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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘quotazioni’

Tadoº annuncia futura quotazione per la Borsa di Francoforte

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 gennaio 2022

Tado°, il leader del mercato europeo per la gestione intelligente del clima domestico, ha annunciato oggi i piani per essere quotato pubblicamente alla Borsa di Francoforte attraverso una business combination con GFJ ESG Acquisition I SE. La quotazione permette a tado° di costruire la piattaforma di gestione e di efficienza energetica intelligente più impattante in Europa e oltre. Il 21% del consumo totale di energia in Europa è utilizzato per il riscaldamento e il raffreddamento delle abitazioni. Ecco perché decarbonizzare le case in Europa è l’unico modo per raggiungere le emissioni nette zero dell’UE entro il 2050.

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Intermonte insieme a OMER S.p.A. nella quotazione sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

OMER S.p.A., società attiva nel settore della componentistica e arredi interni per mezzi di trasporto ferroviario, si è quotata oggi sul Mercato AIM Italia, organizzato e gestito da Borsa italiana S.p.A. Intermonte – investment bank indipendente specializzata in intermediazione istituzionale, ricerca, capital markets, M&A e advisory sul mercato italiano – ha assistito OMER nell’ambito del collocamento istituzionale in qualità di Sole Global Coordinator e Specialista.Il collocamento istituzionale rivolto esclusivamente a investitori qualificati italiani ed istituzionali esteri è stato chiuso con successo con complessive n. 7.475.000 azioni. La domanda complessiva è principalmente pervenuta da primari investitori istituzionali long only, prevalentemente esteri con un’ampia diversificazione geografica. Il controvalore complessivo dell’offerta, comprensiva di greenshoe, è stato pari a €25,4 milioni di euro. Il flottante nel caso di integrale esercizio della greenshoe è pari a circa il 26% e la capitalizzazione di mercato all’IPO è pari a circa €98 milioni.Intermonte attraverso il proprio team di investment banking e di intermediazione ha contribuito al successo dell’operazione grazie alla propria capacità di aprire e mantenere un dialogo costruttivo con gli investitori, confermandosi un solido punto di riferimento nel mercato italiano delle operazioni ordinarie e straordinarie. Con l’operazione di OMER, Intermonte si conferma uno dei partner più apprezzati del mercato.

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Ammissione a quotazione delle azioni ordinarie ATON Green Storage S.p.A.

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 giugno 2021

Spilamberto (Modena). ATON Green Storage S.p.A (PMI Innovativa) (“ATON” o la “Società”) operante nel mercato dell’ingegnerizzazione e produzione di sistemi di accumulo di energia per impianti fotovoltaici comunica che, in data odierna, Borsa Italiana S.p.A. ha disposto l’ammissione a quotazione delle azioni ordinarie ATON Green Storage S.p.A. su AIM Italia, mercato organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A. Nell’ambito del collocamento sono state offerte in sottoscrizione n. 2,5 milioni di azioni ordinarie dinuova emissione. Il prezzo di offerta è stato fissato in Euro 4,0 per azione, per una raccolta complessiva di € 10 milioni. La domanda complessiva, che al prezzo di offerta ha superato di quasi 5 volte il quantitativo di azioni offerto, è pervenuta da primari investitori qualificati italiani ed esteri. Alla data di inizio delle negoziazioni la capitalizzazione di mercato ed il flottante previsti di ATON saranno, rispettivamente, pari a circa Euro 30 milioni ed al 33.33% del capitale sociale della Società.

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Autunno delicato per i titoli di stato

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2015

moneteA cura del team di Asset Allocation di MoneyFarm SIM. Ad inizio 2015, così come ad inizio 2014 e 2013, l’idea di molti investitori era che i rendimenti offerti dai titoli di stato nell’area Euro fossero così bassi da non presentare particolare interesse. Come negli anni passati, anche quest’anno questa idea è stata messa a dura prova, con nuovi minimi di rendimento visti in primavera sulla scia del quantitative easing iniziato dalla Banca Centrale Europea. Attualmente i rendimenti dei titoli tedeschi decennali sono più alti di quelli di inizio anno, dando ragione a chi era sottoinvestito, ma fino ad aprile il rally dei titoli di stato ha messo alla luce quanto forte è tuttora il ruolo della BCE come compratore e quanto tempo può volerci per fermare questo ciclo trentennale di calo dei tassi. Al di fuori dell’area Euro la situazione non è molto diversa in Giappone (anche qui il quantitative easing è in pieno corso), mentre negli Stati Uniti e in Regno Unito i rendimenti sono più alti e prezzano già una nuova fase di rialzo tassi. Il rialzo dei tassi da parte della Fed, atteso per settembre, rappresenta un momento epocale, anche se ampiamente annunciato. È infatti la fine di un’epoca pluri-decennale di tassi in calo e di politiche monetarie via via più “sperimentali” volte ad affrontare una crisi del sistema finanziario tra le maggiori degli ultimi cento anni. Il rialzo dei tassi statunitensi è prezzato dai mercati, con tassi che nei prossimi anni torneranno su livelli visti dieci anni fa. In realtà si capirà solo con il tempo la velocità e la dimensione dell’azione della Fed: dopo anni di tassi zero, i primi rialzi potranno causare conseguenze inattese nell’economia o sui mercati. La capacità dell’economia americana di sopportare condizioni monetarie più restrittive è una delle domande che più assillano policy makers e investitori. La lunga gestazione di questo primo rialzo è sintomo di quest’incertezza e di quanto queste politiche di tassi bassi alimentino una dipendenza da cui è difficile liberarsi.
Tassi più alti sono però anche una forma di tutela per la Fed in vista di periodi futuri di rallentamento economico: riuscire a portare i Fed Funds su livelli più alti permetterebbe di avere munizioni a disposizione in caso di una nuova recessione. Se si guarda infatti all’andamento dei tassi negli ultimi trent’anni, è come se ad ogni nuova crisi si fosse creato un nuovo range per il livello dei tassi via via più basso, al punto che oggi c’è chi teorizza che la nuova normalità siano tassi intorno allo zero e che la situazione sia sostenibile. I tassi zero sono stati il punto di arrivo di politiche monetarie pro-attive nel sistema economico negli ultimi decenni, causando però anche una fragilità di fondo del sistema. L’inizio di un ciclo monetario restrittivo rappresenterà per molti un test della capacità del sistema economico e finanziario di camminare con le proprie gambe.

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Si arresta la corsa dei frumenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 marzo 2011

Si arresta la corsa al rialzo dei prezzi dei prodotti cerealicoli nel mese di  febbraio 2011. Sulle principali piazze di scambio nazionali le quotazioni del frumento duro fino hanno  registrato una flessione del 2,2% rispetto al mese di gennaio. Sostanziale stabilità per le quotazioni del  frumento tenero, sia nazionale che estero, su base mensile  (rispettivamente +1,9% e +4,2%). Una decisa inversione di tendenza nella seconda parte del mese ha, infatti, quasi interamente azzerato i rialzi  messi a segno nella prima metà del mese. Tengono le quotazioni del mais (+1,1%).   Rispetto al mese di febbraio dello scorso anno i prezzi dei prodotti cerealicoli si attestano su livelli decisamente più elevati. Le quotazioni del frumento tenero panificabile (nazionale) sono più che  raddoppiate rispetto alle quotazioni di un anno fa (+108,8%), superando i valori record della prima parte  del 2008. Variazione tendenziale fortemente positiva anche per il mais secco nazionale (+70,1%) e per il  frumento tenero North-Spring (+49,7%). Quasi raddoppiate, infine, le quotazioni del frumento duro fino  rispetto al mese di febbraio 2010 (+90,5%).

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Olio d’oliva: quotazioni in rialzo

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 febbraio 2011

Il terzo trimestre del 2010 ha visto un aumento del prezzo dell’olio di oliva extravergine e di sansa, mentre le quotazioni dell’olio di oliva vergine hanno registrato una sostanziale stabilità. Le prime quotazioni di prodotto nuovo di qualità superiore (extra-vergine acidità massima 0,8%) hanno mostrato una tendenza al rialzo sin dal mese di ottobre, proseguita anche nei mesi successivi sulle principali piazze di scambio nazionali. Il trend rialzista delle quotazioni dell’olio extravergine monitorato attraverso il FINC – Fixing Indicativo Nazionale Camerale – ha portato il prezzo medio sulla soglia dei 3 €/kg nelle ultime settimane dell’anno, con l’incremento maggiore nel mese di dicembre (+5,8%). Anche per l’olio di sansa di oliva, dopo una flessione registrata nel mese di ottobre (-3,2%), le quotazioni hanno registrato una tendenza al rialzo in particolare nel mese di dicembre (+4,9%). Tali rialzi hanno portato le quotazioni dell’extra-vergine e del sansa ad attestarsi, nel mese di dicembre, su livelli più alti (rispettivamente +15,5% e +5,5%) rispetto a quelli registrati nello stesso mese della scorsa campagna. Resta negativo, invece, per l’olio vergine il confronto rispetto alla precedente campagna: -7,8% nel mese di dicembre

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Cereali: quotazioni stabili nel mese di ottobre

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 novembre 2010

Si arresta la corsa al rialzo dei prezzi dei prodotti cerealicoli quotati nei listini camerali nazionali nel mese di ottobre 2010. I prezzi di mais e frumenti, dopo aver registrato una continua tendenza al rialzo dal mese di aprile 2010, fanno registrare nel mese di ottobre una sostanziale  stabilità rispetto alle quotazioni del mese precedente. Prossime allo zero le variazioni percentuali rispetto al mese precedente per frumento duro e tenero nazionali (+0,3%) e per il mais (+0,6%). In flessione le quotazioni del frumento tenero estero (-2,1%). Rispetto al mese di ottobre 2009 i prezzi dei prodotti cerealicoli fanno registrare ancora consistenti incrementi. Le quotazioni del frumento tenero nazionale e del mais risultano più elevate rispetto allo stesso mese dello scorso anno di oltre il 50%. Più basse, ma comunque a due cifre, le variazioni tendenziali positive dei prezzi camerali del frumento duro nazionale (+17,5%) e del tenero estero

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Scommesse: Le quote per i mondiali

Posted by fidest press agency su martedì, 22 giugno 2010

I risultati incerti di alcune nazionali hanno modificato l’orientamento degli scommettitori Better. Il secondo pareggio dell’Italia ha fatto alzare la quota sul Vincente Mondiale, che per gli azzurri passa da 12,00 a 18,00, ed è stata scelta nel 12,65% delle giocate. Stesso effetto per l’Inghilterra di Fabio Capello: i due pareggi contro Stati Uniti e Algeria, hanno alzato la quota che passa da 8,50 a 10,00 e ha il 17,05% delle preferenze. Si alza la quota della Germania sconfitta dalla Serbia, da 9,00 a 11,00 con il 7,06% di preferenze. C’è da evidenziare, inoltre, le ottime prestazioni delle sudamericane: per il Brasile, dopo la seconda vittoria di fila, si abbassa la quota Vincente Mondiale da 6,50 a 5,00 con il 14,93% delle preferenze. Resta stabile la quota dell’Argentina a 4,50 ed ha il 20,14% delle preferenze. Inalterata anche la quota del Messico e del Paraguay a 40,00, scelte rispettivamente nello 0,97% e nello 0,23% delle giocate.  Le quote sono soggette a variazioni.

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Quotazioni del frumento

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 aprile 2010

Prosegue la tendenza al ribasso dei prezzi dei frumenti nel mese di marzo 2010. In particolare il prezzo del frumento duro nazionale, dopo i ribassi registrati nei mesi scorsi, ha perso ancora 1,4 punti percentuali rispetto al mese di febbraio 2010. Anche le varietà panificabili di frumento tenero nazionale hanno registrato, nel mese di marzo, una lieve flessione delle quotazioni (-0,7% rispetto al mese precedente). Stabili le quotazioni del frumento tenero di provenienza estera (North Spring) che risultano in linea con i prezzi registrati nel mese di febbraio. Lieve rialzo per le quotazioni camerali del granoturco nazionale: l’incremento rispetto al mese al mese di febbraio è pari all’1,2%. Più consistente  l’incremento del prezzo del mais rispetto allo stesso mese dell’anno precedente: pari a +13,5%. Variazione tendenziale negativa per i frumenti: a fine marzo il prezzo del frumento duro sulle principali piazze di scambio ha registrato una variazione negativa del 26,7% rispetto al medesimo periodo del 2009. Variazione tendenziale negativa anche per frumento tenero di provenienza nazionale (-3,8%) e per quello di provenienza estera (-15,7%)

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Stabile mercato mais e frumenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 gennaio 2010

Andamento dei prezzi stabile nel mese di dicembre per frumenti e mais, sulla scia della stabilità dei prezzi all’ingrosso e di un mercato calmo in prossimità della pausa per le festività di fine anno. Per quanto riguarda il frumento duro il mese di dicembre ha fatto registrare una lievissima flessione delle quotazioni rispetto al mese di novembre pari a -0,6%. Sottile incremento sia per il frumento tenero nazionale che per la varietà estera, rispettivamente +0,4 e +0,1% rispetto al mese di novembre 2009. In lieve aumento le quotazioni del granoturco nazionale, con un incremento dell’1,1% su base congiunturale. Il confronto con il livello dei prezzi dell’anno precedente mostra quotazioni in flessione rispetto al mese di dicembre 2008 per i frumenti. Il prezzo del frumento duro ha perso il 9,2% rispetto al mese di dicembre 2009. Flessione più contenuta per il tenero nazionale che, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, fa registrare un calo del 3,3%. Più consistente il calo delle quotazioni del frumento tenero estero che registrano una diminuzione del 19,2%. In aumento le quotazioni del granoturco nazionale che registrano un incremento su base tendenziale pari al 14,4%.

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La dipendenza energetica europea

Posted by fidest press agency su martedì, 1 settembre 2009

La Commissione delle comunità europee già nel 2000 con il Libro verde “verso una strategia europea di sicurezza dell’approvvigionamento energetico” si era fatta carico di questo problema. Sta a noi constatare, dopo 5 anni, quanto poco, in tal senso, sia stato fatto. Non solo. La previsione di aumento dal 50 al 70% del peso delle importazioni nel fabbisogno energetico da qui al 2030 formulate dall’Agenzia Internazionale dell’energia lo stanno a dimostrare. Nello stesso periodo si prevede che le importazioni di petrolio della sola Cina saranno equivalenti alle attuali importazioni statunitensi. Se poi vi aggiungiamo le recenti dichiarazioni del Ministro saudita del petrolio secondo il quale le quotazioni del greggio non andranno al di sotto dei 40-50 dollari a barile le difficoltà europee si renderanno sempre maggiori nel settore dell’energia. Noi stiamo scontando una mancata politica comune dell’energia e ciò ci espone ad un ulteriore rischio di competitività in uno scenario internazionale che vede il Nord America saldamente leader dello sviluppo della tecnologia e l’Asia molto competitiva dal lato del fattore lavoro. Se poi facciamo, nello specifico, i conti in casa nostra ci rendiamo conto d’essere il Paese in Europa che ha la più bassa intensità energetica. Per questo motivo l’industria italiana ha spazi di manovra molto limitati per ottenere ulteriori risparmi. Pensiamo al protocollo di Kyoto. Ogni ulteriore riduzione del gas serra il suo costo è molto più costoso rispetto ad altri paesi europei che pur avevano un gap tecnologico nella produzione di energia e che sembrano oggi avere impegni più severi ma che in realtà perseguono con minori sforzi lo stesso obiettivo per cui l’Italia si è impegnata. Tale onere amplifica la vulnerabilità di un Paese come il nostro che dipende nella quasi totalità dalle importazioni di energia e che detiene fra i Paesi europei il più alto tasso di dipendenza dal petrolio. Questo aspetto ci impone la necessità di ricercare soluzioni nel breve periodo, sull’esempio dell’esperienza dei nostri partners europei che oggi perseguono singolarmente la soddisfazione delle esigenze dei propri cittadini attraverso politiche energetiche nazionali che suppliscono alla mancanza di una politica energetica europea. L’Italia manca un ritardo su questo fronte e la situazione attuale ve3de aziende e utenti accomunati dalla insoddisfazione per l’attuale stato delle cose.

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