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Raccolti 18mila euro a favore di Medici Senza Frontiere

Posted by fidest press agency su sabato, 14 gennaio 2017

micheli.jpgMacerata. Un altro sorprendente risultato. Il Macerata Opera Festival dopo la chiusura in bellezza, con il botteghino che ha registrato più di 1.200.000 euro con oltre 30mila presenze, regala un’altra buona notizia: il dato della donazione che sarà effettuata a favore di Medici Senza Frontiere (MSF), organizzazione medico-umanitaria indipendente premio Nobel nel 1999. Durante la stagione lirica 2016, dal titolo Mediterraneo, sono stati raccolti 17.906,30 euro, grazie ai donatori tra il pubblico, al charity sponsor Eurosuole di Germano Ercoli, e ad Hera Comm che ha favorito online la beneficenza con la prenotazione dei concerti gratuiti al Teatro Lauro Rossi del Mercoledì. “Siamo molto soddisfatti per il risultato raggiunto – dichiara Germano Ercoli – e per aver partecipato a questa nobile causa”.
Importante, come è tradizione nell’ultimo triennio, la serata organizzata allo Sferisterio, dedicata alla solidarietà. Quest’anno, l’11 agosto, è andato in scena lo spettacolo, ideato dal direttore artistico Francesco Micheli, Medea, da Cherubini a Pasolini. La rappresentazione ha visto la partecipazione di Alexandra Deshorties, una delle principali interpreti dell’opera di Cherubini, nei panni della protagonista, alla sua prima apparizione su un palcoscenico italiano. Giasone è stato invece interpretato dall’attore Cesare Bocci, che si è esibito nell’Arena maceratese per la prima volta. L’attrice María Pilar Pérez Aspa ha letto degli estratti dalla tragedia di Euripide, mentre l’esecuzione musicale è stata affidata all’Orchestra Regionale delle Marche, diretta dal Maestro Francesco Ivan Ciampa.
Dalla toccante tragedia di Euripide la narrazione è arrivata fino a Medici Senza Frontiere. All’organizzazione medico-umanitaria indipendente impegnata in prima linea nel soccorso e nell’assistenza sanitaria delle popolazioni in fuga da guerre e povertà è andato parte del ricavato della serata e la donazione effettuata da Eurosuole di Germano Ercoli che, a conclusione della recita, è salito sul palco per consegnare una busta con un assegno. Alla raccolta a favore di Medici Senza Frontiere ha contribuito pure il pre opera, organizzato in piazza Mazzini da IMT – Istituto Marchigiano di Tutela Vini con uno chef siriano e lo stellato Errico Recanati, e la vendita di uno dei bozzetti realizzati da Dante Ferretti, ispirato alla sua scenografia del film di Pasolini.La raccolta fondi va a sostegno della campagna #MILIONIDIPASSI che vuole ridare umanità al tema delle migrazioni forzate e racconta i passi di chi è costretto a fuggire, i passi degli operatori umanitari per assisterli e quelli che tutti possono fare per sostenere questa azione. Negli ultimi anni MSF ha aumentato i propri sforzi per le popolazioni in movimento, nei paesi di origine, nei paesi confinanti – dove si trova la maggioranza delle persone in fuga – e lungo tutto il percorso verso la salvezza. Oggi MSF offre assistenza medico-umanitaria a sfollati, rifugiati e richiedenti asilo in più di 30 Paesi. (foto: micheli)

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Unicef: circa 11 milioni di bambini a rischio a causa di El Niño

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2015

unicefTra i paesi più colpiti da El Niño:
Somalia: più di 3 milioni di persone hanno bisogno di aiuto per la scarsità dei raccolti e di cibo, mentre gravi inondazioni anticipate aggravano la situazione.
Etiopia: Il paese sta affrontando la peggiore siccità da 30 anni, con 8,2 milioni di persone in condizioni di insicurezza alimentare e 350.000 bambini che hanno bisogno di supporto nutritivo.
Indonesia: El Niño ha inasprito l’impatto degli incendi di torba e foreste. Solo ad agosto e settembre, il fumo degli incendi ha causato infezioni respiratorie gravi a 272.000 persone – in particolar modo bambini.
Nazioni del Pacifico: El Niño minaccia di lasciare oltre 4 milioni di persone senza cibo o acqua potabile.
America Centrale: La siccità causata da El Niño è arrivata ad uno dei livelli più gravi mai registrati con circa 3,5 milioni di persone colpite in Guatemala, Honduras e El Salvador.
Perù: Secondo il Governo circa 1,1 milioni di persone, compresi 400.000 bambini e adolescenti, potrebbero essere colpite.
Ecuador: Secondo le autorità 1,5 milioni di persone sono a rischio, circa la metà bambini.
El Niño è un modello climatico legato al riscaldamento delle acqua di superficie nell’Oceano Pacifico che può avere profondi effetti su tutti i modelli climatici del mondo. L’evento El Niño tende a ripresentarsi ogni 2 – 7 anni. Secondo l’UNICEF, se le comunità colpite non riceveranno supporto per contrastare la scarsità dei raccolti e la mancanza di accesso all’acqua potabile, le conseguenze di questo fenomeno potrebbero ripercuotersi su diverse generazioni, esponendo i bambini alla malnutrizione e al rischio di contrarre malattie mortali.
Oltre all’immediato rischio di morte e altri pericoli, El Niño può comportare un significativo aumento di malattie come malaria, febbre dengue, diarrea e colera – che sono i maggiori killer dell’infanzia. Quando estreme condizioni climatiche privano le comunità dei loro mezzi di sostentamento, i bambini spesso cominciano a soffrire di malnutrizione, essendo così esposti ad un rischio ancor maggiore di malattie, ritardi dello sviluppo mentale e morte prematura.
“I bambini e le loro comunità hanno bisogno del nostro aiuto per riprendersi dall’impatto di El Niño e per prepararsi a ulteriori danni che potrebbero derivarne”, ha dichiarato Anthony Lake, Direttore generale dell’UNICEF. “Allo stesso tempo, l’intensità e il potenziale di distruzione di questo fenomeno dovrebbero rappresentare un allarme per i leader del mondo che si incontreranno a Parigi. Nel confrontarsi su un accordo per limitare il riscaldamento globale, dovrebbero ricordare che il futuro dei bambini di oggi e del pianeta che questi bambini erediteranno, saranno la posta in gioco”.
I leader del mondo si incontreranno a Parigi dal 30 novembre all’11 dicembre per la 21esima Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima, chiamata anche COP21. L’obiettivo è di raggiungere un accordo universale e vincolante per limitare il riscaldamento globale tagliando le emissioni di gas serra.
Questi fenomeni chiamati “El Niños” non sono causati dal cambiamento climatico, ma gli scienziati ritengono che stiano diventando più intensi a causa del cambiamento climatico. Molti paesi che stanno facendo i conti con El Niño, si trovano ad affrontare una più grave minaccia dovuta al cambiamento climatico. Molte delle aree colpite hanno già alti livelli di povertà.
E’ probabile che questo fenomeno climatico, tra i più forti mai registrati, se continuerà a rafforzarsi come previsto nei prossimi mesi, possa causare ancor più inondazioni e siccità, alimentare Tifoni e Cicloni nel Pacifico e colpire diverse aree.

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Il mais Bt, compreso il MON810, è un rischio evidente per l’ambiente

Posted by fidest press agency su sabato, 3 agosto 2013

Il decreto interministeriale che vieta la coltivazione di mais OGM in Italia – firmato dopo tanti proclami dai Ministri De Girolamo, Lorenzin e Orlando il 12 luglio scorso – non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale quindi, in pratica, non esiste. Per ricordare al Governo l’urgenza di varare tale provvedimento Greenpeace pubblica oggi il briefing “MON810. Una storia di mais, farfalle e rischi inutili” [1], che riassume i principali rischi legati alla coltivazione del mais OGM della Monsanto. “La firma del decreto doveva segnare la fine di un periodo di incertezza normativa e una riaffermata garanzia di tutela per consumatori e agricoltori. Purtroppo, si sta trasformando in una beffa nei confronti degli italiani – afferma Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace – anche perché nel frattempo i due campi seminati con mais MON810 in Friuli stanno giungendo a fioritura. A quel punto sarà difficile arginare la contaminazione dell’ambiente e delle coltivazioni adiacenti”. Il mais Bt, compreso il MON810, è un rischio evidente per l’ambiente e per i sistemi agricoli, non solo in Italia, ma in tutta Europa. L’adozione di misure d’emergenza per bloccarne la coltivazione nel nostro Paese è solo un primo passo. L’esperienza del mais Bt, e del MON810 in particolare, mostra che troppi “effetti indesiderati” sono stati scoperti dopo che le autorizzazioni sono state concesse. Gli OGM sono un rischio inutile e inaccettabile, non offrono vantaggi significativi a nessuno se non alle aziende che li brevettano.”E’ incredibile e inaccettabile che, dopo aver traballato a lungo sotto l’evidente incombenza di una potentissima multinazionale straniera, il Governo italiano sia adesso bloccato e non si riesca a far pubblicare il Decreto. Chi vuole tutelare? Gli italiani, rappresentati all’unanimità dai parlamentari di Camera e Senato che hanno chiesto di bloccare la follia degli OGM, o gli interessi della Monsanto? Siamo stanchi di ripeterlo: il decreto interministeriale deve essere pubblicato subito e i due campi in Friuli decontaminati, senza perdere altro tempo” – conclude Ferrario. Il decreto interministeriale concede alle Regioni diciotto mesi di tempo per definire le necessarie misure per assicurare la “coesistenza” tra mais tradizionale e mais OGM. Il briefing diffuso oggi da Greenpeace ricorda i rischi del MON810 e conferma che la “coesistenza” (una chimera che la stessa Commissione Europea sa perfettamente essere irrealizzabile) non può voler dire altro che gli OGM non hanno cittadinanza in un sistema agricolo come quello italiano che punta sulla qualità.

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Istat: Rapporto coesione sociale

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 gennaio 2011

(Centro Maderna)  L’Istat ha diffuso il Rapporto sulla coesione sociale (periodo di riferimento: 2009-2010). Nella prima sezione sono presenti tre quadri informativi di scenario sui contesti socio-demografico, economico e del mercato del lavoro. Nella seconda sezione si rappresentano alcuni fenomeni rilevanti come il capitale umano, la conciliazione tempo di lavoro e cura della famiglia, la povertà. Nell’ultima sezione sono raccolti i dati sulla spesa e sugli interventi per la coesione sociale, sulla spesa delle amministrazioni pubbliche, distinta per funzione e per livello istituzionale, comprese le spese sostenute in ambito locale per la erogazione di servizi sociali e di cura dell’infanzia, sul sostegno del reddito dei pensionati e delle famiglie, nonché sui beneficiari delle politiche attive del lavoro. (Istat, 20 dicembre 2010)

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Mostra: Da Fattori a Casorati

Posted by fidest press agency su domenica, 26 settembre 2010

Tortona fino al 28/11/2010 corso Leoniero 6, Pinacoteca della Fondazione C.R. Tortona Capolavori dalla Collezione Ojetti a cura di Giovanna De Lorenzi. Ospiti alla pari, visto che la Fondazione ha affiancato il Centro Matteucci per l’Arte Moderna di Viareggio nell’organizzazione della mostra appunto dedicata ai “Capolavori della Collezione Ojetti”, che il Centro toscano ha nella recente stagione estiva proposto ed ospitato con notevole successo. Alla pari anche perche’ la Fondazione, insieme alle opere appartenute a Ugo Ojetti, espone la propria straordinaria collezione d’arte, collezione che si riferisce, per la stragrande maggioranza, proprio ad artisti coevi a quelli attentamente raccolti dal noto critico-scrittore.
Le opere rigorosamente selezionate offrono cosi’ l’opportunità per ricostruire l’autentica portata, le dinamiche e le implicazioni del ruolo di mecenate, di protettore, di guida teorica e committente di Ojetti anche attraverso l’attività pubblica. Ripercorrere da vicino la genesi e gli sviluppi di rapporti intensi anche se, spesso, assai controversi, come quelli con Ghiglia e Andreotti; tessere la rete articolata delle relazioni intrattenute con i colleghi giornalisti e critici, con galleristi, antiquari e collezionisti, per meglio valutarne la sua funzione di guida.
Mostra promossa dal Centro Matteucci per l’Arte Moderna con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, del Comune di Viareggio e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, a cura di Giovanna De Lorenzi con la collaborazione di Graziella Battaglia, Silvestra Bietoletti e Rossella Campana. (collezione ojetti)

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“Casa Savoia e l’unità d’Italia”

Posted by fidest press agency su domenica, 18 aprile 2010

Palazzo Saluzzo di Cardè fino al 15 Giugno 2010  Piazza San Carlo 161  L’inaugurazione sarà il 1 Maggio alla presenza delle Loro Altezze Reali i Principi Vittorio Emanuele, Marina ed Emanuele Filiberto di Savoia. L’evento sarà in occasione della Visita del Santo Padre, Papa Benedetto XV, a Torino per l’Ostensione della Sacra Sindone lasciata in eredità nel 1983 da Re Umberto II a Papa Giovanni Paolo II. Un evento particolarmente importante che riporta alla memoria di tutti gli italiani che Torino fu la prima Capitale del Regno d’Italia che vide in Casa Savoia la forza propulsiva. Una Mostra che raccoglie molti cimeli appartenuti ai Re e alle Regine d’Italia raccolti dalla Fondazione Principe di Venezia, presieduta dal Principe Emanuele Filiberto di Savoia, e da alcuni collezionisti privati. A Torino verranno per la prima volta esposti pezzi di assoluta rarità come il Collare d’Armatura del Duca Emanuele Filiberto “Testa di Ferro”. Il Savoia che seppe riconquistare il Ducato e che portò la Capitale proprio da Chambery a Torino dando di fatto inizio allo sviluppo della politica sabauda nella penisola italiana. Verranno inoltre esposte i famosi monogrammi di diamanti della Regina Margherita e della Regina Elena disegnati dalla Gioielleria Musy di Torino. Tra i pezzi più pregiati spiccano il Manto di Corte della Regina Margherita portato al Quirinale nel 1891 in occasione del Primo Congresso Internazionale che sancì l’ingresso dell’Italia nel novero delle Grandi Potenze. Molti i documenti storici esposti legati ai passi salienti del Risorgimento. Sono previste visite guidate a tariffe ridotte per i Gruppi di Pellegrini, per le Scuole e le Istituzioni Religiose. (casa savoia)

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“5 per mille” 2010 all’università di Parma

Posted by fidest press agency su martedì, 9 marzo 2010

I fondi raccolti nel 2010 saranno utilizzati per finanziare borse di studio per dottorati di ricerca e nuovi posti da ricercatore. Il codice fiscale da inserire nella dichiarazione dei redditi è 00308780345  Anche quest’anno sarà possibile destinare il “5 per mille” dell’imposta sul reddito delle persone fisiche – IRPEF a sostegno dell’Università di Parma, senza alcun onere aggiuntivo. I fondi raccolti nel 2010 saranno utilizzati per finanziare borse di studio per dottori di ricerca e nuovi posti da ricercatore. L’ammontare ricevuto sarà reso noto, come sempre, sul sito web dell’Università. Nel 2006 sono state 2.598 le persone che hanno destinato il loro 5 per mille all’Università di Parma, raccogliendo 150.653 euro che sono stati utilizzati per l’ampliamento della mensa studenti del Campus. Nel 2007 hanno contribuito in 2.349, per un ammontare di 153.089,42 euro.
Il “5 per mille”: che cos’è E’ la parte dell’imposta IRPEF che ogni cittadino che presenta la dichiarazione dei redditi versa allo Stato, e che anche quest’anno si può destinare esplicitamente alla nostra Università. Se al momento della compilazione della dichiarazione dei redditi non viene espressa la propria scelta, l’importo dovuto confluirà comunque nelle casse dello stato Il 5 per mille non funziona in alternativa all’ “8 per mille”, ma in aggiunta.

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Le case italiane diventano antisismiche

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 marzo 2010

Dopo i drammatici eventi abruzzesi dello scorso anno, ci si è resi conto della necessità di una nuova normativa che regolasse la costruzione, secondo criteri antisismici, degli immobili di nuova costruzione. Un’analisi condotta da Gruppo Immobiliare.it, leader del settore immobiliare online, attraverso i dati raccolti dal suo sito NuoveCostruzioni.it, ha cercato di tirare le fila di cosa sia successo nell’ultimo anno e di come norme, costi e tempi di realizzazione di un immobile antisismico cambino rispetto a quelli di un immobile “tradizionale”.  I criteri di sicurezza antisismica secondo cui vengono realizzate le case dipendono dal rischio stimato che in quella zona si verifichino dei terremoti. Ciò che sorprenderà è scoprire che fino al 30 Giugno scorso, in molte zone d’Italia questo rischio era definito come non classificato e, ad esempio nell’area di Milano, non era necessario alcun accorgimento antisismico particolare per vedere approvato il progetto di edificazione. Il primo e importante cambiamento è che oggi non esistono più zone “non classificate” e tutti gli immobili il cui progetto è stato depositato dopo il 30 Giugno 2009 devono rispettare criteri di sicurezza antisismica. Fino ad oggi, le nuove costruzioni che, in Italia, corrispondono ai criteri stabiliti dalle nuove norme antisismiche sono il 27% del totale, ma data l’obbligatorietà della norma che non lascia più zone grigie di non classificazione, in futuro la percentuale è destinata a crescere notevolmente. Ma quanto costa la sicurezza della nostra casa? Secondo i dati raccolti da NuoveCostruzioni.it,  veramente poco. Mediamente, costruire una casa secondo i nuovi criteri antisismici costa appena il 10% in più. Se in un immobile “tradizionale”, infatti, la struttura incide sul costo totale per circa il 30% del valore, attenendosi alle regole imposte dalla nuova norma si passa a circa il 33%. Tradotto in cifre, se realizzare la struttura di un immobile prima costava 100.000€, ora creare un immobile assolutamente identico da un punto di vista estetico ne costa 110.000€, ma la sua struttura è antisismica. La sicurezza ha i suoi tempi e realizzare una casa a prova di terremoto comporta un’attesa maggiore per il compratore. Secondo i dati comunicati oggi, circa il 30% in più per la costruzione della sola parte strutturale; ma è un tempo decisamente ragionevole se si considera il beneficio che ne deriva.   La struttura, per essere conforme alla nuova normativa, deve superare il test con sollecitazioni tipiche della zona in cui viene costruita (ad esempio i vincoli per poter definire antisismica una costruzione a Milano sono molto meno stringenti che nella provincia dell’Aquila in quanto all’Aquila i sismi che possono verificarsi sono di grado molto superiore nella scala Richter).
Per costruire una casa che rispetti i vincoli di resistenza ai sismi attualmente in vigore vi sono prevalentemente tre tecniche: la prima e più semplice è l’allargamento delle sezioni dei pilastri portanti (pilastro più largo significa maggiore resistenza alle sollecitazioni); la seconda e più invasiva, almeno dal punto di vista estetico, è la simmetria in massa (ovvero rispetto ad una ipotetica linea verticale che delimita a metà la costruzione ci devono essere gli stessi pesi a destra e a sinistra); la terza è la regolarità in altezza, ovvero la struttura non deve presentare dissimmetrie evidenti sul piano verticale.

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Haiti: conto corrente per le donazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 gennaio 2010

Roma.  E’ partita la portaerei Cavour, con la seconda tranche degli aiuti per le popolazioni haitiane raccolti dal Comune di Roma, con il coordinamento della Croce Rossa Italiana.  Il Campidoglio, inoltre, così come annunciato all’indomani della tragedia che ha colpito l’isola caraibica, ha proceduto ad attivare il conto corrente per raccogliere contributi. Attraverso questo conto sarà possibile effettuare donazioni che il Comune utilizzerà per realizzare strutture di assistenza e protezione per i bambini haitiani. Alla concreta realizzazione di queste strutture per i bambini concorreranno anche tutte le aziende municipali del Gruppo Comune di Roma, ciascuna con le proprie competenze. Questi i dati del conto corrente dove è possibile effettuare il bonifico:  Comune di Roma pro terremotati Haiti Unicredit Banca di Roma BIC Ag BROMITR 1052 Codice IBAN: IT89Y0300205117000401289973

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Giornata internazionale dell’infanzia

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2009

In occasione della giornata internazionale dell’infanzia, che in alcuni paesi si celebra il 20 settembre, l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) si è appellata all’India perché si adoperi maggiormente per la protezione e la salute dei bambini indigeni Adivasi. E’ scandaloso che in una delle maggiori nazioni industrializzate dell’Asia ogni giorno muoiano di fame 3000 bambini indigeni o Dalit (fuoricasta intoccabili). Uno studio pubblicato questo mese dall’Istituto inglese di Studi sullo Sviluppo arriva alla conclusione che in India il 46% di tutti i bambini fino a tre anni di età soffrono di denutrizione. In vista di una imminente siccità nei prossimi mesi in India, rischiano di morire ancora più bambini indigeni Adivasi. Circa 280 distretti in undici Stati federali sono stati colpiti dalla siccità, il 45 per cento di tutti i distretti del paese riportano massicci danni ai raccolti. Indigeni in situazione di estrema povertà nel distretto di Medak (Andhra Pradesh), nel mese di agosto hanno chiesto in preda alla disperazione alle autorità di consentire la vendita dei loro figli, al fine di garantire la sopravvivenza della famiglia. Donne Adivasi a causa dell’estrema povertà sono costrette alla prostituzione. Un contadino vicino alla città di Jhansi, nello stato di Uttar Pradesh ha ammesso recentemente di aver venduto la moglie per poter pagare i suoi debiti. Anche se il prodotto nazionale lordo in India durante il periodo compreso tra il 1980 e il 2006 è regolarmente salito di quasi il quattro per cento, la percentuale di bambini sottopeso nello stesso periodo è solo leggermente scesa dal 52 al 46 per cento. Circa il 54 per cento dei bambini Adivasi secondo le informazioni fornite dalle autorità sanitarie indiane soffrono di un ritardo dello sviluppo. Anche il vice presidente indiano Mohammad Hamid Ansari ha ammesso il 27 Agosto 2009 che la situazione sociale degli indigeni Adivasi è catastrofica. “Se c’è un gruppo in India, che è stato completamente trascurato, è quello degli Adivasi”, ha dichiarato Ansari. “E’ una vergogna trattare con loro ed essi negli ultimi 6.000 anni sono stati abbandonati a se stessi”. I circa 85 milioni di indigeni Adivasi rappresentano insieme ai Dalit la popolazione più povera dell’India. A causa dei continui furti di terra molte comunità indigene perdono la base stessa della propria esistenza. Dal 1960 oltre 400 lingue indigene in India sono praticamente scomparse. Come ha potuto constatare l’UNESCO nel febbraio 2009 in nessun altro paese del mondo, con 196 lingue minacciate di estinzione, così tanti indigeni sono minacciati per la distruzione della propria cultura.

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Il future network & mobile summit 2010

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 luglio 2009

Firenze dal 16 al 18 giugno 2010, S heraton hotel Diciannovesimo in una serie di conferenze annuali sostenute dalla Commissione europea, il Future Network & MobileSummit attrae dai 450 ai 550 rappresentanti senior di organizzazioni  leader, a livello internazionale, sia politiche, sia industriali sia di ricerca. Il meeting stabilirà a programmi internazionali di ricerca aderire fra quelli raccolti sotto il “cappello” dell’ICT Theme of Framework Programme 7 (FP7), fondato dalla Commissione europea. Il programma scientifico del Future Network and MobileSummit 2010 includerà i punti-chiave della comunicazione via Internet, ossia accesso radiofonico attraverso la Rete, network ottici e future tecnologie web in tutte le aree della comunicazione mobile, wireless e a banda larga. «Decidere dove si terrà il Future Network and MobileSummit è spesso difficile, grazie alle molte proposte che riceviamo ogni anno», considera il President & Ceo di IIMC International Information Management Corporation Ltd Paul Cunningham. «Quando emerse l’Italia identificammo un certo numero di città potenziali. In ogni caso il capoluogo toscano è salito velocemente in cima alla shortlist, con la presentazione del bando di gara a cura del Firenze Convention Bureau. Per cui, con l’approvazione della Commissione europea, alla fine dell’edizione 2009 del congresso (tenutosi nella città spagnola di Santander) abbiamo potuto annunciare pubblicamente che nel 2010 l’appuntamento sarà a Firenze». Come negli anni precedenti, nel 2010 gli speaker della plenaria includeranno rappresentanti del Governo ospite (in questo caso, quello italiano), nonché dell’industria e della ricerca e della Commissione europea, che con IIMC International Information Management Corporation Ltd organizzerà l’evento.
Il Firenze Convention Bureau (FCB) è una società no-profit nata nel 1995 per coordinare al meglio la ricca filiera congressuale fiorentina. Raccoglie oltre 50 soci con le tre associazioni alberghiere più importanti (con oltre 350 unità), centri congressi, Aeroporto di Firenze, event agency, società di allestimenti e arredi, audiovisivi, cartellonistica e catering, centri prenotazione, agenzie di ricerche di mercato, ristoranti, provider di servizi culturali; agenzie di spettacolo e intrattenimento, di traduzione e interpretariato e di trasporti. Si propone come interlocutore indispensabile per consigli e appoggio nell’organizzazione di qualsiasi tipologia di evento e garantire assistenza tecnica secondo i più alti standard internazionali. http://www.conventionbureau.it

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