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Zona Euro: la questione è seria, ed anche molto grave

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 Mag 2018

Molto spesso, in riferimento alla politica italiana, si cita la famosa battuta di Flaiano: “La questione è grave, ma non è seria”. La mia sensazione è che non abbiamo ancora del tutto compreso le conseguenze dei fatti accaduti domenica al Quirinale. Sono ancora in campo le fazioni, chi sta con una parte e quindi vede tutto con lenti di un certo colore, e chi sta dall’altra e percepisce una visione completamente diversa. Il dibattito si è incentrato su: ha fatto bene Mattarella oppure ha fatto male. Non c’è spazio per analisi che abbraccino il quadro generale.
Durante la crisi dell’Euro, proprio su queste colonne, abbiamo più volte espresso l’opinione che lo scenario di un Italia fuori dall’Euro era – in quel momento – uno scenario dalle probabilità trascurabili. Non abbiamo però neppure mai nascosto i grandi problemi della moneta unica (che dovrebbe invece essere una moneta comune) ed all’epoca dicevamo che le istituzioni europee avevano tutti i margini per risolvere la crisi poiché si trattava in primo luogo di una crisi politica, non economica. Il problema non era il debito pubblico di questa o quella nazione, il problema era come l’Euro è stato progettato: ovvero un’area monetaria senza alle spalle un banca centrale con tutte le funzioni delle altre banche centrali e senza un governo unico che armonizzi le politiche economiche e fiscali.A distanza di circa un lustro, ormai lo scenario sta cambiando.
Aver messo una pezza sulla crisi con il “what-ever-it-takes” di Mario Draghi (famosa espressione che ha dato inizio alle politiche di acquisto dei titoli di stato, aggirando sostanzialmente il presunto vincolo di finanziare gli stati membri dell’area euro) ha placato la manifestazione più virulenta del problema, ma non lo ha minimamente scalfito.Negli anni il sentimento anti-Europa si è fatto sempre più forte. Abbiamo assistito alla Brexit, evento che ha distrutto il mito dell’irreversibilità del progetto europeo.
Sempre più persone sono consapevoli dell’insostenibilità a lungo termine dell’area Euro senza cambiamenti strutturali nelle regole di governo di questa moneta.I movimenti populisti che fanno leva sullo scontento delle persone stanno conquistando ruoli politici sempre più rilevanti. Il problema è che nelle varie nazioni questi movimenti hanno tesi contrapposte perché si basano su narrazioni opposte. Nei Paesi “rigoristi” la narrazione è che loro dovrebbero pagare i debiti degli spendaccioni corrotti del sud Europa. Per questi ultimi, la narrazione è che ci sarebbe un preciso progetto politico di lento strangolamento delle loro economie attraverso l’imposizione della moneta dal valore troppo elevato rispetto alle necessità di quelle economie ed attraverso le politiche di austerity.La questione si fa molto seria perché gli spazi di manovra si sono drammaticamente ristretti rispetto all’inizio della crisi dell’euro. Aver ignorato il problema per molti anni, cullandosi del fatto che i mercati finanziari si erano normalizzati (come se i mercati finanziari fossero l’unico indicatore che conta) ci ha portato in una situazione nella quale correggere i problemi sta diventando sempre più difficile.Al di là delle legittime prerogative del Presidente della Repubblica, al di là delle buone intenzioni, rimane il fatto che non aver firmato la nomina del prof. Paolo Savona a Ministro dell’Economia, implica la certezza che la prossima campagna elettorale sarà incentrata sul tema Euro-sì/Euro-no (se ci va bene: Euro-come).Aver motivato il rifiuto, con un discorso sostanzialmente politico, sulla base del dovere di tutelare i risparmi degli italiani ed aver incaricato a Presidente del Consiglio dei Ministri, Cottarelli, un “simbolo” delle politiche di rigore, ha fornito delle formidabili argomentazioni per la prossima campagna elettorale proprio a quella parte che si è inteso limitare.
Non intendiamo entrare nel giudizio sulla cronaca (chiunque non sia accecato dalla fazione non può non vedere che la responsabilità del fallimento del governo è quantomeno condivisa), ci interessa invece sottolineare le conseguenze molto preoccupanti che ci aspettano.
Con il massimo rispetto per la Grecia (nazione molto orgogliosa, culla anche della nostra cultura), sul piano economico l’Italia non è la Grecia, ha un peso economico-finanziario non confrontabile. Una campagna elettorale del tipo di quella che ci aspetta, all’interno di una nazione chiave per la sussistenza stessa dell’Euro, è foriera di un’estremizzazione delle posizioni che non lascia auspicare niente di buono.Non dobbiamo dimenticare che a Maggio 2019 ci saranno le elezioni Europee.Alla luce di ciò che è ragionevole attendersi oggi, il prossimo governo italiano non potrà che essere o frutto di un’alleanza di centro-destra con la posizione egemonica della Lega, oppure frutto di un nuovo “contratto” Lega-M5S con una posizione della Lega molto più forte.Dopo tre mesi estivi particolarmente caldi, direi bollenti (e non solo per questioni meteorologiche), avremo il nuovo governo, insediato sulla scia di una campagna elettorale incentrata sui temi Europei, che si troverà ad affrontare altri sei mesi di campagna elettorale sugli stessi temi.Dalla metà del 2019 si potrà, forse, iniziare a ripensare l’intera costruzione economica del progetto Europeo. Purtroppo – al momento – osserviamo con tristezza come il percorso che ci condurrà a quel momento renderà l’intero processo molto più complicato.
Tutto questo ci fa pensare che la situazione sia sicuramente seria, perché i temi che sono sul tavolo riguardano interessi importantissimi per centinaia di milioni di persone, temi sui quali sono radicate profonde convinzioni molto divergenti, temi che s’intrecciano con un caleidoscopio di legittimi (e meno legittimi) interessi contrastanti di attori diversi, principalmente economici e politici. Insomma, una questione alta, che riguarda il futuro di molte nazioni. La questione è anche evidentemente molto grave, perché i rischi di una implosione dell’area euro nel giro di 2-3 anni, oggi, non sono più trascurabili come lo erano 5 anni fa. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio)

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Politica: Il secondo giro d’incontri al Quirinale

Posted by fidest press agency su martedì, 10 aprile 2018

L’agenda del presidente della Repubblica è fitta di appuntamenti e molti auspicano che sia la volta buona per formare un governo. In questo caso come nei precedenti i vari commentatori politici tra quelli titolati e improvvisati, per l’occasione, si sono sbizzarriti a formulare ipotesi sulle possibili alleanze e soprattutto sul ruolo che avrebbero potuto assumere i due personaggi ritenuti più “ingombranti” sulla scena politica e soprattutto sulla possibilità di determinare la soluzione o meno sulle auspicabili intese tra i partiti. Parliamo di Berlusconi e Renzi. E’ che questa tornata elettorale ha indubbiamente sparigliato le loro carte in quanto avevano previsto che forza Italia sarebbe sortita vincitrice nel confronto con la Lega e che l’alleato Renzi fosse stato in grado di portare a casa almeno il 22-24%. Pensavano, inoltre, che i pentastellati non sarebbero riusciti a superare il 29-30% dei consensi. Berlusconi e Renzi, tra l’altro, volevano dimostrare ai partner europei che avevano imbrigliato a dovere l’area populista e antieuropeista sia inglobando e condizionando la lega, sino a renderla solo un utile portatore di voti per la loro coalizione, sia isolando i pentastellati.
La reazione dei due, a caldo, è stata di un brusco irrigidimento solo attenuato dal rischio di dover ritornare nel peggiore dei modi a nuove elezioni. A questo punto la situazione può essere sbloccata solo se il “duo perdente” sa leggere i risultati nel modo giusto e con un certo pragmatismo. Per Berlusconi è più facile: basta assicurargli che non subirà danni per le sue imprese. Per Renzi la sua megalomania potrebbe provocare dei problemi. Basterebbe sperare nel suo trend negativo che sino ad oggi ha portato il PD dal 40% al 18% e alle altre suo cocenti sconfitte per colpa, a suo dire, degli italiani che non lo hanno capito, per evitare che faccia ancora danni. D’altra parte il suo “lavoro” l’ha fatto bene rottamando non solo i big del PD ma lo stesso suo partito. Non c’è che augurargli: ad maiora”. (Riccardo Alfonso)

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Trattato del Quirinale tra Macron e Gentiloni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 gennaio 2018

macron“Con amarezza ci tocca constare che il ‘Trattato del Quirinale’, imbastito con il presidente Macron con l’intento di rafforzare la cooperazione bilaterale tra Italia e Francia, si presenta in questo momento come un atto di subordinazione che Lei aveva il dovere di evitare all’Italia”.Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in una lettera aperta al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, pubblicata da “Il Foglio”.“È palese infatti che l’europeista Macron si avvia a rinsaldare un asse franco-tedesco al quale l’Italia non può e non deve partecipare per interposta persona, come temiamo stia accadendo. Perché farlo significa, in buona sostanza, ammettere la nostra debolezza. Siamo estremamente preoccupati per quanto sta avvenendo a Bruxelles, dove gli alti funzionari europei e gli Stati membri, senza alcuna rappresentanza italiana presente, dibattono sulla nuova governance europea.E’ legittimo che il presidente francese voglia, da una parte, tracciare il futuro dell’Europa, facendo leva sulla intesa bilaterale con la Germania. Un po’ meno che da parte italiana gli si consenta di farlo servendosi anche della attuale oggettiva debolezza contrattuale Italiana. E gli elogi personali rivolti a Lei dal presidente gentiloniMacron suonano certamente sentiti ma un po’ fuori luogo nel momento in cui altrove in Europa autorevoli tecnici francesi e tedeschi tracciano le linee della Europa prossima ventura, disegnando scenari carichi di significative implicazioni per l’economia e per la società italiana.Su che basi è stato possibile siglare il Trattato del Quirinale? Forse sarebbe stato più opportuno attendere un governo nella pienezza dei suoi poteri per affrontare temi di questo rilievo. E forse sarebbe opportuno che il governo francese così come il governo tedesco attendano un governo italiano nella pienezza dei suoi poteri per tracciare su un foglio bianco i caratteri della futura Europa. Forse questo e solo questo avrebbe dovuto essere il contenuto del Trattato del Quirinale.
Ciò detto, Presidente, è fin troppo evidente che la debolezza italiana in ambito europeo non è solo la conseguenza del periodo pre-elettorale. Pesano sulla nostra autorevolezza e sulla nostra affidabilità quattro anni in cui si è pensato di poter sostenere il nostro anemico potenziale di crescita per lo più attraverso maggiori disavanzi pubblici. Non era la soluzione, come si vede chiaramente. Come non lo erano le tante regalie che hanno segnato il cammino del precedente governo e, purtroppo, anche del suo. Come non lo erano i tentativi di presentare come riforme strutturali misure dall’impatto limitato, legate essenzialmente a forme di sovvenzione”.

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Il presidente della repubblica ha firmato la legge elettorale

Posted by fidest press agency su domenica, 5 novembre 2017

quirinaleI numerosi appelli di una parte delle opposizioni che invitavano il presidente della repubblica a rinviare alle camere la legge elettorale per quelle parti incostituzionali che contiene sono caduti nel vuoto. C’è ancora qualcuno che si sorprende che possa essere accaduto pensando che Mattarella è un esperto in leggi elettorali ed è stato un giudice costituzionale. Da parte nostra come cronisti e conoscitori della vita politica italiana la circostanza non ci sorprende. Ci rammarica, semmai, il fatto che sono le istituzione a pagare il prezzo più alto in fatto di credibilità. Lo ha fatto di recente la Corte Costituzionale con la questione pensionati mettendo da parte le ragioni di diritto per una supposta ragione di stato che riguarda il bilancio pubblico. A tale proposito in quanti ci siamo chiesti: ma come ancora una volta i pensionati devono salvare i conti della finanziaria mentre il governo con nonchalance con trenta miliardi di euro ha coperto gli ammanchi bancari provocati da amministratori di pochi scrupoli e con complicità più o meno occulte tra taluni politici e dirigenti pubblici addetti alla sorveglianza? E ancora: si continuano a fare leggi permissive che consentono ai grandi evasori, ai corruttori e ai dissipatori di professione, per mancanza di adeguati controlli, di accumulare una perdita d’introiti nelle casse pubbliche di oltre trecento miliardi e si arriva ad erogare solo pochi spiccioli per quei milioni di italiani ridotti in miseria, a ridurre le risorse per mantenere le spese sanitarie a livelli accettabili ma preferendo costringere milioni di altri italiani a rinunciare all’assistenza sanitaria universale, e via di questo passo. Quando si usano due pesi e due misure soprattutto per colpire i ceti più deboli come si fa a credere nelle istituzioni e innanzitutto nella correttezza e obiettività di giudizio dei suoi rappresentanti? (Riccardo Alfonso)

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Intervento del Presidente del Parlamento Antonio Tajani al Quirinale 24 marzo 2017

Posted by fidest press agency su sabato, 25 marzo 2017

mattarella1Portrait of Antonio TajaniIn occasione delle celebrazioni per il 60mo anniversario della firma dei Trattati di Roma una delegazione del Parlamento europeo guidata dal Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, e composta dai Vice Presidenti e dai Presidenti dei gruppi politici è stata ricevuta oggi al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Questo il discorso pronunciato dall’On. Tajani in presenza del Capo dello Stato.
Signor Presidente,
La ringrazio per aver accettato di incontrare i rappresentati dei popoli europei alla vigilia delle celebrazioni per i sessant’anni della firma dei Trattati di Roma. I cittadini sono i veri protagonisti della grande avventura della democrazia europea. La forza e la legittimazione delle nostre azioni derivano dalla loro partecipazione. Per questo mi preoccupa molto il senso di disaffezione che cresce in una parte rilevante dell’opinione pubblica. Se vogliamo rilanciare la nostra Unione è necessario, prima di tutto, riavvicinare le istituzioni ai nostri cittadini. E’ il principale impegno del mio mandato. Il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali devono essere in prima linea su questo fronte.
Con questo spirito, con i Presidenti dei gruppi politici del Parlamento europeo e i suoi Vice Presidenti, abbiamo voluto celebrare questo anniversario a Norcia. E’ un modo per testimoniare che l’Europa non dimentica, che è capace di essere vicina, di dare solidarietà concreta.Tre giorni fa ognuno dei 751 parlamentari europei ha ceduto simbolicamente, per un giorno, il suo posto a un cittadino. Studenti, lavoratori, artigiani, ricercatori, liberi professionisti, imprenditori, artisti, hanno discusso insieme sul futuro della nostra unione.Le istituzioni europee non possono restare rinchiuse in castelli col ponte levatoio alzato. Noi parlamentari, per primi, insieme a chiunque altro eserciti un ruolo di responsabilità, abbiamo l’obbligo di aprire le porte, uscire, ascoltare, discutere. Capire. Mettere i problemi, la dignità delle persone al centro.
quirinaleSignor Presidente, ho molto apprezzato la lungimiranza dei suoi richiami alla necessità di un vero rilancio del progetto europeo. Lei ha ragione quando afferma che, fatti gli europei, bisogna fare l’Europa.E’ vero, i nostri cittadini si sentono europei, ma vogliono un’Europa diversa, meno distante e autoreferenziale. Capace di rispondere alle loro preoccupazioni: la disoccupazione dei giovani, il terrorismo, l’immigrazione, la difesa dei diritti e della pace nel mondo. Se non sapremo colmare il vuoto lasciato da questa Europa incompiuta, ancora a metà del guado, saranno altri a occuparlo.
Magari propendo soluzioni di ripiegamento nazionale, meno solidali, tornando all’orgoglio dell’ognuno per sé.Sarebbe un grave errore, come ci insegna il nostro passato non così remoto. Queste false risposte politiche – isolazionismo e protezionismo – sono simili a quelle già sperimentate sia sul finire della prima globalizzazione, all’inizio del XX secolo, che nel periodo tra le due guerre. Rinacquero i dazi, gli ostacoli alla libertà di movimento. Fu, anche allora, la risposta alla paura, all’angoscia di chi temeva di perdere il posto di lavoro a causa dei nuovi arrivati.Purtroppo, sappiamo tutti come andò a finire.Ma sarebbe un errore altrettanto grave non capire queste paure, il disorientamento provocato da una globalizzazione che ha lasciato indietro troppe persone.
parlamento europeoIn un mondo che cambia rapidamente, con le tecnologie, il commercio che fanno cadere confini e barriere, è semplicemente illusorio pensare di potersi rinchiudere in se stessi. Lasciare il resto del mondo fuori dalla porta.Solo uniti possiamo davvero affrontare le sfide globali, rassicurare chi ha paura, dissolvere le angosce di chi non riesce a immaginare un futuro migliore per se e per i propri figli.A febbraio, il Parlamento europeo ha aperto questo grande dibattito sul nostro futuro. I tre Rapporti che abbiamo approvato indicano l’esigenza di mutamenti profondi, non di facciata.Domani, 27 capi di Stato e di Governo, con i vertici delle istituzioni europei, firmeranno una Dichiarazione solenne che riflette la necessità di questi mutamenti.Non è un’occasione retorica, ma un vero impegno politico davanti ai nostri cittadini per costruire un’Unione più forte, efficace, giusta e solidale.L’Europa è una storia di successo quando sa incarnare un sogno di progresso, prosperità, libertà e pace.Signor presidente, come Lei, sono convinto che gli europei non abbiano perso la voglia di sognare. Sta a noi, oggi, cambiare questa Europa, dandole gli strumenti per garantire un futuro migliore ai nostri giovani.

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Il Presepe al palazzo del Quirinale

Posted by fidest press agency su sabato, 17 dicembre 2016

presepe-quirinaleRoma fino al 20 gennaio 2017 Piazza del Quirinale In occasione delle prossime festività natalizie verrà esposto al pubblico, nella Palazzina Gregoriana del Quirinale, il presepe monumentale conservato nelle collezioni del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma.Il presepe monumentale conservato nelle collezioni del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma ha uno stretto legame con la storia del nostro Paese: fu infatti raccolto dall’etnologo Lamberto Loria, cui era affidata la cura della grande Mostra di etnografia italiana svoltasi a Roma nel 1911 nell’ambito della “Mostra internazionale” organizzata per celebrare il cinquantenario dell’Unità d’Italia.Sono oltre 100 le figure esposte, di importanti maestri napoletani del XVIII e XIX secolo che rappresentano gli usi e costumi delle diverse regioni d’Italia, su una scena complessiva di 35 metri quadrati realizzata, in questa occasione, da uno dei maggiori maestri presapari oggi attivi, Nicola Maciariello, coadiuvato da Nicolò Giacalone.La scenografia contribuisce in maniera sostanziale a creare la veridicità della narrazione e a dare senso al complesso significato simbolico di strutture e personaggi, creando allo stesso tempo un insieme di grande suggestione. La musica di sottofondo è del Maestro Ambrogio Sparagna, tratta dall’album “L’avvenuta profezia. Viaggio nelle Pastorali e nei repertori del Natale”.
Giorni di apertura della mostra con il Palazzo aperto: dal 14 al 18 dicembre e dal 10 gennaio al 20 gennaio 2017 la visita è inclusa nel biglietto di ingresso al Palazzo del Quirinale.Giorni di apertura in cui è possibile visitare solo il Presepe: 19-20-21-22-23-27-28-29-30 dicembre 2016 e 3-4-5 gennaio 2017.Orario: dalle 10.30 alle 16.00 (ultimo ingresso 15.30). Occorre prenotarsi. (foto: presepe quirinale)

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Dall’antica alla nuova via della seta

Posted by fidest press agency su martedì, 29 novembre 2016

QuirinaleRoma Palazzo del Quirinale 6 dicembre 2016 – 26 febbraio 2017. Lunedì 5 dicembre 2016 alle ore 12.00 si terrà l’anteprima stampa della mostra “Dall’antica alla nuova Via della Seta” che si terrà nel Palazzo del Quirinale dal 6 dicembre 2016 al 26 febbraio 2017. La mostra, promossa dalla Presidenza della Repubblica Italiana, vuole raccontare, nella sua complessità e ricchezza, la storia degli scambi tra l’Oriente e l’Europa nel corso dei millenni.

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L’arte del Tardo Medioevo in Slovacchia

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2016

tesori-goticiRoma, Palazzo del Quirinale 30 settembre – 13 novembre 2016 è aperta al Quirinale, nella Palazzina Gregoriana, la mostra “Tesori Gotici dalla Slovacchia” realizzata in occasione della Presidenza di turno del Consiglio dell’Unione Europea affidata alla Slovacchia nel secondo semestre del 2016.I trentasei capolavori del XV e del XVI secolo proposti in mostra e provenienti dai più importanti musei e chiese della Slovacchia riflettono le grandi correnti culturali e spirituali che attraversavano l’intera Europa alla vigilia dell’esplosione del Rinascimento. Con la mostra “Tesori Gotici dalla Slovacchia” la Presidenza della Repubblica Italiana e la Presidenza della Repubblica Slovacca intendono proporre all’ammirazione del pubblico italiano ed europeo una serie di tesori collocati normalmente presso i rispettivi luoghi di origine, alcuni posti sotto la tutela di amministratori ecclesiastici, e oggi radunati per la prima volta. (foto: tesori gotici)

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Eni Award: Tra i vincitori il prof. Emiliano Mutti

Posted by fidest press agency su sabato, 9 luglio 2016

QuirinaleRoma Cerimonia di premiazione il prossimo 20 ottobre al Palazzo del Quirinale. Eni rende noti i nomi dei ricercatori e scienziati premiati nella nona edizione di Eni Award, il premio istituito nel 2007 e divenuto nel corso degli anni un punto di riferimento a livello internazionale per la ricerca nei campi dell’energia e dell’ambiente. Eni Award ha lo scopo di promuovere un migliore utilizzo delle fonti energetiche e stimolare le nuove generazioni di ricercatori nel loro lavoro, a testimonianza dell’importanza che Eni dà alla ricerca scientifica e all’innovazione.
Il Premio Nuove Frontiere degli Idrocarburi, sezione Downstream, è stato assegnato a Johannes Lercher, del Technische Universität München, per la ricerca “Novel catalytic strategies to Alkenes and Alkanols”; nella sezione Upstream il riconoscimento è andato a Christopher Ballentine dell’University of Oxford, per la ricerca “Novel Tracers for Determining the Fluid Processes Controlling Subsurface Gas Origin and Behaviour”, ex aequo con Emiliano Mutti giò docente dell’Università degli Studi di Parma, per la ricerca “Deep-Water Sedimentation: Turbidites And Contourites And Their Facies And Reservoir Characteristics”.
Il Premio Protezione dell’Ambiente è stato assegnato a David Milstein, del Weizmann Institute of Science (Israele), per la ricerca “Novel, Environmentally Friendly, Efficient Catalytic Reactions to Replace Polluting Processes”.
A Federico Bella del Politecnico di Torino, per la Tesi di Dottorato “Photopolymers for Dye-Sensitized Solar Cells” e ad Alessandra Menafoglio del Politecnico di Milano, per la tesi di Dottorato “Object Oriented Geostatistics”, è stato assegnato il Premio Debutto nella Ricerca.I premi Eni Award 2016 verranno consegnati il 20 ottobre prossimo a Roma, durante la cerimonia ufficiale che si terrà al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella.

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Eurodeputati italiani al Quirinale: l’Italia in prima linea per un futuro con più Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2015

QuirinaleUna nutritissima delegazione di eurodeputati italiani ha incontrato al Quirinale, il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella. Con l’incontro odierno, l’Italia dimostra ancora una volta – in un momento difficile per l’Unione Europea – la sua grande tradizione europeista, riaffermata dal Capo dello Stato e dagli europarlamentari democraticamente eletti dal popolo italiano.
Attraverso un confronto e un dialogo inter-istituzionale, la Presidenza della Repubblica Italiana e la delegazione del Parlamento europeo, hanno tracciato i passaggi futuri di un paese, il nostro, fortemente protagonista in un’Europa che non può fare a meno dell’Italia e degli italiani.”Il Parlamento Europeo non è una proiezione esterna rispetto al nostro Paese”, ha dichiarato il Presidente Mattarella. “L’Italia è membro fondatore dell’Unione e la sua cultura e la sua storia ne contrassegnano fortemente l’identità. L’Europa rappresenta il nostro destino, e ancor più, una grande opportunità democratica. Se oggi non c’è abbastanza Europa nella vita dell’Unione, come ha detto Jean Claude Juncker, tocca a noi comprenderne le ragioni e colmare lo scarto. Con questo spirito sarò con voi a Strasburgo nella sessione plenaria di novembre 2015″.Il primo Vice Presidente del Parlamento europeo, on. Antonio Tajani, rivolgendosi al Capo dello Stato ha affermato:”L’Italia è un grande paese, pilastro e fondatore dell’Unione Europea. Noi siamo europei perché siamo italiani. Il progetto europeo ha dimostrato l’esigenza di un’Europa protagonista sulla scena mondiale”. l’On. David Sassoli, Vice Presidente del Parlamento Europeo, ha affermato: “C’è bisogno di intensificare i rapporti fra Parlamento Europeo e Parlamento italiano per fare squadra in un’Europa che ha bisogno di un’Italia in prima linea. Più il sistema Italia sarà efficiente, più potrà incidere sulla legislazione europea”.

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Studente Unicusano premiato dal Presidente della Repubblica Napolitano

Posted by fidest press agency su domenica, 15 giugno 2014

Campus_UnicusanoLa tesi di laurea di uno studente di Giurisprudenza dell’Università Niccolò Cusano premiata dal Presidente della Repubblica con la pubblicazione sul sito internet e tra i bollettini del Quirinale. Quale miglior premio per un giovane studente universitario di sapere che la propria tesi di laurea sia finita sul tavolo del Presidente della Repubblica Napolitano e che presto sarà pubblicata sul sito del Quirinale? E’ quello che è successo a Francesco De Fina, neo laureato in Giurisprudenza presso l’Università Niccolò Cusano, il cui elaborato, incentrato sulla figura del Presidente della Repubblica, è finito nelle mani di Giorgio Napolitano, il quale non ha mancato di mostrare il proprio apprezzamento. “La scelta dell’argomento è stata sin da subito abbastanza complicata, ricorda il Dott. De Fina dai microfoni di Radio Manà Manà, emittente dell’Unicusano, anche solo considerando il fatto che, in quanto a materiale e fonti, sul Presidente della Repubblica non esiste molta letteratura in merito. Mi sono impegnato per circa due anni in un lavoro più giornalistico che bibliografico e ho deciso di mettere in evidenza i passaggi fondamentali che conducono un uomo a divenire un’istituzione”. In sede di stesura, racconta ancora De Fina alla radio dell’Ateneo, “avevo inoltrato una richiesta al Quirinale per poter accedere alla loro biblioteca. Solo successivamente sono stato ricontattato dalla stessa biblioteca del Quirinale che mi invitava a mandare la mia tesi sia alla biblioteca che all’attenzione del Presidente Napolitano, in quanto sarebbe stata oggetto di studio e valutazione”. E’ a quel punto che sono arrivati i ringraziamenti del Capo dello Stato attraverso una lettera: “Gentile Dott. De Fina, il Presidente Napolitano ha ricevuto copia della tesi che lei ha voluto gentilmente inviargli. A riguardo desidero ringraziarla a suo nome ed esprimerle i sensi del suo più vivo apprezzamento per le tematiche trattate. Lei certamente conosce lo spirito che anima il Presidente Napolitano verso le giovani generazioni e il suo convincimento che il loro contributo al rinnovamento della classe dirigente sia essenziale per il futuro dell’Italia. Il Capo dello Stato ha inoltre molto apprezzato l’impegno e la passione da lei manifestata per i temi trattati”. “All’inizio ho pensato ad uno scherzo poi, leggendola e rileggendola, mi sono reso conto che era tutto vero, ricorda ancora il Dott. De Fina alla radio dell’Università Niccolò Cusano, la notizia più bella mi è giunta dopo, quando ho saputo che la mia tesi sarebbe stata pubblicata tra i bollettini del Quirinale”. La tesi del neo laureato Unicusano sarà infatti pubblicata sul sito internet e tra i bollettini del Quirinale.

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Una donna al Quirinale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2013

Si approssima la data in cui il Parlamento e i rappresentanti delle regioni saranno chiamati per eleggere il nuovo capo dello Stato. S’intensificano, in pari tempo, i contatti tra le forze politiche sia alla luce del sole sia nell’angolo più scuro del “Palazzo”. E’ un ciarlare che ha come comune denominatore la spartizione dei poteri, la preoccupazione di assicurarsi un certo controllo nei confronti del nuovo inquilino del colle più alto. Non si pensa ad altro e si prescinde dalla figura più rappresentativa, da quella che potrebbe imprimere una svolta al sistema Italia e ad avviarlo verso una reale modernizzazione a partire proprio dalle rappresentanze istituzionali. Un primo passo falso, purtroppo, è venuto con le candidature dei due rami del Parlamento. Persone, intendiamoci, di tutto rispetto, ma troppo inclini alla sudditanza partitocratica. Ora vi è l’opportunità di uscire dagli schemi tradizionali per puntare a un cambiamento che abbia un doppio significato proponendo una donna che per la sua levatura morale e per il suo impegno sociale possa interfacciarsi con più autorevolezza con gli interessi generali del paese. I tempi, del resto, sono maturi per una siffatta svolta se pensiamo che già abbiamo ottenuto un risultato significativo eleggendo più donne in parlamento e facendo abbassare l’età media degli eletti. Una donna, quindi, per spezzare questi pour parler di basso profilo e per restituire dignità alle istituzioni. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Palazzo Quirinale: concerto e cambio della guardia

Posted by fidest press agency su sabato, 21 aprile 2012

Italiano: Roma - Palazzo del Quirinale

Italiano: Roma - Palazzo del Quirinale (Photo credit: Wikipedia)

Roma 22 aprile 2012, in occasione della XIV edizione della “Settimana della Cultura”, sarà consentito dalle ore 8.30 alle ore 12.00 l’accesso gratuito al Palazzo del Quirinale. Nella Cappella Paolina, alle ore 11.50, si svolgerà un concerto di Susanna Rigacci, soprano, Mario Ancillotti, flauto, Claude Hauri, violoncello e Simone Soldati, pianoforte, con il seguente programma:Claude Debussy: Six Épigraphes Antiques per flauto e pianoforte (1914);Claude Debussy: Trois poèmes de Stéphane Mallarmè per soprano e pianoforte (1913);Claude Debussy: Sonata per violoncello e pianoforte in re minore (1915);Maurice Ravel: Chansons Madécasses per voce, flauto, violoncello e pianoforte (1925-26).Il concerto sarà trasmesso in diretta da Rai Radio 3.Nel pomeriggio alle ore 16.00 si terrà il tradizionale cambio della Guardia d’Onore al Palazzo del Quirinale, al termine del quale la Banda dell’Aeronautica Militare eseguirà un concerto di cui si indica il programma:C. Walter: Neige d’avril;J. Fucik: Florentiner march;A. Ponchielli: Viva l’esposizione di Cremona;G. Rossini: Guglielmo Tell;A. Di Miniello: Ordinanza A. M.Roma, 20 aprile 2012elementi correlati Documento in formato PDF

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Istituzioni: un giorno al Quirinale

Posted by fidest press agency su domenica, 25 marzo 2012

Arriva il Presidente

Arriva il Presidente (Photo credit: Air Force One)

Incontro del Presidente Napolitano con una delegazione di alunni per il programma “Istituzioni. Un giorno al Quirinale” di Rai Educational Palazzo del Quirinale. Accomodatevi prego…Ragazzi Buongiorno…D.Cosa pensava alla nostra età dell’arte della politica? PresidentePensavo che la politica fosse un impegno a cui nessuno si può sottrarre: questo non significa che tutti debbano fare politica a tempo pieno; però una parte della propria giornata, del proprio tempo, della propria attenzione va rivolta alla politica come impegno collettivo generale dei cittadini.
Domanda: Signor Presidente, noi giovani per la politica proviamo sfiducia e disinteresse perchè assistiamo a liti fra politici che vengono accusati di perdere credibilità. Secondo lei come si può eliminare questa lontananza e farci appassionare?
Presidente: E’ un grande problema, perché se i giovani rimangono lontani dalla politica questa andrà sempre peggio. Ci sono alcune lettere di ragazzi, giovanissimi condannati a morte dai tedeschi durante la Resistenza: hanno lasciato dei messaggi molto belli. Uno di questi scrisse: ‘Quello che il fascismo voleva farci credere era che la politica è una cosa sporca, che quindi non bisogna occuparsene … Però se ne occupavano loro. Questo significava lasciare la politica nelle loro mani. Ma la politica siamo noi stessi’. I partiti devono il più possibile aprirsi a forze nuove, e queste devono avere la capacità di svolgere il loro ruolo e produrre il necessario cambiamento dei partiti, del quadro politico.
Domanda: Signor Presidente, lei nel discorso di fine anno ha detto che l’Italia uscirà più viva dalla crisi economica. Ma cosa possiamo fare noi ragazzi. Cosa si può fare per uscirne?
Presidente: Non è la prima volta che l’Italia affronta una situazione di crisi. Noi abbiamo – come sapete – un debito pubblico che è pari al 120% della nostra ricchezza nazionale. Per tenere in piedi questa montagna di debito, dobbiamo piazzare i nostri buoni del Tesoro e pagarci gli interessi. Pensate che in un anno, l’anno scorso, più di 70 miliardi di euro, che avrebbero potuto essere spesi per fare tante cose – per costruire strade, porti o per incrementare lo sviluppo industriale del Mezzogiorno – hanno dovuto essere versati per pagare gli interessi sul nostro debito.
Domanda: Io nel mio tema mi sono immaginata come se fossi Presidente della Repubblica. Ma può una donna diventare Presidente? E come mai non ce n’e’ mai stata una fino ad adesso?
Presidente: Alla domanda “Come mai non è accaduto?”, dovrei rispondere che non lo so. Nel senso che da deputato ho partecipato all’elezione di molti presidenti della Repubblica e mi sono sempre trovato a dover scegliere fra candidati uomini. Più le donne si faranno sentire, prima arriverà – mi auguro presto – il momento in cui ci sarà anche una candidata donna a Presidente della Repubblica e potrà essere eletta.
D.Signor Presidente, lei si è mai spiegato perché quasi tutti i Presidenti della Repubblica vengono da Napoli?
PresidenteMi sono spiegato forse perché ne sono venuti tre, io sono il terzo, su undici presidenti: De Nicola, Leone e chi vi parla vengono da Napoli; Einaudi, Scalfaro e Saragat vengono dal Piemonte; Ciampi e Gronchi dalla Toscana. Quindi non è che vengono quasi tutti da Napoli.
D.Signor Presidente le volevo chiedere, quando finirà la sua carica da Presidente della Repubblica Lei pensa di ricandidarsi?
Presidente C’è stata una tua collega che molto gentilmente si è preoccupata della mia stanchezza! Effettivamente la stanchezza c’è, e poi non si deve mai ritenere di essere insostituibili. Sono una persona che ha lavorato molto, ha avuto molte soddisfazioni, molte responsabilità, ma sono una persona molto avanti negli anni. E’ necessario passare la mano, è necessario che si facciano avanti altri anche per la carica di Presidente della Repubblica. Quindi, dopo il maggio del 2013 ci potremo vedere di nuovo, quando vorrete, ma sarà da privato cittadino.

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Concerto al Quirinale

Posted by fidest press agency su sabato, 7 gennaio 2012

Italiano: Palazzo del Quirinale.

Image via Wikipedia

Roma Domenica 8 gennaio 2012, nel corso dell’apertura al pubblico del Palazzo del Quirinale, si svolgerà alle ore 11.50 nella Cappella Paolina un concerto dell’Ensemble Chominciamento di Gioia, dal titolo: “Dolçe lo meo drudo”. La musica alla corte di Federico II, Re di Sicilia e Imperatore del Sacro Romano Impero. Il concerto sarà trasmesso in diretta da Rai Radio 3.Nel pomeriggio alle ore 16.00 si terrà il tradizionale cambio della Guardia d’Onore al Palazzo del Quirinale, al termine del quale la Banda dell’Esercito Italiano eseguirà un concerto di cui si indica il programma:L. Grisolia – D. Mastrullo: Veronica;G. Verdi: Marcia dall’Opera Ernani;G. A. Marchesini: Giocondità;J. P. Sousa: The Thunderer;J. P. Sousa: Stelle e Strisce.Roma, 6 gennaio 2012

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Noi Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 4 dicembre 2011

Roma Palazzo del Quirinale – Sala delle Bandiere saranno esposte fino al 31 gennaio 2012 centocinquanta opere e testi, realizzati da persone con disabilità nei Laboratori d’arte della Comunità di Sant’Egidio, e l’installazione/scultura tavoloITALIA dell’artista Anton Roca, per celebrare e rileggere criticamente i 150 anni dell’Unità. Nei Laboratori d’arte, dove le persone con disabilità sono quotidianamente sottratte all’indifferenza del mondo e all’inconsapevolezza culturale, sono state create pitture o assemblages, elaborati testi, memorie e scritture: centocinquanta opere che raccontano episodi salienti della storia del paese. Da molti anni, infatti, persone giovani o meno giovani, con diversi tipi di disabilità e un vissuto di marginalità lavorano nei Laboratori d’arte. Oggi collaborano con artisti affermati, critici d’arte e accademici, i quali si sono appassionati a questo mondo “sconosciuto” e alle sue straordinarie risorse.
Per il progetto espositivo “noi, l’Italia” è stato invitato il noto artista internazionale Anton Roca, che ha progettato e realizzato tavoloITALIA. Questa installazione/scultura ha coinvolto venti persone che partendo da diverse condizioni di marginalità sono diventate consapevoli di poter abitare e costruire l’Italia. L’opera racconta individuali esperienze di vita italiana, tracce di memoria, desideri, aspirazioni per il futuro. Secondo Simonetta Lux, curatrice della Mostra, “l’arte, in quanto atto determinato al gesto creativo di trasformazione di un mondo inaccettabile, è stata nella storia d’Italia un perno propulsivo di cambiamenti importanti nella mentalità e nel costume. Sin dalla seconda metà dell’Ottocento, artisti ed uomini di cultura italiani – Nino Costa, Giacomo Balla, Duilio Cambellotti, Sibilla Aleramo, Maria Montessori, Franco Basaglia, solo per citarne alcuni – si sono confrontati con le molte situazioni di povertà e marginalizzazione, determinando cambiamenti di mentalità, percorsi inclusivi, scelte di linguaggio e rotture delle gabbie istituzionali, che fanno del nostro Paese una realtà d’avanguardia. Il lavoro dei Laboratori d’arte della Comunità di Sant’Egidio e “noi, l’Italia” si inseriscono pienamente in questo percorso”.La mostra sintetizza i 150 anni dell’Unità d’Italia, la capacità di unire pluralità in un paese dalla grande storia e di grandi risorse umane. L’intelligenza delle persone disabili – imprevedibile, produttiva e liberatoria – è la grande scoperta che comporta una definitiva rottura dei pregiudizi culturali tuttora vigenti nelle società contemporanee. Con l’arte è iniziata la strada del superamento di tali pregiudizi, rivelando creatività e saggezza. Una cosa è certa: anche loro, forse soprattutto loro, sono l’Italia.
Il lavoro delle persone con disabilità che partecipano ai Laboratori d’arte della Comunità di Sant’Egidio è stato presentato al pubblico a partire dal 2003 in diversi luoghi istituzionali, a Strasburgo, Roma, Firenze, Milano ed altre grandi città. Nell’ottobre di quest’anno, alla Biennale di Venezia, una Biennale Session è stata dedicata al Progetto I\O_IO È UN ALTRO dell’artista Cesar Meneghetti, che collabora con i Laboratori e con le persone con disabilità, per la realizzazione di una grande opera. In due occasioni le esposizioni sono state visitate dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che quest’anno ha voluto ospitare il lavoro dei Laboratori d’arte al Quirinale, scegliendo di inaugurare la mostra in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità (3 dicembre). La mostra, curata da Simonetta Lux, è promossa dalla Comunità di Sant’Egidio e dal MLAC, Museo laboratorio di arte contemporanea – Sapienza Università di Roma. Ideazione e progetto dell’allestimento Federico Lardera. Il catalogo è pubblicato da Maretti editore ed è stato realizzato con il contributo della J.P.Morgan

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Crisi di Governo al Quirinale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 novembre 2010

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto i presidenti della Camera e del Senato per verificare la continuità, o meno, dell’attività parlamentare messa in crisi dopo le dimissioni presentate dai ministri di Futuro e Libertà.  Di fronte a  tale situazione, la soluzione auspicata dal PDL, riunitosi ad Arcore, è quella di andare avanti per ultimare i lavori sulla finanziaria e sul federalismo. Nelle previsioni della maggioranza, un’altra possibilità è data dallo scioglimento della Camera e dalla convocazione delle elezioni qualora il Governo ottenga  il via libera dal Senato. In caso contrario, si potrebbe verificare ciò che invece spera l’opposizione, ovvero la mozione di sfiducia e la fine del berlusconismo.
“Quello che stiamo osservando negli ultimi mesi è inaudito, dichiara Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, analizzando la crisi politica in cui versa il Paese.  “Alle problematiche inerenti a una maggioranza ormai incapace di governare – prosegue Soldà – si aggiungono  le richieste degli italiani i quali chiedono una nuova legge elettorale, che in questi ultimi anni è mancata, inibendo, così, la scelta della preferenza parlamentare ed eliminando di fatto quel rapporto storico tra cittadini-elettori e parlamento. Per non portare danni alla macchina dello stato bisognerebbe approvare prima il patto di stabilità, che tutti vogliamo, ma subito dopo il voto.”
Il dibattito sulla crisi si terrà il 13 dicembre prossimo e vedrà impegnati, contestualmente,entrambi i rami del parlamento. L’agenda dei lavori prevede che la mattina del 13 il presidente del Consiglio si presenterà al Senato e nel pomeriggio farà la stessa cosa alla camera mentre il giorno successivo il parlamento si pronuncerà sul voto di fiducia all’esecutivo.

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Personale Quirinale e comunale: trattamenti economici

Posted by fidest press agency su domenica, 19 settembre 2010

In occasione del conferimento della cittadinanza onoraria al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, RdB/USB Pubblico Impiego del Comune di Roma ha scritto oggi una lettera al Capo dello Stato per chiedere migliori condizioni per il personale comunale. “La modifica costituzionale del 2001 ha sancito il carattere speciale del Comune di Roma – dichiara Roberto Betti della RdB/USB P.I.  – un nuovo status che vorremmo stabilisse anche un più favorevole trattamento giuridico ed economico del personale capitolino, come avviene per il personale di altri organi di rango costituzionale quali, ad esempio, il Quirinale”. “Le nuove e più qualificate funzioni di Roma Capitale – continua il rappresentante sindacale – non possono farci dimenticare che tali attività sono svolte da un numero di dipendenti via via minore, con una pesante condizione di precarietà nel settore dei servizi di cura alle persone e con retribuzioni piuttosto modeste, che mal si conciliano con l’elevata professionalità richiesta”. “Il can-can mediatico su Roma Capitale e sulla trasformazione federalista dello Stato, che non considera chi dovrà concretizzare tali cambiamenti, cioè i dipendenti comunali, ci ha indotto a scrivere al Presidente della Repubblica in occasione della sua visita, a cui peraltro nessuno si è degnato di invitarci”, conclude Betti.

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Viaggio tra i tesori del Quirinale

Posted by fidest press agency su sabato, 24 aprile 2010

Roma, 29 aprile – 30 giugno 2010 Piazza del Quirinale Palazzo del Quirinale Galleria di Alessandro VII “Giuseppe negli arazzi di Pontormo e Bronzino. Viaggio tra i tesori del Quirinale”. il Palazzo del Quirinale ospita una grande mostra che vuole condividere con i cittadini il risultato di un lavoro di restauro durato quasi trenta anni che ha interessato il nucleo più antico e importante dell’intera collezione del Quirinale, una delle più prestigiose al mondo: vengono eccezionalmente presentati dieci dei venti arazzi con le Storie di Giuseppe che tra il 1545 e il 1553 Cosimo I de’ Medici commissionò agli artisti più importanti del tempo, Pontormo e Bronzino, come sontuosa decorazione tessile delle pareti della Sala dei Duecento in Palazzo Vecchio a Firenze, dove è attualmente collocata l’altra metà della serie. Promossa dal Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica Italiana, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Lazio e la Provincia di Roma, la mostra è a cura di Louis Godart con la collaborazione di Loretta Dolcini.

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XI edizione della “Settimana della Cultura”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2009

Roma 19 aprile ore 8.30 alle ore 12.00 la Presidenza della Repubblica aderisce con l’apertura ad accesso gratuito del Palazzo del Quirinale  per la XI edizione della “Settimana della Cultura”, promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, sul tema “La cultura è di tutti: partecipa anche tu”.

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