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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘radiazioni’

Rapporto “ISTISAN 19/11” su “Radiazioni a radiofrequenze e tumori”

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 agosto 2019

Tale documento afferma che “l’uso comune del cellulare non sia associato all’incremento del rischio di alcun tipo di tumore cerebrale”, pur attribuendo “un certo grado d’incertezza riguardo alle conseguenze di un uso molto intenso… agli effetti a lungo termine dell’uso del cellulare iniziato da bambini e di un’eventuale maggiore vulnerabilità a questi effetti durante l’infanzia”.Gli autori del rapporto ritengono che le evidenze disponibili, comprese quelle recenti su modelli animali, “non giustificano modifiche sostanziali all’impostazione corrente degli standard internazionali di prevenzione dei rischi per la salute”. L’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente – ISDE Italia ha esaminato in dettaglio il rapporto ISTISAN evidenziandone limiti e inadeguatezze (https://www.isde.it/wp-content/uploads/2019/08/commenti-su-ISTISAN-ISDE-2.pdf ) e non condivide le conclusioni né la metodologia adottata nell’elaborazione del rapporto. Il Presidente del Comitato Scientifico ISDE, Dott. Agostino Di Ciaula e il Prof. Benedetto Terracini già Professore di Epidemiologia dei tumori all’Università di Torino, hanno promosso un appello con il quale si chiede all’Istituto Superiore di Sanità e al Ministero della Salute di ritirare il documento e di rielaborarlo considerando in maniera adeguata tutte le evidenze scientifiche disponibili (https://www.change.org/p/ministero-della-sanit%C3%A0-il-rapporto-iss-su-radiofrequenze-e-cancro-%C3%A8-inadeguato-a-tutelare-la-salute-pubblica?signed=true). “Ai fini della prevenzione primaria e della tutela della salute pubblica – dichiara il Dott. Agostino Di Ciaula, Presidente del comitato scientifico di ISDE – non appare giustificabile ignorare o sottovalutare ciò che già sappiamo e declassificare come irrilevante ciò che ancora non sappiamo. Questo potrebbe trasformarsi in un’inaccettabile rilevazione e quantificazione a posteriori di danni altrimenti evitabili.” “Nelle conclusioni si parla timidamente di incertezze scientifiche.”

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Auto: Ottobre positivo per usato e radiazioni

Posted by fidest press agency su martedì, 13 novembre 2018

L’ulteriore contrazione delle prime immatricolazioni auto registrata in Italia nel mese di ottobre non trova riscontro sul mercato dell’usato, che conferma ancora una volta il suo positivo trend di crescita. I passaggi di proprietà delle automobili, al netto delle minivolture (trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale), hanno messo a segno con 307.910 formalità – record assoluto per il mese di ottobre – un incremento mensile dell’8,8%, che si riduce a +4,1% in termini di media giornaliera per via della presenza di una giornata lavorativa in più rispetto al corrispondente mese del 2017. Per ogni 100 vetture nuove ad ottobre ne sono state vendute 207 di seconda mano e 155 nei primi dieci mesi dell’anno.Anche nel mese di ottobre ad una costante diminuzione delle prime iscrizioni di autovetture diesel (-27,5% rispetto ad ottobre 2017, con una quota sulle vendite totali mensili che scende dal 55,6% al 43,2%) si contrappone un aumento dei passaggi di proprietà per questa tipologia di auto, con un incremento mensile del 9,7% che ha innalzato al 49,6% la quota di mercato delle autovetture a gasolio di seconda mano nei primi dieci mesi dell’anno. Si conferma pertanto il problema, più volte segnalato dall’ACI, di sostituire l’attuale parco circolante di circa 16.900.000 auto diesel su cui pesano fortemente le misure antismog introdotte da molte amministrazioni locali.In controtendenza rispetto all’andamento delle prime immatricolazioni risultano invece i passaggi di proprietà dei motocicli che nel mese di ottobre, a fronte di una crescita a doppia cifra delle nuove iscrizioni, hanno registrato al netto delle minivolture un leggero aumento dello 0,5%, che scende in terreno negativo in termini di media giornaliera (-3,9%) tenuto conto della giornata lavorativa in più rispetto all’analogo mese del 2017.
Nei primi dieci mesi del 2018 il mercato dell’usato ha archiviato incrementi complessivi del 5,3% per le autovetture e del 3,5% per tutti i veicoli, mentre per i motocicli si evidenzia un calo del 2%.I dati sono riportati nell’ultimo bollettino mensile “Auto-Trend”, l’analisi statistica realizzata dall’Automobile Club d’Italia sui dati del PRA, consultabile sul sito http://www.aci.it
Ennesimo bilancio positivo ad ottobre per le radiazioni, con variazioni mensili positive del 12,7% nel settore delle quattro ruote (+7,8% in termini di media giornaliera) e del 12,1% nel settore delle due ruote (+7,3% % in termini media giornaliera). Il tasso unitario di sostituzione del parco auto nel mese di ottobre risulta pari a 0,93 (ogni 100 auto iscritte ne sono state radiate 93) e a 0,75 nei primi dieci mesi dell’anno.Nei periodo gennaio-ottobre 2018 le radiazioni hanno archiviato incrementi complessivi del 7% per le autovetture, del 9,8% per i motocicli e del 7,3% per tutti i veicoli.

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Pediatri Usa: warning sui cellulari per rischio radiazioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 gennaio 2013

I pediatri americani hanno approvato un documento, “The cell phone right to know act”, promosso da un deputato dell’Ohio, che prevede l’apposizione sui dispositivi di avvisi sui rischi delle radiazioni emesse dai telefoni cellulari. L’American academy of pediatrics (Aap) ha anche appoggiato un nuovo programma nazionale di ricerca proprio su questi rischi e chiedendo all’Environmental protection agency (Epa) di aggiornare i riferimenti per il tasso di assorbimento specifico (Sar, Specific absorption rate). In una lettera indirizzata al deputato, i pediatri hanno espresso preoccupazione per i potenziali pericoli da esp osizione, in particolare per le donne in gravidanza e i bambini, anche alla luce della crescente mole di documentazione sul legame tra l’uso dei cellulari e i tumori cerebrali. Documentazione in cui compare anche la sentenza della Corte di cassazione italiana che nello scorso ottobre ha riconosciuto la connessione tra la malattia tumorale che ha colpito un uomo e l’uso intensivo e a lungo termine che per motivi professionali dei dispositivi ne ha fatto nel tempo. In Italia non c’è una normativa specifica in materia, ma, ricorda Giovanni Corsello presidente della Società italiana pediatria «in attesa di ulteriori studi, è doveroso diffondere alcune raccomandazioni e adottare il principio di precauzione, tuttavia arrivare all’avviso sui cellulari potrebbe ingenerare un eccesso di allarmismo sui telefonini.(fonte doctornews)

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Boom radiazioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 agosto 2011

Proprio in questi giorni il Ministro della Salute Ferruccio Fazio, nel rispondere ad un’interrogazione parlamentare, ha portato alla ribalta un problema che è stato troppo spesso sottovalutato: quello dei rischi connessi all’esposizione troppo frequente alle TAC, specie per i più piccoli. La questione, però, non riguarda solo le TAC e i bambini che comunque sono i soggetti più a rischio essendo gli stessi maggiormente radiosensibili ed avendo una più lunga aspettativa di vita, ma negli ultimi anni, a causa dell’evoluzione degli strumenti diagnostici, sempre più affidabili ma anche sempre più invasivi, la quantità media di radiazioni assorbite tramite il cosiddetto imaging diagnostico (Raggi “X”, TAC, risonanze magnetiche e così via) è arrivata a livelli inimmaginabili solo qualche anno or sono. Tra le novità sul mercato della diagnostica, vi è da segnalare quanto fanno alcuni studi dentistici ed altri specialisti, come rivela il New York Times in una sua inchiesta, che stanno adottando in maniera indiscriminata un nuovo dispositivo di scansione che emette radiazioni significativamente più forti rispetto ai metodi tradizionali, noto come cone-beam CT scanner, che da una parte fornisce chiarissime immagini 3-D di denti, radici, mascella e persino cranio, ma dall’altra viene spacciato in riviste o conferenze ad hoc, come completamente innocuo da dentisti prezzolati o sponsorizzati dai produttori, mentre è pur sempre uno strumento invasivo.
Il Rapporto stima che negli Stati Uniti – ma in Europa i dati dovrebbero essere del tutto simili – dal 1980 a oggi la quantità di radiazioni pro capite assorbite in questo modo dai cittadini è aumentata di ben sette volte. Tutto ciò sarebbe l’ovvia conseguenza del ricorso troppo facile all’imaging diagnostico, che costituisce anche una voce di bilancio importante dei vari sistemi sanitari. Come è noto, infatti, l’utilizzo della diagnostica ad immagini è ormai uno dei fulcri della medicina generale e di gran parte delle varie branche, tanto che possiamo concordare sulla circostanza che costituisca uno strumento pressoché indispensabile per certi aspetti, ma per altri, dovrebbe essere utilizzato con maggior prudenza specie tra i giovani perché aumenta, seppur non di molto, l’incidenza del rischio del cancro. Per tali ragioni chiediamo al Ministero della Sanità di avviare immediatamente la campagna promessa di prevenzione ed informazione, al fine di far comprendere che l’utilizzo frequente e non a fini indispensabili della diagnostica ad immagini può essere causa di gravi problemi della salute specie dei più piccoli, con effetti che si verificano a lungo termine. (Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti)

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Giovani e radiazioni ionizzanti

Posted by fidest press agency su sabato, 18 giugno 2011

Quanto ne sanno i giovani di radiazioni ionizzanti? Quanta consapevolezza hanno del livello di esposizione e dei rischi connessi? A queste domande risponde lo studio condotto da Antonio Fasanella (Sapienza Università di Roma) e Manlio Maggi (Ispra – Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale) pubblicato nel volume “Le conoscenze giovanili sulle radiazioni ionizzanti. Intervento e valutazione nelle scuole superiori del Lazio”, presentato presso il Centro congressi della Sapienza di Roma.
L’argomento “radiazioni ionizzanti”, soprattutto se legato a eventi incidentali e alla presenza di fonti di rischio dovute ad attività umane, suscita sempre notevoli preoccupazioni nella popolazione. Ne è un chiaro indicatore il comportamento dei mezzi di comunicazione di massa, nei quali, anche in caso di eventi o di situazioni che dagli addetti ai lavori potrebbero essere ritenuti scarsamente significativi, si riscontra una evidente, puntuale attenzione ed enfatizzazione. Si tratta, infatti, di temi altamente “notiziabili” ma, come per altre complesse questioni di carattere scientifico, ciò non implica necessariamente una trattazione accurata, ragionevolmente completa e adatta a favorire una crescita culturale e una consapevolezza critica nei destinatari.
L’Ispra sta realizzando un programma, nell’ambito di una convenzione con il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare (Mattim), che mira alla messa a punto e alla sperimentazione di strategie comunicative efficaci per la diffusione di contenuti tematici legati al rischio radiologico. In tale direzione si colloca l’attività di ricerca che è stata svolta attraverso una convenzione con il dipartimento di Comunicazione e Ricerca sociale (CoRiS) della Sapienza Università di Roma.
Per poter disporre di un chiaro quadro di conoscenze preliminari relative ai destinatari del processo comunicativo, soprattutto per quanto attiene a esigenze, bisogni, motivazioni, interessi e, soprattutto, cognizioni già possedute in merito ai temi oggetto di comunicazione/trattazione, si è proceduto secondo la logica di una ricerca-intervento, privilegiando un disegno di indagine di tipo quasi-sperimentale. Per dare corso a tale linea, è stato individuato un target specifico, in relazione al quale predisporre, realizzare e valutare una campagna di informazione sulla radioattività e sui rischi ad essa connessi.
Gli studenti complessivamente raggiunti sono 2.635, mentre i casi considerati validi (presenti sia nella prima, sia nella seconda rilevazione per il Gc ed anche all’intervento formativo per il Gs) ammontano a 1.757 (845 nel Gs, 912 nel Gc).
L’indagine ha fatto emergere che la maggioranza dei giovani intervistati residenti in aree in cui si registrano potenziali fattori di incremento del rischio radiologico (sia per una maggiore incidenza di sorgenti naturali, sia per la presenza di determinati impianti) non solo non possiede a monte conoscenze nel merito (circa il 70% di essi si attesta, al pretest, su un livello di competenza complessivo basso/medio-basso), ma addirittura non sa di frequentare quotidianamente una zona così caratterizzata (quasi il 90% del campione raggiunto dichiara di non sapere se nei pressi della scuola frequentata esistano fonti di radiazioni ionizzanti).
Rispetto alle conoscenze complessivamente maturate a seguito dell’intervento formativo, il Gruppo sperimentale si caratterizza per un maggior volume di spostamenti in positivo dal pretest al posttest, ma anche per una maggiore incidenza dei forti balzi in avanti, cioè dei passaggi da punteggi bassi a punteggi alti di competenza. Il miglioramento riguarda soprattutto il Gs (56,2% per il Gs; 42,4% per il Gc); parimenti, il peggioramento in misura maggiore il Gc (49,6% per il Gc; 35,7% per il Gs), mentre le percentuali legate alla stabilità sono identiche nei due gruppi in analisi. Tutti gli istituti scolastici del Gs coinvolti nell’indagine (a parte qualche eccezione) presentano percentuali più consistenti di miglioramento rispetto al Gc; inoltre, all’interno del Gs, emergono dei contesti di eccellenza (con percentuali superiori al 70%) in cui l’intervento formativo ha avuto particolare successo.

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Fukushima già di scala 7 come Cernobyl

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2011

Un nuovo studio commissionato da Greenpeace Germania al Dr. Helmut Hirsch, esperto di sicurezza nucleare, rivela che l’incidente alla centrale giapponese di Fukushima,  ha già rilasciato un tale livello di radioattività da essere classificato di livello 7, secondo l’International Nuclear Event Scale (INES). Lo studio del Dr. Hirsch, che si basa sui dati pubblicati dall’Agenzia Governativa Francese per la Protezione da Radiazioni (IRSN) e dall’Istituto Centrale di Meteorologia  Austriaco (ZAMG) [2], ha rilevato che la quantità totale di radionuclidi di iodio-131 e cesio-137, rilasciata a Fukushima tra l’11 e il 13 marzo 2011, equivale al triplo del valore minimo per classificare un incidente come livello 7 nella scala INES. 7 è il livello massimo di gravità per gli incidenti nucleari, raggiunto in precedenza solo durante l’incidente a Cernobyl del 1986. Greenpeace ha inviato in Giappone un gruppo di esperti che da oggi inizieranno a monitorare i livelli di contaminazione radioattiva intorno alla zona di evacuazione per valutare la reale portata di rischio per la popolazione locale. “Fin dall’inizio della crisi nucleare a Fukushima, sembra che le autorità stiano sottovalutando sia i rischi che l’estensione della contaminazione radioattiva. Siamo venuti qui a Fukushima per fare un’analisi trasparente e indipendente sulla reale contaminazione radioattiva dell’area e sui rischi per la salute pubblica” afferma Jan van de Putte, team leader di Greenpeace e consulente in sicurezza radioattività. Mentre a Cernobyl l’incidente aveva coinvolto un solo reattore, a Fukushima si è avuto rilascio di radioattività da quattro reattori. I reattori 1, 2 e 3 hanno subito perdita di liquido refrigerante che ha portato alla fusione del combustibile nucleare. La piscina del reattore 4, contenente combustibile nucleare esausto, ha perso liquido refrigerante fino a produrre un incendio che ha coinvolto il combustibile. Un’esplosione di idrogeno ha infine distrutto la struttura del reattore 4.L’IAEA ha sempre dichiarato che un incidente di questa scala non sarebbe mai stato possibile in un reattore occidentale, e invece ce ne sono stati tre in una volta. Greenpeace è particolarmente preoccupata per gli effetti che la ricaduta radioattiva avrà su un paese ad alta densità di popolazione come il Giappone. La maggior parte della radioattività di Cernobyl è ricaduta sulla Bielorussia, con una densità abitativa di 40 persone per chilometro quadrato. Il Giappone ha una densità media di 800 persone per chilometro quadrato. L’area metropolitana di Tokyo ha densità di oltre 1200 persone per chilometro quadro. Le implicazioni per la dose collettiva di radiazione sulla popolazione potrebbero essere enormi.

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Io penso ai bambini del Giappone

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 marzo 2011

Lettera al direttore Io penso a bambini del Giappone. Penso ai bambini che sono scampati alla furia  dello tsunami, ma che non scamperanno alla ottusità degli adulti. Penso ai bambini che si ammaleranno di tumori alla tiroide, di leucemia, a causa delle radiazioni. Penso ai bambini che,  secondo quanto riferiscono gli scienziati, sono i più esposti. Ai bambini che non hanno colpe, che non hanno deciso di costruire centrali nucleari, che non possono raccogliere firme, che non possono andare in piazza a protestare, che non si recano alle urne a scegliere chi deciderà il loro futuro. Penso a tutti i bambini del mondo.  Ai bambini che avremmo il dovere di amare e di  proteggere, ai bambini per i quali dovremmo  essere disposti a sacrificare anche la vita. Ai bambini ai quali consegniamo invece un mondo guasto, corrotto, malato. Penso ai bambini, e penso a coloro i quali ai bambini non pensano. O che forse, chissà, ci pensano, ma non gliene frega niente. (Francesca Ribeiro)

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Creme solari in montagna: Consigli

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

Tempo di montagna, di neve, sole, freddo e vento. La neve  riflette i raggi del sole 4 volte piu’ della sabbia (+400%) ed ha effetti piuttosto aggressivi  sulla pelle. La minore distanza dal sole e il conseguente aumento delle radiazioni, il freddo e il vento completano l’opera. Occorre quindi una buona crema solare per evitare le scottature e danni maggiori, quali il melanoma. Ricordiamo che il sole e’ responsabile per il  70% dell’invecchiamento della nostra pelle. Molti consumatori utilizzano le creme tenute in cassetto dall’estate scorsa. Sono ancora efficaci? Anche le creme solari hanno una scadenza. La legge prevede che, oltre all’elenco degli ingredienti, sia mostrata anche la data di scadenza post apertura. L’indicazione e’ effettuata a cura del produttore. Le creme solari sono costituite da una emulsione di grasso, acqua e filtro solare ed e’ proprio la presenza del grasso che pone il problema della durata delle creme, perche’ puo’ rapidamente degradarsi, soprattutto se viene esposto al calore, e far perdere efficacia al prodotto. (Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc)

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La moderna radioterapia

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 Mag 2010

Offre ai pazienti affetti da tumore sempre maggiori opportunità di guarigione e di preservazione degli organi malati e della loro funzione. Questo miglioramento è ottenuto dall’integrazione di saperi diversi. La moderna radioterapia si avvale, infatti, dell’approfondimento delle conoscenze sull’interazione diretta o indiretta tra le radiazioni e i diversi processi metaboli della cellula neoplastica e del microambiente che la circonda, e sul ruolo delle nuove molecole nel potenziare la sua azione sulle cellule neoplastiche come nel prevenirla sui tessuti sani. Nuove modalità di accelerazione di particelle differenti dagli elettroni rendono disponibili radiazioni dalle caratteristiche utili ad ulteriormente perfezionare l’irradiazione di bersagli complessi ed eterogenei nella loro sensibilità. La rappresentazione mediante un imaging non più solo morfologico, ma anche metabolico e funzionale, consente di identificare meglio i volumi a rischio di presenza di malattia, ma anche di identificare tramite la ripetizione degli stessi durante la terapia, se la neoplasia evidenzia sub volumi resistenti al trattamento, consentendo le necessarie ottimizzazioni. La possibilità di realizzare macchine ibride con diagnostiche disponibili nelle apparecchiature di trattamento o di montare unità di terapia in apparecchiature di diagnostica o su robot, favorisce il monitoraggio della corretta geometria del trattamento radiante durante tutta la sua durata e il governo dell’irradiazione di organi in movimento. L’estendersi delle possibilità delle altre terapie oncologiche favorisce la definizione di approcci terapeutici personalizzati in grado di offrire ai pazienti non solo maggiori possibilità di guarigione ma anche una migliore qualità di vita. La percezione da parte del paziente della fondamentale importanza di identificare nell’équipe terapeutica dei sanitari vicini alle complesse dinamiche emotive ed organizzative nelle quali si trova a vivere, richiede l’esercizio di un sapere relazionale attento e competente. Nella moderna radioterapia nuovi profili professionali e nuovi scenari organizzativi interagiscono con grande dinamicità e richiedono quindi di essere coordinati per far beneficiare ai pazienti e gli operatori tutti il vantaggi di questa innovazione. (Prof. Vincenzo Valentini Professore Associato, Cattedra di Radioterapia, Università  Cattolica S. Cuore (Roma) Presidente eletto della European Society of Therapeutic Radiology and Oncology (ESTRO)

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XVII Convegno della Società Italiana Luce di Sincrotrone

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 luglio 2009

Camerino ospiterà,  dal 24 al 26 luglio 2009, il XVII Convegno della Società Italiana Luce di Sincrotrone (SILS). Sincrotrone, che cos’era costui? I sincrotroni sono laboratori internazionali in cui viene prodotta una fonte di radiazione elettromagnetica particolarmente intensa e molto adatta allo studio della struttura della materia, ma che offre numerose applicazioni avanzate anche nello studio dei materiali biologici, delle problematiche ambientali, dei processi chimici, dei nuovi materiali.  Si tratta di un campo in cui lavora anche il gruppo di ricerca in Mineralogia di Unicam, coordinato dalla professoressa Paris e che si occupa dello studio della struttura di minerali. “Il convegno annuale della SILS – sottolinea la Prof.ssa Eleonora Paris, docente Unicam del Dipartimento di Scienze della Terra – è un’occasione per aggiornare la comunità scientifica italiana sulla ricerca che si effettua usando la radiazione di sincrotrone e favorire l’incontro di ricercatori appartenenti a diverse aree scientifiche, che hanno in questo convegno la possibilità di instaurare nuove collaborazioni anche interdisciplinari. L’incontro si propone, inoltre, di diffondere informazioni sulle nuove possibilità di ricerca presso i sincrotroni europei e internazionali, laboratori avanzati in continua evoluzione tecnologica”. Il programma scientifico dell’incontro, che si articolerà in due giornate e mezzo, prevede relazioni su invito, comunicazioni e sessione poster, soprattutto dedicata ai giovanisulle ricerche di particolare rilievo nei diversi settori di applicazione della radiazione di sincrotrone.

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