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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Posts Tagged ‘radioterapia’

La moderna radioterapia

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 agosto 2017

radioterapiaOffre ai pazienti affetti da tumore sempre maggiori opportunità di guarigione e di preservazione degli organi malati e della loro funzione. Questo miglioramento è ottenuto dall’integrazione di saperi diversi. La moderna radioterapia si avvale, infatti, dell’approfondimento delle conoscenze sull’interazione diretta o indiretta tra le radiazioni e i diversi processi metaboli della cellula neoplastica e del microambiente che la circonda, e sul ruolo delle nuove molecole nel potenziare la sua azione sulle cellule neoplastiche come nel prevenirla sui tessuti sani. Nuove modalità di accelerazione di particelle differenti dagli elettroni rendono disponibili radiazioni dalle caratteristiche utili ad ulteriormente perfezionare l’irradiazione di bersagli complessi ed eterogenei nella loro sensibilità. La rappresentazione mediante un imaging non più solo morfologico, ma anche metabolico e funzionale, consente di identificare meglio i volumi a rischio di presenza di malattia, ma anche di identificare tramite la ripetizione degli stessi durante la terapia, se la neoplasia evidenzia sub volumi resistenti al trattamento, consentendo le necessarie ottimizzazioni. La possibilità di realizzare macchine ibride con diagnostiche disponibili nelle apparecchiature di trattamento o di montare unità di terapia in apparecchiature di diagnostica o su robot, favorisce il monitoraggio della corretta geometria del trattamento radiante durante tutta la sua durata e il governo dell’irradiazione di organi in movimento. L’estendersi delle possibilità delle altre terapie oncologiche favorisce la definizione di approcci terapeutici personalizzati in grado di offrire ai pazienti non solo maggiori possibilità di guarigione ma anche una migliore qualità di vita. La percezione da parte del paziente della fondamentale importanza di identificare nell’équipe terapeutica dei sanitari vicini alle complesse dinamiche emotive ed organizzative nelle quali si trova a vivere, richiede l’esercizio di un sapere relazionale attento e competente. Nella moderna radioterapia nuovi profili professionali e nuovi scenari organizzativi interagiscono con grande dinamicità e richiedono quindi di essere coordinati per far beneficiare ai pazienti e gli operatori tutti il vantaggi di questa innovazione. (Prof. Vincenzo Valentini Professore Associato, Cattedra di Radioterapia, Università Cattolica S. Cuore (Roma)

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Tumore del polmone: identificato un nuovo bersaglio terapeutico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 maggio 2017

tumore polmoneUn team di ricerca della Sapienza ha individuato il meccanismo molecolare che controlla le cellule staminali tumorali dell’adenocarcinoma, il più frequente dei tumori polmonari. La scoperta apre la strada a strategie mediche maggiormente efficaci e meno invasive.
Il tumore del polmone è la prima causa di morte per cancro e l’adenocarcinoma è il tipo più frequente. Finora gli unici trattamenti previsti nella pratica clinica sono la resezione chirurgica, ove possibile, coadiuvata da regimi aggressivi di chemioterapia e radioterapia. Ciononostante, l’esito rimane infausto per molti pazienti.Una strategia medica sicuramente più efficace e meno invasiva potrebbe essere quella che si basa sul controllo delle cellule staminali tumorali, considerate “il serbatoio del cancro”, cellule relativamente insensibili alle strategie terapeutiche attualmente in uso.
In questo ambito di ricerca, il team coordinato da Elisabetta Ferretti del Dipartimento di Medicina Sperimentale della Sapienza, ha identificato il ruolo della proteina Gli1 nei meccanismi molecolari che controllano le cellule staminali di adenocarcinoma del polmone. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Oncogene. “La caratterizzazione di questi circuiti molecolari è un passo molto importante nella comprensione della complessa biologia di questo tipo di tumore – spiega Agnese Po, Ricercatrice del Dipartimento di Medicina Molecolare della Sapienza– e i risultati ottenuti permettono di poter sviluppare strategie terapeutiche che possano unire l’arma del targeting di Gli1 alle terapie biologiche già nell’uso clinico o in corso di valutazione nei clinical trials”.“Essendo la funzione di Gli1 a valle di quella di altre vie attive nel adenocarcinoma del polmone già note – afferma Elisabetta Ferretti – utilizzarlo come bersaglio terapeutico potrebbe rappresentare una strategia vincente laddove la resistenza ai farmaci è una causa frequente di fallimento delle terapie antineoplastiche.Questa scoperta – aggiunge Elisabetta Ferretti – è dedicata con orgoglio e riconoscenza ad Alberto Gulino, Docente e Direttore del Laboratorio di Oncologia Molecolare della Sapienza venuto a mancare prematuramente nel 2014, che ha ispirato e trasmesso con passione e competenza il valore del sapere e l’entusiasmo per la ricerca scientifica ai suoi allievi.

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Campus bio-medico: per il nuovo centro di radioterapia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 ottobre 2011

Gianni Alemanno, Mayor of Rome.

Image via Wikipedia

E’ partita ufficialmente con una serata di gala presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma per la raccolta fondi, per il progetto che costerà alla struttura 8 milioni di euro. L’evento, promosso e sostenuto dall’Ordine Costantiniano di San Giorgio, sarà presenziato dai Principi Carlo e Camilla di Borbone. Sono intervenuti il Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, e il Sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno. Il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico punta a realizzare entro un anno un nuovo Centro di Radioterapia Oncologica presso la propria sede di Trigoria. La nuova struttura si affiancherà a quella già funzionante presso il Polo Oncologico nel quartiere Prenestino della capitale. Le nuove tecnologie, delle quali sarà dotato il Centro di Radioterapia Oncologica, consentiranno d’irradiare il sito tumorale con maggiore precisione di oggi, massimizzando così l’efficacia terapeutica e riducendo contemporaneamente la tossicità del trattamento per gli organi sani. “Saremo anche in grado di trattare neoplasie oggi non aggredibili, come il mesotelioma pleurico, un tumore che si pone in correlazione con l’esposizione dell’organismo all’amianto – spiega il Prof. Lucio Trodella, Direttore dell’Area Specialistica di Radioterapia del Campus Bio-Medico – L’OMS stima che nei prossimi 10 anni la domanda di trattamenti radioterapici crescerà del 22 per cento. Quella per tumori ai polmoni del 25 per cento. Per il il mesotelioma pleurico ci si attende nei prossimi anni un picco epidemiologico.

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Oncogeriatria a Milano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 giugno 2011

Milano (via Palazzolo, 21) Ha preso il via, all’Istituto “Palazzolo-Don Gnocchi” di l’innovativo progetto che coniuga oncologia e geriatria, iniziativa all’avanguardia sostenuta dalla regione Lombardia. Si tratta del nuovo reparto di degenza per pazienti di età superiore ai 65 anni, affetti da patologia neoplastica: 27 posti letto, accreditati con il Servizio Sanitario Regionale, con accessi diretti o da altri centri ospedalieri dopo interventi di chirurgia oncologica o radioterapia. Il reparto si suddivide in due Unità Operative: Medicina Oncologica e Geriatrica e Riabilitazione Generale Geriatrica a indirizzo oncologico. Il nuovo servizio si affianca al day hospital-ambulatorio di oncologia geriatrica (4 posti), per la somministrazione della chemioterapia antitumorale, avviato al “Palazzolo” nello scorso mese di marzo e in grado di offrire la possibilità di ricovero ordinario per pazienti anziani fragili e vulnerabili per prestazioni di chemioterapia, terapia di supporto e riabilitazione. Direttore del Progetto di continuità assistenziale per pazienti anziani oncologici è il professorSilvio Monfardini, mentre il dottor Riccardo Sandri è il primario dell’Unità di Oncogeriatria.
Le attività previste dal progetto di continuità assistenziale per il paziente oncologico anziano sono le seguenti:
somministrazione chemioterapia antitumorale in Day Hospital e durante la degenza;
riabilitazione per pazienti oncologici;
visite oncologiche ambulatoriali;
collegamento permanente con i medici di medicina generale per la gestione extra-ospedaliera del paziente anziano ed eventuale attivazione dell’Assistenza Domiciliare Integrata o Custode sociale;
consulenze per pazienti interni ed esterni;
partecipazione al team per la discussione interdisciplinare sulla gestione clinica e sociale dei casi;
predisposizione e divulgazione di protocolli di cura del paziente anziano, interagendo con altre strutture operanti nell’area oncologica (Istituti Tumori, Aziende ospedaliere) e i medici di medicina generale;
corsi di formazione per il personale infermieristico e medico;
informazione al pubblico anziano su diagnosi precoce e terapia.
Di particolare importanza è la riabilitazione oncologica. Questa riveste oggi un ruolo di primo piano in una realtà caratterizzata da un crescente numero di interventi riabilitativi richiesti dalla patologia neoplastica e soprattutto dai trattamenti specifici (chirurgia, radioterapia, chemioterapia) ad essa correlati. In questo ambito è pertanto essenziale sviluppare “standard di cura” ottimali e valutarne successivamente gli impatti in termini di risultati e assorbimento di risorse. La prevalente componente anziana tra i pazienti oncologici, comporta un’ulteriore attenzione nella predisposizione di protocolli riabilitativi.

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Convegno nazionale di Radioterapia

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 febbraio 2011

Chieti 17 febbraio, dalle ore 8.30 presso l’Auditorium del Rettorato dell’Università IX edizione del Convegno nazionale di Radioterapia «Incontro con gli esperti», organizzato dal direttore dell’Istituto di Radioterapia Oncologica dell’Ospedale «SS. Annunziata» di Chieti, Giampiero Ausili Cèfaro. Il titolo del convegno è «Le terapie integrate nei tumori del sistema nervoso nell’adulto e nel bambino».  La particolare delicatezza relativa all’oncologia pediatrica richiede competenze professionali di elevato profilo e, non a caso, i Centri che se ne occupano in Italia non sono numerosi. Per questo l’incontro riveste una particolare importanza ed è una preziosa occasione di interscambio scientifico per gli istituti teatini di Radioterapia Oncologica  diretto da Ausili Cèfaro e della Clinica Pediatrica diretta da Francesco Chiarelli, ai fini di una possibile prospettiva di implementazione dell’oncologia pediatrica nel polo teatino. Apriranno i lavori il Direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Francesco Zavattaro, il Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Chieti, Carmine Di Ilio, e la Presidente dell’Associazione italiana di radioterapia oncologica (AIRO), Enza Barbieri. Il Convegno richiamerà a Chieti docenti, relatori e moderatori in ambito medico-oncologico (radioterapisti, oncologi, neurologi, neurochirurghi, neuroradiologi e pediatri) particolarmente esperti proprio in materia di neuro-oncologia. Spiccano infatti le prestigiose presenze dei gruppi neuro-oncologici dell’Ospedale Bellaria di Bologna, del Centro di riferimento oncologico di Aviano, del Policlinico «A. Gemelli» di Roma, dell’Istituto Tumori e Ospedale Gaslini di Genova e dell’Istituto Tumori di Milano, questi ultimi due Centri impegnati nella seconda giornata dei lavori sui tumori pediatrici.   L’evento, oltre a essere patrocinato dall’Associazione italiana di radioterapia oncologica (AIRO), conta infatti anche sul patrocinio dell’Associazione italiana ematologia oncologia pediatrica (AIEOP) e annovera tra i maggiori esperti nazionali anche Felice Giangaspero dell’Università «La Sapienza» di Roma, il quale parlerà dei nuovi scenari biomolecolari e del loro impatto nel management clinico di queste patologie tumorali. Le attese sono dunque importanti, anche in considerazione delle numerose domande di partecipazione giunte da tutta Italia e del numero di pre-iscritti che va ben oltre le 150 unità.

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Cancro al polmone

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 luglio 2010

Approvato in Italia un rivoluzionario approccio contro la forma di tumore del polmone chiamata ‘non a piccole cellule’ (NSCLC) che rappresenta circa il 75% dei casi di carcinoma polmonare, la più comune forma di cancro con la più alta incidenza in tutto il mondo e con un tasso di sopravvivenza a cinque anni di circa il 10%.  L’intervento chirurgico costituisce il trattamento preferenziale delle forme precoci, ma circa il 60-65% dei pazienti si presenta con malattia non operabile o metastatica. Questo gruppo di pazienti può beneficiare di un trattamento medico a base di chemioterapia e radioterapia. Alla progressione di malattia dopo la chemioterapia di prima linea sono disponibili trattamenti di II o III linea con inibitori della proteina tiroxina-chinasi (TKI).  Oggi è stato approvato un farmaco, Iressa (Gefitinib), che rappresenta una valida alternativa alla chemioterapia, il suo bersaglio molecolare è la mutazione di un gene, Egfr-Tk, responsabile dello sviluppo del tumore. Il corretto utilizzo di questo farmaco, nei soggetti mutati nel gene EGFR che rappresentano circa il 10% del totale, fornisce un aumento della risposta clinica fino al 70% dei casi.
La selezione dei pazienti con un chiaro algoritmo molecolare permette di ottimizzare il trattamento con l’ottenimento del controllo di malattia (risposta completa, parziale o stabilizzazione) nel 91,7% dei pazienti esposti al trattamento con Iressa e con un aumento significativo di 3,2 mesi della sopravvivenza libera da progressione (9,5 verso 6,3 mesi della chemioterapia a base di platino) in prima linea di trattamento (Mok T, NEJM 2009).
Diatech è  un’azienda a totale capitale proprio, e non si avvale di finanziamenti pubblici o derivati da case farmaceutiche. Diatech sostiene la propria ricerca grazie alla vendita dei test farmacogenetici, ed ha sviluppato anche contro le leucemie soluzioni già applicate da quasi 30 centri in Italia (Milano, Padova, Lecce, per citarne alcuni).  Ha messo a punto il test farmacogenetico più sofisticato e rapido per la personalizzazione dei trattamenti con l’Iressa. Il test permette di determinare sul tessuto tumorale, mediante il metodo Pyrosequencing, con elevata accuratezza, le più comuni mutazioni attivanti del gene EGFR associate alla sensibilità agli inibitori della tirosina-chinasi: E746-A750del nell’esone 19, L858R e L861Q nell’esone 21. Un primer set secondario fornito nel kit permette di rilevare eventuali mutazioni presenti nel codone 719 dell’esone 18 di EGFR. Per mezzo della stessa tecnologia, il test consente di identificare le principali varianti del gene EGFR correlate con la resistenza a gefitinib/erlotinib: T790M nell’esone 20 e D761Y nell’esone 19. Con i reagenti forniti nel kit è possibile rilevare anche mutazioni secondarie dell’esone 20, nella regione compresa tra il codone 768 e il 772.
Il Pyrosequencing è un metodo di sequenziamento del DNA, realizzato appositamente per studiare gli SNPs (mutazioni puntiformi o polimorfismi a singolo nucleotide). Sul DNA, composto da circa 3 miliardi di basi, basta una singola mutazione di uno dei 100.000 geni per modificare una delle proteine che danno suscettibilità a diverse malattie e/o diverse risposte ai farmaci. Più si studia in profondità e accuratezza, più si scopre l’importanza degli SNPs, che costituiscono il 90% delle mutazioni umane.  Rispetto ai metodi tradizionalmente in uso, il Pyrosequencing riesce a vedere in alta risoluzione anche i piccoli frammenti dei geni, con estrema sicurezza e in tempi decisamente ridotti.

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La moderna radioterapia

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 maggio 2010

Offre ai pazienti affetti da tumore sempre maggiori opportunità di guarigione e di preservazione degli organi malati e della loro funzione. Questo miglioramento è ottenuto dall’integrazione di saperi diversi. La moderna radioterapia si avvale, infatti, dell’approfondimento delle conoscenze sull’interazione diretta o indiretta tra le radiazioni e i diversi processi metaboli della cellula neoplastica e del microambiente che la circonda, e sul ruolo delle nuove molecole nel potenziare la sua azione sulle cellule neoplastiche come nel prevenirla sui tessuti sani. Nuove modalità di accelerazione di particelle differenti dagli elettroni rendono disponibili radiazioni dalle caratteristiche utili ad ulteriormente perfezionare l’irradiazione di bersagli complessi ed eterogenei nella loro sensibilità. La rappresentazione mediante un imaging non più solo morfologico, ma anche metabolico e funzionale, consente di identificare meglio i volumi a rischio di presenza di malattia, ma anche di identificare tramite la ripetizione degli stessi durante la terapia, se la neoplasia evidenzia sub volumi resistenti al trattamento, consentendo le necessarie ottimizzazioni. La possibilità di realizzare macchine ibride con diagnostiche disponibili nelle apparecchiature di trattamento o di montare unità di terapia in apparecchiature di diagnostica o su robot, favorisce il monitoraggio della corretta geometria del trattamento radiante durante tutta la sua durata e il governo dell’irradiazione di organi in movimento. L’estendersi delle possibilità delle altre terapie oncologiche favorisce la definizione di approcci terapeutici personalizzati in grado di offrire ai pazienti non solo maggiori possibilità di guarigione ma anche una migliore qualità di vita. La percezione da parte del paziente della fondamentale importanza di identificare nell’équipe terapeutica dei sanitari vicini alle complesse dinamiche emotive ed organizzative nelle quali si trova a vivere, richiede l’esercizio di un sapere relazionale attento e competente. Nella moderna radioterapia nuovi profili professionali e nuovi scenari organizzativi interagiscono con grande dinamicità e richiedono quindi di essere coordinati per far beneficiare ai pazienti e gli operatori tutti il vantaggi di questa innovazione. (Prof. Vincenzo Valentini Professore Associato, Cattedra di Radioterapia, Università  Cattolica S. Cuore (Roma) Presidente eletto della European Society of Therapeutic Radiology and Oncology (ESTRO)

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Tumori: assistenza a domicilio

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 marzo 2010

Nel nostro Paese, quasi l’87% delle oncologie ha attivo un servizio di assistenza domiciliare e il 33% dispensa medicinali per la cura dei tumori a casa. In questo, i pazienti delle regioni centrali risultano più penalizzati, mentre le unità operative del Sud si avvicinano per efficienza al settentrione: un’oncologia del Nord tratta a casa in media 200 pazienti, 148 al Sud-Isole, 118 al Centro. Dal 2003, le Pet (tomografia) per le diagnosi sono triplicate: erano disponibili per il 10% delle strutture, oggi per il 30% dei centri, mentre scintigrafie e risonanze magnetiche (Rm) sono quasi raddoppiate passando dal 36 al 61% e dal 51 al 90% rispettivamente. Progressi più lenti negli apparecchi per radioterapia: presenti nel 46% delle strutture oncologiche nel primo censimento AIOM 2001, lo sono nel 60% nel 2009, mentre si registra una discesa media del 20% degli psicologi passati da 1,6 in media per centro oncologico nel 2005 a 1,3 nel 2009. Dal 2001, i servizi riabilitativi (passati dal 4,6% al 41,7% odierno) e quelli per i malati terminali hanno compiuto i progressi maggiori: le strutture per terapie anti-dolore sono quadruplicate, arrivando all’80% dei casi nel 2009, dal 70% nel 2005 e dal 20% nel 2001. Nel complesso l’oncologo medico è ritenuto la figura di riferimento primario per il paziente e i suoi familiari e sempre più svolge un ruolo centrale rispetto ad altri specialisti (chirurgo, radioterapista, anatomo-patologo, ecc.). Sono solo alcuni dei dati dello spaccato della cura dei tumori nel nostro Paese confrontato con quello dei tre precedenti censimenti dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) che pubblica anche la prima ‘Carta dei servizi’, vero e proprio annuario regione per regione dell’assistenza in 230 oncologie italiane, e le nuove Linee Guida per i medici. I volumi sono stati illustrati oggi a Roma al Ministero della Salute alla presenza del prof. Ferruccio Fazio. “Il Libro Bianco dell’AIOM – ha affermato il Ministro – rappresenta un utilissimo tentativo di disegnare una mappa accurata e aggiornata dello stato dell’oncologia in Italia. Il suo utilizzo potrà quindi rendere più facile e sopratutto incisiva, l’azione del Ministero nel migliorare e correggere, laddove necessario, i livelli di prestazioni così come i servizi e l’organizzazione. L’obiettivo più ambizioso sarà quello di creare un network di tutte le Reti Oncologiche Regionali (Rete delle reti) per fornire standard di assistenza più elevati a tutti i pazienti oncologici, indipendentemente dalla sede in cui risiedono”. “Per AIOM la parola d’ordine è oggi appropriatezza – ha aggiunto Carmelo Iacono, presidente AIOM – cioè anzitutto garanzia ma anche diritto del cittadino alla migliore cura disponibile.”

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Tumori ginecologici

Posted by fidest press agency su domenica, 21 febbraio 2010

Un progetto e un’ambizione: diventare centro di riferimento nel trattamento dei tumori ginecologici. In questa prospettiva si muove l’unità operativa di Radioterapia di Chieti, che vuole specializzarsi in un settore dell’oncologia che oggi fa registrare, invece, una sensibile fuga di pazienti, determinata dalla scelta di eseguire altrove i trattamenti necessari.  Si parte, allora, con la formazione, a livello alto, per avviare in concreto un percorso che possa approdare alla realizzazione di un polo specializzato per queste patologie, e con il coinvolgimento di due big:  Giovanni Scambia, direttore dell’Istituto di Ginecologia Oncologica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, e Higinia Cardenes, del Centro di Radioterapia di Indianapolis, esponente di spicco dell’Associazione americana di radioterapia oncologica e autrice di numerose pubblicazioni.  «La rilevanza scientifica della nostra iniziativa è testimoniata dal boom di richieste di partecipazione  ricevute, visto che i 200 posti a disposizione sono esauriti da tempo – sottolinea Giampiero Ausili Céfaro, direttore della Radioterapia di Chieti –, oltre che dalla presenza qualificata degli esperti che interverranno nel trattare le più recenti innovazioni nel campo dei tumori dell’utero, dell’ovaio e della vulva. Una conferma della credibilità che la nostra unità operativa si è costruita nel tempo, e sulla quale si potrà investire per realizzare un nuovo centro di riferimento per la patologia oncologica di tipo ginecologico».

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Asl dell’Aquila: trattamenti per i pazienti oncologici

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2009

Potranno rivolgersi all’Ospedale di Chieti i pazienti che avrebbero dovuto iniziare i trattamenti di radioterapia nell’Ospedale dell’Aquila. I direttori delle unità operative di Radioterapia del capoluogo di regione, il professor Vincenzo Tombolini, e del Policlinico teatino, Giampiero Ausili Cèfaro, si sono incontrati ieri all’Aquila e, d’intesa con le rispettive Direzioni generali, hanno definito un piano che gia’ da martedi’ prossimo garantirà a tutti i pazienti oncologici le prestazioni necessarie. L’équipe del professor Tombolini provvederà a completare direttamente all’Aquila le sedute per coloro che hanno già trattamenti in corso; la Radioterapia di Chieti prenderà in carico i pazienti per i quali è già stata impostata la terapia, ma che non hanno ancora cominciato le sedute. Tutta la relativa documentazione – comprese le cartelle cliniche – è già stata trasferita al Policlinico di Chieti, dove il reparto del professor Ausili Cèfaro ha avvisato i primi tre pazienti. Per garantire la continuità del servizio da martedì è stato attivato un turno aggiuntivo pomeridiano. Tombolini e Ausili Cèfaro hanno avviato contatti anche con la Radioterapia di Pescara.

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