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Radiofrequenza: la tecnologia al servizio della bellezza

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 maggio 2019

Nicolò ScuderiFuturo e innovazione tecnologica sono concetti quasi inscindibili tra di loro, per questo motivo pensare alla medicina estetica del futuro significa anche considerare le tecnologie in grado accompagnare medici e pazienti verso il domani. Per essere davvero ‘innovativa’ una tecnologia deve cambiare radicalmente la pratica quotidiana di una disciplina, deve ridurre al minimo l’invasività mantenendo ad alti livelli i risultati, senza per questo alterare le naturali armonie della figura. Sembrano standard irraggiungibili, eppure oggi esistono macchinari in grado di soddisfarli: si tratta di dispositivi per l’applicazione delle radiofrequenze endodermiche. “A mio avviso si tratta della più interessante novità della medicina estetica degli ultimi 10 anni – sottolinea Nicolò Scuderi, professore di chirurgia plastica e presidente della Conferenza italiana per la riparazione dei tessuti, in occasione del 40° congresso della Società italiana di medicina estetica (SIME) in corso a Roma – in quanto consente di intervenire su zone difficilmente trattabili con altre metodiche e fornisce dei risultati molto evidenti, tanto da rivaleggiare in qualche caso anche con quelli chirurgici. È inoltre sinergica con altre metodiche medico estetiche, (con i filler ad esempio) ed è estremamente duttile: variando i parametri di calore e di energia prodotti dal macchinario, si possono avere effetti diversi, che vanno da un effetto tensivo ad un effetto fibrolitico, fino ad attuare un’azione lipolitica mirata”.
La procedura consiste nell’inserimento sottocutaneo di un’agocannula e di una sonda che trasmette il calore generato dalla radiofrequenza ai tessuti. Lo specialista può selezionare la temperatura adatta all’ottenimento del risultato desiderato: con una temperatura di circa 50° C, il passaggio dell’agocannula produce la retrazione delle strutture collageniche del derma (con conseguente ‘effetto lifting’) e attiva i fibroblasti fondamentali per riparare il derma stimolando la produzione di collagene; A circa 60° C ha un effetto fibrolitico, ovvero riesce a eliminare aderenze tissutali derivanti da traumi o interventi chirurgici. Alzando ulteriormente la temperatura e arrivando intorno ai 70° C, ha un’azione lipolitica e permette di eseguire una liposcultura anche in zone ‘difficili’ come quella sotto-mentaliera, delle braccia e dell’interno cosce.
Ottimi sono poi i risultati, presentati nel corso del Congresso, dell’applicazione di questa tecnologia a livello del volto, dove è stata impiegata per contrastare il naturale cedimento dei tessuti dovuto all’età. L’estrema precisione e l’attento controllo delle aree da trattare garantiscono infatti un recupero significativo di tonicità che riesce a mantenersi nel tempo in modo soddisfacente per il paziente. “Sono risultati comprovati dalla pratica clinica – rileva Scuderi – il gruppo di pazienti da noi seguito e stato analizzato anche da un medico estetico esterno alla nostra indagine. I controlli sono stati effettuati a distanza di 3 e 6 mesi dal trattamento, e in tutti i pazienti hanno confermato la sua bontà. Erano infatti ben visibili effetti quali riduzione delle rughe, sollevamento degli zigomi e delle guance, qualità della pelle migliorata. Ma forse la conferma più importante è arrivata dall’autovalutazione dei pazienti, che in tutti i casi hanno affermato di avere una percezione di sé migliore di prima”. (by Nicolò Scuderi)

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Eliminare la cellulite

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2010

La dottoressa Patrizia Gilardino, socia del Sicpre, ha condotto le sperimentazioni cliniche: «Il Triactive Plus è uno dei macchinari più efficaci per migliorare la pelle “a buccia d’arancia”» Si avvicina l’estate e molte donne cominciano a temere la “prova costume”. La nemica numero uno da sconfiggere è sempre lei, la cellulite, un inestetismo che interessa 8 donne su 10 tra i 16 e i 60 anni. Per risolvere il problema in modo radicale sono indispensabili la consulenza di un esperto e tecniche mirate: quest’anno c’è a disposizione una nuova arma per risolvere anche i casi più difficili. «La novità 2010 è Triactive Plus, un macchinario super-specializzato per sconfiggere la cellulite grazie alla combinazione di laser, radiofrequenza e ultrasuoni, che non lascia scampo neanche agli inestetismi peggiori» afferma la dottoressa Patrizia Gilardino, socia del Sicpre (Società italiana di chirurgia plastica e ricostruttiva). Per risolvere efficacemente il problema, è necessario rimuovere le cause, ossia eliminare circolazione e infiammazione. Triactive Plus ci riesce grazie a una piattaforma che utilizza sei diversi manipoli con azioni differenti: laser, ultrasuono, radiofrequenza. La loro azione combinata permette di intervenire sugli inestetismi della pelle per ottenere una cute tonica e elastica, e un rimodellamento armonioso della figura corporea». I manipoli laser attivano la microcircolazione grazie a un micro-massaggio reso più efficace dall’azione combinata con il freddo. Il laser ha un’azione principalmente anti infiammatoria e scalda in profondità: questa azione, abbinata al freddo, determina una “ginnastica” vascolare migliorando il microcircolo cutaneo. Il manipolo radiofrequenza, utilizza una tecnologia bipolare con aspirazione in grado di attivare un riscaldamento selettivo, che determina una contrazione delle fibre di collagene e dunque un’attivazione della microcircolazione. La particolare ginnastica dovuta ai movimenti dell’operatore col manipolo infine attiva la normalizzazione del tono cutaneo ed il drenaggio dei liquidi in eccesso. Il terzo manipolo agisce con l’ultrasuono (la cosidetta “cavitazione). Le onde acustiche sciolgono lo strato più superficiale di grasso, ammorbidendolo e rendendolo meno visibile. Il trattamento può svilupparsi in due sedute da mezz’ora alla settimana o in una da un’ora. Il costo va da 60 a 120 euro. Di solito con 6/8 seduta da un’ora, si hanno già dei buoni risultati. Risolvere il problema della cellulite non è importante solo per arrivare pronti alla prova-costume: «Anche se le persone decidono di affrontare il problema solo per un approccio estetico, la cellulite è una vera e propria patologia – aggiunge Patrizia Gilardino, chirurgo plastico socio del Sicpre -. Eliminandola si migliora la circolazione e si risolvono una serie di problemi, come le gambe pesanti. Modificare l’alimentazione con una dieta proteica serve invece a dimagrire senza patire la fame e aiuta a mantenere un corretto approccio al cibo, non solo per pochi mesi. Pur prendendo spunto da un problema estetico, si ottiene dunque un benessere fisico più generalizzato».
Patrizia Gilardino Laureata in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Milano nel 1988, Si è specializzata nella Scuola di Chirurgia Plastica Ricostruttiva dell’Università degli Studi di Milano nel 1993. Iscritta all’Ordine dei Medici di Milano dal 1989, ha lavorato fino al 2003 all’Unità Funzionale di Chirurgia Plastica dell’Ospedale Multimedica di Sesto San Giovanni. Esercita la libera professione in diverse strutture milanese: Poliambulatorio della Guardia di Finanza di Milano, Centro Dermatologico Europeo e nel proprio studio di via Colonna, a Milano. È membro della Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica, della Società di verifica e controllo di qualità, della Società americana di chirurgia plastica e della Società americana per la fototerapia dinamica.

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