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Posts Tagged ‘quiz’

MEPs quiz EU financial supervisors

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2020

MEPs on Monday evening quizzed the three bosses of the EU’s financial watchdogs, primarily on non-performing loans, Wirecard, Brexit and the pandemic effects on the financial sector. Jose Manuel Campa, Chairman of the European Banking Authority (EBA), Steven Maijoor, Chairman of the European Securities and Markets Authority (ESMA), and Gabriel Bernardino, Chairman of the European Insurance and Occupational Pensions Authority (EIOPA) fielded questions from the MEPs of the economic and monetary affairs committee.MEPs asked for more details on the EU financial system’s preparedness for Brexit, especially in the case of no-deal, and for dealing with a spike of non-performing loans as a result of the pandemic’s considerable negative effect on the economy. They also sought their interlocutors’ views of how banks and insurers could better help the economic recovery, including by passing on negative interest rates to consumers, and better supporting SMEs.MEPs were also interested in obtaining more information on when ESMA had first been informed about problems with Wirecard, and when it would be publishing its findings. Mr Maijoor confirmed that ESMA was first informed at the time of short selling restrictions on Wirecard (early 2019), and that his authority would publish its findings by the end of October.MEPs also asked questions on what should be done to avoid the ever-repeating scandals, the latest of which being the FINCEN files. They also questioned the reasons for the big differences in the development of capital markets among member states, and the role of investors in reaching the long-term climate objectives.

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Scuola: I test in classe bocciati dai prof universitari di tutto il mondo, ma l’Italia punta dritto sui quiz

Posted by fidest press agency su domenica, 28 maggio 2017

ministero-pubblica-istruzioneL’approvazione della riforma Renzi-Giannini e dei decreti attuativi pubblicati in G.U. nei giorni scorso vanno nella direzione opposta a quanto indicato da ottanta accademici di tutto il mondo, secondo i quali la quantificazione continua dei risultati è imperfetta e non può guidare le politiche scolastiche: perché ‘i risultati Ocse-Pisa, mettendo l’accento così forte su quello che è misurabile, rendono invisibile ciò che misurabile non è. A scuola sono importanti anche lo sviluppo fisico, morale, civico e artistico di ogni ragazzo. E per queste discipline non esiste, sostengono i docenti, un test che certifichi la crescita del ragazzo’. Si conferma in pieno, quindi, la linea indicata da tempo dal sindacato: per certificare le competenze degli studenti, come indicato dalle più moderne teorie docimologiche, non ha alcuna utilità l’uso di un semplice test a crocette. Laddove il quadro socio-culturale è arretrato, infatti, semplificare porta a risultati errati. Servono, invece, delle adeguate tecniche e strategie d’insegnamento di tipo attivo. Come i giochi di simulazione, le cooperative learning and serving, il peer education e il flipped classroom. Per questo, investire sulle prove standardizzate, è una pratica che condurrà a una scuola sempre più ‘piatta’.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): oggi i test Invalsi hanno ripercussioni dirette sul Rav, il rapporto di autovalutazione scolastico, e anche sulla valutazione diretta dei singoli docenti, senza che si dia un peso adeguato al tessuto sociale: le zone ad alto tasso migratorio, le scuole isolate dal resto del territorio, quelle ad alta criminalità, dove il tasso di abbandono è sopra la media, necessitano di uscire dalla logica della somministrazione in classe delle fredde schede. Questa logica dell’uniformità a tutti i costi va sostituita con quella della verifica qualitativa, caso per caso, istituto per istituto. Andando a verificare le indicazioni dei Ptof e delle classi. E a rivedere il decreto legislativo della L.107/15 su valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, nella parte in cui alle superiori rende i test Invalsi decisivi ai fini dell’ammissione agli Esami e fa ammettere gli studenti anche con un’insufficienza in una disciplina.

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Un “quiz” bresciano conquista gli Stati Generali della Ricerca Sanitaria

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 maggio 2016

ricercatoreUn quiz made in Brescia spiegherà cos’è la ricerca in medicina. Il progetto dell’Irccs Fatebenefratelli è stato scelto dagli Stati Generali della Ricerca Sanitaria, che si svolgono a Roma oggi e domani e che rappresentano un’occasione straordinaria per far conoscere l’attività che si svolge nel Servizio Sanitario Nazionale, definire le priorità e disegnare il futuro. La due giorni degli Stati generali della ricerca sanitaria è organizzata attraverso tavoli di confronto e discussione cui partecipa una delegazione dell’Irccs bresciano, che si è distinto per gli investimenti nella ricerca (19 assunti quest’anno, malgrado i tagli) e per i risultati raggiunti in psichiatria e nella cura delle demenze. Il 27 è stato fornito un ritratto dello stato della ricerca nazionale. Il secondo giorno degli Stati generali, oggi giovedì 28 aprile, si terrà un seminario sulle “Strategie per l’internazionalizzazione della ricerca” con l’obiettivo di analizzare gli strumenti e la direzione da intraprendere per incrementare la competitività della ricerca italiana in Europa, qualificando la partecipazione ad Horizon 2020. Sullo sfondo, ci sono i nuovi bandi 2016 per la ricerca finalizzata e indipendente che immettono nel sistema circa 165 milioni di euro, molti dei quali destinati a giovani ricercatori. Parallelamente si svolgono due sessioni tematiche nel corso delle quali viene presentato il progetto bresciano che consiste nella realizzazione di un quiz interattivo che, attraverso l’utilizzo di diversi video, permette di spiegare/descrivere in maniera coinvolgente il fantastico mondo della scienza. «Vengono presentate una serie di domande a cui i ragazzi potranno rispondere liberamente – spiega Claudia Saraceno, la ricercatrice che ha progettato il quiz – scegliendo una tra più alternative possibili. Ad ogni scelta corrisponde un video che, in maniera originale, illustra la risposta. Le domande vertono su diversi aspetti della ricerca scientifica e consentono di descrivere come colture cellulari e campioni di sangue di pazienti costituiscano dei modelli innovativi fondamentali per l’identificazione di marcatori molecolari di malattia. Con la realizzazione di questo video interattivo, vogliamo inoltre evidenziare i risultati ottenuti in questi ultimi anni nello studio delle malattie neurodegenerative e psichiatriche. Mostreremo come il progresso della scienza vada di pari passo con un avanzamento di tipo tecnologico, legato alla realizzazione di nuove tecnologie spettrometrie di massa e piattaforme di ultima generazione) che, affiancando o talvolta sostituendo le metodiche convenzionali e più semplici di analisi (Western blot e PCR), possano aiutare nel compiere più facilmente ulteriori passi avanti nel mondo della ricerca».

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I quiz a medicina e chirurgia

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 settembre 2010

Ci auguriamo che la protesta dei presidi e dei rettori delle facoltà di medicina di tutta Italia venga ascoltata dal ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini e dal governo, altrimenti L’Italia rischia di rimanere nel giro di un decennio senza camici bianchi. Sono iniziati i test per la prova nazionale di medicina e chirurgia che vede impegnati oltre 90mila candidati per soli 8.755 posti. Una situazione insostenibile che non a caso sta provocando polemiche anche tra i diretti interessati, gli studenti e le loro associazioni. Giustamente, perché gli attuali test d’ingresso sono quiz utili per portare denaro nelle casse delle scuole private, ma non hanno nulla a che fare con la scienza medica; spesso anzi, impediscono ai più meritevoli l’accesso agli studi.
E’ necessaria una programmazione seria che tenga conto del numero di studenti che raggiungono effettivamente la laurea: uno su quattro. Invece di inficiare gli studi liceali con improbabili quiz sarebbe più giusto considerare il voto di maturità e quelli conseguiti negli ultimi due o tre anni di scuole superiori nelle materie scientifiche. Come strumento di selezione si può pensare anche ad un biennio comune per le facoltà scientifiche: chi consegue una media alta può proseguire gli studi. Chi invece non fa tutti gli esami o consegue voti bassi, può optare per una laurea breve previo esame di idoneità. Il tentativo di laurearsi deve essere consentito a tutti, la selezione, che e’ cosa diversa, e’ necessaria e deve essere fatta non con il blocco, ma ispirandosi a criteri di giusta valorizzazione del merito. Il libero accesso al sapere, per chi ne ha voglia e capacità, è un diritto costituzionalmente garantito. (Antonio Palagiano) Il parere del ministro:qui

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Televendite nascoste in quiz fasulli

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 agosto 2010

Continuano imperterriti i quiz tv fasulli. Denunciati e piu’ volte condannati, senza interruzione vanno in onda e fregano soldi agli italiani (soprattutto anziani). Il tutto sempre grazie ai numeri 899, 894 e 895. Si tratta di quelle trasmissioni che invitano a telefonare per indovinare il titolo di una canzone facile facile, per poter vincere fino a dieci mila euro. Tutto finto, non si tratta di un quiz, ma di una televendita di loghi e suonerie per cellulari (ma questo il telespettatore non lo sa).
Le telefonate mandate in onda sono palesemente fasulle. Le domande solo del tipo: Chi canta Non ho l’età? Risposte: Nilla Pizzi, Claudio Villa, Branduardi, Baglioni, Goggi, Mina, e così via. Ovviamente nessuno indovina Gigliola Cinguetti. E sono tanti che compongono ripetutamente i numeri 899, 894 e 895, pagando uno o due euro ad ogni inutile telefonata, da cellulare o fisso.
Ma non erano stati disabilitate queste numerazioni a sovrapprezzo? Si’ e no.
I numeri 899 sono disabilitati in automatico da telefono fisso, ed infatti in evidenza sullo schermo è scritto: 899xxx da cellulare”. Per le telefonate da fisso, invece, viene indicato un numero iniziante per 894 o 895. Prefisso anch’esso disabilitato, con delle eccezioni. Nella delibera Agcom, che dopo anni di bollette gonfiate ha sancito il blocco, si legge che se il numero 894 (o 895) è composto complessivamente da 6 cifre (e non da 9) è non è bloccato. Ed infatti il numero che viene indicato (ben in evidenza) per partecipare da telefono fisso è sempre di 6 cifre.
Nel piano di numerazione nazionale messo a punto dall’Agcom, i numeri 894 e 895 sono destinati in teoria a servizi di chiamate di massa (gli 894) e per servizi di assistenza e consulenza tecnico-professionale (gli 895). L’uso effettivo che se ne fa è tutt’altro. Molte emittenti locali in questi giorni sono sul piede di guerra perché si ritengono discriminate rispetto a Rai e Mediaset nell’assegnazione delle frequenze del digitale terrestre e della loro posizione sul telecomando. Intanto, molte di loro, da anni, fanno soldi grazie a questi trucchetti da baraccone, che producono danni ai loro più affezionati spettatori, gli anziani. L’Agcom, che dopo anni e anni di bollette gonfiate era riuscita a porre un freno alle bollette gonfiate, si è fermata. Come se i furbi non fossero alla costante ricerca di tutti gli spiragli per continuare a fregare soldi con piccoli rischi: le esigue e -a quanto pare- insufficienti multe dell’Antitrust. La vigilanza sul corretto utilizzo dei numeri a sovrapprezzo tocca al ministero dello Sviluppo economico, i vari ministri che si sono succeduti hanno sostanzialmente ignorato il fenomeno. E oggi a vigilare, affinché gli italiani non siano truffati grazie a questi numeri, c’è il capo del Governo, ad interim. Una vigilanza teorica.

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