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Giornata Mondiale per la lotta alla Rabbia

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 settembre 2018

Oggi 28 settembre Giornata mondiale per la lotta alla Rabbia. Ogni anno nel mondo muoiono di rabbia quasi 60 mila persone, 100 bambini al giorno – 1 ogni venti minuti – e nella quasi totalità dei casi la malattia, che porta alla morte certa alla comparsa dei sintomi, è trasmessa da morsi di cani rabbiosi. Per perseguire l’obiettivo di eradicare la rabbia a livello globale, e ottenere zero morti umane da rabbia entro il 2030 (Progetto “Zero by Thirty” dettato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità), MSD Animal Health, leader mondiale nella salute degli animali, da anni è impegnata nella lotta alla rabbia attraverso la donazione di dosi di vaccino antirabbico. I principali partner di questo progetto sono due primarie realtà che combattono la rabbia nelle aree del mondo a maggior rischio, principalmente Africa e Asia: Afya Serengeti Project (“Salviamo il Serengeti”, in lingua swahili), che lavora per eradicare la rabbia nel Parco Nazionale del Serengeti in Tanzania, e Mission Rabies, che ha lanciato un programma di vaccinazione degli animali in paesi quali India, Malawi, Uganda, Sri Lanka, Thailandia e Tanzania. Inoltre, MSD Animal Health sostiene i partner nell’implementazione di un programma di educazione dei bambini, le principali vittime della rabbia (il 40% delle morti si verifica nei bambini di età inferiore ai 15 anni). L’obiettivo è di informare i più piccoli su come evitare di essere morsi dai cani rabbiosi, e come agire in caso di attacco, perché questo può significare la differenza tra la vita e la morte in luoghi in cui l’accesso al vaccino post-esposizione è limitato.
I risultati sono estremamente incoraggianti: sono state donate 2.5 milioni di dosi di vaccino antirabbico, più di due milioni di bambini hanno ricevuto una formazione su come prevenire la rabbia, e grazie alle 50.000 vaccinazioni annue effettuate dai volontari del progetto Afya Serengeti e Mission Rabies, di cui MSD Animal Health è partner dal 1997, ogni anno vengono evitati 600 casi di rabbia canina e i focolai di rabbia sono pari a zero nelle località in cui la percentuale di cani vaccinati è del 70%. “Purtroppo – sottolinea Davide De Lorenzi, Medico Veterinario italiano, da molti anni volontario di Mission Rabies – non esiste un modo precoce per accorgersi se un animale ha la rabbia: i sintomi iniziali sono essenzialmente neurologici e portano solo a lievi cambiamenti caratteriali e comportamentali. La sintomatologia più grave ed evidente si ha solo negli ultimi giorni di malattia quando ormai è troppo tardi. Il morso di un cane rabbioso sull’uomo porta alla trasmissione della malattia e alla morte, se non vengono messi in atto specifici interventi di profilassi. Il dramma è che il 70% delle persone colpite da rabbia ha meno di 16 anni: sono bambini e ragazzi che banalmente sono abituati a giocare con i cani e che non conoscono i potenziali rischi di un morso o di un graffioLe cure mediche sono spesso troppo costose se paragonate a uno stipendio medio di molte aree rurali dei paesi dove opera la nostra ONG.”.

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“La xenofobia? Nasce dalla rabbia della provincia”

Posted by fidest press agency su sabato, 23 giugno 2018

L’autore di “CasaperCasa” ci spiega il legame tra il successo della Lega e lo smarrimento delle città della Pianura Padana. L’Italia di provincia non è più quella dei ritmi lenti vissuti all’insegna del “bon vivre”. È un’Italia che da tempo cova rabbia e frustrazione, sentimenti che la Lega ha saputo intercettare e tradurre in proposta politica. È di questa Italia che parla CasaperCasa, il romanzo – ma sarebbe meglio definirlo docu-fiction – ambientato da Abruzzese a Ferrara, emblema e simbolo di quel Bel Paese che non c’è più. Abbiamo chiesto ad Abruzzese (anch’egli in un certo qual senso migrante, campano che vive in Emilia per ragioni di lavoro) un commento sulla situazione attuale: Sono arrivati prima gli inni alla morte dei negri, i festeggiamenti alla notizia di suicidi, e poi è arrivato il ministro apertamente xenofobo, dai modi fascisti, come Matteo Salvini. CasaperCasa è la fotografia di tutto questo, dei rigurgiti che diventano sguaiati proclami di odio, di una politica mai affrancata dalle tentazioni di strumentalizzare e cavalcare il malessere. Ferrara non è solo il suo incanto rinascimentale, ci sono i fatti di Gorino e l’aperto razzismo della lega alle elezioni è stato premiato da una marea di voti.
Ferrara, proprio come l’Italia che Salvini strumentalizza, fa fatica a trovare un nuovo senso, e risponde al suo smarrimento traducendo la paura e la frustrazione in razzismo e odio.
CasaperCasa registra la perdita di senso delle nostre città. E anche quando si rifugia nella pianura circostante, dal Delta al cratere emiliano, in questi spazi di libertà finisce per incontrare dei luoghi dimenticati, che vivono un altro tipo di isolamento e sentono di non contare nulla».Scorrendo l’indice di Casapercasa si entra in un microcosmo dove ogni cosa – luoghi, legami, discorsi – è in bilico, fuori posto o fuori fuoco, come dopo un’esplosione. Nello spazio allargato della città ideale – una Ferrara che con la sua pianura circostante sembra contenere tutta l’Italia, tutta l’Europa – si accumulano i segni di una crisi radicale. Casapercasa è il tentativo di metterli in sequenza, di ricostruire un ordine narrativo, un filo, per interpretarli e farci i conti. Abruzzese costruisce così un reportage involontario, ironico e disarmante, di una ricerca di senso condotta con tenacia e leggerezza. Tra le pagine di taccuino del protagonista, un insegnante in anno sabbatico dopo un matrimonio fallito, ci imbattiamo in personaggi sradicati o sorprendenti, come Gisella e suo padre Athos, Tenora ma soprattutto Giorgio “Aggiustatutto”, il compagno di viaggio e amico ucraino con cui il protagonista cartografa città e pianura e impara a leggere la crisi. E, forse, a uscirne.

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Oggi in piazza la rabbia dei lavoratori pubblici

Posted by fidest press agency su sabato, 24 febbraio 2018

Roma. Il fermento che si vive tra i lavoratori del settore educativo complessivamente inteso oggi si è trasferito nelle piazze. Partecipato presidio al MIUR che, nonostante la pioggia, ha visto la presenza di moltissimi lavoratori della Scuola e dei servizi educativi dell’infanzia, per protestare contro il pessimo rinnovo contrattuale, contro la legge Iori e la legge 0-6, per la stabilizzazione di tutti i precari. Dopo una serie di interventi i manifestanti si sono mossi in corteo verso il Pantheon, nel quale sono confluiti, all’altezza di Ponte Garibaldi anche i lavoratori della Sanità in sciopero, che erano in presidio davanti al Ministero della Salute.
Una protesta generalizzata quella di oggi che non ha caso ha unificato le vertenze dei lavoratori pubblici di diversi settori. Nel settore educativo, complessivamente inteso, ad una massiccia precarietà e a condizioni di lavoro sempre più difficili a causa dei tagli al settore, si è aggiunto un contratto che umilia i lavoratori della Scuola e realizza un profondo arretramento sul piano dei diritti in cambio di una mancetta. Non molto diversa la situazione dei lavoratori della Sanità che scendono ogni giorno in trincea per cercare di garantire ai cittadini il diritto alla Salute nonostante ormai i finanziamenti alla sanità siano ridotti all’osso. Anche per la Sanità il CCNL in discussione all’ARAN promette solo peggioramenti sia per quanto riguarda i diritti che le condizioni di lavoro che si traducono in un peggioramento dei servizi per i cittadini.I rinnovi contrattuali hanno rappresentato la scintilla che ha fatto scattare la rabbia dei lavoratori pubblici, costantemente sotto attacco normativo. Una vera provocazione alla quale USB non ha esitato a rispondere con lo sciopero di oggi, che va considerato una tappa di un più generale percorso di lotta che coinvolge tutto il pubblico impiego. (Unione Sindacale di Base Pubblico Impiego)

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Sindacato labor: La rabbia della gente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2015

Per strutture come le nostre – dichiara il Sindacato Labor –, in alcun modo colluse con il potere ed estremamente vicine ai bisogni della popolazione, è facile rendersi conto di quanto sta accadendo in questi mesi tra le strade delle città italiane: la rabbia verso un governo giudicato illegittimo e appiattito sugli interessi dei potenti, sta crescendo a dismisura. La verità – continua l’organizzazione – è che l’esecutivo non sta facendo nulla per dare un segnale diverso rispetto a queste convinzioni, e anzi, il contenuto dell’ultima Legge di Stabilità non fa che confermare queste tesi. Temi come il lavoro, la precarietà, i giovani, il Sud e la ricerca, sono rilegati a delle piccole slide che non ottengono altro risultato se non quello di offendere l’intelligenza degli italiani. E tutto questo senza contare la gravità degli attacchi ai diritti delle persone e all’ulteriore decadimento morale di un Paese già duramente provato dalle legislature precedenti.
E’ di fondamentale importanza – conclude il Sindacato Labor – che l’esecutivo comprenda la gravità del rischio che viene dall’incapacità di garantire la tenuta sociale, nonché quindi l’urgenza di attuare delle misure che aiutino, non le facoltose aziende e persone del Paese, ma chi sta male e oggi si sente privato di tutto, anche della dignità.

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Rabbia e dolore: come gestirli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2015

edi sallvdoriViviamo in un’epoca che ha fatto della felicità e del rifiuto del dolore il suo mantra. Eppure stiamo sempre peggio. Un indicatore sono i dati di vendita di ansiolitici e antidepressivi la cui vendita è triplicata in dieci anni solo negli Stati Uniti e che in Italia rappresentano il 12% della spesa farmaceutica pari a 25,5 miliardi di euro l’anno. Da ogni parte subiamo pressioni ad essere felici, ci sentiamo obbligati a fingere ma questo provoca un ulteriore disagio, uno scollamento tra ciò che ‘sentiamo’ e ciò che mostriamo agli altri. E allora tendiamo a rimuovere, un atteggiamento che non fa bene. Ce lo spiega la dottoressa Edi Salvadori, Psicopedagogista e Counselor Relazionale EAC: “le emozioni rimosse, accantonate e irrisolte non spariscono ma si ripresentano sotto altre forme, come sintomi e disagi fisici. Rabbia e dolore sono emozioni primarie spiacevoli, certo, ma che possono essere utilizzate in modo costruttivo. Innanzitutto dobbiamo imparare a riconoscere il contesto in cui emergono e la loro durata. Se sono arrabbiato perché ho subito una ingiustizia o triste perché è finita una relazione ho una reazione normale e le emozioni tenderanno ad affievolirsi nei giorni o nelle settimane successive. Questo perché siamo programmati per tendere ad uno stato di equilibrio. Quando accade qualcosa lo elaboriamo e se non possiamo cambiarlo, tendiamo ad ‘adattarci’. Uno studio interessante ha esaminato lo stato d’animo di un campione di soggetti che avevano vinto alla lotteria: intervistati a due settimane dall’evento si erano dichiarati molto più felici di prima, ma a un anno lo stato d’animo era sovrapponibile al periodo precedente la vincita. Il nuovo status economico aveva influito sull’umore solo nelle prime settimane. Questo significa che gli eventi possono modificare il nostro umore ma che in breve si torna alla normalità. Se però rabbia e dolore diventano costanti e perdurano modificando in peggio la nostra vita e le nostre relazioni allora siamo in presenza di un disturbo”. Per evitare che le emozioni diventino pervasive dobbiamo imparare ad affrontarle e guardarle in faccia, contrastando la tentazione di nasconderle sotto al tappeto come la polvere. “Prendiamo un foglio di carta e una penna e rispondiamo a queste domande:Per cosa stiamo soffrendo davvero?Che cosa ci fa veramente arrabbiare? Cosa ci farebbe stare meglio?
Cosa mi ha insegnato questa vicenda? A queste domande dobbiamo dare risposte brevi e chiare. Poi chiudiamo il foglio in un cassetto e lo riprendiamo dopo qualche giorno, rileggiamo e ci chiediamo: mi sento meglio? Perché? In questo modo decidiamo di dedicare uno spazio mentale alle emozioni e creiamo un rapporto di dialogo con noi stessi e con le parti sgradite della nostra esistenza ma limitiamo l’esposizione al momento che decidiamo noi, manteniamo il controllo, non siamo in balia. In questo modo non subiamo l’esposizione cronica e tossica alle emozioni con segno meno” continua Salvadori.“Quello che facciamo è passare attraverso il dolore, ci connettiamo con le nostre parti vulnerabili e non ‘subiamo’ il dolore ma lo accogliamo, perché anche questi sentimenti sono utili nel nostro percorso purché rimangano limitati nel tempo. Questo approccio fa parte del ‘counseling’ una relazione di aiuto in cui l’esperto aiuta la persona a scoprire le sue risorse e trovare una soluzione nei momenti di difficoltà. Il counselor non dà risposte, ma aiuta la persona a trovare le proprie”.
Prima di entrare nel merito di come il nostro corpo può esprimere il disagio emotivo, attraverso il disagio fisico, è importante fare una distinzione in merito a quattro forme di rabbia: la rabbia primaria adattiva repressa: nasce da una situazione reale di violazione, ma viene repressa usando diverse strategie, dal crollo emozionale, accompagnato da lacrime e senso di impotenza, alla minimizzazione, dalla razionalizzazione al lamento.
• la rabbia primaria disadattiva: quando non svolge più il compito di proteggerci da un’ intrusione, ma si evidenzia come prima risposta ad una situazione che ci ricorda una situazione pregressa in cui avevamo vissuto la stessa emozione
• la rabbia secondaria: l’espressione della rabbia segue una emozione diversa, e serve come scarico o copertura di tale emozione. Per esempio il padre che si arrabbia vedendo il figlio attraversare di corsa la strada è prima passato attraverso la paura di vederlo investito.
• la rabbia strumentale: esprimere rabbia è un mezzo efficace per controllare gli altri e indurre l’ambiente a piegarsi ai propri voleri. Il problema è che gli altri reagiranno di solito con amarezza, risentimento e distacco.
Se ci soffermiamo a riflettere sullo scompenso energetico, che si viene a creare nel corpo e, nello specifico, a livello del terzo centro energetico ( si trova tre dita sopra l’ombelico) in conseguenza di una di queste forme di rabbia, i sintomi più comuni possono essere il dolore alla nuca, fragilità e strappi muscolari, difficoltà digestive o bruciore agli occhi. Se vogliamo tentare un approccio olistico, possiamo provare ad alleviare rabbia e sintomi con rimedi usati sin dall’antichità (vedere seguito).
Per quanto riguarda la tristezza questa è correlata sia al secondo (si trova tre dita sotto l’ombelico), che al quarto centro energetico ( in mezzo al petto) e, anche in questo caso, gli incontri di Counseling possono essere di auto, per il superamento di uno stato emotivo, che può favorire l’indebolimento del sistema immunitario, rendendoci più sensibili alle aggressioni di virus e batteri e, quindi, di tutti i disturbi stagionali, come tosse, mal di gola, malattie da raffreddamento, ma anche herpes labiale, insonnia. Disturbi che non solo
diventano più frequenti ma che faticano a guarire.
Dobbiamo imparare a riconoscere le emozioni e ricondurle all’esistenza ad esempio di disagi relazionali, eludere il problema non è la soluzione perché il nostro corpo è intelligente e porta alla nostra attenzione ciò che non ci fa stare bene sotto forma di disagio fisico.

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La manovra e gli italiani

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2011

Michel de Montaigne wrote of his condition tha...

Image via Wikipedia

Dal 2008 ad oggi esiste un’Italia a due visioni della sua realtà. La prima ci fu ammannita dal governo Berlusconi in cui si diceva che tutto procedeva per il meglio e ribadita ancora pochi giorni fa dallo stesso personaggio, diventato ex nel frattempo, che ci informava, bontà sua, che l’Italia è un paese di benestanti e si sa che tale genere di posizione sociale non fa correre il rischio di fallire. In tempi più recenti un altro signore, assurto agli onori di presidente del consiglio, ci informa che la situazione è gravissima e che ci troviamo, addirittura, con un piede penzoloni su un baratro. Questo pericoloso gioco di equilibrismo ci impone di non adeguare le pensioni al costo della vita, di aumentare le tasse e le imposte e lasciare tranquilli i “benestanti di Berlusconi”. Davanti a tutto questo spettacolo tragico-comico gli italiani sembrano poco recettivi per non dire quasi imbambolati dietro questo rincorrersi di pericoli e di blandizie. E’ un atteggiamento che mi ricorda un racconto di Michel De Montaigne in cui cita il comportamento del re d’Egitto Psammerico “che sconfitto e catturato da Gambise, re di Persia, vedendosi passare d’avanti la figlia prigioniera che, vestita da serva, era stata mandata ad attinger acqua, mentre tutti i suoi amici intorno a lui piangevano e si lamentavano, rimase muto, senza far parola, gli occhi fissi a terra; e vedendo anche subito dopo, che suo figlio era condotto a morte, mantenne lo stesso contegno; ma avendo scorto uno dei suoi che veniva condotto fra i prigionieri, cominciò a darsi pugni in testa e a dare segni di uno straordinario dolore.” La spiegazione ce la dà lo stesso Montaigne asserendo che “non è quando la fiamma dell’acceso è più viva e cocente che siamo in grado di dispiegare i nostri gemiti”, ma siamo più portati a portarci il magone di là del fatto grave per poi esplodere per quello minore e in tale circostanza dando sfogo pieno a tutta la repressa rabbia. E’ questo che vuole Monti? A farci caricare di rabbia? O nella inconsapevolezza della natura umana ci prova e ci riprova convinto che se gli va bene una volta tanto vale continuare? Di certo questa manovra nel voler pretendere la salvezza non è certo un assicurante segnale. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Calamità: la rabbia dei geologi

Posted by fidest press agency su domenica, 6 novembre 2011

Characteristic Coastal Stretch of Cinque Terre.

Image via Wikipedia

“Evento imprevedibile? Pioggia eccezionale? Se un evento si ripete in Liguria ormai regolarmente da tre anni ed addirittura due volte in dieci giorni vuol dire che dobbiamo prenderne atto e imparare a conviverci. Ormai queste ”bombe” d’acqua possono colpire ogni parte del territorio ligure e, purtroppo , il risultato sarebbe lo stesso” . Non trattiene la rabbia, Giuliano Antonielli, geologo ligure, Consigliere Nazionale dei Geologi , lui che sin da quando era Presidente dei Geologi liguri si sgola da anni con tutti gli altri suoi colleghi , Gian Vito Graziano in testa, per ribadire costantemente e senza mai stancarsi che prevenzione , attenzione al territorio ed informazione sono le vere “vie di fuga”. “Ancora una volta siamo qui a ripetere che bisogna cambiare l’approccio con questo territorio fragile e che non è più rimandabile una seria politica ambientale . Manca anche una giusta informazione verso la popolazione. Nei cittadini manca la consapevolezza del rischio – ha proseguito Antonielli – e non e’ accettabile che in una grande città come Genova dove da giorni si sapeva di un allerta 2 si muoia per un alluvione. La corretta gestione dell’ambiente e la sicurezza della popolazione passa soprattutto attraverso una nuova cultura del territorio già invocata più volte in passato e che non ci stancheremo mai di invocare”.

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Rogo bambini Rom: rabbia e dolore

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 febbraio 2011

“La rabbia ed il dolore di queste ore non devono portarci alla rassegnazione. La tragedia di ieri sera, l’ennesima con protagonisti dei bambini, ci ricorda quanto ancora ci sia da fare per la sicurezza dei minori nelle nostre città, non importa siano essi rom oppure no”.Queste le parole di Vincenzo Spadafora, Presidente dell’UNICEF Italia.”Tutti dobbiamo impegnarci di più per impedire che si verifichino ancora incidenti come questo – ha continuato Spadafora – siamo tutti responsabili, le istituzioni, le famiglie e le organizzazioni che hanno a cuore i diritti e la sicurezza dei bambini. Se continueremo a considerare una questione come questa un’emergenza, non la risolveremo mai. La vulnerabilità dei bambini oggi è sempre più evidente giorno dopo giorno, non si può pensare di abbandonarli a loro stessi ricordandoci di loro solo dopo tragedie come questa. Le quattro morti di ieri sera ce lo ricordano per l’ennesima volta.  L’impegno dell’UNICEF è garantire i diritti di tutti i bambini, partendo da quelli più poveri e discriminati”.

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“Eros e Priapo”

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 gennaio 2011

Roma dal 25 gennaio al 6 febbraio  Via Natale Del Grande 21 (Trastevere) Atelier  Meta- Teatro con Carlo  Emilio  Gadda e Valentina  Martino  Ghiglia alle  percussioni Andrea Nicole’  Elementi  scenici   Anna  Aglietto  Musica Benedetto  Ghiglia Regia  Adriana  Martino
Carlo  Emilio  Gadda  cominciò  a  lavorare  a  “Eros  e  Priapo”   subito  dopo  la  liberazione  di  Firenze,  negli  anni  1945/’46,  mentre  contemporaneamente  si  dedicava  anche  alla  stesura  del  “Pasticciaccio  brutto  di  via  Merulana” .  Voleva  sfogare  la  rabbia  accumulata  per  i  vent’anni  del  fascismo  (che  al  suo  sorgere  aveva  salutato  con  qualche  simpatia),  per  gli  anni  della  guerra,  della  fame  e  dei  bombardamenti  patiti  a  Firenze.  Sospese  poi  il  lavoro  per  altri  impegni,  per  ricominciare  nel  ’55.  La  prima  edizione  di  Garzanti  è  del  1967.
Eros  è  il  dio  dell’ amore,  simbolo  di  amicizia  e  dunque  di  armonia,  Priapo  è  il  simbolo  dell’istinto  sessuale  e  della  forza  generatrice  maschile.  Quando  queste  due  deità  si  contrappongono  generano  mostri. Gadda  parte  dal  centro  di  un  nucleo  reale  che  è  il  fascismo,  da  lì  si  muove  e  inventa,  interpreta,  si  insinua,  scava,  amplia  e  deforma  nelle  direzioni  più  varie,  in  vorticoso  ribollire  e  gorgogliare  di  parole  e  immagini,  sino  a  modificare  dall’interno  la  sostanza  stessa  e  la  forma  della  realtà  che  vede.  La  polemica  è  devastante,  furiosa,  a  volte  quasi  incontrollata.  Pensando  al  Duce  e  alle  sue  qualità  amatorie   (Gadda  aveva  in  odio  i  grandi  amatori),   alla  “banda”  dei  gerarchi  fascisti  e  soprattutto  alle  donne  fasciste  in  particolare   (e  qui  viene  fuori  una  sua  misoginia)    la  dilatazione  della  sua  furia  non conosce  limiti,  ritorcendo  contro  le  donne  un  loro  legame  sessuale  e  priapesco  con  Mussolini.  Dal martedì al sabato ore 21.00 – domenica ore 18.00   costo biglietti euro 12,00 intero – euro 8,00 ridotto – tessera euro 4,00

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Il rischio rabbia non è finito

Posted by fidest press agency su sabato, 30 ottobre 2010

Siamo senza nuovi casi accertati da poco più di un mese e mezzo, ma non possiamo dirci fuori dall’emergenza rabbia. Questo il messaggio che il SIVELP vuole indirizzare a tutti i possessori di animali. La normativa vigente impone infatti l’obbligo di vaccinare e mantenere la copertura con i prescritti richiami, generalmente a 11 mesi dalla prima inoculazione. I confini dell’area, a suo tempo individuata come area a rischio, non sono stati modificati. Il Sindacato dei Liberi Professionisti ricorda che la profilassi è obbligatoria per i cani e consigliata anche per i gatti, in particolar modo nelle aree dove la patologia ha fatto registrare il maggior numero di decessi. La rabbia infatti, pur diffondendosi per contatto diretto e quindi con una rapidità assai minore rispetto ad altre malattie (quali ad esempio l’influenza), costituisce un rischio potenziale per i cittadini, essendo trasmissibile all’uomo e, purtroppo, invariabilmente mortale se non trattata immediatamente dopo il contagio (55.000 decessi all’anno nel mondo).

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La morale del ministro

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 settembre 2010

Lettera al direttore. La notizia tragica della morte dei tre operai a Capua, ha fatto sì che si ricordasse con tristezza e rabbia l’infelice dichiarazione del ministro Tremonti: “La legge sulla sicurezza sul lavoro è un lusso che non possiamo permetterci”. Ma che cos’è che deve sorprenderci?  Il fatto che il ministro abbia fatto una considerazione immorale, oppure che, come capita ogni tanto a diversi uomini politici, non si sia controllato come il solito, non abbia pensato a ben dissimulare la propria morale, la propria visione del mondo, il proprio modo di considerare il prossimo? (Elisa Merlo)

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Roma: la rabbia degli aquilani

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 luglio 2010

La capitale si è trovata improvvisamente teatro di forti scontri tra le forze di polizia e la rabbia degli aquilani contro la “politica degli annunci” del governo che ha lasciato intravedere agli occhi dell’opinione pubblica una ricostruzione e un ritorno alla normalità delle zone terremotate che alla prova dei fatti sono risultati ben lontani da tale prospettiva. Le tensioni non si sono attenuate nemmeno alla promessa  del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, d’intesa con il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che il recupero dei tributi e dei contributi non versati per effetto della sospensione disposta a causa del terremoto dell’aprile 2009, sarà effettuata in 120 rate mensili a decorrere dal gennaio 2011. A tal fine, il governo -riferisce una nota di palazzo Chigi- presenterà in aula al Senato un apposito emendamento al decreto legge sulla manovra, per ripartire il pagamento su 10 anni anziché su 5, come attualmente dispone la norma approvata in commissione. Intanto due giovani sono rimasti feriti negli scontri scoppiati in pieno centro nella Capitale con le forze dell’ordine. La polizia ha bloccato il corteo che da Piazza Venezia si stava dirigendo verso la Camera per continuare lì la sua protesta.
Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che è stato ricevuto a Palazzo Madama da Renato Schifani, è rimasto coinvolto nei tafferugli. E ai cronisti ha dichiarato: ”E’ stato allucinante vedere gente tranquilla e pacifica coinvolta negli scontri di oggi con le forze dell’ordine”.  La rabbia dei cittadini si è scaricata non solo contro il governo, ma anche contro i rappresentanti delle opposizioni. Rivolgendosi a Pier Luigi Bersani. Gli hanno gridato: “Svegliati! Dove siete voi del Pd?” ed ancora “venite solo a fare le passerelle”, ”Gli aquilani meritano rispetto”. Alla manifestazione hanno partecipato non meno di ottomila persone che sono giunte a Roma bordo di 43 pullman e moltissime auto. A fronteggiarli vi erano 500 poliziotti.. La verità è stato detto a più riprese è che l’Aquila non è mai stata ricostruita. E’ stata solo una grossa montatura mediatica del Governo.

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Allorché si dice che la giustizia non funziona

Posted by fidest press agency su sabato, 24 aprile 2010

L’Aduc ci informa su un caso davvero emblematico di amministrazione della giustizia che riportiamo integralmente: “Ad agosto 2008 avevamo presentato un esposto alla procura della Repubblica di Firenze (dove ha sede nazionale la nostra associazione) chiedendo al magistrato se in cio’ che presentavamo c’erano o meno gli estremi di un reato: si trattava di aziende che promettevano sconti tramite una tessera gratuita e invece obbligavano a spendere duemila euro. Si trattava di aziende essenzialmente basate in Veneto, ma la pratica truffaldina continua anche ora e si  e’ ramificata in varie parti d’Italia . Dopo alcuni mesi, informandoci presso la Procura della Repubblica di Firenze ci fu comunicato che, per competenza territoriale, l’esposto era stato inviato ai loro colleghi di Venezia. Abbiamo aspettato per diversi mesi senza sapere nulla e fiduciosi del fatto che nell’esposto avevamo chiesto di informarci se il tutto era stato archiviato (prassi che abitualmente viene seguita). Passato tutto il 2009, all’inizio di quest’anno ci siamo messi in contatto con la Procura di Venezia per sapere qualcosa. Abbiamo trovato un muro: le informazioni si danno solo per via ufficiale -ci viene detto-, quindi se le volete deve venire di persona chi ha depositato l’esposto oppure un suo delegato con firma autenticata. Un delegato ufficiale del presidente dell’Aduc (che aveva firmato l’esposto) e’ andato appositamente a Venezia ed ha ritirato cio’ che avevamo chiesto che, in termini burocratici, si chiama “certificazione delle iscrizioni”. Un documento totalmente incomprensibile nel linguaggio e nelle sigle utilizzate, sul quale i nostri avvocati si sono dedicati nelle diverse interpretazioni, ma tutte insoddisfacenti. Abbiamo fatto un tentativo in extremis telefonando alla cancelleria della Procura di Venezia, chiedendo se per favore ci aiutavano nella lettura di quel documento e… abbiamo avuto fortuna: un cancelliere ‘pietoso’ ci ha detto che significava che l’esposto era stato archiviato l’11 febbraio 2009. Alla nostra domanda sul perchè non ce ne avevano dato comunicazione, la risposta e’ stata -ovviamente- “non lo so”. Se pensiamo a cosa abbiamo dovuto ricorrere per avere una risposta che poteva benissimo esserci fornita fin dalla prima richiesta telefonica, senza dover andare di persona a Venezia, etc… ci viene lo sconforto: giustizia oscura, inutilmente burocratica e, sostanzialmente, nemica del cittadino. Se poi pensiamo anche al contenuto dell’esposto e a tutte le vittime di questi truffatori delle tessere sconto che continuano ad imperversare, ci prende anche la rabbia”.

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Laramie Project

Posted by fidest press agency su martedì, 20 aprile 2010

Roma 27 aprile alle ore 21,00 Teatro Ghione Via delle Fornaci 37  di MoisèS Kaufman regia Enrico Maria La Manna Torna in scena “Laramie Project”, il celebre lavoro di Moisés Kaufman e dei membri del Tectonic Theater Poject sulle reazioni della popolazione di Laramie all’assassinio del ventunenne Matthew Shepard, li avvenuto nel 1998, nella versione italiana di Enrico Maria La Manna che ha riscosso commozione, rabbia e applausi. Otto attori in scena e una guest star ogni sera diversa per raccontare in prima nazionale la tragica vicenda: Shepard, venne derubato, torturato e abbandonato, morendo dopo cinque giorni dalla brutale aggressione. Il suo caso è diventato un simbolo contro l’intolleranza e le discriminazioni nel mondo. Matthew fu vittima dei pregiudizi sul proprio orientamento sessuale e i suoi due assassini stanno scontando l’ergastolo che la famiglia Shepard ha ottenuto, scongiurando loro la pena di morte con una toccante dichiarazione (che é recitata dalla guest star ospite) rivolta alla Corte. L’omicidio è diventato la parabola della brutalità contro il diverso, nel determinismo di una cittadina dai valori conservatori ed eteromaschilisti.  Varie le manifestazioni nel mondo per sensibilizzare sul tema della violenza, sui crimini legati all’odio; a sottolineare l’aumento di questi inquietanti fenomeni, ricordiamo il rapporto 2007 della Human Rights First (una ong – organizzazione non governativa – che si occupa della difesa dei diritti umani): ‘I pregiudizi basati sulla razza, l’etnia e l’origine continuano ad essere le principali forze dietro l’odio e l’intolleranza’.

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Pupazzi con rabbia e sentimento

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

Pontedera (Pi) 16 aprile 2010 ore 11.00 Museo Piaggio “Giovanni Alberto Agnelli” Viale Rinaldo Piaggio, 7  La vita e l’arte di Dario Fo e Franca Rame  che si terrà alla presenza di Dario Fo e Franca Rame. Saranno presenti: Avv. Simone Millozzi, Sindaco del Comune di Pontedera  Prof. Tommaso Fanfani, Presidente della Fondazione Piaggio Un rappresentante della Regione Toscana Andrea Pieroni, Presidente della Provincia Stefano Tognarelli, Assessore alla Cultura del Comune di Pontedera Marco Abbondanza, Presidente del Festival Sete Sóis Sete Luas. Lo spettacolo di Dario Fo “Dipingere è come recitare”, ideato per la speciale occasione della mostra, avrà luogo presso il Teatro Era di Pontedera venerdì 16 aprile alle ore 21.15

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Editoria: Aleksandr Sokurov

Posted by fidest press agency su sabato, 19 dicembre 2009

Nel centro dell’oceano. Traduzione di Aliona Shumakova. In anteprima mondiale il primo libro del più grande regista russo vivente. La guerra inizia dove finisce la ragione Una donna anziana, una nonna: Alexandra. Le è stata concessa l’autorizzazione per andare a visitare il nipote, che serve nell’esercito russo stanziato in Cecenia, il luogo delle mille contraddizioni, forse l’inferno in terra. Soldati russi e popolo ceceno sono creature corazzate di solitudine, pronte per diverse e opposte ragioni alla guerra. Uomo contro uomo, in un corpo a corpo che non sembra avere più requie, né senso. Ma Alexandra quel senso lo intende trovare, e recandosi nei villaggi presi di mira dal fuoco e dalla rabbia dei contendenti, cerca di stabilire l’arduo dialogo della solidarietà, in nome del bisogno di dire no a quelle violenze, a ogni violenza possibile e ai regimi che con le loro retoriche la chiamano a gran voce.  Il più grande regista russo vivente ci offre con questo suo primo libro, cui si accompagnano tre inedite elegie di viaggio, un solitario e indimenticabile canto della libertà, per riaffermare il sogno di una ragione e di un sentimento liberati da qualunque volontà di dominio. Collana Narratori Stranieri, Pagine 210, Prezzo €17,00
Aleksandr Sokurov si laurea in Storia e Filosofia nel 1974 a Gorky, mentre nel 1979 porta a compimento gli studi di cinema presso l’Istituto di Cinematografia di Mosca. Il suo primo film The lonely voice of man (1978) vince il ‘Pardo di Bronzo’ al Festival di Locarno. Tra il 1980 e il 1987 cura la regia di 2 lungometraggi, numerosi corti e 6 documentari, nessuno dei quali ottiene l’autorizzazione della censura sovietica. I suoi lavori, però, vengono premiati nei Festival di tutto il mondo. Nel 2000 ha presentato alla Mostra di Venezia Dolce, l’anno successivo Elegia di un viaggio, mentre nel 2002 è stato a Cannes con Arca russa, lunghissimo piano-sequenza che segue un cineasta, invisibile agli altri personaggi, all’interno dell’Ermitage di San Pietroburgo. Fra i suoi ultimi lavori, Alexandra (2007) in concorso al 60mo Festival di Cannes. (nel centro dell’oceano)

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Alluvione a Messina. Non abbiamo parole

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 ottobre 2009

Editoriale fidest. Di proposito non ci siamo associati ai “ragazzi del coro” nel riportare le dichiarazioni che a tutti i livelli i rappresentanti delle istituzioni hanno rilasciato ai media e dove hanno fatto sfoggio di una retorica di cui sono stati da sempre maestri. In queste ore di dolore, di rabbia per una tragedia che, se non si poteva evitare, di certo si poteva contenere se invece di giocare alla politica i nostri amministratori avessero dato la precedenza alle opere di contenimento e concesso qualche licenza di costruzione in meno. Persino, da ciò che apprendiamo dalla lettura dei lanci di agenzia, il sottosegretario Bertolaso dichiara che è molto difficile gestire i soccorsi in mezzo ad un mare di fango e di detriti di varia natura. Non ci sentiamo di prendercela solo con l’attuale governo. Questo è il frutto di decenni di abusi, di corruzioni, di intrallazzi. E’ il grosso nodo che oggi giunge al pettine e ci auguriamo che possa essere l’ultimo, anche se temiamo che il fondo non sia stato ancora toccato. Che dire di più? Non vogliamo aggiungere altra rabbia a quella che già chi ci legge ha in corpo e che si aggiunge ai tanti che oggi guardano le loro strade trasformate in un mare di fango e le loro case diroccate e la montagna che si è letteralmente sbriciolata e che si poteva contenere se gli interventi, dopo i danni che aveva provocato due anni fa, fossero stati tempestivi. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Giornata mondiale contro la rabbia

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 settembre 2009

Il 28 settembre si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale contro la Rabbia, una malattia che è ancora diffusa nel mondo: sono infatti più di 55.000 le persone che muoiono ogni anno di rabbia.. Più del 95% delle morti avviene in Asia ed in Africa. In Asia i morti sono più di 31.000 l’anno  Il 40-60% delle vittime riguarda bambini. I cani continuano ad essere infatti i principali veicoli della malattia, che è causata, come è noto, da un virus che viene trasmesso all’uomo attraverso la saliva dell’animale che viene in contatto con il sangue dell’uomo attraverso morsi o graffi.  Oltre ai cani, anche i gatti, animali selvatici ( specie le volpi) e pipistrelli possono trasmettere l’infezione. Quando compaiono i sintomi della rabbia, non vi è cura in grado di fermare l’evoluzione della malattia che porta a morte la persona colpita nel 100% dei casi.  Nei paesi dove la rabbia è endemica, è importante prevenire la malattia con la vaccinazione pre-esposizione che consiste in 3 dosi di vaccino date nell’arco di 28 giorni. I viaggiatori che si recano in Asia ed in Africa devono pertanto considerare sempre la possibilità di contrarre questa terribile malattia e vaccinarsi alla partenza specie se il loro soggiorno è prolungato ed il viaggio avventuroso. In caso di morso di animale con sospetta rabbia essi dovranno comunque lavare scrupolosamente  la ferita e fare comunque la vaccinazione post-esposizione  che, nei soggetti non immunizzati, è la sola misura in grado di salvare loro la vita. In Italia la malattia è stata da tempo eliminata negli animali, ma nelle province nord-orientali è stata riscontrata più di una volta nelle volpi.  Come per altre zoonosi, anche nella lotta alla rabbia, la collaborazione tra medici e veterinari è di fondamentale importanza. Massina vigilanza deve essere attuata nei controlli alla frontiera. L’importazione clandestina di cuccioli da parte di bande criminali potrebbero in teoria reintrodurre casi di malattia anche nel nostro Paese. (Walter Pasini, Direttore Centro di Global Health)

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La rabbia della gente

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2009

Lettera al direttore Questo Paese è fallito per la sua vergognosa classe politica e dirigente. Non può esserci libertà con chi l’ha calpestata per interessi di fazione e ancor più personali. Non può esserci giustizia se non si ha l’aspirazione alla verità. Quante volte la verità è stata vilipesa dalla giustizia. Lo sforzo, penso, debba essere invece rivolto a costruire qualcosa fuori dagli impestati e virali sistemi che hanno ridicolizzato un Paese, che hanno permesso alla mafia di proliferare, che hanno depresso le menti e cacciato i cervelli… considerato la meritocrazia uno zerbino. Una classe politica che ha incamerato fallimenti a catena, che ha saccheggiato l’ambiente, le risorse, le menti… ha messo una nazione allo sfascio etico, prima ancora che economico.  La caduta dell’Impero Romano è stata causata dal fatto che l’élite di Roma non riuscì a proporre un nuovo modello di sviluppo. Ditemi che ha saputo fare questa élite se non tutelare i propri interessi a danno del Paese? Loro avevano accesso all’utilizzo del debito pubblico… e che ne hanno fatto? Guardate solo ora come hanno affrontato il crack finanziario mondiale! Col debito pubblico hanno finanziato le banche, cioè loro stessi, e tutelato i loro capitali. Hanno finanziato chi ha prodotto il danno! Può essere un modello per una società etica, solidale e sostenibile? Il nuovo può nascere solo dalle coscienze individuali, da un nuovo senso di consapevolezza, conoscenza, tenuta etica e responsabilità. La nuova società si sta già formando fuori dagli schemi degli attuali partiti che rappresentano solo se stessi e il peggio… della nostra Italia. (Luigi Boschi)

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Le riforme di Obama

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 giugno 2009

Forzando potremmo dire: Obama ha seguito i consigli dei manager italiani. Infatti, un campione rappresentativo di dirigenti italiani intervistati da Manageritalia a fine anno aveva rappresentato in modo ben chiaro quanto sta succedendo oggi. I manager avevano un’idea ben precisa della natura della crisi, dei colpevoli e soprattutto di cosa sarebbe stato auspicabile e/o prevedibile succedesse. Su tutto prevaleva la rabbia verso chi non aveva fatto il proprio dovere controllando come dovuto il sistema finanziario ed economico (90,5%: 60,2% molto d’accordo e 30,3% abbastanza d’accordo). D’altronde questa non era altro che la logica conseguenza di quelli che per i manager erano i principali colpevoli del disastro: la finanza, le banche, i banchieri (79,6%), gli organismi di controllo (75,9%), le istituzioni finanziarie internazionali 63%), I governi (54%) e i top manager (37%). A seguire, ma con un livello più basso d’accordo, l’ipotesi di più protezionismo e meno libero scambio (78%) e di un intervento momentaneo dello Stato in settori ritenuti strategici o rilevanti (64%). Tutte fattispecie che sono più o meno in atto. <<Le recentissime riforme proposte da Obama – dice Claudio Pasini, Presidente di Manageritalia – sulle regole e controlli della finanza sono necessarie e coraggiose. Importante sarebbe che la riflessione e le riforme si allargassero a livello di organismi di regolazione e controllo mondiale, europeo e dei singoli Paesi. Obama non si ferma qui e vuole incidere su sanità, debito pubblico e politiche di stimolo fiscali. Bene sarebbe che qualcuno anche in Europa e soprattutto in Italia prendesse esempio dal coraggio di Obama e giocasse appieno il suo ruolo politico nel guidare il Paese fuori dalla crisi, ma soprattutto dalle secche che ci avviluppano da ormai più di un decennio di crescita pressoché inesistente. Noi di riforme da fare ne abbiamo a decine, basterebbe partire da quelle più urgenti e capaci di aiutare la ripresa e la crescita: mercato del lavoro e ammortizzatori sociali, liberalizzazioni, Pubblica Amministrazione e fisco, da intendersi come seria lotta all’evasione e abbassamento del peso fiscale su già oggi chi paga le tasse tutte e salate>>.
Manageritalia (Federazione nazionale dirigenti, quadri e professional del commercio, trasporti, turismo, servizi, terziario avanzato) rappresenta dal 1945 a livello contrattuale i dirigenti del terziario privato e dal 2003 associa anche a quadri e professional. Offre ai manager: rappresentanza istituzionale e contrattuale, valorizzazione e tutela verso la politica, le istituzioni e la società, servizi per la professione e la famiglia, network professionale e culturale. Oggi MANAGERITALIA significa oltre 34.500 manager in Italia: 23.000 dirigenti in attività che lavorano in 9.000 aziende, oltre a 9.000 dirigenti pensionati, e 2.000 quadri e 3.000 professional. I dirigenti Iscritti a Manageritalia Milano (Associazione lombarda dirigenti, quadri e professional del terziario sono circa 20.000 e rappresentano più del 57% degli iscritti a livello nazionale. La Federazione è presente sul territorio nazionale con 15 Associazioni che offrono una vasta gamma di servizi, di derivazione contrattuale e non, validi ed evoluti: formazione, consulenze professionali, sistemi assicurativi e di previdenza integrativa, assistenza sanitaria ai manager e alla famiglia, iniziative per la cultura e il tempo libero.

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