)

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Mutui sulle proroghe

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 gennaio 2011

“Le moratorie sul pagamento dei mutui delle famiglie e dei debiti delle piccole e medie imprese sono strumenti utili per reggere l’urto della crisi sull’economia italiana, che ha pagato un prezzo più alto di tutti i Paesi dell’eurozona. Ma si tratta di accordi tra banche ed associazioni di consumatori e imprese, di cui il governo si vanta senza alcun merito”. Questo il commento di Franco Ceccuzzi, deputato Pd e membro della commissione Finanze della Camera, dopo la risposta di oggi al ‘question time’ da parte del ministro per i rapporti col Parlamento, Elio Vito, a un’interrogazione parlamentare della Lega Nord che chiedeva quali misure avesse preso l’esecutivo per sostenere le piccole e medie imprese. “Non c’è alcuna nuova misura presa dal Governo per sostenere la nostra economia – sottolinea Ceccuzzi. – Le proroghe, di cui quella sui mutui è stata firmata oggi, sono un fatto positivo, perché consentiranno a tutti coloro che non ne hanno già usufruito di poter accedere alla sospensione dei pagamenti. Ma non c’è niente di nuovo rispetto a quanto emerso dalla risposta ad una nostra interrogazione in Commissione Finanze del luglio scorso, ed è francamente desolante che la Lega, con il ‘question time’ di oggi, abbia voluto fare propaganda sulle difficoltà di famiglie e imprese, senza che ci siano nuove misure per fronteggiare il prolungamento degli effetti della crisi. Ci saremmo aspettati – conclude il deputato Pd – che, all’indomani dell’ennesima correzione al ribasso delle previsioni di crescita del nostro Paese, il governo portasse in Parlamento qualche idea utile per la nostra economia e per la coesione sociale, ma non è stato così”.

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Caso Berlusconi: al question time parlamentare

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 novembre 2010

Dichiara Massimo Donadi: “Sarà un question time di fuoco, altro che bunga bunga. Mercoledì presenteremo un’interpellanza urgente al ministro Maroni sulla vicenda di Ruby. E’ vero che la sfera privata di qualsiasi cittadino va tutelata, ma è altrettanto vero che se questa sfera riguarda il capo del governo, interessa tutti gli italiani. Il capo politico di un paese dovrebbe essere anche una guida etica, un esempio per tutti i cittadini. Berlusconi non lo è. Un premier che ha legami equivoci, che ha frequentazioni con prostitute e ragazze minorenni senza essere in grado di chiarire la natura dei rapporti è ricattabile. Con grave danno per il Paese. Ma il punto più grave di tutta  questa vicenda non è questo. E’ l’abuso di potere commesso per tirar fuori dalla questura una delle sue predilette, in stato di fermo per furto. Maroni deve spiegare e chiarire con la massima puntualità quel che è successo. Deve dire agli italiani se è vero che un uomo della sua scorta ha telefonato in questura per poi passare la telefonata direttamente al capo del governo, che avrebbe chiesto al capo della questura di rilasciare Ruby e affidarla nelle mani di persone di sua fiducia. E vogliamo sapere se è vero che sarebbe arrivato al punto di mentire sull’identità della ragazza marocchina minorenne arrivando al punto di definirla la nipote di Mubarak. Vogliamo anche capire anche perché il questore in servizio fino a tre settimane fa in via Fatebenefratelli a Milano è stato nominato ‘ispettore generale di amministrazione del Consiglio dei Ministri’. E’ solo un caso? Se tutto questo fosse vero – la telefonata di Berlusconi, la bugia sull’identità della ragazza, le pressioni sulla questura – Berlusconi avrebbe compiuto un fatto politicamente gravissimo e commesso un vero e proprio reato. Maroni in Aula dovrà fare chiarezza e sarà molto difficile. Nel caso le risposte non fossero soddisfacenti, siamo pronti a presentare una mozione di sfiducia nei confronti del premier. A quel punto si segnerà davvero una svolta politica nel nostro Paese. Quella mozione sarà uno  spartiacque: da una parte chi sta con il Paese e l’interesse pubblico, dall’altra chi continua a ingoiare fango per coprire le mascalzonate di certe persone. E allora si vedrà se per Fli il concetto di legalità esiste in politica o è solo uno slogan. E si vedrà anche se la Lega continuerà ad appoggiare un presidente del Consiglio che ha ridotto l’Italia a postribolo. All’ipotesi che le opposizioni non votino compatte non voglio neanche pensare”. (massimo Donadi)

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Lodo salva lega

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2010

Durante il question time nell’Aula della Camera dei Deputati, il Ministro Calderoli si è fatto beffe degli italiani. Gli ho chiesto spiegazioni sul Lodo salva Lega e lui senza imbarazzo e rispetto del suo ruolo e del Parlamento, ha affermato che la legge abrogata è stata scarsamente applicata nella storia della Repubblica, pertanto non sarebbe necessario mantenerla in vigore. Forse per Calderoli non conta la gravità del reato ma solo il numero di volte in cui la legge è applicata. Il reato è talmente grave, invece, che i Costituenti scrissero nell’articolo 18 della Costituzione che sono vietate le associazioni di carattere militare con scopi politici. Stiamo parlando di un reato che mette a rischio la sicurezza dello Stato e dei cittadini, la democrazia delle istituzioni e l’unità nazionale. Tutto ciò non fa venire niente in mente? Sembra il programma elettorale del partito della Lega. Calderoli ha voluto anche farsi più sottile: ma se c’è il divieto scritto in Costituzione, a che serve avere anche una legge? Dice lui che nella Costituzione il divieto di cui parliamo è autosufficiente e di immediata applicazione. Mi viene da pensare che abbia proprio poca stima dell’intelligenza altrui: un giudice, di fronte ad un’associazione di stampo militare con scopi politici, ne decreta lo scioglimento – per fortuna nostra-, ma i soci di quest’associazione la farebbero franca se non avessero commesso un qualche altro reato già previsto nel codice penale, perché per loro non è più prevista una pena. Direi che è quello che ora accadrà ai tanti sodali di Calderoli nelle brigate della “guardia nazionale padana”, con buona pace della Costituzione. Un colpo di spugna e via. La cosa ancora più grave è che il ministro Calderoli ha la memoria corta. Il primo dicembre 2009, infatti, è entrato in vigore il decreto legislativo confezionato proprio da lui (n. 179/2009), che contiene l’elenco delle leggi anteriori al 1970, la cui permanenza in vigore è ritenuta ‘indispensabile’. Ebbene tra queste leggi indispensabili c’è il Decreto legislativo n. 43 del 1948, che punisce il reato di cui stiamo parlando. Come ha potuto Calderoli, a distanza di pochi mesi, votare in Consiglio dei Ministri due diversi decreti legislativi (uno dei quali ha pure scritto), uno che ritiene indispensabile la permanenza in vigore della legge e l’altro che invece la abroga? Sembrerebbe che la mano destra non sappia cosa fa la sinistra. O forse lo sa fin troppo bene. Ma le castronerie non finiscono qui. Calderoli ha negato la possibilità di intervenire dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo. Noi l’avevamo avvertito per tempo, e forse Calderoli ha dimenticato le 196 correzioni apportate dal governo. Non si capisce perché non sarebbe stato possibile fare una sola correzione in più. O forse, sì, si capisce fin troppo bene. Il Lodo salva-Lega andava fatto. E’ una questione di dignità politica e di equilibri di maggioranza: mica solo Berlusconi può farsi le leggi ad personam. (Massimo Donadi Idv)

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Nuove professioni

Posted by fidest press agency su sabato, 30 gennaio 2010

Roma 4 febbraio alle 9,30 via del Pozzetto 158, presso la sala conferenze di Palazzo Marini, convegno  “Quale Welfare per le nuove professioni?”, organizzato da Uniprof, l’associazione delle professioni non regolamentate nata dall’unione di Cna e Assoprofessioni. I lavori si apriranno con la relazione di Giorgio Berloffa, presidente di Uniprof, alla quale seguirà l’intervento di Antonello Crudo, direttore centrale delle entrate contributive dell’Inps.Alle 11,30, dopo il Question time dedicato alle associazioni professionali si terrà una tavola rotonda che vedrà la presenza dei parlamentari Giuliano Cazzola, Pietro Ichino, Nedo Poli e del sottosegretario al ministero del Lavoro Pasquale Viespoli.Il convegno terminerà in mattinata con le conclusioni di Sergio Gambini, segretario Uniprof.

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Siti nucleari nel Lazio

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2010

“Sono due le aree nel Lazio candidate a ospitare siti nucleari: la zona costiera di Montalto di Castro e l’area alla confluenza di Tevere e Nera tra Orte e Magliano Sabina”. Lo denunciano i senatori Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, che sul punto hanno preannunciato un’interrogazione urgente al ministro Scajola.  “Durante il ‘question time’ di martedì alla Camera – proseguono i due senatori ecodem – il governo, rispondendo a un’interrogazione di Ermete Realacci, si è rifiutato di indicare l’elenco dei siti nucleari, preoccupato per gli effetti sulle prossime elezioni regionali, ma non ha smentito che la lista in via di predisposizione ricalchi quella definita a suo tempo dal Cnen. Ciò significa molto semplicemente che degli oltre 40 siti della mappa nucleare dell’Italia, almeno due si trovano nel Lazio: uno è la zona costiera di Montalto di Castro, già scelta trent’anni fa per costruire una centrale atomica, l’altro è l’area alla confluenza del Tevere e del Nera tra Orte e Magliano Sabina. In base alla mappa stilata a suo tempo dal Cnen, questi due siti soddisfano i requisiti richiesti dal nucleare, a cominciare dall’ampia disponibilità di risorse idriche”.  “I silenzi ‘pre-elettorali’ del governo – continuano Della Seta e Ferrante – confermano che la scelta nucleare di Berlusconi e Scajola non è solo profondamente sbagliata in sé, per gli altissimi rischi ambientali e gli esorbitanti costi economici collegati alla realizzazione di nuove centrali atomiche: è anche una scelta inaccettabile per i metodi e le procedure seguiti. Mentre ai cittadini viene tenuto nascosto dove nasceranno gli impianti nucleari, la lista è perfettamente a conoscenza non solo del governo ma anche delle imprese interessate all’affare: di recente l’ha ammesso candidamente lo stesso amministratore dell’Enel Fulvio Conti, dichiarando testualmente che ‘nemmeno sotto tortura avrebbe rilevato la lista’. Intanto, undici Regioni italiane, tra le quali il Lazio, hanno presentato ricorso alla Corte Costituzionale contro la norma che consentirebbe di realizzare le centrali anche contro la volontà delle amministrazioni regionali coinvolte: sarebbe bello sapere – concludono Della Seta e Ferrante – come la pensa sull’argomento il centrodestra del Lazio e la sua candidata alla presidenza della Regione”

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Impianti energia nucleare

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 gennaio 2010

Dichiarazione dell’On. Luigi Bobba (PD): “Il Governo rispondendo al ‘question-time’ sul tema della mappa dei siti per la realizzazione degli impianti per la produzione di energia nucleare ha dato un esempio di ‘politica dello struzzo’: la risposta fornita all’interrogativo posto dal PD è meramente metodologica, ma elude la domanda chiave, ovvero se la nuova mappa dei siti possa essere significativamente diversa da quella che venne approvata sulla base della legge del 1975 oppure se si debba ritenere che i nuovi impianti nucleari siano destinati ad essere realizzati negli stessi siti già autorizzati negli anni Settanta. Andando a rileggere quella mappa troviamo indicate due aree in Piemonte, ovvero la zona lungo il Po da Trino Vercellese fino a nord di Chivasso, e la zona intorno alla Dora Baltea al sud di Ivrea.  Siccome i criteri principali (scarsa sismicità del territorio, abbondante disponibilità d’acqua e scarsa densità abitativa) sono rimasti sempre gli stessi a livello internazionale, non si può che dedurre che la nuova mappa non potrà che ricalcare quella vecchia.  Stando così le cose, sarebbe interessante se l’On. Roberto Cota rispondesse a questa domanda: che ne dice On. Cota di una nuova centrale a Trino?”

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Fare di più per la polizia

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2009

“Le parole di Maroni sono sagge e del tutto condivisibili, non posso che apprezzarle”, questo il primo commento a caldo di Carmine Abagnale, Segretario provinciale del Coordinamento per l’indipendenza sindacale delle Forze di Polizia – COISP di Milano, nonché Consigliere Comunale di Milano.  Il Consigliere Abagnale si riferisce alle parole pronunciate oggi dal Ministro dell’Interno Maroni durante il cosiddetto “question time” alla Camera, in cui si confermava da parte del Ministro la volontà di potenziare il servizio di poliziotto e carabiniere di quartiere.  “Voglio però suggerire al Ministro – dice il consigliere-poliziotto Abagnale – di considerare bene la funzione e il ruolo del poliziotto di quartiere, poiché questi ha un senso se alle spalle si trova una struttura e delle risorse che lo aiutino, e che quindi valorizzino e concretizzano al meglio il suo lavoro”.   “Non si può pensare – continua Abagnale – di avere più poliziotti di quartiere e allo stesso tempo non aumentare le risorse della Polizia. Perché il poliziotto di quartiere ha il prezioso compito di raccogliere i pareri e i disagi della gente, ma poi ci vuole una struttura alle spalle che intervenga e risolva i suddetti disagi. Insomma, la gente deve trovare un beneficio reale nella presenza della Polizia, altrimenti il poliziotto di quartiere diventa una comparsa che non serve a nessuno e che non ha nessun effetto”.  “In conclusione – dice Abagnale – va benissimo il poliziotto di quartiere, soprattutto se impiegato in modo continuativo e non “part time” ma bisogna che a questa figura sia supportata da una struttura solida e competente, proprio come sta succedendo a Milano”.

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