Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

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Costi della politica

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 giugno 2011

“La battaglia contro gli eccessivi costi della politica deve diventare una bandiera del Partito democratico”. Lo ha affermato l’europarlamentare del Pd Debora Serracchiani. Secondo Serracchiani “il solco tra cittadini e politica sta diventando sempre più profondo, anche a causa di privilegi che vengono sentiti come inaccettabili, soprattutto mentre soffia un’aria di crisi che chiede sacrifici a tutti. Il primo partito del centrosinistra, se vuole essere interprete della società nel suo complesso, deve raccogliere e fare propria senza reticenze questa sfida di sobrietà e moralizzazione. Dobbiamo ritrovare l’orgoglio della politica – ha sottolineato – come missione civile, non come professione redditizia”. I provvedimenti su cui è possibile impegnarsi “da subito”, per Serracchiani sono “oltre alla riduzione del numero dei parlamentari e all’abolizione dei vitalizi, anche l’adeguamento delle indennità ai parametri europei, i rimborsi delle spese documentate e non a forfait, e soprattutto la trasparenza sui compensi per gli assistenti, che dovrebbero essere erogati direttamente ai beneficiari regolarmente assunti e non ai parlamentari. L’annuncio fatto in direzione nazionale dal segretario Bersani – ha proseguito Serracchiani – di un impegno del nostro partito su questo fronte non solo è quanto mai opportuno ma deve essere sostenuto e portato avanti con decisione a tutti i livelli. Cittadini, elettori e militanti sarebbero delusi – ha concluso – se alle parole non seguissero fatti concreti”.

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Chiusura congresso giornalisti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 gennaio 2011

Il XXVI Congresso nazionale della Fnsi s’è concluso con la conferma di Franco Siddi e Roberto Natale nei ruoli rispettivamente di segretario generale e di presidente e con l’impossibilità per Senza Bavaglio di partecipare con suoi candidati alle elezione del consiglio nazionale. Sugli oltre 300 delegati totali al congresso, Senza Bavaglio, presente con sei suoi delegati, non è riuscita infatti a raccogliere le 20 firme necessarie per poter presentare la sua lista di candidati. Ci siamo fermati a 19: oltre ai suoi delegati, solo altri 13 delle altre correnti hanno voluto concedere la propria firma. La federazione nazionale del sindacato dei giornalisti non ha dunque nessun rappresentante di Senza Bavaglio nei suoi organi. Ciò vuol dire che l’opposizione alla nuova giunta di governo del sindacato si ritrova indebolita, il che non è bene in un’epoca nella quale gli editori tendono a farsela sempre più da padroni e il sindacato scambia per modernità l’allinearsi ai desideri e a volte ai diktat degli editori. Il clima che si respirava era ben descritto dalla clausola, ribattezzata non a caso “clausola Senza Bavaglio”, inserita nella striminzita riforma dello Statuto per modificare il quorum necessario per essere eletti nelle singole associazioni regionali stampa in modo tale da rendere di fatto impossibile l’elezione di candidati di SB e di altre eventuali “fastidiose” componenti di minoranza.  La maggioranza uscente, e rientrante, ha tentato energicamente di far votare la riforma a voto palese e in blocco anziché per singoli punti, abbinandola all’allungamento del mandato ai vertici da tre a quattro anni, in modo da soffocare con maggiore certezza le minoranze che non siano solo di contorno o affamate di poltroncine, ma il tentativo non è riuscito.  Oltre 90 delegati hanno detto chiaro e tondo, anche abbandonando l’aula al momento opportuno, che il voto doveva essere segreto e per punti, e di fronte alla prospettiva di una rottura clamorosa, che avrebbe potuto innescare anche la nascita di una Fnsi alternativa a quella esistente, c’è stato un saggio ripensamento. E così nel segreto dell’urna, liberi dal controllo occhiuto dei capi e dei capetti, la norma antidemocratica del quorum è stata bocciata. E a sorpresa, pur non essendo candidato, sono comparsi almeno 30 voti a favore di Massimo Alberizzi, uno degli artefici di Senza Bavaglio, per l’incarico di segretario generale della Fnsi. Trenta voti, più alcuni non attribuiti “perché il nome non si legge bene”, sono pari a un non trascurabile 10% del totale dei votanti: altro segno che soffocare l’opposizione e Senza Bavaglio non è poi così facile. L’esclusione di SB dal consiglio nazionale, con la mancata conferma dello stesso Alberizzi, è dovuta tecnicamente a una errata informazione: contrariamente a quanto ci era stato detto, non è vero che le firme dei presentatori delle liste potevano essere solo di non candidati. Certo, la legge non ammette ignoranza e quindi la responsabilità di essere stati, in buona o cattiva fede, male informati è solo nostra. Resta il fatto che l’assenza di rappresentanti di Senza Bavaglio nel consiglio nazionale della Fnsi è dovuto più che alla forza altrui a un errore nostro. Non solo a un errore però, ma anche alla scelta di fondo che quell’errore ha reso possibile: la scelta, vale a dire, di NON arrivare a compromessi inappropriati o comunque ineleganti, pur di acchiappare qualche posto.  Nessuno potrà dire che Senza Bavaglio si vende o baratta i suoi voti in cambio di qualche poltroncina o seggiola. Piuttosto che abbassarsi, meglio restare fuori e continuare ad essere fucina di idee e gruppo di opinione. Fermo restando il fatto che in più d’una regione e in più di un organismo della categoria giornalistica (Inpgi, Casagit, Ordine) non siamo affatto solo un gruppo di opinione. I sei voti di Senza Bavaglio sono stati convogliati sui colleghi di Puntoeacapo, Fabio Morabito e Corrado Giustiniani, praticamente identici a noi per posizioni politiche e sindacali, e di Aurelio Biassoni, che ci aveva aiutato nella raccolta delle firme. I nostri voti sono stati determinanti per far avere un consigliere in più alla loro lista. Bene. Per ora fermiamoci qui. In seguito informazioni più specifiche. (Pino Nicotri Consigliere generale INPGI Senza Bavaglio)

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Missioni internazionali italiane

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2009

La lettura dei 76 commi dell’art. 24 del DL 78/2009, relativo alla proroga delle missioni internazionali, evidenzia molti cambiamenti rispetto ai decreti precedenti. Avere inserito un tema di così grande rilevanza politica come la presenza italiana nei contesti internazionali in un provvedimento legislativo sulle misure anticrisi, ne sminuisce l’importanza e non permette di raccogliere, attraverso il dibattito parlamentare, l’approfondimento e l’ampio consenso che la materia richiede. Sarebbe politicamente auspicabile che l’art 24 sia “stralciato” dal DL 78/2009 e abbia un iter parlamentare e un dibattito autonomi. La novita (e la confusione) sta nel fatto che i 510 milioni di euro disponibili per il quadrimestre luglio-ottobre 2009 costituiscono un paniere unico da cui attingere per tutte le attivita/presenze elencate, senza definire lo stanziamento relativo a ciascuna di esse, esautorando così il Parlamento dal pronunciarsi su tale definizione. L’elenco delle altre attività/presenze finanziate all’interno del paniere e molto lungo ed mette sullo stesso piano la missione del singolo funzionario e quella dei quasi cinquemila militari in Afghanistan e in Libano, gli interventi di assistenza alla popolazione locale e le opere infrastrutturali, l’azione militare e quella diplomatica.  Viene stabilito inoltre che il MAE identifichi “le misure volte ad agevolare l’intervento delle organizzazioni non governative che intendono operare in Pakistan e in Afghanistan”.  Ulteriore novita, rispetto ai DL dei precedenti semestri, e la possibilità dei comandanti dei contingenti militari di utilizzare per interventi urgenti di ripristino dei servizi essenziali “risorse messe a tal fine a disposizione da amministrazioni dello Stato, enti e organismi pubblici”. Le amministrazioni dello Stato intervengono così, con proprie risorse, a sostegno delle attivita sociali e di ricostruzione dei contingenti militari. (fonte: Paola Amicucci Comunicazione Intersos http://www.intersos.org/italia_ missioniinternazionali.htm)

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Evoluzione del sistema normativo-economico

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2009

Udine. È la “Raccolta provinciale degli Usi 2008”, pubblicazione coordinata dalla Camera di Commercio di Udine e realizzata grazie al corposo lavoro di revisione della competente Commissione provinciale suddivisa in 5 Comitati tecnici di esperti.  Importanti fonti del diritto per le materie non disciplinate da alcuna normativa o richiamati espressamente da leggi, regolamenti e contratti, gli Usi (comportamenti uniformi, costanti e ripetuti, riconosciuti a livello pubblico) sono soggetti a un periodico accertamento e aggiornamento. Fin dal 1934, infatti, il legislatore ha assegnato alle Camere di Commercio (quali referenti del sistema economico e garanti del mercato, ruolo confermato dalla legge 580 del 1993) il compito di raccogliere e revisionare il sistema degli Usi del territorio di riferimento, a testimonianza dello sviluppo della realtà economico-sociale. «L’evoluzione delle norme giuridiche esprime il dinamismo di un territorio – ha affermato il presidente della Cciaa di Udine, Giovanni Da Pozzo, nel corso della presentazione del vademecum – nonché i rapporti correlati tra gli operatori dei settori agricolo, industriale e commerciale. In questo senso, la Raccolta provinciale degli Usi è uno specchio attento e qualificato delle fonti del diritto in atto nella nostra società e fornisce indicazioni e vantaggi utili a professionisti, imprese e consumatori. Diventa uno strumento importante anche nel caso di controversie giuridiche». La guida del sostanzioso lavoro, durato quasi due anni, è stata affidata per la seconda volta consecutiva (dopo la Raccolta del 1998), al magistrato Oliviero Drigani. Giudice al Tribunale di Udine dal 1990 al 1995, attualmente il magistrato è presidente di sezione alla Corte d’Appello di Trieste. «La pubblicazione offre una panoramica completa per ogni settore economico che contenga riferimenti di carattere normativo», spiega il dottor Drigani che, nell’opera di revisione, è stato coadiuvato dal vicepresidente della Commissione provinciale (e giudice del Foro udinese), Andrea Zuliani. Trovano spazio nella Raccolta anche gli Usi in vigore nel settore trasporti e nell’industria grafica, nonché nel comparto dei servizi turistici e alberghieri. Novità dell’edizione 2008, gli Usi applicati al contratto di logistica: un accordo non disciplinato dalla legge, in quanto nato da una prassi e caratterizzato da un mix di elementi (trasporto, custodia, magazzino, ecc..). «Sono scomparse, invece – conclude Drigani – molte consuetudini dell’ambito agricolo presenti nella precedente Raccolta. Il lavoro svolto dalla Commissione provinciale, quindi, ha offerto anche momenti di riflessione stimolanti: al rigore del metodo tecnico-giuridico che ha contraddistinto la modalità di revisione, si è affiancata infatti l’affascinante “rilettura” di usanze e tradizioni peculiari della terra friulana».Il volume, arricchito da allegati tecnici sulle materie trattate e il cd-rom abbinato, sono disponibili gratuitamente all’Ufficio Arbitrato e Conciliazione della Cciaa di Udine. A breve, inoltre, i contenuti della Raccolta provinciale saranno anche on line sul sito della Cciaa (www.ud.camcom.it).

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Le mamme e l’informazione

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2009

Milano 25 Giugno 2009 alle 9 nella sede di Via Sarfatti 25 – aula Notari Il Centro di ricerca ASK (Art, Science & Knowledge) dell’Università Bocconi ha organizzato, un convegno dal titolo: “Affrontare la ridondanza: le mamme e l’informazione”.  Il convegno presenta i risultati una survey effettuata su oltre 700 mamme nel periodo novembre 2008 – febbraio 2009.  Uno egli effetti della digitalizzazione è la crescita esponenziale dell’informazione disponibile. Le mamme svolgono da sempre, più di altre categorie sociali, una funzione di filtro e mediazione e sono solite validare e condividere informazioni, oltre a essere un fondamentale decisore d’acquisto all’interno della famiglia. L’analisi sulle strategie informative poste in atto per raccogliere, filtrare, valutare le informazioni aiuta a riflettere sulle modalità di formazione dell’opinione pubblica in epoca di ridondanza. I risultati della ricerca saranno commentati e discussi con esponenti del mondo editoriale e della comunicazione. Il programma della mattinata è il seguente:  – Le mamme e la ridondanza informativa Paola Dubini Centro ASK, Università Bocconi – Le mamme e il web: oltre il digital divide Cecilia Spanu FattoreMamma – Digital mums in the US (intervento in video) Maria Bailey BSM Media – La mediazione delle mamme nelle scelte dei figli Gabriella Valera Topolino – Coinvolgere le lettrici su più media Vera Montanari Grazia e Flair – Le imprese e la ridondanza informativa Layla Pavone Isobar – IAB – Essere presenti senza essere invadenti Francesca Pauly Unilever.

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