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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 221

Posts Tagged ‘quirinale’

Quirinale, Cavallaro (Cisal): responsabilità e generosità per Paese. Ora le riforme

Posted by fidest press agency su domenica, 30 gennaio 2022

“Grazie al neo rieletto presidente Sergio Mattarella per il senso di responsabilità che ancora una volta ha dimostrato verso il Paese nell’aver accettato, con grande spirito di sacrificio, di proseguire nel suo alto impegno istituzionale e morale, in questa difficilissima fase della vita nazionale. Una scelta di grande generosità fondamentale per superare il cortocircuito politico a cui abbiamo assistito in questi giorni e per garantire, con l’equilibrio ed il rigore che lo contraddistinguono, la coesione e l’unità politica di cui il nostro Paese ha bisogno affinché le improcrastinabili riforme necessarie al rilancio dell’Italia siano fatte senza nessun indugio. Buon lavoro”. Lo ha detto il Segretario generale della Cisal Francesco Cavallaro.

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Quirinale: Rolando (IULM) “per l’elezione del Capo dello Stato si torni alla politique d’abord”

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 gennaio 2022

“Durante la crisi sanitaria gli italiani non vorrebbero assistere a una corrida sull’elezione del Capo dello Stato, servirebbe un ritorno alla qualità della politica che nasce da una seria visione del futuro. Ieri Draghi, durante la conferenza stampa, ha minimizzato le frizioni a normali confronti, ma la partita del Quirinale deve tener conto del medio-termine che condurrà il Paese alla fine del decennio”. Così il prof. Stefano Rolando, docente di Comunicazione pubblica e politica alla IULM di Milano, commenta su Beemagazine, rivista online del Gruppo The Skill, l’elezione per il Presidente della Repubblica. “In questi giorni, sembra che il sistema degli interessi da un lato e l’intera società dall’altro si accontentino di sapere solo come andrà a finire l’accartocciata vicenda del Quirinale, su chi sarà colui, o colei, che dovra’ conservare o far deperire uno dei pochi poteri simbolici di carattere laico e fuori dallo show-business che ancora oggi gli italiani percepiscono come un valore. Il motto ‘Politique d’abord’ – la politica anzitutto – e’ la testimonianza che i partiti sapevano quel che volevano e orientavano strategie, scelte e mezzi. Con la seconda Repubblica si sono perse le tracce di questa ‘categoria’. Senza la bussola sulla visione del destino dell’Italia e dell’Europa non si hanno parametri per giudicare la fine del ciclo emergenziale e il recupero di una piena costituzionalità dei soggetti politici per il libero confronto delle loro parzialità”, conclude.

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Quirinale: quasi 2 mila firme di imprenditrici per una donna presidente della Repubblica

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2022

“Intellettuali e politici, scrittori e personalità delle istituzioni. In tanti in questi giorni si stanno esprimendo a favore della possibilità che una donna diventi presidente della Repubblica. Non è una questione di nomi: è una trasformazione culturale quella per la quale stiamo combattendo e per questo accogliamo con molto favore il dibattito di questi giorni, che noi stesse abbiamo contribuito ad innescare agli inizi di dicembre, lanciando una petizione che oggi sfiora le 2 mila firme. Ma adesso occorre la spinta finale, l’obiettivo può diventare concreto”. A tre settimane dall’inizio ufficiale della procedura per l’elezione del prossimo presidente della Repubblica torna in campo Aidda, l’associazione delle donne imprenditrici, con la presidente nazionale Antonella Giachetti. Già un mese fa l’associazione aveva lanciato in un’iniziativa a Napoli una raccolta firme fra le donne imprenditrici del Paese per chiedere che una donna diventi prossimo capo dello Stato. Adesso siamo al dunque. E Aidda rilancia: “Siamo al momento decisivo. Lo sforzo di questi mesi adesso può diventare realtà. L’ideale può diventare storia. Siamo convinte che questo Paese abbia bisogno della sensibilità e delle peculiarità delle donne. Per affrontare le sfide che il futuro ci presenta c’è bisogno di valori femminili, dei valori della cura e della sostenibilità, e per questo è ora necessario ed urgente portare una donna nel ruolo più prestigioso del Paese, quello che ha il compito di rappresentare l’unità nazionale”, afferma la presidente Aidda Giachetti. Le firme a sostegno della petizione lanciata a dicembre sono ormai quasi a quota 2 mila ma la raccolta non si ferma: “C’è bisogno del contributo di tutte e tutti, ricordando che più che di una richiesta di genere, si tratta di una improrogabile e necessaria modificazione (una rivendicazione) di valore politico, sociale, simbolico: la nomina di una presidente donna sarebbe esempio per le nuove generazioni della trasformazione in atto e sancirebbe una svolta nell’immaginario pubblico collettivo, l’inizio di una fase diversa dove la dimensione della cura entra a far parte della vita pubblica. Facciamo il tifo per una donna al Quirinale e chiediamo a tutte le donne di questo Paese di dare una mano e far sentire la loro presenza” invoca Giachetti.

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Enrico Letta, PD, durante la rubrica Corsa al Quirinale su ilsole24ore.com

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2021

“Non c’è mai stato un Presidente della Repubblica che sia stato un capo politico e se ciò non è avvenuto in 70 anni non è un caso.” Lo afferma Enrico Letta, segretario del Pd, durante la video-rubrica Corsa al Quirinale in diretta su ilsole24ore.com. “Il ruolo del presidente della Repubblica è unico, così lo hanno disegnato i costituenti. Rappresenta un arbitro, un motore, un garante che dà voce a tutti i cittadini. Da qui si capisce la delicatezza del profilo che deve avere il presidente della Repubblica e rivedendo i 12 presidenti viene fuori che non c’è mai stato nessun leader o capo politico. E non è un caso. Richiede una figura di spiccata sensibilità delle istituzioni. Questo non sarà banale nella scelta – ha osservato Letta anche facendo riferimento al libro ’12 Presidenti’ di Alberto Orioli, vicedirettore del Sole 24 Ore – Dobbiamo continuare con presidenti istituzionali, consensuali, in grado di rappresentare tutto il Parlamento. Rivedendo i 12 profili dei presidenti della Repubblica che abbiamo avuto vengono fuori alcune cose interessanti, viene fuori che non c’e’ mai stato nessun leader. Nessun capo politico e’ mai stato presidente della Repubblica. Sono stati presidenti della Repubblica figure più istituzionali, piuttosto che capi politici. La figura disegnata dai costituenti richiede una personalità di spiccato senso delle istituzioni, basti pensare che una gran parte di Presidenti erano stati presidenti di uno dei due rami del Parlamento. Mattarella è stato giudice costituzionale”. Letta ha sottolineato a sole24ore.com che si è sempre trattato di profili provenienti da “incarichi istituzionali normalmente super partes”. E, ha concluso: “questo secondo me e’ importantissimo, perche’ già disegna il profilo fondamentale nella scelta della presidente o del presidente che dovremo fare a fine gennaio”.

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Bonino al “Sole 24 ore”: Una donna al Quirinale?

Posted by fidest press agency su martedì, 7 dicembre 2021

“C’è un velo di ipocrisia. Penso che gli italiani si aspettino una persona competente con grande senso delle Istituzioni che sia garante della Costituzione e se è donna è meglio. Le donne competenti ci sono e non dico donna perchè è donna, ma donne competenti ce ne sono.” Così Emma Bonino, senatrice, è intervenuta nel corso della prima videodiretta Corsa al Quirinale al via da oggi sul sito del Sole 24 Ore, che inaugura il percorso di avvicinamento all’appuntamento delle elezioni del Presidente della Repubblica con un nuovo podcast “12 Presidenti” online da oggi su Audible e 24+ e che anticipa l’uscita del libro “DODICI PRESIDENTI. Vite da Quirinale da De Nicola a Mattarella” del vicedirettore del Sole 24 Ore Alberto Orioli da in edicola sabato 11 dicembre. “Gli uomini vedono le donne ma non le guardano, le sentono ma non le ascoltano. Prendete anche i Capi di Stato dell’Unione Europea: a parte la Merkel con le sue giacche colorate, sono tutti uomini e siamo nel 2021: sono sempre solo tutti uomini e uno si sente in Arabia Saudita”

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Quirinale, Bianco: Draghi ok. Evitare le ‘lotte tra comari’.

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 novembre 2021

“In questo momento di ‘eccezione della logica’ per l’emergenza politica causata dalla pandemia, si dovrebbero mettere da parte le differenze partitiche, puntando all’elezione immediata di un rappresentante di grande autorevolezza, con una ispirazione europeista. Il nome c’è ed è quello dell’attuale presidente del Consiglio”.È quanto dice Gerardo Bianco, ex Ministro della Pubblica Istruzione, in un’intervista circa la situazione politica odierna nel contesto di emergenza pandemica a beemagazine, nuova rivista online del Gruppo The Skill.“Ritengo positivo eleggere subito il presidente della Repubblica, senza tatticismi, trovando un nome al quale le forze politiche non possono dire di no. Se la soluzione della Presidenza della Repubblica è unitaria, con una maggioranza parlamentare diventa più facile trovare la soluzione che arrivi alla scadenza naturale. Sono inaccettabili, in questo momento così delicato, i litigi personali: le ‘lotte fra comari’ vanno evitate, ragionando sugli interessi principali del Paese. La riforma, presentata come forma punitiva di riduzione della rappresentanza, ha indebolito il Parlamento. È necessario un rafforzamento del Governo, seguendo la logica del sistema parlamentare italiano”.

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Il “Trattato del Quirinale” è un oggetto misterioso?“

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 novembre 2021

Tra pochi giorni, il 25 o 26 novembre, sarà firmato dal presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella e dal presidente francese Macron il “Trattato del Quirinale”, cioè il “Trattato bilaterale di cooperazione rafforzata tra Italia e Francia”. Un accordo importante. Peccato che nessuno abbia ufficialmente visto il testo che impegna l’Italia: non certo il Parlamento che non ne sa nulla. E no, non siamo tranquilli, visto che questo trattato è nato nel 2017 sotto il governo PD, lo stesso del “trattato di Caen” con il quale l’Italia avrebbe ceduto, se Fratelli d’Italia non avesse sollevato lo scandalo, pregiate parti delle sue acque nazionali alla Francia. Una sinistra italiana che ormai senza alcuna remora è diventata la portavoce degli interessi francesi in Italia, dalle telecomunicazioni, alla Borsa, dai confini, alla geopolitica. Certo spetterà poi al Parlamento ratificare o meno il trattato, ma solo a noi di Fratelli d’Italia appare scandaloso che un accordo di questa portata sia firmato di soppiatto senza una discussione parlamentare, senza un dibattito politico e nel totale silenzio dei grandi media?”. Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

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“Una donna al Quirinale”, la campagna di Aidda per una svolta femminile nel Paese

Posted by fidest press agency su domenica, 7 novembre 2021

La presidente Giachetti:“Una maggiore rappresentanza femminile in politica e nelle istituzioni fondamentale per la necessaria trasformazione del Paese” “Per affrontare le sfide che il futuro ci presenta c’è bisogno di valori femminili, questo Paese ha bisogno di donne, la politica ne prenda consapevolezza, le forze economiche e sociali facciano sentire la propria voce: il tempo di una donna presidente della Repubblica italiana è maturo”. A dirlo è Antonella Giachetti, presidente di Aidda, l’Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’Azienda, che il prossimo 4 dicembre a Napoli lancerà una campagna sul tema, un’iniziativa di sensibilizzazione nazionale sul persistere di scarsa presenza femminile nelle istituzioni e nella politica e sulla necessità di un segnale forte per la presenza femminile nelle istituzioni, in grado di segnare una svolta a tutti i livelli.”La campagna si chiama “Una donna la Quirinale”, l’idea è lanciare una petizione popolare, anche virtuale: serve coraggio, in un piano di trasformazione del sistema c’è bisogno delle donne e del valore della cura di cui le donne sono naturalmente portatrici eppure l’ultimo passo, il passo nei luoghi delle grandi scelte, si rivela sempre complicato: adesso è il momento di compierlo, di spingersi in avanti. E stavolta una grande mobilitazione dell’associazionismo e delle forze sociali ed economiche può contribuire” esorta Giachetti.www.gallitorrini.com

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Mostra: Raffaello

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 gennaio 2020

Raffaello Madonna del Granduca- UffiziRoma 5 marzo – 2 giugno 2020 La mostra verrà inaugurata il 3 marzo 2020 alla presenza delle più alte cariche dello Stato e dei rappresentanti ufficiali dei principali paesi prestatori. Dal 5 marzo la mostra aprirà al pubblico e sarà visitabile fino al 2 giugno.
Maxi-mostra dal 5 marzo alle Scuderie del Quirinale a Roma, così culmineranno le celebrazioni per l’artista a livello mondiale: protagoniste ne saranno oltre cento opere di mano dell’Urbinate mai riunite tutte insieme prima d’ora.
Una grande mostra monografica, con oltre duecento capolavori tra dipinti, disegni ed opere di confronto, dedicata a Raffaello Sanzio, superstar del Rinascimento, nel cinquecentenario della sua morte, avvenuta a Roma il 6 aprile 1520 all’età di appena 37 anni.
L’esposizione, intitolata semplicemente RAFFAELLO, costituisce l’apice delle celebrazioni mondiali per i 500 anni dalla scomparsa dell’Urbinate e rappresenta l’evento di punta del programma approvato dal Comitato Nazionale appositamente istituito dal Ministro Dario Franceschini e presieduto da Antonio Paolucci. Realizzata dalle Scuderie del Quirinale (appartenenti alla Presidenza della Repubblica e gestite dal Mibact attraverso la società in-house ALES), in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi, la mostra è curata da Marzia Faietti e Matteo Lafranconi con il contributo di Vincenzo Farinella e Francesco Paolo Di Teodoro.
Un autorevole comitato scientifico presieduto da Sylvia Ferino ha affiancato e approfondito il lavoro del team curatoriale, stimolando un dialogo fruttuoso tra gli specialisti del settore più accreditati al mondo, come Nicholas Penny (già direttore National Gallery di Londra), Barbara Jatta (direttore Musei Vaticani), Dominique Cordellier (Musée du Louvre), Achim Gnann (Albertina, Vienna), Alessandro Nova (Kunsthistorisches Institut, Firenze).In occasione della mostra, è stato raccolto un vastissimo corpus di opere di mano di Raffaello: oltre 100, tra dipinti e disegni, per una raccolta di creazioni dell’urbinate mai viste al mondo in così gran numero tutte insieme.
Anche in termini di capolavori in prestito (oltre che di lavoro scientifico svolto), è stato determinante il contributo delle Gallerie degli Uffizi, con circa 50 opere delle quali oltre 40 dello stesso Raffaello. Ma anche tanti altri musei di importanza internazionale hanno contribuito ad arricchire la rassegna con capolavori dalle loro collezioni: tra questi, in Italia, le Gallerie Nazionali d’Arte Antica, la Pinacoteca Nazionale di Bologna, il Museo e Real Bosco di Capodimonte, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, la Fondazione Brescia Musei, e all’estero, oltre ai Musei Vaticani, il Louvre, la National Gallery di Londra, il Museo del Prado, la National Gallery of Art di Washington, , l’Albertina di Vienna, il British Museum, la Royal Collection, l’Ashmolean Museum di Oxford, il Musée des Beaux-Arts di Lille. Complessivamente saranno più di 200 le opere in mostra. L’esposizione, che trova ispirazione particolarmente nel fondamentale periodo romano di Raffaello e che lo consacrò quale artista di grandezza ineguagliabile e leggendaria, racconta con ricchezza di dettagli tutto il complesso e articolato percorso creativo. Ne faranno parte creazioni amatissime e celebri in tutto il mondo, quali, solo per fare alcuni esempi, la Madonna del Granduca delle Gallerie degli Uffizi, la Santa Cecilia dalla Pinacoteca di Bologna, la Madonna Alba dalla National Gallery di Washington, il Ritratto di Baldassarre Castiglione e l’Autoritratto con amico dal Louvre, la Madonna della Rosa dal Prado, la celebre Velata di nuovo dagli Uffizi. (foto: Raffaello copyright uffizi)

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Zona Euro: la questione è seria, ed anche molto grave

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 Maggio 2018

Molto spesso, in riferimento alla politica italiana, si cita la famosa battuta di Flaiano: “La questione è grave, ma non è seria”. La mia sensazione è che non abbiamo ancora del tutto compreso le conseguenze dei fatti accaduti domenica al Quirinale. Sono ancora in campo le fazioni, chi sta con una parte e quindi vede tutto con lenti di un certo colore, e chi sta dall’altra e percepisce una visione completamente diversa. Il dibattito si è incentrato su: ha fatto bene Mattarella oppure ha fatto male. Non c’è spazio per analisi che abbraccino il quadro generale.
Durante la crisi dell’Euro, proprio su queste colonne, abbiamo più volte espresso l’opinione che lo scenario di un Italia fuori dall’Euro era – in quel momento – uno scenario dalle probabilità trascurabili. Non abbiamo però neppure mai nascosto i grandi problemi della moneta unica (che dovrebbe invece essere una moneta comune) ed all’epoca dicevamo che le istituzioni europee avevano tutti i margini per risolvere la crisi poiché si trattava in primo luogo di una crisi politica, non economica. Il problema non era il debito pubblico di questa o quella nazione, il problema era come l’Euro è stato progettato: ovvero un’area monetaria senza alle spalle un banca centrale con tutte le funzioni delle altre banche centrali e senza un governo unico che armonizzi le politiche economiche e fiscali.A distanza di circa un lustro, ormai lo scenario sta cambiando.
Aver messo una pezza sulla crisi con il “what-ever-it-takes” di Mario Draghi (famosa espressione che ha dato inizio alle politiche di acquisto dei titoli di stato, aggirando sostanzialmente il presunto vincolo di finanziare gli stati membri dell’area euro) ha placato la manifestazione più virulenta del problema, ma non lo ha minimamente scalfito.Negli anni il sentimento anti-Europa si è fatto sempre più forte. Abbiamo assistito alla Brexit, evento che ha distrutto il mito dell’irreversibilità del progetto europeo.
Sempre più persone sono consapevoli dell’insostenibilità a lungo termine dell’area Euro senza cambiamenti strutturali nelle regole di governo di questa moneta.I movimenti populisti che fanno leva sullo scontento delle persone stanno conquistando ruoli politici sempre più rilevanti. Il problema è che nelle varie nazioni questi movimenti hanno tesi contrapposte perché si basano su narrazioni opposte. Nei Paesi “rigoristi” la narrazione è che loro dovrebbero pagare i debiti degli spendaccioni corrotti del sud Europa. Per questi ultimi, la narrazione è che ci sarebbe un preciso progetto politico di lento strangolamento delle loro economie attraverso l’imposizione della moneta dal valore troppo elevato rispetto alle necessità di quelle economie ed attraverso le politiche di austerity.La questione si fa molto seria perché gli spazi di manovra si sono drammaticamente ristretti rispetto all’inizio della crisi dell’euro. Aver ignorato il problema per molti anni, cullandosi del fatto che i mercati finanziari si erano normalizzati (come se i mercati finanziari fossero l’unico indicatore che conta) ci ha portato in una situazione nella quale correggere i problemi sta diventando sempre più difficile.Al di là delle legittime prerogative del Presidente della Repubblica, al di là delle buone intenzioni, rimane il fatto che non aver firmato la nomina del prof. Paolo Savona a Ministro dell’Economia, implica la certezza che la prossima campagna elettorale sarà incentrata sul tema Euro-sì/Euro-no (se ci va bene: Euro-come).Aver motivato il rifiuto, con un discorso sostanzialmente politico, sulla base del dovere di tutelare i risparmi degli italiani ed aver incaricato a Presidente del Consiglio dei Ministri, Cottarelli, un “simbolo” delle politiche di rigore, ha fornito delle formidabili argomentazioni per la prossima campagna elettorale proprio a quella parte che si è inteso limitare.
Non intendiamo entrare nel giudizio sulla cronaca (chiunque non sia accecato dalla fazione non può non vedere che la responsabilità del fallimento del governo è quantomeno condivisa), ci interessa invece sottolineare le conseguenze molto preoccupanti che ci aspettano.
Con il massimo rispetto per la Grecia (nazione molto orgogliosa, culla anche della nostra cultura), sul piano economico l’Italia non è la Grecia, ha un peso economico-finanziario non confrontabile. Una campagna elettorale del tipo di quella che ci aspetta, all’interno di una nazione chiave per la sussistenza stessa dell’Euro, è foriera di un’estremizzazione delle posizioni che non lascia auspicare niente di buono.Non dobbiamo dimenticare che a Maggio 2019 ci saranno le elezioni Europee.Alla luce di ciò che è ragionevole attendersi oggi, il prossimo governo italiano non potrà che essere o frutto di un’alleanza di centro-destra con la posizione egemonica della Lega, oppure frutto di un nuovo “contratto” Lega-M5S con una posizione della Lega molto più forte.Dopo tre mesi estivi particolarmente caldi, direi bollenti (e non solo per questioni meteorologiche), avremo il nuovo governo, insediato sulla scia di una campagna elettorale incentrata sui temi Europei, che si troverà ad affrontare altri sei mesi di campagna elettorale sugli stessi temi.Dalla metà del 2019 si potrà, forse, iniziare a ripensare l’intera costruzione economica del progetto Europeo. Purtroppo – al momento – osserviamo con tristezza come il percorso che ci condurrà a quel momento renderà l’intero processo molto più complicato.
Tutto questo ci fa pensare che la situazione sia sicuramente seria, perché i temi che sono sul tavolo riguardano interessi importantissimi per centinaia di milioni di persone, temi sui quali sono radicate profonde convinzioni molto divergenti, temi che s’intrecciano con un caleidoscopio di legittimi (e meno legittimi) interessi contrastanti di attori diversi, principalmente economici e politici. Insomma, una questione alta, che riguarda il futuro di molte nazioni. La questione è anche evidentemente molto grave, perché i rischi di una implosione dell’area euro nel giro di 2-3 anni, oggi, non sono più trascurabili come lo erano 5 anni fa. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio)

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Politica: Il secondo giro d’incontri al Quirinale

Posted by fidest press agency su martedì, 10 aprile 2018

L’agenda del presidente della Repubblica è fitta di appuntamenti e molti auspicano che sia la volta buona per formare un governo. In questo caso come nei precedenti i vari commentatori politici tra quelli titolati e improvvisati, per l’occasione, si sono sbizzarriti a formulare ipotesi sulle possibili alleanze e soprattutto sul ruolo che avrebbero potuto assumere i due personaggi ritenuti più “ingombranti” sulla scena politica e soprattutto sulla possibilità di determinare la soluzione o meno sulle auspicabili intese tra i partiti. Parliamo di Berlusconi e Renzi. E’ che questa tornata elettorale ha indubbiamente sparigliato le loro carte in quanto avevano previsto che forza Italia sarebbe sortita vincitrice nel confronto con la Lega e che l’alleato Renzi fosse stato in grado di portare a casa almeno il 22-24%. Pensavano, inoltre, che i pentastellati non sarebbero riusciti a superare il 29-30% dei consensi. Berlusconi e Renzi, tra l’altro, volevano dimostrare ai partner europei che avevano imbrigliato a dovere l’area populista e antieuropeista sia inglobando e condizionando la lega, sino a renderla solo un utile portatore di voti per la loro coalizione, sia isolando i pentastellati.
La reazione dei due, a caldo, è stata di un brusco irrigidimento solo attenuato dal rischio di dover ritornare nel peggiore dei modi a nuove elezioni. A questo punto la situazione può essere sbloccata solo se il “duo perdente” sa leggere i risultati nel modo giusto e con un certo pragmatismo. Per Berlusconi è più facile: basta assicurargli che non subirà danni per le sue imprese. Per Renzi la sua megalomania potrebbe provocare dei problemi. Basterebbe sperare nel suo trend negativo che sino ad oggi ha portato il PD dal 40% al 18% e alle altre suo cocenti sconfitte per colpa, a suo dire, degli italiani che non lo hanno capito, per evitare che faccia ancora danni. D’altra parte il suo “lavoro” l’ha fatto bene rottamando non solo i big del PD ma lo stesso suo partito. Non c’è che augurargli: ad maiora”. (Riccardo Alfonso)

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Trattato del Quirinale tra Macron e Gentiloni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 gennaio 2018

macron“Con amarezza ci tocca constare che il ‘Trattato del Quirinale’, imbastito con il presidente Macron con l’intento di rafforzare la cooperazione bilaterale tra Italia e Francia, si presenta in questo momento come un atto di subordinazione che Lei aveva il dovere di evitare all’Italia”.Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in una lettera aperta al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, pubblicata da “Il Foglio”.“È palese infatti che l’europeista Macron si avvia a rinsaldare un asse franco-tedesco al quale l’Italia non può e non deve partecipare per interposta persona, come temiamo stia accadendo. Perché farlo significa, in buona sostanza, ammettere la nostra debolezza. Siamo estremamente preoccupati per quanto sta avvenendo a Bruxelles, dove gli alti funzionari europei e gli Stati membri, senza alcuna rappresentanza italiana presente, dibattono sulla nuova governance europea.E’ legittimo che il presidente francese voglia, da una parte, tracciare il futuro dell’Europa, facendo leva sulla intesa bilaterale con la Germania. Un po’ meno che da parte italiana gli si consenta di farlo servendosi anche della attuale oggettiva debolezza contrattuale Italiana. E gli elogi personali rivolti a Lei dal presidente gentiloniMacron suonano certamente sentiti ma un po’ fuori luogo nel momento in cui altrove in Europa autorevoli tecnici francesi e tedeschi tracciano le linee della Europa prossima ventura, disegnando scenari carichi di significative implicazioni per l’economia e per la società italiana.Su che basi è stato possibile siglare il Trattato del Quirinale? Forse sarebbe stato più opportuno attendere un governo nella pienezza dei suoi poteri per affrontare temi di questo rilievo. E forse sarebbe opportuno che il governo francese così come il governo tedesco attendano un governo italiano nella pienezza dei suoi poteri per tracciare su un foglio bianco i caratteri della futura Europa. Forse questo e solo questo avrebbe dovuto essere il contenuto del Trattato del Quirinale.
Ciò detto, Presidente, è fin troppo evidente che la debolezza italiana in ambito europeo non è solo la conseguenza del periodo pre-elettorale. Pesano sulla nostra autorevolezza e sulla nostra affidabilità quattro anni in cui si è pensato di poter sostenere il nostro anemico potenziale di crescita per lo più attraverso maggiori disavanzi pubblici. Non era la soluzione, come si vede chiaramente. Come non lo erano le tante regalie che hanno segnato il cammino del precedente governo e, purtroppo, anche del suo. Come non lo erano i tentativi di presentare come riforme strutturali misure dall’impatto limitato, legate essenzialmente a forme di sovvenzione”.

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Il presidente della repubblica ha firmato la legge elettorale

Posted by fidest press agency su domenica, 5 novembre 2017

quirinaleI numerosi appelli di una parte delle opposizioni che invitavano il presidente della repubblica a rinviare alle camere la legge elettorale per quelle parti incostituzionali che contiene sono caduti nel vuoto. C’è ancora qualcuno che si sorprende che possa essere accaduto pensando che Mattarella è un esperto in leggi elettorali ed è stato un giudice costituzionale. Da parte nostra come cronisti e conoscitori della vita politica italiana la circostanza non ci sorprende. Ci rammarica, semmai, il fatto che sono le istituzione a pagare il prezzo più alto in fatto di credibilità. Lo ha fatto di recente la Corte Costituzionale con la questione pensionati mettendo da parte le ragioni di diritto per una supposta ragione di stato che riguarda il bilancio pubblico. A tale proposito in quanti ci siamo chiesti: ma come ancora una volta i pensionati devono salvare i conti della finanziaria mentre il governo con nonchalance con trenta miliardi di euro ha coperto gli ammanchi bancari provocati da amministratori di pochi scrupoli e con complicità più o meno occulte tra taluni politici e dirigenti pubblici addetti alla sorveglianza? E ancora: si continuano a fare leggi permissive che consentono ai grandi evasori, ai corruttori e ai dissipatori di professione, per mancanza di adeguati controlli, di accumulare una perdita d’introiti nelle casse pubbliche di oltre trecento miliardi e si arriva ad erogare solo pochi spiccioli per quei milioni di italiani ridotti in miseria, a ridurre le risorse per mantenere le spese sanitarie a livelli accettabili ma preferendo costringere milioni di altri italiani a rinunciare all’assistenza sanitaria universale, e via di questo passo. Quando si usano due pesi e due misure soprattutto per colpire i ceti più deboli come si fa a credere nelle istituzioni e innanzitutto nella correttezza e obiettività di giudizio dei suoi rappresentanti? (Riccardo Alfonso)

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Intervento del Presidente del Parlamento Antonio Tajani al Quirinale 24 marzo 2017

Posted by fidest press agency su sabato, 25 marzo 2017

mattarella1Portrait of Antonio TajaniIn occasione delle celebrazioni per il 60mo anniversario della firma dei Trattati di Roma una delegazione del Parlamento europeo guidata dal Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, e composta dai Vice Presidenti e dai Presidenti dei gruppi politici è stata ricevuta oggi al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Questo il discorso pronunciato dall’On. Tajani in presenza del Capo dello Stato.
Signor Presidente,
La ringrazio per aver accettato di incontrare i rappresentati dei popoli europei alla vigilia delle celebrazioni per i sessant’anni della firma dei Trattati di Roma. I cittadini sono i veri protagonisti della grande avventura della democrazia europea. La forza e la legittimazione delle nostre azioni derivano dalla loro partecipazione. Per questo mi preoccupa molto il senso di disaffezione che cresce in una parte rilevante dell’opinione pubblica. Se vogliamo rilanciare la nostra Unione è necessario, prima di tutto, riavvicinare le istituzioni ai nostri cittadini. E’ il principale impegno del mio mandato. Il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali devono essere in prima linea su questo fronte.
Con questo spirito, con i Presidenti dei gruppi politici del Parlamento europeo e i suoi Vice Presidenti, abbiamo voluto celebrare questo anniversario a Norcia. E’ un modo per testimoniare che l’Europa non dimentica, che è capace di essere vicina, di dare solidarietà concreta.Tre giorni fa ognuno dei 751 parlamentari europei ha ceduto simbolicamente, per un giorno, il suo posto a un cittadino. Studenti, lavoratori, artigiani, ricercatori, liberi professionisti, imprenditori, artisti, hanno discusso insieme sul futuro della nostra unione.Le istituzioni europee non possono restare rinchiuse in castelli col ponte levatoio alzato. Noi parlamentari, per primi, insieme a chiunque altro eserciti un ruolo di responsabilità, abbiamo l’obbligo di aprire le porte, uscire, ascoltare, discutere. Capire. Mettere i problemi, la dignità delle persone al centro.
quirinaleSignor Presidente, ho molto apprezzato la lungimiranza dei suoi richiami alla necessità di un vero rilancio del progetto europeo. Lei ha ragione quando afferma che, fatti gli europei, bisogna fare l’Europa.E’ vero, i nostri cittadini si sentono europei, ma vogliono un’Europa diversa, meno distante e autoreferenziale. Capace di rispondere alle loro preoccupazioni: la disoccupazione dei giovani, il terrorismo, l’immigrazione, la difesa dei diritti e della pace nel mondo. Se non sapremo colmare il vuoto lasciato da questa Europa incompiuta, ancora a metà del guado, saranno altri a occuparlo.
Magari propendo soluzioni di ripiegamento nazionale, meno solidali, tornando all’orgoglio dell’ognuno per sé.Sarebbe un grave errore, come ci insegna il nostro passato non così remoto. Queste false risposte politiche – isolazionismo e protezionismo – sono simili a quelle già sperimentate sia sul finire della prima globalizzazione, all’inizio del XX secolo, che nel periodo tra le due guerre. Rinacquero i dazi, gli ostacoli alla libertà di movimento. Fu, anche allora, la risposta alla paura, all’angoscia di chi temeva di perdere il posto di lavoro a causa dei nuovi arrivati.Purtroppo, sappiamo tutti come andò a finire.Ma sarebbe un errore altrettanto grave non capire queste paure, il disorientamento provocato da una globalizzazione che ha lasciato indietro troppe persone.
parlamento europeoIn un mondo che cambia rapidamente, con le tecnologie, il commercio che fanno cadere confini e barriere, è semplicemente illusorio pensare di potersi rinchiudere in se stessi. Lasciare il resto del mondo fuori dalla porta.Solo uniti possiamo davvero affrontare le sfide globali, rassicurare chi ha paura, dissolvere le angosce di chi non riesce a immaginare un futuro migliore per se e per i propri figli.A febbraio, il Parlamento europeo ha aperto questo grande dibattito sul nostro futuro. I tre Rapporti che abbiamo approvato indicano l’esigenza di mutamenti profondi, non di facciata.Domani, 27 capi di Stato e di Governo, con i vertici delle istituzioni europei, firmeranno una Dichiarazione solenne che riflette la necessità di questi mutamenti.Non è un’occasione retorica, ma un vero impegno politico davanti ai nostri cittadini per costruire un’Unione più forte, efficace, giusta e solidale.L’Europa è una storia di successo quando sa incarnare un sogno di progresso, prosperità, libertà e pace.Signor presidente, come Lei, sono convinto che gli europei non abbiano perso la voglia di sognare. Sta a noi, oggi, cambiare questa Europa, dandole gli strumenti per garantire un futuro migliore ai nostri giovani.

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Il Presepe al palazzo del Quirinale

Posted by fidest press agency su sabato, 17 dicembre 2016

presepe-quirinaleRoma fino al 20 gennaio 2017 Piazza del Quirinale In occasione delle prossime festività natalizie verrà esposto al pubblico, nella Palazzina Gregoriana del Quirinale, il presepe monumentale conservato nelle collezioni del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma.Il presepe monumentale conservato nelle collezioni del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma ha uno stretto legame con la storia del nostro Paese: fu infatti raccolto dall’etnologo Lamberto Loria, cui era affidata la cura della grande Mostra di etnografia italiana svoltasi a Roma nel 1911 nell’ambito della “Mostra internazionale” organizzata per celebrare il cinquantenario dell’Unità d’Italia.Sono oltre 100 le figure esposte, di importanti maestri napoletani del XVIII e XIX secolo che rappresentano gli usi e costumi delle diverse regioni d’Italia, su una scena complessiva di 35 metri quadrati realizzata, in questa occasione, da uno dei maggiori maestri presapari oggi attivi, Nicola Maciariello, coadiuvato da Nicolò Giacalone.La scenografia contribuisce in maniera sostanziale a creare la veridicità della narrazione e a dare senso al complesso significato simbolico di strutture e personaggi, creando allo stesso tempo un insieme di grande suggestione. La musica di sottofondo è del Maestro Ambrogio Sparagna, tratta dall’album “L’avvenuta profezia. Viaggio nelle Pastorali e nei repertori del Natale”.
Giorni di apertura della mostra con il Palazzo aperto: dal 14 al 18 dicembre e dal 10 gennaio al 20 gennaio 2017 la visita è inclusa nel biglietto di ingresso al Palazzo del Quirinale.Giorni di apertura in cui è possibile visitare solo il Presepe: 19-20-21-22-23-27-28-29-30 dicembre 2016 e 3-4-5 gennaio 2017.Orario: dalle 10.30 alle 16.00 (ultimo ingresso 15.30). Occorre prenotarsi. (foto: presepe quirinale)

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Dall’antica alla nuova via della seta

Posted by fidest press agency su martedì, 29 novembre 2016

QuirinaleRoma Palazzo del Quirinale 6 dicembre 2016 – 26 febbraio 2017. Lunedì 5 dicembre 2016 alle ore 12.00 si terrà l’anteprima stampa della mostra “Dall’antica alla nuova Via della Seta” che si terrà nel Palazzo del Quirinale dal 6 dicembre 2016 al 26 febbraio 2017. La mostra, promossa dalla Presidenza della Repubblica Italiana, vuole raccontare, nella sua complessità e ricchezza, la storia degli scambi tra l’Oriente e l’Europa nel corso dei millenni.

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L’arte del Tardo Medioevo in Slovacchia

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2016

tesori-goticiRoma, Palazzo del Quirinale 30 settembre – 13 novembre 2016 è aperta al Quirinale, nella Palazzina Gregoriana, la mostra “Tesori Gotici dalla Slovacchia” realizzata in occasione della Presidenza di turno del Consiglio dell’Unione Europea affidata alla Slovacchia nel secondo semestre del 2016.I trentasei capolavori del XV e del XVI secolo proposti in mostra e provenienti dai più importanti musei e chiese della Slovacchia riflettono le grandi correnti culturali e spirituali che attraversavano l’intera Europa alla vigilia dell’esplosione del Rinascimento. Con la mostra “Tesori Gotici dalla Slovacchia” la Presidenza della Repubblica Italiana e la Presidenza della Repubblica Slovacca intendono proporre all’ammirazione del pubblico italiano ed europeo una serie di tesori collocati normalmente presso i rispettivi luoghi di origine, alcuni posti sotto la tutela di amministratori ecclesiastici, e oggi radunati per la prima volta. (foto: tesori gotici)

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Eni Award: Tra i vincitori il prof. Emiliano Mutti

Posted by fidest press agency su sabato, 9 luglio 2016

QuirinaleRoma Cerimonia di premiazione il prossimo 20 ottobre al Palazzo del Quirinale. Eni rende noti i nomi dei ricercatori e scienziati premiati nella nona edizione di Eni Award, il premio istituito nel 2007 e divenuto nel corso degli anni un punto di riferimento a livello internazionale per la ricerca nei campi dell’energia e dell’ambiente. Eni Award ha lo scopo di promuovere un migliore utilizzo delle fonti energetiche e stimolare le nuove generazioni di ricercatori nel loro lavoro, a testimonianza dell’importanza che Eni dà alla ricerca scientifica e all’innovazione.
Il Premio Nuove Frontiere degli Idrocarburi, sezione Downstream, è stato assegnato a Johannes Lercher, del Technische Universität München, per la ricerca “Novel catalytic strategies to Alkenes and Alkanols”; nella sezione Upstream il riconoscimento è andato a Christopher Ballentine dell’University of Oxford, per la ricerca “Novel Tracers for Determining the Fluid Processes Controlling Subsurface Gas Origin and Behaviour”, ex aequo con Emiliano Mutti giò docente dell’Università degli Studi di Parma, per la ricerca “Deep-Water Sedimentation: Turbidites And Contourites And Their Facies And Reservoir Characteristics”.
Il Premio Protezione dell’Ambiente è stato assegnato a David Milstein, del Weizmann Institute of Science (Israele), per la ricerca “Novel, Environmentally Friendly, Efficient Catalytic Reactions to Replace Polluting Processes”.
A Federico Bella del Politecnico di Torino, per la Tesi di Dottorato “Photopolymers for Dye-Sensitized Solar Cells” e ad Alessandra Menafoglio del Politecnico di Milano, per la tesi di Dottorato “Object Oriented Geostatistics”, è stato assegnato il Premio Debutto nella Ricerca.I premi Eni Award 2016 verranno consegnati il 20 ottobre prossimo a Roma, durante la cerimonia ufficiale che si terrà al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella.

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Eurodeputati italiani al Quirinale: l’Italia in prima linea per un futuro con più Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2015

QuirinaleUna nutritissima delegazione di eurodeputati italiani ha incontrato al Quirinale, il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella. Con l’incontro odierno, l’Italia dimostra ancora una volta – in un momento difficile per l’Unione Europea – la sua grande tradizione europeista, riaffermata dal Capo dello Stato e dagli europarlamentari democraticamente eletti dal popolo italiano.
Attraverso un confronto e un dialogo inter-istituzionale, la Presidenza della Repubblica Italiana e la delegazione del Parlamento europeo, hanno tracciato i passaggi futuri di un paese, il nostro, fortemente protagonista in un’Europa che non può fare a meno dell’Italia e degli italiani.”Il Parlamento Europeo non è una proiezione esterna rispetto al nostro Paese”, ha dichiarato il Presidente Mattarella. “L’Italia è membro fondatore dell’Unione e la sua cultura e la sua storia ne contrassegnano fortemente l’identità. L’Europa rappresenta il nostro destino, e ancor più, una grande opportunità democratica. Se oggi non c’è abbastanza Europa nella vita dell’Unione, come ha detto Jean Claude Juncker, tocca a noi comprenderne le ragioni e colmare lo scarto. Con questo spirito sarò con voi a Strasburgo nella sessione plenaria di novembre 2015″.Il primo Vice Presidente del Parlamento europeo, on. Antonio Tajani, rivolgendosi al Capo dello Stato ha affermato:”L’Italia è un grande paese, pilastro e fondatore dell’Unione Europea. Noi siamo europei perché siamo italiani. Il progetto europeo ha dimostrato l’esigenza di un’Europa protagonista sulla scena mondiale”. l’On. David Sassoli, Vice Presidente del Parlamento Europeo, ha affermato: “C’è bisogno di intensificare i rapporti fra Parlamento Europeo e Parlamento italiano per fare squadra in un’Europa che ha bisogno di un’Italia in prima linea. Più il sistema Italia sarà efficiente, più potrà incidere sulla legislazione europea”.

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Studente Unicusano premiato dal Presidente della Repubblica Napolitano

Posted by fidest press agency su domenica, 15 giugno 2014

Campus_UnicusanoLa tesi di laurea di uno studente di Giurisprudenza dell’Università Niccolò Cusano premiata dal Presidente della Repubblica con la pubblicazione sul sito internet e tra i bollettini del Quirinale. Quale miglior premio per un giovane studente universitario di sapere che la propria tesi di laurea sia finita sul tavolo del Presidente della Repubblica Napolitano e che presto sarà pubblicata sul sito del Quirinale? E’ quello che è successo a Francesco De Fina, neo laureato in Giurisprudenza presso l’Università Niccolò Cusano, il cui elaborato, incentrato sulla figura del Presidente della Repubblica, è finito nelle mani di Giorgio Napolitano, il quale non ha mancato di mostrare il proprio apprezzamento. “La scelta dell’argomento è stata sin da subito abbastanza complicata, ricorda il Dott. De Fina dai microfoni di Radio Manà Manà, emittente dell’Unicusano, anche solo considerando il fatto che, in quanto a materiale e fonti, sul Presidente della Repubblica non esiste molta letteratura in merito. Mi sono impegnato per circa due anni in un lavoro più giornalistico che bibliografico e ho deciso di mettere in evidenza i passaggi fondamentali che conducono un uomo a divenire un’istituzione”. In sede di stesura, racconta ancora De Fina alla radio dell’Ateneo, “avevo inoltrato una richiesta al Quirinale per poter accedere alla loro biblioteca. Solo successivamente sono stato ricontattato dalla stessa biblioteca del Quirinale che mi invitava a mandare la mia tesi sia alla biblioteca che all’attenzione del Presidente Napolitano, in quanto sarebbe stata oggetto di studio e valutazione”. E’ a quel punto che sono arrivati i ringraziamenti del Capo dello Stato attraverso una lettera: “Gentile Dott. De Fina, il Presidente Napolitano ha ricevuto copia della tesi che lei ha voluto gentilmente inviargli. A riguardo desidero ringraziarla a suo nome ed esprimerle i sensi del suo più vivo apprezzamento per le tematiche trattate. Lei certamente conosce lo spirito che anima il Presidente Napolitano verso le giovani generazioni e il suo convincimento che il loro contributo al rinnovamento della classe dirigente sia essenziale per il futuro dell’Italia. Il Capo dello Stato ha inoltre molto apprezzato l’impegno e la passione da lei manifestata per i temi trattati”. “All’inizio ho pensato ad uno scherzo poi, leggendola e rileggendola, mi sono reso conto che era tutto vero, ricorda ancora il Dott. De Fina alla radio dell’Università Niccolò Cusano, la notizia più bella mi è giunta dopo, quando ho saputo che la mia tesi sarebbe stata pubblicata tra i bollettini del Quirinale”. La tesi del neo laureato Unicusano sarà infatti pubblicata sul sito internet e tra i bollettini del Quirinale.

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