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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

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Rafforzare Made in Italy, oltre crisi Covid

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

Digitalizzazione, formazione e aggregazione d’impresa. Parole chiave che restano una priorità per la tenuta e soprattutto il rilancio dell’export agroalimentare Made in Italy ancor più schiacciato dalle restrizioni per il Covid e presto alle prese con gli effetti sui mercati internazionali delle elezioni Usa. A esserne fermamente convinta è Cia-Agricoltori Italiani che lo ha ribadito in occasione del nuovo incontro di programmazione sul Piano Straordinario di Promozione del Made in Italy per il 2021-2022, promosso con le organizzazioni del settore agroalimentare e vitivinicolo dal sottosegretario al ministero degli Affari Esteri, Manlio Di Stefano. Per Cia, infatti, è sempre più importante dare risposte nuove alle imprese del settore che devono far fronte a una crisi senza precedenti a causa della pandemia. In particolare, va preservato, nonostante le restrizioni, l’accesso e la permanenza nei mercati europei e internazionali, laddove, proprio come già indicato dall’Agenzia ICE, digitale, innovazione e sostenibilità sono le parole d’ordine per rivolgersi alle nuove generazioni di consumatori globali. In prospettiva, ed è ciò su cui Cia sta lavorando, la promozione deve passare per l’aggregazione, essenziale a favorire lo sviluppo di reti di impresa e strategie condivise di internazionalizzazione. A ciò va affiancato un adeguato piano formativo e una crescita delle aziende sul digitale. La promozione del Made in Italy non può prescindere da un salto di qualità da parte delle aziende, soprattutto delle medie e piccole imprese che contribuiscono, nonostante i numeri più esigui, alla ricchezza e alla valorizzazione del patrimonio agroalimentare italiano. In un contesto emergenziale, tutt’altro che risolto, sottolinea Cia, dare maggiore impulso ai prodotti nostrani sul mercato interno non è scontato, diventa anzi cruciale, come lo è la conferma di un peso specifico del Made in Italy agroalimentare e più in generale europeo, sul piano internazionale. Per questo Cia, guarda al 2021 come a un’occasione per la chiusura della contesa Ue-Usa sulla questione Airbus-Boeing e, soprattutto, per il superamento dei dazi aggiuntivi con la ripresa dei negoziati tra Europa e Stati Uniti, dopo il recente primo accordo sull’abbattimento tariffario. Attenzione poi all’export verso il Regno Unito con il rischio per 40 mila aziende italiane di perdere un importante sbocco commerciale senza l’accordo post Brexit. L’impatto di un “no deal” sul settore interromperebbe una scia positiva che ha portato nel decennio 2010-2020 a un aumento del 46% nelle esportazioni di cibo Made in Italy Oltremanica. “Bene che prosegua il dialogo con il ministero degli Esteri su criticità e progetti di promozione per affrontare le sfide all’orizzonte come lo sono anche la riforma della Pac e il Green Deal Ue -ha commentato per Aldo Alberto, della Giunta Cia e delegato all’internazionalizzazione-. Come dimostrato dal lavoro condiviso sui contenuti del Patto per l’Export, l’ascolto delle organizzazioni agroalimentare è utile a centrare priorità e obiettivi comuni. Attendiamo ora l’annunciata messa online da parte di ICE della piattaforma dedicata alla presentazione delle progettualità. Servirà, e su questo c’è nostra piena disponibilità -ha concluso Alberto- capacità di sintesi e coesione per arrivare con il Piano, a uno strumento concreto ed efficace”.

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Rafforzare la sanità a garanzia di tutti i cittadini

Posted by fidest press agency su martedì, 11 agosto 2020

Questo il titolo e lo scopo del documento messo a punto da Anp, l’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani, per chiedere a Governo, Parlamento e Regioni di avviare una stagione di investimenti e innovazioni orientate al potenziamento del Sistema sanitario nazionale in tutto il Paese, nelle città come nelle aree rurali.Il sistema sanitario, nell’emergenza Coronavirus, ha mostrato tutto il suo valore e la sua professionalità -ricorda Anp- ma ha reso evidenti anche alcuni limiti nell’organizzazione sanitaria. E’ necessario un servizio pubblico nazionale che, con maggiore capacità e tempi adeguati, possa garantire l’accesso all’assistenza per tutti, senza discriminazione né sociale né territoriale, prestando particolare riguardo alle persone anziane, ai pensionati con assegni al minimo, a chi risiede nelle zone interne del Paese, spesso dimenticate dai servizi socio-sanitari.Per questo Anp-Cia chiede che, con le risorse dedicate previste dal Dl Rilancio (3,2 miliardi) e poi con i nuovi fondi europei, si apra una nuova stagione fatta di investimenti per potenziare la sanità, riqualificando le strutture ospedaliere e incrementando i servizi a disposizione dei cittadini, per colmare il deficit nelle aree rurali del Paese.Secondo l’Associazione, bisogna che le istituzioni concentrino la loro azione su alcune priorità a livello di politiche di prevenzione delle cure primarie e di assistenza domiciliare, in particolare per la disabilità e la non autosufficienza. Pertanto, è urgente potenziare i centri poliambulatoriali, le case della salute, gli h24 diffusi sui territori, diffondere la telemedicina, rivalutare le farmacie rurali.L’invecchiamento in buona salute è una conquista fondamentale che deve essere preservata con scelte lungimiranti -sottolinea Anp-Cia-. È sulla base di questa condizione che occorre dare valore alla tutela della salute, riaffermando alcuni principi che la rendono effettiva per il cittadino: potersi curare ovunque nel Paese, con qualità di servizi e di strutture; assicurare uniformità nell’accesso e nell’erogazione delle prestazioni; rendere fruibili i servizi agli abitanti delle aree rurali e montane e garantire gli utenti più bisognosi, superando le liste d’attesa per le visite specialistiche; riaffermare che il SSN, articolato nei servizi sanitari regionali, è fondato sul finanziamento attraverso la fiscalità generale; evitare che il costo a carico delle famiglie, che negli ultimi anni è ulteriormente aumentato, amplifichi ancora i divari e le disuguaglianze sociali.

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I deputati europei votano nuove misure per rafforzare i diritti passeggeri ferroviari

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

Bruxelles. Il Parlamento europeo ha chiesto mercoledì un meccanismo per imporre sanzioni agli Stati membri dell’UE che violano le regole comuni in materia di esportazione di armi.
I deputati hanno sostenuto le modifiche alle norme del 2009 per garantire una migliore assistenza alle persone a mobilità ridotta, un migliore accesso per i ciclisti e procedure più chiare per il trattamento dei reclami. La legislazione, se sarà approvata in via definitiva, stabilisce inoltre che le compagnie ferroviarie dovranno migliorare le informazioni fornite ai passeggeri sui loro diritti e aumentare l’indennizzo versato ai pendolari in caso di ritardi.
I deputati hanno aumentato il risarcimento per i ritardi superiori a un’ora dal 25% al 50% del prezzo del biglietto. I passeggeri avranno diritto a tale risarcimento, mantenendo quello a proseguire il viaggio o a cambiare il proprio percorso.I passeggeri avranno diritto al 75% del prezzo del biglietto per un ritardo di un’ora e trenta minuti e al 100% del prezzo del biglietto per ritardi superiori alle due ore.Per evitare che i passeggeri rimangano bloccati dopo una coincidenza persa, i deputati hanno chiarito che un passeggero con diversi biglietti per un viaggio a più tratte ha gli stessi diritti all’informazione, all’assistenza e al risarcimento di quelli che avrebbe con un biglietto cumulativo.I deputati hanno inoltre respinto le richieste di esentare gli operatori ferroviari dal risarcimento in caso di “circostanze eccezionali”.
L’assistenza alle persone a mobilità ridotta dovrà essere gratuita e disponibile nelle stazioni più grandi, senza obbligo di notifica preventiva.I deputati hanno inoltre ridotto il tempo necessario per la pre-notifica nel caso in cui sia necessaria assistenza nelle stazioni più piccole. Inoltre, hanno chiarito la responsabilità degli operatori ferroviari e dei gestori delle stazioni per il risarcimento completo dei passeggeri, se i primi hanno causato la perdita o il danneggiamento delle attrezzature per la mobilità.
Il testo stabilisce che i passeggeri hanno il diritto di portare le biciclette a bordo del treno, anche su treni ad alta velocità, servizi a lunga distanza, transfrontalieri e locali. I treni nuovi e ristrutturati devono avere spazi ben indicati per il trasporto di biciclette assemblate, con un minimo di otto spazi.
I deputati hanno inoltre sostenuto un’eliminazione graduale anticipata delle deroghe temporanee che vengono utilizzate da alcuni Stati membri per applicare solo una parte delle norme del 2009 per i passeggeri sui servizi ferroviari nazionali. Tali deroghe dovrebbero terminare al più tardi un anno dopo l’entrata in vigore delle norme modificate. I deputati, inoltre, hanno chiesto che le regole si applichino ai servizi ferroviari suburbani.

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Gheddafi: 5 miliardi per contrastare l’immigrazione

Posted by fidest press agency su martedì, 31 agosto 2010

“Ci sembra buona la richiesta di Gheddafi, 5 miliardi di euro dell’Unione Europea alla Libia per contrastare l’immigrazione clandestina. Talmente buona che la facciamo nostra e diciamo al Governo italiano, che siamo disposti, con la metà dei soldi, a contrastare noi l’immigrazione clandestina e tutti quei reati che da essa derivano. Chieda il Governo italiano 2 miliardi e mezzo di euro all’Unione Europea, per rafforzare gli organici e i mezzi delle Forze dell’Ordine italiane e non avremo bisogno di nessun saltimbanco accompagnato da amazzoni per tutelare il nostro Paese”. Sarcastico, provocatorio, ma anche preoccupato il commento di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia, all’indomani della richiesta del rais libico.  “Quella di Gheddafi è un’ennesima pericolosissima provocazione davanti alla quale, con il rispetto che è dovuto alle Istituzioni, ci sembra assordante il silenzio del Quirinale e del Vaticano. Che la politica italiana, soprattutto quella di maggioranza, non sappia far fronte a certe situazioni è evidente. La politica infatti ha difficoltà a diminuire l’entità dei propri teatrini, figuriamoci se riesce e tenere a bada quelli degli altri – continua Franco Maccari – però ben più autorevoli voci dovrebbero alzarsi in difesa della dignità di un Paese che da ospitante si è tramutato in servo sciocco di chi pericolosamente ed in maniera subliminale cerca di sovvertire l’ordine costituito servendosi della religione”. “Parlino Quirinale e Vaticano, mettano a tacere l’uomo Gheddafi e le idee di morte che egli porta avanti – conclude il Segretario Generale del Coisp – non può esservi amicizia, come vorrebbe farci credere il capo del Governo millantando i trattati tra Italia e Libia, con chi non rispetta le usanze e le abitudini della casa di chi lo ospita”.

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Inefficienza del sistema sanitario laziale

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 luglio 2010

Roma. “Nonostante questo periodo di grave deficit sanitario e di pesanti tagli che stanno massacrando e impoverendo la regione, bisogna rafforzare tutti i servizi di assistenza domiciliare che tutelino la salute e la dignità delle persone che hanno la necessità di ricevere cure. Pensiamo ad esempio a tutti quei pazienti affetti da gravi malattie tumorali o patologie croniche”.  Con queste parole Roberto Soldà, vicepresidente dell’Italia dei Diritti, commenta il resoconto stilato dal  “II Rapporto Audit civico del Lazio” compiuto da Cittadinanzattiva – Tribunale per i diritti del malato, che ha bocciato il sistema sanitario laziale, sottolineando l’inefficienza dell’assistenza domiciliare e la scarsità delle informazioni rivolte ai cittadini sui servizi di base. Il rapporto presentato ieri a Roma e realizzato grazie al contributo della Regione Lazio, ha coinvolto 120 cittadini che hanno indagato personalmente 111 strutture sanitarie presenti sul territorio regionale, evidenziando anche la mancata esistenza di  una  politica concreta delle associazioni dei cittadini, i quali non hanno possibilità di intervenire nelle decisioni e nella verifica sulla qualità delle torniture.

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Premio Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 aprile 2010

«Il Premio Roma, giunto alla sua XI edizione, si conferma un appuntamento di grande prestigio per la Capitale. Il suo rilievo internazionale contribuisce alla diffusione dell’immagine di Roma e dell’Italia nel mondo, grazie a un connubio efficace tra matrice letteraria e appuntamenti speciali di notevole spessore. La volontà delle istituzioni è di sostenere iniziative come questa che, in undici anni di storia, ha dimostrato la sua validità nel rilanciare il binomio cultura-economia, aprendo nuove strade a una realtà editoriale in forte crescita e operando così a pieno campo nel settore delle attività produttive. Il gemellaggio con la città di Buenos Aires, previsto dall’edizione 2010, potrà essere un’occasione per dare il via a una serie di iniziative finalizzate a rafforzare il rapporto economico-culturale tra Roma e la Capitale argentina; rappresenterà, inoltre, un momento ideale per promuovere le eccellenze della cultura romana e il Made in Italy».  Lo dichiara l’assessore alle Attività produttive, Davide Bordoni, in occasione della presentazione, presso la sala della Protomoteca in Campidoglio, della XI edizione del Premio Roma.

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Europa: Nomina Paola Testori

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2010

“Accolgo con grande soddisfazione la nomina di Paola Testori Coggi alla Commissione Europea come nuovo Direttore Generale per la Salute e la Tutela dei Consumatori”. È quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC) e Rappresentante italiano nel Gruppo Consultivo Europeo per i Consumatori (ECCG). “Il nuovo incarico che la Testori è chiamata a ricoprire -prosegue Dona- è il giusto riconoscimento alla sua costante attenzione verso la tutela dei consumatori e la difesa della loro salute; a lei vanno i miei migliori auguri di buon lavoro”. “Sono certo che questa nomina, oltre a rafforzare la posizione italiana ai vertici amministrativi della Commissione -conclude Dona- ci aiuterà nello sviluppare e migliorare il nostro dialogo a livello comunitario, anche per una maggiora attenzione ai consumatori italiani”.

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Missione Puntoit negli Emirati Arabi

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2009

Ad Abu Dhabi dal 1 al 4 novembre la terza missione Puntoit negli Emirati Arabi. L’iniziativa rappresenta una nuova occasione per esplorare le potenzialità di collaborazione nel settore ICT ed un momento di confronto e di aggiornamento sulle politiche dei due paesi. “Lo scopo della terza missione di Puntoit ad Abu Dhabi negli Emirati Arabi è di monitorare i progressi delle imprese del paese nell’alta tecnologia, nelle tlc, nell’industria dei contenuti e dei media, le iniziative in corso, ed i futuri progetti dei due paesi nel settore con l’obiettivo di rafforzare le relazioni economiche nel campo dell’economia creativa e digitale (telecomunicazioni, media e ICT). La nuova visita di Puntoit ad Abu Dhabi rappresenta anche un’ occasione per valutare possibili accordi di partnership e progetti di collaborazione nel settore ICT e delle tlc. “Uno dei risultati di rilievo delle precedenti missioni di Puntoit è stata la nascita dell’Associazione Italia-Emirati Arabi, oggi presieduta da Luca Barbareschi, il cui obiettivo è lo sviluppo dei rapporti tra i due paesi. L’Associazione Italia-Emirati Arabi sta già lavorando a progetti importanti quali ad esempio quello con l’ospedale San Raffaele o con i produttori cinematografici” Gli Emirati Arabi rappresentano uno dei mercati internazionali maggiormente dinamici ed in forte sviluppo, sia per le potenzialità del mercato interno sia per la forte attrattiva che svolgono nei confronti di una vasta area geografica che dai paesi del golfo si estende fino all’India ed all’Africa del nord. (PUNTOIT)

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Individuo, istituzioni e cultura

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 agosto 2009

Editoriale fidest. Sono i tre mattoni che tengono ancora in piedi la società contemporanea dopo che Socrate li aveva concepiti: individuo, istituzioni, cultura. Vanno, a questo punto, ad intersecarsi con i principi introdotti da Montesquieu nella sua opera più importante e monumentale, Lo spirito delle leggi (L’esprit des lois), dove traccia  la teoria della separazione dei poteri: quello legislativo, che fa le leggi, l’esecutivo per farle eseguire, il giudiziario, per giudicare i trasgressori. Condizione essenziale è che questi tre poteri restino nettamente separati e siano universalmente accettati. Ma Socrate è andato anche oltre intravedendo un flusso impalpabile e trasparente delle cose che possiamo indicare nell’astrazione ovvero la possibilità di trovare un significato trascendentale della vita che è intorno a noi impalpabile ma che domina i nostri pensieri ed è il filo conduttore per una corrente che ci mette in rapporto con l’ignoto. Ci è parso di capire, in tutto ciò, il tentativo di costruire un modello di società che sapesse al meglio stabilire un principio di convivenza dei popoli e ne conciliasse gli opposti interessi in nome del bene comune. Un dibattito che coinvolse non solo il mondo del pensiero laico ma anche quello religioso. La prima cautela sembra quella di voler neutralizzare la malizia dell’uomo e le sue degenerazioni. La ricerca, quindi, si sofferma sulle possibili tre forme di governo: la monarchia dove comanda uno, l’aristocrazia dove comandano i migliori o i virtuosi e la democrazia che è il potere del popolo. In proposito S. Tommaso scriveva: “Est etiam aliquod regimen ex istis comixtum, quod est optimum . (Vi è un certo regime, che è un misto di queste tre forme, il quale è il migliore)”. In tal modo il santo riapriva il dibattito in chiave dottrinale e biblica e dove S. Roberto Bellarmino ricorda:  “Quando gli ebrei chiesero un re, Dio si dispiacque; pur tuttavia permise che si scegliessero a sorte un re. Perciò Dio (I libro dei Re), in molti modi dichiarò che non gli era piaciuta la richiesta del popolo di aver un re, come lo avevano gli altri popoli… Poi, per far recedere il popolo da questa richiesta, comandò a Samuele di preannunciare il… giogo pesante che i re erano soliti imporre ai loro popoli… Tutte queste parole della S. Scrittura hanno lo scopo di far capire al popolo che non è vantaggioso avere un re, come i gentili; avendo avuto essi, per il passato, giudici scelti… da Dio… Poiché, tuttavia, il popolo persisteva per avere un re, Samuele diede loro il re Saul. (…) Saul, che da privato cittadino era il migliore, diventato re, divenne il peggiore… Poi Davide, prima di salire al trono, non volle mai recare alcuna offesa a Saul a lui nemico… Diventato re, uccise un soldato… e commise adulterio con la moglie. Tuttavia fece sincera penitenza e ritornò in grazia di Dio. Salomone, uomo all’inizio buono, nella vecchiaia adorò gi idoli e la sua salvezza eterna fu in pericolo (…) Di conseguenza, chi è tanto cieco da non vedere quanto sia pericoloso il governo del re ed anche dei prìncipi assoluti?”. Se noi, a questo punto, vogliamo rapportare tali riflessioni all’attualità e passare ad un confronto con gli eventi odierni, dobbiamo dire che nei paesi dove ancora esiste la monarchia essa è stata neutralizzata riducendola a un mero simbolo ma senza poteri effettivi. Abbiamo privilegiato la democrazia ma non siamo riusciti del tutto a preservarla dall’altro potere, in se pernicioso, dall’aristocrazia che da frutto della nobiltà si è trasformata nel frattempo in quella dei mercanti e degli arricchiti, degli arrivisti, di certo poco virtuosi ma intesi come i migliori tra i mestatori di torbidi. E qui il mondo laico e quello religioso hanno segnato i loro limiti. Abbiamo tollerato l’industrializzazione selvaggia dell’Europa e poi dell’America del Nord dal XVI secolo e subito i condizionamenti politici che non hanno permesso la tutela dei diritti delle classi più deboli. Abbiamo incominciato a riscattare le condizioni dei più deboli dal XIX secolo ma ciò non ci ha preservati dall’influsso dei poteri forti in quanto detentori di ricchezze. Ciò che ne è sortito è diventato la più oscena messa in atto poiché il potere delle classi dominanti ha solo compiuto un’operazione di maquillage. Abbiamo abolito sulla carta il colonialismo e lo abbiamo reintrodotto con i regimi corrotti e corruttibili. Abbiamo osannato la democrazia e persino rafforzata con l’espressione “compiuta” per poi servirsi di prestanome per lasciare che il potere restasse oligarchico. Abbiamo invocato la sovranità del popolo per blandirlo e illuderlo e sotto tale cortina fumogena continuare la politica dei soprusi. Socrate e lo stesso S. Tommaso di certo non avrebbero previsto la nascita, dopo aver tamponato la temuta “malizia”, della logica camaleontica di chi si sente re e aristocratico al tempo stesso e intende preservare tutti i privilegi della casta. E accetta di dialogare solo con i suoi pari. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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